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Saturday November 18th 2017

Notiziario animalista

Fonte: mailing list Gruppo Bairo
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Fonte: IL SECOLO XIX
La testimonianza «Intrappolata nel torrente Moltedo per salvare il mio cavallo devo la vita a un piccolo albero e ai vigili del fuoco»
«Se non fossero arrivati in tempo i vigili del fuoco non so proprio come sarebbe finita…». Il giorno dopo il suo drammatico salvataggio, Sara Tomatis, l’istruttrice ippica imperiese di 27 anni che ha rischiato di morire dopo essere finita nel torrente in piena per salvare il suo cavallo fuggito dal ranch di Montegrazie, racconta al Decimonono, insieme all’amica e collega Sabrina Esposito, il dramma, per fortuna a lieto fine, vissuto la notte della tormenta. «Era circa mezzanotte – precisa Sara – due cavalli, spaventati dal temporale, sono fuggiti dal recinto verso il torrente.
Il fiume si stava ingrossando e i due animali sono rimasti bloccati sulla riva opposta. Insieme a mio zio, Marcello Portesan, abbiamo cercato di andarli a recuperare.Lo zio è riuscito a raggiungere Jadida e Petiso mettendoli al sicuro. Io mi sono trovata a metà del guado. A quel punto, visto che non sarei riuscita ad arrivare dall’altra parte, ho cercato di resistere all’impeto delle acque aggrappandomi a un piccolo albero…».
Una situazione drammatica. «Per fortuna sono arrivati tempestivamente i vigili del fuoco – prosegue Sara – sulle prime volevano fissare una scala dentro l’acqua ma la corrente era troppo forte. Poi, con grande fatica e grazie alla professionalità e all’esperienza, hanno scelto di appoggiare la scala tra l’argine scosceso del torrente e un albero situato vicino al punto in cui mi trovavo io». A questo punto, un giovane pompiere è riuscito a raggiungere Sara. «E’ stato importante – spiega ancora l’istruttrice – mi sono sentita meglio…dopo aver controllato come stavo, mi hanno legato a un’imbragatura di sicurezza e, con una grossa corda tesa tra i due alberi, ho finalmente raggiunto la scala.
La prontezza e la sensibilità dimostrata dai vigili del fuoco sono state enormi». “Il Ranch”, situato sulla strada che conduce a Montegrazie, è stato aperto 19 anni fa con l’obiettivo di far avvicinare al mondo dei cavalli adulti e bambini. Insieme a Sara e Sabrina, collabora con il centro ippico anche Erica, ippoterapista specializzata dell’Isah. G. Br.
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Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
In un anno 650 animali curati Quattrocento quelli salvati
CASTELLEONE — Qualche dato: 650 animali ricoverati dall’inizio dell’anno, più di 400 i guariti, 20 quelli attualmente in degenza, quasi tutti rapaci feriti da arma da fuoco. A Cascina Stella, insomma, il lavoro non manca mai. Poiane, gheppi, gufi e sparvieri arrivano qualsiasi ora del giorno. E in molti casi, anche se feriti gravemente, vengono salvati. La struttura ormai è conosciuta anche fuori provincia, e col passare del tempo è diventata un punto di riferimento non solo per Cremona ma per tutta la Lombardia. Ma il destino a volte è bizzarro, e così dopo aver lottato per anni per la sopravvivenza di migliaia di animali, ora gli operatori Wwf devono cercare di salvare se stessi e il loro lavoro. E mentre altre Province, vedi Catanzaro, proprio in questi giorni hanno stanziato 150mila euro a favore dei loro Cras, Cremona rischia di perdere uno dei suoi fiori all’occhiello. Che si potrebbe salvare con una cifra di gran lunga inferiore.
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Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
Firmato l’esposto in procura
In onda i cani uccisi
Sul Tg5 edizione notte

CORTE DE’ FRATI — Il caso dei cani avvelenati tra Corte de’ Frati, Persico Dosimo e Robecco d’Oglio sul Tg5. Il servizio, previsto per l’edizione delle 20 di venerdì, è slittato all’edizione della notte. E all’una e dieci, la vicenda è andata in onda, con immagini e interviste registrate dall’inviato Matteo Mastromauro nel territorio della strage. Un resoconto accurato, durato tre minuti, con foto di alcuni degli animali morti, interviste ai loro padroni, le telecamere puntate sul quotidiano La Provincia e sugli articoli relativi alla moria. Intanto, ieri, l’associazione Aidaa ha consegnato nelle mani dei carabinieri di Foggia, dove l’associazione animalista ha sede, un esposto sul caso destinato alla procura della Repubblica di Cremona e al comando della guardia forestale dello Stato a Milano. Sempre ieri, l’altra associazione che da subito era scesa in campo, ha stigmatizzato il comportamento di chi ha buttato i bocconi avvelenati con un lungo comunicato seguito da 532 firme.
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Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
Castelleone. Appello di Rocco alla Provincia: «Dateci una risposta seria». Guarneri replica: ‘Abbiamo investito tanto, continueremo entro i limiti’
Cascina Stella, rischio chiusura
Il Wwf: «Pochi soldi, così non possiamo andare avanti»

di Matteo Berselli
CASTELLEONE — Cascina Stella rischia la chiusura. Sembra assurdo ma è così. Il centro funziona, i ricoveri sono in aumento e la percentuale delle guarigioni non è mai stata così elevata. Eppure, tutto quanto costruito in questi anni, può essere cancellato con un colpo di spugna. Questione di soldi: il Wwf da solo non ce la fa a mandare avanti la struttura, e la Provincia, proprietaria dell’immobile, negli ultimi mesi ha tagliato i fondi.
Massimiliano Rocco, il responsabile nazionale dei Cras (Centri recupero animali selvatici), non usa giri di parole e descrive la situazione per quella che è: difficile. «Senza una risposta più seria da parte della Provincia, la sopravvivenza di Cascina Stella è in pericolo. Il Wwf finanzia già il 90 per cento delle spese, non può andare oltre, anche perchè l’attività del centro è in costante aumento. Cremona non è una provincia povera, eppure sia l’amministrazione che gli Atc (Ambiti territoriali di caccia) collaborano poco oppure difettano in sensibilità. Possibile che non si rendano conto della funzione sociale di Cascina Stella? Ricordo che l’assistenza e la cura della fauna in difficoltà non è un capriccio degli animalisti, ma un obbligo imposto dalla legge». Pronta, anche se non proprio rassicurante, la risposta dell’assessore provinciale all’ambiente Fulvio Guarneri: «Su Cascina Stella e sul Bosco didattico, abbiamo investito parecchio in passato. C’è il progetto del museo che sta andando avanti, e di recente abbiamo ampliato, proprio sul tetto della cascina, l’impianto fotovoltaico. Dunque, non intendiamo smobilitare. Certo, i tagli ci sono stati, come del resto in tutti i settori, e sono il riflesso delle restrizioni imposte dalla Finanziaria. Nei limiti del possibile continueremo a collaborare, a patto che il Wwf non chieda la luna».
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Fonte: IL CITTADINO (Centro Lodigiano)
Cani abbandonati, maltrattati e annegati: oltre quota 100 le denunce nel Lodigiano
Vita difficile per gli animali anche nel Lodigiano. In quattro anni le denunce per maltrattamenti hanno raggiunto quota 111, con un incremento netto nell’ultimo biennio e con casi anche eclatanti, come l’affogamento di un cane di razza in una roggia nei pressi di Secugnago. A dirlo è l’Enpa, l’Ente nazionale per la protezione degli animali, che ieri ha celebrato il proprio consiglio direttivo, nel corso del quale è stato confermato alla presidenza della sezione provinciale Aldo Curatolo. I referenti dell’Enpa lamentano che a volte l’interpretazione delle normative a tutela degli animali sia troppo elastica da parte delle strutture preposte ai controlli. Intanto, si apre un nuovo fronte, quello della battaglia contro il doping: la somministrazione di farmaci ai cuccioli specialmente in occasione di mostre e concorsi.
a pagina 10
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Sant’Angelon Rinnovati i vertici del sodalizio, che chiede alle autorità locali una una maggiore collaborazione
Violenze sugli animali, in cento nei guai
Il bilancio dell’Enpa: «Circhi, canili e macelli i luoghi più crudeli»

Sant’Angelo Una “vita da cani” per gli animali delle nostre terre: 111 denunce in quattro anni, tante volte i lodigiani hanno maltrattato i loro più fedeli amici. A lanciare l’allarme è l’Enpa, in occasione del consiglio direttivo di ieri, nel quale è stato confermato presidente Aldo Curatolo. Nuove cariche anche per Elena Cotti come tesoriere; i consiglieri saranno invece Walter Campetti, Eleonora Spagnoli e Fietta Corradino. L’associazione, fondata nel 1871 a Torino da Giuseppe Garibaldi, è ora una Onlus presente capillarmente sul territorio nazionale in oltre 150 sedi; nel Lodigiano opera con due guardie volontarie, la cui azione si esplica nel controllo della salute animale, dalle cascine ai circhi, dalle sedi sportive alle abitazioni private.Negli ultimi anni sono drammaticamente cresciuti i riscontri di abusi sugli animali, talvota gratuiti ed ingiustificati, come nel caso dell’affogamento di un cane, di razza Dogo Argentino, in una roggia presso Secugnago. Il presidente fa il punto della situazione ed individua il problema centrale: «Lo sfruttamento economico del bestiame è la nostra croce – spiega Curatolo – e spesso non abbiamo i mezzi per intervenire. Capita spesso che, durante il trasporto, gli animali vengano sottoposti alle peggiori angherie. Non sono mancati casi di autotreni presentatisi con ore di anticipo ai macelli, lasciando le bestie per intere notti al freddo e senza alimentazione. Una volta arginate le emergenze caccia indiscriminata, circhi “far west” e canili “disumani”, siamo di fronte alla sfida della tutela degli animali “produttivi”. A volte siamo scomodi, perchè andiamo contro ingenti interessi».La legge parla chiaro: la 189 del 2004 punisce come delitto lo sfruttamento degli animali, configurando la fattispecie come reato penale e non più come sanzione amministrativa. «Il passaggio successivo – continua Curatolo – sarà quello di riconoscere la titolarità dei diritti in capo agli animali, superando l’attuale concezione antropocentrica. Questa è infatti una visione riduttiva, talvolta adottata anche dagli ufficiali di polizia o dai veterinari. La Camera aveva proposto la questione, bocciata poi al Senato. Siamo speranzosi che il legislatore in futuro consideri le sofferenze animali tutelabili come quelle umane». La questione non è da sottovalutare: oggi si punisce la violazione alla pietà umana, una tutela mediata che non considera l’animale capace di provare dolore. Una legge sensibile solo nei confronti dell’uomo, anche quando è tutt’altro che parte offesa. La modernità della legge sta invece nel parificare l’abuso su animali di proprietà e allo stato brado; in precedenza la fattispecie si configurava come “delitto contro il patrimonio”, gli animali liberi erano considerati res nullius, cose di nessuno e quindi liberi di essere maltrattati.L’associazione si propone un’azione in linea con il passato, rafforzando il rapporto con le venti amministrazioni che hanno adottato il protocollo operativo, un documento che prevede, tra gli altri accordi, la vigilanza zoofila da parte delle guardie Enpa. «I rapporti con le autorità non sono però sempre idilliaci – appunta Curatolo – talvolta le normative vengono interpretate in maniera troppo elastica e di questo ci rammarichiamo».Stefano Rotta
