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comunità di poesia e lotta dal 2002
Sunday March 26th 2017

Traffici di animali

Frequentemente vengono fermati mezzi di trasporto con destinazione Germania, il cui carico è costituito da randagi sofferenti (cani e gatti) costretti a viaggi allucinanti.
Cuccioli, anziani, malati stipati nella gabbie senza distinzione, affamati, assetati, privi delle regolari vaccinazioni, non sempre tatuati o chippati e, laddove esistono, accompagnati da documenti non in regola.
E chi si occupa di queste “improbabili” adozioni estere vuole far credere che il paradiso degli animali è appena oltre frontiera…
Su alcuni siti web potete vedere una foto dell’animale all’aeroporto prima della partenza, una foto dello stesso all’arrivo e si possono leggere i soliti convenevoli di rito da parte dell’adottante(?). Fine della storia, il tempo cancellerà i ricordi e nessuno mai, in futuro, chiederà ulteriori notizie.
Stiamo ricevendo numerose segnalazioni da parte di volontari di canili, ma anche da parte di gente comune su spostamenti o consegna di animali ad individui. Ogni tentativo di rintracciarli, in seguito, risulta vano.
Non da meno stiamo ricevendo minacce da parte di ignoti, iscritti in ML sotto falso nome, che ci invitano a sospendere le informazioni che pubblichiamo sulla Germania.
Questo ci rende consapevoli di aver messo il dito nella piaga. Chi traffica in animali non vuole rinunciare ai vantaggi economici che derivano da questo orrendo mercato di vite e si dimena nel tentativo di mettere la museruola all’informazione.
Abbiamo tradotto e pubblichiamo numerosi articoli di quotidiani tedeschi ed appelli di associazioni animaliste tedesche dai quali si rileva che il randagismo, i maltrattamenti, l’abbandono non sono un fenomeno esclusivamente italiano.
Una domanda nasce spontanea…perché mai le famiglie tedesche vorrebbero adottare randagi provenienti dall’Italia e da altri paesi del sud Europa quando nei loro canili viene lamentato un numero di randagi consistente e si sollecitano le adozioni?
Per approfondire l’argomento il link di collegamento alla pagina principale della sezione traffici è http://www.bairo.info/traffici.html
Winny
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Nel sottoindicato link un’infinità di cani prevalentemente da caccia che arrivano dalla Grecia, dall’Austria, dalla Spagna e dall’Italia in vendita a 250 euro cadauno.
http://zergportal.de/cgi-bin/baseportal.pl?htx=/zergportal.de/Hunde/inNot&sort=-Id&Admin_Id==1109&range=0,10
Gli animali cercano casa e dopo qualche giorno sono in vendita? a) http://zergportal.de/cgi-bin/baseportal.pl?htx=/zergportal.de/Hunde/inNot&db=Hunde_in_Not&cmd=list&range=0,10&Admin_Id==1109&cmd=all&Id=59208
b) http://www.diamocilazampa.it/cercano_casa/cercanocasacani4.html a) http://zergportal.de/cgi-bin/baseportal.pl?htx=/zergportal.de/Hunde/inNot&db=Hunde_in_Not&cmd=list&range=0,10&Admin_Id==1109&cmd=all&Id=59671
b) http://www.ilcercapadrone.it/cani64.htma) http://zergportal.de/cgi-bin/baseportal.pl?htx=/zergportal.de/Hunde/inNot&db=Hunde_in_Not&cmd=list&range=40,10&Admin_Id==1109&cmd=all&Id=55269
b) http://www.diamocilazampa.it/cercano_casa/cercanocasacani4.html
——————————————————————————–Tratto da due trasmissioni televisive tedesche….
E’ nominato il presidente del Tiuerschutzbund
dal sito www.verschwundene-haustiere.de (animali spariti.de)
Aktuelle Berichte
Si tratta della domanda sulla provenienza degli animali da laboratorio, sopratutto gatti ed anche cani meticci
04.30.1999 tratto dal programma televisivo della ARD “Panorama” , dal titolo “rapimento di gatti in Germania” , a cura del SIgnor Manfred Karremann (giornalista), fondatore di Animal Network. In questa trasmissione disse in presenza del Signor Wolfgang Apel, presidente del Deutschen Terschutzbund : “…. e lottare anche contro la sperimentazione animale. Da ricerche da me effettuate, molto va alla vivisezione attraverso canali oscuri, anche se questo può infastidire dirigenti di associazioni animaliste. Stà comunque di fatto che gatti rapiti, con documenti falsificati vanno a finire nell’industria della vivisezione….”
Non senza motivo, come affermato dalla DTBS stessa (moduli per gli animali persi) i numeri di riconoscimento (tatuaggi/chip …ndt) vengono dal DTBS comunicati attraverso la regione ai laboratori.
Si sa che i legislatori si sono lasciati aperti una porticina sul retro. In questo modo gli animali domestici rubati – gatto/cane – possono finire nei laboratori, poiché, con le eccezioni, come quando non sono disponibili sufficienti animali allevati o se per il tipo di ricerca sono necessari animali di altra provenienza ( Bernhard Rambeck “Tierversuche müssen abgeschafft werden”, 1997 – Bernhard Rambeck “la sperimentazione con animali deve essere eliminata, 1977)
Può essere quindi che questa regola dell’eccezione ha portato al rapimento di animali e che questa eccezione sia diventata quindi una regola?
Tratto dalla trasmissione della tv bavarese “Zeit-Spiegel” del 17.04.2002 “destinazione finale laboratorio?”
Il Dr. Werner Autenried, presidente dell’associazione Medici contro la vivisezione “Ärzte gegen Tierversuche” cita nella trasmissione:
“qui posso quindi immaginare che animali rapiti finiscono, con documenti falsificati, nei laboratori di vivisezione”.
Sarebbe un buon motivo per i trafficanti ed i laboratori, poiché i trafficanti avrebbero acquirenti ed i laboratori animali da ricerca meno costosi di quelli cari d’allevamento.
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Uomo prende a calci il suo bassotto – il cane è volato per diversi metri
http://mainz-online.de/a/rlp/t/rzo179996.html
Saarbruecken – Nel centro di Saarbruecken un uomo ha preso ripetutamente a calci il suo cane facendolo volare un paio di metri sulla strada. La polizia ha fatto sapere che alcuni passanti hanno denunciato il quarantunenne.
Quando è stato interrogato dagli agenti, l’uomo ha detto che i calci contro il suo cane è un fatto normale. La Polizia gli ha tolto il cane che è stato affidato ad un privato. Nei confronti dell’uomo è stato avviato un procedimento per maltrattamento di animale
dpa-infocom
05/09/05
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Articolo del giornale Rheinpfalz del 05.09.2005
http://www.bairo.info/Rheinpfalz0905.html
DELLFELD: la polizia ha perquisito una pensione privata per animali – a seguito di segnalazioni di cittadini ha proceduto con un’inchiesta.
Sabato sera la polizia ha perquisito, a seguito di segnalazioni di privati, una pensione privata per animali alla Hintergasse 10 a Dellfeld.
Ha trovato animali in stato pietoso, che sono stati poi trasferiti – ma non c’era nessun responsabile.
La polizia è intervenuta a causa di varie segnalazioni pervenute che dichiaravano che in quella pensione gli animali non venivano tenuti bene e che la zona della recinzione era abbandonata. Gli animali – cani, gatti, papere, galline,
roditori, rettili, pesci, due maiali ed un cavallo – si trovavano in condizioni pessime, ha confermato la polizia ieri.
Sabato sera non c’era alcun responsabile nella pensione per animali, ma la polizia è riuscita a contattarli ed ha coinvolto subito anche l’ufficio ASL di Pirmasens provvedendo affinché gli animali fossero trasferiti provvisoriamente in rifugi ed anche presso privati. Dopo aver verificato le condizioni, la polizia ha dato corso ad una denuncia per maltrattamento di animali.
La pensione puzzava in modo incredibile; anche sul soffitto erano depositati cibi per animali : ossa e parti di cadaveri animali – probabilmente per farli essiccare e poi utilizzarli come cibo per animali, ha riferito la polizia.
Ieri il giornale Rheinlandpfalz ha saputo da una vicina della pensione che per un periodo c’era un’ insegna con la scritta “Animal Castel (castello animale). A novembre dell’anno scorso sono andati ad abitarvi un uomo ed una donna. Poco dopo è arrivato un terzo uomo che però dormiva in un camper. Riferisce la vicina: “Non potevo nemmeno dormire a volte la sera, poichè la puzza che proveniva da quel posto era talmente forte che entrava nella nostra camera da letto, che si trova proprio di fronte. Più si alzava la temperatura e peggio era l’odore”.
Dopo tre mesi gli abitanti della pensione hanno costruito una recinzione affinchè non si potesse vedere dall’esterno.
I cani che stazionavano lì avevano collari elettrici, per cui come iniziavano ad abbaiare, ricevevano delle scosse
elettriche.
Su Inernet c’è un sito di questa pensione e per l’adozione di animali www.animal-castle.de. In alto c’è scritto: Attenzione – mi trasferisco per cui sono raggiungibile solo al cellulare”. La proprietaria del sito spiega di essere attiva da tempo nella protezione animali e che oltre ad avere una scuola di addestramento per cani, provvede anche a tenere cani di associazioni protezionsitiche.
Alla polizia non era sembrato che questa pensione per animali fosse negativa, bensì provvederà lunedì ad effettuare ulteriori verifiche. La proprietaria della pensione per animali non ha voluto fare alcun commento.”Darò informazioni solo quando il mio avvocato mi darà l’ok. Non è stato giusto ciò che è accaduto.” ha detto.
Come già comunicato varie volte (l’ultima nel gennaio del 2004) nella regione Kaiserslautern fu già chiusa a fine 2003 una pensione per animali, perchè erano stati trovati animali in stato pietoso.
DITTGEA / DITTGEA
Fonte:
Publikation: DIE RHEINPFALZ
Edizione regionale: Zweibrücker Rundschau
Datum: Nr.206
Data Lunedì, den 05. September 2005
Pagina: Nr.19
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Germania: fermato furgone con 89 cuccioli provenienti dall’Ungheria
http://www.bairo.info/ahoaktuell0905.html
Germania: prende a calci il suo bassotto – il cane è volato per diversi metri
http://www.bairo.info/saarbruecken0905.html
Germania: torturatore sconosciuto di animali ha fatto morire di fame un cane
http://www.bairo.info/maltrattamentigermania.html
Anche i tedeschi maltrattano gli animali………………
http://www.tierheim-mannheim.de/tierschutz.htm
Grecia: esportazione illegale di randagi:
http://www.bairo.info/kathimerini0705.html
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Polizeireport – comunicazione della polizia
http://www.bayernmatrix.de/include.php?path=content/articles.php&contentid=8295&PHPKITSID=dc4a0ed10603b13c50c1e11334b2c8de
Con i Wuerstel ha avuto un pò di fiducia….
Inserito il 11.05.2006 da Bayernmatrix
Schweitenkirchen (Germania)- “un grosso cane nero vaga sperduto a Suenzhausen in mezzo alla statale 2045 ed ora ha preso la strada PAF 11”, è la telefonata di una signora di Suenzhausen che ieri sera alle 21.00 ha fatto alla Polizia di Pfaffenhofen
Una volante ha trovato il randagio ma il cane non si fidava poi tanto del poliziotto e non si è fatto prendere subito. Il poliziotto è poi riuscito ad avvicinarlo, con un pugno di Wuerstel che la signora che li aveva avvisati, glia aveva dato.E’ rimasto con il cane finché non è arrivato qualcuno del rifugio di Neuburg a prelevarlo.
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Fonte: animalieanimali (Ultim’ora)
3 settembre – Pomigliano d’Arco
Denuciata scomparsa cento cani vaganti in stabilimenti automobilistici.
Pomigliano d’Arco (NA) ”Durante le ferie d’agosto circa 100 cani che stazionavano abitualmente presso gli stabilimenti Fiat Auto e Alfa Avio di Pomigliano d’Arco sono spariti o morti avvelenati”. Lo dice Mara Malavenda dello Slai Cobas, che annuncia di aver presentato insieme a volontari di varie associazioni una dettagliata denuncia alla Procura di Nola.
”E’ impossibile che cio’ sia potuto avvenire all’insaputa delle direzioni aziendali di questi stabilimenti e dalle autorita’ sanitarie preposte -spiega Malavenda- anche perche’ queste ultime sono state viste da decine di lavoratori mentre catturavano i cani e li trasportavano nella sezione veterinaria di Marigliano. Chiediamo che siano accertate e perseguite eventuali responsabilita’ penali e che siano tutelati i cani superstiti: se cio’ non avverra’ in tempi stretti, preannunciamo iniziative di mobilitazione sindacale”.(Fem/Pn/Adnkronos)
BRESCIA OGGI
Sabato 13 Agosto 2005
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L’INDAGINE. La Procura di Brescia indaga su alcuni episodi che rivelano l’esistenza del commercio
Cavie da laboratorio, mercato fiorente

