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Monday December 11th 2017

MASADA n. 668. 10-4-2008. IL TIBET – Il LAMAISMO – LA STORIA

Prima parte
Storia – Buddhismo e religione Bon – Le predizioni- L’invasione cinese – Il Dalai Lama
Viviana Vivarelli

Storia
Buddha nasce nel VI secolo a. C (la tradizione parla del 570) in una regione dell’India del nord, che ora e’ del Nepal, e predica il suo pensiero peregrinando nell’India settentrionale, nella pianura del Gange, ma il Buddhismo non si diffonde in India, dove resta prevalente l’Induismo, e verso il 1200 viene allontanato prepotentemente dall’invasione islamica. Prende altre vie in Asia e soprattutto entra nel Tibet dove si unisce a una preesistente religione a carattere magico sciamanico.
Intorno al 760 d.C. il Tibet aveva avuto un grande re che domo’ l’aristocrazia la quale appoggiava la religione BON e protesse invece il Buddhismo. La storia del Tibet mostra continui attacchi cinesi e mongoli. I Cinesi sono sempre stati i nemici secolari dei Tibetani e hanno sempre cercato di assimilarli. I re successivi si dilaniarono in guerre di religione, proteggendo il Buddhismo contro i nobili e la religione Bon; in questa guerra civile la monarchia tibetana si dissolse lentamente mentre crebbe il peso dell’elemento religioso-monastico, finche’ verso il 1000 il riformatore indiano Atisa, con la protezione del re, diffuse il Buddhismo in tutto il paese e un po’ per volta la societa’ tibetana prese un carattere teocratico, mentre aumentava l’importanza dei grandi monasteri spesso in lotta tra loro, con abati sempre piu’ potenti. I Cinesi continuarono i loro attentati contro il paese, che divenne per un certo tempo protettorato mongolo.
Alla fine il Buddhismo da sistema filosofico divenne chiesa ufficiale, con un governo insieme spirituale e temporale, una TEOCRAZIA, la piu’ grande del mondo, in cui i lama piu’ alti gestivano anche il potere temporale oltre a quello spirituale.

Lontano da tutto il mondo e in perfetto isolamento, il Tibet elaboro’ una straordinaria forma politica, affidando il governo locale agli abati dei grandi monasteri e quello centrale al Dalai Lama nella capitale Lhasa.
Il Buddhismo nasce con l’intenzione di alleviare il dolore umano e parla costantemente del dolore, il Lamaismo o Buddhismo tibetano si presenta come una religione piu’ serena.
In un’Asia dilaniata da continue guerre i Tibetani hanno avuto per mille anni un governo pacifico, praticando la non violenza.

Il Dalai Lama

La loro guida e’ il DALAI LAMA = ‘Oceano di saggezza’ o ‘Gemma splendente’, considerato il Buddha vivente, incarnazione umana del Buddha della compassione, poiche’ si crede che il Buddha ritorni sulla terra, finche’ ci sara’ vita umana, per aver cura di tutte le cose viventi, amarle e averne compassione.

Finche’ una cosa vivente avra’ respiro, li’, in compassione, apparira’ il Buddha.”

Possa io essere una porta, una nave, una barca
per coloro che vogliono attraversare l’acqua”
“Liberero’ coloro che non sono liberati
affranchero’ coloro che non sono affrancati
e portero’ gli esseri viventi nel Nirvana

