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Tuesday December 12th 2017

MASADA 661. 29-3-2008. Varie

Il papa non e’ la democrazia – Magdi Allam – Vasco Rossi – Storiellina macabra – Littizzetto- Littizzetto – Indennita’ di fine mandato
Don Aldo “Il Dio che e compatibile con la democrazia, che puo’ anzi essere sostegno e alimento, non e il Dio che divide, che parla per comandare e condannare, non e la potenza che regna sul mondo. E’ piuttosto il Dio che splendidamente appare al profeta Elia sul monte Oreb (1 Re 19, 11-13), in un dialogo sommesso di rispetto e liberta’…”L’amico Mario da Roma cita questo passo dal libro di Gustavo Zagrebelsky “Contro l’etica della verita’” (ed. Laterza) che mi sono affrettato a prenotare.
Bisogna purtroppo lamentare una troppo lunga tradizione della chiesa che ha fornicato con i grandi poteri e le grandi dittature al punto da restarne ingravidata e rigenerare in se stessa gli stessi sistemi autoritari.
Basti pensare che il primo pronunciamento di un Papa che parla di “Democrazia” e stato il messaggio di Pio XII alla vigilia di Natale del 1944, poco prima della fine della seconda guerra mondiale… Questo potrebbe anche spiegare come mai in Italia, paese in cui la Chiesa ha avuto una influenza che non trova eguali altrove, la democrazia sia ancora tanto zoppa! La Democrazia per essere vissuta in pienezza ha bisogno di un popolo adulto. Ma, come giustamente lamenta Raniero La Valle nella rubrica quindicinale che tiene sulla rivista della Cittadella di Assisi,: “La consegna della Chiesa italiana (con la breve parentesi del pontificato roncalliano) ai cattolici impegnati nella politica, non e’ mai stata quella di essere adulti, ma di essere obbedienti”!
Un saluto ed un abbraccio a tutte e a tutti.
Aldo

..
Vasco Rossi
Paolo De Gregorio
Dopo aver inneggiato 25 anni fa ad una vita piena di guai, esagerata, che non si dorme mai, con il lusinghiero risultato di aver fatto spiaccicare sulle strade del ritorno dalle discoteche migliaia di giovani pieni di alcol e di droghe, il nostro spacciatore di modelli di comportamento, ormai un po’ in la’ con gli anni, forse seguendo la sua decadenza o forse un implicito pentimento, nel suo nuovo album “il mondo che vorrei” parla di spiritualita’, rivaluta sogni e illusioni che, secondo lui, aiutano a vivere meglio.
Proprio come le puttane che, dopo la decadenza fisica si fanno suore e si votano alla spiritualita’, il nostro attempato giovanotto segue questa poco originale strada, che non ha molto di artistico, ma appare come un penoso addio, cercando di monetizzare la sua prossima uscita di scena.
L’operazione comunque avra’ successo, poiché i poteri forti che hanno sostenuto la sua carriera, in realta’ sostenevano consumismo e sballo che hanno creato almeno due generazioni di deficienti, e ora la virata verso lo spirituale e le illusioni oniriche allontanera’ ulteriormente i sopravvissuti del suo mito dalla razionalita’ e dalla critica severa a questa nostra societa’, con piena soddisfazione dei suddetti poteri.
Non a caso Vasco Rossi si vantava, ricambiato, dell’amicizia di Don Gelmini che, al di la’ della sua nota omosessualita’, era riconoscente a chi gli forniva i clienti per le sue comunita’ di recupero dei tossici, fabbricando mentalita’, culture, e suggestioni che hanno portato alla tossicodipendenza migliaia di giovani.
Il cantore miliardario e il prete recuperatore di tossici, piu’ che amici, sembrano due complici che all’interno dello stesso sistema hanno trovato soldi, ruolo, visibilita’, alle spalle di un mondo giovanile affamato di punti di riferimento, che una sapiente regia mediatica sa indicare e amplificare.
La suggestione musicale ha una forza tremenda nel far passare discorsi che sono contro la vita e la ragione. La musica sfrutta il terreno della emozionalita’, alimenta illusioni che per i giovani sono Vangelo, ideologia, senso di appartenenza: la loro reale cultura.
La musica, e i suoi messaggi, vengono vissuti collettivamente nei concerti, nelle discoteche, nei “rave party, che sono anche luoghi di consumo e di spaccio di droghe, che si trovano con estrema facilita’, come l’alcol, dando l’impressione che un fenomeno cosi’ diffuso e cosi’ poco contrastato in fondo e lecito e senza pericoli.
Le classi dominanti, dopo la grande paura del 68, con gli apparati mediatici di loro proprieta’, hanno pompato a tutta forza sulla cultura musicale che prometteva “sesso, droga e rock and roll” al posto della vecchia e noiosa politica, facendo passare il fenomeno come innovativo, trasgressivo, moderno, e la creazione di personaggi mito tipo Vasco Rossi e l’epilogo di quella scelta strategica che ha ottenuto i risultati auspicati.
Oggi il “disimpegno politico” e una medaglia da appuntare al petto, superstizioni religiose e innocuo volontariato vengono appoggiati, sballo e droghe tollerati, Vasco Rossi ha dato una mano a questo processo ed e stato ricompensato dal capitale facendolo miliardario, ma servira’ i suoi padroni ancora una volta intessendo una ode a spiritualita’ e sogni.
La regia che fa emergere queste musiche e questi personaggi e sempre la stessa: la proprieta’ privata di tutti i mezzi mediatici. Se ha vinto la destra il cui capo e il padrone di tutti i mezzi di informazione qualcosa vorra’ pure dire.
Volete un riscontro? Vasco Rossi e il suo nuovo album hanno avuto una pagina intera sul Corriere della Sera e vari passaggi televisivi.
Beppe Grillo che chiama i giovani alla partecipazione in politica e invisibile!

Magdi Allam ovvero: L’uso politico della Conversione!
E cosi’,dopo l’uso politico della Religione (vedi Giuliano Ferrara e il fu Marcello Pera)e l’uso religioso della politica (vedi Bendetto XVI e il fu Camillo Ruini)eccoci all’uso politico della Conversione!
L’amico Salvatore scrive:
Caro don Aldo,
confesso che la conversione al Cristianesimo di Magdi Allam in mondovisione mi ha dato piuttosto fastidio.
Naturalmente non per un fatto di merito, ma per la scelta – che mi pare tutta politica – di farlo in diretta televisiva davanti a tutto il mondo, chiaramente voluta sia dall’interessato che dalla gerarchia vaticana.
Mi sembra che si sia voluto dare una specie di prova di forza, con un messaggio implicito del tipo “Gli arabi civili, istruiti ed integrati nel mondo occidentale stanno con noi e non con l’Islam”.
In questo gesto, come in altri simili, tipici dello stile del cardinal Ruini e di papa Ratzinger, non vedo niente di utile per aumentare la tolleranza ed il rispetto tra le diverse fedi, che vengono spesso dichiarate e poco praticate.
Qual’e la tua opinione in merito?
..
Rispondo.
Caro Salvatore,
il tuo disagio e’ anche mio, mentre la tua impressione per me e molto piu’ che tale.
Ormai bisogna prendere atto che la gerarchia (grazie a Dio non tutta) che si ritrova in Ruini ed ha espresso nell’elezione di Benedetto XVI la propria identita’ programmatica e affetta da un vero e proprio autismo. Avendo perso il contatto con le realta’ ha finito di rinchiudersi in se stessa, unicamente ossessionata di propagandare se stessa piu’ che comunicare con l’Altro.
Da tempo in Vaticano sono scomparse la Parabole della ricezione e si sono potenziate le antenne per la trasmissione. Da quella parte, ormai, non si ascolta piu’, non ci sono piu’ orecchi, ma una sola, enorme bocca che parla, parla, parla. Gia’ J.B.Metz ebbe a stigmatizzare questo scandalo, denunciando un unidirezionalismo intraecclesiale nel quale il centro divorava la periferia: “Le Chiese del Terzo Mondo ci inviano impulsi di rinnovamento che noi non riceviamo o non accogliamo del tutto, perche’ li subordiniamo troppo rapidamente alle nostre concezioni note e spesso logore”. Ora questo movimento a senso unico ha invaso anche i rapporti Chiesa-Mondo. Di qui questa mediatizzazione sovraespositiva di ogni evento, di ogni parola, di ogni gesto: dai discorsi del mercoledi’ agli angelus della domenica, dalle visite del papa alle parrocchie alle messe in piazza San Pietro, dalle assoluzioni papali ai battesimi “capitali”. Il giorno di Pasqua ho voluto ricordare ai miei parrocchiani che il luogo proprio della chiesa non sono le piazze con il loro trambusto bensi’ la coscienza delle persone, con la “riservatezza” che le e propria. Lo spunto lo prendevo dal racconto che Pietro fa della Resurrezione, quando dice testualmente: “Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio…” (Atti 10, 40-41). Questa discrezione e questa riservatezza nella vita di Gesu’ sono una costante. La sua nascita avviene “dum medium silentium tenerent omnia”. Prima della trasfigurazione nel Tabor Gesa’, anche li’, sceglie dolo due dei suoi discepoli. Nell’Orto degli Ulivi porta con se’ solo Pietro e “i due figli di Zebedeo”. Insomma questa bulimia mediatica di una chiesa tutta autoreferenziale non ha niente a che spartire con l’etica evangelica e lo stile del suo fondatore. La “conversione” di Magdi Allam anche a me pone degi dubbi, ma mi crea ancor piu’ problemi la necessaria e, per ora, lontana “conversione dei convertiti”.
Aldo
..
Storiellina macabra
Nel Medioevo la vita media degli uomini era di 40-45 anni e l’assistenza sanitaria inesistente.
Quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva chiamato il “medico condotto” il quale, per verificare l’effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto.
Il modo piu’ comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi.
Nel dialetto del popolino il medico assunse cosi’ il nome di “beccamorto”.
Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere.
La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre alprimo figlio maschio; tuttavia, verso la fine del Medioevo, accadde qualcosa che cambio’ il futuro dei beccamorti.
Uno dei beccamorti pia’ famosi non riusci’ a concepire un figlio maschio: la moglie partori’ quattro figlie femmine.
Il beccamorto, per evitare l’estinzione del mestiere, domando’ alla Chiesa la dispensa per poter tramandare la professione alla propria figlia femmina, la quale, dopo aver ricevuto la benedizione, inizio’ il suo lavoro.
Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe.
La ragazza era indecisa su dove infliggere il morso, e alla fine prese una decisione…
Nacquero cosi’ le “pompe funebri”.

Ridere
LUCIANA LITTIZZETTO
Contengo a stento la gioia. Berlusconi ha detto che nel suo nuovo governo, che naturalmente da’ gia’ per scontato, la meta’ dei ministri saranno donne.
Schifani sta gia’ provando la parrucca e Mastella i fuseaux. Meta’ donne non e’ male.
E’ vero che il Cavaliere in campagna elettorale promette pure di ridare la parola ai muti, le gambe a Pistorius e la Corsica all’Italia, pero’ in questo caso e stato molto preciso. Ha gia’ dato il suo tris di regine: la Prestigiacomo, Giorgia Meloni e Mara Carfagna. Manca la Brambilla. Che ansia. Che fine ha fatto la Brambilla?
Quella che si fa i capelli dallo stesso carrozziere di Milva, che ammaestra i lupi, parla con Calderoli e moltiplica gli elettori. Almeno un sottosegretariato alla manicure, santo cielo. Un ministero dell’autoreggente. Gli uomini sono i soliti irriconoscenti… Io fossi al posto della Brambilla a questo punto farei obiezione di coscienza. Adesso va molto di moda…
E’ passata un po’ la fissa delle moratorie ed e partito sto tormentone qua. Si obietta un po’ su tutto. Persino sulla pillola del giorno dopo. Avete sentito di quella signora di Roma che qualche domenica fa ha girato tre ospedali di Roma, e in tutti e tre le hanno rifiutato la pillola del giorno dopo dicendo che il medico di turno in Pronto Soccorso era obiettore di coscienza?
E’ vero che a Roma gli ospedali son quasi tutti religiosi, han tutti quei nomi tipo San Camillo, San Filippo, Fatebenefratelli, Bambin Gesa’, Fringuellin-beato, Bambin- bamba’, Bel-bebe …… pero’ insomma. La pillola del giorno dopo non ha niente a che fare con un bambino: si limita ad interrompere l’allegro viaggio dello spermatozoo verso l’ovulo. Se andiamo avanti cosi’ fra un po’ i preservativi li spacceranno i marocchini, la pillola anticoncezionale te la venderanno in discoteca insieme all’ecstasy o dovrai procurartela ai Murazzi. Ma scusate, ’sta pillola, mica funziona come con la droga? Una pillola e uso personale ma gia’ se ti beccano con due e gia’ spaccio? Faremo come con le canne? Che poi quando in televisione chiedono a Fini o Rutelli «Ma lei fa uso di pillole del giorno dopo?», ti rispondono: «Guardi ho provato a prenderne una tanti anni fa con gli amici in vacanza ma mi ha solo dato un po’ di nausea…».
E non solo. Obiettano anche i farmacisti. Ma vi sembra normale? Ma se si fa cosi’ non se ne viene piu’ a capo. Se ogni farmacista decide di non vendere i farmaci che gli stanno sulle balle , poi per trovare una medicina cosa fai? Guardi su Wikipedia se c’e in zona un farmacista ateo? Se ogni farmacista obietta secondo suo gusto ci troveremo poi quello che dice: «Ah no signora, mi scusi ma le supposte io non le vendo perche’ sono contro natura. No, non mi chieda la purga perchr’ io sono un animalista convinto, mi batto per la salvaguardia del crotalo e dell’orango di Sumatra, vuole che non difenda pure il verme solitario? E non mi chieda neanche lo shampoo contro i pidocchi perche’ io li allevo. Lo spray contro l’asma? No, perché buca l’ozono. I cartocci per le orecchie, quelli che gli devi dare fuoco no perche’ si riscalda ilpianeta». Sarebbe impegnativo per gli utenti. ……. O no?

Lettera dal Tibet
Carissimi
voglio condividere con voi questa lettera di un giovane ma importante poeta tibetano esule in India, Tenzin Tsundue. E’ stata scritta prima del 10 Marzo, quando e partita la lunga marcia dei Tibetani per tornare nel loro paese; la polizia indiana li ha arrestati, ma non ha arrestato la marcia.
Come vedete dalle ultime notizie che ho riportato dopo la lettera di Tsundue, questo ha fatto si’ che altri prendessero il loro posto.
Questa lettera e preziosa, perché contiene gli intenti, le speranze e l’anima della marcia, dei giovani che “tornano a casa”. E viene messa nelle
nostre mani. Per favore potreste leggere queste righe e diffonderle? Hannobisogno di noi; forse qualcuno di noi puo’ camminare con loro davvero, perqualche giorno, o sostenerli in uno dei modi suggeriti dalla lettera, che ci ricorda che hanno bisogno anche delle nostre preghiere, in qualsiasi lingua siano cantate e a qualsiasi religione esse si ispirino.
Daniela Muggia, Associazione Tonglen
P.S. Se voleste sapere di piu’ su Tsundue, il sito e
http://www.friendsoftibet.org:80/tenzin/
Se invece volete info fresche e attendibili sulla marcia, in italiano: www.italiatibet.org
Caro Amico/ Cara Amica
E’ arrivato il tempo per me di tornare in Tibet. L’ultima volta che ci andai
nel 1997 – dopo la mia laurea – fui arrestato dalle autorita’ cinesi; sono stato picchiato interrogato e mi hanno lasciato senza cibo, quindi venni espulso dal Tibet dopo che mi avevano tenuto rinchiuso in prigione per tre mesi a Lhasa e Ngari. Avevo raggiunto il Tibet a piedi da solo attraversando le montagne himalaiane partendo dal Ladakh.
Undici anni dopo ritornero’ in Tibet a piedi anche questa volta . Senza chiedere il permesso ritornero’ a casa mia. Perche dovrei preoccuparmi dei documenti emessi dal regime coloniale cinese, che non solo ha occupato il Tibet, ma anche ha messo il Tibet sotto un regime militare e fa vivere il nostro popolo in tirannia e sotto una brutale repressione giorno dopo giorno da cinquant’anni?
Il 2008 e una grande opportunita’ che il movimento tibetano ha di mostrare le ingiustizie che i tibetani stanno subendo proprio mentre la Cina sta per attrarre l’attenzione dei media internazionali.
Prendero’ parte alla marcia “del ritorno” che partira’ da Dharamsala verso il Tibet, e viene organizzata dal “Movimento d’Insurrezione del Popolo” uno sforzo comune messo assieme da cinque grandi Organizzazioni non governative tibetane: Il congresso dei giovani tibetani, L’associazione Donne Tibetane, Il Movimento Tibetano Gu Chu Sum (un associazione di ex-prigionieri tibetani), Il Partito Democratico tibetano, e gli Studenti per la liberta’ del Tibet, India.
La marcia iniziera’ il 10 Marzo 2008, da Dharamasala, la capitale dei tibetani in esilio, attraversera’ Delhi e poi si dirigera’ verso il Tibet.
Camminando per sei mesi, raggiungeremo il confine con il Tibet proprio nel momento in cui ci sara’ l’apertura dei giochi olimpici di Pechino 2008 (14-25 Agosto). Ora e troppo presto per poter dire in quale punto attraverseremo il confine: L’India e il Tibet confinano per un tratto di 4.075 chilometri lungo tutto la catena himalaiana. Sceglieremo un punto preciso o piu’ punti, a seconda delle situazioni.
So che ci sono stati parecchi tentativi in passato, ma questo e il 2008 e ho visto gli organizzatori lavorare ancora con maggior impegno con piani strategici, curando ogni singolo dettaglio. La cosa migliore e che tutte queste Organizzazioni non governative stanno lavorando insieme, unite da uno scopo comune. Questa unita’ e la nostra forza! Non lo so dove finiremo, ecc. perche’ sto regalando la mia piccola collezione di libri (l’unica mia ricchezza nella vita) ad una biblioteca che si trova in McLeod Ganj, Dharamsala. I miei amici : Lobsang e Nyingje (che servono l’esercito Indiano sono parte del battaglione dei Tibetani) hanno anch’essi donato i loro averi per impegnarsi nella marcia.
Naturalmente la polizia indiana fara’ il suo dovere, l’esercito cinese sul confine tibetano non sara’ chiaramente entusiasta. Dal momento che guidiamo una marcia di pace, con un impegno assoluto di non-violenza, non penso che alcuno, ne’ le autorita’ indiane né quelle cinesi, usera’ la forza contro di noi. Ispirati dalla Marcia del Sale di Gandhi, anche se cercassero di
fermarci, noi non ci fermeremo. Per quanti giorni potrebbero tenerci in prigione e soltanto perche’ stiamo camminando pacificamente? E perché il governo Indiano dovrebbe fermare i rifugiati tibetani che stanno tornando acasa, a piedi , volontariamente?
In passato sono salito in cima ad edifici per chiedere liberta’, mi sono fermato davanti all’ambasciata cinese a Nuova Delhi, ho trascorso mesi in prigione, sono stato picchiato, ho combattuto in tribunale ma non ho mai
perso la dignita’ della lotta: il mio credo e la NON VIOLENZA. La marcia per il Tibet sara’ non violenta; e un sadhana, un tributo spirituale alla verita’ e alla giustizia per le quali noi stiamo combattendo. Questa e la nostra Lunga Marcia per la liberta’.
E lungo il nostro viaggio verso casa, cucineremo e ci accamperemo in tende ai bordi delle strade, ci saranno persone che marceranno e coloro che li sosterranno. Ci saranno i cuochi, la logistica, la stampa e la televisione e uno staff medico. Si danzera’ e si cantera’ e si rappresenteranno pezzi di teatro e di cinema sulla strada mentre percorreremo questo lungo viaggio verso casa.
Se desideri avere l’opportunita’ di unirti ad una battaglia non-violenta per la liberta’, se voi unirti allo sforzo della gente che vuole guadagnare la liberta’ di un paese che rimane soggiogato anche nel 2008, ti chiedo di unirti a noi, di sostenerci in qualsiasi modo possibile.
Abbiamo bisogno che la gente sappia , quindi per favore diffondi questa lettera. Puoi camminare con noi, mentre noi cammineremo in questi sei mesi.
Forse puoi unirti a noi per un giorno lungo il nostro sentiero, o anche solo un’ora, o una settimana, mesi come sostenitore. Le scuole, le universita’ e anche intere citta’ cammineranno con noi. Abbiamo bisogno di volontari, giornalisti, scrittori, fotografi, bloggers che ci aiutino. Noi abbiamo bisogno di infermieri, cuochi, tecnici e abbiamo bisogno delle tue preghiere.
La Marcia e stata annunciata il 4 gennaio 2008, e da allora i tibetani ne
stanno parlando; e il primo argomento di discussione nei campi profughi.
Recentemente gli organizzatori hanno stampato un modulo di adesione. E ho sentito che la gente si sta lentamente registrando. Poi registrarti anche tu, online, come volontario. Per maggiori informazioni visita:
http://tibetanuprising.org/ . Per richieste inviate le vostre e-mail ai
coordinatori: Lobsang Yeshi :
lobsangyeshi2006@hotmail.com; o Sherab Woser: sherabwoser@yahoo.com
Unisciti a noi
Tenzin Tsundue, Dharamasala
ULTIME NOTIZIE DELLA MARCIA: PROSEGUE L’AVVICINAMENTO A DELHI.
di Karma C., corrispondente alla Marcia verso il Tibet per Associazione
Italia-Tibet (www.italiatibet.org)
Sarah, pressi di Bhera Village 18 marzo 2008 (ore 18,30)
La “Marcia Verso il Tibet” ha raggiunto il piccolo villaggio di Sarah che si
trova a soli 25 chilometri dal confine dell’Himachal Pradesh. I marciatori
sono galvanizzati dalle notizie delle centinaia manifestazioni pro Tibet che si stanno tenendo in ogni parte del mondo ma anche molto preoccupati dale notizie di quanto sta succedendo in Tibet. Nel corso di una telefonata in diretta con una manifestazione in Amdo hanno ascoltato slogans che intimavano alle autorita’ cinesi di rilasciare immediatamente il Panchen Lama riconosciuto dal Dalai Lama. Si teme questa notte, alla scadenza dell’ultimatum cinese, un bagno di sangue peggiore di quello dei giorni scorsi.
Dopo Nandur, 17 marzo 2008 (ore 12,45)
La “Marcia Verso il Tibet” si avvicina al confine dell’Himachal Pradesh
senza alcuna novita’ di rilievo. La polizia indiana non sembra
intenzionata -almeno per ora- a intervenire per bloccarla. Grande tensione invece a Nuova Delhi, dove oltre duemila tibetani si sono riuniti dale 10,30 (ora locale) di questa mattina di fronte all’edificio dello Jantar
Mantar gridando slogans e iniziando uno sciopero della fame di massa contro i massacri della polizia e dell’esercito cinesi. Per il momento la situazione si mantiene pacifica.
Dopo Nandur, 16 marzo 2008 (22,30)
Lo spirito dei marciatori e altissimo. Ci giungono continuamente dal Tibet
notizie di manifestazioni e sollevazioni. Oggi centinaia di studenti hanno
marciato nel Tibet orientale, scontri (e purtroppo anche morti) nella contea
di Ngapa, manifestazioni nella contea di Regbong. Mai, dopo il 1959, il
popolo tibetano aveva manifestato con questa forza la propria ribellione al
colonialismo cinese. Qui in India, la “Marcia” si e fermata questa sera a
una trentina di chilometri dal confine dello stato dell’Himachal Pradesh che
dovrebbe essere attraversato martedi’.
Come dicevo lo spirito dei marciatori e altissimo. Si rendono conto di
essere il punto di riferimento della protesta tibetana fuori dal Tibet e di
come questo sia importante. Ovviamente c’e molta preoccupazione per quanto
potra’ avvenire a Lhasa lunedi’ notte alla scadenza dell’ultimatum di Pechino
e per tutti coloro che sono stati arrestati e che in queste ore vengono
torturati nelle carceri cinesi. Di converso qui in India la situazione
sembra essere buona e non ci si aspettano interventi repressivi da parte
della polizia indiana, almeno fino al confine dell’Himachal Pradesh.
Dopo Nandur, 16 marzo 2008 (18,15)
Ci e giunta la notizia (non ho potuto ancora controllare la fonte ma
dovrebbe essere attendibile) che il Dalai Lama abbia dichiarato
ufficialmente di non aver mai chiesto agli organizzatori della “Marcia Verso
il Tibet” di fermarsi e interrompere quindi il loro tentativo di entrare in
Tibet. Quando riusciro’ ad avere l’indicazione esatta di questa dichiarazione
ve lo faro’ sapere. Intanto la “Marcia” procede verso Delhi e non sembra che
la polizia indiana stia preparando altri tentativi di fermarla e arrestare
questo nuovo gruppo di marciatori. Purtroppo continuano a giungere notizie
drammatiche dal Tibet. Sembra che ci siano stati almeno sette morti negli
scontri avvenuti oggi pomeriggio tra dimostranti tibetani (monaci e laici)
ed esercito cinese nella contea di Nagba. Squadre della Polizia Armata
Cinese avrebbero aperto il fuoco contro una inerme manifestazione pacifica a
cui prendevano parte diverse migliaia di tibetani.

Indennita’ di fine mandato
Ma quando se le sono inventata questa legge, per cui se un onorevole e trombato e non si ripresenta piu’ alle elezioni, come Mastella, si regala centinaia di migliaia di € di liquidazione?
Per chi lascia Camera o Senato e non e’ rieletto si sono inventati l’indennita’ di fine mandato! Per ogni anno di “lavoro” (sic) sono 9.604 € e c’e chi ne intaschera’ 345.700. Quasi 200 i depennati dalle liste che si cuccano “un aiutino” per un totale di 30 milioni di €! 600 miliardi di vecchie lire, per di pia’ “esentasse”!
Cossutta 345.700, Mastella 307.300, Biondi 279.800, Violante 271.500, Visco e Mattarella 234.000, Bordon 201.700
Se li sono presi anche Previti, Diliberto e Selva?
Questa indennita’ se la sono votata con legge 31 ottobre 1965 (Governo Moro) e se la sono confermata nel 2006 (Governo Berlusconi)
E ricordatevi che i fetentoni si sono votati anche l’estendibilita’ dell’assistenza sanitaria ai conviventi more uxorio e agli eventuali figli avuti fuori matrimonio (praticamente un PACS, voluto nel ‘90 proprio da Andreotti! Bella ipocrisia da democristiani!)
Quanti lavoratori veri si poteva far stare meglio con queste ruberie?
Ma quanto sono solidali tra loro stessi! Pur di riconoscersi privilegi accettano anche i vituperati PACS!
In Italia abbiamo 10 milioni di poveri, migliaia di pensionati da 500 € al mese, lavoratori precari non sanno come campare e questi rubano senza pieta’!
Addirittura non sono tenuti a dichiarare al fisco i loro redditi e 7 di loro nel 2006 hanno dichiarato addirittura reddito zero! Campano d’aria? In Italia non c’e nemmeno la parita’ fiscale? C’e chi si esenta dal pagare tasse con legge fatta da lui stesso? Come fa B quando fa leggi per depenalizzarsi! Poi si scocciano se parliamo di casta!
Domanda: hanno una indennita’ di fine mandato anche gli 80 lavativi, assenteisti e nullafacenti che stanno nel Parlamento europeo?
Hanno dato una indennita’ anche a B dopo il semestre di Presidenza per aver fatto le corna e insultato a destra e a manca?
..
http://www.maasadaweb.org
 

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