WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Friday November 17th 2017

Notiziario animalista

Fonte: mailing list Gruppo Bairo
I messaggi a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html
sono quattro:
1. anche i gatti piangono
2. articolo scorretto
3. regali di Natale
4. intramontabili veleni
Per aderire ai messaggi sopra elencati basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
La firma la considereremo valida per tutte e quattro le proposte..
Saluti
Bairo
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Fonte: IL SECOLO XIX
Ricerca telethon/ 2 Nei topi, modificata geneticamente la retina
Roma Per la prima volta la terapia genica ha permesso di curare nei topi alcuni difetti provocati dall’albinismo oculare di tipo I, la malattia genetica che porta ad anomalie visive, strabismo e fotofobia. Il risultato, pubblicato sulla rivista Molecular Therapy, è stato ottenuto nell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Napoli.
Nella sperimentazione, condotta su topi utilizzati come modello della malattia umana, è stata introdotta nella retina degli animali una versione corretta del gene che, se alterato, provoca la malattia. I ricercatori Telethon, coordinati da Alberto Auricchio, hanno osservato che la retina cominciava a funzionare meglio e che migliorava l’adattamento al buio. Era aumentato il numero dei melanosomi, gli organelli che nelle cellule pigmentate della retina contengono la melanina, sostanza che colora pelle, capelli e occhi. «Alcuni dei danni funzionali e strutturali alla retina provocati dalla malattia – ha osservato Auricchio – possono essere riparati con la terapia genica: nuova possibile via per la cura dell’albinismo oculare e di altre malattie genetiche dell’occhio: i prossimi passi consisteranno nel valutare il rapporto rischio-beneficio di una eventuale sperimentazione di questo tipo nell’uomo».
Il gene responsabile dell’albinismo oculare di tipo I si chiama OA1 ed è stato identificato da un gruppo di ricercatori dello stesso Tigem, nel ’95. Produce una proteina che si trova sulla membrana dei melanosomi la cui funzione è ancora sconosciuta. Per il momento il topo nel quale è stata riprodotta la malattia, privandolo del gene OA1, «è l’unico sistema disponibile al momento per studiare le cause della malattia genetica e testare eventuali strategie terapeutiche per una malattia finora senza cura». Il fatto che la malattia colpisca specificamente un organo, le cellule pigmentate della retina, rappresenta un vantaggio per il trasferimento del gene sano: è molto più facile introdurre il gene sano solo in un “ambiente” chiuso e protetto come l occhio. La navetta utilizzata per trasportare il gene sano nella retina è un virus del tipo AAV (adeno-associated virus), reso inoffensivo, tanto da non dare alcun effetto collaterale nei topi.
Alla ricerca ha partecipato Carlo Tacchetti, responsabile all’università di Genova del servizio Telethon di microscopia elettronica a disposizione della comunità scientifica italiana, che ha permesso di analizzare numero e forma dei melanosomi nelle cellule della retina.
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Fonte: ADNKRONOS
Lo riporta il quotidiano locale ‘Khaleej Times’
Emirati Arabi, nato un vitello con tre occhi e due nasi
La strana creatura ha anche un orecchio simile a quello di un cavallo ed una testa piuttosto grande su un corpo normale
Abu Dhabi, 18 dic. (Adnkronos/Ign) – Un vitellino con 3 occhi e 2 nasi è venuto alla luce in un remoto villaggio di Ras al Khaimah, uno dei sette Emirati Arabi, vicino a Khorfakkan. Lo riporta il quotidiano locale ‘Khaleej Times’. La strana creatura, con un occhio in mezzo alla fronte e i due nasi accostati, ha anche un orecchio simile a quello di un cavallo ed una testa piuttosto grande su un corpo normale.
Rashid Yousif Ahmdoh, proprietario dell’animale, ha raccontato che il vitellino, molto debole alla nascita, non è riuscito a sollevarsi sulle zampe per i primi quattro giorni. Non solo. Il cucciolo rifiutava il latte di mucca. Ahmdoh, con l’aiuto di alcuni vicini, ha aiutato il piccolo a tirarsi su. ”L’animale sta gradualmente acquistando le forze ed ora è in buone condizioni”, ha aggiunto il proprietario. Alla domanda se la madre soffrisse di qualche problema di salute, l’uomo ha risposto di no.
http://www.adnkronos.it/3Level.php?cat=Esteri&loid=1.0.248382363
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IL GAZZETTINO DI TREVISO
Sei tori in fuga, uno ancora libero
provincia di Treviso
Sei tori – che facevano parte di un gruppo di animali che dovevano essere consegnati a un’azienda di Sant’Anna di Susegana – sono fuggiti ieri pomeriggio durante le operazioni di trasbordo dal camion. Quattro sono stati bloccati nelle vicinanze, uno è stato abbattuto e un sesto è ancora in libertà.
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SUSEGANA (Treviso) Sei bestie che facevano parte di un gruppo di animali da consegnare a un’azienda di via Mercatelli sono scappate ieri pomeriggio nella campagna che digrada verso il Piave
Tori in fuga a Sant’Anna, uno sfugge alla cattura
Quattro sono stati bloccati, un quinto è stato abbattuto. Da stamane alle 7.30 in battuta anche 25 uomini della Protezione civile

(a.pe.) Di finire al macello evidentemente non avevano alcuna voglia. Se poi si considera l’esuberanza della loro giovane età, in aggiunta ad un orgoglio tutto transalpino, è facile comprendere come ieri pomeriggio a Sant’Anna una mandria di tori in fuga abbia scatenato una mobilitazione che ha quasi raggiunto i livelli della caccia alla pantera. Uno spiegamento di forze che sarà replicato pure quest’oggi, oltretutto, visto che quattro animali sono stati riacchiappati quasi subito ed un quinto è stato abbattuto, ma il sesto è ancora uccel di bosco.
