WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Wednesday November 22nd 2017

Notiziario animalista

L’animale ha un cuore che percepisce, come te.
L’animale prova gioia e dolore, come te. L’animale ha le sue aspirazioni, come te.
L’animale ha il diritto di vivere, come te.”
Peter Rosegger (1843-1918)
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
I messaggi a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html
sono due:
1. il canile che non c’è
20 maschere e parrucche
Per aderire ai messaggi sopra elencati basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
La firma la considereremo valida per tutte e due le proposte..
Saluti
Bairo
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Fonte: IL TEMPO (ABRUZZO)
Sette cavalli bloccati dalla neve
A 1.800 metri di altezza nel Parco nazionale. Squadre di soccorso

L’AQUILA — Una nevicata ha bloccato sette cavalli su un altopiano a 1.800 metri di altezza, sul versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in un’area a confine fra le tre regioni. Le squadre del soccorso alpino, specializzate in sci alpinismo, hanno cercato di creare un varco sulla neve, alta in alcuni tratti oltre due metri, per realizzare lungo circa 1200 metri, per consentire la discesa a valle degli animali. La zona è situata tra il monte Irto e il monte Mari, nella zona de Le gravare, nel Comune di Settefrati (Frosinone). All’operazione collaborano i Carabinieri e i guardiaparco e il Corpo Forestale dello stato, che ha messo a disposizione un elicottero AB 412 per portare le squadre di soccorso velocemente nel luogo delle operazioni. Ma a causa del maltempo non è stato possibile trasportare i soccorritori con l’elicottero. I soccorsi sono proseguiti a piedi e la Protezione civile ha inviato anche due fuoristrada per facilitare le operazioni. Compatibilmente con le condizioni meteo si tenterà di mandare del cibo per gli animali attraverso un aviolancio.
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Fonte: IL TEMPO (INTERNI-ESTERI)
GIOCHERELLONI, scodinzolanti e saltellanti, oppure ringhiosi e talvolta troppo aggressivi cagnoni inclini …
… a fare da guardia e potenzialmente pericolosi: è scritto nei geni il segreto di differenze così marcate tra le varie razze di cani, differenze non solo nella taglia ma anche nel comportamento. A dimostrarlo un vasto studio di genetica basato sul confronto del genoma di varie razze di cani domestici e selvatici, diretto dai ricercatori del The Institute for Genomic Research (TIGR) grazie alle mappe genomiche di questi animali rese disponibili da decine di ricercatori sparsi in vari istituti. I lavori sono stati pubblicati sulle riviste Genome Research la quale presenta anche il libro «Il cane e il suo genoma», e Nature, in cui viene diffusa la prima mappa genetica ad alta risoluzione del cane, in particolare di un esemplare della razza boxer. Le diverse analisi genetiche sono state condotte da Ewen Kirkness e Wei Wang del TIGR, da Kerstin Lindblad-Toh ed Eric Lander del Broad Institute of Harvard Boston e del Massachusetts Institute of Technology (MIT), in Massachusetts ed hanno coinvolto almeno 15 diversi istituti di ricerca. Sono emersi qualcosa come 2,5 milioni di specifiche differenze genetiche tra le diverse razze, chiara spiegazione delle differenze tra questi cani. Ma è emersa anche una marcata somiglianza col genoma umano, rivelando che gli uomini condividono col loro amico a quattro zampe una quantità di Dna maggiore che non quella in comune con il topo. Ciò conferma l’utilità di studiare la genetica dei cani per capire le malattie umane. Il cane, primo animale a essere addomesticato almeno 15 mila anni fa a partire da un’unica specie di lupo e di cui si stima vi siano oggi nel mondo 400 milioni di esemplari, è oggi una specie che conta qualcosa come 400 razze diverse, in seguito alla prolungata opera di incroci selezionati che l’uomo esegue da centinaia di anni; questi incroci spiegano la straordinaria diversità di tratti e comportamenti tra esemplari di razze diverse.
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Fonte: CITTADINO LEX
Le regole che evono osservare i possessori di questi animali
L’elenco dei cani pericolosi

(Ordinanza Salute 3.10.2005 Gu 2.12.2005)
Ordinanza di tutela contro i cani aggressivi del ministro della Salute. L’ordinanza, del 3 ottobre 2005 ma pubblicata sulla gazzetta del 2 dicembre scorso, è stata emessa per l’incolumità pubblica da cani pericolosi. In attesa dell’emanazione di una disciplina normativa organica in materia, sono vietati: l’addestramento inteso ad esaltare l’aggressività dei cani, l’addestramento inteso ad esaltare il rischio di maggiore aggressività di cani pitbull e di altri incroci o razze, qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività e la sottoposizione di cani a doping. I proprietari e i detentori di cani hanno l’obbligo di applicare la museruola o il guinzaglio ai cani quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico e quando vengono condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto. E’inoltre vietato acquistare, possedere o detenere cani di determinate razze ai delinquenti abituali, o per tendenza; a chi è sottoposto a misura di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale; a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni; a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per alcuni casi di reato; ai minori di 18 anni e agli interdetti e inabilitati per infermità. Chiunque possegga o detenga alcune razze di cani, ha l’obbligo di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati dal proprio cane contro terzi. I proprietari e i detentori dei cani, che non intendono mantenere il possesso del proprio cane nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente ordinanza, debbono comunicarlo alle autorità veterinarie competenti del territorio al fine di ricercare con le amministrazioni comunali idonee soluzioni di affidamento dell’animale stesso.La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze armate, di Polizia, di Protezione civile, dei Vigili del fuoco.
MINISTERO DELLA SALUTE ORDINANZA 3 ottobre 2005 Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressività di cani. (GU n. 281 del 2-12-2005)
IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281;
Visto l’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l’articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visti gli articoli 544-bis, 544-sexies e 727 del codice penale;
Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;
Visti gli episodi di aggressione alle persone da parte di cani;
Ritenuta la necessità e l’urgenza di adottare, in attesa della emanazione di una disciplina normativa organica in materia, disposizioni cautelari a tutela della salute pubblica;
Ordina:
Articolo 1.
1. Sono vietati:
a) l’addestramento inteso ad esaltare l’aggressività dei cani;
b) l’addestramento inteso ad esaltare il rischio di maggiore aggressività di cani pitbull e di altri incroci o razze di cui all’elenco allegato;
c) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività;
d) la sottoposizione di cani a doping, così come definito all’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376.
