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Saturday May 26th 2018

Notiziario animalista

Il veganismo non è una scelta.
La scelta termina dove inizia la vita di un altro.
Uccidere un essere vivente non è una scelta, è un assassinio.
– Autore sconosciuto
Fonte: http://www.bairo.info/pag109.html
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http://www.enpanet.it/cercatrova/detail.php?siteid=356
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
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Smarrita a Zibido San Giacomo (Milano) il 6 agosto 05 setter femmina bianco e nero di circa 5 anni. Ha un collare marrone in pelle con la scritta Frisckies.
Tatuaggio n. 9VA694.
Telefonare 338/6154670
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
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Ciao Romeo, cane simbolo di PescaraCiao vecchio Romeo, colonna portante di Piazza Salotto e dintorni di storie da raccontare ne avevi tante, forse troppe! Sempre lì a sfilare con gli alpini e a seguire, a tempo di marcetta, i bersaglieri! Mi ci sono voluti due giorni per trovare parole degne per un estremo saluto, due giorni in cui mi sono rivoltata l’anima tra contrastanti sentimenti, rabbia incalcolabile, ricerca dell’essenza canina. Poi questa notte ho fatto un sogno e, in quel sogno, mi parlavi ripercorrendo la tua esistenza a ritroso e svelando, con amara ironia, quelli che sono stati i tuoi veri sentimenti così profondamente lontani e diversi da quelli umani. Hai parlato a lungo e accoratamente, con toni ora dolci ora amari, di ciò che è stato e che non avresti voluto, di ciò che invece non è stato ma speravi avvenisse. Dicevi che la fama che ti era caduta addosso non aveva suturato il tuo animo ferito dal distacco dal musicista, che ad onta degli onori tributati non ti erano stati risparmiati i morsi del freddo né lo sfinimento del caldo, che malgrado l’affetto frammentato di tanti ti è mancato il calore rassicurante di una famiglia vera. E, ancora, ricordavi la prigionia e il nuovo, lacerante dolore per la perdita della tua compagna. Una prigionia tanto più ingiusta in quanto non ti eri macchiato di colpe. Nel sogno mi raccontavi i tuoi sogni: varcare il confine tra questo e l’altro mondo accompagnato dalla carezza appagante del tuo musico, ascoltare ancora una volte le note prodotte dall’onda che s’infrange sugli scogli… Parlavi ancora della gratitudine che provavi per quelle mani che ti avevano accarezzato il pelo fulvo e arruffato arrecandoti conforto, la tua voce s’incrinava nel ricordo dei tuoi compagni perduti. Nei tuoi occhi scorgevo ora, lo sgomento per la tragica fine di Quattrocalzini e tanti altri compagni di strada ora, la tenerezza e l’affetto misto a commozione nel ripercorrere gli ultimi anni al fianco del fido Ugo. Eri un randagio di lusso ma pur sempre randagio. Senza casa, senza cuccia, senza “padrone”, esposto ai pericoli e alle insidie della strada, dei balordi, di quelli che non hanno sale in zucca e trascorrono le squallide giornate a tormentare i deboli …. Infine, mentre il chiarore dell’alba cominciava ad insinuarsi nel mio sogno rendendolo più fragile ed evanescente, hai ricordato che tu, in fondo, eri solo un cane, un cane speciale, ma sempre e solo un cane! Ciò non ti avrebbe impedito di lasciare un’orma in questa città e, forse, oltre. Annotai a mente il tuo testamento e mentre le tue parole scivolavano nel nulla, nel dormiveglia non potei che annuire ..…l’alba era prepotentemente entrata nella mia stanza da letto, il fantasma svanito di dove era venuto. Mi sono ritrovata a pensare che siamo in agosto e che mille, diecimila, duecentomila romeo quest’anno, come sempre ed ancora una volta, invaderanno le strade, i canili, che ottantamila di loro moriranno per sete, fame, incidenti stradali entro la prima settimana di abbandono o cadranno vittime di criminali senza scrupoli: dirottati verso destinazioni ignote, laboratori di vivisezione, combattimenti clandestini. Gli altri, tutti gli altri, condannati ad un ergastolo senza fine per colpe mai commesse o a cercare sostentamento nelle opulente discariche. Forse era questo il testamento di Romeo…..
Lina Bufarale
Delegato regionale Animalisti italiani – PETA
Pescara, lì 9 agosto 2005
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
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Domani in Valle Seriana il palio dei maialini
A Gandellino (BG), paese di poche centinaia di anime, in ci ma alla Val Seriana ( BG), da almeno 15 anni si svolge una gara del tutto particolare: una sorta di palio dei maialini, nell’ambito della festa del paese. La gara si svolge tra due maialini che rappresentano gli scapoli e gli ammogliati: i due animali devono percorrere la strada principale del paese poche centinaia di metri in salita incitati dai bambini e dai giovani. Vince il maialino che impiega il tempo minore. Quest’anno, però, questo ironico palio, in pro gramma giovedì alle 21 dopo la Messa, harischiato dinon svolgersi, per una protesta formale dell’Ente per la protezione degli animali di Bergamo, che avrebbe ricevuto una segnalazione di gravi maltrattamenti ai danni dei maiali ni, che sarebbero incitati a bastonate e obbligati a bere be vande alcoliche. Di poche, ma chiare parole la reazione, in dignata, del sindaco Fabrizio Gusmini: ” Qui, di animali maltrattati non ce ne sono mai stati. Sono accuse inventa te, di gente che, probabilmente, non ha mai visto la gara”. Renzo Zonca
Fonte: LIBERO
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Vane ricerche del torturatore del cane
Mobilitazione di tutte le associazioni ambientaliste

SASSARI. Non è facile dare un volto al torturatore del cane della Funtana di la figga. I vigili urbani, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Fiori, e guidati dal vicecomandante Gianni Serra, stanno raccogliendo testimonianze per cercare di dare un volto all’autore del massacro. Ma non sarà facile. Nessuno avrebbe visto, nè sentito qualche guaito.
Il cane dovrebbe essere stato giustiziato in un luogo isolato e poi gettato lì vicino a quella che era ormai diventata la sua casa, quasi come uno sfregio.
Una ferocia inaudita e inspiegabile, perchè quel groso cucciolone era ormai diventato la mascotte degli abitanti delle villette panoramica della Funtana di la figga, la collinetta tra la strada per l’Argentiera e quella per La Landrigga, di fronte a Monte Oro.
Dopo avergli legato le zampe posteriori con un cavo elettrico, il cane era stato probabilmente impiccato a testa in giù sopra un fuoco, molto probabilmente da vivo anche se soltanto l’autopsia eseguita dai veterinari dell’Asl potrà dare il responso definitivo. Infine, il cucciolone era stato trascinato per strada fino a un cespuglio. Il cucciolone della Funtana di la figga è morto così. Dopo la macabra scoperta, i vigili urbani hanno subito avviato le indagini e tutti gli abitanti delle villette, particolarmente affezionati a quel cucciolone, hanno collaborato. Intanto il magistrato ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il reato di maltrattamento di animali, contenuto nella legge 189 del 20 luglio 2004 che sanziona penalmente i maltrattamenti con la reclusione fino a un anno, con pena aumentata della metà in caso di morte dell’animale.
Intanto, le associazioni ambientaliste si stanno mobilitando per cercare di coinvolgere maggiormente le istituzioni in una concreta opera di prevenzione e di maggiiore attenzione per gli animali.
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 20 – Sassari)
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Nuove aggressioni nei pressi della Conad
Azzannata una donna: troppi cani senza collare e padroni poco civili