L’allarme è scattato verso le 13.30, durante le operazioni di scarico di un camion francese, arrivato per una consegna all’azienda agricola della famiglia Colomberotto in via Mercatelli. Probabilmente scosse dal lungo viaggio, quando le bestie hanno visto aprirsi il portellone del mezzo non ci hanno pensato due volte: sono scese di gran carriera e via, lungo la Provinciale che collega Ponte della Priula a Falzè di Piave, hanno cercato di darsi alla macchia. Sul posto sono arrivati gli agenti del Consorzio di polizia municipale “Piave”, gli uomini della Forestale, i vigili del fuoco di Conegliano, mentre l’elicottero del 115 di Venezia ha sorvolato a lungo tutta l’area, alla ricerca dei fuggitivi. Quattro esemplari, del peso di altrettanti quintali all’uno, sono stati bloccati con l’aiuto dei pompieri ancora nelle vicinanze dell’allevamento. Al contrario gli altri due, a sprezzo della propria e altrui incolumità, hanno attraversato la strada all’altezza dell’osteria “Ciao bei” e si sono inoltrati nella campagna che digrada verso il fiume. Uno è stato individuato e colpito da un tiratore scelto con i dardi narcotizzanti; poco dopo l’animale è morto. L’ultimo toro, nonostante le minuziose ricognizioni aeree e terrestri, ha invece fatto perdere le proprie tracce, tanto da indurre i soccorsi a pensare che sia riuscito a guadare il corso d’acqua e a spostarsi sulla riva destra nella zona di Nervesa della Battaglia.
Questa è comunque solo una supposizione, in attesa che la battuta convocata per le 7.30 di stamane dia buoni risultati. «Ho chiesto l’intervento della Protezione Civile, con almeno 25 volontari, perché temiamo che la bestia sia così spaventata da poter causare un incidente vagando per le strade», ha spiegato il presidente dell’ente consortile Ivano Maset, arrivato a Sant’Anna insieme al vicesindaco suseganese Mario Colladello. Avvisati pure i carabinieri.
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Fonte: IL GAZZETTINO DI TREVISO
FOLLINA (Treviso)
Critiche su come è stata gestita l’operazione di ricerca della pantera
(Ma.C.) Se da un lato la Forestale contesta l’operato di Paride Orfei, fresco di elezione di domicilio per possibile procurato allarme, dall’altro alcuni cittadini non tralasciano di criticare la Forestale stessa. Insomma nella bagarre del caso pantera nessuno sembra più salvarsi.
A rilevare, quelle che non tarda a definire «leggerezze nelle ricerche», è Anacleto De Luca, cacciatore e apicoltore di Cison di Valmarino. «Per ben due volte ho avuto a che fare con la Forestale – dichiara – perché ho fatto delle segnalazioni sulla pantera ed entrambe le volte non mi sono sentito preso in considerazione, mi è sembrato che nell’approcciare le indagini ci fosse della leggerezza, e come me altri hanno avuto la stessa impressione». L’apicoltore, ancora a metà novembre aveva rinvenuto in un terreno vicino al suo allevamento di api un capriolo sbranato e in seguito delle tracce davvero anomale. «Questo è accaduto di giovedì – spiega – li ho chiamati perché ho notato nel terreno delle impronte che non ho mai visto. La Forestale è arrivata la domenica: ben tre giorni dopo e le impronte erano oramai sparite. Prima, ancora, avevo trovato la carcassa di un capriolo sbranato in un modo davvero sconcertante. Non solo non mi hanno mai saputo dire il perché quella bestia era stata mangiata in quel modo e da chi, ma quando ho chiamato per informarmi mi hanno trattato in modo arrogante. Ho chiesto a queste persone – continua – di controllare in base al piano di abbattimento quante bestie mancano in questa zona, ma non mi hanno preso in considerazione, nonostante io come cacciatore sia sempre nei boschi e abbia notato che la fauna selvatica è fortemente diminuita e come me altri cacciatori. Credo che in questa situazione il vero problema non sia tanto il fatto che Paride Orfei crei allarmismi, ma che a distanza di quasi tre mesi nessuno abbia ancora dato risposte a noi cittadini e detto se la bestia c’è stata, c’è ancora o dove è finita».
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Fonte: IL GAZZETTINO DI PADOVA
DENUNCIA DELLA LAV
Animali scuoiati vivi in Cina per fare pellicce da esportare

(m.a.) Stop alle pellicce importate dalla Cina. Il messaggio è stato lanciato, ieri mattina, dalla Lav (lega antivivisezione) che ha posizionato in via Roma un banchetto per la raccolta di firme per chiedere al Governo il blocco delle pelli cinesi e una etichettatura obbligatoria sulle pellicce e sui capi contenenti parte di pelliccia. Cartellino, che dovrà indicare la metodologia con cui è stato ucciso l’animale e la sua provenienza. «Questa iniziativa – spiega Roberto Bennati, coordinatore delle campagne europee della Lav – è stata promossa in tutte le città d’Italia. Ormai, nel nostro Paese gli allevamenti di animali da pelliccia non sono più di cinquanta, perchè il costo per mantenerli è diventato troppo alto. Così, si importano le pelli dalla Cina, che in un anno arriva ad uccidere dai 6 ai 7 milioni di animali. In particolare, volpi argentate e visoni, oltre ai cani e ai gatti. Il problema – prosegue Bennati – è che in Europa gli animali possono essere abbattuti solo usando il gas o l’elettricità. In Cina, invece, i sistemi per uccidere gli animali da pelliccia sono brutali. La bestia – conclude Bennati – viene tramortita con una bastonata e poi scuoiata viva. In molti casi, il povero animale senza pelle tenta ancora di scappare».
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Fonte: animalieanimali.it
VOLPI E VISONI, UNA STRAGE PER LE PELLICCE
Lunedì con Licia Colò in “Cominciamo bene animalieanimali… e” in onda alle 9 e 15 su Rai Tre.
