WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Monday December 11th 2017

MASADA n. 686. 25-4-2008. Tre referendum per un’informazione libera

“Il problema della democrazia non e’ chi deve comandare ma come si controlla chi comanda”.
(Popper)
..
“Una civilta’ non puo’ prosperare senza una comunicazione autenticamente libera ed indipendente, senza disporre di una agora’ nella quale le opinioni si confrontano liberamente ed i cittadini dialogano tra di loro, si accordano e dissentono”
(Agostinelli)
..
Ernesto "Che" Guevara
“Nel tempo dell’inganno universale dire la verita’ e’ un atto rivoluzionario”
(Ma conoscerla e un diritto democratico)
..
Jurij M. Lotman
“L’informazione non e’ un connotato facoltativo, ma una delle condizioni essenziali per l’esistenza dell’umanita’. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, e’ una lotta per l’informazione”
..
Pier Paolo Pasolini
"Non vi e’ dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo, non e’ stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d’informazione, non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre".
Voltaire
“Coloro che possono farti credere assurdita’, possono farti commettere atrocita’”
..
 
Oggi e’ la festa della resistenza per il 63° anniversario della liberazione dell’Italia da invasori stranieri. Ma oggi siamo chiamati a raccolta anche per la liberazione dell’Italia di invasori interni adesso, che occupano il governo e la cosiddetta opposizione, e che tentano di ricacciarci nel buio dell’incivilta’ e dell’anti-democrazia.
 
Oggi, 25 aprile, a Torino, Beppe Grillo, Travaglio e altri celebreranno un giorno di resistenza alle forze di potere per rivendicare un’informazione libera, primo requisito per poter parlare di democrazia. Senza informazione non puo’ esserci conoscenza e senza conoscenza non puo’ esserci giudizio e libera scelta. Senza informazione non c’e’ giustizia.
Chiunque voglia coartare la democrazia si impossessa dei mezzi di informazione.
Chi tiene in pugno l’informazione non solo deforma la conoscenza ma deforma anche la coscienza.
..

Saranno presentati per le firme tre referendum propositivi:
 
Abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria
Abolizione dell’ordine dei giornalisti
Abolizione della legge Gasparri
 
Le firme saranno raccolte anche in altre citta’ italiane in 467 banchetti
Vedi la mappa dei banchetti in http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/
 
Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all’anno. L’editoria, puo’ quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle (come Saviano), quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non e’ contro di loro, ma contro l’ingerenza della politica nell’informazione.
Il lettore non conta nulla per l’editore di un giornale, contano di piu’ i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicita’ (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget.

Quesito referendario
 
«Volete voi che siano abrogate
– la legge 25 febbraio 1987, n. 67, recante “Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria” limitatamente all’art. 9 comma 6 il cui testo letterale e’ il seguente “Alle imprese editrici di quotidiani o periodici che attraverso esplicita menzione riportata in testata risultino essere organi di partiti politici rappresentati in almeno un ramo del parlamento e’ corrisposto: a)  un contributo fisso annuo di importo pari al 30 per cento della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi, inclusi gli ammortamenti e comunque non superiore a 1 miliardo e 500 milioni per i quotidiani e 300 milioni per i periodici;
b)  un contributo variabile calcolato secondo i parametri previsti dal precedente comma quinto per i quotidiani, ridotto ad un sesto, un dodicesimo o un ventiquattresimo rispettivamente per i periodici settimanali, quindicinali o mensili; per i suddetti periodici viene comunque corrisposto un contributo fisso di 200 milioni nel caso di tirature medie superiori alle 10.000 copie.”
– la legge 7 agosto 1990, n. 250, recante “Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli utili di cui all’articolo 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n.67, per l’accesso ai benefici di cui all’articolo 11 della legge stessa”
– la legge 5 agosto 1981, n. 416 recante “Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria” limitatamente agli artt.  22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 32, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41»
Abolizione dell’ordine dei giornalisti
Mussolini creo’ nel 1925ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 e’ scritto che: e’ diritto insopprimibile dei giornalisti la liberta’ d’informazione e di critica, mentre e’ loro obbligo inderogabile il rispetto della verita’ sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealta’ e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: "L’albo obbligatorio e’ immorale, perche’ tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti"
Berlinguer aggiunse: "Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perche’ considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla liberta’ di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
L’informazione e’ libera e l’ordine dei giornalisti limita la liberta’ di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento e’ il lettore.
….
Quesito referendario
, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge
I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione della Repubblica e in applicazione della legge 25 maggio 1970 n. 352, sul seguente quesito: «Volete voi che sia abrogata la legge 3 febbraio 1963, n. 69, recante “Ordinamento della professione di giornalista”?»
..
Abolizione della legge Gasparri
La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
– non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
– non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatoriproporzionati (poi ha finito gli aggettivi)
La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionaleLeggi il post: Libera informazione in un libero Stato , del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succedera’. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprieta’ dello Stato, che puo’ decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprieta’.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammi’ alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte e’ inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.
Quesito referendario
I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione della Repubblica e in applicazione della legge 25 maggio 1970 n. 352, sul seguente quesito: «Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante “Testo unico della radiotelevisione”?»
..
Soldi pubblici, informazione privata.

