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Tuesday January 23rd 2018

MASADA n° 312- 3-6-2006. Affoghiamo nelle armi

Spesa in armi- Vecchie citazioni- le armi italiane- I paradossi della missione irachena- 90 ordigni nucleari- Control arms- Rachel Carrie- Sapete?- I comunisti al potere

La spesa annua militare nel mondo e’ di 975 miliardi di dollari, gli USA ne detengono quasi la meta’. Se gli Stati Uniti costruiscono la meta’ delle armi mondiali e la maggior parte dei morti e’ composta da civili, quanti bambini uccidono le bombe americane?
Il fatturato delle prime 100 societa’ del settore (Cina esclusa) e’ di 236 miliardi di dollari.
In un anno si producono otto milioni di armi da fuoco e mezzo milione di persone muoiono per un’arma da fuoco. La percentuale delle vittime civili dei conflitti a fuoco e’ arrivata al 95% ed in gran parte si tratta di bambini.
Il dividendo della guerra e’ la morte dei civili ma fare il militare e’ diventato un mestiere sicuro. Il militare si arma per proteggersi, non per combattere. Il civile e’ indifeso. E’ normale che abbia la peggio.
E se viene bombardato dall’alto non ha scampo. Come avviene da tradizione statunitense: Dresda, Hiroshima, Nagasaki, Vietnam, Laos, Iraq, eccetera, eccetera, eccetera.
Ma anche a casa nostra nella seconda guerra mondiale con tonnellate di bombe sulle citta’ e decine di migliaia di morti mai ricordati (perche’?): Torino, Roma, Napoli, Treviso, Genova, Firenze, Milano..
Il Pentagono tira comunque diritto con il progetto da 127 miliardi di dollari chiamato “Future Combat Systems” per la costruzione di soldati robot.
www.controlarms.org.

(Andrea Liga- idem)
Oggi si spara, e si muore, in Palestina, Iraq, Afghanistan, Kurdistan, Cecenia, Georgia, Algeria, Ciad, Darfur, Costa d’Avorio, Nigeria, Somalia, Uganda, Burundi, Congo (R.D.), Angola, Pakistan, Kashmir, India, Sri Lanka, Nepal, Birmania, Indonesia, Filippine, Colombia. E non solo. Questi conflitti sono costati la vita, finora, a piu’ di cinque milioni e mezzo di persone.
Se si aggiungono le guerre concluse negli ultimi cinque anni (Sierra Leone, Liberia, Sud Sudan, Congo Brazzaville, Eritrea-Etiopia, Casamance) il bilancio delle vittime sale a sette milioni e settecentomila morti.
Che senso ha Perche’ gli USA si occupano della democrazia solo in Irak ? Gli USA sono spinti da ideali di democrazia solo dove c’e’ da guadagnare?
http://handly.bloggers.it
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(Felice Musso-idem)
Va benissimo ricordare dati e cifre sconvolgenti sulla produzione delle armi. Certamente aiuta a prendere coscienza del problema.
Pero’ c’e’ un’altra cosa, molto piu’ grave, che si sta insinuando come un virus mortale nelle nostre societa’, e qui c’e’ davvero da “raddrizzare” le cose, da convincere le persone.
Fino a non molti anni fa c’era qualcosa che comunque univa tutte le persone “sensate”: se una nazione raccoglie le sue forze armate, ammassa i suoi soldati alle frontiere di un’altra nazione, lancia un attacco militare, bombarda, occupa, invade, uccide, tortura, abbatte il governo che era al potere e installa un nuovo governo nei modi che ritiene piu’ opportuni, non c’era dubbio per nessuno. Quella nazione commetteva un crimine internazionale, ed era meritevole di sanzioni e punizioni durissime.
Poi, certo, c’erano i filoamericani o i filosovietici che cercavano di arrampicarsi sugli specchi per giustificare le malefatte dei loro beniamini (lo vediamo anche in questo blog, sono numerosi ancora adesso!); pero’, in fin dei conti, anche questi tifosi sapevano bene (come gli juventini oggi) di difendere cause non difendibili.
Oggi invece, provate a pensarci, ci sono tante persone “sensate” che hanno bellamente approvato, o comunque “compreso”, l’attacco all’Iraq. E ancora oggi, dopo piu’ di tre anni di carneficina quotidiana, continuano a dire che pero’, in fondo…
Poi ci sono quelli (lo vediamo in questo blog) che trovano “scandaloso” che soldati americani abbiano ucciso 11 civili in qualche villaggio iraqeno.
Poi ci sono quelli che dicono che, cavolo, ho pur diritto di difendere la mia casa con le armi! Insomma, passa l’idea che la guerra sia una cosa come un’altra, che possa essere condotta con la dovuta cavalleria, che il “mestiere delle armi” sia cosa normale.
Passa l’idea (e non a caso passa la legge) che si’, la pistola in casa e’ meglio tenerla, non si sa mai. Sono questi i pericoli da combattere. Il commercio delle armi ne deriva.

Vecchie citazioni

“Loro sanno che abbiamo in mano il loro paese, il loro spazio aereo, che gli imponiamo il modo secondo cui devono vivere e parlare; questo e’ cio’ che rende grande l’America in questo momento. Tutto questo e’ giusto, specialmente nel momento in cui si pensa a quanto petrolio c’e’ laggiu’, petrolio di cui noi abbiamo bisogno.”
(Generale di Brigata Aerea William Looney, capo del Corpo di Spedizione Aerotrasportato del Comando Centrale Americano)
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“Quindi, cos’e’ questa guerra? E’ un atto di aggressione premeditata. E’ parte di un tentativo di porre le enormi riserve di energia del Medio Oriente sotto un piu’ stretto controllo americano. E’ il passo chiave nella costruzione di un nuovo impero. E’ parte di un tentativo a lungo termine per stabilire una volta per tutte il dominio della forza negli affari internazionali, e di spazzare via un qualsiasi ruolo possano avere la legge e le istituzioni internazionali che non sia quello che serve all’impero.”

