WarDrome Sci-fi MMORPG
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Wednesday November 22nd 2017

Notiziario animalista

(Esperimenti di condizionamento sulla scimmia)
Un disegno. Freddo e asettico, che non rende l’idea della sofferenza patita da questo animale e da quelli che lo hanno seguito e che lo seguiranno….. Ma la descrizione gelida, quasi si parlasse di un robot, fa trasparire, a occhi attenti e sensibili, l’immane patimento a cui è stata costretta la povera scimmia. Per giorni: lunghi e interminabili ore legata a questo apparecchio, con un elettrodo conficcato nella testa………………. un giorno dopo l’altro, fino alla fine……
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E’ vero che l’uomo è il re degli animali, perchè la sua brutalità supera la loro..
Leonardo da Vinci
Fonte: http://www.bairo.info/pag162.html
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ANIMALI – La mia battaglia per salvare Malti
Ha lo sguardo fiero e attento di un vecchio saggio, che nella vita ne ha viste davvero tante. Se ne sta seduto all’ombra dell’oleandro con gli occhi socchiusi, le orecchie dritte e il musetto al vento, fiutando odori che arrivano da ogni dove. Lo osservo con attenzione, quasi fosse la prima volta che lo vedo. Tre anni. Sono passati più di tre anni da quel giorno di febbraio in cui ebbi il piacere di conoscerlo. Un maltese di quasi 10 anni che la sua famiglia non voleva più. Era nato un bambino e per quel piccolo cagnolino non c’era più posto. Iniziò così: con piccoli guaiti di dolore, in un giorno di pioggia, mentre l’auto lo portava via dalla sua casa e dalle persone che ancora tanto amava. Via per sempre.
Mi sono innamorata da subito, dei suoi occhi tristi e interrogativi, che mi scrutavano rannicchiati in fondo a un cuscino bianco di pelo, nell’angolo più lontano del sedile posteriore dell’auto. Silenziosamente imparò a convivere con il grande terremoto che gli aveva rivoluzionato la vita. Nuova casa, nuovi compagni pelosi e umani, nuove abitudini. Non è certo stato semplice per un cagnolino di una certa età affrontare tutto questo, all’improvviso, senza nessun preavviso. Tante sono le bestiole che vivono tutt’oggi, la stessa tragica esperienza del tradimento e dell’abbandono, ma pochi sono i fortunati che possono tornare a rivivere. Per gli altri, per i molti, il destino riserva una sorte terribile, di sofferenza e dolore. Ora il mio piccolo tesoro si gira e mi cerca sotto il portico. Lo chiamo e lui accenna un piccolo scodinzolio. Mi ha vista, può tornare a fiutare l’aria col naso puntato al cielo.
Da più di un anno io e Malti combattiamo una battaglia senza esclusioni di colpi con “il male del secolo”, un tumore che nell’aprile dell’anno scorso voleva portarselo via. Ho cercato di non permettere che questo accadesse. Non potevo e non volevo perderlo senza prima trovare una soluzione. Ci doveva essere qualcosa che potessi fare per continuare a rivedere quello sguardo triste e pensoso che mi aveva incantata due anni prima.
All’inizio per la verità non c’erano speranze se non l’operazione, ma per un cane così piccolo di 12 anni, sarebbe stato molto rischioso. Decisi di non operare e cominciai affannosamente a cercare… a cercare… Sentii tanti pareri diversi di altrettanti diversi veterinari, cominciai a leggere tutto quello che parlava di tumore e navigai per ore in Internet digitando sempre la stessa, ossessiva parola, nei motori di ricerca. La perseveranza mi aiutò e trovai una cura che ha retto fino a poche settimane fa, poi l’improvviso cedimento, mentre l’ombra della morte cominciò di nuovo a volare attorno al dolce e triste sguardo del piccolo guerriero.
Malti in questi giorni compie 13 anni, ma io ancora non dispero. Non immaginate neppure quante alternative esistono a volte alla medicina tradizionale. Nemmeno io lo pensavo, ma per un piccolo grande amore si può tutto, anche a costo di sacrifici e rinunce. Da pochi giorni ho iniziato una cura fitoterapica piuttosto complicata, ma che sta già dando piccoli risultati. Dopo settimane di un lento e progressivo aggravamento, ecco un barlume di speranza. Un filo a cui aggrapparsi ancora una volta, prima di veder sprofondare nel sonno profondo e definitivo il mio piccolo, dolce amico. Non so se e quanto durerà ancora. Non so neppure se questa nuova cura potrà funzionare a medio o lungo termine, ma so che ora Malti è tornato il Malti di sempre e questo mi basta.
Comincia a fare troppo caldo e per il vecchio saggio è ora di rientrare. Lo chiamo di nuovo, lui si stira e trotterellando mi viene incontro. Lo prendo in braccio e gli schiocco un bacio fra le orecchie. Lui mantiene il suo fare altezzoso e fa l’indifferente, mentre me lo stringo fra le braccia, ma intanto scodinzola piano, per non farsi notare. Buon compleanno piccolo Malti. Potevo regalarti una cuccia nuova, o un guinzaglio allungabile, oppure le scatolette di cibo di cui sei goloso, ma farò di più, perché questo è un compleanno speciale. Un traguardo che fino a un anno fa non sembrava possibile raggiungere. Farò in modo di regalarti ancora tanti giorni di vita sereni e felici, perché li meriti. Per l’amore che mi hai sempre dato, per la tua compagnia silenziosa, per la pazienza nell’ascoltare i miei discorsi, ma soprattutto perché sei un cane: l’amico più vero che un umano possa mai avere.
Enrica Baiocchi – Gruppo Bairo Onlus
Fonte: IL MESSAGGERO VENETO (Pagina 11 – Pordenone) ——————————————————————————–
http://www.enpanet.it/cercatrova/detail.php?siteid=356
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
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BEDIZZOLE (BS). Famiglia mobilitata
Cani salvati dalla seriola

Hanno rischiato di fare la fine dei topi. Imprigionati nella griglia di una seriola che lentamente si riempiva alimentata dalla copiosa pioggia caduta ieri sarebbero sicuramente annegati. Fortunatamente i loro latrati sono stati uditi dalla famiglia Codenotti: il figlio dei coniugi Fabio si è calato nell’acqua del fosso alta oltre un metro e li ha trascinati fuori dal budello in cemento in cui si erano andati a nascondere.
Rifocillati e affidati al canile sanitario di via Orzinuovi a Brescia sono salvi ma il loro destino resta incerto. Anche perchè bisogna capire se siano stati abbandonati dai padroni o si siano dispersi impauriti dal temporale dell’altra notte. I protagonisti dell’episodio avvenuto ieri a Bedizzole, sono un esemplare di Labrador colore panna, di circa otto anni di età e un cucciolo di pastore tedesco. Entrambi hanno un collare ma solo oggi i veterinari della Asl potranno verificare se hanno il microchip o il tatuaggio per risalire ai proprietari. Tutto e cominciato quando la famiglia Codenotti ha sentito dei guaiti provenire dalla griglia del canale che costeggia il cotonificio posto al confine della loro abitazione. «Mio figlio – racconta la mamma di Fabio -, ha visto i due cani annaspare nell’acqua. Abbiamo dovuto avvertire il custode dell’azienda di filati perchè non era possibile recuperarli passando dalla nostra proprietà. Poi mio figlio e mio marito si sono calati nella seriola recuperando i due animali. Non è stato facile soprattutto per il Labrador che pesa almeno 40 chilogrammi. Era impaurito ma in buone condizioni. Anche il Pastore tedesco è in ottime salute segno che fino all’altra notte era accudito da qualcuno. Forse è stato abbandonato o semplicemente si è smarrito».
I cani sono stati affidati al personale incaricato della Asl dopo la segnalazione della Polizia locale. Non è la prima volta che un cane rischia di annegare nella seriola. «Un anno fa – spiega ancora la mamma di Fabio -, abbiamo recuperato un barboncino bianco che dopo aver eluso il controllo della padrona si era smarrito prima di cadere nel fosso». Nell’ultimo fine settimana gli accalappiacani hanno avuto molto lavoro sul Garda: da Rivoltella a Sirmione sono stati trovati cinque cani abbandonati. La conferma di un malcostume che non accenna a diminuire.n.s.
