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Friday November 17th 2017

Notiziario animalista

Nemmeno immagini le cattiverie che sarai costretto a subire fin dal giorno in cui i tuoi occhi si aprono sul mondo. L’indifferenza avvolge la tua giovane età, quando vieni strappato dalle cure materne per essere messo in gabbia e venduto. Sei un cucciolo piccolo e indifeso, ma hai già capito che la tua vita, vale quanto quella di un oggetto. Continuerai l’esistenza fra mani che alternano delicate carezze a forti percosse, vivrai nella paura di essere dimenticato ad una catena o abbandonato sulla strada. I tuoi giorni non saranno mai una sicurezza e chi oggi ti promette una vita felice, domani ti farà morire in un canile.
Crescerai fra uomini che vorranno da te solo il meglio: dovrai essere un buon guardiano, un buon cacciatore, un valido aiuto per la giustizia…..la nostra giustizia. Ma guai a te se ti permetterai di sbagliare. Sarai usato e abusato, perché oltre allo spirito verrà preso anche il tuo corpo. Soffrirai pene indicibili per il benessere egoistico di uno solo di noi umani. Sarai tagliato, scuoiato, ricucito e riaperto. Costretto ad ingoiare sostanze che ti faranno contorcere dal dolore, vomiterai sangue e tremerai di paura.
Eppure nei tuoi occhi, fra le sbarre fredde di una gabbia, legato alla catena, moribondo sulla strada, distrutto su un tavolo da laboratorio, ci sarà sempre la scintilla che pochi esseri sensibili sanno riconoscere: la scintilla dell’amore autentico e della fedeltà eterna. Tu sei un cane e noi…….semplicemente dei vigliacchi.
Fonte: http://www.bairo.info/pag101.html
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
Il messaggio a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina
http://www.bairo.info/messaggi.html
ha per oggetto:
1. Collezione di pietre
Per aderire al messaggio sopra elencato basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
Saluti
Bairo
Fonte: mailing listi Gruppo Bairo
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http://www.enpanet.it/cercatrova/detail.php?siteid=1266
Domenica 21 agosto Bart, il mio micio è scappato forse spaventato da qualcosa e non lo troviamo più. Vi prego di far circolare la sua foto.
Bart è un gatto maschio di colore biondo-rosso sterilizzato. è stato perso a Cisano sul neva (SV).
i miei riferimenti sono: Cristina 338.8504919 o 3358317221 prego chiunque dovesse vederlo di chiamarmi.
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Fonte: LA NUOVA SARDEGNA
TORTURE
Gatto infilzato da una freccia

SASSARI. Un gatto infilzato con la freccia sparata da una balestra è stato salvato grazie al pronto intervento di un veterinario che l’ha operato d’urgenza. Il grave fatto è accaduto nella borgata di San Giovanni. Sono stati i proprietari dell’animale a fare la brutta scoperta: «Durante la notte abbiamo sentito il gatto miagolare – hanno raccontato – e quando ci siamo avvicinati ci siamo resi conto che aveva una freccia (con la punta piegata) infilzata tra il torace e l’addome. Il dardo ha perforato il diaframma e il veterinario, dopo l’operazione, ha dovuto aspirare l’aria dal polmone per farlo riprendere». Il gatto, una femmina di tre anni di nome Barbara, ora sta meglio e ha superato la crisi sopravvenuta dopo il delicato intervento chirurgico. I suoi padroni hanno dovuto spendere quasi 300 euro per le cure mediche dell’animale. Nessuna indicazione sul feritore.
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Fonte: LA NUOVA SARDEGNA
di Gianni Bazzoni
Avvelenati, impiccati o interrati vivi

Sono troppi i randagi a Platamona Ecco come va avanti lo sterminio
SASSARI. C’è qualcuno che ha dichiarato guerra alle decine di cani randagi che sostano nella zona tra la pineta e la spiaggia di Platamona. Una trentina di cuccioli, partoriti di recente, infatti, sono stati eliminati con una azione sistematica da «killer» che hanno agito con diverse modalità. Una delle volontarie che assistono gli animali ha denunciato di avere trovato cuccioli sotterrati nella pineta dentro le buste di plastica. Alcuni sarebbero stati interrati quando erano ancora vivi.