“ Ma quanti sanno che lo Stato finanzia il Corriere della Sera, rimpolpando gli utili degli azionisti della RCS con elargizioni calcolate, per un solo anno, in 23 milioni di euro?
E come commentare il fatto che gli italiani, tutti gli italiani, lavoratori e imprenditori, laici e cattolici, piemontesi e siciliani – oberati, tutti insieme e individualmente, dal piu’ alto debito pubblico dell’Occidente (che nel 2006 ha sfondato il tetto dei 1.600 miliardi di euro) e da interessi sul debito colossali (ogni anno il 6% del PIL) – siano costretti a finanziare, fra gli altri il giornale della Confindustria con piu’ di 19 milioni di euro l’anno, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana con piu’ di 10 e il quotidiano della Fiat con 7 milioni di euro?
La Mondadori, notoriamente, non ha un quotidiano. Si accontenta, diciamo cosi’, di fare la parte del leone in edicola con i periodici e in libreria con i libri. Come la prendereste se vi dicessero che, solo sotto forma di credito di imposta sulle spese sostenute per l’acquisto della carta in un anno, l’azienda di Silvio Berlusconi e’ stata da noi sostenuta con un contributo di 10 milioni di euro? E che in un solo anno risulta aver avuto dallo Stato uno sconto, per le spedizioni postali, di quasi 19 milioni di euro?
Tutti conoscono Giuliano Ferrara e il suo Foglio, Vittorio Feltri e il suo Libero, Antonio Polito (poi sostituito da Paolo Franchi) e il suo Riformista. Pochi sanno che costoro possono fornire il loro esuberante apporto alla vita politica e istituzionale del Paese grazia al nostro diretto apporto economico. Insomma ci costano complessivamente piu’ di 12 milioni di euro.” Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri

..
A Venezia, Hitler, al primo incontro con Mussolini, si presento’ vestito con un impermeabile sgualcito. Il duce e i suoi ministri erano in divisa, fez, stivali, fasci littori e bandiere. Mancavano solo gli schiavi africani con le trombe vestiti di pelle di leone. Da allora Hitler decise di copiare tutto dal fascismo. Tranne una cosa: l’albo professionale dei giornalisti. Non aveva abbastanza pelo sullo stomaco.
Mussolini creo’ nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 e’ scritto che: e’ diritto insopprimibile dei giornalisti la liberta’ d’informazione e di critica, mentre e’ loro obbligo inderogabile il rispetto della verita’ sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealta’ e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio e’ immorale, perche’ tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”
Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perche’ considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla liberta’ di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
L’informazione e’ libera e l’ordine dei giornalisti limita la liberta’ di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento e’ il lettore.
Il 25 aprile si firmera’ per un referendum in tre punti per una libera informazione in un libero Stato. Il primo punto sara’ l’abrogazione della legge 66/1963, perche’ l’accesso alla professione di giornalista e il suo esercizio siano liberi da vincoli burocratici e corporativi di sorta.
..
La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.
La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
– non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
– non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatoriproporzionati (poi ha finito gli aggettivi)
La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succedera’. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprieta’ dello Stato, che puo’ decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprieta’.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammi’ alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte e’ inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.
..
Prodi e Gentiloni, il factotum di Rutelli che gioca a tennis con Ermete, non applicano le sentenze sull’informazione.
Il 12 settembre l’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea ha bocciato la legge Gasparri e riconosciuto i diritti di Europa 7. E’ l’ultima di una serie di sentenze. La Corte costituzionale e il Consiglio di Stato si sono da tempo pronunciati contro Rete 4 che occupa abusivamente da anni le frequenze assegnate a Europa 7.
D’Alema ci ricorda: “All’inizio degli anni ’90 chi ha vinto? Berlusconi che aveva i soldi e i mezzi di informazione. E anche oggi se saltano i partiti non vincera’ il blog di Beppe Grillo”.
Dopo queste parole mi aspetto delle azioni conseguenti. Il governo mandi rete 4 sul satellite domani mattina. Piu’ facile che D’Alema diventi presidente della Mondadori, il suo editore.
..
Francesco Di Stefano – Europa 7