16 dicembre 2005 – Lunedì su Cominciamo bene animalieanimali… e
Sapete quante volpi e quanti visoni ci vogliono per fare una pelliccia? E’ questa la domanda del giorno. Continua il giro d’Italia di animalieanimali… e alla ricerca di storie e appelli dai canili del nostro Paese. E’ oggi la volta di Pesaro. Non solo noi, ma anche gli animali domestici sono cittadini europei. Il nostro esperto legale, Gianluca Felicetti, ci spiega come ottenere il passaporto europeo per Fido e Micio.
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Fonte: IL MATTINO (CASERTA)
Cavalli nel dirupo, varco aperto
GIANFRANCESCO D’ANDREA
Letino (Caserta). Il rombo dell’elicottero è stato atteso per tutta la mattinata: da un lato il sindaco di Letino, Antonio Orsi, che ha deciso di recarsi personalmente in prefettura per sollecitare a tutti i costi l’intervento; dall’altro le pattuglie dei carabinieri e del corpo forestale, che di buon mattino hanno raggiunto la località Macchia Celaro, una zona alta ed impervia del Comune di Letino, dove da giorni sono isolati quattro puledri di un allevatore del piccolo comune matesino, impauriti ed infreddoliti, incapaci di ritrovare il tracciato che li ha condotti fin lì più di una settimana fa, alla ricerca di erba fresca di cui cibarsi. Finalmente, intorno alle due del pomeriggio, un velivolo dell’Aeronautica ha sorvolato la zona per una ricognizione, ma purtroppo l’esito è stato negativo: impossibile scendere di quota ed imbragare i cavalli, salvandoli dal freddo e dalla fame. Così, nel pomeriggio, si è cercato di mettere su un piano di emergenza in grado di consentire un salvataggio in extremis. Il corpo forestale ha inviato sul posto altri uomini, e, nel contempo, la Comunità montana del Matese ha mobilitato una prima squadra di braccianti agricoli e forestali, personale specializzato e soprattutto profondo conoscitore dei boschi del Matese e di tutte le loro insidie. Le squadre hanno cercato fino all’imbrunire di tracciare una sorta di sentiero di emergenza in grado di consentire agli animali una risalita più agevole rispetto al percorso già segnato. In pratica, basterebbe aprire un varco al di là del dirupo in cui giacciono i puledri, per poterli avvicinare del tutto e tirarli su a mano. Con ogni probabilità, questa mattina l’operazione di salvataggio dovrebbe riuscire. I cavalli, comunque, sembrano resistere bene al freddo e alla neve: ieri la squadra dei braccianti agricoli è riuscita ad avvicinarsi molto alla zona e le condizioni generali degli animali sembravano buone, anche perché si trovano in una zona non ricoperta interamente dalla neve. Riescono, quindi, a nutrirsi di sterpaglia e a bere grazie alla presenza della neve.
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Fonte: animalieanimali.it
Denunciate condizioni degli animali in zoo locale.
Rende (Cosenza)
”La Lav non intende rimanere immobile di fronte all’ inerzia dell’ Amministrazione comunale di Rende in relazione alla situazione del Parco Robinson. Il sindaco ha soltanto un modo per evitare che si intervenga nei suoi confronti con una denuncia per maltrattamento di animali: sanare immediatamente l’ incresciosa situazione esistente, possibilmente in maniera definitiva, con una riconversione del parco e la conseguente liberta’ per tutti gli animali”. E’ quanto si afferma in una nota della Lega antivivisezione (Lav) che pronta ad adire ”le vie legali – e’ detto in un comunicato – contro il Comune di Rende, responsabile della penosa situazione in cui versano decine di animali detenuti nel cittadino Parco Robinson”.
”Alla gia’ triste condizione di reclusione di alcuni cervi, daini, pony, cavalli, mucche e di numerosi volatili, recentemente – e’ scritto ancora nel comunicato della Lav – si e’ aggiunta quella, ancor piu’ grave, di una trentina di caprette. Ogni giorno, dalle ore 10.30 e fino al mattino successivo, le caprette vengono rinchiuse all’ interno di un piccolo tugurio, costrette ad una detenzione forzata, senza luce e con poca aria. Tale struttura, secondo il parere dei Servizi veterinari dell’ Azienda sanitaria di Cosenza – e’ detto ancora nella nota – e’ del tutto insufficiente ad accogliere questi animali, poiche’ non potrebbe contenerne piu’ di otto”.
”La situazione dello ‘zoo’ di Rende – afferma Giovanni Guadagna, responsabile nazionale settore zoo della Lav – e’ assolutamente vergognosa non solo per le oggettive condizioni di malessere in cui versano gli animali, ma anche per il fatto che questa vicenda e’ ufficialmente nota ormai da mesi”.(ANSA)
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Fonte: animalieanimali.it
Divieto molossoidi, Lav contro Ordinanza Sindaco.
Falconara Marittima (Ancona)
La Lav chiede al sindaco di Falconara Marittima (Ancona) Giancarlo Carletti di ritirare l’ordinanza che vieta la detenzione di cani come Pit bull, Rottweiler, Dogo argentino; se la richiesta risultera’ disattesa, l’associazione ricorrera’ al Tar delle Marche e promuovera’ azioni giudiziarie ”affinche’ sia valutata ogni responsabilita’ del sindaco nell’arrecare sofferenza gratuita agli animali”.
Il provevdimento di Carletti, infatti, stabilisce – secondo quanto riferisce la Lav – il divieto di detenzione di tutte le razze contenute nell’elenco allegato all’Ordinanza ministeriale recentemente entrata in vigore, o di quelli che hanno gia’ manifestato aggressivita’, ordinando la denuncia al Comune di quelli gia’ presenti nelle case dei falconaresi ”per i provvedimenti di ricovero dell’animale stesso presso il canile comunale”.
Secondo Ciro Troiano, responsabile nazionale della Lav, ”vietare anche la semplice detenzione di cani appartenenti alle razze in questione, oltre che essere costituzionalmente illegittimo perche’ lede il diritto di possedere un animale, va al di la’ delle stesse disposizioni emanate dal ministro Storace. Se a livello nazionale e’ stato ritenuto necessario emanare solo alcune misure, come l’obbligo del guinzaglio o della museruola, quale particolare condizione si verifica a Falconara per spingere il sindaco a una misura cosi’ drastica quanto inopportuna?”.
