WarDrome Sci-fi MMORPG
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Saturday May 26th 2018

Notiziario animalista

Giorni uguali agli altri, dove la sofferenza, il terrore e la solitudine sono gli unici compagni di queste misere creature. Costretti in luoghi in cui nessun essere dovrebbe mai stare, immersi nell’indifferenza di chi li usa come strumenti di lavoro. Non hanno mai conosciuto l’odore dei prati, il calore del sole e la dolcezza di una carezza. Tra le sbarre delle loro orride prigioni cercano almeno un contatto……una richiesta d’aiuto che nessuno ascolta. Corpi devastati da immani torture, ancora e ancora, fino alla morte.
Chiamatela con tutti i termini che volete, ma non dite che questa è vita……..
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Vuoi essere simile alla natura degli dei?
Sii misericordioso con gli animali: la dolce misericordia è il vero segno della nobiltà.
– William Shakespeare
Fonte: http://www.bairo.info/pag160.html
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http://www.enpa.it/cgi-bin/Public/foto/12925_ringo.jpg
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
Volontari Gruppo Bairo
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Caccia al seviziatore di animali: da maggio ha torturato e violentato almeno 40 volte
BERNA – Nuovo sanguinaro atto vandalico su un vitello nella Svizzera, scossa da un’impressionante serie di violenze e abusi su animali che sta mobilitando dal maggio scorso decine di poliziotti sulle orme di un misterioso maniaco, che sevizia, mutila e in alcuni casi violenta animali. Ieri un vitello a cui era stata tagliata la coda alla base è stato trovato morto a Gontenschwil, nel cantone di Argovia. Stando ai dati forniti dalla polizia di Basilea sono già 38 i casi del genere segnalati dal 22 maggio: otto nel cantone di Soletta, dieci in Argovia e 20 a Basilea Campagna. Ma fonti giornalistiche sostengono che i casi sarebbero una cinquantina. Ad aver subito torture sono soprattutto mucche, pecore, cavalli, gatti e conigli. Le autorità hanno perfino imposto un black out sulle notizie lo scorso 27 luglio, assicurando che la polizia informerà soltanto una volta alla settimana sullo stato delle indagini, che finora non hanno portato a risalire all’autore delle violenze. Molto probabilmente lo stesso che, il 10 agosto scorso, a Gudo, nei pressi di Bellinzona, ha sessualmente abusato di una capretta, lasciando poi la bestiola legata ad un palo. Prima di questo episodio, l’ignoto violentatore aveva perfino asportato le mammelle di un ovino dopo aver usato violenza sull’animale.
Fonte: IL GAZZETTINO NAZIONALE
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NUMANA – La folla delle grandi occasioni per le tartarughe liberate in mare
Iris, Dodo, Marta, Rudy e Trudy. Un bel quintetto che, dopo una serie di vicissitudini, ha potuto finalmente tornare alla vita normale. Si tratta infatti delle cinque tartarughe che ieri sono tornate nel loro habitat, il mare, dopo essere state amorevolmente curate dalla “clinica” riccionese specializzata in interventi medici su questo tipo di animali che ha la propria nel Parco Oltremare. Le cinque testuggini sono state ritrovate in posti diversi – a Cattolica, a Falconara, a Civitanova – e ognuna aveva un prolema. La più grande, un metro di lunghezza per 50 chili, era rimasta impigliata nelle reti da pesca di una barca. Ripescata e medicata, assieme alle amiche di sventura è stata accompagnata in mare dalla spiaggia di Numana dal personale della locale Protezione civile coordinata dal geologo Luca Amico e da quello della Fondazione Cetacea di Riccione per la quale erano presente il veterinario Giordano Nardini e il responsabile scientifico Marco Affrante. Tantissimi i curiosi che hanno voluto assistere alla liberazione delle testuggini, compresi il sindaco Mirko Bilò, l’assessore Primiano Troiano. Una troupe di Studio aperto ha invece trasmesso l’evento in tv nel pomeriggio di ieri.
Cr.Gio.
Fonte: IL MESSAGGERO (ANCONA)
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«L’autore delle violenze deve pagare» ferriere
Agogliati: «Forti indizi su chi ha ferito gli animali»

Ferriere«Ci sono seri indizi e forti sospetti su una persona. Se si dimostreranno fondati, il responsabile delle violenze perpetrate sugli animali dovrà essere assicurato alla giustizia. Non tollero che nel mio comune si verifichino fatti di questi tipo». Il senatore Antonio Agogliati, primo cittadino di Ferriere, promette il pugno di ferro contro chi, alcuni giorni fa, si è accanito contro gli animali ricoverati in una stalla a Grondone Sopra. Un fatto che ha destato orrore tra la gente della valle. Orrore e preoccupazione, per un gesto insano. Chi, nella notte di sabato, è entrato nella stalla, ha ferito le mammelle di cinque vacche con un punteruolo, procurando lesioni particolarmente gravi a una di queste, ha pestato un cane con un bastone e ha danneggiato un’automobile. E di giorno in giorno si aggiungono nuovi macabri particolari alla storia. Ci sarebbe stato anche il tentativo di castrare un vitello. Lo conferma lo stesso Agogliati. «Non appena sono venuto a conoscenza delle violenze – spiega – ho contattato la famiglia di Grondone e i carabinieri. Stiamo collaborando concretamente per individuare il responsabile di fatti che, a mio giudizio, non stanno né in cielo né in terra». Sull’episodio sono state subito avviate le indagini dei carabinieri. Sono diverse le piste che i militari stanno battendo: si parla di qualcuno arrivato dalla Valtrebbia. Ma, secondo altre fonti, l’autore delle violenze sarebbe una persona della zona. Rimane da spiegare cosa ci sia dietro. Si parla di liti o vendette. Ma, certo, la natura degli abusi sugli animali sono inquietanti. «Pensiamo che sia l’opera di una persona fuori di testa», aveva commentato Roberto Ballerini, nipote degli allevatori presi di mira. «Siamo rimasti attoniti – aveva aggiunto – Qui è il regno della tranquillità e fatti come questi non si erano mai verificati» p.m.