Articolo 2.
1. I proprietari e i detentori di cani, analogamente a quanto previsto dall’articolo 83, primo comma, lettere c) e d) del regolamento di polizia veterinaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, hanno l’obbligo di:
a) applicare la museruola o il guinzaglio ai cani quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico;
b) applicare la museruola e il guinzaglio ai cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto.
2. È vietato acquistare, possedere o detenere cani di cui all’articolo 1, comma 1, 1ettera b):
a) ai delinquenti abituali, o per tendenza;
b) a chi è sottoposto a misura di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;
c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;
d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per i reati di cui all’articolo 727, 544-bis, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies del codice penale e, per quelli previsti dall’articolo 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;
e) ai minori di 18 anni e agli interdetti e inabilitati per infermità.
3. Gli obblighi di cui al comma 1 del presente articolo non si applicano ai cani per non vedenti o non udenti, addestrati presso le scuole nazionali come cani guida.
Articolo 3.
1. Chiunque possegga o detenga cani di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), ha l’obbligo di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati dal proprio cane contro terzi.
Articolo 4.
1. I proprietari e i detentori dei cani di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), che non intendono mantenere il possesso del proprio cane nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente ordinanza debbono interessare le autorità veterinarie competenti del territorio al fine di ricercare con le amministrazioni comunali idonee soluzioni di affidamento dell’animale stesso.
2. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze armate, di Polizia, di Protezione civile, dei Vigili del fuoco.
La presente ordinanza è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia per un anno a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione.
Roma, 3 ottobre 2005
Il Ministro: Storace
Registrato alla Corte dei conti l’8 novembre 2005 Ufficio controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 318
Allegato
Elenco delle razze canine e loro incroci a rischio di maggiore aggressività di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b) della presente ordinanza;
American Bulldog;
Cane da pastore di Charplanina;
Cane da pastore dell’Anatolia;
Cane da pastore dell’Asia centrale;
Cane da pastore del Caucaso;
Cane da Serra da Estreilla;
Dogo Argentino;
Fila brazileiro;
Perro da canapo majoero;
Perro da presa canario;
Perro da presa Mallorquin;
Pit bull;
Pitt bull mastiff;
Pit bull terrier;
Rafeiro do alentejo;
Rottweiler;
Tosa inu.
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Fonte: SESTO POTERE
WEB, NASCE SITO PER RACCOGLIERE SEGNALAZIONI SU MOSTRE CHE ESPONGONO ANIMALI
Milano – 8 dicembre 2005 – E’ stato creato dalle Guardie zoofile della Sezione Enpa di Milano un sito web per raccogliere segnalazioni e denunce sulle mostre che espongono animali. L’iniziativa fa seguito a una serie di spiacevoli episodi, puntualmente denunciati dall’Enpa, di sfruttamento degli animali a fini commerciali; i cuccioli spesso vengono trasportati in modo improprio o tenuti in condizioni non adeguate per assicurare il benessere dell’animale. Addirittura, anche se sarebbe esplicitamente vietato, spesso i potenziali acquirenti vengono contattati nel corso dell’esposizione e gli viene dato appuntamento per vendere i quattrozampe alla chiusura della mostra, fuori dagli stand.
Il sito è all’indirizzo www.fieredelcucciolo.it e sarà particolarmente utile anche per far emergere casi in cui gli animali sono già in pessime condizioni di salute all’atto dell’acquisto, a volte importati di contrabbando da Paesi lontani senza vaccinazioni di legge, o fatti viaggiare a lungo senza nutrimento e stipati per aumentare il margine di guadagno. Oltre a servire per monitorare le fiere e le mostre, il sito potrà essere utile ai cittadini per fornire consigli a chi ha bisogno di una consulenza chiara e specifica per un problema collegato a queste manifestazioni.
Sul sito è stato predisposto un modulo; compilandolo, si potrà inviare la propria segnalazione che verrà registrata dalle Guardie Zoofile; se le segnalazioni andranno a evidenziare una violazione delle norme vigenti, gli atti saranno trasmessi d’ufficio all’autorità giudiziaria. L’Enpa confida che questo nuovo strumento sia un passo avanti verso una sempre maggiore tutela degli animali anche all’interno di manifestazioni pubbliche; il sito potrebbe costituire un punto di partenza per effettuare altri interventi di salvaguardia sulle mostre cui partecipano animali. (Sesto Potere)
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Fonte: CORRIERE ADRIATICO
Segnalazioni e sospetti
Le denunce per i gatti scomparsi nel Fermano

FERMO (AP) – Si direbbero amanti dei gatti anche se l’approccio appare diverso. La prima segnalazione arriva da Santa Petronilla dove un cittadino ci segnala di aver chiesto la collaborazione del servizio veterinario per una colonia di randagi bisognosa di cure ma i risultati non sarebbero stati molto positivi, anzi il nostro interlocutore ha parecchio da recriminare.
E’ andata peggio però a una signora del centro che ha visto sparire il proprio gatto e non ha dubbi sulla fine fatta dal malcapitato animale: “Sono stati visti in giro nella via alcuni stranieri – rileva la signora – e sappiamo tutti cosa ci fanno con i gatti queste persone”. Un invito a tenere gli occhi aperti per evitare il ripetersi di situazioni dolorose per i proprietari degli animali domestici.
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Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Cerignola (Foggia) Che cos’hanno in comune una docente di lettere in un istituto superiore, un ferroviere in pensione nonostante l’aspetto giovanile e la vigoria fisica ed intellettuale, un ex clochard di 43 anni, che ha forse trovato un suo equilibrio ed un tetto nella canonica della chiesetta di borgata?