Fonte: BRESCIA OGGI
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Tenta di castrare il vitello del rivale
Il diverbio fra un giovane dal volto coperto da casco in sella a una motocicletta da cross e un agricoltore sarebbe l’origine di una feroce rappresagli compiuta ai danni degli animali dell’agricoltore: per ripicca il motociclista avrebbe infierito su un cane, 5 mucche (ferendole alle mammelle) e un vitello, che ha anche tentato di castrare. È accaduto a Ferriere, nel Piacentino. I carabinieri hanno denunciato il giovane.
ROMA
Fonte: IL GAZZETTINO NAZIONALE
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USA/ WEBCAM FISSA SU CUCCIOLO PANDA WASHINGTON, COME TRUMAN SHOW
Telecamere riprendono Mei Xiang e il suo piccolo dalla nascita
New York, 21 ago. (Apcom) – Sei settimane sono un tempo sufficiente per scatenare una grande, irresistibile passione. Il cucciolo di panda, nato in cattività nello zoo di Washington il 9 luglio, è diventato una vera a propria star per centinaia di migliaia di appassionati che lo hanno adottato a distanza e si gustano le sue pigre evoluzioni via internet, spiandolo attraverso le webcam o come sono state ribattezzate le “pandacam”.
Sono accessibili sul sito dello zoo, che tuttavia non è in grado di gestire l’enorme mole di accessi e su quello di Animal Planet. Le riprese, cominciate un giorno dopo il parto, si sono trasformate in una sorta di “Truman Show”, in bianco e nero. La regia segue costantemente i movimenti degli orsi, zoomma sui loro momenti più teneri, li sorveglia durante interminabili immobili pennichelle pomeridiane.
Il cucciolo è stato concepito per mezzo dell’inseminazione artificiale e la previsione degli etologi dello zoo è stata da subito all’insegna dell’ottimismo: il piccolo panda, il primo panda nato nello zoo di Washington in 16 anni, se la sarebbe cavata meglio dei cinque precedenti tentativi. Dal 1983 a oggi nessuno dei cuccioli era rimasto in vita più di qualche giorno. Sebbene non sia completamente fuori pericolo, il cucciolo resta molto forte.
Per il pubblico bisognerà aspettare almeno tre mesi prima di poter vedere il piccolo panda, ora protetto in un’area off limits del parco. Ma una finestra sull’intimità di Mei Xiang e del suo cucciolo è già possibile via internet.
La si può vedere semi addormentata, con la gigantesca testa di panda gigante accanto al piccolo, che pesa meno di un chilo. Lo lecca e lo coccola sulla paglia della gabbia, poi lo lascia per conto suo per sgranchirsi le gambe in giardino, scopre che il personale dello zoo le ha recapitato la sua razione di bambù quotidiana, si siede a terra e comincia a sgranocchiare.
Sono azioni che moltissimi appassionati, collegandosi da tutto il mondo, le vedono ripetere giorno dopo giorno. La webcam per molti è costantemente accesa, in un angolo dello schermo in ufficio e poi sul computer di casa.
Lontano dalle telecamere, invece, il padre, Tian Tian, libero di girare all’aperto nelle ore mattutine e serali, mentre le ore più calde del giorno le passa in un locale dotato di aria condizionata. La fiducia nelle possibilità di sopravvivenza del cucciolo è dettata dal fatto che Mei Xiang, 6 anni, e Tian Tian, 7 anni, avevano l’età giusta per concepirlo, al contrario di Ling-Ling e Hsing-Hsing i genitori dei cinque panda non sopravvissuti. Se tutto andrà come previsto, il piccolo sarebbe il terzo nato in cattività negli stati Uniti, dopo i due dello zoo di San Diego nati nel 1999 e nel 2003.
I panda giganti sono molto rari e loro la sopravvivenza è minacciata dalla progressiva scomparsa dell’habitat naturale, le foreste della Cina centrale. 120 panda sono allevati in cattività nel paese d’origine, e circa 20 vivono fuori dalla Cina. Il periodo fertile per le femmine di panda è di appena uno o due giorni l’anno. La gravidanza di Mei Xiang è il primo successo dopo tre tentativi falliti dal 2003.
Il modo migliore per vedere la famiglia di panda è collegarsi al sito di Animal Planet alla pagine http://animal.discovery.com/cams/pandavidr.html. Quasi ostantemente intasato invece l’accetto attraverso il sito internet dello zoo: http://nationalzoo.si.edu/Animals/GiantPandas/default.cfm
Fonte: VIRGILIO
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Trofeo al cane bagnino
Gora, una cagna di terranova di 5 anni e mezzo si è aggiudicato il 2° Trofeo città di Cervia per cani di salvataggio, durante il quale i cani hanno dovuto superare numerose prove, come il ritrovamento di un remo e il salvataggio di due figuranti che fingevano di affogare. A Cervia si svolge anhe il Palio della Voga, la gara nella quale i bagnini di salvataggio, canottiera rossa e remo in mano, si danno battaglia sul moscone di salvataggio.
Fonte: IL MATTINO
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L’Enpa denuncia: «In Ciociaria tanti animali seviziati»
Dopo il ritrovamento del cane annegato nel fiume Fibreno con una pietra legata al collo, l’Enpa (protezione animali) denuncia: tanti i casi di animali seviziati negli ultimi mesi in Ciociaria, è arrivato il momento di impegnarsi di più per fermare queste crudeltà assurde».
A pag. 30
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In Ciociaria
L’Enpa denuncia: «Altri animali seviziati»

di STEFANO DE ANGELIS
«Chi sa si faccia avanti. Denunciate chi compie crimini efferati nei confronti di animali indifesi». E’ l’appello lanciato ieri dalla Polizia Municipale di Sora rivolto a tutta la città. Sono proprio i vigili urbani di Sora, coordinati dal capitano Francesco Pellegrini e dal tenente Rocco Dei Cicchi, che conducono le indagini sul caso del cane gettato nel tratto del fiume Fibreno che attraversa Sora con una grande pietra legata intorno al collo, stretta da una corda in acciaio. I vigili hanno presentato una denuncia contro ignoti in Procura. Con l’aiuto di coloro che abitano nei pressi della zona dove è stato trovato senza vita il meticcio, morto per annegamento, stanno innanzitutto verificando se vi siano dei testimoni oculari o altri che in qualche modo possano fornire informazioni utili per le indagini. Sul caso, intanto, domani pomeriggio, alle 17, presso il comando dei vigili urbani di Corso Volsci, si terrà un incontro tra i vertici della Polizia Municipale e Nives Campanelli, presidente provinciale dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) e consigliere comunale di Frosinone. «Quanto accaduto a Sora è davvero terribile, riprovevole e inaccettabile – tuona Campanelli -. Un’azione criminosa che denota inciviltà. Nella città fluviale si tratta del secondo caso di sevizie verso un cane in pochi mesi e ritengo che sia arrivato il momento di adoperarsi concretamente per prevenire simili barbarie. Martedì mi recherò dai vigili urbani di Sora per raccogliere tutti gli atti della vicenda. Poi presenteremo una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Cassino». Il presidente provinciale dell’Enpa, intanto, denuncia altre sevizie verso animali indifesi. «In Ciociaria negli ultimi tempi si sono registrati diversi casi di maltrattamenti verso i cani. In primavera – spiega Campanelli – tra Frosinone e Ferentino è stata rinvenuta una cagnetta avvolta completamente, dalla testa alla coda, da un filo spinato. I veterinari che l’hanno visitata hanno anche trovato sulla pelle dell’animale delle bruciature causate dallo spegnimento di sigarette. Ancora oggi la cagnetta è terrorizzata, è come se odiasse gli esseri umani. In più in questi giorni ho ricevuto delle segnalazioni relative al fatto che in una contrada del comune di Fumone sono stati trovati cani impiccati. Che oggi accada tutto ciò è davvero incredibile».