Caro Beppe,
sei stato come al solito buon profeta, quando nell’intervista prima di salire sul palco, hai detto ai numerosi giornalisti presenti: “il prossimo V-day sara’ contro di Voi perche’ la gente si sta accorgendo sempre di piu’ che non scrivete nulla che possa seriamente dispiacere alla “casta politica” ed ai loro potenti amici.”
Puntualmente cio’ si e’ verificato, infatti il 12 settembre a seguito delle conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea riguardanti la nostra vicenda, nelle quali viene bocciata la Legge Gasparri e si riconoscono i diritti di Europa 7, c’e’ stato un “silenzio assordante” da parte della “GRANDE STAMPA”, in particolare Il Corriere della Sera e La Repubblica, ma anche RAI e Mediaset.
Quest’ultima s’e’ chiusa in un anomalo, assoluto mutismo ed il Ministro Gentiloni e’ letteralmente sparito.
Sarebbe andata ben diversamente se le Conclusioni dell’Avvocato generale fossero state favorevoli alla Legge Gasparri. Mediaset ne avrebbe parlato per una settimana a reti unificate e sulla RAI avrebbe imperversato la faccia e lo “sguardo intelligente” dell’ex Ministro Gasparri. Grazie a Dio e all’Avvocato generale questo c’e’ stato risparmiato.
Il Corriere della Sera (in otto anni non ha mai affrontato il caso Europa 7) avrebbe messo la notizia in prima pagina con grandi approfondimenti.
Hanno avuto il coraggio di scrivere soltanto: Marco Mele (Il Sole 24 Ore) e Marco Travaglio (L’Unita’). C’e’ stata anche un’iniziativa di Articolo 21 che in particolare con Beppe Giulietti si sta battendo contro questo silenzio assordante e si chiede “cosa c’e’ dietro”.
Se il Governo Prodi nell’udienza presso la Corte di Giustizia avesse combattuto la Legge Gasparri “come era Suo dovere” invece di difenderla, oggi avrebbe potuto vantarsi di aver provvisoriamente sconfitto una “legge vergognosa” e parzialmente rispettato il patto con i Suoi elettori, invece di nascondersi insieme alla “GRANDE STAMPA” e alle “GRANDI RETI TELEVISIVE”.
Caro Beppe, per fortuna esiste la rete, il suo popolo ed il tuo grande impegno per una informazione libera.
Grazie e complimenti per il V-day.”

Francesco Di Stefano – Europa 7
..
Marco Travaglio
 
"Caro Beppe,
prim’ancora che avvenga il V2-Day per un’informazione libera ha gia’ sortito due risultati prodigiosi. Il primo e’ far riscoprire i valori della Resistenza e della Costituzione al Pd, che ultimamente era piuttosto tiepidino in materia, al punto da voler continuamente riformare la Costituzione con tre forze estranee alla Costituente: il Cainano, la Lega e i post (?) fascisti di An. E’ semplicemente strepitoso lo slancio con cui, all’annuncio del V2-Day a Torino, i vertici del Pd torinese hanno subito organizzato una manifestazione di piazza come non se ne vedevano da anni per il 25 Aprile.
Mi ha commosso in particolare l’attivismo resistenziale di uno dei dirigenti locali degli ex-Ds, Stefano Esposito, noto alle cronache torinesi soprattutto per essersi occupato di sale bingo. Mi auguro che venerdi’, in piazza San Carlo, riusciremo a collegarci idealmente all’altra piazza, spiegando che il V2-Day e’ la naturale prosecuzione delle battaglie in difesa della Costituzione. Che contempla, fra l’altro, l’articolo 21, quello sulla liberta’ d’informazione, il piu’ calpestato in questi anni da destra e anche in parte da sinistra insieme all’articolo 3 (“Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di razza, religione” eccetera).
Come sai, dei tre referendum per i quali raccoglieremo le firme mi appassiona soprattutto il terzo, che ritengo decisivo in un Paese ancora in gran parte “televisivo”. Se davvero riusciremo – insieme all’abolizione di un ente inutile come l’Ordine dei giornalisti e al disboscamento della jungla di finanziamenti pubblici a giornali finti di partiti veri, a giornali veri di partiti finti, a giornali finti di partiti finti – a radere al suolo la legge Gasparri e le altre che l’hanno preceduta, tutte dettate o scritte direttamente dal Cainano a proprio uso e consumo, faremo saltare il tappo piu’ grosso che imprigiona la democrazia italiana. Lo dico perche’ penso che questo V-Day riuscira’ in pieno solo se non passera’ alle cronache come la giornata del vaffanculo ai giornalisti, ma come la fine del regime televisivo che opprime e sfigura l’Italia dagli anni 80. Ancora 15 anni fa, il Cainano avrebbe perso sonoramente le elezioni, se avesse detto ai suoli elettori “Di Pietro mi fa orrore” e “Mangano e’ un eroe”. Infatti nel ’94 vinse inneggiando a Di Pietro, a Falcone e a Borsellino. Il 13 aprile, invece, dopo 15 anni di bombardamento a reti unificate, ha stravinto beatificando Mangano e maledicendo la magistratura.
Il V2-Day, almeno per come lo vedo e lo auspico io, dovra’ rimuovere il macigno “di sistema” che blocca la liberta’ d’informazione. E dovra’ dare la sveglia ai giornalisti, perche’ riscoprano i valori profondi della propria missione: per esempio, il dovere di dare tutte le notizie. Perche’ il problema in Italia sono anche i politici, gli editori e certi direttori. Ma soprattutto il problema sono i giornalisti, che spesso si autocensurano prim’ancora che qualcuno li censuri. Come diceva Leo Longanesi: “In Italia non e’ la liberta’ che manca: mancano gli uomini liberi”. Aiutiamoli, aiutiamoci a esserlo tutti dal 25 aprile in poi."
 
Marco Travaglio
..
Beppe Grillo
 
Tra qualche giorno una sola persona avra’ il controllo di sei televisioni nazionali. La settima rimarra’ in franchising come e’ adesso. La Voce del Popolo (detto Testa d’Asfalto) sara’ il futuro presidente del Consiglio. Per il cittadino non cambiera’ nulla. L’informazione era di regime prima e lo sara’ anche dopo. In modo omogeneo pero’, senza porre imbarazzanti problemi di sottile, impercettibile confronto tra il servo doc Fede e il servo dop Riotta. Una sola voce, una moltitudine di orecchie. Una chitarra di Apicella a Porto Rotondo e cento giornalisti servi. Una luna a Marechiaro e la madunina a Milano. Montanelli e Biagi sotto una lapide. L’italiano e’ come un canarino in gabbia. La liberta’ gli fa paura. E’ abituato a non sapere la verita’ sulla morte di Borsellino. Sull’Italicus e su Piazza Fontana. Sul G8 di Genova e sugli inceneritori. Vuole credere con tutte le sue forze che il pluri presidente del Consiglio Andreotti sia prosciolto e non prescritto per mafia. L’italiano televisivo immagina un nuovo Parlamento fatto da brave persone. Non da condannati e rinviati a giudizio. Chi controlla l’informazione vince, chi la subisce perde. Un mondo virtuale diventa realta’, dei delinquenti diventano senatori e deputati. E’ tutto vero, e’ tutto falso. Chi grida di piu’, la vacca e’ sua. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione. E’ piu’ difficile di allora. Non ci sono piu’ fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta e’ tra le coscienze addormentate e la liberta’ di pensare, tra chi non vuole piu’ volare e chi non puo’ rinunciare al cielo. Il 25 aprile possiamo cambiare il Paese. Abbiamo il dovere di farlo per i nostri figli e per la nostra coscienza. La liberta’ di informazione non puo’ fare sconti. Tre referendum per una libera informazione in un libero Stato: abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, cancellazione del finanziamento pubblico di un miliardo di euro all’anno all’editoria, abolizione della legge Gasparri e al duopolio Partiti-Mediaset (tra poco Mediaset-Mediaset). In 400 citta’ italiane si raccoglieranno le firme, in decine di citta’ straniere si fara’ informazione sul controllo dei media in Italia. Musica, biciclette, festa e segni di pace. Un nuovo Rinascimento. Dopo tanta merda, per l’Italia e’ un atto dovuto. Il 25 aprile Beppe Grillo sara’ a Torino per una non stop in piazza San Carlo. Dalle 15 alle 22. Tante voci libere riempiranno Torino di parole di speranza. Coraggio
Beppe Grillo
..
L’informazione e’ un diritto. Vi e’ stato tolto.Per questo siamo ridotti cosi’. Solo atttraverso una libera informazione l’Italia tornera’ un Paese libero, bello, splendente come nel Rinascimento. Io ci credo, credeteci anche voi.
Il 25 aprile e’ un’occasione per dire ai partiti, alle banche, alla Confindustria e a Testa d’Asfalto che in Italia comandano i cittadini. Che l’informazione deve essere al servizio della democrazia, non dei gruppi di potere. I partiti non hanno mai fatto una legge contro il conflitto di interessi. Domandatevi il perche’. Per beneficenza? O perche’ con una libera informazione sarebbero spariti TUTTI, TUTTI, il giorno dopo per non farsi prendere a calci nel culo dagli italiani.
In alto i cuori. IIl 25 aprile in 400 citta’ italiane ci sara’ la raccolta delle firme per i referendum per una libera informazione in un libero Stato. No all’ordine corporativo dei giornalisti, al finanziamento pubblico di un miliardo di euro all’anno all’editoria, alla legge Gasparri sulle radiotelevisioni. 400 citta’ con musica, informazione, giovani e vecchi per una giornata di festa. Il 25 aprile prendete la pillola rossa. Cercate la vostra citta’ nell’elenco.
 
