WarDrome Sci-fi MMORPG
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Monday January 22nd 2018

Prime volte

(Storie trovate in strade e`raccontate per caso da un’adolescente)

Capitolo primo

Quando il quindicenne Vittorio Meola indosso` il vestito nuovo ricorreva il giorno degli Ognissanti;passeggiava nel lungo viale conducente al cimitero,affollato da corpi in balia del freddo,esteso in ogni angolo della strada. I parenti dei defunti imbabucati dalla testa ai piedi si incamminavano frettolosamente per recare le dovute visite ai parenti,attendenti quieti e ordinati nello spazio assegnatogli per l’eterno riposo. Le coreografie allestite dalle variopinte bancarelle esposte sul gremito marciapiede,erano sistemate in fila orizzontale dai venditori,mostravano scenarii di festosi colori di primizie periodiche,messe in vista nei dovuti spazii,a forma quadrangolare estesi sul fondo delle bancarelle,cascanti dall’alto in basso.
Il brusio delle voci dei commercianti,si incrociavano nell’aria duellando frase contro frase;alla caduta delle frasi combattevono parola contro parola,alla fine consonante contro consonante e vocale contro vocale,alla caduta di ogni lettera il compito di ricomporre le frasi era impossibile;l’assurda lotta consisteva solo nell’esortare la massa nelle compere della merce.
Vittorio era incantato dinanzi al luogo della battaglia,seguendo con lo sguardo meravigliato ogni intrepida azione,a delle pertiche di ferro sporgenti dal marciapiede penzolavano lunghe collane di tradizionali castagne cotte a forno,attraversate centralmente da fili di spago che li univono.Le lettere ferite,insaguinate si aggrappavano alle collane di castagne per non essere calpestate dalla frettolosa massa,che voleva raggiungere al piu` presto la casa o il cimitero,altre lettere trovavano rifugio fra i melograni lucenti di buccia,le piu` sfortunate lettereerano quelle che trovavano rifugio fra il torrone nocciolato,ogni volta che un’acquirente ne acquistava una fetta assaggiandone un pezzettino,si trovava fra i denti una manciata di sofferenti lettere,che sputava fuori per il gusto amarognolo,le sofferenti lettere venivono schiacciate dalla furiosa massa;il rifugio piu` atroce era quello fra le mele ricoperte di zucchero,le povere lettere rimanevono prigioniere nella viscida sostanza appiccicosa,e lottavano con lo spasimo delle forze fino all’affievolimento.
Le lamentose,e stridulanti voci delle lettere gridante:
-Aiuto,aiuto!-
Emisero nell’animo dello spettatore una profonda compassione,tento`di salvare quelle anime in pena,tendendogli una mano,ma queste rifiutarono categoricamente di aggrapparsi scivolando negli abissi mostruosi di quella viscida sostanza annegando nell’apaticita` del mondo materiale.Nella mente di Vittorio brulicavano le scene di guerra combattuta senza conoscerne le ragioni;quegli esseri erano stati calpestati,masticati,e annegati nella viscida sostanza zuccherata.
Ecco erano colpevoli,ma di quale imputazione?

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