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Wednesday November 22nd 2017

MASADA n. 651. 14-3-2008. Tappo ridens con fascisti di contorno

Programmi: e la mafia? E l’ambiente – E la tortura? – Una brutta persona: Ciarrapico – Una bella persona: Doriana Goracci – Lo scippo di Mastella – Le liste mediocri – E il voto di scambio? Intervista a Saviano – Soprusi RAI
 
Paolo de Gregorio
Elezioni: decidere sui fatti

-Saviano non si presenta perche’ nessun partito parla di mafia
-l’ambiente e’ scomparso dai programmi elettorali di tutti i partiti
-il 30% degli elettori di sinistra tende all’astensionismo
-Ichino, prosecutore per il PD della politica antioperaia di D’Antona e Biagi, parla di aumentare la produttivita’ e dare più spazio a “nuovi modelli di organizzazione del lavoro e struttura delle retribuzioni (insomma chiede mano libera per i padroni)
-Prodi aveva l’obbligo, nei primi giorni del suo governo, di fare: una legge severa sul conflitto di interesse, abolire le leggi “ad personam” che hanno consentito a B di non andare in galera, un nuovo assetto TV che non consentisse a nessuno (nemmeno alla RAI) di possedere piu’ di una rete, una riforma elettorale, unilaterale, come unilaterale B fece la sua (porcata).
Quando sento dire che chi intende astenersi dal voto fa il gioco di B, ricordo a questi “bamboccioni” che votare Veltroni significa votare un partito di centro, con un programma quasi identico a quello della destra, ancora peggiore di quello impotente di Prodi e spero proprio che una grande astensione ci dia la certezza che vi e’ lo spazio per una politica profondamente diversa.
E’ da 30 anni che questa classe dirigente, di “sinistra” ci prende per il culo chiamando modernità un cedimento dopo l’altro, e proprio uomini come Veltroni e Napolitano hanno distrutto volutamente organizzazione e identita’ dei lavoratori.
I residui arcobaleno sono della stessa pasta.

..
Tra le cose che mancano nei programmi elettorali c’e’ persino il reato di tortura
 

Tortura, ops, il reato non c’e’
Viviana
 
I rei di tortura a di Bolzaneto non saranno puniti perche’ in Italia la tortura non e’ reato, come accade nei peggiori regimi totalitari comunisti o fascisti
Nel 1987 l’Italia ratifico’ la convenzione ONU che vietava la tortura, ma in 20 anni nessun governo si e’ degnato di trasformarla in legge e i programmi dei nuovi leader si guardano bene dal parlarne. Oggi qualunque privato cittadino puo’ essere tradotto in una struttura militare o di polizia e torturato a piacere senza che ci sia una pena per il suo torturatore.
In Italia non esiste l’habeas corpus, cioe’ il diritto a essere rispettato nella propria persona
L’Articolo 9 dell’ONU dice: “Nessuno puo’ essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato” Ma B  ha permesso addirittura il rapimento, da parte di agenti della CIA facendoli aiutare da agenti del Sismi, di Abu Omar per portarlo in un carcere della tortura.
L’Habeas corpus vieta di fare arresti illegittimi, di trattenere per accertamenti o in carcere un cittadino piu’ di quanto disposto per legge o senza motivo, di impedire l’accesso al suo avvocato, di trattenerlo quando non c’e’ nulla a suo carico. E vieta assolutamente di torturarlo.
Ma al G8 di Genova ogni diritto fu calpestato per espresso ordine di Fini che agli agenti disse a Bolzaneto: “L’habeas corpus e’ sospeso. Potete fare quel che volete. Dategli una bella lezione a questi coglioni che gli passi la voglia di dimostrare!”
Il seguito lo sappiamo. Oggi i giudici ci dicono che nessuno dei torturatori di Bolzaneto o dei macellai della Diaz sara’ punito. La legge non c’e’. Si puo’ contestar loro solo l’abuso di ufficio, che sara’ prescritto nel 2009. Dunque resteranno liberi e intonsi, pronti al nuovo massacro del prossimo anno quando il G8 sara’ di nuovo in Italia e di nuovo con Fini e B e ci manca solo che rimettano Scayola agli Interni.
Nel 2007 i poli finsero di fare la legge contro la tortura, poi, in comune accordo, l’affossarono.
E ora nei nuovi programmi non c’e’!
La cosa grottesca e’ che l’Italia si vanta della moratoria contro la pena di morte (che non abbiamo) ma tace sulla tortura (che abbiamo). Una bella ipocrisia! E il Papa che fa? Tace anche lui? Ma possibile che solo gli embrioni e la guerra alle donne gli interessino?
.. 
Francesco Raparelli manda:
 