Il teatro di questa storia è la stazione ferroviaria di Cerignola, ormai chiusa, con le porte degli uffici sbarrate da pesanti grate, con le uniche tracce di vita nel bar gestito da un giovane cocciuto che non intende «lasciare» e dal fumo che sbuca dal camino dell’alloggio posto al primo piano del fabbricato, abitato da un ferroviere che ormai lavora a Foggia. Per il resto, l’agglomerato, ormai tagliato fuori dal transito di auto dal cavalcaferrovia, è composto da una quindicina di famiglie che convivono con servizi da terzo mondo, una strada poco battuta dai netturbini e piena di buche rattoppata alla meglio, una illuminazione precaria come un po’ tutto il resto. A completare il quadro sono una decina di cani che definire randagi è un delitto, dal momento che sono tutti «residenti», vaccinati, che le femmine sono sterilizzate e microchippate. Insomma, fanno parte anche loro, a pieno titolo, della comunità di Cerignola Campagna. E’ il posto che hanno scelto per vivere. Accuditi, appunto, da una docente di lettere in un istituto superiore, un ferroviere in pensione nonostante l’aspetto giovanile e la vigoria fisica ed intellettuale ed un ex clochard di 43 anni, che forse ha trovato un suo equilibrio ed un tetto nella canonica della chiesetta di borgata. I cani di Cerignola Campagna non vanno a frugare tra i cassonetti per sfamarsi. A loro pensa l’ex barbone che cucina anche per loro. E cosa fanno l’ex ferroviere e la professoressa, autentica «pasionaria» nella guerra con chi vorrebbe, forse un caso isolato, che quei cani venissero accalappiati. Certo è che al centralino dei vigili urbani e dei veterinari della Ausl Fg/2 sono giunte telefonate che sollecitavano le istituzioni a far sgomberare i cani, con invito a farlo al responsabile del canile. Il quale, per la cronaca, è colui che ha vaccinato i cani su invito della professoressa, mentre i veterinari della Ausl hanno già provveduto a sterilizzare le cagne. E allora? Ci hanno invitati a verificare la situazione. Abbiano trovato alcuni cani a far la guardia alle automobili dei pendolari, altri nei pressi del bar, accucciati sul marciapiede principale di quella che fu una stazione, un paio ancora dov’era il passaggio a livello. In comune hanno la mansuetudine, non hanno mai aggredito nessuno, sventolano code a tutti in segno di amicizia, un’apertura di credito senza garanzia che talvolta può essere un rischio. Nonostante tutto questo c’è chi vorrebbe cacciarli via. Una docente di lettere, un ferroviere in pensione, un ex clochard di 43 anni, che ha trovato forse un suo equilibrio ed un tetto nella canonica della chiesetta di borgata, assicurano che non lo permetteranno.A.T.
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Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: RIMINI)
“Quei cani costano troppo: incentiviamo gli affidi”
Saludecio (RN) – Altro che crocchette, i cani randagi al Comune costano ben oltre 25mila euro all’anno. Per questo motivo occorre trovare soluzioni alternative più economiche e allo stesso tempo migliorative della qualità di vita delle povere bestie. Parola del consigliere comunale della Margherita Alessandro Lappi. Che ha pronte anche le proposte: incentivi economici per le adozioni dei nuovi padroncini e iniziative per sensibilizzare la cittadinanza.“Sono dieci i cani abbandonati dai proprietari, trovati a vagare per il territorio comunale e quindi affidati al canile di San Patrignano – spiega Lappi -. Ma le tariffe applicate dalla struttura risultano essere un costo troppo oneroso, specie per un piccolo ente come il nostro con le croniche difficoltà a far quadrare il bilancio”. L’argomento, è stato affrontato durante l’ultimo consiglio, quando la giunta ha portato all’ordine del giorno una variazione al bilancio di previsione, necessaria per adeguare il capitolo di spesa ai conti presentati dal canile: ogni animale costa 6 euro e 60 centesimi al giorno.“Subito – aggiunge Lappi – con il nostro intervento durante la seduta abbiamo cercato di stimolare l’amministrazione a dare il via a delle vere gare di solidarietà tra la popolazione, che forse non è al corrente dell’esistenza di questi animali, con iniziative simili ad una festa del cane e magari incentivando gli affidamenti con assegni in denaro. Una cosa, comunque, è certa. Se questi cani trovassero una famiglia disposta ad occuparsene e dar loro affetto vivrebbero meglio e il Comune risolverebbe due problemi: uno economico, destinando le risorse per altri scopi, e l’altro sociale”.
e.s.
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Fonte: SPRINTONLINE (News Senigallia)
Il cane e la legge
“Ahi dura terra, perché non t’apristi?”. Purtroppo , anche se pertinente, ci rimangiamo subito la citazione perché – soprattutto in Italia – si cita molto, e le citazioni comportano un’enfasi retorica che azzera contenuti anche sublimi per altezza di poesia e sostanza etica. Com’ è il caso dell’endecasillabo dantesco. Certamente, senza citazioni, la terra si è davvero aperta davanti agli spettatori della mattanza di un bambino di sei anni ad opera di 3 pittbull di cui era proprietario un italiano residente in Svizzera.
Dico “era” perché i tre cani sono stati abbattuti. Ci viene quasi da piangere evocando la pena di questo signore che ha acconsentito all’uccisione dei tre cani sicuramente adorati. Chi non ha visto l’Hitler affettuoso verso i suoi “pastori” (naturalmente tedeschi) e l’occhio dolce di Bush che si volta verso il suo cagnolino? D’altra parte ci consola il pensiero che questo singolare cinofilo avrà trovato un pronto sollievo negli altri tre pittbull ancora vivi di cui è proprietario, in attesa di altre vittime umane. Ci sarebbe da ricordare la favola del Minotauro, e non sarebbe una citazione del tutto retorica. Le cronache riportano un dettaglio terrificante: i testimoni oculari della scena infernale in cui il bambino viene sbranato, dilaniato, coi lacerti di carne e le fragili ossa frantumate diguazzanti in un lago di sangue, sono stati incapaci di pronunciare una parola, paralizzati e afasici per il terrore, che per noi supera i confini dell’immaginario.