L’ordinanza, inoltre, a parere dell’associazione animalista ”viola anche le regole del buon senso: limitare la circolazione dei cani e costringerli al chiuso significa esasperare le loro condizioni e cio’, in presenza di problemi comportamentali, non puo’ che influire negativamente anche sull’eventuale aggressivita”’. (ANSA)
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Fonte: ENPA (DALLE SEDI)
E’ MORTO REX, IL CANE ABBANDONATO PER MESI IN CASA
Non ce l’ha fatta Rex, il pit bull abbandonato per mesi dentro casa, trovato alla fine di novembre dai volontari dell’Enpa di Monza e Brianza in una casa di Seregno (Milano), dove i proprietari avevano lasciato lui e un husky più fortunato in giardino, dove i vicini riuscivano a dargli da mangiare. Nonostante le cure veterinarie prestate immediatamente e l’affetto dei volontari, il quattrozampe non è riuscito a sopravvivere alla fame e alla sete che lo avevano debilitato al punto da non riuscire a ristabilirsi nemmeno con cure intensive, soprattutto perché aveva perso la capacità di ingerire cibo solido e le flebo non sono state sufficienti.
I padroni hanno dichiarato che una volta a settimana si recavano a portargli del cibo, ma chi ha potuto vedere il cane non ha dubbi sulla gravità delle privazioni cui questo animale è stato costretto per un lungo periodo di tempo; al momento del ritrovamento, l’animale non era più nemmeno in grado di abbaiare per la spossatezza. Unica consolazione di una storia drammatica, le condizioni dell’altro cane, Turner, che grazie all’assistenza di alcuni vicini di casa è riuscito a mantenere delle condizioni fisiche accettabili; ora è ospitato presso il canile di via Buonarroti e cerca una famiglia che gli vorrà bene. L’Enpa di Monza e Brianza si adopererà affinché venga fatta giustizia in questa vergognosa vicenda, lasciando alla Magistratura il compito di perseguire i proprietari, che saranno processati per maltrattamenti.
Con l’occasione, la sezione di Monza e Brianza ricorda che sono moltissimi i quattrozampe in attesa di una nuova famiglia. È stata adottata al canile di Monza Cesarina, cane vip dopo il servizio dedicato dal TG5 ai trovatelli brianzoli, ma troppi dei suoi compagni di sventura aspettano ancora che qualcuno gli dimostri che gli uomini sono capaci di voler bene quanto gli animali. (16 dicembre)
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Fonte: IL MATTINO (AREA METROPOLITANA SUD)
SEQUESTRO DEI FORESTALI NEL PARCO DEL VESUVIO
Bracconiere nella rete, liberati 30 cardellini

FABIO DE SILVA
Ercolano (NA). Sequestrati trenta cardellini molti dei quali sottratti alla fauna protetta del Parco nazionale del Vesuvio per un valore complessivo di circa undicimila euro. Questo il risultato di un blitz compiuto dagli uomini del corpo forestale dello Stato di Torre del Greco, diretti dal comandante Ciro Palomba. Ad essere denunciato alla procura di Torre Annunziata per maltrattamento e custodia di animali protetti è stato un pregiudicato cinquantenne residente a Ercolano. P.V. – queste le iniziali del cacciatore fuorilegge – è stato sorpreso ieri mattina nell’area del parco conosciuta col nome di «Ripa della Quaglia», mentre era intento a predisporre le trappole per catturare preziosi cardellini, uccelli assai apprezzati sul mercato per il loro canto, tanto che un solo esemplare può raggiungere il costo di seimila euro. La zona di San Vito dove il cacciatore aveva predisposto le reti con i richiami vivi (costituiti da altri cardellini ingabbiati con il compito di attirare i loro simili) rientra nella «fascia 2», sottoposta cioè a divieto assoluto di caccia. L’uomo, al momento del blitz dei forestali, è stato trovato in possesso di dieci cardellini appena catturati. Ma l’operazione antibracconaggio è proseguita anche nell’abitazione del pregiudicato in via Pugliano a Ercolano. Lì, gli uomini del comandante Palomba hanno trovato altri 20 cardellini, ciascuno dei quali valeva circa 500-600 euro, per un totale complessivo di oltre diecimila euro. I trenta esemplari, pronti per essere accoppiati e venduti, sono stati liberati nella più tutelata «fascia 1» del parco nazionale del Vesuvio, posta al di sopra dell’Osservatorio vesuviano, dove, per accedervi, è necessaria apposita autorizzazione.
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Fonte: IL MESAGGERO (ANCONA)
Pit-bull vietati, il caso diventa nazionale Lav ed Enci vogliono ricorrere al Tar
di MARINA VERDENELLI
FALCONARA (Ancona) L’Enci e la Lav contro l’ordinanza del sindaco Carletti relativa al divieto di detenere cani di indole pericolosa sul territorio comunale. Il caso è esploso prima a Milano, lunedì scorso, durante una riunione dell’Ente nazionale cinofila italiana che ora promette una battaglia legale. Stessa posizione per la lega italiana antivivisezione che ricorrerà al Tar delle Marche per l’annullamento dell’atto amministrativo. Stando all’Enci e alla Lav quello di Falconara è l’unico comune d’Italia ad aver adottato un provvedimento così restrittivo per agli amici a quattro zampe che arreca sofferenza gratuita agli animali. La questione si fa dunque rovente. Solo alcuni giorni fa era intervenuto nel merito anche il consigliere comunale dorico Giovanni Zinni che per primo aveva gridato allo scandalo. Oggi la mossa delle più autorevoli associazioni animaliste.
«E’ illegittima – tuona Gianfranco Gabrielli, consigliere nazionale dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana e residente ad Ancona – contrasta con il decreto stilato dal ministro Storace. Tale decreto, che in sostanza modifica quello emanato prima dall’ex ministro della salute Sirchia, non ne vieta la detenzione ma l’addestramento ai fini aggressivi dell’animale, l’applicazione della museruola e del guinzaglio e l’obbligo assicurativo. Il possesso è vietato solo ai pregiudicati. L’ordinanza del sindaco Carletti pertanto è assurda».