PORTO TORRES. I cittadini, di solito, si lamentano per la presenza dei cani randagi. Un problema di difficile soluzione. Diverso il problema che si registra nella zona del supermercato Conad, dove i cani non sono randagi, ma circolano in assoluta libertà, senza guinzaglio né museruola. E avantieri un donna è stata azzannata, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Il cane, infatti, era “solo” un bassotto che si è limitato ad addentare la donna. Ma in quel quartiere i cani in libertà non sono tutti di piccola taglia. Inutile cercare di convincere i proprietari degli animali a rispettare le regole del viver civile (nonchè quelle del codice penale e delle diverse ordinanze comunali): nei casi più fortunati, il «conduttore» del cane risponde con un’alzata di spalle, altrimenti l’invito ad andare a quel paese è la risposta più gentile che si possa ricevere.
Una situazione che gli abitanti della quartiere hanno denunciato al comune e al comando dei carabinieri. La presenza dei cani in libertà, oltre a essere un potenziale pericolo per i passanti, comporta anche l’obbligo di far lo slalom sul marciapiede, fra gli escrementi degli animali, i cui proprietari si guardano bene dal raccogliere. Nella denuncia, inoltre, gli abitanti del quartiere protestano per i concerti notturni che spesso durano fino all’alba.
Le forze dell’ordine non possono certo intervenire per zittire gli animali, ma un paio di multe in più ai padroni maleducati eviterebbero aggressioni e marciapiedi ridotti a latrine.
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 26 – Sassari)
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un triste vezzo ormai radicato anche nella nostra provincia
Sempre più i cani «abbandonati». E’ allarme

Cani abbandonati sempre più numerosi anche nella nostra provincia. Si stimano intorno ai 1400 gli esemplari abbandonati al triste destino della strada. Un dato allarmante fornito dalla Lega Nazionale per la Difesa del cane, la cui presidente Ilaria Fagotto spiega il lavoro complementare di ricerca e accoglienza. «Dalla fine di gennaio è stata aperta la sede operativa, nella quale ci occupiamo di una parte degli animali che abbiamo raccolto per le vie del territorio provinciale. Molti sono i volontari che ci aiutano e, tengo a precisarlo, hanno tutti la passione per questi esseri indifesi». La sede di corso Timoleonte ospita solo alcune delle bestiole non più desiderate, mentre altri sono curati in un parco cuccioli attrezzato per tutte le altre necessità.
«Una situazione allarmante – continua la Fagotto – che dovrebbe destare più interesse. Bisognerebbe spegnere le polemiche sul randagismo e attivare, invece, un servizio efficiente di compenetrazione di ruoli tra l’amministrazione pubblica e gli enti a difesa e protezione degli animali. Sarebbe altresì fondamentale una maggiore attenzione da parte dei padroni a non abbandonare un amico. Devo, tuttavia, sottolineare che i dati relativi a questa prima parte dell’estate e, in particolare, di agosto sono lievemente migliorati rispetto all’anno precedente. Ma molto ancora si può e si deve fare». Ci sono anche storie che hanno un lieto fine ed evidenziano la buona volontà dei siracusani: è il caso della signora Veronica Scala, la quale volontariamente fornisce cibo e si prende cura in casa propria di qualche cucciolo.
Nella nostra provincia sono presenti altri enti a tutela degli animali, quali Enpa, WWF, Lav che si occupano della parte burocratica e collaborano con alcune strutture private in cui alcuni animali vengono ospitati. «Chi viene abbandonato ha bisogno di molte cure, che spesso sono a carico nostro».
mariolina lo bello
Fonte: LA SICILIA (SIRACUSA)
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Messico Il governo ha mobilitato i militari per evitare un’altra mattanza
Uova afrodisiache, strage di tartarughe marine

CITTÀ DEL MESSICO –- Una vera e propria mattanza di tartarughe marine scoperta alla fine della scorsa settimana a Escobilla, spiaggia dell’Oceano Pacifico nello stato messicano di Oaxaca, ha costretto il governo a mobilitare la Marina militare per proteggere il delicato ecosistema locale. Un’ottantina di esemplari della specie protetta Olive Ridley ( nella foto ) sono stati uccisi da sconosciuti trafficanti, avidi delle uova appena deposte sotto la sabbia. La razzia è giustificata con il fatto che le popolazioni locali attribuiscono ad esse un potere afrodisiaco e quindi ne consumano in gran quantità (al prezzo di dieci centesimi di euro l’una) condite con sale e limone. I trafficanti senza scrupoli hanno abbandonato sulla spiaggia stessa e nel mare circostante i cadaveri delle tartarughe, fatti a pezzi col machete. «Le hanno uccise a bastonate in testa e a colpi di machete… è una cosa brutale. La spiaggia è stata coperta di sangue», ha dichiarato indignato Homero Aridijis, un dirigente dell’Agenzia governativa per la protezione dell’ambiente (Profepa). Fonti della polizia hanno sottolineato che i malviventi non erano interessati alla carne degli animali, che pure è ritenuta una vera delizia, visto che ne hanno lasciata sul posto circa 800 chilogrammi. Da parte sua il governo centrale, di fronte allo scalpore suscitato dalla vicenda, ha disposto l’invio di due unità militari che pattuglieranno in permanenza la costa. La carneficina realizzata sabato ha un precedente di dimensioni ancora più grandi avvenuto nel settembre 1996 proprio sulla stessa spiaggia di Escobilla (Messico sud-orientale). In quella occasione, infatti, ricordano le cronache, un «numero elevato» di tartarughe furono massacrate nella stessa maniera per portare a termine un saccheggio di circa un milione di uova. Anche allora il governo inviò forze di polizia e mezzi della Marina, ma evidentemente i provvedimenti non sono serviti a granchè, visto che il fenomeno si è ora nuovamente ripetuto. Dal maggio 1990, fra l’altro, in Messico esiste una legge che tutela le tartarughe prevedendo pene fino ai 9 anni di carcere per chi uccide o cattura esemplari.
Fonte: GAZZETTA DEL SUD
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randagismo – Ambulatorio veterinario a giorni l’apertura alla Zuccara
A giorni sarà attivato in uno dei locali del Servizio Ecologia – ex mattatoio comunale di Contrada Zuccara – un ambulatorio veterinario da affiancare al già esistente rifugio sanitario per cani randagi e abbandonati. Un incarico di convenzione stipulato tra il Comune ed un veterinario libero professionista per l’assistenza e la cura dei cani randagi, completa così il progetto comunale per una struttura adeguata per l’accoglienza dei cani abbandonati.
E’ il dottore Paolo Morale il veterinario al quale è stato affidato il servizio. L’incarico ammonta a 5 mila euro. Il servizio di veterinaria di contrada Zuccara collaborerà con l’azienda sanitaria locale, il cui personale provvederà all’applicazione dei microchips, operazione da effettuare negli animali precedentemente vaccinati dal Comune.
CARMEN ORVIETO
Fonte: LA SICILIA (SIRACUSA)
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PRONTO UN NUOVO CANILE, POTRA’ ACCOGLIERE OLTRE TRENTA ANIMALI
POGGIARDO (LE) – Da Poggiardo è pronta una risposta al problema del randagismo, particolarmente sentito nel territorio. Nei giorni scorsi, infatti, è stato completato il nuovo canile a cura della ditta Rizzo Dolores. La struttura, realizzata in via Giacco, a pochi metri di distanza dal vecchio canile che ormai non rispondeva più alle nuove norme igienico-sanitarie è stato completato e, con autorizzazione comunale del 7 luglio scorso, autorizzato ad espletare l’attività. Si tratta di una struttura moderna che presenta 4 posti da destinare a canile sanitario e 31 posti per rifugio dei cani e stabulazione libera, con uno spazio scoperto per la deambulazione degli animali e per agevolare il lavoro dei veterinari, per i quali sono stati realizzati i bagni ed il servizio doccia. In attesa del rilascio della concessione da parte della Asl relativa all’autorizzazione del servizio di accalappiamento dei cani randagi, nei giorni scorsi il nuovo canile ha inaugurato la sua attività ospitando due cuccioli appena nati, abbandonati da qualche sconsiderato in un cassonetto della spazzatura in via Trinchese. I due cuccioli, ancora con gli occhi chiusi, sono infatti tuttora nutriti artificialmente ed accuditi all’interno del canile. Ma probabilmente, vista la situazione in cui versano alcuni centri del poggiardese dove è particolarmente sentito il problema del randagismo (in qualche caso, come a Minervino di Lecce, si è addirittura pensato di «parcheggiare» i randagi all’interno del campo sportivo), non è escluso che questa nuova struttura possa fornire una soluzione che vada al di la del territorio comunale. Salvatore Ciriolo
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BRINDISI)
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Identificati i padroni dei cani avviso preventivo anti-multa
È polemica per un’iniziativa dei vigili contro le deiezioni animali

Imperia I vigili chiedono la carta d’identità ai proprietari dei cani per multarli se non si doteranno del kit necessario con cui pulire là dove i loro migliori amici sporcano… e a Imperia divampa la polemica. Ferragosto caldo per la polizia municipale, bersaglio, ieri, di una interrogazione urgente del consigliere diessino Carla Nattero. Dopo l’installazione in città di settanta distributori di palette per raccogliere le deiezioni canine e l’avvio della campagna “tolleranza zero” nei confronti dei proprietari dei cani annunciata nei giorni scorsi, alcuni cittadini hanno segnalato che i vigili chiedono la carta d’identità ai possessori dei quattrozampe.
«E’ inaudito», sbotta chi, a passeggio con il proprio cucciolo s’è sentito chiedere di esibire i documenti. «Non mi è stato chiesto di mostrare l’occorrente per pulire qualora il mio cane avesse sporcato, cosa legittima visto che esiste un regolamento che lo prevede, ma la mia carta d’identità. E allora mi chiedo: dov’è finita la legge sulla privacy? E’ normale che un cittadino solo perchè ha un cane al guinzaglio debba essere identificato come un malvivente?».
Pronta la replica del comandante della polizia municipale Aldo Bergaminelli: «Abbiamo deciso di non multare i trasgressori alla prima uscita preferendo renderli edotti delle nuove regole. Chiediamo il nominativo solo per essere certi che siano stati informati e per non avere remore a sanziaonarli se poi saranno colti in fallo».
Un eccesso di magnanimità che tuttavia non ha risparmiato al comando vigili l’interrogazione del consigliere d’opposizione.
«Non sarebbe più opportuna una chiara campagna di informazione, con manifesti e pubblicità invece di adottare questo asfissiante e contorto metodo di controllo sui singoli proprietari?», s’interroga Carla Nattero che chiede anche se l’amministrazione non ritenga che «tale procedura violi il diritto alla privacy di ciascuno e se non pensa alle conseguenze insostenibili sul lavoro dei vigili e alla restrizione della libertà dei singoli cittadini nel momento in cui tale metodo fosse esteso, per esempio, ai masticatori di chewingum, i quali anche loro potenzialmente commettono un’infrazione se gettano la gomma per strada». L. G.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Chiesto lo sportello per i diritti dei cani
Proposta dell’Anta al Comune di Sarzana

Mentre i carabinieri effettuano ispezioni a livello nazionale sul rispetto della legge 189 del 2004, in materia di “divieto di maltrattamento degli animali”, l’Associazione nazionale tutela animali Anta Onlus, ha avviato a Sarzana una campagna di sensibilizzazione affinchè la normativa sia effettivamente applicata.
L’associazione – che ha sede in Bottagna e che opera su tutto il territorio della vallata – ha deciso di raccogliere delle firme per chiedere che tutte le istituzioni, nazionali o locali, applichino con puntualità la legge; affinchè il Comune di Sarzana istituisca un ufficio per la “tutela dei diritti degli animali”, dotato di personale, risorse economiche e strumentazione adeguate”; perchè i canili, “luoghi di vita per molti cani sfortunati, siano realmente conosciuti da tutte le persone e gestiti con trasparenza, correttezza e passione, nonchè pienamente inseriti nel tessuto sociale della comunità che deve averne cura e attenzione”.
Un messaggio, insomma, teso a sollecitare più attenzioni pubbliche nei confronti degli amici a quattro zampe anche se l’associazione ha già avviato con l’amministrazione comunale sarzanese una collaborazione su questi temi. E del resto il Comune di Sarzana sta investendo da anni parecchie risorse nel mantenimento dei cani randagi. Lo scorso anno la somma impegnata nel pagamento dei canili di Tavolara e di Modena per ospitare decine di animali ha superato la tutt’altro che trascurabile cifra dei 200 mila euro. «Se vedi un animale abbandonato a maltrattato – è l’appello dell’Anta Onlus – legato a una catena troppo corta, esposto al sole e alle interperie, assetato o malnutrito non voltarti dall’altra parte. Ricorda che è un preciso dovere intervenire. I cani, ospiti di canili e di rifugi, sono i nostri cani, un tempo apparteneneti a famiglie o persone, ora abbandonati e dimeticati. Così non deve più essere: gli animali che non sono di nessuno sono di tutti!».
Fonte: IL SECOLO XIX
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Il calendario Caccia, le regole della nuova stagione
«Integrazioni al calendario venatorio regionale sono state disposte, per quanto riguarda il nostro territorio, dall’ultima delibera della giunta provinciale riunitasi lunedì.
In particolare, le disposizioni dettagliate riguardano l’allenamento e l’addestramento dei cani da caccia, la caccia alla lepre, quella alla selvaggina migratoria dal 1° ottobre al 30 novembre, le specie cacciabili stanziali.
Nel territorio dei comuni di Sarzana, Castelnuovo Magra, Ortonovo, Santo Stefano Magra, Arcola, Lerici, Ameglia e Vezzano ligure l’allenamento dei cani da ferma, da seguita e da cerca può essere condotto dal 15 al 28 agosto soltanto il mercoledì e la domenica, da un’ora prima del sorgere del sole alle 11 e dalle 17 fino al tramonto. Nel restante territorio i giorni stabiliti (negli stessi periodi e orari) sono mercoledì, sabato e domenica. L’allenamento dei cani da cinghiale dovrà essere fatto dai cacciatori esclusivamente nel comprensorio in cui hanno esercitato la caccia al cinghiale nella stagione venatoria 2004-05.
Inoltre, i cacciatori residenti al di fuori della provincia della Spezia possono esercitare la caccia alla lepre nel nostro territorio esclusivamente nel periodo e nelle giornate in cui la caccia a tale specie è consentite nella provincia di residenza, con esclusione dei cacciatori che, pur essendo residenti in altra provincia, hanno la residenza venatoria in quella della Spezia.
Dal 1° ottobre al 30 novembre, la caccia alla sola selvaggina migratoria è consentita, ferma restando l’esclusione il martedì e il venerdì, su tutto il territorio provinciale, esclusivamente se praticata da appostamento. L’amministrazione provinciale ha disposto di non avvalersi della facoltà di prolungare il periodo di caccia alle specie stanziali strana, pernice rossa e coniglio selvatico fino al 31 dicembre 2005.
Fonte: IL SECOLO XIX
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L’abbandono estivo degli animali si combatte con la sensibilità
Contro una realtà da sconfiggere

