WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Saturday May 26th 2018

MASADA n. 649. 12-3-2008. La cultura della sobrieta’

Ciarrapico – I salari italiani sono tra i piu’ bassi d’Europa – Assegno di 300.000 Euro a Mastella – Nel 2009 il G8 torna in Italia – La cultura della sobrieta’ – Paradisi fiscali – Il monoteismo della merce –
  
“Solo una cosa ci potra’ salvare: mettere al posto della sopraffazione la partecipazione.”
Viviana
 
"Secondo un vecchio pregiudizio le donne parlano troppo.
Ma sara’ davvero un danno?
Anche le ricerche scientifiche sostengono che le donne riescono meglio nell’espressione verbale e gli uomini nell’espressione fisica.
E allora non sara’ meglio che le donne risolvano i conflitti con il dialogo e che si tolga agli uomini il vizio della violenza?"
 
(Aung San Suu Kyi – premio Nobel per la pace, Birmana).

..
L’astensionista
Mauro
 
Il "liberista" di Arcore che candida l’ultra protezionista, il leader dei tassisti, ricandida i due senatori della mortadella e dello spumante dopo aver detto, 15 giorni fa, che SICURAMENTE non sarebbero stati candidati e poi Ciarrapico…
Ma poi, in fondo, tutto questo e’ nulla, se si pensa allo sconcio perpetrato in Campania, per anni, da entrambi gli schieramenti.
E’ per me inaccettabile vivere in un paese dove si permette di avvelenare e di ammazzare una parte dei propri cittadini, per clientelismo, malaffare, lurido denaro, noncuranza e ignoranza.
Questo e’ il paradigma della putrescenza italiana, una macchia indelebile incancellabile, imperdonabile ed e’ la cosiddetta punta dell’iceberg.
Non si puo’ mediare, scendere a patti, separare il "buono" dal cattivo in un contesto cosi’ degradato.
Veltroni quando parla mi da’ i conati di vomito. E’ l’antitesi di cio’ che penso, di cio’ che mi auspico, di cio’ che vorrei.
L’altro giorno nel centro storico genovese c’erano i miei concittadini, i Giuliani, Heidi ed il marito, che distribuivano il programma della sinistra radicale. L’ho letto, e’ condivisibile, peccato non abbiano fatto pulizia dei vertici, peccato che ci sia l’onta di due anni vergognosi al governo. Il programma e’ buono, ma, scusate, come possono essere credibili? Avessero almeno dato spazio ai movimenti delle retrovie, ma cosi’ non e’.
L’altro giorno, alla radio, sentivo lamentele fortissime da parte di alcuni esponenti di cosiddetti "movimenti" nei confronti dei Giordano, Diliberto ecc, un malessero interno forte, reale..Resto sulla posizione astensionista.
Paola che votera’ Pd
Paola
 
Caro Mauro, capisco il tuo sdegno per la questione Campania, lo condivido in pieno!! Che poi tanto solo Campania non e’, visto che chissa’ quanta robaccia avvelenata va in giro per l’Italia!! La trasmissione di Report me la sono ben stampata in mente.. le collusioni di tutti indistintamente, lo spreco di soldi per fare cose che non sono mai state fatte, bonifiche non realizzate pagate tre volte !!! Ditte anche rinomate come la Iacorossi!! o la Impregilo.. Le pecore che barcollano, gli agnellini nati senza occhi…
E’ veramente questo il punto piu’ basso del rispetto della vita umana raggiunto dall’Italia dal dopoguerra a questa parte, perche’ se la mafia in Sicilia ha le sue enormi responsabilita’ con le sue minacce, le estorsioni, gli omicidi bianchi e quelli rossi di sangue, credo che l’avvelenamento lento e continuo di interi paesi, coi tumori che viaggiano sotterranei non ha eguali in altre Regioni, e’ uno scandalo di fronte al quale poco importa la figura che fa l’Italia all’estero.. ce la meritiamo! In giro non sento parlare che di tumori!!! Donne, uomini, anziani, giovani e perfino bambini che crescono con sempre piu’ problemi!!
E’ pazzesco il prezzo che dobbiamo pagare a questo fottuto sviluppo, a questo supposto progresso!!! Non ci vuole migliorismo, il ritocco all’esistente, ma una vera e propria inversione di marcia!!!
Questo e’ anche cio’ che diceva Capanna l’altro giorno, insieme a Bertinotti, e un lucidissimo Silvano Agosti! Lavorare 8 ore per tenerci schiavi, per farci comprare di piu’ cose di cui non abbiamo bisogno, quando ne basterebbero 3 di lavoro e avere piu’ tempo per gli interessi e gli affetti. 
Oggi siamo quasi al punto di non ritorno: o ne prendiamo coscienza tutti o non ci sara’ futuro!
Hai ragione, Mauro, sui movimenti che contestano la Sinistra Arcobaleno da sinistra, via blog leggo le cose che scrive un ragazzo di Genova molto interessanti e precise, il quale oscilla tra il non voto e Sinistra Critica: io gli do’ ragione, se non fosse che dal basso del mio pragmatismo ritengo non sarebbe un risultato efficace proprio al fine dei cambiamenti che vogliamo si comincino a portare avanti.. non e’ abiura, ma una bieca praticita’, mi sono stufata della coerenza fine a se’ stessa, voglio vedere i cambiamenti.
..
Candidare Ciarrapico…
Viviana
 
