WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Friday November 17th 2017

Notiziario animalista

Cari amici
Sono più vecchia di tutti voi ma se siamo esseri pienamente umani non c’è esperienza, né criterio, nè dogma incamerato che ci preservi dal dolore, dall’indignazione, dalla rabbia e dall’orrore nei confronti delle atrocità che vengono dispensate agli animali.
Noi non possiamo salvarci da questi sentimenti ma possiamo, perchè lo dobbiamo alle vittime, tenerli a bada, mantenerli caldi sotto la cenere per attizzare sempre il fuoco delle nostre azioni.
Niente dovrà mai scoraggiarci dall’agire perchè è soltanto l’agire la nostra medicina.
Ogni animale salvato è un mondo salvato. Io me lo ripeto sempre e lo ripeto anche a voi.
M. da Firenze
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
I messaggi a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html
sono tre:
1. cos’è l’aberrazione?
2. risposta negata
3. pane al pane vino al vino
Per aderire ai messaggi sopra elencati basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
La firma la considereremo valida per tutte e tre le proposte.
Saluti, Bairo
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Fonte: SESTO POTERE
GATTINA TORTURATA CON SCOTCH INTORNO AL COLLO: SOCCORSA
Formigine (MO – Alcuni giorni fa a Colombaro è stata trovata una gatta con scotch legato intorno al collo e numerose ferite. Dopo le prime cure delle persone della zona, è stato chiesto aiuto all’Ufficio Diritti Animali del Comune di Formigine. La gattina, grigia e bianca di circa 5 mesi, è stata portata al gattile ENPA di via Gherbella a Modena, dove ha ricevuto le cure necessarie. Ora aspetta soltanto qualcuno in grado di accudirla.
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Fonte: IL GAZZETTINO DI UDINE
Polpette avvelenate sul Bernadia, già morti due segugi. I cacciatori: «Colpa dei bracconieri»
Tarcento (Udine) – Allarme polpette avvelenate sul monte Bernadia. A lanciarlo sono i cacciatori della zona che hanno già perso due cani segugi dopo ore di dolorosa agonia. «L’invito a fare attenzione è rivolto soprattutto alle persone che passeggiano nei boschi e lungo la strada accompagnati dai loro cani – dice il capozona Domenico Treppo – L’area è molto pericolosa per gli animali che quindi non vanno lasciati liberi». Il problema nasce appunto dalla presenza di bocconi avvelenati sui sentieri e lungo la via principale che porta al faro. Si tratta di esche realizzate con carne di pollo e riempite con veleno per lumache, un composto chimico micidiale che non dà scampo ai cani, anche se subito individuato. «Da molti anni ormai non registravamo atti crudeli e insidiosi come questi – dice Treppo -. L’obiettivo, ne siamo certi, è la vendetta. Nelle scorse settimane, infatti, con l’aiuto degli uomini della forestale di Tarcento e il veterinario, noi cacciatori abbiamo liberato due cinghiali rimasti catturati dai lacci. La nostra posizione non è stata gradita dai bracconieri che adesso vogliono farcela pagare. Ci stanno sfidando senza rendersi conto che distribuire sul territorio polpette avvelenate nuoce a tutti». Si tratterebbe quindi di una ritorsione. «Fino ad oggi sono due i segugi ritrovati morti. Dopo ore di sofferenza sono deceduti sotto i nostri occhi. Non abbiamo potuto far nulla perché non esiste antidoto». Per essere certi delle cause del decesso, gli animali sono stati portati all’istituto di profilassi veterinaria di Udine. Qui, dopo un’autopsia, sono stati rilevati i micidiali bocconi. «Un terzo segugio è disperso da giorni. Non abbiamo molte speranze. Abbiamo presentato denuncia ai carabinieri e alla stazione forestale. Adesso, per cacciare, non useremo più i cani. Invitiamo tutti a fare molta attenzione, non solo sul monte Bernadia ma anche a Ciseriis, dove è morto una terzo segugio, e nella zona di Ramandolo, a Nimis». In questi giorni sono stati posizionati anche un gran numero di cartelli che mettono in guardia. «Non c’è la possibilità di bonificare l’area – dice Treppo -. La zona è troppo vasta. C’è un altro problema: i bocconi non andranno marci fino a primavera. Con le basse temperature, infatti, la carne si conserverà a lungo».
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Fonte: CORRIERE DELLA SERA
Seppellire vivi milioni di pennuti per paura dell’aviaria è una cosa orribile che ci fa disonore
Il dolore degli animali e la misteriosa indifferenza degli esseri umani

Dacia Maraini
Cos’è che ci rende così insensibili al dolore animale? Eppure ormai sappiamo, perché ce l’hanno detto tanti scienziati, che gli uomini hanno quasi tutto in comune con gli animali, cominciando dalla capacità di soffrire, di amare, di capire. Gli animali hanno memoria, gli animali conoscono l’affezione, la tenerezza, la protezione verso i più deboli, la solidarietà di specie, ma anche l’odio, il sentimento di vendetta, la frustrazione, la paura, l’aggressività, l’invidia, il coraggio e così via.
Di tutto questo è composta un’anima nel senso antico della parola Eppure continuiamo a comportarci come se fossero fatti di materia insensibile, come se la loro sopravvivenza fosse proporzionale solo alla nostra utilità. Carne da macello, carne da tavola, carne da sperimentazione, carne da scambio. Carne e solo carne. Siamo capaci di tenerezze verso il gattino di casa che riempiamo di coccole, probabilmente viziandolo e rendendolo nevrotico. Ma quando si tratta di animali non domestici, di animali nel mondo, non riusciamo a vederli come esseri viventi, che come noi, hanno diritto a nascere e crescere su questo pianeta.