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Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (LECCE)
Solidarietà della sinistra a Pascali
«Il canile comunale? Gestito correttamente»

«Ma quali maltrattamenti, quel canile è sempre stato gestito con spirito di sacrificio e passione». Solidarietà nei confronti dell’Enpa e della sua responsabile, Maria Rosaria Pascali, veiene espressa dai vertici locali di Rifondazione comunista, dei Comunisti italiani e dell’Associazione Arci Mah Mah. «Apprendiamo con stupore i fatti che riguardano la paventata malgestione del canile del Comune di Galatina e i comportamenti di chi lo gestisce – dicono Apollonio Tundo, Tommaso Moscara e Gino Carcagnì – in molte occasioni abbiamo collaborato con Maria Rosaria nei nostri ruoli istituzionali, e molti dei nostri iscritti lo fanno quasi quotidianamente, riponendo in lei una profonda stima e una sincera gratitudine. Chiunque nel nostro Comune, e non solo, abbia avuto a che fare con qualche problema legato ai nostri amici a quattro zampe, ha avuto in lei un’amica capace di trovare una soluzione». «Riteniamo – concludono – che una persona che ha sacrificato la sua vita per coloro i quali non hanno la possibilità di gestirsi da soli, recuperando spesso agli infami comportamenti di noi umani non possa che volere per loro il meglio. Esprimiamo perciò la nostra più sentita solidarietà nei suoi confronti». a.l.
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Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (ESTERI)
Pitbull killer in Svizzera: tre arrestati
Custodia preventiva per l’italiano proprietario dei tre cani – abbattuti dopo la tragedia – che hanno sbranato un bimbo turco di 6 anni, per la sua compagna e per un loro amico che ospitava la coppia e gli animali ad Oberglatt
(Svizzera) – Un’inchiesta penale per omicidio colposo è stata aperta in Svizzera contro l’italiano di 41 anni proprietario dei tre pitbull che ieri a Oberglatt (cantone Zurigo) hanno attaccato e ucciso un bambino turco di sei anni che si recava a scuola: al momento del dramma i cani erano in un ripostiglio provvisorio e sono riusciti a fuggire.
Il procedimento concerne anche la persona presso la quale il padrone dei cani era in visita al momento del dramma e la compagna dell’italiano. Il proprietario e il conoscente si trovano attualmente in detenzione preventiva.
Il proprietario dei pitbull aveva messo i cani (sei pitbull in tutto) in un ripostiglio provvisorio sulla terrazza dell’appartamento del conoscente di Oberglatt, ha indicato oggi il giudice istruttore zurighese, signora Susanne Steinhauser citata dall’agenzia di stampa svizzera “Ats”. Voleva pulire il locale in cui venivano tenuti i pitbull, aiutato dalla compagna e dal conoscente presso cui erano ospiti.
Tre dei cani erano riusciti a scappare ieri mattina con tragiche conseguenze. Dopo l’attacco mortale al bambino sono stati sottoposti a eutanasia. Gli altri tre animali sono stati trasferiti in un canile in attesa che la loro sorte sia chiarita.
Intanto la morte del bimbo continua a suscitare reazioni in Svizzera. In particolare, il governo ha chiesto all’Ufficio federale di veterinaria (Ufv) di presentare proposte in vista di un inasprimento delle condizioni per la detenzione di cani pericolosi. In una prima reazione, l’Uvf non aveva ritenuto necessarie nuove misure. Il governo è «sconcertato» e presenta le proprie condoglianze alla famiglia, ha detto a Berna il ministro Joseph Deiss. «La situazione attuale è insoddisfacente. Dopo un avvenimento del genere non si può semplicemente voltare pagina», ha detto il ministro.
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Fonte: IL MATTINO
NELLE ACQUE DEL PORTO
Blitz contro i mitili a rischio

Torre del Greco. Ancora un intervento dei carabinieri del Nas, contro il pericolo della messa in vendita di alimenti a rischio specie nell’imminenza delle festività natalizie. E così dopo la clamorosa scoperta e sequestro di un allevamento di conigli (e la denuncia del titolare) nel quale c’erano ben trentamila animali «ingrassati» con farmaci sospetti, è stata la volta di un’operazione che ha riguardato in particolare i frutti di mare. Per questo ben trenta quintali di mitili, allevati in acque inquinate, sono stati sequestrati dal nucleo dei sommozzatori dei carabinieri. Cozze e altri mitili erano infatti allevati in un tratto di mare antistante il ristorante «Casa Rossa». I frutti di mare erano allo stato iniziale di crescita (al suo termine i mitili avrebbero raggiunto un peso di cento volte superiore) e nel corso del sequestro il gruppo operativo ha provveduto contemporaneamente anche all’analisi delle acque per accertare l’eventuale presenza di coliformi fecali e del virus dell’epatite. I relativi dati saranno resi noti successivamente, ma di certo l’ennesimo intervento conferma la costante azione messa in atto dai carabinieri contro le coltivazioni illegali e la relativa pericolosa commercializzazione per i cittadini; un fenomeno sempre in ascesa durante gli ultimi mesi dell’anno.