Lo scisma di Casini e Storace gli brucia al Cavaliere e gli fa perdere il sonno.
Per rubare voti a Storace, Berlusconi candida nel Lazio il fascistissimo Ciarrapico, quello  che da quando vive non fa altro che apologia del fascismo,  pluricondannato per bancarotta fraudolenta a 4 anni e mezzo, per finanziamento illecito ai partiti, e nel processo del crack Ambrosiano a 5 anni e mezzo, e che danni non ne ha risarciti e carcere non ne ha fatto, grazie alle belle leggi di Berlusconi che tengono in liberta’ i corrotti, suoi pari.
Ma Berlusconi ci dice che non ha dormito la notte per il patema di scegliere candidati che acchiappino piu’ voti e che “ha dovuto” candidare Ciarrapico, “perche’ e’ l’editore di giornali importanti, a noi non molesti”. Ma quali giornali importanti? Ciarrapico ha 11 insignificanti fogli di provincia che non si vendono nemmeno da soli e devono essere allegati in omaggio al Foglio o al Giornale! Ostia Oggi, Fiumicino Oggi, Guidonia Oggi, Civitavecchia Oggi, Castelli Oggi, Viterbo Oggi, Eur Oggi, Rieti Oggi, “Molise Oggi.. sarebbero questi i giornali importanti? Ma non facciamo ridere i polli!
E Fini che ci ha messo 30 anni a sdoganare il MSI per farlo sembrare un partito democratico, che ha ripudiato le leggi razziali, che e’ andato a Israele e a visitare i lager, che si e’ pure messo in testa la kippa’ per essere credibile, che ha addirittura sciolto AN nel Pdl e ora si vede messo alla pari di Ciarrapico che non ha mai rinnegato niente, non si e’ mai prostituito in niente e non ha rinnegato uno solo dei principi del Duce! E quando Fini ha protestato, giustamente, per la new entry si e’ sentito rispondere da Berlusconi, molto fascisticamente: “Me ne frego!”
Scrive un bloggher:
E dopo, Fini e Larussa e tutti gli altri vinti hanno dovuto pure scusarsi e balbettare che si erano sbagliati, che B aveva ragione, hanno strisciato in un modo tale che vedere una tale soggezione pecorina ha fatto rivoltare lo stomaco a tutti. Ma quanti rospi dovranno ancora mangiare questi quaraquaqua’?
CIARRAPICO dice di Fini: "Ma cosa vuole, ormai lo trattano come uno sguattero! E poi, in pubblico mi da’ del fascista, in privato mi invita a pranzo. Anzi, a volerla dire tutta, anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a pranzo". Veleno, distillato e servito al tavolo dei parenti serpenti di una destra ritrovatasi a dispetto e a sorpresa nello stesso partito, quello del Popolo della liberta’.
..
La Costituzione vieta in modo solenne la ricostituzione del fascismo, la sua apologia e l’uso dei funebri labari che lo contornano.
L’apologia del fascismo e’ un reato che consiste nella pubblica esaltazione di esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo o di idee razziste, con l’intento di costituire un’organizzazione fascista. Il reato e’ previsto dalle norme penali del 1945, e modificate nel 1952 e nel 1975, allo scopo di prevenire o reprimere la rinascita del fascismo e le attivita’ neofasciste.
Si ha riorganizzazione del partito fascista quando un’associazione, un movimento o un gruppo di almeno 5 persone perseguono finalita’ antidemocratiche, proprie del fascismo, esaltando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle liberta’ garantite dalla Costituzione o svolgendo propaganda razzista o compiendo manifestazioni di quel genere. Il divieto di riorganizzare sotto qualsiasi forma il disciolto partito fascista e’ espressamente contemplato nella Costituzione nelle Disposizioni transitorie e finali (XII).
 
In questi termini Ciarrapico non dovrebbe nemmeno esistere nei pensieri di un leader democratico, la sua candidatura e’ una bestemmia verso la democrazia! Se poi ci aggiungiamo la lista di reati che questo signore ha commesso, il luogo dove dovrebbe stare in permanenza e’ il carcere. Altro che farlo senatore!
Quel che e’ strano e’ che ci sia scandalo quando il signor Ciarrapico ripete a Repubblica la sua fede nostalgica e scandalo invece non ci sia per la caduta totale del sistema penale italiano, caduta per cui vediamo i peggiori evitare qualunque pena, sfuggire al carcere ed essere addirittura candidati alle massime cariche dello Stato, grazie alle belle scelte di uno che in un carcere ci dovrebbe stare a vita.
Che poi tra i malcontenti ci sia la Lega, suona abbastanza grottesco, visto che i simboli fascisti nelle sedi della Lega ci sono, il razzismo e’ la sua bandiera e tra i suoi capi ci sono dei neonazisti.
..
Ridiamaro
Vadelfio
 
Famiglia cristiana attacca anche Cuffaro.
Si’, domani attacchera’ anche le mezze stagioni.
 
Prodi lascia, Ciarrapico conferma.
Dal saluto di Romano al saluto romano.
 
