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Friday November 24th 2017

Notiziario animalista

Nessun animale può essere simile all’uomo. Ogni vivente è unico e irripetibile, così come unico e irripetibile è il modo con cui un individuo affronta la malattia. I topi sono le creature più usate nei laboratori di ricerca perchè la loro mappa cromosomica è simile a quella umana. Ma “simile” non significa “uguale”. I risultati di qualsiasi ricerca e sperimentazione saranno sempre approssimative. Alla fine, per conoscere la verità, si dovrà usare l’uomo. A cosa saranno serviti allora i milioni di topi massacrati nei laboratori?
* * * * *
“Le atrocità sperimentate sugli animali portano spesso a risultati non attendibili. Questo innanzitutto perché nessun animale è geneticamente uguale all’essere umano e quindi le reazioni sono diverse.
I vivisettori affermano che le loro ricerche sarebbero indispensabili per il progresso scientifico. Così inducono artificialmente negli animali ogni tipo di malattia. In questo modo commettono tre errori: non tengono conto delle differenze tra le specie animali e gli esseri umani, ignorano che le malattie sperimentali negli animali sono artificiali, mentre quelle dei nostri simili insorgono spontaneamente e, infine, confondono i concetti di sintomo e di malattia (ad esempio la febbre è il sintomo e l’influenza è la malattia).”
Dr. Stefano Cagno
Fonte: http://www.bairo.info/pag165.html
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Ho bisogno di te! Adottami…Un’adozione è un gesto d’amore!
Tra i nostri cani bisognosi vi proponiamo Black, Trento, Asia, Roky, Martino, Erika
Non siate indifferenti a questi sguardi innocenti!
scrivete a: bairos@tin.it
Fonte: http://www.bairo.info/adottami.html
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http://www.enpanet.it/cercatrova/detail.php?siteid=356
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
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Prego di pubblicarla affinché giunga a qualche persona della zona… è molto triste che un animale venga perso e nessuno lo cerchi…
In riferimento all’incidente stradale avvenuto il 15/08/2005 alle ore 16:50 sull’autostrada A/14 progressiva chilometrica 27+300 careggiata nord località OZZANO EMILIA (BO) è stata dispersa una gatta razza grigia tigrata di 3 anni con al collo un collarino rosso applicato ad esso una campanellina,
segni particolari non ne ha però ha le zampine anteriori bianche e sulla pancia ha del bianco e beige, è sterilizzata ed è abituata a vivere in appartamento.
Se è vostra possibilità cercarla nella zona in quanto io non residente nella vostra regione mi sareste di grande aiuto.
Maddalena Email: maddaska@hotmail.
Telefono: MOBILE: 339.6341243 – 348.0929193 FISSO: 02.909399
A questo link potete trovare la foto
http://www.enpanet.it/cercatrova/detail.php?siteid=1176
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
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ROMA, CHI HA VISTO IL PINCHER PACO?
Ha 5 mesi ed è scappato lo scorso 11 agosto all’incrocio con via della Magliana e via Portuense.

16 agosto 2005 – Paco è un cucciolo di Zwergpinscher (Pinscher nano),ha la coda tagliata e le orecchie lunghe e dritte ( è tutto orecchie), ha 5 mesi è scappato in seguito di un incidente stradale che abbiamo avuto all’incrocio di via della Magliana con via Portuense il giorno 11/08/05 verso le h16 circa davanti la ASL di Pontegaleria.
Dal grande spavento è saltato fuori dal finestrino e da quel momento non lo abbiamo più trovato nonostante sia stato attivato un sistema di ricerca più che scrupoloso grazie anche alla collaborazione di coloro che si trovavano in zona il giorno dell’accaduto ma soprattutto a tutti quelli che nei giorni successivi hanno contribuito nelle loro possibilità ad aiutarci a cercare il nostro dolce piccolino. Purtroppo ancora non abbiamo avuto fatti concreti anche se ci sono state molte segnalazioni che pero’ non sono risultate utili in quanto il cane non era mai il nostro.
La tragedia ci sta logorando nel profondo e per questo che Vi scongiuro con tutto il cuore di pubblicare questo annuncio affinchè possa aprire un’altra strada alle nostre infinite ricerche. Grazie per la collaborazione.
