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Monday May 28th 2018

Notiziario animalista

In nome di un Dio che mai ha voluto simili carneficine, l’uomo usa gli animali per divertimento, onorando santi col sangue di creature innocenti. Macabri riti di grande bassezza d’animo che solo chi conosce il male può operare con tanta crudeltà e vergogna. «La morale cristiana ha limitato le proprie norme di vita riferendole esclusivamente all’uomo e lasciando tutto il mondo animale senza alcun diritto. E’ sufficiente vedere come la nostra plebe cristiana si comporta nei confronti degli animali, uccidendoli senza scopo e ridendo, oppure mutilandoli, facendoli soffrire, spronando al massimo i propri cavalli, anche quando sono avanti negli anni, per sfruttare le loro povere ossa fino al midollo, fino a che muoiono sotto questo peso. Si può veramente dire che gli uomini sono i demoni della terra e gli animali le povere anime da lui tormentate.» Arthur Schopenhauer (1788-1869), filosofo tedesco
Fonte: http://www.bairo.info/pag114.html——————————————————————————–
Australia, canguri decapitati trovati in un campo dal golf
SYDNEY (Reuters) – I corpi di una decina di canguri decapitati sono stati trovati in un campo da golf in Australia nelle ultime dieci settimane, e non c’è traccia delle teste.
Funzionari oggi hanno detto di essere perplessi per le decapitazioni di questi animali simbolo nel Parco Yarrambat fuori da Melbourne, nell’Australia meridionale. Il campo da golf è vicino a un parco naturale dove i canguri si recano spesso a mangiare.
“E’ strano. Le teste sono state decapitate con un taglio netto”, ha detto Catherine Smith, ispettrice della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals australiana.
Fonte: YAHOO
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Ritirata l’opera del cinese Xiao Yu realizzata con un feto – di Redazione –
Yu «è uno degli artisti cinesi più radicali – si legge sul catalogo dell’esposizione «Mahjong» del Kunstmuseum – che si serve, come materiale, di animali vivi e morti». «Metto assieme – scrive l’artista – galline, anatre, conigli e topi per provocare i riflessi condizionati dello spettatore, per riflettere sull’assurdità delle regole umane e sulla confusione che ci paralizza». Il lavoro di Yu è parte di un’esposizione che da giugno presenta 340 pezzi dell’avanguardia cinese.
Fonte: IL GIORNALE
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Piccioni ubriachi in Nuova Zelanda
A Whangarei, soccorsi e disintossicati

Piccioni ubriachi che perdono l’equilibrio e cadono dagli alberi: l’insolito spettacolo è ormai diventato un appuntamento quotidiano per gli abitanti di Whangarei, cittadina nel nord della Nuova Zelanda, dove da settimane i pennuti vengono soccorsi dai volontari che li raccolgono per strada e li sottopongono ad una terapia di disintossicazione. Lo stato di ebbrezza è causato da una bacca che causa euforia ma che, se mangiata in grande quantità, può avere un effetto paralizzante.
Il fenomeno è cominciato all’inizio di luglio ed è legato alle temperature che quest’anno sono particolarmente rigide nell’emisfero australe: il freddo ha provocato la crescita tardiva di molte specie vegetali che erano alla base della dieta dei wood pigeons, letteralmente piccioni del bosco, che i Maori chiamano Kereru, una specie neozelandese di dimensioni maggiori rispetto a quelli europei .
Così i pennuti si sono dovuti accontentare di bacche di “guava” che fermentando nello stomaco liberano sostanze tossiche che provocano uno stato di ebbrezza pari a quello che causerebbe una pinta di birra. Molti si feriscono cadendo dagli alberi o finendo contro i vetri delle abitazioni.
“Solo nell’ultimo mese abbiamo soccorso 26 piccioni” ha detto Robert Webb del Native Bird Ricovery Centre di Whangarei. “Gli uccelli si spingono in città per mangiare le bacche di guava che li rende ubriachi e che li paralizza nei movimenti” ha spiegato.
“Li dobbiamo disintossicare dando loro molta acqua e facendo loro ingerire sostanze liquide che neutralizzano l’effetto delle bacche. Li teniamo sotto osservazione per qualche giorno fino a quando non si riprendono” ha aggiunto.
Robert Webb ha dovuto far fronte in queste ultime quattro settimane ad una vera e propria emergenza, aiutato dai volenterosi abitanti di Whangarei che si sono prodigati nel soccorrere i volatili. Il veterinario si dice ottimista: “Le bacche finiranno presto e nella foresta riprenderanno a crescere le foglie degli alberi. I piccioni torneranno presto alla loro normale alimentazione lasciandosi alle spalle questa parentesi alcolica.
Fonte: TGCOM
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Una mucca morta nel ’73 l’arma biologica di Saddam
LONDRA — È una mucca morta nell’Oxforshire nel 1937 la fonte del programma di armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, addotto da Stati Uniti e Gran Bretagna a giustificazione della guerra in Iraq. È quanto ricostruisce il «Times» di ieri, secondo cui le spore di antrace che uccisero l’animale finirono a Baghdad negli anni Ottanta, dopo essere passate attraverso gli Stati Uniti. Secondo quanto scoperto da Geoffrey Holland, uno studente della facoltà di Scienze politiche all’Università di Sussex, nel 1937 nell’orecchio della mucca, inviato ad un laboratorio britannico per le analisi, i ricercatori trovarono delle spore di antrace, isolate e successivamente impiegate nei test segreti di guerra batteriologica condotti dal governo di Winston Churchill. Un campione fu quindi inviato agli Stati Uniti che, a sua volta, ne esportò alcune quantità in Iraq negli anni ’80, durante la duerra contro l’Iran. Gli ispettori delle Nazioni Unite hanno scoperto in Iraq lo stesso tipo di coltura batteriologica scelta dall’ex rais per la sua guerra batteriologica. Gli ispettori scrissero nel loro rapporto che l’Iraq aveva alucne differenti ceppi di bacillus anthracis ma tutti selezionati dalle culture americane contrassegnata dal numero 14578. Questo tipo di cultura risulta far parte di una serie di microrganismi vivi, virus, cellule animali e vegetali prodotte in Virginia. Il numero 14578 corrisponde proprio all’«antrace bovino», chiamato anche «Vollum anthrax» dal nome del suo scopritore uno scienziato di Oxford appunto. Questo bacillo fu utilizzato per test sulle armi biologiche in scozia sull’isola di Griunard nel 1942 dove uccise un gran numero di pecore usate come cavie. Tracce di questo stesso bacillo furono trovate in Rhodesia e in altre nazioni african edove venivono esportate le carcasse infettate per trasformarle in sapone.