Bisogna sapere che questo ineffabile signore andava in visita di un amico, con la sua “compagna” e tre pittbull ( con un guinzaglio multiplo come si fa con i pechinesi?) o senza guinzaglio, perché in Svizzera, paradiso fiscale dei miliardari, non corre l’obbligo di cautelarsi: i poveri molossi non hanno il diritto di sgranchirsi le zampe nei liberi prati, al di fuori dei grandi parchi delle ville, a quanto pare insufficienti? Il lettore (se ve ne sarà qualcuno) deve focalizzare bene la scena, facendosi magari protagonista: io vado a trovare un amico con tre pittbull (dico tre, gli altri tre sono rimasti ad annoiarsi in casa) e non con il mio bastardino bianco che ha paura dei gatti, dal nome patriarcal-popolare di Bobi. Si dà il caso che la magione o villa dell’amico si trovi nei pressi di un asilo (a “duecento metri”, precisano le cronache). Io entro in casa dell’amico e i cani “sfuggono” (dalle mani?). Questa è l’ovvia dichiarazione del responsabile. Ma come sarebbero sfuggiti se non c’è l’obbligo del guinzaglio? In Svizzera, ma purtroppo anche in Italia: e se la cosa non si tingesse di sangue farebbe crepare dal ridere: alludiamo alla rivoluzione copernicana delle leggi perpetrata da noi. Dall’agosto scorso l’illuminato governo, dopo aver decimato le razze “pericolose”, ha soppresso l’obbligo di tenere quasi tutti i cerberi al guinzaglio, cioè sguinzagliandoli dappertutto di giorno e di notte per fare un’ennesima carezza preelettorale al fedele ceto miliardario, con l’effetto di privare i cittadini del diritto di camminare per le strade di città o di campagna, e magari di provare il piacere di pisciare di notte sotto una quercia. Che sarebbe la vera inoppugnabile “casa delle libertà”.
Leggo in due quotidiani che il responsabile della tragedia rischia di essere incriminato per “omicidio colposo”: in entrambi, pur considerando che la notizia ha per suo codice una specie di anestesia del cuore, pare di leggere tra le righe che questa incriminazione sarebbe assai grave, qualcosa come il massimo della crudezza giudiziaria. A noi sembra irrisoria, con gli azzeccagarbugli di qualità in giro per la penisola, tipo Previti o Taormina (di cui si prega il lettore di analizzare i tratti somatici sulla scorta di Lavater), il signore in Svizzera e in Italia se la farà franca: ce l’assicurazione, il cospicuo risarcimento alla famiglia e i cavilli dei legulei.
Il solito difensore d’ufficio obietterà che questi infelici miliardari sono l’esca prelibata dei ladri: niente da eccepire se non il richiamo all’obbligo dell’uso di un guinzaglio che leggi precedenti definivano anche nel dettaglio: guinzaglio corto di cuoio a treccia, cioè il più robusto in commercio, capace di trattenere gli strappi di questi guardiani possenti. Se obbligo non c’è, deve intervenire la responsabilità etica del proprietario, se questo è un uomo. Sandro Genovali – Senigallia
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Fonte: LIBERTA’ di martedì 6 dicembre 2005 > Provincia
Travolto e dimenticato a lato della strada
Per un cane ferito si mobilitano carabinieri e volontari. Ma i soccorsi non sono arrivati
Alseno (PC) – Disgraziato è il destino di un cane che rimanga ferito ai bordi della strada dopo essere stato investito. È questa la conclusione che si è autorizzati a trarre dalla storia del povero husky agonizzante per ore ai bordi della via Emilia, all’ingresso del centro abitato di Alseno.
È rimasto in quelle condizioni, abbandonato a se stesso, almeno dalle 23 di domenica, quando l’ha notato una pattuglia dei carabinieri, fino alle 7 del mattino di ieri. Qualche ora dopo non c’era più, ma non è chiaro che fine abbia fatto. Forse qualcuno, impietosito, l’ha soccorso. Forse il proprietario l’ha trovato e portato a casa. In conclusione, il problema è sempre lo stesso: di fronte a un animale ferito sulla strada nessuno, in provincia, è preparato a intervenire. Mancano sia le strutture sia un servizio in grado di raggiungere e recuperare la bestia sofferente. I canili latitano, mentre il servizio veterinario dell’Ausl, come è noto, non è competente per emergenze di questo tipo. Una situazione apparentemente senza via d’uscita, al punto che Loris Burgio, commissario provinciale dell’Ente nazionale protezione animali, lancia una provocazione: «Visto che non si trova una soluzione, formeremo una task-force con il compito di abbattere gli animali rimasti feriti a causa di incidenti stradali quando non sia possibile intervenire in tempi ragionevoli».
La storia è semplice. Domenica verso le 22,30 una pattuglia dei carabinieri di Fiorenzuola nota il cane, razza siberian husky (quelli da slitta, per intendersi), sul ciglio delle via Emilia, alle porte del centro abitato di Alseno. È ferito, ringhia e non è possibile avvicinarlo. Attraverso la centrale operativa, vengono contattati vigili e sindaco del paese, e il servizio veterinario dell’Ausl. Il Comune di Alseno è convenzionato con il canile di San Secondo Parmense, che non è in grado di recuperare il povero cane a quell’ora e, per di più, di domenica. I veterinari dell’Ausl, che hanno turni di reperibilità, sono autorizzati a muoversi soltanto in casi in cui sia in pericolo la salute umana. Risultato: al di là dell’interessamento dei carabinieri, nessun interviene e la mattina verso le 7 il cane è ancora lì. Ma evidentemente qualcuno lo porta via, perché poco dopo il vigile di Alseno non ne trova traccia.
«Non si può colpevolizzare il Comune di Alseno – commenta Burgio – perché tante altre amministrazioni sono nelle stesse condizioni nella nostra provincia. Dobbiamo invece tirare le orecchie alla Provincia, perché avvi un percorso insieme ai Comuni per cercare di trovare una soluzione al problema. Un lavoro è stato avviato dall’assessore Paola Gazzolo, ma bisogna portarlo avanti». Rincara la dose Sandra Scontrini di Mondogatto: «È inammissible lasciar soffrire un animale per ore. Non è possibile che non si trovi una soluzione. Se la legge non offre garanzie per questi casi ci batteremo per cambiarla. Le associazioni animaliste di Piacenza si incontreranno per discutere questo nuovo caso e capire quali iniziative prendere».
«Ho discusso della questione con Burgio – dice il sindaco di Alseno Maurizio Villa – e concordo sulla necessità di trovare una soluzione. Dobbiamo trovare risposte, concordandole insieme alla Provincia».
