WarDrome Sci-fi MMORPG
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Friday May 25th 2018

Notiziario animalista

Macabro futuro
Quello che più opprime è l’assoluta indifferenza dell’essere umano di fronte a tanta malvagità. La totale mancanza di sensibilità verso creature indifese in completa balia dei nostri voleri. Giustificare questo orrore è il crimine più esecrabile che l’umanità possa compiere verso la vita. Qualsiasi forma possa avere.
“Non si deve etichettare la ricerca come qualcosa di mostruoso, se si pensa che viene fatta per tenere in vita tanti bambini che altrimenti morirebbero…….”
Chi ha scritto queste parole è qualcuno che nella ricerca ha posto le basi del suo futuro. Un macabro investimento di sangue e cinismo, il tutto giustificato dalla sterile e sorpassata parola magica che apre ogni porta a qualsiasi prezzo: bambini!
Solo una mente ipocrita e limitata può crederci davvero, poichè è risaputo che a questo mondo la danza della vita e della morte è per tutti: Animali, uomini e i loro cuccioli. Nessuno escluso
Fonte: http://www.bairo.info/pag86.html
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http://www.enpanet.it/cercatrova/detail.php?siteid=356
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
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Lo psicologo Fabio Muscionico invita i famigliari a non sottovalutare l’accaduto per la sua gravità «Quell’episodio sarà molto difficile da dimenticare»
I due cani rinhiusi nel canile di Pescarenico

(p. san.) «Essere aggrediti da un cane in tenera età potrebbe avere conseguenze sul fronte psicologico. O meglio potrebbe trasformarsi in una fobia verso tutti i cani e tutti gli animali». Fabio Muscionico, psicologo, responsabile organizzativo dei consultori Asl invita la famiglia dei due bambini a non sottovalutare nulla, neppure il minimo comportamento che potrebbe innescare degli interrogativi. «I due bambini sono stati protagonisti di un episodio che difficilmente dimenticheranno – continua Muscionico -. Esiste il rischio, anche se non voglio creare allarmismo, che i due fratellini crescano con la paura dei cani. Paura che rischia di diventare una fobia per tutti i cani, anche quelli piccoli, e per gli animali in generale». Un problema che potrebbe ledere alcuni settori della vita quotidiana. «Se hai paura dei cani ti trovi a limitare le tue azioni, anche solo passeggiare per strada o al parco può diventare un problema – fa notare lo psicologo – appena si incrocia un cane, anche uno di piccola taglia, si scatena la paura». Carlotta non ha neppure 4 anni, l’immagine del cane che le salta addosso e la butta a terra rischia di trasformarsi in una paura per tutti gli animali. «La famiglia deve stare molto vicino alla bambina, e se il caso portarla da uno psicologo infantile, anche solo per essere tranquilli ed evitare che emergano problemi in futuro – sottolinea Muscionico -. E poi è necessario il colloquio, il parlare con la bambina e il suo fratellino che ha assistito all’aggressione, non dimentichiamo questo particolare, il fratellino ha visto la sorellina soffrire». La paura non si affronta nascondendosi ma parlandone, e la famiglia Gaddi lo sa benissimo visto che immediatamente ha cercato di rassicurare i due bambini standogli costantemente accanto e cercando di cogliere ogni piccolo particolare. «La famiglia può fare tanto il colloquio e la serenità sono fondamentali. A volte piccoli episodi vissuti da bambini esplodono in grandi fobie diventati adulti. Avere paura dei cani limita le proprie azioni e può creare problemi nella quotidianità».
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
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‘ULTIMA SPIAGGIA’
I cani reclamano le loro ferie
A Roma il giorno del ‘Baupride’