Chiara e Claudia Pellacani
Cell. 340/9120541 – 346/ 2165449
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cani, gatti & co. Cani «maleducati»? La colpa è dei loro padroni
di Michela Brambilla Il cane è senza guinzaglio ed è subito polemica! Capita che i proprietari litighino tra loro perché i propri amici a quattro zampe, lasciati liberi nei giardini, non vadano d’accordo. A volte si tratta di scaramucce ma, altre volte, sono poveri soggetti di piccola taglia a farne le spese perchè aggrediti da molossoidi o cagnoloni in genere. In questi ultimi casi, non è raro che più grande e temibile sia il cane, più maleducato sia il suo proprietario, che sembra concepire l’amore verso gli animali a senso unico: solo verso il suo imponente e inconsapevole amico. Molto più spesso, la polemica scoppia tra possessori di cani e i cittadini in genere, che rivendicano il diritto di lasciare i propri bimbi “liberi” nei giardini senza timore di incontrare il solito quattrozampe di grossa taglia che li ribalta o ruba loro la pallina. Arriviamo anche ad ingiustificate esagerazioni: per alcuni giardini pubblici, gli abitanti della zona hanno promosso una raccolta di firme per chiedere il divieto di ingresso agli animali nei “loro” parchetti, indipendentemente dalla presenza o meno di guinzaglio e museruola. Non è sempre facile entrare in queste dispute senza conoscere bene i fatti ma, tendenzialmente, va difesa con estrema determinazione la validità del rapporto tra l’essere umano ed il cane, che deriva da una storia antica di decine di migliaia d’anni nei quali si è determinata tra di loro una profonda simbiosi. A dispetto di certe persone dal cuore insensibile verso i nostri piccoli amici, di questa convivenza biologica uomo-cane ne traggono beneficio milioni di persone di tutte le età, che trovano in questo meraviglioso animale un compagno di vita quotidiana sincero e fedele, che sa ricondurli ad un rapporto positivo con la natura e che dona loro un affetto disinteressato ed importante. Negli ultimi anni, la polemica sui cani pericolosi, che irresponsabilmente alcuni mezzi d’informazione hanno ingigantito facendo travisare le reali proporzioni del fenomeno, ha spinto diverse autorità pubbliche, locali e nazionali, ad emanare provvedimenti allarmanti e repressivi, più impulsivi che studiati scientificamente. Tutto ciò ha provocato seri danni alla serenità del rapporto dell’uomo con il cane. I gravi episodi di aggressioni alle persone che i media ci hanno mostrato sono, generalmente, dipesi dal possesso disinformato o irresponsabile di cani tenuti senza conoscere le elementari norme di comportamento e spesso in ambienti degradati o da persone incapaci od emarginate. Questi pochi fatti, invece di essere ricondotti alla loro reale proporzione nell’ambito degli oltre sei milioni di cani che vivono nel nostro Paese, sono stati falsamente additati come una situazione diffusa, esaltando così le fobie di coloro che non sanno apprezzare la presenza del cane o di altri animali nella nostra società e penalizzando chi, invece, vive una serena convivenza con gli animali. L’ordinanza che l’ex ministro Sirchia ha emanato nel 2003 prevede che «I proprietari e i detentori dei cani pit-bull e di altri incroci o razze con spiccate attitudini aggressive appartenenti ai gruppi 1° e 2° della classificazione della Federazione Cinologica Internazionale, quando li portano in un luogo pubblico o aperto al pubblico debbono usare contestualmente il guinzaglio e la museruola, previsti dall’articolo 83 del regolamento di Polizia Veterinaria». Prima di tutto, però, vengono sempre il buonsenso e l’educazione. SCRIVETE A «CANI, GATTI & CO.», LA PROVINCIA», VIA RAFFAELLO 21, 23900 LECCO
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO (21/08/2005)
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S. Benedetto, pitbull sbrana gattina che allatta i cuccioli nel parco giochi per bambini
S.BENEDETTOUn pitbull, lasciato libero e senza museruola, sbrana una gattina che allattava i suoi cinque cuccioli tra le lacrime dei bambini presenti alla pinetina del parco giochi di San Benedetto. E’ successo l’altro pomeriggio, e l’accaduto ha suscitato profonda impressione, soprattutto dal momento che nessuno ha potuto far nulla per fermare l’attacco. Sul posto è stata chiamata immediatamente la Polizia che ha proceduto alla ricostruzione dei fatti. Il pitbull, da quanto appreso, sarebbe scappato dalla abitazione di un privato e avrebbe vagato indisturbato nel centro della città, proprio in una zona frequentatissima dai più piccoli per la presenza del parco divertimenti. La gattina, purtroppo, ne ha fatto le spese, gara di solidarietà per adottare i «mici» orfani.