L’assessore provinciale Gazzola ammette che «il problema è reale». L’ente di corso Garibaldi presiede un tavolo intorno al quale si riuniscono i rappresentanti dei comuni che sono sede di canili, le associazioni animaliste e l’Ausl. «È stato riunito più volte – spiega l’assessore – e faremo un nuovo incontro a gennaio. Il primo obiettivo è quello di aiutare i comuni a gestire l’anagrafe canina. Abbiamo avviato una sperimentazione con il Comune di Gossolengo che intendiamo esportare anche in altri. Poi c’è la grande lacuna della mancanza delle strutture. In provincia avremmo bisogno di almeno altri due canili. Ma questo è un obiettivo di medio periodo, perché mancano i soldi. Terzo punto è quello della formazione di nuove guardie zoofile. Infine, si deve puntare su campagne di sensibilizzazione, introducendo forme di “affido” degli animali randagi».
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Fonte: IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA
Platì (RC), denuniciati 7 cacciatori di cinghiale
PLATI’ (RC) – Il Corpo forestale dello Stato ha denunciato in stato di liberta’ sette cacciatori sorpresi mentre praticavano attivita’ di bracconaggio nelle campagne di San Lorenzo e Plati’, in un’ area compresa nel perimetro del Parco nazionale dell’ Aspromonte.
L’operazione, condotta dai comandi stazione di San Luca, Bova e Gambarie d’ Aspromonte, ha portato anche al sequestro dei fucili con rispettive munizioni di cui erano in possesso i sette cacciatori impegnati in una battuta di caccia al cinghiale ed alla lepre.
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Fonte: ANSA (AMBIENTE)
AMBIENTE: CATERINA, CACCIATRICE DI CACCIATORI DI BALENE
(ANSA) – GENOVA, 6 DIC – Si chiama Caterina e come ‘professione’ fa la cacciatrice di cacciatori di balene. Caterina Nitto e’ skipper milanese, marinaio di professione, che ha scelto di aderire all’ iniziativa di Greenpeace inseguendo ”una flotta di cacciatori di balene che tutti gli anni parte dal Giappone con la scusa di scopi scientifici – racconta la skipper – per raggiungere le acque dell’Oceano indiano meridionale e far strage di esemplari in via di estinzione”. La pesca di frodo delle balene e’ da anni una delle battaglie di diverse associazioni ambientalisti: mentre l’Agenzia nazionale di pesca del Giappone sostiene che la caccia avvenga solo per fare delle ricerche scientifiche, Greenpeace e altre associazioni ambientaliste sono convinte infatti che la carne di balena venga rivenduta in violazione del divieto internazionale di commercializzazione della carne del mammifero marino. Cosi’ Caterina ha lasciato la Sardegna dove lavora d’estate e si e’ imbarcata tre settimane fa su ‘Esperanza’, una nave di salvataggio oceanica russa di 74 metri, salpata a meta’ ottobre da Rotterdam, che ora da Cape Town si sta muovendo verso Sud-Est, insieme a una nave piu’ piccola, la Artic Sunrise, e non tocchera’ terra per altri tre mesi. ”Ora a bordo di Esperanza siamo otto donne e ventiquattro uomini – dice Caterina -. Siamo tutti molto motivati, e quando le tempeste si calmano riusciamo a stare in piedi e la smettiamo di vomitare”. Che cosa succeda quando i cacciatori dei cacciatori di balene si imbattono nei pescatori giapponesi e’ un segreto: ”a questa domanda non posso rispondere – dice Caterina -. Abbiamo parecchie idee e di sicuro useremo i nostri gommoni, ma per ora non posso svelare altro”.(ANSA). YL5-CH
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Fonte: VET.JOURNAL
Monitoraggio domiciliare della glicemia nel gatto
Tra i vantaggi, la possibilità di generare curve glicemiche ripetute

Il monitoraggio domiciliare del glucosio ematico è un’opzione di recente introduzione in medicina veterinaria. Uno studio ha valutato l’applicabilità del monitoraggio domiciliare della glicemia nei gatti diabetici e i problemi incontrati dal proprietario, confrontando inoltre la glicemia rilevata a casa con quella rilevata in clinica.
Su 15 proprietari di gatti, 12 erano in grado di generare curve glicemiche nel periodo di studio di 4 mesi. La maggior parte dei problemi incontrati erano correlati al contenimento del gatto, alla generazione della pressione negativa con il dispositivo a lancetta e alla produzione della goccia di sangue. Tali problemi erano quasi sempre risolti durante lo studio.
La concentrazione ematica di glucosio tendeva ad essere inferiore in clinica che a casa; la differenza era in alcuni casi significativa. Non si riscontrava alcuna associazione tra tolleranza alla procedura domiciliare e glicemia rilevata a casa. Si assumeva quindi che il minore livello di glucosio in clinica fosse imputabile alla mancata assunzione di cibo.
Nel 38% dei casi, un trattamento basato sulla curva glicemica calcolata in clinica sarebbe stato diverso da quello basato sulla curva calcolata a domicilio.
Gli autori concludono che il monitoraggio domiciliare sembra essere uno strumento utile nella gestione dei gatti affetti da diabete mellito. Tra i principali vantaggi, consente di ottenere ripetute curve glicemiche, fattore di particolare importanza nei gatti con difficile stabilizzazione della condizione diabetica.
“Home-monitoring of blood glucose in cats with diabetes mellitus: evaluation over a 4-month period” Casella M, Hassig M, Reusch CE. J Feline Med Surg. 2005 Jun; 7(3): 163-71
Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
mg.monzeglio@evsrl.it
Fonte : Pub Med
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Fonte: animalieanimali.it
7 dicembre – Sydney
Magistratura autorizza zoo ad importare otto elefanti asiatici.

Otto elefanti asiatici potrebbero presto raggiungere gli zoo australiani: le autorità giudiziarie hanno stabilito che il loro trasferimento nel Paese non implica alcuna violazione della legge. Gli ambientalisti per mesi hanno protestato contro l’importazione dei succitati pachidermi, da un’anno in quarantena in Thailandia, negli zoo di Sydney e Melbourne.
Secondo gli animalisti, il trasferimento deli animali negli zoo ne compromette il loro benessere.
Il Tribunale amministrativo ha dato il via libera per l’import degli elefanti a certe condizioni a garanzia del benessere degli animali.
“Abbiamo deciso di autorizzare il trasferimento degli elefanti, ma solo a diverse condizioni e a maggiori garanzie”, ha sentenziato il tribunale. Una decisione finale è attesta alla fine del mese.(Ap)
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Fonte: Comunicati Stampa ENPA
L’ENPA: “UN CUCCIOLO COME REGALO PER UN BAMBINO? A NATALE SOTTO L’ALBERO È MEGLIO UN PELUCHE”
– – Un pediatra docente dell’Università di Milano ha suggerito un cucciolo come scelta ottimale per fare un regalo di Natale gradito a un bambino. Facendo riferimento agli stimoli che l’animale può dare alla crescita del bambino, ha consigliato di prendere un cucciolo anche durante gli ultimi mesi della gravidanza, in modo da far crescere insieme il quattrozampe e il piccolo.
“No, dottor Farnetani, a Natale sotto l’albero meglio un peluche!”, ha commentato il Coordinatore regionale del Lazio dell’Enpa, Paolo Spicacci, relativamente all’invito rivolto dal noto pediatra sulla necessità di regalare un cucciolo ai bambini per Natale. “Siamo d’accordo che per un bambino sia importante crescere con accanto un animale, ma siamo altrettanto convinti che i cuccioli che finiscono sotto l’albero a Natale li ritroviamo sotto le macchine in autostrada d’estate”, ha ricordato il Coordinatore regionale, facendo riferimento alla leggerezza con cui alcune persone fanno entrare un animale dentro casa, come fosse un oggetto da comprare per divertire il proprio bambino, salvo poi disfarsene al momento in cui ci si accorge che un quattrozampe non si può trascurare”.
“Un cucciolo necessita di attenzione, di cure, di presenza ed anche a volte di sacrifici. Allora a Natale regaliamo un peluche, è meglio. Ricordiamoci che un animale è un essere vivente con le sue esigenze e le sue necessità e non è un giocattolo” ha concluso Paolo Spicacci. L’ingresso in casa di un animale deve infatti avvenire in piena coscienza della responsabilità che ci si assume nei confronti del nuovo arrivato, che ha personali esigenze che vanno rispettate se si vuole curare il benessere del cucciolo e farlo crescere in modo equilibrato e sano. (7 dicembre)
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Fonte: Dalle Sedi ENPA
ULTERIORI CHIARIMENTI SUL SEQUESTRO DEL RIFUGIO DI GALATINA, L’ESITO DELLE INDAGINI E’ ATTESO CON FIDUCIA
Sul sequestro del canile comunale di Galatina (Lecce), Maria Rosaria Pascali, la responsabile della struttura, respinge le accuse che le sono state mosse contro, negando di aver mai commesso maltrattamenti agli animali o esercizio abusivo di professione veterinaria attraverso la somministrazione di farmaci scaduti. Le cure agli animali ospiti del rifugio sono sempre state prescritte dal dott. Renato Faggiano, che regolarmente si reca presso il canile per le visite, provvedendo direttamente alla prescrizione e alla somministrazione di farmaci; Maria Rosaria Pascali ha aggiunto che soprattutto non avrebbero mai dato agli animali farmaci scaduti. Il provvedimento di sequestro della struttura al momento è ancora in attesa di convalida da parte dall’Autorità giudiziaria. I farmaci ritrovati presso la struttura sono stati consegnati alle Forze dell’Ordine da un dipendente, pregiudicato, che in seguito a incresciose vicende relative al rapporto di lavoro, tra cui gravi minacce rivolte alla stessa Pascali, aveva appena ricevuto notizia del proprio licenziamento. Questa situazione fa riflettere, se si pensa che i farmaci in questione sono stati portati fuori da un box alla cui custodia e manutenzione provvedeva appunto l’uomo appena licenziato.
Il lavoro svolto da Maria Rosaria Pascali e dai dipendenti e volontari della sezione Enpa di Galatina è sempre stato improntato a criteri di massima cura nei confronti dei cani ospiti del rifugio, per garantire loro la miglior qualità di vita possibile, consapevoli che proprio la situazione di abbandono da cui la gran parte di questi animali provengono richiede maggior dedizione. Maria Rosaria Pascali conferma la sua disponibilità nel continuare la missione di tutela nei confronti degli animali e, essendo consapevole di non aver compiuto i fatti contestati, si è dichiarata pienamente fiduciosa nel positivo esito delle indagini. (7 dicembre)
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L’ENPA SUL PROGETTO DI PERLA: “SIAMO CONTRARI ALL’ADDESTRAMENTO DEI CANI ALL’INTERNO DELLE CARCERI”
Si è svolta una dimostrazione del progetto “State prison wanted”, un programma di addestramento che coinvolge quindici detenute e dieci cani del canile di Tivoli, organizzato dalla direttrice del carcere di Rebibbia in collaborazione con Massimo Perla, noto addestratore attivo nella capitale soprattutto per animali utilizzati nello spettacolo. Le donne incontrano i cani quattro volte a settimana, insegnando agli animali a compiere piccoli esercizi, che secondo Perla sarebbero utili per i cani al fine di effettuare un “percorso di risocializzazione”.
Il Coordinatore regionale dell’Enpa del Lazio, Paolo Spicacci, su questa manifestazione ha dichiarato: “Sono sconcertato sia per il fatto che i cani vengano usati all’interno delle carceri, e che siano gestite da una persona ‘discussa’ qual è il signor Perla”. Se in questa iniziativa, già discutibile, entra in gioco una partecipazione delle istituzioni, la vicenda assume una connotazione più grave. “La notizia sconcerta ancora di più per il fatto che il signor Perla chieda finanziamenti”, ha infatti commentato Paolo Spicacci.
In casi come questo si corre il rischio, per dare visibilità a un personaggio, di sfruttare gli animali ponendoli in situazioni in cui il loro benessere viene dopo altre priorità, spesso di natura economica; il guadagno ottenuto da un’esibizione di abilità canina non ha nulla a che vedere con un addestramento mirato a stabilire un rapporto equilibrato tra uomo e animale, difficile a realizzarsi all’interno delle mura di un carcere o con persone che hanno dimostrato scarsa propensione a una socializzazione sana.
L’Enpa si è già in altre occasioni dichiarata contraria, anche attraverso una delibera del Consiglio Nazionale dell’associazione, all’utilizzo di animali all’interno delle carceri e soprattutto alla ‘reclusione’ di cani all’interno di strutture carcerarie. “Ancora una volta si chiede il motivo per cui si dovrebbe affidare l’addestramento di cani a persone prive di qualunque conoscenza di pet therapy”. (7 dicembre)
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ALLARME RANDAGISMO A TARANTO, POCHE STERILIZZAZIONI ANCHE ALL’INTERNO DEI CANILI
Allarme randagismo dall’Enpa di Taranto, dove i volontari lavorano senza sosta, ma sentono il bisogno di un sostegno da parte dell’amministrazione comunale. “Il nostro lavoro è destinato a perdersi nel nulla” dice Rosanna Pisani, vice presidente della sezione “perché non si attua come si dovrebbe la sterilizzazione a tappeto, unica vera arma contro il dilagare del randagismo”. Racconta poi come addirittura si verifichino casi in cui nascono cucciolate all’interno di alcuni canili, perché non vengono sterilizzati nemmeno i trovatelli.
“La Asl mette a disposizione un solo veterinario per la sterilizzazione delle cagne, mentre gli animali sono migliaia. C’è chi pensa che i canili risolvano ogni cosa, ma si sbagliano”, ha segnalato Rosanna Pisani, spiegando che i canili dovrebbero servire per accogliere animali malati o socialmente pericolosi, non certo esemplari sani. Circa tre anni fa era stato siglato un protocollo d’intesa tra l’Enpa e il Comune tarantino per una campagna di sterilizzazione e reimmissione degli animali nel territorio. L’Enpa ribadisce la propria disponibilità, anche grazie alla collaborazione dei numerosi volontari, ma chiede urgenti provvedimenti per arginare il randagismo. (7 dicembre)
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L’ENPA CHIEDE PIÙ CONTROLLI SUI TRASPORTI ANIMALI, VANNO TUTELATI ANCHE GLI ESEMPLARI DESTINATI ALLA MACELLAZIONE
L’Enpa lancia un appello alle Forze dell’Ordine perché vengano intensificati i controlli sui trasporti di animali destinati alla macellazione. “Si tratta di migliaia di bovini, equini, ovini, suini e pollame che, oltre alle stressanti condizioni del viaggio, devono subire anche i patimenti del freddo prima di arrivare in un macello nel quale li attende una morte ‘liberatoria’. Fino a quando sono in vita, però, hanno il diritto di essere trattati con rispetto, senza che siano sottoposti a inutili e ripugnanti sofferenze” ha dichiarato Carlo Locatelli, Coordinatore regionale dell’Emilia Romagna in un messaggio che ha fatto pervenire a Polizia stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia municipale e provinciale del Ravennate.
Il fatto che siano animali destinati a morire non giustifica comunque il trattamento cui troppo spesso sono sottoposti, senza alcuna cura per le norme che regolano il trasporto proprio al fine di garantire che non siano inflitti tormenti gratuiti agli animali trasportati. Le basse temperature sono un’aggravante di un’emergenza continua, che vede esemplari ammassati come fossero oggetti in inverno come d’estate, portati per centinaia, spesso migliaia di chilometri senza nutrirli o dissetarli, o consentire il minimo movimento. L’Enpa chiede dunque che siano fatti più controlli per tutelare anche questi animali la cui esistenza è destinata a finire entro breve, perché non sia inflitta loro una crudeltà ulteriore che potrebbe essere evitata. (7 dicembre)
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Fonte: VIRGILIO
Cane: differenza razze e’ nel dna
Mappa genetica svela oltre due milioni di varianti

(ANSA)- ROMA,7 DIC – E’ scritto nei geni il segreto delle differenze marcate tra le varie razze di cani, differenze non solo nella taglia ma anche nel comportamento. A dimostrarlo, un confronto del genoma di varie razze diretto dai ricercatori del The Institute for Genomic Research. I risultati sono stati pubblicati sulle riviste Genome Research e Nature, in cui viene diffusa la mappa genetica del cane. Sono emersi 2milioni di differenze genetiche tra le diverse razze ma anche una decisa somiglianza con il genoma umano.
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Fonte: IL GAZZETTINO DI NORD EST
UOMINI & CANI
Una settimana fa vi avevamo dato l’appuntamento (cinofilo) nel capoluogo scaligero per il prossimo week-end. Oggi entriamo nel merito. In gara saranno un migliaio: di cani o di padroni? E sul perché i secondi lo facciano c’è da chiederselo. I cani, se non nelle corse – ma non è questo il caso – non vincono soldi, mentre se ne spendono una montagna tra iscrizioni, viaggi e soggiorni nei luoghi più disparati del pianeta dove questo Barnum delle esposizioni attira di volta in volta gli appassionati. Ego? ambizione? divertimento? i bipedi, si sa, si divertono in modi strani: correndo dietro a un pallone, guardando una scatola in cui si muovono le immagini, spazzolando un cane. Qualcuno, a dire la verità, in maniera esasperata che produce l’orticaria ad osservarlo, ma tant’è! Certo un samoiedo va esposto lavato altrimenti non sarà mai bianco, e uno schnauzer andrà strippato perché non assomigli un cespuglio, ma l’effetto di forbici e rasoi su certi barboni, specialmente giganti, è tanto spettacolare quanto bizzarro.
Molti si divertono, tanto a gareggiare come ad assistere, molti legittimamente rimangono perplessi. Sbagliano però quanti credono che i cani siano solo delle vittime. Attenzione, non si vuole sostenere che a loro piacciano le mostre, anche se per alcuni è invece assolutamente vero, ma le esposizioni hanno un elemento che le fa amare a molti quadrupedi. Primo caso, di minoranza: ci sono cani che “sentono” la gara attraverso l’adrenalina del proprietario e la vivono con grande emozione. Vivono il ring e lo amano, si sentono ammirati e gli piace; anche i cani sanno essere vanitosi.
Secondo caso, per fortuna per pochi: ci sono cani oserei dire “usati” che credo invece vorrebbero stare altrove. Chiusi in gabbia, costretti a vincere per non essere dimenticati. Pettinati e spazzolati non per amore ma solo per lavoro e per conseguire un successo. Cosa passi per la loro mente non è dato sapere.
Terzo caso, che appartiene ai più: stanno tutto un giorno con il padrone, sempre con lui, che li coccola, li vizia, li pettina, li incoraggia e cerca conforto nell’accarezzarli. Quando mai? Quando mai anche il più affettuoso dei proprietari passa tutto un giorno con il cane a guinzaglio? La mostra è proprio questo: dalla mattina, al viaggio, fino al ritorno sempre assieme, viziandosi l’un l’altro. Guardateli così, cani e proprietari, potranno sembrare ugualmente buffi, un po’ assurdi, ma più che diventare patetici vi faranno tenerezza. Si amano, il giorno della mostra come tutti gli altri.
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Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
Cicognolo. Il bestiame era destinato al macello, code e rallentamenti per due ore dopo lo schianto
Si ribalta il camion carico di vacche

Ieri alle 16.30 sulla via Mantova: ferite lievi per la donna alla guida
CICOGNOLO (CR) — Tutto è successo verso le 16.30 di ieri sulla via Mantova, centro metri dopo il rondò di Cicognolo, nella zona della cascina Dosso Pallavicino. Il camion Fiat Iveco, proveniente da Cremona, ha perso improvvisamente due delle quattro ruote posteriori e si è rovesciato sul lato sinistro, rimanendo adagiato sulla carreggiata. Alla guida Claudia Bertazzoni, residente a Marmirolo (Mn), ferita lievemente. La donna, dopo aver ritirato sei vacche da alcune stalle nel Cremonese, sopravvissute allo schianto, stava marciando verso il macello di Pegognaga, provincia di Mantova. Oltre ai vigili del fuoco, è intervenuta una pattuglia della polizia stradale di Casalmaggiore: raccolta la testimonianza della camionista, gli agenti hanno regolato il traffico, rallentato e a senso unico alternato, per quasi due ore. Lungo via Mantova, prima che iniziassero le operazioni di recupero del mezzo, anche il veterinario di turno: arrivato alle 17.50, ha constatato le condizioni critiche di una delle mucche rimaste bloccate nel camion. Nessuna conseguenza grave per le altre, comunque destinate al macello. Il carro bestiame non è stato aperto immediatamente, per non far sfuggire gli animali, ma è stato prelevato da un autocarro che lo ha trasportato fino a destinazione. (s.b.)
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Fonte: SUPEREVA
ANIMALI: SICILIA, SABATO MOBILITAZIONE ANTIPELLICCE
(Adnkronos) – ”Il settore della pellicceria -prosegue Bennati- ha trovato nuove strategie di vendita proponendo un’infinita’ di capi di abbigliamento e accessori con rifiniture in pelliccia, grazie al mercato cinese di allevamento, trasformazione e confezionamento, dove manodopera a basso costo e con minori tutele, l’assenza di leggi a tutela del benessere degli animali allevati e di norme che vietino atti di crudelta’, permettono di aggirare norme restrittive interne, di proporre prezzi accessibili a un vasto pubblico e di realizzare ottimi guadagni”.
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Fonte: IL GAZZETTINO NAZIONALE
A questa data è d’uso rivolgersi al lettore con le solite quattro chiacchiere prenatalizie, più o meno patetiche e talvolta imbevute di ricordi poetici. E quasi sempre si finisce per fare una lista di doni che Babbo Natale deve mettere nella sua gerla.
Questa volta, io preferisco saltare a piè pari tutti i preamboli emotivi e di colore e limitarmi a elencare a Babbo Natale ciò che deve escludere dai suoi regali per bambini e adulti.
Per i bambini, lo prego di non portare armi giocattolo. «Perché questa limitazione?» si chiederanno babbi, nonni e zii, che faranno osservare: «Noi da piccini, ci siamo divertiti un mondo a giocare alla guerra con pistole, mitraglie e fucili caricati con fulminanti di carta, e con spade, scimitarre e pugnali giocavamo senza tregua ai pirati di Mompracem».
Potrei replicare che proprio da tali giochi si sviluppa il seme della violenza che, con molte gradazioni e sfumature, oggi è purtroppo entrata nel costume del nostro vivere quotidiano. Ma penso sia meglio suggerire a genitori e parenti di far scrivere ai loro figli e nipoti una letterina prenatalizia di questo tenore: «Caro Babbo Natale, non portarmi fucili né altre armi. La maestra mi ha spiegato che fin da bambini bisogna sentirsi tutti amici e amare la pace».
Sempre riguardo ai bambini, scongiuro Babbo Natale di essere molto cauto dinanzi alle toccanti invocazioni infantili: «Voglio un gattino, ti prego», «Desidero tanto un cagnolino», e di non regalare cuccioli di cani o di gatti a ragazzi la cui famiglia, quando si tratterà di partire per le vacanze estive, sarà ignobilmente capace di abbandonarli lungo l’autostrada o in un campo; e a non cedere a chi chiede in regalo una scimmietta, perché sarebbe un martirio, per questo animale, la vita di appartamento.
E veniamo al Babbo Natale degli adulti. Qui sono meno drastico, seppur sempre limitativo. Non dico dunque in senso assolutistico: «Babbo Natale, non portare pellicce, ma nella scelta dei capi di abbigliamento invernale, se non ce la fai a limitarti ai caldi cappotti di lana, non regalare quelle pellicce di animali che la moda sta portando sull’orlo dell’estinzione, come la foca, il ghepardo e altri maculati. Per dimostrare il tuo amore per tutte le creature, escludi anche quelle pellicce procurate attraverso sistemi perfidi. L’ermellino, per esempio, la cui pelliccia avvolge l’immagine del potere spirituale in terra, viene catturato con sbarre di ferro coperte di grasso.
Sono certo che Babbo Natale, immagine di gioia serena, di sentimento e di amore, non ha mai pensato ai guai che possono derivare dal semplice regalo di un’arma giocattolo, né ha mai considerato la crudeltà e il dolore che gravitano attorno a certi altri regali. Sono convinto che non ci hanno riflettuto nemmeno donne e uomini in veste di genitori, di marito e moglie o di nonna e nonno. Altrimenti avrebbero di certo evitato di chiederli, tali regali.
Ma questo mio discorso non lo chiudo qui. Credo possa essere utile che vi aggiunga quel richiamo del rabbino Michael Lerner: «Veniamo continuamente istigati a sperperare (magari facendo debiti) un sacco di soldi in regali natalizi con l’illusione di ottenere felicità familiare, successo sessuale e amore, se spendiamo abbastanza in doni, spesso inutili. Ma l’amore non si compra e i regali non possono sostituire i reali incontri affettivi. Se vogliamo che al posto dell’egoismo e del materialismo abbiano spazio la cura del prossimo, la sensibilità per l’ambiente, la meraviglia e il rispetto per la grandiosità della creazione, non c’è altra strada da seguire se non quella del ricominciare a vivere secondo ideali». Aleramo Hermet
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