Entrata in vigore il 9 dicembre scorso vieta la detenzione, nel territorio di Falconara, sia pubblico che privato, di ben 17 razze tra cui anche il pit-bull. «Chi ha uno di questi cani – aveva detto il sindaco in un’intervista rilasciata al Messaggero – lo deve portare al canile. La decisione è stata presa per tutelare la sicurezza pubblica. Eventuali deroghe potranno essere prese in esame, ma solo successivamente». A controllare il territorio saranno i vigili urbani con l’obbligo di multare, fino a 500 euro, i possessori dei cani che non rispetteranno l’ordinanza. «Qualunque cittadino – spiega Gabrielli – può impugnare la normativa dettata dal primo cittadino e ricorrere al Tar. E’ quanto faremo noi dell’Enci se Carletti non ritornerà su i suoi passi. Chiederò subito un incontro con il sindaco per esporgli la questione».
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Fonte: IL GAZZETTINO DI TREVISO
Carne per cani nel ragù Condannato
Nervesa della Battaglia (Treviso)
È stato condannato a pagare un’ammenda di 8 mila euro per aver preparato nel suo self service (il Centro ristorazione) a Nervesa della battaglia ragù con carne destinata ad alimenti per cani e gatti e averla regolarmente somministrata agli avventori, umani. La sconcertante notizia deriva da un decreto penale cui Aldo Favrel, 62 anni, di Nervesa, non ha fatto opposizione.
L’accertamento era stato eseguito nel febbraio scorso dal servizio veterinario dell’Uls 8, e gli esami sui campioni prelevati erano stati eseguiti dall’Uls stessa di Asolo.
L’ammenda è stata inflitta sia per il confezionamento del ragù con la carne destinata al cibo per animali sia per aver fatto passare per genuina una sostanza alimentare che non lo era.
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Fonte: IL GAZZETTINO DI ROVIGO
ANIMALI & CIRCHI
Guolo: «La Lav non fa proteste violente»

«Sicuramente i manifestanti non erano della Lega antivivisezione». Sandro Guolo, portavoce della sezione rodigina della Lav, replica a Loredana Bellucci, direttore artistico del circo acquatico che nei giorni scorsi aveva presentare il proprio spettacolo in città. Bellucci aveva lamentato che a Conegliano alcuni attivisti avevano protestato con urla e offese rivolte agli operatori del circo e agli spettatori.
«La Lav – continua Guolo – ripudia la violenza e sostiene la causa animalista attraverso un’informazione capillare di quanto avviene nel mondo del circo e in altri ambiti. Nel nostro sito internet si possono scaricare decine di documenti che sostengono le nostre campagne e sono disponibili anche documentari che mostrano quanto avviene durante l’addestramento degli animali adibiti a spettacoli circensi. Tutto questo nel rispetto dei diritti di tutti e senza mai alzare la voce».
A giugno 2004 la Lav ha anche preparato una proposta di regolamento di tutela animale, studiato assieme alla Lega per la difesa del cane e all’associazione Uomo ambiente natura, per fissare nuove norme per evitare forme di sfruttamento sul territorio comunale. Nel regolamento, presentato all’allora assessore Nadia Romeo e ora sul tavolo del nuovo incaricato Nello Piscopo, sono presenti anche disposizioni relative alle esibizioni di circhi con numeri eseguiti da animali. La speranza dei volontari della Lav è che la proposta possa arrivare in consiglio comunale entro il termine del mandato della giunta.
Intanto oggi la Lav, come in altre dieci città venete, è mobilitata contro la Cina, dove si scuoiano vivi gli animali per i mercati della moda in Europa, Usa, Giappone, Corea e Russia.
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Fonte: IL SECOLO XIX
A Imperia Fido cerca moglie, agenzia matrimoniale per cani
Cane bella presenza, referenziato cerca moglie giovane, alta e slanciata
Anche Fido finalmente può trovare l’anima gemella tra gli annunci di un’agenzia matrimoniale in via XXV Aprile
Imperia – «Carlo 2 anni, bella presenza, razza Carlino, cerca moglie. Chiamatemi al numero 338… chiedete della mia padrona Francesca…».
E’ uno dei tanti annunci che appaiono nella grande bacheca della prima agenzia matrimoniale per cani di Imperia. Una novità assoluta per la Riviera di Ponente.
Per incontrare l’anima gemella Fido e il padrone non devono pagare neppure un centesimo. Tutto è assolutamente gratuito. Ed è questa la grande forza dell’iniziativa avviata da due giovani commercianti milanesi Sabrina Maran e Stefano Grassi, titolari del negozio “Scoobydoo” di via XXV Aprile. «Se la storia d’amore dovesse andare a buon fine – dicono sorridendo i due negozianti lombardi – chiediamo almeno che ci venga donata la bomboniera come ricordo del loro incontro».
L’agenzia matrimoniale è aperta al mattino e al pomeriggio e si trova poco dopo il Tribunale. Stefano e Sabrina espletano tutte le pratiche necessarie per organizzare un matrimonio con i fiocchi per l’amico più fedele dell’uomo. L’idea di per séè semplicissima ed ha già catturato l’attenzione di moltissimi padroni di animali che risiedono in città. «Abbiamo allestito la bacheca di “Scoobydoo”. I proprietari dei cani in cerca dell’anima gemella lasciano i loro messaggi corredati anche da diverse fotografie. Chiunque entra in negozio può consultarla. Il servizio è ovviamente dedicato soprattutto a cagnolini e cagnoline ansiosi di conoscere un fidanzatino o una mogliettina che possa condividere momenti felici per tutta la vita. Le richieste di incontro tra quattrozampe non mancano. Aumentano giorno dopo giorno».
