WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Tuesday January 23rd 2018

Notiziario animalista

“Noi tolleriamo nei confronti di membri di altre specie, crudeltà che ci indignerebbero se fossero eseguite su membri della nostra stessa specie. E’ lo specismo che consente ai ricercatori di considerare gli animali su cui sperimentano attrezzi, strumenti di laboratorio anzichè creature che vivono e soffrono.”

Peter Singer: Liberazione animale –
Arnoldo Mondadori Editore
——————————————————————————–
Anche un’adozione a distanza può essere un grande gesto
Stampa e diffondi il volantino delle adozioni a distanza

Fonte: http://www.bairo.info/volantino_adozioni_a_distanza.doc
——————————————————————————–
Guardateli negli occhi, non abbandonateli!
Stampa e diffondi il volantino contro gli abbandoni
Fonte: http://www.bairo.info/campagna_randagismo.doc
——————————————————————————–
A chi AMANDO o RISPETTANDO la vita di esseri indifesi crede che la coscienza di scegliere fra il bene e il male gli appartenga e, di conseguenza agisce
Invia anche tu la nostra lettera aperta
Fonte: http://www.bairo.info/LetteraAperta.html
——————————————————————————–
Sono migliaia gli animali che dall’Italia, ma anche dagli altri Paesi Europei finiscono ogni anno in Germania, Svizzera ed Austria.
Questi animali vengono prelevati dai canili con la compiacenza dei gestori o rubati da proprietà o dalle auto.
I trafficanti si servono anche di prestanome per entrare in possesso del maggior numero di cani, gatti, conigli ecc…ecc……da esportare.
Non lasciate mai i vostri animali incustoditi, non affidate animali on-line o attraverso annunci su giornali. Cercate sempre di fare affidi nel vostro territorio affinchè possiate sempre controllare nel tempo lo stato dell’animale.
Diffidate da chi si dichiara disponibile ad aiutarvi nella sistemazione di animali.
I trafficanti si nascondono in ogni dove.
Fonte: http://www.bairo.info/traffici.html
——————————————————————————–
OPERAZIONE ARGO
Canili come lager: chiusi dai Nas
Gli animali, infestati dagli insetti, costretti a vivere tra topi ed escrementi

ROMA – Occhi spenti, chiusi per le gravi forme di congiuntivite, pelle squamata, senza pelo, costretti a vivere tra topi ed escrementi, completamente infestati di zecche, pulci e pidocchi, colpiti da diverse forme tumorali: vivevano così i 336 cani trovati dal Comando Carabinieri Tutela Ambiente in quattro canili e strappati ai maltrattamenti nell’ambito dell’Operazione Argo 2005. La campagna dei carabinieri, dal nome evocativo del fedele amico di Ulisse, ha passato al setaccio 283 canili dall’11 marzo al 3 luglio scorso su tutto il territorio nazionale. In tutto 567 i controlli di cui 72 non conformi, pari a un livello generale di illegalità del 13%. Sei i sequestri per un valore di 755.000 euro (4 per inquinamento del suolo e 2 per abusivismo edilizio); 63 le sanzioni penali, 15 quelle amministrative; 57 le persone segnalate, di cui 11 sindaci. Le strutture erano private ma in alcuni casi collegate ai comuni. «Dobbiamo impedire, anche con il proseguimento della campagna – ha detto il vice comandante dei Carabinieri Emanuele Sticchi – che i canili si trasformino in un affare illegale ai danni delle amministrazioni locali e perseguire, con operazioni mirate, combattimenti e scommesse clandestine».
Sovraffollamento, box stretti, mancanza di acqua corrente e condizioni igienico-sanitarie al limite della sopravvivenza le principali forme di abuso indiretto. Il più delle volte i canili si sono presentati come baracche fatiscenti arrangiate con lamiere e reti senza alcun criterio. L’operazione Argo 2005 ha anche portato alla luce irregolarità per quanto riguarda inquinamento del suolo (251 controlli, 32 violazioni, 38 persone segnalate), abusivismo edilizio (107 controlli, 21 violazioni e 5 persone segnalate), inquinamento idrico (171 controlli, 14 violazioni, 10 persone segnalate). Indagati anche inquinamento atmosferico (11 controlli, 5 non conformi, 4 persone segnalate), rumore (13 controlli) e inquinamento radioattivo (14 controlli).
Per i maltrattamenti quattro i casi: in Liguria, a Finale Ligure, dove è stato sequestrato un canile di 500 mq con 22 cani di razza Sprinter Spaniel e Cocker Spaniel; in Toscana, a Montecatini Terme (108 esemplari costretti in una struttura piccola e angusta. Denunciato il responsabile e 11 sindaci che si avvalevano del ricovero); in Piemonte a Borgomanero (50 cani ammassati in box angusti e senza assistenza sanitaria); in Molise a Venafro (156 cani di varie razze in 4.000 mq in situazione di estremo degrado).
In particolare il Noe di Genova, che ha operato sulla struttura di Finale Ligure in collaborazione con la Asl di Savona, riferisce di una situazione «drammatica» sia sullo stato di salute degli animali che sulla struttura. «Pulci e zecche – dice il Noe di Genova – erano così numerosi che si presentavano come nidi di formiche. La maggior parte degli animali presentava lesioni alle zampe con ulcere sanguinanti e unghie talmente lunghe che erano ricurve, sintomo della mancanza di movimento. Masse di tartaro sui denti impedivano di masticare e quindi il nutrimento». Pessime le condizioni igienico – sanitarie con strati di deiezioni anche nelle cucce e canalette per l’eliminazione delle urine intasate. I 22 cani sono stati affidati al canile comunale di Albenga e il proprietario è stato denunciato. Scorribande di topi, animali con diverse forme tumorali, zecche e pidocchi anche nella struttura di Venafro, in Molise, dove gli animali coinvolti da maltrattamenti sono 156.
Fonte: IL MESSAGGERO
——————————————————————————–
Salvati oltre 300 cani
Nell’ambito dell’operazione Argo 2005, durata dall’11 marzo al 3 luglio scorso su tutto il territorio nazionale, il Comando Carabinieri Tutela Ambiente ha trovato 336 cani maltrattati che vivevano in quattro differenti canili, in pessime condizioni igieniche e di salute. La campagna ha passato al setaccio 283 canili e su un totale di 567 controlli 72 non erano conformi, determinando un livello di illegalità pari al 13%. I carabinieri hanno compiuto sei sequestri per un totale di 755mila euro, segnalando, tra le altre persone, anche undici sindaci. Le strutture erano private ma in alcuni casi collegate ai comuni. ”Dobbiamo impedire, anche con il proseguimento della campagna – ha detto il vice comandante dei Carabinieri Tutela Ambiente, Emanuele Sticchi, illustrando a Roma i risultati dell’Operazione – che i canili si trasformino in un affare illegale ai danni delle amministrazioni locali e perseguire, con operazioni mirate, combattimenti e scommesse clandestine”. L’operazione Argo 2005 ha anche portato alla luce irregolarità per quanto riguarda inquinamento del suolo, abusivismo edilizio e inquinamento idrico. Indagati anche inquinamento atmosferico, acustico e radioattivo. Per i maltrattamenti quattro i casi: in Liguria, a Finale Ligure, è stato sequestrato un canile di 500 mq. con 22 cani di razza Sprinter Spaniel e Cocker Spaniel; in Toscana, a Montecatini Terme, 108 esemplari erano costretti in una struttura piccola e angusta. In Piemonte a Borgomanero, 50 cani erano ammassati in box angusti e senza assistenza sanitaria; in Molise a Venafro sono stati trovati 156 cani di varie razze in 4.000 mq in situazione di estremo degrado. In particolare il Noe di Genova, che ha operato sulla struttura di Finale Ligure in collaborazione con la Asl di Savona, riferisce di una situazione ”drammatica” sia sullo stato di salute degli animali che sulla struttura. ”Pulci e zecche – dice il Noe di Genova – erano così numerosi che si presentavano come nidi di formiche. La maggior parte degli animali presentava lesioni alle zampe con ulcere sanguinanti e unghie talmente lunghe che erano ricurve, sintomo della mancanza di movimento. Masse di tartaro sui denti impedivano di masticare e quindi il nutrimento”. Scorribande di topi, animali con diverse forme tumorali, zecche e pidocchi anche nella struttura di Venafro, in Molise, riferisce il Noe di Campobasso, dove gli animali coinvolti da maltrattamenti sono 156. Dopo il sequestro gli animali sono stati affidati ad altri ricoveri. Il titolare è stato denunciato per maltrattamento. ”I dati sul tasso di illegalità – ha spiegato il vice comandante dei Carabinieri Tutela Ambiente, Emanuele Sticchi – non suggeriscono atteggiamenti pessimistici ma dimostrano la necessità di ripetere la campagna”.
Fonte: NEWSPAPER24
——————————————————————————–
BREVI
I Vigili urbani in aiuto dei cani abbandonati

ROCCABIANCA La polizia municipale di Roccabianca Ë sempre attiva nell’assistenza ai cani randagi o abbandonati, rinvenuti in varie circostanze sul territorio comunale. Diversi casi si sono verificati negli ultimi mesi, e tutti si sono conclusi con un lieto fine e con l’affidamento a nuovi padroni che se ne potranno prendere cura. La buona riuscita del servizio, effettuato nell’ambito del quarto distretto del « Corpo unico delle terre verdiane » , che comprende anche i comandi di Polesine, Soragna e Zibello, Ë resa possibile ogni volta grazie alla collaborazione di diversi enti e volontari che intervengono per espletare tutte le operazioni necessarie. continua…
Fonte: GAZZETTA DI PARMA
——————————————————————————–
Randagismo canino e felino, precisazioni in serie dopo la protesta davanti al Municipio
TAGLIACOZZO – Con riferimento all’articolo pubblicato in data 7 agosto avente per titolo “Tagliacozzo – Protesta davanti al Municipio per randagismo e sporcizia” e relativo al randagismo canino e felino, riceviamo una serie di richieste di precisazione che possono essere così riassunte: «Per i cani è compito del Comune, nella persona del sindaco pro-tempore, provvedere alla cattura dei “randagi”, all’effettuazione delle eventuali terapie veterinarie, all’applicazione dei microchip di identificazione, al ricovero presso il canile comunale. Per i gatti non possono essere spostati dall’ambiente in cui vivono e la colonia felina che ne risulta deve essere riconosciuta dalla Asl competente per territorio, il cui medico veterinario deve procedere alla sterilizzazione di tutti gli animali che compongono tale colonia, che deve altresì essere affidata ad un’associazione che ne provvederà alla cura».
Tutte le altre precisazioni, che per motivi di spazio non possiamo pubblicare, si orientano per lo più sulla stessa falsariga. Ne prendiamo atto e facciamo ammenda ammettendo che la legislazione felina è abbastanza ignota, effettivamente.
Fonte: IL MESSAGGERO (ABRUZZO)
——————————————————————————–
Operazione contro i maltrattamenti condotta dai carabinieri. Le vacanze estive ripropongono l’emergenza
Cani abbandonati, pioggia di proposte di legge

Roma – Oltre 300 cani sono stati salvati da maltrattamento da marzo a luglio dai Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. È il risultato dell’Operazione Argo 2005 che ha passato al setaccio i canili italiani. Le conclusioni della campagna anti-abusi sugli amici a quattro zampe sono state presentate ieri mattina a Roma nella sede del Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.La campagna si è svolta dall’11 marzo al 3 luglio scorso su tutto il territorio nazionale: 283 i canili ispezionati, 567 i controlli di cui 72 non conformi, pari a un livello generale di illegalità del 13%. Sei i sequestri per un valore di 755.000 euro; 57 le persone segnalate, di cui 11 sindaci in Toscana. Le principali forme di abuso riscontrate sono state il sovraffollamento, i box stretti, la mancanza di acqua corrente e condizioni igienico-sanitarie al limite della sopravvivenza.Ma l’arrivo delle vacanze ha riproposto puntualmente il problema degli abbandoni. I dati dell’Eurispes parlano chiaro: gli animali domestici nel nostro paese sono 44 milioni ed ogni anno più di 350.000 sono abbandonati sulle strade. Di questi, 280.000 muoiono di fame, di sete e soprattutto di incidenti stradali.Marco Lion deputato dei Verdi, una soluzione l’ha proposta: la creazione di «aree destinate agli animali da compagnia» nelle località di vacanza . L’idea, contenuta in una proposta di legge in discussione alla Camera, è quella di avere spiagge attrezzate per i cani e gatti. Un modo per mettere un freno all’incivile pratica dell’abbandono. Ma a Montecitorio la lobby degli amici degli animali cerca di ottenere maggiori tutele per cani e gatti con interventi a trecentosessanta gradi. In Commissione Affari Sociali di Montecitorio, tra le altre, è depositata una proposta assolutamente bipartisan per l’istituzione di un «servizio mutualistico per gli animali da compagnia», una sorta di Asl che sia in grado di curare gratuitamente gli animali domestici di chi, per motivi di reddito, è già esente dal pagamento del servizio sanitario nazionale.«Nel 2004 abbiamo approvato quasi all’unanimità una legge contro i maltrattamenti agli animali e nonostante questo, a causa di modelli imposti, gare e concorsi, dobbiamo assistere ancora a sevizie contro quelli che definiamo “i nostri migliori amici”» dice Luana Zanella, deputato dei Verdi. Porta la sua firma la proposta di legge contro «gli interventi estetici sugli animali da compagnia»: l’obiettivo è quello di evitare che i cani subiscano tagli alle orecchie, a volte ripetuti più volte, oppure che ai gatti sia strappate le unghie.
Fonte: IL GAZZETTINO NAZIONALE
——————————————————————————–
Progetti di legge per tutelare Fido quando i padroni vanno in ferie
GIACCIONO ALLA CAMERA
ROMA – Gli ultimi ritardatari si preparano a chiudere le valige, perchè con l’arrivo di ferragosto è quasi impossibile pensare di non essere in vacanza. Tutto pronto, o quasi… resta solo un problema: il cane o il gatto, dove si lascia? I dati dell’Eurispes parlano chiaro: gli animali domestici nel nostro Paese sono 44 milioni e ogni anno più di 350.000 sono abbandonati sulle strade. Di questi, 280.000 muoiono di fame, di sete e soprattutto di incidenti stradali. I canili municipali non riescono a fronteggiare l’emergenza; e , come ha dimostrato l’operazione « Argo» condotta dai Carabinieri, spesso le condizioni in cui custodiscono gli animali confinano con l’illegalità. Marco Lion deputato dei Verdi, una soluzione l’ha proposta: la creazione di «aree destinate agli animali da compagnia» nelle località di vacanza . L’idea, contenuta in una proposta di legge in discussione alla Camera, è quella di avere spiagge attrezzate per i cani e gatti. Un modo per mettere un freno all’incivile pratica dell’abbandono. Ma a Montecitorio la lobby degli amici degli animali cerca di ottenere maggiori tutele per cani e gatti con interventi a trecentosessanta gradi. In Commissione Affari sociali di Montecitorio , tra le altre, è depositata una proposta assolutamente bipartisan per l’istituzione di un «servizio mutualistico per gli animali da compagnia», una sorta di Asl che sia in grado di curare gratuitamente gli animali domestici di chi, per motivi di reddito, è già esente dal pagamento del Servizio sanitario nazionale. Un’altra iniziativa firmata dal gruppo dei Verdi, prevede un indennizzo per i danni subiti da animali coinvolti in incidenti stradali. La proposta mira ad ampliare il «fondo di garanzie per le vittime della strada» anche a cani e gatti, prevedendo un risarcimento per il danno alla «bestiolina di compagnia regolarmente iscritta alla relativa anagrafe».
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
——————————————————————————–
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20050811&ediz=NAZIONALE&npag=10&file=APRE.xml
LE SETTE MOSSE PER SALVARE L’ORSO MARSICANO
EMANUELE PERUGINI Non solo delfini, tartarughe e balene, la salvaguardia della biodiversità riguarda anche chi vive in montagna. Soprattutto d’estate, quando i riflettori sono puntati su tutto ciò che avviene in spiaggia. Per questo il Wwf ha organizzato undici giorni di marce ed eventi in favore dell’orso bruno marsicano, ormai ridotto a meno di cento esemplari. La manifestazione articolata tra Lazio, Abruzzo e Molise, che terminerà giovedì 18 agosto, è cominciata domenica a Frosinone, con la festa della biodiversità all’Orto botanico e Rifugio Wwf di Collepardo. Da qui, nove marciatori del Wwf si sono concentrati a Campo Catino (Fr) e fino al 17 agosto percorreranno a piedi oltre cento chilometri raggiungendo i paesi dell’orso marsicano per incontrare comunità, amministratori e turisti di Lazio, Abruzzo e Molise. E in quanto ambasciatori del Wwf hanno una missione: esaltare il valore della natura di questo vasto territorio montuoso, per promuoverne le potenzialità socio-economiche e spingere verso scelte coraggiose che aiutino a scongiurare il pericolo di estinzione dell’orso abruzzese. «L’orso bruno marsicano è una sottospecie unica perché è distinta geneticamente dalle altre popolazioni di orso bruno delle Alpi o del resto d’Europa, e presenta caratteristiche uniche. È quindi un simbolo vivente della biodiversità, il complesso delle miriadi di forme con cui si manifesta la vita sul Pianeta – sottolinea Fulco Pratesi, presidente del Wwf Italia, che aggiunge – L’uomo sta erodendo questo enorme patrimonio, provocando l’estinzione delle specie a livello globale a una velocità impressionante. La sopravvivenza dell’orso marsicano nell’Appennino centrale è la sfida che raccoglie il destino di tanti altri animali e piante che con l’orso condividono l’habitat delle montagne del centro Italia». Il percorso della marcia si snoda nel cuore dell’Appennino centrale, che per il Wwf è un’area di importanza prioritaria per la conservazione della biodiversità a livello mondiale. L’Appennino centrale è una delle zone più significative dell’Ecoregione Mediterraneo, una delle 238 Ecoregioni identificate come prioritarie dal Wwf internazionale perché custode del 90% della biodiversità del pianeta. La marcia prevede otto tappe nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. All’arrivo dei marciatori nei centri montani il Wwf darà vita a eventi sul campo e in piazza, aperti a tutti. Sabato 13 agosto, per esempio, in Val Fondillo in Abruzzo, all’imbrunire si praticherà il “biowatching”, l’osservazione a distanza della vita segreta degli animali selvatici. Grande adesione è attesa per i giorni di domenica 14 e lunedì 15 agosto nel cuore del Parco (Civitella Alfedena, Villetta Barrea, Barrea), dove nel week-end di Ferragosto, in collaborazione con Nokia partner del Progetto orso con l’iniziativa “Insieme per gli Orsi”, la marcia sarà aperta al grande pubblico. Durante questi due giorni di trekking i marciatori vestiranno i panni di ciceroni della natura e passeggiando nel parco aiuteranno i visitatori a individuare le tracce lasciate sul terreno dal riservato animale. Tutte le informazioni per aderire alla marcia sono sul sito del Wwf (www.wwf.it), la partecipazione è libera, gratuita e non è necessaria alcuna prenotazione. La sera del 15 agosto ad Alfedena, poi, il Wwf racconterà ai bambini le Fiabe del Bosco in un luogo incantato immerso nella natura. Per concludere, martedì 16 agosto, nello splendido scenario di Valle Fiorita di Pizzone in Molise, l’associazione ambientalista presenterà ai turisti e agli operatori agricoli delle attività di recupero di piante da frutto inselvatichite: con il loro recupero si regalano all’orso preziose fonti di cibo che potranno rappresentare interessanti integrazioni di reddito per gli agricoltori.
Fonte: IL MATTINO
——————————————————————————–
IL RETROSCENA – Cani da esplosivo contro cani-bomba, una guerra quotidiana
WASHINGTON – Il compito di Buddy e Gordy, due splendidi pastori belgi tirati a lucido, posti di guardia ai check-point e di fronte agli edifici pubblici iracheni, è di «sniffare» l’esplosivo delle bombe della guerriglia. Gli stessi ordigni che, dall’altra parte della barricata, sono spesso portati da cani «nemic i», kamikaze involontari imbottiti di esplosivo dagli insorti e poi fatti esplodere con un comando a distanza. Anche il «migliore amico dell’uomo» è fra i protagonisti della guerra irachena, come raccontava ieri il Los Angeles Times. Cani «buoni» contro cani «cattivi», in un conflitto che, dopo il superamento della linea tra militari e civili (vittime gli uni e gli altri degli attacchi incrociati), rimuove anche il confine tra mondo umano e mondo animale. «I cani sono fondamentali per combattere gli insorti – ha detto il sergente Ann Pitt, custode di Buddy, il pastore belga in forza alla base dell’esercito americano a Nassiriya -. Sono il nostro strumento migliore in questa guerra». Ogni persona, auto o zaino passa sotto il naso degli animali capaci di cogliere tracce di nitrato, esplosivo plastico, polvere da sparo o detonatori a distanza: «Hanno molti più sensori olfattivi di noi, possono cogliere distintamente ogni odore», spiega la Pitt. Sull’altra sponda, nonostante il diffuso pregiudizio verso i cani nel mondo musulmano, che li considera impuri, al diffuso utilizzo delle carcasse degli animali seminate lungo i bordi delle strade, imbottite di esplosivo e fatte saltare in aria con telecomandi, si stanno sommando sempre più attacchi con animali vivi.
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
——————————————————————————–
India impianta microchip per controllare mucche a Nuova Delhi
NUOVA DELHI (Reuters) – Le autorità di Nuova Delhi stanno impiantando microchip nelle mucche per risolvere l’annoso problema della libera circolazione dei bovini nella capitale indiana, hanno detto oggi funzionari. L’iniziativa è stata decisa dopo che l’Alta Corte di Delhi ha sanzionato le autorità municipali questo mese per non essere state capaci di radunare le mucche – che gli indù considerano sacre – e ha ordinato che il comune paghi 2.000 rupie (46 dollari) a chiunque consegni alle autorità un animale che vaga da solo. “Adesso possiamo controllare le mucche, sapere dove si trovano e cercare di risolvere il problema degli animali che vagano per le strade”, ha detto a Reuters C.B. Singh, funzionario veterinario dell’amministrazione di Delhi. I microchip, che costano circa 500 rupie ognuno, vengono impiantati nel tubo digerente degli animali. Si stima che ci siano circa 35.000 tra mucche e bufali nella capitale e nelle aree circostanti. I recinti per bovini di Nuova Delhi si sono riempiti dopo la sentenza della Corte, con molte persone attratte dalle ricompense per la cattura delle mucche nel traffico cittadino. Una donna si è rotta un braccio questa settimana dopo essere stata investita da una mucca inseguita da un gruppo di “cacciatori di taglie”. Funzionari hanno detto che le numerose fattorie abusive sono una delle cause principali della presenza di bovini nelle strade. Se un animale viene catturato, il proprietario deve ora pagare 10.000 rupie per riscattarlo.
Fonte: MYTECH
——————————————————————————–
Randagismo canino e felino, precisazioni in serie dopo la protesta davanti al Municipio
TAGLIACOZZO – Con riferimento all’articolo pubblicato in data 7 agosto avente per titolo “Tagliacozzo – Protesta davanti al Municipio per randagismo e sporcizia” e relativo al randagismo canino e felino, riceviamo una serie di richieste di precisazione che possono essere così riassunte: «Per i cani è compito del Comune, nella persona del sindaco pro-tempore, provvedere alla cattura dei “randagi”, all’effettuazione delle eventuali terapie veterinarie, all’applicazione dei microchip di identificazione, al ricovero presso il canile comunale. Per i gatti non possono essere spostati dall’ambiente in cui vivono e la colonia felina che ne risulta deve essere riconosciuta dalla Asl competente per territorio, il cui medico veterinario deve procedere alla sterilizzazione di tutti gli animali che compongono tale colonia, che deve altresì essere affidata ad un’associazione che ne provvederà alla cura».
Tutte le altre precisazioni, che per motivi di spazio non possiamo pubblicare, si orientano per lo più sulla stessa falsariga. Ne prendiamo atto e facciamo ammenda ammettendo che la legislazione felina è abbastanza ignota, effettivamente.
Fonte: IL MESSAGGERO
——————————————————————————–
I lupi tornano a sgozzare i vitelli
di FRANCESCO CHIARETTI
LEONESSA (RI) – A distanza di pochi giorni dall’ultima strage di animali, si torna a parlare nuovamente di lupi e dei loro attacchi a mandrie di vacche e vitelli sui monti di Leonessa. La scorsa notte sono stati due i vitelli sgozzati nella zona di Maiolica, sul Monte Cambio, appartenenti alle aziende di Raniero Ciavatta e di Giuseppe Chiaretti. I due vitelli vanno ad aggiungersi alla decina di capi che nell’ultima settimana sono stati uccisi dai lupi nelle zone di Riofuggio, Monte Tilia, Le Fosse e Fonte Forcella. E non mancano avvistamenti anche nella Vallonina, sul versante nord del Terminillo, zona protetta, dove questi predatori si pensa abbiano la tana ben nascosta.
Il danno per gli allevatori è enorme e non solo per la perdita dei capi di bestiame, ma anche per le spese riguardanti gli accertamenti sanitari e le operazioni di scavo per sotterrare le carcasse. E notevole il superlavoro per i Vigili Urbani di Leonessa che devono accertare gli attacchi e predisporre le pratiche per la richiesta di indennizzo.
E quello degli indennizzi è un altro grande punto dolente per gli allevatori che lamentano risarcimenti notevolmente più bassi del valore dei vitelli e concessi dopo molti anni, nonostante le richieste fatte tempestivamente secondo le regolari procedure. Solo di recente, un allevatore di Leonessa ha ottenuto circa 180 euro di risarcimento per un vitello ucciso quattro anni fa, che oggi avrebbe avuto un valore almeno cinque volte più alto.
I lupi, comunque, hanno anche un aspetto positivo: il fatto che la zona dove vivono è integra e non inquinata dal punto di vista ambientale, garanzia questa per ciò che concerne l’ottima qualità delle carni di questi allevamenti le cui bestie pascolano in zone sane e incontaminate.
Fonte: IL MESSAGGERO
——————————————————————————–
Quando Fido beve troppo
Continuiamo ad analizzare le cause che inducono i nostri amici animali a bere più del dovuto. Come molti sanno il diabete mellito è la malattia della sete ossessiva: ci sono soggetti che bevono litri di acqua e, come conseguenza, sono soggetti ad urinazione abbondante. A rafforzare il sospetto di questa malattia anche un eccessivo incremento dell’appetito o un rapido dimagramento del soggetto. La causa del diabete mellito è dovuta ad un’insufficienza del pancreas endocrino che non è più in grado di elaborare l’ormone insulina. Ne consegue un livello elevato e persistente di glucosio nel sangue. Oltre al diabete mellito esiste anche il diabete insipido in cui la sindrome patologica dell’eccessiva sete è altrettanto allarmante. La causa scatenante di questa malattia è legata ad una inadeguata produzione di ormone antidiuretico da parte della ghiandola ipofisaria che viene considerata la ghiandola regina di tutte le ghiandole a secrezione interna ed è situata alla base del cervello. Un’altra malattia che come la precedente ha in comune il sintomo della sete eccessiva è l’iperadrenocorticismo. È un’alterata funzione delle ghiandole surrenali che elaborano adrenalina e cortisone endogeno ovvero il cortisolo. Quando queste ghiandole non svolgono più la loro normale funzione elaborano un’abnorme quantità di cortisolo che andando in circolo scatena un sensibile aumento della sete accompagnato da frequenti ed abbondanti quantità di urina, inoltre il soggetto perde peso e vivacità. C’è poi l’ipertiroidismo che porta ad una sete ossessiva. Colpisce principalmente soggetti anziani e soprattutto gatti. Consiste in una disfunzione della ghiandola tiroidea che elabora ormone in eccesso e questo oltre a provocare polidipsia e poliuria (aumento patologico di sete ed urine), comporta anche un aumento dell’appetito in contrapposizione ad un notevole dimagramento con ricorrenti episodi di vomito e diarrea. Un’altra malattia responsabile di tantissima sete riguarda l’apparato urinario. Le affezioni delle vie urinarie ed in particolare l’insufficienza renale cronica di cani e gatti anziani sono decisamente di più frequente riscontro. I soggetti colpiti hanno la tendenza a bere molto più del normale, nella forma avanzata quasi sempre sono affetti da inappetenza grave, inoltre presentano un eccessivo dimagramento, oltre alla poliuria, disidratazione, vomito e diarrea. L’insufficienza renale cronica consiste in un processo degenerativo delle strutture funzionali dei reni. Vengono colpiti per la maggior parte i soggetti anziani e per molti di loro questa malattia è causa di morte. Per diagnosticare questa malattia oltre che per poter capire lo stadio di gravità della malattia è indispensabile procedere a delle indagini diagnostiche come analisi del sangue e delle urine, oltre ad un accurato esame ecografico dell’apparato uro-genitale. marcosmaldone@tiscalinet.it
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BARI)
——————————————————————————–
BELLUNO – Con il nuovo guard rail moria di cervi e caprioli
Cortina – L’Anas sta rinnovando con una veste più consona al paesaggio, il guard rail che fiancheggia la statale 51 di Alemagna, lungo il tratto Cortina-San Vito. Il risultato dal punto di vista estetico è gradevole, ma l’opera diventa una trappola mortale per il gran numero di cervi e caprioli che attraversano la strada per scendere al fiume a bere. Il grido d’allarme viene dal direttore del parco d’Ampezzo, Michele Da Pozzo, il quale già a suo tempo aveva battagliato per ottenere degli interspazi e sbocchi sulla stessa direttrice nel territorio del Parco, da Fiames a Cimabanche dove, sempre l’Anas, aveva predisposto quelle che vennero definite barriere di contenimento in legno. «Siamo riusciti ad ottenere un certo numero di varchi di cinque metri per ogni cento di percorso per garantire il loro passaggio ed evitare così gli incidenti stradali. Ma la mia sorpresa è stata grande quando nei giorni scorsi ho visto verso il Cadore, operai che stavano costruendo le stesse identiche barriere lunghe chilometri. Gli animali sono in trappola. Non riescono a saltare l’ostacolo. Tornano indietro e finiscono investiti dalle auto. Sono molto preoccupato. Immagino già quello che accadrà in autunno ed in inverno quando i cervi ed i caprioli torneranno sul fondovalle. La zona non è di mia competenza, non è territorio del parco, ed io non ho voce in capitolo, ma ritengo giusto protestare. Nei tre mesi da gennaio a marzo, piove generalmente poco, sono mesi aridi. Gli animali hanno sete e vanno in cerca dell’acqua dirigendosi al fiume. Visto che non è possibile realizzare degli abbeveratoi, non mi resta che chiedere ancora una volta all’Anas di aprire dei varchi per salvare gli animali, ma anche gli automobilisti. Quella strada è già una trappola, non rendiamola ancora più pericolosa». N.M.
Fonte: IL GAZZETTINO DI NORD EST
——————————————————————————–
TICINO: UOMO INCATENA CAPRA A UN PALO E LA VIOLENTA
Un uomo, approfittando della notte, ha incatenato a un palo una capra e poi l’ha violentata. L’aberrante episodio e’ accaduto di recente nel Bellinzonese (Ticino). A denunciare l’accaduto e’ stato il proprietario della capra. Anche il veterinario cantonale avrebbe confermato che l’animale, dopo essere stato incatenato ad un palo, e’ stato fatto oggetto di violenze sessuali da parte di un uomo. Sull’accaduto la Procura di Lugano ha gia’ aperto un’inchiesta contro ignoti ipotizzando il reato di maltrattamento di animali. Tra le ipotesi quella di un perverso, un maniaco sessuale, che potrebbe aver gia’ colpito in Svizzera altre volte negli ultimi tre mesi. Purtroppo non e’ la prima volta che questo accade. In particolare, nella Svizzera nord occidentale (Argovia, Soletta e Basilea Campagna) si sono registrati diversi casi di sevizie sessuali su animali. L’8 agosto scorso, per la prima volta, un episodio del genere e’ accaduto in Canton Giura. Anche in questo caso la vittima e’ stata una capra, uccisa in un pascolo di Movelier, a nord di Delemont. In quel caso la Polizia cantonale non ha dubbi che la capra sia stata vittima di un maniaco perche’, tra l’altro, le e’ stata ablata la mammella, organo che il perverso avrebbe portato con se’. (AGI)
Fonte: KATAWEB
——————————————————————————–
Febbre polli,ceppo pericoloso per uomo si diffonde in Kazakistan
ASTANA (Reuters) – Un ceppo di influenza aviara che può infettare gli esseri umani si è diffuso in altri tre paesi del Kazakistan, ha detto oggi a Reuters un funzionario del ministero dell’Agricoltura dello stato centro-asiatico.
“La situazione epidemica tra gli animali è sotto controllo”, ha detto Talgat Abulgazin, capo del dipartimento di veterinaria. “(Ma) non posso garantire che riusciremo a sradicare il virus dal Kazakistan, anche tutti gli sforzi sono orientati in questa direzione”.
Il ministero, che aveva parlato per la prima volta di un’epidemia di influenza aviaria nel paese il 4 agosto, ha detto ieri che era in atto una quarantena in una zona del nord.
La regione si trova al confine con la Russia, dove esperti di Mosca avevano parlato dell’esistenza di un’epidemia di H5N1.
La variante H5N1 ha ucciso oltre 50 persone in Asia dal 2003 e le scoperte di focolai di infezione in Russia e Kazakistan, che finora hanno ucciso soltanto uccelli e pollame, hanno aumentato la paura che la malattia possa trasmettersi all’uomo nell’area euro-asiatica.
Secondo l’Oms l’epidemia in Russia sta regredendo ed è destinata a terminare questo mese.
Fonte: YAHOO
——————————————————————————–
Le ditte di commercio al dettaglio di animali su del 64,5% dal 2000 al 2004
Brescia «investe» su Fido
In provincia censite 51 imprese; 474 in Lombardia

Quando «Fido» diventa anche un business, Brescia sa cogliere l’occasione. È quanto emerse da un’indagine della Camera di commercio di Milano, considerati i dati sulle imprese che si occupano di commercio al dettaglio di animali domestici. Tra il 2000 e il 2004 quelle attive in provincia nel settore (considerati anche articoli e alimenti) sono aumentate del 64,5 %: a fine 2004 – in base ai dati della Cdc di Milano – erano 51 quelle attive, venti in più rispetto al Duemila. Invariate le aziende produttrici di alimenti (due quelle censite), in leggera flessione quelle specializzate nei servizi veterinari (da dieci a nove).
L’incremento percentuale (decisamente superiore alla media regionale pari a +12,6%) realizzato nel numero di imprese attive nel commercio al dettaglio di animali domestici, nel periodo preso in considerazione, colloca Brescia al vertice della classifica lombarda davanti a Lodi (da 7 a 10 aziende; +42,9%) e Bergamo (da 28 a 38; +35,7%), mentre in altre realtà regionali il trend è in calo. In termini assoluti il primato (al 2004) compete a Milano con 218 aziende, seguita da Brescia (con 51 appunto) e Varese con 43 (tante quante erano le imprese del settore nel 2000). La Lombardia (con 474 aziende del comparto) è leader a livello nazionale: in Italia – secondo i dati della Camera di commercio di Milano – a fine 2004 le aziende che si occupavano del commercio al dettaglio di animali domestici, compresi articoli e alimenti, erano 3.679 con una crescita del 43,4% rispetto al 2000. Se la Lombardia è al primo posto nella classifica nazionale per numero assoluto (davanti a Lazio e Campania), nella graduatoria per crescita percentuale viene superata da molte altre regioni, davanti alle quali, però, si colloca Brescia: ulteriore conferma della capacità di fare impresa in provincia.e.reg.
Fonte: BRESCIA OGGI
——————————————————————————–
Giusto far rispettare le regole anche a chi possiede un cane
Concordo pienamente con quanto detto dall’assessore Tartoni nel suo comunicato del 5 agosto scorso, che paletta e sacchetto per la raccolta degli escrementi devono accompagnare le passeggiate quotidiane di cani e padroni, i quali ultimi sono tenuti a raccogliere quanto lasciato per strada dai loro amici a quattro zampe.
Da qualche tempo io stessa ho scritto al sindaco Catizone chiedendo di far rispettare l’ordinanza emessa in questo senso con l’obbligo, che vale per cani e uomini, di rispettate non solo le aiuole e le aree verdi, ma soprattutto le strade di città. Vero è come afferma l’assessore che “in questo periodo di calura i giardinetti restano l’unica valvola di sfogo per tanti cittadini- adulti, anziani, bambini- che restano in città”, ma mi permetto di aggiungere e ricordare che oltre ai giardinetti, esistono i bei marciapiedi della nostra città che abbondano di escrementi in bella mostra, in modo particolare in alcune zone come via Roma, p.zza Cappello, via P. Rossi, viale della Repubblica, via Luigi Fera ex c.so Italia, via Montesanto, via Rivocati, c.so Umberto ecc ecc; e né si può chiedere alla gente di fare scuola di slalom ad oltranza.
Credo che accanto al Regolamento d’uso del verde pubblico, che la giunta municipale ha da tempo approvato, e in attesa dell’imprimatur del Consiglio, possa essere messa in pratica in modo migliore, l’ordinanza emessa il 12 settembre 2002 concernente la tutela dell’igiene e la nettezza delle strade, oltre che per la sicurezza delle persone, rivolta ai possessori di cani, richiamata l’ordinanza sindacale n. 24 / P.M. 98.
Perché se nel Regolamento viene sancito il divieto assoluto di fare entrare i cani nelle aree verdi utilizzate dai cittadini, credo sia opportuno ricordare cosa stabilisce il punto uno dell’ordinanza: “i possessori dei cani che circolano su aree pubbliche o aperte al pubblico devono essere muniti di paletta e scopìno per raccogliere le feci di detti animali, nonché di un sacchetto per riporvele; per non parlare degli animali che secondo legge dovrebbero essere muniti di museruola quando girano senza guinzaglio in luogo pubblico”, quindi educazione per tutte le strade di città e non solo nei giardini pubblici. Sono altresì d’accordo per la realizzazione degli sgambatoi in ogni quartiere, aree cioè appositamente riservate ai cani, sempre se mantenuti in modo tale da non apportare disturbo alla vista e all’olfatto generale di chi vi abita intorno o nei pressi.
E comunque al di sopra di ogni cosa si deve lavorare affinché il senso civico possa prendere il sopravvento nella nostra società civile che il più delle volte sembra essere riposto in un cassetto. Il problema non sta nel voler militarizzare ogni cosa; viviamo in una società civile, e ogni persona sa che essere libero non significa ­ certamente – fare ciò che si vuole, ma si è liberi quando si rispetta la legge, e quando ciò non avviene o si previene o si reprime.
Credo che sia giusto e opportuno per l’intera città ma, anche e soprattutto, per quella parte notevole di uomini e donne che si comportano in modo esemplare, far rispettare le regole.
Allora accanto all’invito del rispetto delle regole, accanto al lavoro per dotare al più presto tutti i quartieri di zone riservate agli animali, si rende necessaria la presenza degli organi preposti a vigilare a che le regole siano rispettate da tutti, inoltre credo possa essere d’aiuto a tutti i possessori di cani che non abbiano per qualunque motivo la possibilità di munirsi di quanto richiesto – visto che in varie città d’Italia è stato già fatto come anche nella città di Catanzaro – l’amministrazione potrebbe provvedere, con l’istallazione di contenitori automatici di scopini, palette e sacchetti usa e getta da prelevare con l’inserimento di una moneta di 50 centesimi o 1 euro, posizionandoli in vari punti della città..
Concordando con la Tartoni: “piccoli sacrifici di fronte alla consapevolezza di testimoniare così rispetto non solo per l’animale, ma anche per il prossimo”, al tempo stesso incentivazione dell’uso dei mezzi pubblici in modo civile.
Carmensita Furlano – consigliere comunale
Fonte: IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA
——————————————————————————–
PALIO A NISCEMI? NO DELLA LAV PER LA CORSA DEI CAVALLI
Secondo l’associazione “c’è ancora il pericolo di scommesse clandestine in un territorio controllato da Cosa Nostra”.

11 agosto 2005 – “No ai rigurgiti pseudo-nostalgici sulle corse di cavalli”. Lo dice con forza la LAV di Caltanissetta dopo che a Niscemi, in occasione dei recenti festeggiamenti della Madonna del Bosco, si sono levante talune voci che ricordavano con enfasi il palio che in passato si svolgeva per le vie della città. Dagli anni ’90 il “Palio” di Niscemi era stato vietato per motivi di ordine pubblico legati dichiaratamente al fenomeno criminale delle scommesse clandestine; ma nell’agosto 2001 l’allora Questore, Santi Giuffrè, rilasciò il nulla osta per la corsa di cavalli in pieno centro urbano, accogliendo la richiesta dell’allora Sindaco Mario Parrimuto.
“Si trattò di una decisione sconsiderata e grave da parte del Sindaco che ottenne l’incredibile avallo del Questore – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile provinciale della LAV – poiché, come attestano i rapporti delle Forze dell’Ordine, il fenomeno delle corse clandestine di cavalli è diffusissimo in tutte le province siciliane e sono dimostrate anche le strette connessioni fra le gare clandestine di cavalli e quelle che si corrono in occasione di feste religiose paesane, entrambe accomunate dai lucrosi interessi delle famiglie mafiose sul giro d’affari delle scommesse illegali”.
Lo stesso Ministero dell’Interno nel “Rapporto annuale sulla criminalità organizzata”, in relazione all’area di Gela e Niscemi, afferma che “Le corse ippiche clandestine, svolte all’alba, nelle vie periferiche di Catania, a seguito dell’intensificarsi dei controlli da parte delle Forze di polizia, vengono organizzate nelle superstrade delle zone di Gela, Enna e Siracusa”. “Tali circostanze risultano particolarmente preoccupanti – continua Bonfanti – se si considera che lo stesso Rapporto denuncia come “il controllo di cosa nostra sul territorio risulta pressoché totale nella provincia di Caltanissetta”, dove “la criminalità organizzata nissena…ha dimostrato la propria vitalità in ogni settore criminale, con particolare riguardo… al gioco d’azzardo, soprattutto nella zona di Niscemi”.
Nessuna nostalgia, quindi, per manifestazioni che, oltre a determinare sofferenze e maltrattamenti gravi per i cavalli, attirano gli interessi della criminalità in contesti già inquinati da infiltrazioni mafiose. Anche per questi motivi l’attuale Questore nisseno Filippo Piritore, accogliendo la richiesta della LAV, sin dal 2003 ha stabilito il divieto in tutta la provincia di palii e altre corse di cavalli per motivi di ordine pubblico nonché per garantire l’incolumità dei cavalli.
“Una decisione che apprezziamo molto – prosegue Bonfanti – anche perchè va nella stessa direzione delle decisioni assunte in altre province: il Prefetto di Palermo da anni ha decretato il divieto dei palii paesani rilevando come “tale tipo di manifestazioni richiama la presenza di pregiudicati i quali, spesso, all’insaputa degli stessi organizzatori, alimentano il mercato delle scommesse clandestine gestite dalla criminalità organizzata locale con il benestare delle famiglie mafiose reggenti”; nelle settimane scorse il Prefetto di Siracusa ha sospeso il palio di Avola dopo i casi di maltrattamento ed i problemi di ordine pubblico denunciati dalla LAV; a giugno il Prefetto di Trapani non ha concesso l’autorizzazione per il palio di Alcamo mentre pochi giorni fa, dopo la scandalosa scoperta della LAV di doping e gravi maltrattamenti, il Prefetto di Agrigento ha inviato i NAS che hanno denunciato fantini e proprietari dei cavalli usati nelle corse di Menfi”.
Fonte: animalieanimali.it
——————————————————————————–
ISRAELE, 600 GATTI IN PERICOLO DI VITA A GAZA
Gli Animalisti Italiani, in appoggio della “cat welfare society”, hanno chiesto un aiuto e pace anche per gli animali.

11 agosto 2005 – Il processo di pace intrapreso dal Governo Israeliano prevede il piano di disimpegno dalla striscia di Gaza e dal nord della Samaria con il conseguente trasferimento dei coloni.
“L’abbandono dei territori di Gaza da parte degli Israeliani porta con se un altro problema, insieme a quello sociale e logistico.” – dichiara Ilaria Ferri Direttore dell’Associazione Animalisti Italiani- “Il coraggioso e impegnativo processo di pace intrapreso da Israele, che mi auguro possa favorire nuove relazioni di coesistenza, deve comprendere anche la salvezza degli animali. Seicento gatti randagi che sopravvivono nei territori che stanno per essere abbandonati, sono a rischio di vita e moriranno di fame e di sete, se non si interverrà prontamente. Abbiamo accolto l’appello della “Cat welfare society” e siamo promotori di una azione immediata per salvare questi seicento felini.
Gli amici della “Cat welfare society” di Israele potrebbero completare l’opera di costruzione di un nuovo Santuario per gatti nella zona di Hadera, con l’aiuto ed il supporto del Governo Israeliano. Ciò permetterebbe di accogliere, curare e sterilizzare tutti i gatti presenti ora nei territori che stanno per essere lasciati dalle 1.700 famiglie di coloni ebrei (circa 8000 persone).
Per questo ho inviato una lettera all’Ambasciatore Israeliano Ehud Gol e al Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia Prof Amos Luzzatto, chiedendo loro di sostenere il progetto della “Cat welfare society”. Una soluzione a questo problema esiste ed è immediatamente realizzabile, secondo quanto indicato dall’associazione a tutela dei gatti, è solo necessario un piccolo sforzo in più da parte di Israele. Sono certa che un così coraggioso gesto, a testimonianza della volontà di costruire una soluzione durevole di pace, possa e debba comprendere anche l’attenzione alla salvezza di altre 600 creature inermi. Si può sottoscrivere on line la petizione a sostegno della realizzazione del Santuario per i gatti sul sito http://www.cats.org.il/index.php?id=263%20”
Fonte: animalieanimali.it
——————————————————————————–
Quattro gattini salvati da un bimbo
Erano stati gettati in un cassonetto. quando la crudeltà dà vita a una storia d’amore.

10 ago 05 – Solo 47 italiani su 100, secondo un’indagine promossa dall’Enpa, sanno che abbandonare un animale costituisce un reato punito con la reclusione fino a un anno o con l’ammenda da mille a diecimila euro. Di sicuro non è poco, ma non basta a evitare crudeltà di ogni genere ai danni di bestiole come cani e gatti.
Sono i gatti, quattro per la precisione, nati da pochi giorni, i protagonisti di una vicenda risoltasi, grazie al buon cuore di una ragazzino, altro protagonista di questa storia, cui i genitori hanno insegnato che maltrattare gli animali è un’azione da farabutti. La storia si inizia con un padrone che, non volendo probabilmente tenere a casa quattro cuccioli, decide di liberarsene e non trova modo migliore che gettarli in un cassonetto della spazzatura.
Il miagolio dei mici ha attratto fortunatamente l’attenzione del nostro protagonista che ha sporto la testa nel cassonetto e ha scoperto i tre gattini che piangevano. E lui non ci ha pensato su due volte a tirarli fuori dal cassonetto. Il resto della storia è routine per un bambino che si affeziona subito ai mici, li porta a casa e li cura amorevolmente. Loro non sapranno mai di essere dei miracolati, la speranza è invece che questa storia possa arrivare alle orecchie del protagonista in negativo di questa storia, di chi, con una incredibile crudeltà, non ha esitato a condannare a sicura morte quattro innocui gattini, la cui unica colpa era quella di essere finiti nella casa sbagliata. Eugenio Cairone
Fonte: animalieanimali.it
———————————————

Related Tags:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 12 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano