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Tuesday December 12th 2017

MASADA n. 678. 17-4-2008. Il non paese

Sono 126 anni che in Parlamento c’e’ sempre stata un’opposizione di sinistra.
Per la prima volta da 126 anni, da quando nel 1882 Andrea Costa venne eletto primo parlamentare socialista, non esiste nel parlamento italiano ne’ un socialista, ne’ un comunista . Non esistono precedenti, almeno nel nostro paese, (a parte il ventennio fascista) che possano fare da guida per darci un orientamento in un caso simile. Credo che persino Berlusconi sia sbigottito del regalo inatteso.
Quello che e’ accaduto e’ immane. Spero che Prodi si renda finalmente conto di cosa i suoi errori abbiano significato per il paese. Spero che D’Alema, Fassino, Violante, Bassolino, Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e tutti i comprimari si rendano finalmente conto che hanno coscientemente, metodicamente, egoisticamente, distrutto quello che era il piu’ grande partito della sinistra europea.

 
 
Ligabue
 
niente paura
ci pensa la vita
mi han detto cosi’
niente paura
si vede la luna perfino da qui
a parte che ho ancora il vomito
per quello che riescono a dire
non so se son peggio le balle
oppure le facce che riescono a fare
a parte che i sogni passano
se uno li fa passare
alcuni li hai sempre difesi
altri hai dovuto vederli finire
..
BUCO NERO
 
Non so piu’ se basta alla mia etica alla mia morale non sedere al BANCHETTO.
Lasciarli lascivi affondare le mani nei piatti stracolmi a vivere impuniti la loro grande ABBUFFATA.
Salvero’ la mia coscienza a non essere con LORO? E la mia anima
Ma mentre mangiano, ed io guardo (?), vedo che mangiano se stessi, pezzi di dita e mani, occhi l’un l’altro si risucchiano dalle orbite e lingue. E sangue.
Un vortice parte da quella tavola tirando nelle loro pance immense con  le vivande, le vettovaglie, mentre l’orlo della tovaglia gia’ si alza inghiottito e poi tavoli e sedie . La stanza ORA si torce, e ruota. Non s’accorgono che tutto precipita nelle loro viscere?
Ora la terra TUTTA, E GLI ALBERI E IL CIELO vortica verso il grande BUCO NERO.
 
Nugnes
..
Bifo
 
"Lasciamo perdere l’idea di ricostruire la sinistra, perche’ la sinistra non ci serve. E’ un concetto vuoto, che si puo’ riempire soltanto di passato.
La societa’ non ha bisogno di un nuovo apparato di mediazione politica.
Non ci sara’ mai piu’ mediazione politica."
..
Ti debbo delle scuse
Mariapia
 