Nel silenzio assordante della politica e dell’informazione mainstream, sono arrivate le richieste di condanna per i 44 imputati nel processo per le torture avvenute nella caserma della polizia di Bolzaneto, durante il G8 del 2001 a Genova. Si tratta di ufficiali, funzionari, medici poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria – «servitori dello stato» – ritenuti responsabili dell’utilizzo di quattro delle cinque tecniche di tortura previste dalle convenzioni internazionali.
Il nostro paese, pero’, non ha recepito queste norme. Dilaniare una mano, strappare piercing, sbattere la testa dentro un cesso, umiliare una persona disabile, fracassare i denti di una ragazza, nel Belpaese, significare esercitare semplicemente un «abuso di ufficio».
Nessuno degli imputati passera’ un solo giorno in carcere in quanto la maggior parte dei reati saranno prescritti nel 2009. In caso di condanna interverra’ l’indulto che estinguera’ le pene fino a tre anni. Allo stesso tempo, venticinque attivisti indagati per devastazione e saccheggio (reati contro cose) rischiano pene fino a 11 anni di reclusione soltanto per aver esercitato il diritto di resistenza davanti alle aggressioni dei reparti speciali dei carabinieri.
Davanti a questo scempio, il circo elettorale non ha trovato di meglio che fare finta di niente, per paura di fare i conti con i fantasmi mai sopiti delle «notti cilene» della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto. E per affondare nell’oblio le responsabilita’ del governo Prodi nella promozione di tutti i responsabili della catena di comando che gesti’ l’ordine pubblico a Genova. L’ultima promozione ha riguardato il responsabile medico di Bolzaneto, Giacomo Toccafondi (accusato di diversi episodi di percosse, ingiurie e violenza privata), che e’ stato inviato in missione nel Kosovo con la Croce rossa italiana.
Per queste ragioni, ieri sera, abbiamo deciso di occupare la sede nazionale del Pd per rinfrescare la memoria a questi signori che si candidano alla guida del paese, per sentire una parola sulla «piu’ grande violazione dei diritti umani nel dopoguerra» (come disse Amnesty International), per capire se la tortura rientra nel programma di governo e se l’antifascismo e’ un optional elettorale utile solo contro B, da dismettere davanti alla cultura e i metodi fascisti di polizia e carabinieri.
L’imbarazzo e il balbettio dei responsabili del Pd e’ stato emblematico e fa il paio con il silenzio della Sinistra Arcobaleno che, a parte qualche voce isolata, ha forse giudicato la questione poco spendibile nella caccia al voto. La verita’ e la giustizia su Genova sono scritte nelle nostre lotte e nei percorsi di liberazione quotidiani. Agli altri la scelta da che parte stare.
Con Carlo nel cuore,
liberi tutti!
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Persone: DORIANA GORACCI
 
Masada e’ onorata di ricevere questa lettera da Doriana Goracci:
 
Mi arrivo’ alla fine di febbraio un appello che prevede un’assemblea nazionale  autoconvocata per domenica 30 marzo alle ore 10.00 presso il c.s.i.o.a. Villaggio Globale-  Roma- Lungotevere Testaccio sulla base di :"«QUESTA VOLTA NO. astieniti il 13  e 14 Aprile!» per firmare o chiedere informazioni:  mi-astengo@tiscali.it
 
Manca solo un mese alle elezioni e questa volta, e c’e’ sempre una prima volta, non votero’ e non saro’ davvero sola e certo non sara’ la pigrizia a motivare la mia scelta, una volta ancora protestero’ localmente, per  un diverso globale. Ho scoperto di non essere sola, ho scoperto che queste elezioni non sono volute da nessun cittadino, ma indotte come necessita’ di una parte che vuole oltre tutto far passare il rifiuto del voto come individualismo superficiale e/o opinionismo disfattista  da due soldi.
Comunque andranno le cose, le elezioni frutteranno soldi ai partiti,  riempiranno le tasche degli eletti e dei passati rappresentanti. Quelli che sono i piu’ pagati d’Europa e non solamente, quelli che con trenta mesi di “lavoro” hanno la pensione assicurata per sempre anche per i loro famigliari se venissero a mancare, compresi i conviventi, quelli che si sono dati, convenendo in massa, un assegno di solidarieta’ come “reinserimento alla vita sociale” per chi non rientrera’ come candidato o sara’ rieletto nelle prossime elezioni, per cui e’ di loro diritto dunque una somma pari all’80% dello stipendio mensile lordo da  deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento (a Mastella ad es., 300.000 €). Le nostre di tasche saranno ancora piu’ vuote, non solo materialmente
perche’ noi stiamo pagando questo spettacolo mediatico ma anche perche’ vuote delle speranze comuni di radicale cambiamento dello stato sociale, del fare politica nazionale ed estera.