Beppe Grillo
Il potere che hai anche tu
di Carlo Gubitosa
La catena di san Libero, 23-04-2008 (libero@sanlibero.it)
Ora che la sinistra e’ diventata extraparlamentare, il nostro paese non vive un problema solo politico, ma anche e soprattutto culturale e mediatico. Come faremo a incontrare tutte le idee escluse dalla logica perversa della "par condicio", che stabilisce parita’ di condizioni tra i partiti, e solo tra quelli piu’ grossi, ma non tra le idee? Come faremo a dare respiro alle idee che muovono pacifisti, comunisti votati alla nonviolenza,anarchici libertari, gay e lesbiche che rivendicano i loro diritti civili, chiese diverse da quella cattolica,
scienziati, tecnici ed economisti non fagocitati dal pensiero unico e non rappresentati in parlamento e sui media? Chi sara’ portatore di messaggi non sponsorizzati, che nascono dall’uso della ragione e non dalle logiche del mercato e della propaganda?
Ad essere tenuto sotto sequestro non e’ solo il parlamento: nelle mani del Veltrusconismo oggi c’e’ anche la cultura e la vita intellettuale del Paese. Come faranno gli adolescenti a incontrare il messaggio rivoluzionario e nonviolento di Danilo Dolci o di Gandhi quando sara’ molto piu’ semplice guardare sulle reti Mediaset film prodotti dalla Medusa e basati su libri pubblicati da Mondadori, in una perversa sinergia comunicativa che fa capo al Presidente del Consiglio?
I rimasugli degli spazi mediatici verranno riempiti dalla retorica del PD, che difficilmente potra’ rappresentare posizioni diverse da quelle della propria dirigenza.
L’unica via d’uscita rimane la resistenza culturale, praticata individualmente e in piccoli gruppi lontano dai media di massa, nel rifiuto ostinato di cedere all’abbrutimento dell’ignoranza che genera leggi mostruose come quella che ha partorito il nuovo Parlamento Italiano. Cambiare la cultura e’ anche resistere al senso di impotenza, alla retorica del palazzo che vuol farci credere che il governo in carica e’ l’unico soggetto in grado di incidere sulla realta’, e che nel nostro paese 239 deputati e 130 senatori non contano piu’ nulla solo perche’ sono "dall’altra parte", e men che meno contano i cittadini che la pensano in maniera diversa dal governo.
Nel nostro paese sempre assetato di salire sul carro dei vincitori, in guerra come nelle elezioni, l’unica forza capace di fermare questo carro e’ il potere della comunicazione nonviolenta. Quando si e’ manifestato sui balconi con le bandiere arcobaleno, o per le strade di Scanzano Jonico, la politica non e’ piu’ stata la stessa. L’unico problema e’ che questo potere non permette delega, ma va esercitato da tutti e quotidianamente. Ma questa puo’ rivelarsi anche una grande opportunita’.
..
Pagliaro
L’immondizia a Napoli non c’e’ piu’
 