I Francesi hanno come mito fondante nazionale la rivoluzione francese, datata 1789, gli americani hanno come fondazione degli S.U. la guerra d’indipendenza americana del 1776, gli inglesi la rivoluzione industriale che inizia circa nel 1760 e noi siamo ancora all’impero romano come mito nazionale, di cui il fascismo riesumo’ i simboli – fascismo  che abbiamo in molti nel cuore, a mio parere – poi abbiamo in aggiunta il mito della famiglia come unico luogo di convivenza umana.
Ti chiedo scusa se ho sostenuto che noi italiani siamo in ritardo di un paio di secoli nei confronti della civilizzazione europea, mentre invece  osservo che si tratta di millenni.
E non si tratta di ritardo, la parola non e’ corretta, ma si tratta di diversita’ rispetto alla maggior parte dei paesi europei e occidentali, quindi di diversita’  strutturali di territori, di meridiani, di risorse, di diversita’ genetiche e antropologiche, piu’ tanto altro che danno luogo a situazioni diverse.
Il piccolo grande campione dei 200 metri  Mennea non saltera’ mai in alto come Luca Toso, campione italiano di salto in alto e viceversa. 
Il tempo cronologico non e’ uguale per tutti e non oso piu’ dire che quel popolo e’ piu’ avanti o piu’ indietro da quando una donna bolognese (pensionata) che lavora in Africa mi ha scritto dicendomi che e’ uno sguardo ristretto il mio ed un pensiero non efficace, non amorevole, non civile, non storico quello che valuta degli esseri umani piu’ avanti o piu’ indietro rispetto ad altri esseri umani.
I tempi storici non sono sincronici, di conseguenza non lo sono nemmeno i tempi personali di sviluppo, di evoluzione civile, poiche’ la storia e’ scritta da uomini.
Persone intelligenti come G. Ferrara li collocherei bene nei paesi di civilta’ araba e gli italiani intelligenti che hanno votato PdL li collocherei in paesi del Sud  America di 30 anni fa.
Non ho studiato abbastanza, ma mi rifaro’ approfondendo lo studio dell’antropologia, della genetica e di quanto aiuta a comprendere per operare in modo utile (sempre T.A. Edison e la sua lampadina al mio orizzonte), poi fortifichero’ il mio stomaco, che al momento ha conati di vomito sociali.
La carne umana ha problemi che la mente non comprende. Il mio stomaco non ha mai compreso che il minestrone fa bene, secondo la scienza della nutrizione e lo ha sempre restituito dolorosamente. A molti fa bene, a me no.
Da bambina, nel sanatorio, ho passato pomeriggi interi davanti al minestrone, poi finalmente qualcuno ha compreso che c’era incompatibilita’ tra me e lui.
Io sono e resto di sinistra moderata, non ho visto risultati positivi realizzati da altre sinistre. Ne’ la rivoluzione russa ne’ nessuna altra rivoluzione cruenta mi trovano partecipe.
Colgo dentro a molte sinistre un certo giacobinismo autoritario borghese che non appartiene alla mia classe sociale, alla mia collocaziane nella piramide umana. A ciascuno il proprio posto, vederlo e’ un fatto positivo, senza illusioni, buonismi e conseguenti rinunce di responsabilita’ personali.
La violenza non mi attrae. La mia sinistra resta e restera’ quella della lunga pazienza attiva e religiosa di Gandhi e dei tanti come lui.
Ognuno ha una parte in cui s’individua, la mia e’ quella.
La fiducia e il lavoro hanno sempre sostenuto la mia vita, e tu mi conosci da tempo. La fiducia attiva, cioe’ accompagnata dalle mie mani e dal mio cuore, mi radica
con realta’ nella vita.
La fiducia operosa e’ positiva quando opera nel campo dello sviluppo umano comune, assoluto, terrestre, anche se la cosa e’ un un poco utopica. Per me e’ biologicamente salvifica, un grande rimedio ricostituente, anche se sono d’accordo con Richard Dawkins che riconosce nell’egoismo umano la strada maestra dell’evoluzione terrestre.   
Continuero’ ad essere attiva nel P.D. dove trovo anche tanti cristiani veri, laici per quanto riguarda la vita civile, come era mio marito, dove trovo la sinistra che vorrei si affermasse, senza le sicurezze dittatoriali e categoriche che non sono per me e non mi pare che mai abbiano dato grandi  frutti in nessun paese della Terra.
T’invio l’editoriale  di oggi di  Repubblica.
Un abbraccio.
Mariapia
…….
L’eterno ritorno del Cavaliere
EZIO MAURO
 
Questa Italia del 2008 ha infine deciso di scegliere B e la sua dx. E’ una vittoria elettorale che pesera’ a lungo sul Paese e sui suoi equilibri, non soltanto per i dati piu’ evidenti, come il distacco di 9 punti dall’avversario e la soglia di sicurezza raggiunta alla Camera e soprattutto al Senato grazie anche al concorso decisivo della Lega.
C’e’ qualcosa di piu’. Sopravanzato nell’innovazione per la prima volta dall’inizio della sua avventura pubblica, B si e’ trovato di fronte ad una forte novita’ politica come il Pd nell’altra meta’ del campo, capace di chiudere la storia troppo lunga del post-comunismo italiano e di posizionare una sx riformista al centro del gioco politico: ristrutturandolo attorno ad un partito a vocazione maggioritaria deciso a parlare a tutto il Paese, dopo essersi separato per la 1° volta dalla sinistra radicale. B ha inseguito l’avversario, ha inventato su due piedi una costruzione politica uguale e contraria – il Pdl – per impedire che il Pd diventasse il primo partito, si e’ liberato dei cespugli di destra e di centro, e con questa reincarnazione ha riordinato a se’ l’area di centrodestra, riconquistando per la terza volta il Paese.
E’ questo eterno ritorno la scala su cui va misurato il fenomeno Berlusconi. La vittoria di oggi infatti va letta non tanto come il risultato di una campagna elettorale in do minore ma come il sigillo di un’epoca, cominciata 15 anni fa.
B l’ha aperta con la sua "discesa in campo", le televisioni, la calza sulla telecamera, il doppiopetto, la riesumazione decisiva di Fini dal sepolcro postfascista, ma anche un linguaggio di rottura, un’ostile difesa di se stesso dalla giustizia della Repubblica, la fondazione di una "destra reale" che il Paese non aveva mai conosciuto, frequentando a quelle latitudini soltanto fascismo o doroteismo. 15 anni dopo lo stesso linguaggio che ci e’ sembrato stanco per tutta la campagna elettorale, lo stesso corpo del leader offerto come simulacro immutabile e salvifico della dx, la stessa retorica politica incentrata sul demiurgo hanno invece convinto ancora e nuovamente gli italiani, siglando il quindicennio. In mezzo, ci sono 3 Presidenti della Repubblica, 5 Premier, 2 sconfitte e 2 vittorie per B, dunque un’intera stagione politica, che va sotto il nome in codice di Seconda Repubblica. Sopravvissuto a tutto, governi avversi e accuse di reati infamanti cancellati da un Parlamento trasformato in scudo servente e privato, partner internazionali che intanto hanno regnato e si sono ritirati, un conflitto d’interessi cosi’ perfetto da passare intatto attraverso le ere politiche, B suggella il quindicennio con se stesso, unica vera misura dell’impresa, cifra suprema della dx, identificazione definitiva tra un leader e il destino della nazione, secondo la ricetta del piu’ moderno populismo.
Cos’e’ questa capacita’ di mordere nel profondo del Paese, e di tenerlo in pugno? In un’Italia che non ha mai nemmeno rivelato a se stessa la sua anima di dx, ombreggiandola sotto l’ambigua complessita’ democristiana, B ha creato un senso comune ribelle e d’ordine, rivoluzionario e conservatore, di rottura esterna e di garanzia interna, che lui muove e agita a seconda delle fasi e delle convenienze, in totale liberta’: perche’ non deve rispondere ad una vera opinione pubblica nel partito (che non ha mai avuto un congresso dal 1994) e nel Paese, bastandogli un’adesione, un applauso, una vibrazione di consenso, come succede quando la politica si celebra in evento, i cittadini diventano spettatori e i leader si trasformano in moderni idoli, per usare la definizione di Bauman. Idoli tagliati a misura della nuova domanda che non crede piu’ in forme di azione collettiva efficace, idoli "che non indicano la via, ma si offrono come esempi".
Sta qui – e lo dico indicando l’assoluta novita’ del fenomeno – il fondamento del risorgente populismo berlusconiano, un populismo della modernita’, che supera la cattiva prova di governo del quinquennio di dx a Palazzo Chigi, l’eta’ avanzata, l’usura ripetitiva, la fatica del linguaggio ("sceverando", "mondialmente", "gerarchicizzare"), il gigantismo delle promesse, le ossessioni private trasformate in priorita’ della Repubblica, come il perenne regolamento di conti con la magistratura. E’ un fenomeno che puo’ allargarsi all’Europa, perche’ in tempi di globalizzazione e di disincanto civico puo’ dare l’illusione di una semplificazione dei problemi, tagliando con la spada del leader i nodi che la politica si esercita con fatica a sciogliere. Ecco perche’ il populismo puo’ fare da cornice coerente alle paure di cui la Lega e’ imprenditrice al Nord, rassicurando nella delega carismatica al leader lo spaesamento del Paese minuto, e il suo spavento popolare per cio’ che non riesce a dominare.
Cosi’, l’Italia del voto sembra piu’ alla ricerca di rassicurazione che di cambiamento. Ecco perche’ ha sottovalutato la portata dell’operazione veltroniana di rottura con la sx radicale, una scelta che ha dato identita’ e credibilita’ al riformismo del Partito Democratico, posizionandolo nell’area della sx di governo europea, e che ha ristrutturato in una sola mossa l’intero quadro politico e parlamentare. Ma la novita’ del Pd non e’ passata, anzi si e’ fermata e di fronte ai gravi problemi della parte piu’ debole del Paese e’ sembrata "politicista". Eppure la semplificazione del gioco politico, con la riduzione drastica del numero dei partiti e’ in realta’ la prima vera riforma della nuova legislatura, e corrisponde a un sentimento diffuso dei cittadini.
Il risultato e’ un sistema incentrato su 2 grandi partiti che si contendono la guida del governo, che replicano nel nuovo secolo la coppia dx-sx secondo una nuova declinazione, ma restano alternativi. La vera sorpresa, nella scomparsa dal Parlamento di tutte le forze politiche sopravvissute al crollo della Prima Repubblica, e’ la sconfitta senza appello della sx radicale guidata da Bertinotti, che non entra alle Camere: probabilmente perche’ i cittadini ritengono i partiti dell’Arcobaleno responsabili del gioco di veti, attacchi, critiche e riserve che ha paralizzato e affogato nel dissenso il governo Prodi, e anche perche’ i militanti e i simpatizzanti non hanno creduto che l’accrocco della lista fosse davvero l’embrione di un nuovo partito-movimento, bensi’ un espediente puramente elettorale.
Alcuni destini personali dei leader sembravano marciare dritti, da tempo, verso questo esito, sconnessi dalla pubblica opinione. La mancata presenza in Parlamento non solo di una tradizione, ma di una rete di valori, interessi, critiche, opposizioni presenti nel Paese e nella sua storia, indebolisce comunque il discorso pubblico italiano, atrofizza la rappresentanza, riduce il concetto stesso di sx. E crea, naturalmente, una responsabilita’ in piu’ per il Pd, che deve re-imparare a declinare quel concetto, deve farsi carico di un’attenzione sociale e culturale piu’ che politica, per non lasciare allo sbando e senza voce le domande piu’ radicali del Paese.
Cio’ non muta affatto l’identita’ del Pd, che la leadership di Veltroni ha posizionato nel luogo politico piu’ utile a intercettare consensi dal centro e da sx. Quei consensi sono arrivati in misura inferiore alle attese: ma bisogna tener conto dell’abisso di impopolarita’ che il Pd ha dovuto colmare prima di poter incominciare a competere, un giudizio negativo sulla coalizione che ha divorato il governo Prodi nelle sue lotte intestine.
Veltroni doveva insieme – in questa prima volta – reggere quell’eredita’ e discostarsene, marcando il nuovo. Il risultato e’ la sconfitta, ma con una forza riformista del 33€ (una quota mai raggiunta in passato (anche se bisogna ricordarsi che la sx cosi’ parla solo a un terzo del Paese) e un partito nuovo che ha retto il varo nella tempesta di una campagna elettorale troppo ravvicinata alla sua nascita. C’e’ lo strumento adatto ad una partita che il Paese non ha mai conosciuto, la sfida riformista per il cambiamento. Sarebbe un delitto se il cannibalismo tipico della sx si esercitasse adesso contro quello strumento e la sua leadership, ricominciando da zero un’altra volta, per procedere di fallimento in fallimento.
Il riformismo, naturalmente, chiede comportamenti conformi anche dall’opposizione, impedisce a chi ne avesse la tentazione di giocare col tanto peggio tanto meglio. D’altra parte la nettezza del successo di B ha tolto di mezzo quel miraggio del pareggio che covavano da mesi molti che affollano la periferia della sx, pronti ad offrirsi da genio pontiere di un’intesa organica di governo tra B e Veltroni. La questione e’ chiara, come abbiamo provato a dire prima del voto. Chi ha vinto governa. ….
..
Viviana
 
Utopia e’ morta?
Ma quale Utopia?
Quella che confidava in quello,
in quell’altro?
Quella che sperava nella gente
gloriosa? Nelle bandiere a festa?
Non sapeva, forse,
Utopia,
di essere sola con se stessa,
sola in una folla ostile
senza compagni, cori, ovazioni, consensi?
Non sapeva
di dover rinascere, a fatica,
ogni mattina?
Pesantemente
Testardamente.
Contro.
Rinascere come morire, per non morire
come l’ultima disfatta.
Povera la mia Utopia bambina, che crede ancora nei miti, nelle favole,
nelle storie a lieto fine, nelle vittorie dei vinti, nei simboli che ci sono o
che non ci sono.…
nelle sorti umane e progressive
e nei padroni compagni!
Mentre c’e’ solo questa mattina opaca,
uggiosa e marcescente
e Utopia scolora nei fumi della gloriosa
civiltà industriale, nei puzzi degli scarichi, negli umidori sudaticci
di un’umanita’ piegata
prima di sorgere,
quei fumi del mattino presto, quando vai al lavoro e sei stanco,
prima di cominciare
quei fumi che gia’ c’erano all’era della clava
e scolorava la vita nella melma
quotidiana
come adesso
.. inutile cercarla la mattina presto quell’Utopia
mentre vai al lavoro
e non ti brucia la sconfitta
ma ti senti
di colpo solo in un paese
a te straniero.
.
Piagnistei
Gualtiero Via
 
Ascoltando Radio Popolare ieri m’e’ venuto un po’ di nervoso. Era un piagnisteo continuo, o quasi. Unico parere davvero condivisibile -secondo me – quello di una signora che osservava, un po’ sconsolata e preoccupata, che nel nuovo Parlamento non ci sara’
nessuno a difendere la laicita’ dello Stato.
Quanto al resto, alla "Sx arcobaleno" (qualcuno dei cui partiti ho votato in passato) io credo si debba dire una cosa semplice semplice: chi e’ causa del suo mal pianga se’ stesso.
E’ da molti anni che si sa che quote non banali di operai -magari impegnati sindacalmente, magari vicini alla CGIL- alle elezioni votano Lega. Io credo che l’obiettivo di risanare i conti pubblici abbia un senso, ma una forza politica che da’ ai conti dello stato priorita’ 10 e alla difesa del potere d’acquisto dei redditi fissi priorita’ 2, non si puo’ stupire se alle elezioni viene punita. Ma non si tratta solo di cio’ che la sinistra non ha fatto. Credo che non pochi
abbiano avuto la sensazione che per la sinistra –per fare due esempi- le unioni di fatto e il rapporto coi centri sociali (Caruso in Parlamento: l’avete mai sentito parlare, o letto sue dichiarazioni?…) fossero piu’ importanti del tenore di vita della gente.
Per molti operai -ma non solo operai- questo deve apparire molto comprensibilmente come un misto di snobismo e (idiota)  demagogia.
Insomma, credo che ognuno abbia raccolto in ragione di cosa e quanto aveva seminato. Punto e basta.
Non sto dicendo che le destra e’ melgio della sinistra. Di sicuro pero’ e’ piu’ credibile: quelli di destra credono noi loro slogan. Quelli di sinistra -almeno, molto di essi- sapevano e sanno di essere alla frutta e di non saper piu’ offrire molto piu’ che slogan (vecchi), e nel proporsi come punto di riferimento, risposta, guida, quel che volete sono sempre piu’
patetici: come prendersela con chi non ha votato? (La scelta era fra voto inutile e voto dannoso!).
Ha ragione Diliberto a dire che bisogna ripartire, ma non dalla falce e martello (un simbolo glorioso, sia chiaro, ma che appartiene a una societa’ vecchia di due secoli, che semplicemente e’ scomparsa.
Non mi piace il risultato di queste elezioni, ma non perche’ credo che gli italiani abbiano "votato male", non mi piace perche’ non mi piacciono gli orientamenti politici che oggi vanno per la maggiore. Ma quella e’ la maggioranza, e credendo profondamente
nella democrazia ..), non solo sopporto, ma credo giusto che sia la dx a governare.
E prima tutti gli altri finiranno di cercare scuse e di piangersi addosso, meglio sara’.
..
Ridiamaro : – (
 
