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MASADA n° 207- 13-12-2005. TAV. GIGANTESCO CONFLITTO DI INTERESSI

Che cos’e’ un conflitto di interessi? E’ quando dei funzionari pubblici fanno operazioni a fini di lucro personale contro l’interesse di un paese.

Cosa di dovrebbe fare in questo caso?
Cacciarli!
Pesantissimo nel grosso affare TAV il conflitto di interessi che rende complici destra e sinistra.

L’economista dei trasporti Marco Ponti e’ uno dei pochi che ha letto per intero la relazione di 12 pagine sulla Valsusa, contro un milione di bocche aperte che parlano solo per sentito dire. Ponti e’ un economista serio, esperto del settore lavori pubblici relativi ai trasporti e non un parolaio qualsiasi:

Dice Ponti:
“La TAV nasce in Francia come Alta Velocita’ per le persone, e in Francia e’ una linea specifica che porta solo passeggeri, poi, miracolo, visto che gli aerei costano meno, diventa di colpo una linea per le merci. Nessuno pero’ fa parola di questo miracolo!”

Gia’ nessuno ne parla, perche’, quando ci sono degli interessi in ballo, i loro portatori non guardano mai in faccia la verita’ e rovesciano le motivazioni a loro comodo come banderuole, per cui la stessa opera puo’ essere difesa, prima dicendo una cosa, poi dicendo il contrario, proprio perche’ l’opera e’ pretestuale rispetto all’avidita’ di guadagni, leciti o illeciti che siano, e viene giustificata ex post.

E gia’ questo dice quanto siano attendibili certi politici sia di destra che di sinistra e quanto siano valide certe motivazioni imposte con la forza!

Il problema e’ che i conflitti di interessi sono dilagati a tal punto, a destra che a sinistra, che la classe politica, sia di governo che di opposizione, e’ solo un comitato di complici, alleati nella spartizione di affari a vantaggio privato, dove i colori politici sono ormai all’ammasso, il paese e’ buttato via, e cio’ che conta sono solo i denari che vengono privatamente intascati.

Vorrei far notare che l’economista Ponti, esperto in trasporti, non e’ un anarco-insurrezionalista ma un esperto in grandi opere del Politecnico di Milano che ha lavorato alla BM, un esperto di destra, che pero’ ha il vizio di fare i conti in tasca ai progetti pubblici, conti che paghiamo noi cittadini, perche’, se i guadagni sono privati, i costi pero’ saranno addossati a noi che non beneficiamo certo di conti gonfiati e mazzette.

Grandi ponti e grandi tunnel sono degli enormi affari privati, ma anche degli enormi buchi neri pubblici in cui puo’ fallire uno stato.
Per l’eurotunnel sulla Manica il danno e’ stato di una societa’ privata, ma poi nemmeno completamente, visto che le azioni del tunnel sono scese in nove anni del 95%, migliaia di privati sono stati coinvolti nella disastrosa operazione finanziaria e alla fine il governo francese e’ dovuto intervenire con il denaro di tutti a ripianare il debito.

In Italia andrebbe anche peggio perche’ Cirino Pomicino e complici (Prodi compreso) hanno elaborato un ingegnoso stratagemma, indecente e delinquenziale, per il quale nelle grandi opere i privati acchiappano il guadagno e i cittadini pagano i conti.

In questo criminale intreccio di affari, indifferentemente neri e rossi, e’ veramente grottesco che un presidente della repubblica (oltre tutto in visita alla Banca Popolare di Lodi!?!?) ci venga a dire: “Non dimentichiamo mai che, oltre al rispetto della legge, gli “affari” non sono al di la’ dell’etica. Il mondo delle imprese ha anche regole deontologiche da rispettare, gli imprenditori dell’economia reale e finanziaria hanno responsabilita’ verso la societa’».

Se esistesse un’etica, non dico privata ma di stato, l’indecente sistema del General Contractor (incasso io ma pagate voi) sarebbe buttato nel cesso e non conservato amorosamente da personalita’ come Prodi e Fassino.
Ma stiamo scherzando?! E poi e’ lo stesso che difende quest’opera perche’ “non possiamo rimanere isolati bla-bla-bla”! Sara’ proprio a forza di buchi giganteschi come questo che l’Europa ci buttera’ fuori!

Il disastroso e immorale progetto di grandi opere che Berlusconi ha in mente, con la collusione di certa sinistra, storpierebbe all’infinito i conti italiani, aggravando spaventosamente il deficit, e dunque la situazione economica di noi tutti con una ipoteca pesantissima e per un tempo lunghissimo che coprirebbe le nostre vite, quelle dei nostri figli e nipoti e cosi’ via, un’ipoteca insostenibile sul nostro futuro!

Per questo il tunnel di Valsusa ci deve importare: prima di tutto per la gravissima lesione di diritti costituzionali e democratici che esso comporta e perche’ i Valsussini siamo tutti noi; poi per il gravissimo danno economico alle finanze dello stato che sono le nostre finanze.

E che in questo crimine ci siano dentro come parti in causa i politici della sinistra e anche Prodi e Ciampi e’ veramente vergognoso!

Qualunque linea aerea costa meno del treno per un passeggero e impiega molto meno tempo, ora poi ci sono linee aeree economicissime, dove a volte si pagano solo pochi centesimo piu’ le spese aeroportuali. Un biglietto Roma-Londra in aereo puo’ costare 30 euro, scegliendo i tempi, il biglietto Londra-Parigi in eurotunnel costa 160 euro! Poco piu’ di due ore su una distanza molto superiore contro una notte di viaggio! Anche le merci costerebbero enormemente di piu’.