Cani destinati a diventare cavie da laboratorio in Germania. È questa una delle ipotesi investigative che nei mesi scorsi ha spinto la Procura di Brescia ad aprire un’inchiesta su un canile-rifugio della Bassa.
L’indagine ha preso il via a novembre dal sequestro di quindici meticci scoperti mentre viaggiavano stipati in un Traffic Renault e in un’auto furgonata.
I due mezzi, intercettati e bloccati dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni a Sirmione, erano diretti in Germania. A insospettire i militari la fuga dell’auto staffetta che precedeva il furgone. I cani di età compresa fra i 3 e i 5 anni provenivano tutti dallo stessa struttura di accoglienza convenzionata con l’Asl, ma gli animali, avrebbero successivamente rivelato gli accertamenti, erano stati presi in carico dal titolare di un rifugio privato.
Non solo, i cani viaggiavano senza la certificazione sanitaria necessaria per un trasporto internazionale, ma su alcuni era visibile il tentativo di eliminare il tatuaggio di riconoscimento.
Inoltre due certificati veterinari di una coppia di animali del rifugio privato risultavano essere in realtà emessi per animali del canile convenzionato. Le condizioni di salute degli animali erano pessime tanto che un’esemplare sofferente di diabete morì poco dopo essere stato trasferito al centro sanitario dell’Asl di Brescia.
I cani sequestrati vennero successivamente riaffidati al canile di pertinenza ma l’indagine è proseguita. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata in particolare su alcuni personaggio del Lodigiano e del Milanese in contatto con le strutture di accoglienza del Bresciano.
Gli investigatori hanno ascoltato anche molti volontari testimoni involontari di alcuni episodi su cui la magistratura sta ancora cercando di fare piena luce.
n.s.
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animalieanimali
06/03/06
Scoperto contrabbando di cani di razza importati dalla Serbia.
Ginevra Scoperto a Ginevra contrabbando di cani. Oltre 125 animali, di cui la maggior parte della razza ‘shih-tzu’, a quanto riferisce l’amministrazione federale delle dogane elvetica, sarebbero stati importati illegalmente dalla Serbia-Montenegro e venduti in tutta la Svizzera romanda.
I cuccioli, che varcavano la frontiera senza autorizzazione veterinaria e senza essere sdoganati, erano proposti tramite piccoli inserzioni sui giornali. ”L’importazione di animali dalla Serbia-Montenegro – precisa l’amministrazione doganale – e’ regolamentata severamente, a causa dei casi di rabbia verificatisi in questo paese”.
(Fca/Ct/Adnkronos)
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IL DENARO.IT
11 APRILE 2006
Maltrattamento degli animali: la triste verità da conoscere
di Giacomo Nardone
Gli scorsi primo e 2 aprile la Lav, Lega Antivivisezione, organizza nelle piazze italiane una campagna di sensibilizzazione sul fenomeno del randagismo per far conoscere all’opinione pubblica le condizioni di vita dei cani detenuti nei canili, denunciare l’esistenza di strutture “lager” nel nostro Paese e il business milionario innestatosi su di essi. Molti Comuni sono incapaci di gestire il randagismo e appaltano a privati la gestione del canile, pagando una diaria che varia dai 2 ai 7 euro giornalieri per cane, un giro di denaro che si aggira intorno ai 500 milioni di euro all’anno. Un canile con mille cani può arrivare ad aggiudicarsi un appalto di 2,5 milioni di euro. Persone senza scrupoli, attirate dalla possibilità di accumulare molto denaro con pochi rischi, hanno costruito sulla gestione dei canili un business. Lasciati operare da istituzioni compiacenti, lucrano sulle sovvenzioni pubbliche raccogliendo centinaia di cani e relegandoli in strutture inadatte dove vivono in spazi angusti e sovraffollati, denutriti e in condizioni sanitarie inadeguate. I controlli sono carenti, i maltrattamenti all’ordine del giorno, le malattie dilagano, la mortalità supera anche il 50 per cento. Per modificare lo stato di cose la Lav chiede nuove leggi per contrastare il randagismo e incentivare le adozioni, per fissare dei vincoli precisi sulle strutture adibite a canili, affinché gli animali che non hanno una famiglia possano avere la speranza di essere affidati e, finché sono ospiti dei canili, condurre una vita sana e non subire maltrattamenti. Ai tavoli della Lav è stato possibile firmare le due petizioni (una rivolta al Governo, l’altra alle Regioni), e sostenere l’associazione acquistando il tradizionale uovo di cioccolato della Lav, realizzato con cioccolata e sorpresa provenienti del mercato equo e solidale, per una festa all’insegna del rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi. Con quest’iniziativa si spera anche di dare una voce alle denunce contro l’esportazione in massa di animali randagi verso paesi, come la Germania, dove vengono praticate abominevoli massicce sperimentazioni su animali vivi, ormai dimostratesi inutili e superate, alimentando una sorta di contrabbando di viventi di taglio milionario, ma che rappresenta brutalità degne del più retrivo Medioevo.
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L’ADIGE
11 APRILE 2004
I cani randagi di mezza Europa sono a rischio.
Sospetti su un’associazione tedesca

Un mese fa, da queste colonne era stata annunciata un’inchiesta di respiro internazionale sul traffico di cani randagi. Cuccioli o comunque quattrozampe abbandonati da tempo vengono raccolti da un’associazione tedesca ma nessuno sa che dove vanno a finire queste bestiole. E la domanda ricorrente, non a caso, è proprio questa: cosa se ne fa l’ente di raccolta di questi cani? I sospetti si sprecano ma, quel che è positivo, è che un’indagine è stata avviata in Grecia.
Al centro di tutto c’è, dunque, un’associazione con sedi in Austria, Germania e a Creta, l’«Arca di Noè» («Arkenoa»), che raccoglie i cosiddetti figli di nessuno, cani senza padrone in tutto il Vecchio Continente e li porta nei propri ricoveri. Ufficialmente sono animali in procinto di essere adottati. Il sospetto, invece, è che servano da cavie, per sperimentazioni e vivisezione.
Blocchi di cuccioli, tra l’altro, si registrano in tutta Europa. I casi più recenti riguardano sequestri di camion e furgoni, con animali stipati come sardine, effettuati in Svezia, Norvegia, Germania, Grecia, nella Svizzera italiana, in Austria, in Turchia.
In Italia si segnalano scoperte a Rovereto, Padova, Milano, Brescia, Catania, Emilia Romagna, Campania.
Il fenomeno, come si può intuire, sta raggiungendo dimensioni ragguardevoli. Tra l’altro, oltre ai mezzi di trasporto con randagi a bordo, sono stati scoperti veri e propri lager, campi di concentramento con racchiusi centinaia di cagnetti raccolti praticamente ovunque.
A Creta, nei giorni scorsi, è stato fermato un altro camion carico di bestiole diretto in Germania. Le autorità hanno aperto un’inchiesta proprio sull’associazione. E un altro carico è stato bloccato a Ischia, nel Napoletano.
La prima «scoperta» di questo traffico di cani, però, è stata fatta a Rovereto, per caso. Era il 21 giugno 2003 e 57 randagi stavano viaggiando stipati sul rimorchio di un furgone partito da Creta e diretti a Coblenza. Il mezzo che li stava trainando verso la Germania si fermò in autostrada per il cedimento della pompa dell’acqua. Un anonimo, che aveva assistito alla scena, telefonò a Claudio D’Ingiullo, responsabile della Pan-Eppaa, segnalando la presenza di quello strano rimorchio carico di cani. Chiaro il timore che quel viaggio nascondesse qualche strano traffico e che la sorte dei cani fosse poco felice.
Con la guardia zoofila arrivarono anche le forze dell’ordine che verbalizzarono l’«incidente». Le bestiole furono poi fatte ripartire assieme al furgone e al conducente. Un mese più tardi, un altro Tir fu bloccato in Costaviolina. A «bordo» aveva 15 cani, diretti alla stessa associazione in Austria. Del caso si occupò la procura di Rovereto ma quel fascicolo non ha mai prodotto nulla.
In Grecia, invece, lo stesso Claudio D’Ingiullo è stato sentito più volte, proprio perché è stato il primo a occuparsi del caso. Il responsabile dell’ente di protezione animali è anche stato invitato a prendere parte ad un programma televisivo nel Paese ellenico.
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RGA on-line
30/05/06
Abbandonata: cerca casa
(red) il 29 aprile è stata ritrovata a Dabringhausen vicino alla Dhuenn-Talsperre questa buona cagnetta. Forse è stata abbandonata lì, poiché nessuno l’ha ancora cercata.
L’età della meticcia nera/marrone è di ca. 6 anni. I coaboratori del rifugio l’hanno chiamata Debbie.
Debbi è estremamente buona e ben educata, va d’accordo con gli altri cani; solo una cosa non sopporta assolutamente, restare da sola.
Se qualcuno conosce Debbi o vuol darle una nuova casa, si rivolga al rifugio di Wermelskirchen Tel 02196 5672
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NEUES DEUTSCHLAND
http://www.nd-online.de/artikel.asp?AID=90937&IDC=7
24.05.06
Guerra contro gli animali
di Ingolf Bosseng
Nell’anno di caccia 2004/2005 in Germania sono stati uccisi dai cacciatori: 1.081.416 cervi, 915.245 piccioni, 566.406 volpi, 552.812 lepri, 548.310 oche selvatiche, 476.042 cinghiali.. L’elenco potrebbe continuare. Anche da 300.000 a 400.000 gatti e da 35.000 a 45.000 cani vengono uccisi annualmente dai cacciatori. Non ancora c’è stato in elenco un orso bruno che ha raggiunto la Bavaria e che potrebbe arricchire l’elenco.Che per il caso attuale ci sia un riscontro mediatico pazzesco, mentre gli orrori di tutti i giorni nelle fabbriche per animali, nei laboratori e – da non dimenticare – nella caccia non desti interesse più di tanto, è comprensibile vista la rarità dell’ospite selvaggio. “Tipicamente tedesco” ma , come ha detto il presidente dell’associazione per la protezione dell’ambiente Hubert Weinzierl, l’ordine di uccisione dell’orso da parte del ministro per l’ambiente bavarese è scattato nello stesso momento in cui lo stato giapponese ha comunicato che 5 navi erano partite per il pacifico del nordest per lanciare nei corpi di 260 cetacei degli arpioni – per motivi scientifici. In Germania le giustificazioni sulla caccia non sono così sciocche. Ma una cosa è certa è una triste guerra contro gli animali.
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Da “Tierheimalsfeld” info@tierheim-alsfeld.de (rifugio di Alsfeld)
http://treuefreunde.foren-city.de/topic,4406,-schwer-kranker-verletzter-hund-ausgesetzt.html
Oggetto: cane trovato
Data 27 maggio 2006-05-30
Chi ci può dare info su questo cane?
Qualcuno conosce il proprietario di un cane simile, che all’improvviso non l’ha più?
VI preghiamo di aiutarci!
Il 25.05.2006 è stato ritrovato questo cane in condizioni pietose, legato in un parcheggio nelle vicinanze dell’area di servizio di Reinhardshain vicino a Giessen.
Dopo i primi controlli non si può escludere che abbia una malattia/infezione da cui forse è affetto già da tempo. Il cane era molto smagrito e talmente debole che non riusciva più ad alzarsi da solo. E’ stato portato al rifugio sdraiato e portato in braccio in clinica.
Vi preghiamo di aiutarci dandoci informazioni sull’animale!
Si tratta di un maschio, pastore tedesco bianco, probabilmente è giovane. Il cane resta in clinica per la diagnosi ed accertamenti.
Tierheim Alsfeld /Rifugio di Alsfeld
Jahnstr. 67
36304 Alsfeld
Tel. 06631-2800
info@tierheim-alsfeld.de
www.tierheim-alsfeld.de
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State attenti ai Vostri animali!!!
Comunicate subito l’animale perso e movimenti strani e vostre osservazioni
Data e ZONA dove spargono bocconi avvelenatihttp://www.haustierdiebstahl-in-deutschland.de/pageID_3310812.html30.05.2006 Münchfeld in Mainz
Di nuovo sono stati ritrovati bocconi avvelenati, questa volta a Muenchfeld a Mainz – intorno al mercato HL. 24.05.2006 Berlin Friedrichshain
Centro cittadino, sembra alla via Dirschauer.
Sono state ritrovate delle polpette. Una cagna quando è morta presentava i sintomi del Cumarin (emorragia interna)

18.05.2006 24568 KALTENKIRCHEN
Una persona che odia I cani stà spargendo bocconi avvelenati? La polizia criminale lo suppone dopo che un cane è quasi morto a causa di veleno per ratti.

18.05.2006 Petershagen – Windheim
Dalla Polizia di Minden Luebbecke: una donna a passeggio nell’area verde all’altezza dell’inizio della via Wittekin/Cherusker ha trovato tre pezzi di salsiccia con dentro dei chiodi.

18.05.2006 Harburg
Due cani morti avvelenati: Harburg –Rosengarten/Klecken. Secondo il veterinario che è intervenuto si tratta della sostanza che indurisce il sangue e che è contenuto nel veleno per topi.

15.05.2006 Mönchengladbach- Rheydt
Danni gravisimi (distruzione dei reni e altri organi), mortale!!!!

15.05.2006 29690 Lindwedel
La polizia di Schwarmstedt avvisa i proprietari di cani di stare attenti ai bocconi che uno sconosciuto va distribuendo in giro per Lindwedel!

09.05.2006 Niedersachsen Goslar
Nuovamente a Goslar degli sconosciuti hanno cercato di uccidere cani. Hanno sparso per la cittadina bocconi contenenti pezzi di vetro.

08.05.2006 Karlsruher Stadtteil “Rintheim”gewarnt.
Nel quartiere dei palazzi alti (Via Mannheim e Heilbronn etc..) qualcuno che odia i cani ha sparso bocconi avvelenati. Pare ne siano già morti 3 o 4.

07.05.2006 73230 Kirchheim
Tre cani ed un gatto sono stati avvelenati nei giorni scorsi nel Kirchheimer Gewann “Tobel”.

07.05.2006 Rastatt/Baden
Sparsi bocconi con dentro lame da rasoio (Tapis vert) Far attenzione anche a MURG.

27.04.2006 Kiel – Raisdorf
Alcune persone che erano a passeggio hanno trovato salsiccia ripiene di lame da rasoio.

27.04.2006 BUGA Gelände Frankfurt am Main
Francoforte sul Meno – Zona BUGA
Nel prato riservato ai cani, trovati parecchi bocconi avvelenati.
Attraverso ciò che è accaduto ai cani, si è stabilito che avevano ingerito veleno per ratti.-

07.04.2006 Wiesbaden (Stadtteil Medenbach)
Wiesbaden (quartiere Medenbach)
Ci sono in giro bocconi avvelenati.
Pare si tratti di una sostanza per proteggere le piante che qualche idiota (naturalmente) ha sparso volutamente. Un cane e è già morto.

29.03.2006 Augsburg
Zona Lech: qualcuno ha sparso del veleno e puntine da disegno o simili.
Sono già morti un cane ed un gatto.

28.03.2006 Mistelbach
Sparsi bocconi ripieni di lame da rasoio.

27.03.2006 Esslingen (BaWü) Unterlenningen
In questi ultimi giorni sono morti due cani che avevano ingerito pezzi di speck.

26.03.2006 Landkreis Aschaffenburg
(ex circoscrizione di Alzenau) ultimamente sono stati avvelenati due cani.
Forse a causa di veleno per ratti.

24.03.2006 Krefeld Stadtteil Uerdingen
Sono state rinvenute delle frittelle con dentro lame da rasoio.

21.03.2006 Lenningen
Le prime avvisaglie indicano che si tratta del
veleno E605, ma la ASL ancora non ha fatto gli esami

09.03.2006 Leichlingen
Lungo il parcheggio dietro alla piscina coperta è stato trovato veleno per lumache. Pare che il veleno leggermente dolce sia stato mischiato con cibo per animali per attirare i cani.

07.03.2006 Grävingholz in Dortmund Eving
Vengono sparsi bocconi avvelenati Due cani salvati per miracolo.

01.03.2006 Zwentendorf im Bezirk Tulln
Oggi è morto un cane che aveva ingerito un boccone avvelenato.

01.03.2006 Wolfenbüttel
Boccone con dentro chiodi.

24.02.2006 Südhessen-Roßdorf
Qualcuno sparge bocconi nei giardini privati. Si tratta di cibo con dentro degli spilli, destinati a cani e gatti.
Sono molto pericolosi.

17.02.2006 Hilden
Bocconi avvelenati con carne trovati all’interno di un giardino privato alla Brucknerstrass

16.02.2006 Podersdorf
Sono piccoli bocconi che sconosciuti gettano persino nei giardini privati.

10.02.2006 Kempen/Wachtendonk
Una fetta di pane bianco immersa nel veleno è stata fatale per un animale.

09.02.2006 Köln – Nippeser Tälchen
Si tratta di una sostanza simile al veleno per ratti che provoca emorragie interne

03.02.2006 Kiel
Si tratta di una sostanza che viene utilizzata
anche nel veleno per ratti. Il veleno uccede l’animale lentamente provocando emorragia interna

02.02.2006 Gemeindebadesee/ Weschnitzdamm
Sta lottando contro la morte, ha ingerito veleno che agisce velocemente. La polizia di Lampertheim dice che potrebbe trattarsi di veleno per ratti o di un prodotto per la protezione di piante.

30.01.2006 LANDKREIS Kronach / Coburg / Kulmbach / Bayreuth
Nelle zone suddette è stato sparso del veleno. Da indicazioni non confermate sono morti già diversi cani.
Pare si tratti di veleno per ratti che impedisce la coagulazione del sangue.

20.01.2006 Mönchengladbach – Rheydt
Nel parco e nei campi confinanti e nei boschi vengono sparsi bocconi avvelenati

17.01.2006 Nürnberger Land/ Umkreis Lauf an der Pegnitz
Cani avvelenati. Bocconi vengono sparsi nella zona riservata ai cani e addirittura gettati al di là dei recinti.

24.12.2005 Ludwigshafen
(vicino alla A650 – Oggersheim) è stata sparsa carne avvelenata e tre poiane sono già morte. Le forze dell’ordine pregano i proprietari di cani di tenerli al guinzaglio poiché si presume ce ne sia ancora in
giro.

14.12.2005 HILDEN
Nell’area riservata ai cani a Hilden (Jaberg e Segelfluplats) sono stati sparsi bocconi avvelenati!!!

01.12.2005 Mühlheim
Sono stati ritrovati nuovamente bocconi di salsiccia con veleno per ratti. Nelle vicinanze di Seerosenweiher ed alla Via Buchen (tutta la zona del bosco Marktwald)

22.10.2005 Adolfosee in Hückelhoven-Ratheim (Kreis Heinsberg)
Ha ingerito qualcosa, ha cominciato ad agitarsi ed ha vomitato. Il Veterinario ha diagnosticato un avvelenamento.

22.09.2005 Borkum
Alla spiaggia per cani a Borkum una settimana fa è morto un cane a causa di un boccone avvelenato.

24.06.2005 Köln-Porz-Niederkassel – Wesseling B112
Sono stati sparsi bocconi intrisi in una sostanza che protegge le piante, a Porz e Niederkassel.

17.04.2005 Langeler – Rheinbogen
Sparsi bocconicni avvelenati per cani. Le analisi dei campioni prelevati il 05.04.05 hanno dato esito che i bocconi erano stati preparati con un diserbante, l’E605.

07.04.2005 Neustadt an der Weinstrasse
Attenzione: tra Hambach e Diedesfeld vengono
sparsi bocconi di salsiccia di fegato con veleno E305.

31.03.2005 Mainz im Volkspark
A Mainz al parco Volkspark è stato sparso del veleno. Un cane è morto un altro si è salvato

30.03.2005 Oberhausen ( Sterkrade )
Uno che odia i cani ha dato, in presenza del proprietario !del Boxer un pezzo di salsiccia (?) con veleno per ratti!!!

27.03.2005 Michelau/Steigerwald – das ist bei Kitzingen(Bayern)
Gettano bocconi avvelenati anche nei giardini!!! Stati attenti ai vostri pelosi!

24.03.2005 Wattenscheid, Marienhospital, Stadtgarten
C’è il sospetto che qualcuno che probabilmente odia i cani abbia sparso nelle zona dei giardini pubblici dei bocconi avvelenati.

24.03.2005 Bad Soden, speziell das Dorf Katholisch Willenroth
A marzo sono stati rinvenuti altri bocconi avvelenati, salsiccia con veleno E605

21.03.2005 Hanau/speziell Langenselbold
Qualcuno che odia i cani sparge polpette con dentro lame da rasoio e bocconi avvelenati. Sono già morti due cani.

30.01.2005 Mülheim an der Ruhr
Morto a causa di un boccone di salsiccia con dentro lame da rasoio.

06.12.2004 Mönchengladbach
A Moenchengladbach-Giesenkirchen zona campi di
AHrenfeld-im Feld dove molti vanno con i cani, è stato sparso veleno per ratti.

24.10.2004 Dortmund – Scharnhorst
Nella Badstrasse sono stati trovati bocconi avvelenati. Un cane è in pericolo di vita.

08.06.2004 Gütersloh
Nei giorni scorsi Al parco Mohn di Guetersloh sono stati rinvenuti bocconi avvelenati.

07.02.2004 Duisburg – Baerl
Anche se la stricnina viene usata solo raramente, si trova ancora in parte nel veleno per ratti e usato soprattutto per avvelenare cani e gatti.

07.02.2004 Duisburg – Binsheimer Feld
Vengono sparsi intenzionalmente bocconi con stricnina. Con l’ingestione l’animale vomita e la morte sopraggiunge per paralisi respiratoria ed ipertermia.

30.06.2002 Hechtsheim
C’è di nuovo il sospetto che vengano sparsi pericolosi
bocconi avvelenati. Nella zona della vogelbergerstrasse
Ed anche al Hechenberg sono spariti tre gatti.

20.02.2002 Plöner Steinbergweges, ab Höhe Friedhof in Richtung Steinberg
Sparsi grandi bocconi di carne avvelenata come “cibo per cani”.

11.02.2002 Esslingen
Il fine settimana sconosciuti hannosparso a Wendlingen, alla prosecuzione della
Steigaeckerstrasse vicino al ponte sull’autostrada, dei pezzi di carne avvelenati.

06.10.2000 Düsseldorf Hellerhof
Bocconi con pezzi di vetro
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Animalieanimali
23 MAGGIO 2006
Orso trentino, cacciato in Germania
Starebbe diventando pericoloso per gli umani

Gaetano Stellacci
23 maggio 2006 – L’arrivo in Germania dell’orso bruno partito dal Trentino sembra avere segnato anche la sua condanna a morte: il ministro regionale dell’Ambiente, Werner Schnappauf (Csu), ha annunciato che l’animale puo’ essere abbattuto, in quanto sta diventando troppo pericoloso.
Solo nel fine settimana ha ucciso 11 pecore, e’ entrato in un pollaio recintato dopo aver depredato vari alveari.
Secondo gli etologi che hanno consigliato il ministro, l’orso bruno si sarebbe ormai troppo abituato a mangiare cibo a forte contenuto proteico come la carne di animali domestici, reperibile soprattutto intorno alle abitazioni degli umani, e questo condizionamento e’ molto difficile da modificare.
La Lega tedesca delle associazioni per la difesa degli animali ha accusato il ministro di essersi fatto prendere dall’isteria: secondo la vice presidente della Lega, Tessy Loedermann, Schnappauf non agisce come responsabile della natura e dell’ambiente, ma si e’ subito messo nei panni del ministro della caccia, solleticando le speranze di molti cacciatori che ora si aggirano per le Alpi bavaresi in cerca dell’occasione di una vita di sparare su un orso bruno.
”Noi vediamo la decisione di uccidere l’orso in maniera molto critica: si tratta in realta’ di una estrema possibilita’, prima bisognerebbe cercare di catturarlo con armi anestetizzanti e poi liberarlo in un’altra zona” afferma un altro difensore degli animali, Helmut Schultheiss del ”Bund Naturschutz”. Anche se l’ultima volta un orso fu visto vivo in Germania 170 anni fa, quando fu ucciso a Ruhpolding in Baviera da un cacciatore, l’animale fa profondamente parte della cultura popolare nelle zone dell’Europa centrale a ridosso delle montagne.
Normalmente la dieta degli orsi e’ molto diversa da quella del plantigrado che si aggira per le Alpi bavaresi, ha annunciato oggi Petra Kaczensky, una esperta di orsi dell’ universita’ di Friburgo (Germania meridionale): gli orsi sono si’ onnivori, ma di regola si alimentano soprattutto con piante, erbe e radici. Quello che nelle sue peregrinazioni e’ arrivato in Baviera si e’ abituato invece alla carne, e sembra avere dimenticato le sue abitudini vegetariane. ”Gli orsi mangiano erbe aromatiche, ghiande, radici e tuberi, noci e castagne. Per la carne – secondo Kaczensky – non sono in grado di muoversi con la stessa velocita’ di una lince o di un lupo, e quindi si nutrono di animali uccisi per esempio da una valanga, quando in primavera il disgelo riporta in superficie un camoscio o altri animali morti durante l’inverno”.
Ora l’avventura dell’orso proveniente dal Trentino si avvia alla fine, e l’animale alla fine sara’ rimasto vittima delle sue abitudini alimentari che lo portano troppo vicino agli insediamenti umani, nonostante la tradizionale timidezza di questi animali. Tuttavia, come dice un proverbio anche in Germania, e’ ancora troppo presto per vendere la pelle dell’orso, prima bisogna catturarlo. (ANSA)
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LA PROVINCIA DI CREMONA
23 MAGGIO 2006
Germania, sì all’abbattimento dell’orso del Trentino
Berlino — L’arrivo in Germania dell’orso bruno partito dal Trentino sembra avere segnato anche la sua condanna a morte: ieri il ministro regionale dell’Ambiente, Werner Schnappauf (Csu), ha annunciato che l’animale può essere abbattuto, in quanto sta diventando troppo pericoloso. Secondo gli etologi che hanno consigliato il ministro, l’orso bruno si sarebbe ormai troppo abituato a mangiare cibo a forte contenuto proteico come la carne di animali domestici, reperibile soprattutto intorno alle abitazioni degli umani. La Lega tedesca delle associazioni per la difesa degli animali ha accusato il ministro di essersi fatto prendere dall’isteria.
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REUTERS
30/05/06
http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=internetNews&storyID=2006-05-30T102730Z_01_BON036736_RTRIDST_0_OITIN-OLANDA-PEDOFILI-PARTITO.XML&archived=False
Olanda, pedofili annunciano online fondazione di un partito
AMSTERDAM (Reuters) – In Olanda i pedofili stanno per fondare un partito politico per spingere ad abbassare l’età per rapporti sessuali legalizzati dagli attuali 16 a 12 anni ed autorizzare la pornografia riguardante bambini e rapporti sessuali con animali.
Il partito Charity, Freedom and Diversity (NVD) (Carità, LIbertà e Diversità) ha annunciato sul suo sito web che domani verrà registrato ufficialmente, proclamando: “Stiamo per dare la sveglia con uno scossone all’Aja!”.
Il partito ha detto di voler abbassare l’età dei rapporti sessuali legalizzati a 12 anni ed eventualmente eliminare ogni limite.
“Un divieto rende semplicemente curiosi i bambini”, ha detto Ad van den Berg, uno dei fondatori del partito, al giornale Algemeen Dagblad (AD).
“Vogliamo fare della pedofilia un tema da discutere”, ha detto, aggiungendo che il tema è diventato un taboo da quando nel 1996 Marc Dutroux fu protagonista di atroci abusi sui bambini nel vicino Belgio. “Siamo stati zittiti. L’unica strada è il Parlamento”.
I Paesi Bassi hanno già politiche permissive in materia di droghe leggere, prostituzione e matrimoni omosessuali, ma è poco probabile che il Nvd guadagni molti consensi, ha scritto il giornale AD citando esperti.
“Vogliono passare per paladini dei diritti dei bambini. Ma la loro posizione sul sesso dai 12 anni è naturalmente nel loro proprio interesse”, ha detto al quotidiano una militante del movimento antipedofilia Ireen van Engelen.
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LA NAZIONE
ALLARME
Gli animalisti in procura: ‘Tratta di cani per la vivisezione’

Animalisti in procura per il furgone fermato in A1 e stipato di bestie. Erano in tutto 39 i cani trovati all’interno del Ford Transit nell’area di servizio di Badia al Pino. Controlli a tappeto a Reggio Emilia da dove provenivano i cani
AREZZO, 30 MARZO 2006 — Il ritrovamento dei trentanove cani stipati in un furgoncino Ford Transit nell’area di servizio di Badia al Pino venerdì sera lungo l’autostrada ha fatto scattare controlli a tappeto nei canili di Reggio Emilia. Da là infatti proveniva il furgone con lo sfortunato carico, un carico sospetto che potrebbe far temere un collegamento con il traffico di cani. Un sospetto che ha portato a una denuncia- esposto da parte delle associazioni animaliste aretine Enpa, Animalisti Italiani, Wwf e Lav alla procura di Arezzo. Una denuncia che va ad aggiungersi a quelle presentate dai colleghi animalisti emiliani che da tempo stanno denunciando un traffico illecito di animali e che ha portato a controlli nei canili soprattutto a Correggio e Castenovo Sotto. Il ritrovamento del furgone nell’aretino potrebbe aiutare dunque a fare chiarezza in un’inchiesta che dura da tempo su una tratta di animali. Animali che si teme destinati alla vivisezione o all’allenamento di cani da combattimento. Di sicuro i due conducenti del furgone non si erano fatti troppi scrupoli per il viaggio verso Viterbo. Avevano prelevato i 41 cani stipandoli in quattordici gabbie (due sono morti subito dopo il ritrovamento), senza aria né acqua né cibo e sono partiti per Viterbo. I guaiti delle bestiole e un divieto di sosta sullo spazio destinato ai disabili ha fatto scoprire a una pattuglia della polizia autostradale di Arezzo lo strano carico. Molte bestiole erano allo stremo tanto da rendersi necessario l’intervento del veterinario della Asl 8, il dottor Sauro Geppetti. E’ stato proprio il rapporto del veterinario a permettere il sequestro cautelativo dei cani ora ospitati nel centro cinofilo «Gli amici di Argo» di Policiano. Un successivo esame delle bestiole, come spiega uno dei responsabili del canile aretino Nico Mancini, ha rivelato che quasi tutte le femmine erano state «sfruttate» fino allo sfinimento per la riproduzione e l’allattamento, erano malnutrite, con problemi agli occhi (cataratte e congiuntivite), all’udito (otite cronica) e alla pelle (tagli, tigna, cicatrici molto regolari), alcune femmine erano in stato iniziale di gravidanza e i tatuaggi non sono leggibili. Troppe ombre, troppi lati oscuri in una vicenda su cui le associazioni animaliste vogliono fare chiarezza e su cui chiedono alla procura di verificare il luogo di provenienza visto che la situazione sanitaria della bestie «farebbe presupporre che i cani non erano sottoposti a cure, venivano sfruttati in maniera fini della procreazione e erano lasciati a loro stessi. Forti dubbi — si legge ancora sulla denuncia — nascono sulla motivazione del trasporto soprattutto per il fatto che la maggior parte dei cani essendo in età avanzata e femmine con segni di ripetute gravidanze non potevano essere meta di future adozioni».
Da qui la richiesta di allacciare la denuncia a quelle già presentate nei mesi precedendi dalle associazioni emiliane contro allevamenti che in passato si sarebbero resi responsabili anche di importazioni illecite e che farebbero sospettare un giro molto grosso. Per adesso i cani, sotto sequestro cautelativo e per i quali nessuno si è fatto vivo, restano in affidamento al canile «Gli amici di Argo». Nel caso in cui il sequestro diventasse definitivo scatterà la campagna di adozione che coinvolgerà gli animalisti aretini e reggiani e soprattutto la cittadinanza. Nella speranza che anche questa brutta storia abbia il suo lieto fine.
Silvia Bardi
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IL GAZZETTINO DI PADOVA
Martedì, 23 Maggio 2006
I 39 bastardini intercettati in un furgone proveniente da Corfù “sequestrati” dal magistrato
Cuccioli in affidamento

Affidati a padroni “provvisori”. Indagati per maltrattamento i due autisti
Potranno avere una “famiglia”, sia pure temporaneamente, i trentanove cuccioli intercettati un mese e mezzo fa ad Altichiero dalle guardie zoofile dell’Enpa, l’ente nazionale per la protezione animali, stivati in un furgone proveniente da Corfù e diretto in Germania. Un atto coraggioso e di grande esempio giuridico quello adottato dal pubblico ministero Orietta Canova che ha sottoposto ad indagine per maltrattamento di animali i due conducenti del furgone, i tedeschi Ian Charles Cameron e Silvia Gaiser. Al sequestro probatorio dei bastardini – rinvenuti disidratati, stremati dal lungo viaggio, affetti da parassitosi cutanea e intestinale – si è aggiunto anche il sequestro preventivo per impedire che il reato possa essere portato ad ulteriori e più gravi conseguenze. Attualmente i cuccioli sono ospiti dei canili di Rubano, Frappiero e Presina.
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IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida
25/05/06
Sono arrivate centinaia di e-mail
“Se diffamate il canile di Panza non veniamo più a Ischia”
Il messaggio fotocopia è stato firmato da persone che protestano per presunte “azioni contro i tedeschi” ad opera degli ischitani. Un’iniziativa legata all’attività del rifugio di Panza e alle vicende delle ultime settimane. Sotto accusa i veterinari dell’Asl perché rispettano la normativa europea in materia di trasferimenti all’estero di animali domestici
( 25-5-2006 Isabella Marino ) Dalla Redazione – Negli ultimi giorni c’è stato uno stillicidio di messaggi sulla nostra casella di posta elettronica. Come su quelle dei Comuni ischitani, di alcune agenzie turistiche e di tutti i servizi veterinari di riferimento per l’isola, Asl, Regione e via elencando. Da ogni parte della Germania, si sono rizelate un paio di centinaia di persone, in netta maggioranza donne, compresa la portavoce della “Bund der Katzenfreunde”, una Lega per gli amici dei gatti, che ha sostenuto di aver scritto in rappresentanza di altri 398 soci. Tutti hanno spedito lo stesso messaggio standard, in tedesco con traduzione italiana acclusa, infarcito con un inaspettato sciovinismo nazionalistico che culmina nella minaccia, neppure larvata, di non tornare più in vacanza a Ischia. Lo scritto, otto righe con un tono di protesta molto evidente, è identico a quello che abbiamo pubblicato l’altro ieri, quando pensavamo ancora che si trattasse dell’intervento di una sola cittadina teutonica simpatizzante della Fondazione Ernst. “Egregi signore e signori – si legge nel messaggio fotocopia dei tanti scriventi – con la presente protesto contro la continua diffamazione verso la “Fondazione Annemarie Ernst per gli animali abbandonati dell´isola d´Ischia”. La Fondazione Annemarie Ernst presta sull´isola un notevole lavoro per la protezione degli animali abbandonati, e indirettamente contribuisce al benessere dell´industria del turismo di Ischia. Con quale realtà verrebbero a contatto i vacanzieri se non ci fosse il canile “Monte di Panza”? Nessun animale italiano viene portato in Germania per esperimenti, e nessun canile tedesco vende cani italiani a laboratori che fanno esperimenti con gli animali. Se le azioni contro i tedeschi non finiscono ci ripenseró di continuare a trascorrere le mie vacanze sull´isola d´Ischia. Al di fuori protesto contro il diniego delle autorità veterinarie ischitane di rilasciare i passaporti di vaccinazione europei a nome della Fondazione Annemarie Ernst”. Come sempre, e tanto più quando si tratta di messaggi che arrivano dall’estero, avevamo riservato alla prima missiva via e-mail che ci era arrivata un’attenta lettura, curiosi di conoscere le impressioni e l’opinione di chi valuta dall’esterno e da lontano le cose di casa nostra. E ci aveva stupito, soprattutto, l’impostazione data alla “ricostruzione” dei presunti fatti, come se si trattasse di una contesa tra italiani e tedeschi, interpretata perdipiù dall’autrice come un affronto in chiave nazionalistica, che la portava addirittura a ipotizzare, qualora non fossero finite “le azioni contro i tedeschi”, di non rimettere più piede sulla nostra isola. Un’opinione da rispettare, come tutte, ma che sembrava essere frutto di un’informazione sommaria e, dunque, necessariamente imprecisa su certe situazioni, probabilmente ascrivibile proprio alla lontananza da Ischia della nostra sconosciuta interlocutrice.
MA QUALE CONTRAPPOSIZIONE ITALIA-GERMANIA!
Tutte considerazioni, le nostre, che abbiamo dovuto completamente riformulare nel momento in cui l’intervento singolo si è trasformato in un fiume in piena di messaggi fotocopia dai più diversi borghi e città della Germania. E un’impostazione che poteva essere compresa, pur nella sua mancanza di giustificazione, rispetto all’opinione di un singolo, è diventata inaccettabile e perfino offensiva quando si è moltiplicata per cento, duecento e così via. Il voler interpretare una questione complessa e delicata come quella dei trasferimenti in massa di cani e gatti dall’isola in Germania in termini di “contrapposizione” tra italiani e tedeschi è una semplificazione che non trova alcun fondamento serio in fatti e circostanze. Tanto più che vi si legge un malcelato complesso di superiorità nei confronti degli isolani che, senza l’aiuto dei tedeschi, non potrebbero neppure offrire ai loro ospiti un’isola presentabile. Ora, che Annemarie Ernst abbia svolto un’opera altamente meritoria nel campo della protezione degli animali a Ischia è un dato di fatto sempre unanimemente riconosciuto e che il canile di Panza, realizzato con fondi provenienti dalla Germania, sia l’unico rifugio attualmente esistente a Ischia è anch’esso un dato obiettivo. Ed è anche vero che a Ischia (ma ci risulta anche in Germania) il problema del randagismo esiste ed è serio. Ma, pur dando a Cesare quel che è di Cesare, sembra un po’ grossolana la valutazione dell’accoglienza isolana. Che ognuno tiri l’acqua al suo mulino nazionale va bene, ma il troppo stroppia. E anche questa storia dell’aiuto provvidenziale dei tedeschi agli isolani incapaci di camminare da soli, sta cominciando ad andare un po’ sopra le linee. Perché poi, con tutto il rispetto per i tedeschi, nostri amatissimi ospiti, la realtà ischitana è come quella di ogni altra località europea, dove ci sono gli amanti degli animali che si danno da fare per tutelarli e assicurare loro condizioni di vita adeguate, ma anche individui che non esitano a maltrattare, abbandonare e a comportarsi in modo violento e barbaro. Tutto il mondo è paese, nel bene e nel male. E a Ischia ci sono ischitani doc, dunque italiani, che si prodigano al massimo per gli amici a quattrozampe senza per questo ritenersi dei superuomini o delle superdonne.
CRITICHE INFONDATE
A parte le valutazioni di massima, è stupefacente che si scriva di “azioni contro i tedeschi”, ma quali? Sulla nostra isola da secoli siamo abituati ad accogliere nel modo migliore i “forestieri”, tanto più se stranieri e a maggior ragione se tedeschi. E le centinaia di firmatari della protesta che si presentano tra le righe come frequentatori della nostra isola (ammesso e non concesso che ci abbiano mai messo piede davvero tutti quanti), se effettivamente l’avessero visitata e ci si fossero intrattenuti, dovrebbero aver fatto esperienza della nostra buona ospitalità. Se poi questo giudizio così “tranchant” è collegato solo alle vicende che riguardano il canile di Panza, gli scriventi sono decisamente fuori strada, certamente per un deficit di conoscenza dei fatti. Ed è grave che dalle loro sommarie e parziali informazioni facciano discendere la minaccia di non venire più in vacanza a Ischia. E’ del tutto legittimo, anzi doveroso, che in un paese civile ci si interroghi sul destino di migliaia di animali che dall’Italia (Ischia compresa) vengono trasferiti ogni anno in Germania, dove i canili e i gattili sono già pieni di animali indigeni che, evidentemente, non trovano neanche loro un numero sufficiente di persone disposte ad adottarli. I tedeschi preferiscono mettersi in casa cani e gatti nati nel “paese dei limoni”, come Goethe definitiva l’Italia? Può darsi, ma la curiosità di capire le motivazioni di tanto trasporto affettivo verso i nostri randagi, piuttosto che verso quelli nati in Germania, è comprensibile e del tutto naturale. E considerare ciò come un’”azione contro i tedeschi” o una “diffamazione” verso la Fondazione Ernst è davvero un’esagerazione. Che men che meno può giustificare una protesta così estesa come quella che appare dalla caterva di e-mail che ha assalito i nostri computer.
IN NOME DELLA LEGALITA’
Assai grave, piuttosto, è la frase che chiude il messaggio. Quella in cui si afferma di protestare contro il diniego delle autorità veterinarie ischitane di rilasciare passaporti per i cani e i gatti diretti in Germania a nome della Fondazione. Un’enormità giuridica, prima ancora che dal punto di vista del buon senso. Il “diniego” delle autorità veterinarie non è frutto di un dispetto, ma dell’applicazione della legge, come è d’obbligo per le autorità veterinarie ischitane e di qualunque altra città o paese, in Italia come in Germania. Esiste – e questo forse non lo sanno i firmatari della “protesta” – una direttiva comunitaria (che va applicata dunque in tutta l’Europa di cui anche noi, come gli scriventi tedeschi, siamo cittadini) che impone di rilasciare quel passaporto solo alle persone fisiche che si presentano personalmente a richiederlo e a ritirarlo, non alle persone giuridiche, quale è la Fondazione Ernst. Dunque, i veterinari ischitani stanno facendo solamente il loro dovere, che è quello di applicare le regole e garantire il rispetto della legalità da parte di tutti, italiani, tedeschi, francesi, svedesi et cetera et cetera. Perché ci mancherebbe che la legge prevedesse deroghe per la nazionalità. E questa certo non può essere considerata un’”azione contro i tedeschi”. Meraviglia, anzi, che proprio dalla Germania arrivi un tale rilevo agli italiani, additati di solito per essere un po’ troppo disinvolti sul piano del rispetto puntuale delle regole. Regole, tra l’altro, stabilite dal legislatore europeo proprio a tutela degli animali, il che dovrebbe essere musica per gli orecchi di qualunque animalista. Altro che protestare! Semmai dovrebbe essere questa una buona motivazione per tornare a Ischia. Comunque, pur restando ognuno libero di decidere come crede, la minaccia di non venire a Ischia replicata centinaia di volte può provocare un certo rammarico, tanto più perché priva di motivazioni forti, ma non certo rappresentare un modo per indurre a soprassedere sul rispetto delle norme vigenti o a non vigilare, com’è giusto e doveroso, sul trasferimento di tanti animali domestici al di fuori dell’isola e all’estero. E questo vale per gli italiani e per i tedeschi. E poi, dopo cinquant’anni di Europa unita, certe sottolineature nazionalistiche, comprensive di stereotipi e luoghi comuni reciproci, non sarebbe il caso di superarle?
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LA STAMPA
18 MARZO 2006
Misteri : L’Enpa lancia l’allarme : c’è il sospetto della vivisezione
Il triangolo dei cani spariti
Sono 20 gli animali spariti nell’Alessandrino

Gino Fortunato
Alessandria – Misteriose sparizioni di cani nei territori fra Novi Ligure, Tortona e Alessandria. Una specie di «triangolo delle Bermude» che sta creando inquietudine tra la popolazione, in particolare tra gli abitanti di cascine e paesi di campagna. Il grido d’allarme è stato lanciato dalla sezione Enpa di Tortona, in seguito ad allarmanti dati che denunciano la scomparsa prevalentemente di cani di grossa taglia. «Non ci siamo mai trovati di fronte ad una situazione simile – spiega la presidente Rita Livolsi – da dicembre ad oggi sono spariti una ventina di cani, se ne sono perse del tutto le tracce. Parliamo di esemplari come il pastore maremmano, il pastore tedesco o lo schnauzer. I loro padroni non si sono arresì e stanno ancora, setacciando le campagne, nelIa speranza di trovarli vivi».
Avvelenati? In effetti in provincia s’è registrato anche quest’anno il fenomeno dei bocconi alla stricnina lasciati maldestramente in giro per uccidere animali – come volpi e faine – da alcuni considerati «nocivi». Ma nell’area considerata , l’unico caso di avvelenamento è stato scoperto due giorni fa: un esemplare di Schnauzer gigante. Era sparito da una settimana insieme a un bracco che non è stato però ritrovato.
Trattandosi di cani di grandi dimensioni sembra strano che da oltre tre mesi a questa parte non siano più stati trovati neppure i corpi: «Il nostro timore – dicono all’Enpa – è che possano essere stati rapiti per compiere esperimenti di vivisezione in Germania, dove purtroppo è ancora ampiamente in uso questa terribile pratica da parte di alcune industrie farmaceutiche. In caso contrario, non sapremmo come spiegare queste sparizioni. Non ci resta che appellarci ai lettori, affinché segnalino alle associazioni animaliste, ai carabinieri e alle Asl, ogni movimento sospetto».
L’Enpa di Tortona ha redatto una mappa, seguendo le segnalazioni dei proprietari dei cani spariti: sembra seguire un percorso ben definito, attraverso un fitto collegamento tra strade secondarie nelle campagne novesi e tortonesi. Il primo caso (un pastore tedesco) è del 15 a Rivalt,a Scrivia, frazione di Tortona . Poi altre segnalazioni dal Tortonese (Torre Garofoli, Carbonara Scrivia, Momperone, Viguzzolo), ma anche dall’Alessandrino (Castelceriolo, San Giuliano vecchio),-fino al Novese (Pozzolo e la frazione Merella). In totale è stata denunciata la scomparsa di una ventina di cani, ma è probabile che siano di più.
Fra gli scomparsi, almeno nove sarebbero di razza pastore tedesco. «Questa circostanza crea ancora più apprensione e sospetti – prosegue la presidente dell’Enpa – perché abbiamo saputo di aberranti esperimenti compiuti all’estero esclusivamente su animali di grossa taglia .
——————————————————————————–
dalla rivista FOCUS (Germania) del 28.05.2005
http://www.yasamhakkinasaygi.com/donkisot/focus.htm
FOCUS 28.05.05 Ediz. 22 – pagine 064-064
TRAFFICO DI CANI
Rubati e venduti

Associazioni per la protezione animali ambigue vendono cani randagi importati illegalmente. I cuccioli hanno dovuto subire 13 ore di tortura, accatastati uno sull’altro, senza cibo.Quando i poliziotti hanno aperto i portelloni di un furgone Komby e di una Jeep, hanno
liberato 45 randagi ungheresi, smagriti, spaventati, malati – i certificati sanitari erano falsi.
La cosa peggiore: tutto ciò è accaduto su un terreno dell'”assoc. per l’aiuto di animali” a Seeheim, nella regione Hessen. I responsabili dei trasporti dei cuccioli sono collaboratori di un’associazione per la protezione animale.
I veterinari tedeschi avvertono da anni che esistono associazioni animaliste ambigue. “Il commercio con i cani randagi è molto lucrativo. “L’aver salvato le povere creature è solo apparenza”, spiega Christa Wilczek. La veterinaria 42enne della ASL Darmstadt –
Dieburg è convinta che organizzazioni tedesche importano illegalmente oltre 50.000 cani. L’assoc. Verband fuer das deutsche Hundewesen” di Dortmund suppone addirittura che vengano importati illegalmente 100.000 cuccioli. “Attualmente si può comprare un cane in modo
talmente facile come un panino al panificio”, afferma la responsabile per la protezione animale regionale di Hessen, Madeleine Martin.
Secondo lei negli ultimi anni il commercio di cani è incrementato di circa il 100%.
Quattro associazioni animaliste della Sassonia del sud e della regione Nordrhein-Westfalen (Nordrenowestfalia) e organizzazioni olandesi, ordinano da anni, da quanto hanno confermano le istituzioni, via Internet cani da intermediari inglesi, che fanno rubare dalle strade
in Romania e Polonia i giovani animali. Gli animali poi vengono “lasciati in magazzini di passaggio” in Ungheria e poi consegnati passando per l’ Austria.Per far perdere le loro tracce, i trafficanti nel loro tragitto cambiano più volte vettura, itinerario
e telefoni cellulari. In Germania questi animali vengono offerti tramite inserti pubblicitari “da allevamento casalingo”. “Ad un prezzo che va sino a 350 Euro a cane” dice sconcertata la veterinaria Wilczek. Il presidente della DTSB, Wolgang Apel, dice: ci deve essere
l’obbligo di marcatura e registrazione a livello europeo. Le istituzioni possono intervenire soltanto quando da qualche parte si sentono lamentare dei cani nelle vetture, dice un detective. L’anello di trafficanti a sud di Francoforte, che è attivo a livello europeo, è
stato scoperto solo per caso.
La ASL veterinaria della regione di Hessen ha avuto segnalazioni da parte di cittadini e ha posto sotto controllo la “Tierhilfe Seeheim e V.” e bloccato la consegna di cani.
La ASL veterinaria ha denunciato la direttrice dell’assoc.
Tierhilfe, 56enne Monika B. per maltrattamento agli animali. Indaga anche il Ministero per l’ambiente della regione Hessen e la procura di Darmstadt.
Colui che è a capo dell’organizzazione dei trafficanti, un inglese, si è fatto vivo presso la ASL veterinaria via e-mail. L’uomo si è espresso in tedesco perfetto a riguardo del traffico ed ha scritto che “è solo interessato a salvare i cani randagi” e non guadagna neanche
un centesimo. Gli esperti non ci credono.
Dai dati indicati dagli investigatori, muore entro due settimane quasi il 40 percento dei cani a causa di malattie infettive.
(c) redazione e e

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