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Monday May 28th 2018

due fratelli

Astrid guarda fuori dalla finestra. In quei momenti le sembra di soffocare. Le urla stridule della cantante alla radio non riescono a coprire la voce profonda di suo padre. Non capisce perché quel vecchio isterico continui a gridarle fuori dalla porta. Non capisce perché non si decide ad entrare, darle una botta in testa e sfogarsi definitivamente. Astrid continua a guardare. Fuori la figlia della vicina appende le bambole appena lavate ai fili per la biancheria. I ragazzi del ricovero danno una festa per l’inizio dell’estate; si sente un buon profumo di carne alla brace. Le stelle luccicano allegre sul manto vellutato del crepuscolo. Astrid chiude gli occhi. La voce di suo padre si mischia al ronzio di una mosca appena entrata.

La nonna le dà dei soldi. Succede raramente; Astrid ne è contenta, le servivano proprio. Esce di casa, le mani in tasca a proteggere il bottino. Certo, non sono molti, ma qualcosa ci si può fare. Riflette un po’; ci sarebbe da pagare quel libro, o anche quella borsa non sarebbe male. In effetti costava poco.

Suo fratello siede alla poltrona, preso dal videogame alla TV. Astrid lo saluta distrattamente prima di rifugiarsi in camera. I giorni trascorrono con monotonia. Il cielo è sempre grigio, è un grande coperchio. Di nuovo sente di non respirare. Eppure suo padre non è in casa. Astrid pensa al libro e alla borsa. Non male, ma ci vuole qualcosa di più. Qualcosa che la renda almeno vagamente “felice”…anche solo per pochi istanti. Guarda di nuovo fuori. Le figlie della vicina giocano a nascondino tra i tralci dei lamponi. Sorride.
Va nel soggiorno. Suo fratello è impegnato in una missione contro un importante gruppo mafioso che minaccia la città. Prende i soldi in mano e decide il da farsi. “Sid, accompagnami al supermercato”.

Fuori è caldo; le nuvole hanno formato una grande cappa, l’aria è stagnante. Alcuni operai fischiettano dipingendo una facciata. Astrid e Sid si tengono per mano e camminano lenti. Astrid pensa che da quando hanno lasciato la vecchia casa sono cambiate molte cose. Suo fratello è cresciuto molto. Nonostante i sei anni di differenza, è già più alto di lei di qualche centimetro. Si sente protetta. Continuano a tenersi per mano.
Lungo il tragitto parlano e ridono; alcuni raggi di sole riescono a filtrare attraverso le nuvole. Astrid pensa che le fanno venire in mente il paradiso. Poi si sente stupida per averci creduto anche solo per un attimo, al paradiso.
Il supermercato si avvicina; lo si capisce dai gruppetti di casalinghe cariche di buste, che spettegolano sugli avvenimenti del giorno. Sid e Astrid ridono. Attraversano la strada di corsa ed entrano dalle porte scorrevoli. Il fresco dell’aria condizionata li pervade, sembra di stare in un altro mondo. Euforici, si armano di un cestino ed iniziano il solito giro. Si parte dal banco frigo. Latte, yogurt, formaggi vari. Scrutano la mercanzia ma non sono attratti da nulla. Si guardano e ridono. Passano al reparto colazione, occupato da centinaia di vasetti colmi di marmellate di ogni tipo. Astrid rimane incantata dalla varietà dei colori. Sid la tira per un braccio,“dai, che qui non ci piace nulla!”, e la porta verso le salse e i condimenti. Si scambiano ancora uno sguardo. Questo è un momento indimenticabile. Un supermercato a loro disposizione. Nessun genitore che possa dire loro “no, questo no”. La libertà di poter comprare ciò che più desiderano. Si decidono per un patè al tonno, acciughe siciliane con condimenti particolari e per finire un maxi-barattolo di gelato alla vaniglia con cioccolatini al caramello. Tutto è perfetto. Due mamme si consultano sulla qualità di alcune pappette per neonati. Una signora anziana scruta con diffidenza un vasetto di germogli di soja. Sid e Astrid passano oltre, in mano il loro tanto desiderato bottino. Si avvicinano alla cassa; Astrid guarda la cassiera indaffarata. Ha lo sguardo annoiato, e può notare delle piccole rughe intorno ai suoi occhi. Recita il prezzo al cliente con un sussurro. Astrid pensa che al suo posto sarebbe sempre allegra e curiosa di sapere quello che la gente del paese compra. Pensa che quella cassiera non dà il giusto valore al suo lavoro. Sid comincia a disporre le poche cose scelte sul banco. La donna afferra gli articoli con poca cura, li striscia distrattamente sul laser e comunica l’importo richiesto. Astrid si sofferma ancora a guardarla. Prende una banconota dal portafogli e gliela porge gentilmente. Segue Sid attraverso le porte scorrevoli.

A casa sembra di stare ad un banchetto reale. Sid e Astrid mangiano allegri, consumano gli alimenti scelti da loro stessi. Esagerano i movimenti, si portano le forchette alla bocca con fare principesco. Quelle che a una persona qualsiasi sarebbero sembrate semplici acciughe si trasformano in filetti di pesce pregiato proveniente dalla Groenlandia, pescato pochi attimi prima da un esquimese e trasportato appositamente per i due fratelli con un elicottero privato. Il patè naturalmente, era stato preparato per l’occasione da un famoso chef francese(che, a dire il vero, aveva persino il caratteristico naso all’insù).Per non parlare del gelato: ideato per Sid ed Astrid da un famoso alchimista Polacco, quello che ha trovato l’elisir di eterna giovinezza. Astrid pensa che l’alchimista è davvero bravo a fare il gelato. Pensa anche che non poteva trovare investimento migliore per i suoi soldi. Guarda suo fratello. Nota la sua infantile bellezza, i suoi occhi sinceri. Da quegli occhi trapela tutta la sua bontà. Astrid pensa agli anni passati insieme. Al loro legame, rimasto solido e intatto di fronte alle numerose burrasche familiari. Lei e suo fratello erano riusciti a creare una famiglia dentro la famiglia: avviliti dalla cattiveria del padre e dalla noncuranza della madre, si erano isolati nel loro mondo, concentrando lì tutto il loro amore, per non sentirsi soli. E quel giorno, in cui erano stati felici insieme, se lo sarebbero ricordato tutta la vita. Astrid ne era certa. Anche se le cose fossero peggiorate, quel giorno e quel pranzo sarebbero rimasti nella loro memoria, a confortarli. Quasi senza motivo gli occhi le diventano lucidi. Erano semplicemente andati insieme al supermercato a scegliere qualcosa da mettere in bocca, ma per quegli attimi Astrid aveva sentito di essere serena.
Sorride.
Guarda l’orologio. “aiutami a sparecchiare, Sid. Manca poco al ritorno dei vecchi”.

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