Si pensa che il Buddha rinasca ogni volta in un bambino che viene individuato in base a caratteristiche astrologiche e a certi segni sul corpo, egli sara’ in grado di riconoscere come suoi alcuni oggetti che furono del Dalai Lama precedente. Viene cercato seguendo le visioni che i Lama ricevono, focalizzando la loro attenzione superiore nelle limpide acque dei laghetti di montagna. Ogni volta che un capo spirituale muore, comincia la ricerca del successore e dopo qualche tempo si trova il nuovo bambino in cui il Lama si e’ incarnato, il bambino viene portato a Lhasa ed educato per il suo ruolo.
Nel 1933 e’ morto il 13° Dalai Lama, e 4 anni dopo e’ stato trovato il nuovo bambino, il Dalai Lama attuale, Tenzin Gyatso, 14° incarnazione del Buddha della Compassione.
Ci sono molte storie su questo bambino che nacque senza piangere, disse di essere il capo supremo, voleva stare seduto a capotavola e avere piu’ importanza del padre, chiedeva sempre di essere portato a Lhasa e seppe riconoscere tra altri oggetti mostrati dai monaci il rosario, la tazza, il tamburello e gli occhiali del defunto Dalai Lama. Due anni dopo il suo ritrovamento, il bambino venne separato dai genitori e portato a Lhasa per essere addestrato ai suoi nuovi compiti.
Il 13° Dalai Lama un anno prima della sua morte aveva scritto:
“Puo’ accadere che qui nel Tibet la religione e il governo vengano attaccati, che i monasteri vengano saccheggiati e distrutti, che i monaci e le monache siano uccisi o cacciati via, diventeremo come schiavi per i nostri conquistatori, umiliati, indifesi, vilipesi, mendicanti. I giorni e le notti passeranno lentamente con grande sofferenza e terrore”.
Era una terribile profezia e purtroppo si verifico’ di li’ a poco; mentre ancora il 14° successore era molto giovane e non era stato ancora insediato come Dalai Lama, nel 1949 Mao Tze Tung sali’ al potere in Cina e impose al Tibet dure condizioni, il Tibet rifiuto’ ma i Cinesi lo invasero proclamando che l’esercito di liberazione popolare andava a liberare i propri fratelli tibetani e riportava il paese alla madrepatria, si disse che la popolazione tibetana accettava con estrema gioia questa liberazione ma non fu cosi’. I cinesi erano e rimasero totalmente stranieri alla cultura ufficiale, due mondi che non potevano essere piu’ opposti.
Il Tibet era un paese pacifico, con un piccolo popolo formato da monaci o pastori, senza un valido esercito, era un paese inerme, dedito alla religione, non praticava la guerra, non era armato e non pote’ respingere l’esercito cinese. Mando’ i suoi rappresentanti agli altri paesi asiatici ma non vennero ricevuti, chiese all’Occidente, all’Inghilterra, all’America, all’India che la sua indipendenza fosse preservata ma nessuno oso’ contrastare la Cina. Propose all’ONU di prendere atto di questa violazione ma l’ONU se ne lavo’ le mani. L’invasione di questo piccolo popolo pacifico (oggi sono 6 milioni di abitanti) avvenne nell’indifferenza totale del mondo. Il Dalai Lama aveva allora 15 anni. Per 9 anni cerco’ vie diplomatiche, incontro’ Mao Tse Tung e Chu En Lai, chiese aiuto alle potenze mondiali, mendico’ a tutti i governi. Invece di avere aiuto, vide nel 1954 che l’India firmava un accordo con la Cina con cui si asteneva dal ridiscutere l’occupazione militare del Tibet.
La Cina intanto prese a modificare il paese con i massacri. In modo brutale pose fine ad una delle culture piu’ importanti e singolari del mondo.
Il braccio di ferro tra lo stato piu’ popoloso del mondo e un territorio immenso, inaccessibile e quasi spopolato come il Tibet (un paese grande 2,5 milioni di km che come estensione e’ pari a un quarto della Cina), durava da secoli. Per molto tempo il Tibet aveva mantenuto la sua autonomia sia politica che religiosa, ma i Cinesi posero fine a tutto questo in modo vergognoso e incontrastato. Essi imprigionarono, torturarono e uccisero centinaia di migliaia di Tibetani, stroncando la loro civilta’ e distruggendo la loro cultura.
Arrivarono coi carri armati a Lhasa e cominciarono i bombardamenti, si temette che lo stesso Dalai Lama potesse essere ucciso. I consiglieri e lo stesso popolo tibetano lo scongiurarono di mettersi in salvo, il giovane non voleva lasciare il suo paese, ma l’indovino di corte, in trance, parlo’ con la voce dell’ultimo Dalai Lama morto, e il responso fu :”Dove non si puo’ attraversare un grande fiume, non c’e’ guado, non c’e’ bassofondo, dove la sola speranza e’ una barca, ma non c’e’ barca, io porro’ una barca. La ‘Gemma che esaudisce i desideri’ splendera’ dall’Occidente”.
Il responso diceva che il Dalai Lama doveva fuggire. I Cinesi dichiararono che avrebbero bombardato Lasha e avrebbero preso misure severissime per impedire la fuga. Di nuovo si interrogo’ l’indovino, che in stato di trance scrisse: “Vada, stanotte, vada”, suggerendo di passare travestiti vicino al campo cinese. Cosi’, il 17 marzo del 1950, a 24 anni il Dalai Lama, dopo una rivolta popolare contro i Cinesi tragicamente fallita, segui’ i consigli dell’oracolo e prese la via dell’esilio, per continuare la sua lotta all’estero. Di notte, travestito da soldato, con un manipolo dei suoi, fuggi’, intraprendendo un viaggio penosissimo che duro’ sette mesi, a piedi, attraverso montagne altissime e neve, per erti sentieri, fino al confine dell’India, dove il povero gruppo stremato ebbe accoglienza.
Il governo tibetano fu cosi’ trasferito all’estero. Lo stato piu’ ateo del mondo aveva conquistato lo stato piu’ religioso del mondo, nell’indifferenza degli altri paesi.
Alcuni monaci avevano tentato di resistere con le armi ma furono trucidati e cosi’ fu per quella parte di popolazione che tento’ di resistere. L’invasione fu terribile e brutale. Monaci e monache furono scherniti, costretti a fornicare per le strade, i bambini furono armati e obbligati a sparare ai propri genitori, seimila monasteri che erano universita’ di sapienza e possedevano tesori artistici e culturali inestimabili furono rasi al suolo dai bombardamenti, un milione di Tibetani uccisi, migliaia incarcerati e torturati, gli antichissimi testi che attestavano una delle culture piu’ importanti del mondo furono bruciati o servirono ai soldati Cinesi per riparare i piedi dal freddo. Comincio’ dalla Cina l’esodo forzato di famiglie cinesi, 40.000 contadini vennero spostati dalla Cina e mandati una delle zone piu’ inospitali e meno agricole del mondo.
Il Dalai Lama costitui’ un governo in esilio, nel Buthan, uno staterello himalayano, presso il Tibet, e da allora non ha mai smesso di girare il mondo per chiedere aiuto per il suo popolo ma ogni volta che entra in un paese la Cina minaccia di interrompere i suoi legami commerciali con quel paese e i governi la ascoltano e chiudono le porte. E’ avvenuto anche con Prodi e Berlusconi, e’ avvenuto anche con papa Raztinger.
L’ONU per il momento non ha preso nessuna risoluzione per contrastare la Cina ma la causa tibetana sta facendo sempre nuovi proseliti e l’occasione delle Olimpiadi del 2008 in Cina ha dato nuova visibilita’ ai profughi e alla loro causa.
Al Dalai Lama e’ stato permesso di accogliere gli esuli nel Buthan, dove egli ha tentato come ha potuto di salvare quello che restava della sua cultura, istituendo scuole dove si riprendono le danze, la musica, il canto, la lingua, gli insegnamenti sacri del Tibet. I principali Lama e centomila Tibetani vivono dunque ora nel Buthan, ma molti hanno preso la via dell’Occidente e hanno fatto cosi’ conoscere la loro cultura agli altri paesi. Come aveva detto l’oracolo “La gemma che esaudisce i desideri risplendera’ in Occidente”.
La seconda carica del paese era rappresentata dal Panchem Lama, considerato l’incarnazione di Amithaba. Al tempo dell’invasione, questi era un bambino di 7 anni ma i Cinesi lo deportarono con tutta la sua famiglia e lo sostituirono con un altro bambino che divenne il nuovo reggente, un fantoccio agli ordini dei Cinesi che diresse poi un falso governo per 5 anni, dopodiche’ fu rimosso mentre il Tibet veniva annesso alla Cina con un’occupazione militare intensiva. Morto il primo Panchem Lama per un attacco apoplettico, i Cinesi hanno scelto un altro bambino che e’ in loro potere con la sua famiglia.
Da 50 anni il Dalai Lama e’ in esilio e da 50 anni chiede inutilmente alle organizzazioni internazionali di aiutare il suo paese a riavere la sua liberta’ e di permettere a lui e agli esuli di tornare in Tibet. Ma il Tibet non ha petrolio o oro, come il Kuwait, e le potenze occidentali sanno che la Cina e’ un partner da tener buono per i futuri mercati e una potenza che nessuno vuole scontentare, cosi’ gli appelli del Dalai Lama sono rimasti inascoltati. Pero’, grazie a questo esilio, il Buddhismo tibetano si e’ aperto al contatto con l’Occidente.
Un tempo nessun visitatore poteva entrare in Tibet, l’ingresso era vietato assolutamente agli stranieri, oggi col governo cinese e le distruzioni dei monasteri ha meno senso andarci, tuttavia anche col poco che resta costituisce una esperienza indimenticabile per i visitatori, ed e’ possibile andare nel Buthan, che e’ divenuta la nuova sede provvisoria del Dalai Lama.
Il Buthan e’ un piccolo paese montano, che esce appena oggi da una condizione medievale, sta costruendo nuove strade, si sta un poco modernizzando.
Il Dalai Lama viaggia spesso, e’ venuto in Italia molte volte, rilascia interviste su cui si fanno libri molto intensi, e i monaci buddhisti hanno preso le mille strade del mondo per raccontare agli occidentali del loro pensiero cosi’ diverso e affascinante, cosi’ lontano dal nostro materialismo.
In Italia abbiamo un centro buddista a Pomaia in Toscana.
Il Dalai Lama dice: “In gioventu’ il comunismo ha esercitato del fascino su di me, mi sembrava che fosse possibile una sintesi tra comunismo e Buddhismo. Mi sono pero’ scontrato con le incomprensibili contraddizioni della politica cinese, con la frenesia degli slogan, con il lavaggio di milioni di cervelli…infine ho avuto la certezza che Mao non fosse altro che il distruttore del Dharma”. Il Dharma e’ la giustizia cosmica, la legge della vita, la legge del Buddha.
I Cinesi hanno bombardato 6.500 conventi, distrutto opere d’arte inestimabili e intere biblioteche, bruciato i libri sacri, arrestato e torturato migliaia di persone (molti sono stati crocifissi, o hanno avuto lingue e viscere strappate o i corpi smembrati…).
I Cinesi in nome di un materialismo totale e di un ateismo assoluto hanno ostacolato il lavoro spirituale dei monaci, hanno imposto loro imposto il lavoro collettivo e i campi di rieducazione. Un milione di Tibetani sono stati uccisi. Centomila hanno preso per sempre la via dell’esilio. Tutto questo era stato profetizzato dal 13° Dalai Lama, Thupten Gyatso, nel 1933, anno della sua morte, nel suo testamento, quando annunzio’ che un terribile pericolo sarebbe venuto dal comunismo.