Una morte orribile per gli animali, vittime senza colpa di una situazione che – nonostante sia stata denunciata più volte – non è mai stata affrontata in maniera adeguata dalle varie istituzioni che hanno competenza per la gestione dei problemi legati al fenomeno del randagismo. Così, prendendo come pretesto il grave disagio e i rischi inevitabili dal punto di vista igienico e sanitario, qualcuno ha pensato di avviare una campagna di sterminio che ha aggiunto solo una buona dose di crudeltà a una vicenda che è ben lontana dall’essere risolta.
Dei 29 cuccioli «censiti» dai volontari ne sono rimasti solamente otto e la paura che possano fare la fine degli altri è più che giustificata.
«Siamo testimoni di violenze incredibili – hanno raccontato i volontari – che non dovrebbero esistere in un paese civile. Oltre ai cuccioli sotterrati, abbiamo scoperto anche delle carcasse in avanzato stato di decomposizione con legacci intorno al collo e fissati alla coda. Anche per questi esemplari una morte orribile».
La situazione deve essere precipitata nell’ultimo periodo, dopo che c’erano state delle avvisaglie con i primi avvelenamenti, pare con il topicida versato nelle ciotole dell’acqua.
«Per cercare di gestire il problema senza causare disagi agli operatori della zona – ha affermato una delle ragazze che assiste gli animali investendo risorse proprie – abbiamo tentato di portarli in fondo alla pineta, in una zona defilata. Qui abbiamo posizionato degli scatoloni grandi come cucce che, però, sono stati portati via. Tre cani sono stati sterilizzati a nostre spese, d’intesa anche con la Lida. Ma è un impegno notevole che da soli non possiamo reggere: decine i fax inviati al servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale che conosce molto bene il problema». Non c’è stato, però, un intervento importante, a tutela di tutti.
Le proteste, da quando è cominciata la stagione estiva si sono sprecate. Soprattutto per la presenza delle zecche «trasportate» dai cani fin sulla spiaggia, dove stazionano spesso.
«Abbiamo speso tanti soldi per acquistare la medicina contro le zecche, cambiando diversi prodotti – ha detto ancora una volontaria che opera a Platamona – ma siamo riusciti ad arginare il fenomeno solo in parte. Da soli non potevamo fare di più. E chi ha condannato a morte i cani non ha trovato la soluzione migliore: non potrà continuare a uccidere».
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Fonte: LA NUOVA SARDEGNA
Oristano
NUMERI UTILI

[…] Reati contro gli animali. Anapa – Associazione nazionale protezione animali natura ambiente per la denuncia e segnalazione dei reati contro gli animali. Quartucciu, via Don Minzoni ang. via Pira, tel. 070/881939. […]
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Fonte: mailing list Gruppo Bairo
Aggiornamenti sul sito di Bairo
“Uomini e topi”, “il fallimento dell’uomo”, “ricetta animalista…” tre nuove pagine sulla follia umana agli indirizzi: http://www.bairo.info/pag166.html http://www.bairo.info/pag167.html
Notizia di cronaca in merito al messaggio dall’oggetto: “Motta Visconti sud del mondo”
Un lieto fine che speriamo vi faccia comprendere quanto siano importanti le vostre adesioni al fine di rendere le nostre proteste più efficaci.
Lettura all’indirizzo: http://www.bairo.info/lett231.html
La Procura di Brescia indaga su alcuni episodi che rivelano l’esistenza del commercio – Cavie da laboratorio, mercato fiorente.
La cronaca all’indirizzo: http://www.bairo.info/bresciaoggi0805.html
Fermata in Grecia una trafficante di cani. Cronaca all’indirizzo: http://www.bairo.info/kathimerini30_07.html
Comunicato stampa dei medici veterinari greci sull’esportazione di animali randagi. Cronaca all’indirizzo: http://www.bairo.info/comunicatogrecia05.html
In Germania a Monaco molti animali vittime delle vacanze: rifugio strapieno notizie all’indirizzo: http://www.bairo.info/infomonaco1308.html
Borken Germania: lega il cane ad un albero e lo fa morire di fame. Notizia all’indirizzo: http://www.bairo.info/maltrattamentigermania.html
Una risposta al messaggio con oggetto “la legge è legge” la potete leggere all’indirizzo: http://www.bairo.info/lett258.html
Sensibile crescita di animali sperimentati in Svizzera, la cronaca all’indirizzo: http://www.bairo.info/svizzera_sperimentazione.html
Animali provenienti da canali oscuri……cronaca all’indirizzo: http://www.bairo.info/infotraffici001.html
Ordinanza del 9 luglio 05 di divieto dell’uso del collare elettrico e di altro analogo strumento sui cani che trovate all’indirizzo:
http://www.bairo.info/ord0705.html
“Il veterinario risponde”. Ripreso il servizio di collaborazione con il veterinario.
Info all’indirizzo: http://www.bairo.info/nicolettabevere.html dove potete anche leggere le prime risposte
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Fonte: IL TEMPO (ABRUZZO)
Cinque cani uccisi da bocconi avvelenati
TRASACCO (AQ) — A Trasacco, come purtroppo ovunque, c’è sempre qualcuno che si “diverte” a spargere bocconi avvelenati per colpire quei poveri animali che hanno la sfortuna di trovarli e mangiarli. L’altro giorno i Vigili Urbani hanno rinvenuto ben cinque cani morti, avvelenati da questi bocconi. I cinque animali, di razze diverse, erano tutti sprovvisti di microcips e quindi è stato impossibile per gli agenti risalire ai legittimi proprietari. Dopo la rimozione dei corpi delle malcapitate bestiole, i Vigili hanno provveduto a rimettere un dettagliato rapporto alle autorità competenti. Non è questo il primo caso che si verifica in paese: di tanto in tanto, quasi a periodi fissi, ci si trova di fronte ad atti scellerati del genere e sempre ci si chiede quali siano i motivi o gli interessi che spingono gli anonimi autori a commettere crimini simili contro ignari e poveri cani. M.D.B.
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Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
Soresina. Sporta denuncia. La padrona di Pisu: un atto vergognoso. I carabinieri stanno indagando
Prendono a fucilate il gatto
Trovati 10 pallini sul dorso: è caccia al tiratore

di Matteo Berselli
SORESINA (CR)— Dieci pallini conficcati nella schiena. Dieci spine di piombo che lentamente lo stanno facendo morire. Pisu è un micione bianco e grigio di 15 anni. Anziano, dunque. E pure malato (ha il diabete). In vita sua non ha mai dato fastidio a nessuno, eppure c’è chi ha trovato il coraggio di utilizzarlo come bersaglio, scaricandogli addosso una serie terribile di colpi. Sparati o con un fucile Flobert oppure con una vera e propria carabina da caccia.
Questo infatti il primo dilemma che devono risolvere gli investigatori. Perchè è evidente che se i pallini non fossero partiti da un fucile ad aria compressa, allora per i responsabili l’ipotesi di reato diventerebbe ancora più pesante. L’indagine, intanto, è partita ufficialmente ieri dopo la denuncia contro ignoti presentata da Silvia Valsecchi, la padrona di Pisu, ai carabinieri di Soresina. La donna si è mossa dopo la relazione compilata da un veterinario di Cremona. Il quale, dopo aver visitato la bestiola, l’ha sottoposta ad un accurato esame radiografico. Test che ha evidenziato, senza ombra di dubbio, i corpi estranei conficcati sia nell’intestino sia nella zona della colonna vertebrale. «Erano settimane che Pisu non si sentiva bene — racconta Valsecchi — ma pensavamo si trattasse di problemi legati all’età, oppure alla sua malattia. Poi, visto che continuava a non mangiare, abbiamo contattato il dottor Federico Rosa di Cremona, che tra l’altro ringrazio per l’impegno e le cure prestate. Solo da quegli esami è emersa la verità, e adesso voglio andare fino in fondo. Quei delinquenti non devono passarla liscia». La donna, pur non facendo nomi, assicura di avere già anche dei sospetti. «Il mio gatto ha quindici anni, e ormai si muove pochissimo. Giusto qualche giro giù in cortile oppure davanti a casa (via Dante, nei pressi del Vecchio Baker). Pertanto, la mia sensazione è che sia stato colpito da una persona che vive nella zona, e che con tutta probabilità si è affacciato alla finestra per sparare. Se qualcuno sa o ha visto qualcosa, parli. Non si possono tollerare simili cattiverie». E mentre la caccia all’autore di un gesto così vigliacco è partita, la sopravvivenza del povero Pisu è sempre più a rischio. Per guarire le lesioni all’intestino provocate dalla presenza dei pallini, bisognerebbe intervenire chirurgicamente, ma a quell’età un’operazione del genere offre poche garanzie. La sua vita, insomma, è appesa a un filo.