Ma alla fine Ciarrapico ha fatto marcia indietro?
No, conferma la marcia su Roma.
 
http://vadelfio.splinder.com/
Fabio f
 
Altri cinque anni di Gongolo farebbero la fortuna dei giornali di satira di tutto il mondo: ora che ha riscoperto il fascino del ventennio ne vedremmo delle belle (adunate oceaniche, trasvolate atlantiche, inaugurazione di citta’, prove di ardimento, spiacevoli incidenti alla Matteotti per i meno accondiscendenti). Dobbiamo votare: qui si rifa’ l’Italia o si emigra !!! (sono anche pronto a perorare la causa dell’autodeterminazione della "Padania" e l’eventuale secessione pacifica, se e’ cio’ che desiderano: basta che si tolgano dalle palle il Gongolo, il Senatur, la sciura Brambilla ed i loro seguaci; tutti gli altri sono invitati a lasciare la fredda e nebbiosa Padania ed a portare altrove la propria intelligenza…
..
Salari
 
Il rapporto dell’Ocse sul livello dei salari in Italia e’ l’ennesima conferma che siamo diventati un paese povero, dove si e’ allungata drammaticamente in questi anni la forbice sociale tra chi ha un reddito elevato e chi non riesce piu’ ad arrivare alla fine del mese.
I salari italiani sono tra i piu’ bassi d’Europa!
E’ quanto emerge dal rapporto diffuso dall’Ocse sul peso del fisco sulle retribuzioni dei lavoratori. La media dei paesi Ocse presenta una retribuzione netta di 24.660 dollari l’anno che sale a oltre 26 mila nell’area euro mentre per i lavoratori italiani la media si ferma sotto i 20 mila dollari l’anno.
In Italia il cuneo fiscale l’anno scorso e’ aumentato, sulle retribuzioni di lavoratori single, di 0,3 punti portando il peso del fisco al 45,9% del totale della retribuzione! Germania al primo posto per il costo del lavoro che sfiora i 60 mila dollari per dipendente, seguita dal Belgio a oltre 57 mila, quindi Austria e Gran Bretagna con 56 mila dollari.
L’Italia invece e’ al 20° posto con una somma inferiore ai 37 mila dollari!
Ma non c’era certo bisogno che qualcuno lanciasse l’allarme sul livello scandalosamente basso dei salari e delle pensioni in Italia.
..
 
Blog di Di Pietro
 
Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Nessuno lo puo’ giudicare" (pag. 106).
 
"Il 2003 e’ forse l’anno piu’ nero della politica italiana in tutta la storia della Repubblica. Mai si era assistito a tali e tante lesioni delle liberta’ fondamentali e dei principi costituzionali. Con il pretesto della sua imminente promozione a presidente di turno dell’Unione Europea, Silvio Berlusconi manomette la Carta fondamentale e i Codici penale e procedurale, oltre a piegare continuamente il Parlamento alle sue personali esigenze processuali e affaristiche e a produrre una catena interminabile di censure ed epurazioni nel mondo dell’informazione.
L’anno si apre con dodici condoni fiscali (per gli evasori dell’Irpef, dell’Ici e cosi’ via) varati dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti nella finanziaria appena approvata, per «fare cassa» e tentare di mantenere la promessa di non aumentare le tasse. «Le mie aziende non si avvarranno del condono», giura il premier. Bugia. Per mettersi in regola con il fisco, che reclama da lei 197 miliardi di lire, la Fininvest approfitta del condono e ne paga solo 35. Un affarone. Anche perche’ il vantaggio resta tutto in famiglia. La Fininvest infatti appartiene al 100 per cento ai Berlusconi e si era impegnata, al momento della quotazione di Mediaset, a pagare tutte le tasse dovute dalla nuova holding televisiva (che, essendo quotata, ha anche altri soci) per i fatti precedenti all’entrata in Borsa. La stessa strada del condono viene poi battuta da altre societa’ personali del Cavaliere, come, l’Immobiliare Idra che controlla le sue ville sparse per l’Italia. Non contento, il premier usa il condono per cancellare le sue ulteriori pendenze col fisco, versando appena 1850 euro in due comode rate per evitare ogni accertamento sulle sue presunte evasioni (contestate dalla Procura di Milano nel processo sui bilanci di Mediaset) relative al periodo 1997-2002. Nel 2005 arrivera’ addirittura il condono erariale, per consentire ai politici e ai pubblici amministratori condannati in primo grado dalla Corte dei conti di sistemare le loro pendenze pagando dal 10 a1 20 per cento del danno quantificato dalla sentenza. Un danno, per le casse dello Stato, da centinaia di milioni di euro.
Ma il 2003 e’ soprattutto fanno del lodo Maccanico-Schifani, che immunizza le alte cariche dello Stato dai processi e rende invulnerabili i parlamentari, grazie all’annessa legge Boato, anche dalle intercettazioni indirette. E’ l’anno della legge Gasparri e del decreto salva-Rete4, che perpetuano il monopolio di Mediaset sulla tv commerciale e il suo oligopolio sul mercato pubblicitario. E’ l’anno della controriforma della seconda parte della Costituzione, pilata in estate da quattro «saggi» (il forzista Andrea Pastore, Francesco D’Onofrio, il leghista Roberto Calderoli e Domenico Nania di An) in una baita di Lorenzago del Cadore (Belluno), per rompere l’unita’ nazionale in nome di un federalismo in salsa padana e dotare il premier di poteri di vita o di morte sul Parlamento (la riforma sara’ sonoramente bocciata dai cittadini italiani referendum confermativo dell’estate 2006).
Sempre nel 2003 il creativo Tremonti vara una riforma fiscale che detassa le plusvalenze da partecipazione, subito utilizzata da Berlusconi quando, nel 2005, cedera’ il 16,88 per cento di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando milioni di tasse. E un’altra legge a’ la carte del 2003 e’ il decreto «salva calcio», che e’ anche «salva-Milan»: i club indebitati potranno ammortizzare sui bilanci 2002 e «spalmare» nei dieci anni successivi la «svalutazione» del cartellino dei calciatori conseguente al generale stato di crisi in cui versano quasi tutte le societa’ (tra serie serie B, il deficit sfiora i 4 mila miliardi di lire). Il risultato e’ ottenuto grazie a un doppio conflitto d’interessi: quello tra il Berlusconi presidente del Consiglio e il Berlusconi presidente del Milan; e quello tra il Galliani vicepresidente del Milan e il Galliani presite della Lega Calcio. Il decreto del presidente del Consiglio fa risparmiare al presidente del Milan 242 milioni di euro."
..
A MASTELLA ASSEGNO DA 300.000 EURO!
(E NOI CONTRIBUENTI PAGHIAMO !!!!!!)