L’invasione cinese

Si pensi che i monasteri erano grandi centri di cultura, che il 20% della popolazione faceva parte di ordini religiosi, monaci, monache, eremiti in preghiera nelle grotte, eruditi che insegnavano nei monasteri… La pratica spirituale era lo scopo principale dell’esistenza, tutta la cultura era incentrata sulla vita spirituale. E tutto fu schiantato da un popolo dominato dall’ateismo e dal materialismo (e ora dal neoliberismo) che tento’ in ogni modo di distruggere l’anima del Tibet. Non bastava la distruzione della popolazione, fu messo in atto ogni mezzo per annientarne la spiritualita’, con propaganda, tortura e sterminio. Il fanatismo ateo-maoista fu peggiore del fanatismo delle peggiori fedi religiose.
Un quinto della popolazione fu ucciso, gran parte fu evacuata e trasferita, i beni espropriati, moltissimi finiti in campi di concentramento, i Cinesi hanno obbligato le donne alla sterilizzazione o ad aborti forzati. E’ stato un vero genocidio. L’estinzione della cultura ha proceduto in modo massiccio, i comunisti non tollerano altra ideologia che la loro, nessuna liberta’ intellettuale, spirituale o artistica. Con accanimento implacabile si e’ distrutta una antica cultura, una civilta’, una lingua, una religione. Il genocidio e’ proseguito per 50 anni nell’indifferenza del mondo. Come dice Matthieu Ricard: “La questione tibetana e’ stata soffocata dall’autocensura dell’Occidente, che era sprofondato nell’idolatria maoista e che non voleva prestare attenzione a nessuna critica nei confronti della Cina comunista”.
Il Tibet nella sua scarsa parte boschiva fu disboscato, e il territorio usato come deposito di scorie nucleari o terreno per i test, il suo bellissimo cielo inquinato.
Aumento’ via via lo spostamento forzato di popolazione cinese in Tibet. Mentre normalmente il servizio militare cinese dura 3 anni, quelli che sono mandati in Tibet vi restano per sempre. La deportazione forzata ha portato in Tibet 8 milioni di Cinesi contro 6 milioni di Tibetani, in questo modo i Tibetani sono diventati una minoranza etnica nel loro territorio. La Cina ha costruito una ferrovia verso il Tibet per aumentare l’immigrazione cinese.
L’invasione e’ cominciata nel 1950, e nel ‘51 il Tibet e’ diventato una Regione Autonoma annessa alla Repubblica Popolare Cinese. Il Dalai Lama e’ fuggito nel ‘59, subito dopo le frontiere sono state chiuse e la repressione e’ divenuta spietata. Uomini, donne e bambini sono stati imprigionati o chiusi in campi di lavoro…immense fosse comuni si sono riempite una dopo l’altra. Le immagini del Dalai Lama sono state proibite. Tutti sono obbligati a studiare il cinese, abbandonando il tibetano, che e’ una lingua a se’ stante diversa dai dialetti indiani, la cui scrittura deriva dal sanscrito.
Il Tibet e’ poverissimo di piante e di animali, ma, mentre il Buddhismo predica un grande rispetto per la natura, i Cinesi usano caccia e pesca in modo indiscriminato, hanno tagliato via i pochi boschi e gettato scorie nucleari, e con i test atomici del Sinkiang sono riusciti anche a modificare il clima e il cielo, uccidendo l’ambiente, cosi’ che si segnalano nascite di animali deformi. La dura militarizzazione del paese con i test nucleari e le scorie radioattive hanno rovinato la terra e il cielo. Il clima e’ cambiato, dove non pioveva mai oggi piove spesso, dove il cielo era di un azzurro cristallino ora e’ sporco e oscurato.