Fonte: IL TEMPO
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Via libera al calendario venatorio
Approvate ieri dalla giunta provinciale le date di apertura della caccia e i piani di abbattimento di cinghiali, caprioli e volpi
Ma nasce anche il Garante per i diritti degli animali
La giunta provinciale ha approvato ieri il calendario venatorio 2005-2006. Un passaggio delicatissimo che negli anni scorsi è stato regolarmente fonte di tensioni e liti, ma che questa volta è arrivato in porto con pochi danni grazie soprattutto alle abilità di tessitore dell’assessore Carlo Scrivano. Il lavoro di concertazione ha coinvolto sia le associazioni venatorie, sia quelle degli agricoltori, sia gli ambientalisti.
Le novità che accontentano gli ambientalisti (anche se non sono rappresentati in giunta i Verdi fanno parte dell’alleanza che ha portato Bertolotto a Palazzo Nervi ed hanno fatto della questione-caccia uno dei nodi programmatici della coalizione) sono l’istituzione di un garante per i Diritti degli animali, la creazione di un corso per guardie zoofile e venatorie, l’adozione di iniziative contro il randagismo e i maltrattamenti agli animali. Altresì, le tre giornate di caccia a settimana non sono più a scelta del cacciatore, ma fisse: giovedì, sabato e domenica, come indicato dalle associazioni venatorie.
La provincia è come sempre divisa in quattro ambiti di caccia: levante, ponente, media valle bormida e compresorio alpino. La caccia apre il 18 settembre. Come detto, sino al 19 novembre la selvaggina potrà essere cacciata solo in tre giornate fisse, mentre da quella data all’11 dicembre la scelta dei tre giorni competerà a ciascun cacciatore. Dal 2 ottobre al 30 novembre è possibile, per altri due giorni alla settimana, la caccia alla selvaggina migratoria da appostamento fisso, dal 1 dicembre al 30 gennaio anche in forma vagante.
La caccia al cinghiale è consentita dal 18 settembre al 18 dicembre e prevede l’abbattimento sino al 90% della popolazione censita (pari a oltre 7 mila capi). Per i caprioli, il contingente abbattibile è dello 0,8% della popolazione censita ovvero oltre 600 capi. In questo caso, le date vanno dal 1 settembre al 30 ottobre per il capriolo maschio e dal 1 dicembre al 30 gennaio per la femmina. Infine, per la caccia alla volpe, è previsto un contingente massimo abbattibile di 150 capi.
L’assessore Scrivano si dice soddisfatto «soprattutto perché il Piano è frutto di una concertazione che ha visto dialogare tutte e tre le parti in causa, con il nostro coordinamento». Ha aggiunto: «Credo che il calendario approvato oggi sia un giusto accordo tra le diverse esigenze». Le prime reazioni arrivano dal campo ambientalista. Il consigliere regionale del Verdi Carlo Vasconi, savonese, dice: «Apprezzo di questo piano il fatto che si è lavorato in modo instancabile per trovare un punto di mediazione. Apprezzo anche il tentativo di riportare al tavolo istituzionale le associazioni degli agricoltori». Conclude Vasconi: Non siamo d’accordo su tutta ma apprezzo il metodo. Si tratta solo di un primo piccolo passo, a cui speriamo altri seguiranno». I volontari dell’Enpa, a loro volta, si dicono «per metà soddisfatti e metà arrabbiati». Antonella Granero
Fonte: IL SECOLO XIX
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Esteri – Russia: influenza aviaria, e’ del tipo trasmissibile all’uomo
MOSCA – E’ del tipo trasmissibile all’uomo il virus della cosiddetta influenza dei polli che nei giorni scorsi si e’ diffuso in tre regioni della Russia. Si tratta del tipo H5N1. Lo hanno confermato le autorita’ sanitarie russe che hanno imposto anche misure di controllo nelle regioni colpite. (Agr)
Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA
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Legato per le zampe e appeso sul fuoco
Cucciolone barbaramente ucciso e abbandonato nell’agro di Sassari

PIER LUIGI PIREDDA
SASSARI. Gli hanno legato le zampe posteriori con un cavo elettrico, poi l’hanno probabilmente impiccato a testa in giù sopra un falò. Infine, l’hanno trascinato per strada fino a un cespuglio dove è stato gettato come uno straccio vecchio. Il cucciolone della Funtana di la figga è morto così.
Una barbarie senza fine. Povero cucciolone, che fino a qualche giorno fa correva abbaiando felice dietro le auto degli abitanti delle villette immerse nel verde della panoramica collina tra la strada per Bancali e quella per Monte Oro. Il grosso cane nero era scomparso da qualche giorno, ma nessuno ci aveva fatto caso, anche perchè era solito sparire quando s’innamorava di qualche cagnetta ospite di uno dei giardini della zona.
Ieri mattina, la drammatica scoperta. Alcuni ragazzini che giocavano con le biciclette, nella notte tra lunedì e martedì avevano sentito un odore nauseabondo provenire da un grande cespuglio lungo la stradina della Funtana di la figga e avevano avvertito i genitori. Ma a fare la macabra scoperta è stato un automobilista che di prima mattina ha percorso la stradina e ha trovato i resti del cane in mezzo alla carreggiata. È stato dato immediatamente l’allarme e sul posto sono intervenuti i vigili urbani di quartiere. Quando hanno visto il muso del cucciolone completamente scarnificato dal fuoco e quel lungo filo elettrico legato alle zampe posteriori hanno intuito quel che era successo e avvertito il comando.
