in assenza dei loro fremiti e respiri e battiti veloci
Mondo Feroce non saprei attraversarti
- neppure un’ora di sonno –
Mondo Male Feroce, mio cuneo scheggia conficcata
E tu Belva industriosa, mangiatore di creature vive
onnivoro e vampiro d’aria e di sangue trasparente
linfa che per dignita’ non scorre piu’ neppure
e bianca e’ la morte bianche le bare
sbiancata la pelle degli ammalati consumati
da te avido immondo che consumi e rimetti e rimangi il tuo sterco ed il tuo bolo
e tutto ti diviene
oro.
…
Notizie Radicali
Tibet, la nostra apprensione, il silenzio del Vaticano
Francesco Pallia
Inutile celare l’apprensione per quello che potrebbe accadere a Lhasa, e nell’intero Tibet, tra qualche ora, quando scadra’ l’ultimatum dato dai militari cinesi ai “rivoltosi”. Le notizie che giungono sono tutt’altro che rassicuranti.
Soltanto l’altro ieri un’emittente di Hong Kong accennava ad un ampio spiegamento di 200 veicoli dell’esercito, ognuno con circa 60 uomini, diretto verso la capitale tibetana.
Il fatto, poi, che gli invasori e occupanti cinesi si siano premurati di eliminare collegamenti telefonici, internet e oculari (sono stati mandati via giornalisti, turisti e possibili testimoni) la dice lunga sulle pessime intenzioni del governo di Pechino.
E’ certo che bisogna adoperarsi in tutti i modi per sostenere la causa tibetana (che e’ anche la stessa dei democratici in Cina). Manifestazioni, sit in, volantinaggi, maratone oratorie vanno bene, benissimo e rientrano nell’articolata prassi del satyagraha.
Pero’ non basta. L’idea di Marco Pannella di un monitoraggio satellitare del Tetto del Mondo e, in particolare, di Lhasa, in modo da garantire documentazione delle violenze commesse dai cinesi e, nello stesso tempo, di utilizzare metodi di dissuasione e’ come sempre saggia e lungimirante cosi’ come la richiesta, avanzata insieme a Marco Cappato, di convocare con la massima urgenza il Parlamento europeo in seduta straordinaria.
Riprovevole e biasimevole e’, invece, l’emblematico e vergognoso silenzio del Vaticano, nel solco di un’annosa storia di reticenze, doppiezze, tatticismi, opportunismi, omissioni.
I giornali hanno riportato l’accorato appello rivolto al pontefice da Tenzin Gyaltsen, inviato speciale del Dalai Lama e suo portavoce in Europa. La risposta non si e’ fatta attendere: silenzio, silenzio, assordante silenzio.
E dire che, specialmente negli ultimi tempi, le gerarchie ecclesiastiche non hanno di certo mancato di loquacita’.
Domenica, prima dell’Angelus, Joseph Ratzinger si e’ ben guardato dall’esprimere sdegno, indignazione, condanna nei confronti della brutalita’ cinese o anche una sola parola, una preghiera, un pensiero per i tibetani. Niente di niente.
Le motivazioni di un simile comportamento vanno rintracciate in ambito politico ma anche religioso.
Da un lato, infatti, e’ noto che la Chiesa stia tentando di ricucire una serie di rapporti con la Repubblica popolare cinese miranti ad assicurare garanzie ai cattolici. Ovvio, quindi, che eviti di commettere “passi falsi”.
Dall’altro, pero’, non deve passare come secondario l’atteggiamento di sufficienza, quando non fortemente ostile, con cui questo papa, corifeo di una visione fortemente assolutistica, monocratica, accentratrice, considera le altre esperienze religiose e, in particolare, quelle non monoteiste e orientali. Non e’ un caso che abbia bollato proprio queste ultime come espressioni onanistiche.
I tibetani, come gia’ accaduto con i birmani, non possono rientrare nell’attenzione di Ratzinger perche’ nulla e’ piu’ pericoloso per la dogmatica cattolica del buddhismo, orientamento etico e religioso non basato su alcuna “rivelazione” che “addirittura” nega una divinita’ unica e creatrice.