La spazzatura a Napoli non c’e’ piu’. Sparita, volatilizzata il 14 aprile con la vittoria di Berlusconi. Sara’ stato lui, presidente operaio, a pulire le strade. I tg non ne parlano piu’, non posso che dedurre che la citta’ e’ pulita.
Piuttosto, tutti questi extracomunitari che continuano a violentare le nostre donne. Il tg2 non parla d’altro. Ci vorrebbe una bella legge che li rimandi a casa loro. E anche le ronde, ecco. Le ronde padane. Certo, e’ un problema quello della sicurezza, signora mia. E gli albanesi? Basta dargli una automobile in mano e come minimo ti investono i bambini. Meno male che adesso c’e’ la Lega. Ci pensano loro a mandarli via. Zingari e negri: chi non ha un lavoro se ne deve andare! Ha sentito? Mario ha vinto il Grande Fratello. Anche se a me mi era piu’ simpatica quell’altra, la dottoressa. Quello, Prodi, non faceva nulla. Dormiva, e quando era sveglio litigava con i comunisti. Si’, per fortuna che non sono piu’ in Parlamento. Almeno adesso c’e’ governabilita’. Finalmente Berlusconi ha una bella maggioranza. Lasciamolo lavorare, sempre sperando che non gli mettono i bastoni fra le ruote. E’ cambiato, il Cavaliere. Adesso vuole passare alla storia. Lei se lo guarda Amici? E’ una bella trasmissione, sa. E come ballano, sembrano professionisti! Speriamo che Berlusconi fa bene, per il bene dell’Italia. E che non lo perseguitano. E’ assurdo tutto questo odio della sinistra, signora mia. Che poi lui almeno e’ ricchissimo e siamo sicuri che non ruba. Che motivo ha di rubare con tutti i soldi che ha? Ha visto che su Raidue c’e’ un nuovo programma che lo fa la Simona Ventura? Che simpatica. E poi come si veste raffinata. Certo che con Prodi era aumentato tutto, c’era l’euro a mille lire. E poi ha messo un sacco di tasse nuove. Ha sentito che Berlusconi ci toglie l’ICI? Finalmente, che senso ha uno pagare per la propria casa che e’ un diritto? E anche il bollo auto. Che io gia’ pago l’assicurazione ed e’ giusto che il bollo non lo pago. Se lo leva, vuol dire che si puo’ levare. Berlusconi e’ un grande imprenditore: se non lo sa lui come gestire l’azienda Italia! Poverino, Karim. Non lo conosce? Il tronista della Maria De Filippi. Dice che un tassista lo ha aggredito. Certo, a volte essere famosi porta disgrazie. Io l’ho votato, Berlusconi, e alla Regione ho votato Lombardo, perche’ sono passata dal patronato e, a parte che mi hanno regalato un sacchetto della spesa che fa sempre comodo, sono stati gentili e si sono presi anche il curriculum di mio figlio, poverino, che e’ in mezzo alla strada. Intanto gli hanno dato 100 euro per dare i volantini davanti ai seggi. Sempre 100 euro sono. E ora aspetto che mi hanno promesso che gli trovano un posto per tre mesi. Certo, sempre precario, ma purtroppo c’e’ stata crisi e in questo ci colpano le sinistre. Lo sa a quanto e’ arrivato il petrolio? Ha fatto anche il provino per il Grande Fratello, mio figlio, ma ha avuto sfortuna. Certo che Berlusconi sta facendo quello che puo’, con tutta la crisi mondiale che c’e’ stata. Anzi, lui con le sue aziende da’ un sacco di lavoro. Ho sentito che non licenzia mai nessuno. Il mio autobus, signora, la saluto.
 
 
Xantology e’ il blog inutile di Antonio Pagliaro.
Antonio Pagliaro e’ nato a Palermo nel dicembre del 1968. Vive, ricambiato, a Palermo.
Veste Serpica Naro. E’ autore del romanzo Il sangue degli altri, edito da Sironi. Con Edo Grandinetti e Sauro Sandroni, ha fondato Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni. Scrive anche li’. Xantology e’ un blog WordPress. Il tema e’ Mental Disorder. Design originale di Razvan Teodorescu, modificato da Antonio Pagliaro e Edo Grandinetti. Sia lodato Edo Grandinetti anche per l’immagine dell’header.
..
E ora che ne facciamo dei 12.600.000 elettori che hanno votato per la coalizione di Veltroni?
Li buttiamo?
Pio Giusto
Per quantitativo di giornalisti uccisi la Russia e’ seconda solo all’Iraq.
A partire dal 1992 al 2007 sono infatti 218 in tutto i giornalisti russi che hanno perso la vita in circostanze misteriose.
Lo ha riferito il direttore della commissione per la politica informativa e liberta’ di parola nei mass-media presso la Camera pubblica della Federazione Russa Pavel Gusev
http://unimondo.oneworld.net/article/view/144521/1/2285
Anche la Russia e’ pericolosa, con tre giornalisti morti, compresa Anna Politkovskaya, critica nei confronti del presidente Vladimir Putin, uccisa a colpi di arma da fuoco a Mosca ad ottobre. "In tutto, 21 giornalisti sono stati uccisi in Russia da quando Vladmir Putin e’ salito al potere nel marzo 2000" – spiega Rsf, aggiungendo che il Cremlino ha messo insieme un team di 150 investigatori per fare luce sulla morte di Politkovskaya. "La verita’ e’ pericolosa e il potere spesso la teme" – commenta Mimmo Candito,presidente italiano di Reporters sans frontiere’s:
"La consapevolezza che tutti i poteri ormai hanno della centralita’ dell’informazione, nelle dinamiche della vita sociale, spinge a tentare in ogni modo un controllo sempre piu’ forte e spregiudicato, fino all’uccisione o alla censura violenta sul lavoro giornalistico, per condizionarne la liberta’ di indagine, l’autonomia di espressione, la forza della denuncia".
..
..
Notizie del giorno
Paolo De Gregorio
 