Alla Funtana di la figga sono arrivati, dopo pochi istanti, il vicecomandante Gianni Serra insieme al vicensindaco Valerio Meloni, che è rimasto impressionato dalla scena anche perché lui quel cane lo conosceva visto che spesso trascorreva le giornate nel cortile della poco distante sede dell’Isogea. I vigili urbani hanno subito avviato le indagini per cercare di risalire al torturatore. Tutti gli abitanti delle villette, che erano particolarmente affezionati a quel cucciolone giocherellone, hanno collaborato alle indagini fornendo quanti più particolari possibili per cercare di dare un volto e un nome allo spietato torturatore.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Fiori, che ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il reato di maltrattamento di animali, contenuto nella legge 189 del 20 luglio 2004 che sanziona penalmente i maltrattamenti con la reclusione fino a un anno, con pena aumentata della metà in caso di morte dell’animale. Su disposizione del magistrato, che ha ordinato minuziosi accertamenti sulle cause della morte del cane, il veterinario dell’Asl 1, Giorgio Frongia, ha svolto una prima sommaria ricognizione sui resti dell’animale accertando che, prima di essere torturato e gettato nel cespuglio, al cucciolone erano anche state mozzate le orecchie: una pratica adottata nelle campagne quando si vuole far scomparire senza complicazioni una pecora o una vacca, che hanno solitamente il microchip identificativo nelle orecchie.
Secondo una sommaria ricostruzione, sembrerebbe che il cane sia stato impiccato a testa in giù sopra un fuoco acceso, con le zampe posteriori legate con un lungo e robusto cavo elettrico nero. Forse quand’era ancora vivo. Poi, il cavo è stato avvolto attorno al collo del cane, che è stato presumibilmente trascinato per alcune centinaia di metri legato a qualche auto fino al cespuglio lungo la stradina della Funtana di la figga dove è stato gettato,
Un gesto di inaudita ferocia, inspiegabile. E adesso, tra gli abitanti delle villette della collina serpeggia la paura. Temono che il torturatore possa colpire ancora, magari accanendosi contro i loro cani che fanno la guardia nei giardini.
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 7 – Sardegna)
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Il sangue lavato con l’acqua
Scrivo per denunciare un fatto molto cruento, come tanti altri purtroppo, che riguarda la violenza sugli animali. Qualche giorno fa, ero andata a letto da circa mezzora ed ero già addormentata, quando un acuto miagolio di dolore mi ha bruscamente svegliata: è stata una frazione di secondo in cui ho sentito delle bastonate e poi più nulla. Mi sono subito affacciata, ma era troppo tardi, c’era solo un’ ombra e il silenzio di quella notte maledetta. Il mio riposo è finito lì, come probabilmente la vita di quel gatto, il cui dolore e il cui sangue, sono stati cancellati con pochi secchi d’acqua, per tornare l’indomani a giocare e ridere in quello stesso giardino come se nulla fosse accaduto. Io ho 15 anni e nessuna prova, solo la mia rabbia, il mio disprezzo e il rimorso per non essermi svegliata prima, per non essere riuscita a fermare quella violenza, quella crudeltà su un essere indifeso. Nel paesino dove abito, Putifigari, la violenza sugli animali non è considerata reato, perché pochi secchi d’acqua, la pioggia o il sole cancellano tutto, ma io non voglio e non posso cancellare, perché ho una coscienza e un cuore. Infatti, mentre chi si dovrebbe vergognare di aver compiuto un simile gesto, probabilmente ha già dimenticato tutto, in quanto non distingue un animale che soffre da un oggetto; la mia mente continua a immaginare quel sangue, quel dolore che i miei occhi non hanno visto, ma le mie orecchie hanno sentito. Qui per alcuni uccidere animali è un divertimento e per fermarli non basta una legge, perché nessuno li denuncia, nessuno si assume l’onere di farlo, né sente il dovere morale e etico, forse per timore, per vergogna o semplicemente per una spregevole indifferenza. Per questo scrivo, perché le mie lacrime si asciugano e spariscono senza cambiare niente, l’inchiostro no, anche se forse non basterà per fare giustizia, né per sperare che ci possa essere un po’ di civiltà in chi compie tali gesti, violando le norme civili e morali che dovrebbero essere alla base della società in cui viviamo, una società che troppe volte vede, sente e tace.
Lettera firmata
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 7 – Sardegna)
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URGENZE
– Cagliari
Carabinieri 112, 070 60361; Questura/Polizia 113, 070 60271; Polizia Stradale 070 379141; Guardia di finanza 117, 070 304104; Polizia Municipale 070 533533 – Rimozione Auto 070 656163; Vigili del Fuoco 115, 070 4093374; Guardia Costiera 1530, 070 605171; Emergenza Ambientale 070 402056; Pronto Soccorso Animali 070 566037.
QUARTU SANT’ELENA: Carabinieri 070/884255; Polizia 070/836131; Vigili del fuoco 070/4093374; Polizia municipale 070/828121.
Ambulanze CAGLIARI: Emergenza medica 118; Croce Rossa 070 272336; Cagliari emergenza, via Pascoli 45, 070 499181; Croce medica, via Tamburino sardo 73, 070 542626; Sardegna soccorso, via Peretti 1, 070 532320; Il Soccorso Onlus, via Peretti 1, 070 3489002871. – Sulcis Iglesiente
CARBONIA: Carabinieri 112, 0781 62211; Polizia 113, 0781 66931; Polizia Stradale 0781 62403; Guardia di Finanza 117, 0781 660251; Polizia Municipale 0781 62257; Vigili del Fuoco 115, 0781 63999.
IGLESIAS: Carabinieri 112, 0781 42501; Polizia 113, 0781 27501; Guardia di Finanza 117, 0781 40893; Polizia Municipale 0781 274350; Vigili del Fuoco 115, 0781 22222.