Per migliorare il servizio Sabrina e Stefano hanno intenzione di creare anche un album fotografico, magari inserendo anche qualche nota in più sul carattere dell’amico Fido in cerca del partner.
Quello degli incontri tra quattrozampe non è l’unico servizio offerto dallo “Scoobydoo”. Stefano e Sabrina hanno messo a punto anche un accurato servizio di assicurazione per cani, assistenza legale e soprattutto una sorta di corso di addestramento urbano per controllare anche la sociovolezza dell’animale. Per i problemi di carattere comportamentale i due commercianti si sono affidati alle tecniche dell’esperto Giancarlo, un addestratore che al sabato tiene anche dei test assolutamente gratuiti per i cani, anche quelli più irrequieti.
barbera@ilsecoloxix.it – Giò Barbera
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Fonte: CORRIERE ADRIATICO
“Ritiri l’ordinanza che vieta la detenzione o faremo ricorso al Tar. E’ costituzionalmente illegittima”
Cani aggressivi, Lav contro Carletti

FALCONARA (AN) – La Lav chiede al sindaco di Falconara Carletti, di ritirare l’ordinanza n.406 del 13 dicembre 2005, che vieta la detenzione di tutti i cani appartenenti alle razze contenute nell’elenco allegato all’Ordinanza del Ministero della Salute del 3 ottobre 2005 “Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressività dei cani”. Se la richiesta risulterà disattesa, l’associazione ricorrerà al Tar delle Marche per l’annullamento dell’atto amministrativo e promuoverà le azioni giudiziarie, anche penali, che riterrà opportune affinché sia valutate ogni responsabilità del sindaco nell’arrecare sofferenza gratuita agli animali.
L’ordinanza del sindaco Carletti, infatti, oltre ad una serie di norme generali di Pit bull, Rottweller, Dogo argentino e di tutte le altre razze contenute nell’elenco allegato all’ordinanza ministeriale recentemente entrata in vigore, o di quelli che hanno già manifestato aggressività, ordina la denuncia di quelli già presenti nelle case dei falconaresi “… al Comune per i provvedimenti di ricovero dell’animale stesso presso il Canile Comunale” (punto 7 dell’Ordinanza 406 del 13/12/2005).
“Il sindaco di Falconara prof Carletti, si distingue ancora una volta in negativo, come già nel 2000 quando emanò un provvedimento analogo per la detenzione e la circolazione dei cani – dichiara Ciro Troiano, responsabile nazionale Lav -. Vietare anche la semplice detenzione di cani appartenenti alle razze in questione, oltre che essere costituzionalmente illegittimo perchè lede il diritto di possedere un animale, va al di là delle stesse disposizioni emanate dal Ministro Storace. Se a livello nazionale è stato ritenuto necessario emanare solo alcune misure, come l’obbligo del guinzaglio o della museruola, quale particolare, condizione si verifica a Falconara per spingere il sindaco ad una misura così drastica quanto inopportuna”»
Secondo la Lav questa ordinanza viola anche le regole del buon senso: limitare la circolazione dei cani e costringerli al chiuso significa esasperare le loro condizioni e ciò, in presenza di problemi comportamentali, non può che influire negativamente anche sull’eventuale aggressività.
Il paradosso, a giudizio della Lav, è che se un cane aggredisce una persona in qualsiasi altra parte d’Italia la legge prescrive un semplice periodo di osservazione dopo il quale, se non è affetto da rabbia o non dà segni di manifesta aggressività, il cane è libero di circolare.
“Sottrarlo all’affetto e alle cure della famiglia di cui fa parte condannandolo ad una vita in canile significa, inoltre, maltrattare un cane, privandolo delle attenzioni cui è abituato”, conclude Trolano. “Quali misure intende adottare il sindaco Carletti per garantire il benessere dei cani deportati forzatamente al canile?”. La battaglia si annuncia sin da ora molto dura e non priva di colpi di scena.
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Fonte: GAZZETTA UFFICIALE
REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE (PROVINCIA DI BOLZANO)
Regolamento di esecuzione in materia di protezione degli animali.
http://replica.presstoday.com/gu2/dettaglio.php?id=132639
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Fonte: IL MESSAGGERO (ABRUZZO)
LA PROVINCIA CONTRO L’ABBANDONO DEGLI ANIMALI
Pescara – Parte la campagna contro l’abbandono degli animali promossa dalla Provincia in collaborazione con gli animalisti. In Abruzzo si stima che siano circa centomila gli animali randagi. La regione si colloca al sesto posto in Italia per abbandono di cani e gatti. Secondo il ministero della Salute, 42.710 sono i cani randagi presenti in regione e oltre 50 mila i gatti. “La Campagna – ha detto Lina Bufarale, delegato regionale dell’associazione Animalisti Italiani Onlus – andrà avanti per il periodo delle festività natalizie, uno dei momenti in cui il triste fenomeno dell’abbandono ha origine per poi inasprirsi in estate, nel periodo delle ferie: è infatti nel periodo invernale che decine di migliaia di genitori regalano cuccioli ai figli, come se si trattasse di un giocattolo o di un pupazzo. La mancanza di una scelta consapevole è una delle principali cause dell’abbandono estivo di animali: è dunque indispensabile sensibilizzare oggi l’opinione pubblica, per prevenire realmente il triste fenomeno del randagismo”. Ieri sono stati presentati uno spot tv, uno spot radio, un opuscolo, un manifesto, una locandina, un volantino, un calendarietto 2006 (i materiali possono essere richiesti gratuitamente a: animalistiitaliani libero.it) con Testimonial d’eccezione Veronica Pivetti e lo slogan: “Non è mio, vive con me. Adottando un amico la tua casa diventa anche la sua. Ti sarà compagno di vita. Non vederlo mai come un oggetto da possedere. Il valore di una relazione si misura nel rispetto per l’altro”.
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Fonte: VILLAGGIO GLOBALE
Denuncia e protesta di Greenpeace
La Monsanto vuole brevettare i maiali

Vi sono anche i maiali della razza Schwaebisch Haellische, fra quelle oggetto di brevetto, ma che è stata selezionata in Germania fin dal 1820
Greenpeace denuncia oggi a Monaco, all’Ufficio Europeo Brevetti, il tentativo della Monsanto di brevettare diverse razze di maiali.