Fonte: IL MESSAGGERO
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ANDARE in vacanza pensando anche al proprio amico animale.
di MARINA VERDENELLI
Che sia cane, gatto, furetto ma anche uccellino o tartaruga. E siccome l’estate non è finita e sono in tanti a decidere di partire dopo Ferragosto, ecco come destreggiarsi fra pensioni per animali e strutture che invece accolgono con piacere noi e i nostri migliori amici. Per chi parte senza cane o gatto a seguito la pensione per gli animali è un valido aiuto. Richiesto da tutte le pensioni il libretto sanitario con le vaccinazioni in regola. Nella provincia di Ancona diverse sono le soluzioni. Collocata tra le colline di Agugliano si trova la pensione Baia Imperiale (info 071.908282), aperta tutto l’anno. Ampi box grandi 2 metri per 4, realizzati con materiale coibentato e abbeveratoi automatici. Durante la giornata l’animale viene portato fuori per la passeggiata nell’ampio giardino. Possibilità anche di piccoli box per i gatti. Costo 15 euro al giorno. Con un servizio che vanta 34 anni di esperienza è invece la pensione per gli animali di Franca Marchetti , al Poggio di Ancona (info 071.801039), dove i cani di piccola taglia vengono addirittura accuditi in casa dei proprietari. Qui possibilità di box simili a vere casette dove si può inserire la brandina dove dorme il cane e i cuscini coordinati. A richiesta diete personalizzate. Per i gatti mini box con lettiera e cestini dove il felino può sentirsi un po’ come a casa sua. Costo fino a 15 euro al giorno per i gatti e fino a 20 euro per i cani. Possibilità di affidare conigli, tartarughe e uccelli invece alla pensione Federico I di Ostra Vetere (info 071.60501). Dislocata su 8 ettari di terreno la struttura è operativa dal 1984 e ospita anche cani, gatti e furetti. I box sono al coperto e sono muniti di un’area aperta adibita a veranda. Capannone al chiuso invece per i gatti che possono uscire in spazi aperti recintati. Costo giornaliero 13 euro per i cani 10 per gli altri animali. Spostandoci fuori della provincia di Ancona troviamo la pensione Dulcamara , a Monte Fiore dell’Aso, in provincia di Ascoli Piceno (info 0734.938562). Un’oasi nel verde con 30 box per cani e per gatti assistiti da un veterinario (www.dulcamara.it). A Sant’Elpidio a Mare c’è City dog (info 0734.903560) con ricchi spazi per cani di tutte le taglie. Nel pesarese si segnala la pensione di Carlo Damiani , a San Lorenzo in Campo (info 0721.776815).
Per chi va in vacanza scegliendo di portare il cane o il gatto con sé, c’è un’ampia scelta di strutture ricettive che ospitano anche il vostro quattrozampe. Sul sito dell’Enpa, Ente nazionale protezione animali, c’è una linga lista con indirizzi di hotel e agriturismo amici degli animali: www.enpa.it. Ma non c’è solo l’Enpa. un aiuto arriva anche da www.cyberdogsmagazine.com, www.pets-hotels.it, www.swimming-hotel.it, www.viaggiarecolcane.it, www.perilmondo.it, www.agriturismoitaly.it. Informazioni utili possono essere prese anche da una guida verde tascabile con 200 pagine di notizie. Il libro è acquistabile on line attraverso il sito www.guidaverde.org oppure telefonando al numero verde 800-029449 che costituisce anche un numero di emergenza in grado di fornire notizie sugli ambulatori veterinari più vicini. E se volete andare al mare? A Civitanova Marche Fido può entrare allo stabilimento Il Cristallo , Marebello e Gigetta . Info 348.7692727. A Fano c’è la spiaggia Animalido , lungo un tratto libero riservato ai cani in zona Arzilla, a nord della concessione della Lega Navale. A Porto Recanati si trova la spiaggia della Fiumarella, a nord della foce del torrente Fiumarella e la spiaggia Potenza sul lato destro del fiume Potenza.
Fonte: IL MESSAGGERO
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al 118 arriva un’altra emergenza
«Pronto 118? C’è un cane ferito». Il servizio di emergenza sanitaria si trova spesso a fare i conti anche con chiamate del genere, relative ad animali che hanno dei problemi di varia natura. Normalmente vengono “girate” al servizio veterinario ma nel fine settimana e nei festivi ci sono da contattare gli ispettori reperibili. Peccato che ci sono puntualmente dei problemi tecnici che – tra telefoni cellulari che non hanno campo e turni cambiati all’ultimo istante – creano problemi nella reperibilità stessa. Normalmente il veterinario interviene solo in casi straordinari, tipo la mortalità di animali lungo i fiumi, mentre gli ispettori pensano alle vicende più lievi. Risultato? Ci sono persone che sono pronte a fare denuncia se non interviene qualcuno per un uccello con l’ala spezzata ma coordinare i servizi di emergenza anche per gli animali risulta sempre più difficoltoso. E il 118 – che ha già i suoi problemi con le chiamate di chi vuole fare scherzi o non ha altro da fare – nei giorni festivi da qualche tempo si è trasformato anche nel centralino per le emergenze veterinarie.
Fonte: IL MESSAGGERO
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Cresce l’allarme per i cani abbandonati
A Reggio Emilia il servizio convenzionato con il Comune per gli animali catturati

di FABIO MARRICCHI
MONTEROTONDO-MENTANA – L’ambulatorio veterinario a Palestrina. Il canile convenzionato a Reggio Emilia. E’ questa la situazione dell’assistenza veterinaria del distretto Asl di Mentana, Monterotondo e Fonte Nuova. Il Comune di Monterotondo, per i servizi relativi agli animali catturati, ha indetto una gara cui ha risposto solo un canile di Reggio Emilia. Mentana ha sottoscritto una convenzione con un canile vicino, a Capena, mentre per Fonte Nuova i cani catturati dovranno fare un viaggio fino a Pomezia. Esplode il problema dei cani abbandonati e delle strutture. Manca quel canile intercomunale, rimasto a livello di progetto dopo che quello finanziato dalla Regione, nella zona industriale di Monterotondo, non ha avuto il benestare dell’Autorità di bacino del Tevere. Rimangono strutture più o meno regolari che cercano di sopperire al problema del randagismo.
«I randagi – dice il dottor Baccani, veterinario Asl – sarebbero in diminuzione. Il servizio accalappiacani ha effettuato solo tre interventi. Rimane però il problema dei tanti animali che ricevono cibo da gente di buona volontà. Aanimali che il più delle volte restano incustoditi per le strade. La diminuzione del randagismo registrato negli ultimi anni dipende dalla maggiore attenzione dei comuni alla raccolta dei rifiuti. Più aumenta la qualità del servizio, meno cani ci sono in giro in cerca di cibo dai cassonetti».
Il problema vero quindi rimane quello della mancanza di strutture per la cura e la sterilizzazione. Anche gli utenti sono in difficoltà. Portare un cane o un gatto in una struttura pubblica per un cittadino di Monterotondo, Mentana e Fonte Nuova, significa andare fino a Palestrina. Spetterebbe ai comuni fornire gli ambulatori veterinari. Ma da cinque anni (quando fu chiuso l’unico ambulatorio di Mentana) non è stato trovato nemmeno un locale per realizzare un ambulatorio veterinario.
Fonte: IL MESSAGGERO
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BRACCONIERE BRACCATO
E sempre il Nipaf della Forestale di Latina non molla le indagini per identificare il bracconiere violento che martedì scorso, nelle campagne di Doganella di Ninfa, ha tentato d’investire con la propria auto (una Volkswagen Golf) uno degli investigatori che stava per bloccarlo mentre catturava cardellini con le reti. Il ”detective” rimasto ferito è il vice-sovrintendente Stefano Giulivo, 35 anni, di Sabaudia. uno fra gli investigatori più attivi dello speciale Nucleo creato dal ministero delle Politiche agricole per contrastare e reprimere fenomeni gravi quali il bracconaggio, lo scarico di rifiuti abusivi nelle campagne o nei canali e finanche l’edilizia selvaggia in aree protette. Giulivo se l’è cavata con ferite leggere, ma il protagonista dell’aggressione, presumibilmente arrivato dalla Campania, avrebbe le ore contate. Le indagini sono in pieno svolgimento e coinvolgono anche la Forestale del comando provinciale di Napoli.
Al.Ce.
Fonte: IL MESSAGGERO
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Era un bassotto non una borsetta
IL BASSOTTINO era acciambellato sul sedile accanto al posto di guida, in attesa della padrona che era scesa dalla macchina per entrare in un negozio. Il ladro Achille lo scambiò per una borsetta e, approfittando del fatto che il vetro dello sportello era rimasto abbassato, lo ghermì e se lo nascose sotto il giubbetto da lavoro: da lavoro, nel senso che sotto il giubbetto nascondeva tutto ciò che gli riusciva di arraffare qua e là. Subito fece per allontanarsi, il ladro Achille, ma a distanza di qualche metro, si fermò cacciando urla belluine, tentò di scrollarsi di dosso il cane, finì seduto per terra con le spalle al muro di un palazzo e con sul viso un’espressione di terrore e di strazio.
– Aiuto, me levi sto cane – chiese a un signore col pizzetto grigio, il primo a fermarsi davanti a lui – Me lo levi, facci presto, sto a soffrì.
– E come glielo levo? – protestò il signore col pizzetto, arretrando di un passo – Non lo vede che morde?
– Lo vedo? Ma lo sento, artro che vedè! M’ha mozzicato le deta, er collo, la faccia, me sta a staccà un caporello – replicò il ladro Achille, al colmo dell’agitazione – Je dia un carcio, forza! Je dia na bastonata.
– Con quale bastone? Si calmi, è un cagnolino, che vuole che sia?
– E’ na tigre, st’assassino. Ma nun lo vede, er sangue? Lo chiappi p’er groppone e lo frulli via.
– Sì, così mi faccio staccare un dito – sbuffò il signore col pizzetto, rivolto non più al ladro Achille ma a una massaia con due borse della spesa, che a sua volta si era fermata a curiosare.
– Ma è suo? – chiese la massaia al signore col pizzetto – E’ un tesoro. Quanto so’ carucci, li bassotti.
– Mio? Ma per carità! E’ una razza di cani da tana, li mandavano nei cunicoli sotto terra a acchiappare le volpi, i conigli, i ghiri. Musetto piccolo, ma certi denti che spezzano le ossa alle volpi.
– Aiuto! – gemette il ladro Achille – A me, me sta a spezzà le coste. Chiamate un pulizziotto, un carubba, fateje sparà, presto. Nun lo vedete, er sangue?
– Si calmi, le dico – insistette il signore col pizzetto – Più lei si agita, più il cane si eccita. Stia un momento fermo, vedrà che il cane la molla. Ma da dove viene, poi, questo cane?
– No sbajo – farfugliò il ladro Achille – L’ho pijato da na machina, ma pe’ sbajo. Aiuto! Ma lo sentite come me sta a rugà in faccia? Ma come se fa a lassà sciorto un assassino com’a questo? Muserola, catene, gabbie, scudiscio, a sto traditore sanguinario.
– Zitto – comandò il signore col pizzetto – Il cane è spaventato, si capisce. Se si calma lei, si calma anche lui.
– Spaventato, lui? E io? – guaì il ladro Achille – Io me la sto a fa’ sotto, senza contà er dolore delle ferite. Ma nun le vedete, le ferite che m’ha fatto? – e tacque d’improvviso col terrore dipinto sul viso perché il bassottino s’era drizzato e si guardava fiero all’indietro – Oddìo, e mo’ che me fa?
Il bassottino saltò a terra e corse alla macchina perché aveva visto tornare la sua padrona. Il ladro Achille andò all’ospedale e denunciò un randagio di grossa taglia.
Fonte: IL MESSAGGERO
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CACCIA – Gli ambientalisti: «Difesa faunistica, limitata la visione di Spinello»
(F.P.) «Che l’assessore Spinello non sopporti gli ambientalisti si vede. Che, a parte l’ultimo anno solare, non si sia mai occupato di caccia e difesa dell’ambiente, è altrettanto noto. Che possieda una visione piuttosto limitata della difesa della fauna selvatica e della sua gestione, è pure evidente». Se mai c’erano stati rapporti di rispetto tra il mondo ambientalista, rappresentato da Wwf e Italia nostra, e l’assessore provinciale alle Risorse faunistiche, Gino Sandro Spinello, le ultime dichiarazioni dei responsabili delle due associazioni, Eddi Boschetti e Fabio Bellettato, mettono un pietra tombale su ogni possibile riavvicinamento. Sfiora la delegittimazione la reprimenda “protezionista” nei confronti del rappresentante della Provincia. Spinello, per gli ambientalisti non ha né l’esperienza, né le capacità, né l’acume politico per fare l’assessore alla Caccia (o come lui preferisce chiamarsi, alle Risorse faunistiche). «Ci ha attaccato con frecciate velenose, perché non partecipiamo alla gestione faunistica e territoriale insieme ai cacciatori e al mondo agricolo – spiegano Boschetti e Bellettato -. Ci considera interlocutori sgradevoli. Sappia che non partecipiamo alle riunioni dell’atc 4A3 per manifesta incompatibilità con i vertici di quell’ambito, segnatamente con il suo presidente Lorenzo Carnacina. Quest’ultimo infatti, quando è nato il Parco e i cacciatori sono stati denunciati e condannati per essere entrati in azione dentro al suo perimetro, non ha preso alcuna posizione a tutela dell’area protetta. Invece abbiamo sempre lavorato con gli atc 4A1 e 4A2, fino a che impegni familiari e di lavoro non ce lo hanno impedito. Spinello si ricordi che gli ambientalisti sono volontari e operano in maniera gratuita. Invece non ha tenuto conto di questo neppure per il varo del nuovo regolamento delle guardie volontarie venatorie. In quella circostanza vi è stata una chiusura netta alle nostre ragioni. L’assessore è estraneo al mondo del volontariato e non è pertanto in grado di percepirne le istanze e le necessità». Gli ambientalisti ricordano poi che le ultime vicende legate al bracconaggio hanno fatto sempre più prendere le distanze dal mondo venatorio, rendendo impossibile qualsiasi forma di dialogo. «Il tentativo del neo assessore alla Caccia in Veneto, Elena Donazzan, di inserire tra le specie cacciabili pispola e piviere dorato, specie assolutamente da proteggere, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso – aggiungono Bellettato e Boschetti -. Infine rammentiamo a Spinello che gestione faunistica, per noi, non significa occuparci di lepri, fagiani e di altre specie cacciabili, ma di tutta quell’altra fauna selvatica e delle piante che si trovano sul territorio. I cacciatori e gli atc scontano ai nostri occhi il peccato originale di occuparsi invece solo della selvaggina abbattibile e di disinteressarsi di tutto il resto. Ma Spinello è persona da sempre in tutt’altre faccende affaccendato. Comprendiamo, ma non giustifichiamo che questa realtà rimanga per lui un mistero». Infine una nota favorevole: «Ribadiamo il giudizio positivo sugli atc, che hanno “cacciato” fuori dal Polesine le orde di doppiette vicentine, padovane, ravennate e forlivesi. Ne hanno guadagnato la fauna e i cacciatori locali. E anche qualche miglioramento ambientale si è visto».
Fonte: IL GAZZETTINO DI ROVIGO
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IL FATTO Anzolin (Prc) replica a Borraccino e De Gregorio
«Calendario venatorio polemica strumentale»

«E’ chiaro che la caccia quest’anno si è aperta prima in Puglia! Non sembri un paradosso: ci riferiamo, ovviamente, alla caccia ? al voto! Non si spiegano altrimenti gli sconsiderati attacchi al Presidente Vendola ed al nuovo Governo Regionale che in questi giorni leggiamo sulla stampa, da parte di “rappresentanti del centro-sinistra”. Viene spontaneo chiedersi se il Consigliere comunale-provinciale-regionale Borraccino ed il Consigliere provinciale De Gregorio si siano mai letti i Programmi elettorali presentati dal centro-sinistra, sia per la Provincia di Taranto che per la Regione, e che quindi anche loro si sono impegnati a rispettare». Tutta interna la centrosinistra, la polemica di questa seconda metà di agosto in tema venatorio. Ed è Preneste Anzolin, della segreteria provinciale di Rifondazione, a rilasciare una nutrita serie di dichiarazioni al curaro indirizzate a Borraccino e De Gregorio. «Nessuna contrapposizione di principio – dice Anzolin – nei confronti dei cacciatori (anche se in materia di rispetto dell’ambiente il giudizio non può essere generalizzato!), ma è evidente che, se fosse per loro, per alcune Associazioni in particolare) si dovrebbe poter cacciare dappertutto e per tutto l’anno. Nel Programma presentato da Vendola c’è scritto “innanzitutto l’ascolto, il dialogo e la trasparenza? di tutte le realtà sociali, culturali ed economiche..”. Ma di tutte, non come è accaduto negli anni scorsi in cui una parte (le Associazioni ambientaliste e protezioniste) venivano automaticamente ignorate, tanto da vedersi costrette a far valere le proprie ragioni (spesso accolte) in sede giudiziaria. Il Programma Venatorio ed il Calendario Venatorio varati dalla Giunta Regionale lo scorso 6 agosto ci sembrano un buon punto di mediazione e di equilibrio (proprio come invocato) non solo tra le categorie dei cacciatori e degli agricoltori, ma anche con le legittime richieste delle Associazioni ambientaliste e protezioniste. «La tassa di concessione regionale – prosegue Anzolin – è fissata nella misura di euro 84,00 per 12 mesi consecutivi dal versamento, cioè, in media, 7 euro al mese. Verrebbe da fare il paragone con l’aumento del costo della vita o con quanto dovranno spendere le famiglie per iscrivere un figlio a scuola o all’Università! Ma la cosa più importante che occorre dire è che “..il 90% dei proventi rivenienti dalla riscossione delle tasse” ogni anno, viene ridistribuito alle Province che devono utilizzarlo per gli interventi per la difesa e tutela dei boschi e il ripristino dell’habitat, gli investimenti, interventi e gestione nelle zone di ripopolamento, gli incentivi agli agricoltori per i miglioramenti ambientali e faunistici e i programmi concordati e coordinati di vigilanza venatoria: alla Provincia di Taranto sono stati assegnati 366.550 euro, per il cui puntuale utilizzo saranno impegnati i nostri Rappresentanti istituzionali. Un altro 8% costituisce un “Fondo di tutela per danni non altrimenti risarcibili”». Anzolin dà poi atto alla Giunta Vendola di aver già portato a compimento alcuni importanti attim, citando – fra questi – l’istituzione del Parco delle Gravine. Si chiede polemicamente l’esponente di Rifondazione: «Possibile che, a parte il Consigliere Mineo (ne va dato doverosamente atto), nessun altro Consiglier Regionale o Provinciale del centro-sinistra abbia plaudito, ricordando che quella per le Aree Protette era (ed è) una battaglia importante di tutto il centro-sinistra? Noi continueremo in queste battaglie, per un altro modello di sviluppo, sostenibile ed eco-compatibile, certi di essere in sintonia con tanta parte della gente di questa terra, oltre che con tanti Movimenti ed Associazioni, nel rispetto delle posizioni di ognuno, sempre pronti al confronto civile e democratico, ma senza infingimenti e in coerenza con gli impegni che abbiamo assunto».
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
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L’avvoltoio monaco Ophrys ha scelto di stabilirsi a Cornino
A Ophrys (nella foto a destra) piace molto il Friuli, e in particolare la riserva naturale del lago di Cornino, in comune di Forgaria. Dopo aver scoperto questo luogo, l’avvoltoio monaco proveniente dalla Francia ha deciso di trattenersi in zona, attratto dal carnaio e dall’ambiente ideale per un uccello con le sue caratteristiche. Si fa ammirare spesso nella postazione di alimentazione che Michela Prevarin e Arduino Candolini gestiscono ottimamente, ma centellina le sue apparizioni come una diva. Tanto, penserà, ci sono i grifoni a tenere la scena. E di grifoni, in questo periodo, se ne possono ammirare parecchi: fino a un centinaio se si ha la fortuna di capitare a Cornino quando decidono, tutti insieme, di cibarsi. Uno spettacolo primordiale dal grande fascino, questo, con un turbinio di ali intorno alla carcasse e colli che affondano ritmicamente nelle carni colorandosi di rosso sangue. La riserva naturale del lago di Cornino, seguita dal naturalista Fulvio Genero, con il “Progetto Grifone” ha raggiunto un livello internazionale grazie al successo che sta ottenendo la reintroduzione di questa specie di avvoltoio. Attualmente gravitano su Cornino animali che provengono dalla Croazia, dalla Grecia, dalla Francia e dall’Austria.
L’avvoltoio monaco, invece, fa parte del progetto di conservazione della specie, una volta abbondante nell’area mediterranea e ora a forte minaccia di estinzione, messo in atto nel parco delle Baronnie, in Francia. Questa primavera sono stati rilasciati alcuni individui. Uno è stato avvistato in Corsica, recuperato e riportato in sede, un altro è stato recuperato a Palermo, stremato dal viaggio e dalla fame, curato dalla Lipu e riportato in Francia, un terzo, Carmen, è morto in Olanda il giorno dopo ferragosto, investito da un treno. Ophrys è il monaco arrivato a Cornino e ormai (quasi) stabilitosi nel centro.
La riserva fra breve si amplierà, con la costruzione di un ponte che sorpasserà la provinciale per Gemona per unire la parte di area naturale che si affaccia al Tagliamento.
Fonte: IL GAZZETTINO DI UDINE
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Il volatile era rimasto impigliato in una lenza
I vigili del fuoco salvano un gabbiano intrappolato

ORISTANO. Un gabbiano rimasto impigliato in una lenza è stato salvato dai vigili del fuoco del Comando provinciale. Il singolare incidente è accaduto ieri mattina all’interno della darsena, nel porto industriale. Un pescatore ha notato il gabbiano che stava per annegare dopo essere rimasto impigliato accidentalmente in una lenza. Ha così chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. I pompieri con l’ausilio di un gommone si sono calati in acqua ed hanno iniziato le operazioni di soccorso del volatile. Pochi minuti dopo il gabbiano, pur con qualche ferita ad un’ala, è stato tratto in salvo. La squadra dei vigili del fuoco ha successivamente provveduto a consegnare il gabbiamo agli agenti del corpo forestale. (s.l.)
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 14 – Cronaca)
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La Fagotto: «Aumentati gli abbandoni dei cani»
Ilaria Fagotto, presidente provinciale della Lega nazionale per la difesa del cane, prendendo spunto dal presunto abbandono di un rott weiler, denuncia la recrudescenza, nella stagione in corso, di tale malcostume.
«Nei giorni scorsi – dice – una cagna di rott weiler, che aveva precedentemente partorito, dopo essersi aggirata spaurita nel cuore di Ortigia, è stata da me recuperata. Poiché sinora non è pervenuta alcuna denuncia di smarrimento, la Lega ha ragione di ritenere che trattasi di abbandono. Un atto riprovevole, purtroppo, non unico in questa stagione estiva che, alla pari delle precedenti, annovera numerosi casi di abbandono di cani e animali di ogni specie. Ancora una volta mi appello al buon senso dei proprietari di ogni bestiola affinchè nella stagione in corso non si disfino si esse, come di un oggetto in disuso.
«Molti cani, poi, si smarriscono e il proprietario, incomprensibilmente, presenta la denuncia dopo due – tre giorni. Basti pensare che dall’inizio dell’anno ad oggi ho restituito ben 50 cani! In corso Timoleonte, dove sono allocati gli uffici della Lega nazionale per la difesa del cane, abbiamo appeso una bacheca, affinché gli interessati possano inserirvi gli avvisi di smarrimento dei loro cani, corredati da foto, nonchè il numero telefonico da comporre nel caso di ritrovamento. Tali locali sono comprensivi anche di tre ambienti adatti alla custodia temporanea dei cani ritrovati».
Il Comune su richiesta della Lega ha istituito un parco cuccioli, in cui verranno ospitati anche i trovatelli, all’interno della sede della protezione civile in contrada Pantanelli. Chiunque ne volesse adottare uno vi si potrà recare e fare la propria scelta. Gli stessi anziani, se vorranno deliziarsi della compagnia di un cane, potranno portare loro anche da mangiare. l.c.
Fonte: LA SICILIA (Siracusa)
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Quando gli incivili siamo noi
Lamentare disservizi di ogni genere è un’attitudine intrinseca della nostra natura; in realtà, molto spesso siamo i primi a creare disagi con il nostro impareggiabile grado di inciviltà. Abito a Mascalucia, nel cosiddetto “Villaggio del Sole” che si pregia di essere un invidiabile complesso residenziale. All’ingresso, nell’ampia area destinata a parcheggio, sono stati collocati 3 grandi cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Benché essi siano generosamente capienti, rifiuti di ogni genere vengono puntualmente depositati tutto intorno, fuori dai cassonetti. Ovviamente non mancano vecchi elettrodomestici, vari elementi di arredo, pezzi di carrozzeria d’auto e quant’altro ancora, ma quello che irrita particolarmente sono i sacchetti abbandonati lì fuori, con i cassonetti praticamente vuoti! I cani randagi possono così avventarsi su di essi, distribuendone il contenuto su tutta l’area circostante. Inoltre, come se non bastasse, da qualche tempo una falegnameria della zona ha deciso di dare il buon esempio venendo fin dentro al complesso per depositare (rigorosamente fuori dai cassonetti!) gli scarti delle proprie lavorazioni, comprese grosse quantità di segatura. Ovviamente è tutta colpa degli operatori ecologici…….
Fonte: LA SICILIA (Cronaca_Catania)
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il caso Oltre 12mila euro ma la struttura è affollata
Canile, convenzione bis
Comune, rinnovato il costoso accordo con l’Apac

Cerignola (FG) E’ stata prorogata fino ad ottobre la convenzione tra il Comune e l’Apac, l’associazione che gestisce il sovraffollato canile di via Manfredonia assicurando il servizio di stabulazione dei cani randagi. Un servizio che costa alla collettività 12.720 euro mensili, cosa induce a qualche considerazione. Nonostante l’avvicendamento amministrativo dello scorso aprile, si nota un filo rosso di continuità tra il passato e il presente che consente agli estensori delle delibere di rinnovo di aggiornare con poca fatica e con un facile copia-incolla i dati della delibera precedente per espletare alla svelta il compito. Va avanti da molti anni la vicenda del canile privato che fin dalla costituzione dell’associazione ha potuto contare su pesanti sponsor. L’Apac ha colmato un vuoto, con costi per la collettività altissimi, se rapportati alla gestione del «sociale» in senso più ampio, cioè quello che si riferisce ai bisogni primari degli «umani». E’ del tutto evidente che il fenomeno del randagismo è un problema serio. Ma è vero anche che sebbene il canile ospiti oltre quattrocento amici dell’uomo, in condizioni non certo confortevoli, oltre il recinto di randagi ve ne sono ancora in numero considerevole. Il che, al di là dei numerosissimi interventi di sterilizzazione dei veterinari della Asl Fg2, dà il senso compiuto degli effetti della mancanza di programmazione. Fin dall’inizio del rapporto Comune-Apac è stata l’emergenza l’elemento costante, con tutti gli annessi e connessi e senza che si affrontasse il problema con la serietà dovuta. Nel 2002, per la verità, si tentò anche di indire una gara per la gestione triennale dei randagi, con un importo a base d’asta di 125mila euro, che però andò deserta, forse perché antieconomico. Oggi l’Apac ne incassa 152.640 e si va avanti così, di proroga in proroga. Affrontare seriamente il problema significa tenere i cani in canili sanitari che non siano lager, ma solo per il tempo necessario a sterilizzarli e microchipparli, per poi reimmetterli nel territorio, di cui volenti o nolenti sono parte integrante, dopo il criminale abbandono da parte di animalisti pentiti. Perch? è risaputo che nel momento in cui si libera il campo imprigionando i canili nei campi di concentramento, altri randagi vanno immediatamente ad occupare il territorio lasciato libero, trasmigrando senza limiti e senza ovviamente sapere a carico di quale comune andranno i costi legati ad un eventuale accalappiamento ed al soggiorno coatto in pensione completa. Su questo, come su tante altre questioni «precarie», l’amministrazione in carica da cinque mesi aveva duramente criticato quella precedente. Non a caso tra le promesse elettorali vi era anche la costruzione di un canile municipale che contemperasse l’esigenza di allestire una struttura di accoglienza degna di tale definizione e quelle di bilancio. Ma a giudicare dalle proroghe che stanno caratterizzando questo primo scorcio dell’attività dell’amministrazione Valentino si deve prendere atto che, posta l’esigenza di non interrompere l’erogazione dei servizi, non siamo ancora all’anno zero, quello della programmazione che viaggia sul binario parallelo a quello dell’emergenza e che pian piano lo rende inutile. Un approccio che in questa occasione riguarda il canile, ma che si ritrova anche in questioni come i servizi acquisiti dalla cooperazione sociale, nello stesso filone del passato, a trattativa privata e senza gara d’appalto. A. T.
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (Capitanata)
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La difficile adozione della carioca quattrozampe
Al canile di Acqui

Acqui Terme Minnie è uno stupendo esemplare di razza Fila Brasileiro. Si trova al canile in attesa di essere adottata ma nessuno sembra volerla. A spaventare gli ipotetici padroni non è certo la sua mole anche Minnie pesa quasi settanta chili, bensì il fatto di essere bollata come cane pericoloso. La razza Fila Brasileira infatti, è contenuta in quella lista realizzata dall’allora ministro alla Sanità Sirchia, che racchiude tutte le razze considerate pericolose e particolarmente aggressive e che prevede requisiti particolari per i padroni.
«In effetti – ha detto Ada Pronzato responsabile del canile municipale – Minnie è un soggetto particolare. Non ama stare in compagnia degli altri cani ma è docilissima con le persone. Ha bisogno di una famiglia ed è per questo che lanciamo un appello».
Tolta ad un padrone che, nell’inverno scorso la teneva segregata in una cantina a Strevi, Minnie è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e affidata al canile. «Il padrone è stato naturalmente condannato, ha pagato una multa ma non è stato obbligato a mantenerla». Minnie quindi si trova a totale carico del Comune. «Vista la sua mole mangia abbastanza ma quel che più conta – continuano i volontari – è che essendo di razza necessita di particolari cure. Ci piacerebbe quindi che Minnie trovasse un nuovo padrone oppure qualcuno disposto ad adottarla a distanza».
Requisito fondamentale per chi volesse adottare questo cane è il possedere un grande giardino circondato da una recinzione robusta, non avere altri animali da cortile in libertà ma soprattutto tanta voglia di dare amore a chi non lo ha mai ricevuto.
G. Ga.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Labrador azzannano una bimba, il papà la salva La piccola di 4 anni è stata assalita e gettata a terra dai cani su un sentiero ad Abbadia Lariana: ferita vicino a un occhio Solo il coraggio del genitore, il campione di canottaggio Carlo Gaddi, ha permesso di mettere in fuga gli animali
I due labrador, un maschio e una femmina , sono ora nel canile di Lecco. A carico del proprietario possibile la denuncia per omessa custodia
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la polemica Gli animali si sono allontanati senza che il padrone di casa se ne accorgesse. In passato altre segnalazioni Il proprietario si difende, il sindaco accusa: «Già diffidato»
ABBADIA (p. san.) «Mi spiace, i due cani sono scappati dal recinto. Non me ne sono accorto, e purtroppo non è la prima volta che scappano. Adesso c’è una procedura in iter e i due labrador sono stati portati dal servizio Asl al canile di Lecco. Poi si deciderà il da farsi. Non posso dire altro». Il proprietario dei due cani, Ferruccio Mangioni, taglia corto, si scusa per quanto successo, e attende l’evolversi della questione. Nel frattempo i due animali resteranno sotto controllo per dieci giorni al canile di Lecco, in un reparto per testare se sono affetti da rabbia. L’aggressione di sabato pomeriggio purtroppo non è che l’ultimo episodio di una lista che sembra essere lunga, tanto che il sindaco Rocco Cardamone alcune settimane fa ha inviato al proprietario dei due labrador una lettera in cui lo diffidava da lasciare i cani liberi. «Nel corso degli ultimi mesi ho ricevuto più segnalazioni da parte di persone che sono state spaventate da questi due cani che spesso vagano liberi – precisa il primo cittadino -. Purtroppo ci sono stati anche episodi gravi come quello di una coppia che passeggiava nella zona del sentiero del Viandante col loro cagnolino che è stato aggredito da questi due labrador. Gli interessati mi hanno mandato una lettera in cui raccontavano il fatto capitato». Non solo. Il sindaco ricorda in fatti di aver «avuto anche segnalazione che i due labrador abbiano spaventato altre persone e cercato di fare del male a cani più piccoli. «Ho chiesto al proprietario di avere maggiore cautela nella custodia dei due animali, ma non è servito a nulla. L’episodio di sabato pomeriggio dunque non è una fatalità ma l’ennesima dimostrazione di cattiva cura dei cani. Adesso la situazione è molto grave, anche perché era stato diffidato. Mi chiedo come mai non abbia preso sul serio la diffida. Purtroppo ora ci troviamo con una bambina che ha subito un’aggressione, si è fatta male ed ha riportato anche un grande spavento vista la tenera età». Pare che i due labrador siano stati avvistati anche nel corso di più notti in giro per il paese, soprattutto nella zona tra il sentiero del Viandante, Robbianico e l’abitato attorno a San Rocco.
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
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«Un mese fa un altro assalto in paese: e morsicarono una bambina di sei anni»
ABBADIA (p. san.) Un mese fa il precedente. Era la mattina del 15 luglio quando Francesca Panza 15 anni e la cuginetta Alessandra Lafranconi di soli 6 anni sono state improvvisamente aggredite dai due cani, senza una ragione. «Francesca ed Alessandra erano andate a fare la spesa – racconta Fausta Lafranconi mamma della ragazza più grande e zia della piccola -, erano più o meno le 11 e stavano tornando a casa con il sacchetto del pane, camminavano tranquillamente chiacchierando, quando arrivate davanti al ristorante «il Vicolo», nel centro storico vicino alla zona di San Rocco, sono state aggredite dai due cani. La femmina abbaiava mentre il maschio ha colpito Alessandra alla spalla morsicandola. Francesca ha cercato di allontanarli e di proteggere la cuginetta. Hanno gridato e sono uscite alcune persone. I due cani sono corsi via diretti verso il campo sportivo». Le due cugine corrono a casa ed Alessandra viene portata al pronto soccorso per i controlli del caso e per l’antitetanica, visto che i due cani potrebbero avere la rabbia. «Abbiamo informato la polizia locale del fatto, ma non sapevamo di chi fossero i cani – continua Fausta Lafranconi -, poi una signora che aveva assistito al fatto ci ha indicato il proprietario dei due labrador. Lo abbiamo contattato, si è scusato con noi e ci ha detto che i suoi cani erano scappati. Pensiamo che siano gli stessi che hanno aggredito la bambina sabato pomeriggio lungo il sentiero del Viandante». La descrizione dei cani corrisponde, due labrador: un maschio e una femmina che girano in coppia. Il maschio colpisce e la femmina abbaia. La zona di San Rocco dove è stata morsicata Alessandra Lafranconi non è molto distante dall’abitazione dei due labrador e dal sentiero del Viandante. E corrisponde all’area dove i due animali sono già stati più volte avvistati.
LA PROVINCIA DI LECCO
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Brambilla (lega difesa dei cani) «Non rispettate le norme: niente animali liberi»
ABBADIA – «Un episodio deplorevole per colpa di un proprietario che non ha rispettato le normative. I cani infatti non possono essere lasciati per strada a vagare in libertà». Michela Brambilla presidente provinciale della Lega per la difesa del cane invita a segnalare fatti simili. «Chiedo a chiunque veda un cane che vaga in giro o sia a conoscenza di episodi di cattiva custodia degli animali di segnalare i fatti al 338/89.57.794». Allo stesso tempo Brambilla invita a non scatenare la guerra contro i cani: «Il labrador è un cane mite e socievole adatto a stare coi bambini, qui ci sono state delle cause scatenanti da cercare nella scorretta educazione impartita».
Fonte: LA PROVINCIA DI SONDRIO
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Insolita aggressività di due cani di una razza nota per la mansuetudine
Bimba azzannata da due labrador

LECCO – Una bambina di 4 anni è stata aggredita, azzannata e ferita al volto da due cani Labrador, ieri sera ad Abbadia Lariana, paese alle porte di Lecco. Le conseguenze non sono state fortunatamente gravi. Alla piccola, trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Lecco, sono stati applicati un punto vicino all’occhio e tre bende di sutura al volto. Con un labbro rotto e un bernoccolo dovuto alla caduta, la bambina è stata tenuta in osservazione e poi dimessa in attesa di essere rivisitata nei prossimi giorni. L’aggressione è avvenuta mentre papà e bambina erano a passeggio, prima di cena. I cani si sarebbero liberati da un recinto. A evitare il peggio è stato il papà, intervenuto con prontezza dopo aver visto la bambina aggredita dai cani. L’uomo è stato in grado di allontanare la coppia di Labrador, respingendo soprattutto il maschio protagonista dell’aggressione. Dell’episodio si è avuta notizia ieri dai carabinieri della compagnia di Lecco, comandata dal capitano Pietro Dimiccoli. Dopo i soccorsi i militari hanno provveduto a formalizzare gli atti per il sequestro cautelativo dei cani, da portare in canile in attesa delle decisioni del magistrato di turno, e per denunciare il proprietario per omessa custodia. Il genitore si è avventato contro il cane che stava aggredendo la figlia ed è riuscito ad allontanarlo dopo le prime ferite. L’altro cane, una femmina, in quel momento si trovava poco lontano, poi gli animali sono stati catturati e trasferiti al canile in attesa delle decisioni del magistrato. Gaddi, che si è stupito dell’aggressione, vista la nota mansuetudine dei cani di razza labrador, non ha idea del motivo per cui i cani abbiano aggredito sua figlia
Fonte: GAZZETTA DEL SUD
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Sars, funziona cura sperimentale su scimmie
WASHINGTON (Reuters) – Una cura sperimentale che risponde al nome di “interferenza RNA” sembra ridurre la gravità dell’infezione da Sars nelle scimmie. Lo ha reso noto ieri un gruppo di ricercatori statunitensi.
Intradigm, una piccola e giovane società di biotech che ha sede in Maryland ha annunciato che le condizioni delle scimmie contagiate dalla Sars prima o nel corso della cura sono meno gravi di quelle degli animali non sottoposti al trattamento.
I ricercatori ritengono che il loro approccio possa contribuire a impedire che il virus infetti le cellule e forse anche ad impedire la diffusione da cellula a cellula, secondo un articolo che comparirà sul numero di settembre di Nature Medicine.
La Sindrome acuta respiratoria severa (Sars), causata da un virus mai scoperto prima che viene definito Sars coronavirus, si è diffuso nel mondo nel 2003 a partire dalla provincia di Guangdong, in Cina. Il morbo ha contagiato circa 8.000 persone e ne ha uccise 800, provocando polmoniti e deficit respiratori.
Il virus è stato combattuto grazie alla quarantena all’isolamento dei pazienti. Ma gli esperti temono l’arrivo di una nuova epidemia e varie società stanno lavorando a un vaccino preventivo e a farmaci che consentano una cura.
Intradigm, una società che si è staccata dal gigante svizzero della farmaceutica Novartis, ha cominciato a sviluppare un anno fa cure sperimentali che impiegano interferenze RNA. Si tratta di corti filamenti di RNA – l’equivalente genetico del Dna che funziona nelle cellule – destinato a interferire specificamente con certi geni.
I ricercatori hanno sviluppato due “siRNAs”, come li hanno definiti, per contrastare due importanti geni del virus della Sars noti come Spike e ORF1b23.
Lavorando con scienziati cinesi, i ricercatori hanno testato i “siRNAs” in 20 macachi contagiati dalla Sars. I macachi possono essere contagiati dal virus, sviluppando febbre e danni ai polmoni, ma il morbo non li colpisce in modo così grave come accade invece per gli esseri umani.
Le scimmie sottoposte alla cura hanno registrato temperature inferiori rispetto a quelle che hanno assunto invece dei placebo. Solo il 25% degli animali trattati aveva tracce del virus nella gola rispetto a quelli non curati. Anche i polmoni sono stati toccati in maniera minore dall’infezione.
Secondo gli scienziati, l’esperimento è sicuro e può essere realizzato anche sugli esseri umani.
Fonte: REUTERS
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Vaccino italiano contro la pandemia?
L’efficacia del preparato, messo a punto sulla base di infezioni del 1997 ad Hong Kong, già testata sui virus dei polli del 2003 e 2004

ROMA – Potrebbe essere frutto delle ricerche di un italiano il vaccino per fermare un’ eventuale pandemia influenzale. Il biologo molecolare Rino Rappuoli, uno dei maggiori esperti di vaccini, ha affermato oggi che «I dati scientifici sia di laboratorio sia clinici ottenuti con un candidato vaccino, ci sono e sono solidi, basta decidere di metterlo in produzione». Rappuoli è da poco rientrato dagli Stati Uniti dove ha avuto incontri con autorità sanitarie per confrontare i dati sperimentali e clinici in suo possesso e che sono stati ottenuti grazie a studi che sono cominciati otto anni fa. «Ora – annuncia – sono in produzione lotti sperimentali di un candidato vaccino che utilizza un ceppo di virus dei polli circolato nel 2003-2004 al quale è stato coniugato l’adiuvante MF59 (quello che si usa anche nel vaccino antinfluenzale normale). Per noi questa è la soluzione più vicina che c’è all’orizzonte, basta solo decidere di realizzarla».
STUDI DEL 1997 – Gli studi di Rappuoli, che dirige a Siena la ricerca dell’azienda Chiron, sono cominciati alcuni anni fa con l’inizio della diffusione del virus dei polli nel sud est asiatico. Ed è proprio sulla base del virus dei polli responsabile delle infezioni umane del 1997 a Hong Kong che Rappuoli mise a punto un primo candidato vaccino. Nell’aprile di quest’anno dati incoraggianti ottenuti con il vaccino basato sul virus dei polli del 1997 più una sostanza adiuvante che ne potenzia l’effetto sono stati pubblicati on line sul Journal of Infectious Diseases, accompagnati da un editoriale del ministero della Sanità degli Stati Uniti. I volontari che avevano ricevuto il vaccino costruito con il virus che circolava nel ’97 con l’adiuvante erano protetti anche contro i virus dei polli che hanno circolato nel 2003 e nel 2004.
PREVISIONI – Il Ministero della salute italiano è stato il primo in Europa a firmare un accordo con l’azienda farmaceutica per assicurarsi la disponibilità di milioni di dosi di vaccino in caso di emergenza; a ruota hanno seguito il nostro paese gli Stati Uniti. Lo scienziato italiano conferma le preoccupazioni e l’allerta sul fenomeno dell’influenza aviaria che potrebbe raggiungere anche l’Europa. «La possibile diffusione del virus dei polli in Ue tramite gli uccelli migratori – dice – era stata prevista già due anni fa: è ora solo questione di tempo. Ma questo – ha assicurato lo studioso – non costituisce un problema; finchè‚ infatti il virus rimarrà confinato negli uccelli non è una tragedia. Ma essendo aumentata in modo esponenziale la probabilità che questo virus possa saltare nella specie umana e tramite ulteriore mutazione diffondersi da uomo a uomo, l’allerta è maggiore».
DUE MESI PER LA DIFFUSIONE DEL VIRUS – «La diffusione di un virus pandemico diventa dunque una minaccia sempre più reale – ricorda Rino Rappuoli – ma sono necessari alcuni passaggi (salti di specie) perch‚ dagli uccelli si possa diffondere all’uomo. E la frequenza di questi passaggi è proporzionale alla circolazione del virus; tuttavia nessuno può predire quando questo salto avverrà, certo è che quel momento si avvicina e quando avverà in due mesi sarà in tutto il mondo».
Fonte: CORRIERE DELLA SERA
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Elaborato da piccole sequenze di acido ribonucleico
il preparato è stato somministrato per via nasale
Scoperto un vaccino contro la Sars per ora sperimentato sui macachi
Meno sintomi e danni ai polmoni ridotti se c’è già la sindrome

di CRISTINA NADOTTI
ROMA – Un’eventuale epidemia di Sars, la sindrome respiratoria che nel 2003 fece 774 vittime quando si manifestò per la prima volta in Asia e si estese in tutto il mondo, potrebbe fare meno paura. Gli scienziati di un centro di ricerche farmaceutiche privato americano, la Intradigm Corporation (sovvenzionato tra gli altri dalla Novartis) rivelano sul numero di settembre di Nature Medicine di aver sperimentato con successo un vaccino anti-Sars sulle scimmie.
Patrick Lu e i suoi colleghi, che da tempo lavorano sulle possibilità terapeutiche della trasformazione dell’RNA (acido ribonucleico), hanno scoperto che brevi sequenze di Rna interferente, i siRNA o “silencing RNA”, capaci di inibire l’espressione genica, sono efficaci contro il virus della Sars nelle scimmie. L’utilizzo dell’RNA interferente è una tecnica nota da qualche tempo, con grandi possibilità di applicazione. Permette infatti di interferire con l’espressione di alcuni geni dannosi, attraverso la trasfezione (il trasferimento genico mediato da batteriofagi o virus) di piccoli frammenti di RNA a doppio filamento, in grado di antagonizzare “messaggero corrispondente”. In pratica si trasferisce in un gene dannoso del virus un “pezzetto di Rna” che ne blocca l’attività.
Il gruppo del dottor Lu ha somministrato i siRNA per via nasale a gruppi di macachi, prima che contraessero l’infezione o già contagiati dal virus Sars, e hanno osservato che i “silencing RNA” erano capaci sia di alleviare i sintomi della sindrome, sia di ridurre i danni polmonari causati dalla Sars. Tutto questo senza evidenti effetti indesiderati.
L’ottima riuscita della sperimentazione sui macachi lascia aperte prospettive rosee per la sperimentazione sugli esseri umani. Secondo i ricercatori della Intradigm, i risultati ottenuti sui primati lasciano presupporre che tale ritrovato sia efficace anche per la prevenzione e la cura della Sars negli esseri umani.
La Sars, sindrome respiratoria acuta grave, è causata da un coronavirus, un gruppo di virus che, osservati al microscopio, presentano un aspetto ad aureola o a corona e che sono causa comune di malattie dell’apparato respiratorio superiore. Nel caso del coronavirus della Sars, il patogeno in questione produce gravi danni ai polmoni e si trasmette attraverso lo stretto contatto tra persona e persona. Quello dei canali di trasmi

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