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Monday May 28th 2018

Notiziario animalista

Nutrirsi di altri viventi costretti ad un’esistenza spaventosa. Nati nelle gabbie, vissuti in luoghi ristretti, ammucchiati li uni sugli altri, fino alla morte. Piccole grandi sofferenze che nessuno prende in considerazione. Alla fine ciò che conta è sedersi a tavola e gustare tutta questa adrenalina, paura e dolore….. tanto dolore…..
* * * * *
“Temo che gli animali vedano nell’uomo un essere loro uguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale”
Nietzsche – La gaia scienza
Fonte: http://www.bairo.info/pag163.html
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16 agosto – Baghdad
Irak, esplode una vacca-bomba a nord della città. Morto un autista.

Al passaggio di un convoglio, a 40 chilometri a nord di Baghdad, la carcassa di una vacca è esplosa, distruggendo un veicolo ed uccidendone l’autista turco, a quanto ha annunciato un ufficiale dell’esercito iracheno.
Nella regione a nord della capitale irachena, non sono rari gli attentati con l’utilizzo di animali, molto spesso cani.
L’attentato odierno è avvenuto nei pressi di Dujail. (fonte: Afp)
Fonte: animalieanimali.it
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ROMA, CHI HA VISTO IL PINCHER PACO?
Ha 5 mesi ed è scappato lo scorso 11 agosto all’incrocio con via della Magliana e via Portuense.
16 agosto 2005 – Paco è un cucciolo di Zwergpinscher (Pinscher nano),ha la coda tagliata e le orecchie lunghe e dritte ( è tutto orecchie), ha 5 mesi è scappato in seguito di un incidente stradale che abbiamo avuto all’incrocio di via della Magliana con via Portuense il giorno 11/08/05 verso le h16 circa davanti la ASL di Pontegaleria.
Dal grande spavento è saltato fuori dal finestrino e da quel momento non lo abbiamo più trovato nonostante sia stato attivato un sistema di ricerca più che scrupoloso grazie anche alla collaborazione di coloro che si trovavano in zona il giorno dell’accaduto ma soprattutto a tutti quelli che nei giorni successivi hanno contribuito nelle loro possibilità ad aiutarci a cercare il nostro dolce piccolino. Purtroppo ancora non abbiamo avuto fatti concreti anche se ci sono state molte segnalazioni che pero’ non sono risultate utili in quanto il cane non era mai il nostro.
La tragedia ci sta logorando nel profondo e per questo che Vi scongiuro con tutto il cuore di pubblicare questo annuncio affinchè possa aprire un’altra strada alle nostre infinite ricerche. Grazie per la collaborazione.
Chiara e Claudia Pellacani
Cell. 340/9120541 – 346/ 2165449
Fonte: animalieanimali.it
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PALERMO, “CHI DEVE AGIRE QUANDO SI TROVA UN CANE AVVELENATO?”
Se lo chiede la Lav che ha chiesto anche l’intervento urgente dell’assessore alla Sanità Antonino Nascè per verificare le competenze degli addetti comunali.
16 agosto 2005 – A chi da oggi segnalerà animali morti avvelenati o per patologie a carattere epidemico, il Comune di Palermo interverrà con un efficace mezzo sanitario, inviando nel luogo gli addetti del Canile per le condoglianze e gli operai della AMIA per le esequie nella discarica. La rivoluzione nei servizi del Canile Municipale non considera però la diagnosi della morte e pertanto la messa in sicurezza dei luoghi a tutela sia degli animali superstiti che della cittadinanza.
Dopo che la LAV era intervenuta a sopperire una mancanza del Comune di Palermo, prelevando nei mesi scorsi direttamente in strada i cani morti avvelenati per consentire l’esame autoptico, il Canile Municipale aveva affermato che per il prelievo delle carcasse era stato messo a disposizione un furgone. Tale elementare servizio, infatti, doveva consentire il celere trasporto degli animali presso l’Istituto Zooprofilattico, affinché venissero eseguite le autopsie. Si tratta, infatti, di semplici ma essenziali norme sanitarie a tutela sia degli animali che della cittadinanza tutta. Non è infatti ammissibile che la causa della morte di più cani non venga diagnosticata, lasciando all’Azienda Municipalizzata per l’Igiene Ambientale il compito di sbarazzarsi delle carcasse degli animali.