Attivisti dell’associazione hanno portato alla sede dell’Epo (Ufficio Europeo Brevetti) un cesto con dei maialini, chiedendo all’Ufficio di rigettare la richiesta della multinazionale.
I maialini sono della razza Schwaebisch Haellische, una di quelle che sarebbe oggetto di brevetto, ma che è stata selezionata in Germania fin dal 1820.
«Il maiale non è un’invenzione. La Monsanto vuole derubare in questo modo gli allevatori. Ha richiesto 12 brevetti, elencando caratteristiche genetiche che sono comuni a quasi tutte le razze europee di maiali e pretendendo che i maiali con queste caratteristiche sono invenzioni della multinazionale!», afferma Federica Ferrario, responsabile Ogm di Greenpeace.
Greenpeace ha fatto un esperimento. Prendendo come base le caratteristiche indicate in una richiesta di brevetto, la WO 2005/017204, ha analizzato le caratteristiche genetiche di 30 maiali di 9 razze o i loro incroci.
8 razze e circa la metà dei maiali rientravano nella descrizione dei maiali per i quali la Monsanto chiede il brevetto.
«Nel corso del 2005 sono stati concessi dall’Ufficio Europeo Brevetti oltre 100 brevetti su piante, oltre 40 su animali e circa 200 su geni umani. Una cifra record, che non si era mai registrata prima in un solo anno. La corsa ai brevetti sul vivente deve finire!», afferma Ferrario.
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Fonte: KATAWEB
CLIMA: GHIACCI SI SCIOLGONO,ORSI BIANCHI STANNO ANNEGANDO
Alaska: si sciolgono i ghiacci a causa del surriscaldamento climatico e molti orsi bianchi annegano. Lo rivela una ricerca americana.. – Gli scienziati hanno per la prima volta documentato delle vittime tra gli orsi bianchi della Alaska, probabilmente annegati dopo aver attraversato a nuoto lunghe distanze nell’oceano, tra i ghiacci della calotta polare che si stanno sciogliendo. Lo rivela uno studio del governo americano pubblicato dal ‘Wall Street Journal’. Il Minerals Management Service (il Servizio di Gestione dei Minerali) del ministero dell’Interno, che ha compiuto una ricognizione aerea lungo le coste dell’Alaska nel settembre del 2004, conto’ in quell’occasione una decina di orsi che nuotavano in mare aperto; e calcola che in quel momento erano probabilmente una quarantina quelli che si trovavano lontano da qualunque banco di ghiaccio. Gli orsi nuotano anche su lunghe distanze per andare a caccia di cibo, ma devono avere banchi di ghiaccio a cui appoggiarsi. “Molti di loro probabilmente sono affogati”, si legge nel rapporto. Tornati qualche giorno piu’ tardi in zona, dopo una violenta mareggiata, i ricercatori trovarono infatti quattro cadaveri di orsi senza vita, che galleggiavano in mare aperto. A settembre del 2004, la calotta polare si era ritirata di 260km a nord della costa dell’Alaska, un record per il disgelo. E nei 25 anni di ricognizione aeree annuali compiute prima del 2004, gli scienziati non avevano mai visto piu’ di un solo orso che nuotava in mare aperto, ogni due anni. “Per chiunque si chieda come gli orsi polari si adatteranno al surriscaldamento climatico e alla ridotta superficie ghiacciata, la risposta e’ semplice: moriranno”, ha commentato un docente di biologia marina nell’Universita’ dell’Alaska, Richard Steiner. L’organizzazione ecologista ‘GreenPeace’ ha cominciato in questi giorni a trasmettere uno spot negli Stati Uniti in cui vengono mostrati un orso polare e un cucciolo sulla banchisa che si sta sciogliendo. I due orsi scivolano sotto il livello dell’acqua. E una voce fuori campo avverte: “Gli orsi polari potrebbero essere presto estinti a causa del surriscaldamento climatico”. (AGI)
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Fonte: CORRIERE ROMAGNA – EDIZIONE CESENA
Cani avvelenati in Alto Savio “Barbarie da far cessare”
ALTO SAVIO – Controlli maggiori per evitare gli episodi di barbarie che hanno per vittima i cani. A seguito degli episodi di avvelenamento avvenuti nell’alta Valle del Savio, in particolare nei territori dei comuni di Verghereto e Bagno di Romagna, ieri mattina il presidente della Provincia, Massimo Bulbi, ha incontrato assieme al dirigente del servizio Flora e fauna, Zanfini, il sindaco di Verghereto, Fedele Camillini, accompagnato dal presidente della Federcaccia di Verghereto, Graziano Margheritini e dal presidente Atc Forlì 3 Giuseppe Bardeschi, per fare con loro il punto della situazione e individuare idonei interventi di prevenzione atti a stroncare il fenomeno. Si è convenuto di predisporre azioni coordinate fra il Corpo provinciale di vigilanza venatoria, il Corpo Forestale dello Stato e le altre forze dell’ordine per monitorare il territorio. “Con l’impegno congiunto di tutte queste forze – ha dichiarato Bulbi – intensificheremo i controlli, in particolare, durante la stagione venatoria, ma continueremo a svolgerli in modo capillare durante tutto l’anno. Vogliamo far cessare questi atti incivili e individuare i responsabili”.
