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Monday May 28th 2018

MASADA n° 321. 17-6-2006. Al referendum voto NO

Referendum confermativo- Scuola e sanita’- La riforma Castelli passa- Gli ex
monarchi italiani- La Costituzione e’ vecchia?-La ricerca europea- Largo ai
giovani- Alex Zanotelli

Carla Voltolina, vedova di Pertini: “Le modifiche costituzionali introdotte
riecheggiano per taluni aspetti le leggi fascistissime del `25».
..

Il 25-26 andiamo a votare un referendum confermativo della legge con cui
Bossi-Berlusconi tentano di cambiare 58 articoli della Costituzione.
Se votiamo SI’, accettiamo questa riforma.
Se votiamo No, la facciamo cadere.
..

Un referendum confermativo

Mediaset ha scagliato la sua propaganda a favore del Si’, la Rai tace e non
informa.
A pochi giorni dal voto, il disinteresse degli italiani e la disinformazione
regnano sovrani.
L’attenzione di troppi è incentrata solo sui mondiali di calcio.
Leggo molte domande su questo referendum con molti equivoci e mi chiedo
quanti non intendano bene l’entita’ del referendum che andiamo a votare.
Comprendo lo sconcerto di molti nel capire che cos’e’ questo referendum, in
quanto esso e’ una novita’ nella storia di questo stato e non puo’ essere
paragonato ai referendum a cui siamo stati abituati fino adesso.
Fin’ora noi abbiamo votato sempre e solo referendum ABROGATIVI .
Si andava ad abrogare un comma, un articolo, un paragrafo.. di una legge o
anche tutta UNA legge.
Questa e’ la prima volta che votiamo per un referendum CONFERMATIVO. E lo
facciamo su un terzo della Costituzione.
Andiamo a confermare o a rifiutare la riforma costituzionale di
Bossi-Berlusconi.
Si’, confermo: no, rifiuto.
Essendo confermativo, questo referendum non richiede alcun quorum e sara’
valido qualunque sia il numero dei votanti, considerando solo la maggioranza
che uscira’ dal voto.
Bossi e Berlusconi hanno modificato IN UN COLPO SOLO, cioe’ con una legge
sola, a colpi di maggioranza parlamentare, con voto alla fiducia e senza
discussione alcuna, ben 58 articoli della Costituzione su 139 che sono in
totale, sostituendoli con un complesso totalmente nuovo di norme.
Questo cambierebbe totalmente la nostra Costituzione democratica e
metterebbe di colpo in crisi anche le norme rimanenti e i principi
fondamentali della Democrazia, come la sovranita’ popolare esercitata
mediante delega al parlamento, l’equilibrio dei poteri che sta nei primi
articoli che disegnano la struttura della nostra democrazia e l’uguaglianza
di tutti davanti alla legge, che e’ il punto primo di ogni civilta’, senza
di cui si va a una dittatura.
A questa unica gigantesca legge che scardina di botto la nostra Costituzione
democratica
noi andiamo a dire
No: non voglio questo sconquasso
Si’, lo accetto
perche’ considero la democrazia morta e sepolta e preferisco forme più forte
di potere.
..
Giacomo Montana (blog di Grillo)

“In tanti per salvare la Costituzione di tutti.” Questi sono i motivi:

NO Al potere nelle mani di una sola persona:
con questa modifica il Presidente del Consiglio diverrebbe “PRIMO MINISTRO
ASSOLUTO”
-verrebbe legittimato di fatto da un’elezione diretta
-potrebbe sciogliere la Camera a suo piacimento
-non gli servirebbe la fiducia per insediarsi
-a questo strapotere (unico in Europa) non si accompagnerebbero contrappesi
adeguati, ne’ rafforzamento delle figure di garanzia
-il Presidente della Repubblica sarebbe ridotto ad una figura di mera
rappresentanza

NO Allo smantellamento dell’unita’ nazionale:
con la modifica dell’art.117 si verrebbero a creare sperequazioni
territoriali su materie quali:
-assistenza ed erogazione sanitaria
-organizzazione scolastica
-polizia amministrativa e locale con la conseguente disparita’ tra le
diverse zone del Paese

NO Ad una riforma imposta da pochi che ha privato il Parlamento di una vera
discussione, approvata dalla sola maggioranza che ha modificato 53 articoli
in 15 ore di dibattito.

