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Tuesday January 23rd 2018

MASADA n° 316- 9-6-2006- Uomini catodici

Patologia della tv- La tv di Zapatero- Report e il caso La3- L’8 per mille- Le morti silenziose

La tv puo’ essere una patologia sociale.
“Fin dalla sua comparsa, la televisione e’ apparsa come un veicolo comunicativo di grande accelerazione e semplificazione, molto piu’ di quanto non lo fossero state la radio e la carta stampata. In breve e’ diventata una presenza capace di modificare l’interazione sociale umana in tutti gli ambiti significativi della vita: da quelli piu’ intimi e privati a quelli piu’ generali e pubblici, ma allo stesso tempo anche la societa’ si insinua nell’ambiente mediatizzato influenzandone il linguaggio, le scelte, la realta’.” (Tesi di laurea di Giuseppe Iacobini per Scienza della comunicazione)
.
Osservazioni

Non dimentichiamo che Berlusconi e’ laureato in legge con una tesi sulla pubblicita’ ed e’ considerato un eccellente ipnotizzatore televisivo.

La televisione inibisce la creativita’, induce comportamenti passivi basati sull’induzione e l’imitazione, manipola il pensiero rendendolo coatto, riduce le facolta’ critiche e instilla messaggi subliminali, che stanno cioe’ al di sotto del livello di coscienza ed entrano nel campo delle suggestioni ipnotiche.
La tv fa passare dall’immaginazione all’immagine, dall’attivita’ alla passivita’, dalla scelta all’induzione, dalla liberta’ al condizionamento, dall’essere democratici al diventare sudditi.

Gli insegnanti accusano la televisione di produrre un pensiero scarso e povero di vocaboli (umiliazione del linguaggio, impoverimento della parola, lessico omologato di basso livello, caduta delle strutture logiche) e inoltre: una attenzione fiacca o discontinua, un comportamento inerte o caratteriale, una scarsa applicazione allo studio e alla ricerca o all’attivita’ concentrata in genere, una caduta della curiosita’ e del senso critico, una incapacita’ a capire il senso delle situazioni o a riassumere in breve un discorso lungo o anche solo di seguirlo o a capire i punti salienti di una situazione, una asocialita’ e antisocialita’ unite a conformismo e consumismo.

La tv e’ il piu’ forte strumento di standardizzazione antiumana che sia mai stato inventato.
Certificando una realta’ di propaganda come unica realta’, impedisce valutazioni della realta’ basate su fatti o confronti.
La tv e’, di fatti, l’assassino della realta’.

La passivita’ televisiva (fascinazione), impedendo alle energie del soggetto di esplicarsi e mettendolo continuamente a confronto con una realta’ irraggiungibile, finisce per col produrre frustrazioni, disagio, fuoruscite incontrollabili di ansia, rabbia, frustrazione e aggressivita’…
La tv produce la scomparsa dell’infanzia.
Ma alla lunga la scomparsa dell’uomo.

M.Winn e R.Berger parlano di vera e propria “trance catodica” .
Il “bambino dormiente” (ma anche l’anziano o la mente debole) entra in una esperienza quasi-onirica. Del resto il movimento oscillante della luce nelle righe catodiche induce la trance allo stesso modo del pendaglio luminoso che gli ipnotisti fanno oscillare davanti agli occhi del soggetto da ipnotizzare, mettendo in tilt il cervello .

Una cattiva tv coarta le capacita’ valutative e relazionali e, agendo principalmente con immagini ripetute o emozioni indotte, impoverisce sia la sfera affettiva che quella logica, riduce il senso del reale introducendo in un mondo virtuale, spesso lontanissimo da quello vero, pertanto ristruttura i processi cognitivi in senso negativo e impoverisce il soggetto, debilitandolo delle sue facolta’ cognitive, critiche e creative, riducendo le sue percezioni e elaborazioni e inibendo o distorcendo la sua possibilita’ di vivere reali rapporti sociali e vere emozioni affettive.

Inoltre la massificazione indotta crea un appiattimento dell’originalita’ e individualita’, frenando lo stesso progresso e riportando l’uomo allo stato di cellula del gruppo simbiotico primitivo, com’era nelle comunita’ tribali, una massificazione senza gruppo, una identificazione senza individuo, una omologazione senza socialita’, una standardizzazione senza appartenenza.

Il risultato di un bombardamento televisivo deteriore e’ una personalita’ debole, facilmente suggestionabile, poco critica, poco autonoma, poco libera, molto disinformata, fanatizzabile a comando e che, purtroppo, conserva, a un sottolivello inconscio, i suoi condizionamenti mentali che difende oltre ogni senso di realta’ e di logica come fa l’ipnotizzato che razionalizza a posteriori le suggestioni di cui non ha coscienza.

Il soggetto rifiuta le proprie responsabilita’ individuali e sociali e, creandosi dei miti virtuali, sostituisce la loro esistenza alla sua (effetto moquette).
La casa, con la scatola televisiva, diventa un surrogato del mondo, proiettandolo in un mondo inesistente, dove l’unica realta’ temporale e’ quella sul video adesso, il passato scompare o non si e’ piu’ in grado di valutarlo in un continuum o riferirlo a sé, il futuro scompare anch’esso, in una riduzione di scopi e progetti personali.

L’esito di una pessima tv e’ la totale irresponsabilita’ dell’individuo, la sua oggettivazione di fronte a uno stato padrone che esercita una dittatura videocratica manipolando i cittadini.

Sconcerta il disinteresse che il centrosinistra ha sempre manifestato verso la tv, in una ignoranza inquietante e irresponsabile delle sue potenzialità e dei suoi pericoli. Dovrebbero svegliarsi dal loro errore, dal momento che la tv e’ parte integrante dell’attuale sistema sociale, della formazione e dell’informazione, e che Berlusconi, invece, ha puntato moltissimo su questo medium per creare una societa’ vana e irresponsabile, da manovrare facilmente, una societa’ senza spessore, che interpreta se stessa non partendo dalla propria realta’, dalla propria storia e dai propri bisogni, ma da un travisamento televisivo abilmente indotto per motivi economici e di potere.

Il teleutente succube e’ un essere senza interiorita’ e senza corpo, che vive in una societa’ che sembra trasparente e verosimile e, in quella realta’ virtuale, assolutamente artificiale e costruita, l’uomo reale scompare.

Federico Fellini disse: “L’unico risultato della tv e’ creare una sterminata platea di analfabeti pronti a ridere, a esaltarsi, ad applaudire tutto quello che e’ veloce, privo di senso e ripetitivo “.

..
La tv di Zapatero

In Spagna non c’e’ il canone e la tv e’ gratuita. Sono pubblici 2 canali tv e 2 radio. Noi potremmo mantenerne 3.
Zapatero, come suo primo atto di governo, ha voluto “Una televisione pubblica libera dal controllo dei partiti”, necessita’ fondamentale per una informazione libera e pluralistica.
La tv riceve e’ finanziata per il 50% dallo stato, il 40% dagli introiti pubblicitari, il 10% da fonti diverse (come vendita programmi all’estero) per ridurre il pesantissimo debito accumulato (7,5 miliardi di euro).
Il Consiglio d’amministrazione dura 6 anni (e non coincide con le scadenze delle legislature): 8 membri eletti in parti uguali tra Camera, Senato, sindacati e Consiglio audiovisivo (che regola frequenze, costi, flussi pubblicitari..), elegge il direttore generale a maggioranza di 2/3.
Sono stati cancellati i programmi spazzatura (telebasura). Un ‘consejo de informacion’ vigila sul pluralismo e le scelte del cda col potere di bloccare il direttore generale.
Svincolare la tv pubblica dal potere politico e lasciarla libera economicamente vuol dire garantirne la qualita’.

In Spagna, Telecinco (di Mediaset ovvero di Berlusconi) e Antena3 (de Agostini), che tentavano abusi di potere, sono stati limitati. Hanno gridato al colpo di stato ma invano. Berlusconi in Spagna e’ sotto inchiesta per violazione della legge contro le concentrazioni tv attraverso ingenti finanziamenti off-shore e frode fiscale. Se l’accusa fosse provata, la legge spagnola prevede pene da 2 fino a 14 anni di reclusione. I magistrati spagnoliaccusano l’ex premier e i suoi manager piu’ fidati di aver creato fondi neri all’estero, per circa un miliardo di euro, nascosti in 64 off-shore. A fare da «tesoreria occulta», la societa’-cassaforte All Iberian. Fininvest (attraverso All Iberian e le societa’ off-shore Catwell e Solidal) ha finanziato segretamente nel ’90-’95, con 456 miliardi di lire, alcuni prestanome per aggirare la legge anti-trust (che vietava di possedere piu’ del 25% di un’ emittente) e controllare Telecinco, prima tv privata del Paese. Ora che Berlusconi non e’ piu’ protetto dalla sua carica di presidente del Consiglio, questo procedimento puo’ ripartire.
In Italia, invece, la nuova legge sul falso in bilancio, votata nel 2001 dal centrodestra, ha trasformato il reato in una semplice contravvenzione, consentendo a Berlusconi di beneficiare della prescrizione, per il solito trend delle leggi fatte da Berlusconi per salvare Berlusconi stesso dai suoi reati e renderlo impunibile.

Vista l’importanza formativa e informativa della tv, che e’ diventata il medium prevalente e per alcuni ‘l’unico’, e’ urgente modificare l’attuale assetto della tv pubblica italiana, secondo i nuovi modelli della tv spagnola, della Bbc inglese e delle tv pubbliche tedesca e francese.
Il servizio pubblico deve essere affidato a organismi super partes e la tv deve essere fatta non da squinzi e veline ma dalle menti migliori del paese: artisti, giornalisti, editori, autori, produttori, universita’, istituzioni culturali. Anche nel fare intrattenimento o telenovele si può fare cultura. La cultura e’ crescita ed evoluzione.
La tv italiana ha raggiunto livello di bassezza inimmaginabili. Cosi’ com’e’, deforma e dequalifica gli utenti, li spinge a un consumismo esasperato e all’imitazione di tipologie degeneri, falsa le questione economiche, ambientali, religiose e politiche, relega nel limbo i temi del mondo reale e i problemi italiani ed europei, alienandosi da valori quali i principi costituzionali, il lavoro, la giustizia, la pace, la dignita’ delle persone, i diritti e doveri dell’uomo e del cittadino, la tutela dell’ambiente, l’uguaglianza di fronte alla legge, il volontariato, l’arte, la scienza, l’evoluzione umana…

In Italia, inoltre, lo strapotere di Berlusconi ha trasformato la tv, sia pubblica che privata, in una propaganda permanente sia della sua persona che di una visione distorta del suo comportamento che della posizione economica neocons, al punto tale che la sua condotta, invece di essere denigrante, costituisce un modello negativo deviante.

L’indegna legge Frattini va cancellata e chi possiede quote di societa’ di comunicazione (tv, radio, giornali, portali internet) deve essere dichiarato incompatibile con incarichi pubblici e di rappresentanza politica.
La legge Gasparri va cancellata perche’ usa in modo distorto il capitale pubblicitario.
L’inflazione pubblicitaria deve essere limitata con maggiore rispetto di chi guarda, specialmente i bambini.
L’Auditel che direziona i flussi pubblicitaria in modo distorto deve essere modificata o annullata.
Ci sia una modalita’ per valutare “la qualita’” dei programmi e l’impatto che possono avere sugli spettatori, questo non solo in relazione ai programmi di propaganda e di pubblicita’, ma anche ai modelli di comportamento che la tv induce.
Infine si deve impedire in futuro censure indegne e illegali come quelle che hanno colpito Biagi, Santoro, Massimo Fini, Sabina Guzzanti, Luttazzi… o blocchi delle concessioni come quello che continua a colpire Europa 7 che e’ completamente in regola con la legge da anni e ha gli impianti pronti ma continua a essere ignorata contro ogni principio di diritto.

A proposito di informazione imbavagliata… (Da Silvio Provenzano. Blog di Grillo)
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4871

3 contro Report: la strategia di zittire i media.
Il gestore mobile 3 chiede alla Rai piu’ di 130 milioni di euro di danni per la trasmissione della Gabanelli.
La trasmissione Report sul caso La3 e’ oggetto di una richiesta miliardaria per danni, senza precedenti: piu’ di 130 milioni di euro. 3 sostiene che, dopo la trasmissione, 18.000 utenti avrebbero disdettato l’abbonamento e circa 35.000 avrebbero rinunciato ad abbonarsi..
La trasmissione si era occupata di molti aspetti delle strategie industriali e commerciali, dai contenuti video “autogestiti” che possono essere anche pornografici e ai rischi per i minori, alla quotazione in borsa piu’ volte rinviata, ai problemi delle frequenze televisive.
..

Fabio Amato- -8 per mille, tutti i numeri di un labirinto

“Ecco come le confessioni religiose utilizzano la quota che i contribuenti destinano attraverso le tasse.
Opere di carita’: i Valdesi investono il 96%, la Chiesa il 20%.
L’Unita’: Trasparenza e chiarezza. Parlando di otto per mille le due parole dovrebbero essere superflue. Ma, alla vigilia della presentazione delle dichiarazioni dei redditi, il miliardo di euro della ripartizione annuale della quota Irpef sancita dalla legge 222/85 diventa un montepremi da «controllare» con attenzione. Non sempre, infatti, l’utilizzo del denaro corrisponde alle motivazioni dei contribuenti e spesso l´informazione non e’ esaustiva.
Fin dall’istituzione della legge il principale beneficiario dei proventi dell’otto per mille, con una quota che nel 2005 e’ stata di 984 milioni di euro, e’ stato la chiesa cattolica. Grazie al meccanismo che prevede la ripartizione delle quote non dichiarate (il 65% dei contribuenti lascia la casella in bianco) sulla base di quelle espresse la Chiesa ottiene circa l’87% delle risorse complessive, pur avendo il 33% delle firme dei contribuenti. Al privilegio economico si somma quello cronologico. Delle sei confessioni religiose ammesse (piu’ lo Stato), infatti, solo la chiesa cattolica gode di un sostanzioso anticipo sulle proprie quote. Anticipo che nel 2005 ha fruttato alla Conferenza episcopale italiana un assegno di 854 milioni di euro sull’anno in corso, mentre le altre confessioni ricevevano i soldi relativi ai redditi del 2001.
Ciononostante, in termini percentuali, la chiesa cattolica e’ quella che spende meno per opere di carita’. Dei 984 milioni di euro “solo” 195 (meno del 20%) sono stati destinati a opere di carita’ in Italia o nel mondo. Di questi, 85 alle diocesi, 80 per interventi nel terzo mondo, e 30 per «esigenze caritative di livello nazionale». Il resto, 789 milioni di euro, serve a mantenere la “macchina”, diviso tra esigenze di culto (471,3 milioni) e sostentamento del clero (315 milioni). Cifre non ulteriormente specificate in nessuno dei siti afferenti alla Cei

http://www.8xmille.it

..
Per ricordare
(Da Beppe Grillo)

Nel maggio del 1944, in Ciociaria, i liberatori alleati scatenarono le truppe marocchine del generale Juin, i “goumiers”, contro la popolazione civile: 3500 donne tra gli 8 e gli 85 anni stuprate, 800 uomini sodomizzati e uccisi tra cui don Alberto Terrilli, parroco di Santa Maria di Esperia che mori’ per le ferite. Alcuni mariti che proteggevano le loro mogli vennero impalati.
Da allora si parla di “marocchinato” per indicare chi e’ stato vittima dei liberatori franconordafricani.
..
Le morti silenziose

Secondo l’Inail:
nel 2001 i casi mortali per incidenti su lavoro sono stati 1.531
nel 2003 i casi mortali sono stati 1.418
nel 2004: ci sono stati 116.905 incidenti di cui 1.400 mortali; sono morte sul lavoro 4 persone al giorno
nel 2005 si sono verificati 113.553 casi di infortunio con 1.200 casi mortali
(Teniamo presente che il 40% degli infortuni non viene denunciato. Se siete un extracomunitario in nero e senza permesso di soggiorno e vi fate male, lo denuncereste?)

Appena eletto, gia’ al 1° mandato, Berlusconi, in nome del principio neoliberista ”ne’ lacci ne’ lacciuoli”, si affrettò a liquidare la legge Merloni (del resto mai applicata) che doveva controllare le condizioni di sicurezza dei cantieri, di cio’ la mafia gli fu molto grata.

Nel quinquennio berlusconiano i morti per infortuni sul lavoro sono stati 5.549.

Vorrei anche ricordare i 157 morti di cancro di Marghera. Assolti tutti i 28 dirigenti ed ex dirigenti di Montedison ed Enichem “perche’ il fatto non costituisce reato”!

I cantieri edili mai controllati e che assumono in nero sono soprattutto al Sud e sono gestiti dalla mafia. La mafia ringrazia il governo Berlusconi per tutti quei provvedimenti legislativi, come l’assenza dei controlli, i piani obiettivo, i subappalti nominativi, la scomparsa delle gare, il divieto delle rogatorie, la restituzione dei patrimoni confiscati, i condoni, la Cirielli e la Pecorella… che, in luogo di combatterla, hanno favorito i suoi interessi.
In Iraq sono morti 31 soldati italiani.
Non abbiamo i dati dell’Aghanistan.
Abbiamo solo 28 caduti in Kosovo.

A nessuno dei lavoratori caduti sul lavoro e’ stata mai conferita una medaglia d’oro.
Per nessuno di loro Ciampi ha mai fatto un discorso celebrativo.
Nessun vescovo ha detto un’omelia.
Nessuno dei lavoratori dei cantieri senza condizioni di sicurezza, delle fabbriche, degli altiforni ecc. sara’ mai fatto Cavaliere del lavoro.

D’Alema ha riaperto il mondo del lavoro al precariato selvaggio.
Berlusconi ha tentato anche di eliminare la festa del primo maggio.
E la benemerita Unione Europea ha imposto la Bolkestein.

Quando Epifani ha ricordato alla Confindustria i sacrifici fatti dai lavoratori, Confindustria ha mormorato cosi’ forte in segno di spregio che Epifani ha chiuso il suo discorso e se n’e’ andato.
..

Hans Küng (su citazione di Hugo)

“Questa e’ la nostra fondamentale indicazione per questo passaggio epocale: c’e’ bisogno di un’etica elementare, comune a tutti gli uomini, un’etica dell’umanita’ che pervada la cultura, un’etica mondiale (Weltethos).
Cio’ vale sia nel piccolo che nel grande: se vogliamo che abbia successo la convivenza delle nazioni, abbiamo bisogno di una nuova politica della responsabilita’: al di la’ sia dell’immorale Realpolitik che della moraleggiante Idealpolitik. Una politica della responsabilita’ presuppone una disposizione etica, ma s’interroga sulle possibilita’ e sulle conseguenze dell’agire politico.
Ma con questo e’ anche gia’ manifesto che l’espressione “etica mondiale” non denota, in realta’, una nuova ideologia mondiale, una nuova cultura dell’unita’ mondiale, tanto meno il tentativo di una uniforme religione dell’umanita’.
L’etica mondiale e’ piuttosto un elementare consenso di fondo su alcuni valori vincolanti, criteri irrevocabili e atteggiamenti di fondo personali, che vengono affermati da tutte le tradizioni religiose ed etiche dell’umanita’ e devono essere condivisi di comune accordo da credenti e non-credenti, da persone religiose e non-religiose.”

http://www.masadaweb.org

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