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comunità di poesia e lotta dal 2002
Wednesday January 24th 2018

Notiziario animalista

http://www.bairo.info/cinquepermille.html
Per la prima volta, con la disciplina introdotta dalla legge Finanziaria per il 2006, puoi scegliere a chi destinare il cinque per mille delle proprie imposte.
Da oggi puoi dare in modo semplice e che non costa nulla un sostegno concreto al GRUPPO BAIRO onlus che da anni si prende cura di animali sfortunati.
Con il 730, con il Modello Unico (ex 740) e con il CUD 2006 puoi scegliere di destinare il 5 per mille dell’Irpef al Gruppo Bairo Onlus
Questi modelli contengono uno spazio dedicato al cinque per mille, in cui firmare ed indicare il codice fiscale di GRUPPO BAIRO che è il n. 92007190199 nella sezione relativa al “Sostegno del volontariato”
Per ulteriori informazioni telefona al direttivo del GRUPPO BAIRO Onlus al n. 329-2162350.
Ci auguriamo che quanti apprezzano le attività dell’associazione Gruppo Bairo Onlus vogliano, esprimere questa loro preferenza.
5000 volte grazie
Bairo & staff
Ricordati il nostro codice fiscale: 92007190199
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
Il messaggio a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html
ha per oggetto:
1. coctail per un amico
Per aderire al messaggio sopra elencato basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
Saluti
Bairo
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Fonte: GAZZETA DI MODENA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina 23 – Provincia
Spilamberto. Pastore tedesco rubato dal canile, un appello

SPILAMBERTO. Spiacevole episodio al canile dell’Enpa di Spilamberto. I volontari che gestiscono la struttura informano che nel primo pomeriggio di giovedì scorso, in un momento in cui nel canile non c’era nessuno, qualcuno ha rubato un cane portandoselo via. Si tratta di un cane pastore femmina di circa cinque anni di età, di colore nero focato, pelo medio, con un ciuffo di pelo bianco sul mento. Ha la coda rasata perchè gli era stata appena praticata una medicazione. I volontari fanno sapere che il numero di microchip del cane è il seguente: 380098100865158. L’appello è che chiunque ne abbia notizie lo segnali subito all’Enpa telefonando ai numero: 329-1797730 oppure 320-4355755. L’Enpa ha provveduto ad avvertire del furto i veterinari della zona e ha deciso di sporgere regolare denuncia. Il cane non può essere scappato da solo, dicono i volontari, poichè la recinzione del canile è alta circa quattro metri.
Qualcuno, secondo loro, si è introdotto nella struttura e ha portato via l’animale.——————————————————————————–
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Fonte: TIROL COM
01/06/06
http://www.tirol.com/chronik/osttirol/38206/index.do
CRONACA: TIROLO DELL’EST
Cane torturato brutalmente in Tirolo dell’est
Brutale maltrattamento: cane ferito gravemente. Con un coltello qualcuno ha infierito a Matrei su un cane, provocando numerose ferite su tutto il corpo ed una grave in testa.
L’animale riportava ferite talmente gravi che il veterinario l’ha dovuto sopprimere. Il proprietario 34enne ha ritrovato nella sua aia il cane in un lago di sangue con ferite profonde da taglio. L’animale era ancora legato ed a fianco c’era ancora l’attrezzo che serve per togliere la corteccia agli alberi. E’ indiziato un 67enne, ma non sussistono motivi di sorta.
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Sarebbe questo il paradiso degli animali al di là delle Alpi?
Questa è solo una ulteriore conferma che la crudeltà non esiste solo in Italia.
Winny
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Fonte: TICINO ONLINE
Gatto ferito da arma da fuoco, la SPAB inoltra denuncia
Svizzera
MORBIO SUPERIORE – La Società Protezione Animali di Bellinzona ha inoltrato denuncia penale al Ministero pubblico per violazione della Legge federale sulla protezione degli animali e per uso d’arma da fuoco nell’abitato, dopo aver trovato un gatto ferito da alcuni spari.Secondo Armando Besomi, presidente della SPAB, le tracce di piombo rilevate nella radiografia non lasciano dubbi sulla causa delle ferite procurate al micio che si è trascinato fino a casa.La bestiola che probabilmente non potrà più usare la zampa posteriore destra, è stata portata dal veterinario presso la clinica Airone di Morbio Inferiore.
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Fonte: METRONEWS
Strage di cani randagi
Palermo, 1 giu. – (Adnkronos) – Strage di cani randagi a Trabia, piccolo centro marinaro a pochi chilometri da Palermo. Tra martedi’ e ieri sono stati avvelenati nella zona del porticciolo venti cani. Sulla vicenda la procura di Termini Imerese (Palermo) ha aperto un’inchiesta per accertare quanto accaduto. Alcuni animali sono stati trovati a terra, mentre altri galleggiavano in mare.
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Fonte: http://www.reteambiente.it/ra/normativa/news/9162_Dlgs73_05_news.htm
Normativa / News / Tutela animali
Milano, 30 maggio 2006
Animali negli zoo, nuovi limiti alla tutela
Ereditato dalla XIV Legislatura, entrerà in vigore dal prossimo 10 giugno il nuovo provvedimento che esclude dall’applicazione del Dlgs 73/2005 sulla tutela degli animali detenuti negli zoo le strutture più piccole.
Il provvedimento – Dlgs 4 aprile 2006, n. 192, approvato nel corso della precedente Legislatura e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dello scorso 26 maggio – si aggiunge al precedente Dm del Ministro dell’Ambiente che aveva introdotto un “condono” per i titolari di zoo privi di autorizzazione.
(Vincenzo Dragani)
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Fonte: http://liberoblog.libero.it/eroscostume/bl3723.phtml
Pazzi per il “San Belnaldo”
Il filetto di San Bernardo è la carne più ricercata dai ristoranti in Cina; si moltiplicano gli allevamenti e gli animalisti insorgono
Alberto Cherti
In Cina si mangia il San Bernardo E’ la carne di cane più cara e pregiata
Il cane più prelibato secondo i cinesi è il San Bernardo. Il dato è fornito dal rapporto Cyclope 2006 sul mercato delle materie prime: il filetto di San Bernardo costa circa 1000 yen al kg (pari a 100 euro) perchè considerato tenero e saporito.
Crescono le polemiche degli animalisti contro i cinofagi asiatici.Secondo un sondaggio del 2001 il 43% degli abitanti di Pechino ha mangiato almeno una volta carne di cane.Sulla carta di un ristorante cinese che si rispetti non può mancare il filetto di San Bernardo, tra tutti il più prelibato secondo la ricerca del circolo francese Cyclope.
Ad allarmare gli animalisti e gli amanti dei cani sono i numerosi allevamenti moltiplicatisi in Cina negli ultimi anni ed indirizzati alla produzione di carne canina. I San Bernardo verrebbero uccisi con scariche elettriche trasmesse attraverso un’asta metallica infilata in gola. Questo metodo comporta un’ora di sofferenza per l’animale, che viene poi scuoiato vivo come vuole la tradizione.
Varie associazioni, come SOS Saint Bernard Dogs International, si impegnano a combattere questa pratica da molti anni. L’estremo tentativo è quello di sensibilizzare i cinesi sull’importanza di questa razza per le operazioni di soccorso in montagna, ricordando che i San Bernardo hanno salvato centinaia di vite umane, e non meritano di essere serviti a fettine sul piatto di un ristorante.
Tratto da: Hurricane_53.ilcannocchiale.it
http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1017179
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Fonte: IL PICCOLO GIORNALE di Cremona e Provincia
Strage di cani nel Cremonese
Torna nel cremonese l’incubo dell’avvelenamento degli animali

di Sara Pizzorni
Provincia di Cremona
Nel comune di Spinadesco, nel giro di quindici giorni, sono stati avvelenati sei cani, di cui uno, un piccolo bastardino, e’ morto tra gli spasmi, mentre gli altri sono stati salvati in extremis dai veterinari. A Pasqua il primo caso. Le cartelle mediche parlano di “grave avvelenamento da diserbante”. Ma attualmente e’ difficile stabilire un’unica causa. Gli investigatori stanno lavorando su diverse piste compresa quella delle scommesse clandestine.
Mauro Barborini, comandante della polizia provinciale, parla piuttosto di «bocconi avvelenati. Il fertilizzante utilizzato per i campi è diluito e non potrebbe avere effetti così devastanti come quelli che si sono verificati». Ad essere colpiti sono stati sia meticci che cani di razza. Visti i fatti, si torna a parlare delle famose “polpette killer”, le stesse che poco tempo fa avevano fatto una strage nelle campagne cremonesi. Numerosissimi i cani da caccia uccisi, sembra per una faida tra cacciatori cremonesi e bresciani. Una trentina almeno il numero di cani avvelenati, Breton, bastardini, pastori tedeschi, Boxer, Bracchi, morti tra sofferenze atroci dopo avere mangiato polpettoni di carne di pollo e di manzo gettati a ridosso dei fossi, lungo le stradine e in mezzo alle colture.
All’interno del cibo è stata trovata presenza di stricnina, diserbante e liquido anti-gelo, sostanze che non lasciano scampo.
Alcuni cacciatori cremonesi, dopo i referti medici dei veterinari, avevano sporto denuncia ai carabinieri di Robecco d’Oglio e Vescovato. Il caso, che aveva riguardato anche Corte de’ Frati, Persico Dosimo, Persichello, Barbiselle, Robecco, Monasterolo, Castelnuovo Gherardi e Scandolara Ripa d’Oglio, era approdato in Procura. Anche le associazioni animaliste erano scese in campo contro il preoccupante fenomeno.
Che gli autori di queste barbarie abbiano ricominciato a colpire ? Tutto è possibile. Della vicenda sono stati informati l’amministrazione comunale di Spinadesco e il servizio veterinario dell’Asl. Ma nessuna denuncia è stata ancora presentata da parte dei proprietari degli animali. Il comandante Barborini invita a farlo al più presto. «Solo così avremo elementi utili per poter ottenere risultati concreti ed arrivare ai responsabili».
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Fonte: LE SCIENZE del 01.06.2006
Nuovi metodi per il dosaggio dei farmaci
Sono stati approvati dal Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi

Il Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi alla sperimentazione animale (ECVAM) ha approvato sei nuovi metodi di prova alternativi per alcuni farmaci e sostanze chimiche. I nuovi test, effettuati su colture cellulari anziché su animali, permettono di determinare con maggior precisione il grado di tossicità dei farmaci antitumorali, rendendo i prodotti più sicuri e diminuendo i rischi di sovradosaggio. Uno dei test approvati – Colony Forming Unit-Granulocytes-Macrophages (CFU-GM) – rende più preciso il dosaggio di alcuni farmaci a elevata tossicità utilizzati nella chemioterapia per la cura del cancro; esso è stato messo a punto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Augusto Pessina dell’Università Statale di Milano. Questo nuovo test, che utilizza colture di cellule da midollo osseo di topo e cellule da sangue di cordone ombelicale umano, offre un maggior grado di precisione, riducendo l’incertezza dovuta alla estrapolazione animale/uomo, e fornisce una base più razionale per determinare le dosi cliniche e valutare i limiti di esposizione umana. I trial clinici di fase I (che hanno l’obiettivo di ricercare la dose massima di farmaco tollerata nell’uomo) dovrebbero essere resi più precisi e meno pazienti dovrebbero correre il rischio di essere trattati con dosi di farmaco a elevato rischio. Il 30% dei farmaci fallisce durante i trial clinici su pazienti a causa degli effetti tossici, nonostante siano stati eseguiti preventivamente tutti i test tossicologici sugli animali.
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Fonte: CORRIERE DELLA SERA
I macachi saranno spostati in una diversa e più sicura area del parco
Orrore allo zoo, scimmia sbranata da 3 orsi

L’episodio in un Safari Park olandese. Sconcertati i visitatori del giardino zoologico. I responsabili: non era mai successo prima
AMSTERDAM (Olanda) – Alcuni orsi hanno ucciso e mangiato una scimmia in uno zoo olandese davanti ai visitatori inorriditi, secondo quanto riferiscono testimoni e responsabili dello zoo. L’incidente è avvenuto domenica al “Beekse Bergen Safari Park”, uno dei più frequentati del Paese.
L’INSEGUIMENTO – Da quanto si è appreso, diversi orsi hanno inseguito un macaco che era capitato nella loro area e lo hanno poi raggiunto superando una barriera elettrificata che avrebbe dovuto impedire loro di sconfinare in zone riservate ad altri animali. Il macaco e’ fuggiro tentando di rifugiarsi su una struttura in legno, ma un orso è riuscito a colpirlo e ad ucciderlo. In tre lo hanno poi mangiato.
LE CONTROMISURE – Lo zoo ha confermato i fatti in un comunicato, assicurando che in una zona nella quale orsi e macachi avevano finora coabitato pacificamente «l’armonia e’ stata temporaneamente perturbata». Per evitare il verificarsi di altri spiacevoli episodi i macachi dovrebbero ora essere spostati in un’altra e più sicura zona del parco.
17 maggio 2006
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Fonte: LA REPUBBLICA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina IX – Firenze
L´APPELLO
Il canile di via del Termine in difficoltà dopo il sequestro
“Scarseggia il cibo per gli animali”

Per i 500 cani e i 60 gatti servono ogni giorno 40 scatolette e 300 chili di cibo secco, 200 di carne due volte la settimana
NOSTRO SERVIZIO
Dopo il sequestro, la grana del cibo che scarseggia. Al canile di via del Termine, nel comune di Sesto Fiorentino, sono in allarme. E lanciano un appello ai fiorentini che amano gli animali. «Il magazzino è semi vuoto, incominciano scarseggiare sia le scatolette che il cibo secco, entrambi necessari per assicurare un´alimentazione decorosa ai quasi cinquecento cani e ai sessanta gatti che il canile ospita» dicono i volontari dell´Unione amici del cane e del gatto, ai quali il gip ha restituito la cura del canile che rimane sotto sequestro dal febbraio scorso. «Ci auto tasseremo, ma rivolgiamo una preghiera a chiunque possa aiutarci – aggiungono i volontari dell´Unione, che è una onlus candidata a ricevere il cinque per mille dalle dichiarazioni dei redditi (la partita Iva è 80102110485) – Serve un aiuto economico immediato per il quale mettiamo a disposizione il nostro conto corrente postale numero 11148509, che è a noi intestato».
Il canile di via del Termine ha esigenze pressanti. Le centinaia di ospiti consumano 40 scatolette grandi al giorno e 300 chili di cibo secco. «Stiamo riprendendo l´abitudine di preparare una gran pappa due volte a settimana, per la quale utilizziamo 200 chili di carne mischiati a pasta, pane secco e riso, quello di cui disponiamo» spiegano i volontari dell´Unione. «Prepariamo il pasto alla mattina, ma cani vecchi e malati ricevono un trattamento speciale, con dieta e altri pasti durante la giornata». Oltre all´emergenza cibo, in questo periodo al canile c´è anche quella nascite. Riguarda sia i cani che i gatti. «Lanciamo un appello anche a chi può rendersi disponibile ad ospitare i neonati».
Il canile di via del Termine a Sesto Fiorentino e quello di Campi Bisenzio, che accoglie una novantina di cani, furono ispezionati a febbraio da Nas carabinieri, polizia, vigili urbani e veterinari della Asl, poi sequestrati e affidati alle rispettive amministrazioni comunali. Il presidente della Unione degli amici del cane e del gatto, Alberto Alberti, fu raggiunto da avviso di garanzia per una serie di reati connessi alla custodia giudiziaria del canile di Campi e ad alcune carenze strutturali del canile di Sesto. Non fu messa in discussione la cura degli animali, che risultarono né malati né denutriti, ma anzi accuditi teneramente dai volontari. Il decreto di ispezione firmato dal procuratore aggiunto Giuseppe Soresina e dal sostituto Giuseppina Mione nasceva da una serie di esposti legati alle profonde divisioni tra gli amici degli animali. L´ordine dei medici veterinari di Firenze e Prato aveva segnalato che nel canile di via del Termine i farmaci, le vaccinazioni e i trattamenti antiparassitari venivano somministrati ad opera di personale non veterinario, cioè dai volontari, con rischi per gli animali. Una nota della polizia municipale di Sesto denunciava che ai vigili, inviati al canile di via del Termine per verificare la regolarità delle strutture, era stato vietato l´accesso. La Lav (Lega antivivisezionista) segnalava la sparizione di 14 pitbull dalla storia travagliata. Di qui il sequestro per far chiarezza su tutto. Ma in seguito la cura di cani e gatti della struttura di Sesto è stata restituita all´Unione.
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Fonte: LA REPUBBLICA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina IV – Genova
Sulla spiaggia, lungo 3 metri
IL CASO
Squalo morto a Bordighera

Uno squalo morto sulla spiaggia. Uno squalo elefante, della lunghezza di circa tre metri, è stato trovato spiaggiato, ieri mattina, a Bordighera. Ad avvistarlo è stato un pescatore che rientrava in porto, che ha allertato la Guardia Costiera.
Sul posto sono intervenuti i militari del Nucleo operativo Difesa del mare di Sanremo e Bordighera che a loro volta hanno contattato gli operatori dell´Istituto Zooprofilattico di Imperia. Gli esperti non escludono si tratti di un esemplare giocane. Ancora imprecisate le cause della morte. Nelle prossime ore la carcassa verrà sottoposta ad alcuni accertamenti. Non è la prima volta che un animale del genere viene trovato morto su una spiaggia del Mediterraneo, dove spesso questi animali vengono trascinati da correnti più calde e a loro favorevoli.
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Fonte: IL SECOLO XIX
03/06/2006
Nei Pirenei liberato un quarto orso gli allevatori protestano: li uccideremo
paura per i greggi

Tolosa. Le autorità francesi hanno liberato ieri nei Pirenei un quarto orso bruno, ignorando le crescenti proteste degli allevatori locali che temono che gli animali possano attaccare i loro greggi. Nelle scorse settimane, tre femmine di plantigradi originarie della Slovenia erano state liberate sulle montagne che delimitano il confine tra Francia e Spagna e nelle prime ore di ieri è toccato a un maschio riacquistare la libertà in un luogo segreto.
«Si trattava di un maschio di quattro anni del peso di circa 80 chili che era stato soprannominato Balou», ha spiegato un amministratore locale. In tutto altri cinque orsi dovranno essere liberati prima dell’estate in base ad un programma pan-europeo di salvaguardia delle speci a rischio di estinzione. Il piano ha provocato violente reazioni da parte degli allevatori locali che hanno accolto con rabbia la notizia di una nuova liberazione. «Questa è una provocazione. Spero che non ci saranno forme di violenza, ma temo che potrebbero esserci», ha dichiarato ieri il pastore Francis Ader all’emittente televisiva Tf1. Alcuni allevatori hanno avvisato che gli orsi verranno abbattuti se il governo non provvederà a toglierlli dal bosco. Si stima che tra i 14 e i 18 orsi bruni si trovino liberi nei Pirenei, ma secondo il Wwf i plantigradi non recano danni ai greggi. Secondo uno studio sarebbero responsabili della morte di meno dell’uno per cento delle pecore che muoiono ogni anno nelle zone di montagna.
Intanto in Austria e Germania proseguono le ricerche di “Bruno” l’orso che nei giorni scorsi ha spaventato la Baviera al punto che gli amministratori locali hanno decretato la “licenza di ucciderlo”.
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Fonte: IL SECOLO XIX
03/06/2006
ATTO VANDALICO Veleno, strage di pesci nel parco di Gaggiola
Ignobile atto teppistico ieri mattina al parco della Rimembranza di Gaggiola. Mani ignote e senza pietà hanno versato potente veleno all’interno della vasca dei pesci. Nel giro di pochi minuti tutti gli animali sono morti. Stessa sorte hanno subito anche molte tartarughe che tante persone “abbandonano” volentieri in questo parco giudicandolo un habitat più idoneo delle loro case private. Ad accorgersi della strage è stato un volontario della protezione animali che ha avvertito la direttrice Antonietta Zarrelli e poi la polizia municipale e i vigili del fuoco. All’arrivo dei soccorritori alcune tartarughe erano ancora vive. E’ nata così una corsa contro il tempo per salvarle. Le sopravvissute sono solo cinque che sono state portate nel parco delle Pianazze. E’ stato prelevato anche un campione di acqua che verrà analizzato dall’Arpal in modo da scoprire che tipo di veleno hanno usato i vandali. Da tempo si parla di dotare l’ingresso del parco della Rimembranza e la zona prospicente la vasca dei pesci di telecamere poichè gli atti di questo tipo si stanno ripetendo in maniera allarmante. E’ il caso che questa proposta venga non solo rispolverata ma attuata subito
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Fonte: IL GIORNALE
n. 130 del 03-06-2006
Copyright sugli animali – di Redazione –
Una cosa si deve ammettere: il «partito delle tasse» ha una indubbia creatività. Quando poi si integra con i movimenti ambientalisti, l’esito è sorprendente. Vediamo l’ultima trovata. L’idea è semplice: tanta pubblicità usa gli animali per far vendere i prodotti, dalla tigre, alla scimmia e così via. Allora, visto che che gli inserzionisti pagano attori, musicisti, sportivi che prestano il loro volto ai marchi, perché non dovrebbero pagare anche gli animali? Ecco allora l’annuncio della prossima costituzione di Animal copyright foundation, un’idea del regista e fotografo Gregory Colbert, famoso per la sua mostra Ashes and snow (ceneri e neve) che raccoglie centinaia di foto e filmati di animali. L’obiettivo di Colbert è di iniziare dal 1° gennaio 2007 a raccogliere l’1% della spesa per la pubblicità che usa animali.
La Fondazione agirà come un «procuratore» a tutela della «proprietà intellettuale» degli animali. «Quando prendiamo qualcosa dalla natura, siamo obbligati a pagarlo» è il principio che Colbert vuole affermare con questa iniziativa. Il ricavato di questa tassa andrà a sostenere progetti per la conservazione della natura e delle specie animali in tutto il mondo. Aspetto interessante della questione è il modo in cui Colbert pensa di convincere aziende e agenzie a versare il copyright: la mobilitazione di tutto il mondo ambientalista, animalista e no-global che pagheranno il copyright e non esporranno nelle loro pubblicità il marchio dell’Animal Copyright (una A contenuta nella C), lanciando anche campagne di boicottaggio. Quanto successo avrà l’iniziativa non possiamo saperlo, di certo possiamo prevedere l’inizio di un nuovo capitolo di «ecoterrorismo».
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Fonte: IL GAZZETTINO DI ROVIGO
Sabato, 3 Giugno 2006
MONTAGNANA Si discute sull’incolumità degli animali salvaguardando la tradizione
«Palio più sicuro per i cavalli»

Montagnana
(C.Z.) Lo strazio dei cavalli visto in Piazza Ariostea di Ferrara domenica scorsa nel corso del Palio ha gettato ombre su tutte le manifestazioni storiche nelle quali vengono utilizzati i cavalli. La gravità di quello che è accaduto (2 cavalli morti) oltre a non avere precedenti, è stato angosciante e drammatico per tutti i presenti; un vero pugno allo stomaco che non dovrà mai piu’ ripetersi. Un appello che ha mobilitato in tutta Italia gli animaliti, con forum via internet, ma anche gli organizzatori delle tenzoni come il Palio dei 10 Comuni del Montagnanese a tre mesi esatti dalla tenzone (3 settembre). “Siamo sconvolti da quanto accaduto a Ferrara -spiega il presidente del Comitato Palio dei 10 Comuni Paolino Bissoli-. Noi come comitato già dal momento del nostro insediamento (marzo 2005) abbiamo operato con l’introduzione di nuove regole per garantire la massima sicurezza proprio dei cavalli. Dopo i fatti di Ferrara lo saremo ancora di piu’ e per questo invito le associazioni degli animalisti di essere parte integrante dei Comitati organizzatori, per organizzare Palii sempre piu’ sicuri e rispettosi di tutti”. “Bisogna far riscoprire la storia non solo con la corsa dei cavalli -ha spiegato l’ex presidente Flavio Gobbi- con la riscoperta della storia, con l’impostante dei costumi delle scenografie della manifestazione nella sua interezza”. “Il Palio esiste da centinaia di anni -ha reso noto l’Enpa- ma la tradizione non gistifica la morte degli animali. Un rituale quello dei Palii che nulla perderebbe della sua suggestione se ci si limitasse alle sfilate, a giochi di abilità tra persone che si contendono un premio”.
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Fonte: LA REPUBBLICA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina 25 – Cronaca
Lo ha deciso un Comune bergamasco
Troppi cani: multa per il terzo cucciolo

BERGAMO – In un comune del Bergamasco si possono avere al massimo due cani, sennò scatta una multa di 500 euro. Lo dice il nuovo regolamento di polizia municipale di Berbenno, in Valle Imagna, che ha stabilito il tetto di animali che è possibile possedere: i cani sono appunto al massimo due, mentre i gatti sono i proverbiali quattro. Le cucciolate sono ammesse, ma solo fino allo svezzamento.
«Vogliamo farci promotori della cura degli animali – ha spiegato il sindaco Alessandro Pellegrini – La speranza, oltre a contrastare il randagismo, è di diffondere nella popolazione un senso di rispetto anche per le bestie».
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Fonte: KATAWEB
Bergamo, 02 giugno 2006 – 14:35
BERGAMO: VIETATO AVERE PIU’ DI DUE CANI
Vi piacciono i cani? Bene, l’importante e’ che non vi piacciano troppo. Nel senso che e’ permesso possedere due cani, ma non di piu’. Se vi beccano con il terzo cucciolo rischiate di vedervi appioppata una multa di 500 euro. La dice il nuovo regolamento di Polizia municipale del Comune di Berbenno, in Valle Imagna, che ha stabilito il numero massimo di animali che e’ possibile possedere: i cani sono appunto al massimo due, mentre i gatti sono i proverbiali quattro. Le eventuali cucciolate sono ammesse, ma solo fino allo svezzamento: poi bisogna trovare un modo per sbarazzarsene. Il Comune ha pensino pensato agli amanti dei furetti: anche per loro il numero massimo e’ quattro. “Vogliamo farci promotori della cura degli animali – ha spiegato il sindaco Alessandro Pellegrini -. La speranza, oltre a contrastare il randagismo, e’ di diffondere nella popolazione un senso di rispetto anche per le bestie. E’ gia’ difficile tenere un cane quindi il numero massimo di due ci e’ sembrato giusto. Certi fenomeni di randagismo sono dovuti anche al voler avere troppi animali. Nessuno ha sollevato problemi: prima di muoverci abbiamo sondato la gente”. C’e’ da dire che il regolamento (che prevede multe da 25 a 500 euro) specifica che intende garantire un trattamento adeguato agli animali: cibo, pulizia e ricovero devono tenere in considerazione il benessere dell’animale, mentre guinzaglio e museruola non sono obbligatori per i cani se ci sono le condizioni di sicurezza, e i cittadini sono chiamati a segnalare la presenza di animali incustoditi. (AGI)
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Fonte: GAZZETTA DI MODENA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Al raduno dei levrieri adottati
Un centinaio di appassionati e di sostenitori di questo singolare progetto si sono radunati ieri in via Bellaria al Campo d’addestramento Sant’Amtonio per il meeting dei levrieri addottati, un’iniziativa della Greyhound Adopt Center Italy coordinata per l’occasione dalle modenesi Elisa Manna e Chiara Ottolini. Gran parata, dunque, di splendidi animali celebri per le loro doti di corridori. Capi di diversi colori, taglie ed età si sono dati appuntamento da tutta Europa per una giornata che prevedeva anche una corsa amatoriale. Tanti hanno acquistato anche magliette e cappellini.
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Fonte: GAZZETTA DI MODENA
SABATO, 03 GIUGNO 2006
Pagina 17 – Agenda e Lettere
Ricordo di Ada un’amica degli animali

A Marzaglia c’è un rifugio del gatto che porta il nome Ada Capponi. Chi era Ada Capponi? Ada è deceduta il 5 maggio del 1986 e di lei non si è più sentito parlare. Ma noi, che l’abbiamo conosciuta e seguita, la vogliamo ricordare. La ricordiamo quando, dopo avere creato dal nulla con mezzi di fortuna, in via Rangoni, un “rifugio” raccoglieva, accudiva e curava molti gatti randagi salvati dalla fame, dalle malattie e dai maltrattamenti. Ada proveniva da una famiglia borghese, aveva ricevuto una buona educazione, era assistente sanitaria, poteva vivere discretamente, ma viveva in povertà, per scelta perché profondamente religiosa nel senso vero del termine, dava agli altri tutto quello che possedeva. In via Rangoni, erano raccolti anche i cani randagi ai quali provvedeva Tullio Cornia, ma giunse il momento in cui corsero entrambi il pericolo di essere eliminati in seguito alle proteste dei residenti della zona. Decidemmo allora tutti insieme, la sottoscritta, il prof. Nello Pultrini, Bruno Messerotti, Tullio Cornia e Ada Capponi di trovare, con urgenza una giusta soluzione. L’amministrazione comunale di Rubes Triva si mise totalmente a nostra disposizione e i cani ebbero il loro spazio a San Cataldo, nei pressi della ferrovia dove venne costruito un canile. Ma i mici erano sempre senza rifugio e, allora, con la mediazione dell’avv. Benvenuto Abate, consigliere comunale, l’amministrazione comunale ci venne, ancora una volta in soccorso concedendoci in gestione una casa colonica abbandonata, da ristrutturare, in località Marzaglia. Ancora la legislazione nazionale e regionale non si erano adeguate alle esigenze di tutela e di salvaguardia dei mici abbandonati. La situazione era quindi molto difficile ma, pur fra mille difficoltà i problemi vennero concretamente risolti e i mici ebbero la loro “casa”. Ada era sempre presente, lucidissima, concreta nelle scelte e negli impegni assunti, fino alla sua morte. Ora, il “rifugio” ha acquisito fama e prestigio e noi, anche dopo tanti anni, ci sentiamo in dovere di ringraziare Ada Capponi e di ricordarla a chi l’ha dimenticata o non l’ha conosciuta.
Velia Venturi
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Fonte: LA SICILIA (PALERMO)
sabato 03 giugno 2006
favorita
«Qua la zampa» per avvicinare il cane all’uomo Tante esibizioni per la gioia di grandi e piccini

Da qualche tempo c’è chi gli nega il primato di compagno più fedele dell’uomo. Perfino alcuni studi hanno cercato di sovvertire secoli di storia e senso comune, sostenendo che la palma di «animale d’oro» spetti ai gatti. Vallo a raccontare alle decine di persone entusiaste, presenti ieri a Palermo al primo appuntamento della tre giorni «Qua la zampa! Cani e padroni all’insegna dell’amore», organizzata dall’associazione culturale «Carpe diem». Assoluti protagonisti dell’iniziativa sono stati proprio loro, i cani. I primi a offrire un saggio del loro grado di addestramento sono stati Ax e Lord, due pastori tedeschi dei carabinieri del Nucleo cinofilo di Palermo-Villagrazia, che hanno eseguito tutti i comandi ricevuti dai militari, esibendosi sia in esercizi d’obbedienza sia in attacchi simulati contro un figurante armato di una pistola caricata a salve. Un affiatamento perfetto quello tra i due cani e i loro conduttori, come testimonia il brigadiere Elio Martorana, il «compagno» di Ax: «Da trent’anni lavoro nell’unità cinofila, non potrei fare questo mestiere se non fossi appassionato di cani». Una passione condivisa anche dall’associazione Argo: «Quando si educa un cane – afferma una delle volontarie – bisogna procedere con pazienza, perché è un po’ come educare un bambino». La manifestazione proseguirà stamani con altre esibizioni, mentre alle 19 presso piazzale dei Matrimoni alla Favorita si terrà la conferenza «Il cane aiuta l’uomo», per far conoscere la cosiddetta «Dog therapy» e, al contempo, sensibilizzare i cittadini sulla questione degli abbandoni, divenuta grave negli ultimi anni con sempre più «padroni» che si dimenticano dell’amore e lo lasciano per strada.
Ermes Dovico
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Fonte: IL SECOLO XIX
03/06/2006
Uccisi tutti i piccoli di Fiammetta
Favola senza lieto fine nella vecchia darsena: la pennuta ha persino chiesto aiuto ai negozianti per difendere la sua prole. Tutto inutile
In porto i gabbiani divorano undici germani

Altro che favola Disney: la storia della “germana” Fiammetta è triste che più triste non si può. E il lieto fine non c’è per niente, il contrario.
Alla fine dei suoi stupendi piccoli – ne ha fatti ben tredici la settimana scorsa e li ha mostrati orgogliosa per la vecchia darsena – ieri ne aveva solo più due. Tutti gli altri sono stati divorati dai gabbiani, uccelli feroci come non si direbbe.
È una storia tristissima che tanti savonesi hanno vissuto e stanno vivendo in diretta. Alla povera Fiammetta è bastato far l’errore di uscire allo scoperto con la sua nidiata per dare il via agli attacchi dei gabbiani che non esitano a sbranare i piccioni, figurarsi i piccoli di germano. Gli attacchi sono stati quotidiani e di rara violenza. La pennuta ha fatto di tutto per opporsi, ma invano.
E ora che la strage è (quasi) compiuta, tanti savonesi hanno anche un peso sulla coscienza. Perché proprio agli umani Fiammetta aveva chiesto aiuto resasi conto dell’emergenza e di non riuscire a contrastare quegli attacchi dall’alto. È entrata varie volte nelle attività della vecchia darsena scortando i suoi piccoli e chiedendo rifugio. «Sembrava proprio chiedere aiuto – racconta Riccardo, il tabaccaio di calata Sbarbaro, riuscito persino a fotografarla dentro il suo negozio – Io non sapevo cosa fare. Ho chiamato l’Enpa ma non è servito. Pensava di potersi rifugiare qui, ma per quanto? Che tristezza».
Come lui altri operatori del porto che si sono ritrovati i germanini tra i piedi. «È andata e venuta varie volte anche qui – raccontano al bar-ristorante Barbanera – purtroppo di tanti piccoli che aveva gliene sono rimasti pochi. È uno strazio vedere che diminuiscono giorno dopo giorno». E persino il pittore Gianni Celano Giannici è stato sorpreso dall’arrivo della famigliola. «Sono venuti al Rabadaja mentre mangiavo – racconta – Sembravano proprio chiedere asilo politico, una scena di una poesia infinita».
Per cercare di aiutarla si sono mobilitate anche le sorelle Dall’Orto, Elisabetta e Alessandra, che ad Albissola Mare gestiscono quella che è l’oasi degli animali per eccellenza: il Bau Bau Village, i primi bagni per cani. «Abbiamo dato il nostro numero agli operatori del porto – raccontano – chiedendo di chiamarci nel caso la germana ritorni e si faccia avvicinare. Noi saremmo ben liete di prenderla con i suoi piccoli e portarla in alcuni terreni recintati in attesa che i piccoli crescano. Per ora, però, non ci ha chiamate nessuno». Perché purtroppo nessuno ha fatto in tempo ad avvicinarla. Ora la speranza è che riesca almeno a salvare gli ultimi due piccoli. Sarebbe il giusto coronamento di uno sforzo terribile e generoso che Fiammetta ha già fatto ma finora senza alcun risultato.
Dario Freccero
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Fonte: CORRIERE DI ROMAGNA
sabato 3 giugno 2006
Edizione di: FORLI’
Caccia, Bartolini all’attacco

santa sofia – “La Regione Emilia-Romagna ha, ancora una volta, perso una importante occasione per approvare un piano di indirizzo alla pianificazione faunistico venatoria provinciale che andasse veramente incontro ai cacciatori e alla reale necessità di migliorare la gestione faunistica del territorio”. Questa la posizione del consigliere Luca Bartolini dopo la discussione del Piano faunistico-venatorio dell’Emilia-Romagna, approvato nel “Parlamento” regionale e che detta alle Province gli indirizzi per emanare, entro la fine dell’anno, i singoli piani di zona. “Alleanza Nazionale – riprende Bartolini – ha votato contro perché il piano non è intervenuto minimamente per garantire quelle legittime esigenze di semplificazione che i cacciatori richiedono da tempo con uniformazioni di regole tra Province diverse o addirittura tra gli eccessivi Atc (Ambiti territoriali di caccia) del medesimo territorio Provinciale. Grave infine è stato l’atteggiamento dei tanti consiglieri di maggioranza assenti in aula al momento del voto. Solo grazie alla determinante presenza dei consiglieri di Alleanza Nazionale e dei colleghi della Cdl si è garantito il numero legale proprio per non rischiare di compromettere i tempi d’apertura della prossima stagione venatoria. Tali gravi assenze evidenziano ancora una volta il totale disinteresse della maggior parte dei consiglieri regionali di sinistra per i problemi della caccia e dei cacciatori, evidentemente più sensibili a non compromettere il proprio rapporto idilliaco con gli alleati Verdi anziché del mondo venatorio al quale io invece sono onorato di appartenere”.
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Fonte: IL MESSAGGERO (ANCONA)
Venerdì 2 Giugno 2006
FABRIANO
Canile, slitta ancora il trasferimento a Ostra Vetere
Il Coordinamento animalista della Regione interviene a sostegno dell’Ada. Leandro Mariani difende le scelte del Comune

di CLAUDIO CURTI
FABRIANO – «La nuova presidenza del Coordinamento delle associazioni animaliste della Regione Marche, unitamente alle 30 associazioni aderenti, appoggia l’Ada che si sta battendo affinché i cani ospitati nel canile di Putido a Fabriano non vengano spostati in altre strutture. Ci appelliamo, inoltre, come già ripetutamente fatto in passato, all’Amministrazione comunale, responsabile per legge degli animali che vivono sul proprio territorio, affinché sia tutelato il loro benessere secondo le leggi nazionali e regionali del settore». Questa la posizione del Coordinamento delle associazioni animaliste della Regione Marche che appoggia in toto la lotta dell’Ada. Parole che giungono dopo l’ennesima giornata convulsa per la vicenda del canile comunale. Una mattinata iniziata con lo slittamento dell’ultima tranche del trasferimento degli ultimi cani nella struttura di Ostra Vetere, a causa di una “diffida” fatta pervenire al Comune dal legale dell’Ada, Enrico Carmenati. «L’Amministrazione comunale non può darci un preavviso di 20 ore, non siamo suoi dipendenti. Che ci inviino una lettera – dichiara Carmenati – chiedendoci di fissare giorno e ora per completare il trasferimento».
In tarda mattinata arrivano puntuali le dure parole dell’assessore Leandro Mariani, che non mancheranno di suscitare ulteriori polemiche. «Adesso basta. Capisco la difesa degli animali, ma di fronte a un’ordinanza del servizio veterinario dell’Asur non possiamo discutere ancora. Abbiamo cercato in ogni modo il dialogo senza mai forzare la mano. Altrimenti avremmo dovuto indagare sul perché alcuni cani erano privi della scheda sanitaria, quindi di provenienza ignota. E poi, al posto dell’Ada avrei chiesto al mio legale perché si fa sentire solo il giorno del trasferimento e prima, invece, non cerca soluzioni. Io gli avrei tolto il mandato». Mariani è un fiume in piena. «Ho il sospetto, se non addirittura la certezza, che molti dei cani randagi fabrianesi vengano scaricati sul nostro territorio dai comuni vicini. In ogni caso, noi siamo disponibili al confronto con l’Ada e ci auguriamo che prevalga il buon senso».
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Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
Venerdì 2 giugno 2006
‘Animali, nostri fratelli minori’ lavori esposti nel castello
Soncino — Oggi e domenica sarà aperta al pubblico presso la torre del capitano della rocca sforzesca la mostra ‘Animali:nostri fratelli minori’ realizzata dagli alunni della Scuola primaria di Soncino e del Secondo Circolo Didattico di Crema. Si tratta di una serie di disegni, frutto del progetto attivato nell’anno scolastico 2005/06, alla cui promozione hanno contribuito il comune di Soncino e il Gruppo Bairo rappresentato da Enrica Boiocchi.
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IL GIORNO (LEGNANO
02/06/2006
ROZZANO
Cibo gratis dalla Giunta alle gattare

ROZZANO — Gatti alla riscossa: al via la campagna pro gattare «non rompeteci le scatolette». Il Comune di Rozzano, con l’assessore ai Diritti degli animali, Stefano Apuzzo e l’Associazione Gaia hanno deciso di farsi carico della distribuzione gratuita di scatolette di cibo secco e umido per gatti a favore delle persone che accudiscono i mici liberi della città. Alla distribuzione delle scatolette alle “gattare” di Rozzano, che avverrà il 6 giugno alle 18 al centro civico, saranno presenti il sindaco di Rozzano, Massimo D’Avolio, l’Assessore animalista Stefano Apuzzo, il Presidente dell’Associazione Gaia Edgar Meyer che è anche Responsabile dell’Ufficio Diritti animali della Provincia di Milano e i volontari di Gaia. L’iniziativa segue alla campagna di affissione di manifesti in città con cui il Comune ricordava ai cittadini che «i gatti che vivono liberi sono protetti dall’Amministrazione». Mas.Sag.
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Fonte: IL SECOLO XIX
02/06/2006
Piccioni, volano le mail
l’iniziativa Numerose anche le lettere che indicano la presenza di topi
Genova pulita, i lettori segnalano le colonie indesiderate

Topi e piccioni, soprattutto. Pessimo biglietto da visita della città, animali difficili da accettare. L’iniziativa lanciata dal Secolo XIX ha riscosso un grande successo: dopo le segnalazioni delle carcasse di auto abbandonate, i lettori stanno inviando decine e decine di mail per segnalare colonie di piccioni e di topi. Segnalazioni spedite all’indirizzo genovapulita@ilsecoloxix.it che vengono pubblicate integralmente sul nostro sito www.ilsecoloxix.it e anche sul giornale. Come nel caso delle carcasse, si tratta di un’iniziativa organizzata per stimolare l’amministrazione comunale ad intervenire per risolvere la situazione. Una “battaglia difficile”, quella degli amministratori, che devono fare i conti con le naturali migrazioni dei roditori, ma anche con chi alimenta i piccioni, rendendo così difficile il loro allontanamento. Ecco di seguito la sintesi di alcune delle segnalazioni giunte alla nostra redazione (chi volesse inviare mail all’indirizzo è pregato di specificare nell’oggetto se si tratta di auto oppure animali).
A. R, che ha preferito mantenere l’anonimato, segnala che «vico degli Indoratori intorno alle 20, viene “preso d’assalto” dai topi. Sarebbe auspicabile un maggior numero di punti di raccolta dei rifiuti chiusi».
Laura Ducalo informa che «tra piccioni, siringhe, deiezioni canine e pantegane notturne vico Ragazzi risulta inagibile, così come piazza Ragazzi. Una signora della zona alimenta i piccioni. Un antico fregio in ardesia del 1500 è stato irrecuperabilmente corroso dal guano». Piero Tosi segnala che «la passerella pedonale in via Bobbio, di fronte alla scuola Da Passano, è occupata da una colonia di piccioni: le ringhiere dove si appoggiano i bambini che transitano per andare a scuola sono piene di escrementi». «Nei Parchi di Nervi – afferma Paolo Sassetti – c’è un’invasione di topi, ci sono le bisce nel roseto, tutti i giorni e specie alla sera ed al mattino ci sono cani pericolosi (doberman, pitt bull, molossi e cani lupo), che corrono e si azzuffano nei prati mentre i padroni chiacchierano o leggono il giornale. Ma il comune, più volte avvisato, aspetta una tragedia per intervenire?». «Perchè- aggiunge Sassetti – il Comune non fa mai rispettare i regolamenti di polizia municipale. E poi, perché il numero verde 800.641.292 non funziona mai?». «Perché – chiede Federica – non vengano multate le persone che danno da mangiare a questi animali?».
«C’è una colonia numerosa di piccioni – ha segnalato Andrea Manfredini – nei pressi del tetto dello stabile di via San Fermo 9. Imbrattano la facciata».
C. Cav. Continuano ad arrivare alla nostra redazione e quindi continuano ad essere pubblicate sul nostro sito www.ilsecoloxix.it e “girate” all’assessorato alla Vivibilità, le segnalazioni dei lettori di auto e carcasse abbandonate.
Come riportato nei giorni scorsi sulle colonne del XIX, l’assessore Roberta Morgano ha illustrato la situazione di difficoltà finanziaria in cui versa il Comune. Lo scorso anno, infatti, i fondi destinati alle rimozioni si sono esauriti a giugno, quest’anno sono ormai vicini ad essere esauriti.
Resta l’impegno ad aprire una pratica per ogni segnalazione. La speranza, dunque, è quella di “mettersi” in coda, in attesa dei soldi necessari per eseguire la rimozione della carcassa.
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Fonte: IL SECOLO XIX
02/06/2006
Animali alla sbarra
Il rapporto degli uomini con gli animali ci dice molte cose sulla civiltà e sulla cultura umane. In un certo senso le mette alla prova. Pirandello arrivava a dire che «se si guarda negli occhi un animale, tutti i sistemi filosofici crollano», in realtà, come sempre avviene, anche sulla questione degli animali i sistemi filosofici si combattono. Schematizzando un po’, sul tema si potrebbero individuare due posizioni opposte; da una parte chi come, ad esempio, Jean Paul Sartre, ritiene che «quando amiamo troppo gli animali e i bambini li amiamo a spese degli uomini» e chi come lo scrittore Henry Salt pensa che «il principio che induce al trattamento umano degli uomini è lo stesso che induce al trattamento umano degli animali».
Oggi il senso comune e anche la giurisprudenza hanno ormai acquisito il concetto di “diritti degli animali”, ma nessuno si sogna di parlare dei loro “doveri”, ma non è stato sempre così tanto che gli animali che violavano le leggi umane venivano “processati”. Oltre ai gatti neri accusati di stregoneria dai giudici dell’Inquisizione, di processi contro gli animali ce ne sono stati diversi, sia in tribunali ecclesiastici che civili. Secondo Jean Real, scrittore che ha appena pubblicato in Francia “Bêtes et Juges”, uno degli ultimi processi di questo tipo si è svolto nel 1846 in Slavonia. Secondo l’autore alla base di questi processi c’è una concezione dell’uomo e dell’animale come “soci” in un progetto di vita comunitaria: le bestie nascevano e vivevano con le famiglie, verso le quali avevano appunto obblighi e doveri. Se venivano meno a questo “patto”, erano giudicate e punite: successe per esempio ad un maiale che aveva tentato di mangiare un neonato, nel 1385. La bestia fu processata e condannata all’impiccagione, ma vestita con abiti umani e indossando una maschera che riproduceva un volto.
Nel 1793 un pappagallo parlante venne usato come testimone dai rivoluzionari per giudicare un nobile francese colpevole di aver insegnato all’animale a ripetere “viva il re”. Peccato che durante il processo l’uccello restò in silenzio, fischiettando solo piacevoli melodie: l’accusa al suo nobile padrone Louis de La Viefville venne allora tramutata in «aver cercato di insegnare al pappagallo ritornelli odiosi».
galletta@ilsecoloxix.it
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Fonte: IL TEMPO (LATINA)
venerdì 2 giugno 2006
Lasciate in pace gli animali
Sempre più diffuso il rischio-estinzione di specie protette
Tartarughe in fuga dal vulcano alle Galapagos

LA CINA, il Brasile e l’Australia sono i paesi che ospitano il più ampio numero di specie a rischio di estinzione. Se non si verificherà un’inversione di tendenza del riscaldamento globale terrestre, secondo gli ambientalisti, più di 16.000 specie di animali e piante minacciate, una ogni quattro specie di mammiferi ed una ogni otto specie di uccelli, scompariranno. Senza accorgercene stiamo distruggendo la natura che ci circonda e quindi l’habitat degli animali. Molti animali rischiano l’ estinzione a causa dei cambiamenti climatici, della caccia senza regole e di tante altre minacce provenienti dall’uomo. Per la seconda volta in 35 anni, nel new Jersey è stata autorizzata la caccia all’orso bruno. Tra mille polemiche, in una settimana, 5 mila cacciatori hanno partecipato alla caccia abbattendo 280 esemplari. Le autorità hanno dato l’autorizzazione all’iniziativa con lo scopo di ridurre la popolazione dei plantigradi che, per la scarsità di cibo, si sta sempre di più avvicinando alle aree urbane. La caccia, limitata in un’area di oltre 3 mila kmq, nel nord ovest dello stato, ha fatto scattare la reazione di molti animalisti che hanno cercato inutilmente di bloccarla. A questo aggiungiamo che la popolazione degli orsi polari si ridurrà del 30% nei prossimi 45 anni, man mano che si scioglierà la calotta glaciale, privando gli animali del loro habitat e lo stesso accadrà agli ippopotami. Anche le orche rischiano di diventare i mammiferi più contaminati dell’Antartide. Gli scienziati dell’ Istituto polare norvegese lanciano l’allarme, sostenendo che le orche hanno raggiunto gli orsi polari nella classifica degli animali più intossicati dall’inquinamento. La causa è nell’alta concentrazione di prodotti chimici artificiali che le orche ingeriscono nei mari del nord. I ricercatori hanno prelevato un campione di grasso dei cetacei. L’analisi ha individuato la presenza di pesticidi chimici. La situazione riflette le condizioni ambientali in cui vivono gli animali del pianeta. Il mare viene definito dagli scienziati uno ” scolo chimico”, la foresta “pattumiera all’aria aperta” ed il cielo è sempre più pieno di nuvole formate da smog. Dalle isole Galapagos ci giunge un’altra preoccupante notizia: le tartarughe giganti delle isole Galapagos lasceranno l’isola più grande dell’arcipelago Isabella. I grossi animali saranno evacuati dalle autorità per evitare che vengano raggiunti dalla lava uscita dal vulcano, tornato ad eruttare due settimane fa, dopo 19 anni di inattività. I responsabili del parco nazionale delle Galapagos stanno intanto sorvolando le isole in elicottero alla ricerca delle tartarughe che si trovano nelle aree più pericolose. Francesca Luna Marina Funari Francesca Busatto
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Fonte: IL GIORNALE
n. 129 del 02-06-2006
«Agility Dog», anche i cani potranno dimostrare talento – di Valeria Arnaldi –
Valeria Arnaldi
Cani in pista per dimostrare agilità e intelligenza. Da oggi a domenica, presso l’associazione cinofila Indiana Kayowa, in via dei Due Ponti all’angolo con via Casale della Crescenza, si terrà la dodicesima edizione di «Agility Dog», gara nazionale aperta a cani di tutte le taglie, le razze, e, novità di quest’anno, anche ai meticci. Di norma esclusi dai grandi concorsi, i bastardini potranno finalmente sfidarsi nel primo campionato di agility loro riservato. «Il regolamento internazionale di questa disciplina – spiega Massimo Perla, famoso addestratore di cani e responsabile dell’Associazione – stabilisce esplicitamente la possibilità di far partecipare tutti i cani. Ciò nonostante i meticci sono stati lungamente esclusi dalle competizioni. Ci è sembrata una vera e propria forma di razzismo e così abbiamo deciso di creare un campionato tutto per loro. Peraltro, per questo tipo di sport dimostrano grande talento». Nata negli anni Ottanta a Londra, l’agility dog prevede che gli animali, accompagnati dai padroni o, comunque, dai conduttori, compiano dei mini-circuiti ad ostacoli, entro un tempo stabilito. Ci sono barriere, muri, siepi, pneumatici, la riviera, il salto in lungo, tunnel – rigidi e morbidi – e lo slalom, che consiste nel passaggio veloce tra una serie di paletti. In alcuni casi, superare l’ostacolo non basta. Passerelle, palizzate e pedane basculanti devono essere percorse velocemente, rispettando le zone cosiddette di contatto, spazi di circa un metro sulle rampe di salita e discesa, che il cane deve toccare almeno con una zampa, per non incorrere in una severa penalità. I percorsi vengono cambiati ad ogni gara per impedire ai cani di memorizzarli. In questo modo, a garantirne la perfetta esecuzione è solo il rapporto di fiducia tra chi conduce e l’animale. Sono previsti diversi livelli di difficoltà a seconda della taglia del cane, che ne definisce la categoria, e del suo livello di bravura. Sport, gioco, ma anche moda. L’agility dog ha, infatti, conquistato molti nomi noti del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica. «È una disciplina affascinante – dice Amina Gasparri, socia del Centro e padrona di un cucciolo di border collie di appena 9 mesi – perché consente di approfondire il rapporto con il proprio cane, divertendosi e stando all’aria aperta. Inoltre, gli animali, giocando, imparano anche le norme di educazione necessarie per vivere al meglio in città».
Ad essere conquistati dall’agility sono stati, tra gli altri, Maurisa Laurito, Fiorello, Rossella Brescia e Donatella Rettore, che nel fine settimana porteranno i loro cani alle gare. Molti «vip a quattro zampe», protagonisti di fiction, film e spot pubblicitari, sono stati addestrati proprio da Massimo Perla. Il nome stesso del centro è in memoria di una di queste star-dog, protagonista, tra gli altri, del film C’era un castello con quaranta cani.
Il programma della manifestazione si articola in tre giorni. Oggi e domani, le gare iniziano alle 17 per proseguire in notturna, fino alle 23. Domenica, invece, il campionato per meticci, inizia alle 11 per concludersi nel primo pomeriggio. La premiazione più attesa è quella di domani sera, che comporta la selezione della nazionale che parteciperà ai campionati mondiali di agility dog. «Non si tratta solo di un appuntamento per appassionati, ma di un vero e proprio spettacolo, capace di conquistare persone di tutte le età ed insegnare loro a vedere il cane come un componente della famiglia», prosegue Amina Gasparri.
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Fonte: IL GIORNALE
n. 129 del 02-06-2006
Il pappagallo è un bestemmiatore e i rabbini lo condannano a morte – di Redazione –
Gerusalemme. Condannato a morte per eccesso di parolacce: è la sentenza emessa dai rabbini nei confronti di un pappagallo «colpevole» di imprecare in continuazione. Il proprietario, disperato per gli improperi che uscivano dal becco dell’animale, era pronto a eseguire la «sentenza» quando è intervenuto il suo medico, Oren Zarif, che ha deciso di adottare il pappagallo, salvandolo così da morte certa. «Il mio paziente – ha spiegato il medico – ha consultato un rabbino il quale decise che il pappagallo avrebbe dovuto essere ucciso perché peccava e induceva altri a peccare». I figli del proprietario infatti erano influenzati dall’animale e dalle sue parolacce. Zarif, tuttavia, si è rifiutato di farlo sopprimere ma dopo poco ha avuto dei ripensamenti. Il pappagallo, infatti, anche nella nuova casa, non si comportava meglio e le sue imprecazioni avevano cominciato a infastidire i pazienti ortodossi che frequentavano l’ambulatorio. Disperato, Zarif ha consultato un altro rabbino, che stavolta ha consigliato di tagliare la lingua al pappagallo «con il minimo di sofferenza. Se questo non aiuta, l’animale deve essere macellato». Il medico tuttavia si è rifiutato, pressato anche dalla moglie che lo minacciava di divorzio. Zarif ha quindi lanciato un appello: «Sono pronto a donare il pappagallo a un safari o a un altra istituzione che si prende cura degli animali. Almeno, questi possono tenerlo lontano dai bambini».
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Fonte: ADNKRONOS
Tra le altre soluzioni proposte quella di tagliargli la lingua
Israele, pappagallo condannato a morte per eccesso di parolacce
La sentenza emessa da un consiglio rabbinico nei confronti d’un parrocchetto ‘colpevole’ d’imprecare in continuazione

Gerusalemme, 1 giu. (Aki/Ign) – Condannato a morte per eccesso di parolacce. Questa la sentenza emessa da un consiglio rabbinico nei confronti d’un parrocchetto ‘colpevole’ di imprecare in continuazione. Lo racconta oggi il quotidiano ‘Yedioth Ahronoth’.
Il proprietario, disperato per le parolacce che uscivano dal becco dell’animale, era pronto a dar seguito alla ‘sentenza’ quand’è intervenuto il suo medico, Oren Zarif, che ha deciso di adottare il pappagallo, salvandolo così da morte certa. ”Il mio paziente – ha spiegato il medico – ha consultato un rabbino che ha deciso che il parrocchetto doveva essere ucciso dal momento che peccava e induceva altri a peccare”. I figli del proprietario, infatti, erano influenzati dalle parolacce che il volatile strillava in continuazione.
Zarif, tuttavia, si è rifiutato di farlo sopprimere, ma dopo poco ha avuto dei ripensamenti. Il pappagallo, infatti, anche nella nuova casa non si è comportato meglio e le sue imprecazioni hanno cominciato a infastidire i pazienti ortodossi che frequentavano lo studio. Disperato, il medico ha quindi consultato un altro rabbino, Meir Mazuz, che stavolta ha consigliato di tagliare la lingua al pappagallo, ”con il minimo di sofferenza. Se questo non aiuta, l’animale deve essere macellato”.
Di nuovo, tuttavia, Zarif s’è rifiutato, pressato anche dalla moglie che nel frattempo ha minacciato di divorziare se il medico avesse fatto eseguire la sentenza capitale. Quest’ultimo lancia dunque un appello: ”Sono pronto a donare il pappagallo a un safari o a un’altra istituzione che si prende cura degli animali. Almeno, loro possono tenerlo lontano dai bambini”.
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Fonte: IL CITTADINO (LODI)
02/06/2006
Libri, disegni e vignette: i bambini aiutano i cani
Un libretto colorato per difendere i propri “amici di cuccia”: ci hanno lavorato i bambini della classe quinta B della scuola primaria Pezzani di via Giovanni XXIII, seguiti dalle maestre Caterina Schiavini, Gabriella Potenza e Maria Facente. Il pieghevole è stato consegnato, nel pomeriggio di martedì, direttamente nelle mani dell’assessore alla pubblica istruzione Marco Zaninelli, che si è dichiarato «molto sensibile al tema degli animali che soffrono, mantenendo comunque come priorità l’aiuto ai bambini che non hanno a disposizione cure e affetti». L’iniziativa ha coinvolto direttamente i più piccoli, che hanno contribuito alla sensibilizzazione sul tema del randagismo e della tutela degli amici a quattro zampe con simpatici disegni, testi, vignette e alcune importanti riflessioni. Non solo: togliendo qualche monetina dal salvadanaio, gli scolari stanno contribuendo da tempo con 15 euro mensili all’adozione a distanza di una cagnolina in attesa di padrone, che ora si trova nel canile di Borgo San Giovanni. «Grazie a queste risorse possiamo prenderci cura di “Speranza” (il nome della cagnetta, ndr) – ha detto Roberta Vignoli, del canile di Borgo -. Ci aspettiamo numerose visite dai lodigiani, perché i cani non aspettano altro». Vive congratulazioni per il lavoro svolto sono arrivate dalla vice preside Preziosa Fragome

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