Mark
ESIGO RISPETTO!
NON MI CHIAMATE PIU’ SUDDITO VOGLIO ESSERE CHIAMATO PICCIOTTO
..
Elena
Grande Silvio!
Ora mantieni le tue promesse:
togli il bollo auto
portati via l’Ici
togli l’euro
facci lavorare in nero
porta il Milan in Champions
Portaci in Argentina!
..
I giochi sono fatti
Antonello
 
Le schede bianche sono state l’1,34% (1,33% nel 2006, 3,5% nel 2001 e 3,6% nel 1996) e le nulle il 2,45% (1,81% nel 2006, 2,9% nel 2001 e 3,64 nel 1996)
E si’, proprio risultati da far venire i sudori freddi a Silvio……
..
Complessivamente l’area di centrodestra, quella del 2006 per intenderci, per la prima volta, dopo un mare di pareggi 50-50, diventa quasi il 56% dell’Italia.
Aumentano di 1,8 milioni gli astenuti ma quest’area guadagna 1,4 milioni di voti in piu’, voti quindi presi a sinistra.
Il Popolo della Liberta’ perde quasi 700 mila voti che sono quelli che guadagna la Destra radicale (Destra, Fiamma e Forza Nuova).
Casini perde mezzo milioni di voti (probabilmente tra gli astenuti) ma forse qualcosa di piu’ se pensiamo all’UDEUR di Mastella che non c’e’ piu’.
Il centro sinistra perde 3 milioni di voti: molti tra gli astenuti ma anche verso destra.
I comunisti spariscono, De Mita sparisce, Mastella sparisce, i Verdi spariscono, Boselli non c’e’ piu’.
Nel 2008, 70,56% con 25.721.863 voti contro il 69,6% e 26.458.198 elettori del 2006, e da questa ultima somma manca il non quantificabile elettorato radicale (era diluito nella Rosa nel pugno) e dei Popolari liberali (erano nell’Udc). Il valore aggiunto che li porta a sfondare l’80% dei consensi e’ evidentemente omaggiato dalla Lega e dall’Italia dei valori.
L’Italia, percio’, si avvia a passo spedito verso una semplificazione del sistema politico, che porta immancabilmente ad un pericoloso bipartitismo secco, unica eccezione saranno alcune alternative territoriali: Lega, Mpa, Svp, Uv. Non e’ difficile intuire che ai due partitoni, nel prossimo giro, sara’ sufficiente ritoccare (o anche confermare) la quota di sbarramento, obbligando cosi’ Di Pietro ad aderire al Pd e Casini al Pdl, pena la loro sparizione.
Et voila’, le jeux son fait.
..
Cosa manca ancora da distruggere?
BilderBergGroup
 
Il vostro paese e’ quasi completamente distrutto, ve ne sarete accorti ormai. Non solo economicamente.
Non e’ un caso, per instaurare un dominio su di voi hanno dovuto prima procedere alla sistematica distruzione della vostra nazione.
Guardatevi attorno, potete dire in tutta franchezza che ne sia rimasto in piedi qualcosa?
Il vostro potere d’acquisto e’ calato drammaticamente negli ultimi 30 anni, mentre uomini politici governavano con politiche che nessun beneficio portavano alla nazione, ma unicamente ai gruppi finanziari appartenenti alla organizzazione del Bilderberg.
Quanto e’ stato privatizzato in Italia e’ finito in grandissima parte nelle loro mani, direttamente o indirettamente; ormai della vostra Italia rimane ben poco di appetibile, e’ ridotta una carogna spolpata i cui pochi bocconi rimasti andranno ovviamente alle solite iene, e saranno proprio i politici che voi eleggerete a porgerglieli, come sempre hanno fatto.
Ricordate la Cirio Bertolli De Rica? Chi credete se la sia aggiudicata se non loro tramite uno dei campioni Bilderberg, il tentacolo Unilever?
E’ bello sentirsi europei, vero, popolo di stupidi?
Non eravate voi ad essere i piu’ Euroentusiasti del continente?
I burattini delle banche che avete eletto vi hanno messo in testa che entrando in Europa tutti i problemi della vostra Italia si sarebbero risolti da soli, perche’ l’Europa non e’ l’Italia, dicevano e’ un’istituzione seria.
Manovrano quegli uomini da decenni sapete? Sono servi fedeli.
Poveri illusi, vi hanno messo nel sacco come dei ragazzini.
Ancora una volta avete creduto che qualcun’altro si facesse carico dei vostri problemi per risolverli in cambio della vostra riconoscenza.
Ricordate chi erano i fautori dell’euroscetticismo e che ancora oggi hanno conservato la loro valuta?
Qual’e’ la piazza finanziaria piu’ importante del pianeta?
State facendo funzionare quei 4 neuroni anchilosati che vi hanno lasciato al posto del cervello?
E’ semplice dopotutto. Ma voi non capite.
..
Fabrizio de Andre’
 
La domenica delle salme nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro del defunto ideale
la domenica delle salme si sentiva cantare
quant’e’ bella giovinezza non vogliamo piu’ invecchiare
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz’oretta
poi ci mandarono a cagare
voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l’Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avete voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo…
La domenica delle salme gli addetti alla nostalgia accompagnarono tra i flauti il cadavere di utopia,
la domenica delle salme fu una domenica come tante il giorno dopo c’erano i segni di una pace terrificante…
mentre il cuore d’italia da Palermo ad Aosta si gonfiava in un coro di vibrante protesta …"
.
Vincere con l’Ici.
Height
Eccoci, e’ arrivato il Berlusconi III.
E la sorpresa dov’e’? …si sapeva…si sapeva da tempo…ma non da troppo.
Infatti il nano malefico si era suicidato gia’ quella piovosa domenica sera in piazza san Babila quando annuncio’ di aver creato la nuova era del centro destra dopo il weekend di gazebo con gli ombrellini: IL POPOLO DELLE LIBERTA’
Fini il giorno dopo tuona: "Il cavaliere con me ha chiuso", Casini idem, Bossi manco lo considera.
Bastava farlo morire dolcemente…farlo spirare tra le braccia di Bondi e Schifani…farlo implodere su se stesso e la sua parrucca di bitume…e invece no…ecco che arriva la scialuppa di salvataggio…e la scialuppa ha un nome…uolter ueltroni e il suo PIDDI di ispirazione kennediana…lui e’ per il dialogo.
Ma dialogo con chi? Con W. Churchill? No, con un anziano faccendiere 72enne col riporto di catrame, il lifting e le zeppe ai piedi…un uomo finto e finito che improvvisamente si rianima…si galvanizza…capisce che e’ la sua corda…e che invece di mettersela al collo la puo’ usare in maniera diversa…per rialzarsi dalle sue stesse ceneri.
Uolter lo invita al dialogo sulle riforme…sulla legge elettorale…sul bene degli italiani…
Non gli pare vero…era gia’ nella fossa…anzi nel mausoleo abusivo di Arcore e invece….
Invece alla svelta riacciuffa il cagnolino Fini…fa 2 promesse a Bossi e, utilizzando i soliti 4 temi di 14 anni fa (comunisti, tasse, extracomunitari e botto finale a sorpresa col bollo auto) vince a mani basse le elezioni che aveva perso in partenza.
Purtroppo il paese, nella sua immensa ignoranza da grandi fratelli, isole, veline, nani e clown, lo affianca, lo acclama, lo incita…il paese non ha memoria…si e’ gia’ dimenticato della depenalizzazione del falso in bilancio, della Cirami, della Cirielli, del lodo Schifani, di milioni di precari che vivono…anzi sopravvivono a 4 euro lordi l’ora….ed e’ pronto AL NUOVO MIRACOLO ITALIANO….RISVEGLIATI ITALIA!…e stavolta dall’incubo
..
"Chi dice di combattere la dittatura dall’interno e’ gia’ complice"
Salvador Allende
..
Il company party
Nicolai
 
Un paio di anni fa Nanni Moretti recito’ la famosa frase di piazza Navona: con questi dirigenti non si va da nessuna parte, si perderá sempre. E’ durato un po’ ma poi la profezia si e’ avverata, mentre all’epoca i colpevoli dettero addosso allo stregone. L’arrivo di Prodi ha dato un’accelerata al processo. L’obiettivo del capitalismo italiano di togliere alla classe operaia e alle masse sfruttate qualsiasi rappresentanza formale e’ stato raggiunto. 
L’arrivo di Prodi ha dato un’accelerata e una forma al processo. Facendo staffetta con Veltroni, sono riusciti prima ad incastrare la sx nel governo con lo spauracchio del ritorno di B e il richiamo alla "responsabilitá", quindi a darle un calcio. Fin quí niente di scandaloso. Il capitalismo fa il suo mestiere. Lo scandalo e’ stato il comportamento intimidito e ossequioso dei vari rappresentanti della sx, sempre timorosi che li si tacciasse di "comunismo"o "scarso senso del governo". Intendendo che senso di governo e’ quello che fa gli interessi del capitalismo.
Quello che e’ notevole nelle reazioni e’ che sono tutti contenti: il Pdl e i suoi e il Pd e i suoi. Secondo loro perche’ si e’ affermato il bipartitismo. (Scalfari riconosce il merito di Veltroni nella manovra). In realtá quello che si e’ affermato e’ il monopartitismo ovvero il "company party"come lo chiamano negli Usa. Cioe’ c’e’ un solo partito di classe ed e’ quello della classe capitalista che si divide poi in 2 tendenze che hanno piú a che vedere con la forma che con le grandi decisioni di politica ed economia. Le decisioni vengono prese altrove tra i grandi gruppi che comandano l’economia e la finanza, il governo deve solo applicare queste decisioni magari aggiungendo una salsina democratica o repubblicana tanto per gradire. Avendo eliminato la rappresentanza dei lavoratori, solo resta la classe capitalista a decidere. Ma…Bertinotti qualche settimana fa  disse che lui e i suoi avevano fatto l’errore di pensare che la politica a favore dei lavoratori si potesse attuare nel Parlamento ed aveva "dimenticato"che senza un cambiamento dei rapporti di forza sociali questo obiettivo non si puo’ raggiungere. Da vero gentlman ha riconosciuto la sua manchevolezza, come quando dimentico’ di dare gli auguri di compleanno alla zia. Anche notevole e’ il tono bonario assecondante di B dopo le elezioni. Non fa piu’ dichiarazioni di guerra ma cerca di apparire ragionevole, moderato, cercando la collaborazione dell’opposizione, ovvero di non sfidare la gente. Lui sa evidentemente che il potenziale di rivolta e’ molto alto e che non puo’ piu’ contare sui partiti di sx per garantirsi un controllo della massa. Adesso se la dovra’ cavare da solo. E la situazione non e’ facile. Ci sono almeno una decina di paesi nel mondo in aperta rivolta contro l’aumento dei prezzi. In Egitto il 4 maggio (giorno del compleanno del dittatore Mubarak) ci sara’ uno sciopero generale al culmine di un periodo di rivolte e insurrezioni.
Credo che nonostante tutto la situazione si presenti favorevole per la costruzione di una alternativa di classe.
Partendo non da quello che c’e’ ma ricreando nuove aggregazioni (in Sudafrica per es. hanno creato un Forum antiprivatizzazioni dal momento che tutti i partiti o sono corrotti come l’Anc o sono direttamente al servizio delle companies come l’Alleanza democratica). Ma allo stesso tempo penso si tratta di riprendere in mano i libri di Marx e ristudiarli perche’ sembra che non siano mai stati compresi o sono stati manipolati a proprio piacimento. Nl Terzo libro del Capitale era stato gia’ stato previsto da Marx il prevalere del capitale finanziario su quello industriale. Lo  scorso weekend Internationale Socialisten (organizzazione "neotrotskista" dei Paesi Bassi) ha organizzato degli incontri, conferenze, dibattiti e proiezioni su tema "Marx reloaded". su vari temi, dalle teorie di Marx, al femminismo, all’ambiente, agli immigrati, etc. Tutti i temi del mondo moderno visti utilizzando le conoscenze anticapitaliste. Il fatto anche interessante e’ che avranno partecipato in totale 1000 o piu’ persone (le sale per un totale di 36 temi erano sempre piene). Reload Marx, there is hope.
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Franco
 
Impossibile tacere in questa situazione estremamente allarmante per il futuro del nostro Paese e per le future generazioni. Possiamo essere indifferenti  di fronte ai rischi gravissimi che stiamo correndo?
– la nostra Costituzione,
– la Magistratura
– la tutela dell’ambiente
– il conflitto di interesse
– la liberta’ d’ informazione
– la posizione dell’Italia in Europa e nel mondo…
Se siamo consapevoli di quello che potra’ accadere a breve e a lungo termine, non ci e’ consentito tacere e restare  alla finestra.
  
Nota a margine alle elezioni in un non-Paese
Paolo Farinella, prete
 
Il popolo e’ sovrano e ha scelto. Ne prendo atto. Ammetto la sconfitta elettorale e politica, ma non posso cedere alla sconfitta morale perche’ nemmeno il voto plebiscitario e’ fondamento di verita’. Spesso la verita’ e’ appannaggio di minoranze e a volte di singole persone. A me non interessano i giochi partitici e di potere per guadagnare uno strapuntino. Non ho lottato per un tornaconto, ho vissuto per una visione di Paese e di Nazione che questo voto nega e rinnega.
Il popolo italiano ha affidato la cassa di famiglia ad un evasore e ladro. Ha consegnato la legalita’ alla mafia che ha incoronato legislatore. Ha affidato i precari e i poveri alla elemosina dei miliardari. L’Italia tornera’ in guerra e alla grande in Iraq, mentre in Afghanistan aumentera’ la presenza a danno forse del Libano. Viene la voglia di dire: chi si contenta gode. I cattolici o piu’ in generale i cristiani hanno consegnato a mani giunte il loro senso del “bene comune” e la loro strutturale solidarieta’ alla xenofobia e al particolarismo della Lega di Bossi.
Sono tornati i lanzichenecchi, i mafiosi e gli inquisiti e condannati che da oggi diventano il modello dell’Italia del 3° millennio. Ne prendo atto. Il malaffare ora governa e l’Italia diventa un «bordello» istituzionale. Gli Italiani non hanno piu’ scusanti: hanno consegnato l’Italia a Berlusconi, chiavi in mano e a Bossi come suo manovratore.
Non contesto la vittoria elettorale, semplicemente non accetto questa Italia, nella quale mi sento «extracomunitario» moralmente e spiritualmente. Ha prevalso l’egoismo e ancora una volta l’interesse di parte e spesso individuale. Ha vinto uno che si e’ dichiarato «anarchico» riguardo ai temi etici, ha vinto il populista, il vuoto, l’effimero, l’impresentabile, l’amorale. Ha vinto la feccia d’Italia. Il primo tema messo in agenda a urne ancora calde e’ quello della «giustizia» perche’ ora comincia la «vendetta-2».
La sinistra puo’ dirsi felice di avere messo alle corde il governo Prodi e Bertinotti potra’ bersi quel brodino che augurava a Prodi. Per la 2° volta la sx regala l’Italia a B.. Si’, l’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Non avere previsto che il governo Prodi era l’ultima chance, significa non avere capito nulla di politica per cui alla fine e’ un bene che questa sx sia scomparsa «motu proprio» perche’ pur di avere uno sprazzo di visibilita’ momentanea non ha saputo cogliere il sentimento, ma neppure il malessere di interi strati sociali. Hanno solo litigato sulle spoglie di un «non-programma» per affermare lo 0,0000x%. Ora, se fossero onesti, ma ne dubito, tutti i dirigenti, da cima a fondo, dovrebbero dimettersi e ritirarsi a vita privata per fallimento manifesto: non vivranno da poveri, perche’ avranno la misera pensione da deputati e senatori che hanno maturato anche quest’anno. Scompaiono, ma con le tasche piene. Sarebbe bene che oggi questi tizi ex sinistri tacessero e andassero a coltivare zucchine: ci risparmino per favore le loro analisi e i loro mestrui pseudo-intellettuali.
Coloro che, date le circostanze e in queste condizioni e allo stato delle cose in questo preciso momento storico della nostra nazione, non hanno votato Veltroni…e si sono dispersi in mille rivoli o hanno disertato le urne, ubriachi di se stessi, oggi hanno perso il diritto di parola, di critica e di protesta: possono solo tacere. Coloro che hanno favorito il regno di B devono tacere per la durata dell’intera legislatura. Lo esige la decenza.
Per quanto mi riguarda continuero’ a prendere l’antidoto contro il virus del berlusconismo, specialmente ora che dilaga come la peste in tutto il Paese. Non mi rassegno all’immoralita’ di una politica asservita a biechi interessi capitalistici. Non mi rassegno alla logica del mercato, il nuovo idolo, di chi difende solo i suoi interessi. Non mi rassegno ne’ mi consegno nelle mani di Bossi e continuero’ a vivere e a praticare il vangelo anche in pieno deserto.
Queste elezioni sono la sconfitta del cristianesimo e particolarmente del cattolicesimo che rinnega i principi costitutivi della sua stessa esistenza: i cristiani che hanno votato Bossi hanno consegnato affogato Cristo nelle fogne del «dio-Po». Ne guadagna la gerarchia che ora presentera’ il conto del finanziamento delle scuole private con buona pace dell’art. 7 della Carta costituzionale.
Berlusconi regna, Bossi governa. Si vede gia’ all’orizzonte (credo con il sostegno del PD) lo stravolgimento della Suprema Carta e fra 3 o 4 anni avremo B al Quirinale, despota d’Italia. Non era questo il sogno delle Italiane e degli Italiani? Buon giorno, Italia! Buon risveglio.
Da parte mia, torno nella foresta a resistere, resistere, resistere.
 
Paolo Farinella, prete – Genova
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Sante Marafini
La stampa britannica

Il Financial Times, in terza pagina, fa una severa analisi del voto italiano. L’attenzione e’ posta sulla performance della Lega nord, che, a parere del cronista, sara’ il partito a determinare, nel bene o nel male, le sorti del governo di centrodestra. Ma cio’ che viene messo in evidenza in questo articolo e’ principalmente la “cultura dell’illegalita’” ereditata da Berlusconi che esprime questo voto. Mentre il Guardian vede arrivare “Il governo piu’ di destra” che l’Italia abbia mai avuto, L’Indipendent titola “Un ritorno non gradito” e definisce Berlusconi “l’incarnazione dei peggiori aspetti della tradizione politica italiana, un businessman che ha utilizzato la sua ricchezza per comprare i media e sfruttato la sua posizione per evitare processi di corruzione a suo carico”.
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http://www.masadaweb.org

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