WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Saturday May 26th 2018

Notiziario animalista

“La vivisezione non è soltanto il più crudele mezzo della ricerca, ma anche il peggiore, un marchio a fuoco per la scienza, la via più sicura verso la brutalizzazione dei medici e della società. Il più grande spregio dell’etica, dell’umanità e della religione”
Prof. E. Reich
Fonte: http://www.bairo.info/pag78.html
——————————————————————————–
http://www.enpa.it/cgi-bin/Public/foto/12925_ringo.jpg
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
Volontari Gruppo Bairo
——————————————————————————–
Pirillo: “in questi anni dal Wwf solo silenzio-assenso”
CATANZARO. “Non è mio costume replicare ad insipidi interventi, scarni di significato e privi del più elementare senso di confronto. Il Wwf Calabria cerca in tutti i modi di trovare un ‘capro espiatorio’ alle deficienze strategiche che di fatto hanno posto le battaglie ambientaliste e naturalistiche ai confini della dialettica politica”. E’ quanto sostiene in una nota l’assessore regionale all’agricoltura, Mario Pirillo. “Il Fondo mondiale della natura – ha aggiunto – nei cui confronti ho sempre nutrito il massimo rispetto, presenta purtroppo segmenti che poco hanno a che vedere con la fauna e la flora. Gridare allo scandalo perché l’ assessore ha anticipato (per alcune specie) la data dell’ apertura della stagione venatoria ed aver delegato alle Province la proroga della chiusura della stagione venatoria (solo in presenza di necessità avvertite dalle stesse Province), assume ben altri connotati rispetto al ‘silenzio-assenso’ che il Wwf ha mostrato in questi anni di attività politica. Bisognerebbe valutare a fondo il perché si cerca di spostare l’ attenzione su altri argomenti, celando sotto un falso perbenismo ambientale, battaglie che poco hanno a che vedere con la difesa degli animali”. “Tengo a ribadire – ha proseguito Pirillo – che solo attraverso regole certe dettate dal senso civico che ritengo di possedere, si potranno assicurare tutela alla fauna selvatica e a quel patrimonio che possiede la nostra meravigliosa terra. Per cui le ‘pontificali’ affermazioni del Wwf poco incidono sull’ indirizzo che la nuova giunta e il sottoscritto hanno inteso delineare e che porteranno avanti. Gli accomodamenti cui abbiamo assistito in questi anni da parte delle associazioni ambientaliste, intramezzate da sporadici interventi di colore dettati dall’ opportunità del momento, hanno segnato profondamente la nostra terra. La selvaggia cementificazione e la distruzione di macchia mediterranea, sono solo alcuni aspetti di un sistema che ha prodotto solo ferite che stentano a cicatrizzarsi”. “Ricordo – ha concluso – che in qualità di consigliere regionale ho presentato un progetto di legge inerente l’ istituzione di una area marina protetta, quella di Isca (Amantea), sostenendo il programma di monitoraggio sulla Posidonia oceanica, rientrante nel progetto comunitario ‘Life Nature ’99’ promosso dal Wwf Italia. L’ equilibrata convivenza tra uomini e animali può avvenire solo rispettando il complesso ecosistema presente. A ciascuno il proprio spazio, senza pregiudizi o preclusioni”.
Fonte: IL GIORNALE DI CALABRIA
——————————————————————————–
AL CANILE MUNICIPALE: COCOMERATA DI FERRAGOSTO
Ferrara – Appuntamento per chi resta in città per ferragosto alla tradizionale “cocomerata” del Canile municipale. Lunedì 15 agosto, infatti, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 20, gli operatori e i volontari del canile di via Gramicia 120 trascorreranno, insieme ai cittadini che vorranno intervenire, una giornata in compagnia dei cani randagi ricoverati nella struttura. Nel pomeriggio verranno offerte bibite fresche e angurie. L’iniziativa è promossa dall’associazione Avedev che gestisce il canile e dal Comune di Ferrara con il contributo dell’Azienda Farmaceutica Municipalizzata di Ferrara. Attualmente sono 111 i cani ricoverati che sperano di poter trovare una famiglia disposta ad adottarli.
Fonte: SESTO POTERE
——————————————————————————–
cani, gatti & co. Arriva Ferragosto: attenti ai nostri piccoli amici in difficoltà
di Michela Brambilla Siamo vicini a Ferragosto ed è importante che tutti gli amanti degli animali si impegnino ad aiutare i quattrozampe in difficoltà. Come ogni anno, i nostri amici devono fare i conti con i proprietari che li abbandonano sulle strade, destinandoli alla morte per fame e sete o perché investiti da un’automobile. Tutti i lecchesi dovrebbero contribuire al lavoro dei volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che si occupano di recuperare gli animali vaganti e feriti sulle strade della nostra provincia. Un cagnolino che corre sul marciapiede, o che fa lo slalom tra le automobili, deve mettere immediatamente in allarme. Per queste situazioni bisogna rivolgersi al numero di cellulare 338.8957794, attivo 24 ore su 24 per ricevere le segnalazioni delle forze dell’ordine così come dei cittadini. Una volta richiesto il soccorso, in attesa che accorrano sul posto i volontari dell’associazione animalista, è bene che la persona che ha effettuato la segnalazione non perda di vista il cane. Inutile tentare di catturarlo se non si è esperti: chiamandolo e correndogli dietro si rischierebbe di spaventarlo. Si raccomanda, quindi, di stare fermi ed aspettare che sia l’animale, nel caso, ad avvicinarsi, cercando di portarlo verso uno spazio chiuso, dove sia più facile riuscire a prenderlo. Ma non sono solo gli abbandoni il problema del mese di agosto: capita che la gente se ne vada al mare per un po’ di giorni lasciando il proprio fedele amico a casa senza nessuno che se ne occupi. A volte, questi poveri cani riescono a scappare dai loro cortili e si ritrovano a vagare per le strade; altre volte è solo il buon cuore dei vicini di casa a salvare loro la vita. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane è intervenuta spesso, al fianco delle forze dell’ordine, per salvare dalla morte cagnolini dimenticati da giorni, senza acqua e senza cibo, in un balcone di qualche condominio o dietro qualche cancello. Si tratta di maltrattamento di animali, reato contemplato nel codice penale che prevede il carcere ed il pagamento di una pesante sanzione per chi lo commette. Per effettuare una segnalazione di maltrattamento, o per qualsiasi altro problema che abbia bisogno di un intervento immediato, l’associazione animalista, che gestisce anche i canili provinciali, mette a disposizione dei cittadini il numero di Pronto Intervento 333.8416430 – anche in questo caso attivo 24h su 24. Le telefonate possono essere fatte anche in forma anonima, spiegando dettagliatamente il tipo di problema ed il luogo. Infine, un altro problema tristemente frequente in questo periodo dell’anno è quello dell’abbandono dei gattini. Ci sono ancora troppe persone senza cuore e, sicuramente, anche senza cervello, che non sterilizzano la propria gatta. Così, quando si trovano davanti a cucciolate indesiderate, pensano di liberarsi del problema lasciando i piccoli in qualche cassonetto. Si tratta di gesti che fanno orrore in quanto nessuno di noi ha certamente il diritto di uccidere una creatura appena nata ed è un malcostume da combattere. Un’ultima raccomandazione: attenzione ai botti di ferragosto perchè gli animali ne sono terrorizzati. Quel giorno lasciate in casa il vostro cane ed il vostro gatto. SCRIVETE A «CANI, GATTI & CO», LA PROVINCIA, VIA RAFFAELLO 21, 23900 LECCO
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
——————————————————————————–
Sevizie su animali, anche in Ticino secondo “Falò”
LUGANO – I misteriosi casi di sevizie sessuali su animali che da tre mesi si verificano nella Svizzera tedesca hanno interessato anche il Canton Ticino, secondo il settimanale di informazione della TSI “Falò”.
Questa sera la trasmissione tratterà il caso di una cavalla alla quale, nelle scorse settimane, sono state mutilate le parti genitali. Falò ha raccolto la testimonianza del veterinario che è intervenuto per curare la bestia, salvatasi per miracolo. Il fatto si è verificato in un pascolo aperto nel Sottoceneri. Da indiscrezioni, raccolte dai giornalisti di Falò, il caso segnalato alla procura non sarebbe l’unico verificatosi in questi ultimi tempi in Ticino. Potrebbero esserci altri due casi di sevizie sessuali con mutilazioni su animali mai denunciati alle autorità.
Fonte: SWISSINFO
——————————————————————————–
Sidney: uomo accusato crudeltà su animali e “zoofilia erotica”
SIDNEY (Reuters) – Un uomo, che si pensa lavori nel settore finanziario, è comparso oggi in un tribunale australiano con le accuse di crudeltà verso gli animali, zoofilia erotica e uso di droga, in relazione alla morte di 17 conigli e di un maialino d’India.
La polizia ha dichiarato che il 36enne è stato arrestato nel suo ufficio di Sidney all’una di stamattina in seguito ad un’inchiesta svolta dalla stessa polizia in collaborazione con la Società australiana per la prevenzione della crudeltà verso gli animali.
Sono stati presentati contro l’uomo 18 capi di accusa per crudeltà verso gli animali, uno per zoofilia erotica e due per il possesso di cannabis, reati che sarebbero stati commessi fra il 20 luglio ed il 20 agosto.
L’uomo, che sarà detenuto fino all’udienza del 19 agosto, non ha confermato né smentito le accuse e non ha richiesto la libertà provvisoria dietro cauzione.
Secondo quanto dichiarato dal suo avvocato, l’uomo possiede la cittadinanza Neozelandese.
Fonte: REUTERS
——————————————————————————–
Sfregia le mucche con un punteruolo
Orrore a Ferriere, gli animali colpiti alle mammelle. Bettola: fulmine uccide 5 vacche

Ferriere – Un fatto inspiegabile e crudele. Cinque vacche ferite alle mammelle con un punteruolo e un cane da guardia bastonato. Una violenza che per il momento non trova una ragione. Ci stanno provando i carabinieri a fare luce sull’episodio avvenuto qualche giorno fa a Grondone Sopra, frazione di Ferriere. L’indagine è aperta e si cerca di arrivare all’identità della persona che l’altra notte è entrata nella stalla dell’alta Valnure accanendosi sugli animali. «Non sappiamo chi sia stato e soprattutto perché l’abbia fatto – dice Roberto Ballerini, nipote del titolare dell’allevamento – Siamo rimasti tutti attoniti. Qui è il regno della tranquillità e fatti del genere non si erano mai verificati. Pensiamo che sia l’opera di una persona fuori di testa». In una frazione di Bettola (Cravarezza di Padri), a causa del temporale di giovedì sera, cinque vacche sono morte a causa di un fulmine che si è infilato attraverso una finestra della stalla.
Fonte: LIBERTA’
——————————————————————————–
galatone In contrada «Abbazia»
Tre cani avvelenati una taglia sul killer

GALATONEAltri tre cani avvelenati nella zona di Galatone. Precisamente in contrada «Abbazia», alla periferia del paese. Gli animali, tutti randagi, sono stati trovati l’altra mattina da un pastore, sotto un albero, in aperta campagna. Vicino ai loro corpi, ormai senza vita, è stato recuperato anche un piattino con delle ossa di pollo. Nello stesso c’erano anche delle mosche morte, segno evidente che la carne era probabilmente «condita» con veleno. Il piatto sarà ora esaminato dagli operatori dell’Ausl. Ma non è la prima volta che episodi del genere si verificano in quella zona di Galatone, ribattezzata «contrada della morte». «Si ripetono casi simili, prevalentemente d’estate, da circa 8 anni – precisa Maria Teresa Corsi, responsabile provinciale della Lega nazionale per la difesa del cane – Negli ultimi giorni sono stati avvelenati 7-8 cani. A farne le spese sono soprattutto randagi, ma 2 mesi fa è stato avvelenato pure un rothweiler, legato al guinzaglio, in un’abitazione privata. Noi, come Lega, abbiamo presentato una denuncia 2-3 anni fa, ma non si è scoperto il responsabile di questi terribili atti. Siamo convinti che sia comunque un residente della zona». Anche per l’ultimo episodio è stata presentata una denuncia contro ignoti ai carabinieri di Galatone, ma l’associazione animalista ha deciso di andare oltre e offrire una taglia di 2mila euro a chiunque possa fornire informazioni utili all’individuazione del killer dei cani.
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
——————————————————————————–
GIORNALISTA «INCORNATO» DURANTE UN PIC-NIC
Un inviato del Tg2, Francesco Festuccia, è stato “incornato” da una mucca mentre mangiava tranquillamente pane e formaggino nei pratoni sopra Ra Stua. La conseguenza è stata un gran ematoma sul fianco sinistro. In una lettera inviata al “Notiziario di Cortina” di Feliciana Mariotti, il malcapitato si chiede ironicamente se dopo le multe per i cani senza guinzaglio, per due salsicce alla brace, per i rifiuti abbandonati, uno non possa neppure più fare un picnic senza rischiare la propria incolumità. «Non ci dovrebbe essere qualcuno che governa gli animali? Se sì, dov’era oggi? Dobbiamo andare ai pic nic armati di bastone, oppure dobbiamo rinunciare al piacere di fare scampagnate?» si chiede il giornalistadel telegiornale nazionale.
Giriamo quindi opportunamente la domanda alle Regole d’Ampezzo. Per apprendere così che la zona in questione è adibita a pascolo. La priorità quindi ce l’hanno gli armenti. Esiste peraltro sul posto una cartellonistica con questo messaggio: “Si prega di non molestare gli animali.. si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti”.
C’è da aggiungere inoltre che l’Ente Parco di Cortina è molto più permissivo rispetto ad altre realtà contermini. Nella vicina Val Pusteria ad esempio, i picnic nelle zona adibite a pascolo non sono possibili e chi viene colto in flagrante paga multe pesanti, che vanno ad aggiungersi a quelle per l’abbandono dei rifiuti, per il fuoco acceso per cucinare, e per il cane lasciato libero. Insomma, una legislazione ben più severa di quella ampezzana.
Nives Milani
Fonte: IL GAZZETTINO DI BELLUNO
——————————————————————————–
L’amara scoperta è stata fatta dai soci del locale gruppo di pescatori che hanno fatto di tutto per cercare di salvare il patrimonio ittico
Lago senza acqua, strage di uova di pesce persico