ROMA – Siamo ‘all”ultima spiaggia’ per gli amici a quattro zampe. E’ il Baubeach di Passoscuro, sul litorale vicino a Roma: l’unica spiaggia in Italia dove i turisti possono trascorrere qualche ora sotto l’ombrellone con il proprio cane. L’appuntamento è per il 27 e 28 agosto, per una festa molto speciale, il ‘Baupride‘.
Due giorni di ”manifestazione per esprimere la necessita’ di mantenere in vita la spiaggia per cani liberi e felici” recita l’invito rivolto a tutti gli amici degli animali ma, anche e soprattutto, agli amministratori locali e regionali.
”L’invito – spiega la responsabile del Baubeach Village, Patrizia Daffina’ – e’ rivolto ai nostri soci (oltre cinquemila) ma, soprattutto, ai tanti amministratori locali e regionali che da mesi o contrastano, o si disinteressano, dell’espulsione della spiaggia per turisti accompagnati dai propri cani dalla costa laziale”.
Il Baupride ”sara’ una festa-provocazione – aggiunge Daffina’ – per richiamare l’attenzione di tutti i responsabili ai diversi livelli e spiegare perche’ la spiaggia, che ha ottenuto il plauso anche di giornali europei come l’ Herald Tribune, oltre a quasi tutti quelli italiani, non deve piu’ esistere”.
L’ obiettivo e’ trasformare la spiaggetta di Passoscuro, ”che negli ultimi sette anni e’ stato una vera e propria discarica a cielo aperto, in un punto di servizi etici e sociali, con attivita’ con disabili, con funzione polivalente di grande richiamo turistico. C’e’ infatti in corso una querelle giudiziaria per riottenere lo spazio negato e si attende il 31 agosto il parere del Tar del Lazio al quale si sono rivolti i responsabili del Baubeach per difendere il diritto ad una spiaggia per i quadrupedi.
Dopo sette anni di attivita’ il Baubeach Village, da Maccarese ha dovuto traslocare in fretta e furia, perche’ privata all’improvviso del contratto e per lasciare spazio a ”pericolosi giochi da spiaggia come il kite-surf che – spiega Daffina’ – occupa l’ex baubeach village a Maccarese”, a Passoscuro, allestendo alla bene e meglio una spiaggia, che pero’ non garantisce tutti i confort ai quali i villeggianti accompagnati erano abituati. Non solo.
”I cittadini di Passoscuro – spiega la responsabile dell’Associazione che da anni si batte per questo spazio di svago estivo anche per i cani (solo a Roma sono 170 mila i cani regolarmente iscritti all’anagrafe, 240 mila considerando tutta la provincia ma se ne calcolano almeno il doppio) – stanno contrastando la nostra iniziativa, senza considerare che non solo non creiamo alcun fastidio perche’ la spiaggia e’ recintata e controllata, ma ha permesso il recupero di oltre ottomila metri quadri di costa lasciati da anni all’ abbandono”.
Fonte: IL RESTO DEL CARLINO
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Dopo l’aggressione alla figlia Carlotta di 4 anni, la famiglia Gaddi contesta la mancata custodia degli animali Proprietario dei labrador denunciato A giorni la piccola verrà sottoposta a controllo per scongiurare complicazioni all’occhio
Telecamere lungo il sentiero del Viandante ad Abbadia Lariana per riprendere Carlo Gaddi e il luogo dove è stata aggredita da due labrador la piccola Carlotta foto Cardini
Nei prossimi giorni Carlotta verrà sottoposta ad un controllo medico per le ferite esterne attorno all’occhio, e se tutto andrà bene le verranno tolti i tre cerotti e il punto di sutura applicato sabato sera. Per lei e il fratellino Riccardo le giornate stanno tornando a trascorrere tranquillamente, seppur il ricordo dell’aggressione di sabato pomeriggio è ancora forte. In attesa della riapetura della scuola materna Carlotta gioca con le sue bambole preferite, e Riccardo che frequenta le elementari sta ultimando i compiti. Mamma Donatella Micheli e papà Carlo Gaddi vigilano costantemente sui due bambini, senza però stravolgere le loro abitudini, cercando di aiutarli a superare la paura. L’episodio ormai è noto. Sabato pomeriggio, erano circa le 18.40, Carlo Gaddi campione di canottaggio pluridecorato, passeggiava sul sentiero del Viandante con Carlotta di neppure 4 anni e Riccardo di 8. Stavano raccogliendo more quando improvvisamente all’altezza della proprietà Azzoni, sono sbucati due labrador. Il maschio inferocito ha aggredito la bambina che è subito caduta a terra riportando una serie di ferite. Se l’è cavata con un punto e tre cerotti che sostituiscono i punti vicino all’occhio, un labbro rotto ed un segno evidente sulla testa. «Tra qualche giorno faremo il controllo dei punti – racconta mamma Donatella -, i medici ci hanno detto che eventuali problemi potrebbero verificarsi da qui ad un anno». Si teme una possibile lesione all’occhio, anche se fortunatamente è solo un’ipotesi. Adesso la famiglia Gaddi cerca solo la tranquillità, quelli trascorsi sono stati giorni intensi. Per poter dimenticare i bambini adesso devono riprendere la vita di tutti i giorni, giocando con i loro amici e guardando i loro cartoni animati preferiti. Nel frattempo contro il proprietario dei cani è stata sporta denuncia per mancata custodia, tra l’altro ad inizio agosto era stato diffidato dal sindaco, Rocco Cardamone, e invitato a custodire con attenzione i cani, che si erano già resi protagonisti di alcuni episodi d’aggressione. I due labrador resteranno fino alla prossima settimana sotto stretto controllo al canile di Lecco. Il provvedimento si è reso necessario per testare se sono affetti da rabbia, cosa che difficilmente dovrebbe verificarsi considerato che non sono randagi. Dopodichè si deciderà della loro sorte, anche se a onor del vero è solo il maschio ad aggredire e morsicare. La femmina, che è la mamma, sta a guardare e tutt’al più abbaia. Il caso di Carlotta ha fatto emergere altri episodi di aggressione tra cui uno contro una bimba di 6 anni che stava tornando dalla spesa con la cugina più grande ed in zona san Rocco è stata morsicata ad una spalla. Paola Sandionigi
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
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DA BRACCONIERE A GUIDA ECOLOGICA
Il ladro di pappagalli pentito
LA STRAORDINARIA STORIA DI MAURO GOMEZ DE OLIVEIRA: BRASILIANO, BUON CONOSCITORE DELLA NATURA, CATTURAVA E VENDEVA UCCELLI MOLTO BEN PAGATI SUL MERCATO ILLEGALE. POI HA DECISO DI CAMBIARE VITA