Evidentemente, però, quanto dichiara il Comune di Palermo non ha molto valore considerato che a distanza di poche settimane dall’annuncio del servizio i responsabili dello stesso Canile Municipale non solo lasciano decomporre le carcasse in strada ma negano che spetta a loro il prelievo, arrivando a giustificarsi con il fatto che i cani potrebbero essere morti non avvelenati ma per una malattia, fatto questo che nel caso aggrava, a giudizio della LAV, il mancato prelievo.
Lo sconcertante annuncio arriva oggi dal responsabile del Comune di Palermo presso il Canile Muncipale Sig. La Bella, il quale colleziona in tale maniera un’altra chicca dopo quella di non dovere dare informazioni ai cittadini sui cani morti presso il Canile Municipale.
“Forse – ha dichiarato Marcella Porpora, Coordinatrice regionale della LAV – sarebbe meglio spiegare al Canile Municipale quali sono i suoi compiti, evitandoci magari di dovere sentire dichiarazioni così assurde. E’ appena il caso di ricordare che nonostante l’annuncio del Comune sulla disponibilità del furgone a trasportare le carcasse dei cani morti all’Istituto Zooprofilattico per gli esami autoptici, proprio due giorni addietro lo stesso Comune, avvisato di una moria di cani per avvelenamento presso l’Ospedale Cervello, ha mandato i suoi addetti semplicemente a guardare gli animali morti. Alle persone sbigottite di tale comportamento veniva detto di fare smaltire le carcasse come un normale rifiuto. Il Comune di Palermo concede così l’ultimo saluto ai suoi cani randagi. Per le esequie si rimanda alla discarica comunale”.
“Rivolgiamo – ha aggiunto Marcella Porpora – un appello urgente all’Assessore alla Sanità del Comune di Palermo Antonino Nascè. I disservizi del Canile Municipale sono ormai sotto gli occhi di tutti. Riteniamo che un suo intervento, relativo soprattutto alle verifiche delle competenze degli addetti comunali, sia inevitabile”.
Fonte: animalieanimali.it
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USA/ CHINESE CRESTED VINCE GARA PER “CANI PIU’ BRUTTI DEL MONDO”
La giuria di santa Barbara conquistata da segni di sue malattie
New York, 15 ago. (Apcom) – E’ il vincitore del concorso per i “Cani più brutti del mondo” e ha tutte le ragioni di esserne fiero. A decretarlo, infatti, è stata una giuria di Santa Barbara, una delle località più esclusive della California, meta dei belli di Hollywood, più che dei mostri a quattro zampe.
Naturalmente per la sua padrona, Susie Lockheed, Sam è una meraviglia, ma il quattordicenne di razza Chinese Crested è davvero inguardabile. Anche perché le tante malattie contratte nel tempo non lo hanno certo aiutato a migliorare il suo aspetto. Anzi, sono state forse la carta vincente che ha permesso a Sam di sbaragliare gli altri concorrenti.
Macchie, verruche, rughe, ossatura sporgente, orecchie sottili, pelo quasi inesistente, pochi denti e storti, ernia gibbosa, un occhio bianco vitreo e l’altro rossastro porpora (effetto di una grossa cataratta) sono stati alcuni dei punti di forza di Sam nella competizione con gli altri bruttissimi candidati.
Ma la forza di Sam non sta solo nel suo aspetto. “Non ho mai avuto un cane che mi volesse tanto bene”, afferma soddisfatta Susie accarezzando il suo cucciolo. Per ironia della sorte, Susie gestisce un salone di bellezza a Santa Barbara, dove Sam ama farsi coccolare standosene comodamente sdraiato sul suo divanetto.
“Questo concorso è stata l’ultima apparizione pubblica per il mio ranocchio, perché è molto malato e ha bisogno di altre cure”, ha dichiarato Susie al Los Angeles Times. Sam soffre di insufficienza cardiaca congenita, allergie varie, problemi a reni e polmoni, oltre naturalmente ad altri acciacchi dovuti all’età. Insomma, l’anno prossimo lo scettro di cane più brutto del mondo passerà necessariamente ad un’altra bruttura a quattro zampe.
Fonte: VIRGILIO
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Pienone e liste d’attesa nelle pensioni per cani e gatti
I ROMANI vanno in vacanza e le pensioni per cani e gatti della capitale si riempiono. Anche quest’anno per la settimana di Ferragosto i ricoveri per gli animali hanno registrato il tutto esaurito. E anche di più. «Noi abbiamo la lista d’attesa – dice Mirella della pensione Villa Andreina – Prendiamo il nominativo di chi desidera lasciare il proprio cane e, se qualche cliente disdice la prenotazione, contattiamo le persone in attesa». A Villa Andreina, una struttura di 22mila metri quadri, c’è spazio per una massimo di 400 cani e di 50 gatti. I cani vengono sistemati in box, di 20 o 25 metri quadri, dotati di coibentazione, «un riparo che isola il box e mantiene una temperatura alta d’inverno e bassa d’estate – continuano dalla pensione – Le tariffe vanno dai 14,50 ai 16,50 euro al giorno. Il primo posto, da noi, si libera il 23 agosto». Tutto esaurito anche all’allevamento romano della Lupa capitolina (in via Giustiniana) dove l’operatore informa che «i primi posti si liberano a settembre. La tariffa è di 18euro al giorno». Alla Scuola dei campioni, sulla via del Mare, c’è ancora qualche posto libero, «solo per le femmine – dicono – il prezzo è di 13 euro». «Da noi si trova qualche posto per i cani dopo il 20 – dice Vitaliano, del centro sportivo cinofilo Reale Marco, sulla Flaminia al chilometro 21,200 – il prezzo è di 15 euro». «Noi ne prendiamo ancora, abbiamo posto – dicono dalla Casa Luca – qui è enorme, arriviamo fino a 300 cani».
Fonte: IL TEMPO
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D’estate il cane s’abbandona
Triste fenomeno nella zona del Nucleo industriale e sulla Terminillese

di ELISA MASOTTI NEI lacci dell’accalappiacani o sotto le ruote di una macchina in corsa. E’ un inevitabile triste destino, quello cui vanno incontro i diversi cani abbandonati in questi giorni non soltanto sulla Salaria per Roma ma anche all’altezza della Terminillese e nelle vie della zona del Nucleo Industriale. Da circa due giorni tre bastardini sostano in atteggiamento tipico degli «abbandonati» in via Campanelli, nel quartiere residenziale. Di tanto in tanto attraversano la parallela via del Terminillo, rischiando non soltanto di essere investiti ma anche di creare pericoli seri ai guidatori che solitamente percorrono il rettilineo ad una velocità abbastanza sostenuta. Stesso scenario in via dell’Elettronica: due Fido neri accasciati sul marciapiede che attendono ancora il ritorno del loro padrone. Proprio vicino la sede dell’Asi alcuni passanti si sono addirittura imbattuti in un pitt-bul semicosciente, probabilmente colto da un colpo di calore per la prolungata esposizione al sole. E già la città è stata tappezzata di foto-annunci che informano dell’avvenuto ritrovamento. Uno dei tanti che ricoprono le vetrine dei bar e dei negozi sia del centro che della periferia e che, guarda caso, portano a conoscenza soprattutto di casi di ritrovamento e non di dispersione di amici a quattro zampe. Purtroppo l’annoso problema dell’abbandono dei cani che ogni anno, in estate, si ripropone, non risparmia la nostra provincia. Dovendo scegliere tra la vacanza e gli amici fedeli per definizione, anche qualche nostro concittadino non esita a disfarsi del proprio cane lasciandolo a se stesso, senza aiuto. Insomma, l’inciviltà ed il venir meno del senso dell’umanità, sanciti anche penalmente dal codice di rito, lasciano senza parole facendo da contraltare a quella fetta di opinione pubblica schierata invece a favore degli affettosi quadrupedi. Basterebbe rivolgersi alle tante pensioni canine per non costringere questi esseri animali così sensibili a girovagare pericolosamente senza meta fino ad incontrare una potenziale morte. Solo qualche coda potrà tornare a scodinzolare, se accolta da una nuova famiglia.
Fonte: IL TEMPO (LAZIO NORD)
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San Rocco premia gli eroi a quattro zampe
Bill, pastore tedesco, nonostante i dodici anni d’età e i primi “peli bianchi”, ha salvato la padroncina dall’assalto di un pittbull; mentre Fiocco ha abbaiato senza sosta per richiamare l’attenzione sulla sua amica umana, colta da un malore in un bosco. Ben si è persino tuffato in un fosso pieno d’acqua per soccorrere Cody, una cavalla cui evidentemente è molto affezionato. E che dire di Rocky, che ha messo da parte una storica rivalità per unirsi al gatto Martino nell’opera di salvataggio dei padroni prigionieri di un incendio? Per non parlare di Chance e Pluto, rispettivamente border collie e fantasia, che ogni giorno aiutano i pazienti del reparto di oncologia dell’Ospedale di Carrara a recuperare salute e buonumore.
Tutti eroi a quattro zampe; sicuramente all’altezza di Ork, il pastore belga Malinois della Polizia di Stato, che ha effettuato moltissime operazioni di controllo del territorio, o di Gafa, pastore tedesco femmina della Guardia di Finanza che ha eseguito numerose operazioni di ritrovamento. Sono i protagonisti del premio fedeltà, che si svolgerà, domani, giornata dedicata San Rocco. Al guinzaglio dei rispettivi padroni, si ritroveranno sul piazzale della chiesa intitolata al Santo, sulle alture di Camogli. Tutti insieme per la nuova edizione del Premio Fedeltà, nato nel 1962 e diventato uno degli appuntamenti più amati dai cinofili. L’appuntamento è per le 16.30, quando le storie canine verranno presentate una ad una. Poi, alle 17.30, arriverà la premiazione del numero uno (ma tutti quanti gli abbaianti eroi saranno premiati) e la tradizionale benedizione officiata dal parroco di San Rocco.
Per quanto riguarda i magnifici dodici, tra i cani che nel 2004 si sono distinti con azioni eroiche, ve ne sono tre che arrivano da Genova e dintorni. Abita a Pontedecimo, con la padrona Maria Cadeddu, Fiocco, barboncino nano bianco di un anno e sette mesi. E’ lui che, ancora cucciolo, ha salvato la sua padrona, che ha 76 anni e vive da sola, svenuta per un malore in un boschetto, abbaiando e correndo ad avvisare una vicina di casa. L’episodio risale allo scorso dicembre. Quel giorno fa molto freddo ma la signora Cadeddu decide di uscire senza cappotto e in pantofole, pensando di fare un giro rapido. L’aria è pungente al punto che la signora si sente male e cade per terra perdendo conoscenza. Fiocco tenta di rianimarla, ma non c’è niente da fare. Allora, senza esitare riattraversa la strada, rischiando di essere investito, e corre ad abbaiare furiosamente davanti alla porta della vicina di casa, che grazie alle insistenze di Fiocco, intuisce che qualcosa non va, segue il cane fino al punto dove giace per terra la sua padrona svenuta.
Sono “genovesi in divisa” Gafa, pastore tedesco femmina, di 7 anni, della Guardia di Finanza di Genova e Ork, pastore belga Malinois di 7 anni della Polizia di Stato. La femmina si è distinta nell’individuare considerevoli quantitativi di marijuana e di pillole contenenti le nuove droghe quali ecstasy ed anfetamine. Nell’ultima settimana di luglio ha rintracciato, nel porto di Genova, una partita di hashish di 54 chili proveniente dal Marocco. Ork, invece, sta per andare in pensione e gli istruttori del gruppo cinofilo della Polizia sentiranno la sua mancanza: ha effettuato moltissime operazioni di controllo del territorio, distinguendosi per l’intuito nella ricerca in particolare in provincia di Taranto. Edoardo Meoli
Fonte: IL SECOLO XIX
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Merate: il 4 settembre al “Cannocchiale“
la “Festa del cane 2005“

Nella prestigiosa e suggestiva cornice del Parco comunale di Villa Belgiojoso si svolgerà domenica 4 settembre la festa del cane 2005 organizzata dall’Ente Nazionale Protezione Animali di Lecco. Alla manifestazione, che avrà inizio alle 15.30, e per la quale sarà necessaria l’iscrizione in loco, potranno partecipare cani di ogni genere: piccoli, grandi, di razza, meticci, trovatelli, assieme naturalmente ai loro padroni. Nel corso del pomeriggio una rappresentativa dell’unità cinofila della Gdf darà una dimostrazione delle capacità dei quattrozampe addestrati. Sarà un pomeriggio certamente entusiasmante e divertente che permetterà ai partecipanti di trascorrere ore all’aria aperta e immersi nel verde del parco del cannocchiale nonché di socializzare con altri amanti degli animali.
Fonte: www.merateonline.it
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I lupi all’attacco, sbranate pecore
CASOLA VALSENIO – Il lupo riappare di nuovo sulle colline faentine. Era già da qualche tempo che non dava notizie di sè.A testimoniare la presenza attiva del principe indiscusso del mondo animale dell’Appennino sono i recenti capi di bestiame smembrati e mangiati.Scenario di questo naturale quanto ormai dimenticato ciclo della vita selvatica è stata la Vena del Gesso romagnola. Precisamente la zona posta a confine tra il comune di Riolo Terme, in località Borgo Rivola, e Casola Valsenio. Il presunto o presunti lupi, si ipotizza infatti la presenza di due esemplari, si aggirano furtivamente di notte.Oculatamente nascosti dalle atmosfere oscure che coprono i loro attacchi rivolti verso le bestie che pascolano nei prati della collina faentina.E proprio nelle notti scorse circa una dozzina di pecore sono state trovate morte dai rispettivi padroni. Un danno economico notevole visto il valore di circa 150 euro di questi animali. Senza contare la proiezione degli introiti che ogni singolo esemplare garantisce durante l’arco della sua esistenza. Tutto è iniziato sulle grigi pendici calancosi di Borgo Rivola dove un allevatore locale ha denunciato ben nove pecore uccise in modo alquanto delucidante. Morsi diretti alla carotide e all’addome che hanno fatto pensare immediatamente all’attacco di un lupo.A pochi giorni dalla rilevazione è arrivata la denuncia di altri attacchi nella vicina zona gessosa di Furma, ai limiti del territorio comunale casolano. Altre due pecore ed un agnello, infatti, sono state attaccate ed uccise presso la zona gessosa inserita nei pressi di Sasso Giacinto, presso la fattoria di Mirco Giacometti. Dopo gli attacchi il giovane allevatore casolano ha deciso di tenere tutti capi di bestiame chiusi nella stalla, “per precauzione” afferma. Ma timori ci sono anche per altri capi di bestiame presenti nelle fattorie casolane come i bovini in questi giorni interessati dalla presenza di piccoli vitelli. Facili prede alla portata della voracità di un lupo.La denuncia del fatto è stata riportata al sindaco di Casola Valsenio, Giorgio Sagrini, che ha dichiarato di aver avvertito immediatamente “l’ufficio apposito della Provincia di Ravenna che ha risposto alla segnalazione inviando esperti del settore immediatamente per sondare e testare direttamente l’accaduto”.Da qui però è emersa una possibilità alternativa. Se da una parte l’azienda agricola casolana di Giacometti dichiara come “il responsabile che ha portato via le carcasse non ha avuto dubbi sul fatto che gli attacchi alle pecore fossero stati inflitti da lupi” dall’altro c’è chi sostiene che si possa trattare, invece, di cani “inselvatichiti”.Lo stesso Sagrini afferma come “siamo a conoscenza che in alcuni spazi del nostro territorio sono presenti esemplari di lupo. Ma fino ad ora non sapevamo che in località Furma ce ne fossero. Chiaro rimane il fatto che gli allevatori colpiti dal fatto dovranno essere quanto prima risarciti”.Non si smentisce la paura ma non la si conferma nemmeno. I rilievi su tutto il territorio sono stati fatti nel tempo ed è stato appurato che sono presenti diversi esemplari di lupo.La preoccupazione e l’attenzione da parte degli allevatori collinari, comunque, sono alte. Misure adeguate di prevenzione e precauzione sono state messe in atto al fine di scongiurare altri, deleteri attacchi. Riccardo Isola
Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: FAENZA)
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Somministravano abusivamente farmaci scaduti a cuccioli di cane importati dall’Est Europa, detenuti in canili fatiscenti e poi rivenduti con pedigree falsi ottenuti grazie alla collaborazione di veterinari compiacenti….
Traffico di cani, veterinario orvietano nei guai

[21/07] Somministravano abusivamente farmaci scaduti a cuccioli di cane importati dall’Est Europa, detenuti in canili fatiscenti e poi rivenduti con pedigree falsi ottenuti grazie alla collaborazione di veterinari compiacenti.
La Guardia di Finanza di Bologna, al termine di una lunga attivita’ di indagine, ha denunciato 18 persone che gestivano un traffico di 15 mila cani all’anno per un giro d’affari di oltre un milione di euro. A capo dell’ attivita’ illecita, M.E., di 40 anni, di Casalecchio di Reno. Fin dal 1991 M.E. si recava periodicamente nell’Est Europa (in Ungheria, Slovenia e Romania) per acquistare cuccioli di cane per poche decine di euro e per poi rivenderli in Italia a dieci volte tanto. Si tratta di cuccioli di husky, labrador, dobermann, dalmata, pincher, pointer e breton, tutti entro l’anno di eta’. Grazie all’aiuto di una veterinaria di Bari di 30 anni (e probabilmente di un altro veterinario di Orvieto sul quale pero’ si sta ancora indagando) che forniva falsi certificati sulla nascita e lo stato di salute degli animali rilasciati in bianco, i cani venivano poi smistati in 5 diversi allevamenti: a Casalecchio di Reno, Granarolo dell’Emilia, Reggio Emilia, Bibbiano e Galzigliano Terme (in provincia di Padova). In realta’ l’allevamento di Casalecchio (dal nome fittizio ‘Il lupo bandito’) si e’ poi rivelato essere solo il negozio attraverso il quale M.E. procacciava i clienti. Dopo pochi giorni dall’acquisto i cuccioli spesso morivano per cimurro o altre malattie, ma i clienti non venivano risarciti. Motivo che ha spinto molti a sporgere denuncia (50 dal 2004) che hanno portato la GdF ad avviare le indagini sui frequenti viaggi all’estero di M.E., e a scoprire l’allevamento di Granarolo dell’Emilia. Qui sono stati trovati 150 cani rinchiusi in pessime condizioni igieniche e numerose confezioni di farmaci, la maggior parte scadute. Gli altri allevamenti sono stati invece trovati in buone condizioni. Infine sono state denunciate 18 persone per reati di associazione a delinquere finalizzata all’illecita importazione di cuccioli di cane dai paesi dell’Est Europa e alla loro detenzione in strutture fatiscenti, nonche’ all’esercizio abusivo della professione veterinaria. La giovane veterinaria pugliese ha gia’ precedenti in questo senso. E anche M.E. gia’ nel 1997 era stato segnalato per attivita’ analoghe, ma le indagini non avevano avuto sviluppi. L’allevamento di Granarolo e’ stato posto sotto sequestro e gli animali sono stati affidati al controllo delle Ausl. I cani verranno arruolati nella Guardia di Finanza oppure portati in strutture per il recupero sociale.
Fonte: ORVIETOSI’
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Per cinquanta mici salvezza dal fango – di Redazione –
A fare le spese del nubifragio che si è abbattuto sulla Liguria nella notte di mercoledì e nella giornata di ieri non sono stati soltanto alberi e linee elettriche, ma anche i gatti presenti nella cosiddetta «fascia di rispetto» di Pra. Oltre infatti agli alberi caduti in tutta la regione, rallentamenti e disagi sulle strade e anche ai traghetti in arrivo e in partenza dal porto di Genova e alla tromba d’aria nel golfo del Tigullio, Prà ha visto due centraline di altrettanti passaggi a livello ferroviari colpiti da alcuni fulmini, con tutti i conseguenti problemi alla circolazione dei convogli. E in più se la sono vista brutta anche i cinquanta piccoli felini ospitati nella fascia di rispetto, che più che un «gattile» è una vera e propria oasi per gatti di ogni razza, ma tutti abbandonati o randagi da sempre. Vicino infatti alle loro «postazioni» sono in corso alcuni lavori per il raddoppio dei binari della ferrovia, e ancora non sono stati fatti i lavori di contenimento e rinforzo per la parte interessata, che rispetto al livello del terreno è leggermente rialzato. Questo, nel corso del rovescio temporalesco di ieri mattina, ha portato la terra ormai diventata fango a colare fin sopra i rifugi dei gatti che in pratica sono finiti sommersi dalla fanghiglia. Fortunatamente ai pelosi e graffianti quattro zampe non è successo nulla: tutti illesi, con grande sollievo di Giuseppe Esposito, che da solo si occupa di tutti e cinquanta felini.
Fonte: IL GIORNALE
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Sevizie su animali: due nuovi casi in cantoni AG e SO
BERNA – Il seviziatore di animali che agisce nel nord-ovest della Svizzera è tornato a colpire: a una mucca di Seewen (SO) è stata tagliata la coda nella notte fra giovedì e venerdì. Stessa sorte per un vitello di Gontenschwil, nel canton Argovia. Quest’ultimo animale ha avuto più sfortuna della mucca: non è infatti sopravvissuto alle ferite riportate.
Il vitello è stato trovato morto domenica mattina in un prato di Gontenschwil, nel canton Argovia. L’animale aveva passato la notte all’aperto con sei mucche e altri vitelli ed è stato rinvenuto poco prima delle otto dal contadino a cui apparteneva. La coda è stata tagliata in cima.
La mucca solettese vittima del seviziatore è sopravvisuta, ha precisato oggi la polizia cantonale confermando una notizia diffusa dalla tv “telebasel”. Si indaga in ogni direzione. Non si sa se si tratti di un autore che agisce da solo e se questi atti siano perpetrati da più persone o da emuli.
Stando ai dati forniti mercoledì scorso dalla polizia di Basilea Campagna sono già 38 i casi segnalati dalla fine settimana del 22 e 23 maggio: 8 nel cantone di Soletta, 10 in Argovia e 20 a Basilea Campagna. Con questi due nuovi episodi il bilancio sale a 40.
La polizia non si pronuncia invece sulla mutilazione di una capra a Movelier (JU) e nemmeno su atti analoghi segnalati nella regione frontaliera in Germania. Fonti giornalistiche basilesi sostengono che i casi sarebbero una cinquantina. Ad aver subito torture sono soprattutto mucche, pecore, cavalli, gatti e conigli. ATS
Fonte: TICINONLINE
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Animali fantastici: le marmotte “extraterrestri” di Bellino
BELLINO. Nell’agosto del 1576 qualcosa di strano cadde dal cielo nella zona della Val Varaita di Bellino. Dalle poche fonti si viene a sapere che il corpo piovuto dalle stelle si sfracellò al suolo seminando frammenti in un ampio raggio. Si pensò ad un naufragio di un’astronave extraterrestre o più banalmente alla caduta di un meteorite. Comunque siano le cose, gli effetti di quello strano fenomeno sono ricaduti sugli abitanti tipici del luogo: le marmotte.
Studiosi e naturalisti s’interessarono al fenomeno delle marmotte-ufo di Bellino, notando dei comportamenti “particolari” come una maggiore vivacità, una più vivida intelligenza. Alcuni di questi studiosi affermarono addirittura che le bestiole sembrava volassero. Fu persino scritto dallo zoologo Pierre Houdih un libro sull’argomento dal titolo “Les marmottes, une énigme”, in cui si ponevano in evidenza molti aspetti singolari di questi animali, chiamati “marmotte volanti”.
E questa non è l’unica storia di animali fantastici in provincia di Cuneo.
Nel chiostro dell’Abbazia di Staffarda a Revello, è conservata una raccolta di reperti archeologici tra cui un’enorme e bianca costola animale lunga circa 1,5 metri e larga sino 15 centimetri. La tradizione narra che in un’epoca lontana, i monaci dell’abbazia erano da alcuni giorni senza cibo a causa di una carestia. Essi pregarono molto e un giorno trovarono in un rivo nei pressi dell’abbazia un enorme pesce che ne occupava tutto il letto. Si fecero grandi feste e il cibo bastò per alcuni mesi. I monaci commentarono il fatto con una lapide che posero in sagrestia, ora coperta dalla calce, e solo un documento dei primi del novecento riporta delle parole superstiti tra cui “piscis prodigiosus”.
Nei pressi di Bagnasco, nella grotta del Baracone, è indicata la sede del Jumarre, un misterioso animale che nelle tradizioni medioevali era descritto come un essere spaventoso e pericolosissimo per l’uomo. Si è sempre pensato ad una leggenda, fino a quando nella grotta sono stati rinvenuti i resti di uno sconosciuto carnivoro…
I fossili sono poi stati studiati dai paleontologi che hanno fatto risalire la struttura ad un animale battezzato “jena delle caverne”, ancora oggi oggetto di analisi da parte degli studiosi.
Infine in tempi più recenti è nata la leggenda che narra di uno scienziato che avrebbe posizionato i suoi laboratori da qualche parte nella vicina Valle Roja. Come nei romanzi di fantascienza, lo scienziato avrebbe fatto degli esperimenti su diversi animali “incrociando” le differenti specie creando degli ibridi mostruosi. Dopo la sua morte, alcuni di questi animali girerebbero nella valle, liberi di spaventare la gente e di alimentare una nostra personale leggenda sullo Jeti.
michela brandino
Fonte: TARGATOCN
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16 agosto – Roma
Ambiente, chiude i battenti il Life-natura. A settembre l’ultimo bando per i finanziamenti dei progetti.

Il 30 settembre 2005, scadrà il termine per la presentazione delle proposte di progetti LIFE-Natura. E’ l’ultimo: con questo bando, LIFE-Natura chiude la propria attivita, almeno per il momento, in attesa della definizione delle modalita di finanziamento per la gestione della rete Natura 2000 da parte della Commissione Europea. Si tratta perciò, per ora, di un’ultima opportunità di finanziamento della gestione dei siti della rete Natura 2000 e la partecipazione e piu difficile del solito. Con l’accesso all’Unione Europea di dieci nuovi Paesi ed essendo rimasto invariato il fondo messo a disposizione dalla Commissione, la competizione per l’approvazione dei progetti e divenuta ancora piu forte: i progetti presentati devono possedere tutti i requisiti per essere in linea con gli obiettivi di conservazione previsti, in particolare azioni concrete per la tutela e la gestione di habitat e specie di interesse comunitario, oltre ad essere formalmente e tecnicamente ineccepibili. Saranno favoriti tra l’altro i progetti che si pongono il conseguimento di obiettivi strategici, anche attraverso un raccordo tra diverse attivita in aree diverse, sia all’interno del territorio nazionale che in Paesi diversi.
Per assistere i soggetti interessati nellelaborazione di proposte di alta qualita e, la Direzione generale per la Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, ha organizzato, per il giorno 12 settembre 2005 a Roma, presso l’Auditorium del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio,, un seminario di lavoro dedicato alla illustrazione dei progetti in corso di elaborazione da parte dei proponenti e allo scambio di informazioni. All’incontro sono stati invitati anche rappresentanti delle Amministrazioni regionali e di altre Amministrazioni centrali interessate e parteciperanno i gruppi di assistenza esterna Timesis e Comunita Ambiente, oltre ai rappresentanti della Commissione Europea, Unita LIFE. (ANSA)
Fonte: animalieanimali.it
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