Le richieste del Dalai Lama

Nel 1987 a Washington il Dalai Lama ha presentato al consesso mondiale delle richieste molto moderate e democratiche:
-che il Tibet sia trasformato in zona di pace,
-che la Cina abbandoni la colonizzazione forzata,
-che siano rispettate le liberta’ democratiche e i diritti umani fondamentali dei Tibetani,
-che l’ambiente sia recuperato e protetto innanzitutto con l’abbandono delle attivita’ nucleari,
-e che si negozi il futuro stato del paese,
ma nulla e’ stato fatto.
Il Dalai Lama chiede che il Tibet diventi un parco naturale, smilitarizzato, aperto ad ospitare le associazioni internazionali per la difesa dei diritti dell’uomo. Ma le grandi potenze sono sorde e preferiscono pensare ai guadagni che si possono fare delocalizzando lavoro presso i poco pagati e non protetti lavoratori cinesi o agli affari che si possono fare vendendo merci a un paese di un miliardo e 300 milioni di abitanti. La spiritualita’ e la cultura non sono oggi beni che qualcuno intenda difendere, men che mai i capi delle grandi religioni mondiali, come il papa di Roma che nei buddisti e negli islamici vedono solo concorrenti da eliminare.
Da un punto di vista strategico, il Tibet potrebbe diventare uno stato cuscinetto tra la Cina e l’India, permettendo il ritiro delle enormi truppe che entrambi gli stati tengono a guardia delle frontiere.
Nel 1989 il Dalai Lama ha ricevuto il premio Nobel per la pace, ma i 5 punti della sua richiesta non sono stati considerati.

Il territorio

Immaginate un paese immenso vicino ai 7000 metri, con 14 cime superiori a 8000, dove l’aria asciutta e rarefatta crea un’ebbrezza insostenibile, la temperatura oscilla tra 45° sotto zero e 15-17 sopra, il cielo era di un azzurro profondissimo, e strani piccoli uomini di razza mongoloide da tempo immemorabile si dedicano alla ricerca spirituale. Un grande altopiano corrugato a nord dell’India, il piu’ elevato e inospitale altopiano del mondo, con un paesaggio metafisico. Con una superficie di 2,5 milioni di kmq contro i 300.000 dell’Italia, una larghezza di 2750 km e una lunghezza di 1500, con due giganteschi sistemi montuosi: il Karakorum e il Transhimalaya, che superano i 7000 m (il nostro Monte Bianco e’ 4750). Scalare queste vette altissime e’ l’avventura suprema degli scalatori migliori e solo Messener e’ riuscito in questa impresa. Tra queste inaccessibili montagne ci sono larghi bacini chiusi e moltissimi laghetti di acqua salata, questa terra un tempo era il fondo di un oceano. Il clima e’ rigidissimo con forti escursioni termiche. Piove poco e l’acqua potabile e’ un bene molto raro. Non esiste quasi vegetazione, vastissime zone non hanno nemmeno un albero e solo d’estate producono erbe basse tipo muschio. I prodotti agricoli sono pochi perche’ l’agricoltura si puo’ praticare solo in alcune valli basse: orzo, avena, grano, ortaggi e frutta. Mancano industrie. I pascoli sono sotto i 4000 m., buoni soprattutto per lo yak, un bovide con pelliccia, che, con pecore e capre, da’ latte, burro e lana ed e’ usato persino il suo sterco, che, seccato, funge da combustibile.

La religione Bon

Il Buddhismo arrivo’ in Tibet tra l’VIII e il X secolo d. C. C’era nel paese una religione piu’ antica, primitiva, legata alla magia e a culti della natura, la religione BON (‘bon’ vuol dire ‘recitare’, esorcisti o maghi recitavano le formule rituali per scacciare i demoni), su di essa si innesto’ il Buddhismo, producendo quella curiosa varianza che e’ il BUDDHISMO TIBETANO.
La religione BON o BONPO era un culto di stregoni e esorcisti, una religione sciamanica che contattava le energie misteriose e terrificanti della natura, questa era vista come piena di demoni e spiriti in genere cattivi che dovevano essere esorcizzati. I Bonpo erano sacerdoti che praticavano culti magici “domavano in basso i demoni, sacrificavano in alto agli dei, e purificavano al centro i focolari”. Per conoscere il volere del Cielo divinavano con cordicelle e quesiti sorteggiati o cadevano in trance. Accanto a loro c’erano i Bardi con i loro canti e i loro enigmi. Con l’avvento del Buddhismo i Bonpo lottarono per sopravvivere, il re si appoggio’ al Buddhismo, i nobili alla religione Bonpo, con lotte intestine, poi i sacerdoti si appropriarono in parte della nuova dottrina senza abbandonare i loro demoni, per cui il risultato e’ stato un po’ bizzarro e promiscuo, un Buddhismo particolare, legato alla stregoneria e alla magia, molto meno astratto e senza le divinita’ del Buddhismo originale.