Perche’ astensionismo? Per molti motivi.
Intanto uno, il primo come ho convenuto con delle amiche, perche’ ci fa sentire meglio, perche’ conta anche la nostra salute. Perche’, aggiungo, la tossicita’ reale depositata in anni e anni di malaffare ha pervaso la nostra terra e la nostra esistenza, fino a farci diventare rifiuto riciclato tra i rifiuti, neanche differenziando un po’, ma i voti si  sa, sono tutti buoni.
So, sappiamo benissimo che "nessuno si straccia le vesti se, anziche’  l’80 %,vanno a votare il 60 % degli italiani, anzi come i due principali  leader dicono, occorre governare senza troppi impedimenti e bastoni fra le ruote quindi ben venga l’esclusione dalla rappresentanza di chi non condivide le scelte del fare"… Ma se ero certa gia’ dal giugno
2006 che non sarei piu’ tornata a votare, ora apprendo qualcosa in piu’, mi viene detto che possiamo andare al seggio, farci registrare, ma  rifiutare, con motivazione da mettere a verbale, la scheda elettorale. Assumerci la responsabilita’, verbalizzata, del rifiuto della scheda.
Come detto da un anonimo presidente di seggio: " Dal punto di vista politico e’ sicuramente molto ma molto piu’ significante e rilevante rispetto sia alle schede nulle (al quale si da’ il valore di chi non sa votare), alle schede bianche (valore di chi non sa decidere), rispetto a chi non va a votare (che addirittura scompare nell’oblio).
Esiste un metodo di astensione che garantisce di essere percentuale votante (quindi non
delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza".
E’ infatti facolta’ dell’elettore di recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, avvalersi del diritto di  rifiutare la scheda, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione, come previsto dal d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 – art. 104. E’  possibile inoltre allegare in calce al verbale, una breve dichiarazione in cui se vuole, l’elettore ha il diritto di esprimere le motivazioni del suo rifiuto, ad esempio: "nessun partito o coalizione partitica
presente, mi rappresenta".
 
Doriana Goracci
..
B continua a prenderci in giro.
Dice che "Ciarrapico non contera’ nulla".
E come? Visto che e’ 11° al Senato e dunque sara’ sicuramente senatore. Non contano nulla i senatori?
E come la mettiamo col Partito Popolare Europeo che per definizione e’ antifascista e antitotalista, e che aveva manifestato perplessita’ anche col solo B e ora si trovera’ a dover comprendere anche Fini e Ciarrapico?
Ma quanto voti poi porta questo Ciarrapico?
Se dividiamo i tre gatti dei fascisti del Lazio tra Fini, Storace e Ciarrapico quenti ne vengono?
E se B era cosi’ sicuro della vittoria da sbandierare 10 punti in piu’ di Veltroni aveva proprio bisogno di sputtanarsi con uno come Ciarrapico per pigliare due voti in piu’? Oppure quella storiella dei 10 punti di differenza e’ una benemerita balla e quel 30% di italiani che il voto non lo vogliono proprio dare o quelli che voteranno La destra o Il centro o non voteranno affatto impensierisce anche lui?
 
V.
La brutale realta’ e’ che B, con l’aiuto di Lega, AN e un centro degradato, ha violentato la Costituzione, ucciso la sovranita’ popolare, corroso tutte le liberta’ dei cittadini, distrutto i diritti del lavoro.
E sia D’Alema che Prodi gli sono andati vergognosamente dietro.
E ora non siamo solo il paese con uno dei debiti maggiori del mondo, non siamo solo il paese che va peggio in UE, che ha la recessione maggiore, i salari piu’ bassi e le bollette e il carovita piu’ alti,  con la  maggior corruzione politica, e che scende inesorabilmente la classifica di tutti i valori e di tutte le liberta’, ma dobbiamo anche temere il peggio da parte di due contendenti apparentemente avversari ma, dietro le quinte, complici nel voler dare il colpo finale alla democrazia.
B ha marciato sempre, costantemente, senza ombra di ripensamento, verso un nuovo regime fascista che fa parte del suo piano massonico.
E ora, senza ombra di decenza, Veltroni e  Franceschini complottano insieme a lui per trasformare la nostra repubblica parlamentare in repubblica presidenziale forte.
Dopo di che bastera’ mettere definitivamente la Magistratura sotto il potere politico (in parte lo e’ gia’) e abolire i sindacati e il nuovo fascismo e’ pronto.
La stampa e la tv sono gia’ allineate.
Poi chiunque parlera’ di democrazia sara’ messo al muro.
Per la protesta esiste gia’ la tortura, che non e’ mai diventata reato.
Se non siete convinti di quel che succedera’, bastera’ ricordare Bolzaneto.
E se pensate che la sx sia meglio della dx, cercate di ricordare anche Napoli, piazza del Plebiscito, e quel che ha fatto la polizia sotto il Ministro Bianco.
E ricordate che ne’ la dx ne’ la sx (e nemmeno Di Pietro) hanno mai voluto una commissione parlamentare su Genova. E che entrambe le parti hanno mantenuto in carica il responsabile De Gennaro.
Nascondere le vergogne sotto la sabbia non rendera’ la verginita’ a nessuno. E che in questa situazione ci sia anche chi gorgheggia su Gandhi o Mandela o Martin Luther King facendo de lirismo di facciata fa solo vomitare.
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Ciarrapico: camicia nera, fedina pure
Marco Travaglio
 
