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Monday January 22nd 2018

MASADA n° 314, 5-6-2006. Si muore di Nassiryia, si muore di Kossovo

Vittime di guerra- Nanopolveri e uranio- Sindrome dei Balcani- E’ finita l’inchiesta su Ilaria Alpi-Come si forma un soldato – Economia di guerra- Il mito dell’eroe- Soldato Valery Melis- Democrazia, Cecenia e Iraq- Grazia e amnistia-Altri mondiali-Festival dell’economia di Trento

Quest’anno due feste delle forze armate, chissa’ perche’. Nemmeno una festa
della pace, capiamo perche’.
..
Citazione di Paola Maccioni:
Vorrei che il due giugno potessero sfilare tutte le persone che ogni giorno
si affannano nelle scuole, negli ospedali, nelle strade, nelle case e che
sono davvero i segni fondanti della bandiera e di ogni parola della
Costituzione. Tutte quelle persone che sono ignorate da medaglie e pubblici
riconoscimenti, ma che sono vera testimonianza dei valori di uguaglianza,
liberta’ e fraternita’.

http://www.tuttominuscolo.splinder.com
..

Si muore di nanopolveri belliche

Le inchieste sull’uranio impoverito sono state rifiutate, insabbiate o
distorte.
Tutti i ministri della Difesa nei vari governi hanno negato allo stesso
modo l’impiego di uranio impoverito, poi, con grande fatica, hanno
riconosciuto l’esistenza dei linfomi, negando però che avessero attinenza
con l’uranio e hanno mentito spudoratamente, dicendo che “comunque” i nostri
soldati erano equipaggiati per difendersene (quando sanno benissimo che in
Kossovo hanno raccolto materiale contaminato a mani nude!)
D’Alema non ha sulla coscienza solo l’aggressione al Kossovo ma anche la
contaminazione letale del suo territorio, e ci mettiamo pure la quantita’
enorme di Tir pieni di beni raccolti dagli Italiani che ha lasciato marcire
a Bari per incuria e disorganizzazione. E per questi meriti lo hanno fatto
pure ministero degli esteri!? E ancor oggi continua a mietere lodi alla
guerra umanitaria?!
Non solo molti soldati italiani si sono ammalati di linfoma ma molti di loro
hanno avuto figli deformi a testimonianza di quanto sia grave questo tipo di
radiazioni, che si ripercuote persino sul seme e sui discendenti. Ma cosa
hanno fatto di male questi bambini? Perche’ non sono riconosciuto anch’essi
come vittime di guerra? Perche’ lo stato nega loro ipocritamente cure e
diritti? E cosa dice la Chiesa di questa offesa alla vita, la stessa Chiesa
che tanto si preoccupa delle cellule embrionali ma che e’ benedice con
vuota retorica le bare dei morti, avvalorando la tesi della guerra
“umanitaria”? A chi mettiamo in conto queste vittime? Cosa dice Radio Maria,
tanto attenta a certi problemi politici e tanto cieca su tanti problemi
sociali e cosi’ pronta a propagandare governi guerrafondai? Con quali soldi
le facciamo curare queste vittime?
Le stesse sindromi hanno colpito i militari francesi che erano accanto ai
nostri in Kossovo, lo stesso accade purtroppo a chi vive accanto ai
poligoni di tiro in Sardegna dove si nega la presenza di uranio e si nega l’impennata
dei casi di tumore nelle zone limitrofe.
..
Uranio

Domenico Leggiero ha scritto un libro “Uranio”, sui danni bellici. I
ricavati del libro andranno alle famiglie delle vittime.
Si chiede perche’ raccogliere fondi per vedove e orfani.
Forse perche’ nessuna delle vittime prima di morire ha gridato “Cosi’ muore
un italiano”!
Per questa dimenticanza le vittime non avranno una medaglia d’oro, i malati
di cancro e le loro famiglie non avranno la pensione di guerra e i loro
figli deformi non saranno curati dallo stato, perche’ lo stato non riconosce
che le morti o le malattie sono state prodotte da “cause di servizio”
evitando cosi’ di pagare indennita’, cure e pensioni.
La stessa cosa avviene in Gran Bretagna, e in USA non si e’ da meno, anzi la’
ci si vergogna persino delle bare dei caduti e Bush ordina che i funerali
siano fatti in segreto, quando non fa incarcerare le madri che chiedono
perché i loro figli sono morti.
Quest’anno l’Italia ha voluto fare ben 2 parate militari, come se quella del
4 novembre non bastasse(costo dell’ultima, che era pure dimezzata: 11
milioni di euro! Alla faccia della mancanza di soldi! E la retorica
patriottarda a ogni parata e a ogni funerale militare si spreca sia da parte
dello stato che da parte della Chiesa, che sembra tenere il gioco. Ma alle
vittime della guerra e alle loro famiglie si negano le pensioni militari che
spetterebbero loro di diritto!
Dietro le parate e la retoriche patriottiche c’e’ solo omerta’, menzogna e
avarizia.
In Gran Bretagna solo un malato di guerra, Kerry Duncan, si e’ visto
riconosciuto da un giudice il suo diritto a una pensione di guerra! Kerry è
malato di cancro, i suoi 3 figli hanno gravi malformazioni genetiche, come i
figli dei reduci della Prima Guerra del Golfo.
In Gran Bretagna i morti sono stati 606; 5933 malati che hanno chiesto
invano la pensione di guerra.
L’ipocrisia dei governi manda a morire tra le fanfare per negare cure ai
malati e pensioni alle famiglie.
Sapete che il servizio nei Balcani viene sbianchettato dallo stato di
servizio per pagare di meno?
Nessuno ha mai dato le cifre della sindrome del Golfo, quando basterebbero
tute antiradiazioni per evitare lente agonie. Ma in Irak i soldati
americani non hanno nemmeno giubbetti antiproiettili e se li devono pagare
da soli.
Che siano dell’uranio o delle nanopolveri, le radiazioni della morte
continuano a uccidere.
Ma la peggiore radiazione resta sempre la guerra.
..
Notizie scomparse

Vorrei sapere anche che fine ha fatto la denuncia, subito eclissata sui
media, che a Nassirya il camion di esplosivo non avrebbe fatto tanto danno
ne’ avrebbe ammazzato 19 italiani se, per gravissima incuria e
contravvenzione alle regole, la caserma stessa non avesse contenuto
esplosivo in forte quantita’
Perche’ nessuno ha fatto luce su questo?
Perche’ nessuno ci ha mai detto la verita’?
(La morte di Andreoli a cui in caserma esplode in mano una bomba souvenir
portata dai Balcani, quando e’ vietatissimo portare esplosivi in caserma,
rientra nelle stesse sciaguratezze che di eroico non hanno proprio nulla)
..
Patrizio Moranti (dal blog di Grillo)

A aprile 2006 il Ministero della Difesa diffondeva le cifre relative ai
malati ed ai morti per la “sindrome dei Balcani”: 158 reduci dai Balcani
hanno contratto un tumore e 28 soldati sono morti. Fino ad ora il Ministero
si era sempre rifiutato di rilasciare questi dati perfino alla Commissione
d’inchiesta parlamentare…
..
Tana de Zulueta:

“Nel 1999 i militari italiani in Kosovo raccontavano delle buffe tute
indossate dai loro colleghi americani, ma ad essi non fu detto nulla
riguardo ai pericoli che correvano e non venne fornita loro alcuna
protezione. E’ in questo periodo che cominciano a circolare sui media
notizie sull’uranio impoverito, grazie anche ad un gruppo di parlamentari
attivi nel tentare di avere informazioni dal governo italiano. Cresce
l’allarme, anche perche’ cominciano ad ammalarsi, soprattutto di tumori di
Hodgkins, neoplasie e leucemie, militari italiani reduci dai Balcani. Ad
oggi (aprile 2005), secondo il maresciallo Domenico Leggiero,
dell’Osservatorio militare, sono 34 i reduci morti per questi tumori e si
contano 276 malati”
.
Finita l’inchiesta su Ilaria Alpi

Una delle cose piu’ inquietanti della storia italiana sta sistematicamente
nei risultati delle (false) inchieste dei vari governi. dai fatti di Genova
all’inchiesta di Ilaria Alpi sul traffico illecito di armi e di scorie
nucleari alla P2 o ai servizi deviati del SISMI.
Clamorosi gli esiti dell’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi.
Con voce rotta dall’emozione, il vecchio padre ha riportato la conclusione
dell’inchiesta portata avanti per dodici anni e presieduta da Taormina:
“Ilaria Alpi era in Somalia per fare i bagni di mare”!
Non ci sono parole!
Ilaria Alpi, giornalista del Tg3 ed il suo operatore, Miran Hrovatin, erano
in Somalia al seguito dell’operazione militare multinazionale, sotto egida
ONU, Restor Hope, fortemente voluta dagli americani, e indagavano su
traffici di armi e rifiuti tossici in cui apparati
politico-diplomatico-militari dello Stato italiano erano dentro fino al
collo
Ilaria Alpi aveva 32 anni. Nessuno dara’ a lei la medaglia d’oro come a
Quattrocchi.
Che cosa faceva la “missione umanitaria italiana” in Somalia?
Perche’ le vessazioni alla popolazione e le torture non furono mai punite?
Perche’ gli appunti di Ilaria sparirono?
Se dopo 12 anni di inchiesta la risposta dello stato deve essere questa..!!
Bagni di mare!?
E alcuni hanno voluto votare ancora gente simile!! Ma non hanno vergogna?
..
Ma a chi importa?

A me importa, a te importa, a milioni di persone importa e queste persone
diventeranno miliardi, per un pensiero nuovo globale e una svolta epocale,
solo cosi’ possiamo avere speranza, e il villaggio globale (internet, la
comunione di tutte le genti, i blog, la stampa alternativa..) ci da’ una
spinta potente, non e’ solo un mercato neocons o il pubblico passivo di un
messaggio videoindotto, e’ anche un’agora’, una piazza collettiva, dove
ognuno ha ragione di stare e diritto di parlare, dove ognuno esiste, ha
visibilita’ e valore
Nessuno da solo e’ tutto, sa la verita’ o e’ la verita’, ma tutti insieme
possiamo evolvere dallo stato di barbarie in cui ancora siamo con le nostre
pochezze e i nostri paradossi
Se l’indignazione dilaga, se si discute sempre di piu’ di queste cose, si
potra’ avere speranza sia per la nostra coscienza individuale che per quella
collettiva. Siamo tutti imperfetti, deboli, con difetti e contraddizioni,
non sappiamo realizzare nel nostro vissuto personale quello che riconosciamo
diritto universale, ma ci proviamo, siamo in crescita permanente e questa
crescita può avvenire solo con l’aiuto reciproco. Vedo i miei difetti ma
insieme a te posso migliorare, da solo no. Non conosco altra speranza
Chiese e governi sono sempre stati troppo tesi alla supremazia per essere
credibili. Troppe bugie, presunzioni, violenze, troppi abusi finalizzati al
potere. Solo la responsabilita’ di un io superiore, mia ma per il bene di
tutti, può aprire una strada
Vent’anni fa era da disfattisti esecrare la guerra, ora e’ un valore
60 anni fa la critica al governo era un reato, ora la democrazia la richiede
come un diritto
In Italia abbiamo ancora partiti succubi del clero, ma arriveremo alla
laicita’ e usciremo dal confessionalismo
Negli USA non ci si puo’ dichiarare nemmeno pacifisti senza essere chiamati
nemici dello stato.. ma anche loro evolveranno
Ci saranno sempre guerrafondai, gente che si inebria di odio, guerre,
xenofobia ma saranno sempre meno.
..
Antonino Vassallo (Blog di Grillo)

D’Alema (quello del Kossovo) ha parlato di “militari italiani colpiti in
missione di pace” . Subito dopo si e’ appreso che i nostri soldati erano di
scorta ad un convoglio britannico.
Basta con questa ipocrisia! Le missioni di pace non si fanno con le armi. La
nostra e’ una missione militare d’ausilio alle truppe d’occupazione
britanniche. Non ho votato per l’Unione per sentire la stessa disgustosa
retorica della CDL a giustificazione della guerra!
..
Persone

Bartolomeo Nicolotti (idem)

Quindici milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie infettive.
Il 97% dei decessi avviene nei Paesi in Via di Sviluppo. La maggior parte di
queste morti sono morti evitabili.
Polmonite, tubercolosi, malaria, diarrea e HIV/AIDS sono le malattie
infettive responsabili della meta’ dei decessi . L’AIDS e’ la prima causa di
morte nei paesi dell’Africa sub-sahariana.
Secondo l’OMS ( World Health Report 2004 ), queste sono le cifre di
mortalita’ per le principali malattie infettive:
o infezioni respiratorie: 4 milioni di morti;
o AIDS/HIV: 2,8 milioni;
o diarrea: 1,8 milioni;
o tubercolosi: 1,6 milioni;
o malaria: 1,3 milioni;
o malattie infantili prevenibili: 1,1 milioni
o meningite: 173.000;
o leishmaniosi: 51.000
o tripanosomiasi (malattia del sonno): 48.000.
Le morti materne (correlate alla gravidanza o al parto) sono ancora 510.000
all’anno ( World Health Report 2004).

http://www.msf.it/cosafacciamo/accesso/situazione.shtml
..
Juan Feliciano. I paesi democratici

USA, chip sottopelle per gli immigrati. Lo propone VeriChip, che ha gia’
ottenuto il via libera dalla FDA per la commercializzazione dei suoi rfid
impiantabili. Una soluzione appoggiata dal presidente colombiano Uribe e da
alcuni senatori americani.
..
Da Cosimina Vitolo (idem)
Nei secoli fedeli – di Carlo Bertani

Dall’Iraq si susseguono notizie di massacri contro cittadini inermi,
famiglie sterminate all’interno delle loro case con l’esplosivo, ragazzini
ammazzati come cani agli angoli delle strade. Perche’ si giunge a tanto?
Eppure, i giovani soldati americani che sparano non sono dei marziani e
neppure dei selvaggi analfabeti: sono persone come noi, che prima di
pattugliare le polverose strade irachene navigavano in Internet seduti alle
loro scrivanie d’adolescenti, corteggiavano le ragazze, giocavano a baseball
od a soccer.
Come può avvenire la brutale trasformazione che rende un giovane aperto alla
vita un assassino? Cosa muta nel suo animo per condurlo a varcare i confini
della comune morale e scatenare gli impulsi del sangue?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo soffermarci a riflettere sulle
strategie d’addestramento dei militari, di qualsiasi nazione essi siano.
Il passaggio dall’esercito di leva a quello professionale e’ il primo passo:
i legami con la societa’ vengono tranciati di netto, nel momento stesso nel
quale il militare varca il portone del centro d’addestramento.
Mentre nell’esercito di leva c’erano ragazzi ventenni che erano “prestati”
alle armi per un determinato periodo, scegliendo la carriera militare il
giovane sa che da quel momento in poi quella sara’ la sua “casa” e quello il
suo mondo.
Ogni mediazione intellettiva scompare e se – come ad Haditha lo scorso
novembre – una mina uccide un commilitone si spara all’impazzata uccidendo
chi capita, donne e bambini – non importa – perche’ ciò che offende il
plotone deve essere offeso giacche’ tocca corde profonde, ossia l’unica
istituzione che il ragazzo oramai riconosce, alla quale può fare riferimento
e dalla quale può sperare di trovare aiuto.
Diversa e’ la situazione per i soldati israeliani (di leva), i quali hanno
talvolta contestato gli ordini e centinaia di essi hanno preferito il
carcere militare piuttosto che compiere azioni assassine nei territori
palestinesi. La differenza? I soldati di Tzahal sono dei civili che prestano
servizio militare e sanno bene che – terminata la detenzione – potranno
tornare alla vita civile. Ciò non significa che finire in un carcere
militare sia una scelta facile: per tutta la vita dovranno giustificare il
loro atto e pochi saranno disposti a comprenderli.
Negli USA nessuno si e’ mai opposto alla strategia d’addestramento
imperante – dettata dallo stesso Samuel Huntington, uno fra i primi neocon e
forse il piu’ ideologicamente radicato, nelle undici edizioni del suo
“Manuale del soldato USA” – ed ha provato a criticare il modello?
Hanno buon gioco le tecniche psicologiche d’addestramento, che iniziano ad
inculcare nel giovane un semplice concetto: il mondo che hai lasciato ti ha
rifiutato e noi ti abbiamo accolto; non dare piu’ ascolto a quel mondo che
ti ha gettato via come uno straccio inutile, ma a noi che ti trasformeremo
in uno specchio lucente.
Lo splendore che dapprima abbaglia si chiama “onore” – concetto assai vago
nella miseria della guerra moderna, estinto da almeno un paio di secoli
nella prassi militare – con il quale il giovane viene invitato a misurarsi
con schiere d’eroici soldati che, prima di lui, illuminarono di gloria il
battaglione.
Il secondo passo e’ il piu’ iniquo e subdolo: siccome sei stato rifiutato,
solo noi ti proteggeremo e soltanto i tuoi commilitoni dovrai proteggere,
con un patto di sangue che – come tutti i patti di sangue – non potra’ che
generare altro sangue.
Questo e’ il giovane che, terminato l’addestramento, sbarca in Iraq senza
conoscere la lingue e le tradizioni di un altro popolo, senza saper cogliere
la differenza fra un guerrigliero ed un padre di famiglia che si reca al
lavoro. Spaurito, si rifugia ancor piu’ in ciò che gli resta: gli amici, i
commilitoni con i quali si e’ addestrato, gli altri soldati che – prima di
lui – hanno percorso il suo sentiero.
Ecco da dove nasce “l’uomo nuovo” che dovrebbe portare la “democrazia” in
quel paese martoriato: da un coacervo di pulsioni tutte tese soltanto a
difendere una divisa ed a colpire chiunque non la rispetti o l’attacchi.
..
Antonio Piras

La Sardegna paga un altro biglietto costoso alla guerra: in Sardegna si
trova il 66% del territorio sottoposto a servitu’ militare in Italia, e che
in quelle zone si registra una concentrazione di malattie spaventosa, dovuta
all’utilizzo di armi!

http://andryyy.ilcannocchiale.it
..
L’economia di guerra. Kira l’elfo

Quando dal rapporto SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute)
vediamo che la spesa annua militare nel mondo e’ di 975 miliardi di dollari,
cosa altro possiamo aspettarci?
Siamo ancora lontani da un’economia di pace e non di guerra, anzi siamo
tornati indietro: mi ricordo quando facevo il militare io (1989-90) la
guerra era una cosa remota, impossibile, che si faceva in qualche stato
africano lontano. L’esercito era considerato una struttura obsoleta, inutile
e costosa. Poi gia’ alla fine del mio servizio militare e’ scoppiata la
guerra in Iraq e anche noi siamo stati coinvolti. Poi e’ stato un crescendo:
Kossovo, Afganistan, Iraq; e ora non e’ strano che dei nostri soldati non
solo siano in giro per il mondo, non solo facciano operazioni di
peacekeeping, ma anche che uccidano e muoiano.
Dobbiamo ancora lavorare molto ma dobbiamo rendere la guerra una cosa
inaccettabile.
..
Stefano Masetti (idem)

Regolarmente i Marines in Iraq ammazzano, assassinano bambini e donne
incinte, per paura, per disprezzo, per rabbia, per divertimento, sicuri
dell’impunita’ perche’ coperti dai loro comandanti che per parte loro fanno
di peggio: bombardano dal cielo, citta’ occupate con fosforo bianco,
avvelenano la vita e sue fonti, spargendo tonnellate di uranio impoverito,
questa non e’ l’eccezione ma l’abitudine storica degli armati americani.
Nella II Guerra Mondiale, ammazzavano i tedeschi che si arrendevano con le
mani in alto. Questa sistematica violenza del super-armato sul debole
indifeso e’ il segno piu’ chiaro e tragico che l’occidente e’ caduto nelle
mani sbagliate, le piu’ vili e disonorate.
La mancanza di coraggio che queste atrocita’ rivelano, l’ignobile assenza di
magnanimita’, segnano che e’ stato raggiunto il punto piu’ basso, contro cui
la civilta’ occidentale ha sempre lottato: la riduzione finale del militare
al teppista omicida, al delinquente comune, l’assassino, e la cosa piu’
grave e che ciò che sta’ accadendo e’ sotto un governo gonfio di moralismo
che si rivela non solo come ipocrisia smentita in ogni atto ma come medicina
inefficace, che non induce all’onesta’ perche’ non insegna nessuna
convinzione contraria. Bisognerebbe capire che l’occidente si e’ sempre
distinto dalla barbarie africana o asiatica solo per al sua”estetica”,
quindi tutto ciò che accade ora nei luoghi di guerra e’ brutto, ignobile,
vile, poco elegante, poco coraggioso, vergognoso. Una guerra occidentale per
tradizione che risale in tempi lontanissimi ha costruito i principi, le
tattiche, che guidano le leggi e le convenzioni in caso di guerra, compresa
quella di abusare del volume di fuoco, nonche’ il freno dell’onore militare,
militari lasciati nell’indifferenza dello stato perche’ considerati rozzi,
semplici, senza onore……..A questo punto, dico io, la Legione Straniera
come istituzione e’ piu’ onesta perche’ convoglia volontari con diverse
problematiche personali compresa la delinquenza.
..
Il mito dell’eroe. Viviana

Una volta in un corso il coordinatore chiese alla platea quale fosse il loro
film preferito, le donne citarono film affettivo-psicologici-relazionali del
genere di “Innamorarsi”, gli uomini, a una voce sola, dissero: “Guerre
stellari”. Con molto stupore i presenti scoprirono che, per le donne, Guerre
stellari e’ una saga un po’ stupidina, priva di significato mentre c’erano
uomini disposti a soffrirci e a piangerci. Ecco perche’ ogni tanto salta
fuori il macho fanatico di bellicismi vari che idolatra la guerra, e, quando
una donna si batte per un diritto universale come la pace, la chiama
‘soldato’, senza capire quando profondo e’ il suo errore. Anche da questo si
capisce come sia lontano da una donna il prototipo ‘Rambo’ e quanto il tipo
da caserma sia per lei un essere alieno e di livello discutibile.
Purtroppo sono secoli che l’uomo viene alimentato con questo mito della
guerra, dell’eroe, della lotta, del nemico.. Si comprende quanto e’
difficile per lui uscire da questa conformazione mentale a circuito fisso
che lo ha modellato al punto da fargli perdere il senso delle proporzioni e
da fargli trovare motivazioni assurde, per lui plausibili, per gli eserciti,
le stragi, le guerre permanenti, le invasioni, l’onor combattente, le virtu’
patrie, la difesa del sacro suolo contro il nemico e altre balle retoriche .
Se le balle retoriche venissero sfrondate resterebbe solo un gramo gioco di
potere di cui e’ vittima irrazionale.
Si pensi che quando un ragazzo entra nella puberta’, in prima media, lo si
indottrina subito con l’Iliade, un poema epico che parla di guerra, lotta,
eroismo, coraggio, uccisioni e morte e in cui gli dei approvano ogni forma
di sterminio e di orrore…Dopo tremila anni ancora il mito epico resiste
nelle menti maschili e forma i nuovi machi moderni che in realta’ alle
donne appaiono come arcaici e sorpassati anche perche’ gli uomini nuovi
hanno ormai una mentalita’ molto diversa, per grazia di Dio e
dell’evoluzione morale che riesce a guidare il mondo.
..
Ancora morti a Nassiryia- Annamaria Farina

Mia nipote rientrera’ da Milano per assistere all’ennesimo funerale di un
suo amico (il secondo in un mese), e la voglia di commentare ulteriormente
questo scempio e’ poca.
Pacifisti da salotto, gridano alcuni “illustrissimi” personaggi del blog, ed
io rispondo: avete idea di cosa sia la cultura della pace e di quali siano i
mezzi a nostra disposizione per far si’ che si diffonda?
Insisto: la pace si costruisce nel quotidiano, attravarso le nostre piccole
azioni, le nostre aperture nei confronti del prossimo, attraverso il
dialogo, la conoscenza dell’altro, la comprensione e la mediazione.
Pensate che esistano altri mezzi? O siete forse convinti che le bombe siano
piu’ convincenti?!
Dove vi portera’ il vostro folle ed anacronistico machismo?
Siamo in continua evoluzione, ma voi sembrate non accorgervene. Avvinghiati
come l’edera al vostro bel campanile, alla vostra bandiera. Sempre pronti a
difendere il vostro orticello da fantomatici aggressori. Devoti ad una sola
causa: la strenue difesa della vostra patria.
Ma cos’e’ oggi quella patria? Qual’e’ nel 2006 il suo significato?
Temo che sia solo un misero surrogato di quelle certezze che fatichiamo a
trovare dentro di noi. L’appartenenza ad un “territorio”, delimitato da
confini, in cui la nostra mente rischia di rimanere stritolata.
La nostra storia, le tradizioni, la cultura, sono valori che ci
appartengono, non abbiate paura di perderli per mano di un nemico che non
esiste se non nel nostro immaginario.
Gli “altri” non sono altro che noi stessi, cosi’ come saremmo stati se
vissuti in altre condizioni, con altre opportunita’, con influenze diverse.
Riconoscere questo significa fare un primo passo verso una convivenza
pacifica.
.
L’Uganda- Raffaella Biferale

Quest’inverno sono stata in Africa, Uganda per la precisione, e’ un paese
non turistico dove si svolge una sanguinosa guerra civile tollerata dalle
potenze internazionali e per nulla conosciuta qui all’occidente. Ho visto le
popolazioni, quelle che soffrono, che hanno paura di non riuscire a rivedere
i loro bambini rapiti dai terroristi per farne degli assassini, ebbene
quelle popolazioni hanno sogni, fantasia, amano il bello e la vita stessa.
Non sono diversi da noi, solo che devono ogni giorno lottare per la vita,
per colpa dei nostri governi occidentali e dell’indifferenza di tutti, anche
la nostra. Però sognano, giocano, ridono e in questo c’e’ la bellezza della
vita.
I sogni sono importanti, sono la linfa vitale dell’esistenza, anche io
quindi non voglio smettere di sognare, non voglio smettere di immaginarmi un
mondo fatto di cose belle, non mi voglio abituare alla guerra e alla fame,
alla violenza e all’indifferenza, cosi’ come anche i bambini ugandesi non si
sono abituati e quando ti incontrano ridono e ti porgono la mano!
..
A volte… -Mauro Bellaspica

Ritengo che, stabilite delle premesse di merito e di logica … ci siano
situazioni in cui per proteggere il debole sia doveroso intervenire, e
situazioni in cui sia da evitare l’uso della forza perche’ equivarrebbe ad
un abuso di forza o a promuovere intenti dispotici … o perche’ i risultati
sarebbero nefasti nonostante la nobilta’ dell’intento.
A volte e’ sufficiente per conseguire il risultato l’impegno e la pressione
diplomatica, a volte non e’ sufficiente, a volte occorre intervenire altre
non e’ possibile …
Essere radicali nelle idee ritengo sia errato, anche perche’ spesso
confliggono intenti pacifici con intenti di giustizia, ma sia la giustizia
che la pace sono valori da perseguire, tuttavia ritengo che, senza affermare
una giustizia dove la persona sia rispettata nel suo pieno e dignitoso
valore umano, sia inutile parlare di pace, ma che se ci fosse giustizia, ci
sarebbe anche pace.
C’e’ pace nei Paesi dove per fame la gente muore quotidianamente nel
silenzio assordante di noi tutti, perche’ un uomo assurge a disporre delle
vite di tanti altri uomini? La pace e’ un valore di sinistra, o di destra?
La giustizia e’ un valore di sinistra o di destra? Ritengo che esse ci
appartengano indipendentemente da ideologie o altre divisioni mentali o
dottrinali….
Dovremmo essere tanto sensati da elevarci al di sopra di tanti limiti, ma
dubito che ne saremmo capaci. Ritengo piuttosto che l’umanita’ sia segnata
dal peggiore delle malattie: la superbia (il credo di sapere e di potere
tutto indipendentemente dall’esistenza altrui), che ci conduce ad un cieco
egoismo dal quale pare superfluo liberarsi … senza esser disposti ad amare
veramente e a pretendere dignita’ per se stessi e per gli altri, troppa
ignoranza, troppa vilta’, troppo dire in nome di una falsa liberta’: io
posso fare di me stesso cio’ che voglio e degli altri cio’ che mi conviene.
.
Bertold Brecht:
“Stell Dir vor, es kommt Krieg und keiner geht hin”
(Immagina: si dichiara la guerra e NESSUNO ci va)
..
Valery Melis- Mario Gabrielli Cosellu

L’uranio impoverito, cosi’ come l’ipocrisia criminale di chi lo usa, di chi
minimizza i suoi effetti e di chi abbandona al suo destino le sue vittime,
ha colpito e continua a colpire in Kossovo cosi’ come in altre zone di
guerra come in Bosnia, in Serbia, in Afghanistan e in Iraq, e anche in zone
che “ospitano” truppe nuclearizzate, come la Sardegna. Alcune di queste
vittime le conosciamo: soldati italiani o statunitensi o inglesi coinvolti,
coscientemente o no, in queste azioni di guerra; ma tantissime altre non le
conosciamo, e sono le popolazioni residenti in zone dove si e’ fatto uso di
queste armi nucleari criminali e vigliacche.
Tra le tante vittime, c’e’ il caso di Valery Melis, militare cagliaritano
impiegato nel Kossovo, morto di leucemia a 25 anni e abbandonato da tutti…
tranne che dalla famiglia e i suoi amici, il gruppo “Sconvolts” di tifosi
del Cagliari, che ancora oggi lo ricordano con striscioni, canti e dure
accuse contro chi lo ha ucciso in mezzo all’indifferenza e all’abbandono.”
PeaceReporter
Disonore alle armi. E’ morto Valery Melis, soldato italiano, malato di
leucemia dal suo ritorno dal Kosovo.
Al suo ritorno dalla ultima missione nei Balcani nel 1999, Valery Melis, 25
anni, cagliaritano, caporalmaggiore dell’esercito italiano si era ammalato
di leucemia. Linfoma di Hodgkin, la patologia contratta da molti militari,
italiani e stranieri, dopo aver preso parte a missioni effettuate in zone di
guerra in cui si e’ fatto ricorso a bombe all’uranio impoverito.
Valery ha combattuto la sua guerra contro la malattia sostenuto solo dalla
famiglia e dagli amici, nella totale indifferenza delle istituzioni,
militari e civili. All’inizio l’esercito gli ha perfino tolto lo stipendio.
I rimborsi per costose cure sono stati del tutto inadeguati. “Nessun
ufficiale e’ mai venuto a trovarmi in ospedale, raccontava Melis…”

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=2&ida=&idt=&idart=70
..
Davide Mamone- Sindrome del golfo

Nella prima guerra del golfo l’uranio impoverito ha fatto ammalare 100 mila
soldati americani: un soldato su sette. Di questi 10 mila sono morti.
Molti hanno infettato il proprio partner e messo al mondo figli deformi:
senza braccia, senza orecchie, organi interni malfunzionanti.
Il metallo pesante passa nello sperma e puo’ modificare il dna.
La maggior parte muore di leucemia ma causa principale, di cui sono affetti
anche quelli che non muoiono, e’ la caduta delle difese immunitarie.
Se i soldati americani e italiani stanno male, le popolazioni colpite stanno
peggio.
L’unico studio per ora disponibile, datato 1998, dice che le leucemie
nell’Iraq del sud sono aumentate del 500 per cento dopo il ’91.
Non sappiamo ancora cosa debbano passare i superstiti della seconda guerra
del golfo, o del Kossovo.
Leggete “il metallo del disonore.
.
Quando si parla di pace, molti ripetono convulsamente luoghi comuni da
stress, slogan ormai abbondantemente sfatati, falsita’.

-“Perche’ si attaccano solo gli americani?”
Risponde Davide Savelli: “Perche’, al di la’ delle troppe guerre USA su cui
si puo’ stendere un velo pietoso, le loro spese militari coprono quasi due
terzi della spesa mondiale per le armi (518 miliardi di dollari su 896
mondiali…la pericolosissima Cina e’seconda con 81!) “Gli USA sono una
minaccia per il pianeta e Bush vuole una guerra infinita con un piano di
colonizzazione del mondo. Basta?

-“Noi siamo andati in Iraq a ricostruire”. Dove sono i resoconti di questo
ricostruzioni? Perche’ a noi sono ignote?

“La guerra era giusta per difendersi dai terroristi”. Falso. Prima di Bush
non c’era terrorismo in Iraq; dopo i suoi attacchi e le sue distruzioni, il
terrorismo non ha fatto che aumentare

“Gli italiani non hanno ucciso civili”. Falso. La battaglia dei ponti e’
stata oscurata proprio perche’ hanno sparato sui civili, a parte che si
spara in una guerra, non in una missione umanitaria.

“Abbiamo liberato l’Iraq”. Falso. Gli USA hanno sostenuto Saddham come i
peggiori dittatori del mondo e gli stessi talebani e l’Iraq non e’ libero.

“Nessuno parla di Cecenia e altri massacri”. Falso.
1°: se n’e’ parlato. 2°: l’Italia non ha truppe in Cecenia, ma ha fatto 3
guerre: Kossovo, Afghanistan e Iraq e c’e’ ancora dentro. E’ ovvio che prima
dobbiamo risolvere le guerre in cui abbiamo responsabilita’, morti e spese.
Risultato: missione di pace ed export di democrazia sono falsita’ per
citrulli.
..
Concordo con chi rifiuta nazionalismo patriottismo retoriche guerresche,
pompa militare e rambismo.
Dice Mauro Maggiora: “Purtroppo ai familiari di questi morti, cosa riserva
il futuro?
Cause legali contro lo stato, risarcimenti negati, pensioni negate e persone
che erano in prima fila ai funerali ma negheranno il sostegno Dopo l’alto
riconoscimento patriottico lo squallore prosaico dei soldi negati. E la
sensazione di aver perso un proprio caro e la fatica di trovare un senso a
questo dramma.”
..
Karl Jaspers:
“Quando si e’ scontenti di se’, la colpa deve essere di qualcun altro. Se
non si e’ nulla, si e’ per lo meno anti e si colpiscono in forme individuali
gli impotenti usandoli come capri espiatori…”.
..
Quale democrazia?

In modo grottesco si e’ ridotto il processo democratico alla sola
possibilita’ di dare un voto, e si vuol fare lo stesso in Italia come negli
Stati uniti, ma, in Cecenia, Afghanistan e Iraq, questa possibilita’ e’
stata data in condizioni talmente atroci da annullarne ogni senso.
Malgrado queste evidenze, uno come Berlusconi insiste a dire che in Iraq o
in Afghanistan c’e’ democrazia perche’ si e’ votato, tralasciando il
piccolo particolare che il voto e’ stato esercitato in condizioni
antidemocratiche, nel terrore, sotto le bombe, nell’impossibilità di fare
partiti di opposizione, con la popolazione stremata, sotto una feroce
occupazione militare (in Cecenia hanno votato anche i militari russi
occupanti) cosi’ da coartare il voto in modo anomalo.
In Cecenia, sia le presidenziali del 2003 e del 2004 che le legislative del
2005 sono state giudicate una farsa assolutamente fuori legge da tutti gli
osservatori internazionali e in Iraq e Afghanistan essi nemmeno erano
presenti. In Iraq gli yankees hanno escluso 1/3 della popolazione,
addirittura si sono portati via le schede coi camion per dare i risultati
dopo 3 mesi e oggi, a 6 mesi dal voto, non c’e’ ancora un governo. E poi
parlano di democrazia! Sotto le bombe di un paese aggressore non c’e’
democrazia!
Nella Cecenia del tanto democratico Putin, cosi’ amato dalla Cdl, l’ultima
elezione regolare e democratica risale al ’97, quando Aslan Mashkadov fu
eletto presidente in una votazione giudicata regolare dall’Osce e dall’intera
comunita’ internazionale. Eltsin nel ’96 firmò con i ceceni un trattato di
pace ma 3 anni dopo invase la Cecenia, deponendo il legittimo presidente che
poi fu ucciso nel 2005. La Cecenia non ha mai potuto trattate con Mosca.
Putin ha bisogno di sventolare il terrorismo ceceno, come Bush quello
islamico, perche’ sono personaggi faziosi, nemici della democrazia come
della verita’, che solo mentendo e impaurendo i loro cittadini, ottengono
consenso interno e internazionale.
Il controllo del gas e del petrolio fa il resto intimorendo l’UE
..
Oggi molti criticano i pacifisti chiedendo come mai non fanno campagne per
il Tibet o la Cecenia. Dovremmo chieder loro come mai quelli che stanno
dalla loro parte, in 5 anni di governo, non hanno mai mosso una critica alla
ferocia di Putin? Non hanno mai promosso una missione umanitaria in Cecenia?
Come mai la Croce Rossa di Scelli non e’ intervenuta anche li’ e non ci
abbiamo mandato la brigata Sassari e gli agenti del SISMI? O come mai la
Protezione Civile non ha chiesto fondi al Parlamento per ricostruire la
povera Cecenia distrutta? Forse che non c’erano persone da assistere? E le
centinaia di migliaia di civili feriti, profughi, sfollati, torturati, dopo
tanti anni di guerra, cos’erano? Entita’ trascurabili?
Se costoro fossero piu’ informati, saprebbero che le uniche voci che si sono
alzate per esecrare il comportamento di Putin e soci, come anche l’invasione
cinese del Tibet, non sono venute ne’ dal mondo della destra e nemmeno da
quello della sinistra moderata, mentre gran parte dei governo europei faceva
lo gnorri per motivi di interesse, ma le proteste sono venute proprio da
quelle associazioni pacifiste tanti considerano fatte da fannulloni, faziosi
e sfasciavetrine e che non si riconoscono ne’ nello stalinismo, ne’ nel
destrismo di An o FI, ne’ nel riformismo o nel dalemismo, ne’ nel centrismo
di una Chiesa che abdica troppo spesso alla sua misericordia per accodarsi
al potente di turno, come ha sempre fatto da Hitler a Pinochet.
Noi come italiani possiamo fare molto poco per i disgraziati popoli
tibetani, ruandesi o ceceni, ci sono piu’ di 50 guerre sparse per il mondo
che ci spezzano il cuore ma in cui siamo totalmente impotenti e che non
possiamo seguire ma, come cittadini italiani, possiamo e dobbiamo far
sentire la nostra voce nei drammi di cui l’Italia e’ complice e che sono
appunto Kossovo, Afghanistan e Iraq, cosi’ da chiedere l’abbandono delle
armi ai partiti che ci governano. Lo esige un minimo di reponsabilita’
civile.
..
Il nuovo governo parla di grazia e di amnistia e questo fa sorgere paure
popolari.
Ricordiamo che i nostri 207 carceri costituiscono il piu’ infernale sistema
carcerario d’Europa. La Corte Europea per i Diritti Umani ha condannato
l’Italia 347 volte: per la durata impossibile dei nostri processi, la
giustizia negata e lo stato dei nostri penitenziari.
Col ministro leghista Castelli la barbarie e’ addirittura aumentata, dopo
cio’ auspicavamo che il ministero della Giustizia, dopo aver toccato le
bassezze di Castelli e Mancuso, andasse a una persona preparata come Caselli
(gia’ direttore delle carceri), o almeno a una competente come Di Pietro,
ma, perdurando l’incivilta’ delle lottizzazioni di partito, ci è capitato
un Mastella impreparato ma pieno di buona volontà, che non se la cava
nemmeno male.
Teniamo presente che il 36% dei carcerati e’ “in attesa di giudizio” (mentre
onorevoli e straricchi non fanno nemmeno un giorno di carcere o alla peggio
stanno un po’ agli arresti domiciliari quando non sfuggono con prescrizioni,
depenalizzazioni, leggi ad personam e cavilli vari).
Trascrivo le parole di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone
(associazione politico-culturale di magistrati, operatori penitenziari,
studiosi, parlamentari, insegnanti ecc):

“Oggi la condizione dei detenuti italiani e’ insopportabile. I detenuti sono
62.000 contro 43.000 posti letto. Ma in questa massa di infelici non c’e’
nemmeno un colpevole di reati finanziari anche gravissimi. I carceri sono
pieni di tossici, poveri, immigrati e malati di mente. Il 30% sono
immigrati, il 30% sono tossicodipendenti (e la legge Fini ha aggravato ancor
piu’ questa situazione). Solo nel 2005 sono stati carcerati 9.300 immigrati
che non hanno commesso alcun reato, ma sono stati espulsi e sono tornati,
violando solo le norme dell’espulsione, quando la Cassazione ha dichiarato
che chi non ha fatto altro reato che cercare di rientrare in Italia non può
essere messo in carcere.
Dunque 9.300 persone piu’ migliaia di innocenti o colpevoli di reati
piccolissimi sono sequestrati in situazioni indicibili contro la legge”

Siamo lieti che Patrizio Gonnella a Ballaro’ abbia chiarito il significato
di alcuni istituti di diritto penale.

Con la “grazia” uno esce dal carcere.

Con la “grazia parziale” ha condonato alcuni anni ed esce prima.

La grazia può essere proposta dal ministro di giustizia ma spetta
‘esclusivamente’ al capo dello stato che puo’ concederla a sua discrezione,
e il ministro di giustizia e’ “obbligato” a controfirmarla.
Ciampi voleva dare la grazia a Sofri (che non gliel’ha mai chiesta essendosi
sempre dichiarato innocente), Castelli glielo ha impedito con un braccio di
ferro intestardito che e’ durato 2 anni, arrogandosela come prerogativa
propria. Aveva torto. Non solo non sapeva la leggi ma anche la violentava.
Una condotta spregevole!
Giustamente ora Mastella realizza il desiderio di Ciampi e promette la
grazia a Sofri e Bompressi, e Napolitano fara’ sua la proposta e concedera’
la grazia, che, viste le modalita’ perverse dei loro processi e le pene gia’
espiate e’ diventata ormai un diritto civile.

“L’indulto” cancella la pena.
“L’amnistia” cancella il reato come se esso non fosse mai successo.

Non sappiamo cosa fara’ Prodi. Ma qualcosa per alleggerire le carceri deve
fare. Lo chiede l’Europa, lo ha chiesto il Papa, lo chiedono le persone di
buona volonta’ e le grandi associazioni europee come Amnesty. Non ha alcun
senso perorare “le radici cristiane” per la Costituzione europea o parlare
di democrazia da esportare quando teniamo situazioni da terzo mondo in casa
nostra.
La nostra proposta e’ un immediato un cambiamento nella legge Bossi Fini per
gli immigrati e l’annullamento della legge Fini che carcera anche per picole
quantita’ di hashish, mentre metteremmo pene severissime, come in USA (20-30
anni di carcere immediato senza patteggiamento) per gravi reati finanziari e
gravissime evasioni fiscali. E francamente non riusciamo nemmeno a capire
perche’ si abbia tanta paura degli scippi o dei furtarelli per poi tenere
libero chi manda in malora 100.000 risparmiatori o evade enormi tasse o
corrompe magistrati o arbitri.
Guardiamo la montagna, non la formica, o la montagna ci seppellira’

Ancora morte

Infernali ogive,
non bocche,
e parole come pietre
sputa
dei politici
l’insenna demenza.

“Siamo orgogliosi!”
bestemmiano,
pazzi di cecita’.

“Missione di Pace!”
echeggiano beoti:
inscenato belletto
ad una oscena guerra.

Passeggiano sicuri
loro,
tra chiese e palazzi,
tra salme e lacrime.

Sorrisi di plastica
che il tempo non stinge
finche’ disperazione
non bruci
i loro volti di marmo.

E tu,
Patria Nonpatria,
Organismo Geneticamente Mortificato,
come hai potuto,
dimetterti Popolo
per crescere gregge?

Vergogna,
non orgoglio,
per questi figli
mandati a morire
per morte seminare.

Ed e’ solo
Luciferale Scambio.

(Aldo Antonelli)

..

L’altro calcio

Da Cacao – Altri Mondiali- Iacopo Fo

Mentre la magistratura sta scoperchiando il marcio nel calcio italiano (dopo
Mani Pulite, Borrelli si occupa di Piedi Puliti e fra qualche anno anche di
“Che cosa nasconde il pancreas?”), mentre i giornalisti mainstream sembrano
cadere dal pero e Biscardi si ricicla su Italia Gold (fra un po’ fara’ la
sua trasmissione su Tv Abbiategrasso international), mentre siamo gia’ stufi
dei commenti sull’amichevole Italia-Svizzera dove Totti sembra abbia
superato lo shock dello scontro con l’avversario, mentre la bagarre dei
mondiali inizia prima dei mondiali stessi, mentre tutti sembrano correre a
comperare nuove tv al plasma e le donne, ci racconta sempre la tv, vanno a
consolarsi con gli omaccioni svizzeri…
Insomma, mentre accade tutto questo, noi abbiamo voglia di parlarvi di altro
calcio giocato con altri palloni.
Si’, anche quei palloni che avete gia’ visto sul sito, che sono, si’,
costruiti in Pakistan ma mentre loro nascevano, i bambini erano fuori a
giocare… mica dentro a cucirli. Sono palloni belli, solidi e molto ben
fatti (ne e’ entusiasta persino Enrico, figlio adolescente della Cristina,
esigente capocannoniere dell’A.S.G. Colombella). Potete leggere tutte le
fasi della loro lavorazione su
http://www.commercioetico.it/equoesolidale/palloni-pakistan.htm
Ed e’ proprio con questi palloni che a Ponte Valleceppi (Perugia) si
cerchera’ di battere il Guinness dei primati per la partita di calcio piu’
lunga del mondo: oltre 8 giorni di gioco, dal 30 giugno all’8 luglio, senza
interruzioni, giorno e notte, coinvolgendo circa 4.000 giocatori e 130
arbitri, che si daranno il cambio l’un l’altro per battere il record
precedente (www.dirittiingioco.it).
E poi vi parliamo di “Altri Mondiali”, che si tiene in questi giorni a
Milano (terminera’ il 9 giugno), dove ragazzi palestinesi sono stati battuti
7 a 0 dall’Amani Yasset Sport, la squadra di calcio composta dagli ex
ragazzi delle baraccopoli di Nairobi.
Quello che si svolge nel capoluogo lombardo e’ un torneo calcistico
all’insegna della solidarieta’ e che vuol “rendere visibili altri modi di
giocare e di intendere il calcio, non quelli che fanno muovere miliardi”,
dicono gli organizzatori. Squadre di ragazzi Rom, palestinesi, keniani,
sudamericani, tutti li’ a giocare… per il gusto di giocare.
In particolare la squadra dei palestinesi e’ composta da ragazzi che
arrivano sia dai campi profughi di Gaza, sia da Nazareth. “Ci sono i
cosiddetti arabi del ’48 – aggiungono gli organizzatori dei Mondiali
alternativi – cioe’ palestinesi e arabi con cittadinanza israeliana: gia’
questo e’ un successo dell’iniziativa, che e’ riuscita a far incontrare in
Italia persone dello stesso popolo, ma divisi da una guerra incominciata
sessanta anni fa”.
E non finisce qui: e’ stata designata Buenos Aires come sede della quinta
edizione del campionato mondiale di calcio per gay e lesbiche che si
svolgera’ dal 23 al 29 settembre 2007. Per il Sud America e’ un evento, una
grande scossa al moralismo imperante. E’ la prima volta, nel continente, che
un appuntamento sportivo internazionale viene dedicato agli omosessuali.
Quello latinoamericano e’ un continente dove la maggior parte dei paesi sta
ancora discutendo se aprirsi al divorzio e all’aborto. Ma Buenos Aires e’ la
prima citta’ latinoamericana che dal 2003 permette ai gay e alle lesbiche di
unirsi civilmente.
E infine ecco anche l’iniziativa della ong Soleterre che ha “adottato” la
squadra di calcio femminile di una delle province piu’ povere del Marocco:
il Beni Meskine, dove l’analfabetismo femminile raggiunge il 90%. Soleterre
a sua volta ha coinvolto Intercampus, il progetto dell’Inter per dare ai
bambini dei paesi piu’ sfortunati la possibilita’ d’imparare a giocare a
calcio in una struttura all’altezza, ma studiando e pensando anche al
proprio futuro.
Insomma, l’Inter perde sempre ma ha un cuore d’oro…
Evviva il calcio… non quello, quell’altro.

http://www.jacopofo.com .
http://www.alcatraz.it/mailinglist.html
..
Il festival dell’economia a Trento

Si e’ tenuto a Trento (1-4 giugno) il festival dell’economia, che ha avuto
un grande successo. Economisti, sociologi, urbanisti, giuristi,
imprenditori, politici, giornalisti, conferenze, spettacoli, musica,
cabaret, cinema, mostre, mercatini.
Discutono e si confrontano col pubblico l’economista inglese Anthony
Atkinson, quello cinese Fan Gang, il politologo tedesco Ralf Dahrendorf, , l’indiano
Kaushik Basu della Cornell University, il sociologo di origine polacca
Zygmunt Bauman e il missionario comboniano Renato Sesana, noto – da quando
vive in Africa – come Padre Kizito, Stephen Nickell della London School of
Economics, Alberto Alesina, italiano trapiantato ad Harvard, il sociologo
Luciano Gallino, l’urbanista Bernardo Secchi, il demografo Massimo Livi
Bacci, l’economista inglese Richard Layard che racconta i suoi studi sulla
felicita’ e l’olandese Jan van Ours che parla delle letture dei bambini, ma
anche i grandi nomi del giornalismo italiano. Il 2 giugno, festa della
Reppublica, sono in programma anche gli interventi dei neo-ministri Tommaso
Padoa-Schioppa, Paolo De Castro e Linda Lanzillotta. Enrico Letta,
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, parlera’ di “Il Mercato e le
regole”.
Si discutono i temi dell’economia italiana e internazionale, il mercato del
lavoro, il risparmio. Il Festival e’ promosso da Provincia autonoma di
Trento, il Comune del capoluogo trentino e l’Universita’ degli Studi ed e’
organizzato dagli Editori Laterza e dal Sole-24 Ore. Coordinatore
scientifico del Festival e’ Tito Boeri, docente di Economia del Lavoro alla
Bocconi di Milano

Stefano Zamagni, professore di Economia politica presso l’Universita’ di
Bologna dice:
“Ieri c’era poverta’ perche’ non si produceva abbastanza. E questa e’ stata
la spinta del capitalismo. Oggi aumentano la ricchezza ma anche la poverta’.
Il 17% degli italiani, cioe’ 7,6 milioni di persone, vivono con meno della
meta’ del reddito medio. Nel 1950 i poveri relativi erano il 6%”. La vera
sfida, dunque, e’ che la nuova ricchezza prodotta faccia diminuire la
poverta’ relativa e non gia’ aumentare la disuguaglianza. “
Ma non attraverso il “ponte” della tassazione.
“Se volessimo eliminare la poverta’ attraverso le imposte – ha detto
Zamagni – dovremmo portare la pressione fiscale dal 44% attuale al 65%. E
allora nessuno mai produrrebbe piu’ in Italia”.
Ecco allora la strategicita’ della cooperazione, l’unica forma d’impresa che
riesce a distribuire reddito mentre lo produce. E lo fa attraverso il
lavoro.
“Nelle aree dove la cooperazione e’ piu’ sviluppata, c’e’ meno
disuguaglianza reddituale e meno poverta’ relativa”.
..
“L’elemento che caratterizza la cooperazione trentina rispetto alle altre
forme e’ il fine, che e’ l’attenzione alla persona – ha detto Diego Schelfi,
presidente della Federazione Trentina della Cooperazione – Don Guetti, in
fondatore del modello locale, ci ha dato uno strumento ancora moderno: la
cooperazione e’ autonoma, non isolata o chiusa. E’ unitaria: i settori del
credito, del consumo, dell’agricoltura, del lavoro e del sociale collaborano
tra loro ed interagiscono con gli stessi obiettivi. Non c’e’ altra realta’
in Europa ad avere queste caratteristiche. I soci delle cooperative agricole
hanno in media 1,2 ettari di terreno. E, grazie alla cooperazione, riescono
a vivere della loro impresa. In 200 paesi trentini c’e’ solo un punto
vendita della Famiglia Cooperativa. Non c’e’ piu’ il bar, il tabacchino o
l’ufficio postale. Oltre 30.000 soci delle Casse Rurali in queste ultime
settimane si sono trovati, hanno votato e deliberato. La forza della
cooperazione sta anche nella democrazia che la governa”.

http://www.festivaleconomia.it/
http://www.cooperazionetrentina.it/ufficio_stampa/comunicati_stampa__1/2006comunicato103
http://www.almanacco.rm.cnr.it/base.asp?IDrubrica=4
..

http://www.masadaweb.org

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