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Friday November 17th 2017

Notiziario animalista

L’etica e le regole di comportamento regolano, da sempre, solo i rapporti tra uomo e uomo, non tra l’uomo e gli altri animali. Da un punto di vista biologico si osserva che il sé, aggredisce o sfugge, quasi sempre, il non sé. Da un punto di vista evoluzionistico si constata che gli uomini fin dallo stato di preominidi hanno considerato gli altri animali come non sé: come prede o come predatori.
Li hanno sfuggiti per non essere predati e li hanno cacciati per alimentarsi. Poi li hanno addomesticati e usati come cibo, come aiuto nel lavoro, come fonte per dei prodotti, o li hanno usati per compagnia, svaghi violenti o, infine, per le ricerche scientifiche.
Concretamente l’animale, il non sé, il “diverso dall’uomo”, è stato sempre usato come oggetto.
Bruno Fedi
Fonte: http://www.bairo.info/pag164.html
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A REGGIO SI È APERTA LA CACCIA DI SELEZIONE AI CAPRIOLI
Reggio – Si è aperta questa mattina la caccia di selezione ai caprioli, che si chiuderà il prossimo 29 settembre e che quest’anno è stata autorizzata dalla Provincia per 1.883 capi, eslusivamente maschi giovani o adulti (è infatti vietata la caccia ai cuccioli e alle femmine). Di questi 1.883 capi, 1.107 potranno essere prelevati nei territori di collina, 776 nei territori di montagna.
La caccia di selezione – come noto – si rende indispensabile per evitare danni all’uomo e alle sue attività, ma anche per salvaguardare la stessa specie animale: a causa della mancanza dei predatori naturali di questi animali, il numero di caprioli continua infatti a crescere – nella nostra provincia ne sono stati censiti ben 21.000 – con problemi non solo per l’agricoltura e le superfici forestali, soprattutto quelle di nuova formazione, ma anche di carattere sanitario per gli stessi caprioli (aumentano infatti le possibilità di trasmissione di malattie in grado di diminuire la forza vitale della specie) e per l’uomo (aumenta, ad esempio, il numero di zecche). Negli ultimi quattro anni, inoltre, anche nella nostra provincia si è registrato un sensibile incremento degli incidenti stradali provocati dai caprioli: sono circa 150 all’anno, con un risarcimento agli automobilisti generalmente compreso tra i 1.000 e i 2.000 euro (dunque tra i 150.000 e i 300.000 euro di danni all’anno).
Alla caccia di selezione può partecipare, con modalità ben definite, solamente chi ha superato gli appositi corsi promossi dalla Provincia: complessivamente si tratta di poco più di 600 dei circa 5.500 cacciatori reggiani. Pesanti le multe per chi verrà sorpreso a cacciare caprioli senza la necessaria autorizzazione: è infatti prevista una sanzione base di 618 euro, più altre somme accessorie.
Il calendario autorizza la caccia di selezione al capriolo fino al 29 settembre tutti i giorni – martedì e venerdì esclusi – dall’alba al tramonto, ovvero nei seguenti orari: fino al 31 agosto dalle 5.20 alle 21, dall’1 al 10 settembre dalle 5.40 alle 20.55, dall’11 al 17 settembre dalle 5.55 alle 20.35, dal 18 al 29 settembre dalle 6 alle 20.25.
La caccia vera e propria quest’anno si aprirà invece in provincia il prossimo 18 settembre.
Fonte: SESTO POTERE
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Sì all’allenamento dei cani
Ma i cacciatori protestano per l’apertura anticipata limitata a gazza e cornacchia

Alessandria Dal giorno di ferragosto è consentito l’allenamento dei cani negli Ambiti territoriali dove i cacciatori sono ammessi. È il prologo della stagione venatoria che scatterà all’alba del 18 settembre, la terza domenica del mese. Una data attesa dai 10.300 appassionati alessandrini. Come in passato molti residenti fuori regione non hanno potuto essere accontentati. Per legge il loro numero non può superare il 10 per cento del totale. I quattro ambiti alessandrini sono particolarmente appetiti per la ricchezza di selvaggina.
La politica portata avanti dal settore faunistico della Provincia fa sì che lepri e fagiani, catturati a fine inverno nelle zone di ripopolamento e rilanciati, siano particolarmente abbondanti. L’andamento climatico della primavera è stato favorevole alla riproduzione, la nuova stagione si preannuncia soddisfacente. A differenza degli ultimi anni l’apertura anticipata da appostamento temporaneo nei primi due week end di settembre è limitata a gazza e cornacchia. La Regione ha tolto dall’elenco tortora e colombaccio, una decisione che ha fatto infuriare più di un cacciatore. Ma la stagione “ufficiale” non partirà in contemporanea in tutta la provincia: nell’Atc Al1 (casalese) slitterà al 25 settembre per consentire l’ultimazione della vendemmia e della raccolta del riso. Quest’anno aumentano i giovani cacciatori: sono circa 350 gli aspiranti che hanno sostenuto l’esame, comprese diverse ragazze (5-6 %). L’ultima sessione si terrà la prossima settimana.
Oltre alla selvaggina ‘nobile’, sono cinghiali, daini e caprioli a tenere desta l’attenzione. I primi, anche se in numero inferiore rispetto a qualche anno fa, continuano a fare danni. In questo periodo prendono di mira i vigneti, l’ultimo ‘assalto’ è stato nella zona di Avolasca, nel Tortonese. Nel 2004 ammontano a 39 mila euro i danni (contro i 50 mila del 2003) denunciati dagli agricoltori a vigneti, campi di grano e mais, prati stabili, pioppeti. Ma i cinghiali invadono anche le strade, soprattutto collinari, provocando incidenti: l’ultimo, in pieno giorno, in valle Cerrina. In crescita anche i caprioli, sparsi ormai in tutta la provincia. Anche loro creano problemi, ghiotti come sono dei germogli. Per contro una buona notizia: starna e pernice rossa, quasi scomparse, sono in espansione. Si. Fo.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Cane rischia fine orribile
L’animale salvato da un gruppo di ragazzi e dai carabinieri

Ventimiglia I carabinieri di Ventimiglia hanno salvato un cane di grossa taglia che stava morendo soffocato e hanno denunciato la proprietaria, una cittadina francese, per maltrattamento di animale.
L’episodio è accaduto nella prima serata dell’altro ieri. La pattuglia dei carabinieri in servizio di pronto intervento è stata chiamata su segnalazione di alcuni ragazzi in un parcheggio di Ventimiglia Alta. Dove, all’interno di una Opel con targa francese, vi era un cane di grossa taglia in evidente pericolo di vita.
L’animale respirava e si muoveva con difficoltà: con i finestrini completamente chiusi e la temperatura esterna ancora a 25 gradi circa, l’abitacolo si era infatti surriscaldato ed il cane iniziava ad essere in pesante debito d’ossigeno. In altre parole, stava avvicinandosi rapidamente verso una fine terribile. Di qui la richiesta, da parte di alcuni ragazzi, ai militari.
Allertato il veterinario di turno, nel frattempo i carabinieri stavano già per infrangere un vetro quando è apparsa la proprietaria. Liberato, il cane si è fortunatamente ripreso ed il veterinario l’ha trovato in buone condizioni generali. Per la donna la vicenda non s’è chiusa lì, e ora dovrà rispondere alla giustizia di “maltrattamento di animali”. P.M.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Animali in viaggio ecco tutte le norme che regolano il trasporto
SOS TURISTA Segnalate disagi o disservizi

