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Wednesday January 24th 2018

MASADA n° 325. 24-6-2006- Il mostriciattolo di Lorenzago

Sartori e la riforma- Tasse mostruose- Fiscalismo regionale- Non vogliamo alcuna riforma della Costituzione!- La democrazia allargata e’ un’altra cosa- Il silenzio sui costi- Ho visto un re..- La RAI accapponata

Sono stata allieva di Sartori, docente di scienza politica e politologo democratico di fama internazionale, ho sempre ammirato la sua nettezza e credo che si sarebbe pure potuto ascoltarlo.
La sua condanna della riforma e secca e inappellabile:

“L’essenziale di una costituzione e’ limitare il potere. Questa fa il contrario. Abolisce il controllo. Basti pensare al ribaltone (inesistente in tutte le costituzioni del mondo). In questa e’ fatto divieto di sciogliere una alleanza di potere, di fatto si imbavagliano i partiti ad alleanze rigide e con questo si distrugge il sistema parlamentare. Il paese si bloccherebbe in continue votazioni: se dal voto non esce una solida maggioranza, allora si torna a votare; se una parte esce dalla coalizione, allora si torna a votare; se il governo si paralizza, allora si torna a votare…L’unico meccanismo permesso e’ il voto. E’ come andare da un meccanico e sentirsi dire che a ogni guasto si deve ricomprare una macchina nuova. Accadra’ che, pur di non andare al voto, tutti ubbidiranno al premier qualunque cosa faccia, peggio di adesso.
I poteri di questo premier sono eccessivi e pericolosi. Se la Camera non gli va bene, puo’ scioglierla con l’art. 88. se i ministri non gli vanno bene, li licenzia. E’ democrazia questa? Prima il capo dello stato poteva bloccare la nomina di un ministro, Scalfaro blocco’ la nomina scandalosa di Previti a ministro della Giustizia. Ora e’l premier che nomina o licenzia. Un futuro Berlusconi potrebbe nominare Previti a ministro della Giustizia (e magari Riina a ministro dei lavori pubblici) senza veto alcuno.

Entrambe le riforme, sia della destra che della sinistra sono pessime. La sinistra ammette, oggi, di avere sbagliato. La destra promette miglioramenti solo per incassare il Si’ a non ne fara’Dicono NO 179 costituzionalisti, dicono sì solo 7 costituzionalisti che tuttavia convengono che quasi tutto e’a cambiare.
La riforma penalizza tutti, perche’ fara’ cadere in capo a tutti gli esorbitanti costi della devolution.
E’ una pura favola per i gonzi che l’impiegato di un ministero romano si lasci trasferire nelle capitali regionali.
Invece le regioni assumeranno il loro personale in base a clientele locali, cosi’ ci caricheremo di un’ulteriore armata di burocrati.
Sara’ penalizzato il Nord che paga le tasse e il Sud che sarà lasciato a un poverta’ anche piu’ grande.
Se gli italiani si lasceranno abbindolare da queste promesse, allora sono proprio ingenui.
Quando la riforma passasse, si direbbe che non si puo’ cambiare più nulla perche’ cosi’ e’ stata voluta dal popolo sovrano (non passerebbe nemmeno il fiscalismo regionale).
Bisogna votare No, contro IL MOSTRICIATTOLO DI LORENZAGO.”.

Tasse mostruose

Piu’ si frantuma lo stato, piu’ i costi crescono.
Gia’ ora le regioni piu’ piccole hanno costi amministrativi il 30% superiori alle regioni piu’ grandi.
Con la riforma arrivera’ una stangata di tasse, sia statali che regionali da incubo.
La riforma e’ bisex, ci convivono 2 tendenze opposte: quella centralista per aumentare i poteri di B, quella secessionista per aumentare i poteri di Bossi.I 2 sono come cavalli attaccati dalla parte opposta di una diligenza. Roma tira da una parte. Il campanile dall’altra. La diligenza si spacchera’
B fa il furbetto: aumenta i poteri delle regioni ma tiene i cordoni della borsa, quando e’ chiaro che un potere senza sghei e’ un potere da putei.
Almeno la riforma dell’Ulivo era col fiscalismo regionale. Questa no.
I 2 compari hanno giocato una commedia degli inganni e dire “poi si fara’” non vuol dire nulla.
L’unica realta’ e’ che, se la cosa passa, le tasse rovineranno NOI, e saranno cosi’ grosse che l’ICI la rimpiangeremo.
I furbetti sono stati bene attenti a non fare alcuna stima, anzi a dire che i costi erano zero. Mentono come respirano! Le stime vanno da 70 miliardi di euro a 277 miliardi di euro!! Come due o tre finanziarie! Le casse sono vuote. Come pensate che faranno?
I nuovi costi saranno esorbitanti e tutto per raddoppiare la massa degli inutili e dovremo pagarli tutti noi e, in un momento di crisi come questo, cio’ equivale ad ammazzare l’Italia con tutti gli italiani.
I ricchi si spartiranno le nuove greppie, noi popolo avremo grosse tasse inique per mantenere le nuove competenze.
E tutto per permettere a Bossi l’inizio di una secessione e per permettere a Berlusconi l’inizio di un premierone!

Sottolineo un’altra farsa di questo Granguignol: il comune che lo richiede, puo’ annettersi a una regione anche lontana, come a dire che Ustica, se vuole, diventa un comune del Friuli. Immagino che se rubano una capra a Ustica, fara’ le indagini un poliziotto friulan. Idem per la USSL. O per la scuola. Di scemenze cosi’ la riforma e’ piena.
..

Fiscalismo regionale

Secondo il nostro parere, nessuno qui ha la minima voglia di fare il fiscalismo regionale o di allargare la democrazia a un reale governo delle diverse parti d’Italia, per il semplice fatto che chi ha i soldi ha il potere e che tutti i partiti che contano sono, ora, centralisti, lo sono a tal punto che fin’ora le finanze delle regioni non hanno fatto che diminuire e nessuno ha aumentato i poteri locali.
Ma il piu’ centralista di tutti e’ senza dubbio Berlusconi, e questo basta chiederlo alle regioni che ne sanno qualcosa e sono molto incaxxate.
Non so cosa Berlusconi abbia detto a Bossi, ma, se il fiscalismo regionale voleva davvero farlo, lo metteva da subito nella riforma, invece, subdolamente questo manca, e la cosa e’ fortemente sospetta.

Lo avra’ fatto per non dare potere alle regioni rosse? Ma in questo modo non da’ poteri nemmeno a quelle azzurre e nemmeno a quelle verdi!
Berlusconi ha crede solo in un dio: i soldi, e non li molla facilmente in nome di presunte democrazie che confonde con sistemi eversivi.
Secondo noi, le regioni questo fisco locale per sanita’, esercito e scuola, non lo avranno ne’ ora ne’ mai perche’ chi ha i soldi tiene per il collo tutti gli altri e nessuno e’ piu’ centralista di Berlusconi che ha teso un tranello a Calderoli e lui c’e’ cascato con tutta la pancia.
Il fatto grottesco e’ che, quando i due compari, scopriranno di volere cose opposte, la peggio l’avra’ Bossi.
Se domani a Bossi non sta bene il centralismo di Roma, che fa? Un ribaltone? Non puo’, perche’a riforma glielo vieta. Questa volta non si tornerebbe a votare.
La Lega si e’ncartata con le sue stesse mani.
Il problema e’ che non vogliamo essere incartati anche noi in questi giochetti viziosi contro i cittadini e contro la democrazia.
Nel gioco tra furbi vince sempre chi ha esperti che gli consigliano il gioco piu’ sporco, e in genere vince quello che può permettersi i meglio pagati della piazza.
Tra un dentista e l’ufficio Previti-Dell’Utri-Gelli, chi pensate che vinca?

Noi non vogliamo nessuna riforma della Costituzione!

Non siamo affatto d’accordo che la Costituzione vada cambiata!
La mania di riformismo che ha preso tutti, anche la sinistra, e che l’ha vista inseguire o precedere il peggio della destra, non ha aperto la porta ne’ a una maggiore giustizia sociale ne’ a forti diritti dei cittadini, ne’ a migliori condizioni del lavoro o al rispetto per l’elettore, ma solo a sperequazioni inquietanti tra cittadini comuni e amministratori potenti, a pericolose derive autoritarie e ad un peggioramenti in tutti i campi dello stato, nella condotta morale di chi ci governa e nell’applicazione della giustizia sociale e penale, ampliando gli stessi pericoli di deriva autoritaria che erano stati paventati dai primi costituzionalisti.
Il paese si sta sempre piu’ spaccando tra una casta di potenti arroganti e impuniti, immersi nella corruzione, che fanno a pezzi ogni criterio di legalita’ con totale impudenza, e una massa di cittadini sempre piu’ sudditi che hanno perso gradatamente ogni difesa e diritto.
La Costituzione e’ portatrice di valori intramontabili e sta a salvaguardia dei principi democratici, che oggi sono messi in pericolo da chi vuole frantumare il paese e da chi vuole eliminare il sistema di controlli, garanzie, equilibri e tutele, per imporre un nuovo peronismo accentratore e antidemocratico, secondo i piani della P2, della corruzione e della criminalita’ organizzata.
Non sara’ certo un governo regionale imbastito su criteri di casta o di potere ad allargare la democrazia dal basso. Del resto quelli che lo impongono sono proprio gli stessi che ci stanno riportando a un medioevo sperequato e tirannico, ignorante di valori cristiani, liberali e democratici.
Finora un riformismo non democratico e’ risultato solo distruttivo dei diritti civili fondamentali ed ha solo peggiorato la vita della gente.
La Costituzione non si tocca!
Puo’ essere solo migliorata con leggi applicative che rendano davvero uguali tutti davanti alla legge e in grado di realizzare positivamente il proprio progetto di vita e che aumentino l’esercizio della democrazia in senso solidale e unitario.
Non cosi’. Non per l’aumento di poteri arbitrari senza controllo di uno solo, o per secessioni distruttive del nostro paese!
..

Le balle del Polo

La piu’ grossa straballa del Polo, quella che viene ripetuta in modo altisonante, e’ quella secondo cui, intanto si vota sì, poi, con calma, tutti insieme, ci si mette a un tavolo e si cambia tutte le magagne che questa riforma contiene e che, se passasse, renderebbero ingovernabile lo stato.
Dicono i furbastri che abbiamo tempo fino al 2011 o per certe cose addirittura fino al 2016 per cambiare tutte le leggi storte e impraticabili che i 4 “saggi” hanno imbastito nella loro profondissima ignoranza e nella loro profondissima malafede.
E invece no. Balla, ballissima, grandissima straballa!!!
Da nessuna parte e’ scritto che questa o quella parte della riforma partira’ da questa o quella data, mentre e’ lapalissiano che se questo governo dura un mese, o comunque scade prima del mandato, si va a nuove elezioni, ed ecco che scatta in modo automatico l’applicazione di questa riforma, senza nemmeno una correzione!!!
Questo e’ cio’ in cui spera il prode Berlusconi, un pasticciaccio tremendo che gli servirebbe per distruggere lo stato democratico e andare al governo coi massimi poteri e per di più con un parlamento esautorato che sarebbe del tutto inabilitato a fare il minimo cambiamento, con partiti ormai ridotti al rango di esecutori. perché, se avete guardato bene, questa riforma dà al primo ministro il potere di sciogliere le camere se a lui non piacciono e di licenziare i ministri, se non gli ubbidiscono, e in quanto al povero capo dello stato, ormai non ha piu’ nemmeno il compito di firmare quello che gli viene passato, sta li’ come un fantasma, come le scopa vecchia che si tiene dietro la porta ma che non spazza piu’ niente.
Ma quale leader di paese democratico ha tanti poteri?
Nessuno.
Quando si hanno tanti poteri, la democrazia e’ scaduta ormai da un pezzo.
..
La democrazia allargata

Abbiamo sempre lottato per una democrazia allargata, con controlli e partecipazione dal basso, che metta fine allo stato di corruzione permanente e agli abusi del potere, ma il mezzo indicato e’ tutt’altro che funzionale a questo.
Viene anzi da soggetti in forte contraddizione tra loro che hanno fattivamente operato per immettere nella legislazione italiana norme restrittive del potere democratico e delle garanzie dei cittadini e dei lavoratori, riducendo progressivamente le nostre liberta’ e i nostri diritti.
Quando parliamo di democrazia allargata non intendiamo lo scatenarsi degli egoismi locali, tribali o territoriali, di casta o classe e nemmeno certo gli accentramenti nelle mani di uno solo, a scapito dei principali organi costituzionali e della sovranita’ popolare, ma una cura maggiore e migliore della cosa pubblica dal basso con partecipazione di tutti per il bene finale di tutti, senza discriminazioni aberranti ed egocentriche.
E’ questa finalita’ che adesso viene potentemente violata

Lo stato e’ come un organismo dove la parte e’ funzionale al tutto.
Se la cellula impazzisce o si separa dall’unita’ organizzata dell’intero corpo, abbiamo una metastasi.
Se la testa pensa di poter servire a se stessa riducendo in servitu’ il corpo, avremo la morte.

La logica della democrazia allargata non e’ la logica egocentrica di chi si separa ne’ quella arrogante di chi si mette sopra, ma e’ la logica della cellula che cura il suo intorno immediato con la finalita’ di far star meglio tutto l’organismo.
E’ una logica democratica e solidale che trascende ogni egoismo e particolarismo. E’ la logica dell’insieme.

“Res publica” vuol dire cura dell’intero e cio’ non si ha ne’ con la secessione che distrugge l’unita’ ne’ col peronismo che prelude a un nuovo fascismo.
Qui avremmo questi due mali, e, per di piu’, essi non stanno nemmeno insieme tra loro: la riforma di un arto che vuole separarsi dal corpo per stare da solo, e la riforma di una testa che vuole stare sopra il corpo per governare arbitrariamente a proprio vantaggio .

Il silenzio sui costi

Un’altra cosa vorremo dire.
Siamo strabiliati nel vedere la faccia tosta di certe persone.
Questi signori per vincere le elezioni hanno agitato la bandiera delle evasioni fiscali “lecite” e hanno addirittura promesso (cosa non di loro competenza ma di competenza regionale e comunale!) l’annullamento dell’ICI e delle tasse per i rifiuti ! Hanno cavalcato la riduzione delle tasse per prendere voti, il che e’ talmente delinquenziale che non potrebbe esistere in nessun paese civile della Terra, perche’ chiunque invitasse a sottrarsi a tasse necessarie o usasse riduzioni fittizie a fini elettorali sarebbe da incarcerare come nemico dello stato.
Ora questi stessi signori, con perfetta malafede e gigantesca impudenza, mentono sul costo gigantesco della loro manovra e nascondono alla gente che questa portera’ le tasse a livelli stratosferici.
Si deve sentire uno come Gianluigi Paragone, direttore de La Padania, che dice che si potrebbe fare come la Catalogna e rimettere buona parte del costo della riforma allo stato, come se lo stato non fossimo noi, come se per noi facesse differenza avere un aumento di tasse locali piuttosto che nazionali, e si deve sentire gente come Calderoli mentire con perfetta faccia tosta e dire addirittura che la transizione da uno stato nazionale a uno federale sara’ a costo zero! a costo zero!!???
Il fatto e’ che questi signori hanno imparato molto bene ad arricchirsi in modo personale attraverso la gestione del potere (e questo lo ha fatto anche la Lega, basterebbe la legge di finanziamento pubblico a qualunque stampa venduta o invenduta che e’ a firma della Lega e ci costa 660 milioni di € l’anno) e non gliene frega niente se invece le tasse incidono sul resto della gente in modo pesantissimo mentre peggiorano servizi sociali, carovita e lavoro.
Perche’ Calderoli e Berlusconi non lo dicono chiaro che, per mantenere i nuovi carrozzoni di burocrati, ci arrivera’ una stangata di tasse che finira’ di ammazzarci?
E questi elettori che plaudivano al Berlusconi per le tasse in meno, ora, dove sono finiti?
..
La sanita’ lombarda ha assorbito il 60% del totale della spesa per la sanita’ italiana.
La Lombardia ha 41 centri chirurgici quanto l’intera Francia. Potrebbe il Molise fare altrettanto?
..
La mia citta’
Luca Carboni

La mia citta’, senza pieta’, la mia citta’
ma come e’ dolce certe sere
a volte no, senza pieta’
mi chiude in una stanza
mi fa sentire solo
Una citta’, senza pieta’, la mia citta’
non la conosco mai fino in fondo
troppi portoni, troppi cassetti
io non ti trovo mai
tu dimmi dove sei

Adesso dove si va, cosa si fa, dove si va
siamo sempre dentro a qualcosa
un’auto che va o dentro un tram
senza mai vedere il cielo
e respirando smog…

ma guarda la’, che cazzo fa, ma pensa te
ma come guida quel deficiente
poi guarda qua, che ora e’ gia’
ma chi ti ha dato la patente
che ti scoppiasse un dente
a te….

siamo sempre di corsa
sempre in agitazione
anche te…
che anche se lecchi il gelato
hai lo sguardo incazzato

La mia citta’, senza pieta’, la mia citta’
ma come e’ bella la mattina
quando si accende, quando si sveglia
e ricominciano i rumori
promette tante cose

Ma dimmi dove sara’, prima era qua
c’e’ un nero che chiede aiuto
dove sara’ questa citta’
E’ sparita senza pieta’
c’ha troppi muri la mia citta’

Ma guarda che civilta’ la mia citta’
con mille sbarre alle finestre
guardie giurate, porte blindate
e un miliardo di antifurti
che stanno sempre a suonare

Perche’…
c’e’ chi ha troppo di meno
e chi non si accontenta
e c’e’…
chi si deve bucare
in un angolo di dolore
e c’e’…
che c’e’ bisogno di tutto
c’e’ bisogno di un trucco

Senza pieta’, la mia citta’
“Signora guardi che belle case
pero’ a lei no, non gliela do
mi dispiace signora mia
e’ tutto uso foresteria”

La mia citta’, senza pieta’, una citta’
ti dice che non e’ vero
che non c’e’ piu’ la poverta’
perche’ e’ tutta coperta
dalla pubblicita’

C’e’ chi a lavorare
e’ obbligato a imbrogliare
e c’e’…
chi per poterti fregare
ha imparato a studiare
E c’e’…
che c’e’ bisogno di un trucco
c’e’ bisogno di tutto
e c’e’…
bisogno di piu’ amore
dentro a questa prigione.
..

Brigante Lucano (blog di Grillo)

C’e’ un’antica leggenda che narra che Carmine Crocco, no brigante ma patriota lucano, nel momento di morire nelle regie-lager prigioni sabaude abbia mandato la maledizione alla real casa con la promessa di ritornare per vendicare circa un milione di meridionali morti, scomparsi o forzatamente emigrati durante il decennio 1860-1870.
Il giorno del suo ritorno e’ arrivato: il giudice WoodCroccko detto Woodcock!
..
Mi permetto di riportare la battuta del mio amico Claudio:
“Tu pensa se 60 anni fa gli italiani avessero votato a favore della monarchia, adesso ci troveremmo ‘sto cafone come re ed il cavaliere come primo ministro a vita, riproducendo in modo tragico la situazione di 80 anni fa …”
Il brutto del passato che si rinnega e’ il presente che lo ripete.
Viviana
..
Antonio Calissi (blog di Grillo)

Ho appena letto una notizia che ritengo molto importante: il sindacato di polizia SAP sta per cominciare una raccolta di firme per un progetto di legge di iniziativa popolare che porti all’ ineleggibilita’ a cariche politiche e amministrative per i condannati per reati gravi come mafia, omicidio, pedofilia, reati associativi ed eversivi, questa e’ una proposta sicuramente da appoggiare per evitare che casi come quello di Sergio D’Elia, ex terrorista e fautore della lotta armata stia in parlamento a rappresentarci.
..
Le brave persone si riconoscono
perche’ risultano migliori
quando le si conosce.
..
Cappon presidente della RAI

E’ stato nominato il nuovo presidente della Rai, Claudio Cappon, candidato della Margherita, dopo la delegittimazione di Mocci, che per legge non avrebbe nemmeno potuto rivestire il suo incarico.
Aspettiamo ora la delegittimazione di gente come Del Noce o Mimun o Vespa o quella La Rosa, la signora dalle amicizie molto sospette.
L’elezione di Cappon e’ un colpo basso per Prodi che voleva una candidatura fuori dal trend perverso e corrotto dei dirigenti RAI, che ne ha fatto una concubina di secondo livello di Mediaset, ma Perticone (che andava bene anche a Rifondazione), era inviso ai Mediaset, e Rutelli lo ha bocciato, per la serie “sto coi piedi in due cavalli” e “se posso atterro Prodi e mi accordo con Berlusconi”. Ha vinto “il metodo Petruccelli”.
Tutti dicono che Cappon e’ serio e preparato, tra l’altro e’ il primo che diventi direttore Rai per due volte (la prima fu nel 2001). E’ stato direttore della Sipra, concessionaria della pubblicita’ RAI.
Mocci era stata l’uomo di Berlusconi, voluto da lui al posto del vergognoso Cattaneo che era stato recriminato per aver fatto piu’ i suoi interessi che quelli di Berlusconi. Visto che si sta parlando non di una azienda di Berlusconi ma di una azienda pubblica, non facciamo nemmeno commenti. Per la campagna elettorale Berlusconi voleva in Rai uno più servile ancora di Cattaneo. Persino Petruccioli è stato riconfermato dopo essere stato ad Arcore! Questo dice tutto sullo stato della repubblica italiana! Mocci e’ stato scelto per fedelta’, altri curriculum non ne aveva perche’ era un oscuro funzionario.
Cappon e’ un bravo professionista ma esce da un inciucio e il fatto che trovi il consenso di Berlusconi ci deve come minimo mettere in guardia. Del resto questa e’ una repubblica basata sull’inciucio, il che non e’ da confondere con legittimi accordi istituzionali o il rispetto dei partiti, essendo l’inciucio sempre a favore degli interessi di uno solo.
Speriamo bene! Del resto peggio di così la Tv pubblica e’ impossibile. La cultura berlusconiana l’ha fagocitata al suo peggio.
Resta l’incredibile Petruccioli, quello che con la scusa, di essere portatore sano della sinistra, ha convalidato tutto questo peggio.
Hanno allontanato persone come Biagi o come Massimo Fini o Santoro o la Guzzanti o Luttazzi, e al posto di una tv pubblica hanno fatto una tv postribolare.
I problemi che la RAI adesso ha sono enormi:
-si era partiti con gli scandali di San Remo
-poi con la succubanza a Berlusconi
-sospetti silenzi su manifestazioni di piazza, scioperi, pacifismi, scandali politici, derive autoritarie e plebiscitarie, perdita di diritti civili…
-tg che via via si degradavano
-siamo finiti col bordello delle vallette vendute come carne fresca da persone vicine a Fini
-una dequalificazione della donna che produce impressionanti effetti di immoralita’ sulle ragazze piu’ giovani
-esibizione di personaggi, linguaggi e comportamenti da squallido basso porto
-tutte le anticaglie patriottarde esibite insieme all’apologia della guerra, alla esibizione della fatuita’, alla cortigianeria per il potere
-lo scandalo del calcio
-la questione morale a pezzi
-la qualita’ dei programmi indecente
-la cultura imbavagliata
-la religione trasformata in megaspettacolo o in appoggio subdolo al potere di destra
-i tg ridotti a talk show o cronaca nera e incapaci di dare informazione
-l’emarginazione sistematica dell’intelligenza
-il megafono delle menzogne
-la pubblicita’ dilagante
-la qualificazione del servizio pubblico nella mercificazione di ogni valore…
-la moralizzazione dei programmi con una severa deontologia professionale…
-la fine della volgarita’ e della volgarizzazione…
Ora occorre perlomeno seppellire la legge Gasparri e gli enormi introiti pubblicitari che consente a Mediaset. Si dovra’ rivedere anche il digitale? Certo la redistribuzione delle frequenze e il mercato pubblicitario non potranno restare cosi’.
Riuscira’ Europa7, che e’ in regola con tutte le leggi, ad avere le frequenze che le spettano? Trovera’ un suo spazio Arcoiris, dopo che Murdoch l’ha rifiutata?
Riusciremo a vedere vietati per legge aste, lotti, fattucchiere, chiromanti, vendite fasulle e cialtroni di ogni genere? O dovremo vedere la ripetizione di squallori come la Vanna Marchi? O la Rai continuera’ a essere un clone del pattume berlusconiano con annessi e connessi? E una cultura della furbizia, del luridume, della vanita’ e della fatuita’?
Finira’ l’era di re, nani, mostri, cialtroni e ballerine?
Gente che interrompe, urla, picchia, prevarica, mente, insulta, demonizza, sputa, mostra la natura umana come e’ al suo peggio?
Non riusciremo mai a sognare una tv alla Zapatero, immune da lottizzazioni partitiche e affidata a gente di valore?
Continuera’ la carovana di amanti, parenti, amici, idioti e deficienti che impesta la RAI?
Il carrozzone Rai continuera’ la sua strada di indecenza. Prodi ci ha provato a fermarlo. Ma Rutelli si e’ opposto. Bel centro davvero! E tutto continuera’ come se Berlusconi fosse ancora capo del governo e l’Italia una democrazia da operetta

Sento a Ballaro’ lo scalcinato Calderolo che recrimina su Meocci e trasecolo…a parte che col tema della serata Meocci c’entrava come il cavolo a merenda… ma di questi cavoli il Calderolo ne ha citati piu’ d’uno in breve tempo, anche per la sua incapacita’ a stare con la testa su un argomento solo, tipica dei caratteriali.
Certo il caso Meocci puzza proprio.
Meocci fu imposto come presidente dalla Rai da Berlusconi, malgrado Berlusconi non fosse affatto investito per legge del potere di nominare un presidente RAI, e malgrado il Meocci fosse non solo una nullita’ ma addirittura incompatibile con tale carica in base alla legge 481 del ’95.
Sembrerebbe logico che, essendo questa nomina palesemente illegale, avrebbe dovuto decadere immantinenti con disdoro del Berlusconi che l’aveva voluta e del Meocci che l’aveva accettata. Nemmen per sogno! Cambiato il governo, Meocci “contratta” le sue dimissioni e chiede”in cambio” la presidenza di Rai Corporation (societa’ satellite della Rai con sede a New York), come se, non avendo diritti prima sulla Rai, ne avesse conseguiti dopo, alla faccia della stessa legge, che viene violata 2 volte. Il centrosinistra gentilmente concede, come se una illegalita’ creasse un diritto! Insomma per far piacere a Berlusconi…!
Ma quel pagliaccio del Calderolo chi attacca? Non certo il suo socio Berlusconi che ha imposto il Meocci contro la legge, non certo il Meocci, che fino a prova contraria e’ uno dello stesso schieramento del Calderolo… attacca Fassino!
..

Vogliamo vivere o stravivere?
Vogliamo evolvere o sparire come razza
per eccesso di avidita’
e scomparsa del tempo futuro?

I nostri indecenti media sono tutti caprette e canini, gattini e bambini, delittoni e stagioni, trailers e spot, calciatori e veline, culetti e puppone
Solitamente la grande assente quella che proprio latita e’ l’informazione
Sappiamo forse qualcosa di quel che fanno i nostri eroi in Afghanistan, in Iraq, nel resto del mondo?
Metti notizia
Ecco un ragionamento che vorremmo sentire da una qualsiasi rete
Purtroppo, ove B non domina con mano pesante, l’informazione resta ugualmente un fantasma; e anche quando viene detto qualcosa, brilla solo l’assoluta incomprensibilita’ del messaggio
Nei corsi per giornalisti, l’informazione televisiva italiana di questi ultimi anni dovrebbe restare come esempio degradato e mai piu’ da ripetere, del peggio che puo’ essere fatto nell’ambito della comunicazione, un abisso di menomazione culturale da cui al momento non vediamo riscatto.
..

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