Circa le merci, e’ indecente che il sindaco Chiamparino si preoccupi solamente della possibilità di accaparrarsi l’opera contro l’opzione Frejus che vedrebbe affibbiato l’affare alla Lombardia.
Chiamparino difende gli interessi Agnelli. Ma farebbe meglio a preoccuparsi della salute dei suoi cittadini invece di fare politiche di basso accaparramento finanziario, tanto piu’ che l’opera non portera’ nemmeno occupazione, perche’ fatta quasi totalmente con macchine con poca mano d’opera, per di piu’ esterna, viste le commesse.

Chiamparino non solo sta facendo una pessima figura insieme alla Bresso, ma dovrebbe essere onesto e riconoscere che, per vendere le auto Fiat, un tunnel non basta, senza contare che un tunnel di 53 km si blocca con un niente per mesi (vogliamo ricordare i 39 morti nell’incendio del ’99 nel traforo del Monte Bianco? Ed e’ di soli 11 km, ed e’ rimasto chiuso tre anni. Cosa faremmo qui in caso di incidente? Bloccheremmo per anni il corridoio 5 e tutta l’Europa?).

Non si farebbe prima con piu’ convenienza a mandare le auto sulla Torino-Milano, 125 km, e da qui passare per il Frejus?

Nessuno vuole bloccare la TAV, ma perche’ farla qui?
Abbiamo regioni felicissime di farsene carico, vedi Illy in Friuli-Venezia Giulia, con popolazioni ben contente, perche’ le condizioni del luogo sono diverse.

E non sara’ un trasporto piu’ corto di un’ora a far salire le azioni Fiat. La Cina ci sta per alluvionare di auto che costeranno un 30% in meno di quelle europee, e alla Fiat converra’ di più delocalizzare la produzione in Cina e lo fara’ seguendo la convenienza e non l’occupazione degli operai di Torino, come ha fatto sempre.

Se prevalesse il buon senso, ci sarebbe una moratoria di 5 mesi, si sono aspettati 13 anni per fare questo progetto e non risulta che le altre nazioni europee abbiano tutta questa fretta e si possono perdere benissimo cinque mesi a riesaminarlo di nuovo con l’intervento dell’Europa e i suoi parametri, con nuove previsioni di fattibilita’, piu’ economiche, piu’ sicure, e facendolo da un’altra parte, al Frejus per esempio, con riduzione a un decimo della spesa e una direttrice su Milano, che, Fiat permettendo, e’ anche piu’ interessante dal punto di vista delle imprese e raccoglierebbe anche il bacino di nordest che puo’ ugualmente essere piu’ interessato al Tarvisio.

Ci sarebbe pace in Valsusa, non si scatenerebbe una contaminazione cancerogena da amianto e uranio, si risparmierebbero dei bei soldoni, Mantovani non dovrebbe lamentarsi che deve spostare mille agenti in Valsusa.
Ha intenzione di tenerceli vent’anni a militarizzare la Valsusa? Con una guerra intestina permanente e rischio di tumore per 60.000 persone compresi i mille poliziotti?

Questo progetto e’ cosi’ malfatto che non contiene nemmeno una ricerca geologica della zona, un piano di danno ambientale, addirittura non prevede nemmeno compensazioni per i danni umani e del territorio.
Ma, del resto, le compensazioni ambientali non sono state ancora pagate nemmeno per le opere gia’ fatte in valle, elettrodotti, autostrada, ferrovie.
Si danneggiano i cittadini e basta, come fossero schiavi e non uomini liberi da rispettare. Se non e’ mafia questa…!

Gli amministratori chiedono 5 mesi di moratoria. In 5 mesi si farebbero, in pace, le Olimpiadi, che sono gia’ a rischio terrorismo, e la Valsusa non perderebbe la sua stagione invernale.

Ma a giugno ci sono le politiche. Di qui la fretta di Berlusconi di accaparrarsi buoni affari prima di giugno, comunque vada. La grande fretta dell’opera e’ solo elettorale.

Riepilogando: Berlusconi e’ tanto sicuro di perdere che al momento:

– disdegna le primarie

– non sceglie nemmeno il candidato sindaco di Roma e Milano

– cambia il sistema elettorale cosi’ da avvantaggiare pesantemente lo schieramento che perde, cioe’ il suo

– nomina 500 funzionari ministeriali con contratto fino al 2011

– fa passare la devoluzione per azzoppare lo stato

– e la Cirielli per azzoppare i processi

– salva Fazio ad aeternum

– e le banche corrotte con una ridicola riforma del risparmio

– assegna le commesse delle grandi opere cosi’ da vincolare i fondi pubblici a tempo indeterminato, includendo nell’affare le coop rosse per invogliare la sinistra nell’affare

– fa affari bancari sporchi con Unipol in modo da implicarla nel marcio delle banche italiane

– subordina la magistratura alla politica

– briga per comprare La sette e il Corriere della sera…

….ma, se anche perdesse le elezioni, che razza di stato miserabile lascia in eredita’ al governo successivo?

Come Attila, sta lasciando terra bruciata dietro di se’, e, in questa terra bruciata, i DS dovrebbero essere anche quelli che gli reggono la torcia?

Viviana
vivianavivarelli@fuoriradio.com

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