SOS turista: un numero verde al quale segnalare disservizi, prezzi troppo alti, disagi subiti da consumatori e utenti. Il servizio offerto dal Progetto Sportelli in rete attraverso il numero gratuito 800 180 431 (chiamare dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30 nei giorni feriali, sabato, domenica e festivi esclusi) fornisce informazioni o consulenza. I casi più interessanti verranno pubblicati in questa rubrica.
Posseggo uno “yorkshire” che pesa circa 3,3 kg ed è alto circa 25 cm. A causa della frattura di un polso di mio marito, non abbiamo potuto raggiungere la casa di vacanza, che possediamo a Sestri Levante, con l’automobile, abbiamo così usufruito del servizio ferroviario. All’altezza di Genova (venivamo da Alessandria), il controllore ci chiede i biglietti, li mostriamo, ma ci chiede anche il titolo di viaggio per il cane. Abbiamo pagato una multa, eppure il cane ha viaggiato sulle mie ginocchia e occupa molto meno spazio di una valigia o di uno zaino per il quale invece non si paga nulla.
«Esistono delle regole per ciò che attiene il trasporto animali: per i viaggi in treno gli animali possono viaggiare regolarmente, bisogna però segnalare la loro presenza al momento della prenotazione e bisogna pagare un biglietto (il 50% di un normale titolo di viaggio di 2°classe). Qualora si tratti di cani di grossa taglia, il loro trasporto dovrebbe essere effettuato in una gabbia nel vagone merci. Cani e gatti non sono comunque ammessi sul Pendolino, sui vagoni letto e nelle cuccette. In aereo cani e gatti, quando la loro taglia è piccola possono solitamente viaggiare insieme al padrone. La decisione (oltre a variare da compagnia aerea a compagnia aerea per le norme generali) dipende dal comandante. I cani che pesano oltre i 10 Kg. possono viaggiare nella stiva (pressurizzata e climatizzata) in una gabbia di plastica.
In nave di norma gli animali sono ammessi senza particolari procedure, salvo il pagare regolare biglietto e sono generalmente alloggiati in apposite gabbie. In auto i cani dovrebbero essere sistemati sul sedile posteriore o nella zona di fondo, chiusa da una rete. I gatti invece dovrebbero essere tenuti in una gabbia che impedisca loro di muoversi all’interno dell’abitacolo».
Ho acquistato un pacchetto turistico, nel quale venivano propagandati diversi servizi compresi nel prezzo, non ultimo il servizio di aria condizionata nella camera del villaggio. Soffrendo particolarmente il caldo ed avendo con me un bimbo di due anni, ho scelto il pacchetto turistico anche in funzione di tale agio. Il servizio era invece a pagamento (7 euro) al giorno che ho dovuto pagare in loco. Posso chiedere il risarcimento?
«Le informazioni contenute nei dépliant e negli opuscoli (mi pare di capire che fosse chiaramente descritto il servizio di aria condizionata compreso nel prezzo) non possono essere ingannevoli e vincolano l’organizzazione (Tour Operator) e il colui che vende il viaggio (Agenzia di Viaggio) secondo le rispettive responsabilità. Nel caso specifico il responsabile è il Tour Operator al quale rivolgere la richiesta di risarcimento».
Fonte: IL SECOLO XIX
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Cani e gatti cercano padrone
A San Venerio canile comunale strapieno con oltre duecento randagi e centinaia di gattini
Tre cuccioli di boxer abbandonati in autostrada

Li hanno scaraventati in galleria, sulla A 12, in direzione di Genova. Piccoli, spaventati, secondo chi li ha gettati dalla portiera non avevano chance. Invece qualcuno dotato di senso civico ben superiore li ha visti: e con l’aiuto dell’ufficio tutela animali e delle forze dell’ordine ha salvato i due boxerini, maschio e femmina. «Sterilizzare gli animali è l’unica via d’uscita al disastro degli abbandoni – denuncia Maria Antonietta Zarrelli, dirigente del servizio spezzino – troviamo cani e gatti perfino nei cassonetti. La sterilizzazione, adottata nel nord Europa, fortifica la salute degli animali, li protegge da patologie gravi e riduce il fenomeno del randagismo. E’ da sfatare il vecchio luogo comune secondo il quale una cucciolata fa bene».
Al canile comunale di via del Monte a San Venerio, al confine con Vezzano Fiorella Toracca si alterna con Cristina Viacava e Anna Rocca. Il lavoro è tantissimo, l’entusiasmo è encomiabile. Spesso arrivano i volontari, come la Lilla, a dare una mano. C’è verde, attorno, e spazio. Tanto che la banda del buco, cinque o sei cuccioloni più vispi, l’altra notte hanno scavato una via di fuga, e fuori! La mattina, erano tutti in fila fuori dal cancello, ad aspettare che li riprendessero. Dove starebbero meglio? In una casa soltanto: amati e coccolati. Chi cerca un cane o un gatto, provi a visitare il canile. L’ultima arrivata è la piccola Malva. E’ uno yorkshire nero e nocciola, privo di un occhio. Avrà almeno cinque anni. La ferita non si vede: sotto i ciuffetti, spunta solo il naso, umido e tenero. E’ ancora un po’ diffidente, come chi ha sofferto: si lascia coccolare e carezzare il muso, ma qualche volta tradisce inquietudine.
Ci sono cani piccoli, medi, grandi; cuccioli e vecchiotti. La Zarrelli è categorica: «Un cane non è un pacchetto. Non si lascia. Lo dice la legge, lo dice il buon senso. Adottate un cane, un gatto portateli a casa». La scelta c’è. E’ un amore il vivacissimo Karl, già Ettore. Bianco e arancio, salta vispo e gioca come un matto: poi crolla esausto sulla branda. Impossibile non innamorarsene. E’ tutto nocciola Craker: manto, occhi, coda. Snello divertente, ama prendere il sole. Sono tre, due maschietti e una sorellina, i bastardini pelosi dalle sfumature nocciola. Loro, Poseidone e Nettuno, sono più scuri. Lei, Spuma, è candida. Tutti hanno una sorta di barbetta che li fa assomigliare a certi cagnolini legati alla nota marca di un whiskey. Bellissima è”Blue”: bianca, con una pezza nera, e due occhi cielo intensi. Avrà un anno. E’ vivace, allegra, contagiosa. Si è persa la conta degli anni di Beppe, buono come il pane. La veterana Carlotta: c’era già ai tempi del vecchio canile municipale.E che dire di Chow? Cieco, con il suo musone tutto pelo, riconosce tutti dall’odore. E’ più piccino Chico, nero, adulto. E’ entrato ad aprile. Saltella, gioca, cerca un padrone. E poi ci sono i cani grossi, con certe facce dolci da cartone animato: come Cosmo, un molossone che sembra dire “abbracciatemi”. Nero, testona schiacciata, è fidanzato con una timidissima scarmigliata che assomiglia ad un levriero. E’ tanto schiva che nessuno riesce a vederla. E i gattini? Bianchi, neri, striati, arancioni. Ce ne sono piccolissimi e grandi, tutti dolci. L’ultima arrivata non ha un occhio. Si regge appena sulle zampine, avrà pochissimi giorni. E già spera in una casa. Sondra Coggio
Fonte: IL SECOLO XIX
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Bastonate al cane anziano denunciato
Cengio Un pensionato è stato denunciato dai carabinieri all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali. E’ accusato di aver preso a bastonate, nel cuore della notte, il proprio cane che continuava ad abbaiare.
Si tratta di L. N., 76 anni, abitante lungo la strada che da Cengio porta sino in località Pastoni. L’episodio è avvenuto nel cuore della notte tra martedì e ieri nel cortile di una casa che si affaccia lungo la strada che da Cengio porta ai Pastoni. Il pensionato, secondo la ricostruzione effettuata poco più tardi dai carabinieri, intorno a mezzanotte sarebbe scesol in cortile e avrebbe cominciato a picchiare con un bastone il proprio cane, un pastore meticcio di tre anni, che continuava ad abbaiare. Una scena che è stata però notata da un gruppo di persone che stavano effettuando una passeggiata. Una di queste ha immediatamente telefonato ai carabinieri.
Nel giro di pochi minuti è giunta una pattuglia di militari che ha constatato che nel cortile della casa, legato ad una catena, vi era un cane sanguinante. Il meticcio è stato trasportato alla clinica veterinaria “Villa Azzurra” di Ceva, dove è stato medicato. G. Canc.
IL SECOLO XIX
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Svizzera, caccia al mutilatore delle mucche – di Redazione –
È caccia aperta, nelle campagne svizzere, al misterioso criminale che, dal maggio scorso, armato di coltello mutila e decapita mucche, cavalli ed agnelli, ma anche gatti e conigli, seminando il panico tra gli abitanti della parte nordoccidentale del cantone di Basilea. Le forze dell’ordine hanno invitato i contadini a tenere alta la guardia e a vigilare sui loro animali al pascolo. Recentemente un agricoltore del villaggio di Selzach ha trovato un toro morto al quale erano stati amputati i genitali.Gli psicologi sostengono che crimini di questo genere possono avere una motivazione sessuale e potrebbero anche essere una sorta di «prova generale» prima di passare ad uccidere esseri umani. Per chiunque fornisse informazioni utili sono stati messi a disposizione oltre 20mila dollari.
Fonte: IL GIORNALE
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Giarre: il triste fenomeno dei cani abbandonati L’«Arca» rifugio di tanti cuccioli in attesa di adozione
Sono 150 mila i cani che ogni anno vengono abbandonati sulle strade italiane. Un numero alto, troppo alto per pensare che le campagne di sensibilizzazione promosse proprio per contrastare questo fenomeno, siano andate a buon fine. Abbandonati sulle strade nella prospettiva che la loro condizione tocchi il cuore di un passante, quelli che in tanti definiscono amici a quattro zampe, per troppi, in verità rappresentano solo una distrazione momentanea. 150 mila abbandoni, un dato che ogni anno cresce del 10 %.
A Giarre da anni, ormai, l’Arca, offre un ricovero “momentaneo” – come una delle volontarie, la prof.ssa Valeria Cundari tiene a sottolineare. «Il nostro – continua Cundari – è un rifugio temporaneo dove questi piccoli amici restano in attesa di adozione, ma noi prendiamo solo cuccioli e badiamo a loro solo fino al momento dell’adozione, per questo allestiamo il nostro stand in occasione di feste locali e portiamo con noi i cuccioli nella speranza di farne adottare qualcuno. Purtroppo la gente pensa che noi accogliamo cani e gatti e così vengono a bussare alla nostra porta per lasciare i loro animali, vecchi o cuccioli che siano o perché hanno trovato un randagio sulla strada ma è giusto che sappiano che a prendersi cura di questi animali dovrebbero essere i comuni. Qui facciamo solo volontariato, eppure anche i comuni continuano a portarci animali e non si attivano per le sterilizzazioni. In questo momento per esempio ne abbiamo 5 dal comune di Riposto e 7 da Giarre».
Intanto da marzo, continua il via vai di gente che bussa alla porta dell’Arca per lasciare il proprio cane, una situazione difficile per questi volontari che ribadiscono come l’organo di pertinenza sia il Comune e dal canto loro spiegano che possono solo prendere cuccioli in attesa di farli adottare. Pochi volontari che si autofinanziano, tante le richieste di lasciare i propri cani, in 4 anni 1400 animali dati in adozione e tanta passione per questi piccoli amici a quattro zampe ma anche tanti sacrifici per curare quelli che avrebbero dovuto essere i migliori amici dei loro padroni, padroni che in vista dell’estate hanno pensato bene di liberarsene. «Se non altro – commenta uno dei volontari – adesso hanno smesso di legarli al cancello, entrano e chiedono di lasciarli ma noi non possiamo sostituirci a chi potrebbe e dovrebbe avere gli strumenti necessari per la tutela di questi animali». Eleonora Cosentino
Fonte: LA SICILIA (Catania_Provincia)
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Mucca pazza: GB, accertato primo contagio diretto tra pecore
Rischiano di essere abbattuti 25 milioni di capi

(ANSA) – LONDRA, 17 AGO – Esperimenti sulle pecore in Gran Bretagna hanno accertato il primo caso di trasmissione diretta di Bse tra animali diversi dalle mucche. Se questi accertamento dovessero trovare ulteriori conferme, nei prossimi mesi potrebbero essere abbattuti fino a 25 milioni di capi anche se per ora le autorita’ preferiscono mantenere la massima prudenza.
Fonte: WALL STREET ITALIA
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Stagione venatoria Firmato il decreto
Resta invariato il calendario venatorio per il fagiano: dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre. Come pure quello per il chinghiale: 2 novembre-31 gennaio. In quest’ultimo caso son un centinaio le squadre interessate su tutto il territorio provincialeTutto risolto quindi? Trovato un punto di equilibrio tra cacciatori, ambientalisti e amministratori? Sì, secondo l’assessore provinciale Mario Trapè che evidenzia il grande lavoro svolto a vari livelli per trovare un punto d’incontro tra le varie proposte.
«Finalmente abbiamo ottenuto – ha sottolineato Trapè – un calendario venatorio un mese prima dell’avvio della stagione. E questo è già un successo se si guarda a quanto avvenuto negli anni precedenti. E non è da sottovalutare che su questa soluzione si dicono d’accordo sia i cacciatori che gli ambientalisti. Considerando anche – aggiunge l’assessore provinciale – che la preapertura (fissata al primo giorno di settembre) è stata ridotta da quattro ad un solo giorno».
Ma non basta. «Quest’anno – continua Mario Trapè – non si potrà cacciare la starna. Un provvedimento che va letto nel progetto di ripopolamento e recupero della specie consigliato dall’istituto nazionale della fauna selvatica». In attesa di conoscere i commenti degli altri soggetti direttamente interessati – cacciatori e ambiantalisti, appunto – il primo a parlare è proprio l’assessore. «La questione caccia – dice – non può essere considerata solo nel momento della stagione venatoria bensì nell’arco dell’intero anno. E deve per forza riguardare anche l’aspetto di tutela e salvaguardia del territorio e degli interessi dell’intera comunità».
Fonte: IL MESSAGGERO (Civitavecchia)
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«La presenza di cacciatori extraregionali è un valore aggiunto per l’economia»
Caccia, le richieste già esaurite
E la Provincia chiede alla Regione di allargare la platea dei permessi

«La presenza di cacciatori provenienti da ambiti extraregionali rappresenta un valore aggiunto per l’indotto turistico ed economico di Capitanata”. Così, Antonio Donatiello, consigliere provinciale dei Democratici di sinistra e commissario dell’Ambito territoriale di Caccia e l’assessore provinciale Antonio Angelillis, motivano la richiesta di intervento indirizzata alla Regione Puglia. «Facciamo appello alla sensibilità del presidente Nichi Vendola e della Giunta Regionale affinché siano apportate le opportune modifiche al regolamento sull’attività venatoria per ampliare la percentuale dei permessi per i cacciatori ammissibili non residenti in Regione», proseguono Donatiello e Angelillis. «La legge regionale del 2002 fissa un limite del 4% di cacciatori extraregionali rispetto alla capienza totale di ciascun Atc provinciale. Quest’anno presso l’Atc di Capitanata sono giunte circa 16mila richieste per nuovi tesserini di caccia. Una richiesta alla quale l’Atc non può far fronte proprio in virtù di quella quota del 4% fissata dalla legge regionale, una quota di molto inferiore alla reale capienza dell’Atc», affermano Donatiello e Angelillis. La richiesta di Angelillis e Donatiello è di portare dal 4% al 20% la quota: «Sino al raggiungimento della capienza totale dell’Atc e nel rispetto delle graduatorie pubblicate». «I limiti imposti dalla legge regionale non consentono di rispettare gli obiettivi economici fissati per ciascun Atc. In attesa di una nuova legge regionale chiediamo una modifica del regolamento che consenta di salvaguardare l’indotto turistico, gli obiettivi economici, nel rispetto dei vincoli ambientali della Capitanata», concludono Angelillis e Donatiello.
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (Capitanata)
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Due cani denutriti di Pontelongo
Venuta a conoscenza della tragica situazione in cui versano i due cani legati ad una catena troppo corta e in grave stato di denutirizione e disidratazione chiedo gentilmente di provvedere in quanto penso che il grado di civiltà di un Comune si misuri attraverso il buono stato e la qualità della vita degli animali che vi risiedono. Penso che l’educazione dei giovani cittadini di Pontelongo possa venire influenzata anche da azioni meritorie come quella che vorrete attuare per aiutare i due cani in oggetto.
Linda Bartalucci – Bientina (Pisa)
Fonte: IL GAZZETINO DI PADOVA
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Ricche le specialità presentate all’evento, cui partecipano le aziende di Campagna amica
Degustazione di struzzo a Sapori in spiaggia

Rosolina Mare – Tornerà domenica prossima in piazza San Giorgio a Rosolina Mare la mostra e vendita promozionale di prodotti locali direttamente “dalla terra alla tavola”, denominata “Sapori polesani in spiaggia”, evento ormai giunto alla sua 5. edizione. La manifestazione si svolgerà dalle 18 fino alle 23, mentre dalle 20 sarà possibile effettuare degustazioni, sempre molto gradite, dei prodotti del territorio. L’iniziativa è frutto di una sinergia fra i Comuni di Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po, Loreo e Adria, la Provincia di Rovigo, la Regione Veneto, l’Associazione polesana coltivatori diretti, il Card del Po, l’Ente Parco del Delta e l’Ascom-Confcommercio. Fra le ditte partecipanti la Cooperativa ortolani Rosolina. Fra le novità di quest’anno, è annunciata la degustazione di salami affettati con carne di struzzo dell’azienda zootecnica e agricola “Struzzo 2000” di Boscolo Terenzio e Brunello Loredana di via Bassafonda 220, al cui interno funziona anche la macelleria per struzzi e animali da cortile. Sarà presente pure la Cantina altopolesana e tante altre aziende di “Campagna amica”, per la vendita di pane biologico, miele, vini e liquori. «Partecipiamo ogni anno con impegno a questo evento – ha detto Plinio Segato, presidente della Cooperativa ortolani Rosolina – in relazione anche agli intenti promozionali che esso persegue: quelli di essere una grande vetrina, per far conoscere e apprezzare sempre più i prodotti locali. “Sapori polesani in spiaggia” è divenuta una grande manifestazione, che lo scorso anno ha riscosso un vero successo, con circa 800 persone che hanno acquistato». Enrico Mancin
Fonte: IL GAZZETTINO DI ROVIGO
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Strage di volatili sul lago di Cavazzo
Ogni anno uccisi da bracconieri e turisti 200 esemplari. Un cigno finito a bastonate

Cavazzo Carnico
Duecento animali uccisi da bracconieri, da turisti crudeli o da sadici. È il triste bilancio che ogni anno, dal 2002, registra il lago di Cavazzo. A denunciare la situazione è Silvano Nonino, un tarcentino che da tempo si occupa del ripopolamento della fauna locale. A sue spese, senza alcun contributo da parte di enti o associazioni, alleva e libera sulle specchio d’acqua dell’Alto Friuli centinaia di germani, oche del Campidoglio, oche bianche, cigni e germani della specie bianca. Si tratta di circa 400 esemplari, un piccolo esercito che rallegra, specialmente d’estate, le rive del lago, allietando le visite di turisti e bagnanti, in particolare bambini e gruppi di scolaresche.«Mi occupo di questi animali per pura passione – dice Nonino, che dalla sua casa sulla riva ovest dello specchio d’acqua provvede più volte alla settimana ad alimentare germani e oche – Amo vederli nuotare nell’acqua e attirare l’attenzione degli appassionati della natura. Non a tutti però questo spettacolo è gradito. Ogni anno infatti cacciatori di frodo uccidono centinaia di esemplari». La tecnica più comune è quella del filo di nylon. Allacciato a due piante e sistemato sul pelo dell’acqua, il filo offre lauti bocconcini agli animali. Ogni leccornia però contiene un micidiale amo da pesca. Una volta ingoiato imprigiona il volatile che poi muore. «Il problema è stato segnalato più volte alla guardia forestale e a chi di dovere – dice Nonino – Sono stati eseguiti anche degli appostamenti, per diversi giorni, ma senza risultato». Caso a parte quello dei cigni. Degli splendidi uccelli sono stati liberati undici esemplari. Otto sono stati uccisi contemporaneamente nell’arco di poche ore. L’ultimo caso si è verificato poche settimane fa. La morte del cigno, in questo caso, pare sia dovuta a un colpo violento infertogli sul collo con un bastone. «Per la maggior parte degli episodi – dice Nonino – si tratta di cacciatori di frodo, interessati alla carne di oche e germani. In alcune circostanze però entra in gioco anche la crudeltà di turisti e bagnanti».
Nonino è l’unica persona a occuparsi del ripopolamento del lago per il settore dei volatili. Questa passione gli costa ogni anno mille e duecento euro per l’acquisto di oltre 100 quintali di grano. Il cibo viene distribuito tre volte a settimana, regolarmente, anche d’inverno, quando oche e germani svernano nel canneto. Paola Treppo
Fonte: IL GAZZETTINO DI UDINE
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– ABBANDONATI
Gruppo di animalisti pronto a salvare cani e gatti dimenticati

Gerusalemme. Un gruppo di animalisti israeliani attende il permesso per entrare nella Striscia di Gaza per portare in salvo cani e gatti abbandonati durante il ritiro.
«Cani e gatti abbandonati dai coloni in partenza non hanno la possibilità di sopravvivere nelle condizioni estreme presenti durante e dopo l’evacuazione», ha dichiarato Merav Barlev, il direttore del gruppo «Tutto vive», aggiungendo: «Senza il nostro aiuto, quando tutto ciò che rimarrà saranno rovine e polvere, gli animali che riusciranno a sottrarsi ai bulldozer moriranno di fame, sete e ferite».
Il gruppo animalista si è dichiarato preoccupato per i cani randagi e gli animali che saranno abbandonati dai coloni che dispongono di hotel o appartamenti troppo piccoli per ospitare gli amici a quattro zampe.
Hakol Chai, di «Tutto vive», sta attendendo il permesso per portare all’interno della Striscia una clinica veterinaria mobile, piena di gabbie, trappole e staff esperto.
Gli animali salvati saranno trasportati in rifugi, mentre Hakol Chai cercherà di trovare loro una sistemazione definitiva. L’insediamento di Gaza aveva un’area adibita a zoo fino a poco tempo fa, ma è stata sgombrata.
Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA
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INGHILTERRA. Accertata la trasmissione del virus della Bse. Si pensa di abbattere 25 milioni di capi
Mucca pazza, il contagio passa alle pecore

Londra. Nei giorni in cui in Gran Bretagna si discute se attenuare le misure contro la Bse, alcuni esperimenti condotti sulle pecore hanno accertato il primo caso di trasmissione diretta del virus tra animali diversi dalle mucche. Una scoperta che riaccende tutte le preoccupazioni sul rischio di epidemie nei bestiami delle fattorie britanniche.
Gli esperti di sicurezza alimentare in passato avevano già evidenziato come un eventuale contagio delle pecore potesse essere decisamente più pericoloso di quello delle mucche, dal momento che all’interno della catena alimentare sono presenti un numero superiore di parti di ovino in grado di trasmettere l’infezione.
Qualora i peggiori timori trovassero conferma, nei prossimi mesi potrebbero essere abbattuti fino a 25 milioni di capi. Ma per ora le autorità preferiscono mantenere la massima prudenza. Gli scienziati del Veterinary laboratories agency, l’agenzia governativa che ha condotto lo studio, ora stanno cercando di approfondire i casi dei due agnelli, nati da madri infette di Bse, morti della stessa malattia dopo pochi mesi dalla nascita.
L’ipotesi più probabile è che siano stati contaminati già all’interno dell’utero materno, o poco prima della nascita, comunque direttamente dal loro genitore più prossimo. Ma per ora non si può neanche escludere che il contagio sia avvenuto attraverso altre pecore.
Gli studi sull’encefalopatia spongiforme bovina finora avevano stabilito che il morbo della mucca pazza potesse essere trasmesso per via sanguigna sia negli uomini sia negli animali, ma non esistevano conferme su una sua possibile ereditarietà.
Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA
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Brutta avventura per due malcapitate visitatrici. E a Corleone in Sicilia c’è una volpe che ama la musica blues
La Smart? Una preda per le leonesse del parco

Singolare «caccia» alla piccola auto da parte dei felini di uno zoo-safari inglese
Ai leoni – adesso non ci sono più dubbi – piacciono le Smart. La curiosa scoperta è avvenuta preso il parco safari di Knowsley, vicino Liverpool, dove i felini dimostrano un vivo interesse per le piccole monovolume, forse perché le scambiano per prede. David Ross, il gestore, ha raccontato che una vettura Smart, con a bordo due donne, è stata inseguita da un gruppo di leonesse.
Le donne si erano avvicinate e la loro auto, insolita per le sue piccole dimensioni, aveva attirato l’attenzione dei leoni. Prese dal panico le due malcapitate visitatrici avevano iniziato ad accelerare e le leonesse avevano dato inizio alla caccia. I leoni – spiega Ross – «sono incuriositi dalle peculiarità delle auto, ma Smart e Mini Cooper sono in assoluto quelle che li attraggono di più per via delle ridotte dimensioni».
Ma le stranezze animali non finiscono qui. È di pochi giorni fa la notizia della volpe che a Corleone la sera dal bosco della Ficuzza, che fu il paradiso di caccia per re Ferdinando IV di Borbone, scende attirata dalla musica blues nella vecchia stazione ora trasformata in un albergo-ristorante, dove d’estate si cena all’aperto ascoltando musica dal vivo.
Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA
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Israele salverà cani e gatti da insediamenti evacuati a Gaza
GERUSALEMME (Reuters) – Degli animalisti israeliani entreranno negli insediamenti ebraici a Gaza dopo che sono stati evacuati per salvare cani e gatti, ha detto un gruppo animalista.
Soldati disarmati hanno iniziato l’evacuazione forzata dei coloni in base al piano di Israele di ritirarsi dalla Striscia di Gaza dopo quasi quarant’anni di occupazione. Circa 8.500 persone se ne sono già andate.
L’animalista Avi Kuzi, che è a capo del gruppo Società per Proteggere gli Animali, ha spiegato che una volta che i 21 insediamenti di Gaza saranno dichiarati vuoti, gli animalisti entreranno.
Israele è noto per i suoi molti gatti randagi, ma alcuni animali potrebbero aver perso i padroni quando questi hanno lasciato improvvisamente le proprie abitazioni o sono stati portati via.
Gli animali trovati negli insediamenti verranno sistemati in rifugi finché non troveranno una nuova casa.
“Ci hanno assicurato che se decideranno di uccidere anche un solo animale, ce lo faranno sapere 24 ore prima. A quel punto andrò là e lo salverò”, ha detto Kuzi.
L’animalista ha detto che non c’è una stima precisa del numero di animali negli insediamenti e che si aspetta di trovare per lo più gatti. I coloni hanno registrato ufficialmente 150 cani, ma secondo Kuzi la maggior parte probabilmente sono andati via coi loro padroni.
Fonte: REUTERS
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Topi congelati per i rapaci che hanno subito lesioni alle ali e non possono essere rimessi in libertà
Il sindaco “adotta” due civette

Scattolon: «Questi uccelli mantengono una totale indifferenza per il genere umano»
Villorba (TV) – “Sono diventata una mamma adottiva”. L’esclamazione è del sindaco di Villorba Liviana Scattolon, che da una settimana ospita, in una voliera posizionata in un angolo tranquillo e ombreggiato del suo giardino, due civette. Non si tratta naturalmente di animali acquistati in un negozio, ma di due rapaci dati in affidamento a lei e al marito Gustavo dal Centro di recupero della fauna selvatica di villa Letizia.
Le due civette, ormai adulte, non possono infatti ritornare in libertà. Entrambe hanno le ali deturpate e non possono più volare: in natura, diventerebbero facili prede di qualche carnivoro o semplicemente morirebbero di fame, non potendo più procacciarsi il cibo. Essendo destinate alla cattività, la Provincia, che gestisce il Centro di S. Angelo, le ha affidate a uno dei tanti privati che ogni anno fa richiesta di prendere con sé, con tutte le dovute cautele, uno degli ex pazienti della struttura.
Come il sindaco di Villorba, appunto: “Ho sempre avuto una grande passione per le civette – spiega la Scattolon -. Sono animali dalla grande dignità, che ti seguono con lo sguardo, in silenzio, mantenendo verso il genere umano una totale indifferenza”. Per prendere con sé una creatura selvatica bisogna avere una grande disponibilità verso la natura e le sue regole: “Sì – aggiunge il sindaco -: credo che prendersi cura di un animale che, in fondo, non ti dà nulla in cambio, come farebbero un cane o un gatto, sia sintomo di un amore autentico per la natura. Anche perché, oltre a sbrigare una serie di pratiche, bisogna ricreare un habitat ottimale per queste bestiole: è anche una spesa”.Quella che ospita le due civette è una voliera spaziosa, che la Scattolon e il marito hanno subito provveduto a rivestire con una retina verde che ripara gli uccelli dalla luce del giorno. Della sabbia, contenuta in un recipiente posizionato alla base della gabbia, consente loro di pulire quotidianamente il loro piumaggio da eventuali parassiti. E’ semmai il loro nutrimento il tasto dolente.
“Per purificare il loro apparato digerente, i rapaci devono nutrirsi di creature con il pelo o le piume – spiega il sindaco -. Sono andata in un negozio di prodotti per animali e mi hanno proposte delle piccole cavie. Ma mi sono rifiutata di dare loro dei topolini vivi, così ho chiesto un prodotto alternativo”. Alla fine, la Scattolon ha prenotato dei topolini surgelati, normalmente utilizzati anche dagli appassionati di rettili. “Non dovrò fare altro che scongelarli, a temperatura ambiente o in microonde, e infilarli nella gabbia”, dice il sindaco. Ma l’operazione sembra molto più facile a dirsi che a farsi.
“Per ora, comunque, mangiano del pollo – conclude il primo cittadino -. Ogni sera infilo nella voliera delle cosce di pollo e vedo che sono molto gradite”. Per le due civette, ieri sono arrivate anche delle casette in legno, realizzate dai detenuti nei laboratori del carcere di S. Bona. Lina Paronetto
Fonte: IL GAZZETTINO DI TREVISO
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Castelleone. Tra gli ultimi arrivi al centro Wwf un airone rosso, una piccola tartaruga e quindici germani reali
Cascina Stella, 500 ricoveri
Nel solo agosto salvati 50 animali selvatici d’ogni specie

di Matteo Berselli CASTELLEONE — Cinquecento ricoveri dall’inizio dell’anno, cinquanta solo nell’ultimo mese. L’attività di Cascina Stella marcia a ritmi vertiginosi. Gli arrivi, ormai, si susseguono senza soste (anche tre al giorno) e vedono protagonisti, loro malgrado, anche animali ‘inediti’ per la stazione Wwf castelleonese, come l’airone rosso e la minuscola tartaruga ‘emys orbicularis’, entrambi entrati da pochi giorni nel grande libro di Cascina Stella.
La storia più curiosa è quella della giovane testuggine d’acqua, salvata lungo il canale Retorto nei pressi di Cappella Cantone. Denutrita e stressata, sarebbe morta di stenti nel giro di pochi giorni. Invece, sebbene fosse difficile da scovare (viste le dimensioni) l’occhio attento di un cittadino l’ha scovata lungo il corso d’acqua e qualche istante dopo è partita la segnalazione agli operatori Wwf che l’hanno soccorsa, liberata in una piccola vasca all’interno dell’ambulatorio e quindi rifocillata. Più tradizionale, invece, l’arrivo dello splendido esemplare di airone rosso, ricoverato la scorsa settimana. Il volatile è stato portato alla ‘Stella’ da Cavenago d’Adda (Lodi), dov’era stato ritrovato in condizioni critiche, probabilmente a causa di un’intossicazione alimentare. Nelle voliere del centro, sotto la cura di Mariangela Mazzini, piano piano l’airone si sta riprendendo e in virtù del pessimo rapporto che questi animali hanno con il regime di cattività, la sua liberazione dovrebbe essere imminente. Completano la serie degli arrivi, anche quindici germani reali. Pure loro presentavano evidenti sintomi da stress, ma a differenza degli altri ospiti la loro degenza a Cascina Stella si annuncia piutttosto lunga: rimetterli in libertà nelle prossime settimane vorrebbe dire consegnarli, di fatto, ai cacciatori. Così giovani e disorientati, per le doppiette diventerebbero il più facile dei bersagli. Per questo gli uomini del Wwf preferiscono aspettare la fine della stagione venatoria.
Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
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La responsabile della colonia di via Maritati presa di mira da un ignoto. Ma il suo lavoro è autorizzato
Minacciata la «gattara» del Chievo
«Vogliono far sparire gli animali, non mi aspettavo tanta insensibilità»

«Se dà ancora da mangiare ai gatti li facciamo sparire tutti». Sono le minacce ricevute dalla gattara di Chievo che, con tanto di autorizzazione porta da mangiare alla colonia di felini di via Fabio Maritati. Ma perché tanta acredine? La gattara non sa darsi una risposta.
«Non mi aspettavo», dice la signora, «di trovarmi di fronte a gente che tutto ha tranne la sensibilità verso le povere bestioline che sfidano qualsiasi tempo per sopravvivere e se non ci fossimo noi ad accudirli farebbero una brutta fine. Siamo quasi in duecento gattare a Verona che curano le trecento colonie di gatti che popolano i quartieri veronesi a nostre spese compreso le cure mediche e siamo autorizzate dalle Ulss che ha rilasciato tanto di tesserino».
La conferma arriva da Nives Manara, responsabile dell’ufficio tutela animali del comune di Verona che specifica: «La legge 189 del 20 luglio 2004 stabilisce che chi maltratta gli animali, chi non da loro da mangiare e bere, chi li usa per propri fini e chi li sopprime per qualsiasi motivo è punibile con un anno di reclusione e con una multa da 3000 a quindici mila euro. L’articolo 544 ter invece recita: chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona una lesione ad un animale oppure somministra agli animali sostanze vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi o ne procura la morte è punito con la reclusione da tre a 18 mesi, la pena è aumentata della metà se dai fatti di sevizie deriva la morte dell’animale. La legge obbliga chiunque spetti di osservarla e farla di farla osservare come legge dello Stato».
E aggiunge: «Le colonie dei gatti in Italia sono proprietà del comune di appartenenza. Stiamo pensando di far sorgere un “gattile” ma per fare questo dobbiamo prima convincere le gattare a fare un’associazione che le tutela come a fatto Milano con Mondo gatto e Firenze, l’associazione potrebbe usufruire del contributo del comune. Fino adesso questo non è stato fatto perché alcune gattare vogliono rimanere nell’anonimato». Salvo D’Andrea
Fonte: L’ARENA (Il Giornale di Verona)
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USA/ORSI YELLOWSTONE POTREBBERO USCIRE DA LISTA ANIMALI PROTETTI
Subito in campo alcune organizzazioni ambientalistiche

New York, 18 ago. (Apcom) – Gli orsi del parco nazionale dello Yellowstone potrebbero presto uscire dalla lista degli animali protetti. Il progetto allo studio delle autorita’ non ha mancato di sollevare le critiche delle associazioni ambientalistiche che temono una rapida corsa verso l’estinzione del simbolo del parco.
Gli orsi dello Yellowstone, da quando sono stati dichiarati specie protetta 30 anni fa, sono triplicati causando alcuni problemi di gestione. In particolare si lamentano gli allevatori di bestiame che vivono nelle vicinanze del parco e che sostengono di aver subito la perdita di numerosi capi a causa degli attacchi degli orsi. Secondo gli animalisti, e’ vero che ci sono problemi del genere ma la decisione di togliere gli orsi dalla lista delle specie protette e’ affrettata e rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza di questi animali.
Dei 50.000 Ursus arctos horribilis, nome scientifico di questi orsi, che vivono in Nord America, soprattutto tra l’Alaska e il Canada, oggi nello Yellowstone ne rimangano circa 1.200. La proposta non verrebbe estesa alle minoranze di orsi che si trovano negli stati del Montana, Idaho, Wyoming e Washington.
Fonte: VIRGILIO
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In vigore da ieri la nuova legge regionale sulla caccia in deroga fino al 2010. Coletto: «Faremo tutti i controlli»
Che polemica, per la peppola
Gli ambientalisti: «È un massacro autorizzato di uccelli protetti»
«In 5 anni saranno oltre 159 milioni i capi abbattuti per divertimento»

di Daniela Bruna Adami
È entrata in vigore ieri la nuova legge regionale n. 13 sulla caccia in deroga agli uccelli protetti, e già infuria la polemica delle associazioni ambientaliste, che annunciano mobilitazioni e ricorsi alla Comunità europea.
Pur contenendo i danni rispetto al progetto di legge (sono salvi pispola, prispolone, frosone, verdone, piviero dorato), la legge 13 incrementa di sette specie il già ricco carniere dei cacciatori veneti, che potevano contare già prima su più di 50 specie, e aumenta il prelievo fino a 20 capi al giorno per passero, passera mattugia, storno e fringuello (100 a stagione, che va dalla terza domenica di settembre a fine dicembre), e a 10 la tortora dal collare e il cormorano (50 a stagione); unica eccezione la peppola con 5 capi al giorno e 25 nell’intera stagione.
Lipu, Legambiente, Wwf, Enpa, Animalisti italiani, Lav, Lac e Donne e Ambiente in luglio avevano scritto una lettera congiunta al presidente Galan. «Non è stato sufficiente per fermare questo massacro consentito per legge e che non tiene conto dei suggerimenti dell’Infs, l’Istituto nazionale fauna selvatica» commenta inorridito Francesco Di Grazia della Lipu Verona e delegato regionale Lipu (Lega protezione uccelli). «Una deroga di cinque anni non è più una deroga, ma una consuetudine. Il Veneto ha ucciso l’anno scorso più uccelli del resto d’Italia, superando del 30% il limite di capi con la normativa precedente che era più restrittiva, figuriamoci adesso che il conteggio viene effettuato a fine giornata e diventa così incontrollabile».
Una delle novità introdotte dalla legge 13 riguarda infatti le modalità di annotazione dei capi prelevati: prima doveva essere fatta a capo appena abbattuto, adesso -almeno per le specie previste dalla legge- a fine giornata. «In questo modo non può essere garantito il controllo dei carnieri» spiega Michele Bertucco, presidente di Legambiente Verona, «che potrebbero venire azzerati diverse volte al giorno».
A riprova di quello che Di Grazia e Bertucco chiamano «un vero saccheggio, una legge contro la fauna e l’ambiente», le associazioni ambientaliste portano i numeri. Calcolando che i cacciatori in Veneto sono 60.590, e potranno cacciare ciascuno fino a 525 uccelli protetti l’anno, per un totale stagionale di 31.089.750 capi, nel 2010 saranno stati abbattuti 159.048.750 uccelli, tra cui oltre 6 milioni di fringuelli e più di 1 milione e mezzo di peppole, uccelli insettivori utili all’agricoltura.
«Il governo Galan ha gettato la maschera» aggiunge Di Grazia, «perché dice chiaramente nel testo di legge che la deroga ha motivazioni non legate a danni all’agricoltura, ma per puro divertimento».
L’assessore provinciale alla Caccia e pesca, Luca Coletto, cerca di smorzare i toni. Verona è una delle terre a maggiore tradizione venatoria, con 10.800 cacciatori. «Il numero di abbattimenti ha un tetto massimo, che è stato fissato in base a censimenti e rilevamenti sul campo» dice l’assessore, «quindi non vedo pericoli di spopolamento, né di controllo dei carnieri, perché noi continueremo la lotta al bracconaggio. È una legge buona, attenta all’ambiente: quella delle associazioni è una strumentalizzazione, perché i pescatori sono oltre 30mila e nessuno li attacca».
Fonte: L’ARENA (Il Giornale di Verona)
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A Cellatica è tempo di doppiette
FESTA DEL CACCIATORE DA DOMANI A DOMENICA

CELLATICA – Un appuntamento molto atteso dai seguaci di Diana. Da domani, venerdì 19, a domenica 21, al Centro sportivo comunale è in programma la 12ª «Festa del cacciatore», organizzata dalle locali sezioni delle associazioni venatorie Anuu e Fidc, con il patrocinio del Comune e della Provincia. Domani alle 20 l’ inaugurazione ufficiale della festa, alla presenza di autorità e rappresentanti delle associazioni locali. Seguiranno le fasi eliminatorie della gara di tiro a segno, che proseguiranno il sabato con finale domenica. La serata di venerdì sarà allietata dall’orchestra spettacolo «Beppe Maccagni». Sabato 20, alle 5, inizio della gara di uccelli cantatori, categorie tordo, bottaccio, merlo, fringuello, allodola, tordina. Alle 6.30 inizio della gara per l’assegnazione dell’ottavo «Memorial Felice Loda»: prova cinofila su starne in terreno aperto senza sparo, in località Barco, libera a tutti per categorie inglesi e continentali, con classifiche separate per conduttori e cacciatori e classifica speciale per cacciatori di Cellatica. Serata danzante con l’orchestra spettacolo «Cinzia Belli»: nell’intervallo grande tombolata con ricchi premi. Domenica 21, alle 6, prosecuzione del Memorial Felice Loda; alle 10, al campo sportivo comunale, gimkana cross per i ragazzi delle scuole elemenatri e medie; alle 12 premiazione gara cinofila; alle 17 finali gara tiro a segno con ricchi premi; alle 18.15 assaggio gratuito di pasta con salmì, in collaborazione con il ristorante Nuova Breda. Alle 19 è in programma l’ esibizione del Gruppo cinofilo della sezione di Brescia dell’Associazione nazionale carabinieri; alle 20.45 premiazione gara tiro a segno; alle 21 via alle danze con l’orchestra spettacolo Claudio Berri. Alle 23 estrazione dei biglietti vincenti della sottoscrizione a premi, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione onlus «Cellatica per le missioni» per realizzare il «Villaggio della speranza» in Dodoma-Tanzania, sorto nell’estate del 2001 e che accoglie 110 bambini fino a 13 anni, orfani e ammalati di Aids e ne segue altri 200 che vivono nei dintorni e che hanno ancora almeno un genitore.
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
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Zurigo – La polizia elvetica da’ la caccia alla persona che mutila gli animali e che, dallo scorso maggio, semina il terrore tra i contadini.
La polizia svizzera sta dando la caccia ad una persona che con un coltello mutila e decapita mucche, cavalli ed agnelli, ma anche gatti e conigli, seminando il panico tra gli abitanti delle campagne nella parte nordoccidentale del cantone di Basilea.
”Ancora non siamo riusciti a fermarlo”, ha ammesso la polizia in un comunicato.
E’ dal mese di maggio che le forze dell’ordine elvetiche hanno invitato i contadini a tenere alta la guardia e a vigilare sui loro animali al pascolo. Recentemente un agricoltore del villaggio di Selzach ha trovato un toro morto al quale erano stati amputati i genitali.
”Non ci sono indizi chiari su chi possa essere il colpevole.
Abbiamo ricevute molte soffiate negli ultimi giorni ed e’ evidente che la popolazione e’ sul punto di crollare”, prosegue il comunicato della polizia.
Gli psicologi sostengono che crimini di questo genere possono avere una motivazione sessuale e potrebbero anche essere una sorta di ‘prova generale’ prima di passare ad uccidere esseri umani.
Per chiunque fornisse informazioni utili alla cattura del colpevole sono stati messi a disposizione – da polizia, gruppi animalisti e contadini – 26.000 franchi svizzeri (oltre 20,000 dollari). (ANSA-REUTERS)
Fonte: animalieanimali.it (Ultim’ora)
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Cattolica – Nasce un trigone dopo il blackout. E’ “Fulmine”, vivace e con una coda lunghissima.
E’ nato dopo che un fulmine aveva provocato un black-out per tutto il fine settimana di Ferragosto all’Acquario di Cattolica. Per questo, ma forse anche perche’ fa parte della famiglia delle razze, lo hanno chiamato Fulmine. Da questa mattina il piccolo Trigone viola (Pteroplatytrigon violacea) nuota muovendo la sua codina nella vasca tattile dell’acquario, all’interno del Parco Le Navi.
La sua nascita, ha spiegato lo staff dell’acquario, e’ arrivata proprio quando e’ finito il black-out che ha tenuto il parco con il fiato sospeso per due giorni. All’alba del 15 agosto, infatti, un fulmine caduto durante un fortunale aveva messo fuori uso pompe di aspirazione, impianti di raffreddamento e filtri delle vasche. Mentre il personale si affannava in turni senza sosta per tamponare il danno, nella vasca tattile (dove i Trigoni viola e le Dasyatis si lasciano accarezzare le ali vellutate dai visitatori) mamma trigone si preparava al lieto evento. E cosi’ questa mattina e’ nato Fulmine, vivacissimo e dalla lunghissima coda.
Dopo il parto Fulmine e la neo-mamma Violetta sono stati immediatamente trasferiti in una vasca apposita dello stabulario, dove hanno ricevuto le prime cure da parte dello staff dell’Acquario di Cattolica. (ANSA).
Fonte: animalieanimali.it (Ultim’ora)
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Santa Margherita di Belice – Il prefetto di Agrigento vieta le corse di cavalli.
Il prefetto di Agrigento Bruno Pezzuto ha emesso un provvedimento di divieto delle corse dei cavalli programmate per il prossimo fine settimana a Santa Margherita di Belice nell’ambito di una manifestazione cittadina.
Una decisione scaturita da una serie di accertamenti sui proprietari dei cavalli iscritti al palio dai quali sarebbe emerso che almeno la meta’ di loro ha avuto a che fare con la giustizia per reati vari, tra cui organizzazione di corse di cavalli clandestine e maltrattamenti di animali.
”Non possiamo fare altro che prendere atto della decisione del prefetto”, ha detto il sindaco di Santa Margherita Giorgio Mangiaracina. (ANSA)
Fonte: animalieanimali.it (Ultim’ora)
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Tartaruga abbandonata nuota nel lago – 18 ago 05
L’animale, ribattezzato Ermenegilda, era a completo suo agio tra anatre e cernie.
Una tartaruga che nuota nel lago? Proprio così, a quanto pare la nostra fauna ittica registra una new entry tra le sue specie. Il simpatico anfibio è stato avvistato nella darsena del lungolago da un gruppo di passanti che sono rimasti al quanto stupefatti e che l’hanno ribattezzato con l’affettuoso nome di «Ermenegilda». L’animale stava nuotando con la proverbiale lentezza che lo caratterizza e a suo completo agio tra anatre e cernie, attraendo gli sguardi curiosi della gente. Qualche turista non ha nascosto la sua sorpresa: «Non pensavo che nel Lago di Como ci fossero le tartarughe». Eppure vedere una tartaruga nel lago è meno strano di quanto sembri. Lo spiega Carlo Romanò, responsabile dell’ufficio provinciale della pesca: «Dieci anni fa poteva essere una scoperta stupefacente, ma ai giorni d’oggi è un fatto che non ha niente di insolito. Anzi, ci sono molte tartarughe nei nostri laghi che però non sono autoctone. L’unica tartaruga originaria delle nostre zone è stata rilevata nelle acque del Segrino. Quelle che nuotano nel lago di Como sono animali di allevamento, importate spesso dall’America e che qualcuno ha liberato perché troppo cresciute». Si tratterebbe quindi di animali per così dire “stranieri”, intrusi che si sono adattati a vivere in un habitat diverso da quello originario. Ma come è possibile? E soprattutto, se si tratta di una di quelle tartarughe così piccole da stare comodamente in un palmo della mano o nel taschino della camicia, come ha fatto Ermenegilda a crescere così tanto? Ebbene sì, la tartaruga “di lago” è lunga almeno trenta centimetri. «Si adattano facilmente – continua Carlo Romanò – sono tartarughe onnivore, ma in particolar modo preferiscono insetti, piccoli perci e crostacei. Evidentemente il lago ne fornisce in abbondanza». Dalla dottoressa Elena Colombo dell’Asl arriva un’altra osservazione: «Cani e gatti non sono gli unici animali che vengono abbandonati d’estate». Dario Alemanno
Fonte: animalieanimali.it
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Dalla Romania al macello in un tir a 40°
(dal quotidiano Libero del 04 Agosto 2005) – Immaginate un camion che parte dalla Romania ed è diretto a Crotone. Viaggia con temperature di 40 e un’umidità che sfiora il 90%. Dentro al cassone ci sono centinaia di pecore destinate al macello calabrese. Sono stipate, quasi certamente il camion è sovraccarico e ci sono forti sospetti che le norme sui trasporti di animali vivi siano state violate. Niente acqua e soste, solo un caldo atroce. Poi il ribaltamento del camion nella notte presso Ravenna. Decine di pecore arrivano al macello ben prima di giungere a Crotone: un macello di lamiere bollenti.
Adesso immaginate uno di quei tir che vediamo quotidianamente sulle autostrade e che cerchiamo di non affiancare perché i maiali che ci sono dentro non ci lascino andare qualche regalino organico sul cofano o peggio, dentro al vetro aperto della macchina.
Partito dall’Olanda, il carico insospettisce un’associazione animalista tedesca, gli Animal’s Angels. Il tir è diretto a Salerno e in Italia le temperature dell’ultimo week end sono state talmente elevate da costringere le autorità a continui allarmi per la popolazione. Alla polizia di Frosinone arriva l’imbeccata degli Angels. Sul camion, che trasporta settanta maiali, c’è un altro macello, prima di quello di arrivo. Quaranta maiali stipati uno sull’altro stanno marcendo nel bollore di un’atmosfera di piombo fuso. Due sono abbattuti perché intrasportabili. Gli altri giungono finalmente nel macello di Pagani (Salerno) dove qualcuno forse gli spara un colpo in testa mettendo fine a questa agonia.
Per quanto tempo ancora l’Italia sarà costretta a subire la vergogna di queste immagini passate sui network dei paesi civili? Libero esiste da 5 anni e sono 5 anni che sforniamo articoli su articoli, in cui non pretendiamo che tutti diventino vegetariani, non chiediamo la chiusura dei mattatoi, non affermiamo che i macellai sono uomini senza pietà. Chiediamo solo che l’allevamento, il trasporto, la macellazione siano regolati da norme che tutelino il benessere e la dignità di chi va a morire per la nostra gola.
Santo Cielo, dovrà esistere un minimo di dignità anche per chi aspetta, solo apparentemente ignaro, la mannaia che taglia la gola. Non pretendiamo che i ministri ascoltino le richieste di Libero, ma pretendiamo che ascoltino le invocazioni che arrivano non solo dagli animalisti, ma dalla parte civile di questo paese. Chi legifera legiferi, chi deve controllare controlli, chi deve arrestare arresti, chi deve emettere sentenze le emetta e possibilmente siano esemplari.
La popolazione che ha sentimenti (e non è poca) è stanca di cavalli che viaggiano giorni con le zampe spaccate e con il sangue rappreso divorato da torme di tafani, è stanca di camion che viaggiano con i loro carichi di orrore attraversando l’Italia come fosse il far West. La Lav stima che nel 2004 oltre 600 milioni di chili in animali vivi abbiano percorso le strade italiane, imbarcati a suon di legnate su traghetti, spinti con pungoli elettrici su e giù. Dentro quei milioni di chili di carne c’era un frammento d’anima. Volete tenerne conto? (OSCAR GRAZIOLI)
Fonte: ANMVI OGGI
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SCAMBI INTRACOMUNITARI SPECIE BOVINA
Decreto Legislativo 27 Maggio 2005 n.132 – Attuazione della Direttiva 2003/43/CE relativa agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma di animali della specie bovina.
(Gazzetta Ufficiale n.163 del 15 Luglio 2005)
Fonte: ANMVI OGGI
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