Il gruppo di appassionati ha documentato in sessanta scatti fotografici la moria che si era estesa lungo il territorio per 200 metri
Calalzo – (BL) Il lago del Centro Cadore ha perso quest’anno oltre il 90 per cento delle uova depositate dal pesce persico reale. Cos’è accaduto questa primavera alle numerose uova che il particolare e appetitoso pesce affida nel mese di maggio alle rive del lago? L’amara scoperta è stata fatta del locale gruppo di pescatori: tutte le uova, o quasi (si sono salvate solo quelle depositare ai margini dei torrenti affluenti) si sono seccate a causa del brusco abbassamento del livello del lago, tre metri in due giorni, avvenuto in maggio. I pescatori hanno tentato il tutto e per tutto per salvare i futuri pesciolini ma era già troppo tardi e a quel punto hanno deciso di allertare il biologo della provincia. Il gruppo si è poi armato di macchina fotografica ed ha documentato, in 60 scatti, la moria di uova che si era estesa lungo tutto il territorio del comune di Calalzo per circa 200 metri. Le uova vengono depositate in gruppi chiamati “nastri” che aderiscono alle sponde del lago per scendere al di sotto del livello di un paio di metri, poco più. Fatale il brusco calo motivato dall’Enel come operazione necessaria in quanto erano previsti forti piogge e il lago del Centro Cadore doveva fare da bacino di contenimento dei corsi d’acqua che vi affluiscono. Trattandosi di un bacino artificiale, ottempera alle differenti richieste: maggior fabbisogno di energia elettrica, dei consorzi irrigui , e il livello, pertanto, non può essere garantito. Le uova del persico reale si sarebbero schiuse un mese fa ma per quest’anno niente da fare. Medesimo il problema di un altro pesce, la trota. Depone le uova tra ottobre e dicembre e la schiusa è alle porte della primavera successiva. Se il lago è in movimento, però, gli animali faticano a deporre. Le richieste mosse all’Enel, che ha in mano una convenzione con la quale può utilizzare le acque del lago a seconda delle varie esigenze, sono state semplici: cercare di avere un po’ più di rispetto per l’ecosistema, che significa calare con maggiore gradualità le acque del lago affinché anche la fauna abbia il tempo, quantomeno, di cerare l’adattamento. L’ente, tuttavia, non si sottrae agli obblighi itiogenici: gli sfruttamenti idrici sono integrati con 40mila trotelle che l’Enel fornisce e che vengono seminate parte nel lago e parte nel comune di Perarolo e lungo il corso del Piave, dove le uova delle trote si schiudono regolarmente. Proprio il tratto del Piave che corre nel comune di Perarolo è stato di recente oggetto di una trasmissione andata in onda sul canale Sky “Caccia e pesca”. In quel tratto si pratica un particolare tipo di pesca che consiste nel catturare il pesce per poi rilasciarlo, senza andare a intaccare l’equilibrio naturale del luogo. I complimenti per le dimensioni e la qualità delle trote del Piave sono giunti anche dall’Austria da parte di appassionati che non hanno risparmiato apprezzamenti sul contesto ambientale che hanno definito pittoresco. Tornando al persico, il medesimo problema si era presentato nel 2003, la famosa estate torrida che aveva già minato, causa lago semivuoto, la sopravvivenza del pesce nelle acque cadorine. Oltre al danno faunistico, ci ha perso anche un turismo che si stava fortemente sviluppando. Un centinaio, circa, i pescatori che giungevano nel centro Cadore da ogni parte d’Italia appositamente per pescare il persico reale, che era diventato anche un ottimo ingrediente per i piatti tipici locali. Dopo l’estate del 2003, però, i pescatori, che occupavano hotel ed affittacamere per buona parte dell’estate, si sono dirottati nei laghi del Trentino Alto Adige dove il livello dell’acqua, e il pesce, sono garantiti.Eleonora Riva
Fonte: IL GAZZETTINO DI BELLUNO
——————————————————————————–
Cani maltrattati: aumentano i casi
Aumentano i casi di maltrattamenti di animali d’affezione. L’Enpa in questa settimana è intervenuta più volte a salvare cani e gatti legati, imprigionati in locali angusti e lasciati senza cibo. E’ quanto avviene ogni anno nel mese di agosto, con l’approsimarsi delle in ferie. Per salvarli, l’Enpa ricorda il proprio numero:368.3150760.
Fonte: IL MESSAGGERO (Abruzzo)
——————————————————————————-
Usa, bistecche in tavola senza uccidere animali
NEW YORK – Bistecche, bocconcini di pollo e di agnello prodotti in laboratorio senza uccidere neppure un animale. Dei ricercatori dell’università del Maryland (Usa) hanno messo a punto una nuova tecnica, applicando a fini alimentari la tecnologia già esistente per la produzione di tessuti a scopo medico. «Con una sola cellula di animale, si può teoricamente produrre l’intero fabbisogno di carne del mondo», spiega uno dei ricercatori, Jason Matheny, alla rivista scientifica Tissue Engineering Journal . Secondo Methany la produzione di carne in laboratorio sarebbe di beneficio all’ambiente e alla salute umana.
Fonte: IL MESSAGGERO (NAZIONALE)
——————————————————————————–
Agosto, la vacanza non ammette scrupoli: si abbandonano anziani e quattrozampe
NONOSTANTE la legge punisca chi maltratta gli animali, la barbarie dell’abbandono continua. Sono fatti: cani e gatti vaganti sul territorio sono in numero crescente. Fanno “panorama”. Il canile Muratella di Roma “scoppia”; così gli altri. Da zoofilo domando al pubblico potere se sul serio è favorevole a vincere sul randagismo. Le parole rimangono parole.
Al randagismo ci sto “dentro”, si può combatterlo. Con l’ausilio di codesta redazione vorrei rivolgere l’invito ai sindaci italiani affinché in ogni Comune si provveda ad istituire: lo sportello per la tutela degli animali; un team di volontari zoofili indirizzati alla prevenzione del randagismo. La presenza continua nel comprensorio porterà a risultati soddisfacenti. Corsi periodici di educazione zoofila, rivolti a ragazzi ed adulti; mini centri raccolta per cani e gatti abbandonati in territorio comunale, in attesa di darli in adozione, gestiti da volontari zoofili animalisti, un risparmio per le casse comunai (no ai canili-lager).
E’ l’impegno civile, morale, la strada da seguire, altrimenti il rischio è che non si arriverà mai alla soluzione del problema.
Luciano Pennacchiotti
Associazione Zoofila
Ecologica Laziale LASCIANO i nonni a Roma, figuriamoci se non ci lasciano il cane o il gatto di casa. Quando è il momento dell’esodo di agosto, gli scrupoli non sono ammessi perché c’è il pupo che ha respirà l’aria bona, signor Pennacchiotti, e i nonni, no, l’aria buona magari gli fa male, meglio la solita aria di casa. Se resta almeno un nonno a Roma, il cane è fortunato perché conserva il privilegio della sua casa, della sua cuccia, della sua pappa e di qualcuno cui tenere compagnia. Se il nonno non c’è, il cane o il gatto vengono sfrattati per il tempo in cui il pupo respirerà aria buona in villeggiatura, e il gatto di solito se la cava meglio, grazie alla sua innata e mai perduta indipendenza, grazie anche alle gattare che operano angelicamente in ogni quartiere. Il problema è soprattutto del cane che da un momento all’altro, da bravo cane di casa deve diventare randagio e magari non sa neanche attraversare una strada senza rischiare di finire sotto le ruote di una macchina. E poi il cane è un sentimentalone, solo non sa stare, il fatto stesso di non poter scodinzolare davanti ai padroni lo deprime, anzi lo ammala di quella malinconia che il veterinario chiama sindrome da abbandono. Ma gli umani, non tutti, per fortuna, sono fatti così, specie quando arriva agosto e il pupo deve respirare aria buona. Per la verità, ci sono pensioni dove poter lasciare il cane, quando si parte, ma non sono gratis e ci manca pure la retta del cane, con tutto quello che costa una villeggiatura. Ci sono persone consapevoli che trovano l’amico o il parente che gli ospita il cane per il periodo delle vacanze. E ci sono persone rozze, quasi non persone, che il cane lo lasciano in mezzo alla strada: che se la veda lui, è cane, mica essere umano, ci aspetti, quando rientriamo lui può anche tornare. E’ cane. Spesso torna.
Fonte: IL MESSAGGERO (NAZIONALE)
——————————————————————————–
Chiuso in casa ”bastardino” si lascia morire
Il proprietario, minacciato da una telefonata, costretto a negargli la libertà

di GIULIO LADI
ORVIETO A sopportare di essere “prigioniero” delle quattro mura di un’abitazione, seppure quella dove viveva insieme al suo padrone, non ce l’ha fatta. Ha scelto la strada che spesso i cani, animali più sensibili di quello che l’uomo creda, percorrono: morire in silenzio, rifiutando il cibo giorno, dopo giorno.
Così è morto Zero, un bastardino che era l’unico compagno e amico di Dario, un anziano pensionato di Orvieto. La storia di Dario e Zero ci insegna quanto gli uomini, e in questo caso, forse, anche le istituzioni, possono essere crudeli. Zero viveva felice, libero di andare e venire dall’abitazione del suo padrone, mai allontanandosi troppo da quella via degli Orti dove l’abitazione si trova. Un giorno qualche settimana fa, una telefonata a Dario. Un uomo, qualificandosi come veterinario della Usl, “invitava” il pensionato a non far uscire il cane di casa. «Orvieto è una città turistica la motivazione i cani in giro sporcano, fanno disordine». Dario si è impaurito, ha temuto chissà quali conseguenze, ha cominciato a guardarsi intorno per trovare una soluzione, e l’ha trovata nell’aiuto di un vicino di casa che gli ha messo a disposizione un piccolo spazio all’aperto, recintato. Ma anche lì Zero si sentiva in prigione, recluso, guaiva infelice. Allora la soluzione di riportarlo in casa è sembrata l’unica possibile.
Ma per Zero è stata la morte, lenta e inesorabile, finché si è spento, preferendo andarsene piuttosto che vivere in quella che per lui era una prigione. Chiuso in casa aveva soltanto l’affetto del suo padrone, gli mancava però, quello delle altre persone, di tutti ed erano tanti che lo incontravano e per lui avevano una carezza, un complimento, magari anche una leccornia da gustare. «Ma come, è morto Zero?», è l’espressione di meraviglia che coglie chiedendo lungo la via dove Zero passeggiava felice finché non glielo hanno proibito. Trovare ora il veterinario che ha fatto quella telefonata è impossibile. Pare non sia mai esistita e il dubbio che sia stato qualcuno a spacciarsi del veterinario della Usl è quasi certezza. Ma Dario si è impaurito, ha temuto conseguenze e ha inferto un duro colpo alla sua solitudine. Già provata dalla morte della moglie. Zero era la sua compagnia e per il piccolo bastardino vivere libero e nello stesso tempo con un affetto certo, un posto sicuro dove rifugiarsi, era il massimo della vita. Qualcuno ha voluto mettere fine a quella coesistenza felice, strappando la vita a Zero, ma lasciando un freddo vuoto anche nel suo padrone. Gli abitanti di via degli Orti avranno un compagno e un amico in meno. Chi ha fatto quella telefonata prendendosela con un cagnolino, avrà, forse qualche rimorso e una cattiveria da fari perdonare.
Fonte: IL MESSAGGERO (Umbria)
——————————————————————————–
NUOVO SERVIZIO PER GLI AMICI A QUATTROZAMPE CHE NON VANNO IN VACANZA
Cani e gatti meno soli con i dog sitter

Quando il padrone va in vacanza, gli animali restano in vece a casa. L’estate è tempo di ferie e spostamenti, e non tutti infatti sono propensi a portare in villeggiatura anche l’amico a quattro zampe o il canarino, o meglio non tutte le strutture turistiche sono attrezzate per ricevere felini e segugi.
Attivissimo in questo periodo è il dog sitting. A Padova, l’unica agenzia di servizi per animali che svolge questa attività è il Pet Service. «Tutti i giorni, 24 ore su 24, ci prendiamo cura degli animali direttamente a domicilio» racconta Martina De Zanche, titolare del servizio che insieme a altri 2 ragazzi neo laureati in medicina veterinaria si occupa di dog sitting. Cani e gatti possono rimanere beatamente nelle loro cucce, a godere della tranquillità casalinga senza sentirsi abbandonati perché ad occuparsi di loro ci pensano i dog sitter.
«Passiamo nelle abitazioni più volte al giorno. Ogni passaggio consiste nel dare da mangiare e da bere e pulire l’animale – spiega Martina – naturalmente ci scappa pure qualche coccola e per i cani è previsto anche il servizio di walking, ovvero la sana passeggiata quotidiana». Tutto questo per una cifra che i titolari definiscono più che accettabile. I costi del dog sitting, infatti variano a seconda del numero di passaggi, del tipo e del numero di animali: 13,2 euro a passaggio per fido, 10,8 euro per i gatti. Se poi il cliente ha più animali si fanno prezzi forfettari, o meglio come continua a spiegare Martina “prezzi personalizzati”. Pet Service, però, non è solo dog sitting, anche se in estate è questa l’attività principale dell’agenzia (sono oltre 40 i quattrozampe curati in questi giorni). Da 5 anni, tra i servizi disponibili ci sono anche i taxi per accompagnare gli animali dal veterinario o nelle pensioni o a fare la tolettatura e poi il servizio di ambulanza 24 ore su 24. Insomma non manca nulla per farli sentire serviti e riveriti e per rendere meno traumatico il periodo di distacco. Attenzione però, il padrone è avvisato: al suo ritorno gli animali potrebbero essersi talmente abituati all’affetto dei dog sitter da non riconoscere più i proprietari che li hanno “abbandonati” per andarsene beatamente in vacanza.
V.V.
Fonte: IL GAZZETTINO DI PADOVA
——————————————————————————–
ANIMALI SIMBOLO DI VIRTÙ O DIFETTI UMANI L’affinità con i primati ci inquieta e crea leggende
Fra uomo e scimmia, chi scimmiotta?

Vedendo oranghi e scimpanzé sembra quasi di guardarsi un uno specchio deformante: le scimmie sono infatti gli animali a cui sentiamo più di somigliare, grazie alla loro mimica facciale non molto diversa dalla nostra, a quel loro gesticolare, al fatto che sembrano ridere e imbronciarsi proprio come noi. E anche ad alcuni loro comportamenti: l’affetto che mostrano per i propri piccoli, il modo di riprodursi, gli atteggiamenti aggressivi verso i rivali, le gerarchie e la struttura sociale delle loro comunità. Sin dai tempi più antichi sono stati questi i soli mammiferi con cui, accantonando per un attimo la convinzione di essere enormemente superiore a tutte le bestie, l’uomo ha dovuto ammettere la somiglianza, anche quando le teorie evolutive erano ancora di là da venire. Una corrispondenza così palese non poteva non colpire e turbare l’essere umano, tanto che il poeta latino Ennio scrisse con un brivido di orrore: “La scimmia, il più spregevole degli animali, come ci somiglia!”. Un ribrezzo che divenne ancora più forte nel Medio Evo, quando questa bestia troppo simile all’uomo fu da molti paragonata al demonio. Malgrado ciò, la supremazia delle scimmie sugli altri animali era tanto evidente e universalmente riconosciuta che Linneo nella sua classificazione diede loro il nome di primati, per sottolinearne la posizione di supremazia nel regno animale. Tra le popolazioni sudamericane, africane e asiatiche che abitano nei luoghi dove esse vivono numerose, la convinzione della loro diversità e per molti versi superiorità rispetto agli altri animali ha originato leggende e superstizioni. Nel linguaggio comune, però, la scimmia è per definizione dispettosa, insistente, impicciona e soprattutto imitatrice. “Scimmiottare” significa infatti fare il verso a una persona, ripeterne i comportamenti in una grottesca imitazione. È questa caratteristica che ha fatto dello scimpanzé uno degli animali più impiegati nei circhi, in special modo nei numeri comici, in cui lo “scimmiottare” situazioni e comportamenti umani suscita inesorabilmente una generale ilarità. E una scimmietta vestita di tutto punto era l’immancabile compagna di quei girovaghi mendicanti che suonavano nelle strade un organetto o una piccola pianola. L’animale aveva il compito di chiedere qualche spicciolo ai passanti con smorfiette e capriole. Anche i famosi tre macachi giapponesi che tengono uno le mani sulle orecchie, l’altro sulla bocca e il terzo sugli occhi, in genere usati per indicare il fatto di non volersi accorgere di quello che succede intorno a noi – per l’esattezza mimano il proverbio nipponico “Non vedere, non ascoltare, non dire cose cattive”, – testimoniano come per esorcizzare i nostri vizi ci serviamo spesso di questi parenti pelosi. In realtà il termine scimmia può indicare creature molto diverse: la varietà all’interno di questo gruppo animale (vi rientrano le scimmie vere e proprie e le proscimmie) è grande. Diffuse in tutti i continenti tranne che in Australia e Oceania (in Europa ne esiste solo una piccola colonia introdotta a Gibilterra dagli inglesi nel Settecento), in comune hanno le abitudini arboricole, l’abitudine di vivere in comunità anche molto numerose e l’alimentazione generalmente vegetariana o onnivora. Ma in questo gruppo troviamo proscimmie minuscole come il galagone nano dell’Africa che pesa 50 grammi ed è lungo pochi centimetri (chiamato Bushbaby, “bambino della boscaglia”, per il suo grido che somiglia al lamento di un bambino) e i lemuri del Madagascar che possono raggiungere i 60 centimetri di lunghezza. Il gigantesco gorilla di montagna e la callitracide grande come un topo che pesa solo 330 grammi. I mandrilli dal muso e il posteriore variopinti, le scimmie urlatrici, gli agili gibboni, le buffe nasiche del Borneo e le dipettosissime bertucce. I macachi del Giappone che vivono sotto la neve e fanno il bagno in calde acque termali, e gli intelligentissimi e docili cebi cappuccini, scimmiette sudamericane dalla coda prensile e la notevole intelligenza. Per non parlare degli scimpanzé e dei bonobo (i cosiddetti scimpanzé pigmei), i primi animali cui si pensa quando si dice la parola “scimmia”. Se l’innegabile legame che ci unisce alle scimmie provoca in noi l’inquietante sospetto di non essere creature poi così speciali e distanti, tuttavia il nostro comportamento verso queste “cugine” è oltremodo contraddittorio. Proviamo orrore per le crudeltà perpetrate ai danni di alcune scimmie in tutto il mondo, ma nello stesso tempo l’esistenza di molte specie è messa in pericolo proprio dall’uomo. Forse quando chiamiamo bertuccia un’amica insistente e dispettosa o diamo del macaco a un corteggiatore non gradito o dello scimmione a un individuo grosso e goffo, in realtà tentiamo di esorcizzare quel 90 per cento di patrimonio genetico che abbiamo in comune con le scimmie. È quasi una reazione al torto che esse ci fanno dimostrandoci con la loro esistenza che anche noi uomini siamo animali, un dato di fatto che può non piacerci, ma con cui dobbiamo imparare a convivere serenamente. E che anzi potrebbe risolversi in una proficua collaborazione, se è vera la massima di Aldous Huxley che nel saggio La scimmia e l’essenza ha scritto: “Sono le scimmie a indicare la meta, sono umani solo i mezzi per giungervi”. (continua)
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
——————————————————————————–
VALTROMPIA Venti voli per trasportare ottomila litri d’acqua alla malga Costarica
L’elicottero disseta le mucche
Un centinaio di capi alle prese con i problemi della siccità che ha asciugato la fonte

Pia Grazioli
Sos acqua negli alpeggi delle montagne valtrumpline. Ieri un elicottero è stato messo a disposizione dalla Regione per rifornire la malga «Costarica», posta ad oltre 1.600 metri di altezza, di proprietà del Comune di Marcheno, dove attualmente si trovano alcuni pastori con un centinaio di capi di bestiame, in massima parte bovini. La «Costarica» è una delle realtà rurali più belle e suggestive della montagna valtrumplina. La stalla e la cascina dove soggiornano i malghesi per l’alpeggio estivo ricevono acqua da una sorgente posta alle pendici del Monte Guglielmo; a causa della siccità di questi giorni, la fonte si è prosciugata e non rifornisce più la vasca di abbeveraggio degli animali. È stato quindi necessario richiedere l’elicottero della Regione che, nella mattinata di ieri, ha fatto la spola dalla piscina di rifornimento allestita dal personale addetto nel piazzale davanti alla chiesa della Madonnina, in località Valle di Inzino, fino alla malga Costarica. Dalle 8.30 alle 11 il velivolo ha compiuto una ventina di viaggi travasando ogni volta 700 litri di acqua nella vasca dell’alpeggio, per un totale di circa 8mila litri. Le operazioni hanno visto l’impegno di alcune guardie forestali e una decina di volontari della protezione civile dei gruppi di Gardone VT, Marcheno e Bovegno coordinati dal dottor Pietro Temponi, responsabile del servizio Protezione civile della Comunità Montana di Valtrompia. «Il periodo particolarmente siccitoso rende necessari tali interventi – dice Temponi – da una settimana circa l’elicottero della Regione, proveniente da Clusane, sta effettuando il servizio di rifornimento. Nei giorni scorsi abbiamo effettuato un servizio anche nella malga «Lividino», dove pascolano una settantina di capi. In quel caso si era verificato un atto vandalico, qualcuno volutamente aveva aperto la cisterna svuotandola completamente dell’acqua, e l’intervento era stato più consistente. L’elicottero aveva portato in vasca 15mila litri di acqua».
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
——————————————————————————–
Decine di casi tra Castelvetro, Monticelli e Caorso: animali lasciati lungo strade di campagna o in A21
Cani, gatti, criceti, conigli: è l’estate degli abbandoni

di Elisa Calamari Il triste bilancio degli abbandoni di animali durante l’estate conta per ora una quindicina di cani, soprattutto di piccola e media taglia, e parecchi altri animali domestici. Ritrovati lungo le strade di Caorso, Monticelli e Castelvetro. I cagnolini sono stati portati al canile di Cremona, con cui i paesi sono convenzionati. Ma secondo il veterinario Asl dei tre Comuni della Bassa, Adriano Testa, i casi non segnalati sarebbero molti di più. «Per quanto riguarda i cani — spiega — i dati, almeno quelli di cui sono a conoscenza, purtroppo non si discostano di molto da quelli degli anni scorsi, nonostante le campagne di sensibilizzazione. Nella Bassa è aumentato notevolmente l’abbandono di gatti, più facili da abbandonare. Così si sono formate diverse ‘colonie’, che vengono sfamate dai cittadini. A Monticelli ad esempio ce ne sono diverse: due a San Nazzaro, una a Fogarole e una in centro paese, nei pressi della caserma». Testa spiega che la maggior parte dei casi di abbandono di cani e gatti si è verificata nelle strade di campagna: «Spesso li lasciano anche davanti a casa mia». Segno che, forse, coloro che decidono di sbarazzarsi degli amici a quattrozampe tentano almeno di lasciarli dove sanno che c’è qualcuno che si prenderà cura di loro. Ma non sono comunque giustificabili, soprattutto perché commettono un vero e proprio reato. «Il peggio – continua il veterinario – è che in certi casi i cani vengono ‘scaricati’ in autostrada. Chi lo fa non solo li condanna a morte, ma fa anche correre rischi agli automobilisti». E’ infatti di poche settimane fa il caso di un meticcio nero ritrovato nei pressi del casello A21 di Caorso. Ad occuparsi di lui è stato il veterinario del paese Giancarlo Mazzocchi. «Negli stessi giorni — racconta Loris Burgio dell’Enpa di Piacenza — è stato ritrovato un altro cane lungo l’ex statale, sempre a Caorso. E’ stato fortunato perché la ragazza che lo ha trovato l’ha tenuto con sé. Il meticcio nero, invece, è stato portato al canile di Cremona». L’appello di tutti è, come sempre, quello di non abbandonare gli animali: possono essere portati in vacanza oppure lasciati in uno dei numerosi centri che li ospitano. Un appello nei confronti dei «padroni insensibili che — conclude Burgio — negli ultimi tempi buttano in mezzo alla strada anche altri animali domestici, come coniglietti o criceti, condannandoli a morte».
Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
——————————————————————————–
Animali molesti/1. In una abitazione di Corte de’ Frati
Lotta col pipistrello nella notte Catturato dai vigili del fuoco

CORTE DE’ FRATI — Una notte col pipistrello. E con la paura, infondata ma frutto di una leggenda popolare nota in tutto il Cremonese, di ritrovarselo attaccato ai capelli. E’ accaduto tra venerdì e ieri: l’animale è entrato da una finestra lasciata aperta in una abitazione di Corte de’ Frati e non riuscendo più a trovare l’uscita ha creato scompiglio tra i cremonesi. Hanno tentato in ogni modo di allontanare la nottola ma alla fine non hanno potuto far altro che allertare i vigili del fuoco. Sono stati proprio i pompieri, ormai abituati ad affrontare anche le emergenze legate agli animali, a risolvere la situazione riportando la tranquillità nella casa di Corte de’ Frati. Recuperato non senza fatica il pipistrello, lo hanno poi liberato in campagna.
Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
——————————————————————————–
Guardia medica e non solo. C’è il pronto-gatti, l’Enpa e le Guardie Forestali
E c’è chi pensa anche agli animali
I volontari assicurano (via cellulare) assistenza 24 ore su 24
(s. m. d.) Anche gli animali avranno il loro Ferragosto sicuro.

La guardia veterinaria reperibile per le urgenze per i piccoli utenti d’affezione a cura dei liberi professionisti di Vicenza sarà sempre reperibile, notte e giorno, al recapito 338-5305454.
I canili municipali, seppur non aperti al pubblico, forniranno ugualmente assistenza nei due principali centri vicentini, Gogna e Marola.
«Per casi di maltrattamento o abbandono – racconta Antonella Squilloni dell’Enpa – chiediamo alla popolazione di dare immediata segnalazione al 113 o al 112: le forze dell’ordine, a loro avolta, chiameranno i cino-vigili che interverranno in aiuto dei cani in difficoltà».
Messaggi e comunicazioni sono comunque graditi alla segreteria dell’Enpa, come anche tutte le segnalazioni alle guardie zoofile: il recapito è 0444- 542427.
Per quanto riguarda i gatti, il recapito di riferimento è il 329-1225565: i volontari dell’Enpa chiedono alla città di portare pazienza, visto il periodo caratterizzato da scarso organico e da super lavoro. Tutti gli utenti che non trovassero risposta immediata al “pronto-gatto”, possono comunque lasciare un messaggio in segreteria per poi essere richiamati al più presto.
Per quanto riguarda il recupero di animali, inclusi rapaci, caprioli e fauna selvatica e casi di bracconaggio, una squadra di Guardie Forestali è sempre raggiungibile al numero di emergenza 348-7912700.
Fonte: GIORNALE DI VICENZA
——————————————————————————–
Foro nella recinzione per mettere a segno un furto a Tezze
I ladri tagliano la rete e s’involano… sei daini

(m. b.) Ladri in azione, di notte, in un deposito di gomme, in via S. Pietro, a Campagnari di Tezze. Per portare a termine il loro progetto, tagliano la recinzione sul lato nord che si affaccia in aperta campagna della ditta Pan. Attraverso il varco, prendono il volo circa cento gomme da auto.
Al danno economico consistente, se n’è aggiunto un altro. Dal lungo varco praticato nella rete, durante la notte, sono fuggiti sei daini, due maschi, di cui uno adulto con una grande impalcatura, uno di un anno, due femmine e due cuccioli.
Gli animali sono stati visti, fra venerdì e sabato scorso, nella zona attigua al cimitero di S. Pietro di Rosà. Sostano in un campo di grano a nord della strada e si spostano a sud per andare ad abbeverarsi in una canaletta. Il proprietario ha denunciato la fuga degli animali alla guardia provinciale.
Controlli sono stati fatti anche ieri da parte della polizia locale di Rosà. Gli animali si spostano in gruppetti ed hanno creato un certo allarme nelle donne dirette a piedi o in bicicletta al cimitero per portare un fiore sulla tomba dei loro cari.
Valentino Pan, a sua volta, teme che le bestie possano causare incidenti stradali o che facciano una brutta fine contro auto lanciate a tutta velocità.
Non è la prima volta che gli animali fuggono, per poi fare ritorno a casa. In ogni caso, chi li vedesse, può rivolgersi al numero di telefono 0424 – 561989.
Fonte: GIORNALE DI VICENZA
——————————————————————————–
ATTIVITÀ VENATORIA
A caccia da agosto a febbraio
Berlato (Acv): «Vogliamo gli stessi diritti che già hanno i cacciatori europei»

(f.p.) «C’è chi ci vuole dividere, ma non ci riuscirà. È scandaloso però che le pugnalate alle spalle arrivino da certi rappresentanti dei cacciatori che ci ostacolano in tutti i modi e poi si avvantaggiano delle battaglie che conduciamo».
L’europarlamentare Sergio Berlato quando parla di temi venatori lo fa da leader e non è uomo da “mezze misure” come ha dimostrato anche davanti all’assemblea dei cacciatori di Acv, tacciando di tradimento il capo regionale di Federcaccia Luciano Babbo che, nella discussione seguita alle proposte dell’assessore regionale alla Caccia Elena Donazzan sulla revisione della normativa venatoria, avrebbe, a detta di Berlato, “respinto l’allargamento delle specie cacciabili, bocciato le cacce in deroga, rifiutato la validità quinquennale per i calendari di caccia e le cinque giornate di sparo settimanali”.
Quello della riforma venatoria è, per Berlato, un cavallo di battaglia immancabile sul futuro della caccia in Italia. «Non vogliamo né più né meno quello che già hanno i sette milioni di cacciatori europei – ha sostenuto l’europarlamentare vicentino – La caccia che si pratica da noi è la più restrittiva del continente. E la 157 del 1992 (la legge quadro sull’attività venatoria in Italia, ndr) è anche diventata incostituzionale dopo la modifica del Titolo V della Costituzione. Noi vogliamo andare a caccia secondo le norme comunitarie e nel rispetto delle nostre tradizioni. La bozza di riforma sarà in Parlamento il 13 settembre e finalmente accoglierà le cacce per periodo e per specie».
Con le cosiddette “finestre” infatti, si andrà a caccia da agosto a febbraio e i calendari regionali diventeranno pluriennali. Dureranno cioè almeno cinque anni, garantendo così programmazione e obiettivi a lungo termine.
«Nel 2006 – ha chiuso Berlato – avremo finalmente il nuovo Piano venatorio regionale. Tutte le proroghe che ci sono state finora devono diventare solo un ricordo».
Fonte: IL GAZZETTINO DI ROVIGO
——————————————————————————–
Secondo i dati Asl, diminuiti del 20% i quattrozampe portati al canile sanitario
Fido sempre meno abbandonato
Il microchip, rispetto al tatuaggio, permette di rintracciare i padroni

Elisa Rossi
Il migliore amico dell’uomo? Il cane ovviamente, ma il contrario è ancora da dimostrare. L’estate, infatti, non è solo il periodo delle vacanze, ma anche, purtroppo, quello degli abbandoni. Quella che è diventata una piaga sociale, e che da molti anni si cerca di arginare con pubblicità progresso e campagne di sensibilizzazione, sembra che quest’anno sia finalmente in via di rimarginazione. Negli ultimi quattro anni l’abbandono dei cani nella provincia di Brescia aveva avuto un’impennata vertiginosa passando dai 1438 del 2000 ai 2929 del 2004. In base ai dati dei primi sette mesi del 2005, che hanno visto 1350 cani ricoverati al canile sanitario di Brescia, l’Asl ipotizza una diminuzione del 20% degli ingressi nella struttura rispetto al dato registrato nel 2004. Amore per gli animali, leggi severe contro i maltrattamenti, ma anche tanto sforzo da parte di molti stanno finalmente dando i loro frutti. «L’introduzione del microchip per l’identificazione del cane – ha detto Carmelo Scarcella direttore generale dell’Asl – ha sicuramente contribuito ad abbassare la percentuale di abbandoni, perché si tratta di un metodo più affidabile del tatuaggio». Infatti, i cani che avevano il numero d’identificazione dell’anagrafe canina tatuato sull’orecchio, al momento dell’abbandono venivano spesso mutilati, mentre l’impianto del microchip sottocute è permanente. Un dato, quello della diminuzione degli abbandoni, che è accompagnato anche da un aumento degli affidi di cani senza casa. I migliori amici dell’uomo che hanno trovato una nuova famiglia nel 2004 sono stati 1374 contro i 1066 del 2002. Qual è il percorso di un cane abbandonato o randagio? Dopo la cattura da parte dell’Asl, in ogni parte della provincia, Fido viene portato al canile sanitario di Brescia dove soggiorna almeno 10 giorni. All’ingresso viene verificato se il cane ha un tatuaggio o un microchip e, se si riesce ad identificarlo, viene subito contattato il padrone. Se, invece, l’animale non è iscritto all’anagrafe canina, allora gli viene inserito il microchip con il suo numero d’identificazione e viene poi sottoposto alle profilassi del caso come vaccinazioni o antiparassitari. Trascorsi i 10 giorni di permanenza nella struttura, i cani possono essere dati in affido oppure trasferiti in una delle sei strutture di Brescia e provincia, i cosiddetti canili-rifugio, convenzionati con l’Asl, che ospitano complessivamente 460 cani. Adottare un cane è semplice, basta andare al canile sanitario, nella zona Ortomercato di Brescia, oppure in uno dei sei canili-rifugio, e trovare l’amico a quattro zampe che più piace. Le formalità da sbrigare sono davvero minime: bisogna essere muniti di documento d’identità e codice fiscale e compilare un documento per l’affido. Dopo 60 giorni l’adozione sarà definitiva. Le sei strutture convenzionate con l’Asl sono la Clinica del cane «S. Francesco» a Brescia, il «Canile rifugio s.o.s. randagi» di Orzinuovi, il «Canile Carlotti» a Gottolengo, il «Canile Bergamaschi» a Pontevico, il «Canile Secchi» a Castelcovati e il «Canile Felini» di Provaglio d’Iseo.
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
——————————————————————————–
Troppi cinghiali, allarme per i lupi
E una “mamma” sceglie una rimessa agricola per accudire i piccoli

VASTO (CH) – Per accudire i suoi piccoli aveva scelto come tana una rimessa di attrezzi agricoli nelle campagne di San Lorenzo a Vasto, peccato che la sua presenza non sia risultata gradita alla proprietaria del fondo che, appena ripresasi dallo spavento, ha cercato di allontanarla. Non stiamo parlando di una gattina, di una cagnolina e neanche di una volpe ma di una mamma cinghiale. E proprio i cinghiali stanno causando non pochi problemi agli agricoltori del Vastese. Sono circa centocinquanta le richieste di risarcimento presentate negli ultimi mesi all’Agenzia per l’Agricoltura. L’aumento esponenziale di cinghiali, specie protetta dalla Legge regionale n.3 del 1974, sta provocando gravi danni alle colture. Infatti, gli animali, che si sono riprodotti massicciamente, seguendo il corso di fiumi e torrenti, si spingono sempre più a valle, probabilmente spinti dalla necessità di trovare del cibo, devastando gli appezzamenti coltivati che incontrano sulla loro strada e, strano a dirsi, non risparmiando neanche la frutta ancora sugli alberi. Ma dall’Alto Vastese arriva anche l’allarme lupi. Nei giorni scorsi, nella zona di Castiglione Messer Marino, sono stati rinvenuti morti alcuni capi di bestiame, bovini e ovini, che si trovavano al pascolo in quota. Dai verbali della Guardia Forestale e dai referti veterinari risulta che gli animali sono stati attaccati ed uccisi da canidi. Gli allevatori sono certi che si tratti di lupi, alcuni esemplari sarebbero stati avvistati di recente.
M.R.
IL MESSAGGERO (Abruzzo)
——————————————————————————–
Kabul – Gli afghani vanno allo zoo e tirano pietre agli animali per scaricarsi.
”Gli afghani vanno allo zoo per tirar pietre agli animali. E i paesi stranieri bloccano le donazioni di esemplari”. E’ quanto si legge nel titolo di un’intervento pubblicato dal quotidiano ‘Libero’ e tradotto dal ‘Christian Science Monitor’, che descrive la situazione dello zoo di Kabul, ”uno dei pochi luoghi d’intrattenimento in un Paese piagato dalla guerra”, dove i turisti ”si mettono in piedi e lanciano pietre, scarpe e persino cappelli agli animali. Lottano persino con le bestie, non vengono per osservarle”.
”Il grosso problema del nostro Paese -afferma il direttore del giardino zoologico, Aziz Gul Saqib, le cui dichiarazioni sono riportate nell’articolo- e’ che nessuno sa come trattare gli animali.
La guerra ha provato la gente e danneggiato le loro menti”.
”Di recente -si legge- il governo cinese ha annunciato provvedimenti volti a garantire la sicurezza degli esemplari appena donati all’Afghanistan. L’anno scorso sono morti un orso e un cervo, apparentemente di malattia e malnutrizione. Saqib e i colleghi hanno affisso, purtroppo invano, cartelli per scoraggiare il comportamento violento dei visitatori. Uno recita ‘Cari cittadini, gli animali sono creature di Dio, Mentre li osservate siete pregati di non disturbarli e tantomeno di dar loro fastidio”’. (Vib/Zn/Adnkronos)
Fonte: animalieanimali.it
——————————————————————————–
TAGLIACOZZO, LA REPLICA DE “I GATTI DI PESCARA”
Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo.
Con riferimento all’articolo pubblicato in data 7 u.s. dal quotidiano “Il Messaggero” avente per titolo “Tagliacozzo – Protesta davanti al Municipio per randagismo e sporcizia” e relativo al randagismo canino e felino riscontrato nel comune di Tagliacozzo (AQ) e segnalato da alcuni cittadini, stante la legislazione vigente (Legge 281/91 e Accordo Stato/Regioni del 1003) e considerando le norme regionali di applicazione della citata L. 281, facciamo presente che:
– per i cani è compito del Comune, nella persona del Sindaco pro-tempore, provvedere alla cattura dei “randagi”, l’effettuazione delle eventuali terapie veterinarie, l’applicazione dei microchip di identificazione, il ricovero presso il Canile Comunale. Ove questo non esistesse, come spesso accade nei comuni più piccoli, dovranno essere ospitati -a spese del Comune stesso- presso una struttura idonea e convenzionata;
– per quanto riguarda i gatti, invece, questi NON possono essere spostati dall’ambiente in cui vivono e la colonia felina che ne risulta deve essere riconosciuta dalla ASL competente per territorio, il cui medico veterinario deve procedere alla sterilizzazione di tutti gli animali che compongono tale colonia, che deve altresì essere affidata ad un’associazione che ne provvederà al mantenimento, al ricovero ed alla cura dei gatti presenti, nonché alla pulizia ed alla tenuta a norma di igiene della colonia stessa. In tale modo, inoltre, verrebbe evitato uno dei principali elementi che vengono considerati “disdicevoli” per il “decoro” del paese.
Ove non esistesse un’associazione in loco, potrebbe essere assegnata ad un’associazione di valenza nazionale che a sua volta potrebbe delegare la cura materiale della colonia stessa ad una o più persone del luogo in grado di dare le necessarie garanzie (vedi la persona che attualmente provvede al loro mantenimento).
Vi invitiamo, quindi, oltre a documentarvi prima di estendere e pubblicare un articolo come quello cui facciamo riferimento, e vi invitiamo altresì a pubblicare tale precisazione.
In attesa di assicurazioni in proposito, porgiamo i migliori saluti.
igattidipescara@yahoo.it
Fonte: animalieanimali.it
——————————————————————————–
SETTANTENNI TERRIBILI
Cacciatore di frodo denunciato a Macchie

AMELIA Denunciato a settant’ anni per caccia fraudolenta. È successo ad A. F., residente nella frazione di Macchie di Amelia, sorpreso all’alba di ieri in un bosco della zona mentre predisponeva alcune trappole per cinghiali.
L’uomo aveva posizionato alcuni lacci d’acciaio e sparso mangime per attirare gli animali nelle trappole.
La polizia locale della Provincia di Terni del nucleo specialistico in fauna e foreste, a seguito di un’attività d’indagine, lo ha scoperto e denunciato per caccia fraudolenta.
L’ uomo rischia ora la condanna fino ad un anno di carcere ed un’ ammenda di oltre quattromila euro. All’operazione hanno collaborato anche le guardie volontarie di Arcicaccia e Federcaccia.
Alle forze dell’ordine era giunta notizie della scoperta di alcune trappole per i cinghiali. Nella zona di Macchie di Amelia è sempre evidente la presenza dell’ungulato, anche come problema per le campagne.Sono bastate rapide indagini per arrivare al settantenne del posto. All’alba è stato seguito e fermato.
Fonte: IL MESSAGGERO (Umbria)
——————————————————————————–
Il sindaco ordina alla Asl: portateli in un canile
Il sindaco Manlio Marini ha firmato un’ordinanza per allontanamento coatto di 4 cani da parte del settore veterinario della Asl, ora tenuti in custodia da una persona, nei pressi di via Oslavia, che non avrebbe controllato adeguatamente gli animali (tre di razza meticcia e un Rottweiler). I cani –secondo quanto afferma l’ordinanza– avrebbero provocato più volte panico e lesioni ad alcuni cittadini, alcuni dei quali sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso. L’ordinanza prevede che gli animali dovranno essere trasferiti in una struttura idonea e lontana da Foligno.
Fonte: IL MESSAGGERO (Umbria)
——————————————————————————–
Canile “fuorilegge”, il sindaco lo chiude
Sorci ha firmato l’ordinanza dopo la nuova relazione del servizio veterinario

di CLAUDIO CURTI
FABRIANO – Caso canile comunale Cantìa/Putido, il sindaco Roberto Sorci ha firmato ieri mattina l’ordinanza di chiusura della struttura per alcuni rilievi avanzati dal servizio veterinario fabrianese. L’Ada, associazione per la difesa degli animali, onlus che gestisce da anni il canile, si dichiara pronta a risolvere la questione nel migliore dei modi. Nel frattempo però i circa 50 cani ospitati attualmente a Cantìa/Putido potrebbero essere trasferiti presso il canile privato Federico I di Ostra Vetere. Da quanto si è appreso il Servizio veterinario fabrianese due giorni fa ha effettuato un nuovo sopralluogo presso la struttura comunale ed ha quindi ribadito i rilievi sottolineati dal maggio scorso riguardanti l’autorizzazione allo scarico e la fossa biologica sottodimensionata rispetto al numero di cani. Per questi motivi, il sindaco ha firmato l’ordinanza di chiusura della struttura. Adesso i circa 50 cani saranno, entro breve tempo, spostati presso il canile privato Federico I di Ostra Vetere. Mentre inizieranno le pratiche per affidare l’appalto di 15mila euro per i lavori da effettuare presso il canile comunale fabrianese. Rimanendo nel capitolo costi va evidenziato come tutto ciò comporterà un aggravio di spese per le casse comunali. Infatti, ogni cane presso la struttura comunale costava alla collettività fabrianese 1,29 euro ora invece costerà 1,75 Euro comprese le spese mediche al mese. Senza considerare le spese di trasporto pari a circa 400 euro. Inoltre, i lavori che saranno dati in appalto consentiranno la messa a norma del canile fabrianese per circa 25 cani. Dunque, almeno 20 “migliori amici dell’uomo” resteranno presso la struttura privata di Ostra Vetere. «Il Servizio veterinario – ha dichiarato il sindaco Roberto Sorci – mi ha detto che non era possibile effettuare i lavori con la contemporanea presenza dei cani, dunque ho firmato l’ordinanza di chiusura. Una volta effettuati tutti i lavori il canile sarà a norma per poter ospitare 25 cani». Dal canto suo l’Ada, presidente Giulio Emeri e vicepresidente Rita Distrutti, non si trova in sintonia con la decisione presa e rilancia. «Il verbale effettuato due giorni fa dal Servizio veterinario fabrianese – ha affermato Giulio Emeri – riguardava il mancato posizionamento di una griglia da 27 metri sullo scarico dei liquami. Griglia acquistata dal Comune che giace da tre mesi presso Foro Boario, quindi un problema risolvibile in due giorni. In merito al sottodimensionamento della fossa biologica da 35 quintali, ho proposto di svuotarla non più una volta all’anno come facciamo di solito bensì due. Come si può vedere vogliamo assolutamente risolvere la questione anche perché i nostri “ospiti” sono per la maggior parte anziani e uno spostamento potrebbe avere conseguenze nefaste sulla loro salute. Ci auguriamo – ha concluso – che il tutto si possa risolvere nel migliore dei modi possibile».
Fonte: IL MESSAGGERO (Ancona)
——————————————————————————–
E per Fido & co. è tutto esaurito
Pensioni per cani e gatti al completo: trovare un posto è un’impresa

I romani vanno in vacanza e le pensioni per cani e gatti si riempiono. Anche quest’anno per la settimana di Ferragosto i ricoveri per gli animali hanno registrato il tutto esaurito. «Abbiamo la lista d’attesa – chiarisce Mirella della pensione Villa Andreina – Prendiamo il nominativo di chi desidera lasciare il proprio cane e, se qualche cliente disdice la prenotazione, lo contattiamo». A Villa Andreina, una struttura di 22mila metri quadri, c’è spazio per una massimo di 400 cani e di 50 gatti. «Siamo anche clinica e pensione» precisa Mirella. I cani vengono sistemati in box, di 20 o 25 metri quadri, dotati di coibentazione, le tariffe vanno dai 14,50 ai 16,50 euro al giorno. Il primo posto, da noi, si libera il 23 agosto». Tutto esaurito anche all’allevamento della Lupa capitolina (via Giustiniana) dove l’operatore informa che «i primi posti si liberano a settembre. La tariffa è di 18euro al giorno». Alla Scuola dei campioni , sulla via del Mare, c’è ancora qualche posto libero, «solo per le femmine – dicono – Il prezzo è di 13 euro. Per i gatti, invece, nessun problema. Il costo è di 7,50euro». «Da noi si trova qualche posto per i cani dopo il 20 – dice Vitaliano, del centro sportivo cinofilo Reale Marco , sulla Flaminia al km 21,200 – Il prezzo è di 15 euro. Principalmente alleviamo pastori tedeschi e teniamo qualche cane abbandonato per un totale di circa 70 posti. Come pensione, però, solo 30». Anche Casa Rita , sull’Aurelia, dove in totale possono essere ospitati circa 40 gatti e 100 cani, registra il tutto esaurito. «Da noi il prezzo è di 20euro per il cane e 16 per il gatto – dice Riccardo – Gli animali stanno all’ombra, in box coperti di 4,5 per 2,5 metri e poi, per diverse ore durante la giornata, escono in un cortile alberato». All’hotel Cani e Gatti , sulla Braccianense, 8 euro per il gatto e 9 per il cane, si libera qualche posto solo dopo il 25 di agosto. Allora dove portare l’amico a quattro zampe in caso di una gita improvvisata a ferragosto? «Noi ne prendiamo ancora, abbiamo posto – dicono dalla Casa Luca – Qui è enorme, arriviamo fino a 300 cani». E in caso di altri animali domestici? Il negozio Mondocane , in viale San Giovanni Bosco, ospita conigli, criceti, pappagallini: «ma in questi giorni è impossibile trovare un posto – dice un’addetta – Ora è troppo tardi, avrebbe dovuto prenotare prima».

Related Tags:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 14 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano