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Wednesday December 13th 2017

MASADA n. 668. 8-4-2008. Valori, primazie e furbizie

Il battesimo di Madgi Allam – Tracce di politica di pace – Ancora il nucleare? – L’arcobaleno discendente – L’Udc e la principessa Borghese – Un’economia di guerra –
Furbizie e disfattismi elettorali
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Video
La Cina che preferisco. La migliore "Hey Jude" di sempre !!!
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“Ebbene, cari amici, e’ venuta l’ora di assumere la responsabilita’ storica di agire da protagonisti per liberarci dall’ideologica suicida del relativismo che affligge l’Occidente e dall’ideologia omicida del nichilismo che arma l’estremismo islamico per affermare con coraggio e difendere con tutti i mezzi la Civilta’ della Fede e Ragione. La nostra missione e’ di realizzare un’Italia, un’Europa e un mondo di benessere, giustizia e pace a misura d’uomo, fondato sulla sacralita’ della vita dal concepimento alla morte naturale, la verita’ dei fatti, l’informazione etica e responsabile, la dignita’ della persona, la liberta’ della scelta, la centralita’ della famiglia naturale, il rispetto per l’autorita’ morale, il bene comune, il legittimo interesse collettivo e nazionale, la democrazia sostanziale, l’indissolubilita’ di diritti e di doveri, l’inviolabilita’ delle regole, la garanzia e la difesa della sicurezza, il liberalismo economico, la sussidiarieta’ e la meritocrazia, la solidarieta’ sociale, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente quale patrimonio dell’umanita’”
(Dal sito di Magdi Allam)
 
Se qualcuno sorvolasse su quell’elogio al liberalismo economico inserito in tanta messe di buoni propositi e anche su concetti aggressivi come relativismo, nichilismo, ideologia omicida…, e non facesse caso a quella famiglia solo naturale, a quell’autorita’ solo morale, a quell’interesse nazionale e non universale, a quel sottolineare la sicurezza… potrebbe trovare in questa dichiarazione di intenti anche dei meriti, ma dovrebbe proprio dimenticare che Magdi Allam e’ stato uno dei massimi sostenitori delle guerre del petrolio americane e delle continue menzogne di Bush, un campo dove la bonta’ presunta dei suoi intenti precipita miseramente, perche’ cio’ che e’ stato difeso nei fatti non ha nulla della verita’ dei fatti, della sacralita’ della vita, o liberta’ di scelta, giustizia, bene comune ecc., proprio come avviene per la campagna pro life di un ateo privo di scrupoli e di principi come Ferrara.
 
Magdi Allam e’ giornalista ben noto del Corriere della sera, egiziano, di religione musulmana, schierato con la CIA e le guerre di Bush, e che parla in genere male del Medio Oriente, ragione per cui gode di grande stima negli ambienti filo-americani e negli studi della televisione italiana. Dopo aver tanto sparlato dei suoi, decide addirittura di convertirsi al cattolicesimo. Il Papa accoglie la nuova pecorella con gran pompa e lo battezza addirittura personalmente, il giorno di Pasqua, in san Pietro, sotto le televisioni di tutto il mondo, con una visibilita’ esagerata che assume sapore di rivalsa politica.

La notizia fa il giro della stampa mondiale che la interpreta per quel che e’: uno smacco per la religione islamica inferto con grande visibilita’ dal papa di Roma, qualcosa che ha poco a che fare con la fede ma molto con l’opportunismo politico e la propaganda piu’ becera molto. La CEI minimizza, la stampa mondiale no.
El Pais scrive: “"Il battesimo come uscita dall’oscurantismo e dalla violenza dell’Islam”, l’accezione e’ chiaramente negativa e Magdi stesso, dalle pagine del Corriere, non pone veli alla sua scelta: “Mi sono convertito perche’ il mio spirito si e’ liberato dall’oscurantismo, da un’ideologia che legittima la menzogna, una religione fisiologicamente violenta e storicamente conflittuale". Molti cattolici si sentono urtati dalla pubblicita’ eclatante intorno a un fatto che dovrebbe essere intimista e privato. Altri si rallegrano degli attacchi a un islam che contende al cattolicesimo la palma di religione globale. Sono poi gli stessi che hanno applaudito ogni genere di esportazione di democrazia, che hanno chiuso gli occhi sul genocidio di due popoli, sulle torture di Abu Graib, sulle iniquita’ di Guantanamo, sulla distruzione massiccia di Falluja, sulle rovine dell’Afghanistan, sulle menzogne di Bush, e non hanno mai detto verbo sulla predazione di Afghanistan e Iraq.
Il New York Times ricorda che Allam difese il papa dopo le sue affermazioni aggressive di Regensburg che definiva l’islam una religione violenta. Il papa disse allora che aveva fatto solo una citazione ed era stato frainteso. Anche oggi e’ stato frainteso?
In Francia ci sono ogni anno 150 musulmani che si fanno cristiani, e sono soprattutto figli di coppie miste, ma ci sono anche 3.600 cristiani che si fanno musulmani, sui quali non si fa parola. Dunque siamo su un piano di concorrenza feroce e in una concorrenza non si bada a spese per imporre il proprio prodotto sul mercato. La primazia temporale, poi, e’ cosa che al Papa e’ sempre interessata molto, piu’ della sincerita’ spirituale.
In bilico tra due culture, il successo di Magdi Allam e’ da riferirsi essenzialmente ai suoi attacchi al mondo musulmano: “dura condanna di numerose associazioni islamiche da lui ritenute estremiste, proposta del divieto di costruire nuove moschee, elaborate teorie su presunti rapporti occulti tra moschee e gruppi terroristici. (Per chi rimesta nell’odio tra religioni Madgi Allam e’ un tipo che fa comodo. Nulla infatti puo’ suonare alto quanto le accuse di un voltabandiera, esempio perfetto di scelta migliore). I suoi critici invece lo trattano come un personaggio ambiguo e inattendibile che diffonde odio e sospetti, riportando notizie non documentate, non verificate o addirittura deliberatamente false.” (Wikipedia)
Ma la scelta di campo rende, al punto che un’altra religione assolutista, l’ebraismo, che ha in odio l’islam anche piu’ del mondo cattolico, premia Magdi Allam nel 2006 coun un premio da 1 milione di dollari, per "il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture" (sic).
Il giorno dopo il suo battesimo, Magdi scrive sul Corriere che l’Islam “e’ fisiologicamente violento e storicamente conflittuale”, confermando cosi’ il celebre discorso di Ratisbona su Michele Paleologo, di cui il papa aveva dovuto chiedere scusa. Mi scuso, ma ripeto.
E sostiene una volta di piu’ che l’islam giaceva nell’oscurantismo, legittimando la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia. Parole che in un momento in cui il papa dichiara di voler riallacciare il dialogo islamico-cristiano, suonano piuttosto controproducenti.
Insomma, da una parte Ratzinger risponde alle lettera di 138 leaders musulmani che chiedono ai cristiani di tutte le confessioni di trovare “una parola comune in nome dell’amore per Dio e per il prossimo”, dall’altra si esprime coi modi eclatanti di questo battesimo. Il rapporto con le altre religioni, che era stato la pietra angolare, di Vaticano II, viene affermato e negato allo stesso tempo, e proprio in un momento in cui anche gli ebrei sono stati offesi dal ritorno di una preghiera contro di loro, in cui si dice chiaramente che saranno salvi solo se entreranno nella chiesa di Cristo.
Ma se il battesimo cristiano fosse l’unica porta della salvezza, il concilio Vaticano II e il colloquio con le genti sarebbe definitivamente seppellito.
Insomma qui di dialogo non ne vediamo, vediamo solo la pretesa assoluta di una primazia.
Si dice in India: “Molte sono le strade per arrivare al Gange”, intendendo la Ganga (i fiumi  in India sono deita’ femminili) come grande madre divina, cioe’ molte sono le vie per arrivare a Dio. Ma per Ratzinger evidentemente questo non vale, preferisce, come dice Raniero La Valle, la bolla Unam Sanctam di Bonifacio VIII che rivendicava “la sottomissione al papa di ogni umana creatura”. “Ma se mai dovesse tornarsi a questa conclusione, bisognerebbe almeno stare attenti a come vengono istruiti i catecumeni, e con quali idee arrivano alla notte prima del battesimo.” E arrivarci con una glorificazione del libero mercato e delle guerre assassine di Bush non e’ proprio la preparazione migliore.
 
Viviana Vivarelli
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Tracce da alcune tesi di politica di pace
Enrico Peyretti
 
-a me pare che il bipartitismo (che oggi si vuole imporre, anche senza il referendum Guzzetta) sia dannoso e non corrisponda alla realta’ storica italiana, di fatto, che e’ piu’ viva e ricca dei paesi a due partiti; poi certo occorre uno sbarramento alle aggregazioni con mire esclusivamente elettorali, mentre devono poter rappresentarsi quelle con una tradizione culturale e politica vivente, oppure corrispondenti a problemi nuovi (p. es. ecologia; economia della decrescita; incontro di civilta’; …);
 
-in un parlamento a piu’ posizioni, quindi piu’ veramente rappresentativo, deve esserci la capacita’ di aggregarsi su singoli problemi anche senza partiti permanenti contrapposti sui massimi sistemi…se non c’e’ questa capacita’, non c’e’ la politica; un popolo senza politica e’ in mano ai briganti;
 
-si deve votare sempre: votare il meno lontano, il meno dannoso, poi, se c’e’, il migliore. Ma sempre si deve votare. Chi non vota, vota positivamente per chi vince, che puo’ essere il peggiore;
 
-si e’ deciso di non accusare e denunciare il corsaro e falsario della politica italiana…teso unicamente agli affari privati in ufficio pubblico, a possedere per se’ la cosa di tutti…il successo, la vittoria, prima della verita’! ma a che serve vincere senza verita’?
 
-non e’ vero (von Clausewitz) che la guerra prosegue la politica e la diplomazia: la guerra uccide l’una e l’altra…democrazia parlamentare e’ solo quella che “parla” e rifiuta di sparare e che “ripudia la guerra”..
 
-la violenza economica e’ piu’ grande di quella bellica: la guerra e’ al servizio di quella violenza, quindi e’ doppiamente criminale.
 
-l’attuale sistema imperiale, coi suoi alleati, esattamente come i kamikaze, abusa del nome di Dio per i suoi delitti.
 
-le armi: non sono solo spreco, ma causa. Le guerre le fomenta l’industria delle armi, per vendere agli stati e ai banditi. Al loro confronto, ladri e torturatori di bambini sono angioletti.
 
-e’ giusto e necessario il pensiero della "decrescita felice" (Latouche, Pallante) che non e’ stare peggio, ma meglio, avere piu’ beni con meno cose; e’ quello che cerca di fare su scala privata ogni persona sensata; ma intanto economisti e politici (quasi tutti; tutti i maggiori) fanno correre nell’abisso la barca di noi tutti;
 
– i comunisti che si vergognano di esserlo stati, si castrano, si convertono al centrismo moderato e liberista, ma il liberismo economista e’ contro la liberta’ umana, e’ l’opposto del liberalismo politico e chi lo abbraccia butta via il buono irrinunciabile, insieme al cattivo della storia e cio’ e’ tipico oggi il PD, nel quale non c’e’ piu’ la cultura di sinistra che fece, con le altre, il grande patto della Costituzione.
 
-tutti dovrebbero pensare il giusto rapporto giustizia-liberta’, ma intanto deve farlo la sinistra. Solidarieta’, certo, ma anche uguaglianza, contro le mostruose disuguaglianze, contro i privilegi che sono da umiliare. Offende piu’ la disuguaglianza della poverta’. Percio’ la giustizia e’ regola della liberta’, non viceversa. Io non ho la liberta’ di essere ingiusto con te. Questa liberta’ non e’ un mio diritto… Poi, la giustizia va cercata nella libera convinzione, perche’ la giustizia imposta non e’ giusta… Solo la giustizia realizza la liberta’. Solo nella liberta’ giusta si realizza la giustizia. La giustizia, se e’ tale, non toglie la liberta’. La liberta’, se e’ tale, non tollera l’ingiustizia, neppure a proprio vantaggio.
 
-il bravo politico deve anche sapere condurre un popolo, senza forzare ne’ imporre: ma per questo deve avere una cultura dell’umanita’, una cultura dei fini e dei valori umani, e della storia, una qualita’ spirituale umana superiore alla media…Un politico cosi’ appare, se va bene, una volta in un secolo. E non ha neppure bisogno del potere di fare leggi costrittive, perche’ persuade con la sua vita, e guida il popolo… Il politico del 900 e’ Gandhi. I politici "normali" o violentano la societa’, oppure, per averne il consenso, eseguono la volonta’ della societa’, anzi la inseguono, qualunque essa sia.. Le piu’ grandi guide dell’umanita’ hanno guidato generazioni e guidano per sempre, senza avere mai voluto il potere politico. Il potere politico ha corrotto la maggioranza di chi lo ha avuto. I piu’ grandi delitti della storia sono stati compiuti per mezzo del potere politico. Esso e’ finora necessario, ma e’ pericoloso in mano a persone che non abbiano una superiore virtu’.
 
-e’ piu’ importante gestire il potere o controllarlo ai fianchi? Il problema non e’ solo tallonare i parlamentari, fare opposizione invece che governare; occorre una politica senza potere (senza "quel" potere), e questa, come si e’ visto, e’ una cosa che un “normale” politico non puo’ capire.
 
-Martin Luther King non considera negativo o immorale il potere, il quale «inteso in modo corretto, non e’ altro che la capacita’ di realizzare uno scopo» (pero’ non cerco’ mai il potere politico)… ma pensa al “potere di”, che deve essere di tutti (la “onnicrazia” di Aldo Capitini), e non al potere di alcuni su altri, che non puo’ essere di tutti ed e’ percio’ sempre vicino alla violenza.
 
-…come i conflitti tra persone civili e tra gruppi di una societa’ sufficientemente civile si risolvono senza ammazzarsi, analogo deve essere l’obiettivo nei conflitti fra stati e grandi gruppi e popoli e civilta’. L’Onu e’ nata per questo, dopo l’immensa tragedia 1939-45.
…La polizia, anche tra Stati, e’ necessaria e se e’ applicata secondo i fini democratici, riduce la violenza, mentre la guerra sempre la raddoppia.
A Genova nel 2001 la polizia ha fatto la guerra ai civili nonviolenti. L’Onu, per statuto, non puo’ ne’ fare ne’ autorizzare alcuna guerra, ma deve condurre in proprio azioni di polizia.
Fino ad oggi, quasi tutti gli stati hanno sabotato l’Onu… Il contenimento della violenza con la polizia internazionale e con corpi civili di pace e’ possibile se cambia la cultura politica…
Se non cambiamo la cultura della guerra, finisce l’umanita’.
 