(Mahajan, Jensen)

“L’attacco all’Iraq sembra destinato a diventare il conflitto piu’ censurato dei tempi moderni. La copertura mediatica dei media istituzionali sara’ controllata come mai prima di adesso. Gli Stati Uniti sono determinati a eliminare il giornalismo indipendente su e dall’Iraq e faranno di tutto per assicurarsi che la loro propaganda e ‘verita’ ufficiale’ dominino i palinsesti nel Regno Unito e negli USA, spendendo ingenti risorse per ridurre al silenzio le voci critiche in tutto “
(Miller)
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“Gli Stati Uniti sono in guai seri. Il Presidente degli Stati Uniti ha fatto un enorme azzardo, da una posizione fondamentalmente debole. Circa un anno fa decise che gli USA avrebbero mosso guerra all’Iraq. Lo fece con l’intento di dimostrare la schiacciante superiorita’ militare degli Stati Uniti e di realizzare due obiettivi primari: 1) intimidire tutti i potenziali proliferatori nucleari e costringerli ad abbandonare i loro progetti; 2) soffocare ogni idea europea di un ruolo politico autonomo nel sistema-mondo.”
(Wallerstein)

“La paura verso il governo degli Stati Uniti non scaturisce semplicemente da questa invasione, ma dai presupposti che ne stanno alla radice: la determinazione, dichiarata apertamente, di dominare il mondo con la forza, l’unico territorio nel quale gli Stati Uniti regnano supremi, e di impedire a chiunque di sfidare tale posizione di dominio.”
(Chomski)
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“Il presidente Gorge W. Bush e il suo team per la politica estera hanno sistematicamente e consapevolmente ingannato il popolo americano al fine di ottenere il sostegno ad un attacco ingiustificato all’Iraq.”
(Hans)
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“La guerra del Golfo del 1991 contro l’Iraq non fu affatto una guerra. Fu un massacro unilaterale in un paese che non poteva competere con le massicce forze armate dell’esercito statunitense e dei suoi numerosi alleati. […] Decine di migliaia di civili morirono nella guerra aerea. […] Le bombe statunitensi distrussero anche infrastrutture irachene essenziali al fabbisogno civile, in particolare di acqua potabile ed elettricita’ – non per incidente ma come parte di una strategia esplicita.”
(Arnove)

“La versione ufficiale sull’Iraq non ha mai avuto senso. La connessione che l’amministrazione Bush ha cercato di creare tra l’Iraq ed al-Qaeda e’ sempre apparsa artificiosa e discutibile. I pezzi semplicemente non combaciavano. C’era qualcos’altro in ballo, qualcosa che mancava. Negli ultimi giorni, e’ stato possibile rimettere a posto quei tasselli mancanti. Evidentemente, tutto questo in realta’ non ha niente a che vedere con l’Iraq. Questa guerra, se mai arrivera’, servirebbe a segnare l’affermazione ufficiale degli Stati Uniti come impero globale perfettamente sviluppato, che si appropria della responsabilita’ e dell’autorita’ esclusiva di polizia planetaria… ”
(Bookman)
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“C’e’ qualcosa che rasenta il comico nella prospettiva che George Bush intraprenda una guerra contro un’altra nazione perche’ questa ha disobbedito alle leggi internazionali. Sin dal principio dell’amministrazione Bush, il governo degli Stati Uniti ha infranto piu’ trattati internazionali e ignorato piu’ accordi ONU di quanto non abbia fatto il resto del mondo in 20 anni
(Monbiot)
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(Pilger)
“Il popolo Americano, sta subendo l’imposizione, come tutti noi, di una guerra permanente che poggia su basi simili alla paranoia che sostenne e prolungo’ la guerra fredda. La minaccia di “terrorismo”, in parte reale, ma per lo piu’ inventata, e’ il nuovo Terrore Rosso. Il parallelo e’ stringente. In America negli anni 50, il Terrore Rosso fu usato per giustificare la crescita di industrie belliche, la sospensione dei diritti democratici e la repressione del dissenso. E’ quello che sta succedendo ora.
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“Dall’11 settembre, la “guerra contro il terrorismo” ha fornito ai paesi ricchi, Stati Uniti in testa, un pretesto per allargare il loro controllo sulle questioni mondiali. Diffondendo “paura e rispetto”, come ha scritto un giornalista del Washington Post, l’America intende disfarsi delle insidie per la sua incerta capacita’ di controllare e gestire l’”economia globale”, eufemismo che indica la progressiva conquista di mercati e risorse da parte delle nazioni ricche del G8″

“Non c’è stata una vittoria nella guerra tribale d’Afghanistan, solo lo scambio di un gruppo di assassini con un altro. La differenza e’ che il presidente Bush chiama gli ultimi “occupanti” di Kabul “nostri amici”. […] Non un solo terrorista implicato negli attacchi contro l’America e’ stato catturato o ucciso”
……………
“Quando si nega il cibo a milioni di bambini come conseguenza delle politiche della Banca Mondiale o del FMI, non e’ quella una forma di terrorismo? Non e’ una forma di terrorismo la morte di milioni di bambini ogni anno a causa della cupidigia della compagnie farmaceutiche?..
(Rahman)
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Da:
http://www.zmag.org/italy/guida_terr_000.htm

LE ARMI ITALIANE

Fra 1996 e 2003, l’Italia era il decimo maggiore fornitore di armi. Negli ultimi anni le armi italiane sono state vendute a paesi che vivono conflitti violenti violando i diritti dell’uomo e la legge umanitaria internazionale: Algeria, Colombia, Eritrea, Indonesia, India, Israele, Kazakstan, Nigeria, Pakistan e Sierra Leone. Cio’ e’ stato fatto aggirando la legge italiana 185/90 che proibisce le esportazioni ai paesi responsabili di violazioni dei diritti dell’uomo e per i paesi impegnati in conflitti.
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(Maurizio Cataldo- Grillo)
Dati pubblicati su l’Espresso in relazione alla missione Antica Babilonia:
– costo a oggi = 1500 milioni di euro,
– spese a favore della popolazione = 16 milioni di euro,
cioe’ 1/10 della spesa e’ andato a veri aiuti umanitari il restante 9/10 all’aspetto autoreferenziale dell’esercito e per non meglio identificati “obiettivi” EconoMilitGeopolitico…
Se si assommano tutti i soldi spesi da tutte le nazioni partecipanti alla guerra in Iraq credo che si arriverebbe facilmente a cifre che avrebbero suggerito metodi piu’ civili, efficaci, umani, EVOLUTI di portare la democrazia in Iraq, con tutti quei soldi per aiutare la popolazione certamente Saddam sarebbe arrivato a piu’ miti consigli.
La guerra serve solo ad imporre il proprio potere non per esportare la democrazia…
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I PARADOSSI DELLA MISSIONE IRACHENA

Gianluca de Feo
http://www.precaridelfisco.rdbcub.it/precarieta/Spreco%20Nassiriya.doc
Cento milioni di spese militari per ogni milione di aiuti. Fondi record al Sismi e alla Croce rossa. Risultato: la missione in Iraq ha inghiottito oltre un miliardo e mezzo di euro .
Abbiamo speso piu’ per gli 007 che per gli aiuti. E’ il paradosso peggiore della missione italiana in Iraq, una spedizione nata per favorire la ricostruzione del Paese dopo gli anni della dittatura di Saddam e soprattutto per dare sollievo alla popolazione stremata da embargo e combattimenti. Doveva essere una missione umanitaria: invece a Nassiriya l’Italia ha investito piu’ negli agenti segreti che nel sostegno agli iracheni. Nei primi sei mesi del 2006 il bilancio approvato dal governo per l’operazione Antica Babilonia prevede 4 milioni di euro di aiuti e ben 7 milioni “per le attivita’ di informazioni e sicurezza della presidenza del Consiglio dei ministri”, ossia per gli inviati del Sismi. E la stessa cosa e’ avvenuta sin dall’inizio: in 3 anni l’intelligence ha ottenuto circa 30 milioni di euro mentre per “le esigenze di prima necessita’ della popolazione locale” ne sono stati stanziati 16. Un divario inspiegabile, che sembra mostrare l’Italia piu’ interessata allo spionaggio che al soccorso di quei bambini per i quali era stata decisa la partenza di un contingente senza precedenti: oltre 3.500 militari con mille veicoli.
Ma a leggere i dati contenuti nella monumentale relazione pubblicata sul sito dello Stato maggiore della Difesa, tutta l’operazione Antica Babilonia appare come una voragine, che inghiotte finanziamenti record distribuendo pochissimi aiuti. I conti mettono a nudo la realta’ che si vive a Nassiriya: non e’ una missione di pace, ma una spedizione in zona di guerra. Finora infatti sono stati stanziati 1.534 milioni di euro, poco meno di 3 mila miliardi di vecchie lire, per consegnare alla popolazione della provincia di Dhi-Qar poco piu’ 16 milioni di materiale finanziato dal governo: un rapporto di cento a uno tra il costo del dispositivo militare e i beni distribuiti. In realta’, pero’, la spesa totale per le forze armate italiane a Nassiriya e’ addirittura superiore a questa cifra: tra stipendi, mezzi distrutti ed equipaggiamenti logorati dal deserto la cifra globale calcolata da ‘L’espresso’, consultando alcuni esperti del settore, si avvicina ai 1.900 milioni di euro.
Finora le disponibilita’ degli 007 erano un mistero, oggetto di grandi illazioni soprattutto per quanto riguarda la gestione dei sequestri di persona. Da anni si discute delle riserve usate dalla nostra intelligence per comprare informatori o per eventuali riscatti pagati durante i rapimenti. Adesso queste cifre permettono di farsi qualche idea del costo dei nostri 007 in azione. Per i primi sei mesi del 2003, purtroppo, lo Stato maggiore non e’ illuminante: la provvista e’ mescolata assieme alle spese di telecomunicazioni, quelle dei materiali per la guerra chimica e quella per il trasloco delle truppe. In totale poco meno di 35 milioni. Facendo il confronto con i bilanci dei semestri successivi, si potrebbe ipotizzare che al Sismi siano andati circa 4 milioni di euro. In ogni caso, gli stanziamenti diventano poi espliciti: 9 milioni nel 2004, 10 milioni nel 2005, 7 milioni gia’ disponibili per i primi sei mesi di quest’anno. Una somma compresa tra i 50 e i 60 miliardi di vecchie lire, destinata soltanto a coprire i sovrapprezzi delle missioni top secret in territorio iracheno, a ricompensare gli informatori e, verosimilmente, alla gestione dei sequestri di persona. Quelle operazioni che hanno determinato il ritorno a casa di sei ostaggi, grazie anche al sacrificio del dirigente del Sismi Nicola Calipari. Un ultimo dato: dalla stessa relazione dello Stato maggiore apprendiamo che il Sismi ha avuto altri 23 milioni e mezzo per la missione in Afghanistan. Anche in questo caso, la dote degli 007 supera di gran lunga il valore dei beni distribuiti alla popolazione.
La lontananza e’ cara Le voci trasporti e telecomunicazioni della spedizione hanno importi choc. Per i viaggi avanti e indietro dei reparti, dei rifornimenti e degli equipaggiamenti, sono stati spesi finora 125 milioni di euro. Ogni quattro mesi infatti le brigate impegnate a Nassiriya vengono sostituite: devono tornare in Italia con le loro dotazioni di materiali e armi leggere. Veicoli e scorte invece restano sempre in Iraq, salvo quando il logoramento impone di rimpiazzarli. Sorprendente anche la ‘bolletta del telefono’: 11 milioni in 18 mesi. Non si tratta delle chiamate a casa dei soldati o dei carabinieri, ma del flusso di telecomunicazioni via satellite per l’attivita’ dei militari: i contatti con l’Italia, quelli con i comandi alleati e molte delle trasmissioni radio sul campo. Pesante pure il capitolo ‘Croce rossa italiana’: si tratta di oltre 32 milioni di euro. E riguardano il solo ospedale di Nassiriya, quello che fornisce assistenza medica ai nostri militari. Questa struttura ha soltanto come scopo secondario l’attivita’ in favore della popolazione locale: 450 ricoveri in tre anni. Nel 2003 la Croce rossa aveva a Nassiriya 85 persone, poi scese a 70: dall’inizio della missione si tratta di una spesa media per ogni operatore sanitario di oltre 400 mila euro. Perche’? La risposta ufficiale chiama in causa le indennita’ straordinarie e le difficolta’ di trasferire medicinali e apparecchiature. L’ospedale da campo creato a Baghdad nel 2003, invece, era finanziato con i fondi del ministero degli Esteri: il costo era ancora piu’ alto, ma i pazienti erano tutti iracheni.

Farnesina tecnologica La quota piu’ consistente dei fondi destinati alla rinascita dell’Iraq viene gestita dalla Farnesina: 103 milioni di euro. La fetta maggiore e’ stata inghiottita dall’ospedale di Baghdad e dalla difesa dell’ambasciata. Ci sono poi numerose iniziative ad alta tecnologia, tutte realizzate in Italia e alcune di discutibile utilita’: 5 milioni per la rete telematica Govnet che dovrebbe connettere i ministeri di Bagdad; 800 mila euro per la ricostruzione virtuale in 3D del museo di Bagdad. I programmi di formazione invece prevedono che il personale iracheno frequenti dei corsi in Italia: una procedura sensata quando si tratta di lezioni per dirigenti o tecnici di alto livello, forse meno quando comporta il trasferimento a Roma di 30 orfani destinati a imparare il mestiere di falegname, barbiere o sarto. Piu’ concreti gli interventi gestiti dal Ministero attraverso la Cooperazione per la ricostruzione dell’agricoltura, del sistema scolastico e di quello ospedaliero: ma nei primi 18 mesi nella regione di Nassiriya erano stati realizzati progetti per soli 3,7 milioni.

Armata ad alto costo Tra aiuti diretti consegnati dai militari e progetti, concreti o virtuali, della Farnesina in tutto sono stati stanziati 119 milioni di euro. Secondo lo Stato maggiore, per il contingente armato finora sono stati messi a disposizione 1.418 milioni di euro. Ma e’ un stima parziale: non tiene conto del costo degli stipendi, del logoramento dei mezzi, di molte delle parti di ricambio. Non tiene conto dell’elicottero distrutto in missione, dei dieci veicoli Vm90 annientati negli attacchi, delle munizioni esplose, della base dei carabinieri cancellata dall’attentato del 2003. Non tiene conto del terribile bilancio di vite umane: 22 tra carabinieri e soldati caduti e 61 feriti in azione, altri sette morti e sette feriti in incidenti. In piu’ un civile ammazzato nella strage del 12 novembre 2003 e un altro ferito. Un sacrificio giustificato dai risultati? Di sicuro, non si puo’ chiamarla una missione di pace. Nei quattro mesi ‘piu’ tranquilli’ i para’ della Folgore hanno distribuito beni o avviato progetti pari a 4 milioni di euro, finanziati dal governo o da istituzioni e aziende italiane: in piu’ hanno vigilato sulla nascita di iniziative internazionali per altri 6 milioni di dollari. Nella fase di crisi della battaglia dei ponti, invece la brigata Pozzuolo del Friuli si e’ fermata a meno di 4 milioni di dollari tra attivita’ portate a termine o soltanto avviate. Ormai e’ difficile anche controllare a che punto sono i lavori nei cantieri: ogni sortita e’ pericolosa. Per questo il comando di Nassiriya ha ipotizzato di usare gli aerei-spia senza pilota, i Predator, che con le telecamere all’infrarosso possono verificare se i macchinari sono accesi o se i manovali ingaggiati dalla Cooperazione stanno perdendo tempo. Certo, si potrebbe affidare la sorveglianza alle autorita’ irachene: grazie a un programma della Nato abbiamo addestrato 2.600 soldati e 12 mila poliziotti locali. Eppure tanti uomini in divisa non sono bastati a impedire che un’imboscata venisse messa a segno a pochi metri dal commissariato piu’ importante.

Aiuti oltre i limiti Soldati e carabinieri escono ancora dalla loro base per sostenere la popolazione. Prima della strage del 2003 lo facevano molto di piu’: fino a quel momento la brigata Sassari aveva percorso un milione e 900 mila chilometri; dopo di loro i bersaglieri della Pozzuolo del Friuli ne hanno macinati solo 460 mila. C’e’ un dato che fotografa la situazione meglio di ogni altra analisi: poco meno di 2 milioni di chilometri totalizzati dalle colonne dell’Esercito in quattro mesi prima dell’attentato, altrettanti percorsi nei 24 mesi successivi. Eppure, nonostante i rischi altissimi testimoniati dall’attacco costato la vita a due carabinieri e un capitano dell’Esercito, i nostri militari non rinunciano a condurre le attivita’ umanitarie. Cercano di costruire scuole e ambulatori, forniscono macchine ai laboratori artigianali e all’unica raffineria. Per evitare imboscate, lo fanno di sorpresa: arrivano nei villaggi all’improvviso, scaricano doni e materiali, poi ripartono. Se invece c’e’ qualche cerimonia ufficiale, tutta l’area viene presidiata in anticipo con cecchini e blindati. Insomma: una situazione di guerra. Ma nessuno si sottrae ai pericoli. Anzi, tutti i reparti fanno piu’ del necessario. Prima di partire per l’Iraq, c’e’ una sorta di questua tra istituzioni locali e aziende della zona dove ha sede la brigata per raccogliere aiuti da distribuire: spesso i reparti mettono insieme una quantita’ di merci superiore ai fondi governativi. Inoltre in occasioni particolari, ci sono collette tra i soldati per acquistare riso o medicinali. O iniziative straordinarie, come quella della famiglia del maresciallo Coletta, una delle vittime del la strage del novembre 2003, che ha mandato un container di farmaci per un ospedale pediatrico. Ma a tre anni dalla caduta di Saddam ha ancora senso rischiare la vita di 20 militari per consegnare un camion di riso e medicine?

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90 ORDIGNI NUCLEARI

Denuncia di Greenpeace
L´Italia ospita 90 ordigni nucleari Usa-Nato: 50 nella base aerea statunitense di Aviano (Pordenone) e 40 in quella italiana di Ghedi Torre (Brescia). La potenza complessiva di queste armi e’ pari a 900 volte quella di Hiroshima. Questi sono i rischi che ci teniamo in casa. Greenpeace chiede l´allontanamento delle armi atomiche dall´Italia. Il rapporto indica che sei Paesi europei (Italia, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito) ospitano 480 bombe nucleari controllate dagli Usa. Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace, ha detto che «esistono piani per un attacco militare tattico americano ai depositi nucleari dell´Iran; l´azione si puo’ fare con i B-61 presenti nelle basi italiane». Nella base di Aviano si stima ci siano 50 bombe a gravita’ di tipo B-61 (con una potenza tra 0,3 e 170 kiloton), destinati al lancio da parte di F-16 americani. A Ghedi ci sono 40 armi B-61 assegnate al lancio di Tornado italiani.
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Vorrei citare Daniel Pennac, scriveva del Kossovo ma va sempre bene

“Franco e’ morto nel suo letto, Salazar e’ morto nel suo letto, Stalin e’ morto nel suo letto, Mao e’ morto nel suo letto, Pol Pot e’ morto nel suo letto, Pinochet, Videla, Baby Doc, Amin Dada, Saddam Hussein moriranno nel loro letto, e Milosevic… Milosevic morira’ nel suo letto. Ecco perche’ non voglio scrivere del Kosovo. Questa guerra – una delle piu’ abominevoli – e’ oggi possibile solo perche’ noi, democratici, umanisti, modelli di civilta’, lucidi analisti, virtuosi gaudenti, prefiche irreprensibili ma eccellenti mercanti d’armi, abbiamo permesso che i piu’ atroci Milosevic di questo secolo vivessero e morissero nel loro letto, rimboccando le loro coperte”
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Beh, io non ho intenzione di rimboccare le coperte a nessuno, nemmeno se si chiama presidente degli Stati uniti e mi rompe che qualcuno insista nel volerlo fare
Attaccare questo per rifiutare quello e’ folle.
Basta coi difensori dei portatori di morte, siano essi bolscevici, menscevici, neocons, fanatici cristiani o islamici, cinesi mercantili o neoliberisti!
Stalin e’ morto nel 1953, 53 anni fa
Lenin e’ morto nel 1924, 82 anni fa
Hitler e’ morto nel 1945, 61 anni fa-
Le guerre di Bush sono ora, adesso!
Sono un pericolo per tutto il mondo, ora, una minaccia planetaria. Recriminare sulle atrocita’ passate e fare la conta dei morti per vedere chi ne ha fatti di piu’ non mi serve a niente, e’ tempo buttato!
E’ delle minacce presenti che mi devo interessare perche’ vivo in questo presente ed esse sono un pericolo per il futuro mio, dei miei figli e nipoti
E chiunque tenti di distrarmi da questo riportandomi alle guerre puniche sta facendo un pessimo lavoro e spero solo che sia pagato bene per questo depistaggio mentale
La storia deve essere di insegnamento ma se guardare la storia serve solo a ignorare che il tetto ti sta cascando addosso, sara’ meglio che ti dai una regolata!
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(Mauro Maggiora, Grillo)

Ricordo un passaggio significativo di un bellissimo film di Kosta Gravas “missing”, sui desaparecidos durante il golpe di Pinochet.
Jack Lemmon , padre del cittadino statunitense scomparso, ucciso dai golpisti, rabbioso contro il console statunitense per il totale disinteresse riguardo alla sorte del figlio.
E il console, lapidario ” Gli interessi statunitensi, su cui lei sta sputando, sono i suoi interessi, sono gli interessi del cittadino medio americano…”
Insomma, l’appoggio al golpe, il prezzo da pagare per poter perpetuare questo stile di vita.
Sono passati 30 anni, ma non e’ cambiato niente, anzi.
E ci sono dentro anche i nostri interessi, di italiani medi, con il nostro spreco di energia e di risorse varie.
E’ in gioco il mantenimento di questo nostro stile di vita e di consumo.
Che non e’ piu’ sostenibile, non e’ piu’ possibile trasferirne il costo sul Cile di turno.
Insomma, non e’ neanche una questione di anti o filoamericanismo .
La salvezza non e’ neanche il comunismo, almeno e’ quanto io penso..
La salvezza e’ il pauperismo consapevole, la rivoluzione della decrescita, l’abbattimento dell’icona prodotto interno lordo come panacea di ogni male…
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Ma quante feste delle forze armate dovremmo avere?
Con tutto rispetto per chi ama e stima le forze di difesa del paese, che sono indubbiamente utili a ogni stato, tanto che perfino la neutrale Svizzera ne ha, ricordo che la festa delle forze armate e’ il 4 novembre e non si capisce, senza togliere loro alcuna importanza, per quale motivo si debba avere una parata militare “anche” per la festa della Repubblica, al punto che essa diventa “solo” una sfilata di armi e di armati e a ramengo tutto il resto.
Il 2 giugno, lo ripeto, “non e’ ” la festa delle Forze Armate, ma e’ la Festa della Repubblica, una Repubblica fondata sul lavoro, e che, per solenne principio costituzionale, RIPUDIA la guerra. Cosa c’entra una parata bellica col lavoro? Ci sta come il cavolo a merenda. Ci sta come la Moratti alla festa del 1° maggio o come Storace il 25 aprile

Copio:
“Anziche’ mostrare muscoli e far sfilare persone in divisa, il 2 giugno si dovrebbero festeggiare e ringraziare coloro che sono impegnati a vario titolo a far crescere in Italia i valori della pace, della giustizia sociale e della solidarieta’; coloro che lavorano per alimentare lo sviluppo culturale, intellettivo, sociale, educativo e scientifico della nazione…soprattutto in un momento storico in cui il pianeta ha ripetutamente visto quale sia l’unico vero volto della macchina militare: quello di portare morte, terrore e distruzione. Fa davvero ribrezzo l’idea di veder sfilare nella nostra citta’ contingenti di armi e uomini in divisa, mentre abbiamo negli occhi la aberrante “guerra preventiva” di Bush che – con la vergognosa approvazione del nostro Paese – ha raso al suolo citta’ e villaggi e causato migliaia di vittime civili in Iraq, drammatico bis di quanto avvenuto l’anno precedente in Afghanistan. Inoltre: quanto costa al contribuente questo mega-spot delle Forze Armate?”
Associazione Obiettori Nonviolenti
http://www.obiezione.it/2giugno.html

Il 2 giugno e’ la festa di noi cittadini e della Costituzione!
..
Ai dinosauri
da bellaciao.org

“La parata militare costa 11 milioni di €. Come una scuola. Come uno screening di massa contro qualche grave malattia. Come 733 mesi di stipendio di un insegnante”
http://www.bellaciao.org/it/article.php3?id_article=13760#forum7576
Segnalo bellaciao perche’ e’ sempre interessante
Mi spiace per chi confonde pacifisti con comunisti e crede che la pace sia lo slogan di una e’lite ricca e oziosa che “insegue un primato” (ma che vuol dire?!), cio’ e’ folle
Direbbe le stesse insensatezze ai primi cristiani o a chi lottava con Martin Luther King o con Gandhi? Non posso certo paragonarmi a loro ma faccio il poco che posso con fermezza.
Spero che col tempo (ma quanto tempo?) le teste binarie che dividono il mondo in 2 (americani e comunisti) possano svegliarsi dalla loro ottusa monomania
Alcuni non hanno ancora capito poche cose essenziali e vivono coi piedi in questo tempo e la testa nel passato, come dinosauri sopravissuti.
1° siamo nel 2006
2° questo paese si chiama Italia e non Ruanda o Cambogia
2° in Italia lo stalinismo e il polpottismo non esistono e neanche il comunismo salvo esigue minoranze
2° questa Italia e’ entrata in 3 guerre che non volevamo: Kossovo, dove ha lasciato morti, feriti e una gravissima contaminazione del territorio, Afghanistan e Iraq, dove le truppe ancora ci sono e si e’ spesa una cifra enorme non si sa perche’ con poca ricostruzione e molta collaborazione con gli inglesi per il dominio feroce del territorio (vedi prigionieri presi per Abu Graib, battaglia dei ponti, cecchinaggio, distruzioni e saccheggi)
Finche’ avviene questo, mi sembra folle discutere in modo prioritario di Tutsi, Hutu, Pol Pot, Stalin e altre anticaglie, perche’ come prima cosa, dobbiamo sanare le guerre italiane o perlomeno insistere piu’ possibile perche’ l’Italia esca dalla spirale bellica.
..
CONTROL ARMS

La campagna “Control arms” dice che:
mezzo milione di persone l’anno sono uccise dalle armi. Molte migliaia sono mutilate, torturate o obbligate a lasciare la casa…la proliferazione globale e il perverso utilizzo ha raggiunto un punto di crisi.
Ci sono 639 milioni di armi piccole e leggere nel mondo e ogni anno 8 milioni in piu’, una ogni 10 persone.
Il problema e’ internazionale. La proliferazione incontrollata porta a violazioni dei diritti umani, conflitti, poverta’… ma manca una legge internazionale per controllare l’export di armi, specie a paesi che violano i diritti umani.
La diffusione incontrollata di armi soprattutto leggere (vere e proprie armi di distruzione di massa) e’ pericolosa per la sicurezza nel mondo. Ogni giorno, milioni di donne, uomini e bambini vivono nel terrore della violenza armata; ogni minuto, uno di loro resta ucciso. Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America latina si spendono 22 miliardi di dollari per l’acquisto di armi: somma che permetterebbe a tali paesi di eliminare l’analfabetismo (10 miliardi di dollari l’anno) e ridurre la mortalita’ infantile e materna (2 miliardi di dollari l’anno).
Si chiede dunque un trattato internazionale di regolamentazione, col controllo dei brokers, vincoli all’export ecc.

In Italia ne sono promotori ACLI, ARCI, FIOM, CISL, ATTAC, PAX CHRISTI, AMNESTY, BEATI COSTRUTTORI DI PACE, ISTITUTI MISSIONARI, PEACELINK, UN PONTE PER, ASSOZIACIAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII, GRUPPO ABELE, RETE DI LILLIPUT ECC.

Per ora i paesi richiedenti sono 45.
Chi di voi e’ d’accordo puo’ mettere la sua foto nel sito.
Per ora sono arrivate le foto di 120 parlamentari europei (30 sono italiani).
A livello Parlamento europeo la richiesta e’ portata avanti da Luisa Morgantini e Raul Romeva.
Se ne discutera’ al Trattato internazionale sul commercio delle armi, a New York alla Conferenza delle Nazioni Unite dal 26 giugno al 7 luglio.
..
Io amo molti americani

L’ULTIMA POESIA DI RACHEL CARRIE

Questo e’ un momento perfetto
e’ un momento perfetto per molte ragioni
ma soprattutto perche’ tu ed io
ci stiamo svegliando
dalla nostra complicita’ sonnambula, tonta, ciucciadito
con i maestri dell’illusione e della distruzione.
Grazie a loro, da cui fluiscono queste benedizioni
dolorose
ci stiamo svegliando.
Grazie a loro, da cui trasudano questi
spaventosi insegnamenti
ci stiamo svegliando.
Le loro guerre e torture
i loro diavoli e confini
estinzioni di specie
e malattie nuove di zecca
il loro spiare e mentire
in nome del padre
sterilizzando semi
e brevettando l’acqua
rubando i nostri sogni e cambiando i nostri nomi
i loro brillanti spot pubblicitari
le loro continue prove generali
per la fine del mondo.
Grazie a loro, da cui fluiscono queste benedizioni
dolorose
ci stiamo svegliando
Grazie a loro, da cui trasudano questi spaventosi
insegnamenti
ci stiamo svegliando.
Le loro dolorose benedizioni
stanno squarciando
quell’allucinazione di massa
amara e raggrinzita
erroneamente chiamata realta’.
Cominciano ad arrivare a valanga
notizie sull’autentica casa dell’anima
infiltrandosi nei nostri sogni ad occhi aperti
sempre piu’ lucidi.
L’eternita’ selvaggia matura e succosa
ci inonda
I nostri alleati
dall’altra parte del velo
ci raggiungono a sciame.
Ci stiamo svegliando
E come il cielo e la terra si incontrano
come il sogno e la veglia si mescolano
come il paradiso e gli inferi si intersecano
notiamo il fatto
esilarante e scioccante
che tocca a noi decidere
-tocca a noi decidere, a me e a te-
come costruire un mondo nuovo di zecca.
Non in qualche lontano futuro o luogo distante
ma proprio qui ed ora
Siamo sull’orlo di un precipizio
danziamo
proprio sul bordo
e non possiamo permettere
a questi folli che governano un mondo morente
di portare avanti i loro sortilegi.
Dobbiamo insorgere e combattere la loro logica
malata
sfidare, resistere e fermare la loro tragica
magia;
scatenare la nostra ira sacrosanta
e fargliela sentire
Ma per aver la meglio sui morti viventi non e’
sufficiente.
Protestare contro i mostri in doppiopetto non e’ sufficiente
Non possiamo permetterci di esser consumati dall’ira
non possiamo essere ossessionati e posseduti da lamenti.
I dolci nostri corpi animali
hanno bisogno di felicita’ turbolenta.
La nostra stupefacente immaginazione
ha bisogno di nutrirsi con compiti
che stimolino il nostro diletto.
Abbiamo bisogno di verita’ allo stato selvaggio,
una bellezza insurrezionale
che ecciti la nostra curiosita’
una bonta’ oltraggiosa
che ci porti a compiere
atti eroici di appassionata compassione
un amore ingegnoso
che ci trasformi senza tregua
una liberta’ astuta
che non sia mai permanente
ma da afferrare e reinventare ogni giorno
e una giustizia-totalmente-seria-ma-sempre-ridente
che progetti e sogni
come diminuire la sofferenza
e accrescere la gioia
di essere senziente.
Cosi’ sono radicalmente curiosa, compagni miei
creatori
sul serio in delirio
visto che tocca a noi
costruire un Mondo Nuovo di zecca,
da dove cominciamo?
Quali verita’ allo stato selvaggio
pensiamo di piantare nel cuore
della nostra creazione:
quali storie saranno i nostri pro-memoria?
Quali domande ci alimenteranno?
Eccotene una:
nel Mondo Nuovo
saprai con tutto te stesso
che la vita e’ pazzamente
innamorata di te
la vita e’ selvaggiamente
e innocentemente innamorata di te.
Nel Nuovo Mondo
saprai al di la’ di ogni dubbio
che migliaia di alleati nascosti
stanno dandosi da fare per farti diventare
quella bellissima curiosa creatura
cui sei destinato per nascita.
Ma poi arriva la domanda fatale:
l’amore con cui la vita eternamente ti inonda
non e’ stato corrisposto al suo meglio,
ma c’e’ ancora modo per mostrarsi piu’ espansivi,
se la vita e’ selvaggiamente
e innocentemente innamorata di te,
sei pronto a cominciare ad amare la vita cosi’
come essa ti ama?
Nel Nuovo Mondo, lo farai.
Nel Nuovo Mondo,
rigetterai la paranoia con tutta l’intelligenza del tuo cuore.
E abbraccerai la Pronoia, che e’ l’opposto della paranoia.
Pronoia e’ il vago sospetto
che tutto il mondo vivente
sta cospirando per inondarti di felicita’ turbolente.
Pronoia e’ la percezione emergente
che la vita e’ una cospirazione
per liberarti dall’ignoranza, e riempirti d’amore,
e farti spirito risplendente.
Compagni miei creatori,
voglio che sappiate che sono allergica ai dogmi
non ho fiducia in alcuna idea
che richieda fede assoluta.
Ci sono molte poche cose
di cui sono del tutto certa.
Ma sono assolutamente sicura
che la Pronoia descrive il mondo cosi’ com’e’.
La Pronoia e’ piu’ umida dell’acqua
piu’ vera dei fatti
e’ piu’ forte della morte.
Odora del fumo di cedro nella pioggia primaverile,
e se ora chiudi gli occhi,
ne percepirai il tremulo scintillare
nel tuo morbido caldo corpo animale
come un’aurora boreale.
La roba dolce che appaga le tue voglie
non e’ chissa’ dove in qualche altro spazio e tempo.
E’ proprio qui ed ora
La Terra e’ ricolma di paradiso.
..
Io amo questi anglosassoni:
Rachel Carrie e’ una pacifista statunitense volontaria. Fu uccisa nel marzo 2003 a Refah
da un bulldozer israeliano perche’ si era posta sulla sua strada nel tentativo di evitare la demolizione della casa di una famiglia palestinese. Aveva 23 anni.
Bryan Avery e’ un giornalista americano, e’ stato colpito da una raffica di mitragliatrice di un mezzo blindato israeliano mentre cercava di documentare un’aggressione alla citta’ di Jenin.
Thomas Hundall era un volontario pacifista inglese a Refah, fu ucciso con un colpo alla testa mentre esercitava un’interposizione non violenta per difendere due bambini palestinesi. Aveva 21 anni.
..
SAPETE?

Sapete che Rumsfeld ideo’ un corpo speciale, la Proactive Preemptive Operations Group, 100 agenti a 100 milioni di dollari l’anno, per provocare i terroristi e spingerli ad attentati? Cosi’ da rendere lecito il contrattacco USA
Sapete del suo smantellamento dei sindacati? Che da 36% sono ridotti al 10. Mentre Bush appalta la guerra a privati.
Che nel rapporto Iraq all’ONU si tolsero 8.000 pag. sulle forniture di armi a Saddam?
Che l’Homeland Security, progetto di dominio globale neocons, e’ contro la liberta’ americane?
Che una causa della guerra all’Iraq fu il predominio del dollaro sull’euroe che l’Iraq era il primo paese che vendeva petrolio per euro
Lo studio non e’ comunista ma di una universita’ americana, Project Censored (www.projectcensored.org), che da 29 anni «educa sul ruolo del giornalismo indipendente in una societa’ democratica, e’ la Sonoma State University (California), 200 docenti e studenti che analizzano migliaia di segnalazioni dalla stampa piu’ indipendente, esaminando la guerra non solo esterna ma contro i cittadini USA e le loro liberta’ civili.
Dai loro dati emerge che c’e’, al governo USA, una cricca di fascisti che degradano la democrazia americana.
Col Patriot Act hanno eroso le liberta’ civili, provocando una serie di guerre basate su menzogne. Il Patrioct Act propone per esempio di considerare «nemico combattente» ogni cittadino che violi la legge federale o dello stato, levandogli la cittadinanza, tenta di imporre la legge marziale e un controllo militare interno e, con la scusa della lotta al terrorismo, sviluppa una lotta al dissenso.
Sapete che l’esercito USA ha prodotto uno spaventoso inquinamento negli USA? 27.000 fonti di inquinamento da 8.500 proprieta’ militari? Sostanze tossiche che producono tumori, avvelenamento delle falde e dell’aria. E le basi all’estero? Noi ne abbiamo 90 !
Sapete che ora si mente spudoratamente sulle nuove centrali nucleari “innocue”? che innescheranno altre guerre “umanitarie”, si immagina, vista la scarsita’ di uranio?
..
I “COMUNISTI” AL POTERE!
Paolo De Gregorio

Oggi 30 maggio dichiarazioni del ministro della Difesa Parisi: andiamo via dall’Irak ma il nostro impegno continua..
Sempre oggi la Melandri, ministro dello Sport, va al raduno degli azzurri a Coverciano e, facendosi fotografare mentre stringe la mano a Lippi, afferma che gli azzurri sono una cosa, gli scandali un’altra, e porta loro l’incoraggiamento del Governo.
Qualche giorno fa, solenne esternazione di Napoletano che riafferma l’amicizia profonda che ci lega agli Usa, alla Nato e loda la sempre illuminante parola del Papa.
Ma non aveva vinto le elezioni la sinistra?
Come elettore, credevo di avere diritto a non udire piu’ discorsi ipocriti, datati, di assoluta continuita’ con la precedente fase politica.
Avrei voluto sentire: andiamo via dall’Irak perche’ quella e’ una guerra ingiusta, illegale, che non sara’ mai vinta, aumenta l’odio verso l’Occidente ed e’ diventata polo di attrazione e di reclutamento del terrorismo. Proprio come in Palestina, produce radicalizzazioni ed un integralismo delle sue classe dirigenti e rende impossibile la PACE, come dimostrano i 50 anni di lotta tra palestinesi ed israeliani.
Questa dichiarazione era dovuta da un governo di sinistra.
-La Melandri, a proposito del marciume nel mondo del calcio, aveva il dovere di interpretare la diffusa indignazione che c’e’ nel Paese, sostenendo l’elementare verita’ che da quando le societa’ sportive furono trasformate in SpA e gli industriali si impossessarono del calcio per farci i loro affari (Agnelli, Berlusconi, Tanzi, Cragnotti), portarono al suo interno la loro cultura fatta di affarismo, corruzione, spremendo con il doping i loro dipendenti calciatori, senza scrupolo per la loro salute futura, e che si esce da questo marciume solo buttando fuori gli affaristi e ritornando allo Sport.
-Napolitano mi ha ricordato Pertini che parlava di svuotare gli arsenali e riempire i granai, mentre il segretario del suo partito, Craxi, come capo del governo trafficava armi con la Somalia ed era capofila della corruzione. Ancora oggi ci tocca ascoltare parole senza senso sull’America e sul Papa, mentre in buona sostanza la Chiesa e’ entrata in politica, con la destra, come negli Usa, e il fallimento dell’Europa e dell’Euro e’ nei piani americani.
Ho l’impressione che, se vogliamo sentire “qualcosa di sinistra”, ci dobbiamo rassegnare, al massimo questo governo ci portera’ alle dipendenze della Confindustria, ma spieghera’ con dovizia di argomenti agli operai che a loro convengono, legge Biagi, salari piu’ bassi e pensioni di fame.
..
(Annamaria Farina- dal blog di Grillo)
Gino Strada ha gia’ creato un Poliambulatorio in Sicilia, a Palermo.
E’ dedicato alla popolazione immigrata e aperto a chiunque viva condizioni di disagio.
Tutti i servizi sono gratuiti.
Si tratta del primo centro poliambulatoriale di Emergency, che offre servizi odontoiatrici, di medicina generale, di medicazione, visite oculistiche, con diagnostica di base, prescrizione di cure e fornitura di occhiali da vista.
E’ una struttura che opera in autonomia, in regime di reciproca collaborazione con la Ausl e ha la disponibilita’ del ricettario regionale per la prescrizione di farmaci, esami di laboratorio e accertamenti diagnostici.

http:/www.masadaweb.org

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