Il Lamaismo

Il LAMAISMO e’ una religione interessante, dove la liturgia e’ molto importante, c’e’ uno spiccato aspetto devozionale, troviamo cerimonie suggestive e esoterici riti e danze che durano molte ore e durante le quali i monaci portano grandi maschere, colorate e mostruose, per atterrire i demoni. Grande ruolo hanno gli oracoli, le profezie, le visioni, i sogni, le premonizioni, i segni, le trance, i rituali magici. Gli oracoli sono responsi curati da medium potenti che entrano in stato di trance e sono educati ad affinare doti congenite di sensitivita’. In stato modificato di coscienza, possono essere posseduti dai demoni o dai defunti e parlare anche con altre lingue. I Lama raccolgono e interpretano i loro messaggi.
Il piu’ celebre tra i veggenti e’ l’oracolo di Nechung che incarna il dio Pehar, di cui si servono ufficialmente anche gli occupanti cinesi. La dimensione magica soprannaturale e’ in Tibet molto forte grazie alla persistenza della religione Bon e al carattere superstizioso dei Tibetani. La chiaroveggenza e’ molto praticata, i monaci medium usano anche lo specchio dei laghetti di montagna come sfere di cristallo per la divinazione.
Il paese e’ stato chiuso a ogni contatto esterno per un tempo lunghissimo. Prima dell’invasione cinese, Giuseppe Tucci, il piu’ grande studioso italiano del Tibet, poteva giustamente chiamarlo ‘il paese senza laici’, perche’ il potere spirituale, culturale e politico era nei monaci e contadini e pastori non contavano niente; oggi, dopo le stragi e la colonizzazione lo potremmo definire ‘un paese laico’ dove nessuno conta niente, a parte gli invasori cinesi.
L’antico sistema teocratico era basato sui monaci. I grandi conventi o lamaserie erano forti unita’ autarchiche che funzionavano come le abbazie medievali; contadini, pastori e artigiani erano servi dei monasteri. Nelle lamaserie era concentrato il potere politico, culturale e religioso di ogni zona. Il Tibet era un paese di monaci e ogni cosa era condizionata alle lamaserie e alla vita spirituale. Il Lamaismo concentrava religione, cultura, governo e amministrazione, controllando totalmente la scarsa economia locale.
Il sistema era interamente basato sulla reincarnazione per cui la carriera monastica non veniva scelta, ma i bambini erano scelti per essa in base a indizi di reincarnazione. Il Lamaismo pensa che le propensioni kahrmiche dei Lama si proiettino sui nuovi nati o che i Lama siano Bodhisattva che scelgono di incarnarsi nuovamente, per cui alla morte di ogni capo spirituale si fanno ricerche del bambino in cui egli si incarna, questo viene portato alla lamaseria ed educato intensamente a riprendere il suo ruolo; in tal modo la gerarchia di potere si perpetua nei nuovi nati, come se ereditasse se stessa, come se fossero sempre gli stessi a dirigere attraverso corpi successivi.
La religione regola ogni aspetto della vita, e’ un amalgama di Buddhismo indiano e culto BON con le sue componenti magiche e esoteriche, i suoi demoni e dei.
La popolazione di contadini o pastori aveva scarsa importanza ed era anche numericamente debole, incapace di produrre una cultura propria. La famiglia era dominata dalla poliandria nel senso che quando una donna si sposava, sposava anche tutti fratelli del marito, e i suoi figli erano anche loro figli, per non dividere le proprieta’.
Il Tibet e’ stato indipendente per 2500 anni ed era il paese piu’ isolato del mondo anche perche’ ha sempre impedito l’accesso agli stranieri. L’Himalaya lo separa dall’India e i grandi deserti dalla Russia e dalla Cina.
La capitale e’ LHASA, la citta’ sacra, composta praticamente di monasteri, con 50.000 abitanti e’ stata la sede del Dalai Lama fino al 1950. Fu edificata nel VII sec. da un re, Sognten Gampo’, che unifico’ il Tibet e introdusse il Buddhismo, per l’influenza delle sue due mogli, una cinese e una nepalese.
Lhasa si trova su un versante dell’Himalaya, a 3650 m di altezza, il suo nome significa ‘Trono di Dio’. La’, a picco su una collina di roccia di fronte a un lago sorge il POTALA, il famoso palazzo del Dalai Lama, bianco e rosso coi tetti d’oro, qui e in una trentina di monasteri vicini vivevano 20.000 monaci con poteri non solo spirituali ma anche politici e amministrativi, ora ridotti a poche centinaia.
La popolazione del Tibet e’ scarsissima. Noi siamo 60 milioni, ma i Tibetani su una superficie 10 volte maggiore non arrivavano nel 1960 a 6 milioni e oggi sono ancora meno, soppiantati dagli immigrati cinesi.
Il Tibet e’ veramente un paese vicino al cielo: vette rocciose elevatissime, nude di vegetazione, spesso rossastre, contro un cielo azzurrissimo, dove la notte le stelle sembrano piu’ vicine, un’aria sottile e rarefatta che facilita le modificazioni di coscienza. Tutto l’altopiano si presenta come un grande luogo sacro pervaso da energie sottili.
C’e’ una teoria scientifica espressa dal tedesco prof. Hartmann che vede la terra attraversata da una rete energetica particolare, detta appunto la rete di Hartmann, formata da correnti elettromagnetiche che si incrociano formando dei quadrati di circa 2 metri di lato, i punti nodali di questa rete sono dannosi all’uomo perche’ alterano i suoi campi magnetici, mentre la parte dentro al quadrato e’ protetta. Nel Tibet, a causa dei forti corrugamenti della catena dell’Himalaya, la rete di Hartmann si e’ sfalsata allargando le proprie maglie e creando zone protette, le case dei Tibetani conoscono queste energie perche’ le stanze risultano sempre nelle zone protette.
Il Tibet e’ un immenso deserto di pietra che antichissime forze immani hanno sconvolto in epoche molto antiche. Questo sconvolgimento ha modificato incredibilmente i campi magnetici della zona. Le variazioni di potenziale della rete di Hartmann vengono registrate con strumenti di misurazione particolari. I misuratori di energia hanno verificato che gli interni dei monasteri sono luoghi di grande calma, luoghi neutri dove e’ piu’ facile equilibrare anche le nostre energie psichiche. Gli STUPA che sono monumenti simbolici sono posti esattamente nei luoghi di massima concentrazione energetica, cioe’ nei punti nodali, secondo conoscenze perdute.

Sulle rupi piu’ alte del Tibet si ergevano le citta’ dei monaci, le lamaserie, dove migliaia di persone si dedicavano fin dalla prima infanzia a una vita spirituale, vivendo col minimo dei mezzi, mangiando e dormendo pochissimo, pregando e meditando, in una continua ricerca interiore. Ogni convento era una unita’ autosufficiente dove si compivano tutti i lavori, da quelli umili del servizio a quelli piu’ alti dello spirito, gli allievi erano detti CHELA, poi venivano i monaci, infine i LAMA, e sopra a tutti il DALAI LAMA, che era la guida spirituale e politica del Tibet. Dalai Lama (Dalai bla-ma) vuol dire ‘Maestro la cui saggezza e’ grande quanto l’Oceano’.
Il Tibet costituiva uno stato ecclesiale come puo’ essere il Vaticano, ma il suo sistema era fondato sulla santita’, i migliori o piu’ santi sono Lama, per diritto di reincarnazione, il piu’ santo di tutti e’ il Dalai Lama, il grande maestro che non e’ designato da un conclave come avviene per il Papa ma e’ eletto per nascita, in quanto e’ reincarnazione di un Dalai Lama precedente.
Si comincio’ col 5° Dalai Lama, alla fine del 1600, che fu visto come incarnazione di Avalokiteshvara. I successivi Dalai Lama sono considerati TULKU ovvero reincarnazioni dei Dalai Lama precedenti. Tulku vuol dire ‘corpo di trasformazione’. Si chiama TULKU una persona che viene considerata la reincarnazione di un grande personaggio spirituale. Grazie ai TULKU le istituzioni monastiche piu’ alte, Lama e Dalai Lama, si perpetuano passando di vita in vita. Il concetto dei TULKU si origina verso il 1200 seguendo la dottrina dei TRIKAYA = tre corpi. Il piu’ importante TULKU contemporaneo e’ appunto TENSIN GIATSO, il Dalai Lama attuale.
Un maestro spirituale, Karmapa Rigpe Dorje, e’ stato seguito per 800 anni attraverso 16 reincarnazioni, a partire dal 1100, anch’egli viene considerato la reincarnazione di Avalokita, si tratta di uno studioso, artista e poeta, un asceta che viene incoronato con una corona nera in una particolare cerimonia.
Il Dalai Lama e’ la guida assoluta di tutti i Tibetani. Quando i Tibetani raccontano la sua storia, cominciano dalla prima incarnazione nel 1391. Non tutte le incarnazioni furono eccellenti, quattro Dalai Lama morirono precocemente a 10, 21, 17 e 20 anni, tre dettero molta grandezza al Tibet, il sesto fu un grande studioso e poeta. Uno di essi non prese i voti ne’ si fece monaco, perche’ amava le donne e non voleva rinunciarvi.
Noi diciamo che il Dalai Lama e’ la reincarnazione di un Dalai Lama precedente, ma cio’ non sarebbe esatto, i Buddisti non pensano che vi sia un’anima individuale che passa da un corpo a un altro, ma piuttosto che cio’ che rinasce e’ uno spirito di compassione, una energia spirituale che non appartiene a una persona in quanto tale, ma sintetizza in se’ tutta la compassione del mondo, la compassione del Buddha e puo’ manifestarsi in molte persone. Ricordiamo sempre che noi parliamo in termini soggettivi, di personalita’ o anima, ma i Buddhisti non hanno il concetto di anima come non hanno quello di dei, il Buddismo non nasce propriamente come una religione o una chiesa ma come una teoria filosofica molto emancipata in cui si parla in termini di energia.
Il Dalai Lama attuale e’ considerato una manifestazione di Avalokitesvara, il Bodhisattva della compassione; da questo punto di vista sarebbe anche il 64° uomo che rinasce all’interno di un’altra serie di uomini santi che inizia con un bambino che viveva al tempo del Buddha… Non c’e’ un’anima che trasmigra, ma l’emanazione di una forza particolare che continua a manifestarsi e ha bisogno di una apparenza umana per agire nel mondo. Il concetto di reincarnazione e’ sottilmente diverso da quello induista che invece presuppone un atman o anima.
L’attuale Dalai Lama e’ chiamato anche KUNDUN o ‘Possessore del loto bianco’ o Yeshi Norbu = ‘gioiello prezioso’. E’ un uomo sorridente, allegro, molto mite e tollerante, aperto alle novita’, flessibile e gentile. All’epoca dell’invasione cinese aveva 15 anni. Quando fuggi’ in esilio ne aveva 24. Era stato messo sul Trono del Leone a 4 anni e mezzo. Aveva 11 fratelli, di cui uno era stato riconosciuto come l’incarnazione di un altro Lama. I genitori erano contadini. Il bambino fu tolto alla famiglia e crebbe tra monaci adulti, ma vedeva spesso i suoi e aveva presso di se’ il fratello maggiore. Fu sottoposto a un iter pesante di studi, ha imparato i tre veicoli del Buddhismo, e infine a praticare la meditazione, la pratica piu’’ difficile.
La ricerca di un incarnato puo’ durare anche vent’anni, e puo’ passare del tempo anche tra una morte e una rinascita. Ci sono segni del corpo che facilitano il ritrovamento: l’attuale Dalai Lama ha un marchio a forma di conchiglia sul corpo e sotto le scapole due piccole escrescenze carnose che rappresentano le due braccia in piu’ della dea della compassione. Anche suo fratello e’ una figura importante, la madre aveva perso due figli prima di lui, ma uno di essi era speciale e il Lama che officio’ i funerali disse che il bambino morto sarebbe rinato dalla stessa madre e per riconoscerlo fece col burro un segno sul suo corpicino, poi nacque un bambino che aveva sulla pelle un segno uguale. Era un RIMPOCHE (rimpoce), un reincarnato. Per l’esattezza il Dalai Lama non e’ un reincarnato ma un ‘incarnato’, in quanto rappresenta un’energia gia’ liberata dalla catena corporea, che per compassione, accetta di tornare sulla terra per aiutare gli altri uomini.
Nel 1991 il Dalai Lama ha riconosciuto ufficialmente un altro incarnato: un bambino spagnolo di 6 anni, considerato un Lama morto in Tibet nel 1984.
Ne la Repubblica del 18 luglio 1994 si leggeva:
A Parigi e’ stato trovato un piccolo Buddha, ha 4 anni cui e’ stato riconosciuto il titolo di Lama. In un tempio della Francia meridionale, che e’ il piu’ grande santuario buddhista d’Europa, oltre 200 persone hanno assistito alla celebrazione del rito: un evento straordinario molto raro nella religione buddhista. Il piccolo reincarnato e’ nato a Parigi da genitori del Buthan e del Tibet, e e’ stato ufficialmente riconosciuto come la reincarnazione di Kalu Rimpoche, uno dei piu’ grandi maestri spirituali della storia del Buddhismo, morto nel 1989 e molto vicino al Dalai Lama. Il bambino francese e’ stato sottoposto a varie prove di conoscenza ed e’ stato identificato dopo che all’eta’ di un anno aveva cominciato a riconoscere diversi oggetti appartenenti al precedente “involucro carnale”. Questo bambino si esprime in lingue diverse: francese, inglese e tibetano. Dopo aver visitato i principali centri buddisti, il bambino volera’ in India, dove entrera’ in un monastero per cominciare una formazione di 12 anni. Nel 93 in Nepal questo bambino aveva avuto la sua prima elevazione al rango di maestro buddista e, durante la cerimonia, avvennero insoliti fenomeni meteorologici.”

Voi avete visto una lamaseria nel film di Bertolucci, ‘Il piccolo Buddha’, un film che e’ stato girato non in Tibet ma nel Buthan, a causa del divieto cinese. Dice Ngakpa Chogyam:
Il Tibet non era un paese perfetto, ma quale paese lo fu mai? Sul piano materiale era arretrato, ma molti lo ritenevano il paese piu’ progredito del mondo sul piano spirituale“.
La letteratura tibetana e’ essenzialmente religiosa. Tutte le scienze, la medicina, l’erboristeria, l’astronomia, la fisica ecc. hanno senso in un contesto religioso. Non esiste una scienza separata, ma tutte le discipline sono legate in un insieme olistico. Le biblioteche tibetane avevano raccolto un sapere immenso, che sembrerebbe fantascientifico a noi occidentali e che solo per la sua rarita’ e singolarita’ dovrebbe essere salvato dall’UNESCO come patrimonio del mondo, ma hanno dovuto subire due terribili urti distruttivi: l’invasione mongola mille anni fa e quella cinese nel 1950. Alcuni testi sono stati trafugati dagli esuli, ma la maggior parte di queste opere spesso antichissime sono andate perdute. I Cinesi hanno incendiato quello che hanno potuto, i soldati usavano addirittura i fogli nelle scarpe per ripararsi dal freddo, o come carta igienica o per accendere il fuoco. C’erano testi scritti su foglie di palma che risalivano a 1500 anni fa.

Un romanzo di gran successo

Nel libro ‘Il terzo occhio’, libro di fantasia non tutto attendibile ma comunque interessante, di cui il Dalai Lama ha sorriso dicendo che alcune cose erano giuste, altre meno, Lobsang Rampa racconta la sua vita di guaritore, e traccia la figura di un tipo di medico molto diverso da quelli che conosciamo. Lobsang nasce in una normale famiglia del Tibet. A 7 anni, come tutti i bambini tibetani ha per regalo una grande festa e un astrologo predice il suo futuro, perche’ l’astrologia in Tibet e’ una scienza vera e propria, antica di migliaia di anni che gode di grande considerazione coma una scienza. Questo paese cosi’ vicino alle stelle ne osserva da migliaia di anni il movimento dedicando loro studi raffinatissimi e traendone influssi sui destini degli uomini. Il nostro Lobsang riceve questo oracolo:
“Un bambino di sette anni deve entrare in una lamaseria, subira’ una severa prova di resistenza, sara’ istruito per divenire prete-chirurgo. Dovra’ sopportare gravi avversita’, abbandonare la patria, recarsi tra genti straniere. Perdere ogni cosa, e ricominciare da capo, e infine riuscire”. La predizione si avvera: Lobsang e’ prescelto in base ai segni astrologici come creatura dotata di poteri paranormali, riceve un’educazione che allarga questi poteri per la diagnosi e la terapia. Viene mandato come chela o allievo in una grande lamaseria, dove e’ educato con rigida disciplina a divenire medico-veggente, eseguira’, cioe’, diagnosi metafisiche sulla parte energetica sottile dell’uomo, sull’aura, e non sul corpo, come avviene in Occidente.
Come l’oracolo astrologico aveva predetto, il Tibet viene invaso dai Cinesi e Lobsang, insieme ad altre migliaia di tibetani, deve prendere la via dell’esilio, il suo compito sara’ andare in Occidente, in Europa, in America, dove diventa famoso attraverso conferenze e libri, realizzando il compito di diffondere la cultura tibetana..
Secondo Rampa, il Buddhismo indiano e’ una religione triste e disperata, che parla sempre di dolore, il lamaismo e’ una fede limpida e serena. Suo elemento distintivo e’ l’essere una via di grande serenita’, importante anche per i nevrotici uomini occidentali, resi schiavi dal desiderio e dal potere. Il Buddhismo invece da’ importanza all’amore, alla pieta’ e alla non violenza. Dice: “Odiate l’atto, ma non chi lo compie”
I principi base del Buddhismo sono molto semplici, ma esso viene inevitabilmente modificato da ogni paese che l’adotta, con l’intervento di rituali, credenze e interpretazioni diverse, per cui ogni paese o ogni gruppo di buddisti ha il suo Buddismo. Un proverbio tibetano dice: “Cento valli, cento dialetti, cento monaci, cento religioni”. Non il dogma conta la ma la ricerca..
A 8 anni, come avevano predetto gli astrologhi, Lobsang Rampa comincia la sua professione di veggente. Gli verra’ aperto il terzo occhio, cioe’ una vista superiore. Secondo la concezione indo-tibetana, noi siamo formati da 9 corpi interconnessi, sono 9 strutture energetiche, 9 campi elettromagnetici, ognuno dei quali adempie a una funzione particolare. L’insieme di questi 9 campi e’ la nostra realta’, formata da una parte visibile e da una invisibile. Il primo di questi corpi o campi, il piu’ basso, e’ il corpo materiale. Gli altri sono campi di energia sempre piu’ sottile, che prendono numero e nome diverso nelle varie culture del mondo, perche’ non sono presenti solo in Tibet ma in varie culture, come i nativi d’America o i Tungusi siberiani. Normalmente i nostri occhi riescono a vedere solo il corpo materico, le cui molecole sono piu’ addensate, qualcuno riesce a scorgere debolmente i corpi piu’ sottili, i veggenti riescono a vederli. Il Lamaismo seleziona questi veggenti naturali e acuisce i loro poteri, creando dei medici di tipo particolare che non hanno bisogno di lastre, radiografie, elettroencefalografi e altre strumentazioni tecniche per capire la malattia fisica e psichica, perche’ sono essi stessi strumenti di captazione evoluta e sottile. Invece di costruire delle protesi tecnologiche come facciamo noi, i Lama educano i sensi ad oltrepassare i loro limiti. Il medico-veggente e’ dunque un uomo modificato, alterato nel corpo, nelle percezioni e nella mente, che puo’ operare diagnosi attraverso la visione diretta dei campi energetici dell’uomo. La medicina tibetana che e’ essenzialmente religiosa e’ basata non solo sul corpo visibile dell’uomo ma sui campi di energia cioe’ sui corpi invisibili. L’educazione lamaista non e’ solo educazione etica e religiosa, ma e’ finalizzata al controllo e alla modificazione dei campi energetici, cioe’ produce un’alterazione della parte frequenziale alta dell’energia.
Mentre noi conosciamo solo pochi stati di coscienza (veglia, sonno, sogno, ipnosi, estasi, coma) i Lama imparano a controllare e modificare la mente, producendo fino a 60 stati di coscienza.
Sul sogno dice Rampa :
Noi riteniamo che l’uomo sia posto in un corpo fisico, debole e imperfetto, per poter imparare e progredire. Durante il sonno lo spirito si sottrae in parte a questo corpo e torna a un diverso piano di esistenza. L’uomo si corica per riposare e lo spirito si libera e scivola via. Lo spirito rimane in contatto col corpo mediante una corda d’argento che esiste fino alla morte. I sogni sono esperienze vissute sul piano spirituale del sonno. Quando lo spirito ritorna nel corpo, lo shock del risveglio deforma il ricordo del sogno, a meno che non si sia particolarmente addestrati a ricordare, cosi’ il sogno sembra molto improbabile.”
Il piccolo Rampa viene preparato per un’operazione fisica molto dolorosa, quella che gli aprira’ il terzo occhio, la vista sottile. E’ messo a riposo su una stuoia per qualche tempo, la fronte sterilizzata con erbe, poi un lama blocca la sua testa e un altro preme la sua fronte con un punteruolo a U dentato che viene girato violentemente producendo un krak dell’osso. Nell’osso frontale forato viene inserita una scheggia di legno molto in profondita’. Di colpo il bambino sente profumi insoliti, vede spirali colorate e fumi incandescenti. Per tre settimane la spina resta sulla sua fronte poi viene estratta. “Da quel momento” dice Rampa “vidi gli uomini come realmente sono”. Quello che vede e’ terrorizzante, attorno agli uomini ci sono aloni e fiamme colorate. I Lama gli insegnano cosa significano quei colori, essi sono il corrispondente della salute e della malattia, del corpo e dei nostri corpi sottili, il bambino impara qual’e’ il colore della menzogna o della spiritualita’ o il colore di chi che sta per morire. Gli insegnano anche a capire concentrando la sua mente su un cristallo. E lui dice: “Non c’e’ nulla di magico nelle visioni attraverso i cristalli. Essi non sono che strumenti. Come un microscopio o un telescopio, ci permettono di vedere oggetti invisibili alla vista normale. Il cristallo ci aiuta a mettere a fuoco il terzo occhio, con cui si puo’ penetrare l’inconscio dell’altro. Si puo’ usare cristallo di rocca o una sfera di vetro o una sfera piena d’acqua o un disco tutto nero.” Cosi’ egli riceve il potere della medicina, ma i monaci gli insegnano anche a chiudere il TERZO OCCHIO, quando non lo usa,perche’ vedere continuamente i mali e i difetti degli altri sarebbe un fastidio intollerabile.
Cosi’ si forma nel romanzo un monaco-veggente tibetano, un essere selezionato per particolari capacita’ naturali, che riceve un rigido addestramento monastico di 12 anni, un addestramento etico-religioso, un apprendimento sulle energie, che sa leggere i colori dell’aura, fare diagnosi esatte, usare terapie a base di erbe, un monaco-scienziato-sciamano. In lui e’ aperto l’occhio della chiaroveggenza, l’occhio della verita’ che si apre su un mondo esatto e reale, senza finzioni e illusioni.
Tutte le divinita’ indiane sono rappresentate col terzo occhio aperto e sviluppato, con esso si puo’ vedere e comprendere tutto cio’ che normalmente non si puo’ vedere o capire su questa terra. L’occhio della chiaroveggenza puo’ vedere i corpi aurici.
..
(Foto di Andrew Scheneider)

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