Che sia fascista, lo dice pure lui. E sarebbe pure una cosa grave, se non fosse per la fedina penale, che e’ molto piu’ nera della camicia nera. Giuseppe Ciarrapico in arte Ciarra, stando al casellario giudiziario, vanta una collezione di condanne, arresti, rinvii a giudizio, prescrizioni e processi in corso da non temere rivali. Le condanne definitive, confermate dalla Cassazione, sono quattro, per reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla ricettazione fallimentare, dallo sfruttamento del lavoro minorile alla truffa pluriaggravata, ma potrebbero presto aumentare.
In 1° grado, il camerata pregiudicato e’ stato di recente condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni. Il Cavaliere e’ stato di parola. Aveva promesso di non candidare «supposti autori di reati»: infatti candida quelli sicuri.
La carriera penale del futuro senatore del Pdl – ricostruita dalla Voce delle Voci (gia’ Voce della Campania) – inizia nel 1973, quando la Corte di Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Cassino e lo condanna per truffa aggravata e continuata a Inps, Inail e Inam per non aver registrato sui libri paga gli stipendi dei dipendenti. La Cassazione conferma la truffa, ne dichiara prescritta una parte e incarica la Corte d’appello di rideterminare la pena per l’altra.
Nel 1974 altra condanna: il pretore di Cassino lo multa di 623.500 lire per aver violato per 4 volte la legge che tutela il lavoro minorile. Poca roba, rispetto a Tangentopoli e anche dopo.
Aprile ’93: Di Pietro lo fa di nuovo arrestare per una stecca di 250 milioni al segretario del Psdi Cariglia su richiesta di Andreotti. «Era vero, li diedi per arruolare Modugno alle feste del Psdi», dira’ lui anni dopo. Passa un mese e torna dentro, stavolta per un presunto miliardo alla Dc andreottiana nello scandalo delle Poste. A giugno, condanna in primo grado a 6 mesi per diffamazione: aveva affisso a Fiuggi un manifesto in cui dava a un consigliere comunale del «mentitore diffamatore mestatore».
Nel 1997 la Procura di Roma lo rinvia a giudizio per peculato, abuso e falso nella sua attivita’ di re delle acque minerali: secondo il pm Maria Cordova, mentre era custode giudiziario dell’Ente Fiuggi, omise di versare 20 miliardi al Comune e si approprio’ di denaro per spese pubblicitarie, interessi passivi e acquisto di beni capitalizzati, rinnovando il contratto di vendita dell’acqua Fiuggi a una sua societa’ che offriva prezzi inferiori (e danneggiando il Comune, che percepiva un tot a bottiglia).
Nel 1995 e’ condannato con rito abbreviato per falso in bilancio delle Terme Bognanco. Ma questi processi finiscono in nulla. Nel 1998, la prima mazzata: condanna in Cassazione a 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano. La sua Fideico, nel 1982, aveva ottenuto dalla Banca di Calvi e della P2 un improvviso aumento di credito da 4 a 39 miliardi, restituendo solo le briciole.
Nel 1999, il kappao’: altra condanna definitiva a 3 anni per il crac da 70 miliardi della societa’ che controllava la Casina Valadier, il palazzetto liberty romano trasformato in ristorante. Ma il Ciarra, pur dovendo scontare 7 anni e mezzo, non finisce in carcere: per l’eta’ e gli acciacchi ottiene l’affidamento ai servizi sociali. Intanto i processi avanzano, con qualche botta di fortuna. Nel ’99, condannato in appello per emissione di assegni, e’ assolto in Cassazione perche’ il reato e’ stato appena depenalizzato.
Nel 2000 cade in prescrizione la condanna in primo grado per violazione della legge sulle assunzioni obbligatorie di invalidi. Nel 2001, condanna in primo grado a Perugia per abuso d’ufficio con il giudice fallimentare di Frosinone che nel ’93 regalo’ l’amministrazione controllata alla sua capogruppo Italfin 80, evitandogli il crac: reato poi estinto per prescrizione. Intanto s’e’ dato alle cliniche private. E anche in quel ramo riesce a dare lavoro alla Giustizia. Nel 2002 il Tribunale di Roma lo condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni: insieme ad alcuni dirigenti della Quisisana, avrebbe imposto a una cinquantina di pazienti sottoposti a trasfusioni parcelle gonfiate per 3-400 mila lire l’una.
Nel 2005 e’ rinviato a giudizio per ricettazione nella vecchia vicenda delle tangenti al ministero delle Poste. Ma ci sono pure questioni recentissime, come quella che lo investe per la sua attivita’ di editore di giornali locali, 11 «cooperative» tra la Ciociaria e il Molise, finanziate dallo Stato. Del novembre 2007 il Ciarra e’ indagato a Roma per truffa ai danni di Palazzo Chigi: pare che tra il 2002 e il 2005 abbia incassato il doppio dei contributi, attestando falsamente che le societa’ Editoriale Ciociaria Oggi e Nuova Editoriale Oggi avevano gestione separata. In attesa, il Gip ha sequestrato i 2,5 milioni della Presidenza del Consiglio. Ma ieri B ha detto di averlo candidato per avere finalmente qualche giornale amico: tra qualche mese, se tutto va bene, Fedina Nera a Palazzo Chigi potra’ entrare quando gli pare.
…quando si dice un vero gentleman… Parlamento Pulito secondo Silvio Burlesqoni…
Ciarrapico, 74 anni ed un grande futuro alle sue spalle: "L’Usato Sicuro" 
Di Spartacus
Da Dazebao

Allarmi c’e’ il fascista! Mica solo Storace, mica solo la signora del silicone o la nipotina che ne porta il nome. I fascisti non muoiono e sono sempre pronti a manganellare tutti: comunisti e femministe ma pure i traditori.
Sara’ per questo che l’ex degli ex, il Gianfri stringe i denti e Bava-Gasparri stavolta ha perso il riso scemo. Da bravi frequentatori da stadio sanno che Ciarrapico, neo candidato nelle liste del Popolo della Liberta’, si contorna di Bravi. All’epoca della presidenza dell’As Roma (povera Roma) cospargeva in curva inquietanti pecore nere. E gli squadristi vestiti da ultra’ cominciavano a strilla’: ‘‘Duce e Sigh Heil!’’ e c’era pure chi applaudiva oltre la clac predisposta dal presidente. Del resto lui lo dice: ‘‘So’ fascista e me ne vanto’’ e nella nativa Ciociaria accompagnava il reduce Graziani – si’, il macellaio d’Etiopia – per far acchiappar voti ad Andreotti.
Camerata mai rinnegato – come rammenta orgoglioso – oggi ha portato all’acme l’afasia degli ex camerati onorevoli, con Fini che appariva piu’ stitico del solito, Bava-Gasparri in totale secchezza salivare, pescelesso Ronchi che straparla con la lezioncina a memoria in silenzio stampa. Imbarazzo generale in tutta la Pdl dove addirittura prendeva parola il miracolato Bossi quello del mai coi fascisti, ma coi razzisti si’. E diceva al romano d’andar via che gli rovinava la piazza. Come ai bei tempi pero’ l’astuto Ciarra aveva un passaporto speciale consegnatogli di persona da un padrino che conta: ieri il gobbo oggi il cavaliere. Mica scemo il camerata, lui si fa firmare le carte dal duce vero non dagli uffizialetti da quattro dindi di cui il boss si contorna. Pero’ alla fine ha dovuto dire che si’, balilla e poi avanguardista e giovane fascista c’e’ stato da giovane e oggi vive di ricordi. Va sotto la stele del Foro Italico, rammenta che si chiamava col nome di lui, e pensa i tempi belli che non ci sono piu’. Insomma un innocente amarcord.
Cosi’ potra’ restare nelle liste, contro le agitazioni degli antifascisti della Pdl e d’un’ebrea ‘‘Che svergognata, lo dice pure’’. Cosi’ Bonaiuti puo’ bacchettare i nemici che fanno sempre le prediche e pensano di poter far la morale a tutti. E poi l’anima candida del candidato si vede dalla dedizione all’impresa e al lavoro. E’ l’aratro che traccia il solco a difenderlo ci pensera’ il Ciarra.
..

E Bruxelles che dice?
 
Bruxelles prende malissimo la candidatura di Ciarrapico. Il presidente dell’Eurogruppo John Claude Juncker dichiara: «Non c’e’ posto per i fascisti nel Partito popolare europeo».
Il presidente del Ppe Wilfred Martens ribatte : «Ho sempre detto che respingiamo, sul piano europeo, tutti gli estremismi, di destra e di sinistra».
Il presidente del gruppo Ppe al Parlamento Europeo, Joseph Daul rimanda a dopo le elezioni.
Il presidente del Parlamento europeo, Hans Gert Poettering, dice: «io sono di centro e sono contrario a ogni forma di estremismo».
Il fatto e’ che il Pdl di B non e’ un partito di centro ma si configura sempre piu’ come un ricostituito partito fascista.
Il portavoce di B Tajani tenta di dire (e piu’ ridicolo non si puo’) che Ciarrapico sara’ senatore del Pdl ma “non chiedera’ di aderire al Ppe”. Insomma un separato in casa.
In quanto alla ricca fedina penale del candidato (bancarotta fraudolenta, tangenti, assegni falsi, ricettazione fallimentare, sfruttamento del lavoro minorile, truffa pluriaggravata), Ciarrapico ha dichiarato che “non chiedera’ di aderire alle patrie galere”. E tanto basta.
Vota, popolo ciuco e rintronato, vota!
E tu, padre Duilio di radioMaria, che piu’ immondo non si puo’, continua a inondare dalle tue antenne di inquinamento cancerogeno e mentale le pecorelle imbischerite e completa l’opera!
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In fondo Giuseppe Ciarrapico e’ un ottimo cliente per qualsiasi penalista. E cosi’ l’avvocato Carlo Taormina lo ha assistito, processo dopo processo. E si’ che ce ne sono stati tanti dal 1973 in poi: dalla truffa ai danni dell’Inps fino al crack Ambrosiano, alla bancarotta per la casina Valadier, falso in bilancio ecc. Taormina ha tenuto il conto: “L’ho assistito in 97 processi. Poi ho smesso”. Richiesto del perche’ e’ andato dritto al sodo: Ciarrapico non pagava gli onorari. “Sono suo creditore di una bella cifra, stiamo sui milioni di euro”. Si metta in fila.
(da dagospia)
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RIDIAMARO : – (
B e Veltroni piu’ che fare programmi seri fanno il gioco delle figurine: “Ce l’ho.. ce l’ho”.
E allora, visto che Veltroni ha gia’ candidato Calearo, e B candida  Ciarrapico, potrebbe candidare Priebke. E fa banco.
V.
….
Molti si domanderanno come mai Ciarrapico non ha aderito alla Destra di Storace: per il semplice motivo che il vero capo dei fascisti e’ B.
Spartaco
 …
Maurizio
Ma chi cazzo ha detto che non c’e’ rinnovamento nella classe politica nazionale……….
Il Pdl, ad esempio, con Ciarrapico e De Gregorio……. ha due pregiudicati nuovi di zecca.
Facendo cosi’, si accumulano variegate esperienze delinquenziali per nuove depenalizzazioni future……