Concetti come karma, causa ed effetto, samsara, ciclo delle morti e delle rinascite, satori, illuminazione, bodhicitta, attitudine verso tutti (sottolineiamo tutti) gli esseri senzienti, dharma, legge, rappresentano per il tradizionalismo tridentino di cui e’ portavoce Ratzinger una minaccia tanto quanto la bruniana infinita’ dei mondi.
Si consideri, per un momento, quanto siano diametralmente opposte la figura del Dalai Lama e, appunto, quella dell’odierno capo della Chiesa cattolica.
Il primo si professa instancabilmente umile monaco buddhista nonche’ seguace e attuatore della nonviolenza gandhiana, e’ attratto dalle frontiere piu’ avanzate della ricerca scientifica a tal punto da ritenersi disposto a sconfessare come non veritiere le teorie buddhiste che non superano il vaglio della biologia, della fisica, della quantistica.
Il secondo, al contrario, va imperterrito per la sua strada con il passo del gambero, arroccato nell’assolutezza della sua posizione.
Il secondo, al contrario, scorge ovunque occulte trame di relativisti, laicisti, agnostici e intende unilateralmente l’ecumenismo come rafforzamento e diffusione del potere ecclesiatico.
Peccato. Questa Chiesa sta perdendo, uno dietro l’altro, gli appuntamenti importanti con la storia privilegiando gli ori alla parola.
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Din don dan
La fiaccolata e’ un modo di protestare ancora molto seguito in Italia, amato tanto a destra quanto a sinistra; il cero o la torcia si possono prendere con entrambe le mani e sembra che nessuno abbia mai caricato questi non violenti portatori, fossero promotori dei diritti umani o cittadini stranieri o residenti di un quartiere o dignitosi rivendicatori. Questa settimana alcune centinaia di persone hanno manifestato per la liberta’ del Tibet, per protestare per le promesse non mantenute da Pechino e denunciare l’assenza del Tibet dai Giochi Olimpici 2008, alla faccia di cio’ che sei anni fa Kiu Jingmin, vice presidente del Comitato promotore di Pechino 2008, aveva detto con solennita’: "Assegnando a Pechino i Giochi, aiuterete lo sviluppo dei Diritti Umani".
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Docente all’universita’ di Helsinky dove dirige un centro chiamato Center for Activity Theory and Developmental Work Research e a San Diego presso la University of California, Department of Communication e al Laboratory on Comparative Human Cognition.
A Helsinky si occupa dell’educazione degli adulti, a San Diego di comunicazione, scienze multidisciplinari dove e’ possibile mettere insieme il micro ed il macro, la agency e la struttura, il processo e la struttura.
Dice: ad apprendere non e’ solo l’individuo ma un preciso e dinamico sistema d’attivita’.
Cio’ accade per es. quando si vuole andare "oltre" l’informazione data, learning by expanding, per costruire un nuovo piano di criteri, in cui liberarsi dai limiti del particolare "setting" in cui stanno funzionando. L’expansive learning insegna qualcosa che non c’e’ ancora.
I primi due apprendimenti avvengono continuamente, che lo vogliamo o no.
Per avere successo, occorre però creare una alleanza o un network, trasformare la propria espansione individuale in espansione sociale.
Questo è l’apprendimento in rete.
Al momento c’e’ l’incremento della ‘mobile technology’, estensione e possibilita’ del network molto piu’ indipendenti da un luogo particolare.
Venendo dalla Finlandia, vedendo quello che sta facendo la Nokia con i suoi sforzi per rendere internet accessibile a tutti, vedo molta propaganda di lancio e forse molte aspettative irrealistiche, ma anche molta mobilità. Questa e’ importante per l’educazione. Mio figlio e’ un abile skateboarder, e questo e’ un es. di mobilita’. Gli skater non vanno piu’ esclusivamente in un singolo posto, vanno per la citta’ muovendosi come nomadi, mandandosi messaggi, sms o video… mostrando i buoni posti per fare skate.
Nell’educazione pensiamo ancora in termini di: "OK, qui ci sono i terminali, lasciate venire qui i ragazzi, ai terminali e iniziamo il network". Ma se i terminali si muovono, qualcosa di importante cambia. "Che cosa" non e’ ancora del tutto chiaro.
I mondi virtuali e digitali non dovrebbero essere concepiti come mondi chiusi e isolati. Ognuno puo’ recitare qualsiasi ruolo, ogni informazione e’ accessibile ecc…
E’ una sfida. Viviamo in mondo mescolati, mondi che attraversano i loro confini e divengano ibridi.
Da rekombinant
Il “marketing emozionale” della politica. (sunto)
Roberto Vignoli
…i partiti si presentano alle elezioni come marchio o brand cercando una propria visibilita’ nel mercato delle proposte elettorali.
Il rapporto tra politica e marketing e’ antico. Robert Gallup, promotore storico del sondaggio, gia’ negli anni pioneristici di questa disciplina, passo’ velocemente dallo studio dei consumatori a quello degli elettori.
Nel corso dei decenni, negli Stati Uniti come in Italia, durante le elezioni i cartelli elettorali hanno prestato attenzione sia alle strategie di marketing che alla capacita’ di mobilitazione dal basso.
Con la disgregazione dei partiti e dei sindacati di massa degli anni ’90, paradossalmente nel paese definito piu’ impolitico (gli Stati Uniti) si sono cercate forme di mobilitazione degli elettori diverse dalle pure strategie di marketing televisivo. Strumenti come Meet-up, che servono ad organizzare riunioni reali, o media come Youtube sono entrati nelle strategie.
Per coinvolgere le emozioni va bene il dolore, vedi il sopravvissuto della Thyssen (o la mamma dell’asilo di Rignano usata da Di Pietro).
marketing emozionale, senza una capacita’ di mobilitazione dal basso, che si adatta ai fatti di cronaca per fare breccia nell’emotivita’ dell’elettore nel momento in cui si reca nella cabina elettorale. Questo la dice lunga sullo spessore politico di questi partiti: ridotti ad essere ladri di emozioni senza nemmeno essere in grado di operare un furto con destrezza.
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Parole continue di pace ma guerra perenne in ogni atto della Vita di ciascuno.
Mi da’ coraggio il fatto che gli uomini che l’umanita’ ama con piu’ grande passione sono geni di pace e che per questa pace sono morti.
Sono morti perche’ noi esseri umani, i piu’, i tanti, le migliaia, i milioni e i miliardi, siamo fatti di guerra.
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HO DIPINTO LA PACE
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.
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Maurizio manda
Salvo in un caso: con i due partitoni che prendono tutto o con una sinistra perdente sotto l’8%.
Berlusconi prende meno seggi (154).
Dal punto di vista politico si possono trarre due conclusioni. La prima e’ che chiunque vinca in Senato ci saranno comunque tre opposizioni (Sa, Udc e Pd) che non si possono sommare tra loro. Per esempio: sulle missioni estere Udc e Pd potrebbero votare con il Pdl ma la Sa no. La seconda, altrettanto importante, e’ che parlare di sostanziale pareggio non vuol dire altro che preparare uno scenario in cui Pd e Pdl da soli controllano 311 seggi su 315 a palazzo Madama. Un numero forse insufficiente a dare un governo stabile ma che consente di fare riforme costituzionali senza neanche passare per il referendum confermativo (la repubblica presidenziale, per es.). Una «grande coalizione» per le riforme del tutto inedita nella storia repubblicana.
Nel 2006 Prc, Pdci e Verdi hanno avuto piu’ voti al Senato che alla Camera. Segno che una parte dell’elettorato ha voluto garantire la vittoria a Prodi con un voto «utile» sentendosi invece piu’ libero al Senato. Stavolta si vuole far credere l’esatto contrario. Ma se cosi’ avvenisse l’unico effetto concreto sarebbe di consegnare il paese a Berlusconi. Se il 30% di elettori e’ ancora indeciso e’ ora che la Sinistra arcobaleno provi a spiegare, anche con i numeri, che l’unico voto utile contro Berlusconi e’ il suo.
Grafico della simulazione:
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20080310&ediz=20_CITTA&npag=8&file=D_278.xml&type=GRAFO
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Graziano
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L’Italia dei Valori ha deciso di dare il suo appoggio alle tre proposte di referendum: “Libera informazione in libero Stato” depositate in Cassazione lo scorso giovedi’ da Beppe Grillo insieme ai ragazzi del suo movimento.
I tre referendum hanno l’obiettivo di abrogare:
- la legge Gasparri sull’assetto radiotelevisivo che consegna a un solo soggetto privato (in sostanza a un partito politico) meta’ dell’informazione televisiva nazionale,
- i finanziamenti pubblici all’editoria che, di fatto, la rendono soggetta ai partiti,
- l’abolizione dell’ordine dei giornalisti.
Le firme per i referendum si raccoglieranno in tutta Italia il 25 aprile. L’Italia dei Valori offre, oltre al suo sostegno, anche la disponibilita’ a un supporto operativo.
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Possono sembrare belle, se non si sa chi e’ Evola e lo si astrae dal contesto fascista. Perche’ quel che il fascismo fece fu il contrario di quelle frasi. Allo stesso modo possiamo ascoltare con vero sconcerto la nuova scuola di pensiero di Tremonti che, dopo aver operato con spietati strumenti neoliberisti, se ne esce, oggi, con una condanna a quella globalizzazione economica che e’ il suo frutto perverso, tanto da sembrare quasi un no global
Non so come ragionino i berlusconiani e puo’ essere che prendano per buona qualsiasi cosa cada dall’alto e anche il suo contrario, e che non capiscano nemmeno che cosa Tremonti oggi ci viene a dire. Vediamo benissimo che B sa che non potra’ far nulla per salvare questo paese. La rovina e’ imminente. Andremo tutti a picco, e con B sara’ anche peggio. Tremonti mette le mani avanti come giustificazione preventiva di un sicuro fallimento. Di fronte a questo fallimento "dichiarato" di B, come si puo’ anche solo pensare di votarlo?
La condanna di Tremonti e’ quella della volpe che insegna a non mangiare le galline, dopo che se n’e’ riempita la pancia e suona molto strana in bocca a uno che col neoliberismo si e’ fatta una carica da Ministro e ha mandato a picco le finanze italiane. Ora Tremonti fa alcune osservazioni giuste, ma credo che il suo contesto sia piu’ importante di queste frasette
Anche Hitler o Fidel Castro o Stalin avranno detto qualcosa che di per se’ poteva suonare anche bene, ma e’ il contesto della loro opera che li condanna
Cosi’ e’ per i programmi di questi pseudo candidati che di candido non hanno nulla, in quanto o hanno capeggiato la rovina dell’Italia o hanno contribuito a produrla
B e’ senza idee. Al piu’ si parera’ il c**o depenalizzandosi altri reati. Qualcosa per se’ puo’ sempre farlo. Per noi non credo. Per questo blatera che Veltroni gli ha copiato il programma. La cruda realta’ e’ che entrambi sulla rovina italiana non sanno proprio cosa fare.
…..
La Sacra Rota come alternativa al divorzio
Ma il fenomeno riguarda tutto il mondo. Nel 2005 i matrimoni religiosi sciolti dai Tribunali statunitensi in primo grado sono stati ben 24.343, le sentenze contrarie appena 998. Sempre nel 2005, le domande presentate negli Usa sono state 28.844 e in tutto il mondo 48.655, cioe’ quasi 50.000. In quanto alla sola Rota Romana, autentica Cassazione mondiale dei tribunali ecclesiastici, al 1 gennaio 2008 le cause aperte provenienti dall’Italia erano 421, contro le 215 del 1999 o le 331 del 2003. Per queste ragioni il Papa, nel suo discorso al Tribunale del 26 gennaio per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha attaccato «le giurisprudenze locali, sempre piu’ distanti dall’interpretazione comune delle leggi positive e persino dalla dottrina della Chiesa sul matrimonio ». Gli Usa sono una spina nel cuore di Roma: troppo spesso viene invocato il canone 1095 del codice di diritto canonico che prevede i casi di «incapacita’ di assumere gli obblighi essenziali del matrimonio», una sorta di «incapacita’ psichica» e di «immaturita’ affettiva». Concetti molto vasti, come si vede. Per di piu’ negli Stati Uniti il secondo appello viene quasi sempre sostituito da un rapido decreto di ratifica. Un anno o poco piu’, e il gioco e’ fatto. Sappiamo con assoluta precisione e documentazione di cause che costano anche 20.000 euro. Si paga e si va avanti».Ma gli avvocati assicurano che le tariffe sono piu’ basse e che il 65% dei patrocini sono gratuiti. Curiosamente solo il 40% di questi annullamenti e’ poi trascritto civilmente.
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Di Pietro
L’impegno concreto e’ questo: eliminazione della legge che preveda la prescrizione breve e introduzione di una norma che preveda che, dopo il rinvio a giudizio, non ci sia piu’ prescrizione. L’assoluzione non puo’ essere che il merito: o sei innocente, o sei colpevole. Non deve accadere che, prima che si decida se uno e’ innocente o colpevole, si dica: “non si procede piu’”.
Questo giochino di dare un tempo entro il quale, se nulla e’ deciso, non si decide piu’, e’ diventato uno strumento, grazie alla legge che si e’ fatto Berlusconi, per arrivare prima all’impunita’, poi alla verita’.
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Paolo De Gregorio
Notizie del giorno
-Piu’ donne in politica! Paola Pavoncello, la precaria alla quale Berlusconi aveva consigliato di sposare suo figlio, accetta l’offerta di Alemanno di mettersi in lista per il Campidoglio, come rappresentante dei giovani e delle donne. Ecco le sue esternazioni nella nuova veste di candidata: “il precariato e’ un falso problema, meglio avere un lavoro precario che niente”. Poi una altra importante dichiarazione: “stimo Berlusconi, credo che lo votero’, ha un sense of humor superiore alla sinistra”
-la UE sorpassa gli USA! E’ la stima di Goldman Sachs: gli Usa non sono piu’ la maggiore economia mondiale sotto l’ombrello di una moneta unica, ma vengono al secondo posto dietro i 15 di Eurolandia (25 miliardi di Euro piu’ giu’).
Brasile, Russia, India, Cina assorbono esportazioni europee piu’ degli Usa, e questo trend e’ in forte aumento. I gestori delle riserve ufficiali dell’Asia e del Golfo iniziano a diffidare del dollaro e puntano sempre piu’ sull’Euro, il ministro venezuelano per l’energia, Raphael Ramirez, ha iniziato a chiedere il pagamento in Euro su alcuni contratti
L’effetto e’ la caduta del dollaro rispetto all’Euro.
Se agli americani fosse chiesto, in modo anonimo e riservato, quale paese bombarderebbero per primo: la risposta sarebbe senza dubbio: l’Europa. Quella che gli ha tolto il primato economico e monetario. Solo quegli idioti della destra pensano che ci conviene stare con gli americani!
-Ringrazio la TV privata USA Abc (che fa politica piu’ di Bush), che ci fa conoscere il pensiero del padre spirituale di Barak Obama. Informazione non certo motivata dal desiderio di democrazia, ma per denigrare il candidato nero alla presidenza, reo di aver ascoltato il pensiero del reverendo Jeremiah Wright della Trinity United Church of Crist di Chicago.
Senza questa operazione mediatica, volta a screditare il candidato democratico, alcune elementari verita’, che pero’ in America e’ difficile sentire, non sarebbero venute fuori.
Ecco il pensiero del reverendo Wright, guida spirituale di Obama, colui che ha celebrato il suo matrimonio e che ha battezzato le sue bambine: “I neri non dovrebbero cantare: God bless (benedica) America, ma God damm (maledica) America (maledizione per chi uccide gli innocenti), perche’ abbiamo bombardato Hiroshima e Nagasaki, abbiamo ucciso molti di piu’ delle poche migliaia di New York senza battere ciglio, abbiamo appoggiato il sionismo e il terrorismo di Stato contro i palestinesi e i neri del Sud Africa e ora ci indigniamo perche’ le stesse cose che abbiamo fatto vengono compiute nel cortile di casa nostra. L’America e’ il killer n. 1 nel mondo, dove il razzismo e’ l’atto di fondazione e il modo con cui questo paese viene gestito”.
Verita’ elementari per chi ragiona sui fatti, ma che in Italia nemmeno la estrema sinistra fa sue, figuriamoci se possiamo sentirle in TV, censurate da un sistema mediatico piu’ duro e impenetrabile del muro di Berlino.
Le uniche notizie serie le facciamo circolare noi su Internet.
….
Don Aldo
come abbiamo potuto
confondere
la nostra Fede
col marmo degli altari
e delle statue,
che Ti abbiamo costruito?
(Le spine
e i chiodi
li abbiamo fatti
d’oro e d’argento
perche’ Tu fossi
piu’ presentabile).
……..
Ora,
ci sono rimaste
solo parole,
sporche
e mutate di senso".
…

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