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Fonte: MARKETPRESSINFO
ALI COMUNICAZIONE FIRMA LA CAMPAGNA EUROPEA PER IL LANCIO DEL PROGETTO NO PROFIT CANIBUCAREST.IT
Un cucciolo abbandonato nell’immondizia e il claim “rifiuti animali”: è con questi elementi che ali comunicazione, agenzia pubblicitaria con sede ad Asciano (Si), firma la campagna europea per il lancio del progetto www.Canibucarest.it contro il massacro dei randagi in Romania, dove ogni giorno vengono uccisi centinaia di animali. Il problema dei cani romeni è un’emergenza drammatica di cui si parla ancora troppo poco: oltre 200.000 randagi uccisi in 4 anni nella sola capitale. Centinaia di migliaia, forse milioni, in tutta la Romania. Agli animali barbaramente uccisi nei canili vanno aggiunti migliaia di cani investiti e avvelenati. Nonostante il canile di Chiajna a Bucarest lavori ancora a pieno ritmo (dai 75 ai 100 animali eliminati ogni giorno), le strade sono piene di cuccioli e il numero di randagi non accenna a diminuire, soprattutto nelle periferie. Il fallimento del piano di sterminio è sotto gli occhi di tutti, ma il disinteresse dell’opinione pubblica e la corruzione a livello politico hanno finora impedito una revisione della strategia da parte delle autorità. A Cernavoda e a Medgidia, le associazioni Save the dogs onlus (Italia) e Atra (Svizzera) hanno avviato programmi intensivi di sterilizzazione e rilascio dei randagi nel territorio di provenienza, l’unico metodo considerato efficace dall’Istituto Mondiale della Sanità per bloccare le nascite e impedire a nuove generazioni di randagi di crescere sulla strada. Studiata per sensibilizzare sul problema e raccogliere fondi, la campagna, declinata in vari strumenti, verrà proposta a partire dai primi di dicembre tramite stampa e affissioni oltre a cartoline depliant locandine e adesivi distribuiti in italiano, inglese, francese e tedesco in tutti i paesi delle associazioni messe in rete da Save the dogs onlus e Atra; a seguire a gennaio 2006 uno spot radio e un video in tutte le lingue che circoleranno anche su internet. La campagna è stata realizzata con la direzione creativa di Daniela Mugelli (anche copy). La pianificazione è in via di definizione trattandosi di una campagna non profit. Il sito www.Canibucarest.it ospita alcuni prodotti della campagna pubblicitaria scaricabili in formato .Pdf.
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Fonte: LA PROVINCIA DI SONDRIO
La Comunità montana di Morbegno è tornata sui suoi passi e contribuirà insieme agli altri enti a gestione e costi Il nuovo canile sarà davvero di tutti Soddisfatto Tornadù: «Un ottimo risultato visto che il randagismo riguarda l’intero territorio»
Colpo di scena: la Comunità montana di Morbegno ritorna al canile. Dopo anni di “randagismo” e di opposizione al progetto, l’ente comprensoriale della Bassa Valle pare aver cambiato idea, scegliendo di contribuire alla realizzazione e alla gestione della struttura, come si evince dalla delibera approvata dal direttivo della Cm di Sondrio – il documento è datato 22 novembre -, riguardante l’approvazione dello schema di accordo di programma per la realizzazione e la gestione del nuovo canile consortile. Come si legge nella delibera, attori protagonisti sarebbero la Cm di Sondrio, il Comune capoluogo, gli enti comprensoriali di Chiavenna, Tirano, dell’Alta Valle e anche quello di Morbegno. Tutti e cinque concordi sulla nuova struttura che si sta realizzando – a fine dicembre saranno pronti i box per i primi cani – a Busteggia, sul territorio comunale di Montagna. E’ il presidente dell’ente sondriese a spiegare l’epilogo felice dell’annosa questione: «Questo accordo è stato possibile anche grazie ai nuovi rapporti politici fra le Cm e l’amministrazione provinciale – sostiene Costantino Tornadù -, una gestione più serena tra gli enti che ha favorito un dialogo e un confronto contrassegnato da toni tranquilli e collaborativi. Un ottimo risultato che si traduce non solo in una ripartizione equa dei costi della nuova struttura, ma anche in una gestione di gruppo del canile e dei servizi che esso garantisce, a beneficio di tutto il territorio». Necessario, per comprendere al meglio la questione, fare un passo indietro, ricordando alcune tappe. A frenare il progetto per diversi anni, fu il parere contrario della Comunità montana morbegnese non tanto alla struttura in sé e per sé, piuttosto all’incremento dei costi per l’acquisizione delle aree, dopo la decisione di non realizzare più il canile sul territorio di Caiolo, ma su quello di Montagna. Di fronte alla posizione – pareva irremovibile – della Cm di Morbegno, l’allora presidente dell’ente sondriese Aldo Faggi propose all’assemblea – il voto fu unanime – di pagare per due, coprendo così anche la quota di spesa della Cm della Bassa Valle, per dare il via libera all’iter progettuale. Ora le cose sembrano essere cambiate e come assicura Tornadù l’accordo di programma, che ha durata di un anno, a breve sarà sottoscritto da tutti gli enti coinvolti. In base al riparto delle spese di realizzazione – sono calcolate in base al numero degli abitanti per ente – la Cm della Valchiavenna sarà tenuta a versare una quota pari a 84.658,98 euro, quella di Tirano 101.337,83, l’ente dell’Alta Valle contribuirà per 82.154 euro, il Comune di Sondrio per 76.896 euro, la Cm di Morbegno per 124.000 euro, infine quella sondriese con una quota pari a 150.701 euro, per un costo complessiva della struttura di 619.748,28 euro. Daniela Lucchini
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Fonte: ENPA
NASCE UN SITO WEB PER RACCOGLIERE SEGNALAZIONI DEI CITTADINI SU MOSTRE CHE ESPONGONO ANIMALI
E’ stato creato dalle Guardie zoofile della Sezione Enpa di Milano un sito web per raccogliere segnalazioni e denunce sulle mostre che espongono animali. L’iniziativa fa seguito a una serie di spiacevoli episodi, puntualmente denunciati dall’Enpa, di sfruttamento degli animali a fini commerciali; i cuccioli spesso vengono trasportati in modo improprio o tenuti in condizioni non adeguate per assicurare il benessere dell’animale. Addirittura, anche se sarebbe esplicitamente vietato, spesso i potenziali acquirenti vengono contattati nel corso dell’esposizione e gli viene dato appuntamento per vendere i quattrozampe alla chiusura della mostra, fuori dagli stand.
Il sito è all’indirizzo www.fieredelcucciolo.it e sarà particolarmente utile anche per far emergere casi in cui gli animali sono già in pessime condizioni di salute all’atto dell’acquisto, a volte importati di contrabbando da Paesi lontani senza vaccinazioni di legge, o fatti viaggiare a lungo senza nutrimento e stipati per aumentare il margine di guadagno. Oltre a servire per monitorare le fiere e le mostre, il sito potrà essere utile ai cittadini per fornire consigli a chi ha bisogno di una consulenza chiara e specifica per un problema collegato a queste manifestazioni.
Sul sito è stato predisposto un modulo; compilandolo, si potrà inviare la propria segnalazione che verrà registrata dalle Guardie Zoofile; se le segnalazioni andranno a evidenziare una violazione delle norme vigenti, gli atti saranno trasmessi d’ufficio all’autorità giudiziaria. L’Enpa confida che questo nuovo strumento sia un passo avanti verso una sempre maggiore tutela degli animali anche all’interno di manifestazioni pubbliche; il sito potrebbe costituire un punto di partenza per effettuare altri interventi di salvaguardia sulle mostre cui partecipano animali. (1 dicembre)
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Fonte: animalieanimali.it (Ultim’ora)
Savona – Capriolo ucciso, indaga l’Enpa.
Le guardie zoofile dell’Enpa di Savona hanno soccorso un giovane capriolo, ferito gravemente ad una zampa, alla periferia di Savona. Gli agenti, chiamati da un’abitante di via San Pietro, sopra il quartiere di Legino, hanno dovuto difenderlo da un gruppo di cani da caccia che lo inseguivano e, con la collaborazione di tecnici dell’Atc, lo hanno consegnato ad un veterinario che, purtroppo, non ha potuto fare altro che sopprimerlo; presentava infatti una ferita ormai infetta ed incurabile alla coscia posteriore destra, dovuta quasi certamente ad un colpo di fucile.
Sulla vicenda sono in corso indagini da parte degli stessi volontari dell’Enpa.(ANSA)
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Fonte: animalieanimali.it
Palermo – Venti scoiattoli morti durante trasporto per vendita. Denuncia per maltrattamenti contro responsabile.
Un trasportatore napoletano e’ stato sorpreso dai poliziotti mentre scaricava in via Siracusa a Palermo una cassa, larga 30 cm, nella quale erano contenuti 40 scoiattoli.
Nel lungo viaggio da Napoli a Palermo ne erano morti circa 20. Gli agenti hanno quindi contattato la guardia forestale per verificare le condizioni degli animali. Il trasportatore, privo dell’autorizzazione rilasciata dal sindaco di Napoli per il trasporto di animali vivi, e’ stato denunciato per maltrattamenti.
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Fonte: animalieanimali.it
MILANO – APPELLO ENPA, CHIAMATECI SE C’E’ UN GATTO NEL MOTORE
Ultimo inutile intervento dei volontari se chiamati troppo tardi.

3 dicembre 2005 – La morte di una piccola gatta che si era rifugiata nel motore di una macchina ed era rimasta gravemente ferita a Milano ha spinto la sede milanese dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) a lanciare un appello ai cittadini. L’associazione animalista ricorda ”di non sottovalutare mai, specialmente nel periodo invernale, la possibilita’ che i gatti si intrufolino nel motore se l’auto e’ parcheggiata in zone ove sono presenti colonie di randagi. I danni provocati dagli organismi meccanici – si legge in una nota – possono essere infatti gravissimi e incurabili”. Nel caso si notasse la presenza di un gatto nel motore e’ sufficiente contattare la sezione Enpa al numero 02/97064220.
Oggi l’intervento congiunto dell’Enpa e del personale di ”mondo Gatto” per salvare la gattina rimasta incastrata all’interno di un motore in viale Cassala a Milano e’ stato inutile. L’animale e’ rimasto intrappolato con due zampe nella cinghia di trasmissione, ma le ferite erano cosi’ gravi che, trasferita alla clinica Veterinaria dell’Enpa, e’ stata inevitabilmente sottoposta a eutanasia.
(Red-Gio/Ct/Adnkronos)
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Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (CAPITANATA)
Esposizione Unità cinofile oggi al quartiere fieristico
Ecco come selezioniamo e «arruoliano» i nostri cani

provincia ddi Bari
Anche l’arma de carabinieri sarà presente all’annuale manifestazione cinofila presso l’area fieristica. Allo scopo di poter far meglio conoscere al pubblico caratteristiche, finalità e organizzazione di tale preziosa componente, sfileranno anche i cani in dotazione al nucleo cinofili dei carabinieri di Modugno. L’unità cinofila oltre a vigiliare nel corso della stessa manifestazione, iniziata ieri e che si terrà anche oggi, svolgeranno anche dimostrazioni pratiche. Nell’occasione i militari presenti racconteranno anche cenni di storia sull’organizzazione e le finalità del particolare servizio. Quest’ultimo proprio il prossimo anno compirà ben cinquant’anni, infatti é stato istituito nel giugno 1956, con sede in una villa alla periferia di Firenze, al fine di assicurare l’impiego di carabinieri conduttori e cani, ad altissimo livello addestrativo, in attività di polizia giudiziaria, di ricerca e di soccorso. In questo mezzo secolo di attività ha registrato innumerevoli, preziosi risultati nel campo della polizia giudiziaria, accanto ai molti episodi di soccorso e di assistenza. Localizzare e seguire le tracce dei malviventi anche sul fiuto di oggetti o capi di vestiario, ispezionare boschi, località impervie e casolari isolati nel corso di battute e rastrellamenti, inseguire e bloccare persone in fuga, cooperare alla sicurezza dei reparti dell’Arma impegnati in particolari condizioni ambientali, nonché ai posti di blocco stradali, alla vigilanza degli Istituti di pena, a particolari servizi di scorta valori, ecco in sintesi i compiti affidati alle unità del Centro Carabinieri cinofili. Ma se questa è la casistica del loro impiego normale, ben diversa, perché determinata da impreviste e pressanti circostanze, è quella del loro intervento straordinario, diretto in genere a salvare vite umane, come nel caso di calamità naturali. Se particolarmente accurati sono la scelta e l’addestramento dei carabinieri conduttori, non meno scrupolosi e selettivi sono i criteri di «arruolamento» dei cani di polizia (rimonta), l’addestramento dei quali viene impartito e mantenuto senza soluzione di continuità, sino a quando la menomazione della loro assoluta idoneità non ne determini il trasferimento al ruolo «di guardia», la riforma o – in caso estremo – l’abbattimento indolore. Unità a parte formano i nuclei Carabinieri conduttori di cani antidroga e quelli del soccorso alpino. Le condizioni ottimali di salute dei cani, oggetto di costante accertamento sanitario, sono curate attraverso la più razionale alternanza del lavoro e del riposo, la minuziosa igiene del corpo e del ricovero, soprattutto attraverso la loro alimentazione, rigorosamente dosata, secondo che si tratti di cane di polizia o da guardia. lor.bru.
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Fonte: LA GAZZETTA DI PARMA
BREVI
Condominio in guerra con un cane

( dav. bar) Per lui era rimasto sempre il solito « cucciolone » con tanta voglia di giocare. Ma è indubbio che, col tempo, il suo golden retriever si era irrobustito, diventando un bel bestione. Un simpatico, ma ingombrante, amico dell’uomo finito al centro di una vertenza giudiziaria conclusasi con una sentenza del giudice di pace. Troppo grosso e peloso, quel cane, per entrare nell’angusto spazio dell’ascensore condominiale, ma soprattutto per non dare nell’occhio. Al punto… continua…
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Fonte: IL GAZZETTINO DI ROVIGO
STRANI INCROCI NELL’ALLEVAMENTO ABUSIVO
Ariano Polesine (Rovigo) – Quando gli agenti della forestale di Adria sono arrivati ad Ariano Polesine, in via Cacciatori, una zona agricola, pensavano di avere di fronte una discarica abusiva come tante: una roulotte, un furgone, altri rifiuti abbandonati. Ad un esame più attento, però, sono spuntati anche cinque grossi contenitori, simili a container. Non appena aperti, ne è uscita una quindicina di quadrupedi sulla cui classificazione gli stessi veterinari dell’Ulss non paiono avere trovato un accordo unanime: forse maiali, forse cinghiali, forse un incrocio tra le due razze. Un incrocio la cui genesi, comunque, è avvolta nel mistero, dal momento che il cinghiale non è certamente un animale stanziale del Polesine. Resta, quindi, da comprendere da dove arrivassero le bestie rinchiuse nei container, per quale motivo si trovassero lì e, soprattutto, a quale funzione fossero destinate. Gli animali, infatti, non avevano i documenti che, in caso di macellazione a fini alimentari, è indispensabile esibire. Qualche chiarimento potrebbe arrivare dalla persona che aveva impiantato l’allevamento abusivo, un residente di Ariano di 74 anni. A suo carico, gli agenti della forestale hanno sporto denuncia alla procura della Repubblica di Rovigo per il reato di maltrattamenti di animali: le condizioni nelle quale gli animali erano tenuti sono state infatti ritenute dannose alla loro salute, sia per l’esiguità degli spazi all’interno dei quali erano rinchiusi, sia per la loro situazione igienica, definita disastrosa da chi ha preso parte al sopralluogo. Sul capo dell’arianese potrebbe, poi, materializzarsi una seconda accusa: l’avere, cioè, smaltito in maniera irregolare i rifiuti.
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Fonte: CORRIERE ADRIATICO
Abbandonati 27 cuccioli di cane pastore
SAN SEVERINO – Sentiva degli strani rumori provenire da un casolare vicino alla sua abitazione nella campagna di San Severino, si è avvicinato e, ai suoi occhi, si è parata una scena incredibile: 27 cuccioli di cane appena nati abbandonati all’interno di alcune cassette in plastica. L’uomo ha subito avvertito le autorità competenti e i cuccioli, ora, si trovano presso il rifugio per cani di Camerino.
Sono andato personalmente a prendere i cuccioli – ha raccontato, Roberto Cola, responsabile del rifugio – Non mi avevano detto che si trattava di così tanti cuccioli e sono rimasto a bocca aperta. Il nostro rifugio era da poco riuscito a tamponare la situazione di sovraffollamento, ma, ora, siamo di nuovo al completo. I nuovi arrivati ora aspettano nuovi padroni in grado di garantirgli affetto. Stando ad una prima impressione dovrebbe trattarsi di cani da pastore e, quindi, di taglia medio-grande. Il Comune di San Severino, inoltre, prevede, per chi adotta un cane abbandonato, un incentivo di circa 300 euro in beni alimentari per gli animali. Non si conosce, invece, l’identità di chi ha abbandonato i cuccioli, ma il fatto riporta alla luce una problematica che, anche nelle nostre zone, sembra aver numeri piuttosto importanti.
EMANUELE PIERONI
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Fonte: LIBERO
Il singolare fenomeno si estende ad altre specie di volatili
I passeri di città ” parlano” dialetto e non si intendono più con i vicini
Traffico rumori, elettricità cancellano il comune linguaggio

BARRIERE INSORMONTABILI Strade, ferrovie, palazzi e tralicci dell’alta tensione rappresentano una barriera insormontabile per molti volatili, compresi i passeri, che non riescono più a comunicare tra loro.
LONDRA Di questo passo il rischio è che i passeri che abitano a Milano non si intendano più con quelli che abitano a Torino e viceversa. Il motivo? Strade, ferrovie, palazzi, tralicci dell’alta tensione, che in pratica fungono da barriera insormontabile per la maggior parte degli animali. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato sul Journal of Applied Ecology della British Ecological Society. Gli scienziati hanno condotto i loro esperimenti in Spagna e in Marocco. Hanno registrato e analizzato il canto di più di 200 passerrotti dela steppa (Chersophilus dupinti) verificando che le differenze sonore tra i passerroti che vivono più lontani sono maggiori rispetto a quelle degli uccelli che vivono a contatto tra loro: in sostanza è come se ogni gruppo avesse elaborato un proprio dialetto, incomprensibile per gli altri. Gli studiosi temono pertanto che si possono avere ripercussioni gravi sull’ecologia dell’intera specie. questo perchè i maschi potrebbero non essere più in grado di riconoscere come rivali altri maschi che provengono da zone anche poco distanti. E alo stesso modo le femmine potrebbero mal interpretare il canto di un maschio corteggiatore. Secondo gli studiosi la crescente antropizzazione del territorio determina effetti negativi peculiari sulla fauna in genere. Caccia e pesca prevedono un abbattimento volontario e programmato degli animali, incidenti stradali e collisioni con edifici o altri manufatti rientrano invece tra i fattori di mortalità non voluti. Il loro numero può essere tale da incidere negativamente su molte specie, dice Kjetil Bevanger, ricercatore presso l’istituto Norvegese per la Ricerca sulla Natura. Egli ha scoperto che le specie di uccelli con ali piccole e corpo grande sono meno in grado di reagire prontamente a ostacoli improvvisi e quindi risultano più esposte a collisioni accidentali. Valutando il numero di incidenti con tralicci elettrici, riportati in vari altri esperimenti, e l’ampiezza delle popolazioni naturali, Bevanger considera alcune specie di galliformi, gruiformi, pelecaniformi e ciconiformi, come quelle più esposte a questo tipo di mortalità. Al contrario, le specie più soggette a mortalità dovuta a elettrolocuzione sono da ricercare tra i falconiformi, gli strigiformi e, in misura minore, i passeriformi. Gianluca Grossi
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Fonte: LIBERO
In una comunità con troppi maschi la razza rischia di estinguersi
( g. g.) Troppi maschi all’interno di una comunità favoriscono l’estinzione della specie. Al contrario un numero superiore di femmine l’allontanano. Sono i risultati ottenuti da Jean- François Le Galliard dell’università di Oslo, che ha condotto un esperimento sulle lucertole. Risultato. quando ci sono troppi maschi le femmine muoiono più spesso, danno alla luce meno figli e hanno il doppio delle ferite inflitte dai maschi durante i tentativi di accoppiamento.
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Fonte: IL MATTINO – BENEVENTO
Bracconieri uccidono poiana e un picchio
Bracconieri ancora protagonisti nel Sannio. Alla Lipu, dopo un falco pellegrino sparato circa un mese fa, sono stati consegnati altri due uccelli protetti con ferite da arma da fuoco. Uno dei due volatili era una femmina di poiana proveniente da Sassinoro. Pochi giorni dopo, è stato consegnato un bellissimo esemplare, anche in questo caso femmina, di picchio verde che arrivava da Montorsi Valle nel comune di Sant’ Angelo a Cupolo. I due animali, nonostante le prime cure prestategli non hanno superato la notte decedendo prima del trasferimento al centro recupero volatili di Campobasso. I due volatili avevano ferite al petto dovute ai pallini di fucili da caccia. Purtroppo, nonostante la vigilanza da parte delle forze dell’ordine, i bracconieri continuano imperterriti a sparare e uccidere soprattutto alle specie protette.
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Fonte: IL MATTINO
Nelle acque del porto
Blitz contro i mitili a rischio

Torre del Greco (NA). Ancora un intervento dei carabinieri del Nas, contro il pericolo della messa in vendita di alimenti a rischio specie nell’imminenza delle festività natalizie. E così dopo la clamorosa scoperta e sequestro di un allevamento di conigli (e la denuncia del titolare) nel quale c’erano ben trentamila animali «ingrassati» con farmaci sospetti, è stata la volta di un’operazione che ha riguardato in particolare i frutti di mare. Per questo ben trenta quintali di mitili, allevati in acque inquinate, sono stati sequestrati dal nucleo dei sommozzatori dei carabinieri. Cozze e altri mitili erano infatti allevati in un tratto di mare antistante il ristorante «Casa Rossa». I frutti di mare erano allo stato iniziale di crescita (al suo termine i mitili avrebbero raggiunto un peso di cento volte superiore) e nel corso del sequestro il gruppo operativo ha provveduto contemporaneamente anche all’analisi delle acque per accertare l’eventuale presenza di coliformi fecali e del virus dell’epatite. I relativi dati saranno resi noti successivamente, ma di certo l’ennesimo intervento conferma la costante azione messa in atto dai carabinieri contro le coltivazioni illegali e la relativa pericolosa commercializzazione per i cittadini; un fenomeno sempre in ascesa durante gli ultimi mesi dell’anno.
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Fonte: REPUBBLICA
AVIARIA: SEQUESTRATI 80 UCCELLINI, 8 DENUNCIATI A PALERMO
Applicata per la prima volta a Palermo la sanzione amministrativa per la violazione dell’ordinanza relativa alla prevenzione della patologia aviaria. E’ avvenuto nel corso di un blitz nel mercato storico Ballaro’, dove i carabinieri del Reparto operativo di Palermo, insieme alle guardie zoofile della Lav, hanno sequestrato 80 uccellini e bloccate otto persone, denunciate a piede libero per maltrattamenti di animali e commercio abusivo di fauna selvatica. Tra gli uccelli recuperati, sono stati individuati molti cardellini, lucarini, verzelli, fringuelli e alcuni esemplari di razze esotiche, valutabili sul mercato clandestino in circa 7 mila euro. Recuperate anche diverse trappole utilizzate per la cattura degli uccelli. Due degli otto fermati sono gia’ stati denunciati in passato per lo stesso reato durante un precedente intervento nel mese di aprile. L’operazione e’ stata coordinata dal pm di turno presso il Tribunale, Antonio Altobelli, che ha disposto la liberazione degli uccelli che avverra’ a “Casa Natura” nel parco della Favorita.
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Fonte: TELEFREE
E’ festa anche per loro
Webzine: Natale e Capodanno sono per il genere umano, insieme alle vacanze estive, uno dei momenti più belli dell’anno. Per molti animali invece le feste rappresentano spesso un’incognita: il rischio di essere abbandonati lungo le strade che portano verso le stazioni sciistiche è altissimo.
Non abbandonateli a loro destino, portateli con voi oppure regalategli un periodo di relax in un serio hotel per animali, là dove avrebbe la possibilità di socializzare e di poter tornare a casa dopo i festeggiamenti di fine anno.
Se poi questi problemi non esistono, fagli un regalo. Il tuo animale domestico ha bisogno d’una cuccia e di un collare nuovo? Metti il tuo dono sotto l’albero, così anche lui potrà gioire con te. Nei negozi italiani i gadget adatti al tuo amico non mancano: i negozi per animali propongono oggetti divertentissimi. Ma attenzione, non limitarti a valutare l’originalità: il regalo deve essere soprattutto a misura di animale.
E rispettare certe caratteristiche. Il collare, per esempio, deve essere resistente ma anche delicato, per non sciupare il pelo e non far soffrire l’animale. Se il guinzaglio è per il tuo Fido sappi che è meglio non ricorrere alla maglia di ferro. Sì invece alla pelle morbida o ai tessuti tecnici robusti. Per il gatto, che non sopporta di sentirsi costretto, il collare deve essere impalpabile: sceglilo di seta, velluto o cotone.
La cuccia, invece, deve essere preferibilmente un modello di plastica (è l’ideale) e arredata con un cuscino in tessuto, purché sia lavabile in lavatrice (in modo che non vi si annidino parassiti). Per il cane, andrà bene la classica brandina rialzata (che lo isola dal pavimento), ma non troppo soffice. Per il gatto, che ama la privacy, scegli una cuccia superimbottita e coperta.
In quanto ai giochi è meglio acquistare quelli economici, ma non di plastica dura, altrimenti se il cane li morde con forza potrebbero rompersi e quindi ferirlo. Compragli solo quelli in gomma. No anche ai giochi imbottiti di gommapiuma: se l’animale la inghiotte, si gonfia nello stomaco e potrebbe essere necessario ricorrere al veterinario.

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