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Fonte: IL GIORNALE
Animali abbandonati: la cultura della civiltà si insegna sui banchi di scuola
Malgrado la nuova legge 198/04, varata circa un anno fa per garantire una maggiore tutela agli animali in generale e in particolare a quelli domestici, a cui è stato riconosciuto finalmente lo status di «esseri viventi» con tutti i diritti di tutela da ciò derivanti, anche quest’estate si chiude con il solito bilancio vergognoso di 70.000 cani abbandonati, in molti casi dopo terribili sevizie, secondo un’antica tradizione.
A questo punto conviene mettere da parte ogni tipo di campanilismo e riconoscere con umiltà che non è possibile definire civile un Paese che da secoli adotta un simile sistema assolutamente barbaro nei confronti di altri esseri viventi indifesi che sono da sempre i migliori amici dell’uomo.
Vista la situazione in essere e l’impossibilità da parte della legge di incidere sul comportamento indegno di migliaia di energumeni nascosti dietro la maschera di persone perbene non resta che una sensibilizzazione mirata sui banchi delle scuole per trasformare ogni alunno in un autentico essere civile.
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Fonte: SURFTRIBE
Cani come esche
L’isola di Reunion è un vero e proprio paradiso, bagnata dalle calde acque dell’Oceano Indiano, si trova ad est del Magadascar ed ogni anno è metà di migliaia di turisti. Questo paradiso però è funestato dalla brutalità che gli stessi isolani riservano ad alcuni animali, tra tutti i cani randagi. Sembra pratica comune infatti la pesca allo squalo per mezzo di esche vive….a farne le spese sono centinaia di cani, quest’ultimi in un crescendo di orrore vengono gettati in mare ancora in vita con un amo conficcato nel muso. Gli inutili sforzi compiuti in acqua “dagli amici dell’uomo” altro non fanno che attrarre gli squali, i quali attirati in superficie dai movimenti pongono fine alla loro agonia.
Da più parti si fà sempre più pressante al governo francese, in quanto l’isola e sotto la giurisdizione transalpina, la vibrante protesta di vari associazioni animaliste e di singoli cittadini, inorriditi dalla brutalità gratuita verso animali innocenti.
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Fonte: CASERTA 24 0RE
CAIAZZO (CE)- CANI UCCISI: CANI UCCISI IN VIA GUADANELLE CON DELLE POLPETTE AVVELENATE
Caiazzo (CE) – Hanno proposto di ribattezzarla via dei Misteri o peggio via dei Maniaci alcuni residenti in via Guadanelle sconcertati per avere appreso che ieri mattina uno stimato residente, Aldo Caruso, fidato appaltatore dell’amministrazione comunale, attualmente impegnato nella ristrutturazione dei plessi scolastici, ha trovato tre cani di media taglia morti, avvelenati, a poca distanza dalla propria abitazione. Una scena straziante perché le povere bestie giacevano riverse in un lago di sangue e poltiglia vomitata in seguito ai conati ed agli strazianti dolori patiti, evidenti dagli occhi stravolti e dalla posizione in cui le carcasse giacevano riverse sul selciato, semi arrotolate su sé stesse come provoca proprio il dolore più lancinante. Causato, a quanto riferito, dalle polpette avvelenate che qualche bastardo di razza umana aveva meticolosamente approntato per i poveri, incolpevoli quadrupedi. Purtroppo non è la prima volta che siffatte azioni delinquenziali vengono perpetrate in via Guadanelle, a poca distanza da un noto esercizio di ristorazione, dove abita Aldo Caruso, che già lo scorso anno dovette assistere ad una simile scena straziante, quando morirono due cagnolini di razza nana, anche allora dopo aver mangiato delle polpette avvelenate. Se prima poteva trattarsi di meri sospetti, in mancanza di prove, stavolta Caruso ha ritrovato altre polpette disseminate nei dintorni della propria abitazione, sicché ora sembra certa l’intenzione dolosa del delinquente, che andrebbe denunciato e perseguito come per legge prima che commetta altre atrocità ai danni di povere bestie, colpevoli soli o di amare l’uomo e di fidarsi del genere umano. Prima che la zona venga effettivamente ribattezzata dei Misteri o dei Maniaci, atteso che qualche anno addietro, proprio nei pressi, si dice per mano dolosa, prese fuoco un laboratorio tecnico con tutti gli apparecchi che aveva in riparazione un giovane, tuttora costretto a lavorare in macchina.
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Fonte: IL TEMPO (LAZIO NORD)
SANTA MARINELLA (Roma) – Strage di cani, indagano i carabinieri
di GIAMPIERO BALDI
SANTA MARINELLA (Roma) – I Carabinieri stanno indagando per scoprire gli autori della vergognosa strage di cani commessa da ignoti, con il solito sistema del boccone avvelenato. Il fatto è accaduto ieri mattina in località Pontenuovo, una zona a monte di Santa Marinella dove insistono diverse abitazioni e zone di pascolo. Quersta volta, gli ignobili che hanno compiuto questo insano gesto, non si sono limitati ad eliminare dei cani randagi, ma hanno colpito una cucciolata di maremmani tenuti in una casa privata. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sembra che i delinguenti, siano entrati nel terreno di proprietà della famiglia Marchigiani ed abbiano gettato delle polpette con il veleno nel recinto dei poveri animali. Il fatto, comunque, è di una gravità inaudita, perché in quel casolare, spesso sono ospitati bambini e ragazzi, amici delle figlie del proprietario. Qual’ora ieri mattina, una di loro avesse ingoiato quel “boccone assassino”, difficilmente se la sarebbe cavata. Così come è accaduto invece a tre dei quattro bellissimi maremmani. Le povere bestiole, erano stata date in custodia ai proprietari della casa, perché i legittimi padroni stavano cambiando domicilio. Tra qualche mese infatti, sarebbero tornati a casa. Invece qualche imbecille ha troncato la loro vita in modo indegno. La vicenda ha generato una selva di polemiche. C’è chi chiede che vengano inasprite le pene per chi compie atti simili, arrivando persino alla detenzione in carcere. Certo è che è difficile prevedere atti simili, ma con la costituzione delle guardie zoofile, sarebbe opportuno se si facessero delle ronde per controllare il territorio. Per le quattro povere bestiole, purtroppo, questo proplema non esiste più. Per coloro che hanno commesso il reato invece se si salveranno dalla giustizia ordinaria, c’è quella divina che farà il suo corso, perchè dovranno portare questo peso sulla coscienza (se ne hanno una) per diverso tempo.
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Fonte: IL MESSAGGERO
CANE NEL FIUME
Arpino (FR) – Un cane meticcio è stato recuperato dai Vigili del Fuoco l’altra notte lungo il tratto del fiume Liri che attraversa il centro di Isola. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani che hanno affidato la carcassa del cane ai veterinari della Asl e questa mattina, presso il canile di Arpino, sarà eseguita l’ispezione cadaverica .
Secondo un primo esame esterno, i veterinari suppongono che la carcassa dell’animale galleggiasse nel fiume già da diversi giorni in quanto lo stato di decomposizione era piuttosto avanzato. L’autopsia servirà anche a chiarire la cause della morte.
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Fonte: LA SICILIA (ENNA)
«Cavalli morti, appello a Pisanu»
Piazza Armerina.
Il deputato Schmidt (Fi) chiede anche ai veterinari e al prefetto di Enna di vigilare sulla vicenda
Piazza Armerina (Enna). Giulio Schmidt, vicecapogruppo alla Camera di Forza Italia, è intervenuto sulla vicenda dei cavalli morti e feriti nel corso del Palio dei Normanni, invitando il ministro dell’Interno Pisanu a intervenire e nel contempo ha lanciato un appello ai veterinari delle zone dove si svolgono i palii per intervenire ed evitare che succedano quegli episodi che sono avvenuti a Piazza Armerina con tre cavalli morti e due gravemente feriti tra cui una femmina incinta; un altro cavallo morto schiantato nella Giostra dei Chiaramonte a Modica (Ragusa); cavalli dopati e maltrattati al Palio di Menfi (Agrigento); incidenti e sevizie ad un cavallo nel Palio di Avola (Siracusa), poi sospeso; infiltrazioni mafiose e scommesse clandestine nel Palio di Santa Margherita Belice (Agrigento), annullato dal Prefetto; gravi inadempienze e rischi per la sicurezza dei cavalli nelle “Corse a vuoto” di Ronciglione (Viterbo).
«Alla ripresa dei lavori parlamentari presenterò un’interpellanza parlamentare su tutte queste manifestazioni che hanno comportato maltrattamenti e morti di animali – ha dichiarato Schmidt – Nel frattempo chiederò al ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu di istituire una commissione d’inchiesta e di convocare una conferenza di servizi con i prefetti siciliani, visto che soprattutto in Sicilia si sono verificati i casi più drammatici , per valutare la gravità della situazione ed adottare tutte le misure preventive, compresa la sospensione di questi palii, giostre e gare ippiche».
Il parlamentare azzurro – componente dell’«Intergruppo parlamentare animali» promosso dalla Lav, ha anche annunciato un intervento presso il presidente degli Ordini veterinari, Domenico D’Addario, affinché si faccia promotore della “obiezione di coscienza” presso i sanitari in modo da assicurare la loro presenza a queste manifestazioni.
Circa i fatti accaduti a Piazza Armerina, Schmidt annuncia che invierà al più presto una nota al prefetto di Enna «perché disponga tutte le indagini del caso e valuti l’opportunità di sospendere la “giostra del Saraceno” in cui sono adoperati i cavalli. Gli aspetti storici, artistici e folkloristici del “Palio dei Normanni”, secondo Schmidt, possono continuare ad esercitare il loro fascino anche rinunciando a quei residuali momenti che prevedono l’uso dei cavalli».
«Una terra che vanta un patrimonio culturale straordinario come la Villa Romana del Casale, riconosciuto dall’Unesco come “bene dell’Umanità” – ha dichiarato Schmidt – deve essere portatrice di valori positivi e, quindi, adeguare taluni aspetti delle proprie tradizioni alla mutata sensibilità della collettività che riconosce negli animali esseri dotati di sensibilità, dignità e diritti individuali incompatibili con il loro uso in manifestazioni come la giostra».
Flavio Guzzone
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Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
lecco Carne al… vetro Giallo nel parco
Lecco – Bocconi al vetro nel parco di via monsignor Polvara. A compiere la scoperta, avvenuta ieri mattina, i volontari del rifugio, che ogni giorno portano i cani a fare una passeggiata nel parco. Il gesto segue di pochi giorni la comparsa di un minaccioso cartello che avvertiva della presenza di veleno. Michela Brambilla, presidente dell’ente che gestisce il canile ha presentato denuncia.
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Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
Senza fine la «querelle» tra i volontari del canile e alcuni ignoti: dopo il cartello minatorio, ora bocconi letali Carne «al vetro» per i cani del parco di via Polvara
Il cartello comparso qualche giorno fa ai cancelli del parco di via Polvara

Lecco – Potrebbe diventare il soggetto per un racconto di Agatha Christie, o di Jessica Fletcher più nota come «Signora in giallo», o la trama per un telefilm dei tanti investigatori che spopolano sul piccolo schermo. La questione del parco di via monsignor Polvara rischia di diventare il mistero di fine estate. Nei giorni scorsi era comparso un cartello dai toni minatori contro i cani, di cui ancora non si è scoperto l’autore. Ieri mattina i volontari del canile che vengono qui a passeggiare con gli ospiti della struttura, hanno trovato alcuni bocconi di carne trita con in mezzo scaglie di vetro. «Ho immediatamente segnalato i fatti alle forze dell’ordine – spiega Michela Vittoria Brambilla, presidente provinciale della Lega per la difesa del cane che gestisce il canile -. prima i cartelli, adesso i bocconi contro i cani. E’ la dimostrazione di come la questione stia degenerando, e a rimetterci siano solo gli animali. Purtroppo c’è qualcuno a cui diamo fastidio, che non vuole vedere i cani. Comunque ho sporto denuncia contro ignoti, e i bocconi saranno analizzati per scoprire se oltre ai vetri ci fosse anche dei veleni». La situazione sta degenerando; già da tempo, infatti, c’è dell’attrito tra i volontari del canile che portano qui i cani a correre, e alcuni fruitori del parco. E non è da escludere l’episodio dei bocconi al vetro, si la ripicca di qualcuno dei residenti della zona che lamentano odori poco gradevoli e le deiezioni dei cani. Questione che già aveva tenuto banco anche nel quadrilatero delle via Frà Galdino, Vico e Borromeo a Pescarenico. Nonostante la presidente Brambilla assicuri che i suoi volontari sono muniti di paletta e sacchetto, i residenti sono di tutt’altra opinione. E lo stato delle strade citate dà ragione alle lamentele dei residenti. Il rinvenimento dei bocconi al parco di via monsignor Polvara aggiunge un altro capitolo ad un mistero che è sempre più fitto. «Rischiano i cani, ma anche e soprattutto i bambini – continua la presidente Brambilla – e questo è un atto grave. Se un bambino involontariamente ingerisce uno di quei bocconi con scaglie di vetro finisce all’ospedale. E i bambini piccoli hanno l’abitudine di toccare tutto e di portare alla bocca le cose. Sono molto preoccupata». L’analisi sui bocconi di carne rinvenuti ieri accerterà la presenza o meno di veleno al loro interno. Resta da individuare chi ha gettato la carne al vetro e l’autore del cartello apparso nei giorni scorsi.
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Fonte: IL CITTADINO (BASSO LODIGIANO)
Gli animali verrebbero pescati tra Somaglia e Caselle Landi, issati sulle barche, lavati, salati e poi spediti all’estero
Arrivano dall’Europa dell’est a caccia di siluri
Battute notturne sul Po di pescatori stranieri per catturare il predatore

Non ha davvero pace il Po, un fiume che raccoglie ormai tante contraddizioni. D’estate per la sua cronica mancanza d’acqua, e in autunno per le sue minacciose esondazioni. Si vorrebbe renderlo navigabile e turistico, poi non lo si draga da anni e diventa impossibile anche solo traghettare da una sponda all’altra. Intanto intorno al Po troviamo spettacoli di degrado ben poco appetibili a ipotetici turisti. «Ci lamentavamo dei siluri, quegli enormi pesci gatto che nel fiume hanno trovato cibo e habitat ideale fino a mettere a rischio le specie autoctone – afferma un pescatore di Senna -. Il siluro fino a pochi anni fa era del tutto sconosciuto da noi, poi è diventato il nuovo re del fiume, spodestando il vecchio storione. Ora però ci sono tempi duri anche per lui». Qualcuno infatti grazie al Po ed ai suoi siluri sta facendo ottimi affari. Pescatori stranieri provenienti dall’Est europeo sono scesi lungo il Po per quella che sta diventando una vera e propria attività lavorativa, non si sa fino a che punto legale ed autorizzata. Se ne è parlato anche alla televisione in un recente servizio. La carne del siluro è molto appetita nell’Est e gruppi di pescatori hanno pensato di venire a lavorare sul Po. Lo stanno facendo senza troppo clamore ma in grande stile. E il fenomeno interessa anche il tratto lodigiano.«Ho visto più di una volta barche che di sera e di notte risalgono il Po superando il Gargatano di Somaglia – racconta il sennese, che è solito recarsi presso il Gargatano per dedicarsi alla pesca notturna -. Non se ne erano mai viste di barche nel fiume di sera, con gente tutta intenta a pescare. Anche quella specie di roulotte che stazionava lungo la riva, di fronte alla cascina Springalli, era di quei pescatori, che non erano certo italiani». Il giovane è anche un cacciatore di anatre e si reca spesso nei boschi golenali e lungo il fiume fra Santo Stefano e Caselle Landi prima dell’alba: «In quel tratto di Po e fino all’Isola Serafini il livello dell’acqua arriva anche a otto metri. La profondità del fiume offre tanto cibo ai siluri. Un mese fa ne ho catturato uno di 25 chili.»Ecco che quindi la proliferazione dei siluri richiama i pescatori ungheresi in quello che per loro non è sport ma vero e proprio lavoro. Dopo la cattura, il siluro viene tirato sulla barca e lavato con la stessa acqua del Po, poi salato. «Il bello è che i nostri siluri vengono portati all’estero dove sono seccati e affumicati, oppure congelati, per poi tornare in Italia e finire nei super mercati. La carne è buona, assomiglia a quella del palombo. Ma io non la mangio perché il siluro mangia di tutto – dice il sennese, che confessa infine un cruccio -. Se uno di noi pesca senza licenza viene subito colto sul fatto e multato, ma quelli dell’Est siamo sicuri che sono in regola?».
Pierluigi Cappelletti
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Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
Anche per la stagione venatoria 2005/06 l’Annu migratoristi collabora per l’importante ricerca, con un invito ai cacciatori Promossa la campagna della raccolta delle ali dei tordi
In partenza la ventesima campagna di raccolta delle ali dei tordi

Anche per la prossima stagione venatoria 2005/2006, l’ANUU Migratoristi promuove la raccolta delle ali del Tordo bottaccio e del Tordo sassello. Questo nuovo anno di ricerca, improntata alla lettura delle ali al fine di analizzare lo studio dell’età dei tordi, la porta così alla sua ventesima edizione, un notevole traguardo che vede come protagonisti tutti i cacciatori impegnati a collaborare sul campo. Ogni anno, infatti, un nutrito gruppo di seguaci di Diana si impegna con molta passione nella raccolta delle ali dei turdidi contribuendo ad arricchire i dati che servono per determinare le composizioni delle classi d’età di queste specie cacciabili, attraverso la lettura della colorazione e del disegno delle piume delle ali. Le piume dei tordi, come del resto di tutti i passeriformi, sono molto delicate e di conseguenza debbono essere analizzate appena l’animale muore, in quanto i caratteri diagnostici sfumano molto velocemente. Nel Tordo bottaccio, ad esempio, la differenza tra giovane e adulto è data da una diversa colorazione tra le grandi copritrici esterne che nel giovane sono presenti, anche numerosamente non mutate in parte, e inoltre presentano una differenza di conformazione delle macchie apicali. Nel Tordo sassello, invece, l’assenza di macchie apicali sulle terziarie e le grandi copritrici dell’ala testimonia lo stato di adulto nel soggetto analizzato. Ogni anno, in autunno, molte migliaia di tordi attraversano la nostra penisola migrando al sud in cerca di siti idonei dove svernare. In questo periodo, la caccia svolta regolarmente può dare un contributo valido alla ricerca scientifica attraverso indagini qualitative e quantitative di questo tipo, tanto che ricerche come la raccolta delle ali dei tordi sono opportunità che i cacciatori italiani non possono perdere, ma debbono essere incentivate anche a chi non è a conoscenza della loro esistenza. Il fatto che una associazione venatoria come l’ANUU Migratoristi abbia promosso tale attività deve essere ancor più considerato di valore tra gli appassionati, che devono diventare i veri promotori al fine di migliorare la ricerca e l’indagine con il coinvolgimento annuale di un numero sempre in crescendo di appassionati collaboratori. Con questo invito, nello scorso giugno alll’Hotel Bosco Marino di Inverigo, si è aperta la riunione con l’esecutivo sulla ricerca ornitologica promossa dall’associazione. L’apertura dei lavori, affidata al professor Giovanni Persona, vice presidente nazionale, coadiuvato da Alessio Piana, presidente del Comitato giovani, ha visto la partecipazione di Ettore Medani, coordinatore della ricerca nazionale sul monitoraggio dell’avifauna denominata Sky Way Project e di Walter Sassi, collaboratore dell’Osservatorio Ornitologico di Arosio che ha illustrato alcune metodologie di riconoscimento della lettura delle ali dei Turdidi dimostrando, attraverso le immagini fotografiche, la differenza morfologica presente nelle ali dei giovani e degli adulti, supportata da alcuni campioni di ali naturalizzate e recuperate da soggetti abbattuti dai cacciatori migratoristi e dall’Agente della Polizia provinciale di Milano, Ottorino Carminati. Lo stesso Carminati ha poi presentato l’ultima pubblicazione relativa al suo lavoro di ricerca sul territorio, dedicato al monitoraggio del prelievo dei turdidi. Per informazioni: www.anuu.org)
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