-M. L. King, come Gandhi, suggerisce una importante distinzione tra forza e violenza: la forza e’ una qualita’ della vita, e’ costruttiva…la violenza e’ distruttiva. Questa distinzione e’ occultata, artatamente confusa e persino capovolta dalla cultura violenta, che affida assurdamente alla distruzione la difesa della vita.
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Ancora il nucleare?
Viviana
 
Partiti assurdi come l’Udc di Casini riprendono l’incitamento al nucleare che e’ anche nel programma di Berlusconi, il quale dice che se vince mettera’ al primo posto il Ponte di Messina e nuove centrali nucleari, e Veltroni gli si accoda: ”l’Italia deve impegnarsi sulle tecnologie di punta: che si tratti del ‘carbone pulito’, del metano, delle biomasse o dell’idrogeno e anche del nucleare di quarta generazione, ovvero quello a sicurezza intrinseca e con la risoluzione del problema delle scorie.” Il modo con cui il problema delle scorie verra’ risolto non e’ detto, come del resto non si dice come si troveranno i soldi per le regalie che Veltroni promette e Berlusconi pure, visto che ci aspetta un periodo di recessione e che gli sprechi pubblici nessuno li vuol tagliare. Tutti insieme tacciono sul fatto che l’uranio e’ in via di esaurimento, che il suo picco sara’ tra vent’anni e dunque il suo prezzo comincera’ a salire vertiginosamente tra dieci, giusto il tempo in cui le eventuali centrali sarebbero finite di costruire. Nessuno si preoccupa di spiegare dove queste centrali saranno costruite, dal momento che le popolazioni rifiutano anche gli inceneritori, ne’ indica chi sarebbero i bravi costruttori molto attendibili, visto che finora ci si e’ rivolti a ditte inaffidabili come la Impregilo o la Lunardi trafori e che per la Salerno-Reggio Calabria 30 anni di lavori non sono bastati. Di questo passo rischiamo di finire le famose centrali tra vent’anno, proprio quando di uranio non ce ne sara’ piu’. Ma la propaganda di questi dettagli non si cura e i tromboni avanzano di pari passo con identiche guasconate.
Sarebbe meglio ascoltare Rubbia che afferma che un nucleare sicuro o a bassa produzione di scorie non esiste. Ma quando mai gli esperti sono stati ascoltati. Piu’ facilmente vengono rimossi e sostituiti con elettricisti che si fingono politici.
 
“Da qualche mese, Rubbia e’ stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, con particolare riferimento al solare termodinamico a concentrazione". Pecoraro Scanio, in extremis, ha approvato un piano nazionale per avviare anche in Italia al solare. Ma che fine fara’ questo piano con Berlusconi e con Veltroni?
Un rapporto dell’Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti mostra un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l’Agenzia
internazionale per l’energia. Dalla fine degli anni 90 a oggi, la forbice tra le previsioni della IEA e l’effettiva dinamica del prezzo del petrolio e’ andata sempre piu’ allargandosi. Dal  2000 in poi, il prezzo del petrolio s’e’ impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari l’anno in anno.
Stessa cosa per le previsioni della produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell’Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati.
Passiamo all’uranio, il combustibile per l’energia nucleare. Fin dall’epoca della "guerra fredda" la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal ’90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Petrolio e altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio e’ destinato a scarseggiare, come del resto anche l’oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare percio’ a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la piu’ importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioe’ il sole.
Eppure e’ ripresa la corsa al nucleare. Una assurdita’!
L’ultimo reattore e’ stato costruito 30 anni fa. L’energia nucleare in Francia conta il 20% e i costi sono altissimi. Il costo dei 59 reattori sono sostenuti di fatto dallo Stato, per mantenere l’arsenale atomico.
In quanto alle scorie, non esiste un nucleare sicuro o a bassa produzione di scorie. Al piuè si puo’ parlare di un nucleare nuovo che usa il torio, elemento largamente disponibile in natura, che non provoca cioe’ reazioni a catena e non produce plutonio. E siccome dal torio non si tira fuori una bomba, si taglierebbe il cordone fra il nucleare militare e quello civile (ma forse e’ proprio questo che i governi non vogliono).
Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attivita’ del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantita’ di energia.
Gordon Brown in Inghlìilterra riparla di carbone pulito e riapre le miniere che la Tachter aveva chiuso (noi riapriremo le miniere sarde), ma per Rubbia il  carbone e’ la fonte energetica piu’ inquinante e piu’ pericolosa per la salute dell’umanita’. Produce anidride carbonica che dura 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio.
Un un impianto per la produzione di energia solare costa 200 milioni di dollari, produce 64
megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricita’ di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi
ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantita’. Potremmo impiantarli in paesi africani, dice Rubbia, per trasportare poi l’energia
nel nostro Paese. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche.
I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Ne’ piu’ ne’ meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente.
Se e’ cosi’ semplice, perche’ allora non si fa? Risponde Rubbia: e’ solo una questione di mercato. "Il sole non e’ soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta… se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’e’ accaduto del resto per il computer vent’anni fa".
L’arcobaleno discendente 
Paolo De Gregorio

Bertinotti, dopo aver espresso solidarieta’ all’agente CIA Giuliano Ferrara per le pomodorate ricevute in piazza, esterna sulla Tv La7: “ e’ un rischio drammatico che esiste, la sinistra rischia di essere messa fuori gioco dall’americanizzazione della politica e dal bipartitismo, attenzione a questa riduzione impressionante della democrazia”.
Il vecchio vizio di dare agli altri le colpe dei propri errori e’ un vizio capitale degli italiani, ma in questo caso non riconoscere i propri errori, le scelte sbagliate, non aver azzerato i vertici dei partitini (ora Arcobaleno) dopo la caduta del governo Prodi, significa imboccare una strada senza ritorno, poiche’ senza autocritica e cambio totale di strategia la sinistra e’ arrivata al capolinea.
Bertinotti, cosi’ colto e raffinato nel suo parlare, si presenta pero’ rozzo e sgrammaticato nel suo cogliere il vero e unico perche’ della “riduzione di democrazia” e questo perche’ riguarda lui e tutta la sinistra.
Infatti, la gente come lui ha fatto intendere che la politica si fa nel “Palazzo”, con i privilegi della CASTA, e che la lotta e la partecipazione di massa, le sedi territoriali, le iniziative periferiche, sono strumenti del passato da sostituire con i piu’ comodi dibattiti televisivi. In quell’ambiente la mummia Cossutta ha definito “plebeo” il gesto di Diliberto di lasciare il proprio seggio a un operaio della Tyssen (sic!).
Questo evidente scollamento tra sinistra e popolo e’ stato immediatamente colto dai dirigenti confindustriali che, in questi ultimi 10 anni, hanno ottenuto tutto quello che volevano, con la precarizzazione del lavoro e con la presenza dell’esercito di riserva degli immigrati. Esercito che e’ stato scaricato nelle periferie e ha aggravato enormemente la condizione di vita operaia e popolare, fino a rigurgiti di destra e di stampo razzista.
Solo la Chiesa e’ rimasta a contatto con i poveri e gli immigrati, e il lavoro che fa e’ a favore della rassegnazione e della tolleranza, che e’ quello che sperano padroni e politicanti.
Capitale e lavoro, se non sono antagonisti, sono due facce della stessa medaglia e Veltroni vuole fare un partito in cui queste due realta’ siano rappresentate e non confliggano, proprio come la vecchia DC interclassista a cui ha rubato il ruolo di centro.
Della politica di cui abbiamo veramente bisogno non vi e’ traccia nel variegato novero dei partiti. Solo qualche tesi di Grillo sa di novita’, con in testa il tassativo limite di soli due mandati parlamentari e poi a casa, che significa distruggere la Casta dei politicanti di professione.
Ma vi e’ urgente bisogno di pensare in grande, pensare alternativo, mettendo l’ambiente, la salute, la sostenibilita’ dell’economia, al primo posto e pensare ad una politica che detta regole all’economia liberista e non viceversa, come ora.
Presto ci arriveranno addosso recessione o stagnazione e tra non molto sara’ la crisi petrolifera a sgretolare le nostre certezze su globalizzazione e mercato perche’ non sara’ piu’ conveniente spostare le merci e sara’ meglio essere preparati e lavorare per l’autosufficienza alimentare ed energetica.
C’e’ bisogno di additare coloro che parlano di ponte sullo Stretto o di alta velocita’ o di centrali nucleari o di aumento del PIL, come deficienti fuori dalla realta’ che non sanno guardare al di la’ del proprio naso e questa gente non merita il nostro voto.
Propagare orizzontalmente sul territorio, senza concentrazioni industriali, la microgenerazione elettrica con solare ed eolico collegati alla rete, riconvertire tutta l’agricoltura al biologico, ristrutturare un sistema idrico che perde per strada il 50% dell’acqua, organizzare la raccolta differenziata al 100% dei rifiuti, comune per comune, chiudere inceneritori e discariche, bonificare il territorio dove sono stati sversati rifiuti tossici. Queste sono le priorita’ se guardiamo al futuro e alla salute degli italiani, e di questo in campagna elettorale non si parla.
Il bipartitismo, che puo’ diventare partito unico di centro, il Veltrusconismo, e’ nato perche’ non vi e’ piu’ una consistente forza antagonista, forgiata nelle lotte, nel radicamento sul territorio, partecipata da cittadini che si impegnano a risolvere direttamente i problemi, senza delegare troppo e mai per troppo tempo.
E’ questo che manca!

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Diario da Viterbo
Doriana Goracci
 
Leggo due notizie "interessanti" stamattina, che si preannuncia come una nuvolosa domenica d’aprile, pre elezioni: una che oggi pomeriggio ci sara’ da queste parti (Viterbo) la principessa Alessandra Borghese. Gia’ perche’ e’ lei la capolista al senato per l’Udc nel Lazio e fara’ una specie di convegno, di incontro pubblico su famiglia e futuro dell’identita’ cristiana che si svolgera’ nella cooperativa Pianetto di Ischia di Castro, con l’occasione la principessa Alessandra Borghese, presentera’ anche il suo ultimo successo editoriale, “Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria”, il racconto di un’esperienza vissuta in prima persona come membro della confraternita degli Ospitalieri francesi. Un racconto di successo che, pubblicato a meta’ febbraio, ha gia’ venduto piu’ di 30 mila copie. Riportare l’etica cristiana e il bene comune al centro della politica, valorizzare il ruolo della donna nella societa’, investire su giovani e famiglie per un futuro migliore: sono questi alcuni dei punti forti dell’impegno politico della candidata. La nobile donna e’ figlia dal Principe don Alessandro Romano Borghese e di Fabrizia dei Conti Citterio, giornalista e scrittrice, ha anche lavorato per tre anni a New York, nella societa’ American Express. Al suo ritorno in Italia diventata socio azionista della International Affairs, societa’ specializzata in comunicazione e immagine aziendale. Nel 1990 ha fondato il centro culturale “Alessandra Borghese” realizzando eventi di grande qualita’ e notevole successo che spaziano dall’arte, al cinema, alla musica. Ha collaborato con Panorama e Il Tempo, scrive per Gente, Qn, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione e per Style, mensile de Il Corriere della sera. Da maggio 2005 e’ hospitaliere del santuario Notre-Dame de Lourdes; da luglio 2006 e’ componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Civitas Lateranensis per la promozione e il sostegno della Pontificia Universita’ Lateranense. E’ autrice di bestseller tra cui Noblesse Oblige (Mondadori), Con occhi nuovi (Piemme), Sete di Dio (Piemme), Sulle Tracce di Joseph Ratzinger (Cantagalli)".

L’altra notizia e’ che una "coppia insospettabile", cosi’ scrive tutta la cronaca, e’ stata trovata in possesso di 22 armi, che fanno 24 fucili e 11 pistole con altri tre arresti. I  coniugi viterbesi convivevano con questo arsenale a Viterbo nel quartiere Murialdo, compreso un fucile a pompa. Le armi sono di fabbricazione tedesca, cecoslovacca, italiana e di altri paesi. L’uomo, circa 40 anni, e’ un dipendente pubblico e ricoprirebbe un posto di rilievo.
Stanno indagando se le armi sono da imputare al collezionismo o al commercio illegale, tant’e’ che prosegue, leggo, l’attivita’ di controllo straordinario sui possessori di armi della provincia viterbese," tendente alla tutela dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica e consistente nella scrupolosa verifica dei requisiti psicofisici e soggettivi dei detentori di armi onde prevenire possibili abusi da parte degli stessi".Ma…
Ma gli investigatori non trascurano la pista eversivo-terroristica. I due sarebbero, infatti, impegnati in politica. La polizia vuole chiarire se siano collegati con qualche organizzazione terroristica "non convenzionale".

Ora da una parte ho voluto "invitarvi alla lettura", dall’altra a chiedervi aiuto se mi aiutate a capire qual’e’ questa frequentazione politica, che fa muovere con "prudente riserbo", perche’ non mi consta simile atteggiamento delle forze dell’ordine su certi gruppi eversivi, trovati anche senza alcuna arma se non un volantino,   mentre invece oggi sono tranquillamente candidati alle elezioni, personaggi e movimenti, diciamo una volta noti per certe frequentazioni e ideologie bandite dalla Costituzione, ma si sa, solo tra  un’altra domenica…

Per finire, ieri sempre a Viterbo, la lista civica "Viterbo vola", ha offerto tante arance rosse alla cittadinanza, colore non in sintonia davvero con il pensiero dei suoi candidati,  stavolta come simbolo di energia pura, quella stessa energia, fatta di tanto rifiuto e nessun colore partitico,  che ieri ho raccontato  o meglio ho fatto raccontare attraverso il mio scritto, con la cronaca d’aprile di un’amica milanese che ha partecipato alla contestazione di  Giuliano Ferrara, in quella citta’ all’interno di una  sala parrocchiale, come alcuni soggetti sono usi fare in questi tempi angelici e l’ho fatta circolare. Ho ricevuto anche una lettera, nel merito,  da uno sconosciuto che in ogni caso si firmava e diceva: "Ferrara sara’ pur libero di sparare fregnacce, No? O cosi’ avranno ragione quelli che, magari domani, cercheranno di zittirvi con la forza?"

Ecco basta che nessuno mi ammazzi con un fucile magari a pompa, magari una/o nobile, magari insospettabile, magari usa/o a certe frequentazioni politiche che magari mi aveva preso per una qualche bestia che le/gli aveva attraversato la strada…

Niente paura, tutto finisce con un bell’incontro pre-elettorale, conviviale, che fa’ pure rima,  come oggi si concludera’ il debutto nella Tuscia della principessa Udc o la mega cena gia’ avvenuta di 700 persone del Pdl che hanno accolto Ciarrapico o l’ingresso e cocktail gratuiti alla discoteca Festival sulla Tuscanese per gli “Appuntamenti per una politica giovane” del Pd, che candida ben sette under 30.
Vinca il migliore, c’e’ solo l’imbarazzo della scelta, tanto che la sottoscritta rimarra’ a casa e se il tempo e’ bello all’orto.
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Una economia di guerra
Rossana scrive a RK
 
L’indice delle 56 aziende del settore della difesa, sicurezza e spazio quotate in borsa, ha guadagnato il 19% in quattro degli ultimi 5 anni. Il bilancio di previsione per la spesa dell’anno fiscale 2009 del  Pentagono prevede una spesa di base di 515,4 miliardi di dollari a cui  bisognera’ aggiungerne 70 per i costi della guerra globale al terrorismo,
9,1 miliardi richiesti dal Dipartimento per l’energia sotto il capitolo NNSA, ammodernamento e mantenimento in sicurezza dell’arsenale nucleare e 1,8 miliardi per la messa in sicurezza di materiali nucleari pericolosi sparsi per il mondo.
Considerando che le spese militari sono in aumento in tutto il mondo, si puo’ parlare di economia di guerra.
Ma l’economia di guerra e’ la spesa per tutto cio’ che riguarda il complesso militare-industriale (e le guerre), cioe’ la produzione di beni di consumo improduttivi?
Cos’e’ il consumo produttivo (beni salariali individuali o sociali) e cos’e’ il consumo improduttivo (il materiale bellico) ammettendo che si e’ nell’era del capitalismo cognitivo o come lo chiama Modugno ‘capitalismo informazionale’?
Oggi per materiale bellico si puo’ intendere quella tecnologia o conoscenza creata o trasferita nei campi del software, materiali, sensori, automazione e robotica, elettronica. Anche qui i meccanismi giuridici su cui si incardina il trasferimento tecnologico sono la
"proprieta’ industriale e/o intellettuale" e il sistema dei contratti, tipici o atipici, utilizzati.
Il trasferimento delle tecnologie e della conoscenza non puo’ avvenire senza quel "welfare necessario alla fabbrica fordista" come nell’articolo. Solo che il welfare deve essere distribuito nella costruzione di reti, non alla fabbrica. Si rivela obsoleto da questo punto di vista lo slogan di Berlusconi  "ognuno si faccia azienda da se’ ". Non e’ possibile il
trasferimento di tecnologie alla societa’ senza l’intervento dello Stato. Veltroni e’ piu’ attendibile quando parla della tecnologia come motore dello sviluppo.
E’ ovvio che qui si fa riferimento ad un modello ideologico per cui un sistema economico e’ competitivo se e’ capace di rispondere alla domanda di innovazione tecnologica.
Non ha senso allora come dice Bertinotti riportare "al welfare il capitalismo" se per welfare si intendere elargire soldi alle aziende per creare occupazione.
Il capitalismo usa il welfare per  supportare e integrare le merci (materiali e immateriali) nei circuiti della circolazione (al di la’ della corruzione, sprechi, ecc).
E veniamo all’altro argomento correlato: l’operaio non serve piu’ o le funzioni del capitale fisso sono incorporate nell’operaio? Come dire tutto harware o tutto software. Forse oggi "e’ l’operaio che deve farsi da se’". Un uomo cosi’ pensato riesce a sopravvivere solo se
elimina anche gli spettri che si formano nella sua mente. Non ha vita facile.
Per lui come scrive alla fine Modugno e’ "meglio zappare nell’orto pietroso dello scontro sociale". Sempre che riesca a distinguere cosa gli sta davanti e come deve muoversi.
..
Fatti di ordinaria incivilta’
Doriana Goracci
 
Questo Paese e’ profondamente malato e razzista e fascista e intollerante, non perche’ alcune decine di donne e uomini tirano monnezza a uno che sbraita a fini elettorali di vita e di morte ma perche’ un bambino di 8 anni, porta come un marchio da lager, il suo essere napoletano e viene picchiato perche’ e’ nato li’. E’ un fatto di cronaca, accaduto nel trevigiano. I genitori hanno dovuto trasferirlo in un altro paese del vicentino, legare la loro esistenza al nomadismo dei rifiuti.
E’ vero: i rifiuti hanno viaggiato da nord a sud e da sud a nord e da est a ovest e viceversa, in un girotondo di morte e di malaffare.
"Se mi mandi ancora in quella scuola mi uccido": lo chiamano bullismo. No, e’ pura cieca violenza che si mangia nelle sante famiglie italiane, dove si piangono i morti in tv e dove si festeggia per la vittoria di un Grande Fratello o del partito che vince. E’ l’Italia della scommessa: vediamo quanto regge ancora questo sistema, vediamo se e’ importante e vitale insegnare nelle scuole la Vita dell’embrione. Vediamo se e’ importante mangiare pane e diossina e respirare amianto e democrazia, vediamo se e’ importante sapere quanto ci costa tutto questo, anzi non saperlo affatto. Potrebbero prenderci per pazzi, nel mondo, per non reagire. Anzi non parliamone, come avevano consigliato per Ferrara, minimizziamo l’accaduto come, per delicatezza, intende fare il dirigente scolastico. Tanto gli italiani scordano presto.
Furbizie
Viviana Vivarelli
 