SI può cambiare vita? Lasciare alle spalle un’esistenza da bracconiere per lavorare in un’organizzazione dedita alla difesa della natura? Sono nel Piauì, uno degli stati più poveri del Brasile. La natura non è né gentile, né lussureggiante; non evoca nessuno dei nostri stereotipi del Brasile. Foresta bassa con palme e arbusti a 360 gradi. Vaste pianure sabbiose su cui si stagliano montagne non più alte di alcune centinaia di metri corrose da vento ed acqua. Tecnicamente, siamo in una zona di passaggio fra cerrado e caatinga; fa caldo durante tutto l’anno e piove solo in alcuni mesi. La pioggia, talvolta molto abbondante, è risucchiata quasi immediatamente dal terreno. I fiumi durano poche ore. Qui vive Mauro Gomez de Oliveira, 49 anni. Una piccola casa, sei figli, una famiglia da mandare avanti. Ecco la sua storia. Per Mauro, cresciuto lontano da qualsiasi centro abitato, era molto difficile trovare un lavoro nonostante sapesse leggere e scrivere. Così, poco più che ventenne, inizia a fare il bracconiere: un po’ perché da sempre aveva imparato a conoscere la natura e gli animali gli erano sempre piaciuti, un po’ perché nella sua terra nidificano alcuni fra i pappagalli più rari, un po’ per mancanza di alternative. Entra in contatto con un grosso commerciante di animali, Carlinhos de Pernambuco, e si mette a catturare uccelli. Durante il periodo della riproduzione, da settembre a dicembre, dopo la schiusa, quando Mauro vede i genitori iniziare quell’estenuante avanti e indietro per nutrire i famelici nidiacei… ecco, quello è il momento di agire. La sua specialità sono le are rosse e azzurre (Ara chloroptera e Anodorhyncus hyacinthius), i tucani (Nonnula rubecola) e altri tipi di pappagalli (Aratinga jandaya). Da sempre ha sentito la loro voce sgraziata, ammirato il loro volo rettilineo, conosce i loro nidi a metà costa sulle pareti più ripide. Per prenderli occorre partire ben prima dell’alba con 15-20 chili di corda in spalla, arrampicarsi sulla montagna e cercare un albero dove fissare la corda. La roccia di arenaria è troppo friabile, non ci si può fidare; anzi, bisogna stare attenti che un pezzo non si stacchi e non ti travolga o non ti faccia precipitare. Occorre calarsi lungo la parete a picco sacco in spalla, dondolare un po’ per arrivare all’imboccatura del nido e sperare che non sia troppo profondo. Altrimenti bisogna tornare in cima e poi scendere di nuovo armati di un bastone che permetta di raggiungere i pulcini. Un nido facile può richiedere 15-20 minuti, uno difficile anche 2 ore. Imperativo: prendere più uccelli possibile. Per una coppia di are rosse Mauro intasca 180-200 Reais. Le are azzurre, più rare, valgono poco di più. Per sedici anni Mauro ha giocato con il fuoco. Al rischio delle sue imprese alpinistiche si aggiungeva quello di essere scoperto dalle autorità che vigilano sul commercio di specie rare in pericolo di estinzione (in Brasile è l’Ibama, che si occupa della gestione del patrimonio naturale). Pericolo diventato ben concreto da quando la sua fama di bracconiere cominciò a diffondersi. Lui e la moglie Maria incominciano ad avere paura. Eppure quando si trovano a nutrire i poveri uccelli, a preparare loro il pappone prima di poterli consegnare ai trafficanti, sia l’uno che l’altra sembrano sdilinquirsi. Il pasto a base di farina di granturco, latte, riso, olio di soia, dato tiepido come è giusto che sia, è all’altezza (o migliore) di quello che Maria prepara per la famiglia. Anno dopo anno, il numero di individui che riesce a catturare diminuisce. Cosa ovvia, ma non ci aveva pensato. A questo punto, Mauro racconta, «ho incominciato a sentirmi depresso». Cosa poteva fare? Un amico, anche lui bracconiere, ha iniziato una nuova vita. Contattato dalla Fondazione BioBrasil (una Organizzazione Non Governativa Brasiliana) si è riclicato: da bracconiere a guida ecologica. Anche Mauro potrebbe fare lo stesso: invece di cacciare are e tucani, avrebbe potuto farle ammirare ai turisti, a quegli strani appassionati della natura che sono gli ornitologi. Siamo nel 1999, Mauro sa che Charles Munn, il responsabile della Fondazione Tropical Nature è in zona con un folto gruppo di ecoturisti statunitensi sostenitori della sua Fondazione. Mauro va a trovarlo. Charles Munn lo mette subito alla prova chiedendogli di lavorare per lui una settimana. Gli fa fare esattamente quello che faceva come bracconiere. Vanno in cerca di nidi, ma questa volta al posto del bastone Mauro ha in mano una macchina fotografica. Alla fine della settimana Mauro si è guadagnato 225 Reais e l’ingresso in una nuova vita. Adesso ha uno stipendio mensile per occuparsi della sua terra e dei suoi animali e per farli conoscere agli altri. A Boa Vista, così si chiama la sua terra, ci sono scimmie di cui Mauro è sempre stato innamorato. Da bambino andava a vederle con suo padre, le vedeva sollevare grandi pietre, usarle come martelli e rompere noci di cocco dal guscio durissimo. Era bello guardarle. Mauro si chiede se non possa piacere anche ad altri vederle all’opera. Così decide di costruire un capanno da cui osservare il macaco prego – in italiano questa specie si chiama cebo (Cebus libidinosus). Ci vogliono parecchie settimane di lavoro, ma ne vale la pena: i turisti sono entusiasti. E le foto di un fotografo naturalista scattate dal capanno fanno il giro del mondo. Gli scienziati non avevano ancora osservato cebi selvatici usare strumenti sistematicamente. Mauro sì, li conosceva: ma questa è una storia ancora tutta da raccontare. Quello che conta è che le conoscenze di Mauro, e quelle di tanti altri come lui, possano essere valorizzate e servire per la conservazione e lo studio della natura. [TSCOPY](*)Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR[/TSCOPY]
Fonte: TUTTO SCIENZE
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MEDICINA: FARMACO ELIMINA EFFETTI DI SVEGLIE PROLUNGATE
ROMA – Stare svegli per tante ore senza dormire: difficile, soprattutto se si deve lavorare di notte facendo dei lunghi turni. La soluzione pare pero’ essere stata trovata da alcuni ricercatori della Wake Forest University del North Carolina, che hanno messo a punto un farmaco in grado di eliminare gli effetti sul cervello della privazione di sonno, e che puo’ essere utile non solo a dottori e turnisti, ma anche ai malati di Alzheimer. E’ quanto rivela uno studio pubblicato su ‘Public Library of Science’, che si basa in parte sui risultati di una ricerca del Dipartimento della Difesa condotta per eliminare gli effetti della mancanza di sonno sui soldati.
La medicina in questione, meglio conosciuta come CX717, deriva dalle ampakine (una classe di molecole che amplificano la sensibilita’ dei recettori del glutammato presenti nel cervello) ed e’ progettata per agire su un particolare recettore chimico usato nella comunicazione infra-cellulare in cui serve il glutammato come neurotrasmettitore. Il farmaco in sostanza prolunga l’azione del glutammato, consentendo una maggiore ed effettiva comunicazione cellulare.
Nella ricerca e’ stato studiato il comportamento di alcune scimmie cui e’ stato dato un compito. Ad ognuna di loro era mostrata una fotografia collocata in un punto dello schermo: dopo un’attesa superiore ai 30 secondi, gli si chiedeva di scegliere quella originale tra due di sei diverse immagini mostrate casualmente. Se la scelta era corretta, avevano in premio del succo di frutta. In seguito alla somministrazione di diversi dosaggi della medicina, i test hanno mostrato negli animali un miglioramento delle performance quasi totale nelle prove piu’ facili, e del 15% nelle altre. Dopo di che le scimmie sono state tenute sveglie per un tempo compreso tra le 30 e 36 ore (l’equivalente secondo i ricercatori di 72 ore senza sonno per gli uomini) con un peggioramento su tutte le prove nei test successivi. Ma dopo essere state private di sonno un’altra volta e rimesse alla prova sotto l’effetto del farmaco, la loro performance e’ ritornata ai livelli normali.
Per esaminare l’attivita’ cerebrale delle scimmie gli scienziati hanno usato la Pet e hanno visto che quando gli animali svolgono il compito senza aver dormito, l’attivita’ della corteccia frontale, l’area cerebrale associata ai processi mentali piu’ impegnativi, diminuisce mentre aumenta quella del lobo temporale, associata alla memoria a breve termine. Per i ricercatori questo potrebbe essere il modo con cui il cervello compensare gli effetti della mancanza di sonno. ”Il CX717 – spiega Samuel Deadwyler, coordinatore della ricerca – non provoca risvegli totali, ma aumenta l’abilita’ di alcune aree che si attivano quando si e’ privi di sonno. In futuro credo sara’ possibile usare le ampakine anche per rafforzare alcuni deficit cognitivi, come quelli tipici dell’Alzheimer, degli ictus o di altre forme di demenza”. I ricercatori non hanno riscontrato effetti collaterali, quali iperattivita’ o insonnia prolungata, e i risultati dei test condotti dall’azienda farmaceutica produttrice sugli uomini sono stati finora positivi.(ANSA).
Fonte: YAHOO
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Il piano verrà attivato nelle prossime settimane
UK: governo inglese rafforza leggi contro pornografia on line