Lo chiamano assegno di reinserimento nella vita sociale, o anche assegno di solidarieta’ di fine mandato. E a pagarlo e’ lo Stato attraverso le nostre imposte. A prima vista niente di strano se a beneficiarne fosse un gruppo di disadattati, ex carcerati, oppure ex tossici appena dimessi da una comunita’ di recupero.
Ma in questo caso a godere dell’assistenza pubblica sono i super privilegiati parlamentari della Casta. O meglio tutti quelli che non sono stati rieletti, o che pur candidandosi alle elezioni non riescono a ottenere la rielezione e sono costretti a ritirarsi a vita privata.
A loro spetta dunque una somma pari all’80% dello stipendio mensile lordo da deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento. A Mastella spettano dunque 300.000 euro, grazie ai quali potra’ superare il trauma del reinserimento nella vita sociale.

Nel 2009 il G8 torna in Italia.
 
Non sono ancora finiti i processi cominciati dopo l’aggressione brutale del governo Berlusconi ai manifestanti del G8 di Genova con organi di polizia che si sono comportati da carnefici, e da allora a oggi nessun Governo e’ stato tanto civile da mettere la tortura praticata da organi della sicurezza di Stato tra i piu’ gravi reati penali.
Ora coloro che hanno ordinato il macello di Genova stanno per tornare al potere e in primis quel Fini che disse a Bolzaneto che l’habeas corpus era sospeso e che dunque la polizia poteva fare gli scempi che voleva.
L’Unione Europea definisce l’Europa come uno “Spazio di liberta’, sicurezza e giustizia", ma evidentemente l’Italia e’ la grande eccezione e questi valori non sa nemmeno cosa siano.
L’iscrizione della tortura di Stato sui cittadini nell’elenco dei reati gravi non e’ stata nelle corde del governo Prodi, non la vediamo nelle promesse di Veltroni, e non pensiamo certo che sara’ nelle intenzioni di Berlusconi.
Se il normale cittadino pensa che la tortura sia un orrore che non lo riguarda, farebbe bene a ripensarci. Essa puo’ riguardarlo per il semplice fatto di passare per una strada o di essere sospettato a torto anche mentre sta tranquillo nella sua casa.
Consegnare la Nazione in mano a gente che non ci pensa due volte a introdurre il fascismo nelle istituzioni e’ alquanto pericoloso. E’ un rischio che sappiamo come cominci  (distruggendo i diritti costituzionali) ma non sappiamo dove finisca.
Per questo sapere che il prossimo anno il G8 si riunira’ di nuovo in Italia e temere che questo possa avvenire sotto il governo Berlusconi, dopo quello che ha saputo fare nel 2001, ci riempie di apprensione e preferiremmo che dell’alto onore si incaricasse qualche altro Stato.
Ma queste riunioni, per di piu’ stucchevoli con inutili declamazioni a cui non consegue mai alcuna opera benefica per il mondo, non le potrebbero fare su qualche portaerei e smettere di romperci le tasche con le loro occupazioni di citta’?
..
Alberto Albertini
Vorrei capire
 