Ambulanze: Emergenza medica: 118; Soccorso Iglesias 0781 31333; Sodalitas Iglesias 0781 33700/23806; Auser Carbonia 368 3354005; Asvoc Carbonia 0781 64966; Croce Azzurra Carloforte 0781 855270; Avos Masainas 0781 964859; Ass. Vol. Soccorso Sant’Anna Arresi 0781 966581; Avas S. Antioco 0781 800000; Fraternità della Misericordia S.G. Suergiu 0781 689633; Vol. soccorso Teulada 070 9270888; Avis Vol. del Soccorso Narcao 0781 959959.
– Medio Campidano
Carabinieri San Gavino 070 9339022; Carabinieri Sanluri 070 9307022; Carabinieri Villacidro 070 9314205; Polizia municipale San Gavino 070 9375297; Polizia municipale Sanluri 070 9383222; Polizia municipale Villacidro 070 9314226; Polizia stradale Sanluri 070 938001; Vigili del Fuoco Sanluri 070 9307649; Guardia di Finanza Sanluri 070 9350092; Guardia di Finanza San Gavino 070 9339026.
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 4 – Cagliari)
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Villamassargia. La diagnosi della Asl
Agalassia, un gregge finisce in isolamento

VILLAMASSARGIA. Lo spettro dell’agalassia contagiosa torna ad affacciarsi sugli ovili della zona. Su un gregge composto da oltre quattrocento capi ovini e caprini in località Simiu, di proprietà di un allevatore di origine desulese, è stata riscontrata la presenza di micoplasmi caratteristici della forma contagiosa.
Le verifiche eseguite dal servizio veterinario, dipartimento di prevenzione della Asl, hanno confermato la diagnosi di agalassia facendo scattare le procedure previste in questi casi con la messa sotto sequestro sanitario ed il confinamento degli animali all’interno della stessa azienda per evitare il diffondersi della patologia.
Come da prassi, il sindaco Franco Porcu ha emesso nei giorni scorsi l’ordinanza che impone oltre al confinamento del gregge anche la delimitazione dell’area infetta ed il divieto di movimentazione. Il cordone di prevenzione ha disposto anche il divieto di abbeveraggio dei capi sui corsi d’acqua per evitare il propagarsi degli agenti infettivi. All’azienda colpita al danno si aggiunge anche la beffa, poiché a differenze dalla blue tongue, per l’agalassia, ritenuta ormai malattia endemica, non è previsto al momento alcun tipo di risarcimento. Per il comparto zootecnico, ma per l’azienda in colpita in particolare, un nuovo duro colpo che si accompagna alla nota crisi del settore caratterizzata da un crollo dei prezzi al produttore senza precedenti. Ignazio Pili
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 5 – Cagliari)
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arosio La manifestazione si terrà negli spazi del parco della Fondazione Anna Borletti dal 26 al 29 agosto Torna la fiera zootecnica: cucina, animali e musica
Fiera zootecnica ad Arosio, a stretto contatto con la natura

AROSIO – (rb) – Un fine agosto all’insegna della tradizione e del contatto con la natura. Dal 26 al 29, infatti, torna ad Arosio il tradizionale appuntamento con la fiera zootecnica. Anche se manca ancora qualche settimana, tutto è pronto per il tanto atteso evento, che coinvolgera centinaia di residenti e visitatori dei paesi limitrofi. La manifestazione, come sempre proposta dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Pro Loco e il Comitato Fiera, gode del patrocinio della Regione Lombardia e dall’Amministrazione provinciale di Como: si svolgerà nel consueto contesto del parco della Fondazione Anna Borletti. Il programma della fiera zootecnica prevede l’apertura dei festeggiamenti la sera di venerdì 26 agosto con il servizio “non stop” di cucina tipica, seguito dalla serata danzante di salsa, merengue e bachata con la scuola di ballo di Arosio, “Son salsa y algo mas” del maestro Mario Colantropo. Sabato 27 agosto, il parco della Fondazione proporrà un pomeriggio davvero particolare con la mungitura degli animali, pratica sempre affascinante, ma ai più sconosciuta, specialmente tra i bambini: alle 17 è prevista anche una dimostrazione di tiro con l’arco con possibilità di prova, mentre alla sera sarà di nuovo possibile cenare con il servizio cucina e alla sera ballare liscio con il complesso “Isoleluna”. Per tutta la giornata sarà in funzione un trenino, un mini luna park e le giostre gonfiabili; i grandi, inoltre, potranno visitare le mostre fotografiche sugli attrezzi e macchine agricole dell’epoca. Domenica 28 agosto un’altra giornata intensa con, alle 10, la celebrazione di una messa nel parco e, alle 11, la sfilata d’auto d’epoca, moto e trattori per le vie del paese. Prima di pranzo sarà possibile anche assistere alla trebbiatura e alla macinatura del grano per la preparazione del pane. Alle 16 l’animazione sarà affidata alla scuola di ballo “Blu Caribe”, mentre alle 17 i più sportivi potranno impegnarsi con un percorso in mountain bike curato da Maria Antonietta Citterio. Alle 19 ancora spazio alle prelibatezze gastronomiche e alle 21 la serata danzante con musica dal vivo di ballo liscio, revival e latino americano con il complesso “I Persco”. Infine il clou della manifestazione, come sempre atteso nella giornata di lunedì 29 agosto: al mattino, infatti, il parco della Fondazione Borletti sarà invaso dalle allegre e colorate bancarelle che comporranno la fiera merceologica e che faranno da sfondo alla quarantanovesima edizione della Rassegna zootencica ed equina. La mattina sarà subito resa briosa dalla gara della ranza, mentre nel pomeriggio i più piccoli saranno coinvolti nel laboratorio didattico “prepariamo insieme il pane” a cura di Milena Noseda, agrotecnica, consulente dell’Amministrazione provinciale di Como. Alle 17, Andrea Silvio Anzani coinvolgerà i bambini in un pomeriggio di animazione, mentre alle 19 riaprirà la cucina. Il gran finale della serata è previsto con il complesso “I Persco” e l’esibizione della scuola di ballo “Son Salsa y algo mas”, mentre alle 22 calerà il sipario sulla rassegna con lo spettacolo pirotecnico. Per tutta la giornata il parco proporrà anche il trenino per i bambini, il luna park e le giostre gonfiabili. La popolazione è invitata a intervenire numerosa: la partecipazione a tutti gli eventi è gratuita.
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
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INFLUENZA POLLI: UN ALTRO MORTO IN VIETNAM
E’ salito a 62 il numero delle vittime dell’epidemia di influenza dei polli, che sta continuando a diffondersi nel Sud-Est asiatico nonostante l’abbattimento di decine di migliaia di animali colpiti dal morbo. L’ultima vittima e’ un vietnamita di 35 anni, deceduto all’indomani del suo ricovero in ospedale. In Vietnam, il paese piu’ colpito, l’epidemia ha causato il decesso di 43 persone. Gli esperti temono che il virus possa presto subire una mutazione che lo faccia diffondere piu’ facilmente tra gli esseri umani. In questo caso solo una massiccia campagna di vaccinazione salverebbe dal contagio la popolazione di regioni come il Vietnam, la Thailandia e la Cambogia, dove il morbo e’ oramai endemico. (AGI)
Fonte: KATAWEB
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Perché al tuo cucciolo saltano i nervi
Con te è buono, ma quando vede un bastone o incontra un bambino ringhia e diventa aggressivo. Leggi questa intervista e saprai come cambiargli quel brutto carattere
di Sara Uslenghi
Di solito è buonissimo, ubbidiente e tranquillo, ma ogni tanto, inspiegabilmente, il tuo cane ha delle reazioni aggressive, quasi avesse una doppia personalità. Non bisogna far finta di niente. Anzi, occorre correggere questo comportamento, per evitare che si cronicizzi. La cosa più importante è scoprire cosa fa scattare la reazione violenta. Le cause possono essere molte. Abbiamo chiesto a Susi Granata, istruttrice cinofila ed esperta in cani problematici, quali sono le leve di questi comportamenti e cosa si può fare per rieducare il proprio animale.
Ci spieghi che cosa succede al nostro cane quando, senza motivo, comincia a ringhiare al vicino anziano.
«Magari quel vicino va in giro con un bastone. Mi spiego. Quando si sentono minacciati e pensano che non esistono vie di fuga, i cani possono avere una reazione violenta. La paura può derivare da un evento del passato che li ha traumatizzati. Se da cuccioli qualcuno li ha colpiti con un bastone, una scopa o un ombrello, i cani associano per tutta la vita le persone che tengono in mano questi oggetti a una sensazione negativa. E la reazione verso di loro può diventare aggressiva: ringhiano o attaccano. A spaventarli può essere anche qualcosa che non conoscono o non hanno mai visto. Per esempio, se sono abituati a vivere con adulti possono temere la vicinanza di un bambino. Ci sono poi cani che abbaiano a persone con un abbigliamento per loro inconsueto, come preti con la tonaca o il postino con la grossa borsa. Per continuare con gli esempi, basti pensare ai cani che corrono dietro con rabbia alle macchine o ai motorini: di solito è perché sono stati investiti da cuccioli. Ce ne sono altri che manifestano ostilità verso elettrodomestici (come phon o ventilatori) che sono collegati a brutti ricordi».
Possono attaccare anche il padrone?
«È difficile che siano aggressivi con la famiglia che considerano il loro branco. È più frequente che lo siano con gli estranei».
Sì, ma portarli fuori per le solite passeggiate può diventare un bel problema.
«Per risolverlo, occorre chiedere aiuto a un istruttore cinofilo o a un veterinario comportamentista. Ed è molto importante non sovrapporsi al loro lavoro, tentando di ripetere gli esercizi a casa. È fondamentale anche non mostrare ansia al cane quando si incontrano le persone che loro temono, strattonandolo col guinzaglio. Percepirebbe la nostra agitazione e la confonderebbe con un segnale di effettivo pericolo. Se poi l’animale non ha mai portato la museruola, non è questo il momento di mettergliela: segnalerebbe la presenza di qualcosa che non va. Solo se ha paura dei bambini, è meglio non farglieli incontrare fino alla fine della cura».
Come fa il veterinario a rieducarlo?
«L’obiettivo è far capire al cane che l’oggetto che lui teme, per esempio l’ombrello, non gli fa del male, ma fa parte della quotidianità. Prima gli viene mostrato da lontano, se l’animale non reagisce gli viene dato un bocconcino premio. Piano piano, il contatto con l’oggetto si fa più ravvicinato, creando una nuova associazione, che questa volta diventerà un ricordo piacevole. Il lavoro procede per gradi e può richiedere settimane, anche mesi. A volte non cancella del tutto il trauma, ma riesce ad attenuarlo quanto basta per rendere più tranquillo il nostro animale».
Fonte: DONNA MODERNA
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ANIMALI, PARTE OGGI MARCIA WWF PER SALVAGUARDARE L’ORSO MARSICANO
130 KM attraverso Lazio, Abruzzo e Molise

Roma, 9 ago. – (Adnkronos) – Tutti in marcia per salvare l’orso marsicano, simbolo della biodiversita’ dell’Appennino centrale. E’ l’iniziativa ‘marcia con l’orso’, organizzata dal Wwf e che partira’ proprio oggi: al via pronti nove ‘marciatori’, tutti del Wwf, che percorrerranno 130 km attraverso Lazio, Abruzzo e Molise. La loro ‘mission’ sara’ presentare ad amministratori, comunita’ e turisti dieci proposte per risolvere i problemi che mettono a rischio la sopravvivenza dell’orso bruno.
Attraverso il documento ‘Un piano per l’Orso: le proposte del Wwf su 10 problemi dell’Appennino’, i marciatori si appelleranno alle comunita’ interessate affinche’ si impegnino a fare scelte coraggiose: dalla lotta al bracconaggio, che dal 1971 e il 1997 ha causato la morte del 38% dei 56 orsi rinvenuti morti, fino alle proposte per un turismo sostenibile; dalla corretta gestione delle foreste, al potenziamento dei corridoi ecologici. Il territorio montano, infatti, oggi e’ sempre piu’ soggetto all’aggressione di attivita’ ad alto impatto ambientale come il turismo invernale, viadotti, ponti, strade a scorrimento veloce, infrastrutture per il trasporto dell’energia, cave ecc. Attivita’ che mettono a rischio l’efficienza ecologica dell’ambiente e la sopravvivenza stessa dell’orso.