Il materiale attualmente in circolazione è in buona parte illegale, ma l’attuale normativa non prevede sanzioni per chi lo visiona da casa
Roma, 23 ago. (Ign) – Le autorità britanniche hanno annunciato un piano, che verrà avviato nelle prossime settimane, per rafforzare le leggi contro la pornografia on line. Il materiale attualmente in circolazione è in buona parte illegale – sottolinea TheRegister.com – ma la legge non prevede sanzioni per chi lo visiona da casa.
L’annuncio arriva dopo le pressioni del padre di una donna assassinata nel 2003, che ha raccolto fino ad ora 32.000 firme a favore di una petizione per rendere più incisive le normative. L’insegnante di sostegno Jane Longhurst, trentunenne, è stata uccisa dal convivente Graham Coutts. L’uomo, un musicista, l’ha brutalmente massacrata dopo aver navigato per ore e ore su siti web pornografici che trattavano di necrofilia e sesso estremo, considerate sue perversioni. Una volta uccisa, il corpo della donna è stato tenuta nascosto per 35 giorni e poi è stato portato dall’assassino in un bosco nel tentativo di bruciarlo. Coutts è stato condannato nel febbraio del 2004 a 30 anni di prigione, divenuti 26 in appello.
I siti web con materiale erotico considerato estremo – necrofilia, stupri, torture e sesso con animali – rientrano tra i contenuti vietati dalla ‘Obscene Publications Act’, una legge promulgata nel 1959 che impedisce la loro pubblicazione, considerata ‘depravata e corrotta’.
Questa legge può di fatto essere utilizzata per obbligare i provider a rimuovere in Inghilterra queste pagine on line. Ma per sviare questo impedimento, i fornitori dei contenuti vietati si limitano a far ‘possedere’ le pagine incriminate a provider di altri paesi dove non sono considerati fuori legge. E, sempre per la legge britannica, visionarli non è reato. Ciò, comunque, non avviene quando si tratta di materiale pedopornografico: in questo caso è reato sia possederlo che guardarlo.
Fonte: ADNKRONOS
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Castoro dello zoo si ‘rifugia’ in Ambasciata Usa
In Svizzera, animale impaurito dalla violenza del maltempo

(ANSA) – GINEVRA, 23 AGO – Vittima del maltempo, un castoro dello zoo di Berna ha cercato rifugio presso l’ambasciata degli Stati Uniti in Svizzera. Il roditore e’ probabilmente scappato insieme ad altri compagni quando gli animali del giardino zoologico Daehlhoelzi sono stati sgomberati e il recinto elettrico e’ stato disattivato a causa dell’innalzarsi del livello delle acque del fiume Aar. L’animale e’ stato ritrovato dalla polizia locale davanti all’entrata dell’Ambasciata Usa.
Fonte: VIRGILIO
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DURANTE IL PROCESSO DI RIPRODUZIONE
Scoperto il motore che sposta i cromosomi dentro le cellule
PER LA RICERCA (PUBBLICATA SU «NATURE») I BIOLOGI HANNO UTILIZZATO LE UOVA DELLE STELLE DI MARE, UN ORGANISMO CHE SI PRESTA PIU’ DI OGNI ALTRO PER QUESTO TIPO DI STUDIO

UNA scoperta appena annunciata – compiuta utilizzando un curioso ma efficacissimo modello animale, quello offerto dalla stella di mare – accende una nuova luce sui meccanismi con cui una cellula si riproduce (il processo di divisione cellulare), rivoluzionando un paradigma scientifico che sembrava ormai consolidato. Jan Ellenberg e sei suoi colleghi dell’European Molecular Biology Laboratory (EMBL) di Heidelberg hanno scoperto un meccanismo assolutamente nuovo nel mondo delle cellule: l’actina sembra essere necessaria a spostare i cromosomi, cioè i depositari dell’informazione genetica, durante la divisione delle cellule. I cromosomi, ricordiamolo, formano il nucleo delle cellule e sono organelli costituiti da una sola lunghissima molecola di DNA nella quale è codificata l’informazione genetica.
Quella ottenuta da Jan Ellenberg è la prima evidenza che la “rete da pesca” di actina gioca un ruolo cruciale nel movimento dei cromosomi, moto che prima sembrava un’esclusiva dei microtubuli. In precedenza era acquisito che i microtubuli e i microfilamenti di actina sono i componenti principali del citoscheletro, l’intreccio di filamenti che determina la forma e la capacità di muoversi della cellula ed è responsabile della disposizione e del movimento interno dei suoi organelli.
Bisogna sapere che nel processo di divisione cellulare è essenziale il cosiddetto «fuso mitotico», formato da microtubuli – strutture tubulari dinamiche che polimerizzano da una proteina, la tubulina – e da un centinaio di altre proteine: insieme orchestrano la separazione dei cromosomi replicati nella divisione cellulare. La maggior parte delle cellule animali contiene una struttura formata dai microtubuli, il centrosoma. I microtubuli sono di solito orientati in una cellula con una delle estremità verso il centrosoma – il centro organizzatore da cui essi emanano – e l’altra estremità verso la periferia della cellula. I microtubuli sono soggetti ad assemblaggi e disassemblaggi continui, in una determinata aggregazione alcuni possono crescere mentre altri contemporaneamente si accorciano; oppure, anche, uno stesso microtubulo può accorciarsi ad una estremità, allungandosi nell’altra. Regolando il ritmo di polimerizzazione delle subunità di tubulina le cellule presumibilmente mutano forma e inducono la formazione e la dissoluzione di strutture organizzate come il fuso mitotico. Il modello predominante dell’assemblaggio del fuso mitotico è basato sull’instabilità dinamica dei microtubuli ed è conosciuto come modello di “search-and capture”, «ricerca e cattura».
Ora, il nuovo studio dei ricercatori dell’EMBL, pubblicato su «Nature» nel fascicolo che porta la data dell’11 agosto, cambierà le fondamenta del pensiero corrente. «Il meccanismo descritto dai ricercatori tedeschi è inaspettato e meraviglioso. Non avrei mai potuto immaginare qualche cosa di simile. Va al cuore di una delle questioni centrali della divisione cellulare: come si forma il fuso e come i microtubuli si connettano ai cromosomi», commenta Alex Mogilner, studioso della divisione cellulare alla Davis University, in California. La forza del lavoro del gruppo di Heidelberg sta anche nella scelta dell’organismo sul quale si è lavorato per studiare la riproduzione cellulare. La stella di mare (Asterina miniata) è un modello animale ideale per osservare il processo di divisione delle cellule perché è trasparente e cresce semplicemente in una goccia d’acqua, il che la rende perfetta per la microscopia cellulare in vivo. In particolare, Ellenberg e i suoi colleghi hanno seguito la meiosi nelle uova di stella di mare. Nonostante si fosse predetto che nei larghi nuclei degli oociti la cattura dei cromosomi da parte dei microtubuli non fosse efficace, questa è la prima testimonianza a provare il fatto. Con particolare tecnica, si sono “fotografati” i cromosomi nella fase di attracco all’actina, essenziale al movimento dei cromosomi. Fino ad ora si sapeva che l’actina è coinvolta in diversi processi cellulari, ma non nella dinamica dei cromosomi.
«Inizialmente – spiega Péter Lénárt, uno degli autori del lavoro su «Nature» – eravamo interessati a come i microtubuli si riorganizzano durante la divisione cellulare. Marcando i microtubuli nelle cellule vive, notammo che erano troppo corti per catturare i cromosomi posti ad una certa distanza dal centrosoma. Poiché si sa che i movimenti cellulari sono mediati dai microtubuli o dall’actina, non è stato difficile indovinare che era l’actina a manovrare la migrazione dei cromosomi».
[TSCOPY](*)Rockefeller University, Usa[/TSCOPY] Marta Paterlini (*)
Fonte: TUTTO SCIENZE
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L’APPELLO – Adottiamo Billo, morto il padrone è rimasto a far la guardia alla casa
FANO (PS) – Si chiama Billo ed è un cagnino rimasto solo da nove mesi, da quando è morto il suo padrone, un mezzadro di Bellocchi. Billo continua a vivere nella stessa casa colonica, sul versante di Rosciano: è simpatico, buono, silenzioso e molto sensibile. Fin troppo sensibile, perché può accusare piccole crisi convulsive, se si emoziona troppo. Avrebbe bisogno di una nuova casa e di nuovi padroni, che sappiano prendersi cura di lui e soprattutto tenerlo sereno.
Per il momento pensano a Billo una coppia di giovani, che vorrebbe tenerselo ma non ne ha la possibilità, e un amico del primo proprietario, che pensa al cibo. Billo è un cagnolino meticcio, un bastardino dal muso di lupetto, ha sei anni ed è di piccola taglia. Affettuoso, segue con lo sguardo ogni bambino che passa nelle vicinanze della casa colonica, perché ha mantenuto l’indole giocherellona e curiosa di un cucciolo.
E la stessa simpatia sembra provarla per gli anziani, lui che ha rallegrato gli ultimi anni di una persona su con gli anni. “È un animaletto educatissimo, neppure abbaia”, spiega Davide, uno dei due giovani che stanno seguendo Billo.
Da nove mesi il cagnolino vive dentro un recinto. Circa cinque metri quadri di spazio per sgranchirsi e una cuccia per dormire: qualche asse di legno e la tettoia in lamiera, che si infuoca quando il sole picchia più forte e congela nelle notti invernali. Chi volesse adottare Billo oppure prendere informazioni, può telefonare al numero 340/3193008 (Davide). O.S.
Fonte: IL MESSAGGERO (Pesaro)
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Si tratta di 13 fattrici gravide e 7 puledri di grandissimo pregio
CASTELLANETA, RUBATI DA UN ALLEVAMENTO 20 CAVALLI PUROSANGUE

Gli animali, il cui valore si aggira intorno a diverse centinaia di migliaia di euro, erano all’aperto in una zona recintata dell’azienda
Taranto, 23 ago. – (Adnkronos) – Venti cavalli purosangue, di altissimo valore genealogico e di grandissimo pregio, sono stati rubati la notte scorsa dall’allevamento ”Latorre Quarter Horse” di Castellaneta, in provincia di Taranto. Si tratta di 13 fattrici gravide e di 7 puledri. Tutte la fattrici sono contrassegnate con il marchio M.L. (Michele Latorre) sulla coscia posteriore mentre i puledri non erano ancora marchiati. Il valore pecuniario, secondo una stima approssimativa, si aggira intorno a diverse centinaia di migliaia di euro. Il furto e’ stato organizzato in tutti i particolari. I ladri hanno tagliato i fili del telefono e forzato i cancelli.
I cavalli erano all’aperto in una zona recintata dell’azienda. Dai segni lasciati, gli animali potrebbero essere stati condotti fuori dal recinto in un terreno attiguo, e caricati su almeno 4 furgoni. Anche i cani e le persone che dormivano nelle stanze dell’azienda non si sono accorti di nulla. ”Due anni di lavoro andati in fumo”, dicono i proprietari che lanciano un appello affinche’ chiunque abbia notato qualche movimento sospetto o abbia qualche notizia a contattare il piu’ vicino comando dei carabinieri. Oltre ai militari della Compagnia di Castellaneta, che conducono le indagini, sono stati allertati anche Polizia e Guardia di Finanza.
Fonte: ADNKRONOS
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Cinque gattini per cinque famiglie
Una gatta che stava trasportando i suoi cuccioli di poche settimane da un lato all’altro di corso Mazzini, viale molto trafficato di Savona, è stata travolta da un’auto in transito; malgrado le gravi lesioni per le quali è morta, il suo istinto materno le ha dato ancora la forza di raccogliere il gattino, per fortuna leggermente ferito, per depositarlo sul bordo della strada al sicuro, stramazzando poco dopo.
Alcuni passanti hanno avvertito i Volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali, che hanno soccorso il gattino e si sono messi alla ricerca dei fratelli, rifugiatisi terrorizzati nel vicino parco archeologico, recuperandoli dopo lunghe ricerche.
La cucciolata, di cinque bellissimi esemplari, è stata sottoposta alle necessarie cure veterinarie presso la sede dell’Enpa di corso Vittorio Veneto 2 a Savona dove, dopo qualche giorno di convalescenza, potranno essere adottati gratuitamente da chi ne farà richiesta (telefono 019/824735). Fonte Enpa
Fonte: SAVONA NOTIZIE
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SOLIDARIETA’ – Muore il suo pastore tedesco
L’Italia abbraccia il bimbo che non mangia più

Frosinone, 23 agosto 2005 – Una vera e propria gara di solidarietà quella che si è scatenata da tutta Italia nei confronti di Mattia, il bimbo di 5 anni, che dopo la morte del suo pastore tedesco Rudy, non ha più toccato cibo.
Da ogni parte d’Italia sono arrivate offerte di donazione per cuccioli di cane ma i genitori hanno rifiutato in quanto il bambino chiede solo del suo vecchio animale. Ieri, però, qualcosa nella sua psiche è iniziata a cambiare.
Mattia, infatti, ha mangiato mezza banana ed è uscito in giardino per giocare. La speranza dei medici è che al più presto dimentichi questa tristissima avventura e torni ad essere il bambino gioioso di due settimane fa e che magari in futuro riesca ad affezionarsi a qualche cucciolo bisognoso d’amore.
Fonte: IL GIORNO
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GB: UDIENZA HAMDI, CANI ANTIESPLOSVO FUORI DA AULA CORTE D’APPELLO
Roma – Cani anti-esplosivo dei carabinieri sono in azione fuori dall’aula, alla Corte d’Appello di Roma, dove e’ in corso l’udienza per decidere sull’estradizione di Hamdi Issac, l’etiope accusato di essere responsabile di uno dei falliti attentati del 21 luglio a Londra. Nell’edificio capitolino, in vista dell’udienza di oggi, sono state inoltre rafforzate le misure antiterrorismo e potenziati i controlli.
Fonte: ADNKRONOS
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I nuovi «trovatelli» non sono cani ma «tartarughine»
Animali abbandonati per le ferie o perché i proprietari non si erano resi conto dello spazio e dell’impegno che richiedono: non più cani e gatti ma rettili, in particolare tartarughe d’acqua, come quella di grosse dimensioni trovata nel lago di Como. È il nuovo malcostume di cui riferisce la Protezione animali Trovatelli del Ceresio e del Mendrisiotto che invece ha contato negli ultimi sette mesi «solo» tre cani abbandonati.
Fonte: CORRIERE DEL TICINO
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Gattini cercano famiglia
È stata ritrovata in via Michelangelo, nella zona San Polo, una gatta nera domestica di circa due anni. Sempre a San Polo, ma questa volta in via Carpaccio, sono stati trovati una gatta bianca/soriana domestica con due gattini di circa due mesi. Chi li avesse persi o fosse intenzionato ad adottarli, può contattare l’associazione Telefono difesa animali chiamando allo 030/2548521 oppure al 333/3623224. /
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
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Corso sul benessere degli animali
E’ stato organizzato dal servizio veterinario della Asl di Teramo

TERAMO — «Il benessere degli animali durante il trasporto» è il titolo del corso di formazione organizzato dal servizio veterinario dell’Asl, diretto dal dottor Pasquale Striglioni, che si terrà il 25 settembre presso la sala convegni del secondo lotto dell’ospedale Civile di Teramo. L’evento formativo è rivolto a tutte le persone che si occupano del trasporto su strada di animali vivi. L’iniziativa aziendale è motivata dal fatto che ci sono vari decreti legislativi che impongono, ai conducenti di questi mezzi di trasporto, la registrazione al servizio veterinario delle Asl con annessa un’autorizzazione personale rilasciata dal servizio stesso. Il mancato”possesso”del patentino e l’assenza di registrazione sono punibili con pesanti sanzioni amministrative. Ma.DiFi.
Fonte: IL TEMPO (Molise)
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Rosignoli dice stop all’ergastolo dei cani
Appello al sindaco

Spendere più di 200 mila euro l’anno per “condannare” i cani all’ergastolo, a restare cioè in gabbia per il resto della loro vita, non pare al capo gruppo della Margherita e presidente della commissione per i servizi Sociali, Giancarlo Rosignoli, un’operazione moralmente e contabilmente accettabile. Da qui la decisione di interpellare il Sindaco per invitare l’amministrazione comunale a imboccare la strada dell’affidamento dei cani. Ma, ricorda il consigliere, poiché “già in passato appelli di questo tipo rivolti alla cittadinanza dalla amministrazione, non hanno ottenuto gli esiti sperati”, diverso deve essere l’approccio al problema.
In definitiva Rosignoli chiede al Sindaco se non ritenga opportuno “promuovere una campagna per l’affidamento dei cani, a partire da quelli più giovani, avendo come riferimento i centri sociali del Comune e le altre forme di organizzazione sociale (Circoli Arci, Acli, Endas, circoli parrocchiali ecc.) che dovranno a questo fine essere sensibilizzati dagli uffici comunali”. Naturalmente i cani in questione dovranno essere possibilmente non anziani e di taglia non grande, ma anche essere vaccinati ed eventualmente sterilizzati.
Non solo, insiste Giancarlo Rosignoli, ma sarebbe il caso di promuovere una campagna per l’affido dell’amico dell’uomo a “persone anziane che vivono sole, soprattutto se sono aiutate nelle loro funzioni domestiche dal personale dei servizi comunali domiciliari”. In questo, caso per coloro che accettassero di prendere in casa un cane, per sfuggire al male della solitudine, potrebbe essere previsto un piccolo aiuto in denaro o in natura, per l’acquisto delle scatolette di generi alimentari per animali o di altri beni utili a questo fine.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Illeciti fuori stagione
Il calendario venatorio regionale 2005-2006, approvato solo qualche giorno fa, ha stabilito l’apertura della caccia al 18 settembre 2005.
Tuttavia come amaramente ci informa la sezione locale del WWF, alcuni sembrano completamente disinteressarsi del continuo e agguerrito confronto che avviene nelle stanze della Regione o in quelle della Provincia in merito agli accordi su questa difficile questione. Un delicato equilibrio da raggiungere tra gli amanti del genere e i numerosi movimenti (quali WWF, ITALIANOSTRA, LIPU, PRO NATURA, LAV, solo per citarne alcuni) che chiedono di fissare e far rispettare precise regole e di punire in maniera tassativa le irregolarità.
Ma le trasgressioni, per modi e tempi come ci comunica amaramente il WWF di Corato, sono già iniziate: sin da questo periodo, numerose sono le lepri abbattute illegalmente con i fari di notte, decine le quaglie sterminate attirandole con un registratore.
“Nei giorni scorsi – spiega Pasquale Laterza responsabile del WWF – sono stati sorpresi dei bracconieri sulla c.d. mediana delle murge in territorio di Corato, mentre erano intenti a caccia di lepri con i fari. Se vengono così da lontano fin qui a bracconare è evidente che qualcuno copre questi criminali, perché di questo parliamo, di crimini contro l’ambiente naturale.
Ma come sempre – continua Laterza – non ci siamo persi d’animo e abbiamo organizzato e pianificato servizi di controllo mirati. Ed ecco spuntare alle 3.30 della notte, con grande nostro stupore, la prima litania mortale di un richiamo elettromagnetico lasciato da qualche bracconiere. Uno strumento vietato per legge in grado di imitare il verso delle femmine o del maschio delle quaglie e di calamitare l’attenzione di questi uccelli lì vicino. Ma la notte non si è ancora conclusa ed eccone un altro a diversa distanza dal primo, probabilmente posizionato sicuramente da un altro branco di bracconieri.
Quando siamo arrivati sui registratori – spiega LATERZA – non si potevano contare le quaglie che erano state attratte. Se non avessimo intercettato i registratori sarebbe stata una vera strage di fauna selvatica.
Il nostro territorio, da sempre fortemente antropomorfizzato da bracconieri senza scrupoli, è reduce di una cultura vecchia a morire; per questo stiamo cercando, insieme ai comandi del Corpo Forestale di Corato e di Ruvo, di smantellare pezzo per pezzo quel modo arcaico di fare la caccia, ovvero quella senza regole.
I richiami – conclude Laterza – sono stati tutti sequestrati dalle Guardie e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ne disporrà a breve la confisca e la distruzione. Le indagini sono coordinate dal dott. Luigi SCIME’, sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani.”
Foto correlate all’articolo: http://www.vivicorato.it/news/news.asp?id_not=1664
Fonte: VIVICORATO
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Australia/ Fermato in aeroporto turista con 39 rettili nella borsa
Un turista giapponese è stato fermato ieri all’arrivo nell’aeroporto di Brisbane, in Australia: i doganieri gli hanno trovato nella borsa 39 rettili esotici. L’uomo, un 40enne appena sbarcato da un volo proveniente da Singapore, è stato perquisito dopo che erano stati notati dei movimenti sospetti all’interno del suo bagaglio a mano.
Dentro vi sono stati trovati sei serpenti chiusi in 4 contenitori di plastica e in due flaconi di shampoo. In altre valigie aveva invece sistemato pitoni arborei verdi, pitoni albini, iguane, varani e tartarughe, tutti nascosti in casse di altoparlanti e contenitori di cibo. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di importazione non autorizzata di animali vivi e rischia una pena fino a 10 anni di carcere o una sanzione pari a 110mila dollari australiani, circa 66mila euro.
Fonte: LIBERO NEWS
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Venti purosangue spariti nel nulla
Furto di cavalli nella notte a Taranto

Taranto Venti cavalli purosangue di alta genealogia e pregio sono stati rubati la notte scorsa nell’allevamento “Latorre quarter horse” di Castellaneta. I cavalli (tredici adulti segnati sulla coscia posteriore con il marchio “ML”, iniziali del proprietario dell’allevamento Michele Latorre, alcuni dei quali sono fattrici gravide, e sette puledri, due maschi e cinque femmine non ancora marchiati)erano liberi nei paddock (pascoli all’aperto) in una vallata all’interno dell’azienda, che si estende su un terreno di circa 100 ettari.
Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto da parte dei carabinieri, alcune persone avrebbero raggiunto a piedi la vallata e, dopo aver preso i cavalli, li avrebbero fatti andare al passo per qualche chilometro, sino a raggiungere un terreno confinante abbandonato. Lì gli animali sarebbero stati caricati su due o tre camion attrezzati. Prima di andar via, i ladri hanno isolato l’azienda, tagliando i fili del telefono.
Il furto dei purosangue è stato scoperto stamani intorno alle 6 dal proprietario dell’allevamento che ha subito denunciato l’accaduto ai carabinieri di Castellaneta.
Molti dei cavalli rubati sono conosciuti in Europa e in America in quanto campioni di gare internazionali di monta western all’americana e le loro fotografie sono state spesso pubblicate sui giornali del settore.
I titolari dell’azienda rivolgono un appello affinché eventuali acquirenti sappiano che si tratta di cavalli rubati e li invitano a rivolgersi al più vicino Comando dei carabinieri, anche perché«il furto mette a rischio la vita di un’azienda, leader al sud nel settore, e di una famiglia da sempre dedita all’allevamento di questo nobile animale».
Fonte: IL SECOLO XIX
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Allarme randagi al San Paolo Appello alla Asl
VASTO – Emergenza randagi al quartiere San Paolo dove i residenti sollecitano l’intervento di Asl e Comune. «La situazione si fa di giorno in giorno più difficile – affermano gli abitanti della zona – qualche giorno fa una bimba è stata aggredita da alcuni animali e ora sono tante le persone che cominciano ad avere paura ed escono di casa munite di ombrelli e bastoni nel timore di essere morse. I cani, che si muovono in branchi, spesso stazionano nei pressi di portoni e cancelli, di notte, poi, la situazione si fa ancora più grave. Nonostante le numerose segnalazioni – proseguono i residenti – sino ad ora, gli enti competenti non hanno disposto alcun intervento». (M.R.)
Fonte: IL MESSAGGERO (Abruzzo)
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Cacciatori di frodo sorpresi nel Parmense
E’ accaduto a Terenzo, durante un servizio di vigilanza notturna della Polizia Provinciale

PARMA – Sorprese a cacciare illegalmente, 2 persone sono state deferite all’autorita’ giudiziaria di Parma. E’ accaduto a Terenzo, durante un servizio di vigilanza notturna della Polizia Provinciale. I 2 sono stati individuati dopo segnalazioni ai servizi di prevenzione e repressione di illeciti ambientali. Colti in flagranza di reato, mentre sparavano alcuni colpi di fucile, erano in possesso di un cinghiale (capo di fauna selvatica non cacciabile nel periodo) che e’ stato sequestrato. Sequestrate anche due armi da fuoco: una carabina calibro 338 Browning e un fucile sovrapposto a canna liscia, calibro 12. Ai 2 cacciatori sono state contestate diverse violazioni di carattere amministrativo, per un ammontare di varie centinaia di euro.
Fonte: EMILIANET
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Raddoppiano i cani abbandonati: maggio è il mese “nero”.
Tante le cucciolate L’emergenza abbandoni non si ferma. Anche questa estate in Provincia di Alessandria il problema di chi scappa per le vacanze lasciando il proprio animale domestico fuori dalla porta di casa è in aumento preoccupante. Addirittura, confermano più canili del nostro territorio, il fenomeno “abbandoni” è raddoppiato.
Così a Casale Monferrato, come ad Acqui Terme. Ma cambiano, per così dire, le abitudini e le modalità. Il periodo critico inizia a maggio, quando in molti canili della Provincia si registra un vero e proprio boom degli abbandoni, soprattutto cucciolate lasciate vicine ai cassonetti della spazzatura.
Centinaia di cani di ogni taglia, razza ed età vengono “scaricati” dai padroni sulle nostre strade dopo mesi o anni di convivenza perché impegnativi o “ingombranti”. Solo l’altro giorno a Cascina Rossi di Casale è stato lasciato di fronte al cancello un cagnolino. Diversa la situazione del canile di Alessandria dove la situazione è stazionaria:
“Facciamo catture dal primo gennaio in avanti, senza incrementi estivi”.
Ma il problema sono le cucciolate. Undici “neonati” raccolti nell’acquese stanno cercando padroni più affettuosi e responsabili di quelli che non hanno esitato a lasciarli per strada. La signora Ada Pronzato, responsabile del Canile di Acqui Terme, conferma l’aumento degli abbandoni: “Ultimamente un bellissimo pastore tedesco è stato lasciato nei pressi di un ristorante. Nei 26 comuni del circondario convenzionati con il nostro servizio vengono lasciati anche cani di razza, in buona salute, e tanti cuccioli”.
Ma per fortuna, oltre alle persone sconsiderate che non esitano a liberarsi del proprio amico a quattro zampe quando non va d’accordo con il bambino piccolo o se è un po’ troppo cresciuto, ci sono altre che vanno a trovare gli “ospiti” dei canili: “Anche a Ferragosto volontari e cittadini sono venuti a giocare con i cani e li hanno portati a fare un giro”.
Fonte: GIORNAL.IT
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Ecco in numeri la truffa di BigPharma
Il costo reale dei farmaci che necessitano di ricetta
Fonte: http://www.disinformazione.it/costofarmaci.htm
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L’INDAGINE. La Procura di Brescia indaga su alcuni episodi che rivelano l’esistenza del commercio
Cavie da laboratorio, mercato fiorente

Cani destinati a diventare cavie da laboratorio in Germania. È questa una delle ipotesi investigative che nei mesi scorsi ha spinto la Procura di Brescia ad aprire un’inchiesta su un canile-rifugio della Bassa.
L’indagine ha preso il via a novembre dal sequestro di quindici meticci scoperti mentre viaggiavano stipati in un Traffic Renault e in un’auto furgonata.
I due mezzi, intercettati e bloccati dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni a Sirmione, erano diretti in Germania. A insospettire i militari la fuga dell’auto staffetta che precedeva il furgone. I cani di età compresa fra i 3 e i 5 anni provenivano tutti dallo stessa struttura di accoglienza convenzionata con l’Asl, ma gli animali, avrebbero successivamente rivelato gli accertamenti, erano stati presi in carico dal titolare di un rifugio privato.
Non solo, i cani viaggiavano senza la certificazione sanitaria necessaria per un trasporto internazionale, ma su alcuni era visibile il tentativo di eliminare il tatuaggio di riconoscimento.
Inoltre due certificati veterinari di una coppia di animali del rifugio privato risultavano essere in realtà emessi per animali del canile convenzionato. Le condizioni di salute degli animali erano pessime tanto che un’esemplare sofferente di diabete morì poco dopo essere stato trasferito al centro sanitario dell’Asl di Brescia.
I cani sequestrati vennero successivamente riaffidati al canile di pertinenza ma l’indagine è proseguita. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata in particolare su alcuni personaggio del Lodigiano e del Milanese in contatto con le strutture di accoglienza del Bresciano.
Gli investigatori hanno ascoltato anche molti volontari testimoni involontari di alcuni episodi su cui la magistratura sta ancora cercando di fare piena luce. n.s.
Fonte: BRESCIA OGGI
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