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Fonte: IL TEMPO
Il bue e l’asinello adoranti simboli di forza e di umiltà
di MARINA CEPEDA FUENTES
Nel presepe, che in molte famiglie si è cominciato a costruire fin dal giorno dell’Immacolata, ci sono sempre il bue e l’asino. È una tradizione che non risale ai Vangeli canonici riconosciuti dalla Chiesa ma a un vangelo apocrifo, quello dello Pseudo Matteo: «Il terzo giorno dopo la nascita del Signore – narra – Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla: mise il bambino nella mangiatoia e il bue e l’asino l’adorarono. Così si adempì ciò che era stato preannunziato dal profeta Isaia che aveva detto: «Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l’asino la greppia del padrone. Infatti questi animali, avendolo in mezzo a loro, lo adoravano senza posa». Nei bestiari medievali i due animali hanno ispirato tanti simboli. Secondo San Girolamo l’asino rappresenterebbe l’Antico Testamento e il bue il Nuovo. A sua volta Isidoro di Siviglia vedeva nell’asino i pagani e nel bue gli ebrei che dovevano essere evangelizzati. Altri ancora sostengono che il bue figura il Buon ladrone e l’asino il Cattivo. Il bue a sua volta ha simboleggiato persino il Cristo crocifisso, come testimonia il rilievo di un pilastro di un edificio protocristiano di Efeso dove, sotto la Croce, si vede un animale con una piccola croce sul dorso. Un simbolo facilmente comprensibile nel mondo antico dove il bue, come il toro, era una vittima nei sacrifici. Ma nel medioevo il bue paziente e robusto nell’aratura ha evocato soprattutto il simbolo del Cristo che «lavorava nel campo di Dio». In ogni modo l’asinello del Presepe è l’animale che ha suscitato più simboli nel Medioevo, soprattutto positivi «perché un asino che adorava Gesù bambino non poteva non essere un animale dotato di virtù». Ad esempio l’asinello evocò anche il simbolo di una virtù propria dell’animale che sopporta con pazienza fatiche e maltrattamenti compiendo anche i servizi più umili.
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Fonte: ADN KRONOS
LA LIPU SEQUESTRA 15 MILA TRAPPOLE E RETI FISSE NEL CAGLIARITANO
In una di queste ritrovata addirittura una capra, ormai morta; alcuni tordi e un gheppio, rinvenuti ancora in vita, sono stati immediatamente liberati
Cagliari, 16 dic. (Adnkronos) – Quindicimila trappole e decine di reti fisse lunghe per catturare tordi e pettirossi, una miriade di lacci e cavetti metallici per intrappolare cervi, gatti selvatici e cinghiali. E’ il bilancio del campo antibracconaggio effettuato dalla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) e concluso nei giorni scorsi nel cagliaritano. Provenienti da Sardegna e da altre regioni, i volontari, cui si sono aggiunti alcuni attivisti della Lac, sono stati impegnati nella rimozione di trappole mortali e reti per la cattura di passeriformi, principalmente tordi, pettirossi, capinere. Alcuni tordi e un Gheppio, ritrovati ancora in vita, sono stati immediatamente liberati. I volontari hanno anche rimosso un centinaio di cavetti metallici per catturare mammiferi.
La situazione piu’ grave e’ risultata quella della localita’ Capoterra, dove in soli quattro giorni di attivita’ sono state rimosse circa 15.000 trappole, una piccola parte di quelle realmente installate, 10.000 delle quali nella sola valle di San Gerolamo. In una di queste era stata catturata una capra, trovata ormai morta. In alcune localita’ sta prendendo sempre piu’ piede il devastante fenomeno delle reti fisse. Nel territorio ”Settefratelli”, solo formalmente protetto, sembra operino diversi soggetti, organizzati in associazioni, che possiedono migliaia di reti di sbarramento (strumenti fino a pochi anni fa sconosciuti in Sardegna) e che gestiscono un colossale e redditizio traffico illegale, utilizzando manodopera di tossicodipendenti, con elevati rischi per la salute dei consumatori finali.
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Fonte: IL SECOLO XIX
Gattina vittima di sevizie
E’ tornata a casa dolorante con un laccio al ventre

provincia di La Spezia
Era scomparsa dalla sua abitazione una settimana fa. E’ tornata sulle sue zampette, provata e dolorante, con un laccio che le stringeva il ventre: utilizzato probabilmente da qualcuno che intendeva farla soffrire, e ucciderla. Vittima della sevizia, una gatta che malgrado la sofferenza è riuscita a ritrovare la strada di casa, e a spingere la porta, perché i proprietari – che la cercavano da giorni – potessero sentirla. L’episodio è avvenuto fra Lerici e Arcola. La bestiola vive presso una famiglia, in una palazzina. Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine, per capire chi possa aver meditato una simile crudeltà, ai danni dell’animaletto, piccolo e innocuo. Il caso è stato segnalato all’ufficio tutela animali del Comune della Spezia, che coordina gli interventi in tutti i Comuni della provincia: uno dei primi servizi pubblici istituiti in Italia, per attuare una maggiore applicazione delle normative di tutela. «Non so come abbia fatto quella gattina a sopravvivere – si indigna la responsabile, Antonietta Zarrelli – malgrado il laccio che le stringeva la pancia, chissà quanto si è trascinata, perché voleva ritornare alla sua casa: ha sentito il richiamo, ha seguito il suo istinto, e quando ormai i suoi proprietari non credevano più di poterla ritrovare, è ricomparsa. E’ stata salvata, anche se è stata sottoposta a dure prove. E’ questo solo l’ennesimo caso di violenza che siamo costretti a constatare, a livello provinciale». Antonietta Zarrelli ammette di essere provata: «Ogni giorno segnalazioni nuove, continui abbandoni, casi di maltrattamento – spiega – devo ringraziare tutte le forze dell’ordine, l’ufficio veterinario Asl diretto dalla dottoressa Scaffardi, le associazioni dei volontari, e quei cittadini che credono in questo servizio, e che ci consentono di guardare ancora avanti con fiducia. Certo, quando poi continuiamo a registrare una media di oltre tre cani abbandonati a settimana, con il canile pieno, e le continue denunce di episodi come questo appena avvenuto, verrebbe voglia di dire basta». Sotto le festività, è maggiore il numero degli abbandoni: cani e gatti diventano improvvisamente scomodi per chi deve partire, e molti pensano di disfarsene. «E’ un reato punito dalla legge, perfino con l’arresto – sottolinea l’ufficio tutela – oltre che un atto di inciviltà».
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