Furbo e’ Magdi Allam che ha trovato il segreto del successo nel trasformismo voltagabbana.
Furbi solo coloro che per decentrare gli estimatori di Grillo hanno creato liste acchiappacitrulli: "Amici di Beppe Grillo", "No Euro- Lista del Girllo , "Movimento ultima speranza – Grilli d’Italia", "Forza Grillo", Lista Grilli parlanti" e "Grilli d’Italia".
In Italia di furbizia si vive e io spero proprio che di furbizia qualcuno ci muoia.
Furbo si crede Ferrara, il comunista della CIA, l’ateo-devoto, il falso-pentito, l’ipocrita voltagabbana, che sventola diritti umani dopo averli negati una vita e che passa cinicamente da una bandiera all’altra inventando false liste per rubare voti che non merita, senza rispetto nemmeno per quella vita che dice di voler difendere.
Furbo si crede Calderoli che ha costruito una legge elettorale porcata per far fallire un governo e ora se la ritrova contro.
Furbo si crede Berlusconi che finge di avere una vittoria scontata ma non se la gioca in un faccia a faccia che lo sfavorirebbe, e che ha preteso elezioni veloci senza cambiare la porcata di Calderoli per paura che altri scandali venissero galla e ruba il tempo al tempo come si fa a poker quando si rilancia alla cieca per timore di un cattivo gioco futuro, e che, se vincera’, si trovera’ con una vittoria di Pirro penalizzato al Senato cosi’ come lo e’ stato Prodi.
Furbo si crede Bossi e furbo lo credono i suoi quando costui blatera contro la sua stessa legge porcata e contro le sue stesse schede elettorale, volute da Calderoli e urla sciattamente di fucili da imbracciare, contro chi? Contro la sua stessa immensa stupidita’?
 
Ma chi sono, a questo punto, i bingo bongo?
..
Disfattismi
Doriana Goriacci
 
Mettiti l’anima in pace, rivincono loro!
Mettiti l’anima in pace, rivinciamo noi!
Mettiti l’anima in pace, se non voti fai vincere loro!

Sembra quasi di essere in uno stato di guerra e che io sia una  postina, nello smistamento della corrispondenza.
Quelli al fronte sono i candidati e le candidate, queste ultime assai di meno,  combattenti.
Noi di qua’ dal fronte, vediamo le riprese in televisione delle azioni principali sul territorio nemico. Come nemico, non siamo in Italia? No, dobbiamo farcene una ragione.
Siamo luogo di rappresaglia, trasferta, base per qualcuno o qualcosa, siamo terra di tutti e di nessuno, terra di scontri e veleni, di  capannoni  e cantieri finti o talmente disastrati da sembrare abbandonati, siamo quelli che hanno piu’ chiese nel mondo, che non pregano mai davvero ad esempio al punto da far piangere non San Gennaro o la Madonnina, ma questi  soldati, questo  generali  che ci comandano, che ci fanno credere di essere in pace, che attraversano i corpi e la mente dei giovani e degli anziani, che ancora regalano un souvenir del candidato,che pagano per un passaggio televisivo, che non fanno piu’ un comizio,  che mai piu’ sentiremo o vedremo, di persona.
Perche’ loro non rispondono, in nessuna sede, di cio’ che hanno fatto e non fatto, loro sono alla guerra e noi in pace, e dobbiamo starne contenti.
Si va’ al voto come a messa, senza convinzione, una volta ogni tanto come per le Feste ma almeno non verranno i musulmani o  i fascisti, i comunisti o i cristiani.
Si va’ al voto con convinzione, per fede, come chi ci va’ tutte le domeniche, e conta la presenza, esserci alla processione.
Si va’ al voto per far sapere che ci si e’ andati, per ridare una scheda bianca o nulla, un po’ come andare a messa e prendere una comunione pieno di peccati mortali.
Si va’ al voto, perche’ cosa ci vuole a farlo, un momento prima magari di rincasare o andare al lavoro e non dire a nessuno quello che ti e’ passato per la testa, quello che hai fatto nell’urna e rimane segreto.
Si va’ al voto per parlarne poi per giorni per mesi e per anni e dire tutto il nostro scontento e poi riprendere a votare, a sperare in un altro.
Si va’ al voto perche’ cosi’ ci si sente vivi e cittadini e tutto rimane come prima e non e’ poco, noi popolo di migranti e invaso da sempre, noi, corpi di pace, vogliamo rimanere orgogliosamente italiani.

In fuga
Amy Sol
 
La mia gente e’ di un popolo che parte,
non lascia tracce o resti dentro il tempo
degli altri. Solo, su certi massi,
paure, animali, barche,
il poco che abbiamo avuto. Fatti nostri.
Poi un giorno un cane abbaia, tamburi e chiodi
battono all’orizzonte: torna il male,
rinserra, forza il vento, s’allontana
la vela
.
..
http://www.masadaweb.org
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