Rupert Murdoch, dopo aver acquistato il “Wall Street Journal”, quattri mesi fa, licenzia il direttore e scrive l’editoriale, e questo sfizio, questa liberta’, gli e’ costata la bella cifretta di 5,16 miliardi di dollari. Ricordiamo che il caro Rupert possiede un impero mediatico di decine di giornali, riviste e TV in Australia, Gran Bretagna, USA, Asia, ha aiutato la rielezione di Bush con l’influente Tv FOX, a suo confronto Berlusconi e’ un nanetto pezzente, e incarna il potere multinazionale, quello vero, della dittatura dei soldi e dei mezzi mediatici. Il tono e il respiro del suo editoriale ci rivela che e’ nata una nuova figura politica, un dottor Stranamore globale, che parla al mondo non in virtu’ di una carica elettiva, ma come padrone assoluto di mezzi cosi’ potenti che realmente gli consentono di essere ascoltato dall’intero pianeta. E parla di politica, come un imperatore, e suggerisce: “l’allargamento della Nato a paesi come l’Australia, Israele, Giappone, piu’ solidali con i principi e le finalita’ dell’Occidente di quanto ormai lo sia l’Europa, che non ha piu’ ne’ la volonta’ politica, ne’ il senso civico per sostenere un impegno militare per difendere se stessa e i suoi alleati”.
 
Pro-memoria:
-se qualcuno sostiene che esiste una stampa libera, azzannatelo alla carotide
-se qualcuno in Italia dice che ci sono state libere elezione e che reti televisive, giornali, riviste, case editrici in mano ad una sola persona in fondo non contano, prenotategli un posto in una clinica psichiatrica
-la liberta’ la danno solo i soldi, gli altri sono sudditi, ubbidiscono e, se non si mette fine alla concentrazione dei poteri mediatici, la democrazia non esiste.
-della serie piu’ donne in politica”, la senatrice Hillary Clinton, dopo aver votato a suo tempo per l’invasione dell’Iraq, ieri in Pensylvania ha dichiarato che: “se durante la sua presidenza Teheran attacchera’ Israele lei e’ pronta a cancellare l’Iran dalla faccia della terra”. Niente piu’ di queste frasi spinge i paesi minacciati dagli USA a dotarsi di bombe atomiche. Il delirio di onnipotenza pervade chiunque abbia il controllo del bottone nucleare, anche se sei donna e di principi democratici. Solo Veltroni resta pateticamente a fare dei distinguo su democratici e repubblicani americani e non riconosce la elementare verita’ che entrambi usano la legge del piu’ forte per imporre al mondo l’egemonia Usa, e cio’ non e’ ne’ democratico, ne’ repubblicano, ma solo imperialista.
Commenti
Sal (Da bellaciao)
 
Sono sceso alla conclusione che una legge, per la regolamentazione televisiva o della stampa e’ rimasta solo una illusione nelle menti di tutti quelli come noi che credono e lottano per le liberta’.
1) La sinistra radicale non l’ha fatta quando era al parlamento
2) Veltroni ha dato segnali facendo capire che questo non fosse una priorita’ nel suo programma
3) L’unico e’ stato Di Pietro a dichiarare guerra alle TV di Mr. Plastic. Veltroni e D’Alema hanno preso subito le distanze quando ha dichiarato questo.
Per questo io credo che stanno sempre a fare il gioco delle tre carte, e dobbiamo accettare che una legge per la regolamentazione dell’informazione non la faranno mai. E che forse una sola legge non cambierebbe nulla e per cui ci dobbiamo attivare su altri canali.
Certamente siamo tutti stanchi di vedere culi e tette e di essere schiavi di una informazione da consumo. Vorremmo tutti i giorni alzarci e vedere i titoli che parlano di scandali e corrotti in galera per mettere una linea e ripartire da zero. Io il primo di tutti.
E’ una dittatura. La dittatura dell’informazione neo-liberale da consumo nelle mani di pochissimi.
Pero’ i nostri partigiani compagni erano coscienti di non avere le truppe della nazione con se’. Loro erano coscienti di avere le scarpe rotte eppur sapevano che bisognava andare a combattere.
Io credo che questo sia il momento di dire come stanno le cose. Fanno schifo, hanno fatto schifo e faranno schifo. Non avendo piu’ la speranza in quello che ci avevano promesso, allora bisogna attivarsi per altre vie.
Puo’ essere Grillo una risposta a questo sfacelo? Spero proprio che con questa manifestazione del V2DAY si possa aprire una nuova possibilita’ per smuovere le vecchie logiche di partito e spartizione dei posti in parlamento. Perche’ fino ad ora il parlamento nulla ha fatto per proteggere la liberta’ d’informazione (anche con la sinistra radicale seduta sui seggi)
Credo con questo messaggio di aver chiarito la mia posizione. Non voglio essere crudo, ma semplicemente sincero con me stesso e gli altri compagni che credono nelle liberta’ dell’individuo e nell’autodeterminazione dei popoli.
..
Da bellaciao
 