La questione e’ di non poca importanza e mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse dove sbaglio. Saremo costretti a votare con una legge elettorale “inadatta” e gia’ il fatto di doverla subire e’ inaudito. Nonostante la situazione d’emergenza, i partiti fanno buon viso a ignobile gioco e fin qui si puo’ capirli, e’ il loro mestiere. La cosa diventa imbarazzante quando sento gli elettori dichiarare intenzioni di voto come se si votasse seriamente, nel senso: con una legge seria. In base alle rilevazioni statistiche, sono esattamente i voti della Sinistra a mancare per la vittoria del PD. Si potra’ dire che anche con quei voti il PD potrebbe perdere comunque, ma si potrebbe dire anche il contrario, che per pochi voti della Sinistra mancanti il PD mancherebbe la vittoria. Certo, del PD si puo’ criticare tutto, ma chi si sente di rischiare l’alternativa? Mi pare di capire che in un certo ambito di sinistra si preferisca la vittoria PDL piuttosto che spostare il voto! Ho l’angosciosa impressione che l’involuzione della sinistra sia giunta al termine, cioe’ al compiacimento autoappagante della discussione fine a se stessa. Una elite di saggi che non si lasceranno contaminare dalle contingenze della politica, ovvero di fatto non la fanno. Fedeli al proprio bagaglio di idee attenderanno la prossima legislatura dove si presenteranno ancora meno numerosi ma sempre fieri di non aver ceduto a compromessi. Non aver afferrato, non solo la criticita’ dei tempi, ma che in un momento cruciale come questo occorreva coraggio novita’ azzardo, potrebbe comportare la perdita di un’opportunita’ irripetibile. Che cosa diranno costoro ai diseredati, ai precari, ai disoccupati, ai lavoratori, quando un governo di cui si conoscono gia’ le caratteristiche, terminera’ la marcia di consolidamento del programma iniziato la precedente legislatura? Che il PD sarebbe stato la stessa cosa? Ci crederebbero?
E se il PD fosse necessario al transito dalla prima alla terza repubblica? Dopo circa vent’anni persi nel tentare di risolvere i problemi politici artificialmente con leggi elettorali su misura e con il risultato di aver peggiorato la situazione, non sarebbe forse questo il momento per girare pagina e dire che la legge elettorale deve essere fissa e cambiare la politica? La legge elettorale per essere democratica non puo’ che essere proporzionale e la politica deve meritare i voti per dare corpo a pochi consistenti partiti, non cancellarli con gli sbarramenti. Mancando una classe dirigente idonea ad ottenere il risultato, occorrerebbe una gestione collettiva, che si avvalga dei moderni mezzi di comunicazione e aggregazione. Occorre ricostruire gran parte della coscienza politica degradata in invettive generalizzate, alla politica e ai politici, soglia del qualunquismo che gia’ mette un piede avanti. Benche’ assai fondati, i risentimenti, occorre essere consapevoli che in qualche modo siamo tutti partecipi della situazione in cui ci troviamo.
Credo dunque che la priorita’ assoluta vada ad una nuova legge elettorale e a nuove votazioni. Con chi sara’ piu’ facile ottenerlo? Guardando un po’ piu’ in la’, potremmo vedere la destra compressa piu’ a destra e un partito di “centro” che lasci piu’ spazio ad una nuova sinistra.
Gli eventi non sono mai completamente prevedibili, nessuno, tanto meno Mastella avrebbe potuto prevedere……..Altrettanto si puo’ dire per la destra. Scatenare un avvenimento riserva sempre sorprese…non cogliere l’occasione di questo rimescolamento delle carte e’ per me incomprensibile.
Una politica che esaurisce la sua funzione nel dire e nell’apparire anziche’ produrre strategie non arrivera’ mai a possedere i numeri per fare.
..
Don Aldo manda:
Il monoteismo della merce
 
