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Tuesday January 23rd 2018

MASADA n° 313, 4-6-2006. L’eclisse di Dio

«PERCHÉ’, Signore, hai taciuto? Dov’era Dio in quei giorni? Perche’ hai potuto tollerare tutto questo?».
Papa Benedetto XVI, a Auschwitz
“Sono diventato un rifiuto.
Se odo la calunnia di molti, il terrore mi circonda;
quando insieme contro di me congiurano,
tramano di togliermi la vita.
Ma io confido in te, Signore; dico: ‘tu sei il mio Dio’ “(Salmo 31, 13-15).
..

Mariapia Bernicchia
Il discorso del Papa a Auschwitz e’ stato un discorso preparato, scritto e tradotto in varie lingue, quindi pesato e soppesato, non e’ stato un discorso a braccio al quale si possono concedere sbavature.

Considerazioni personali

Primo: l’analisi storica che ha fatto del nazismo e’ stata assolutamente riduttiva e assolvente. Sembrerebbe essere stato un uso e un abuso del popolo tedesco e non una catastrofe apocalittica alla quale buona parte del popolo tedesco ha aderito e partecipato con totale obbedienza, con scarso spirito critico e con troppo leggero senso di colpa.

Secondo: non ha calcato sufficientemente sulla presenza ebraica fra i milioni di morti. Ha parlato al mattino di 6.000.000 di morti polacchi di cui 3.000.000 erano ebrei. Questo ha detto al mattino, ma ha ripetuto, per ben due volte il nome di Edith Stein e di padre Kolbe tralasciando i milioni di morti senza nome….Nel pomeriggio, all’interno di Birkenau sarebbe stato doveroso il ricordo che li’, a Birkenau, sono stati sterminati soprattutto ebrei, che Birkenau e’ stato aperto proprio per lo sterminio di massa, per la “soluzione del problema ebraico”.
All’interno di Birkenau avrei preferito una semplice e chiara lezione di storia a tanti voli di filosofia!!!

Terzo e secondo me, punto di importanza epocale: papa Ratzinger ha perso l’occasione di far vibrare le corde del cuore, avrebbe potuto recitare a Birkenau il salmo in ebraico in memoriam di tutti i bambini ebrei e Rom sterminati li’.

Non so quanti bambini Rom sono stati sterminati a Auschwitz.
So che 220.000 bambini ebrei sono entrati a Auschwitz Birkenau
219.960 sono diventati cenere.
Solo 40 di quei bambini sono tornati.
….Sotto i piedi di chi cammina nel lager di Birkenau si nascondono perle di cenere di vite spezzate.
Janusz Korczak, credo direbbe, ieri, a Birkenau, non si e’ sentito abbastanza il cuore!
..
La Germania di Hitler fu colpevole di genocidio

La visita di Benedetto XVI ad Auschwitz, al termine del suo viaggio in Polonia, e’ stata un’occasione perduta ed e’ bene rilevarlo, perche’ ci saranno altre occasioni, altri momenti in cui capi religiosi e politici renderanno omaggio ai milioni di innocenti assassinati dai tedeschi di Hitler e dai loro complici. La verita’ storica, i numeri del massacro devono venire prima di tutto. “Tirarsi fuori”, se si hanno responsabilita’, e’ un atto inutile e vile che finisce col mancare di rispetto alla memoria e sminuire l’eroismo dei pochi giusti. Uno dei fondamenti dell’educazione alla Shoah e’ proprio il riconoscimento del crimine dell’indifferenza, che e’ sorella gemella della complicita’ ed equivale a omerta’ e tacito accordo. Se giudichiamo “innocente” il popolo tedesco che esalto’ e segui’ Adolf Hitler nella “sua battaglia” , vuol dire che non abbiamo appreso niente dalla lezione della Storia e che altri Olocausti si susseguiranno all’infinito, in seno a societa’ “innocenti” come quelle che consentirono il massacro degli ebrei, dei Rom, degli omosessuali, dei testimoni di Geova, degli obiettori di coscienza, degli stranieri, dei dissidenti, dei cosiddetti “asociali”. Nessun dittatore, nessun gerarca potrebbe organizzare e mettere in atto lo sterminio di milioni di esseri umani senza la complicita’ di altri milioni di esseri umani. Riconoscere questa verita’ innegabile e’ un principio primo, una condizione basilare per celebrare la memoria dell’Olocausto o anche solo per parlarne.
R.M.

..
Non vorrei sbagliare, ma la domanda che il papa ha rivolto a Dio, “Dio dove eri?” e’ una bestemmia. Una frase che puo’ essere detta da un laico o da un uomo comune, non certo da un papa.
Il peccato, la colpa, la responsabilita’ non sono di Dio, come e’ inteso nel cristianesimo, sono dell’uomo. Riversarle su Dio non solo e’ inutile ma e’ blasfemo ed e’ anche pericoloso perche’ assolve l’uomo dalla sua responsabilita’ etica. Nel caso specifico di questo discorso papale, e’ come se la Chiesa stessa si assolvesse delle sue responsabilita’ verso il nazismo.
Il Dio cristiano non e’ un dio regolatore che fulmina il peccatore, non e’ un Dio sceriffo del mondo che interviene a ristabilire l’ordine quando esso e’ violato. Se cosi’ fosse, sparirebbe o si attenuerebbe la responsabilita’ dell’uomo. Ma il papa voleva solo fare della retorica da uomo comune. La frase dunque e’ suonata stonata e irreligiosa, come del resto molte delle frasi di Ratzinger.
(V)
..
Don Aldo
Da anni mi affatico e mi arrovello il cervello per far passare nella coscienza dei credenti un principio elementarissimo della fede: NON SCARICARE SU DIO LE NOSTRE RESPONSABILITA’!
Ora ci si mette anche il papa a remare contro….!
Ed allora prendo lezione da Epicuro che ebbe a scrivere: “Non e’ irreligioso chi rinnega gli dei del volgo, ma chi le opinioni del volgo applica agli dei”!
Non ho parole!

..
Diver Dalce

Dio e’ proprio li’, dove si compie cio’ che secondo noi e’ ingiusto. Anzi, a mio avviso il paradosso e’ ancora piu’ assurdo. Dio era ed e’ li’, ma non come spettatore, Dio e’ proprio quel vuoto di giustizia che ci fa gridare allo scandalo…Allo stesso modo Dio e’ la serie di vuoti che in vita avvertiamo ogni volta che ci confrontiamo con una ingiustizia. Dio e’ il vuoto del disabile, del povero, dell’ammalato, del vecchio, dell’umiliato, dell’offeso, dell’ucciso…il paradosso sta solo nel fatto che siamo abituati a cercare Dio come valore infinito sulla scala dei valori umani…
Come posso immaginare che avendo Dio in se’, un uomo possa ordinare lo sterminio di altri uomini?
Dio invece non si trova sul piano dell’avere ma su quello dell’essere. Dio si rivela proprio nel vuoto dell’avere…ogni volta che constato vuoti di avere li’ c’e’ Dio. Dove non ho ricchezza, dove non ho salute, dove non ho bellezza, li’ c’e’ Dio…L’equivoco nasce dall’idea di immaginare Dio come l’infinitamente perfetto sul piano umano dell’avere. Dio invece e’ l’infinitamente perfetto sul piano dell’essere…L’azione del dare, l’azione dell’amare sono azioni nelle quali l’uomo, rinuncia a qualcosa del suo avere a favore degli altri. Non a caso gia’ San Paolo diceva che ubi caritas et amor ibi deus est.

http://www.riflessioni.it/lettereonline/dove.htm
..
Libro della Sapienza

“Dio si lascia trovare da quanti non lo tentano”
..
“Gia’ nelle Sacre Scritture ci imbattiamo nel nascondersi di Dio. Dio si nasconde al popolo
che non gli obbedisce. Tace. Non manda profeti. E questa notte buia e’ presente anche nella vita dei santi, che vengono per cosi’ dire espulsi in questa sorta di assenza, di silenzio di Dio, come ad esempio Teresa di Lisieux, e devono condividere con i non credenti la sofferenza delle tenebre.”

http://www.ratzinger.it/modules.php?name=News&file=article&sid=193
..
Biz
Se ci limitiamo al finito, ci troveremo presto a dibatterci fra l’incudine dello scetticismo nichilistico e infine suicida, e il martello del ricercare l’assoluto nel dipendente e nel finito (idolatria).
(idolatrare il denaro o il potere o il sesso per esempio)..
..
Fabio
ogni tanto penso che realmente Dio lo incontriamo, anche materialmente e questo non poi cosi’ difficile da comprendere: spesso si tratta di aprire meglio gli occhi.
..

Dio e’ un’esperienza. Bisogna arrivarci vivendo in questo mondo e la cosa e’ assurda perche’ egli non e’ cosa di questo mondo. Alla fine, comunque lo si trovi, Dio è una rivelazione.
(V)
..

..
Ecco un bellissimo racconto di Elie Diesel.

“Dov’e’ Dio?
Ho visto altre impiccagioni, ma non ho mai visto un condannato piangere, perche’ gia’ da molto tempo questi corpi inariditi avevano dimenticato il sapore amaro delle lacrime.
Tranne che una volta. L’Oberkapo del 52° commando dei cavi era un olandese: un gigante di piu’ di due metri. Settecento detenuti lavoravano ai suoi ordini e tutti l’amavano come un fratello. Mai nessuno aveva ricevuto uno schiaffo dalla sua mano, un’ingiuria dalla sua bocca.
Aveva al suo servizio un ragazzino un pipel, come lo chiamavamo noi. Un bambino dal volto fine e bello, incredibile in quel campo.
(A Buna i pipel erano odiati: spesso si mostravano piu’ crudeli degli adulti. Ho visto un giorno uno di loro, di tredici anni, picchiare il padre perche’ non aveva fatto bene il letto. Mentre il vecchio piangeva sommessamente l’altro urlava: “Se non smetti subito di piangere non ti portero’ piu’ il pane. Capito?”. Ma il piccolo servitore dell’olandese era adorato da tutti. Aveva il volto di un angelo infelice).
Un giorno la centrale elettrica di Buna salto’. Chiamata sul posto la Gestapo concluse trattarsi di sabotaggio. Si scopri’ una traccia: portava al blocco dell’Oberkapo olandese. E li’, dopo una perquisizione, fu trovata una notevole quantita’ di armi.
L’Oberkapo fu arrestato subito. Fu torturato per settimane, ma inutilmente: non fece alcun nome. Venne trsferito ad Auschwitz e di lui non si senti piu’ parlare.
Ma il suo piccolo pipel era rimasto nel campo, in prigione. Messo alla tortura resto’ anche lui muto. Allora le S.S. lo condannarono a morte, insieme a due detenuti presso i quali erano state scoperte altre armi.
Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sul piazzale dell’appello: tre corvi neri. Appello. Le S.S. intorno a noi con le mitragliatrici puntate: la tradizionale cerimonia. Tre condannati incatenati, e fra loro il piccolo pipel, l’angelo dagli occhi tristi.
Le S.S. sembravano piu’ preoccupate. Piu’ inquiete del solito. Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco. Il capo del campo lesse il verdetto. Tutti gli occhi erano fissati sul bambino. Era livido, quasi calmo, e si mordeva le labbra. L’ombra della forca lo copriva.
Il Lagerkapo si rifiuto’ questa volta di servire da boia.
Tre S.S. lo sostituirono.
I tre condannati salirono insieme sulle loro seggiole. I tre colli vennero introdotti contemporaneamente nei nodi scorsoi.
– Viva la liberta’! – gridarono i due adulti.
Il piccolo, lui, taceva.
– Dov’e’ il Buon Dio? Dov’e? – domando’ qualcuno dietro di me.
A un cenno del capo del campo le tre seggiole vennero tolte.
Silenzio assoluto. All’orizzonte il sole tramontava.
Scopritevi! – urlo’ il capo del campo. La sua voce era rauca. Quanto a noi, noi piangevamo.
– Copritevi!
Poi comincio’ la sfilata. I due adulti non vivevano piu’. La lingua pendula, ingrossata, bluastra. Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente il bambino viveva ancora…
Piu’ di una mezz’ora resto’ cosi’, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi. E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti. La lingua era ancora rossa, gli occhi non ancora spenti.
Dietro di me udii il solito uomo domandare:
– Dov’e’ dunque Dio?
E io sentivo in me una voce che gli rispondeva:
– Dov’e’? Eccolo: e’ appeso li’, a quella forca…
Quella sera la zuppa aveva un sapore di cadavere.

[ Elie Wiesel, La notte, Firenze, Giuntina, 1980]
..
Una volta un imbianchino di nome Adolf Hitler, disse, in una birreria: “Se un giorno andro’ al potere, la prima cosa che faro’ sara’ distruggere il popolo ebraico”
..

“…Tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli e ci hai avvolti di ombre tenebrose… Per te siamo messi a morte, stimati come pecore da macello. Svegliati, perche’ dormi, Signore? Destati, non ci respingere per sempre! Perche’ nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione? Poiche’ siamo prostrati nella polvere, il nostro corpo e’ steso a terra. Sorgi, vieni in nostro aiuto; salvaci per la tua misericordia!” (Salmo 44,20.23-27).
..

“Adonde vas, peregrino, Dove vai , pellegrino,
sin Camino? senza il Cammino?
Voy afuera.” Vado fuori.

“Adonde vas, peregrino, Dove vai, pellegrino,
por Camino? nel Cammino?
Voy a lejas.” Vado lontano.

“Adonde vas, peregrino, Dove vai, pellegrino,
con Camino? con il Cammino?
Voy adentro.” Vado dentro.

(dal Cammino di Santiago de Compostela)
..
Non so se qualcuno ha gia’ detto queste parole: non importa, si possono
ridire
Non so se qualcuno le ha gia’ scritte: non importa, si possono riscrivere
Sono parole che a volte vengono cosi’: dallo smarrimento, dalla soglia
della perdizione, dal vortice dell’incomprensione, echi, forse, dai quattro
orizzonti che crocifiggono il mondo
No, nessuno salvera’ se’ solo
Contro la cultura e la pratica delle bombe umane e degli umani carri armati
deve tornare la parola dei profeti minori o maggiori che siano e dei
sanfrazesch con o senza storia
Occorre quella scansione, quella estraneazione che fa universo
La parola delle scritture di sempre dell’uomo, di tutti gli uomini, anche
degli uomini che non sanno scrivere, quella parola viene dal tabernacolo che
e’ in ogni essere umano
Osare l’ordet, osare la parola, con tutte le sofferenze che essa comporta.
Osarla oggi
“In verita’, in verita’ vi dico”
nessun israeliano salvera’ se’ solo
nessun palestinese salvera’ se’ solo
nessun statunitense salvera’ se’ solo
nessun arabo salvera’ se’ solo
nessun europeo salvera’ se’ solo
nessun russo salvera’ se’ solo
nessun umano salvera’ se’ solo
nessun Dio salvera’ se’ solo
Ordet e’ la pace
Ordet e’ il silenzio
Io penso a prime pagine bianche
Io penso a telegiornali muti cosi’ che tutti possano
sentire la preghiera del mondo:
shalom salam peace paix paz pax pace.

(Autore mancante)
..
IL COMPITO

Cosi’ Dio creo’ Adamo,
lo creo’ molti
perche Dio e’ moltitudine
lo creo’ Anima
perche’ sapesse dello Spirito
lo creo’ assetato e affamato
in tutti i livelli dell’essere
perche’ cercando Lo chiamasse
e lo volle bisognoso d’amore
perche’ creasse l’amore
E gli disse: “Io sono ovunque
ma soprattutto nel tuo simile.
Io sono il tuo specchio oscuro,
nella fame, nella sete,
nella mancanza di liberta’,
perche’ questo e’ il tuo giardino,
vai e rendilo splendente”.

Porta la tua intelligenza
Porta il tuo cuore
Ma soprattutto porta
la tua voglia di pace.

(Viviana Vivarelli)

http://www.masadaweb.org

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