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Monday December 11th 2017

MASADA n. 672. 12-4-2008. Sospiri pre-elettorali

Confessioni di un sicario dell’economia – Il Governo spagnolo – Amnesty e il Tbet –Lucia Beardi replica a Fidel che difende la Cina – Per Berlusconi Mangano e’ un eroe – Rimborsi elettorali – Come siamo caduti in basso – L’espulsione dell’ultra’-corpo – Quello che non ci dicono – Essere di sinistra
 
Dalla prefazione di "Confessioni di un sicario dell’economia" di John Perkins
 
I sicari dell’economia sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo. Riversano il denaro della Banca Mondiale, dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e di altre organizzazioni “umanitarie” nelle casse di grandi multinazionali e nelle tasche di quel pugno di ricche famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio. Il loro e’ un gioco vecchio quanto il potere, ma che in quest’epoca di globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni. Lo so bene: io ero un sicario dell’economia.
Scriveva questo nel 1982 dedicando il mio libro a Jaime Roldes, presidente dell’Ecuador, e Omar Torrijos, presidente di Panama. Erano appena morti entrambi in terribili incidenti. Le loro morti non furono accidentali. Vennero assassinati perche’ si opponevano a quella congrega di signori delle multinazionali, dei governi e delle banche che si prefiggono l’impero globale. Noi sicari dell’economia non eravamo riusciti a persuadere Roldes e Torrijos, percio’ erano intervenuti sicari di un altro tipo, gli sciacalli della CIA che avevamo sempre alle spalle.
In 20 anni ho cominciato questo libro 4 volte: l’invasione di Panama da parte degli Stati Uniti nel 1989, la prima guerra del Golfo, la guerra in Somalia, l’avvento di Osama bin Laden. Tuttavia, minacce o bustarelle mi convincevano sempre a smettere.
Questa storia deve essere raccontata…perche’ soltanto comprendendo i nostri errori passati saremo in grado di cogliere le opportunita’ future; perche’ c’e’ stato l’11 settembre e la seconda guerra in Iraq; perche’ quell’11 settembre 2001 oltre alle 3.000 persone morte per mano dei terroristi, altre 24.000 sono state uccise dalla fame e dalle sue conseguenze e altrettante ne muoiono ogni giorno perche’ non hanno di che nutrirsi. E soprattutto, va raccontata perche’ oggi, per la prima volta nella storia, una singola nazione ha la possibilita’, il denaro e il potere per cambiare tutto cio’. E’ la nazione in cui sono nato e che ho servito come sicario dell’economia: gli Stati Uniti d’America…
Scrivo finalmente questo libro per mia figlia….

 
 
Come sicario dell’economia, il mio compito era “incoraggiare i leader mondiali a divenire parte di una vasta rete che favorisce gli interessi commerciali degli Stati Uniti. Alla fine, essi restano intrappolati in una trama di debiti che ne garantisce la fedelta’. Possiamo fare affidamento su di loro in qualunque momento lo desideriamo, per soddisfare le nostre esigenze politiche, economiche o militari. A loro volta, questi rafforzano la propria posizione politica fornendo infrastrutture industriali, centrali elettriche e aeroporti alle popolazioni. I proprietari delle aziende di progettazione e di costruzione statunitensi si arricchiscono meravigliosamente.
Oggi vediamo i risultati di questo sistema ormai fuori controllo. I dirigenti delle nostre aziende piu’ autorevoli assumono il personale a salari che rasentano la schiavitu’ per farlo lavorare in condizio¬ni disumane nelle succursali asiatiche. Le compagnie petrolifere rilasciano senza alcun ritegno grandi quantita’ di agenti tossici nei fiumi delle foreste pluviali, uccidendo deliberatamente persone, animali e vegetazione, e commettendo genocidi ai danni di antiche culture. Le industrie farmaceutiche negano i farmaci salva-vita a milioni di africani sieropositivi. Negli stessi Stati Uniti, 12 milioni di famiglie non hanno certezza del loro prossimo pasto L’industria dell’energia ha creato un caso Enron. Il settore della contabilita’ ha creato un caso Andersen. Il rapporto tra il reddito di 1/5 della popolazione mondiale rappresentato dai paesi piu’ ricchi e quello di 1/5 rappresentato dai paesi piu’ poveri e’ salito da 30 a 1 nel 1960 a 74 a 1 nel 1995.( Gli Stati Uniti spendono ol¬tre 87 miliardi di dollari per portare avanti una guerra in Iraq mentre le Nazioni Unite stimano che ne basterebbe meno della meta’ per fornire acqua potabile, un’alimentazione adeguata, servizi igenico-sanitari e istruzione di base a ogni individuo sul pianeta.
E ci chiediamo come mai i terroristi ci attaccano?
Alcuni attribuiscono i nostri attuali problemi a un complotto organizzato. Magari fosse cosi’ semplice! I membri di una congiura si possono estirpare e assicurare alla giustizia. Questo sistema, invece, e’ alimentato da qualcosa di ben piu’ pericoloso di un complotto… e’ un concetto accettato come vangelo: che qualunque crescita economica giovi all’umanita’ e che piu’ aumenta la crescita, piu’ diffusi siano i benefici. Quest’idea ha un corollario: chi eccelle nell’alimentare il fuoco della crescita economica dev’essere esaltato e ricompensato, mentre chi e’ nato ai margini puo’ essere sfruttato.
Il concetto, ovviamente, e’ sbagliato. Sappiamo che in molti paesi la crescita economica va ad esclusivo vantaggio di una parte esigua della popolazione e puo’ in realta’ comportare condizioni sem¬pre piu’ disperate per la maggioranza. Questo effetto viene rafforzato dall’idea che ne consegue, secondo cui i capitani dell’industria al comando di questo sistema devono godere di uno status speciale, una convinzione che sta alla radice di molti dei nostri problemi e che forse e’ anche il motivo per cui abbondano le teorie del complotto. Quando uomini e donne vengono premiati per la loro avidita’, questa diviene un incentivo alla corruzione. Quando equipariamo il consumo ingordo delle risorse della terra ad una condizione prossima alla santita’, quando insegniamo ai nostri figli a emulare personaggi che conducono un’esistenza non equilibrata, e quando stabiliamo che enormi porzioni della popolazione debbano essere soggette a una minoranza elitaria, andiamo in cerca di guai. E li troviamo.
Nella loro smania di far progredire l’impero globale, le corporation, le banche e i governi (ovvero la corporatocrazia) usano il loro potere economico e politico per assicurare che le nostre scuole, aziende e mezzi d’informazione sostengano quell’idea ingannevole e il suo corollario. Ci hanno portato al punto in cui la nostra cultura globale e’ divenuta una mostruosa macchina che richiede quantita’ di carburante e manutenzione sempre maggiori, tanto che alla fine avra’ consumato tutto e non avra’ altra scelta che divorare se stessa.
La corporatocrazia non e’ un complotto, ma i suoi membri promuovono valori e scopi comuni. Una delle sue principali funzioni e’ perpetuare, espandere e rafforzare progressivamente il sistema. La vita di coloro che ce l’hanno fatta e i loro orpelli – le loro residenze, i loro yacht e i loro jet privati – ci vengono presentati come modelli che ci spingono a consumare, consumare e consumare. Ogni occasione e’ buona per convincerci che fare acquisti e’ un dovere civico, che saccheggiare la terra aiuta l’economia e che quindi e’ nel nostro interesse. Persone come me guadagnano stipendi scandalosamente alti per fare il gioco del sistema. Se perdiamo colpi, entra in azione una forma piu’ maligna di sicario, lo sciacallo. E se lo sciacallo fallisce, la palla passa all’esercito.
Questo libro e’ la confessione di un uomo che, quando era un sicario dell’economia, faceva parte di un gruppo relativamente ristretto. Oggi quelli che hanno un ruolo simile sono molti di piu’. Hanno titoli piu’ eufemistici e frequentano i corridoi di Monsanto, General Eiectric, Nike, General Motors, Wal-Mart e di quasi tutte le altre grandi multinazionali del mondo. In verita’, Confessioni di un sicario dell’economia e’ anche la loro storia.
Ed e’ anche la vostra storia, la storia del nostro mondo, e quella del primo vero impero globale. Il passato ci insegna che, a meno che non la cambiamo, questa storia e’ certamente destinata a concludersi in tragedia. Gli imperi non durano. Sono tutti falliti miseramente. Nella loro corsa per estendere il dominio, distruggono le diverse culture e infine cadono essi stessi. Nessuna nazione o insieme di nazioni puo’ prosperare nel lungo periodo sfruttando altri paesi.
Questo libro e’ stato scritto affinche’ possiamo riflettere e modificare la nostra storia. Sono certo che quando un numero sufficiente di noi sara’ consapevole del modo in cui veniamo usati dal meccanismo economico che crea un appetito insaziabile di risorse mondiali e da’ vita a sistemi che incoraggiano la schiavitu’, non lo accetteremo piu’. Ripenseremo il nostro ruolo in un mondo in cui pochi sguazzano nella ricchezza e i piu’ annegano nella miseria, nell’inquinamento, nella violenza. Ci impegneremo a intraprendere il cammino verso la compassione, la democrazia e la giustizia sociale per tutti. Riconoscere un problema e’ il primo passo per trovarne la soluzione. Confessare un peccato e’ l’inizio della redenzione. E allora, che questo libro apra la strada alla nostra salvezza, ci sproni a un rinnovato impegno e ci porti a realizzare il nostro sogno di una societa’ equilibrata e giusta.
Berlusconi-Veltroni, confronto virtuale- Video 
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Il Governo spagnolo
Doriana Goracci
 
Il 1° ministro spagnolo, Jose Luis Rodriguez Zapatero, ha presentato il nuovo governo: e’ il suo 2° mandato. Per questo, ha pure  giurato  davanti al re Juan Carlos. Nella storia della Spagna, e’ la prima volta che nell’esecutivo le donne sono piu’ numerose degli uomini e una di loro e’ alla guida del dicastero della Difesa: il suo nome e’ Carme Chacon ed e’ incinta.
Viceversa il  Ministro per l’Uguaglianza, Bibiana Ado, con i suoi 31 anni, e’ il ministro piu’ giovane della democrazia spagnola.

Ad ognuno i suoi record, i suoi candidati , le sue elezioni e i suoi mis-fatti. In Spagna  si sono replicati i fatti.

TIBET: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE INDAGINE DELLE NAZIONI UNITE
(Copio dal web da varie fonti)

 
 
Human Right Watch e Amnesty International e condannano la repressione delle forze di sicurezza cinesi nei confronti dei manifestanti di Lhasa nel Tibet e chiedono alle autorita’ di Pechino di usare moderazione nella reazione alle manifestazioni e di autorizzare un’inchiesta indipendente dell’Onu sui fatti.
 
‘Le autorita’ cinesi devono consentire lo svolgimento di un’indagine indipendente delle Nazioni Unite su quanto sta accadendo in Tibet, soprattutto alla luce della chiusura della regione e delle permanenti restrizioni alle attivita’ degli osservatori sui diritti umani. La
situazione in Tibet merita l’attenzione del Consiglio dei diritti umani, la cui sessione a’ attualmente in corso’ – ha dichiarato Amnesty International.
L’organizzazione per i diritti umani chiede al governo cinese di esercitare moderazione di fronte alle proteste, fornire complete informazioni su tutte le persone arrestate a Lhasa e in altre zone del Tibet e rilasciare tutti coloro che sono in carcere per aver espresso in forma pacifica le proprie idee e aver esercitato il diritto alla liberta’ d’espressione, associazione e riunione.
Secondo Amnesty International, le autorita’ cinesi devono affrontare le ragioni che sono alla base delle rivendicazioni del popolo tibetano, frutto di politiche governative decennali: l’esclusione dai benefici dello sviluppo economico, le limitazioni alla pratica religiosa e l’attacco alla cultura e all’identita’.
Anche il Dalai Lama ha chiesto l’avvio di un’inchiesta internazionale. "Per favore indagate da soli, se possibile lo faccia qualche organizzazione rispettata a livello internazionale, indaghi su che cosa e’ successo, su qual e’ la situazione e quale la causa. Tutti vogliono sapere, me compreso, chi ha davvero creato questi problemi adesso? Ognuno sa qual e’ il mio principio, completa non violenza, perche’ la violenza e’ quasi come un suicidio. Ma che il governo cinese lo ammetta o no, c’e’ un problema. Il problema e’ che l’eredita’ culturale nazionale e’ in una fase di serio pericolo. La nazione tibetana, la sua antica cultura muore. Tutti lo sanno. Pechino semplicemente si affida all’uso della forza per simulare la pace, ma e’ una pace creata con l’uso della forza e il governo del terrore. Un’armonia genuina deve venire dal cuore del popolo, sulla base della fiducia, non della paura".
Le proteste sono nate lo scorso 10 marzo, quando migliaia di persone hanno manifestato a Lhasa e in altre localita’ del Tibet per commemorare le vittime della sanguinosa repressione del 1959, attuata dal governo comunista contro la popolazione tibetana che chiedeva il ritorno dell’indipendenza. Durante quelle rivolte, il Dalai Lama era stato costretto all’esilio. Secondo testimoni oculari riportati da Amnesty, la polizia cinese ha usato gas lacrimogeni e pungoli elettrici per disperdere 500 manifestanti che stavano chiedendo il rilascio di alcuni monaci arrestati nel corso delle proteste dei giorni precedenti. Sono seguiti arresti di decine di persone. In seguito 953 persone sono state arrestate e 400 di esse sono state carcerate con l’accusa di sedizione, terrorismo e turbativa dell’ordine pubblico. Dall’inizio della rivolta le persone arrestate sono state 2.300. I morti confermati sono 153 ma i numeri possono essere superiori.

"Quello che accade in Tibet e’ la conferma che la Cina non intende rispettare l’impegno assunto nel 2001" – ha detto il presidente della sezione italiana di Amnesty International, Paolo Pobbiati. "Quello che sta accadendo oggi in Tibet e non solo in Tibet dimostra che e’ stata una promessa vana e non mette in discussione il fatto che i giochi si svolgano a Pechino, ma la serieta’ dell’impegno che la Cina ha assunto per migliorare la situazione dei diritti umani". Amnesty ha chiesto "la cessazione di ogni atto di violenza da parte delle forze cinesi e la liberazione dei dimostranti che manifestavano in maniera pacifica".

 
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Dopo il messaggio di Fidel a favore della Cina
Lucia Berardi
 
(Bifo: vi mando un messaggio scritto da Lucia, mia sorella. Il messaggio e´urgente in un certo senso (si fa per dire) perche`stanno girando altri interventi, oltre quello di Fidel Castro, in cui la Cina viene presentata come un benevolo paese socialista aggredito dall’imperialismo occidentale. Per esempio ce ne’´uno firmato da Canfora, d’Orsi Vattimo Losurdo e altri, in cui si ringrazia la Cina per aver impedito al Tibet di regredire all’oscurantismo…)
Mi scuso per la lunghezza, ma anche il compagno FIdel non scherza…bella e colta storia, anche se non ho i mezzi per giudicarla, penso che sia una riflessione molto interessante.
Il compagno Castro pero’ dimentica che Mao e’ morto da tempo e sua moglie e’ finita in galera. Dimentica che in Cina il comunismo, che se non sbaglio proibisce lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, semplicemente non c’e’ piu’. Ci sono invece forme e gradi di sfruttamento ancora piu’ gravi di quelli che viviamo noi in pieno capitalismo. Le disuguaglianze crescono vertiginosamente e di fronte a una minoranza di ricchi sta una maggioranza di lavoratori che non hanno piu’ quelle garanzie che la repubblica popolare cinese garantiva quando era degna di quel nome: sanita’ e scuola.  La crescita dell’analfabetismo, e il ritorno all’analfabetismo dilaga, e il grado di copertura sanitaria puo’ forse paragonarsi ai paladini del capitalismo neoliberista yankee.
Per quanto riguarda il Tibet, quello che so io e’ che: Lhasa e’ paragonabile a Gerusalemme per la pervasivita’ del controllo poliziesco, non a caso i giovani tibetani (meno pacifisti del loro leader Dalai Lama) si sono incontrati coi palestinesi nel forum sociale mondiale di Mumbay. Gli elementi piu’ visibili sono i divieti di praticare elementi culturali quali la religione (la religione buddista e’ una filosofia peraltro non meno interessante del taoismo, senza nulla di dogmatico, anche se con molti elementi diciamo "affettivi" che hanno a che fare con la sfera del devozionale, simili in questo alle pratiche indiane yoga, riprese infatti dal buddismo tibetano) e perfino la scienza medica, nonostante la medicina tibetana abbia molti elementi in comune con la medicina tradizionale cinese (agopuntura e moxibustione), oltre che con la medicina indiana ayurvedica. Non a caso il Tibet sta fra la Cina e l’India.
A Cuba non ho visto gente arrestata perche’ espone un’immagine della Madonna (preciso di essere atea), a Lhasa puoi esserlo se possiedi un’immagine del Dalai Lama. Persino ai turisti viene fatto divieto di possederne. Ma loro sono molto religiosi, per lo meno in maggioranza, molto piu’ di come ricordo era mia nonna.
Persino la lingua tibetana non viene insegnata…
Per quanto riguarda il non riconoscimento del Tibet da parte degli stati occidentali, penso che non possiamo ragionare sull’ieri come ragioniamo sull’oggi: il mondo non era cosi’ globalizzato e nessuno, credo, si fosse posto il problema di essere riconosciuto. E’ come dire che gli spagnoli hanno fatto bene a invadere il Cile perche’ non era membro delle nazioni unite, o perche’ gli indios non avevano ambasciatori alla corte di Francia.
Non so se i tibetani godano oggi di maggior ricchezze di prima. Certo sono passati 50 anni e forse anch’io possiedo piu’ merci di mia nonna, ma credo che ci siano cose che vanno al di la’ del benessere economico: io possiedo piu’ scarpe di mia nonna ma non per questo sono piu’ felice. La differenza e’ data dal grado di sfruttamento del lavoro che c’e’ in una societa’, dal grado di uguaglianza/ingiustizia, dai diritti civili di cui si gode. Mio padre ha fatto la resistenza, oggi basta tirare dei pomodori a un provocatore come Ferrara per venir definiti terroristi.
Sapete che in Bhutan, l’unico stato che, come Cuba, si distingue per le sue forme ancora non globalizzate, hanno abolito il concetto di PIL per sostituirlo con quello di grado di felicita’? E’ uno stato come potrebbe essere, penso, il Tibet oggi senza la Cina. Anche loro sono molto buddisti. E lo stato del Bengala deve ringraziarli se le inondazioni non sono ancora piu’ devastanti di quello che sono, grazie al fatto che li’ non hanno deforestato (come in molta parte del Tibet).
Io non so cosi’ bene la storia del Tibet, ma scusate, so una cifra che la dice lunga: un milione e 200mila morti tibetani su 6 milioni di popolazione non puo’ spiegarsi con una rivolta delle classi dirigenti, si spiega solo con una rivolta massiccia delle classi popolari e un genocidio seguitone.
Un’ultima riflessione, da laica, atea e femminista: e’ veramente ironia della sorte che oggi, mentre si potrebbe pensare che l’avanzare della scienza potrebbe limitare l’importanza della religione, assistiamo invece a una ripresa e avanzata di elementi religiosi e integralisti in tutto il mondo. E l’incapacita’ della politica, morto il comunismo (per mano stessa dei comunisti prima che dei "nemici di classe") e la mancanza di ideali sociali condivisi, forti, chiari e diffusi, fanno si’ che le uniche rivolte, nel bene e nel male, alle ingiustizie, avvengano da parte di religiosi. Dall’integralismo islamico che ricompatta e arrocca l’identita’ in crisi dei paesi arabi, ai monaci birmani, a quelli tibetani… In alcune situazioni sono i religiosi che fanno le lotte di liberazione… peccato che nei paesi musulmani questo abbia significato gravi peggioramenti della situazione delle donne….
Per quanto riguarda Cuba, io ritengo Cuba l’unico laboratorio di comunismo rimasto al mondo, la cui sparizione equivarrebbe alla sparizione di un elemento di biodiversita’, ma tutt’altro che perfetto, per esempio non ho mai capito il divieto dell’uso di internet, che per me sarebbe intollerabile, e non credo che sia necessario per continuare ad essere quel meraviglioso unico paese "povero" dove non c’e’ un bambino che dorme per strada, e dove la gente e’ molto piu’ colta che in paesi molto piu’ ricchi, grazie agli elementi di comunismo che permangono nonostante l’onnipervasiva globalizzazione neoliberista.
Ridiamaro : -(
Mauro Maggiora
Battute finali
 
POVERA ITALIA
Povera Italia,
terra infelice,
figlia di un voto meno peggiore….
 
ITALIANI: CARNE DA "GABINA" ELETTORALE E DA "SAGRESTIA"
Appello a rete unificata da San Pietro di Ratzinger, Berlusconi e Veltroni:
"Mie care sorelle elettrici e miei cari fratelli elettori, non disperdete il seme, ma soprattutto non disperdete il voto…"
 
LO ZOO DI VETRO
"Il Viminale sara’ una casa di vetro durante le operazioni di spoglio"
G.Amato
IL MIO REGNO PER UN ELEFANTE
 
LA SORPRESA FINALE DI BERLUSCONI
Abolizione della morte?
Di piu’, siore e siori, molto di piu’!!!
Roba da non credere!!!
Abolizione del bollo auto, ole’!!!
 
"Si puo’ fare"
PD
"E’ come se l’avessimo fatto"…
 
"Rialzati Italia"
PDL
Pardon, alzati Lazzaro e cammina…"
 
"Io c’entro"
UDC
"Ma solo con Ogino Knaus, Billings o coito interrotto".
 
LO STALINISTA PERFETTO: L TOVARISH DI ARCORE
"Per i giudici e per i PM test periodici di sanita’ mentale".
Compagne, compagni,
una nuova alba, rossa, dura e pura e’ giunta!!!
Abbiamo finalmente il vero, unico, erede del compagno Joseph Stalin.
L’omino del Politburo della Brianza.
L’unico che, in ossequio alla naturale continuita’ con il compagno Stalin prospetta elettroshock e manicomi per giudici e PM !!!
E se va bene poi interniamo anche tutti quelli che rompono un po’ i coglioni.
Altro che Turigliatto e Ferrando, ecco il duro e puro, rosso piu’ che mai!!
Hasta el manicomio siempre!!!
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Ognuno sceglie gli eroi a sua somiglianza
Viviana
 
Berlusconi ha detto a Porta Porta che il suo eroe e’ Mangano. Veltroni gli ha replicato che i suoi sono falcone e Borsellino.
Vittorio Mangano, ex boss del mandamento di Palermo-Porta Nuova, condannato per associazione per delinquere con la mafia al processo Spatola e per traffico di droga al maxi-processo di Falcone e Borsellino, morto in carcere nel 2000 quando gia’ aveva subito una condanna in Assise per 2, dico due, omicidi.
Berlusconi dice che questo mafioso, tre volte assassino e trafficante di grosse partite di droga e’ "un eroe". Questo e’ il futuro che ci aspetta: il paese consegnato a questi "eroi".
Solo un delinquente mafioso poteva fare un’affermazione simile. E qualcuno ha anche la faccia di votarlo?
Vittorio Mangano fu condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano. Fu indicato al maxi-processo di Palermo da Buscetta e da Toto’ Contorno come uomo d’onore di Cosa Nostra, della famiglia di Pippo Calo’, il capo della famiglia di Porta Nuova (di cui aveva fatto parte lo stesso Buscetta)
L’impiego di Mangano da parte di Berlusconi come stalliere e factotum ad Arcore (in realta’ come ponte con la mafia) tra il ’73 e il ’76 fu una questione che interesso’ i magistrati. Cancemi disse loro che Riina aveva deciso di gestire direttamente i presunti contatti con Berlusconi e Dell’Utri.
C’erano stati incendi alle sedi siciliane dell’Upim e il figlio di Berlusconi aveva subito un tentativo di sequestro, dopo di che Berlusconi divenne servo della mafia.
Cancemi disse che Riina gli aveva dato istruzioni di coordinare Mangano, che faceva parte del mandamento guidato da Cancemi, di farsi da parte, lasciando gestire direttamente i rapporti con Dell’Utri e Berlusconi.
I processi per le stragi Falcone e Borsellino ripercorrono minuziosamente le indicazioni dei pentiti sui nuovi referenti politici di Cosa nostra e i canali attivati per trarne il massimo dei vantaggi.
La procura di Caltanisetta e Firenze hanno anche svolto meticolose indagini sui mandanti occulti delle stragi iscrivendo nel registro degli indagati Marcello Dell’Utri e Berlusconi. Ma l’unico processo fatto e’ quello di Dell’Utri , condannato grado a 9 anni per collusioni con le cosche siciliane.
Dunque gli italiani si apprestano ad una nuova Italia in cui i libri di storia saranno riscritti e come nuovi eroi, al posto di Gramsci e Matteotti, appariranno gli uomini di Cosa Nostra, pluri-assassini, mercanti di droga, uomini del racket, Riina magari.
Siamo a una tale di follia che il progetto viene esposto in tv con totale faccia tosta di Berlusconi riscuotendo applausi dai suoi cloni, anche la Lega applaude!
Francamente mi si rivolta lo stomaco a pensare di essere circondata da gente che la pensa in questo modo.
Possibile che chi vota Berlusconi non si accorga della profonda antidemocrazia del soggetto? Questo e’ un uomo nato dittatore. Un uomo che ha detto che Totti e’ fuori di testa per aver manifestato simpatie per Veltroni. Con lui anche i calciatori per esercitare dovranno prendere il tesserino Pdl, come nel fascio e giurare fedelta’ ad Arcore. Avremo il governo dei peggiori lecchini della storia!
In quanto ai giudici, prima ha imposto prescrizioni e depenalizzazioni, ha distrutto il sistema penale, ha reso impunibili i pedofili insieme ai ladri e ai mafiosi, ha reso lecito il voto di scambio mafioso, poi li ha messi in burletta, li ha infamati, li ha bloccati, gli ha legato mani e piedi. Al prossimo governo scegliera’ i giudici tra i suoi avvocati e le sue pedicure. Cosi’ la giustizia di Berlusconi sara’ fatta e l’Italia sara’ sfatta.
Un governo di pregiudicati, ladri, corrotti e corruttori, mafiosi e cocaiconamani. Ma davvero volete questo?
Veltroni dice che i suoi eroi sono Falcone e Borsellino, giudici morti per la loro battaglia contro la mafia.
Berlusconi dice che il suo eroe e’ Mangano, pluriomicida trafficante di cocaina e porta con se’ Ciarrapico, fascista dichiarato, e Dell’Utri, che oltre a essere un mafioso pregiudicato, dichiara che riscrivera’ i libri di storia in modo da eliminare la Resistenza.
Del resto Berlusconi ormai porta la camicia nera come un emblema permanente, suo padre durante la resistenza scappo’ in Svizzera e poi fu il cassiere della mafia.
E Berlusconi stesso ha fatto la sua fortuna prestandosi, attraverso la banca del padre, come riciclatore del denaro sporco del narcotraffico colombiano e stringendo un patto con la mafia siciliana dopo averne stretto un altro col malaffare craxiano e con la setta segreta P2, respinta per indegnita’ dalla stessa Massoneria europea.
Non so quali altri atti criminali si vogliono ancora per rigettare un simile delinquente,
ma se qualcuno intende ancora votarlo, deve per forza essere un delinquente anche lui, o uno che si la coscienza l’ha buttata alla monnezza.
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Rimborsini
Giuseppe
 
Secondo la relazione della Corte dei Conti appena depositata alle Camere, i partiti hanno incassato 500 milioni di euro di rimborsi elettorali, oltre quattro volte i 117 milioni spesi nella campagna elettorale del 2006. Una magia resa possibile da piccolissime modifiche legislative modellate in silenzio, mese dopo mese, legislatura dopo legislatura, dagli stessi parlamentari che erogano davanti a uno specchio. E dietro allo specchio incassano.
Dal 1993 a oggi – rivela una istruttiva ricerca dei Radicali – i partiti hanno aumentato i propri contributi del 600 per cento. Cavalcando la prateria di cinque elezioni successive, mentre nel Paese reale accadevano piccoli inciampi senza importanza, come Tangentopoli, le bombe di mafia, la globalizzazione, l’ascesa della Lega Nord e poi di Berlusconi, un referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti, lampi di terrorismo con morti ammazzati, la resa di almeno tre regioni del Sud al potere nero del crimine, il collasso campano. E insomma quella deriva italiana che va separando l’iceberg della politica e dei politici dalle onde oceaniche del risentimento che montera’, prima o poi, in tempesta.
Sarebbe interessante sapere se qualcuno – a destra o a sinistra – dira’ una parola su questo mezzo miliardo di euro appena dissipati per mantenere la destra e la sinistra. Specialmente in questo finale di partita elettorale, tra le cento promesse per alleviare la quarta settimana degli italiani sprovvisti di partito (e di rimborsi). Sarebbe interessante, ma non accadra’.
Come siamo caduti in basso
Riccardo Orioles
 
Questa e’ una settimana importante. E’ il momento in cui, dopo quasi vent’anni di Weimar, cambia il regime. Vent’anni fa l’Italia esisteva ancora e non solo come espressione geografica, era un paese occidentale retto a democrazia parlamentare; era politicamente diviso fra una sinistra ancora in qualche modo espressione dei lavoratori e un centro democratico-moderato. Era un paese pacifico, che non faceva guerre da cinquant’anni. Aveva una magistratura libera, un inno nazionale, una bandiera. Vi erano sfruttatori, ma non col potere assoluto; politici corrotti molti, ma onnipotente nessuno. I giovani, a un certo punto, cessavano di essere ragazzi e diventavano uomini con dei diritti riconosciuti. Le donne erano pari agli uomini, e questo era ormai senso comune. Nessuno faceva guerre di religione. Religione civile, comune a tutti, era la Liberazione condotta insieme, monarchici e marxisti, operai e ufficiali, contro il nazismo. Milano era Italia, Italia era Napoli, italiani erano i rossi e italiani i neri. Alcuni dei migliori politici – i Moro, i Pertini, i Berlinguer – erano anche, per avventura, i piu’ popolari. Nessuno di loro, oggi, troverebbe posto in una qualsiasi lista elettorale; ne’ se ne parla piu’.
Questa era la mia vecchia Repubblica e mi sembra giusto renderle fedelmente omaggio, ora che non c’e’ piu’. Nello stesso paese, vent’anni dopo, dei due unici capipartito autorizzati uno fa il pubblico elogio dei mafiosi ("Mangano? E’ un eroe") e l’altro, in Sicilia, fa scrivere il programma elettorale a un Salvo Ando’ ("Basta coi professionisti dell’antimafia"). Uno vuol cancellare la Resistenza dai libri di scuola, l’altro s’era dimenticato di includerla nel programma del suo partito. Certo: non sono la stessa cosa. C’e’ sempre differenza fra gli Hitler e gli Hindenburg; non si resta neutrali. Ma i valori terribili, disumani, che ora minacciano di farsi nuovamente regime, non sono stati contrastati e anzi spesso ne ha subito il fascino anche chi doveva morirgli contro.
Cosi’, eccoci qua. Senza far finta di niente cercando impossibili neutralita’ – si vota, senza se e senza ma, contro Berlusconi – ma senza nulla rimuovere e senza perdonare niente. Votare ora, contestare domani: non saranno i notabili "democratici" a riportare la democrazia in Italia, sara’ la generazione che cresce ora. Per essa, faticosamente, cerchiamo di riprendere la penna in mano.
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L’espulsione dell’ultra’-corpo
Doriana Goracci
 
Una volta, fuori dai cinema o dai teatri,  le "ragazzine" aspettavano il loro fan. In questi giorni  tra marzo e aprile,  l’oggetto dell’amore e’ diventato oggetto del rifiuto: si’,  quel sostantivo che si presta a piu’ significati, e’ invero enormemente debordante , diventa quell’animale da palcoscenico che e’ Giuliano Ferrara. Non c’e’ stata citta’ grande o piccola dell’Italia, dove a lui non siano state riservate "pesanti" attenzioni con oggetti e parole. A Roma ha concluso la sua piazzata della vita che non prevede aborti o pillole del giorno dopo, ma solo film a lieto fine, come Juno, quello  gentilmente offerto dalla  Premiata Pro Life, che forse qualche aderenza nelle segrete stanze del Vaticano  ce l’ha e forse anche della Politica, quella con la p maiuscola che  diventa non solo  europea ma internazionale…
Torino, Verona, Padova, Firenze, Magenta, Milano, Ancona, Pesaro, Bologna, Palermo sono alcune delle citta’ dove, se Ferrara si richiama all’identita’ cristiana, le donne nelle piazze si richiamano all’identita’ delle donne, quella che loro stesse definiscono.
In un primo momento, come a Torino,  in piazza e’ stato da solo e con le donne *sommosse* contestatrici, via via si e’ trovato a scappare da uscite secondarie, data la minacciosa aria di contestazione che volava all’altezza della sua pancia e qualcosa piu’ su.
In questi ultimi giorni  alcune donne hanno anche deciso di denunciare Giuliano Ferrara per calunnia e molestie, in quanto la legge italiana non reputa l’aborto un omicidio (nemmeno prima dell’entrata in vigore della legge 194), quindi accusare le donne che hanno abortito o stanno per farlo di essere delle "assassine" e’ una vera e propria calunnia che non ha fondamento giuridico: questo sostiene ad esempio Sami Behare, dal suo studio legale di Milano.
Leggo pure che sulle porte dei presidi ospedalieri dove si praticano aborti, il signor Ferrara chiede, provocatoriamente come suo solito, che sia scritto «abort macht frei» che richiama ovviamente la tragica scritta «arbeit macht frei», laddove abort in tedesco , tradotto, vuol dire latrina.
Ma veniamo a Roma, luogo dove il direttore del Foglio, per il momento aspirante ministro della sanita’, ha concluso l’affaticante Spettacolo  in un cinema di un quartiere storicamente "perbene", l’Holiday , che starebbe a dire vacanza, ma tale non e’ stata questa ultima passeggiata.
L’ abbiamo aspettato con dei grandi volantoni di espulsione, che sulla falsariga, assai verosimile nei caratteri e nel testo, decretano che il cittadino in questione e’ immediatamente espulso , con esilio nello stato Vaticano e non ci sono ricorsi che possono essere  presentati, alle ministre streghe streghette e fate madrine. Cosi’ conclude.
Ancora una volta, e’ strisciato per vie secondarie: credo di aver visto entrare, almeno dalla porta principale, non piu’ di 20 spettatori, eta’ media 70 anni, una  in su con gli anni e tailleur,  ha continuato a fare le corna, parandosi con gli scudi dei poliziotti prima di entrare, poi ho visto arrivare   due disabili gravi, accompagnati e una manciata di giovani virgulti della Roma capitolina. La signora Olimpia Tarzia, seconda alla Camera nel Lazio e Capolista in Puglia per la lista “Aborto? No, grazie”, e’ stata alcuni istanti sulla porta, ma l’ho riconosciuta solo io, preoccupata per  gli onori di casa, lei che Vicepresidente del Movimento per la vita romano, ha promosso e diretto corsi di formazione nazionali e locali sull’educazione all’accoglienza alla vita e all’amore in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana. La presenza della polizia, in assetto antisommossa, ha protetto con una proporzione di dieci addetti l’ingresso di un’ospite. Neanche una dozzina , le uova che sicuramente erano marce. Canzoni, urla, discorsi, imprecazioni, slogan nuovi e vecchi, si sono alternati per due ore di chiasso e denunce senza sosta. La Milizia Christi ci ha lanciato per mano di un’esaltato signore di mezza eta’, una chilata di pieghevoli gialli, dove il rosso del sangue dei feti, richiamava i colori della Roma, ma la provocazione non ha dato i risultati sperati.
C’erano donne e uomini residenti a Roma, molte erano migranti, tantissime sono state le presenze direi quasi totalmente organizzate  dal comitato femminile di Action, organizzazione da sempre impegnata nella lotta per il diritto all’abitazione che ha anche recentemente portato avanti con successo la prima occupazione delle donne per le donne.
Me la raccontava in tram  la mia compagna di viaggio al ritorno, si chiama Fatma, quattro figli e dieci nipoti, fatti studiare da lei e dal marito. Fatma e’ di Casablanca, mia coetanea, da ventiquattro anni a Roma, citta’ che lei mi dice di non riconoscere piu’, porta il velo e ha una pelle radiosa, questo le ho detto e lei mi ha sorriso e invitata a tornare, ci siamo salutate con un abbraccio. Fatma non vota, come me.
..
Quello che non ci dicono
Paolo De Gregorio
 
Le informazioni importanti, quelle che servirebbero veramente per dare giudizi di merito, non circolano o vengono accuratamente mimetizzate.
Solo oggi, dopo mesi di crisi, si e’ saputo dal FMI che stima in mille miliardi di dollari il buco provocato dai “subprime”, ma non sappiamo come sono ripartiti, gli istituti finanziari che li posseggono, ne’ l’elenco di coloro che li hanno sottoscritti. La piu’ grande truffa ordita dagli USA contro il mondo deve passare sotto silenzio, mimetizzata, costellata di “omissis”, senza nemmeno la soddisfazione di dare dei truffatori a coloro che, con premeditazione criminale, hanno scaricato su Europa e mezzo mondo una loro operazione rischiosa.
Sempre in tema di omissioni informative, in un piccolissimo articolo sul “Corriere della Sera” dell’8.4.08, apprendo di un fatto molto, molto grosso, ossia della decisione del governo inglese, proprietario di “British Energy”, cui fa capo tutto il nucleare inglese, di cedere la sua restante quota del 35,2% alla francese Edf o alla concorrente tedesca E.On, o alla spagnola Eberdrola. La notizia non e’ che il governo inglese esce dal nucleare, ma come intende spendere il ricavato, 2 miliardi di sterline (seimila miliardi di vecchie lire): per finanziare la disattivazione delle centrali obsolete. Ma la notizia di un giornale decente non doveva essere: il governo inglese vende centrali atomiche per pagare lo smantellamento di centrali atomiche? Mi piacerebbe sapere se i cittadini inglesi, quando fu adottato il nucleare nel loro paese, furono informati del costo per kilowattora prodotto da una centrale nucleare, che ha i maggiori costi proprio nella fase di smantellamento (dopo 20 anni) e costi sconosciuti dello stoccaggio di questi rifiuti, che sono vere e proprie bombe che lasceremo per 250.000 anni alle prossime generazioni, con il rischio che un terremoto possa liberare radioattivita’ capace di distruggere intere nazioni. Il kilowattora nucleare, se viene giustamente calcolato dalla “culla alla bara”, e’ in assoluto il piu’ costoso e pericoloso, perche’, anche ammettendo che il funzionamento di moderne centrali sia sicuro, lo stoccaggio delle scorie e’ irrisolvibile. Nessuno al mondo e’ in grado di quantificare il costo del kilowattora nucleare perche’ solo ora si cominciano a smantellare le vecchie centrali (in Italia non si e’ ancora cominciato) e i siti di stoccaggio, se e quando saranno trovati, produrranno costi di sorveglianza e manutenzione in eterno, e faranno vivere nel terrore le popolazioni vicine a quei siti.
Un’altra informazione, che non danno a noi sudditi, e’ l’entita’ delle riserve petrolifere. Infatti quasi tutte le multinazionali petrolifere sono quotate in Borsa e, per far valere al massimo le azioni, hanno sovrastimato per eccesso l’entita’ delle loro concessioni e riserve e il dato reale penso che lo conoscono in pochi al mondo, e lo utilizzeranno per far si’ che il petrolio che controllano sia utilizzato e venduto fino all’ultima goccia. L’impossibilita’ di avere questo dato rallenta l’urgenza della riconversione energetica in solare, idrogeno, eolico, termodinamico (Rubbia) e ci espone ad una crisi verticale che i piu’ poveri e deboli pagheranno pesantemente e, conoscendo il cinismo di certe forze economiche, cio’ e’ previsto e voluto. Paolo De Gregorio
….
Essere di sinistra
Mariapia
 
Vorrei chiarire il mio pensiero su "essere di sinistra" oggi, a 71 anni.
Sinistra e’ colui che pensa e parla con il cuore nella mente, la mente nel cuore, in una fusione ancora umanamente inusuale.
Rileggiamo il Vangelo, Norberto Bobbio, rileggiamo, rileggiamo…. Quanto leggere,  quanto studiare serve  per divenire umani….. sette paia di scarpe ho consumato…..e non si arriva mai!   
Il Cristo e’ uno dei piu’ grandi esempi  creati dalla psiche umana, di nuovo linguaggio, di nuova Vita, di nuova specie. 
Ma la Natura parla ancora la sua prima lingua che e’ "mors tua vita mea".
Poi, sempre lei, Madre Natura, sta iniziando il balbettio di una  seconda lingua,  ma ce la fara’? La corteccia cerebrale umana sara’ in grado di contenere le spinte dei due vecchi cervelli che portiamo nel nostro capo?
L’esperimento mi appassiona e spero di parteciparvi, come posso, guardando oggi, con calma sufficiente, che per me e’ tanto, quanti non sono chiamati dalla Vita a partecipare al nuovo linguaggio della Vita umana. 
La prima lingua e’ una lingua sicura, che afferma che il puo’ forte, il piu’ potente, quello che da’ calci e morsi a tutti, che si mangia il miglior boccone, che feconda piu’ femmine e non guarda in faccia a nessuno, quello e’ il migliore per moltiplicare la specie a cui appartiene. 
La Natura questo afferma continuamente, lo riafferma e lo conferma, mettendo davanti 
ai piu’ (le masse, il branco..i piu’) i pochi destinati al comando primitivo dell’orda.
E i piu’, che saranno tutti  serventi, lo confermano questo capo del branco, lo temono questo capo del branco, e lo adorano.
Questa e’ la Vita primigenia, e a questa noi partecipiamo.
La nuova lingua, un nuovo spirito umano, e’ oggi soltanto un semino, una intenzione quasi insignificante della Evoluzione,  e sicuramente di questo  tu ti rendi conto, tu  che appartieni ai costruttori di futuro per scelta della Vita, la grande Vita- Natura che ha dato luogo alla tua esistenza.
La tua esistenza, la mia, quella di tutti gli esseri che e’, come dice  Edgar Morin, in un girotondo che fa bene comprendere e ripetersi:
Io non mi sono creato, io sono la vita della Vita, e insieme siamo una uni-dualita’ a cui posso partecipare e quindi  o agire con intento,oppure lasciarmi agire, a seconda della deriva della mia vita. Che sarebbe un poco come dire: a seconda delle fortune o delle sfighe che mi sono trovato nella mia vita.
A chi tocca tocca, questo caos meraviglioso della Vita che da’ luogo a Bach, a Mozart, a Hitler, a Stalin….grrrrrr
Il Futuro, il nuovo modo della Vita, al momento solo una idea,  un progetto piccolo piccolo, che nasce con il Buddha, poi qualche filosofo greco, poi con il Cristo, e cresce piano piano, in occidente, con la rivoluzione americana, poi quella francese  e le tante rivoluzioni del secolo scorso, senza dimenticare i mille piccoli accadimenti personali umani che portano alla creazione di eventi di mutamento della Vita umana e alla nascita di  Grandi Uomini che interpretano lo spirito del tempo e portano alla attuazione  del progetto del nuovo cammino che la specie seguira’…. dal pesce al filosofo. 
Il Futuro, una lingua, una proposta di Vita, un nuovo psichismo umano che ha tre millenni o quattro, nata da una  innovazione biologica, la corteccia cerebrale umana, che ha pochi milioni di anni di vita.  Una proposta,  una innovazione della Vita sulla Terra che e’ una briciolina, un puntino quasi invisibile. 
L’essere umano, e me lo ripeto per confortarmi e sostenere la mia speranza, e’ una specie che, dalla comparsa della Vita sulla Terra, nello svolgersi del millenni, non rappresenta nemmeno l’ultimo minuto. 
Questo per dirti che l’affermazione  "io sono di sinistra"  non significa molto per me e per tanti che guardano con occhio nuovo al superamento della antica lotta muro contro muro.
Non mi occupo di sapere quanti sono, cerco di trovarli attorno a me, come fai tu, cara amica, e di stare con loro.
Io posso fare solo il mio pezzetto, e qui ciascuno fara’ il proprio a seconda della biografia iscritta nel suo codice genetico, della nicchia in cui e’ nato, delle relazioni che avra’ nel suo percorso mondano. Per il mio percorso successivo, ultramontano, vorrei musica, biblioteche, laboratori…. mi accontento…  
Ancora sinistra. Spesso dietro a queste parole "io sono di sinistra" ho sentito e sento la Vita che si afferma esattamente come fa ancora prevalentemente.
"Mors tua vita mea".Nessuna accusa, tutti assolti, noi non ci siamo creati, ma io tifo per il successo della sottile cuffietta che chiamiamo
corteccia cerebrale e che dice: Amatevi l’un l’altro come fratelli". Cosa difficilissima da farsi e che ognuno guardi la propria famiglia di nascita per
comprendere la difficolta’ che ogni essere umano affronta dal giorno della propria nascita. La Famiglia……. non ce la facciamo li’, figuriamoci altrove.
Ecco allora che comprendo come il Dalai Lama e la sua cultura sono cose che non possono essere accolte dai portatori della Vita tuttora prevalente sulla Terra.
Senza accusa per nessuno, ma guardo dove la nuova Vita – il rametto laterale – si manifesta e dove invece procede sul percorso antico e consolidato e cerco di distinguere, ancora confusa, cosa e’ destra e cosa e’ sinistra’.
.. 
E’ il piu’ grande evasore fiscale d’Italia
Rifiuta ogni confronto democratico
Dichiara che la legge porcata che ci toglie la liberta’ di voto e’ una legge "buona"
Ha preteso che l’indulto coprisse il voto di scambio mafioso
Si fa consigliare da un mafioso condannato a 9 anni di carcere
Dichiara che il mercante di droga Mangano e’ un eroe
Se verra’ eletto riaffermera’ l’enorme spesa del Ponte di Messina per compiacere mafia e ‘ndrangheta
Dichiara di voler costruire centrali nucleari
E dice che con lui ci aspettano lacrime e sangue perche’ non ha la piu’ pallida idea di cosa fare per l’economia
Vendera’ quel che resta del patrimonio pubblico e poi spiagge e parchi nazionali
Ricomincera’ con la pratica dei condoni a chi delinque
In 5 anni si e’ disinteressato totalmente dell’Alitalia e ora dice barzellette su cordate di imprenditori o su acquisti fatti dai figli, prendendo in giro tutti quelli che ci lavorano e gli italiani che ogni giorno ci rimettono un milione di euro
Ha depenalizzato gli scarichi industriali fortemente inquinanti e eliminato i controlli sui cantieri infischiandosene delle morti bianche per favorire il riciclaggio dei soldi mafiosi
Ha depenalizzato il falso in bilancio e intende depenalizzare la bancarotta fraudolenta
Odia i giudici perche’ sa che possono condannarlo e vuole selezionarli con presunti esami di abilita’, fermo restando che li valuta matti e antropologicamente diversi
Nel suo quinquennio non ha fatto che aumentare gli sprechi pubblici e ha fatto crescere quel deficit che ci tiene al palo in Europa
Ricatta Veltroni dicendo che non fara’ nulla con lui se prima non viene licenziato Napolitano perche’ mira al Quirinale
Se non avra’ la maggioranza in Senato offendera’ i senatori a vita un giorno si’ e un giorno si’
Ma chi e’ lo sciagurato che ha la faccia di votare un individuo simile?
Vuole proprio la morte dell’Italia?
V.
 
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