Fonte: ADNKRONOS
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UN CAPANNISTA
Grazie alla Beccalossi per la caccia in deroga

Sono un giovane cacciatore, meglio un federcacciatore, e da circa 12 anni pratico, insieme a mio padre, la caccia da appostamento fisso sulle colline moreniche di Lonato. La caccia per me è una vera passione, intima, ancestrale che nel periodo del passo mi spinge ad una commistione totale con l’ambiente e con la natura. È una cosa del tutto naturale per me, in ottobre e novembre trascorrere ogni alba nel mio appostamento aspettando tordi, merli, fringuelli, storni… Questa mia passione così forte mi spinge ovviamente a seguire con attenzione le vicende politiche legate alla caccia, perché oggi sono i regolamenti e le leggi, più che le perturbazioni e le fasi lunari a decidere l’esito dei nostri carnieri. Durante l’ultima consultazione elettorale ho dato il mio consenso, come tutta la mia famiglia e tanti altri amici, a Viviana Beccalossi, assessore regionale uscente alla Caccia. Il mio voto è andato a questa coraggiosa signora soprattutto per quello che aveva fatto per noi cacciatori, oltre ovviamente per quello che prometteva per i prossimi anni. Ricordo bene io, e dovrebbero farlo in molti, che 4 anni fa non cacciavamo né passeri, né storni e tanto meno peppole e fringuelli e ogni anno pagavamo la licenza senza sapere quello che avremmo cacciato. Dopo molte vicissitudini di ricorsi e sospensioni l’anno scorso, grazie ad una legge fatta dalla Beccalossi, abbiamo cacciato con tutta tranquillità e per tutto il periodo concesso. Quest’anno poi, ed è per questo che credo di aver dato il mio voto in modo corretto, al 26 luglio, sembra quasi impossibile, ho la certezza di quale prelievo in deroga potrò effettuare, la gestione dei roccoli è fissata con legge e se ci sarà ancora un passo di cesene come lo scorso anno forse potremo approvvigionarcene ed infine il calendario è sempre approvato con legge. Ripeto, egregio direttore, sono un capannista, sono soddisfatto di quanto ha fatto e sta facendo la Regione Lombardia e francamente non capisco tutte le critiche fatte all’assessore regionale alla caccia al quale esprimo tutta la mia solidarietà e sostegno. Le garantisco, signor direttore, che il mio non è un pensiero isolato!
LETTERA FIRMATA
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
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Quattro bracconieri di Acireale colti in flagrante vicino Pergusa
Tre bracconieri di Acireale sono stati denunziati dagli agenti della sezione volanti della Questura ennese. Si tratta di M. S. di 29 anni, M.I. di 68 anni e R.G di 57 anni. Sono stati impiegati della società Multiservizi, che ha il compito di controllo del territorio per conto della Provincia, a segnalare la presenza di bracconieri, visto che in contrada Torre, a pochi chilometri da Pergusa, erano state rinvenute delle reti che servono per la cattura dei volatili.
Il personale della Multiservizi hanno visto fuggire i bracconieri e, quindi, hanno allertato gli agenti, coordinati dal dirigente Pasquale Alongi, e gli agenti hanno rinvenuto l’auto usata per la battuta di caccia. A quel punto i poliziotti si sono appostati in attesa che i bracconieri ritornassero nella zona per riprendere l’auto. Così sono stati bloccati dagli agenti e identificati; nell’auto è stato rinvenuto altro materiale usato per effettuare battute di caccia irregolare. I 4 volatili catturati sono stati liberati e sono stai consegnati alla Lipu altri 4 volatili usati come richiami. I tre cacciatori acesi sono stati denunciati all’autorità giudiziairia per bracconaggio e per maltrattamento di animali. Flavio Guzzone
Fonte: LA SICILIA (CATANIA_PROVINCIA
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Sorpresi e denunciati tre bracconieri acesi
Tre bracconieri, provenienti da Acireale, sono stati denunziati dagli agenti della sezione volanti della questura ennese. Si tratta di M. S. di 29 anni, M.I. di 68 anni e R. G, di 57 anni. A segnalarli sono stati elementi della società Multiservizi, che ha il compito di controllare il territorio per conto della Provincia regionale e di segnalare la presenza di bracconieri, visto che, in contrada Torre, a pochi chilometri da Pergusa, erano state rinvenute delle reti che servono per la cattura dei volatili. Il personale della società Multiservizi ha visto i bracconieri scappare e,quindi, ha allertato gli agenti coordinati dal dirigente Pasquale Alongi. I poliziotti hanno trovato anche l’auto usata per la battuta di caccia.
A quel punto il personale delle sezione volanti si appostava in attesa che i bracconieri ritornassero in zona. Nel momento in cui tre si avvicinavano all’auto sono stati bloccati dagli agenti, identificati, e, a seguito di perquisizione dell’auto, è stato rinvenuto altro materiale che serviva loro per effettuare battute di caccia irregolare. Gli agenti, assieme al personale della società Multiservi, rimettevano in liberta i volatili catturati e hanno consegnato alla Lipu provinciale altri quattro uccelli usati come richiami naturali. I tre cacciatori acesi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per bracconaggio e per maltrattamento di animali. Fla. Gu.
Fonte: LA SICILIA (ENNA)
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Nella notte urlano le sirene: si dovevano cacciare i piccioni
Inattesa iniziativa a Chiaramonti, il paese si è spaventato ma i volatili sono sempre lì

CHIARAMONTI. E all’improvviso, un incessante fragore di sirene da ogni dove, squarciò la notte. Nessuno era stato informato, ma chissà chi aveva deciso di fare una “sirenata ai piccioni”. Qualche sera fa a Chiaramonti si è verificato un curioso episodio che ha destato molta curiosità (ma anche qualche iniziale preoccupazione). Di questa “impresa” parla un narratore, il prof. Angelino Tedde, che vi ha assistito di persona. “La mattinata era stata tormentosa nel parco delle Rimembranze di Chiaramonti: i piccioni, abitatori permanenti delle centenarie querce e dei pini avevano importunato coi loro bisognini camice, magliette, calzoni degli assidui frequentatori, sereni fruitori di pensione e anche mamme e bambini felici di dilettarsi nel parco giochi all’ombra degli alberi frondosi e in mezzo al prato inglese. Le proteste per la scarsa urbanità dei piccioni non erano mancate e non erano mancati i conciliaboli sui rimedi: per i più illuminati cultori di ornitologia sarebbe bastato scaricare da internet il miagolio di un gatto selvatico o lo squittio di qualche rapace, inserire il cd rom in un lettore e utilizzare con fredda calma presso il parco due grossi amplificatori e sparare sullo stormo dei colombi, in sul fare dell’alba, i miagolii oppure i terribili squittii dei rapaci. Si dava garanzia che questi dallo spavento avrebbero disertato il parco. La cosa non piacque e parve più il solito scherzo di un mattacchione che il saggio consiglio di un ornitologo. Che cosa fare? Non si poteva rimanere impotenti di fronte all’irriverenza dei piccioni. Passarono i giorni e i conciliaboli si moltiplicarono: i benpensanti sentirono i vigili del fuoco, i forestali, la polizia e i carabinieri, ma non ci fu verso di trovare una soluzione legittima e adeguata. Infine, eccola trovata: i piccioni sarebbero stati colti nel primo sonno, in quello cosiddetto ram e sarebbero volati via nelle nebbie della notte senza mai ritornare. Si attesero dunque le tenebre e, all’insaputa di 1995 chiaramontesi su 2000, mentre il campanile dava il tocco delle 22 e la gente si accingeva secondo l’uso spagnolo a passeggiare nelle ramblas del borgo o a consumare l’ultimo boccone, l’aria fu scossa dall’urlo lancinante delle sirene della benemerita autoambulanza della croce Azzurra diretta verso il parco delle Rimembranze. Si aggiunse anche l’urlo delle locali sirene dei barracelli, si unì ad essi anche la gazzella dei carabinieri, sembrava di assistere ad un film poliziesco. Un attimo di panico ha attraversato il paese: le donne si sono affacciate ai balconi, i ragazzetti, non molti, hanno raggiunto il parco, gli anziani, smesso di slacciarsi le scarpe, si sono rivestiti per scendere in piazza, qualcuno ha avuto l’impulso di suonare le campane e di gridare al fuoco. Il paese è staso fortemente scosso e l’indomani in piazza, dal medico, dal farmacista, alle poste, nei market è stato un bel discutere di fronte a questa trovata originale, ma traumatica. Insomma si è fatto il processo agli organizzatori della trovata, il processo ai piccioni e al cronista non è rimasto che registrare questa tragicommedia che ha scosso il paese solitamente in sonno. I piccioni sono ricomparsi di nuovo l’indomani e pare abbiano intenzione di passare l’estate e di svernare a Chiaramonti. (m.t.)
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 31 – Sassari)
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LAV PARMA: “1.000 MALTRATTAMENTI AGLI ANIMALI”
Parma – 10 agosto 2005 – Ad un anno dall’entrata in vigore della legge 189/04 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”, la LAV traccia un bilancio dell’Italia che maltratta, attraverso le segnalazioni giunte al numero LAV “SOS Maltrattamenti” 848.588.544.
Sono 1.000 le telefonate (segnalazioni di maltrattamenti e richieste di informazioni sull’applicazione della legge 189/04) giunte nei primi sei mesi di attivazione del servizio. A maltrattare, secondo i casi segnalati, sono perlopiù gli uomini, circa il 93%; le donne si attestano intorno al 6%, mentre i bambini all’1%. Gli animali coinvolti risultano essere nel 52% cani, 35% gatti, 3% cavalli, 3% uccelli, 1% cavie, 1%volpe, 1% tartarughe, 1% crostacei, 1% altri mammiferi. Le segnalazioni sono giunte soprattutto da donne, il 97%, solo il 3% da uomini e da tutte le province, anche da quelle più piccole, a testimoniare quanto siano diffusi gli abusi su animali, ma in particolare da Roma, Milano, Napoli, Palermo. Gli esposti e le denunce di maltrattamenti presentate direttamente dalla LAV sono state circa 50 e almeno 70 sono state presentate da privati cittadini su indicazioni fornite dalla LAV.
Telefonate sono giunte anche dalle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale, Polizia municipale e provinciale) per avere delucidazioni sull’applicazione della legge 189/04 o consigli pratici. Il servizio “SOS Maltrattamenti” della LAV non può garantire un “pronto intervento” né si sostituisce agli organi di polizia: coloro che segnalano casi di maltrattamento sono invitati a presentare denuncia alle Autorità competenti avendo, però, l’ausilio tecnico della LAV.
“I casi più frequenti portati all’attenzione della LAV negli ultimi sei mesi riguardano cani tenuti a catena o sul balcone, in spazi ridotti o al caldo, un “malcostume” (che a volte si trasforma in reato) diffuso in tutto il Paese. Seguono quelli relativi a controversie condominiali o di vicinato per la presenza di colonie feline, per l’uso di spazi comuni, per il divieto di detenzione di animali – dichiara Ciro Troiano, responsabile LAV SOS Maltrattamenti – Anche se sono casi che non riguardano in senso stretto il maltrattamento, i cittadini chiamano per avere consigli, per sapere cosa fare. Ci sono poi le segnalazioni relative ai combattimenti tra cani, a palii e feste con animali, circhi, allevamenti abusivi, canili affollati, accattonaggio con cuccioli, animali feriti, animali messi in palio o usati in pornografia, casi di bracconaggio o cattura illegale di fauna, di “malasanità” veterinaria, avvelenamenti, mercati clandestini di fauna selvatica, macellazione clandestina, cani rubati, animali maltrattati in negozi o rivendite, animali esotici usati come attrazione in ristoranti o pizzerie. Altro aspetto emerso dalle telefonate giunte alla LAV, è la scarsa sensibilità dei servizi veterinari delle ASL; i cittadini denunciano, chiedeno interventi, fanno esposti, ma la risposta è sempre la stessa: gli animali stanno bene, non vi sono estremi di maltrattamento, è tutto a posto. Purtroppo spesso non è così.”
Sconcertanti, poi, alcune segnalazioni in particolare: una ragazza della provincia di Matera ha segnalato che il prete del sul paese aveva investito un cane e non si era fermato. L’animale è stato soccorso da alcune ragazze, ma il parroco non ne ha voluto sapere di partecipare alle spese. Il Sindaco di un paesino in provincia di Pesaro, per recuperare un immobile, aveva pensato bene di proporre l’abbattimento di cinque cani rottweiler presenti nella villa; gli è arrivata la diffida della LAV e animali sono ancora vivi. Due piccole galline sono state salvate giusto in tempo: un negoziante di Latina aveva pensato di metterle nella teca di un grosso serpente per sfamarlo. A Pozzilli (Isernia), invece, la LAV ha denunciato pubblicamente la presenza di un “killer dei cani”: in due mesi sono stati avvelenati circa 40 animali. Non mancano poi telefonate a dir poco “curiose”: ad esempio, una persona denunciata per organizzazione di combattimenti tra cani ha chiesto l’aiuto della LAV per difendersi dall’accusa!
Fonte: SESTO POTERE
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Bosa, brucia il rifugio degli ultimi grifoni
BOSA. Sembra un attacco premeditato a una delle zone più selvagge dell’isola quello dei piromani sulle pendici delle ripide colline di Marrargiu, in territorio di Bosa.
A monte della litoranea per Alghero e per diversi chilometri, dal pomeriggio di ieri, alcuni incendi hanno risalito gli impervi costoni cosparsi di stoppie, macchia mediterranea e lecci. Un’area particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale, per la presenza dell’areale del Grifone, l’avvoltoio praticamente scomparso dal resto dell’isola e che proprio tra Bosa e Alghero ha trovato la possibilità di riprodursi. Sul posto sono intervenute le squadre a terra dell’antincendio regionale, della Forestale e dei vigili del fuoco del distaccamento di Cuglieri. Luoghi impervi e difficili da raggiungere, quelli sopra la costa, tanto che al mattino sono stati mobilitati tre elicotteri, uno della base di Santa Maria a Montresta, l’altro dei vigili del Fuoco di Alghero, ed un Elitanker partito da Fenosu. Nel pomeriggio diversi lanci sono stati inoltre effettuati da un Canadair, arrivato in ausilio alle squadre a terra. Ancora intorno alle 19 un denso e acre fumo investiva la zona, rendendo la visibilità del monte Sa Pittada, che supera i 700 metri, praticamente nulla.
A terra, intanto, le squadre adibite alla bonifica lavoravano freneticamente. Sull’origine dolosa dell’incendio non ci sono dubbi. Probabilmente solo oggi sarà possibile una vera stima dei danni ambientali che, ancora una volta, il territorio è costretto a sopportare.
Intanto sempre ieri mattina sono state appiccate le fiamme a Su Torrai, due canaloni ai piedi del monte Tuttavista di Galtellì, poco lontano dal paese. Per contrastare il fronte, esteso per tre chilometri, sono intervenuti due Canadair che hanno aiutato vigili del fuoco e Forestale. Alessandro Farina – Battista Nocco
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 4 – Fatto del giorno)
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Morsa da un cane finisce in ospedale
LAMBERTO CUGUDDA
TORTOLÌ. Si sarebbe avvicinata ad accarezzare un bell’ esemplare di cane – un terranova, razza che viene utilizzata anche nei soccorsi a mare – ma chissà per quale motivo, l’animale, forse spaventato da qualcosa, le è saltato addosso, mordendola all’avambraccio sinistro. Per una ragazzina di 16 anni, Z.A. nata in Germania ma, pare, residente nella cittadina costiera, lo spavento è stato grandissimo. E’ stata prima visitata dalla guardia medica e poi trasferita nell’ospedale di Lanusei, dove è stata ricoverata nel reparto di Ortopedia con una prognosi di 15 giorni di cure. Sembra che abbia riportato delle ferite lacero contuse. Il fatto è accaduto all’1.20 della notte fra sabato e domenica, in pieno centro abitato, di fronte al cortile della scuola elementare centrale di viale Monsignor Virgilio. A quell’ora, il salotto cittadino era ancora strapieno di gente che passeggiava. Secondo quanto appurato dai carabinieri della stazione costiera, al comando del maresciallo Giovanni Collaro, la ragazzina pare stesse passeggiando con alcune amichette e i familiari. Poco distante da un bar, ci sarebbe stato il terranova, che secondo il proprietario, un giovane baunese, era sdraiato e tenuto al guinzaglio. Z.A. avrebbe iniziato ad accarezzarlo, così come avevano fatto anche tante altre persone. Ma il terranova, forse spaventato da qualcosa, l’ha morsa all’avambraccio sinistro, anche se sarebbe stato subito tenuto dal proprietario. Le urla della ragazzina sono riecheggiate per la zona centrale del viale e subito si è radunata una gran folla, mentre era stata già chiamata un’autoambulanza. Per la sfortunata sedicenne si è reso necessario il ricovero in ospedale. Il proprietario del cane, dopo essersi preoccupato delle condizioni della ragazzina, si è presentato spontaneamente nella caserma dell’Arma. I carabinieri costieri dovranno ora valutare se l’animale (risultato regolarmente registrato all’anagrafe canina e vaccinato), privo di museruola, fosse realmente tenuto al guinzaglio al momento dell’aggressione.
Fonte: LA NUOVA SARDEGNA (Pagina 5 – Sardegna)
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