Fonte: IL MESSAGGERO (Sabato 20 Agosto 2005)
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Cellule fetali in migrazione per riparare il cervello
Singapore un esperimento su topoline gravide apre nuovi orizzonti per la cura di Parkinson e Alzheimer
ROMA – Cellule fetali “smarriscono” la via infilandosi nel cervello materno e forse, riparandone danni. E’ ciò che avviene nelle topoline gravide secondo quanto riferito sulla rivista New Scientist. A dimostrarlo l’equipe di Gavin Dawe della National University of Singapore e Xiao Zhi-Cheng del Singapore’s Institute of Molecular and Cell Biology. Se lo stesso fenomeno avvenisse anche nell’uomo, secondo l’autore del lavoro, si potrebbe sperare un giorno di iniettare cellule fetali nel sangue per curare pazienti con Parkinson o Alzheimer o altre malattie e danni del sistema nervoso. Queste cellule troverebbero da sole la strada verso il cervello e andrebbero a riparare il danno autonomamente, laddove ora gli unici tentativi di riparare il tessuto nervoso con staminali richiedono iniezioni delle cellule direttamente nel cranio. Già in passato numerosi studi su animali avevano dato prova, poi confermata sull’uomo, del fenomeno di migrazione delle cellule fetali nei tessuti materni, detto di microchimerismo. Ma è la prima volta che si dimostra la possibilità delle cellule fetali di superare la barriera emato-encefalica che protegge il cervello materno, secondo un’autorità mondiale in fatto di microchimerismo, Diana Bianchi della Tufts University School of Medicine di Boston. Gli scienziati di Singapore hanno creato embrioni di topolino geneticamente modificati dalle cellule fosforescenti per riconoscerle in modo immediato ovunque esse siano. Poi i ricercatori hanno impiantato gli embrioni nell’utero di topoline lasciandoli sviluppare ed hanno riscontrato la fluorescenza muoversi sino al cervello materno. Con analisi successive gli scienziati hanno evidenziato che nel cervello materno le cellule fetali si sono trasformate in cellule nervose di vario tipo, dai neuroni agli oligodendrociti, ma finora non se ne è dimostrata la funzionalità. Inoltre gli esperti hanno dimostrato che in concomitanza di danni cerebrali ictus-simili la migrazione di cellule fetali al cervello della topolina gravida si moltiplica di sei volte, segno che le cellule fetali sono richiamate in maniera non casuale da un danno. Resta ora da verificare se lo stesso fenomeno si verifichi anche nell’uomo. E mentre la Bianchi non esita a crederlo possibile, perchè, dice, più volte la migrazione di cellule fetali nei topi si è dimostrata in seguito anche nella specie umana, Dawe sta già lavorando a questa verifica. Infatti l’esperto al momento sta reperendo materiale nervoso di donne che in vita erano mamme di un maschio per vedere se nei loro tessuti cerebrali ci sono cellule con l’inconfondibile cromosoma maschile, cellule che in caso positivo, potrebbero essere derivate solo dal feto. Ma Dawe ricorda che prima che da questi studi si possa trarre qualche avanzamento clinico potrebbero volerci decenni.
Fonte: LIBERTA’ (venerdì 19 agosto 2005)
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Influenza dei polli, controlli in dogana
Le autorità sanitarie rassicurano i consumatori comaschi. Gli allevamenti della provincia sono monitorati e controllati periodicamente
L’Asl blocca le importazioni a rischio. Gridavilla: «Applichiamo misure rigorose»

Di nuovo, come due anni fa. Dall’Estremo Oriente giungono notizie preoccupanti. La scintilla dell’epidemia si è accesa e i primi effetti si sono già fatti sentire.
Il bilancio, in termini di vite umane, è drammatico: si contano almeno sessanta vittime. Protagonista del contagio è la temuta influenza dei polli. Un ceppo particolarmente virulento che ha fatto scattare misure di emergenza tra Asia ed Europa. E Como, zona di frontiera, naturalmente non fa eccezione. Le dogane del capoluogo lariano, infatti, sono sottoposte da giorni a severi controlli.
È già scattato il blocco delle importazioni di polli vivi, di prodotti di allevamento destinati al commercio e di uova provenienti dall’Estremo Oriente. Ma gli esperti avvertono: i volatili selvatici se contagiati possono raggiungere ogni Paese anche nel modo più naturale. Via cielo, semplicemente migrando.
«L’Italia è uno dei pochi Paesi in cui il pollame è sottoposto a trattamento ionizzante – afferma Giulio Gridavilla, responsabile del dipartimento di veterinaria dell’Asl di Como – Non solo: a Padova è attiva una struttura che si occupa in modo specifico di queste forme di contagio. Siamo quindi all’avanguardia sul fronte della prevenzione».
Il panorama che si delinea non è comunque roseo: milioni di capi abbattuti, centinaia di migliaia di vaccinazioni effettuate. Soprattutto, due casi accertati in Europa. E il timore che il virus possa trasmettersi dai polli all’uomo. Con conseguenze che non è difficile immaginare.
«Dobbiamo distinguere tra i vari ceppi dell’influenza – prosegue Gridavilla – Non tutti sono uguali per virulenza. Nei Paesi dell’Estremo Oriente si sono registrate forme particolari, che si sono trasmesse dagli animali agli uomini. Per fronteggiare ogni possibile rischio, anche in Italia si sono applicate misure rigorose. Prima di tutto, il blocco delle spedizioni di tutti i prodotti che provengono da zone interessate dall’epidemia. Blocco che riguarda anche animali provenienti dal Kazakistan e da altre regioni esposte al contagio».
E sui confini che separano Como dalla Svizzera e dalle resto dell’Europa’
«La polizia veterinaria è costantemente al lavoro alla frontiera – aggiunge il responsabile – Qui sono effettuati regolari controlli sugli animali vivi che entrano nel nostro Paese. Dobbiamo rassicurare i consumatori comaschi. Gli allevamenti della nostra provincia sono monitorati. Ogni quattro mesi effettuiamo controlli che comprendono anche prelievi di sangue».
In simili circostanze, quando cioè si diffonde la notizia del virus, non è raro che si scatenino forme di panico. Con una inevitabile flessione nelle vendite di pollame. Le agenzie di stampa ribadiscono: i due casi di polli infetti riscontrati in Europa riguardano esemplari importati illegalmente. Animali, dunque, che a un controllo di frontiera sarebbero stati rispediti al mittente.
Sul piano sanitario, invece, gli esperti ripetono che non sono finora stati riscontrati casi di trasmissione dell’influenza aviaria da uomo a uomo. Il virus, nelle sue forme più aggressive, risulta in grado di contagiare gli esseri umani. Ma una volta trovato un ospite umano, non si è mai dimostrato in grado di trasmettersi. La trasmissione del virus da uomo a uomo non si è verificata nemmeno in Thailandia, in Vietnam, in Indonesia, ovvero nei Paesi più colpiti dall’epidemia.
Tutto a posto, dunque’ «L’unico fattore che non possiamo controllare sono le migrazioni – conclude Giulio Gridavilla – I movimenti di stormi che viaggiano per tutto il pianeta».
E non è una battuta. Alcuni volatili selvatici, come confermano i bollettini medici specializzati, già a metà luglio hanno trasportato il virus dall’Estremo Oriente in Siberia. Da dove poi il contagio ha raggiunto la Russia europea. Gli animali che varcano le frontiere si possono sorvegliare. Non quelli che solcano i cieli.
Marco Proserpio
Fonte: CORRIERE DI COMO (Domenica 21-08-2005)
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Preso il seviziatore delle vacche di Grondone
E’ un 20enne della zona: è accusato anche di aver tentato di castrare un vitello

FerriereIl giallo dei maltrattamenti alle vacche di Grondone sembra essere arrivato a una svolta. I carabinieri hanno denunciato un giovane, che viene indicato come responsabile dei crudeli gesti nei confronti degli animali. Sarebbe stato un ventenne della zona, secondo gli inquirenti, a ferire con un punteruolo le mammelle di cinque bovini da latte, a pestare con un bastone il povero cane da guardia, ad azzoppare un vitello e, secondo quanto si racconta a Ferriere, a cercare di castrarlo. Dal comando dei carabinieri di Bobbio è già partita una nota informativa alla procura della Repubblica di Piacenza che segnala il giovane di Ferriere come responsabile dei maltrattamenti, ai sensi dell’articolo 544 del codice penale, recentemente modificato per inasprire le pene nei confronti di chi usa violenza contro gli animali. G. S. sono le sue iniziali del ragazzo sottoposto alle indagini. MARINO a pagina 17
Fonte: LIBERTA’ (domenica 21 agosto 2005)
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– LA CURIOSITÀ. Pappagalli e iguane, leoni e pantere
E le case degli italiani diventano il nuovo regno dei cuccioli esotici

Roma. Il fascino dell’esotico colpisce sempre di più anche chi deve scegliere l’animaletto con il quale convivere. Le case degli italiani ospitano ormai un milione di tartarughe, tra le 30 e le 50mila iguane, 20mila pappagalli, mezzo milione di roditori, tremila tra leoni e pantere e diecimila serpenti, ai quali vanno aggiunti altri 500mila esemplari di strane specie.
Senza contare gli oltre dodici milioni di uccelli e i sedici milioni di pesci da acquario, molti dei quali provengono da mari lontani.
Una passione, quella per gli animali esotici, che è andata aumentando negli ultimi sei-sette anni, spiega la Lav. E, dunque, se ancora Fido e Fuffy non sono stati del tutto spodestati dal loro ruolo di animali da compagnia per eccellenza, il rischio si fa sempre più alto. In tutto, infatti, nei salotti del Bel Paese trovano posto quasi 46 milioni di animali, di cui solo 7 e mezzo sono gatti e 7 milioni cani.
Non solo però avere a che fare con serpenti e leoni può essere pericoloso a causa della loro aggressività e della nostra scarsa dimestichezza. Bisogna infatti fare i conti anche con virus e malattie varie.
Secondo il Wwf le zoonosi – cioè le malattie infettive degli animali che possono contagiare l’uomo – stanno registrando tassi di crescita sempre più alti. Clamydia psittacidi (si manifesta con affezioni varie a carico dell’apparato respiratorio fino alla polmonite), salmonella e tubercolosi dei primati quelle che già hanno fatto capolino. A tutto questo, poi, si deve aggiungere che il commercio illegale di fauna esotica è fra i primi mercati clandestini per fatturato e numero di persone coinvolte, con un giro d’affari sporchi pari a 7 miliardi di euro (un terzo del commercio internazionale) e l’estinzione di cento specie di animali ogni anno. Basti pensare che un esemplare di Condor delle Ande può valere fra i 7 e gli 8mila euro.
E proprio l’Italia «è il più grande importatore al mondo di pelli di rettile e quarto in Europa nel commercio di uccelli vivi da compagnia», secondo Legambiente, nonché il sesto mercato europeo per quanto riguarda i rettili vivi. Non solo. Di anno in anno cresce pure il commercio internazionale di invertebrati come scorpioni o ragni.
Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA (Sabato 20 Agosto 2005)
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carabinieri A caccia di ladri, adottano cane
Due fari nella notte, per lui – abbandonato e solo – minacciosi; due occhi spaventati e in cerca d’aiuto per loro, che si inteneriscono e lo prendono a bordo: è l’incontro avvenuto la notte scorsa nei pressi dell’autostrada A/14 tra un cucciolo di pastore belga, che vagava spaesato, e i carabinieri di una pattuglia del Radiomobile di Ancona, che stavano setacciando la zona a caccia di ladri d’appartamento. I militari erano in perlustrazione in una strada a ridosso dell’A/14, a Paternò, dopo una serie di furti messi a segno in queste ultime settimane da malviventi che prendono di mira ville e abitazioni isolate nelle colline intorno alla città. A un certo punto si è parato davanti l’auto di servizio il cucciolo, impaurito ma ancora – evidentemente – fiducioso nel genere umano. Il piccolo pastore belga, di soli tre mesi, si è fatto quindi avvicinare e, constatato che non era ferito, i carabinieri lo hanno preso e fatto salire sull’auto.
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO (21/08/2005)
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OGGI E DOMANI
Bevagna propone “chioccolando”, originale sfida a fare il verso degli uccelli

Oggi e domani, a Bevagna, alcuni uccelli canori saranno i protagonisti assoluti di una manifestazione sportiva davvero unica nel suo genere: per due giorni la città sarà allietata dai gorgheggi dei tordi, delle allodole, dei merli, dei fringuelli e dei colombacci. Attenzione: non saranno i pennuti ad esibirsi ma esseri umani in carne ed ossa. Questa iniziativa, la prima del genere in Umbria, si intitola “Chioccolando”, che è una meravigliosa parola onomatopeica molto usata nella tradizione venatoria. I chioccolatori e tutti gli altri imitatori del canto degli uccelli sono l’autentica espressione di un mondo contadino, agreste e bucolico che è retaggio di antiche usanze e di un fortissimo rapporto fra uomo e natura. I cacciatori di una volta si potevano confondere con gli alberi, erano essi stessi bosco, foglie, terra. Oltre al fucile in spalla e qualche cartuccia in tasca questi uomini veri possedevano un’altra arma: il fischio con la bocca. Ed è questo che a Bevagna si ripropone.
Fonte: IL MESSAGGERO (Sabato 20 Agosto 2005)
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Sorgerà a «Pontone Longo»
Canile, c’è il progetto
A giorni presentazione in consiglio comunale

San Giovanni Rotondo (FG) Si va sempre più spediti verso la realizzazione a San Giovanni Rotondo verso la realizzazione di un canile-rifugio comunale. A renderlo noto lo stesso sindaco Salvatore Mangiacotti che, con l’intera giunta, sta lavorando alla realizzazione di un vero e proprio rifugio sanitario. Nei prossimi giorni il progetto sarà presentato ufficialmente al consiglio comunale e alla cittadinanza di San Giovanni Rotondo. L’area individuata, a quanto pare, sarebbe quella di «Pontone Longo», nella immediata periferia della città di San Pio. Negli anni passati, come si ricorderà, ci furono tantissime proteste da parte di alcuni volontari e di privati cittadini per la presenza di tantissimi animali randagi e per l’assenza di strutture idonee per il recupero, la cura e l’assistenza ai cani senza padrone. La passata amministrazione, nonostante le dovute pressioni della cittadinanza, non ha mai provveduto seriamente ad occuparsi della questione. Oggi arriva l’ok della giunta Mangiacotti (il progetto potrebbe diventare esecutivo già nelle prossime settimane), espressione dell’Unione sangiovannese, che, con una rinnovata sensibilità politico-programmatica, tenta di rimediare al rimediabile. Attualmente l’Amministrazione comunale ha in piedi una convenzione con l’associazione «Arca di Noè» di Vieste, che ad oggi non riesce tuttavia a tener testa al continuo proliferare di fenomeni di randagismo. Di qui l’idea del nuovo canile, comunque affacciata sulla carta anche dall’ex-giunta di centro-destra. Gli animali, dicono da palazzo San Francesco, sede della municipalità cittadina, dovrebbero sostare nella struttura il meno possibile, in attesa di essere affidati a famiglie generose. Necessario, ovviamente, anche uno spazio riservato alle cure mediche (in molti casi i cani diventano randagi dopo esser stati maltrattati o abbandonati a se stessi). Tra il 2003 e i primi sei mesi del 2005 sono stati tantissimi, inoltre, i casi di avvelenamento, che hanno indotto l’Amministrazione pubblica ad intervenire.a.d.v.
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (domenica 21 agosto 2005)
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Corsi formativi sulla nuova gestione venatoria
L’AMBITO territoriale di caccia Vt 2 ha organizzato, con autorizzazione della Provincia, dei corsi di formazione teorico-pratica sulle specie problematiche inerenti la gestione venatoria, della durata complessiva di 32 ore. I corsi si sono svolti nei comuni di Tarquinia e Gallese e gli esami di abilitazione sono stati effettuati presso l’amministrazione provinciale di Viterbo il 18 e 19 luglio scorsi. Il numero dei partecipanti ai corsi è stato di gran lunga superiore alle aspettative. La direzione scientifica è stata affidata a Francesco Maria Angelici, coordinatore dell’Osservatorio faunistico regionale e zoologo, affiancato da Luca Luiselli, ecologo, entrambi esperti in problematiche inerenti il mondo venatorio. Durante i corsi sono stati affrontate infatti tematiche di interesse vitale sulla gestione di un caccia sostenibile nel rispetto dei valori fondamentali dell’ambiente e della natura e della conservazione della fauna. Inoltre sono stati spiegati tutti i possibili atti a controllare le specie problematiche, ma soprattutto a limitare i danni delle attività umane. Lo scopo di questi corsi è quello di formare così cacciatori – selecontrollori, capaci di operare al fine di riportare tutte le specie problematiche al di sotto della capacità portante dell’ambiente, favorendo tutte le iniziative autogestite di ripopolamento venatorio, ma anche contribuendo alla conservazione della specie a rischio. E’ volontà da parte dell’Atc Vt2 di richiedere quanto prima tutte le autorizzazioni necessarie al fine di svolgere al meglio queste attività. Wan. Che.
Fonte: IL TEMPO (Lazio Nord) – domenica 21 agosto 2005
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Deroga sulla caccia al cinghiale
La proposta avanzata all’assessore al ramo da un’associazione venatoria
IL comitato dell’Unione Nazionale Cacciatori Cinghiale, un’associazione settoriale aderente alla sezione viterbese della Federazione Italiana della Caccia, ha interessato l’Assessore Provinciale alla Caccia Mario Trapè affinchè si attivi per predisporre una deroga all’art. 15 comma 2 del regolamento provinciale che disciplina l’attività venatoria al cinghiale nel nostro territorio. E questo al fine di consentire a tutte le squadre di poter cacciare il cinghiale nelle giornate di apertura e di chiusura indipendentemente dalle tre giornate che ciascuna squadra avrà scelto. «Questo – è detto nel comunicato diffuso alla stampa dalla sezione viterbese dell’Unione Nazionale Cacciatori Cinghiali – in considerazione che la caccia al cinghiale nella nostra provincia, da sempre, rappresenta una tradizione oltre che venatoria anche culturale e sociale e che nei giorni di apertura e di chiusura assume un significato particolare all’interno dell’arco della stagione venatoria. Rimanendo in vigore l’attuale normativa, verrebbe pregiudicato il godimento di queste due significative giornate, apertura e chiusura della stagione venatoria, a molte squadre di appassionati di tale specifica caccia».
Fonte: IL TEMPO (Lazio Nord) – domenica 21 agosto 2005
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Bloccato e narcotizzato il toro che vagava libero nelle campagne del Mantovano
Obelix è finito… addormentato

Augusto Ginori
MANTOVA – Il toro Obelix, che da tre mesi vagava libero per i campi del basso mantovano dopo essere fuggito da un allevamento, è stato narcotizzato e catturato ieri pomeriggio. Il suo sogno di libertà è finito ma almeno, per il momento, ha salvato la pelle. L’animale è stato trasportato nel suo allevamento di Poggio Rusco, dove rimarrà fino a quando i proprietari non decideranno il suo destino. Luca Rimondini, il veterinario dell’Usl di Bologna specializzato nella cattura di animali anche feroci, gli ha sparato con il suo fucile sei cc di narcotico. Sulla testa del toro pendeva un’ordinanza di abbattimento emanata dal sindaco di Magnacavallo, preoccupato per quel bestione di cinque quintali che vagava da mesi per i campi del suo Comune, in verità senza provocare grossi danni ma incutendo timore a chi gli si avvicinava. Data, però, la vasta eco che nella zona ha suscitato il caso del toro Obelix – così battezzato dagli animalisti e dai bambini per le sue origini francesi (è di razza Charolais) e la sua mole che ricordano quelle del Gallo eroe dei fumetti – si è deciso di fare un estremo tentativo per evitare di ucciderlo. Messe da parte le armi vere si è scelto di effettuare la battuta tra i campi ancora con i fucili all’anestetico, come nelle precedenti cinque occasioni. I nuovi avvistamenti di Obelix nelle campagne di Magnacavallo sono avvenuti ieri mattina; a quel punto, carabinieri, personale dell’Asl e vigili urbani del Comune hanno provveduto a circoscrivere la zona. Il toro, però, ha continuato per tutta la mattina e per quasi metà pomeriggio a farsi beffe dei cacciatori, come ha fatto in questi tre mesi, nascondendosi tra il granoturco. Alla fine, però, il veterinario bolognese, dall’alto di un mezzo agricolo, è riuscito ad inquadrare Obelix nel mirino e a colpirlo con la pallottola che lo ha addormentato. L’animale è stato poi caricato con una gru su un camion adibito al trasporto bovini, e portato al vicino allevamento di Poggio Rusco da dove era fuggito. Nella sua stalla è stato visitato dal veterinario, che lo ha trovato in buone condizioni anche se un po’ dimagrito (450 chili di peso contro i cinquecento di quando iniziò la sua fuga). Obelix resterà lì fino a quando non avrà recuperato il peso perduto, per poi andare incontro a quello che sembra un destino inevitabile: il macello.
Fonte: GAZZETTA DEL SUD (domenica 21 agosto 2005)
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