Ogni modifica costituzionale deve essere sempre ampiamente condivisa in
Parlamento e dalla societa’ civile.

AL REFERENDUM del 25 e 26 giugno VOTA NO.”

(Questo e’ il contenuto dei consigli dei suddetti CGIL CISL UIL.)
A QUESTO REFERENDUM VOTIAMO CON INTELLIGENZA UNA VALANGA DI “NO”.
..

Scuola e sanita’

Quando in una democrazia si parla di diritto alla scuola o di diritto a essere curati, si intendono questi diritti uguali e insindacabili per tutti i dei cittadini, e non si puo’ pensare a un sistema discriminatorio, dove chi nasce in una regione ha le migliori scuole e ospedali e chi nasce in un’altra ha le peggiori o non ne ha affatto, perche’ la regione e’ piccola, ha poco reddito, poca popolazione o e’ sotto mafia o camorra.
Ma la riforma costituzionale voluta da Bossi a questo tende: a privilegiare le regioni del nord, penalizzando il sud piu’ povero o peggio amministrato.
Quando ci fossero 20 sistemi sanitari diversi e 20 sistemi scolastici diversi (AVENDO LE REGIONI POTESTA’ DI LEGIFERARE SU QUESTO) avremo tutta
una gamma di situazioni da apartheid.
Gia’ i padani sognano scuole dove siano cacciati insegnanti meridionali o
allievi extracomunitari.
Il loro senso del cristianesimo abbiamo visto come si esaurisca nel
brandire minacciosi crocifissi per nuove crociate. Essi, come del
Cristianesimo non hanno capito il punto fondamentale che e’ l’aiuto a chi ha
meno, cosi’ della democrazia non hanno capito il punto essenziale che e’
l’uguaglianza dei diritti.
E proprio a loro dovrebbe essere consentito di imporre una Costituzione a
tutto il paese?
Cio’ e’ barbaro.
Francamente mi vendono i brividi a pensare cosa accadrebbe in una regione a
vertici leghisti riguardo a eventuali leggi sulla scuola o sulla sanita’, quando finora abbiamo sentito solo aggressivi proclami di gente come Calderoli o Bossi o Borghezio in cui si urlava che gli extracomunitari non avevano diritto nemmeno al pronto soccorso e che giudici e insegnanti dovevano essere rigorosamente padani. Sembravano echi delle camice brune hitleriane che demonizzavano gli ebrei e esaltavano una ipoetica razza pura.
..

Gli ex monarchi italiani

Ho appena finito di leggere il post di un blogger che inneggiava al ritorno alla monarchia che sono arrivate le notizie circa i reati infamanti di Vittorio Emanuele e figlio: associazione a delinquere, corruzione, falso, sfruttamento della prostituzione..
La nostra democrazia e’ gia’ abbastanza critica e inquinata da cattivi soggetti perche’ si abbia anche tentazioni fatali su premierati forti, perdonismi di ritorno, dittature, monarchie, fascismi e nazismi di qualsiasi taglia e fattura..
La democrazia e’ un valore da difendere.
Ed e’ un vero reato che il cittadino italiano sia cosi’ imbecherato di televisione e di tifoserie calcistiche o mitomanie politichesi da non capirne l’importanza.
Ma il bene che si disconosce lo si perde! E’ la lezione della storia.
..

La Costituzione è vecchia?

Gli attacchi alla Costituzione del ’48 sono di incredibile volgarita’.
Si dice che essa ha 68 anni, pertanto e’ da buttare. Gasparri fa accuse di
conservatorismo. Sarebbe come dire che il Vangelo e’ da buttare perche’ ha
2000 anni.
La Costituzione americana ha 218 anni ma nessuno direbbe mai che e’ vecchia
e dei 10.000 emendamenti proposti nel tempo ne sono stati approvati solo 17.
Il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge non sara’ mai da buttare.
Il principio per cui il potere politico, sia pure del primo ministro, deve essere sottoponibile a inchiesta per eventuali reati non e’ da buttare.
Il principio per cui il Parlamento e’ il principale rappresentante della sovranita’ popolare idem. E cosi’ il fatto che la magistratura debba essere autonoma e non stare sotto il tallone del potere politico.
Mentre un primo ministro che accentra troppi poteri e prevarica gli altri organi costituzionali lede la sostanza stessa della democrazia e ci porta verso forme di perdonismo.
Noi non diciamo No alla riforma Bossi-Berlusconi solo perche’ e’ antidemocratica, ma anche perche’ e’ pessima. Per soddisfare le mire di questi due signori, si e’ costruito un pastrocchio paradossale, che unisce il centrismo di un primo ministro a pieni poteri ad una secessione che appaga il campanilismo peggiore.
La Costituzione del ’48 prevedeva molti poteri alle Regioni, era una legge quadro che e’ diventata effettiva col tempo, ma dentro una cornice unitaria di principi e valori.
Ora si intende dare alle Regioni il potere di “fare le leggi” per sanita’, scuola ecc.
Si riesce a immaginare 20 sistemi scolastici diversi ognuno con le sue leggi?
O 20 sistemi sanitari diversi?
O addirittura, come vuole Bossi, 20 eserciti regionali diversi?
A parte l’impossibilita’ finanziaria, numerica e attuativa per le Regioni piu’ piccole e povere, avremmo leggi regionali fatte da amministratori regionali di tutti i tipi, fatte da vertici leghisti, confindustriali, mafiosi, camorristi… ignorando i principi fondamentali dello stato.
Credo che la Sicilia che gia’ gode di uno statuto speciale ma e’ a infiltrazioni mafiose mostri quanto poco potere resti alla popolazione e possa essere di esempio su quello che accadrebbe.
..

Vittorio Zucconi disse di questa riforma che era un organismo geneticamente
modificato, una specie di mostro giuridico.
..

(Dal blog di Grillo)

Muore la repubblica italiana sotto due micidiali colpi di segno opposto:
-la DEVOLUZIONE leghista
-e il PREMIERATO FORTE.
Un 3% di elettori a stretta base territoriale (Lega padana) insieme a una
palude parlamentare complice o collusa, diventata minoranza nel paese perche’
non corrisponde piu’ alla maggioranza degli elettori, ha dettato in modo arbitrario la fine della democrazia. 57 articoli su 85 (139 il totale) della seconda parte della Costituzione sono stati buttati. Ringraziamo per questo sbocco fatale uno sciagurato maggioritario, voluto non si sa per quale delirio, dallo stesso centro sinistra, che ad esso ci ha convinto, senza avere ne’ i mezzi per sostenerlo, dal momento che, come in USA, avrebbe segnato il governo dei piu’ ricchi, ne’ i modi per limitarne lo sconfinamento. Quello che non e’ riuscito a Hitler con la guerra e a
Mussolini con la dittatura lo hanno fatto strumenti democratici scelti da politici cosi’ gravemente imprevidenti da spianare la strada a gente senza scrupoli.

..

Paolo de Gregorio- LARGO AI GIOVANI !

– A chi ha maturato il diritto di andare in pensione viene offerta la
possibilita’ di rimanere in servizio con il 30% di stipendio in piu’.

– Dichiarazione di Carlo Ripa di Meana, 72 anni, Presidente di Italia
Nostra: “non mollare il lavoro, i giovani possono aspettare educatamente il
loro turno, cos’e’ tutta questa fretta?”

– Il governo Prodi ha istituito il ministero dello Sport e delle politiche
giovanili. Se non cambia indirizzo e fa scelte nuove, lo sport piu’ diffuso
tra i giovani restera’ la disoccupazione e aumentera’ il disprezzo per la
politica e i vecchi.

– Il Presidente della Repubblica non nomini piu’ senatori a vita: sono il
simbolo della “gerontocrazia” al potere

– L’eta’ pensionabile deve essere uguale per tutti: a 60 anni, e liberare
cosi’ centinaia di migliaia di occasioni di lavoro per i giovani.

– Andrebbe rivista la politica sulla immigrazione, anche questa ben vista
dai datori di lavoro che utilizzano, spesso in nero, questo esercito di
riserva. Fa aumentare le contraddizioni sociali che si scaricano nei
quartieri periferici e popolari e nascono scontri tra poveri, insicurezza,
rabbia.

– La politica deve finirla con i politici di professione che invecchiano in
Parlamento. L’unico modo per creare costante ricambio generazionale e’ quello di limitare a due legislature il massimo di presenza sia alla Camera che al Senato, come in tutte le altre cariche elettive, dai sindaci ai governatori regionali, alle province.

Si parla tanto di “centralita’ dell’uomo”, e quasi sempre in teoria o a sproposito, e si lasciano i giovani senza lavoro nei bar a rimbambirsi con videogiochi e pillole, e i vecchi ultrasessantacinquenni al lavoro.
La verita’ e’ che decidono tutto i ragionieri e l’economia esercita una piena dittatura.
La frattura generazionale che si sta consumando fra giovani e vecchi non interessa la politica, che anche in questo campo e’ totalmente subordinata
alla convenienza degli industriali, mentre crescono violenza, risentimento,
emarginazione, sfiducia nel futuro.
.

La riforma Castelli passa

Il primo grave errore di Prodi e’ non aver bloccato la riforma della giustizia di Castelli. E aveva anche detto che lo avrebbe fatto! E’ intollerabile!
Bastava un decreto di Mastella che la rimandasse, poi si poteva vedere con
calma.
Ma cio’ non e’ stato fatto. E il 18 giugno la riforma diventa legge operativa con tutto quel che comporta di punitivo e di riduttivo dei poteri della Magistratura e, di conseguenza, della giustizia e del livello di Democrazia di questo paese.
Non si ripetera’ abbastanza che la Democrazia si basa essenzialmente sulla
divisione del potere tra tre organi autonomi e paritari che reciprocamente si controllano.
Non basta andare a un referendum a bocciare una riforma costituzionale che
squilibra la Costituzione, accentrando ogni potere sul primo ministro con violazione di autonomia degli altri due organi: Magistratura e Parlamento e dei poteri del Capo dello Stato.
La riforma Castelli va nello stesso senso perverso della riforma costituzionale voluta da Bossi e Berlusconi, in quanto subordina i giudici al potere del primo ministro.
Dunque doveva essere fermata!
La Magistratura deve esser libera di perseguire chi viola la legge e non
insabbiare inchieste e processi perche’ cosi’ vuole il potere politico. E, se e’ il governo a decidere delle carriere dei magistrati, avverra’ proprio questo.
Come avverra’ che, con una Corte Costituzionale subordinata al governo,
passino piu’ facilmente mutamenti legislativi o costituzionali antidemocratici e autoritari, che faranno la nostra Democrazia a pezzi.
Non dimentichiamo che la legge Castelli impedisce anche, di fatto, l’informazione pubblica, prevedendo pene per chiunque dia o riceva notizie di inchieste per i media. Il che e’ un’altra forma di bavaglio alla trasparenza e alla verita’ e costituisce una prevaricazione sul diritto dei cittadini di sapere, perche’ e’ sul loro sapere che si basera’ il giudizio sulla classe politica.
Il piano e’ quello di mettere i potenti al riparo da inchieste, processi, propagazione di notizie, pene.. precostituendo una casta di impuniti che possono permettersi di fare quello che vogliono contro ogni principio civile, perche’ sono “sopra” la legge. Il che e’ un passo inquietante verso la dittatura.
Tutta la legislatura di Berlusconi e’ stata contrassegnata da un attacco durissimo contro la Magistratura, la delegittimazione quotidiana con termini offensivi dei magistrati (si pensi solo al martellamento di Sgarbi), ingiuriati, demonizzati e vilipesi ogni giorno, la distorsione delle leggi per salvarlo dai suoi reati (dal divieto di cercare prove all’estero, alla ricusazione del giudice, alla depenalizzazione del reato di falso in bilancio, all’attacco alle intercettazioni, alla clemenza verso i reati
finanziari, alle prescrizioni facili, alla legge Pecorella, Cirielli ..).
B, come ogni trasgressore, odia i giudici. E Castelli, con questa riforma, ha incarnato la sua vendetta.
La legge di questo ingegnere, ignorante di giustizia e pronto a favorire il suo socio e padrone, elimina l’autonomia della magistratura e la sottomette al capo del governo, violando i fondamentali principi democratici e l’equilibrio dei poteri che e’ il perno di uno stato civile.
Analoga offesa B tento’ di farla inciuciando con D’Alema nella bicamerale e il comportamento antidemocratico di D’Alema ci brucia ancor oggi.
Il patto contro la Magistratura sottendeva il tradimento di uno dei massimi poteri dello stato, per questo D’Alema cedette alla separazione delle carriere. Ora il puzzo di quel patto aleggia di nuovo. La legge diventa operativa. La Repubblica si dissolve anche in questo tradimento dei principi fondamentali del nostro stato.
Se Prodi subentra nel disprezzo della legge, nel sopravanzare dell’interesse privato su quello nazionale, nell’amnesia dei fondamentali principi democratici, andiamo male, molto male!
Allo stesso tempo nulla si vede sul conflitto di interessi e sulla pulizia degli eletti, che dovevano essere i primissimi punti, inalienabili, delle richieste degli elettori.
Persone dalla fedina penale sporca ricevono nomine anche all’interno della
maggioranza, mentre la richiesta di Di Pietro di ineleggibilita’ per motivi penali non viene presa nemmeno in considerazione.
Di questione etica si e’ parlato troppo vagamente in questa compagine politica, ma, ora che il potere e’ stato preso, anche quelle poche e vaghe promesse di ripristino della legalita’ e della giustizia sembrano dimenticate dagli eletti, mentre gli elettori le tengono bene a mente con crudezza e urgenza e sono offesi dalle recenti dimenticanze.
Se 20 giorni sono troppo pochi per valutare quello che di buono un governo puo’ fare di buono, sono anche troppi per condannare quello che gia’ puo’ fare di sbagliato.
E non aver bloccato la riforma Castelli sulla magistratura non puo’ che renderci
inquieti, perche’ rappresenta un errore gravissimo e un attentato allo spirito fondamentale della Costituzione democratica!
Il decreto Castelli, non potendo mettere sotto controllo 1.500 P.M., li espropria dando il loro potere a 30 procuratori capo. Dal 18 di giugno i vertici delle procure potranno insabbiare le indagini prim’ancora di aprirle e i giornalisti si vedranno chiuse le porte su ogni informazione, il che vuol dire noi sapremo meno di prima.
Ai magistrati sara’ vietato fare critiche alla materia delle leggi che saranno riservate, come e’ noto, a ignoranti della legge come Mastella o Castelli.
L’incredibile Polito (ds) raccoglie firme per vietare anche le intercettazioni telefoniche.
Tra gli altri firmatari: Dell’Utri e il senatore Grillo, incastrati, guarda caso, dalle intercettazioni. Quando firmeranno Cuffaro e Ricucci?
Bianco (ds) arriva a dire: “Le intercettazioni sono una vera emergenza
nazionale (ma vah?), non si puo’ chiedere ai firmatari il certificato di
vaccinazione!”
Come dice Travaglio, “l’emergenza non sono i reati scoperti con le intercettazioni ma le intercettazioni” In un paese tanto cristiano anche Ruini le condanna!
“Per debellare l’influenza, abroghiamo i termometri!”
Berlusconi e’ caduto ma il berlusconismo impazza.
..

La ricerca sulle staminali

Grazie a Prodi, l’Italia ha eliminato il veto alla ricerca europea che B con altri 5 mentecatti aveva disposto testardamente per riportare ai nostri livelli anche la scienza degli altri stati. L’Europa vota dunque per il proseguimento della ricerca sulle staminali e la finanzia. Il voto sembra un monito a quei paesi integralisti, come l’Italia, che sono congelati dai loro imam religiosi o politici a stadi di
arretratezza medievale.
Restano in UE i divieti di clonazione e di modificazione ereditaria del genoma ma la ricerca va avanti.
I nostri ricercatori possono studiare staminali importate o possono tranquillamente andarsele a studiare fuori dall’Italia.
FI ha tentato di bloccare i finanziamenti europei in ogni modo, ma il voto che ha portato al Si’ e’ stato trasversale e bizzarro, per es. hanno votato a favore solo 8 Verdi su 36 (?!), il centro ha votato si’ ma la Margherita italiana No. 5 ds hanno votato No (?).
La cosa piu’ demenziale l’ha fatta il forzista Mauro che ha fatto lo sciopero fiscale di un euro! Cos’e’? Non ha pagato il caffe’?! Non ha pagato un caffe’ al bar, dichiarando: questo caffe’ non lo pago per protesta alla ricerca europea? Ma siamo seri! Ed e’ con queste argomentazioni che B ci dice di migliorare l’immagine dell’Italia nel mondo?
Lui di scioperi fiscali ne ha fatti di piu’ e meglio! Aveva interi squadroni di fiscalisti attenti a fare scatole cinesi per evadere il fisco!
A favore del proseguimento della ricerca: quasi tutti i deputati Pse, la sinistra comunista e nordica, 56 del Ppe, 43 dell’Alde (liberal democratici), e persino il famoso Romagnoli!
Intanto non si sa che fare degli embrioni congelati. A proposito, quanto ci costano?
Lunga lotta se usare quelli fino al 2001 o fino al 2003. Ma quando scadono?
I termini della questione sono di lana caprina e sembrano le famose disquisizioni della Patristica medievale sul sesso degli angeli. Intanto che i dotti si accapigliano su embrioni e staminali, l’Italia continua inesorabilmente a discendere.
.

..”… la follia e´ un labirinto senza fine
aggrovigliate radici confondono i suoi sentieri,
quanti sono caduti li´,
incespicano nelle notti
sulle ossa dei morti
e sentono di non conoscere altro che angosce
e vorrebbero guidare gli altri quando
dovrebbero essere guidati.”

W. Blake
.

Alex Zanotelli scrive:

E’ grave per me questo lungo silenzio dell’Unione sul Decreto Legislativo del 10 febbraio 2006 la cosiddetta Legge Delega in campo ambientale (L.308/04).
Respinta la prima volta da Ciampi ma poi da lui firmata il 3 aprile questa legge e’ entrata in vigore il 29 aprile. Dopo la firma di Ciampi e’ calato un silenzio quasi totale su questa legge che costituisce un vero “terremoto ambientale”.
“Il 10 febbraio – ha affermato Federambiente – e’ un giorno nero per l’ambiente italiano. Questo provvedimento ingestibile rendera’ piu’ difficile il governo del sistema dei rifiuti nel nostro paese”.
E’ un vero attentato all’ambiente e quindi alla salute dei cittadini. Questo rende ancora piu’ grave e pesante il silenzio dell’Unione. E’ chiaro come sia i partiti dell’Unione come le regioni (anche di centrodestra) nonche’ gli enti locali e le principali associazioni ambientaliste (Legambiente, WWF, Italia Nostra.) abbiano avversato questa legge.
Per questo mi meraviglia e mi fa male soprattutto questo silenzio dell’Unione, mentre alcuni decreti della legge delega gia’ sono entrati in vigore.
Quello che piu’ mi preoccupa in questo decreto e’ come affronta il problema dei rifiuti. Infatti dei 41 decreti attuativi da parte del governo, ben 28 hanno a che fare con rifiuti-bonifiche.
Infatti sulla gestione dei rifiuti il decreto e’ strutturato su due aspetti fondamentali:
– Privatizzazione generalizzata del settore con l’introduzione dell’obbligo di
esperire gara pubblica per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti da cui sono escluse le societa’ a capitale pubblico e probabilmente anche quelle a capitale misto;
– Disincentivo della raccolta differenziata, riduzione dei controlli ambientali e
riduzione degli obblighi delle dichiarazioni ambientali da parte delle imprese.

La conseguenza di tutto questo sara’:
a) maggiori costi per il trattamento dei rifiuti che gravera’ sui cittadini mentre sollevera’ le imprese;
b) la proliferazione delle eco-mafie.

Questo e’ per me, l’aspetto piu’ grave di questo Decreto Legge che viola piu’ volte il dettame costituzionale, disattende importanti normative comunitarie, ignora i risultati di numerose commissioni di indagine.
Per questo chiediamo all’Unione di:
– esprimere pubblicamente il ripudio del Decreto Delega cosi’ com’e’;
– appellarsi alla Corte Costituzionale perche’ si esprima al piu’ presto sulla
costituzionalita’ del Decreto;
– di istituire un gruppo di lavoro con rappresentanti di tutte le forze politiche dell’unione insieme a quello delle regioni di centro-sinistra che hanno gia’ inoltrato ricorso alla Corte Costituzionale.

Tutto questo diventa per me cosi’ importante in questi giorni in cui il Comitato Civico contro i Rifiuti Tossici inizia il suo impegno sui rifiuti che minacciano di uccidere questa meravigliosa citta’ di Napoli.

Questo e’ il tempo dell’azione e dell’impegno.


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