Fonte: LIBERTA’
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Accordo tra Comune e società che gestisce la vecchia struttura
Sì al nuovo canile
Manduria, individuati due siti alternativi

MANDURIA Passo in avanti verso la risoluzione del problema del canile. Nei giorni scorsi il Comune (rappresentato dal sindaco Francesco Massaro e dal vicesindaco Gregorio Dinoi) ha siglato un’intesa con i rappresentanti dell’associazione Gaia, che gestisce l’attuale canile (erano presenti il presidente Walter Tarantino e la componente del direttivo Luciana Torrano) e di alcuni partiti del centrosinistra (Salvatore Fanuli, segretario dei Comunisti Italiani, Cosimo Dinoi, segretario di Rifondazione Comunista, e Gregorio Mariggiò, coordinatore dei Verdi per la Pace). «Sia il sindaco che l’assessore Dinoi hanno dimostrato piena disponibilità verso la risoluzione del problema» si legge in una nota sottoscritta dai rappresentanti dei partiti. «Sono stati individuati due siti alternativi, di proprietà del Comune, idonei all’eventuale costruzione del nuovo canile. Nel frattempo il sindaco prorogherà l’ordinanza di sgombero dell’attuale canile (in scadenza il 31 agosto), per consentire le necessarie operazioni progettuali in uno dei due siti individuati». I cani randagi, dunque, continueranno, almeno per il momento, a restare nel canile ricavato nella struttura originariamente deputata a mattatoio. Nel corso della stessa riunione, i tre segretari dei partiti, unitamente al gruppo dirigente dell’associazione Gaia, hanno formalizzato all’amministrazione un pacchetto di sei richieste, tendenti allo smaltimento degli esuberi esistenti nel canile comunale. Al sindaco è stato chiesto il censimento della popolazione canina, nei modi che l’amministrazione riterrà più idonei, anche attraverso l’impiego delle forze di Polizia Municipale; una capillare sterilizzazione dei cani randagi presenti sul nostro territorio, a cura degli organi competenti; una campagna di sensibilizzazione affinché i cittadini siano edotti sull’importanza e sulla necessità di microchippare i cani; la costruzione in città di un canile sanitario e di un sito (canile rifugio) ove si possano raccogliere i randagi, sterilizzarli, curarli e affidarli in adozione; la possibilità, anche attraverso il coinvolgimento di altre associazioni senza fini di lucro, di promuovere e praticare la Pet-Terapy; una politica atta a recuperare quote di finanziamenti per la costruzione del canile, coinvolgendo altri comuni al progetto, anche poiché questi pagano somme considerevoli per l’accalappiamento e il ricovero dei cani. Tutte queste richieste sono ora al vaglio del sindaco Massaro e della sua maggioranza. Nando Perrone
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (TARANTO)
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Ancora polemiche dopo l’approvazione della legge regionale, il punto di Massimo Marracci, tra i massimi esponenti dell’Anuu Caccia in deroga: un’attacco ai Migratoristi La difesa: «Abbiamo ottenuto una normativa lombarda e siamo riusciti ad innalzare i quantitativi prelevabili»
La caccia in deroga , approvata dalla Regione Lombardia, continua ad essere al centro delle polemiche
Il 27 luglio scorso, il Consiglio regionale lombardo approvava dopo estenuante discussione in aula con battaglia a suon di migliaia di emendamenti, due progetti di legge: il prelievo venatorio in deroga e l’attività di cattura di richiami vivi. Un doppio risultato di grande rilevanza nella forma degli atti – due leggi regionali e non due provvedimenti amministrativi – che però ha subito scatenato una serie di accese reazioni. Di quelle degli animalisti e ambientalisti non ci curiamo, semplicemente perché hanno fatto il loro mestiere. Di quelle dei cacciatori ci interessiamo invece assai di più, perché interne al nostro mondo ma, soprattutto, in quanto contrastanti. Limitandoci alla legge sulle deroghe, da un lato abbiamo assistito ad aspre critiche esplicitate anche sulla stampa provinciale (il riferimento è bresciano), in particolare da parte di singoli cittadini, che hanno urlato apertamente a una sorta di tradimento delle attese; dall’altro, vi è stato apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione, in particolare da parte di associazioni – tra cui l’ANUU Migratoristi – pur nella convinzione che si potesse fare qualcosa in più. Tralasciando il gusto della polemica di per se stessa, che a nulla porta, crediamo che alcuni risultati rilevanti siano stati raggiunti: avere ottenuto innanzitutto la legge; avere ottenuto l’innalzamento dei quantitativi prelevabili, nello specifico della peppola; avere constatato l’applicazione – sembra che nessuno ci pensi, ma è un grosso risultato – della Guida interpretativa sulla Direttiva Uccelli emanata dalla Commissione UE nel 2004, nella parte che indica i parametri sulla cui base calcolare le “piccole quantità” che si possono prelevare specie per specie, proprio grazie ai quali nella stagione 2005/06 sarà lecito prelevare peppole in maggior numero e si è riusciti a mantenere soddisfacente il numero dei fringuelli. E’ infatti il caso di tenere sempre a mente che nessuno Stato né tanto meno Regione, appartenenti a Paesi membri dell’Unione, potrà mai più decidere qualcosa che contrasti con le direttive comunitarie, sia in materia di caccia che in moltissimi altri settori. Si domandavano da più parti diverse altre specie in deroga: prispolone, pispola, tordela, frosone, ecc. Per questo, si è urlato al Veneto come esempio assolutamente da imitare: guarda caso, la nuova legge regionale, approvata il giorno dopo di quella lombarda, non prevede nessuna di queste specie “aggiuntive” ma si è limitata a riconfermare quelle prelevabili anche in Lombardia, con l’aggiunta di tortora dal collare e cormorano, entrambe in deroga per limitare i danni all’agricoltura e all’itticoltura. L’ANUU è stata “rimproverata” per essere stata troppo benevola con l’operato dell’Assessore regionale Beccalossi e di altri soggetti o gruppi politici, ma vorremmo sottolineare che l’ANUU ha sempre difeso strenuamente la Caccia – e non “le cacce” – con misura ed equilibrio su tutto il territorio regionale e nazionale (senza contare l’impegno incessante all’estero, dove tutti gli altri sono completamente assenti…). E poi, pochissimi anni fa, i manifesti appesi ovunque in provincia di Brescia con la scritta a caratteri cubitali “Grazie Viviana” non li affisse l’ANUU, ma proprio coloro che oggi danno addosso all’Assessore con più virulenza. Per questo, mantenere un atteggiamento fermo ma equilibrato, risoluto ma corretto anche nelle critiche (mai risparmiate, in passato, quando dovute: chiunque può andare a rileggersi gli articoli pubblicati negli ultimi sette/otto anni), è la sola scelta che paga e che consente di cogliere dei risultati. Chi ha dimenticato le assemblee provinciali dell’ANUU bresciana, solitamente tenute a Concesio, quando ai primi di settembre si navigava ancora nell’incertezza totale se ci sarebbero state o meno le deroghe (oltretutto, approvate poi con provvedimento amministrativo)? E non parliamo di un’altra epoca, perché è storia dell’altro ieri. Detto ciò, è chiaro che si possa e debba sempre migliorare e i contributi che il mondo venatorio deve offrire alla politica è necessario che vadano in tal senso: altrimenti, come ha scritto Franco Nicoli Cristiani, già Assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, intervenendo il 6 agosto su Bresciaoggi “gli amici di oggi non è detto che lo siano anche domani”. La qual frase noi interpretiamo non come un’insensata minaccia, bensì come un richiamo alla ragionevolezza. Anche perché il tema deroghe non è patrimonio esclusivo della provincia di Brescia, ma occorre aggiungerne almeno altre cinque, cioè tutte quelle della fascia prealpina e non esistono solo le cacce ai piccoli passeriformi in deroga, ma pure tante altre (praticate anche dai cacciatori bresciani, sia in casa propria che altrove): quindi, ci vuole uno sguardo ampio, praticando scelte consequenziali con il massimo impegno affinché tutti i cacciatori possano esercitare la loro passione con serenità e, possibilmente, soddisfazione. Massimo Marracci (Anuu)
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
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IN BREVE Dilettanti Marianesi: vince Brenna Cirimido: due giorni su starne
[…] CIRIMIDO – (p.al.) Due giorni di caccia pratica su starne liberate il 27/28 agosto con l’organizzazione della sezione cacciatori di Cirimido guidata dal presidente Giovanni Morsini. Si tratta del 34° appuntamento. Il campo di gara è quello dell’A.T.C. Olgiatese (zona Vivaio Peverelli) a Cirimido (via Strada di Mezzo) e non più, come avvenuto in passato, la riserva Lario. Sabato 27 la gara è riservata ai cacciatori della locale sezione che si contenderanno il Trofeo Arredamenti Clerici (biennale non consecutivo), quattro medaglie d’oro per i primi classificati. Domenica 28 il “clou” libero a tutti, con il 7° Trofeo Antonio Alberio (a.m.) per cacciatori (iscrizioni sul campo dalle 8 alle 12), singolo continentali (stesso orario), inglesi a coppie (iscrizioni entro le 15). Seguirà barrage per l’assegnazione del trofeo. La quota d’iscrizione è di 15 euro. Per ognuna delle tre categorie sono in palio quattro medaglie d’oro offerte da vari sponsor della zona. Nel corso della duplice manifestazione funzionerà un servizio di ristoro.
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
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Roma – Cercasi volontari per curare la colonia felina dell’Università La Sapienza di Roma.
Un appello per la splendida COLONIA FELINA (più di novanta gatti!) ospitata dall’UNIVERSITA’ LA SAPIENZA DI ROMA
. In questo periodo di vacanze mancano i volontari e da ieri è rimasta a curare i gatti, da sola, la prof.ssa Francesca Balboni, l’anima di questa colonia. Ma accudire da soli 90 gatti è un compito
improponibile!
Se volete dare una mano (anche DA SUBITO), 90 splendidi gatti vi saranno grati! va bene QUALSIASI DISPONIBILITA’ DI GIORNI E TEMPO.. il cibo viene distribuito il pomeriggio a partire dalle 16.
Per chi fosse gentilmente interessato contattare: prof.ssa Francesca Balboni 339 4837254
Fonte: animalieanimali.it
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Merano – Il Wwf chiede a gran voce: “salvate gli aironi e fermiamo questa politica della violenza contro la natura”.
”Abitiamo in una Provincia dall’abbattimento facile. Si abbattono alberi e parchi sotto protezione, si abbattono case d’epoca, anche se sono sotto vincolo, si deturpano paesaggi, e ora si vorrebbe sparare agli aironi, colpevoli di nutrirsi di pesci”. Lo si afferma in una nota del WWF. ”E’ un modo di pensare, oltre che di governare, di una violenza inaudita – dice la nota -, di chi crede di poter imporre il suo potere su tutto, anche su un ambiente meraviglioso e protetto. E’ una Provincia, la nostra, dove gli studi scientifici che prevedono alternative intelligenti ad interventi drastici e invasivi, vengono disattesi. Pensiamo per esempio allo studio Eurac, di cui si prefertiscono ignorare tutti i suggerimenti degli esperti di traffico, per arrivare subito alla soluzione finale, quella di un tunnel sotto la citta’. Pensiamo, a proposito degli aironi, agli studi dell’Istituto per la fauna selvatica, che prevederebbero una ricerca sul campo per definire quanto numerosa sia la loro popolazione e il loro impatto sul fiume.
Invece qui si parla di abbattere, anche perche’ le reti metalliche che dovrebbero proteggere le trote dagli aironi, sarebbero troppo costose”. ”Ci piacerebbe vivere – dice il WWF – in una terra dove simili questioni fossero risolvibili col buon senso, non a colpi di macete, dove non ci costringessero a ricorrere al Tar, a sollecitare interrogazioni e via dicendo, per chiedere che vengano rispettate cose sacrosante. Un negozio di Merano ha esposto un cartello con disegnati sopra alcuni aironi e con su scritto: ‘Salvate gli aironi’. Ci piacerebbe che anche altri negozianti facessero lo stesso in segno di solidarieta’. Sarebbe un segno di partecipazione. Oltre a un segnale da parte dei cittadini, pero’, ci aspetteremmo una presa di posizione forte da parte del nostro Assessorato all’Ambiente”. (ANSA).
Fonte: animalieanimali.it
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ROMA: CIRINNA’, GRAZIE TOTTI PER L’AMBULANZA VETERINARIA
E’ attrezzata di tutto punto per il trasporto di animali feriti o malati, attiva 24 ore su 24, gratuita per tutti i cittadini che ne faranno richiesta. L’hanno donata il campione della Roma e sua moglie Ilary Blasi.
8 agosto 2005 – “Da oggi Roma ha una ricchezza in più: parte infatti il ‘Pet Soccorso’, una ambulanza attrezzata di tutto punto per il trasporto di animali feriti o malati, attiva 24 ore su 24, gratuita per tutti i cittadini che ne faranno richiesta”.
Lo ha affermato il consigliere delegato ai diritti degli animali del Comune di Roma Monica Cirinnà, che ha continuato: “Un grazie a Francesco Totti e a Ilary Blasi che hanno scelto di donare, nel loro giorno più bello, ai nostri amici animali la certezza di non essere più soli se ammalati, investiti o abbandonati.
L’estate di quest’anno – ha aggiunto – vede concretizzarsi un ulteriore progetto, nato come un sogno, grazie al lavoro costante dell’Ufficio per i diritti degli animali e all’operato di quanti lavorano per i cani a Muratella, vera
trincea dell’animalismo romano”. (ANSA)
Fonte: animalieanimali.it
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Caccia: domani prende avvio l’addestramento dei cani
Preliminare all’avvio della stagione venatoria, da domani e fino a giovedì 15 settembre, è possibile l’addestramento e l’allenamento dei cani consentito ai soli cacciatori ammessi agli Atc (Ambiti territoriali di caccia) o alle aziende faunistico venatorie.

L’attività di addestramento è consentita dalle 7 alle 20, fatta eccezione del martedì e del venerdì: non è consentito nelle giornate e nelle ore in cui è in corso l’attività venatoria, ovvero nelle giornate fisse di preapertura.
In deroga al numero massimo di due cani, gli Atc possono rilasciare una autorizzazione per l’addestramento fino a un massimo di sei cani per conduttore. L’addestramento e l’allevamento dei cani sono vietati fino ad un’ora dopo la caduta della pioggia.
Anche i cani ausiliari per la caccia sono soggetti alle normali disposizioni sull’anagrafe canina mentre il conduttore deve essere in possesso della licenza di caccia e del tesserino annuale per l’esercizio 2005-2006.
Nell’Atc Modena 1 l’addestramento è vietato fino al 15 settembre nelle aree attrezzate per ripopolamenti integrativi e segnalate con tabelle bianche di divieto di caccia e, appunto, addestramento cani.
Sempre domani parte la caccia di selezione a caprioli e daini (quella ai cinghiali è già iniziata) che è permessa ai soli cacciatori autorizzati. E’ previsto l’abbattimento di poco più duemila caprioli e 127 daini. Dei primi ne sono stati censiti circa 12 mila, dei secondi 680.
I cacciatori autorizzati al prelievo selettivo sono obbligati ad attenersi alle disposizioni stabilite dai regolamenti provinciale e regionale. Per la caccia di selezione, inoltre, sono previste anche ulteriori forme di controllo come punti obbligatori di raccolta dei capi abbattuti e controllo di ogni capo da parte di esperti.
Per tutte le altre dieci mila doppiette, di cui oltre settemila residenti in provincia, la caccia prende il via domenica 18 settembre, con cinque mezze giornate di preapertura negli Atc (Ambiti territoriali di caccia) Modena 1 e Modena 2: 1, 4, 8, 11 e 15 settembre.
Il calendario venatorio è stabilito dalla Provincia di Modena sulla base della normativa regionale.
Tra le novità di quest’anno l’introduzione nel modenese del divieto di caccia all’allodola e la conferma delle regole, più severe rispetto al calendario regionale, introdotte lo scorso anno per il germano reale e le forti limitazioni alla caccia a starne e pernici rosse, due specie interessate da piani di reintroduzione nell’ambiente modenese.
Fonte: MODENA2000
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Acquari. In vetrina emozioni dall’oceano
YYSerena MartucciZZ SERENA MARTUCCI Stanchi di ammirare le bellezze marine soltanto dalla spiaggia? Se fate parte di quelli che di fronte all’immensità del mare non resistono alla tentazione di indossare maschera e pinne per lanciarsi alla ricerca di pesci e fauna sottomarina, il consiglio giusto è fare un salto in uno dei tanti affascinati acquari disseminati un po’ ovunque in Italia. Il più grande è quello di Genova (è anche il numero uno in Europa) che offre ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza unica alla scoperta di un universo ricco di vita, di forme curiose e di strane creature. Costruito sull’acqua nella zona del porto antico della città, l’acquario assomiglia ad una nave mercantile: nella «stiva» è possibile camminare al centro di grandi vasche trasparenti dove nuotano squali, foche, delfini e pesci di tutte le forme e colori. Gli animali sono inseriti in ambienti che che riproducono i loro ecosistemi. E così, nelle 71 vasche rivivono la scogliera mediterranea, la scogliera corallina oppure la foresta umida del Madagascar: un itinerario alla scoperta del mondo marino tra circa 6000 esemplari differenti di pesci, rettili, anfibi, mammiferi, uccelli e invertebrati. Amate le sfide? Non potete allora perdervi un vero «faccia a faccia» con il terrore dei mari per eccellenza: lo squalo. Al Parco Le Navi di Cattolica è possibile immergersi in una vasca di 700mila litri di acqua marina in cui nuotano ben 14 squali di diverse specie (squali toro, nutrice, di Port Jackson e pinna bianca) per vivere un’esperienza da brivido o altrimenti, per i meno temerari, osservare attraverso collegamenti sottomarini gli oltre 3mila esemplari di pesci provenienti dai mari di tutto il mondo. Per un tuffo nel passato il posto giusto è l’antico acquario di Napoli. Aperto per la prima volta nel 1874 rappresenta l’unico esempio al mondo di acquario ottocentesco, sobrio e austero, dove nelle 23 vasche allestite in pietra vulcanica è possibile ammirare i bellissimi pesci e crostacei del «Mare nostrum» e soprattutto tutti gli animali marini che popolano il Golfo di Napoli, anche quelli in via d’estinzione. Così, tra grotte e anfratti e qualche bell’anfora romana, si rifugiano corvine, cernie e murene; sulle rocce si appoggiano scorfani, astici e aragoste mentre uno spazio particolare è dedicato al re incontrastato delle acque del Mediterraneo: il calamaro. È dedicato all’ambiente mediterraneo anche l’acquario di Livorno, come quello di Siracusa, che vanta anche un settore museale riservato alle conchiglie, mentre crostacei, rari pesci pelagici e oltre 150 organismi marini mediterranei, che non si trovano in cattività, sono ospitati nell’acquario dell’Elba. Il Pesce Pietra, invece è la guest star dell’acquarium di Alghero, unica struttura in Italia che ospita quello che è considerato da tutti l’animale acquatico più velenoso del mondo, capace di uccidere, con il suo micidiale veleno, un uomo adulto in meno di cinque minuti mentre le altre 30 vasche raccontano cosa si cela sotto l’immensa distesa blu: dai simpatici e intelligenti polpi ai più strani cavallucci di mare, dai coloratissimi pesci tropicali ai più pericolosi pesci d’acqua dolce: i piranha.
Fonte: IL MATTINO
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IN EUROPA
Berlino, a tu per tu con il coccodrillo

Non solo Italia. In giro per l’Europa sono numerosissimi gli acquari che permettono di viaggiare per un giorno nel cuore degli abissi. A Berlino è possibile ammirare la spettacolare vasca dei coccodrilli. Nell’acquario di tre piani sono stati riprodotti cinque ambienti: un lago, con tanto di rive e vegetazione terrestre circostante, una vasca consacrata ai fiumi sudamericani, una dedicata ai laghi africani e una con le specie dell’Asia sudorientale. Silenzio da cattedrale e commenti a fil di voce caratterizzano invece il percorso tra le meraviglie del mare del Museo Oceanografico del Principato di Monaco, diretto per anni dal mitico Jacques Cousteau. Il museo indaga negli abissi dell’oceano grazie a una sala di oceanografia zoologica con antichi scheletri di grossi animali marini, mentre nelle 90 vasche dell’acquario viene riproposto un mare in miniatura con oltre 4.500 specie di pesci. L’Acquario di Barcellona invece si trova nella zona turistica del Mare Magnum. Qui le specie del Mediterraneo sono di casa. La struttura offre due aree: «Explora», dedicata ai bambini e suddivisa in tre habitat e «Planeta Aqua», caratterizzata dagli immancabili pinguini e altri magnifici animali. In Inghilterra invece è possibile fermarsi al London Acquarium, due piani zeppi di vasche più o meno grandi che ospitano pesci d’acqua dolce o degli oceani. Immancabile, anche qui, la vasca con gli squali. se. ma.
Fonte: IL MATTINO
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Una biologa veronese è specializzata nella cura dei cetacei, passione nata all’«Ospedale delle foche»
Camilla, l’infermiera dei delfini
In giugno è stata lei a salvare il cucciolo di grampo in difficoltà ad Ancona
È veronese la biologa che aiuta i delfini in difficoltà.

Camilla Butti, 26 anni, laurea in Scienze biologiche all’Università di Parma, è stata una delle prime a soccorrere Mary, il cucciolo di grampo (un cetaceo odontocete che può raggiungere i quattro metri, molto simile a un delfino) che a metà giugno era stato soccorso dalla Fondazione Cetacea vicino ad Ancona. Morta la madre, Mary è stata trasportata al delfinario di Riccione, dove Camilla Butti si reca ogni fine settimana per seguire, come volontaria, lo stato di salute e la ripresa del grampo. Sveglia alle cinque del mattino, sguardo vigile, capelli raccolti e immersioni di ore, a metà corpo, per restare vicina al cucciolo. Un modo diverso di trascorrere l’estate quello della giovane biologa veronese che passa il resto della settimana a Padova, dove si è aggiudicata una borsa di studio presso il dipartimento di Scienze Sperimentali Veterinarie dell’Università.
E le ferie? «Dopo Ferragosto partirò per Tromso, in Norvegia, dove seguirò un corso sulla determinazione dell’età dei cetacei tenuto da una ricercatrice inglese, argomento al quale ho dedicato la mia tesi di laurea». Una passione profonda per il mondo marino quella di Camilla che, prima della laurea, aveva vissuto in Olanda, presso l’Ospedale delle foche di Pieterburen e l’Università di Groningen. «Ho lavorato a fianco degli specialisti che curano gli animali avvelenati dall’inquinamento, feriti dall’uomo», racconta. E aggiunge: «Nel Nord Europa i giovani ricercatori vengono addestrati a imparare di tutto, così fra i miei compiti rientravano anche la pulizia delle piscine, ma quello che più mi appassionava era la cura di questi grossi animali».
Per la ragazza veronese l’Ospedale delle foche vicino alla Danimarca (dove gli amici dei mammiferi marini lavorano a ritmo continuo) è stato una preziosa palestra per apprendere tecniche di recupero. Il pronto soccorso nei mari del Nord era frequentato dagli stessi pescatori che segnalavano i casi più gravi. Erano loro i primi a lanciare l’allarme. Una volta avvertite, le squadre di soccorso partivano da Pieterburen e le grosse foche finivano in buone mani.
«In ospedale bisognava rispettare turni di sei ore, in modo di garantire un’assistenza ininterrotta dalle sei del mattino alla mezzanotte», spiega la studentessa scaligera. «I casi più ricorrenti erano animali intrappolati nelle reti da pesca, colpiti dal morbillivirus e da infezioni di vario genere provocate dall’inquinamento del Mare del Nord, recapito finale di molti scarichi industriali e per giunta poco profondo e con il fondo sabbioso». D. Ca.
Fonte: L’ARENA (IL GIORNALE DI VERONA)
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ASOLO – Nella Pedemontana all’opera la squadra di guardie «acchiappa-cinghiali»
(l.s.) E’ nata la squadra “acchiappa-cinghiali”. Non siamo nella Maremma toscana, ma qui sulle vicine colline della Pedemontana. E la squadra in questione è altamente qualificata: coinvolge nientemeno che due aziende sanitarie, l’ente Provincia e una facoltà universitaria. Poco più di un anno fa, l’avvistamento dei primi esemplari trevigiani del mammifero ungulato avevano destato più che altro divertita curiosità. Oggi, invece, la presenza dei cinghiali nelle vicine colline è diventato un fatto serissimo, basti dire che il tasso di accrescimento del poco domestico cugino del maiale è esponenziale. Ogni anno il numero degli individui di una colonia può più che raddoppiare.
Da qualche tempo è stata segnalata la presenza di gruppi sempre più numerosi nelle nostre colline e non solo. Iniziano a grufolare anche nei campi di mais e patate e non di rado si avvicinano agli animali domestici. Con il conseguente pericolo di trasmissione di malattie, non solo ad altri animali, ma anche all’uomo. Un pericolo che si aggrava poichè la natura vagabonda dell’animale può portare a diffondere in una vasta area l’eventuale contagio.
Così, da qualche mese, è stato predisposto un progetto di controllo sanitario che coinvolge le Usl di Asolo e Pieve di Soligo, la Provincia di Treviso e il dipartimento di Biologia e patologia animale dell’Università di Udine. Il protocollo d’intervento prevede che sui soggetti catturati dalle guardie venatorie provinciali sia effettuata la visita ispettiva da parte dei servizi veterinari delle aziende sanitarie competenti per territorio. I medici veterinari preleveranno anche campioni biologici da inviare per le analisi alla facoltà di Medicina Veterinaria di Udine. L’obiettivo è verificare se la carne dei cinghiali sia idonea al consumo alimentare da parte dell’uomo. Nel caso quindi che i cinghiali cominciassero ad essere troppo numerosi potrebbe aprirsi la caccia. E, non si sa mai, potrebbe arrivare sulle tavole anche un nuovo prodotto tipico di Marca.
Fonte: IL GAZZETTINO DI TREVISO
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WWF – «I cacciatori si dimostrano bracconieri. Pronti ad azioni legali»
«I cacciatori ammettono l’utilizzo dei richiami elettronici e tentano di giustificarne l’uso con argomentazioni assurde. Un comportamento che equivale ad ammettere un’attività di bracconaggio e nel quale potrebbe configurarsi qualche reato. Del caso si stanno occupando i nostri legali»..
Durissima la replica della sezione provinciale di Rovigo del Wwf ad alcune dichiarazioni di associazioni venatorie del rodigino che, nel corso di alcuni incontri con l’amministrazione provinciale, hanno sostenuto la liceità dell’utilizzo di richiami elettronici, nonostante la normativa vigente li metta fuori legge.
«I cacciatori hanno sostenuto – spiegano le guardie venatorie del coordinamento del Wwf – che la presenza del parco aumenta la “concorrenza” tra i cacciatori, oltre ad avere vincolato tutte le zone a canneto, lasciando libere solo aree aperte dove l’unico metodo per avere gli uccelli a portata di tiro è, appunto il richiamo elettronico».
Asserzioni, secondo il Wwf, gravi non solo perché infondante e frutto di una distorsione della realtà, ma anche perché esse, di fatto, giustificano il bracconaggio e provano che alcuni cacciatori lo praticano, in dispregio alle disposizioni di legge.
«Finiamola con le ipocrisie – prosegue il Wwf – lo sa il mondo intero che nelle lagune di Caleri e Marinetta, Bagliona, Barbamarco, Canarin, allagamenti, Caleri e Bottonera, tutte le lagune del Delta, l’uso del richiamo è un dogma. E’ ridicolo, di fronte ad una situazione del genere, dare la colpa all’istituzione del Parco, anche perché, nei nostri archivi, abbiamo documenti che attestano l’utilizzo dei richiami elettronici ben prima dell’istituzione del Parco Stesso».
Gli ambientalisti, insomma, non hanno alcuna intenzione di far passare sotto silenzio la sortita dei cacciatori. Anzi. Hanno dato mandato ai propri legali di verificare se, nelle dichiarazioni a sostegno dell’impiego dei richiami elettronici, non siano ravvisabili reati.
Fonte: IL GAZZETTINO DI ROVIGO
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Oggi si apre la caccia al capriolo
Ravenna – Conto alla rovescia per l’apertura della caccia. In attesa del primo settembre – giornata in cui le doppiette potranno scendere in campo per la prima giornata d’anticipo – , oggi prende avvio l’addestramento dei cani da caccia. L’allenamento e l’addestramento dei cani da caccia si protrarrà fino a giovedì 15 settembre, dalle 7 alle 20, con esclusione delle giornate di martedì e venerdì, nelle giornate di pioggia e quando il terreno è ancora bagnato. Nel periodo che va dall’1 al 15 settembre l’addestramento è vietato nelle giornate e negli orari in cui è consentito l’esercizio venatorio.“Dal 15 agosto – commenta Andrea Corsini, assessore alle attività ittico venatorie – avremo ulteriori operatori dislocati sul comprensorio montano che, in stretta sintonia col territorio ci permetteranno un più attento e puntiforme presidio degli incendi, grave cruccio ed assillo della stagione estiva. In occasione dell’apertura si raccomanda di prestare particolare attenzione alle distanze di sicurezza, in particolare da strade ed abitazioni, nonché per la fauna selvatica non oggetto di prelievo venatorio”.Sempre a partire da oggi, è aperta anche la caccia al capriolo maschio. L’attività venatoria si svolge da un’ora prima del sorgere del sole fino ad un’ora dopo il tramonto. Possono esercitare la caccia al capriolo tutti quei cacciatori che hanno partecipato a un apposito corso di abilitazione per selecontrollori e direttamente coordinati sul territorio dall’Atc RA3 faentino. L’attività venatoria inizia giovedì 1° settembre, con la prima di cinque giornate di anticipazione. Le altre sono previste domenica 4, giovedì 8, domenica 11 e giovedì 15 settembre. In queste giornate si può sparare a merlo, tortora, gazza, cornacchia grigia e ghiandaia esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo dalle 5,45 alle 13 (ora legale) in tutto il territorio provinciale ad esclusione del Pre-parco e della fascia costiera, sita a mare della SS.16 Adriatica e SS. Romea. Allo scopo di prevenire i gravi e ricorrenti danni alle colture agricole è consentito il prelievo in deroga delle specie storno, passero, passera mattugia e tortora dal collare orientale con un carniere massimo giornaliero e stagionale rispettivamente di 10 e 50 capi complessivi di passeri, 25 e 200 capi di storni, 5 e 50 capi di tortore dal collare. Dal 1 ottobre al 30 novembre, i cacciatori potranno usufruire di ulteriori due giornate alla sola migratoria da appostamento. “Il territorio agro-silvo-pastorale provinciale è caratterizzato da ambienti diversificati – sottolinea Corsini – che offrono prati incolti piuttosto secchi, frutteti irrigui e boschi verdi e rigogliosi, piccole proprietà contadine, con appezzamenti frammentati da continui fossi e canali di bonifica, nonché siepi e filari frangivento, che offrono rifugio e sostentamento alla fauna selvatica. È proprio al fine di mantenere tale biodiversità ambientale ed agro-forestale, che la Provincia si dedica ormai da diversi anni, a interventi di miglioramento ambientale, con contributi alle colture agricole a perdere o finalizzati alla creazione e mantenimento di quegli habitat sopra descritti, ritenuti necessari al rifugio ed alimentazione della fauna stessa, risultato di strette sinergie fra cacciatori e agricoltori che operano sul medesimo territorio. Sono infatti importanti quelle piccole realtà quali le vecchie siepi di confine che una volta costellavano le nostre campagne, o anche semplicemente quei fossati che con una vegetazione selvatica incontrollata o quasi, danno rifugio alla piccola fauna selvatica, in una campagna sempre troppo nuda e intensamente coltivata”.
Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: RAVENNA)
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Abitudini e apprendimento
La ripetizione consente di registrare inconsapevolmente nuovi ricordi
Gli esseri umani hanno una forte capacità di apprendere e registrare nuove informazioni in maniera inconscia, acquisendo una cosiddetta memoria non associativa anche in assenza di apprendimento consapevole o dichiarativo. Lo sostengono alcuni ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università della California di San Diego e del Veteran Affairs Health System di San Diego in uno studio pubblicato sul numero del 28 luglio della rivista “Nature”.
“Sappiamo che esiste un apprendimento abitudinario – spiega lo psicologo e neuroscienziato Larry Squire – e lo abbiamo studiato estensivamente nei modelli animali, ma negli esseri umani il processo non è ancora ben compreso perché la nostra memoria dichiarativa è troppo dominante”.
La memoria dichiarativa si basa sull’apprendimento e la memorizzazione attiva, e dipende dalla regione del cervello nel lobo temporale che comprende l’ippocampo. Se l’ippocampo e le strutture collegate vengono lesionate o distrutte, il paziente perde la capacità di apprendere nuovi ricordi e di accedere alla memoria recente.
L’apprendimento abitudinario, invece, si verifica quando l’informazione è registrata inconsapevolmente, mediante la ripetizione o il processo per tentativi ed errori. Si ritiene che questi ricordi siano conservati in una differente regione del cervello, il ganglio basale. E stato dimostrato che le scimmie con lesioni nell’ippocampo, al contrario di uomini con lesioni simili che hanno difficoltà ad apprendere determinati compiti, riescono a svolgere gli esercizi normalmente, forse per abitudine.
Squire e colleghi hanno sottoposto due volontari umani che soffrivano di amnesia a una serie di semplici esercizi di discriminazione fra oggetti. All’inizio di ogni sessione, i pazienti non ricordavano di aver già svolto in precedenza l’esercizio. Ma dopo aver ripetuto il test numerose volte, riuscivano a scegliere la risposta corretta in maniera automatica grazie all’abitudine.
Fonte: LE SCIENZE
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Nanocellule contro i tumori
Le nanoparticelle vengono usate come “cavalli di troia”
Alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno sviluppato una nanocellula in grado di penetrare in un tumore, tagliare via le sue riserve di sangue e detonare una dose letale di tossine anti-cancro. La terapia a doppia azione, la cui efficacia è stata sperimentata contro il melanoma e una forma di tumore dei polmoni nei topi, lascia intatte le cellule sane. I dettagli sono stati pubblicati sulla rivista “Nature”.
La tecnica combina due metodi della lotta contro il cancro: l’avvelenamento delle cellule tumorali e l’eliminazione del loro approvvigionamento di sangue. In precedenza, questa doppia strategia si era rivelata difficile da attuare, in quanto la chemioterapia non può raggiungere i tumori se i loro vasi sanguigni vengono interrotti. Inoltre, i farmaci necessari devono essere somministrati con differente tempismo: gli anti-angiogenici che distruggono i vasi sanguigni per un periodo prolungato, la chemioterapia in cicli.
ll gruppo del MIT ha risolto il problema creando una nanostruttura divisa in due parti. Nella membrana esterna della nanocellula, Ram Sasisekharan e colleghi hanno inserito un farmaco anti-angiogenico, mentre la camera interna è stata riempita con agenti chemioterapeutici. La chimica di superficie è stata progettata in modo da impedire alla cellula di essere individuata dal sistema immunitario.
La nanocellula è abbastanza piccola da passare attraverso i vasi dei tumori. I test nei topi hanno dimostrato che la tecnica è efficace: otto animali su dieci sono sopravvissuti per più di 65 giorni. I topi trattati con le migliori terapie attuali sono sopravvissuti per 30 giorni, quelli non curati per soli 20 giorni.
Fonte: LE SCIENZE
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Gli animalisti: «Canile chiuso? Almeno fate adottare gli ospiti»
FABRIANO Dopo la notizia dell’ordinanza di chiusura del canile comunale di Canta-Putido firmata giovedì dal sindaco Roberto Sorci e mentre la Onlus che gestisce la struttura medita eventuali opposizioni o ricorsi, il Coordinamento delle associazioni animaliste delle Marche fa sentire la propria voce. «La notizia ci ha molto meravigliato – dice Marisa Aquila – ma siamo pronti a studiare per bene la situazione assieme ai gestori della struttura fabrianese. Inoltre ci ha sorpreso il fatto che i lavori di messa a norma del canile di Canta-Putido permetteranno la permanenza di soli 25 cani. Perché non si studia la possibilità di adeguarlo per quanti sono gli attuali “ospiti”, cioè circa 50? Sperando che tutti i soggetti coinvolti ripensino a questa incresciosa situazione, ci preme ricordare che noi siamo per il benessere degli animali e non crediamo sia opportuno spostarli visto la veneranda età di qualcuno di essi. Speriamo almeno possa esserci una massiccia campagna di adozione che limiti al massimo i danni per i cani».
Fonte: IL MESSAGGERO
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