Napoli e dintorni. Anno del Signore 2008.
Le immagini di degrado che dai teleschermi si riversano nelle nostre case sembrano veicolare anche il fetore miasmatico dei rifiuti che tutti producono e che tutti a loro volta rifiutano. Le oltre 3500 tonnellate di “munnezza” che invadono le strade della citta’ sono il monumento osceno alla bulimia dei produttori, alla cecita’ degli amministratori e all’incoscienza dei consumatori. Cio’ che scandalizza, tra la rabbia di questi ultimi, il balbettio del secondi e il silenzio dei primi, e’ la mancanza di un pur minimo tentativo di individuazione delle cause che hanno portato a questa stato di cose e, ancor piu’, l’assenza assoluta di ogni voce critica circa questo modello di sviluppo totalmente appiattito sulla categoria della produzione e del mercato.
Lasciamo agli esperti e agli specialisti il compito di ricercare le cause locali e circostanziate che hanno generato questo caos di putrescenza, anche perche’ noi non siamo all’altezza e non siamo in possesso dei dati necessari per una disanima precisa e imparziale.
 Ci preme piuttosto rilevare che la crisi napoletana e’ la manifestazione traumatica di qualcosa che sta av­venendo ovunque, in Italia e fuori. La crisi e’ planetaria.
“I mercati avanzano sulla desertificazione della societa’” ebbe a scrivere non molto tempo fa Karl Polanyi, mentre gia’ nel 1932 Gandhi preannunciava la catastrofe: “Si esige oggi che la produzione industriale aumenti di anno in anno. Questa e’ un’autentica follia che non puo’ portare altro che alla catastrofe”.
Il “pensiero unico”, ovvero il monoteismo della merce che impone come imperativo categorico una crescita economica senza limiti sino a scaraventarci nel vortice del “guadagna e spendi” e “dell’usa e getta” non puo’ che produrre quel consumismo sfrenato che uccide fisicamente chi non puo’ accedervi e uccide moralmente i beneficiari, recando inoltre numerosi danni all’ecosistema.
La nostra civilta’ sopravvive consumando e consumandosi…La "megamacchina sociale" ( Cfr. Serge Latouche) riproduce se stessa divorando, dissipando irreversibilmente energie, beni, risorse, opere e linguaggi, culture, forme di vita e d’organizzazione, degradando complessita’, omologando differenze e moltiplicando entropia. 
I nostri rappresentanti istitu­zionali, indistintamente, di destra e di sinistra, inalberando l’ideologia dello «sviluppo» e agendo come complici di imprenditori senza scrupoli hanno dilapidato montagne di denaro e prodotto montagne di rifiuti. Il livello di intossicazione e’ tale da ritrovarci anche con la coscienza inquinata. Siamo disposti a concedere credito anche ai valori improduttivi purche’ li induciamo a produrre: l’arte per promuove re il turismo, l’amore per “accasarsi”, Dio per concedere favori, la preghiera per salvarsi l’anima. Quest’involgarimento delle esperienze umane piu’ elevate, ridotte a beni di consumo, da’ la misura del nostro modello antropologico, direbbe Adriana Zarri, fatto di “buon senso o di calcolo e del tutto privo di gratuita’ e di stupore”. 
Appunto: I mercati avanzano sulla desertificazione della societa’!
Non solo. In questa (in)civilta’, dove le cose importano sempre piu’ e le persone sempre meno, i fini sono stati sequestrati dai mezzi fino a sovvertirne il rapporto: le cose ci posseggono, le auto ci guidano, il computer ci programma, la televisione ci comanda. Crediamo di possedere ma siamo dei posseduti.
Le discariche, ormai, sono il buco nero in cui tutto e’ destinato a precipitare: usi e costumi, lavoro e divertimento, pensieri e sentimenti, sogni e realta’.
In due secoli la popolazione del pianeta e’ triplicata, ma nei soli ultimi 50 anni la produzione e i consumi materiali sono sestuplicati. Nonostante questo continuiamo a comportarci come se il pianeta avesse una capienza infinita per assorbire i resti del nostro banchetto tossico.
Ulderico Pesce ha messo in scena a Milano, a fine gennaio, il suo nuovo spettacolo “Asso di Monnezza”. Vi si ricostruisce, attraverso la storia di una famiglia pugliese il traffico di rifiuti industriali “speciali” che, dalle fabbriche del nord, finiscono in Campania e nel resto del meridione dopo essere stati “trasformati” in rifiuti normali, grazie all’intervento delle criminalita’ organizzata. In particola­re, fa luce sulla complicita’ di alcuni laboratori di analisi chimiche della Toscana, dove i rifiuti speciali sostano per poco, prima di ripartire verso sud: giusto il tempo di essere riclassificati come innocui. Le imprese del nord, in questo modo, ri­sparmiano i costi di bonifica, e i rifiuti finiscono nelle discariche abusive o in finte fabbriche di compost e quindi nel terreno.
E non si tratta solo di “invenzione” teatrale. Gia’ 8 anni fa una commissione parlamentare accerto’ l’arrivo a Pianura dei rifiuti velenosi dell’Acna di Cengio (Savona). Massimo Scalia, docente di Fisica alla Sapienza di Roma, che tra il 1998 e il 2000 ha presieduto la commissione di inchiesta sui rifiuti, dice: “8 anni fa, nel nostro lavoro di indagine accertammo in modo incontrovertibile che a Pianura erano finiti sicuramente i fanghi velenosi dell’Acna di Cengio. Un quantitativo rilevante, che purtroppo non riuscimmo a definire con esattezza perche’ buona parte della documentazione che riguardava i trasporti o era andata distrutta o era incompleta. Quei fanghi, ovviamente, sono ancora li’, a Pianura. E se nessuno mettera’ mano continueranno ad avvelenare la terra e l’acqua. Per sempre”.
Sorprende il silenzio di allora della popolazione. Una domanda si fa strada nella selva intrigata dei dubbi e delle ipotesi: forse che i lauti guadagni della mafia nel riempire le tasche dei pochi ha chiuso la bocca ai molti?
L’inversione di rotta e’ ormai improcrastinabile: produrre di meno e consumare di meno. La salvezza ci puo’ venire solo da una presa di coscienza forte da parte dei consumatori, trovandosi, essi, in una posizione strategica: in base ai loro acquisti si possono trasformare in complici delle imprese che inquinano e sfruttano o in agenti di cambiamento.
A noi non resta che lavorare a questa coscientizzazione, fortemente convinti che un altro mondo e’ possibile e avendo gia’ da tempo fatto nostro il monito di Mohawk: “Quando avrete inquinato l’ultimo fiume e avrete preso l’ultimo pesce, quando avrete abbattuto l’ultimo albero, allora e solo allora vi renderete conto che non potete mangiare il denaro che avete ammucchiato nelle vostra banche”.
La cultura della sobrieta’
Da un articolo di Roberto Viale (Repubblica)
 
Meno consumi producono meno rifiuti; ma a ridurre la produzione di rifiuti sara’ soprattutto quello che si consuma e il modo in cui lo si fa: le nostre scelte di acquisto. Cioe’: meno imballaggi superflui (oggi sono il 40% dei rifiuti urbani in peso e il 70-80% in volume), cominciando da bottiglie e flaconi a rendere cauzionati; meno prodotti usa-e-getta (un altro 10%): l’usa-e-getta ha sostituito per una frazione di secolo prodotti che prima si usavano fino alla consunzione; ma oggi ci sono sostituti dei prodotti usa-e-getta che costano e inquinano meno e sono piu’ comodi e igienici di tutti i loro predecessori: nuovi pannolini lavabili o lavastoviglie che evitano il ricorso a piatti e bicchieri di plastica nelle mense. Piu’ prodotti venduti sfusi (“alla spina”), a partire dai detersivi; meno sprechi di avanzi alimentari, per lo piu’ frutto di una spesa fatta senza programma, come ricordava pochi giorni fa Carlo Petrini; piu’ compostaggio domestico dei rifiuti organici (ovunque si disponga di spazi adeguati, e lo puo’ essere anche un balcone); adozione di prodotti tecnologici modulari (computer, hi-fi, cellulari, elettrodomestici), in modo che per adeguarli ai progressi della tecnologia non sia necessario cambiare tutta l’attrezzatura, ma solo le componenti logore od obsolete; una moderna regolazione e incentivazione del mercato dell’usato, per non mandare in discarica o in fumo quello che milioni di persone sono ancora disposte a usare. E poi, ma solo poi, raccolta differenziata capillare porta-a-porta, responsabilizzando gli addetti perche’ intrattengano un rapporto diretto con gli utenti; impianti decentrati di compostaggio e di recupero dei materiali; incentivi agli acquisti ecologici (green procurement) per enti pubblici e imprese, per fornire un mercato ai materiali riciclati.

Sono cose semplici, alla portata di cittadini, enti locali e imprese grandi o piccole, ma tanto piu’ urgenti, anche ricorrendo a misure straordinarie, quanto maggiore e’ l’emergenza rifiuti che soffoca un territorio. Intervenire alla fonte, in base alla gerarchia delle priorita’ indicata oltre trent’anni fa da Ocse ed Europa: riusare, ridurre, riciclare, e poi smaltire – “termovalorizzatore” e discarica – solo quello che rimane. Ma se si fa tutto cio’, che cosa resta da bruciare in un “termovalorizzatore”? Quasi niente: non l’acqua (60-70%) contenuta nel residuo organico sfuggito alla raccolta differenziata; non la carta talmente bagnata da non poter essere conferita insieme a quella riciclabile; non il vetro e le lattine che invece di bruciare assorbono calore. Ma neanche quel poco di plastica che ne resta dopo una buona raccolta differenziata (che al 2012, per decisione coincidente – caso quasi unico – degli ultimi governi sia di destra che di sinistra, dovra’ raggiungere l’obiettivo del 65%). Perche’ la plastica e’ fatta con il petrolio e non potra’ piu’ essere assimilata a una fonte di energia rinnovabile e fruire di quegli incentivi che in passato hanno fatto ricchi i gestori degli inceneritori – primo tra tutti quello famosissimo di Brescia – a spese dei fondi pagati da tutti noi per promuovere l’energia del sole, del vento, dei residui dei boschi e delle colture bioenergetiche.

E allora? Allora, anche nel campo dei rifiuti, la cultura della sobrieta’ ha soluzioni, anche tecnologicamente molto sofisticate, e tutte gia’ sperimentate, per raggiungere risultati che la cultura della crescita non riuscira’ mai a conseguire, immobilizzata com’e’ in attesa di inceneritori che sara’ sempre piu’ difficile e costoso realizzare e soprattutto far funzionare senza incentivi (negli Stati Uniti non se ne costruiscono piu’ da 15 anni, mentre in molte citta’ del Nord America la raccolta differenziata ha raggiunto il 60 per cento in poco piu’ di un anno). La crisi drammatica della Campania deve essere l’occasione per un ripensamento profondo e generale su queste alternative.

..
Korsaro manda:
 