Accusati di associazione sovversiva per il G8 di Genova, tutti assolti
di Sandro Carli
E’ stata sufficiente poco piu’ di un’ora di Camera di Consiglio per assolvere tutti i tredici imputati di associazione sovversiva per aver organizzato gli incidenti durante il G8 di Genova nel 2001 e il Global Forum di Napoli.
La Corte d’Assise di Cosenza ha respinto tutte le richieste di condanna avanzate dal Pm Domenico Fiordalisi che prevedevano in totale di cinquanta anni di carcere e cinque milioni di euro come indennizzo per i danni subito da parte dello Stato. In particolare pene pesanti erano state chieste per tre imputati. Francesco Caruso, deputato uscente eletto nelle liste di Rifondazione comunista, Luca Casarini e Franco Cirilli: per ciascunoben sei anni di carcere e tre di liberta’ vigilata. Quando la presidente della Corte d’Assise, Maria Antonietta Onorati, ha letto la sentenza, si sonio levati applausi da parte del pubblico che assisteva al processo ed attendeva, con ansia ed emozione, il pronunciamento della Corte.
Uno degli avvocati difensori dei tredici imputati,Annalisa Senese, ha annunciato che verranno chiesti i danni poer il ritardo con la e’ stata riconosciuta l’innocenza degli imputati. In particolar modo per quanto riguarda Caruso la sentenza assolutoria parla di “improcedibilita’” per un processo che si e’ gia’ tenuto a Napoli . Insomma, una clamorosa smentita dell’operato di Domenico Fiordalisi che ha lasciato l’aula della Corte d’assise da una porta secondaria senza rilasciare alcuna dichiarazione.
La ricostruzione degli avvenimenti di Genova, nel corso dei quali venne ucciso Carlo Giuliani, fatta da Fiordalisi e’ stata smontata pezzo per pezzo. Un primo commento a caldo e’ venuto proprio da Francesco Caruso il quale sottolinea che la sentenza assolutoria “ e’ la dimostrazione che si e’ trattato di un teorema accusatorio costruito ad arte per aggredire e ridurre al silenzio i movimenti”. Sul fronte delle forze politiche il primo commento e’ quello del ministro uscente Paolo Ferrero ( Rifondazione comunista) che parla di “ una buona notizia”. “ Emerge infatti-afferma- come la protesta sociale e le grandi mobilitazioni di Genova del 2001 non possono essere ridotti a fatti di ordine pubblico.
..
Commiati
Mariapia
 
Ogni tanto qualcuno se ne va.
Gli abbandoni dispiacciono, in quanto noi esseri umani abbiamo scritto da qualche parte l’idea di eternita’ delle cose della nostra vita,
per cui il naturale termine di qualche storia  che ci riguardi, sia un’amicizia, un amore che termina, una vita umana amata che ci lascia,
sono stati di vita  che ci toccano dolorosamente.
Si lascia e si e’ lasciati.
Situazioni in cui ci sentiamo orfani e colpevoli nello stesso tempo
Attualmente siamo tutti  alterati, il cambiamento dello spirito umano ci rende ipersensibili.
Io mi sento spesso come se avessi il mondo intero "in gran dispitto" e devo essere molto attenta quando parlo.
Il ripensamento, la distanza da certe situazioni, la lenta crescita che ciascuno accumula nel tempo, aiutano a superare
queste perdite, questi lutti che ci toccano, se siamo umani e certamente a questo gruppo il divenire umani interessa.
Anche coloro che lasciano sono dei cercatori della  vera vita e con rispetto sono ricordati.
..
http://www.masadaweb.org
Related Tags:
Previous Topic:
Next Topic:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 11 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano