WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Monday May 28th 2018

Notiziario animalista

Fonte: mailing list Gruppo Bairo
http://www.bairo.info/cinquepermille.html
Per la prima volta, con la disciplina introdotta dalla legge Finanziaria per il 2006, puoi scegliere a chi destinare il cinque per mille delle proprie imposte.
Da oggi puoi dare in modo semplice e che non costa nulla un sostegno concreto al GRUPPO BAIRO onlus che da anni si prende cura di animali sfortunati.
Con il 730, con il Modello Unico (ex 740) e con il CUD 2006 puoi scegliere di destinare il 5 per mille dell’Irpef al Gruppo Bairo Onlus
Questi modelli contengono uno spazio dedicato al cinque per mille, in cui firmare ed indicare il codice fiscale di GRUPPO BAIRO che è il n. 92007190199 nella sezione relativa al “Sostegno del volontariato”
Per ulteriori informazioni telefona al direttivo del GRUPPO BAIRO Onlus al n. 329-2162350.
Ci auguriamo che quanti apprezzano le attività dell’associazione Gruppo Bairo Onlus vogliano, esprimere questa loro preferenza.
5000 volte grazie
Bairo & staff
Ricordati il nostro codice fiscale: 92007190199
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
johnny ha un anno e si è perso sabato 3 giugno in via giambellino, zona piazza napoli,a Milano. E’ tigrato e molto affettuoso,quindi potrebbe averlo trovato qualcuno..ha un segno particolare la zampa posteriore destra la tiene sempre verso fuori o a penzoloni,causa operazione dovuta per una caduta.
prego vivamente chi l’ha visto di contattarmi urgentemente perchè è sotto cure antibiotiche
N° cell 3492384344 tel casa 024231157
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Fonte: GAZZETTA DI MODENA
Spilamberto. Pastore tedesco rubato dal canile, un appello
SPILAMBERTO (MO). Spiacevole episodio al canile dell’Enpa di Spilamberto. I volontari che gestiscono la struttura informano che nel primo pomeriggio di giovedì scorso, in un momento in cui nel canile non c’era nessuno, qualcuno ha rubato un cane portandoselo via. Si tratta di un cane pastore femmina di circa cinque anni di età, di colore nero focato, pelo medio, con un ciuffo di pelo bianco sul mento. Ha la coda rasata perchè gli era stata appena praticata una medicazione. I volontari fanno sapere che il numero di microchip del cane è il seguente: 380098100865158. L’appello è che chiunque ne abbia notizie lo segnali subito all’Enpa telefonando ai numero: 329-1797730 oppure 320-4355755. L’Enpa ha provveduto ad avvertire del furto i veterinari della zona e ha deciso di sporgere regolare denuncia. Il cane non può essere scappato da solo, dicono i volontari, poichè la recinzione del canile è alta circa quattro metri.
Qualcuno, secondo loro, si è introdotto nella struttura e ha portato via l’animale.
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Fonte: animalieanimali
ZAZIE, RUBATA A ROMA, UN APPELLO DISPERATO!
Un numero telefonico ed una email per fornire informazioni. Ecco la foto della rapita.
5 giugno 2006 – CAGNOLINA RUBATA A ROMA il 30 maggio ‘06!
ZAZIE E’ SCOMPARSA! ERA NEL CAMPING-CAR DEL SUO PADRONE, RUBATO IL 30 MAGGIO 2006 A DUCENTO METRI DAL CENTRO DI ROMA.
ZAZIE E’ CANE FEMMINA GRIGIA RAZZA GRIFFON INCROCIATA CON HUSKY.
HA UN’OCCHIO AZZURRO E L’ALTRO MARRONE
E’ MOLTO DOLCE ED E’ LA SOLA FAMIGLIA DEL SUO PADRONE!
PER FAVORE SE LA TROVATE TELEFONATE A QUESTO NUMERO : +33.6.74.17.17.43
O SCRIVETE A allifa@wanadoo.fr
GRAZIE MILLE SE POTRETE AIUTARCI, SIAMO FRANCESI E DALLA FRANCIA LA RICERCA NON E’ FACILE.
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Fonte: TEMPO MEDICO
L’ormone buono generato dall’infarto
Il cuore infartuato produce eritropoietina per proteggersi
L’eritropoietina non è solo doping: l’ormone, anzi, non smette di riservare sorprese.
Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano e dell’Università di Messina, in collaborazione con alcuni colleghi statunitensi e danesi, ha infatti dimostrato che questa proteina può essere prodotta dalle cellule del cuore e che la sua produzione aumenta notevolmente negli animali in seguito a un infarto che venga provocato a scopo di sperimentazione. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Heart, ed è reperibile nel sito dell’istituto (http://www.marionegri.it). Già altre ricerche dell’Istituto Mario Negri avevano messo in luce che l’eritropoietina, normalmente secreta dal rene e utilizzata per aumentare la produzione di globuli rossi in pazienti anemici, ha proprietà riparatrici e protettive nell’ischemia cardiaca e cerebrale. Si è visto, inoltre, che dopo infarto miocardico acuto e nell’insufficienza cardiaca, si ha nell’uomo un aumento dei livelli circolanti della proteina, anche se non era chiara, fino a oggi, la sua origine. Questa volta, tuttavia, la tecnica PCR a trascrizione inversa ha documentato inequivocabilmente un aumento delle concentrazioni dell’RNA messaggero dell’eritropoietina nelle aree lesionate del miocardio di un gruppo di topi in cui una delle arterie coronarie era stata legata provocando un infarto. L’RNA messaggero non è invece aumentato nel miocardio degli animali le cui coronarie non erano state chiuse. L’incremento non è evidente nelle primissime ore e dopo 72 ore dall’infarto, ma è netto sia a 24 ore di distanza sia a 48. Questo indica che un organo ischemico, in cui l’apporto di sangue è ridotto, è in grado di produrre autonomamente una sostanza capace di proteggere sé stesso. Lo studio apre una nuova prospettiva per lo sviluppo di farmaci anti ischemici. Infatti invece di somministrare eritropoietina al paziente – con possibili effetti indesiderati o comunque non necessari su altri organi – si potrebbe cercare di potenziarne la produzione nel cuore malato con farmaci appropriati.
di Cristina Barlera
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Fonte: SAVONA NOTIZIE
Animali nel circo: la protesta Enpa a Savona
Savona – Arriva a Savona il circo Lidia Togni e l’Ente nazionale protezione animali scende in campo contro il trattamento degli animali, chiedendo al sindaco appena insediato di chiudere la città agli spettacoli che fanno uso di animali. L’Enpa chiede una sollecita approvazione del regolamento comunale sulla tutela degli animali. Il regolamento, elaborato dall’associazione, è stato già approvato a Urbe, Stella e Cosseria; mentre ad Alassio, Albisola Superiore, Celle, Loano, Noli, Piana Crixia, Pietra Ligure, Toirano, sempre su proposta Enpa, vige un’ordinanza in cui si vietano determinati spettacoli e manifestazioni con animali, compresi i circhi. “Troppo frequentemente – lamentano gli ambientalisti -, i circhi non rispettano nemmeno le più basilari forme di rispetto nei confronti della fauna che usano come attrazione per richiamare il pubblico: gli animali dovrebbero essere tenuti in buone condizioni igieniche, avere modo di muoversi per sgranchire le zampe, non essere legati in modo costrittivo o essere feriti per imparare un esercizio.”
“Eppure – continuano – anche queste regole, che sembrerebbero di ovvia comprensione, non vengono rispettate dalla maggior parte dei tendoni che ospitano animali. Dal 2003, epoca della prima scaramuccia in tribunale tra l’Enpa e un noto circo, molti obiettivi sono stati raggiunti e alcune città hanno deciso che il circo è uno spettacolo che merita di essere visto solo se privo di animali, come ha dimostrato il sempre crescente successo del Cirque du Soleil, che mostra esibizioni frutto di lavoro esclusivamente umano e sta raggiungendo un affluenza di pubblico da record. Fonte Enpa Savona
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Fonte: ANSA AMBIENTE
India: si assottiglia sempre più il numero tigri
NEW DELHI, 05 GIU – Continua in India la mattanza delle tigri. Il felino da sempre simbolo del sub continente, nonostante campagne e leggi che lo tutelino, sta vedendo assottigliare sempre di piu’ il suo numero in tutto il paese. Colpa dei cacciatori di frodo e dell’avanzamento delle citta’, che tagliano spazi vitali ai grandi felini spingendo contadini e altre persone ad uccidere gli animali che si avvicinano alle loro case in cerca di cibo. Secondo gli ultimi studi, sarebbero dalle 20 alle 50 le tigri uccise ogni anno. Circa cento anni fa la popolazione delle tigri in India era di circa 40.000 esemplari. Anni di caccia indiscriminata e riduzione degli spazi vitali hanno ridotto il loro numero in tutta l’India a circa 3.700, addirittura meno di 2.000 stando ad alcuni studi. Tra il 1999 e il 2003 sono state 114 le tigri uccise dai bracconieri, mentre solo 59 sono morte di cause naturali. Ma i numeri non sono assoluti, in quanto secondo gli studiosi, ogni due casi noti ce ne sono due sconosciuti. Il peggioramento della situazione ha spinto il primo ministro indiano Manmohan Singh a formare una commissione ad hoc che ha studiato il problema. Oltre a misure di maggiore controllo, la commissione ha proposto aiuti economici per gli abitanti delle foreste affinche’ evitino di uccidere le tigri. E il paese di Gandhi ha da poco avviato una cooperazione con la Cina per la salvaguardia della tigre. E’ nel paese dei mandarini che il grasso, i denti ed altre parti del grande felino vengono venduti come componenti della medicina tradizionale cinese.
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Fonte: IL GAZZETTINO DI PORDENONE
Abbattimenti Studiare prima di scrivere
In riferimento alla lettera a firma del sig. Zuliani di Pasiano pubblicata da “Il Gazzettino” in data 30 maggio scorso, essendo stato chiamato in causa, ritengo opportuno replicare brevemente. La differenza tra me e Lei, sig. Zuliani, è che il sottoscritto cerca di avere cura degli animali tutti e dell’ambiente in generale, Lei solo di ciò che Le fa più comodo come cacciatore. Pensi che se Lei non andasse a caccia molti esseri viventi oggi sarebbero in vita, pensi quindi quanto dannosa è la sua attività per la fauna selvatica che abita il nostro mondo. Ciò che mi preoccupa non sono le accuse di ignoranza che mi rivolge – della questione dei cosiddetti nocivi mi occupo da parecchi anni – quanto piuttosto le assurdità che Lei come cacciatore con licenza di uccidere scrive. La invito a leggere qualche passo di letteratura scientifica in materia di animali nocivi, ho molti libri e documenti – se vuole glieli posso prestare – ove non troverà il minimo riscontro alle abnormità che va dicendo! Soprattutto leggerà che gli abbattimenti non servono a nulla. Ciò è già stato accertato. E ne costituisce una prova, tra l’altro, il fatto che in questa Regione è stata solo e sempre attuata la politica degli abbattimenti senza che mai abbia risolto “i problemi” dei danni all’agricoltura. Non mi resta che sottolinearLe la mia soddisfazione rispetto al fatto che con sentenza della Corte Costituzionale n. 392/2005 del 12.10.2005 è stata dichiarata incostituzionale la norma regionale che consentiva alla generalità dei cacciatori di sparacchiare tutto l’anno con la scusa di dover provvedere ad eliminare gli animali nocivi. Ciò impedisce ai cacciatori di fare più danni rispetto a quanto già non facciano. In ordine ai miei recenti interventi sulla stampa che l’hanno tanto infastidita, questi erano limitati a riportare quanto indicato dalla Commissione Europea nella lettera di messa in mora allo Stato italiano n. 2131/2006 con riguardo alla legge del Friuli Venezia Giulia 10/2003 che, consentendo l’abbattimento indiscriminato di tortore dal collare orientale, cormorani, storni e colombo domestico, rappresenta un cattivo esempio di applicazione della direttiva 79/409 Cee. Come vede, sia i Giudici della Consulta che la Commissione Europea, oltre al sottoscritto, ritengono degni di tutela anche gli animali che Lei definisce “assassini”. Per finire, sig. Zuliani, il fatto che le cornacchie si nutrano di lepri esiste solo nei suoi incubi notturni. Come dovrebbe esserLe noto, le cornacchie si nutrono di carcasse di animali, svolgendo perciò un’importante ruolo nell’ambito della catena biologica. A questo punto non mi resta che augurarLe sonni tranquilli! Alessando Sperotto Delegato Lega abolizione caccia Fvg
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Fonte: IL GAZZETTINO DI BELLUNO
Avvelena il gatto della vicina: 160 euro
Belluno
Antiparassitario per sopprimere i gatti molesti della vicina. Cose da far rizzare i capelli agli animalisti più convinti. Per Francesco Benvegnù, 70 anni, si trattò invece di un ottimo sistema per liberarsi di quelle bestie di cui non ne poteva davvero più. Ma così facendo si tirò addosso ben tre accuse che lo hanno condotto sul banco degli imputati e per le quali ieri ha patteggiato la pena di trecento euro davanti al giudice del Tribunale di Belluno: uccisione di animali altrui, maltrattamento e getto di cose pericolose. Avvenne ad Arsiè nel novembre 2003. La vicenda è indicata sommariamente nel capo d’imputazione formulato a carico dell’imputato. Avrebbe collocato esche contenenti un antiparassitario a base di Methomyl in un luogo di pubblico passaggio commettendo così crudeltà nei confronti di quegli animali che se ne sarebbero cibati e di cui avrebbe procurato la morte. Inoltre gli si contestava di aver ucciso il gatto di Lorenzina Maccagnan senza alcun motivo. Dietro alla formulazione dell’accusa, una storia di difficile vicinato. Benvegnù avrebbe lamentato odori insopportabili e molestie dovute alla presenza dei felini, tanto da risolversi a liberarsene con l’antiparassitario. La denuncia che ne seguì portò ad una perquisizione, ordinata dalla Procura, e quella sostanza micidiale – pericolosa non solo per gli animali a quattro zampe, ma anche per l’uomo – sparsa tra la sua e l’altrui abitazione, gli venne trovata nel bagno di casa. Precedentemente il suo difensore, avvocato Stefano Bettiol, aveva cercato di chiudere il caso con un patteggiamento di 160 euro, ma il giudice l’aveva respinto. Ieri la proposta è invece passata.
Bruno De Donà
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Fonte: GAZZETTA DEL SUD
Potrebbe essere abbattuto
L’orso Bruno in Baviera fa colazione con tre pecore

ROMA – L’orso bruno, che si aggira sul confine tra l’Austria e la Germania meridionale, ieri mattina ha sbranato tre pecore in Baviera. L’orso, che pesa sui 200 kg, chiamato da tutti ormai «Bruno», ha ucciso i tre animali che pascolavano su un prato del comune di Lautersee, in provincia di Garmisch-Partenkirchen. Lo ha reso noto ieri un portavoce del ministero regionale dell’Ambiente a Monaco di Baviera. «Le tracce dell’orso sono state identificate oltre ogni dubbio», ha detto il portavoce Roland Eichhorn, secondo il quale l’orso resta un «problema» e per questo nei giorni scorsi era stato permesso di abbatterlo. Il plantigrado proveniente dal Parco trentino Adamello-Brenta era arrivato la prima volta in Germania il 20 maggio scorso attraverso l’Austria. Due giorni fa aveva annunciato il suo arrivo nella zona di Garmisch-Partenkirchen sbranando le prime tre pecore, ieri mattina per «colazione» ha fatto il bis portando il totale a sei pecore uccise. (f.m.)
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Fonte: VIRGILIO NOTIZIE
Ucraina: si fa uccidere da un leone per dimostrare esistenza Dio
E’ entrato nella gabbia per verificare la sua pericolosa tesi

Kiev, 6 giu. (Ap) – Un leone ha ucciso un uomo che si era introdotto nella sua gabbia, domenica sera, nello zoo di Kiev, ha annunciato ieri la polizia ucraina. Secondo testimoni, l’uomo di 45 anni avrebbe dichiarato prima di entrare nella gabbia che voleva verificare l’esistenza di Dio, sostenendo che Dio non permetterebbe ai leoni di ferirlo. Il leone ha assaltato l’uomo entrato nella gabbia con l’aiuto di una corda. Nella gabbia c’erano quattro animali. Il portavoce della polizia di Kiev ha dichiarato che l’uomo, di origine azera. e’ apparso aggressivo ed e’ stato preso alla gola dall’animale. La vittima non e’ stata identificata
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Fonte: CORRIERE DELLA SERA
Già l’anno scorso i leoni avevano divorato un’inserviente
Kiev: va nella gabbia del leone e viene ucciso

Un uomo di 45 anni entra nel recinto delle fiere allo zoo e grida «Se Dio esiste mi salverà». Ma un felino lo attacca e lo uccide
KIEV (UCRAINA) – Un gesto sconsiderato, probabilmente motivato dalla follia. Un uomo di 45 anni, originario dell’Azerbaijan, è stato ucciso, ieri pomeriggio, da un leone nello zoo di Kiev, dopo essersi calato con una corda nella gabbia del felino, riferisce oggi la polizia locale. L’uomo si è arrampicato sulla recinzione del leone e si è calato all’interno della gabbia con una corda. Poi avrebbe preso le scarpe le le avrebbe lanciate contro il leone, gridando, secondo alcuni testimoni, «Se Dio esiste, mi salverà».
Alcuni leoni nello zoo di Kiev
I suoi gesti hanno a questo punto, infastidito, o forse impaurito l’animale, che poco dopo lo ha attaccato, uccidendolo con un solo morso al collo. Al momento non ci sono informazioni certe sui motivi che hanno spinto il 45enne ad una simile «impresa», ma secondo le prime testimonianze si dovrebbe trattare del gesto di uno squilibrato. È la seconda volta in 23 anni anni che nello zoo di Kiev si verifica una simile casualitá. Nel marzo del 2005 una donna delle pulizie entrò erroneamente nella gabbia delle tigri. Un felino la attaccò immediatamente mordendole e rompendole il collo.
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Fonte: LA PROVINCIA DI SONDRIO
Recensioni/cinema Paura, suspense e horror nel film di Mastandrea «The Breed», attenti ai cani
L’unica battuta con una venatura ironica («Tanti saluti a Cujo») serve per dare atto a chi per primo aveva avuto l’idea di un cane che si trasforma in feroce aggressore (Cujo, da un soggetto di Stephen King, risale al 1983). The Breed moltiplica le belve, residuato di una mutazione genetica sperimentata a scopi militari, con una colonia di cani che non tollera altre presenze sull’isola dove approda il consueto manipolo di giovani in vena di allegra vacanza. Si sa che andrà diversamente e quando, rompendosi, un legno diventa una picca non sussistono dubbi che qualcuno vi finirà infilzato. Chi e quando si vedrà in una pellicola tra horror e paura che non fa risparmio degli stereotipi del genere. C’è proprio tutto, soprattutto la muta di cani che costringe sempre più da presso, decimandolo, il gruppetto umano, intento a tentare ogni via di fuga da animali sanguinari guidati da qualcosa che oltrepassa l’istinto e divenuti signori del territorio che hanno infestato. Un paio di dozzine i cani piuttosto bene addestrati (talché il confronto con gli interpreti bipedi sarebbe impietoso) che si muovono secondo la strategia di un regista, Nicholas Mastandrea all’esordio dietro la macchina da presa, che ha imparato il mestiere alla scuola dello specialista Wes Craven, qui in veste di produttore esecutivo di una pellicola di stampo seriale, di quelle che non lasciano scampo ai personaggi e nemmeno allo spettatore. Dall’isola di The Breed si guardino, insomma, non solo gli estemporanei vacanzieri. Be. Ma. The Breed di Nicholas Mastandrea, con Taryn Manning e Hill Harper
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Fonte: LIBERO
I muli clonati perdono la sfida di velocità con i colleghi naturali
Trionfa la natura, nella prima gara a cui hanno partecipato animali clonati, negli Stati Uniti. Evidentemente non erano all’altezza dell’originale, i due muli sintetici che hanno corso l’uno contro l’altro durante l’annuale corsa tra ibridi equini che si tiene a Winnemucca, nel Nevada. Uniti nel dna, Idaho Gem e Idaho Star hanno partecipato insieme alla stessa gara, ma, dopo essersi qualificati ai primi posti per al finale, sono stati sconfitti entrambi da animali normali. Arrivando l’uno terzo e l’altro settimo hanno così deluso le aspettative degli scienziati che li hanno creati e probabilmente hanno fatto perdere loro anche qualche scommessa. Diversi quindi, ma non veloci quanto la loro copia naturale. I due ” gemelli” sono nati da un’idea di Don Jacklin, un impresario dell’Idaho che desiderava un successore al suo Taz, il mulo che ha vinto il campionato estivo della California State Fair del 2001. Jackline finanzò con milione di dollari un progetto dell’università di stato dell’Idaho e dello Utah: l’equipe di studiosi, diretta dal Dott. Gordon Woods, ha così creato nel 2003 Idaho Gem, Idaho Star e un terzo mulo, dalla clonazione di un embrione frutto dell’accoppiamento degli stessi genitori di Taz. I due cloni da gara, sono stati tenuti separati per due anni, in modo da poterne valutare la rilevanza di fattori quali dieta o diverso addestramento. La prova dei due animali era attesa da tempo dagli addetti al settore, perché non è lontano il futuro in cui giumente di razza, anziché dare alla luce un puledro all’anno, potrebbero ” produrre” fino a 16 cavalli clonati. La seducente prospettiva è offerta da Peter Kagel, presidente e fondatore della Horsecloning Inc.: la società, con il supporto del Dott. Woods, lo stesso creatore dei muli, è in grado di sviluppare copie al costo di 416 mila dollari, ogni 100 cavalle ingravidate, più 40 mila a clone, tasse incluse. Un costo esiguo, comunque, se si pensa al ritorno economico che si può realizzare duplicando almeno una decina di cavalli di razza da 100 mila dollari l’uno e, conseguentemente, avere una maggiore possibilità di esplorare combinazioni di diverse linee di sangue per assicurarsi un cavallo perfetto. Il gioco divino della horsecloning sembra essere finalizzato al solo profitto, ma le implicazioni etiche preoccupano molti, e in particolare la Humane Society degli Stati Uniti, che ha duramente criticato il progetto. Proprio ieri Ian Wilmut, il ” padre” della pecora Dolly, il primo animale clonato, sul quotidiano britannico Daily Telegraph ha appoggiato il ricorso alla clonazione geneticamente modificata per prevenire la nascita di bambini con gravi malattie ereditarie. In tal modo, diverse copie dello stesso embrione verrebbero selezionate e modificate per escludere i geni ” pericolosi”. Dal super- cavallo, insomma, non è lontano l’arrivo del super- uomo.
Andrea Finessi
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Fonte: LIBERO
Tutto cambia, pure il ghiro perde il sonno
Clima malato: Il letargo si accorcia. Qualche esempio? Il ghiro, dormiglione assodato nei secoli, in questo nuovo millennio si sveglia prima perché fa più caldo. Addirittura perde 5 settimane e mezzo di sonno. Le marmotte, invece, aprono gli occhi con 38 giorni di anticipo rispetto a 20 anni fa. Così gli animali fanno da ” termometro” al clima malato, testimoniando quanto sta avvenendo per colpa delle abitudini umane e dei relativi gas serra. Il fenomeno non riguarda solo ghiri e marmotte e spazia su più fronti: i passerotti dimagriscono; i pesci tropicali invadono acque che nel passato erano off- limits per le temperature; scoiattoli, tartarughe marine, rettili, anfibi, farfalle e alcune specie di uccelli si riproducono in anticipo, così come sono in anticipo le migrazioni dei tordi. Senza contare le estinzioni, pinguini e orsi polari primi su t u tt i . Questa, oltre ad essere la mappa dell’emergenza fauna negli anni del clima che cambia contenuto nel volume ” Kyoto e dintorni” di Antonello Pasini ( Cnr), è anche uno degli aspetti dello stato di salute del Pianeta emerso nella giornata mondiale dell’Ambiente ( 5 giugno). E il clima fa male anche alla linea. Uno studio condotto su 5 specie di uccelli passeriformi in Israele ha rivelato che l’ 80% ha subito un decremento significativo della massa corporea nell’arco di quasi 50 anni.
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Fonte: Animalieanimali
Balene ancora a rischio di ….voto
Tokyo si rafforza in vista della riunione della Commissione internazionale

Si mette male per le balene, minacciate in tutti i mari dagli arpioni del Giappone che ha trionfalmente annunciato oggi l’imporsi di nuovi equilibri all’interno della Commissione internazionale finora battutasi in difesa dei cetacei.
I giapponesi considerano le balene un ingrediente prelibato e irrinunciabile della loro tradizione culinaria e hanno sempre manifestato insofferenza per la moratoria in vigore da 20 anni sulla pesca dei cetacei per scopi commerciali.
Il bando fu imposto dalla Commissione baleniera internazionale per iniziativa di vari paesi anglosassoni, a cominciare da Australia e Nuova Zelanda, che tra l’altro considerano le balene una grossa ricchezza turistica.
Adesso pero’ l’agenzia nipponica ‘Kyodo’ ha dato come un grande successo la notizia che altri due Stati antimoratoria sono entrati a far parte della Commissione: la Cambogia e le Isole Marshall.
In tal modo, rileva l’agenzia, gli abolizionisti come il Giappone dovrebbero essere per la prima volta la maggioranza nell’organismo internazionale: 36 su 69.
Per la revoca del bando occorre una maggioranza di due terzi, ma e’ probabile che l’annuncio di Tokyo ravvivi i timori degli ambientalisti, che di recente hanno ripetutamente accusato il Giappone di avere “comprato” i voti di piccoli paesi impoveriti del Pacifico come Kiribati, Tuvalu o le isole Salomone.
Spinto dalla sua insaziabile fame di pesce l’arcipelago del Sol levante ha sempre tentato di aggirare il bando del 1986 e, in base a uno studio neozelandese, ha ultimamente moltiplicato le attivita’ condotte dai suoi pescherecci sotto il manto della “caccia per scopi scientifici”.
A farne le spese sarebbero state soprattutto specie come le balenottere dal rostro e quelle gibbose, che pur essendo piu’ numerose di altre non sarebbero mai riuscite a raggiungere livelli di vera sicurezza dall’estinzione. L’allarme degli ambientalisti e’ motivato anche da diversi segni che i giapponesi starebbero ormai affilando gli arpioni: avrebbero incluso anche le balenottere azzurre fra le loro prede e avrebbero creato nuove imprese per commercializzare senza scrupoli le carne dei cetacei massacrati in nome della scienza. Inoltre, pur se una revoca del bando internazionale non puo’ essere per domani, grazie a una maggioranza abolizionista nella Commissione baleniera Tokyo potrebbe comunque riuscire a capovolgere le tendenze ambientaliste prevalse finora e consentire ai propri pescherecci di spingersi anche in zone finora precluse anche alla ‘pesca per la scienza’ come i mari antartici.
La prossima sessione plenaria dell’organizzazione internazionale e’ in programma dal 16 al 20 giugno ben lontano dalla maggioranza dei riflettori, nello stato caraibico di Saint Kitts and Nevis. Lo scorso anno, in Corea del Sud, tutte le proposte nipponiche furono respinte, ma ora e’ probabile che molte siano approvate, a cominciare da quella mirante ad abolire una commissione di difesa ecologica istituita nel 2003. (ANSA)
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Fonte: Animalieanimali
Regione approva disegno di legge su zoo travestiti da parchi faunistici
Aosta – I ”parchi faunistici”, che hanno lo scopo di garantire il benessere e la corretta custodia degli animali, oltre che di promuovere forme di turismo rurale ed educazione ambientale, presto saranno istituti – come previsto da un disegno di legge approvato dalla Giunta regionale – anche in Valle d’Aosta.
La legge, che deve essere discussa in aula, regolamenta il settore, ma soprattutto vuole dare impulso ad un’ attivita’ in grado di conciliare attrattivita’ turistica, interesse scientifico e tutela ambientale. Il progetto normativo prevede infatti che tutte le strutture aperte al pubblico che detengono stabilmente animali vivi selvatici dovranno ottenere dalla Regione un’ autorizzazione, dimostrando di possedere alcuni requisiti.
Oltre ad un elevato livello qualitativo nella custodia e nella cura degli animali, i parchi faunistici dovranno anche attuare programmi di educazione e di sensibilizzazione del pubblico e del mondo della scuola sul tema della conservazione della biodiversita’. Una particolare attenzione e’ anche richiesta riguardo alle misure per impedire la fuga degli animali.
I nuovi parchi, secondo gli intendimenti del Governo regionale, dovranno anche dare un contributo sul piano scientifico. Alle strutture infatti che ospitano esemplari di specie animali minacciate di sparizione o rare e’ richiesta la partecipazione a ricerche scientifiche, oltre che a programmi di formazione nelle tecniche di conservazione delle specie o lo scambio con altri parchi faunistici.(ANSA)
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Fonte: CITTADINO LEX
Il decreto entra in vigore il 10 giugno
Zoo, correzioni alla nuova normativa

(Dlgs 192/2006 – GU n. 121 del 26.5.2006)
http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=39436&idCat=81
E’ stata apportata qualche modifica al nuovo regolamento (Dlgs n. 73/2005) sulla custodia degli animali selvatici negli zoo, improntato non solo sulla corretta gestione di questi parchi, ma soprattutto sulla tutela del benessere degli animali. Il Decreto legislativo n. 192/2006, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 maggio 2006 e sarà in vigore dal 10 giugno, stabilisce, infatti, che a sottostare alla nuova normativa debbano essere proprio tutte le strutture a carattere permanente, sia quelle pubbliche, sia quelle private, che siano finalizzate alla conservazione ed alla salvaguardia della biodiversita’, nonché alla protezione della fauna selvatica. Il Dlgs n. 73/2005 esclude da questa categoria i circhi, i negozi di animali, le strutture dedite alla cura della fauna selvatica, le strutture che detengono animali appartenenti a specie di uccelli e mammiferi allevate nel territorio nazionale per fini zootecnici ed agroalimentari e le strutture autorizzate di natura scientifica che detengono animali a scopo di ricerca. Questo provvedimento ora ne amplia la cerchia, inserendo nell’elenco di quelle che non rientrano nella nuova normativa anche le strutture che espongono un numero di esemplari o di specie giudicato non significativo per la conservazione della biodiversità, da individuarsi con provvedimento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministeri della salute e delle politiche agricole e forestali. Inoltre, il Dlgs n. 73/2005 stabilisce che per gestire uno zoo occorre una licenza concessa dal Ministero dell’Ambiente con decreto, per ottenere la quale occorre che la struttura sia conforme a certi requisiti che assicurino il benessere degli animali. Proprio all’articolo che concerneva i requisiti qualitativi del giardino zoologico, è stato aggiunto un ulteriore comma. Esso prevede una deroga all’applicazione della norma, previo parere favorevole della Commissione europea, per tutte quelle strutture che detengono specie animali per le quali sono previsti sistemi di registrazione e di gestione delle specie stesse.(06 giugno 2006)
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Fonte: Animalieanimali
Animalisti bloccano spedizione elefanti in zoo Australia
Bangkok – Animalisti thailandesi hanno bloccato i camion che trasportavano otto elefanti diretti all’aeroporto di Bangkok per essere trasferiti in alcuni zoo australiani, secondo testimoni.
Gli animali, in camion separati in un centro di quarantena nella provincia thailandese occidentale di Kanchanaburi, attendono di essere trasportati all’aeroporto di Baghkok e da lí essere imbarcati per l’Australia in tarda serata.
Soraida Salwala, fondatrice del gruppo thailandese “Amici degli elefanti asiatici”, si è messa davanti al mezzo che guidava il convoglio, bloccando il passaggio. A Soraida si è poi unito un altro attivista, e circa 20 studenti, a sostenere la causa.
I dimostranti si dicono preoccupati per la salute degli animali – destinati a un programma di ripopolamento – costretti a soffrire nello spazio limitato degli zoo. La fondatrice del gruppo dichiara di essere pronta a interrompere l’azione di distrubo se gli elefanti saranno riportati nelle stalle e se il governo acconsentirà a discutere la faccenda con gli attivisti.(Ap)
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Fonte: Animalieanimali
Anche Miguel Bosè contro le reti-spadare
Roma – Miguel Bose’ sale in barca per ottenere la protezione degli habitat marini e per difendere il pesce spada dalla pesca a reti derivanti.
Il cantante spagnolo ha preso parte alle attivita’ dell’organizzazione internazionale di conservazione marina ‘Oceana’ a bordo del ‘Ranger’, il catamarano dell’organizzazione spagnola, partito dal porto di Bastia per monitorare lo stato di conservazione degli ecosistemi mediterranei e documentare la presenza di flotte illegali nei porti italiani e nei mari vicini all’Italia e alle coste spagnole, che usano ancora la pesca a reti derivanti.
Bose’, si precisa in una nota, e’ rimasto particolarmente indignato da questa attivita’ illegale, percolosa per molti altri pesci di grosse dimensioni (delfini, capodogli e grandi balene) e ha dichiarato: “Le leggi europee devono essere rispettate. Le reti derivanti devono sparire immediatamente dai nostri mari”.(Com/Wam/ Dire) ——————————————————————————–
Fonte: LE SCIENZE
Serotonina e sonno
L’azione del neurot
rasmettitore si esplica soprattutto sui corpi peduncolati
Ancora lei, la Drosophila melanogaster: stavolta i ricercatori dell’ Università della Pennsylvania l’hanno utilizzata per capire l’influenza della serotonina in alcune aree cerebrali, in particolare di quelle che regolano il sonno.
In effetti, i meccanismi di alternanza di sonno e veglia degli animali rimangono tutt’ora misteriosi per molti aspetti. Le ricerche in questa direzione sono rese molto difficoltose dal grado di raffinatezza del cervello degli animali superiori, in particolare dei mammiferi. Per questo motivo, si utilizza come modello il ben più semplice sistema nervoso del moscerino della frutta.
Nel loro studio, Quan Yuan, William Joiner e Amita Sehgal hanno mostrato come il trattamento farmacologico con serotonina induca un incremento del sonno della Drosophila, nonché un miglioramento della sua qualità. Questo neurotrasmettitore, infatti, migliora il sonno di moscerini mutanti che normalmente dormono meno o hanno un sonno frammentato, il che suggerisce una via per superare alcuni deficit causati da altri problemi del sonno. Inoltre, è stato identificato un recettore per la serotonina che influenza il sonno ed è stato mostrato come esso agisca in una specifica regione del cervello del moscerino, nota come corpi peduncolati, che sovrintende all’apprendimento e alla memoria, due facoltà che si ritiene vengano consolidate proprio dormendo.
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Fonte: LA GAZZETTA DI PARMA
Quattrozampe di troppo?
Fa discutere il nuovo regolamento di un Comune del bergamasco

INCHIESTA
Fa discutere il nuovo regolamento di un Comune del bergamasco Quattro zampe di troppo? No dei parmigiani alle multe per chi tiene tanti animali Portarsi una tribù di cani al guinzaglio? Da oggi a Berbenno, Comune della Valle Imagna, non sarà più possibile. La giunta comunale di questo ameno paesino nelle Orobie bergamasche ha infatti decretato nel nuovo regolamento di polizia municipale che chi possiede più di due cani sarà multato con una sanzione di ben 500 euro. Va un pò meglio per i possessori di gatti: secondo lo stesso regolamento, infatti, gli ospiti felini possono arrivare fino a quattro. L’o rdinamento ha già suscitato molte polemiche, anche fra i parmigiani amanti degli animali. continua…
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Fonte: MARKET PRESS
Lord Robert Winston, personalità di spicco entra nel dibattito sulla sperimentazione animale
Bruxelles, 6 giugno 2006 – Lord Robert Winston, esperto di genetica e volto noto al pubblico britannico per la sua collaborazione con la Bbc, è sceso in campo nel dibattito sulla sperimentazione animale, caratterizzato da qualche tempo da toni più accesi, schierandosi decisamente a favore della sperimentazione. Il quotidiano “Guardian” ha pubblicato un suo articolo il 31 maggio. Alcune personalità di alto profilo come il primo ministro Tony Blair hanno già apposto la propria firma su una petizione per la messa al bando dei test sugli animali, ma Lord Winston è il primo contendente a godere della notorietà e al tempo stesso dell´autorità accademica. Nell´ue, inoltre, è in corso di rinegoziazione la normativa comunitaria sul trattamento degli animali usati nella sperimentazione e si sta attualmente realizzando una consultazione in materia. Il dibattito sulla sperimentazione animale si protrae da lunghi anni nel Regno Unito. La lobby contro i test sugli animali ha avuto la meglio in numerose dispute – nel Regno Unito, per esempio, vige la normativa più rigida del mondo in materia. Ciononostante, alcune fazioni estremiste della stessa lobby hanno seriamente pregiudicato la credibilità del movimento impiegando tattiche eclatanti, talvolta antisociali e in qualche caso criminali. All´inizio di questo mese tre dimostranti britannici sono stati condannati a 12 anni di reclusione, e un quarto a quattro anni, per aver preso parte alla campagna di terrore contro una famiglia di allevatori di cavie da laboratorio. La gravità della sentenza rispecchia la brutalità degli attacchi, durati sei anni e fatti di minacce di morte e danni di natura criminale e culminati nella riesumazione, da parte della banda, della salma di un membro della famiglia per la quale venne richiesto un riscatto. Il caso fu talmente sconcertante da avere, a quanto sembra, conseguenze inattese e controproducenti. Nel suo articolo sul “Guardian” Lord Winston spiega: “È imbarazzante che un sedicenne abbia fatto umiliare l´establishment medico e scientifico, le società farmaceutiche e il mondo universitario. Laurie Pycroft si trovava a Oxford quando vide indignato marciare per strada i manifestanti per i diritti degli animali. Realizzò un cartellone a favore della sperimentazione e lo brandì furioso. Nel giro di pochi giorni aveva entusiasmato migliaia di studenti e di accademici”. Da questo inizio solitario è sorto un movimento opposto alle ben più note proteste contro la sperimentazione animale. Ciò dà un´idea di come sia cambiato il dibattito: due anni fa una dimostrazione a favore dei test sugli animali sarebbe sembrata strana oltre che di dubbio gusto. Oggi tali proteste godono di un sostegno univoco e crescente. Prima il dibattito era tra l´opposizione attiva e sonora alla sperimentazione animale e una lobby, più passiva e riservata, a favore, costituita per lo più da accademici. Oggi la schiera dei favorevoli si muove con sempre più sicurezza. Lord Winston definisce gran parte degli episodi più forti della campagna antisperimentazione come “una distorsione”. “Gli attivisti dei diritti degli animali parlano di crudeltà e di tortura avvalendosi in alcuni casi, per sostenere le proprie tesi, della pubblicazione di vecchie fotografie di ´esperimenti´ vietati da tempo”, scrive. “L´attività che svolgiamo è caratterizzata da compassione, cura, umanità e umiltà. Non ho mai visto soffrire un animale”. Così risponde a una delle maggiori argomentazioni della lobby contraria ai test sugli animali, ovvero che gran parte del lavoro svolto è inutile. Lord Winston continua affrontando la tesi secondo cui la sperimentazione animale è del tutto inefficace. I recenti incidenti, quasi fatali, occorsi durante i test del farmaco sperimentale Tgn 1412 in Marzo nel Regno Unito sembrano avallarla. Lord Winston è di tutt´altro parere. “Questa tragedia è un episodio raro, e probabilmente la precauzione migliore in questo caso sarebbe stata una maggiore ricerca sugli animali prima di procedere con la sperimentazione umana. Ritengo che sulle confezioni dei farmaci dovrebbe apparire la dicitura ´La sicurezza e l´efficacia di questo prodotto sono state possibili solo grazie ai test sugli animali´”, afferma, spiegando che il 70 per cento dei premi Nobel per la medicina e la fisiologia si deve all´impiego di animali nella fase sperimentale. Il sito Pro-test sottolinea che la sperimentazione animale è mantenuta oggi al minimo. I ricercatori sono obbligati a utilizzare altri mezzi se possibile, pur praticando studi sugli animali quando è impossibile non ricorrervi. “Esistono alternative ai test sugli animali, e gli scienziati già le impiegano. Si tratta infatti di un obbligo di legge in tutti i casi per cui è possibile”. L´ue è leader mondiale nell´individuazione di alternative alla sperimentazione animale. Sono state stanziate risorse a titolo del Sesto programma quadro (6Pq) per studiare nuovi metodi di ricerca che non coinvolgono gli animali. Alcuni progetti, come A-cute-tox, gestito dall´Università di Oulu (Finlandia), assieme alla ricerca in corso presso il Ccr, stanno restringendo il campo di applicazione della sperimentazione animale grazie allo sviluppo di metodi alternativi per i test di tossicità. A-cute-tox è un progetto integrato su ampia scala, che coinvolge 34 diversi partner con sede in Regno Unito, Belgio, Spagna, Polonia, Svizzera, Svezia, Repubblica ceca, Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia e Irlanda. Il progetto, del valore di 12,15 milioni di euro e che proseguirà fino al 2010, ha lo scopo di sviluppare una strategia di sperimentazione in vitro semplice ed affidabile per predire la tossicità acuta per gli esseri umani e sostituire i test sugli animali utilizzati oggi, come si legge sul sito del progetto. Nel frattempo la normativa comunitaria sulla sperimentazione animale è in fase di revisione. La direttiva 86/609/Cee, sottoscritta il 24 novembre 1986, aveva l´obiettivo di eliminare le disparità nelle legislazioni degli Stati membri in materia di animali utilizzati a fini sperimentali. Il benessere degli animali è fondamentale nel testo della legislazione. Per esempio, tutti gli esperimenti devono essere effettuati sotto anestesia, salvo se si ritiene che l´anestesia sia, per l´animale, più traumatica dell´esperimento stesso. L´utilizzo degli animali è limitato allo sviluppo dei preparati farmaceutici, degli alimenti e di altre sostanze o prodotti per la cura di malattie, per valutarne i possibili effetti collaterali e per la ricerca sulla protezione dell´ambiente naturale. È necessario rielaborare la legislazione per adeguarla ai progressi conseguiti nei metodi di sperimentazione alternativi, che non coinvolgono gli animali. La revisione sarà basata sulle “3R” proposte da William Russell nello studio “The Principles of Humane Experimental Technique”, “Replacement, Reduction e Refinement” (sostituzione, riduzione e miglioramento). Molte di queste “R” sono già praticate: è stato abolito, per esempio, il famigerato test “Ld50”, che prevedeva la somministrazione di dosi letali a 200 animali al fine di determinare il valore per cui rimaneva in vita la metà delle cavie. Sono ancora estremamente numerosi, d´altro canto, gli esperimenti per cui invece non sono ancora disponibili alternative non animali. Quest´ultimo dato di fatto non lascia spazio a molte possibilità, se non quella di continuare a impiegare gli animali finché non si troveranno altri metodi. Se il benessere degli animali è una priorità importante, è indubbio che si debbano eliminare i trattamenti crudeli, ma nel frattempo il confine tra il crudele e l´umano continuerà ad essere al centro del dibattito. “È ora che i miei colleghi guardino in faccia la realtà”, dice Lord Winston. “Tutte le università britanniche che fanno un utile uso degli animali a scopo di ricerca, invece di nascondersi dovrebbero andare fiere dei loro successi. Le società farmaceutiche potrebbero attivarsi ulteriormente per promuovere ricerche che siano umane, etiche e legali. Gli scienziati dovrebbero dimostrare la cura che infondono nella ricerca e i benefici che questa apporta alla società. E il governo? Sorprendentemente, la mia famiglia è a disagio per il fatto che promuovo la ricerca sugli animali. I politici quindi hanno il dovere di perseguire con forza gli estremisti degli animali”, afferma. Per ulteriori informazioni leggere la lettera di Lord Winston: http://www. Guardian. Co. Uk/science/story/0,,1786504,00. Html Per accedere al sito web di Pro-test visitare: http://www. Pro-test. Org. Uk Per informazioni sul progetto A-cute-tox visitare: http://cordis. Europa. Eu/fetch?caller=fp6_proj&action=d&rcn=74080 Per seguire la consultazione sulla direttiva 86/609/Cee visitare: http://ec. Europa. Eu/environment/chemicals/lab_animals/revision_en. Htm .
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Fonte: LA SICILIA (SIRACUSA)
FLORIDIA E IL PALIO DELLE POLEMICHE
«La gara andava fermata»: proteste da tutta Italia
Un coro di critiche, e non solo degli animalisti, dopo la morte del cavallo Invidioso

Ortigia ama i carabinieri e i carabinieri amano Ortigia: un’affermazione che conferma e celebra il rapporto tra l’Arma e il territorio, quella del comandante provinciale dei Carabinieri che aggiunge: «Non bisogna arrendersi alla criminalità»
Palio, proteste da tutta ItaliaFloridia
La città «occupata» da troupe televisive. La Lav: «Vediamo la carcassa del cavallo morto»
Floridia (Siracusa). Montano sempre più le polemiche per la morte del cavallo “Invidioso”, avvenuta sabato sera. La Lav torna all’attacco, chiede documenti. Soprattutto vuol sapere dove si trova la carcassa dell’animale morto. Pesanti le accuse anche agli organismi responsabili per aver permesso la corsa dopo un fatto così «raccapricciante». Un cavallo non è una cosa: ha emozioni, sentimenti, intelligenza. Ed Ennio Bonfanti stigmatizza la cerimonia di premiazione di domenica sera: «Come se nulla fosse successo si è premiata la migliore macelleria».
Dal canto suo l’amministrazione comunale aveva già affermato di sentirsi dispiaciuta per quanto accaduto, valutando l’evento come una sfortunata circostanza. Resta il fatto che la maggior parte dei floridiani è contraria al cambiamento delle tradizioni. E di questo non si può non tenere conto. Da un lato la sensibilità degli animalisti, dall’altro quella di secoli di Palii. «Mi ha chiamato l’assessore allo Sport – racconta Ennio Bonfanti della Lav – riconfermando il suo rammarico per quanto accaduto. Ma alcune cose restano scandalose: è un eufemismo denominare tappetino bituminoso un asfalto nuovo. Ed è inconcepibile che la commissione prefettizia abbia fornito il proprio parere positivo a questa folle corsa. Non è stato un palio ispirato al rispetto degli animali, così come sbandierato nei vari comunicati stampa».
Ad aggravare la situazione c’è la pesante atmosfera che si respira nel paese, assediato da troupe televisive. Una televisione nazionale, sul proprio sito web ha pure messo il filmato della brutta fine di «Invidioso». Una fine che non vuole vedere più nessuno. «Siamo sommersi – prosegue Bonfanti – dalle mail che provengono da tutta Italia. Vari giornalisti hanno avuto problemi a far passare quelle immagini, non le vogliono più. Nessuno vuole più vedere un cavallo che scivola, s’inginocchia e cade rovinosamente per dieci metri».
Ancora la Lav chiede con insistenza il sequestro di tutti gli atti, per comprendere con chiarezza quanto realmente accaduto in quel maledetto frangente. «Che fine ha fatto – chiede – il corpo senza vita del cavallo? Preannuncio una richiesta di tutti gli atti da Roma al Comune».
Bonfanti assicura che verrà di persona per visionare i percorsi degli altri palii dell’area orientale. «Ciò che più mi rammarica – conclude – è l’offuscamento della immagine della città, che non ha avuto il buon senso di sospendere la corsa, di bloccare la premiazione. E’ stato come fare la festa a un mattatoio». Commenta Nunzio Bruno: «Non si può più parlare di tradizione. Prima i cavalli erano solo locali, correvano senza fantini, ci si appassionava. Non c’era il doping».
Roberto Rubino
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Fonte: animalieanimali
PALIO DI FERRARA, INDAGANO ANCHE I NAS
Confermato l’annullamento della gara, respinto ricorso.
6 giugno 2006 – Il Maestrato dei Savii ha confermato l’annullamento del Palio di Ferrara, una settimana dopo il ‘palio delle polemiche’ finito tra l’altro con l’abbattimento di due dei tre cavalli rimasti feriti sugli otto in gara.
Il Maestrato dei Savii e’ l’organo dell’Ente Palio che gestisce le controversie e, confermando la non assegnazione del Palio 2006 che era stata decisa subito (proprio per gli incidenti dentro e fuori la gara), ha soprattutto rigettato il ricorso della Contrada San Paolo che reclamava lo stesso la vittoria.
Il Maestrato ha inoltre squalificato per 4 anni dalle gare due fantini, Giuseppe Zelde, detto ‘Gingillo’, della contrada San Giacomo e Dario Colage’ di San Giorgio, detto ‘Il Bufera’.
Le stesse due contrade sono state multate per 500 euro ciascuna, per le scorrettezze che entrambi i fantini hanno commesso, a vicenda, durante la gara, come e’ stato possibile accertare dall’esame delle immagini.
Sul Palio di Ferrara indagano ora anche i carabinieri del Nas, con accertamenti sulla pista e sugli animali, per verificare l’ipotesi di maltrattamenti e doping per somministrazione di sostanze illecite.
Si tratta di una indagine aperta in modo autonomo dal Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri, dopo contatti con la Procura di Ferrara: anche questi accertamenti confluiranno dunque nell’inchiesta aperta dalla Procura. I primi atti eseguiti dai carabinieri, a quanto si e’ appreso, sarebbero state le acquisizioni di tutti i campioni prelevati sui cavalli prima delle gare, per le analisi della Commissione interna al Palio.
Intanto il consigliere comunale Mauro Malaguti (An) ha depositato in Procura come ‘prova’ da esaminare la sabbia della pista che era stata allestita in piazza Ariostea e che molti indicano come responsabile delle cadute dei cavalli. Fervido sostenitore del Palio, il consigliere aveva ‘sequestrato’ di propria iniziativa un po’ di sabbia prima che venisse rimossa dalla piazza e ora l’ha consegnata alla segreteria del pm Ombretta Volta, titolare dell’inchiesta.
Il problema della sabbia ‘imputata’ e rimossa, ma anche dei cavalli abbattuti e mandati all’inceneritore, come del resto previsto da diverse norme, era emerso nei giorni scorsi con l’indagine aperta dal servizio veterinario dell’Ausl.
Oggi anche la Lav nazionale, che chiede di abolire le corse con animali, ha dato mandato al proprio ufficio legale di valutare eventuali responsabilita’ di natura penale e civile.
(ANSA)
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Fonte: ENPA
Comunicati Stampa
L’ENPA DÀ IL VIA A UNA RACCOLTA FIRME PER SCONGIURARE L’UTILIZZO DI ANIMALI NEL PALIO DI FERRARA

La sezione Enpa di Ferrara ha dato vita domenica scorsa a una raccolta firme contro la presenza di animali nel Palio storico cittadino. Non sono solo i cavalli infatti a essere utilizzati nel corso della manifestazione che rievoca i fasti della città estense, ma anche altri animali, come i muli, che vengono bardati a festa per sfilare. Gli animalisti ferraresi hanno aderito numerosi all’iniziativa, che in poche ore ha superato le prime mille presenze.
Ma l’Enpa intende portare questa petizione al sindaco e al presidente della Regione e chiede quindi di continuare a raccogliere le firme recandosi presso la sezione di viale Alfonso d’Este 7 il lunedì dalle 10.30 alle 12 o il giovedì dalle 19 alle 20 o scrivendo a ferrara@enpanet.it per ulteriori informazioni.
Nei giorni scorsi l’Enpa ha chiesto di approfondire le indagini sulla morte dei cavalli in gara nel palio, ma il manto della pista di sabbia, probabile causa dell’incidente, è stato stolto molto rapidamente e non sono stati fatti accertamenti sulla dinamica della vicenda; anche i corpi degli animali sono stati inceneriti in tempo record e pare non sia stata effettuata alcuna analisi per verificare se gli animali avessero assunto sostanze dopanti.
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Fonte: IL MATTINO
Letarghi più brevi, passerotti più magri, tartarughe in pericolo
Letarghi più brevi, passerotti più magri, tartarughe in pericolo. Il clima che cambia modifica le abitudini degli uomini e stravolge quelle degli animali. Il primo a cadere sotto i colpi delle variazioni termiche, è il detto popolare, ”dormi come un ghiro”. Il roditore più dormiglione per eccellenza, in questo nuovo millennio si sveglia infatti prima. A distrurbare il suo riposo è l’aumento della temperatura che al piccolo mammifero fa perdere fino a cinque settimane e mezzo di sonno in un anno. Proprio come per le marmotte, costrette dal caldo ad aprire gli occhi con 38 giorni di anticipo rispetto a vent’anni fa. Sono proprio gli animali, dunque, a fare da «termometro» al clima malato. Il fenomeno non riguarda soltanto ghiri e marmotte ma spazia su più fronti. Si scopre così che i passerotti dimagriscono; i pesci tropicali invadono acque che nel passato erano off-limits proprio per le temperature troppo basse. E il cambiamento a largo raggio investe anche il capitolo accoppiamenti: scoiattoli, tartarughe marine, rettili, anfibi, farfalle e alcune specie di uccelli si riproducono in anticipo mentre sono in anticipo anche alcune migrazioni, per esempio, quelle dei tordi. Senza contare le estinzioni, pinguini e orsi polari primi su tutti. Questa la mappa dell’emergenza-fauna negli anni del clima che cambia secondo lo studio condotto dai naturalisti Mauro Cristaldi e Germana Szpunar e contenuto nel volume «Kyoto e dintorni» di Antonello Pasini (Cnr). E questo è uno degli aspetti dello stato di salute del pianeta che emerge nella giornata mondiale dell’Ambiente. In particolare, per il capitolo adattamenti, un trend generale in arrivi primaverili antici+pati è stato osservato per numerose specie di uccelli migratori, soprattutto per le rotte brevi. Per esempio gli uccelli svernanti negli Stati Uniti meridionali arrivano nei territori riproduttivi con circa tredici giorni di anticipo. In Colorado, nelle zone di alta quota delle Montagne Rocciose, in seguito alle precoci primavere il tordo americano arriva con due settimane di anticipo rispetto all’81. Stessa situazione in Russia, Inghilterra, Scandinavia e Polonia. E i problemi riguardano anche la lotta per la casa: come il ghiro, anche la cinciallegra e la cinciarella usano cavità degli alberi e cassette-nido per la nidificazione. Ma ora i cicli si scontrano. I due passeriformi, infatti, anticipano la stagione riproduttiva di sette giorni e si ritrovano a lottare per trovare un tetto. In Italia l’adattamento è stato molto più rapido che in altri Paesi e, sempre sul fronte della riproduzione, l’esempio più lampante è il nibbio bruno che si riproduce dieci-undici giorni prima rispetto a nove anni fa. Ma il clima fa male anche alla linea. Uno studio condotto su cinque specie di passeriformi in Israele ha rivelato che l’80% ha subito un decremento significativo della massa corporea nell’arco di quasi 50 anni mentre per il 60% il rapporto massa corporea-misure scheletriche è notevolmente diminuito. Stesso trend per il passero domestico in Nord America e in Nuova Zelanda. Notevoli le conseguenze anche sulle «migrazioni» marine: nel Mediterraneo sono comparse specie «immigrate» dal Canale di Suez o dallo Stretto di Gibilterra. Nell’Adriatico, vivono adesso 15 specie tipiche dei mari caldi come la cernia bianca, un pesce palla e il pesce balestra. Nel Tirreno, fino alla Liguria, nuota invece il pesce serra, fino a dieci anni fa estraneo al Mediterraneo. Infine il capitolo estinzioni: grave la situazione per il pinguino di Adelia e l’Imperatore. Intanto, il governo greco, ha annunciato di aver stanziato un milione e 200mila euro per la salvaguardia delle tartarughe Caretta Caretta.
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Fonte: IL MATTINO DI CASERTA
Il caso
Spara ai cani ma ferisce una bambina

NICOLA ROSSELLI
Trentola Ducenta (CE). Quando ha visto quei quattro, cinque cani randagi che avevano assalito un anziano, in pieno centro cittadino, prima ha tentato di scacciarli via. Poi, quando ha capito che la storia stava prendendo una brutta piega, ha cercato un metodo più sbrigativo ed efficace, anche se meno ortodosso. Ha preso la pistola d’ordinanza e ha fatto fuoco ripetutamente nel tentativo, riuscito, di mettere in fuga i randagi. Uno dei colpi, però, ha raggiunto il manto stradale ed è rimbalzato, finendo in un cortile vicino, dove alcune bambine stavano giocando. E il caso ha voluto che il proiettile impazzito raggiungesse una bambina di cinque anni all’addome. Per fortuna il proiettile aveva perso potenza per cui ha raggiunto la bimba solo di striscio, senza particolari conseguenze se non il grandissimo spavento sia per lei che per i genitori e lo stesso vigilante che ha faticato a riprendersi dallo choc. L’assurdo episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri in via Enrico De Nicola, dove il problema del randagismo è più vivo che mai anche in pieno centro cittadino. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il vigilante F.M. 46 anni, ha visto un anziano conoscente circondato da un branco di cani piuttosto aggressivi. Dapprima avrebbe tentato di scacciarli con un bastone. Poi, quando ha capito che difficilmente i randagi avrebbero desistito dal loro assalto, è passato alle vie di fatto. Ha impugnato il proprio revolver, legalmente detenuto, e ha esploso alcuni colpi, indirizzando l’arma (almeno stando ai primi rilievi) a terra, probabilmente non accorgendosi della presenza in zona delle bimbe o pensando che fossero in una zona sicura. Fatalità ha voluto, però, che un proiettile impazzito oltrepassasse un cancelletto e raggiungesse la piccola. Quest’ultima, soccorsa dai parenti e dalla stessa guardia giurata, è stata immediatamente trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa, dove i sanitari l’hanno medicata e dimessa.
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Fonte: IL MESSAGGERO
Estate più fresca per i cani: abbeveratoi a largo Dublino
Ciampino (RM) – In estate passeggiate più confortevoli a Ciampino anche per i cani. L’amministrazione comunale, in previsione dell’aumento di temperatura, ha installato a largo Dublino alcuni abbeveratoi per i cani, nella zona loro riservata. L’aera è stata da tempo messa a disposizione dei cittadini proprietari di un cane per far passeggiare e correre gli animali che ora potranno dissetarsi, utilizzando i comodi contenitori posizionati lungo un muro, ad altezza muso.
Per “l’area cani”, secondo le informazioni dell’assessorato all’Ambiente, sono previsti altri interventi di miglioramento tra i quali anche l’installazione di una recinzione, l’illuminazione dell’area e la messa a dimora di diversi alberi per creare qualche oasi di ombra dove anche i padroni dei cani, potranno riposare in maniera più confortevole mentre sorvegliano i propri animali. D.Fo.
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Fonte: VIRGILIO NOTIZIE
Roma/Animalisti Italiani: no a corrida Pamplona, vergogna europea
Protesta sotto ambasciata Spagna: 5 luglio sarà “corda dei nudi”

Roma, 6 giu. (Apcom) – Erano una quindicina, forse pochi di più, a manifestare questa mattina sotto l’ambasciata di Spagna in Largo della Fontanella Borghese contro “ogni forma di violenza nelle feste tradizionali che preveda l’utilizzo degli animali”: sotto accusa – ha spiegato Ilaria Ferri, direttore dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus – la “barbara, inopportuna e violenta” corsa dei tori di San Firmino che si svolge ogni anno il 4 luglio a Pamplona, ma anche la ‘corrida’ che “non ha nulla di tradizionale ed è sanguinaria”. La protesta – organizzata dalla Peta ed oggi inscenata in altre diciassette città del mondo – si è svolta senza particolari tensioni: niente scene eclatanti né ‘nudi’, come è solita preparare la Peta in questo genere di iniziative. “Qui siamo in Italia, la gente non avrebbe capito”, motiva una delle organizzatrici. Dunque qualche cartellone (‘non è arte, non è cultura, è massacro’), bandiere del movimento animalista, volantinaggio, soprattutto molti manifestanti con le corna in testa e camuffati da tori, per prendere le difese delle vittime di questa ‘vergogna europea’. A pochi metri, la polizia controllava senza particolare preoccupazione. “In alternativa proponiamo il 5 luglio a Pamplona la ‘corsa dei nudi’, con più di mille persone in strada che correranno per festeggiare la scelta pacifica e non violenta di contrastare la corsa dei tori”, hanno spiegato ancora gli Animalisti Italiani: “a noi piace la Spagna, ma non che nel nome delle tradizioni si commettano i crimini più atroci”. Dall’ambasciata, intanto, nessun cenno di interesse, di certo in pochi si aspettavano il contrario.
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Fonte: mailing listi Gruppo Bairo
Risposta al messaggio dall’oggetto: “Le nostre gambe spezzate” che trovate all’indirizzo: http://www.bairo.info/lett471.html
saluti Bairo
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Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
Castelverde. L’animale è fuggito dal recinto in una cascina di Ossalengo. Il 46enne soccorso dal cugino
Caricato dal toro, allevatore finisce in ospedale

di Simone Biazzi
OSSALENGO (CR)— Sono stati a

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