David
Avete sentito l’ultima di B? Ad una domanda sul precariato ha risposto che la soluzione praticamente e’ sposare una persona ricca.
Che persona saggia!
..
Problema precari, B: "Possono sposare mio figlio”.
In alternativa, si possono suicidare come Luigi Rocca.
Maurizio
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Non c’e’ piu’ religione…?
EVVAI, SI VA A CASA UN’ORA PRIMA!!!!
Riccardo

Un tizio che possiede tre televisioni nazionali grazie al Parlamento e il gruppo Mondadori, che conta 50 TESTATE, grazie alla corruzione di giudici, delira e nessuno chiama un’ambulanza.
In un altro Paese democratico non lo farebbero vedere neppure a Tele Pesco Fiorito in tarda ora.
Beppe Grillo
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Silvia
VOTA B E I SUOI TACCHI.
PER UN PARLAMENTO SEMPRE ALL’ALTEZZA DELLE ASPETTATIVE.
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Mauro Bellaspica
Si prenda un politico, lo si trascini in corrispondenza di un albero di media grandezza, una volta accostatolo, si infili un cappio intorno al collo e si innalzi il corpo penzoloni con solerzia e determinazione attorcigliando la parte opposta della fune al ramo prescelto… lasciare degradare sincerandosi che i gabbiani abbiano decomposto in putrido residuo. Si otterra’ il risultato sperato: lo smaltimento del rifiuto solido urbano.
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RICRESCITA ZERO
Ditemi voi come fa a crescere un Paese con a capo un nano.
Exidor
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Lo scippo di Mastella
Viviana
Mastella butta giu’ il Governo e perde la faccia facendosi vituperare da tutti gli italiani, a quel punto diventa un cavallo brocco e nessuno lo vuole e resta con le pive nel sacco.
E per questo servizietto gli danno anche 300.000 euro di fondo di solidarieta’!!! Che neanche a un ergastolano graziato…300.000 euro come regalo dello stato per aver buttato giu’ un governo!E con quello che i Governi ci costano! I danni gli dovevano far pagare!
Il bello e’ che perde il potere ma tiene la cassa.
I suoi protestano. Un capo vale l’altro, ma la cassa.., quella e’ sacra. Gli gridano contro anche il cognato e il suocero. Questo e’ scippo di capitali! Dove sta la cassaforte? Un milione 400.000 euro l’anno di finanziamento pubblico all’Udeur e addirittura fino al 2011!! Vi rendete conto che questi fetenti ladri hanno fatto leggi per finanziare in futuro anche partiti che non ci saranno piu’!! E l’Udeur esiste da 2 anni!!! Piu’ un milione di euro per la cooperativa che gestisce il Campanile. Ma quanto rubano questi partiti? Prima il controllo era del padre-padrone. E ora? Come si fa a dimetterlo a forza se e’ il padre-padrone? Questi non sono piu’ partiti, sono aziende proprietarie.
Ora le pulci hanno la tosse, ma il virus non si fa debellare facilmente.
E se Mastella si cercasse un padrino?
Che sia stato lui il padrino di Ceppaloni qualcosa dovrebbe avergli insegnato.
Un video da ridere

Sondaggi di Cetto la Qualunque (Albanese)
http://www.youtube.com:80/watch?v=082Mf8Z1Ikw
..
Liste mediocri
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2006/punto_stefano_folli/punto_stefano_folli_110308.shtml?uuid=b8355d1a-ef40-11dc-8c36-00000e25108c&DocRulesView=Libero

Sole 24 ore critica la mediocrita’ delle liste a seguito della spregevole riforma Calderoli che permette il peggio.  Svuotati gli uffici stampa e le segreterie, saccheggiati i ruoli degli assistenti parlamentari. il seggio garantito e’ un regalo del leader ai subalterni fedeli. La fedelta’ e’ l’unica dote richiesta. Non la preparazione professionale o la conoscenza del diritto e della macchina dello Stato o il senso politico. Si va in Parlamento per premere il pulsante a comando. Non per fare leggi o interrogazioni o dibattiti. L’aula e’ quasi sempre semideserta. Nella Prima Repubblica c’era un lavoro parlamentare spesso di prim’ordine, con tanti professionisti della vita civile o della politica in grado di lasciare un’impronta nella storia. Questi sono “pulsantieri”.
B e Calderoli hanno distrutto malignamente ogni possibilita’ democratica e civile, e ora non e’ il merito che paga ma l’ubbidienza. E cosi’ le liste sono un pro-forma. B e Veltroni ci hanno messo i tipi piu’ stravaganti. Veltroni candida Calearo e Colaninno accanto a una ricercatrice scientifica, a un’operatrice di call center, a un operaio sopravissuto e alla moglie di Fassino. B fa senatore Ciarrapico (peggio di Caligola che aveva fatto senatore il suo cavallo), fa senatore il generale Speciale, promette ministeri a Dell’Utri e alla Carfagna, candida la moglie di Fede e i due sputacchiatori del Parlamento. Non ci sono collegi. Non c’e’ piu’ rapporto fra elettori e eletto. Le radici territoriali non contano piu’. Ne’ la fedina penale. Chi rappresentano adesso costoro? Solo il leader. C’e’ una deputata altoatesina di FI candidata in Campania. I due leader procedono per categorie: le donne, i giovani… In realta’ le figure davvero rappresentative della societa’ (le scienze, l’universita’, il mondo produttivo) non sono piu’ di una ventina. Il resto fa contorno. Infatti si voteranno i leader, non i candidati. Non li scegliamo, non li votiamo, possiamo solo accettarli. Solo V e B contano. B and V, la Band. Gli altri sono comparse. Ora va in Parlamento chi porta l’inesperienza, o la collusione alla mafia, alla P2, all’Opus dei. I valori sono scaduti. La fedina penale sporca fa curriculum.
Sia V che B hanno lasciato fuori con cura molti esponenti di spicco della cultura liberale, dell’antimafia, della societa’ civile. Andranno in Parlamento Ciarrapico o Calearo o la Carfagna ma non Nando dalla Chiesa o Capezzone o Ginzburg. E gli elettori dovranno votare questo insulto? Bel paese!

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4260&ID_sezione=&sezione=

Leggendo l’articolo di MARCO BELPOLITI
Pistole ad acqua

I futuri elettori. Asini che volano, ma con ampia sella e sicure staffe. I dati sulla scuola  dicono che il 70% degli studenti e’ insufficiente: gli asini decollano, con  4 insufficienze a testa. Bocciatura della scuola italiana. I ragazzi lamentano troppo tempo passato a scuola (ma se hanno piu’ vacanze degli altri paesi!), troppe cose da sapere, troppi compiti a casa (ma se hanno anche il sabato libero? E poi gli scolari non si sono sempre lamentati di questo?), Dicono anche che quello che imparano a scuola non serve loro nella vita o nel lavoro (ma la scuola dovrebbe dare anche cultura e affinare intelligenza, memoria, impegno e volonta’, o no?) In parte pero’ hanno ragione, sono la generazione di internet e della tv e spesso a scuola nemmeno si vedono. Ma quando dicono che nulla di quel che imparano servira’ loro nel lavoro, mettiamoci anche che nessuno poi fara’ il mestiere che desidera o per cui ha studiato. Quando un laureato in ingegneria finisce in un call center, cosa doveva dargli la scuola? Una preparazione da call center?
La realta’ e’ che questi ragazzi escono laureati senza saper ne’ leggere ne’ scrivere, e soprattutto senza saper pensare o assumersi delle responsabilita’.
D’altro canto, come le leggi si sono svuotate dalle pene, cosi’ la scuola si e’ svuotata dei mezzi di deterrenza, via i rimandati a ottobre, via le sospensioni, via il voto di condotta, i famosi debiti e crediti della Moratti hanno ingenerato solo lassismo, esami di maturita’ promossi al 99,9%, genitori che non sopportano la minima critica ai loro rampolli, bocciature con ricorsi al TAR e cosi’ via. Dopo la laurea: costosi master che spesso servono solo a far intascare soldi a chi li ha inventati. Se ci mettiamo poi partiti come FI che hanno accettato gentaglia come Garagnani che aveva inventato il telefono spia per denunciare i prof. avversi al regime…! E cosa conta poi studiare, prepararsi, essere seri se poi i posti di lavoro sono dati per lottizzazione politica, e senza una raccomandazione non vai da nessuna parte! Inutile attaccare solo la scuola quando poi e’ il sistema ad averla affossato qualunque decenza!

Arrenneteci i soldi
I cittadini di Napoli e provincia individualmente si stanno organizzando per richiedere la restituzione delle somme versate, negli ultimi 5 anni, per lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani. Questa richiesta sembra essere diventata una specie di suggestione collettiva (sono soldi) e se la "lievitazione" delle richieste si espande il Comune di Napoli, e non solo, visto anche gli impegni gia’ assunti da un punto di vista finanziario in anni precedenti si trovera’ con una passivita’ di bilancio stratosferica nel giro di pochi anni e l’unico modo per fare fronte ai debiti e’ di mettere sul mercato i titoli azionari delle partecipate appellandosi all’articolo della Finanziaria approvata nel dicembre 2007 art. 3 comma 29 che cita “entro 18 mesi dall’entrata in vigore della presente legge le amministrazioni di cui all’art. 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n° 165 comma 2 – uniformita’ del lavoro pubblico a quello privato – nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, cedono a terzi le societa’ e le partecipate vietate ai sensi del comma 27 (quest’ultimo tutto da interpretare per chi ha un senso ideale dei beni comuni; molto chiaro invece per chi vuole mercificare i beni comuni e detiene il potere). Inoltre visto il dissesto finanziario e la responsabilita’ giuridica nei confronti di terzi (cittadini) cadono anche tutti i vincoli enunciati dal Consiglio di Stato nell’Adunanza del 3 marzo in merito al controllo analogo previsto per le partecipate. L’analisi cosi’ fatta e’ stata posta alla signora Filumena dei quartieri, la donna ha risposto: “Vui sit giuvint, ma ancora nun avit capit? chist ro’ potere cia’ aggirn e cia’ votn comm vonn loro"; alla signora e’ stato poi chiesto: ma chi sono questi del potere? La signora Filumena ha risposto: “Uagliu’ ma aronne vnite, Bassolino e cumpagn s’ so vunnut l’acqua e a munezz e tutt’a a Campania pariccho’ tiemp fa”; alla signora e’ stato poi chiesto, allora che possiamo fare? In un rapporto ormai confidenziale Filumena ha risposto: “Baffon non ven chiu’ scassat,
scassat tutt cos ca’ non cia’ facimm chiu’.!
Con rispetto di cronaca" e contrariamente a un senso pacifista che ancora ci appartiene il dialogo e’ stato riportato integralmente. Saluti
Salvatore Carnevale
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Soprusi RAI
 
La  RAI vuole il pagamento del canone non solo da chi possiede un televisore ma anche da chi ha un telefonino o un computer.
Il regio decreto del 1938 impone il pagamento del canone a "chiunque detenga uno o piu’ apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni".
Noi vorremmo invece che alla RAI andasse, con nuova legge, una parte dell’IVA sull’acquisto degli apparecchi che ricevono il segnale televisivo, trasformando la tassa da diretta a indiretta e abolendo il canone che in molti paesi europei non esiste.
Vorremo anche che tutto l’archivio Rai fosse reso libero e gratuito su internet.
Le norme europee vogliono un’offerta televisiva libera, pluralistica e non soggetta a duopolio, per cui l’Italia e’ stata censurata dagli organi europei come non democratica.
E’ chiaro che, se vince B, non avremo certo un’offerta pluralistica, ma e’ gravissimo che i governi di csx abbiano servito finora gli interessi di B (da D’Alema a Prodi e Violante a Petruccioli ai vari presidenti della RAI), accettando i suoi ordini come se egli fosse anche il padrone della Rai, oltre che di Mediaset, continuando a mantenere l’illegale Rete4 e il quasi monopolio televisivo di B sul ricchissimo patrimonio pubblicitario, cosi’ da costringere anche i giornali a dipendere da lui, mantenendo l’illegale legge Gasparri che e’ stata rifiutata dall’Europa ed e’ anticostituzionale (ma la Corte Costituzionale che ci sta a fare? E’ anch’essa alle dipendenze di B?)
http://www.altroconsumo.it/default.aspx?show=107570&src=197513&prm_id_c=3091
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Nino C (blog di Grillo)
Tante liste sulla scheda. Ma piu’ che il seggio l’obiettivo e’ il rimborso.
18 liste presentate alla Camera e 17 al Senato. Simboli e nomi mai visti prima, come la «No Euro – Lista del Grillo» (guidata furbescamente da un omonimo del famoso comico genovese). Se gli sbarramenti del 4 e 8% sono oggettivamente ostacoli insuperabili per le piccole formazioni, tanto da apparire un miraggio anche per forze radicate come i socialisti di Boselli, chi glielo fa fare di spenderci dei soldi e di raccogliere le firme? La risposta e’ semplice. Piu’ della vanita’ personale contano i soldi. Perche’ basta raggiungere l’1% a livello nazionale per accedere ai rimborsi elettorali. Una torta di 425 milioni di euro. Un euro per ogni voto ricevuto, moltiplicato per cinque anni, anche se la legislatura finisse in modo anticipato.
Facciamo un po’ di conti. Se il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando, quello dei «duri e puri», ottenesse 400 mila voti (presumibilmente l’1% dei voti validi) intascherebbe almeno 400 mila euro per 5 anni per la Camera e altrettanti per il Senato. In tutto 4 milioni di euro. Perche’ il meccanismo dei rimborsi voluto con una leggina (la 156 del 26 luglio 2002) firmata dai rappresentanti di tutti partiti (altro che «larghe intese»!) prevede cinque euro (uno per anno) per ciascun iscritto alle liste elettorali della Camera (poco importa se al Senato gli elettori sarebbero 4 milioni in meno) da dividersi tra quanti, appunto superano la soglia dell’1% dei voti. Nel 2006, tra Italia e estero gli iscritti alle liste elettorali erano 50 milioni. Dunque 50 milioni di rimborsi per ogni anno sia per la Camera che per il Senato da spartirsi proporzionalmente ai voti ottenuti. Ci sono partiti che hanno dichiarato spese elettorali per poche migliaia di euro e ne hanno intascati duecento volte di piu’.
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http://www.masadaweb.org
 
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