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Friday November 17th 2017

La piccola venditrice di preservativi Racconto di Natale

Notte di Natale. Notte magica. I buoni sentimenti si respirano nell’aria, come i gas di scarico delle automobili. La guerra è lontana: andate in pace. L’Iraq ha avuto il ‘suo’ nuovo governo, la ‘sua’ Costituzione. I bambini irakeni non muoiono più per l’embargo dei loro attuali salvatori. Il napalm è stato usato solo contro i terroristi e i ribelli (napalm intelligente, oh yea!).
Nella Capitale tutto questo si traduce in luci festose, grida allegre, auguri che rimbalzano di bocca in bocca, serenità per i giorni a venire. Il Grande Presidente Manager, l’Uomo della Provvidenza, ha rassicurato tutti, ribadendo punto per punto il programma elettorale: lui va avanti, contro tutto e tutti – tranne contro se stesso.
In questo clima festante e speranzoso, la piccola venditrice di preservativi si trascina stanca lungo le vie del Centro. E’ piccola, magra, smunta, lacera, con un paio di scarpe che le lascia all’aria la metà del piedino malamente ricoperto da un calzino gruviera. Le mani hanno quasi i geloni, regge a fatica la sua mercanzia. Non si vende, questa notte. Nessuno pensa a scopare: chi va alla Messa di Mezzanotte, chi si strafoga di panettone e dolci vari e spumante; chi si fa rincoglionire dalle TV con i loro soporiferi programmi natalizi; chi sta davanti all’ambasciata americana di via Veneto a gridare in silenzio che l’american way of life non è l’unico modello possibile di sviluppo. Quei pochi che scopano, lo fanno senza preservativo, perché si sentono più buoni.
La piccola venditrice di preservativi piange, si sente venir meno: se torna a casa senza aver piazzato tutto lo stock, il patrigno la massacra di botte e domani altro che panettone. Si trascina su piazza Navona. Vede un signore bello, elegante nel suo fiammante cappotto di cachemire, con al braccio sei o sette strafighe di quelle dei giornali patinati. Lo accosta timidamente, offrendogli la sua mercanzia. “Troietta, ficcateli al culo i tuoi profilattici di merda! Io faccio sesso per il puro piacere, la mia è un’arte e l’arte non ammette così triviali compromessi”. Le strafigone ridono estasiate. Lei, la piccola cenciosa, si scusa goffamente. Non l’aveva riconosciuto, on. Sgarbi …
Prosegue il suo calvario. Le gambe le cedono, il freddo della notte umida le rende doloroso qualsiasi movimento. Quasi striscia su corso Zanardelli, attraversa il ponte sul Tevere e si dirige come un automa verso viale della Conciliazione. Sfiora con la piccola mano bluastra un grosso, maturo signore, attirando la sua attenzione sulle scatole dei preservativi. L’altro la respinge indignato e, paonazzo in viso, le urla: “Vade retro satana! Questa è sicuramente una provocazione dei radicali! Offrire pres…quelle porcherie immonde ad un monsignore della curia romana! Va all’ inferno, dove niente ti preserverà dal fuoco eterno!”.
La piccina crolla di schianto, ai piedi di uno dei lampioni che danno luce e lustro a questo viale galattico fortemente voluto da Sua Eccellenza il Duce per magnificare le sorti dell’Italia imperiale, di Roma e della Cristianità. La piccola venditrice di preservativi sta per morire: non tocca cibo da ieri mattina, ha percorso troppi chilometri a piedi e il freddo le ha succhiato via le ultime energie. Langue e sogna già il paradiso dei diseredati, con un bel camino scoppiettante, una tazza di brodo caldo con una fetta di pane ancora croccante, abiti asciutti e caldi.
La vita le scivola dai pori della pelle, mentre la gente che si reca alla MdM nella basilica non le presta attenzione, pensando alla solita barbona che si è addormentata nel posto sbagliato.
Sta morendo, la piccola infelice, senza un cane che le lecchi la faccia per riscaldargliela, senza una mano pietosa che le chiuda gli occhi per impedirle di vedersi morire così.
No! No, piccola venditrice di preservativi, non morire così, non morire qui! Alzati, trascina le tue membra cenciose ancora per poche decine di metri, raggiungi piazza S. Pietro, lasciati cadere sfinita nel grande abbraccio del colonnato. Qui c’è la RAI per trasmettere la S. Messa in diretta e il tuo caso pietoso, la tua triste sorte e morte non cadrà nell’anonimato più assoluto.
Coraggio, piccola venditrice di preservativi! Se arrivi fin là, morirai ugualmente, ma – stanne certa: uno speciale Porta a Porta, subito dopo Natale, non te lo leva nessuno. Un caso pietoso come il tuo non può lasciare indifferente un serio professionista come Bruno Vespa.
Arriva fin là, fino al grande cuore della cattolicità, piccola venditrice di preservativi. E vedrai la tua immagine a tutto schermo, con il tuo volto sfigurato dalla fame, dal freddo, dalla stanchezza, dallo schifo.
Dopo che avranno sostituito le tue scatole di preservativi con quelle più classiche e innocue dei fiammiferi svedesi.
La sensibilità dei telespettatori è sacra, per i brunovespa del circo mediatico.

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