NESSUNA INFORMAZIONE DAL PARADISO
 
La vicenda Liechtenstein ha mostrato la pericolosita’ di un segreto bancario impenetrabile alle legittime richieste delle autorita’ fiscali nazionali. Ma per dimensione e rilevanza, il problema dei paradisi fiscali non puo’ essere affrontato dai singoli stati, sulla base di accordi bilaterali, come quello che l’Italia cerca di stipulare con San Marino. Servono invece azioni multilaterali. Per esempio, l’Ocse ne ha messe in atto alcune dal 2000 al 2008. E ha ottenuto trasparenza e maggiore disponibilita’ allo scambio di informazioni.
Che cosa e’ un paradiso fiscale? La definizione e’ tutt’altro che agevole.
Sono sicuramente paradisi fiscali i paesi con una tassazione nulla o puramente nominale, in cui risulta conveniente stabilire la sede di un’impresa (per esempio, una societa’ offshore) che molto spesso non svolge alcuna attivita’ economica sostanziale, a cui attribuire, attraverso diversi meccanismi elusivi, i profitti di altre societa’, cosi’ da evitarne la tassazione nei paesi dove effettivamente sono generati.
Sono poi paradisi fiscali quei paesi che, garantendo un segreto bancario impenetrabile, consentono di compiere transazioni coperte, nascoste agli occhi indiscreti del fisco del proprio paese.
Il Liechtenstein, ad esempio, rientra in questo secondo tipo di paradiso fiscale. E’ questa impenetrabilita’ che attira i capitali dall’estero e rende prospera l’industria finanziaria del paradiso ai danni degli altri paesi, permettendo ai residenti di questi ultimi di aggirarne le norme, di compiere cioe’ dei reati. Sia ben chiaro, non si tratta "solo" di evasione fiscale. I paradisi fiscali possono attirare denaro che proviene anche da altre attivita’ illecite: quello che la criminalita’ organizzata ottiene dal commercio della droga o delle armi.
Si capisce quindi che i paradisi fiscali rappresentino un pericolo per gli altri paesi e che il loro grado di "pericolosita’" sia in buona parte misurato dalla loro maggiore o minore disponibilita’ a fornire informazioni su movimenti di capitale che potrebbero avere natura illecita. D’altro lato, e’ proprio sulla scarsa disponibilita’ a fornire informazioni che si fonda la loro reputazione e cio’ spiega quindi la loro resistenza a collaborare.
Anche nella migliore delle ipotesi, le informazioni che si ottengono dai paradisi fiscali sono informazioni a richiesta: relative cioe’ a singoli individui, a partire da ben istruite ipotesi di reato.
Questo non e’ pero’ sufficiente per contrastare l’evasione fiscale. Tale contrasto richiede infatti un’azione di deterrenza, preventiva, che per essere efficace deve essere rivolta all’insieme dei contribuenti. Per tale finalita’ e’ vitale un accesso all’informazione su vasta scala.
Un tratto comune dell’azione di contrasto messa in atto, al proprio interno, da tutti i paesi che si impegnano seriamente su questo fronte, Stati Uniti in testa, e’ l’utilizzo di metodi finalizzati ad ampliare l’accesso del fisco alle informazioni, fra cui l’interconnessione delle banche dati in possesso delle amministrazioni pubbliche, la tracciabilita’ degli assegni, l’obbligo di trasmissione di dati imposto a soggetti terzi, eccetera.
Ma anche quando si vogliono contrastare fenomeni di dimensione internazionale la collaborazione fra paesi nel campo della trasmissione delle informazioni e’ fondamentale, altrimenti non resta che appellarsi a strumenti eccezionali. Si pensi al recente caso della lista di Vaduz, che ha visto la Germania ricorrere addirittura all’intelligence, non per stanare un singolo evasore, ma per acquisire dati su una rete di relazioni finanziarie sospette fra i cittadini del proprio paese e il vicino paradiso fiscale.
Due esempi possono aiutare a capire la dimensione internazionale del problema.
1) In risposta alla liberalizzazione dei movimenti di capitali, tutti i paesi dell’Unione Europea avevano progressivamente eliminato la tassazione sugli interessi percepiti da soggetti non residenti. In questo modo ognuno di essi era divenuto paradiso fiscale nei confronti degli altri: l’italiano che investiva in Italia era tassato sugli interessi percepiti; non lo era invece se investiva in qualsiasi altro paese europeo, perche’ li’ non c’era alcun prelievo sui non residenti. Per arginare questo fenomeno, l’Unione Europea, al termine di un percorso durato circa quindici anni, ha introdotto una direttiva che rende possibile la tassazione da parte del paese di residenza, grazie a uno scambio di informazioni automatico, che riguarda cioe’ tutti i cittadini e tutti i pagamenti di interessi. Ma questa direttiva, pure molto importante, ha un tallone d’Achille: per funzionare deve coinvolgere non solo i paesi dell’Unione, ma anche quelli con cui esistono maggiori relazioni finanziarie, dalla Svizzera a Monaco, a San Marino al Liechtenstein. Con questi paesi alcuni accordi sono stati raggiunti, ma come dimostra il recente dibattito in sede Ecofin, c’e’ ancora molta strada da fare.
2) Molte delle frodi che riguardano l’Iva avvengono attraverso operazioni triangolari che coinvolgono piu’ paesi. Le operazioni si avvalgono dell’interposizione di una terza societa’ fittizia fra le due coinvolte nella transazione oggetto di tassazione. Per combattere questo tipo di evasione e’ necessaria una cooperazione fra paesi che si fondi proprio su quello scambio di informazioni che cosi’ difficilmente si riesce a ottenere dai paradisi fiscali.
Non e’ un caso che proprio su questo delicato terreno si incontrino le difficolta’ piu’ forti a raggiungere l’accordo fra il nostro paese e San Marino che dovrebbe portare quest’ultimo a non essere piu’ incluso fra i paradisi fiscali. San Marino, infatti, e’ disponibile a offrire la sua collaborazione nella lotta alle frodi fiscali solo in casi molto circostanziati, a fronte di indizi chiari e precisi, ed e’ anche molto determinato a non aderire alla richiesta di collaborazione nelle azioni di contrasto all’evasione dell’Iva, specie se messe in atto attraverso operazioni di triangolazioni o altre simili.
Data la sua dimensione e rilevanza, il problema dei paradisi non puo’ essere affrontato dai singoli stati, sulla base di accordi bilaterali, ma richiede azioni multilaterali, quali quelle messe in atto dall’Ocse: fra il 2000 e il 2008 ha ottenuto da tutti i paradisi fiscali contro cui ha ingaggiato la sua battaglia (a eccezione di Andorra, Liechtenstein e Monaco) primi accordi su maggiore trasparenza e piu’ ampia disponibilita’ allo scambio di informazioni.
 
..
 
Related Tags:
Previous Topic:
Next Topic:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 14 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano