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Monday December 11th 2017

Leggendo Magritte

C’è una catena che mi cinge i polsi, un abbraccio di note che mi rendono immobile nel guardare lo scorrere della musica.
La mia duplicità negata si rifiuta ad uno specchio che non riesce a contenerla,  la sua pienezza sbatte alle pareti rimbalzando in spazi angusti eppure non ne esce scalfita né ammaccata.
Giro intorno a me stessa in una linea tonda che solo la natura sarebbe capace di smussare e quand’anche tiro via dritta e poi d’improvviso scarto cercando angoli e rette di logicità, sono costretta a tornare indietro, dandomi le spalle.
Mi siedo, in cerca di me stessa dentro la gabbia arrugginita della mia incostanza, dell’ansia di cambiamento che arma i miei piedi con scarponi chiodati, della perenne insoddisfazione che mi spinge al rifiuto di camminare su terreni piani per sfidare l’impossibile, la conquista di una vetta irraggiungibile.

Qui, dalla mia stanza, posso vedere il tempo scorrere, la natura al risveglio della primavera, folle di uomini attoniti che guardano il vuoto delle loro esistenze.
Posso vedere ma non toccare. C’è un vetro di paura che mi divide da loro , una sottile lama trasparente  che mi fa vedere tutto ma nulla diventa mio, di niente mi posso vestire.
Allora procederò a ritroso, controvento …così farò, guardando fuori e aspettando che un sasso lanciato contro la mia finestra spacchi il vetro e con le schegge mi ferirò per vedere la mia anima nera, potente come un ruggito, che dimostrerà il mio orgoglio di esserci.
Scardinerò i chiavistelli della mia gabbia dorata e uscirò fuori a cercare l’origine, l’essenza, l’elemento primo del mio esistere .
Con la rabbia di cavaliere frammentato, con la purezza di un’aquila dal cuore incontaminato mi fermerò a guardare ogni più piccolo dettaglio e perderò l’arroganza del voler riconoscere e conoscere.
Il pensiero sarà rivolto al nascosto e scosterò le tende che finora mi hanno reso cieca.
Il mio braccio amputato dal dolore saprà di nuovo toccare un fiore e il mio corpo morbido si offrirà al tuo sguardo senza alcun pudore.
In me tu vedrai la perfezione, colorando di bianco una tela.
Per te, su quella tela, sarò cielo.
 

In questo sito, che mi sembra voler essere qualcosa di più di un semplice sito di scrittura, si desidera un avvicinamento all’arte.
Ho scritto su alcuni video, questo è di un amico virtuale che ama l’arte nella espressione visiva e in quella narrativa.
Io ho avuto l’opportunità di riflettere su Magritte e conoscerlo meglio

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