Animali da esperimento: ecco una delle violenze più nascoste e taciute. L’idea di fondo è che il sacrificio di topi, babbuini, cani, conigli, criceti, sia necessario al progresso della medicina. Nessuno si ferma a riflettere sulle sofferenze, insistite, vere e proprie torture che noi procuriamo ai piccoli animali da sperimentazione. Spesso assolutamente inutili, se non proprio dannosi, come dimostrano i casi del Lipobay e del Vioxx ritirati precipitosamente dal mercato. L’uso disinvolto della sperimentazione animale, come spiega Pietro Croce in un libro tutto dedicato alla vivisezione e come ribadiscono gli amici di Equivita, porta malattie e morte. Gli animali sono simili agli uomini masono anche diversi di fronte alle malattie, di fronte ai farmaci. Troppe volte si sono presi per buoni i risultati di esperimenti fatti sui ratti, falliti poi miseramente sull’uomo. Per esempio i 30.000 giapponesi accecati dal clioquinol nel 1978. O i bambini nati focomelici per l’uso del talinomide, testato sui criceti e considerato sicuro, tanto da consigliarlo alle gestanti negli anni 60. «Pochi leggono il Bollettino di informazione sui farmaci del Ministero della Sanità», scrive Croce. «Il numero dell’8 agosto 1983 ci informa che dal 1972 al giugno 1983 è stata revocata la registrazione (cioè vietata la vendita) di 22.621 confezioni di specialità medicinali, che, per lo stesso fatto di essere messe in vendita, avevano superato l’esame imposto dalla legge, della sperimentazione sull’animale. Un altro comunicato informa che le cose stanno cambiando, in peggio: dal 1984 al dicembre del 1987 gli effetti collaterali (solo quelli segnalati) procurati dai farmaci, sono stati 14.836, con 112 morti. Quanti anni ci vogliono per accorgersi che un farmaco è dannoso e quanti morti»? Gli antivivisezionisti insistono che non si tratta di pietà verso la sofferenza animale, probabilmente per non essere accusati di facile sentimentalismo. Per me invece, e non mi vergogno a dirlo, la pietà è un elemento determinante: non credo che si possa ottenere niente di buono dalla tortura e dalla morte procurata, anche se si tratta di animali. La vista, in questi giorni, di milioni di poveri pennuti chiusi nei sacchi della spazzatura starnazzanti e sepolti vivi sotto terra, mi sembra una cosa orribile, che fa disonore all’uomo. «Ma quali le alternative?» chiedono a gran voce coloro che hanno una fiducia nella sperimentazione animale. Le alternative ci sono e stanno in una ricerca alternativa «genetica, fatta in colture in vitro, con metodi statistico-epidemiologici, simulazioni al computer». Stiamo tutti pagando questa lunga crudeltà verso gli animali che si vendicano, senza neanche saperlo, portando nuove e terribili malattie.
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Fonte: CORRIERE ADRIATICO
Nelle malattie di tipo neurovegetativo è considerata un vero talento in America
Da Camerino a Baltimora ecco le tappe di una carriera già ricca di risultati e riconoscimenti
Da Jesi agli Usa nel segno della ricerca
Luisa Gregori: “Gli studi in laboratorio mi hanno sempre appassionato”

JESI (Ancona) – Tenacia e talento, sviluppati con discrezione e senza clamori. C’è tutto il carattere marchigiano nell’esperienza di Luisa Gregori. La ricercatrice jesina da anni tra i più stimati ricercatori degli Stati Uniti nel campo delle malattie di tipo neurovegetativo, attualmente all’Università di Baltimora, nel Maryland. A riportare nella sua terra d’origine la Gregori è stata, ad inizio dicembre, l’attribuzione del Premio “Picchio d’Oro” da parte della Regione. Riconoscimento cui con ogni probabilità farà seguito il Premio Vallesina.
Signora Gregori, che cosa significa per lei essere un esempio del successo dei marchigiani all’estero?
“Sono molto contenta perché mi sento jesina e marchigiana al tempo stesso. Credo che questo premio sia il giusto segnale di un riconoscimento non tanto per me quanto per tutti i marchigiani che vivono nel mondo: gente umile, laboriosa, che con il proprio lavoro silenzioso ha saputo farsi strada, imporsi nelle collettività di tutte le nazioni del mondo ove oggi si trovano. Paesi dove sono stati accolti senza alcuna fatica perché il marchigiano è in grado di integrarsi velocemente negli usi, costumi e tradizioni del posto, ma mai dimenticando quanto si è portato dietro dalla propria terra”.
Perché ha scelto di operare in maniera peculiare in un campo così difficile come quello dell’Alzheimer e del morbo di Creutzfelt e Jakob?
“La ricerca è stata la mia passione sin da bambina. Trovarmi in un laboratorio di ricerca americano, considerato uno dei più importanti degli Stati Uniti, fornisce quotidianamente nuovi stimoli. La malattia della mucca pazza, come si definisce oggi il morbo di Creutzfelt, ha due origini diverse: la variante è stata scoperta con la malattia delle mucche, la sporadica si conosceva invece già da tempo. Recentemente il Comitato Scientifico Europeo ha abbassato la guardia, non so quanto a fin di bene, permettendo agli italiani di poter nuovamente gustare la bistecca alla fiorentina. La bistecca con l’osso ha in sé il midollo spinale dell’animale che è stato sempre altamente rischioso perché fa parte del sistema cerebrale del bovino, la parte più colpita. Purtroppo queste patologie affliggono l’uomo e gli animali e sono incurabili e infettive. E’ stato dimostrato che queste malattie possono essere trasmesse anche attraverso trasfusioni di sangue. Dal punto di vista della salute pubblica queste malattie sono un problema serio perché non è possibile stabilire quante persone sono affette e perché le misure adottate al momento per prevenire la propagazione attraverso il sangue non sono molto efficaci”.
Che speranze ci sono di arrivare ad un rimedio in tempi brevi?
“Purtroppo la scienza non è ancora in grado di rispondere a questo quesito. Non ho visto sviluppare ancora qualche elemento che ci dia speranza. Ma, ovviamente, non demordiamo. La svolta potrebbe giungere da un momento all’altro. Al momento, per una delle due origini del male qualcosa si sta facendo, ma siano ancora nella fase sperimentale poiché il medicamento su cui sta lavorando è altamente tossico e può andar bene per gli animali ma non per gli esseri umani. Inoltre questo farmaco sperimentale non cura: prolunga la vita, ma non riduce la sofferenza. Ma come le dicevo per un ricercatore la speranza è sempre la più stretta compagna di viaggio”.
Nell’arco dei suoi quindici anni di permanenza in America la dottoressa Gregori ha presenziato a numerosi congressi internazionali e nazionali dove ha presentato i risultati delle ricerche del laboratorio da lei guidato. Del gruppo delle malattie prioniche fanno infatti parte malattie che tengono in forte apprensione il mondo scientifico e l’opinione pubblica internazionale che il cosiddetto “morbo della mucca pazza” ed il morbo di Creutzfeldt e Jakob. La ricerca il team statunitense della Gregori sta portando avanti attualmente è infatti legata alla rimozione dell’agente infettivo dal sangue. Non va inoltre dimenticato che nel corso della propria attività, Luisa Gregori ha altresì all’attivo oltre 20 pubblicazioni.
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Fonte: BASILICATA.NET
ROMA, 16.18
Animali maltrattati: il Lazio in testa

(ANSA)-ROMA,20 dic-Secondo l’ente anti vivisezione continuano i maltrattamenti nei confronti degli animali nella speciale classifica in testa Lazio e Lombardia. Cani uccisi con calci e percosse, strangolati, impiccati. Questi i risultati della Lav: in un anno 2.720 segnalazioni, 147 tra denunce, esposti e diffide, 957 richieste di controlli, 450 animali sequestrati o salvati, 3.000 abusi sui cani.
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Fonte: VARESE NEWS
Animali – A pochi giorni dalla recente modifica della legge sulla protezione degli animali il PSA propone un’altra iniziativa popolare. Tra le proposte quella di una figura legale a sostegno degli animali
In Svizzera si propone l’avvocato per cani
Una settimana fa è stata approvata in Svizzera una modifica della legge sulla protezione degli animali. Il nuovo sistema colma un vuoto piuttosto ampio nella protezione sia dei 7 milioni di animali domestici sia dei 10 milioni di animali da allevamento. Tra le nuove norme quella che non solo prevede sanzioni per chi maltratta gli animali, ma anche per chi li abbandona o ne mina la dignità. Inoltre gli animali non potranno compiere tragitti più lunghi di 6 ore, mentre non sarà possibile importare pelli di cani e gatti.
Il Parlamento ha anche in programma di vietare la castrazione senza anestesia dei porcellini entro il 2009, pur lasciando al Consiglio federale la facoltà di rinviare di due anni tale limite, nel caso in cui non si sia ancora individuato un metodo sostituivo concretamente applicabile. Per quanto riguarda la sperimentazione sugli animali, tanto scottante nel paese dell’industria farmaceutica, il provvedimento sostiene che è permessa, ma solo se i danni causati non sono disproporzionati rispetto ai benefici.
In molti hanno visto con soddisfazione questa riforma, ma secondo la Protezione svizzera degli animali (PSA) c’è ancora molto da fare. Il gruppo vede la riforma come un semplice restyling di una vecchia norma, che non guarda alle necessità pratiche. Per questo si è detto intenzionato a voler rilanciare al più breve una nuova iniziativa popolare, con un programma più aggressivo. E tra le proposte più probabili fa capolino un’iniziativa singolare: l’istituzione dell’avvocato degli animali.
Ebbene sì, state attenti a come trattate fido, perché potrebbe portarvi in tribunale per una causa di divorzio con i fiocchi… più o meno. L’isituzione dell’avvocato degli animali, ovviamente, avrebbe un ruolo più concreto. Questo legale, infatti, dovrà intervenire solo se sono state constatate pecche nella procedura d’inchiesta o nella valutazione di questioni giuridiche. Ad oggi, infatti, se un animale viene maltrattato o torturato nessuno garantirebbe una corretta interpretazione della legge a suo favore.
L’avvocato per i nostri amici a quattro zampe, poi, non è una novità assoluta. I cantoni di Zurigo e San Gallo, infatti, hanno già istituito un ruolo simile, con discreto successo. Tra il 1999 e il 2003 il difensore degli animali zurighese ha statuito in media su 47 casi per 100mila abitanti, mentre quello sangallese su 75. La proposta di introdurre questa Ally McBeal per Fido, comunque, era già stata presentata (e rifiutata) proprio in occasione della recente riforma della legge.
Tra gli altri punti scottanti delle proposte del PSA c’è anche quello del divieto di importazione di carne kasher. In Svizzera, attualmente, la macellazione rituale è vietata ma, per rispondere ai bisogni delle comunità mulsumane e ebraiche, ne viene concessa l’importazione. (Simone Gambirasio redazione@varesenews.it)
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Fonte: IL MESSAGGERO (NAZIONALE)
“Accerchiato” dai cani
Roma – Abito all’Axa, quartiere residenziale di Roma, da oltre dieci anni. Primi anni tranquilli, ora sono accerchiato da cani. Ho letto dell’approvazione dello Statuto dei diritti degli animali. E quello per i diritti dei cittadini, soprattutto malati? Pensionato, cardiopatico, soggetto a rischio, passo molte ore della giornata in casa. Perché la qualità della mia vita deve essere ulteriormente penalizzata dall’abbaiare saltuario ma continuo dei cani? La tregua notturna va dalle ore 22 alle 6.30-7. Vista l’imperante maleducazione, chiedo all’assessore competente di valutare l’opportunità di istituire un numero verde per segnalare situazioni di forte disagio, al Consorzio Axa di aumentare il tributo consortile ai possessori di cani, in considerazione dello stato dei marciapiedi. Sergio Gentile
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Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
Quasi un’autobiografia sentimentale il libro di Franca Valeri «Animali e altri attori – Storie di cani, gatti e altri personaggi»
Quei quattrozampe dispensatori d’amore gratuito

Paola Carmignani
Parlare di cani e gatti, per parlar di sé. Lo hanno fatto autorevoli scrittori, e adesso Franca Valeri, attrice e drammaturga, esce con un’autobiografia sentimentale, che è pure una raccolta di potenziali monologhi: «Animali e altri attori – Storie di cani, gatti e altri personaggi» (Nottetempo, Roma 2005, pp. 169, 13,50 e; il libro è stato presentato ieri al Teatro Strehler di Milano). In copertina, la popolare attrice ha il cane Roro III sciallato al collo e il gattone Zeffirino che contempla placido chissà cosa, mentre si rilassa in braccio alla padrona. Padrona è termine improprio; la Valeri non ha pudori nel definirsi «mamma», e della folta schiera dei suoi quattrozampe passati e presenti (con fiuto da trifola o passo felpato) ci racconta i tratti essenziali, aggiungendo in appendice alcuni ritratti di “altri animali” dai «Mestieri perduti» (il commercialista d’una volta, la sarta, il parrucchiere, il bancario, l’impresario teatrale…). Nel primo capitolo, «Animali trovati», la scrittrice milanese esprime la sua convinzione che quando si parla di cani, e di storie di cani sul piccolo o grande schermo, «c’è sempre da soffrire». «Avere un cane – scrive – costa un po’, quel tanto che deve costare un atto di vita, non si vive gratis, non senza pensieri, non senza provocare delle attese, non senza impegnarsi, non senza rimorsi, non senza amare». Il cane, insomma, regala amore incondizionato, fedeltà, accettazione; ma provoca rimorso, dipendenza, nella malattia fa star male anche il padrone. Eppure ci sono umani che scelgono ugualmente di amare, e questo approccio alla vita include i cani. Chi li accetta nella propria casa e nel proprio cuore, entra – secondo l’autrice – nell’eletta schiera di «quelli che non hanno paura di soffrire». Franca Valeri descrive con immagini folgoranti la personalità dei suoi animali: Camilla (il cane che recitava con Vittorio Caprioli e dava del tu – si fa per dire – alle celebrità della Dolce Vita); Filippa, la Lina, il Pazzo, Strofinone, Tamberla (un regalo di Visconti), Azucena (prestito permanente di Eduardo De Filippo), fino a Roro III, l’ultimo della dinastia dei suoi King Charles, «quel piccolo inglese camuso» che quando gli va – scrive la Valeri – «mi dorme sulla testa». Di lui, aristocratico e imprevedibile, l’autrice melomane può scrivere – come parlasse di sé – che «ha una grande educazione musicale. Conosce una trentina di opere a memoria e si alza rispettoso dalla poltrona quando sente il finale». Quanto all’accostamento fra cani e pessimi attori (a cui allude il titolo del gustosissimo volumetto), Franca Valeri scrive che loro, i cani, «sono i primi a chiedersi perché la qualifica della loro specie debba essere sinonimo di cattivo attore. Loro, in genere, se scritturati sono bravissimi». Quanto ai gatti, l’attrice un po’ diffida: «Si sa che l’occhio a mandorla chiaro e luminescente non te la racconta giusta». Eppure ce n’è uno, Zeffirino, che ha una dote soprannaturale: è nato felice e «dispensa luminosamente» il suo «equilibrio rasserenante» e «il suo felice modo di esistere». Certo, ogni uomo proietta sul suo cane (o gatto che sia) parti di sé, emozioni, desideri di coccole, malinconie o felicità passeggere, attribuendogli pensieri e puntuali risposte alle sue esternazioni, chiedendogli conforto nei momenti di solitudine. Ogni animale lascia in dono all’uomo che ha scelto il calore buono del suo affetto e qualche segreta lezione di naturalezza. Come quella, descritta dalla penna ironica e piena di sentimento di Franca Valeri, racchiusa nell’immagine del cane che, raggiunto il suo paradiso, verrà interrogato da animali di tutte le razze. «Hai amato un uomo?» chiedono increduli quelli che hanno conosciuto solo foreste, carestie, gabbie, fruste. «Sì, ma l’avevo deciso io. Se lo meritava poveretto, non aveva che me».
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Fonte: IL MESSAGGERO (LATINA)
L’epilogo per il cane? Deciderà il veterinario
Latina – Sarà il veterinario della Asl di Latina a dire se il pitbull dovrà essere abbattuto o rieducato. Il cane che ha aggredito la signora di Aprilia è stato infatti affidato al servizio veterinario che lo terrà sotto osservazione per un certo periodo per stabilire se sia socialmente pericoloso. In questo caso dovrà essere soppresso. Il pitbull, secondo l’Ente nazionale cinofilia italiana, ha un temperamento molto forte. Sono animali selezionati dall’uomo per il combattimento e per la caccia agli altri animali. Hanno una notevole presa mascellare e un coraggio non comune. Quindi, se non sottoposti a training di condizionamento, possono avere la tendenza ad attaccare. Come tutti i cani, però, non sono di per sé pericolosi. Di solito rispondono agli stimoli che ricevono. G.Nard.
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Fonte: GAZZETTA DI PARMA
BREVI
Un’isola per mici nel nome di Moovi

In memoria del gatto Moovi ( Moviola), un soffice gomitolo di pelo bianco e grigio amante della libertà e falciato da un camion mentre inseguiva farfalle sulla strada , Timbuct , cani e dintorni inaugurer a breve, nella zona Spip Paradigna, l Oasi Felina L isola di Moovi . Il progetto per ” L isola di Moovi” in un primo tempo avremmo dovuto realizzarlo in concerto con l Associazione I gatti di Maria Luigia” , spiega la presidente Patrizia Pizzorni, gi presidente del canile a Parma e permanentemente in forza alla Questura della nostra citt . Ma differenti visioni di conduzione continua la Pizzorni ci hanno portato a proseguire da soli. Essendo dimostrata l efficacia della pet teraphy ( cura attraverso gli animali di affezione), ” L isola di Moovi” si presta ad avviare un discorso con scolaresche, gruppi di anziani, persone in disagio, cittadini appartenenti alle categorie border lines come i malati psichiatrici, le persone diversamente abili o in recupero dalle dipendenze. continua…
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Fonte: ANSA (AMBIENTE)
A MILANO VIA A REGOLAMENTO SALVA-ANIMALI;MULTE FINO A 500 EURO
(ANSA) – ROMA – Dopo un iter durato cinque anni, è entrato in vigore il regolamento per la tutela degli animali, messo a punto dal Comune di Milano e approvato in Consiglio il 10 ottobre scorso. Tra i punti qualificanti del documento, presentato dall’assessore all’ Ambiente Domenico Zampaglione, oltre all’istituzione di uno specifico garante, c’é il divieto di tenere i cani alla catena per più di otto ore, di organizzare spettacoli “che causino agli animali stress inutili o che comportino sollecitazioni eccessive da parte del pubblico, la realizzazione di zoo con specie selvatiche e l’ utilizzo di animali vivi come premio o regalo in ambito di manifestazioni o fiere. Vietato anche esibire per accattonaggio i cuccioli. L’attività circense è garantita sotto però la stretta vigilanza dell’Asl. A sanzionare i trasgressori sarà la polizia locale, con multe pecuniarie fino a 500 euro. “Ringrazio – ha commentato Zampaglione – in particolar modo i presidenti della Commissione Bilancio di Palazzo Marino Paolo Bianco e Giovanni Terzi che si sono spesi per arrivare ad approvare questo regolamento che rappresenta un fatto educativo – generazionale estremamente importante”.(ANSA).
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Fonte: LA NAZIONE
LA POLEMICA
La ‘battaglia’ del canile
L’Enpa accusa, la Val ribatte. L’assessore Curcio disegna gli scenari organizzativi futuri

PRATO – “I cani del canile non mangiano nei giorni in cui la struttura resta chiuso al pubblico”. L’Enpa accusa la Vab. L’associazione di volontariato anticendi boschivi, che a luglio ha vinto l’appalto indetto dal Comune per la gestione della struttura, smentisce.
E’ la parola dell’uno contro quella dell’altro. L’Ente nazionale per la protezione degli animali, che fa parte della commisione comunale di vigilanza, lancia l’accusa sulla base di quello, che a detta dei volontari, si è verificato il giorno dell’Immacolata.
“Il pomeriggio dell’8 dicembre il canile è rimasto chiuso al pubblico e i cani sono stati lasciati senza cibo e chiusi in gabbia senza la possibilità di sgambare. Sono rimasti al freddo e per di più nel bagnato”.
Tutto falso replica l’ente gestore. “Il canile era chiuso al pubblico, ma i volontari c’erano, come sempre, compresi quelli dell’Enpa”. Anzi. I cani del canile di Prato sarebbero più nutriti di quelli che vivono nei rifugi delle altre province. «Non solo il cibo non manca mai — specifica la Vab — Caso straordinario, gli animali del nostro canile mangiano due volte al giorno. Nelle festività il pasto è unico ma più abbondante del solito”.
Con l’avvicinarsi delle vacanze natalizie l’Enpa teme che i cani possano essere trascurati. La Vab replica anche a questo: “Nell’arco dell’anno il canile resta chiuso solo quattro mezze giornate nelle quali i cani, ovviamente, hanno il pasto assicurato”.
Ci sono un regolamento e un comitato di controllo, del quale fa parte anche l’Enpa, “ma il reale potere d’intervento — scrive l’associazione — rimane nelle mani dell’amministrazione comunale, che come al solito latita”.
Il botta e risposta, quindi, si estende anche al Comune, che replica: “Abbiamo intrapreso un percorso serio con tutte le associazioni coinvolte — dice Camilla Curcio assessore all’ambiente —, ma sono solo poche settimane e non possiamo pretendere di vedere subito i frutti. Si tratta comunque di un metodo di lavoro serio che coinvolge tutte le associazioni di volontariato coinvolte, dando loro un reale potere d’intervento». Intanto, specifica l’assessore, è stata data una sistemazione provvisoria alle colonie feline nel podere di Bogaia. «Ora ci concentreremo sul canile. I lavori verranno fatti al più presto”.
La sezione del Wwf ha effettuato un sopralluogo dal quale sono emerse alcune irregolarità e fra breve ne effettuerà un altro. Quali siano le inadempianze riscontrate il Wwf non lo dice. Supplisce l’Enpa: al canile di Prato non esiste un registro che segnala le entrate e le uscite dei cani e quindi è impossibile sapere quanti siano.
di Letizia Tesi
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Fonte: ITALIA SALUTE
Non c’è nessun oggetto che possa rivaleggiare con un animale, perché si genera uno scambio affettivo tra il padroncino e l’amato quattro zampe, che non ha prezzo.
Un cucciolo sotto l’albero non solo fa felici i più piccoli, ma gli stimola e li aiuta nella crescita. Il consiglio ai genitori impegnati negli acquisti natalizi arriva da Italo Farnetani, pediatra e docente dell’Università di Milano, che statistiche alla mano assicura: ”Un cucciolo di cane è senza dubbio il preferito di bambini e adolescenti, seguito dal micio e, più indietro, da conigli, criceti e pesci rossi. Ma gli animali sono una presenza viva e una fonte di stimoli utili anche ai piccolissimi, quindi via libera al cucciolo fin dai primi mesi di vita. Gli studi di psicologia prenatale mostrano che, dal quarto mese di gravidanza, il bebè nel pancione percepisce gli stimoli esterni. Già allora si può pensare all’acquisto all’acquisto di un animale che crescerà col piccolo di casa”.
E’ importante, infatti, che il bambino e l’animale familiarizzino senza gelosie. ”Il segreto sta nel continuare a coccolare il primo arrivato, che sia il bimbo o il cane, senza penalizzarlo”. E il rischio di morsi e graffi? ”E’ provato che gli incidenti sono molto più comuni con animali altrui. Occorre insegnare al bambino a rispettare il cucciolo ed evitare, nella scelta dell’animale da regalare, le razze di cani da combattimento”.
Altre regole importanti: curare l’alimentazione e la salute dell’animale domestico, per proteggerlo e tutelare allo stesso tempo il benessere di chi vive in casa. ”Quindi mai dimenticare di sottoporre cane, gatto o criceto a vaccinazioni e controlli – dice Farnetani – Nello scegliere un ‘regalo vivo’ bisogna tener conto che, via via che il bambino cresce, specie se vive in città, il cane sarà un compagno di giochi ‘antidoto’ alle troppe ore da solo davanti alla tv o al pc”.
Il gatto è un pò meno impegnativo, prosegue l’esperto, e adatto alle case con poco spazio all’aperto. ”E anche il pesce rosso, così semplice da curare, può essere un importante stimolo per i piccoli: seguirne le evoluzioni nella vasca – sottolinea il pediatra – è meglio che guardare tanti programmi ‘spazzatura’ in tv”. I più grandi, infine, possono prendersi cura del pesce da soli, cambiando l’acqua regolarmente e dandogli il cibo, per scoprire così le prime responsabilità.
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Fonte: IL RESTO DEL CARLINO
LA PROTESTA
Animalisti in centro contro le pellicce

Manifestazione degli ‘ Animalisti Italiani’ in Galleria Cavour. Gli attivisti inscenano un mini spettacolo fingento l’uccisione di animali
BOLOGNA – Battibecchi con signore impellicciate e un capo di peliccia insanguinato esposto fuori da un negozio sono state le uniche manifestazioni intraprese dagli animalisti durante la protesta andata in scena oggi pomeriggio in centro.
Un gruppetto di attivisti degli ‘Animalisti Italiani’ ha dato vita ad una manifestazione che ha compreso anche uno spettacolo di mimi inscenato dagli attivisti, che hanno recitato le scene di uccisione degli animali, unita ad una opera di informazione e sensibilizzazione dei passanti, mediante volantini e spiegazioni. Una vera pelliccia, insanguinata, e’ stata usata per simboleggiare la realta’ delle sofferenze.
Sandro Bianchi, coordinatore della manifestazione, ha spiegato che ” gli animali continuano ad essere utilizzati e sfruttati persino per essere trasformati in pellicce, un capo d’abbigliamento che puo’ essere tranquillamente sostituito da prodotti che non comportano l’uccisione di decine di esseri viventi”. ”Nella loro vita – ha aggiunto – gli animali d’allevamento conoscono solo la reclusione in spazi limitatissimi e sovraffollati.
Trascorrono la loro vita in piccole gabbie sporche con il fondo metallico in rete, sono esposti forzatamente al freddo, al vento e al gelo per infoltirne il manto. Sono vittima dei loro stessi simili per fenomeni di cannibalismo e di aggressivita’ generati dalle allucinanti condizioni di vita. Vengono uccisi all’eta’ di 7-8 mesi mediante elettrocuzione anale e vaginale, rottura delle ossa cervicali, asfissia con gas tossici o soffocamento, sparo di un chiodo nel cervello seguito da dissanguamento. Occorrono dai 30 ai 60 animali per una sola pelliccia di visone, dai 180 ai 240 animali per una sola pelliccia di ermellino, dai 130 ai 200 animali per una sola pelliccia di cincilla’, dalle 10 alle 24 volpi per ottenere una sola pelliccia di volpe”’.
”Il movimento animalista non riesce a modificare l’approccio all’opinione pubblica e dei consumatori – ha detto ancora Bianchi – verso scelte eticamente corrette per un motivo economico: i pellicciai, e gli stilisti italiani che utilizzano pellicce, investono milioni di euro sui mass media (pubblicita’, promozioni, sponsorizzazioni, feste con testimonial celebri, regalie varie ai giornalisti¨) e riescono dunque ad imporre una sorta di ‘silenzio’ mediatico omertoso sull’argomento. Si tratta di una battaglia culturale che potra’ imporsi soltanto quando le coscienze avranno superato la fase dell’indifferenza e del rifiuto a conoscere quello che si nasconde dietro la pelliccia”.
Secondo gli animalisti ”nessun problema si e’ registrato coi negozianti, c’ e’ stato invece qualche battibecco con passanti impellicciate ed un piccolo diverbio coi vigilanti di Galleria Cavour”.
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Fonte: CORRIERE DELLA SERA (VIVI MILANO)
CIRCO di NATALE
I l carosello di cavalli andalusi, lo show con le tigri del Bengala e gli elefanti indiani, acrobati e giocolieri impegnati in esercizi di alta scuola internazionale, ballerine avvolte in luccicanti costumi e clown con i nasi rossi e le irresistibili gag, proposti insieme con moderne e magiche attrazioni: giochi d’acqua, di vento e di fuoco in un mare di effetti speciali. Ovvero i numeri classici dell’arte circense presentati accanto ad un ampio repertorio innovativo. È questo il biglietto da visita dell’American Circus, prodotto da John David Morton e dai fratelli Flavio e Daniele Togni, che debutterà sull’area di piazzale Cuoco venerdì 23 dicembre e proseguirà fino al 22 gennaio. Sotto un tendone a tre piste e sei punte si dipaneranno i quadri della nuova produzione realizzata in collaborazione con lo staff statunitense. «Bellissimo» è il titolo dato allo spettacolo. A far parte dello stesso cast sono stati chiamati artisti provenienti da tutto il mondo. Star della rappresentazione è Flavio Togni, figlio di Enis (cugino di Darix) e nipote di Ferdinando Togni, il primo a legare il nome della famiglia al Circo Americano. In omaggio ai più piccoli, fedelissimi amici dello spettacolo, il copione si sviluppa e prende spunto da un sogno che diventa realtà. Protagonista una bambina con un grande desiderio: entrare in una pista vuota, fare amicizia con un clown e vedere a poco a poco la scena animarsi di tanti personaggi. È la parata iniziale di tutta la Compagnia. Da qui seguiranno i numeri suddivisi in due tempi. Si potranno ammirare le piramidi equestri degli Alex, la troupe di giocolieri Gibatulin dalla Russia, i saltatori alle bascule Palazovj, il verticalista Igor, gli esercizi compiuti da 30 splendidi cavalli bianchi e ancora l’alta scuola equestre proposta dalla famiglia Togni: Flavio, Daniele, Della Santos (moglie di Flavio, Cristina, Tonya e Jones. E ridere a più non posso durante gli esilaranti «fil rouge» dei clown Vassallo. Pezzo forte da gustare con gli occhi all’insù è il quadro dei tre elementi: Acqua, Vento e Fuoco. Un numero ideato dal coreografo francese Cloude Lergenmuller, basato su volteggi e danze aeree, palle infuocate, fontane e cascate d’acqua. Ci sono poi il Mitologic Show in stile fiabesco con colori, luci e 13 elefanti guidati senza uso di fruste e bastoni, e il numero inedito con cinque tigri del Bengala dal manto colorato (rosa, bianco e dorato), presentato da Flavio Togni che ama definirsi addestratore non domatore. «Differenza fondamentale, perché il rapporto con gli animali deve essere costruito sulla complicità di una dedizione totale». E le novità proposte ad esempio dal Cirque du Soleil? «Sono rappresentazioni bellissime, con enormi budget e sponsor, indicate per un pubblico maturo. Non per i bambini che sono la maggioranza ai nostri spettacoli. Ma anche noi abbiamo una parte innovativa. Spettacolo nello spettacolo con gli atleti Elestonautes, in volo tra vento, fuoco e acqua.Ma la base resta circo tradizionale. Se si offre un buon prodotto non mancano i riscontri positivi. Dobbiamo ricordarci che il circo è spettacolo popolare e che dobbiamo contenere i prezzi dei biglietti». Marco Lottaroli
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Fonte: LE SCIENZE
I cani e la paura dei tuoni
Gli animali che vivono insieme ad altri cani producono meno cortisolo

Avere un padrone comprensivo e solidale non fa diminuire le reazioni nervose dei cani che hanno paura dei tuoni durante un temporale. Vivere insieme ad altri cani, invece, sì. Lo rivela uno studio di ricercatori della Pennsylvania State University, fra i primi a misurare in maniera non invasiva la produzione di uno specifico ormone, il cortisolo, prodotto sia dai cani che dai loro proprietari in risposta allo stress. La tecnica fornisce un nuovo strumento per determinare il benessere degli animali in un’ampia varietà di ambienti fuori dal laboratorio.
“Il comportamento dei proprietari o la qualità del rapporto fra cane e padrone – spiega Nancy Dreschel, il veterinario che ha condotto lo studio – non ha effetto sulla risposta ormonale che abbiamo misurato. Tuttavia, la presenza di altri cani in casa risulta collegata a una reattività allo stress meno pronunciata e a un recupero più rapido negli animali fobici”. Lo studio è descritto in dettaglio sul numero di dicembre della rivista “Applied Animal Behaviour Science”.
Durante i temporali, cani che hanno paura dei tuoni non esibiscono soltanto segni classici come uggiolii e tentativi di nascondersi, ma anche un picco di circa il 200 per cento nella produzione di cortisolo, un ormone prodotto anche dagli esseri umani in condizione di stress. Si tratta di una fobia molto comune fra i cani, che colpisce dal 15 al 30 per cento degli animali. I cani che vivono in appartamento con altri cani, comunque, presentano cambiamenti significativamente inferiori nella produzione di cortisolo rispetto a quelli che vivono da soli con i padroni. Non sono state invece osservate differenze per quanto riguarda il comportamento.
Nancy Dreschel, Douglas A. Granger, “Physiological and Behavioral Reactivity to Stress in Thunderstorm-phobic Dogs and Their Caregivers”. Applied Animal Behaviour Science (dicembre 2005).
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Fonte: PANORAMA
Usa: le vespe una nuova arma contro il terrorismo
ANSA: WASHINGTON – Una specie di vespe che non punge l’uomo e’ meglio dei cani a trovare esplosivi e potrebbe diventare una nuova arma antiterrorismo Usa. E le stesse vespe potrebbero essere usate dalle forze dell’ordine per sventare traffici di droga e dalle squadre di soccorso per individuare corpi rimasti sepolti in caso di catastrofi. Scienziati e ricercatori americani ci stanno lavorando per conto del Pentagono. Secondo la stampa americana, le vespe potrebbero mandare in pensione i cani poliziotto.
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Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
Albese (CO) con cassano Troppi piccioni: prenderanno la pillola anticoncezionale
ALBESE CON CASSANO (CO) – Piccioni: un gran problema. Ne sanno qualcosa i residenti del centro storico che, ormai da qualche anno, sono costretti ad affrontare il proliferare di questi volatili che, secondo le stime dell’assessore all’ecologia Paolo Di Adamo, «sono almeno un centinaio». Una colonia piuttosto numerosa che, inizialmente stanziata sulla chiesa parrocchiale di Santa Margherita e sulla vicina Galetera, è stata sloggiata attraverso l’impiego di bande appuntite, corrente elettrica e quant’altro a protezione delle parti alte dei due edifici. Questo non ha però spaventato i pennuti, che ora si sono impadroniti del tetti privati del circondario. Lanciato un anno fa dall’ex vicesindaco Mario Gatti, preoccupato per la quantità di escrementi lungo le strade del vecchio nucleo, il grido d’allarme è stato fatto proprio dall’amministrazione del sindaco Roberto Cigardi che, entro i primi mesi del 2006 correrà ai ripari. Il comune si affiderà a un farmaco, non a caso chiamato «Ovistop», già in produzione da tre anni nel nostro Paese. I suoi risultati, stando alle statistiche fornite dai produttori, sono impressionanti: nelle città in cui è stato impiegato, il primo trattamento ha portato a una riduzione della popolazione di piccioni variabile dal 15 al 40 per cento, mentre nel giro di un anno lo stesso dato sale addirittura al 60 per cento. Innocuo per l’uomo e per gli altri animali, il farmaco – un potente anticoncezionale – può essere somministrato da chiunque, addetti all’igiene urbana o semplici volontari ambientalisti. A questo punto la popolazione residua invecchia. «C’è poi anche una seconda conseguenza – spiega l’assessore – I piccioni normalmente tornano nel luogo dove sono nati. Se le nascite crollano, i maschi fuggono altrove in cerca di compagne e il numero di piccoli si abbatte di gran lunga. Una stima prudente parla di una riduzione vicina a un terzo». Per i colombi di Albese, insomma, il prossimo anno non sarà facile. Il trattamento inizierà a marzo, con l’obiettivo di dare quanto prima i suoi frutti, facendo fuggire altrove la colonia di uccelli che abita le case del centro. Alberto Gaffuri
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Fonte: VIRGILIO
SCIENZA/ SCOPERTO IL DNA DEI MAMMUT: “ORA E’ POSSIBILE CLONARLI”
Tra un anno sarà completata la mappatura genetica dell’animale

Roma (Apcom) – I mammut potrebbe tornare a passeggiare sulla Terra. A sostenere questa tesi è un gruppo internazionale di scienziati che ieri ha annunciato di aver ricostruito parte del patrimonio genetico dell’enorme elefante vissuto nell’era del Paleolitico. A notizia viene riportata sul sito del quotidiano britannico Telegraph.
Il team di studiosi è convinto che da questa traccia di Dna sia possibile ricostruire l’intera catena genetica dell’imponente bestia dalle lunghe zanne, alto più di tre metri e coperto da un folto mantello rosso-bruno che si estinse 10mila anni fa.
Il campione genetico, da cui si potrebbe ottenere la clonazione del mammut, proviene da un esemplare ben conservato di 27 mila anni fa scoperto in Siberia. Finora sono state lette 30 milioni di ‘lettere’ del codice genetico, pari all’1 per cento dell’intero codice. Il team di esperti è convinto di riuscire a decodificare tutti i 2,8 miliardi di lettere del Dna entro un anno.
Gli scienziati russi e giapponesi sono i più determinati nel voler clonare la bestia preistorica e per farlo ricorreranno all’aiuto di animali affini dalla mappatura genetica affine, come l’elefante.
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Fonte: IL SECOLO XIX
Thelma e Louise a quattro zampe separate per sempre da un’auto
Genova – La loro storia aveva commosso e choccato. Sembrava una favola di Natale: due femmine di cane che per non perdere i loro cuccioli avevano presidiato un bidone della spazzatura di piazzale Moroni dove qualche umano senza coscienza aveva buttato otto cuccioli appena nati. Loro, poi ribattezzate Thelma e Louise, quattro “figli” ciascuna, avevano richiamato l’attenzione di alcuni passanti fino all’intervento risolutore dei vigili urbani che avevano salvato i cuccioli e soccorso le due madri.
Poi la favola continuò. Perché una volta al canile i cuccioli vennero adottati e una famiglia residente alla Rusca fece lo stesso anche con Thelma e Louise, che ormai erano inseparabili. Ma pochi giorni fa la favola si è tinta di dramma. Louise, la tigrata delle due femmine, è infatti morta investita da un’auto in autostrada. È successo una notte che pioveva: lei ha superato la recinzione del giardino dove viveva (in via Mignone) e a causa di una protezione autostradale non troppo “ermetica”, si è trovata sulla carreggiata in direzione Genova. Un’auto l’ha centrata e uccisa. E i suoi familiari, dopo una notte di ricerche disperate, solo il mattino dopo hanno saputo del dramma. «Come perdere un figlio, uno choc indicibile», raccontano.
Ora Thelma è rimasta sola e triste. E i suoi padroni, nonostante lo choc, hanno trovato la forza di scrivere alla Società autostrade per lamentare la cattiva manutenzione delle protezioni. «È stata una disgrazia – dicono – ma se l’autostrada si preoccupasse di isolare meglio il suo tracciato non sarebbe successo. Non è la prima volta che scriviamo per questo motivo, stavolta il pretesto è purtroppo tristissimo». D. Frec.
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Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
Cani, gatti & co. Un cane per Natale? Sì, ma non è un peluche
di Michela Brambilla
In questi giorni le associazioni animaliste sono molto attente a trasmettere un messaggio diretto a prevenire il fenomeno dell’abbandono. Gli slogan sono più o meno sempre gli stessi: «Gli animali non sono giocattoli», «A Natale non regalate un animale» e via dicendo. Niente di sbagliato in queste frasi che, anzi, sono completamente condivisibili. Prendere un cane non è certo una scelta da fare senza riflettere bene. Si tratta di assumersi un grande impegno, che durerà per molti anni e, per alcuni aspetti, cambierà la propria vita. Un quattrozampe non si porta a casa al posto di un peluche per poi lasciarlo in un canile quando cresce perché non si erano fatti bene i conti delle dimensioni che avrebbe raggiunto o delle attenzioni che avrebbe richiesto. Nonostante tutte queste giuste e doverose considerazioni, non si può che suggerire un amico peloso quale migliore regalo di Natale per i propri figli. Non c’è nessun bambino che non vorrebbe trovare un cagnolino sotto l’albero. Scritto nella letterina a Gesù Bambino o chiesto insistentemente ai genitori, ogni bimbo a partire dai tre anni fino all’adolescenza arriva a desiderare di avere un amico a quattro zampe. Del resto, la coppia bambino e cane è sicuramente un legame di successo e crescere con un quattrozampe aiuta a diventare grandi. Recenti studi hanno dimostrato che i bambini ne sentono il bisogno perché oggi sono prevalentemente costretti a vivere in pieno regime di “sorveglianza”, con poca autonomia e in spazi ristretti. È naturale che percepiscano simpatia immediata per i cuccioli giocherelloni e con i quali possono instaurare un facile rapporto all’insegna della spontaneità e della libertà comportamentale assoluta. A maggior ragione sognano di avere un cane i ragazzini che soffrono di alcune carenze quali l’isolamento, la difficoltà di rapporto con i compagni di scuola o i piccoli che stanno sempre in compagnia degli adulti e sognano di avere un fratellino. In questi casi un amico peloso può significare la possibilità di colmare una forte mancanza. A spingere il bimbo verso il cane è proprio il desiderio di dare e ricevere affetto: è un animale capace di rispondere, se pur a modo suo, a tutte queste domande ed in grado di essere un compagno ed un amico. Per tutte queste ragioni e per molte altre sarebbe proprio una bella idea regalare un cane al proprio figlio. I sacrifici che richiederà saranno ampiamente ripagati dalla gioia che porterà in casa. Il posto migliore dove prendere un amico peloso rimane sempre il canile. A Lecco e a Merate splendidi cagnolini di tutte le razze e di tutte le età aspettano solo di trovare una casa. Persone competenti, che si occupano dell’adozione dei trovatelli, sapranno consigliare l’animale più adatto alle varie situazioni. I cuccioli sono irresistibili ma la scelta di un soggetto già adulto presenta diversi vantaggi. L’animale può immediatamente entrare nella nostra routine di vita ed adattarsi velocemente ai nostri ritmi mentre un piccolo quattrozampe ha bisogno di essere seguito per essere educato, socializzato ed abituato ai diversi stimoli. Nel caso la famiglia conduca un tipo di vita che le impedisca di convivere con un cane, non bisogna dimenticare che anche molti gattini cercano casa e si possono vedere al canile di Lecco. Di tutti i colori e di tutte le età, i micini sono davvero meravigliosi. Si adattano bene alla vita d’appartamento, possono essere lasciati soli anche per molte ore e sono decisamente autosufficienti. I bambini trovano nel gatto un compagno di giochi instancabile; gli anziani scoprono il piacere di dividere il proprio tempo con un animale che scandisce gli orari della loro giornata, regalando molto affetto ma senza richiedere troppo impegno di gestione. Oppure ci si può orientare anche verso il criceto, il furetto o il coniglietto. Se prendervi cura di un amico peloso non fosse invece possibile per la vostra famiglia, potete sempre regalare a vostro figlio l’adozione a distanza di un cane del canile.
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Fonte: IL DOMANI.IT
BREVI
Decollatura, cani avvelenati con polpette alla stricnina?

Decollatura (CZ) – E’ allarme tra i cacciatori che hanno scelto la zona montana di Decollatura, in provincia di Catanzaro, per cacciare. Da alcuni giorni, infatti, ignoti stanno avvelenando i loro cani. Secondo quanto riferito da alcuni cacciatori, che hanno anche denunciato il fatto ai carabinieri, le polpette avvelenate sarebbero state collocate anche all’interno delle gabbie con cui i cacciatori…
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