Ogni estate in Italia 350mila animali sono vittime dell’abbandono: questo vergognoso fenomeno deve assolutamente cessare se vogliamo considerare il nostro Paese veramente civile. Una delle cause principali dell’abbandono di un cane sono anche tutte le difficoltà che si incontrano a girare con il nostro caro amico a quattro zampe, per i divieti in negozi, alberghi, spiagge, ecc. Negli altri Stati d’Europa chi ha un animale può andare con lui tranquillamente in ogni luogo: è dunque un problema di mentalità, di cultura, anche di solidarietà. C’è l’esigenza di un cambiamento, quindi, nel nostro Paese anche sotto questo profilo. Da attuare con l’aiuto di tutti: proprietari di animali, enti pubblici, esercenti. La legge 189 del 2004, approvata per l’appunto lo scorso anno, prevede sanzioni molto alte per l’abbandono. Ma le leggi non bastano: quello che bisogna pretendere, lo abbiamo detto, è un cambiamento culturale. La Regione Liguria, sulla base della sua legge 23 del 2000, e ogni Comune hanno precisi compiti legislativi per sensibilizzare i cittadini su questo tema, con ogni genere di informazione, attraverso specifiche campagne dedicate ai problemi dell’abbandono, del conseguente randagismo, e a come si possono adottare gli animali che vivono nelle varie strutture di ricovero. Per l’importanza che riveste ormai nella nostra società, anche dal punto di vista sociale, la convivenza con gli animali, Luca Dallorto, Assessore alle Politiche del Comune di Genova, in questi ultimi tempi, ha impegnato la Civica Amministrazione come parte attiva per l’attuazione di programmi di sensibilizzazione riguardanti interventi significativi contro l’abbandono.
L’Ufficio Diritti degli animali ( telefono 010.5222149) attua assistenza alle persone in difficoltà per acccudire i loro animali tramite il servizio “Animal Sitter”.
Inoltre, presso il Canile Municipale, è attivo il numero verde 800071325 a disposizione di chi vuole adottare un amico a quattro zampe, sottraendolo così ad una triste vita di solitudine e reclusione. Per chi desidera informazioni riguardanti le strutture che sono in grado di accogliere anche gli animali in vacanza con la famiglia può rivolgersi al numero telefonico 0105572176, attivo presso l’Assessorato alle Politiche Ambientali del Comune di Genova. Infine, per mettere in risalto e condannare l’incivile fenomeno dell’abbandono degli animali è stata realizzata una campagna di sensibilizzazione dei cittadini con una bella immagine di un personaggio molto popolare: Megan Gale.
La foto che caratterizza tale campagna ritrae Megan con a fianco un cane, dietro le sbarre della prigione-canile. La scritta, in grande evidenza, è esplicita: “Condannati senza colpa”. Il messaggio si conclude con la frase-appello: “Questa estate non abbandonarli”. Megan ha così dimostrato sensibilità nei confronti di un tema purtroppo sempre attuale. A lei va il ringraziamento, per la disponibilità dimostrata, da parte di tutti gli amici degli animali.
“Questa estate non abbandonarli”: è il messaggio che campeggia sui manifesti diffusi in tutta Genova. E’ il simbolo della campagna del Comune contro l’abbandono degli animali “Condannati senza colpa”. Messaggera di solidarierà verso i nostri amici a quattro zampe è la notissima Megan Gale. Più che mai bella, simpatica, e sensibile. Popolare testimonial per questo importante tema civile
Fonte: IL SECOLO XIX
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Volontari alla ribalta
Nel canile di Genova

Canile: ultima frontiera per liberarsi di un “pesante fardello”, senza minimamente pensare quanto il cane possa soffrire e alle conseguenze di questo abbandono. Ma canile, significa anche volontariato prezioso per far sì che i cani accolti in questa struttura possano vivere nelle migliori condizioni. “Nostro primo scopo – dice Clara Bongiorno direttore tecnico del Civico canile genovese – è di il ridurre il numero degli ospiti. Oggi attualmente abbiamo 228 cani”. Dal luglio 2004 il canile è gestito dall’Associazione U.N.A. (Uomo, Natura, Animali): “Nel giro di un anno, dal 1 luglio 2004 al 31 luglio 2005, ci sono stati oltre 160 abbandoni – sottolineano i responsabili della struttura – per la maggior parte molossidi o caratteriali, ma anche, per fortuna, 174 adozioni di cui venti nel giugno scorso e 39 nel mese di luglio”. Nonostante campagne di sensibilizzazione che si susseguono in vari periodi dell’anno, splendida quella caratterizzata dall’immagine di un cagnolino con la scritta a fianco: “Chiamatemi un avvocato”, gli abbandoni però continuano. Per quali ragioni? “Sono le più svariate – puntualizza Clara Bongiorno – dall’aggressività dell’animale all’improvvisa allergia, dalla separazione dei coniugi (si abbandona anche il gatto) a ragioni di carattere economico. Oppure poco tempo disponibile per motivi di lavoro, o il cambio della casa dove non c’è più spazio per il cane. A fronte degli abbandoni ci sono però situazioni positive: “Sono molte le telefonate che riceviamo – continua Bongiorno – per richieste di aiuto e ogni genere di informazione: dove collocare il cane quando si parte per le vacanze; come affrontare problemi caratteriali del proprio cane in seguito alla nascita di un bimbo; come evitare che disturbi quando viene lasciato solo in casa (panico da abbandono). Siamo diventati un punto di riferimento che ci gratifica molto, il nostro lavoro permette di contenere notevolmente il triste fenomeno dell’abbandono”. Quando si va in ferie e si porta anche il cane quali sono le regole da rispettare? “È bene ricordare – dice Bongiorno – che tutti i cani devono essere tatuati o microchippati. Per far ciò basta contattare l’ASL 3 canina (tel. 0103447385/384) e prenotarsi per questo piccolo intervento del tutto indolore e gratuito. La ASL rilascia la scheda anagrafica del cane e se a posto con i vaccini (eptavalente ed antirabbica), anche il passaporto che permette di portare il proprio cane dove si vuole”.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Vivere meglio con i nostri “amici”
I consigli di un’esperta
Come difendere gli animali dal caldo?

Lo chiediamo a un’esperta, Monica Tacchino del negozio “Zampa a Zampa” di Genova.
«È bene – dice Monica- non portare mai i cani a spasso nelle ore centrali della giornata, in particolare dalle undici alle sedici, quando il sole picchia forte.
Inoltre, è opportuno non far correre gli animali perché il movimento eccessivo aumenta la dispersione del calore.
Fido deve poi fare le scale lentamente, per non affaticarsi troppo».
E in campagna, oppure in giardino?
«È fondamentale realizzare un riparo dal sole per il nostro amico a quattro zampe, ma soprattutto bisogna proteggerlo attentamente dai parassiti che oltre al fastidio possono provocare malattie anche letali come la filariosi».
In che modo si può alleviare il cane dall’afa?
«Semplice: con l’acqua, ma deve essere sempre fresca e pulita.
Per questo obiettivo si possono scegliere fontane (come quelle che noi proponiamo) con filtro, sia da un litro e mezzo che da tre litri».
Quando si è in viaggio i cani non devono essere chiusi nel bagagliaio. Assolutamente no.
«Del resto – puntualizza Monica Tacchino – addirittura la Corte di Cassazione ha stabilito che questo tipo di trasporto è un vero e proprio “maltrattamento di animali”.
Tale sistemazione, infatti, non è compatibile con la libera e vivace natura di queste bestiole».
Per far viaggiare comodamente gli animali in macchina cosa si può scegliere?
«C’è una vasta gamma di trasportini omologati appositamente, addirittura anche un kit completo comprendente una poltroncina per auto da bloccare ai sedili ed una valigetta dove riporre tutti gli oggetti utili per il cane: dalla ciotola al giochino preferito. C’è persino il giubbotto di salvataggio».
Il negozio “Zampa a Zampa” di Genova si trova in Corso Europa (vicino alla Farmacia Europa in servizio giorno e notte).
Anche in questi giorni di quasi chiusura totale della città questa vera e propria “boutique degli animali” è aperta: qui si possono acquistare anche i mangimi delle migliori marche compresi i curativi sia secchi che umidi, vari accessori per animali anche convalescenti o con problemi di deambulazione (passerelle per salire, tutori, collari elisabettiani, brandine con materassino ortopedico).
Ci sono persino cucce da arredo che oltre ad essere confortevoli sono molto belle, impreziosite anche da un divanetto in legno pregiato o, per i gatti megalomani, un divertente… trono.
Non viene sottovalutata neppure l’eleganza, per le uscite oppure per pavoneggiarsi anche in casa, simboleggiata da collari gioiello realizzati con veri cristalli Svarovsky.
Lo stress colpisce non solo gli uomini, ma anche gli animali:
«Le persone ansiose, per svariate ragioni, trasmettono ansia anche alle loro bestiole che cominciano a mordere oggetti o a camminare “nervosamente”.
Il cane, per esempio può annusare l’adrenalina del padrone.
In questi casi – dice Monica – ci sono due prodotti utili: il D.A.P. e il Feliway a base di feromoni quindi assolutamente naturali.
Questi feromoni vengono chiamati anche ormoni della felicità perché trasmettono un messaggio di benessere, di calma e quindi di assenza di stress».
Buon proseguimento estivo in pieno relax con i vostri amici animali.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Adozioni, anche a distanza
Scelte preziose

Ferie lavorando, come volontari, nel canile municipale di Genova? Ebbene sì: “Il nostro lavoro presegue anche a Ferragosto – afferma Clara Bongiorno, direttore tecnico della struttura comunale – come tutti i giorni, come tutto l’anno”.
I volontari, preziosi collaboratori, stanno alternando le loro ferie per poter portare fuori i cani. Non tutti gli animali escono da soli: perché o anziani, oppure diffidenti per le storie vissute.
“Sono una sessantina – puntualizza Bongiorno – i cani che vivono nel canile da molto tempo”.
C’è, per esempio, Leo, barboncino, entrato nel canile il 15 luglio del 1996. Quando era giovane aveva un brutto carattere, ma adesso è pacato, forse rassegnato.
Kociss, un incrocio doberman, è arrivato nel gennaio ’99, a un anno. Introverso, ma equilibrato. La “colpa”? Avere morsicato solo una volta: così la vita di questo cane è stata segnata per sempre.
Oliver, incrocio pastore tedesco, è nel canile dal giugno 98. Molto esuberante. Un tempo buonissimo, adesso instabile perché imprigionato in gabbie che non gli permettono libertà. Aspetta, con ansia, i volontari per poter fare una breve sgambata.
Tutte storie tristi che possono finire grazie alla nostra sensibilità, all’adozione anche a distanza. In che modo? ” Si tratta – ci spiega Bongiorno – di un contributo diversificato in rapporto al periodo temporale scelto: tre mesi ( 16 euro), sei mesi (32 ), un anno ( 64). La cifra scelta deve essere versata sul conto corrente postale 26834440 intestato a U.N.A.; Genova – Adozione a distanza del cane. Noi provvediamo ad inviare foto e storia del cane adottato”.
Come si diventa volontari per lavorare nel canile? “Ci sono semplici corsi, svolti da un esperto ( il dottor Marchesini), per far conoscere i diversi aspetti che permettono di entrare in confidenza con gli animali e per cercare di reinserirli nella vita esterna con un comportamento non aggressivo.
Quindi abbassare la loro esuberanza, non farli più tirare quando sono al guinzaglio, non attaccare briga con gli altri cani, non assalire le persone per la troppa felicità, non sporcare la casa, non abbaiare se da soli, e così via.
I citati corsi possono essere frequentati anche dai nuovi padroni adottivi, per vivere meglio insieme.
Fonte: IL SECOLO XIX
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La storia A “caccia” di misteriosi cetacei
CamogliSi sa tutto o quasi del capodoglio che vive nel “santuario dei cetacei”, l’ampia zona di tutela biologica che dalle coste toscane a quelle francesi comprende tutto l’arco del Mar ligure. Si sa come si muove in superficie e in profondità, si conosce com’è scandita la sua vita nei più minuti particolari. Si distingue persino, dalle vibrazioni che emette, la sua soddisfazione quando a profondità anche superiori agli ottocento metri riesce a catturare un gigantesco calamaro. O, viceversa, il disappunto, quando la preda gli sfugge. Tutto questo grazie a sofisticatissime apparecchiature, microcomputer contenuti in ventose, che senza provocar traumi o dolore al cetaceo, gli vengono applicate sul dorso, lavorano per 15 ore inviando un’infinità di dati e poi vengono recuperate. Strumenti delicatissimi e molto costosi (ciascuna delle quattro ventose costa oltre 40mila dollari), che si attaccano o si staccano a comando dal dorso dell’animale.
Non si sa nulla, invece del lamantino del fiume Niger, il misterioso mammifero marino che chissà per quali straordinari casi è finito a vivere in acque dolci, in un lago a circa 4 mila chilometri dal mare, in Africa. Animale molto curioso a vedersi, con i suoi minuscoli occhi e le grandi “narici” sul muso prominente. Fino a pochi anni fa non esistevano neppure delle fotografie, solo dei disegni tracciati in secoli passati da esploratori dell’Africa Nera.
I protagonisti della serata promossa dall’associazione ambientalista Marevivo, coloro ai quali è andato quest’anno il trofeo “Marevivo-Città di Camogli”: Tony Di Natale, biologo, direttore scientifico dell’Acquario di Genova, e il giornalista Emilio Nessi hanno raccontato e illustrato sulla piazza del porticciolo, l’una e l’altra avventura, vissute in prima persona, nel Mar Ligure e sul fiume Niger.
Di Natale che ha scoperto casualmente, quando già lavorava come specialista di micromolluschi la sua passione per i cetacei – dal suo primo incontro con una balenottera morta sulla spiaggia non li ha più lasciati – alterna il suo lavoro di studio sui grandi pelagici a spedizioni negli angoli più remoti della terra, alla ricerca di esemplari pressoché sconosciuti. Nessi è spinto soprattutto dalla curiosità di incontrare persone che hanno un rapporto speciale con gli animali. E anche sul fronte dei mammiferi marini ha avuto esperienze uniche. Come l’incontro, dopo cinque anni di tentativi, che lo portarono per due volte sul Rio Negro, in Brasile, d’una donna che sapeva comunicare con i delfini rosa -non quelli ammaestrati dei delfinari -ma animali in libertà, ciascuno dei quali aveva un suo nome e una sua storia.
Tutto un mistero, si diceva, il lamantino del Niger, protagonista di un coinvolgente filmato unico, proposto l’ altra sera al pubblico. A partire dai nomi che gli indigeni gli hanno dato. Per alcune tribùè”Nu”, l’ombra che annuncia la morte: un espediente scaramantico, forse, per tener lontani cacciatori di altre tribù dal mammifero marino che fornisce loro un prezioso olio dalle proprietà curative. Altri indigeni lo chiamano “Ma”, uomo, riferendosi a un’antica leggenda lo vede come trasformazione d’un pescatore che decise di passare la sua vita sott’acqua, nelle caverne del lago, uscendo ogni tanto per catturare qualche bella fanciulla. Tina Leali Rizzi
Fonte: IL SECOLO XIX
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Per liberarsi dai piccioni arriva lo “scuotitore di uova”
Nuovo metodo a Busalla per impedire la proliferazione dei volatili bloccandone la nascita

Busalla (Genova) «Micio, micio, micio». Nella voliera comunale di Busalla, in valle Scrivia, Mario Romagnoli cerca di calmare il gatto che sbuffa avvinghiato alla rete a cinque metri di altezza dal suolo. L’impianto “cattura piccioni” installato da poche settimane ha imprevedibilmente catturato un loro nemico naturale, dal pelame maculato bianco e grigiastro. «Purtroppo si è già mangiato i due pulcini da richiamo – spiega – e ora da la caccia ai genitori». Il gatto è riuscito ad entrare dalla porta della grande voliera, da dove teoricamente dovrebbero passare soltanto i piccioni. E ha fatto colazione. «Ecco un imprevisto che non avevamo messo in conto, adesso bisogna farlo scendere e mandarlo fuori». Disavventure che capitano, quando si fa il mestiere di acchiappapiccioni.
Mario Romagnoli interrompe l’azione di salvataggio per fare gli onori di casa. E’ un signore distinto con auto di grossa cilindrata, titolare della società Ecolab Plus. Ma per promuovere un progetto di igiene ambientale chiamato “metodo raduno”, con cui ha giurato di liberare Busalla dalla presenza dei piccioni, Romagnoli prima di andare in ufficio o al ritorno, si reinventa guardiano di voliera e scuotitore di uova di piccione a fini anticoncezionali. Vale a dire che va personalmente nella voliera in cui sono i piccioni catturati e scuote vigorosamente le uova. «In questo modo i pulcini non nascono. Il piccione, però, non se ne accorge subito, e invece di produrre subito un altro uovo continua a covarlo per settimane».
Scuotitore di uova. Sembra un mestiere inventato da Totò. Romagnoli non si scompone. «Io vendo il progetto “metodo raduno”, quindi ho tutto l’interesse che funzioni bene e per questo ho voluto gestire personalmente le prima esperienza che si fa in Liguria. Comunque non è sempre necessario scuotere le uova, si possono anche sostituire con quelle di plastica. Il metodo è una cosa seria, riprende l’abitudine medievale delle piccionaie di paese e non è neanche di nostra invenzione, ma è brevettato da una società di Bologna, la Marilex, che ce l’ha dato in concessione.
In Italia è la prima volta che questo sistema viene applicato. Perché? «Un fatto casuale, in qualche modo c’entra anche il Secolo XIX. Infatti io abito a Busalla e avevo letto sul giornale un appello del Comune in merito ai piccioni. Così mi sono presentanto al sindaco illustrando il metodo raduno che è stato bene accolto, perché l’amministrazione ha una spiccata attenzione per la sensibilità verso gli animali». L’obbiettivo finale? Mettere cinquecento piccioni dentro questa voliera e quindi liberare Busalla dalla loro presenza in meno di un anno, entro la primavera prossima. «Allora – dice Romagnoli – smetterò di fare lo scuotitore e lascerò il posto a qualcun altro, vedrei bene la Lipu, per gestire l’impianto in futuro».
L’agitatore di uova è ottimista. Con le pasturazioni ravvicinate e le porte di cattura, ma soprattutto con l’aiuto dell’inverno, pensa che si potrà raggiungere il risultato previsto. «In estate gli animali trovano da mangiare dappertutto e sono difficili da radunare e catturare, ma durante la stagione fredda il cibo scarseggia e quindi i piccioni dovranno venire in massa alla voliera, l’unico posto dove troveranno da mangiare in abbondanza. E allora li prenderemo tutti». Intanto i primi risultati si vedono già. «Abbiamo preso più di trenta esemplari e fuori della voliere ne pascolano almeno un centinaio. Ero proprio contento del risultato, ma stamattina trovo il gatto in voliera, quello può fare un disastro, bisogna fermarlo». Nel frattempo il gatto e ridisceso a terra indeciso sul da farsi, perché i piccioni svolazzano qua e là inafferrabili, dando evidenti segnali di inquietudine. Romagnoli allora riesce a scacciarlo aprendo del tutto la porta di cattura. In quattro balzi il felino scompare tra i cespugli dell’argine Scrivia. «Pensi che il Comune vuole aprire anche un gattile accanto alla voliera – conclude – ovviamente li ho sconsigliati. Immagini un po’ cosa potrebbe succedere». Lodovico Prati
Fonte: IL SECOLO XIX
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La storia Il cinghiale Ugo trova casa a Bavari
Il cinghiale Ugo ha trovato casa. Dopo l’appello lanciato attraverso Il Secolo XIX dagli abitanti di Gaietta, una frazione di Torriglia ai piedi di un boschetto dove vive da mesi in stato praticamente domestico il simpatico bestione (110 chili), è immediatamente arrivata l’offerta di “adozione” per Ugo, per salvarlo dalle doppiette dei cacciatori. «Appena ho letto la storia mi sono subito messo in moto», spiega Marco Napoli, 48 anni, capo tecnico di radiologia all’ospedale San Martino e grande amico degli animali. «Io abito in una casa con un grande terreno a Bavari, e ospito già, oltre a cavalli e tori, anche nove cinghiali, che io stesso avevo trovato proprio qui all’ospedale dove lavoro, dove erano entrati passando dalle vecchie mura. Li ho salvati e li ho portati su da me, vincendo anche una causa contro la Provincia che voleva togliermeli. E quindi ho pensato che il decimo della “squadra” poteva benissimo essere Ugo». Detto e fatto. Marco Napoli ha subito contattato Giorgio Dondero, portavoce degli abitanti di Gaietta e primo protettore del cinghiale Ugo, e hanno combinato un incontro per decidere il “trasloco” dell’animale in quel di Bavari, dove potrò vivere insieme a tanti suoi simili e al riparo dalle pallottole. «Qui starà benissimo – spiega soddisfatto Napoli – e al sicuro. I miei cinghiali sono docilissimi e simpatici, proprio come Ugo. Qui da me arrivano anche tanti bambini, entusiasti di poter conoscere cinghiali veri, a di poterli avvicinare, certo con precauzioni ma senza nessun timore». Resta da capire cosa ne penserà Ugo. Mara Queirolo
Fonte: IL SECOLO XIX
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Asl, giochi e passeggiate con i cani
Giochi e passeggiate con gli amici a quattro zampe oggi e venerdì per gli ospiti della residenza per anziani di via Volta. L’iniziativa è organizzata dall’Asl, in collaborazione con il Comune, nell’ambito del programma “E’state insieme”. Un veterinario di via Pessina accompagnerà alcuni cani accolti nel canile di via Stazzi. L’obiettivo è sensibilizzare sul problema dell’abbandono degli animali ma anche di dare indicazioni sulla possibilità di “adottare” un randagio, che può diventare un fedele compagno magari per un anziano che vive solo. L’impegno dell’Asl contro l’abbandono prevede anche una campagna di sensibilizzazione dei bambini dei centri estivi.
Fonte: CORRIERE DI COMO
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Il problema – Zona storica invasa dai randagi
SAN SEVERO I randagi sono ormai «di casa» nel centro storico della città. Nei pressi del teatro comunale «Verdi», in via Tiberio Solis, corso Gramsci, nei pressi della Stazione ferroviaria e nelle periferie della città, i randagi sono sempre presenti. È rientrato in corso Gramsci anche il cane che vanta il numero maggiore di aggressioni. Si tratta di un meticcio che sosta di solito su corso Gramsci, nei pressi della biblioteca Chirò e che da alcuni mesi è diventato l’incubo di anziani e giovani che non amano il contatto con gli animali. Ma non sono meno pericolosi quelli che hanno scelto di stabilirsi nei pressi del teatro «Verdi» oppure in piazza Allegato. Di recente il consiglio comunale ha finalmente concesso il via libera alla realizzazione del nuovo canile sanitario. Ma, in attesa che si realizzi la struttura, i cittadini che soprattutto in queste sere di caldo torrido affollano strade e piazze della città, devono per forza convivere con questi cani? Intanto in città, oltre alle aggressioni, abbondano gli escrementi sui marciapiedi, un fatto che dimostra lo scarso senso civico, diffuso tra i proprietari di cani. Ma, anche un’abitudine deleteria per l’immagine della città, che purtroppo, non si riesce ancora ad eliminare.
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (LECCE)
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Troppi randagi a Casale: 17 mila euro per curarli
CASALE I cani abbandonati costano al comune di Casale 17 mila euro all’anno. L’amministrazione ha infatti stipulato una convenzione con l’associazione zoofila lombarda di Casale che prevede la custodia ed il mantenimento dei cani randagi per un importo di poco superiore a 1 euro al giorno per ogni quadrupede.La giunta-Pagani ha quindi deliberato di assegnare, per il secondo semestre del 2005, un importo di 8.500 euro all’associazione bassaiola che prevede di sfamare e custodire una trentina di cani abbandonati. Nel contempo prosegue da parte dell’associazione zoofila l’iniziativa che ha lo scopo di aiutare i volontari nelle cure e nell’alimentazione dei cani abbandonati del rifugio casalino: si tratta di un progetto di “adozione a distanza” che grazie al contributo di chi aderisce consente di mantenere uno di questi cani abbandonati, ricevendo a casa direttamente un attestato di adozione con la foto e la storia del trovatello che si è deciso di salvare e che si può andare a trovare quando si vuole.L’associazione zoofila lombarda è una organizzazione senza fini di lucro, nata nel 1991 per volontà di un gruppo di persone con un obiettivo in comune: costruire un rifugio per salvare tanti poveri cani abbandonati. I volontari si fanno carico anche di offrire supporto per eventuali casi di maltrattamento degli animali o per risolvere problemi legati alle norme condominiali: i difensori del migliore amico dell’uomo sono disponibili anche a dare informazioni su vaccinazioni e su altre richieste.
Fonte: IL CITTADINO
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Due cani di grosse dimensioni catturati dai vigili urbani, un terzo è fuggito
Anche un pitbull e un rottweiler abbandonati vicino a S. Giuliano

Due cani abbandonati, di grosse dimensioni, sono stati catturati fra lunedì e martedì nei pressi di San Giuliano Milanese. Un terzo è ancora libero. Si tratta di un pitbull, un rottweiler e un pastore tedesco, che per alcuni attimi hanno seminato il panico fra la gente. Quest’ultima, spaventata dagli animali che circolavano liberi e spaesati, ha chiamato i vigili urbani. Uno dei tre, il rottweiler, è riuscito a fuggire fra i campi alla cattura dell’accalappiacani inviato dai vigili locali, mentre gli altri due sono stati presi e consegnati al canile “Il Mulino” di Pantigliate, che li ha curati e ora cercherà di risalire ai proprietari per verificare la possibilità di una restituzione. Infatti uno dei cani, il pitbull, ha sul corpo il tatuaggio che ne indica l’iscrizione all’anagrafe canina.a pagina 13
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San Giulianon Vigili in azione anche in campagna per recuperare un rottweiler ed evitare aggressioni
Panico in città per tre cani feroci
Due sono stati catturati, ma fa paura quello libero

san giuliano Tre cani abbandonati sono stati trovati fra lunedì e martedì nei pressi di San Giuliano, ma questa volta al gesto crudele di abbandonare un animale per partire per le vacanze si è unito il pericolo creato per le persone che li avrebbero incontrati. I cani ritrovati non erano infatti cani qualsiasi, bensì un pitbull, un rottweiler e un pastore tedesco, che per alcuni attimi hanno seminato il panico fra le persone che li hanno visti aggirarsi soli per i campi. Uno dei tre, il rottweiler, è riuscito a fuggire fra i campi alla cattura dell’accalappiacani inviato dai vigili locali, mentre gli altri due sono stati catturati e consegnati al canile “Il Mulino” di Pantigliate, che li ha curati e ora cercherà di risalire ai proprietari per verificare la possibilità di una restituzione.Il primo avvistamento è avvenuto nel pomeriggio di lunedì a Sesto Ulteriano: si trattava di un rottweiler che si aggirava tutto solo per i campi. La gente che si trovava nella zona, spaventata dal suo arrivo, ha chiamato i vigili urbani che sono arrivati per catturarlo, ma senza riuscirci. Il cane è infatti scappato appena li ha visti avvicinarsi e ora è ancora libero nella zona. Sempre nella frazione di Sesto Ulteriano, appena una settimana fa, un altro cane di razza meticcia è stato avvistato, catturato dagli accalappiatori e portato al canile di Pantigliate.Ieri mattina poi, a poche ore di distanza dal primo avvistamento di lunedì, altri due cani (un pitbull e un pastore tedesco) sono stati avvistati alla frazione di Carpianello, vicino alla chiesa dove alcune signore si stavano recando per assistere alla messa del mattino. Anche in questo caso è scattato subito l’allarme ai vigili urbani, che sono intervenuti per catturarli. Al loro arrivo li hanno trovati raggomitolati uno accanto all’altro sul fondo di un fossato vicino alla strada e quindi sono riusciti a prenderli senza problemi, per poi consegnarli al canile di Pantigliate. Qui sono stati visitati dal veterinario e accuditi, dopo di che si è cercato di risalire ai legittimi proprietari. Uno dei due cani in particolare, il pitbull, aveva sul corpo il tatuaggio che ne indica l’iscrizione all’anagrafe canina. Per lui sarà quindi più facile trovare i proprietari e capire se sia stato abbandonato o se invece sia semplicemente fuggito dal proprio padrone, non riuscendo più a ritrovare la strada di casa.Davide Cagnola
Fonte: IL CITTADINO (SUD MILANO)
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Troppi randagi a Casale: 17 mila euro per curarli
CASALE I cani abbandonati costano al comune di Casale 17 mila euro all’anno. L’amministrazione ha infatti stipulato una convenzione con l’associazione zoofila lombarda di Casale che prevede la custodia ed il mantenimento dei cani randagi per un importo di poco superiore a 1 euro al giorno per ogni quadrupede.La giunta-Pagani ha quindi deliberato di assegnare, per il secondo semestre del 2005, un importo di 8.500 euro all’associazione bassaiola che prevede di sfamare e custodire una trentina di cani abbandonati. Nel contempo prosegue da parte dell’associazione zoofila l’iniziativa che ha lo scopo di aiutare i volontari nelle cure e nell’alimentazione dei cani abbandonati del rifugio casalino: si tratta di un progetto di “adozione a distanza” che grazie al contributo di chi aderisce consente di mantenere uno di questi cani abbandonati, ricevendo a casa direttamente un attestato di adozione con la foto e la storia del trovatello che si è deciso di salvare e che si può andare a trovare quando si vuole.L’associazione zoofila lombarda è una organizzazione senza fini di lucro, nata nel 1991 per volontà di un gruppo di persone con un obiettivo in comune: costruire un rifugio per salvare tanti poveri cani abbandonati. I volontari si fanno carico anche di offrire supporto per eventuali casi di maltrattamento degli animali o per risolvere problemi legati alle norme condominiali: i difensori del migliore amico dell’uomo sono disponibili anche a dare informazioni su vaccinazioni e su altre richieste.
Fonte: IL CITTADINO (CASALE E CODOGNO)
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Abitudini e apprendimento
La ripetizione consente di registrare inconsapevolmente nuovi ricordi

Gli esseri umani hanno una forte capacità di apprendere e registrare nuove informazioni in maniera inconscia, acquisendo una cosiddetta memoria non associativa anche in assenza di apprendimento consapevole o dichiarativo. Lo sostengono alcuni ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università della California di San Diego e del Veteran Affairs Health System di San Diego in uno studio pubblicato sul numero del 28 luglio della rivista “Nature”.
“Sappiamo che esiste un apprendimento abitudinario – spiega lo psicologo e neuroscienziato Larry Squire – e lo abbiamo studiato estensivamente nei modelli animali, ma negli esseri umani il processo non è ancora ben compreso perché la nostra memoria dichiarativa è troppo dominante”.
La memoria dichiarativa si basa sull’apprendimento e la memorizzazione attiva, e dipende dalla regione del cervello nel lobo temporale che comprende l’ippocampo. Se l’ippocampo e le strutture collegate vengono lesionate o distrutte, il paziente perde la capacità di apprendere nuovi ricordi e di accedere alla memoria recente.
L’apprendimento abitudinario, invece, si verifica quando l’informazione è registrata inconsapevolmente, mediante la ripetizione o il processo per tentativi ed errori. Si ritiene che questi ricordi siano conservati in una differente regione del cervello, il ganglio basale. E stato dimostrato che le scimmie con lesioni nell’ippocampo, al contrario di uomini con lesioni simili che hanno difficoltà ad apprendere determinati compiti, riescono a svolgere gli esercizi normalmente, forse per abitudine.
Squire e colleghi hanno sottoposto due volontari umani che soffrivano di amnesia a una serie di semplici esercizi di discriminazione fra oggetti. All’inizio di ogni sessione, i pazienti non ricordavano di aver già svolto in precedenza l’esercizio. Ma dopo aver ripetuto il test numerose volte, riuscivano a scegliere la risposta corretta in maniera automatica grazie all’abitudine.
Fonte: LE SCIENZE
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I polli hanno la bussola
Si orientano con campi elettromagnetici

(ANSA) – SYDNEY, 10 AGO – Perche’ le galline attraversano la strada? Perche’ sono le forze elettromagnetiche a guidarle. E’ la risposta di ricercatori australiani. Gli esperimenti, condotti dal centro comportamenti animali, hanno rilevato che anche i polli, nonostante millenni di domesticita’ usano i campi elettromagnetici della Terra per orientarsi, come fanno gli uccelli migratori, sui quali finora si erano concentrati gli scienziati. Anche i polli quindi sono in grado di orientarsi usando una ‘bussola’ naturale.
Fonte: LIBERO
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Una proposta di legge contro cambi estetici sugli animali
ANSA: (ANSA) – ROMA, 10 AGO – Chi decide di modificare l’aspetto del proprio animale rischia la reclusione da 3 mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro. Lo prevede la proposta di legge presentata alla Camera da Luana Zanella, deputato dei Verdi, per proteggere cani e gatti dalle manie estetiche del proprietario. L’obiettivo e’ di evitare che gli animali subiscano tagli alle orecchie o che ai gatti siano strappate le unghie. I veterinari coinvolti rischiano la sospensione fino a 30 giorni.
Fonte: PANORAMA
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Federazione siciliana caccia
Per i cacciatori catanesi, compilazione gratuita delle pratiche per il porto d’armi e il tesserino

«La Federazione Siciliana della Caccia di Catania comunica che per la compilazione gratuita delle pratiche per il porto d’armi e il rilascio del tesserino venatorio presso le Circoscrizioni di quartiere, gli uffici di Via Basile 8, sono aperti tutti i giorni feriali dalle 8.30 alle 13. A partire da lunedì 22 agosto fino al 31 orario continuato dalle 8.30 alle 18. Ai soci 2005 un omaggio. Secondo le disposizioni dell’Isvap il premio delle polizze per l’assicurazione obbligatoria deve essere pagato con bollettino postale o altra forma che stabilisca la data certa dell’avvenuto pagamento. La stagione venatoria avrà inizio giovedì 1 settembre».
Fonte: LA SICILIA (CRONACA_CATANIA)
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Il paese dell’Anglona si anima per la festa di domani
A Santa Maria Coghinas menù a base di cinghiale

Santa Maria Coghinas si trova in Anglona, ai piedi delle colline che delimitano la bassa valle attraversata dal fiume Coghinas. È diventato comune autonomo nel 1983, staccandosi da Valledoria, ma la sua origine è attestata all’inizio di questo millennio nell’ambito del giudicato di Torres. Il piccolo centro (conta 1300 abitanti), deve il suo nome alla graziosa chiesetta medioevale e alla leggenda che la circonda. Pare che intorno all’anno 1000 alcuni pastori, che pascolavano le greggi lungo le rive del Coghinas, abbiano scorto una cassa che galleggiava sulle acque del fiume e che conteneva una statua lignea della Madonna delle Grazie. Il 12 agosto tutto il paese si anima per la sagra del cinghiale, organizzata fin dall’inizio da un comitato di cacciatori locali che si occupano di curare le fasi della manifestazione. Il cinghiale diventa il protagonista indiscusso di questo appuntamento nel quale, nella piazza principale, viene cucinato secondo le ricette tradizionali. Il menù prevede come primo gli gnocchetti con il «ghisadu», un sugo al pomodoro preparato con dadini di carne e pecorino, e come secondo cinghiale alla cacciatora, cucinato in umido con le olive. I preparativi cominciano fin dal mattino, ma è intorno alle 19,30 che negli stand appositamente allestiti si possono degustare questi manicaretti, debitamente annaffiati dai gustosi vini locali. Un’occasione da non perdere per i numerosi turisti che in questo periodo si trovano in vacanza nella zona. Oltre alla manifestazione principale ci sarà spazio per la musica e lo spettacolo, con l’esibizione della scuola di danza di Santa Maria Coghinas e del gruppo musicale «Zepara», per concludere degnamente una giornata di festa. (fabio fresu)
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 34 – Inserto Estate)
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