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Wednesday December 13th 2017

MASADA n. 676. 14-4-2008. ….corajo, scapemo

(come dicono a Padova) – Franco

Quando la gente e’ matura, anche la democrazia lo e’.”
Leo
..
SENATO:
Berlusconi 144 senatori contro Veltroni 116 (e per fortuna che era qui che Berlusconi era debole!)
Di Pietro: 14
Casini: 3
Movimento di Lombardo:
Lega: 252
Altri: 3

CAMERA:
Berlusconi 284 deputati contro 210 di Veltroni (praticamente l’opposizione non c’e’ piu’)
Lega: 47
Di Pietro: 31
Casini: 34
Lombardo: 9
Altri: 3

Sparisce Allenza nazionale di Fini, sparisce la destra di Storace, sparisce Sinistra Democratica con Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani, spariscono i Radicali e i Socialisti

.

Carmelo manda:

Essere o non essere: questo e’ il problema:
se sia piu’ nobile all’animo sopportare gli oltraggi,
i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi
contro un mare di problemi e combattendo disperderli
.

Morire dormire; nulla piu’: – e con un sonno dirsi che poniamo fine
al dolore e alle infinite miserie, naturale retaggio della carne,
e’ soluzione da desiderare ardentemente
.

Morire – dormire – sognare, forse: ma qui e’ l’ostacolo che ci trattiene:
perche’ in quel sonno della morte quali sogni possan venire,
quando noi ci siamo sbarazzati di questo groviglio mortale: e’
la remora, questa, che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti
.

Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gl’insulti del tempo, le
angherie del tiranno, il disprezzo dell’uomo borioso, gli spasimi
dell’amore disprezzato, gli indugi della legge, l’insolenza
di chi e’ investito di una carica, e gli scherni che il merito paziente
riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe
saldare il suo conto con due dita di pugnale
?

Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto
il peso di tutta una gravosa vita, se non fosse il timore di qualche
cosa, dopo la morte – la terra inesplorata donde mai non torno’
alcun viaggiatore – confonde la volonta’, e ci fa piuttosto
sopportare i mali che abbiamo, che non volare verso altri che non
conosciamo
?

Cosi’ la coscienza ci fa tutti vigliacchi; cosi’ la tinta naturale
della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero.
E cosi’ imprese di grande importanza e rilievo per questo
riguardo deviano il loro corso: e dell’azione perdono anche il nome
.”

William Shakespeare, “Amleto” (Atto III, scena 1)

Carmelo manda:
Primo commento sui risultati elettorali
Giulietto Chiesa – Megachip

Il disastro annunciato si e’ compiuto. Lo avevamo previsto (non e’ elegante dirlo, ma qui e’ indispensabile). Veltroni e il Partito Democratico avevano scommesso di vincere. Tecnicamente hanno perduto.
Il risultato e’ che hanno consegnato l’Italia a Berlusconi e alla Lega. La responsabilita’ e’ interamente loro. Su un aspetto Veltroni ha vinto chiaramente: ha liquidato la sinistra.
In tutti i sensi: l’ha eliminata dal Partito Democratico, che ora e’ un’altra cosa, irreversibilmente (almeno fino a che esistera’ come tale). Ed ha demolito la Sinistra Arcobaleno, che ora, addirittura, non sara’ piu’ rappresentata in una delle due Camere.
La Sinistra Arcobaleno ha ottenuto quello che ha cercato: una disfatta totale. Per reggere avrebbe dovuto capire la cosa piu’ elementare ed evidente: che doveva puntare alla conquista di quella parte degli elettori del Partito Democratico che e’ ancora “di sinistra”.
Ma per fare questo doveva distinguersi, smarcarsi nettamente e segnalare la sua diversita’. Ma, poiche’ questa diversita’ non c’era, non ha saputo farlo. Come risultato ha perduto voti proprio in quella direzione (il voto “utile” per fermare Berlusconi, che alla fine si e’ rivelato non solo inutile ma catastrofico).
E, come secondo risultato, ha perduto una fetta cospicua di elettori delusi, arrabbiati, che si sono astenuti o hanno disperso i loro voti. Poiche’ non c’e’ il minimo dubbio che la diminuzione dei votanti e’ tutta di sinistra e poi conteremo le bianche e le nulle.
Questo e’ il quadro che emerge dai primi dati del campione e difficilmente cambiera’ in modo sostanziale. Piangere e strapparsi le vesti e’ del tutto inutile e pregherei di non farlo per evitare un consumo inutile di detersivi, ovvero dispendio di cellulosa di cui avremo bisogno molto presto.
Occorre mettersi al lavoro per ricostruire un movimento popolare di resistenza democratica. Non solo di sinistra ma, ripeto, di resistenza democratica, di difesa del territorio, di affermazione della supremazia del Bene Comune. Avremo bisogno di una visione comune per un’alternativa all’attuale organizzazione sociale che sta entrando nella sua agonia storica. Questa visione deve essere anch’essa costruita perche’ non c’e’ ancora. C’e’ un mosaico che non ha ancora trovato una sintesi. C’e’ bisogno di organizzare anche le nostre intelligenze.
L’Italia democratica e di sinistra non e’ scomparsa ma e’ stata annichilita da leader e partiti incapaci e senza destino che non hanno saputo rappresentarla e tanto meno guidarla.
Ma la questione non riguarda soltanto loro. E’ il momento della riflessione critica, e questa concerne ciascuno di noi. E va fatta senza indulgere in diplomazie.
La battaglia sara’ durissima e non possiamo farci illusioni.
Arriva al potere la feccia di questo paese, che, come primo atto di governo ci togliera’ la Costituzione nata dalla Resistenza. Sono gli stessi che organizzarono il luglio del 2001 a Genova. E la situazione del mondo e’ critica. Saranno loro a gestire la crisi, e non e’ certo con i criteri del capitalismo compassionevole che vi si accingeranno.
Non cercheranno mediazioni e consenso. E se arriveranno decisioni di guerra le prenderanno senza esitazioni.
Cambia la musica. Per questa generazione di giovani sara’ la prima, vera esperienza di una lotta senza esclusione di colpi. Dovranno impararla sul campo. Un campo dove i detentori del potere hanno anche l’informazione e la comunicazione dalla loro parte. Non dimentichiamolo.

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=6500
..
Paolo Candelari- Lilliput

Ora e’ veramente finita un’epoca: l’Italia che conoscevamo e’ definitivamente morta: strano destino nel 60° della Costituzione, del resto bellamente ignorato da tutta la classe politica, oggi 14 aprile 2008 possiamo celebrare il suo funerale e della cultura politica di
cui era espressione.
E’ durata 14 anni l’agonia che come tutte le agonie ha avuto momenti in cui sembrava quasi di vedere una ripresa di vitalita’.
L’Italia consegnata a Berlusconi, vero trionfatore di questi giorni; trionfo dovuto non tanto alla quantita’ di voti ottenuti, del resto non superiore a quelli avuti nel 2006 e nel 2001 (guardate i numeri assoluti non le percentuali!!) ma alla totale assenza di una
alternativa, ma che dico di una opposizione, ben evidenziata dal matematico distacco di 9 punti.
La sinistra scomparsa e annientata come soggetto politico-istituzionale, cosa che fa versare lacrime di coccodrillo persino a Fini e Casini.
Strepitoso successo del partito piu’ razzista e xenofobo d’Europa, l’unico al governo, l’unico che vince dopo aver minacciato la guerra civile.
Il popolo dei girotondi, delle marce pacifiste, delle 5 milioni di firme per l’art 18, disperso e confuso, senza nessuna volonta’ di reazione. Si poteva pensare ad un esito peggiore?
Prepariamoci ad una lunga resistenza, ma prima meditiamo sugli errori fatti, che non sono solo di Veltroni e Bertinotti, ma di tutti noi

Enrico Peyretti

Maggiore astensione nelle regioni “rosse”. Il 20% di redattori e tipografi del “manifesto” votano Pd. Il 28% ha dichiarato di non votare!!! Gli altri non so, Primapagina non l’ha detto.
Questa protesta astensionista di sinistra e’ pazzia! Stanno votando per Berlusconi!
E’ molto vero che la politica e la storia non passano soltanto nelle istituzioni, ma pensare che giustizia e pace possano crescere senza istituzioni democratiche, senza rappresentanti eletti per la giustizia e la pace, e’ follia suicida!
Punire la democrazia parlamentare per punire una classe politica e’ favorire la tirannide.
Veltroni dovra’ sapere che molti voti per lui sono piu’ rossi del pallore del suo PD, sono voti di chi ha fatto di necessita’ virtu’.
Buona salute, buon coraggio, buona resistenza, buona speranza.

Annamaria

C’e’ tanto da fare, ma io ho l’impressione che occorra lavorare molto sul tiro. Smascherare, smascherare, smascherare….e poi costruire, costruire.
Cosa, come, e’ tutto da vedere. Ma c’e’ tempo. C’e’ sempre tempo, il cammino e’ lungo. Questa la mia speranza.
Cominciamo con l’individuare gli spazi.
..
Carlo Schenone

Giustizia e liberta’ non li regala nessuno!! Non basta sognare il mondo migliore, bisogna riuscire a costruirlo, partendo dalla realta’ attuale. Io speravo che almeno adesso quelli che hanno fatto propaganda per non andare a votare o per il voto duro e puro si fossero resi conto di cosa hanno fatto ma ci sono perfino persone che sono contente di questo risultato perche’ “cosi’ i rinnegati della sinistra sono andati a casa”. Il famoso marito che per fare un dispetto alla moglie si taglia i coglioni.
Adesso pregherei coloro che si sono dati tanto da fare per annullare la sinistra e declassare il centrosinistra di cominciare a pensare delle strategie credibili, e non semplici sogni irrealizzabili tanto belli ma che nessuno mai regalera’, per cercare di raddrizzare un pochino questo paese di pazzi. Mica possiamo tutti emigrare in Spagna!! … e il prossimo anno andiamo a farci annegare tutti alla Maddalena?
..
A volonta’ popolare ecco il trono, pronto per il messia di Arcore
Ivo

E’ gia’ pronto il trono per sua emittenza a volonta’ popolare, sta mantenendo un buon margine di vantaggio come descrivevano i sondaggi, nessuna sorpresa, l’unica della giornata e’ il successo della Lega,direi curioso, ma evidentemente strombazzare anche in modo volgare o da delirio paga.
Mi auguro pur essendo lontanissimo da queste posizioni politiche che sappiano far meglio del quinquennio recente,altrimenti rimane l’annessione all’Africa.

L’illusione di topo gigio, pensare di sfondare al centro dell’elettorato e’ un’idea che funziona pochino, nonostante la campagna di sorrisi e salamelecchi offerta da buona parte dei media, non ho idea se il suo progetto potra’ diffondersi e migliorare, nel frattempo come avevo pronosticato rimarra’ per cinque anni il maggior partito di opposizione, chi s’accontenta gode.
Sono convinto che l’insuccesso della Sinistra, sia ben chiaro non ci si nasconde dietro ad un dito, e’ stata la cosiddetta barriera contro la destra, molti elettori di quell’area come si dice, ci hanno provato, ma i risultati sono deludenti.
Insistera’ ma se Re Mida fara’ filotto in questi anni, economicamente parlando s’intende, si potrebbe riesumare il vecchio progetto di volontariato in Africa.
L’immagine piu’ idonea per il progetto di sinistra che ho caldeggiato in queste settimane e’ una Waterloo. Si dovra’ organizzare qualcosa di diverso dal presente, i tempi del vecchio Pci sono davvero lontani e non torneranno mai piu’. I tempi cambiano, almeno li fanno cambiare sapientemente e la soluzione dei punti programmatici che avevo in mente proprio non se li fila nessuno, peccato, non erano cosi’ male, ma e’ doveroso rispettare la volonta’ del popolo sovrano.
Davvero un giorno da ricordare e da dimenticare, mi sento come un pugile suonato. La politica del Uolterone ha solo spaccato tutto, troppo divario con la destra considerando che da quelle parti manca un certo Casini.
Come diceva buonanima di Bartali, gli e’ tutto da rifare!!!!

Mauro Maggiora

Ha vinto il peronista di Arcore e i suoi sgherri.
Diamine, che novita’!!
Lo si sapeva gia’ da tempo..
Non ha vinto per colpa degli astensionisti che purtroppo sono stati pochi.
Ha vinto per l’ignavia dei concorrenti.
Ha vinto perche’ i concorrenti hanno fatto il possibile per essere speculari al peronista.
Ha vinto perche’ la sinistra ha rinnegato se stessa.
Io, che ho una visione apocalittica non ne faccio un dramma..
Tanto peggio, tanto meglio..
Governare un paese sull’orlo del baratro e’ pericoloso, molto pericoloso.
Governarlo come se fosse la propria bottega, come fara’ il peronista di Arcore e’ suicida.
Qui si parra’ la nostra nobilitate, in guardia e opposizione feroce…
Questa masnada di delinquenti non durera’ moltissimo, come non sarebbe durata l’altra , quella di Veltroni.
Intanto, prepariamoci per il 25 aprile….
..
Quest’anno volevo andare in Argentina ma…
visto che vince il Silvione nazionale sara’ l’Argentina a venire da NOI
…..
Uomo libero
..
Carlo

Nel paese di Pulcinella, giornalai e opinionisti d’accatto vari sono impegnati in queste ore ad “analizzare” le ragioni dell’astensione dal voto per le elezioni politiche. Le loro menti piccole e servili si affannano a valutare se dall’astensione abbia guadagnato il PD o il PDL. Il dubbio che il NON VOTO sia un NO roboante a questa politica di affaristi, lobbysti e scrocconi di Stato non li sfiora nemmeno o quantomeno non interessa ai loro padroni.
Cio’ nonostante il dato e’ la’, grande come il Sole: il 25 % degli aventi diritto – che tradotto in cifre leggasi circa 12 milioni d’italiani – li ha sonoramente mandati AFFANCULO segnando, probabilmente, la piu’ bassa affluenza della storia delle elezioni politiche e tra questi ci sono orgogliosamente anch’io.
In controtendenza il dato delle amministrative, per le quali l’affluenza e’ aumentata. Non diranno mai che la ragione risiede nel fatto che i cittadini hanno puntato nelle rappresentanze locali e che e’ da li’ che vogliono riprendersi la sovranita’ che gli e’ stata sottratta col un golpe di velluto cinese.
Non lo diranno mai perche’ i loro padroni non permettono: sarebbe come dichiarare che sono stati smascherati, sarebbe come ammettere che padroni e servi hanno le ore contate.
..
Sparisce, naturalmente, anche il finto partito “Aborto, no grazie” di Ferrara.
Annamaria

Niente poteva darmi piu’ gioia che l’interruzione di gravidanza di Ferrara. “Aborto no grazie” non supera il primo trimestre di gestazione. Un’anomalia genetica la rende incompatibile con la vita.
Il tutto e’ avvenuto in modo naturale, senza alcun intervento medico. La natura e’ natura: vede e provvede!
..
UNA SOLA VITTORIA, DUE DIVERSE SCONFITTE
Gianni Zagato Sinistra Democratica

La sorpresa e’ forte, dura. Crea sgomento, incredulita’. Il ragionamento politico, quello che affronta il nodo dell’analisi di una sconfitta elettorale netta, per un momento viene dopo. Prima di tutto c’e’ il sentimento comune di tante donne e uomini che si pongono una domanda: e ora cosa sara’? Non e’ una domanda qualunque e non c’e’ una risposta immediata. E’ la prima volta, nella storia politica repubblicana, che la sinistra non ha una rappresentanza parlamentare, ne’ alla Camera ne’ al Senato. C’e’ qualcosa di drammatico, di unico nel panorama europeo. Nessuno in questo modo l’aveva previsto, noi stessi non l’avevamo messo nel piu’ negativo dei conti. La politica si intreccia con qualcosa che va oltre i suoi confini, qualcosa che riguarda cio’ che comunemente chiamiamo vita. La vita di quelle persone che pensano la politica, sempre, come razionalita’ e passione insieme, costruzione di relazioni e di conflitti e compromessi, tempo speso per dare senso a un’idea, rendere concreto un progetto comune. Vita e politica, a sinistra, sono sempre state molto vicine, intrecciate. Per questo la domanda – ora cosa sara’ – va nel profondo di ognuno di noi. E ci costringera’ a ragionare a lungo per giungere ad una risposta. Oggi siamo davanti ad alcuni fatti inequivocabili e come tali vanno detti e studiati. Tre su tutti. La netta vittoria di Berlusconi e della destra, la sorpresa delle dimensioni della nostra sconfitta elettorale, il cumulo di errori politici in soli sei mesi della guida veltroniana del partito democratico.
La vittoria della destra smentisce l’idea, da tutti ritenuta possibile, di un pareggio e dunque di uno stallo, al Senato. La maggioranza di Berlusconi e’ ampia alla Camera e superiore alle previsioni al Senato. Certo, determinante e’ il dato della Lega, ritornata al consenso dei suoi primordi. E bisognera’ scoprire che ne e’ di Alleanza nazionale. Ma se il patto tra loro tiene, dispongono di una maggioranza per governare altri cinque anni. Forse neppure Berlusconi, almeno annusando alcune preoccupazioni che venivano da li’ negli ultimi giorni di campagna elettorale, sperava tanto. Se reggeranno, non inciampando in nuove divisioni, governeranno con la filosofia del libro di Tremonti in testa alle classifiche di vendita. Critica di fondo all’idea di globalizzazione e per ricetta il protezionismo di fine ottocento.
Noi siamo di fronte ad una sconfitta che mai si e’ conosciuta in queste dimensioni. Le ragioni vanno prima di tutto cercate dentro di noi e non sono circoscrivibili tutte e solo nel volgere breve di questa campagna elettorale. C’e’ un filo lungo che riguarda il nodo tra la sinistra e la societa’ nell’arco di questi ultimi decenni, in tutta Europa e particolarmente in Italia. Riguarda la politica, la cultura, l’organizzazione del campo storico della sinistra. C’e’ poi, acuto, il senso di un’esperienza di governo nata tra forti aspettative e rivelatasi troppo presto priva di una missione capace di indicare una sfida alta al declino che il paese attraversa. Infine, il precipitare di una crisi che toglie tempo e spazio alla messa in atto di un processo unitario. Lo stesso queste ragioni, solo accennate, risultano ancora insufficienti a dare conto di una dimensione della sconfitta fino a oggi inimmaginabile. Ora per noi la domanda e’ netta e drammatica. Cosa si fa della sinistra di domani. Ci vorra’ una diversa nozione del tempo, della semina, della costruzione di qualcosa di inedito. Ma costruire e’ ora drammaticamente ancor piu’ necessario.
Resta li’, da solo, col suo inutile dato fermo al palo, chi ha cominciato proprio affermando l’orgoglio di correre da solo. Una scelta di puro egoismo politico. Tra la difficile ma necessaria strada di ricostruire un nuovo centrosinistra per il governo dell’Italia e l’orgoglio della propria presunta autosufficienza, si e’ scelta questa via oggi rivelatasi perdente e priva di alcun sbocco. Una manciata di voti in piu’ della somma ds e margherita di due anni fa, al netto dell’apporto che pura qualcosa avra’ pesato dei radicali. Tutto qui? Ne valeva la pena? Aprire un solco a sinistra, rifiutando a priori qualsiasi alleanza per il governo, ingenerare l’equivoco – oggi evidentissimo – del voto utile, rievocare l’umiliante e falso paragone con Nader, illudere sull’incollatura e ora trovarsi la destra otto-nove punti avanti. Si puo’ essere bravi a comunicare, ma se si sbaglia nell’analisi politica il comportamento per quanto ben impostato dal punto di vista comunicativo risulta sterile. E sterile oggi e’ la politica dei democratici italiani. Grande la responsabilita’ politica che recano di un esito elettorale che consegna il governo alla destra. La loro corsa si e’ arrestata nel peggiore dei modi. Non meno di noi dovranno porsi domande profonde.
..
Quello che scrivevamo:
I have a dream
Copco

Vorrei un paese dove
1) Non si definiscono eroi i condannati per mafia.
2) I politici non comprano i voti dalla ‘ndrangheta.
3) Non si stracciano i programmi degli avversari.
4) Chi la pensa diversamente non e’ definito un coglione.
5) I magistrati che osano indagare sui potenti non vengono sottoposti a visita psichiatrica. 6) I giornalisti non baciano le mani del leader proprietario.
7) I giornalisti non sghignazzano alle battute da caserma del padrone.
8) Per ottenere un lavoro non sia necessario inginocchiarsi al cospetto del padrino di turno.
9) Chi rispetta la legge non sia considerato un fallito.
10) Chi evade il fisco non sia giustificato.
11) Per tenersi buone delle teste di cazzo non si permetta di sputare sul tricolore paventando fucili e cannoni.
12) Non ci siano camicie nere della rivoluzione che cacciano gli immigrati a calci nel culo. 13) I ragazzi siano educati al rispetto della Costituzione e della legalita’.
14) Non ci si debba vergognare dei nostri governanti di fronte al mondo intero.
15) La gente si interroghi sulle ragioni profonde che puntano a trasformare il paese in una repubblica delle banane.
16) Si aprano le finestre per cambiare l’aria avvelenata dall’odio e dalla paura.
17) Si respiri fiducia, ottimismo, intelligenza e creativita’ per tornare a correre e prosperare.
18) Chi ha subito condanne non circoli nei palazzi pubblici.
19) La magistratura non sospenda i processi in corso a carico del caballero per non turbare la sua campagna elettorale.
20) I ladri di frequenze televisive finiscano in galera invece che a Palazzo Chigi.
21) Si ripristina la galera per chi scrive e per chi approva leggi elettorali che demoliscono la democrazia.
22) Si infliggano pene corporali a chi depenalizza il falso in bilancio.
23) Si mozzi la mano a chi scrive leggi per far rientrare in Italia i fondi neri accumulati all’estero senza dover pagare penali.
24) Si infligga la castrazione chimica a chi dimezza i termini di caduta in prescrizione dei reati allo scopo di farsi assolvere impunemente.
25) Si tiri un cazzotto nei denti a chi dice che Totti e’ fuori di testa solo perche’ simpatizza per Walter.
26) Si dia un calcio nelle palle a chi dice che per uscire dalla precarieta’ basta sposare uno ricco.
27) Non si votino i partiti che candidano toto’ vasa vasa.
28) Non si votino i partiti che vanno al governo per scendere in piazza a protestare contro il governo.
29) Non si votino i partiti che per avere un posto nei palazzi di Roma sparano contro Roma ladrona.
30) Si sceglie il male minore votando PD o Italia dei Valori.
31) Si voti nell’unico modo possibile affinche’ sia scongiurato il ritorno ad un altro quinquennio di incubi, mafia, malcostume, ruberie, depressione, condoni, macellerie messicane in occasione dei G8, evasioni fiscali, banane, demolizione della scuola pubblica e della magistratura.
..
Viva l’Italia, l’Italia liberata,
l’Italia del valzer, l’Italia del caffe’.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
Viva l’Italia, presa a tradimento,
l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che e’ in mezzo al mare,
l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
l’Italia meta’ giardino e meta’ galera,
viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
l’Italia meta’ dovere e meta’ fortuna,
viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste
.
..
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