WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Tuesday January 23rd 2018

Notiziario animalista

Posso comprendere che l’uomo uccida gli animali per mangiarli, per quanto io per mio conto non riesca ad associare l’uccisione degli animali per alimento col mio sentimento morale.
Posso capire che un uomo rozzo maltratti nella collera un animale e naturalmente posso richiedere che ne venga riconosciuta la responsabilità; ma non posso capire che in nome della scienza e nell’interesse dell’umanità sofferente, come ci si fa credere, nelle nostre Università, nei laboratori scientifici e negli istituti di medicina, gli animali vengano maltrattati in forma raffinata, con freddo calcolo e che spesso debbano sopravvivere a tali torture per giorni, settimane, mesi fino a quando la morte liberatrice non li sottragga a tali sofferenze.
Johannes Hude , professore dell’Università di Graz.
Fonte: http://www.bairo.info/pag63.html http://www.enpa.it/cgi-bin/Public/foto/12925_ringo.jpg
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
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Preghiamo i lettori di far girare questo messaggio tra i conoscenti per la misteriosa scomparsa di Linus, avvenuta il 4/9/2003, dal giardino dell’abitazione in Pramaggiore (VE).
E’ tatuato sull’orecchio destro con il n. 36MI4034 e al momento della sparizione indossava un collarino rosso.
E’ di piccola taglia, mite ed indifeso, età circa 9 mesi all’epoca della scomparsa.
http://songino.altervista.org/linus.jpg
Chiunque abbia sue notizie è pregato di segnalarlo ad Enrica o Resy ai numeri 3292162350 oppure 3298122367.
Email: bairos@tin.it
Si offre una buona ricompensa a chiunque riuscirà a trovarlo ma, nell’ipotesi che il piccolo sia stato adottato, assicuriamo che non è nostra intenzione strapparlo alla nuova famiglia. Restituiteci la pace!
Volontari Gruppo Bairo
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Addio a Romeo, il cane più amato
All’età di 15 anni è morto domenica un simbolo della città
Accanto a lui fino alla fine il fedele Ugo —

PESCARA. Romeo non c’è più. Il cagnolone di Pescara, il suo simbolo, il suo “sindaco”, è morto domenica sera al Dog Village di Montesilvano. Era anziano Romeo, protagonista di mille eventi pescaresi, sempre in prima fila insieme al suo fido scudiero Ugo, incrocio di lupo, sempre a qualche passo da lui.
Il canile di Montesilvano lo accolto in questi ultimi anni, quando ormai troppo anziano, non riusciva più ad alzarsi. Ha trovato l’affetto e le cure di Annamaria Di Febo e di tutti i volontari del rifugio. Il suo inseparabile amico Ugo gli è stato accanto fino alla fine.
Romeo aveva 15 anni e ha avuto una vita molto intensa: arrivato a Pescara probabilmente nel 1993 con un barbone tedesco, ha trovato amici a due e quattro zampe nella zona di corso Umberto, nel cuore della città. E del cuore di Pescara è stato a suo modo protagonista: non c’è stato corteo, manifestazione, celebrazione religiosa alla quale non abbia partecipato. Non mancava alla processione del Corpus Domini, ma nemmeno se suonava ‘Nduccio. E quando si spostava alla stazione, corso Vittorio Emanuele lo attraversava sempre sulle strisce, quando scattava il verde.
Quest’anno la copertina del calendario dell’Enpa, dedicato ai gatti e cani trovatelli per sensibilizzare contro l’abbandono, era tutta sua; una foto in cui si tuffava golosamente in una torta fatta solo per lui.
In tantissimi lo hanno amato, pescaresi e non. La sua classe teutonica (era un Leonberger, pregiata razza frutto dell’incrocio di San Bernardo e Terranova), la sua dolcezza sono stati notati anche da due turisti, Giusi e Pompeo, che hanno voluto adottarlo a distanza e hanno contribuito a tutte le spese per lui fino all’ultimo giorno.
«È dura ora che non c’è più», dice Carlo Alberto Mimola, fondatore della Lega in difesa del cane di Pescara e grande amico a due zampe di Romeo. «Per molti pescaresi ha rappresentato tanto, solo in poche occasioni non è stato capito. Romeo ha lasciato un segno e per questo non verrà mai dimenticato».
E in suo onore, per ricordarlo per sempre, si potrebbe donare un rifugio ai pochi randagi che restano a Pescara, città che ha dimostrato di amare molto gli animali e che si è attivata molto per proteggere quelli meno fortunati, proprio come Romeo, che pur non avendo una casa hanno trovato una grande famiglia. «Potremmo realizzare un monumento vivente in nome di Romeo», spiega Carmelita Bellini dell’Enpa. «Si potrebbe realizzare una recinzione, una bella zona verde per i cinque-sei randagi che vivono nella zona della stazione, che hanno perso il loro rifugio quando sono cominciati i lavori di ristrutturazione».
Romeo, comunque, rimarrà sempre nei ricordi di tutti. E non lo dimenticherà nemmeno il suo fedele Ugo, che ora è rimasto senza il suo unico amico. (m.s.)
Fonte: IL TEMPO (ABRUZZO)
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Proposta di legge del consigliere regionale Udeur
Di Paolo: meno vincoli per la caccia ai cinghiali

PESCARA. Un proposta di modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 10 del 2004 «Normativa organica per l’esercizio dell’attività venatoria, la protezione della fauna selvatica e la tutela dell’ambiente», è stata presentata dal Capogruppo dell’Udeur in Consiglio Regionale, Angelo Di Paolo. «Dopo avere preso visione, da cacciatore, del Calendario venatorio 2005», ha detto Di Paolo, «ho ritenuto necessario proporre le modifiche alla Legge per due ordini di motivi: il primo in quanto credo che redigere il calendario venatorio sia un atto programmatorio e quindi da riportare in capo al Consiglio regionale per cui ho aggiunto ai punti 2, 3 e 6 dell’articolo 43 il parere obbligatorio della 3ª Commissione consiliare; il secondo perchè, constatato come l’eccessivo numero di cinghiali, che cresce in maniera esponenziale, procura danni rilevanti all’agricoltura e un numero crescente di incidenti stradali (presso l’Avvocatura regionale ci sono oltre 200 fascicoli di pratiche di indennizzo), ho inserito al punto 5 dell’articolo 43 il seguente comma “Il limite previsto dal precedente comma non si applica per la caccia al cinghiale”». «In questo modo», ha proseguito Di Paolo, «attraverso l’incremento del numero delle giornate di caccia, si ottiene se non una diminuzione, almeno la limitazione della crescita del numero dei cinghiali e, di conseguenza, meno danni alle colture e meno incidenti». «Ho provveduto ad inviare copia della proposta di legge depositata», ha concluso Di Paolo, «a tutte le associazioni venatorie e alle organizzazioni di categoria al fine di verificarne la bontà».
Fonte: IL CENTRO
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Tenere le finestre chiuse
Disinfestazione contro gli insetti giovedì notte

SPOLTORE. Trattamento di disinfestazione contro gli insetti alati, la notte tra giovedì e venerdì su tutto il territorio comunale: dalle 22,30 del 12 agosto alle 5 del mattino del 13 agosto. Il Comune, attraverso il dirigente del V settore Tullio Santroni, raccomanda di tenere le finestre chiuse e gli animali domestici nelle abitazioni; di non parcheggiare auto o altri mezzi sotto gli alberi per agevolare le operazioni di disinfestazione; di non trattenersi in ambienti all’aperto durante e dopo il trattamento; e di evitare di stendere la biancheria. In caso di pioggia, gli interventi slitteranno di pochi giorni e ne verrà data notizia con nuovi avvisi.
Fonte: IL CENTRO
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tutela degli animali Reperibilità veterinaria per agosto
Estate, brutto periodo per i nostri amici animali, specie nei week-end, quando è difficile e, a volte, purtroppo impossibile, trovare un veterinario disponibile. È per questo, soprattutto dopo la triste vicenda, accaduta domenica 31 luglio, di un padrone disperato per aver perso il suo amico fedele per l’assenza di un veterinario in ben quattro comuni, che l’Ordine dei Medici Veterinari di Ragusa ha sottoposto a tutti i comuni della provincia ed alla Provincia Regionale di Ragusa l’istituzione della ‘reperibilità veterinaria’ per questo mese di agosto.
Ad aderire, allo stato attuale, soltanto il Comune di Modica, Assessorato all’Ecologia, mostrando di avere particolare sensibilità nei confronti degli animali. Ieri mattina, in conferenza stampa, è stato presentato il progetto, che prevede la reperibilità, dall’11 al 31 agosto, di un veterinario pronto ad intervenire per qualsiasi urgenza, h24. Il Comune di Modica ha messo a disposizione per il servizio euro 1000, mentre sarà il cittadino a pagare l’ordinaria parcella al veterinario. A sottoscrivere la convenzione l’assessore al ramo, Santo Di Giacomo e il presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari, dott. Salvatore Criscione, alla presenza, tra gli altri, dei veterinari modicani che aderiscono all’iniziativa. “Speriamo – ha detto Di Giacomo – che tristi vicende, come quella del cagnolino di Ragusa morto per la mancanza di un veterinario, non si ripetino più. Era necessario istituire un servizio importante come questo, che andrà a beneficio non solo dei nostri piccoli amici, ma anche di tutta una collettività di persone sensibili e amanti degli animali”. Valentina Raffa
Fonte: LA SICILIA (RAGUSA)
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ROMA: CACCIAVA CARDELLINI, DENUNCIATO UN UOMO A LANUVIO
Roma, 9 ago. – (Adnkronos) – Un uomo e’ stato denunciato alla procura di Velletri per il reato di uccellagione e maltrattamento di animali. L’uomo e’ stato sorpreso a Lanuvio (Roma) da una pattuglia del Corpo Forestale in servizio antibracconaggio mentre era intento a cacciare cardellini all’interno di una zona agricola.
Fonte: SUPEREVA
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ANIMALI Agli autogrill i Fido-park acqua e cucce per riposare
AUTOGRILL a quattro zampe anche quest’anno. Nei «Fido-park» realizzati in collaborazione con la Lav dalla società Autogrill disponibilità di acqua e cucce, dove i cani o i gatti possono essere ospitati. Tra i punti dedicati a fido e a fuffy: Po Est (Ferrara) sull’A13; Secchia Est (Modena) sull’A1; La Macchia Ovest (Frosinone)sull’A1, Murge Est (Bari): A14. Sono 150.000 gli animali a rischio abbandono questa estate (100.000 cani e 50.000 gatti) con una mortalità dell’80% per i cani.
Fonte: IL TEMPO (INTERNI-ESTERI)
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Il presidente del consiglio di zona 1 e l’Asl in disaccordo su chi debba intervenire per risolvere in modo efficace il problema Sanfilippo: «Altro che castrazione, è il falco il metodo vincente»
(s. val.) I piccioni sono un problema ma chi può risolverlo? «L’Asl», dice Roberto Sanfilippo, presidente del consiglio di zona 1. «È competenza del Comune», rispondono all’Azienda sanitaria locale. E in questa altalena di responsabilità i fastidiosi volatili regnano indisturbati sulle piazze del centro. «Basterebbe un falco pellegrino appollaiato sul campanile della Basilica per non vedere più un piccione nel raggio di 250 metri quadrati». La proposta originale è stata avanzata proprio da Sanfilippo, convinto che l’impiego di un rapace sarebbe il metodo più efficace per risolvere l’annoso problema degli sgraditi volatili. «La questione esiste e i commercianti hanno ragione a lamentarsi – sostiene Sanfilippo – L’anno scorso mi sono rivolto alla Asl per chiedere di intervenire ma non hanno fatto nulla perché a detta loro la situazione non richiede alcun intervento straordinario, nemmeno la sterilizzazione. Così dopo che la Asl non ha accolto le mie richieste io stesso ho lasciato un po’ perdere, disinteressandomi al problema, anche se i commercianti continuano a venire da me a lamentarsi ma per ora io non posso fare nulla. È competenza della Asl». Parere opposto proprio dalla Asl. «Questi animali sono di competenza del Comune – spiega il dottor Fabrizio Galbiati, responsabile del servizio sanità animale della Asl – Noi possiamo solo fornire consulenza alle amministrazioni che lo richiedono, consigliando i sistemi più efficaci di dissuasione e prevenzione, ma non possiamo imporre nulla al Comune. Inoltre per sistemi più drastici, come l’abbattimento, serve addirittura il permesso della Regione». Al Comune però il problema non è mai arrivato. «Nessuno si è mai apertamente lamentato – dice l’assessore all’ambiente Claudio Baruffaldi – e i piccioni che volano d’estate sui tavolini dei bar all’ora di pranzo non giustificano un intervento pubblico. Noi ci limitiamo alla pulizia delle piazze».
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
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La Terra si scalda, pesci e uccelli fuggono al nord
Salmoni e pettirossi verso l’Artico. Piemonte invaso dalle cavallette

Oslo I salmoni nuotano verso nord in direzione dei mari dell’Artico, le cavallette affliggono il Norditalia e due gruccioni, tipicamente amanti delle alte temperature, fanno il nido in una siepe della Gran Bretagna.
Sintomi del riscaldamento globale dovuto ai gas serra prodotti dall’attività dell’uomo o semplicemente stranezze estive? Negli Stati Uniti alcuni uccelli canori si stanno dirigendo verso il Canada. In Costa Rica i tucani si spostano verso le montagne più alte, apparentemente a causa dell’aumento delle temperature.
Nel mese di luglio, un norvegese, intento a pescare su un fiordo, rimase scioccato nel trovarsi tra le mani un pesce San Pietro che, solitamente, si trova nelle acque più profonde e temperate dell’Europa meridionale e dell’Africa.
«La lista di specie migratorie che si dirigono verso nord è lunga. Senza dubbio è un segnale di un aumento delle temperature», osserva Steve Sawyer, responsabile di Greenpeace per le politiche del clima.
Sawyer ha detto inoltre che il salmone ha attraversato lo Stretto di Bering, che separa Alaska e Russia, raggiungendo il Mare dei Chukchi, probabilmente perché le acque fredde si sono scaldate.
Tali cambiamenti potrebbero avere implicazioni a lungo termine per gli allevatori e le flotte pescherecce.
Tuttavia, alcuni esperti dubitano che avvistamenti insoliti di animali fuori dal loro habitat supportino la teoria secondo la quale le temperature aumentano a causa di un accumulo di gas inquinanti emessi da auto, fabbriche e centrali elettriche.
«Se si vogliono misurare le temperature si usa un termometro, non un uccello – osserva Fred Singer, a capo di un progetto governativo statunitense per la tutela ambientale -. Gli uccelli hanno tutte le ragioni per dirigersi verso nord, sud o dovunque vogliano». Singer sostiene che nel corso della storia gli esseri viventi si sono adattati a variazioni inspiegabili di temperatura legate ai cambiamenti della natura. Tuttavia, i dati delle Nazioni Unite mostrano che l’anno più caldo dalla seconda metà dell’Ottocento è stato il 1998, seguito dal 2002, 2003 e 2004. Molti scienziati collegano l’aumento delle temperature alle emissioni di anidride carbonica dei combustibili fossili, piuttosto che a cambiamenti naturali.
Un’informativa delle Nazioni Unite dice che l’aumento delle temperature potrebbe portare migliaia di specie all’estinzione e causare tempeste, alluvioni, desertificazione e un aumento, stimato di circa un metro, del livello dei mari entro il 2100. Il popolo Inuit ha notato che negli ultimi anni specie tipiche delle zone meridionali come pettirossi, calabroni e barbagianni raggiungono la zona artica nel periodo estivo.
Gli aneddoti si sprecano. Due gruccioni gialli, verdi e rossi, di solito presenti nel bacino mediterraneo, hanno fatto il nido in una siepe nell’Inghilterra meridionale. È la quarta volta che viene trovato un nido di gruccione in Gran Bretagna.
Tuttavia, alcuni degli esempi portati all’attenzione sono fuorvianti.Negli ultimi mesi, i residenti delle zone del Basso Piemonte sono stati sorpresi da un’invasione di cavallette. All’inizio, si sospettò che gli insetti provenissero dall’Africa.
Gli esperti, però, hanno dichiarato che si tratta di una specie italiana che non migra per lunghe distanze. Inoltre, bisogna ricordare che l’eccezionale ondata di caldo del 2003 ha portato all’aumento di terreni aridi, luogo ideale per le la deposizione delle uova.
«Un’altra ragione potrebbe essere il riscaldamento globale – ha dichiarato Vincenzo Girolami, entomologo dell’Università di Padova -. Se il futuro ci riserverà estati sempre più calde e secche, allora le invasioni di cavallette in Italia saranno sempre più frequenti».
(Traduzione di Serena Castellini e Valentina Giagnorio) Alister Doyle
Fonte: IL SECOLO XIX
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Intervento degli operatori del Servizio provinciale antinsetti
CAGLIARI, DOMANI COMINCIA LA DISINFESTAZIONE IN CITTA’

Gli abitanti dovranno astenersi per almeno 30 giorni dal consumare ortaggi e frutta eventualmente coltivati nei terreni limitrofi
Cagliari, 8 ago. (Adnkronos) – Domani alle ore 8,30 gli operatori del Servizio provinciale antinsetti di Cagliari effettueranno un intervento di disinfestazione nelle vie Abba, Einaudi, Santa Croce, Stretta e Corte d’Appello, dov’e’ stata rilevata la presenza di blatte. Analoghi interventi sono in programma mercoledi’ in via Santa Gilla; giovedi’ in via Trento; venerdi’ (sempre alle 8,30) in viale S. Avendrace.
Durante la disinfestazione, che proseguira’ nella mattinata di lunedi’ prossimo, gli abitanti delle case circostanti dovranno mettere al sicuro, all’interno degli edifici, biancheria, giocattoli, animali domestici e tutto quanto puo’ essere usato a scopo alimentare; dovranno tenere chiusi gli infissi esterni (anche dopo la conclusione della disinfestazione, per almeno un’ora). Inoltre dovranno astenersi per almeno 30 giorni dal consumare ortaggi e frutta eventualmente coltivati nei terreni limitrofi.
Fonte: ADNKRONOS
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BREVI – Quattro cuccioli in tangenziale
FIDENZA Per salvare lei e suoi quattro cuccioli si sono mobilitati cinofili, carabinieri, agenti della polizia municipale e, naturalmente, volontari del canile. E adesso la dolce cagnetta Emy, una meticcia, grazie alla gara di solidarietà scattata in città, è stata accolta con le sue cuccioline da una delle volontarie del canile, che l’ha ospitata a casa sua, in attesa di adozione. Un automobilista che transitava sulla tangenziale ha notato uno scatolone con dentro qualcosa di nero che si muoveva. Allora si è insospettito e si è fermato. Con grande stupore ha visto che dentro si trovavano una cagnetta nera e quattro cuccioli, abbandonati sotto il sole cocente, senza cibo nè acqua. continua…
Fonte: GAZZETTA DI PARMA
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Cagnetta abbandonata coi cuccioli morti
Sono stati trovati in una casa di Pianella il cui titolare era deceduto

RIMASTA orfana e con un cucciolo al seguito, una cagna ha bisogno urgentemente di cure. La richiesta d’aiuto viene direttamente dall’Enpa, intervenuta il 31 luglio in uno stabile di Pianella dove sono stati trovati una cagna con cinque cuccioli di circa due mesi. I cani sono stati notati dai soccorsi intervenuti all’interno di un’abitazione, il cui titolare era stato trovato senza vita alcuni giorni fa. Degli animali inizialmente non si era curato nessuno. Poi, a seguito delle segnalazioni da parte di alcuni residenti, sul posto sono giunti i dipendenti dell’Enpa, ma alcuni cuccioli erano già morti. Solo uno è ancora in vita ma le sue condizioni sono gravissime: è necessario che intervenga la Asl veterinaria e ricoveri il cucciolo e la cagna nel canile sanitario. L’Enpa si impegnerà successivamente a che la proprietà dei due cani venga ufficializzata nei confronti degli eredi del defunto padrone.
Fonte: IL TEMPO
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In tre mesi una ventina di nuovi ospiti al canile
FIDENZA Sono 45 i cani attualmente ospitati nella struttura municipale di San Michele Campagna. Si tratta di povere bestie abbandonate sulla strada e raccolte dai generosi volontari che gestiscono il canile. continua…
Fonte: GAZZETTA DI PARMA
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Busto Arsizio – Ma la donna ha rifiutato il ricovero. Poche ore dopo un altro cane sfugge al padrone “imbocca” l’A8: catturato
Tenta di soccorrere un cane abbandonato in autostrada e viene aggredita
Storie d’estate con protagonisti due “amici a quattro zampe”. Con due padroni, e due sorti, decisamente opposti.

Il primo probabilmente era diventato un “amico a quattro zampe” ingombrante in vista delle vacanze, il secondo, fuggito al controllo del proprietario, è stato cercato e rintracciato affinché non si allontanasse e provocasse incidenti.
Teatro dei due episodi l’Autolaghi. Il primo fatto è accaduto intorno alle 12.30. Una donna scorge un cane all’uscita di Busto Arsizio e si ferma per soccorrerlo, l’animale però, forse stanco, senz’altro impaurito, l’ha aggredita azzannandola. Soccorsa dagli uomini del 118 la donna, 55 anni, ha rifiutato il ricovero. Il cane è stato catturato dagli addetti in servizio sull’Autolaghi e, con molta probabilità finirà in un canile in attesa che qualcuno decida le sue sorti.
Il secondo episodio, invece, è accaduto intorno alle 14. Il proprietario di un pastore tedesco ha lanciato l’allarme dopo che il cane era sfuggito al suo controllo e, superata una recinzione, aveva “imboccato” l’autostrada. Immediatamente è intervenuta la pattuglia dell’Autolaghi che si è messa sulle tracce del pastore tedesco, avvistandolo qualche tempo dopo tra Busto Arsizio e Castellana. Gli agenti sono riusciti a bloccarlo e a restituirlo al legittimo proprietario.
Fonte: VARESE NEWS
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Pirillo: “in questi anni dal Wwf solo silenzio-assenso”
CATANZARO. “Non è mio costume replicare ad insipidi interventi, scarni di significato e privi del più elementare senso di confronto. Il Wwf Calabria cerca in tutti i modi di trovare un ‘capro espiatorio’ alle deficienze strategiche che di fatto hanno posto le battaglie ambientaliste e naturalistiche ai confini della dialettica politica”. E’ quanto sostiene in una nota l’assessore regionale all’agricoltura, Mario Pirillo. “Il Fondo mondiale della natura – ha aggiunto – nei cui confronti ho sempre nutrito il massimo rispetto, presenta purtroppo segmenti che poco hanno a che vedere con la fauna e la flora. Gridare allo scandalo perché l’ assessore ha anticipato (per alcune specie) la data dell’ apertura della stagione venatoria ed aver delegato alle Province la proroga della chiusura della stagione venatoria (solo in presenza di necessità avvertite dalle stesse Province), assume ben altri connotati rispetto al ‘silenzio-assenso’ che il Wwf ha mostrato in questi anni di attività politica. Bisognerebbe valutare a fondo il perché si cerca di spostare l’ attenzione su altri argomenti, celando sotto un falso perbenismo ambientale, battaglie che poco hanno a che vedere con la difesa degli animali”. “Tengo a ribadire – ha proseguito Pirillo – che solo attraverso regole certe dettate dal senso civico che ritengo di possedere, si potranno assicurare tutela alla fauna selvatica e a quel patrimonio che possiede la nostra meravigliosa terra. Per cui le ‘pontificali’ affermazioni del Wwf poco incidono sull’ indirizzo che la nuova giunta e il sottoscritto hanno inteso delineare e che porteranno avanti. Gli accomodamenti cui abbiamo assistito in questi anni da parte delle associazioni ambientaliste, intramezzate da sporadici interventi di colore dettati dall’ opportunità del momento, hanno segnato profondamente la nostra terra. La selvaggia cementificazione e la distruzione di macchia mediterranea, sono solo alcuni aspetti di un sistema che ha prodotto solo ferite che stentano a cicatrizzarsi”. “Ricordo – ha concluso – che in qualità di consigliere regionale ho presentato un progetto di legge inerente l’ istituzione di una area marina protetta, quella di Isca (Amantea), sostenendo il programma di monitoraggio sulla Posidonia oceanica, rientrante nel progetto comunitario ‘Life Nature ’99’ promosso dal Wwf Italia. L’ equilibrata convivenza tra uomini e animali può avvenire solo rispettando il complesso ecosistema presente. A ciascuno il proprio spazio, senza pregiudizi o preclusioni”.
Fonte: GIORNALE DI CALABRIA
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Mariani (Atc di Sulmona): «Una decisione per finalità politiche che danneggia il territorio. La contesteremo»
Caccia, dal Parco altri 200 permessi
Modificata la fascia di protezione, protestano le doppiette locali

SULMONA. E polemica tra le doppiette abruzzesi. A scatenarla, la decisione dell’Ente Parco (Pnalm) di rivedere l’ampiezza della fascia di protezione esterna. Cosa che consentirebbe di aumentare il carico di cacciatori ammessi all’esercizio venatorio nell’ambito territoriale di Sulmona. Secondo alcuni una “sveltina” per agevolare le doppiette della costa, altrimenti costrette a restare fuori. La decisione ha scatenato la dura reazione del presidente dell’Atc di Sulmona, Cesarino Mariani, e di alcuni cacciatori residenti, che si dicono contrari all’ampliamento. «Questa situazione può far comodo a qualche politico ma non alla natura», afferma un cacciatore, Raffaele Pozzi, di Villalago, in una lettera inviata alla direzione del Pnalm.
(In Valle Peligna)
Fonte: IL CENTRO
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Il Parco aumenta i permessi di caccia
Rivista la fascia di protezione, entreranno quasi 200 doppiette in più
Mariani (Atc Sulmona) «Una scelta dannosa per il territorio»

SULMONA. E guerra tra le doppiette abruzzesi. A scatenarla, la decisione dell’Ente Parco di rivedere l’ampiezza della fascia di protezione esterna. Un banale calcolo che consentirebbe di aumentare il carico di cacciatori ammessi all’esercizio venatorio nell’ambito territoriale di Sulmona. Secondo alcuni una “sveltina” per agevolare le doppiette della costa, altrimenti costrette a restare fuori.
La decisione ha scatenato la dura reazione del presidente dell’Atc di Sulmona e di alcuni cacciatori residenti, che si dicono contrari all’ampliamento.
«Questa situazione può far comodo a qualche politico ma non alla natura», afferma un cacciatore, Raffaele Pozzi, di Villalago, in una lettera alal direzione del Pnalm, «si tratta di territori di fondamentale importanza dal punto di vista naturalistico. Un provvedimento che vanifica gli sforzi che noi cacciatori e appassionati facciamo per il mantenimento e il miglioramento di questi luoghi».
Per arginare gli effetti dell’ampliamento della fascia di protezione esterna al Parco, che consentirebbe l’accesso di 606 doppiette al posto delle 427 attuali, il presidente dell’Atc di Sulmona, Cesarino Mariani, sostiene di essre già corso ai ripari. Con una delibera ha chiuso temporaneamente alcuni territori ricadenti nella zona di protezione, dove sono presenti la coturnice e la lepre italica al fine di tutelarne la sopravvivenza e l’espansione.
«Un modo per riportare il rapporto tra cacciatori e territorio ai numeri standard. Non capisco come la direzione del Parco nazionale sia arrivata a stabilire in oltre 21 mila ettari l’ampiezza della fascia pre Parco», spiega Mariani, «noi abbiamo fornito alla Provincia delle cartografie che dicono cose diverse da quelle del Pnalm. E una misurazione che contestiamo e che va rivista». A sollecitare la direzione del Pnalm era stata proprio la Provincia, che tramite l’assessore Michele Fina avrebbe intenzione di variare i rapporti tra cacciatori e ettari cacciabili.
«La passata amministrazione regionale ha fissato in 40 ettari il rapporto tra territorio e singolo cacciatore. Un numero che gli attuali amministratori mirerebbero ad abbassare portandolo a 1 a 30 o inferiore. E’ davvero strano», conclude Mariani, «che politici, i quali si sono sempre dichiarati a favore della protezione della fauna e della flora ora spingano per far entrare più cacciatori nei territori pre Parco. Un atteggiamento che non capisco così come non lo comprendono tanti elettori che li hanno votati». Claudio Lattanzio
Fonte: IL CENTRO
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Quello dal becco color avorio è stato nuovamente segnalato negli Stati Uniti sudorientali Bella notizia: il re dei picchi non si è estinto
sondrio Il picchio dal becco color avorio (Campephilus principalis) è stato considerato a lungo estinto. Viveva nelle foreste allagate degli Stati Uniti Sudorentali, ma l’ultima popolazione nota era scomparsa alla fine degli anni 40 del secolo scorso. Da allora solo notizie mai confermate di singoli avvistamenti che potevano essere riferiti a quello che era conosciuto come il “re dei picchi” per le sue grandi dimensioni, lungo quasi 70 centimetri e con un’apertura alare superiore al metro! Alla fine dello scorso aprile si iniziò a diffondere la notizia della possibile esistenza di una popolazione di questa specie in una zona dell’Arkansas. Solo il 28 dello stesso mese arrivò la conferma ufficiale con una conferenza stampa del Dipartimento degli Interni a Washington D.C. Non si può che essere felici che questo straordinario uccello sia riuscito a sopravvivere così a lungo lontano dagli occhi di chi, con probabilità avrebbe fatto in modo da rendergli la vita più difficile. Ma i cacciatori, oltre ad essere felici, possono in questo caso anche essere orgogliosi perché questa popolazione si è salvata in una zona, il Cache River National Wildlifwe Refuge, che a partire dal 1986 è stato protetto con i fondi raccolti con la vendita del Francobollo per la Conservazione degli Ambienti e degli Anatidi. Grazie ai soldi così raccolti dai cacciatori di uccelli acquatici negli U.S.A. si è quindi protetto un ambiente utile non solo per le anatre ma anche per il picchio dal becco color avorio.
Fonte: LA PROVINCIA DI SONDRIO
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PER I CACCIATORI DI NISCEMI
Dalla prossima settimana in distribuzione i tesserini

Niscemi. Buone notizie per 104 cacciatori niscemesi, costretti dopo l’istituzione della riserva naturale «Sughereta di Niscemi» a esercitare l’attività venatoria in un ambito territoriale molto ristretto. Circa cento cacciatori, su circa 500 locali titolari di licenza di caccia, hanno ottenuto, su loro richiesta, il sospirato permesso per potere cacciare per la prossima annata venatoria in altri tre ambiti territoriali, fuori della provincia di Caltanissetta.
I cacciatori possono cacciare: 54 nell’ambito di caccia di Catania 2 «,sud della provincia etnea, Caltagirone e zone limitrofe, 22 nella zona di Enna 2, sud provincia Enna, Piazza Armerina e zone limitrofe e 27 Ragusa 1, territorio di Vittoria e dintorni. Gli elenchi dei caccatori non «confinati» nel proprio territorio, sono in pubblicazione presso l’albo pretorio del Comune e sono consultabili presso l’ufficio comunale dell’ agricoltura, responsabile il dott. Francesco Salvatore Blanco. I tesserini di caccia, documento indispensabile per potere cacciare, su cui debbono essere segnati il giorno e i capi abbattuti, saranno in distribuzione gratuita presso l’ufficio agricoltura nella prossima settimana.
I seguaci di Diana nell’arco di meno di dieci anni, a Niscemi, hanno fatto registrare un calo del 70 per cento circa. Alla fine degli anni 90 erano circa 1500, ora i titolari di licenza di caccia sono ogni anno 500-550. Questo sensibile calo è dovuto a due fattori: istituzione della riserva naturale che ingessa, tra riserva e pre- riserva, 3000 ettari di territorio su un un territorio comunale complessivo di circa 7 mila ettari. Dai rimanenti 4000 ettari bisogna detrarre gli spazi delle zone urbane, le zone extraurbane abitate, e il sistema viario rurale. Poi il costo esagerato per esercitare la caccia, con imposizioni di balzelli e «i bracconieri, sempre attivi che sono il vero pericolo, dicono i cacciatori osservanti della legge. «La selvaggina è… merce rara. Bisogna intensificare i controlli per evitare che i cacciatori al termine di ogni battuta ritornino con le pive nel sacco».
Giuseppe Vaccaro
Fonte: LA SICILIA (CALTANISSETTA)
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A caccia di fagiani a Barzaniga
BARZANIGA — Si è svolta nei giorni scorsi nelle campagne di Barzaniga una gara cinofila senza sparo su lancio di fagiani, a scopo di ripopolamento. Alla speciale competizione hanno partecipato numerosi cacciatori locali e appassionati di selvaggina. Tra l’altro, le prove cinofile senza sparo, i cui protagonisti assoluti sono ovviamente i cani da ferma, stanno ottenendo crescenti riscontri in ambito venatorio: un modo per cacciare divertendosi e rispettando la fauna selvatica autoctona. La gara è stata curata dalla sezione cacciatori di Grontorto e Barzaniga (che ha pure offerto il rinfresco).
Fonte: LA PROVINCIA DI CREMONA
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La caccia aperta dal 18 settembre
Stagione venatoria: scoppia la polemica tra Lega e Beccalossi
Rizzi: «Noi da sempre con i cacciatori»
La Lega Nord dalla parte dei cacciatori, contro i pacifisti e la Beccalossi, promette più impegno per la prossima stagione venatoria. Nel corso di una conferenza stampa in Broletto, Guido Bonomelli (portavoce padano in provincia), Monica Rizzi (consigliere regionale del Carroccio), Aristide Peli (assessore provinciale al Territorio) e Fabio Rolfi (segretario cittadino del partito), si sono schierati con i cacciatori, in polemica con le deroghe passate in Regione – secondo la Rizzi – «grazie a un accordo lampo tra l’assessore Viviana Beccalossi e il gruppo dei verdi», che avrebbe ritirato circa mille emendamenti in cambio dei divieti alla caccia vagante, dal fringuello al prispolone: «Siamo rimasti delusi dall’atteggiamento della Beccalossi – commenta Monica Rizzi – , il gruppo consiliare della Lega, da sempre con i cacciatori, era disposto a discutere tutti gli emendamenti, ma sembra proprio che anche questa volta i cacciatori siano stati beffeggiati da una legge redatta sulla falsa riga di quelle degli ultimi due anni. È chiaro che l’anno prossimo non dovrà più essere così».
Una mancata concessione per le associazioni venatorie «che non avevano fatto mancare il loro consenso elettorale all’assessore Beccalossi – fa notare Bonomelli – e che ora si trovano con poche specie cacciabili e periodi più corti». La proposta della Lega non si fa attendere: «Chiediamo – prosegue Bonomelli – un osservatorio regionale, invece che nazionale, che tracci un quadro più realistico su periodi e specie cacciabili in modo da consentire a tutti i cacciatori di poter esercitare correttamente la propria passione».
Nel frattempo la provincia ha già annunciato le date di apertura della stagione venatoria che, tenendo conto delle mancate deroghe, quest’anno prenderà il via dal 18 settembre in pianura e nella cosiddetta «Zona A» (Valcamonica, basso Sebino e Valle Trompia), mentre nella «Zona B» (bassa Camonica, Alto Garda e Valle Sabbia) si potrà cacciare solo dal primo ottobre: «Speravamo di poter aprire la stagione già all’inizio di settembre – ha commentato l’assessore Peli – ma, a causa delle deroghe regionali non ci è stato possibile. Comunque siamo riusciti ad aumentare i giorni di caccia nel periodo che va dall’1 ottobre al 30 novembre passando da 3 a 5 settimanali».
Dal fringuello ad Exa, il Carroccio risponde alle polemiche del Bsf sulla fiera bresciana delle armi, difendendo a spada tratta l’industria bresciana del settore e l’annuale mostra espositiva, secondo la Lega, una delle principali fonti di prestigio internazionale per la città.
Francesco Apostoli
Fonte: BRESCIA OGGI
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Corte de’Cortesi. Cani da seguita su lepre: un successo
La carica dei 500 segugi Una passerella per 4 trofei

CORTE DE’ CORTESI — Grande successo tecnico e forte partecipazione per la tre giorni di verifiche zootecniche per cani da seguita su lepre organizzata dalla Federcaccia di Corte de’ Cortesi con Cignone e Robecco d’Oglio tenutasi lo scorso fine settimana nel ricordo dei segugisti cremonesi Gianmarco Miini, Giacomo Turrini e Paolino Fermo. Le zone di ripopolamento e i terreni di caccia dell’Atc 4 sono stati il teatro della manifestazione che ha visto in concorso circa 500 segugi italiani ed esteri. Una manifestazione nazionale che ha celebrato i 50 anni della Pro Segugio Luigi Zacchetti nata proprio a Cremona per iniziativa di un gruppo ristretto di appassionati tra i quali il dottor Gerardo Corna, Dante Baldrighi e Livio Guerrini. La presenza del Presidente della Provincia Giuseppe Torchio, del presidente della Federcaccia provinciale Marco Scaravonati e della Pro segugio Giuseppe Piacentini ha dato lustro alla manifestazione. Torchio, durante le premiazioni, si è complimentato per la qualità dell’organizzazione e per i riscontri tecnici registrati nella selezione delle razze e per il loro corretto utilizzo in caccia. Le prove hanno confermato che l’uso corretto del cane da seguita non arreca alcun danno alla selvaggina: nessuna lepre è stata vittima dei cani durante le diverse cacciate in programma. Per la cronaca, il Trofeo Gianmarco Miini per le mute iscritte ai libri genealogici è stato vinto dall’allevamento di segugi italiani fulvi a pelo raso ‘dei Soncino’ di Gianluigi Colombi con la qualifica di eccellente (punti 170 su 200). Il Trofeo Paolino Fermo per le coppie iscritte all’allevamento Speriani di Corzano con punti 168, mentre nella categoria non iscritti il Trofeo Giacomo Turrini è andato alla muta di Scaratti con 145 punti e il Trofeo Comune di Casalbuttano alla coppia di Zamboni con 145 punti. Perfetta l’organizzazione curata da Pierino Pescatori e Damiano Maiandi.
LA PROVINCIA DI CREMONA
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Troppi piccioni, si corre ai ripari
VASTO – Qualcosa si muove, forse, a Vasto, per arginare il fenomeno della perniciosa presenza dei colombi nel centro storico. La giunta municipale, infatti, ha stanziato la somma di 15 mila euro per l’igiene urbana, aderendo ad un protocollo d’intesa con la Asl. La somma servirà ad accertare la consistenza del numero dei colombi, con l’intento di adottare misure specifiche per ridurre il numero dei volatili ed eliminare così gli inconvenienti di natura igienico-sanitaria derivanti dalla presenza dei piccioni. “L’amministrazione comunale -spiega l’assessore all’ecologia, Nicola Traino- sta facendo proprie le segnalazioni dei cittadini, anche se il problema dei colombi in eccesso non è di facile soluzione. Questa convenzione con la Asl, in ogni caso, è un passo importante”. Nei giorni scorsi l’associazione civica Porta Nuova era stata costretta a diffidare nuovamente il comune per non aver adottato alcuna misura per combattere la zecca dei colombi, che si deposita sui balconi e sul bucato steso ad asciugare tra le case del borgo antico. G.Q.
Fonte: IL MESSAGGERO (ABRUZZO)
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Cani al mare, liti a colpi di pietre
IL CASO GARBELLA Proprietari di animali e bagnanti si contendono l’arenile. L’equivoco dell’inaugurazione
Mancano regole e cartelli, in spiaggia diverbi e polemiche
Imperia Per i cani in spiaggia volano addirittura le pietre. Sull’arenile di Garbella, che due mesi fa era stato riaperto ai bagnanti dopo anni di abbandono, gli animali non possono mettere..zampa. Un divieto, però, solo formale, visto e considerato che – nella zona – non c’è l’ombra di un cartello. E’ capitato così, sabato pomeriggio, che la presenza di alcuni turisti con cani al seguito, abbia provocato la dura reazione di diversi bagnanti che avevano scelto la bella spiaggia del Prino per godersi la tintarella in assoluto relax. E’ bastato che un bastardino abbaiasse e passeggiasse a pochi centimetri dall’ombrellone e dal telo di un’anziana genovese per scaldare gli animi. «Portate via il cane – ha gridato la signora all’indirizzo della coppia di bagnanti che avevano deciso di trascorrere un paio d’ore al mare con il loro inseparabile fido – qui voi non potete stare. Questa spiaggia non è per gli animali…». La frase ha acceso la miccia. Perché altri bagnanti – in quel momento erano presenti sulla spiaggia almeno una quindicina di cani – hanno immediatamente preso le difese del bastardino e dei suoi piccoli e grandi “amici” (pastori tedeschi, maremmani, pastori belgi, cocker e bassotti). «Questa è la spiaggia dei cani – hanno risposto in coro – se a lei non va…se ne può anche andare via». Dalle parole ai fatti. L’anziana bagnante si è armata di una pietra e senza pensarci su l’ha scagliata contro il bastardino colpendolo sul dorso. Nulla di grave, per fortuna, ma ciòè bastato per alimentare altre discussioni e surriscaldare un clima già rovente. Interrotto soltanto dall’allontanamento, risentito e accompagnato da un gesto di stizza, dell’anziana bagnante genovese. L’episodio, comunque, ha riportato alla ribalta il caso dell’estate imperiese.
L’inaugurazione della spiaggia di Garbella, alla quale aveva partecipato anche l’assessore al commercio, Benedetto Adolfo, e l’annuncio della Circoscrizione portorina dell’apertura di uno spazio di arenile dedicato ai cani, ha creato equivoci e accese liti. Ma il Comune, attraverso l’assessore al Demanio, Paolo Re, aveva subito chiarito che «la spiaggia sarà a disposizione dei cani soltanto dopo l’approvazione del piano dei lidi, documento che dovrà essere poi vagliato dalla Regione». Salvo complicazioni, dunque, la spiaggia di Garbella sarà aperta ai quattrozampe a partire dalla stagione balneare 2006. Le preoccupazioni, sia da parte degli animalisti e di coloro che invece scelgono la spiaggia solo per la tintarella, è che nel prossimo week-end, quello di Ferragosto, la difficile convivenza possa diventare esplosiva. «Basterebbe un cartello per evitare incomprensioni e liti anche violente – spiegano gli stessi proprietari – se il Comune non provvede come facciamo a sapere che questo tratto, dove da mesi ogni giorno si vedono decine di cani, è vietato?».
Fonte: IL SECOLO XIX
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Il caso Bertuccia sequestrata in porto dalla Forestale
Sarà consegnata al personale di un centro specializzato in specie esotiche e protette, la bertuccia che è stata sequestrata ieri pomeriggio, poco dopo le 15, in porto a Genova. Un esemplare in buona salute, maschio adulto, per nulla spaventato dal trambusto che il suo arrivo ha generato al terminal traghetti di Dinegro.
La bertuccia, il cui nome scientifico è”macaca sylvanus”, è arrivata ieri a Genova insieme ad un cittadino rumeno, sbarcato da una nave marocchina. Sono stati gli uomini del nucleo operativo Cites del Corpo forestale dello Stato, sezione Genova – Porto, su segnalazione degli uomini dell’Agenzia della dogana genovese, a prendere in consegna l’esemplare, mettendolo in una gabbietta con cibo e acqua, in attesa del trasporto in un centro autorizzato.
Una specie rara, quella di cui fa parte l’animale, e per questo protetta dalla convenzione di Washington, che ne vieta la vendita. È originaria delle foreste delle montagne della catena dell’Atlante, in Marocco, dove la popolazione di queste bertucce è stimata attorno ai 100.000 esemplari.
Presente anche sui più alti rilievi montuosi dell’Algeria, lungo una sessantina di centimetri, con una pelliccia color castano scuro, l’animale è statao sequestrato al rumeno, che non ha saputo fornire spiegazioni sulla lecita provenienza della bertuccia.
È il secondo singolare ritrovamento di animali esotici a Genova in pochi giorni. Dopo l’iguana, maschio adulto lungo 50 centimetri e in buona salute, che era stato rinvenuto dagli agenti di polizia municipale nei giardini di Villa Gentile a Sturla.
E le associazioni animaliste genovesi già gridano l’allarme per lo spiacevole fenomeno dell’abbandono di animali da compagnia, siano essi i “familiari” cani e catti, che le specie tropicali. Esistono strutture alle quali ci si può rivolgere nel caso non ci si possa più occupare del proprio animale, che viene preso in consegna e affidato ad altri (più umani) padroni. S. Sch.
Fonte: IL SECOLO XIX
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Venegono Superiore – Aperte fino al 14 agosto le pre-iscrizioni per la mostra canina organizzata dagli Alpini
Cani in passerella per la ricerca medica

Cani di razza o meticci, cuccioloni o adulti: nessun quattro zampe è escluso dalla Mostra canina organizzata per domenica 28 agosto dal Gruppo Alpini di Venegono Superiore. Nata nove anni fa quasi per caso, come momento di animazione per l’annuale festa delle penne nere di Venegono, la Mostra canina è diventata un appuntamento molto amato dai proprietari di cani di tutta la provincia e ogni anno registra sempre nuove adesioni: “Ormai questa nostra “festa” è diventata un evento di proporzioni ragguardevoli – spiegano i responsabili del gruppo venegonese – e ogni anno possiamo vantare la partecipazione di centinaia di cani (e padroni) provenienti da tutto il Nord Italia. Lo scopo di questa manifestazione è quello di raccogliere fondi da destinare alla ricerca medica, e naturalmente speriamo di avere anche quest’anno una cospicua partecipazione, sia di espositori che di visitatori”.
La manifestazione si svolgerà come di consueto nel Parco Pratone di Venegono Superiore, dove sarà allestito anche uno stand gastronomico e alla sera si potrà ballare il liscio.
Le pre-iscrizioni sono aperte fino al 14 agosto e si possono fare direttamente on-line sul sito www.venegono.it, dove si può trovare anche il programma dettagliato della manifestazione e il regolamento completo della Mostra canina, oppure ci si può iscrivere la mattina del 28 agosto al Parco Pratone dalle 8 alle 10. Ma.Ge.
Fonte: VARESE NEWS
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Estate da cani: un sito Internet con gli alberghi per gli animali
Quattro cani e tre gatti se ne stanno su di un gommone rosso a godersi le meritate vacanze. Peccato che questo sia spesso un miraggio, gli amici dell’uomo vengono solitamente scaricati per la strada e abbandonati al loro destino. La città di Lodi e il comune di Zelo Buon Persico hanno però aderito ad una campagna promossa dall’associazione Onlus Amici contro l’abbandono degli animali. In realtà all’iniziativa hanno partecipato 137 enti, fra i quali 13 regioni, impegnati a dare man forte alla difesa dei diritti dei cani e dei gatti. Onlus Amici ha infatti deciso di offrire ai padroni degli amici a quattro zampe un sito Internet, www.amici.it, che si propone di diventare il primo motore di ricerca italiano per strutture turistiche “a prova di animali”. E che naturalmente vuol dare suggerimenti e consigli a chi deve portare in vacanza Fido. Il sito accoglie l’utente con il motto “Tutti in vacanza, nessuno escluso” e presenta undici sezioni. Fra le più importanti ci sono quelle dedicate all’adozione, al dog sitting o cat sitting (cioè l’affido temporaneo degli animali), allo smarrimento o ritrovamento degli animali dispersi. In pochi secondi appariranno tutte le informazioni che si stanno cercando, e chi desidera può lasciare dei messaggi. Da non sottovalutare la possibilità di consultare l’elenco dei canili: basta inserire la provincia interessata e subito appariranno i dati relativi alla struttura, come l’indirizzo, gli orari e il numero di telefono. Infine c’è l’opportunità di registrarsi, partecipare al forum sui temi più scottanti, scaricare cartoline elettroniche, inviare e-mail o consultare i link. Cliccando sul salvagente si troveranno invece i consigli per l’estate, mentre nella sezione “Scatta in vacanza” si potrà partecipare al concorso fotografico. Gli amici a quattro zampe più votati saranno protagonisti del calendario Amici 2006. Insomma, tutta un’estate da passare con i cuccioli di casa.
IL CITTADINO
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SERMONETA – Adotta un randagio, il Comune ti premia
A chi prende con sé un cane andranno 500 euro. Prevista anche la formula “ a distanza”

E’ cominciato tutto da una considerazione economica ma per una volta si è deciso di trasformare il problema in risorsa e così ne uscirà un progetto di sicuro interesse. E’ quello del Comune di Sermoneta, dove venerdì sera è stato approvato il «regolamento comunale sull’affido, adozione a distanza dei cani randagi». A fine giugno a carico del piccolo centro ce n’erano 126 sistemati nel canile “Pacifico” che moltiplicati per 816 euro l’anno fanno la considerevole cifra di oltre 10.000 euro. Cosa fare? Il sindaco Giuseppina Giovannoli e l’assessore – nonché veterinario – Ugo Marcocci, hanno deciso di invertire la rotta. Sono partiti dalla considerazione che «Il fenomeno del randagismo è in crescita e non accenna a regredire. Ogni anno vengono abbandonati sul nostro territorio sempre più cani, considerati purtroppo alla stregua di un oggetto di cui ci si può disfare in qualsiasi momento». Cani che se lasciati soli possono creare diversi problemi sul territorio oltre a quello economico. E così… Ecco il regolamento per incentivare l’affido e l’adozione a distanza dei cani randagi. Chi ne prenderà uno al canile e lo “adotterà” avrà un contributo iniziale di 250 euro e altrettanti alla fine del secondo anno «perché vogliamo – ha detto il sindaco – che tengano veramente il cane e lo curino, tra l’altro chi lo adotta non può tornare indietro e se vuole riportarlo al canile dovrà pagare di tasca sua la retta». Più interessante il progetto dell’adozione a distanza: 60 euro l’anno, il cane non è cedibile e si può andare a visitare al canile. «Vogliamo avviare un discorso di adozione nelle scuole, far vedere come cresce l’animale, come viene curato – ha detto ancora la Giovannoli – inoltre pensiamo di utilizzare i cani anche per la terapia con gli animali e l’adozione a distanza in questo è fondamentale». Come risolvere il problema economico con un’iniziativa di valenza sociale. Approvata all’unanimità. G.D.G.
Fonte: IL MESSAGGERO (LATINA)
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VALMONTONE – Liberati cento cardellini
Presi due bracconieri che li avevano catturati per il canto

di MARCELLA SMOCOVICH
QUESTO è il mese migliore per catturare i giovani cardellini per metterli in gabbia. I maschi prigionieri, specie se accecati, cantano in modo più struggente fino a contendersi con l’usignolo il titolo di cantore dei boschi e i più pregiati valgono fino a mille euro. Due bracconieri sono stati denunciati a piede libero Colleferro perché sorpresi con alcune gabbie stipate di uccellini. Oltre cento, catturati in un solo giorno con le reti o la pece spalmata sui rami su cui si posano gli uccelli che finisco per rimanere invischiati. Poi raccoglierli è un gioco da ragazzi. Naturalmente la specie è protetta. Ma nonostante ciò, «Disponibilità cardellini nostrani, mayor, balcani», e anche su internet parte l’asta per accaparrarsi un cardeuelis della famiglia dei fringillidi. Quello europeo generalmente è il carduelis cardueli, bellissimo uccello con la fronte, mezze guance e gola rossi. Nuca e un mezzo collare neri. Piume color nocciola scuro con macchie bianche che restano bianche anche nel ventre. Il suo canto è delizioso e solo i maschi (come richiamo) non smettono di cantare dall’alba al tramonto. Al mercato di San Erasmo, a Napoli ogni domenica si radunano centinaia di persone, collezionisti provenienti anche dal Lazio per comprare, vendere e scambiarsi i volatili. E il giro d’affari di questi esemplari è di notevole dimensioni. I napoletani hanno anche dato un nome ad ogni vocalizzo del cardellino: zipè, ble ble, zickun e il simpatico e sommesso pì,pì,piripì,piripirì che è caratteristico di questa specie e non ha alcun particolare significato.
Un falco, secondo la Lipu (Lega per la protezione degli uccelli) può essere venduto anche a 1600 euro, uno scoiattolo a 130, un cardellino di razza, cioè canta bene dai 520 euro in su. I due bracconieri hanno sfruttato il fatto che in questo periodo a Valmontone e le campagne limitrofe, sono zone di passo. Come molte zone della provincia di Roma. A cadere nelle reti o nelle trappole sono cardellini, ma anche fringuelli, verzellini, verdoni, lucherini e fanelli. I bracconieri preferiscono catturare cardellini maschi, le femmine servono solo per la riproduzione, ma con le reti non è semplice selezionare la cattura, così spesso le femmine vengono uccise schiacciandogli la testa. Dalla primavera ad oggi, i carabinieri del nucleo radiomobile di Colleferro ne hanno liberati circa un migliaio, sottratti ai bracconieri. Ieri dopo un controllo da parte dei veterinari della Asl il centinaio di cardellini sono stati liberati in una località di Gavignano, chiamata proprio Cardellino, perchè ricca di questa specie. Continueranno a cantare, ma in libertà.
Fonte: IL MESSAGGERO
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New Delhi, improvvisati «cow-boys» a caccia delle sacre mucche che intasano il traffico
Una mucca passeggia indisturbata in una via di New Delhi

Le strade di New Delhi, perennemente intasate dagli ingorghi in cui migliaia di vecchie «Ambassador» e nuove «Tata» cercano faticosamente uno spazio in cui insinuarsi fra milioni di motorini improbabili, biciclette scampanellanti, pedoni e mendicanti, carretti, «moto-taxi» e bus stracolmi, sarebbero già abbastanza caotiche senza che il ribollente traffico umano debba fare i conti con la placida serenità delle circa 40mila mucche sacre vagolanti, brade, fra le vie della città. Incuranti del caos tutt’attorno, non è certo raro vederle, infatti, «passeggiare» con bovina, ieratica beatitudine in mezzo a quel coacervo di confusione, quando non decidano addirittura di sdraiarsi nel bel mezzo della carreggiata, costringendo i fedeli induisti a manovre di tutti i tipi per non macchiare il proprio karma dell’orrenda colpa di aver oltraggiato o, gli dei non vogliano, ferito o ucciso una delle sacre vacche. Il problema, però, è diventato di tali proporzioni che la magistratura è intervenuta d’imperio, ordinando, lo scorso aprile, al comune di Delhi di por mano al problema in via definitiva. Non che agli amministratori della capitale federale indiana sia mancata la volontà di agire. I risultati, però, a quanto pare non sono stati tali da soddisfare il tribunale che, secondo quanto riportato con enfasi su tutti i quotidiani, fra i quali il Khaleej Time, ha imposto al comune di devolvere 2.000 rupie (una cinquantina di euro, pari più o meno ad uno stipendio medio) a chiunque «catturi» una mucca brada e la conduca ad una delle stalle statali. La notizia che il semplice recupero di uno dei pacifici e amati animali vagolanti sarebbe stato remunerato con la considerevole somma ha così scatenato la caccia alla vacca da parte di una miriade di improvvisati cow-boys che, a piedi o in motorino o addirittura con un camion dell’esercito, da soli o in gruppo, si sono messi a scorrazzare per le vie della capitale, creando un’ulteriore serie di ingorghi, soprattutto nei casi in cui gli animali si ribellavano apertamente alla cattura. Ma quando i «cacciatori di vacche» hanno, per lo più faticosamente, raggiunto il «deposito», invece di vedersi ricompensati con l’agognato denaro contante, si sono visti chiedere i documenti e, nel migliore dei casi, consegnare una ricevuta che attestava la consegna del sacro bovino. Di qui la furia dei cow-boys cui gli addetti del comune cercavano di spiegare che, allo stato attuale dei fatti, soldi non ce n’è, in quanto deve essere ancora creato un fondo speciale al quale attingere. Ma non solo, perché al comune vogliono essere sicuri che le «troppe» mucche portate alla stalla pubblica, fossero effettivamente «randage» e non vengano reclamate da qualcuno dei molti allevatori della città, quando non addirittura siano stati gli stessi allevatori a conferire qualcuna delle loro mucche rimaste senza latte al solo fine di assicurarsi la «ricca» ricompensa. Insomma, sembra che il provvedimento abbia reso più caotica la situazione, data l’inesperienza dei cow-boys, fedeli induisti, certo, per i quali ogni mucca è «madre», sacra reincarnazione, benefico emblema, tanto più benefico, sembra di capire, se oltre al valore «spirituale», si aggiunge quello delle rupie, per non parlare del traffico che, però, nessuno s’aspetta migliori di molto nelle caotiche, confusionarie, ribollenti strade di New Delhi. Luigi Gorini
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA
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MOROLO – Uccisa una lupa: aperta un’inchiesta
di EMILIANO PAPILLO
I lupi sui Monti Lepini nel territorio dei comuni di Morolo, Supino, Patrica e Sgurgola ci sono. Dopo le testimonianze dei pastori di Morolo che nelle ultime due settimane avevano trovato 22 pecore sgozzate, e dopo i dubbi sollevati da qualcuno, ieri a Santa Serena è stata trovata la carcassa di una lupa. «Dovrebbe avere otto, nove anni – spiega il maresciallo della Forestale, Biagio Celani – Presenta due ferite, ma non sono regolari e dunque non dovrebbero essere state prodotte da un’arma da fuoco». Ieri sera l’animale è stato prelevato e trasferito azll’Istituto zooprofilattico di Roma dove verrà accertata con esattezza la causa della morte.
L’animale era stato trovato da alcuni pastori che avevano avvisato il comandante dei vigili urbani di Supino, Enzo Corsi. «Mi sono recato subito sul posto, sulla piana di Santa Serena», ha spiegato Corsi. Poi sono stati allertati forestale e carabinieri. «Ma questa è la riprova che i lupi sono tornati sulle nostre montagne. Le aggressioni agli animali negli ultimi tempi non sono state opera di cani inselvatichiti, ma di lupi», conclude Corsi.
Nelle ultime due settimane sui monti Lepini ci sono state vere e proprie stragi di pecore, ben 22. E tutti assicurano che si tratti di morte dovuta a sgozzamento da parte dei lupi. Ne è convinto ad esempio Antonio Mastronardi della protezione civile di Morolo. «Abbiamo visto i lupi questa mattina (ieri, ndr) mattina attorno ai 1000 metri sulle montagne di Morolo, ne siamo sicuri. Purtroppo non siamo riusciti a filmarli. Stavamo facendo alcuni controlli sulla prevenzione degli incendi. A circa 1000 di distanza dalle case ci sono alcuni allevamenti ovini con numerosi capi di bestiame», spiega Antonio Mastronardi. «Abbiamo avvertito la Forestale e da domani (oggi, ndr) intensificheremo i controlli per prevenire eventuali azioni di bracconaggio. Sono esemplari in via d’estinzione che non attaccano se non in caso di fame, è un onore averli sulla nostra montagna» conclude Mastronardi. Fabrizio, 35 anni operaio con l’hobby della pastorizia ha avuto tre pecore sgozzate ed ora chiede maggiori controlli. «Attueremo maggiori controlli, ma non sono animali cattivi, attaccano solo in branco e se affamati» spiega il maresciallo della Forestale Biagio Celani.
Fonte: IL MESSAGGERO (FROSINONE)
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CERVELLO: SCOPERTO ‘MISTERO’ DELLA MORTE IMPROVVISA NEL SONNO
Milano, 8 ago. (Adnkronos Salute) – Ricercatori Usa svelano il mistero delle morti improvvise nel sonno. Una massiccia perdita di cellule nell’area del cervello che controlla la respirazione, infatti, scatenerebbe una condizione nota come apnea notturna centrale. Un fenomeno che causa risvegli improvvisi, sonno agitato e stanchezza durante il giorno, ma che in alcuni casi puo’ rivelarsi fatale. Secondo i ricercatori dell’University of California a Los Angeles, infatti, l’area del cervello che controlla il respiro e’ all’origine del fenomeno, che sarebbe responsabile di molti decessi fra gli anziani, erroneamente attribuite ad arresto cardiaco. I ricercatori hanno messo sotto la lente una regione del cervello ‘battezzata’ prebotC, e ritenuta il punto di comando della respirazione nei mammiferi. Cosi’ hanno individuato un piccolo gruppo di cellule, responsabile dei comandi che permettono al corpo di respirare. Dopodiche’ gli studiosi hanno iniettato in alcuni ratti un composto killer, che ha ucciso piu’ della meta’ di queste cellule, monitorando poi le caratteristiche della respirazione degli animali. Quando i ratti entravano nella fase Rem del sonno (quella in cui si sogna), all’improvviso smettevano di respirare, e dovevano essere svegliati per tornare a farlo. Nel tempo, poi, le apnee diventavano piu’ lunghe e si manifestavano anche in altre fasi del sonno, fino a colpire i ratti da svegli. Se questi animali possiedono 600 cellule specializzate del tipo in questione, secondo gli studiosi, l’uomo ne ha poche migliaia, che si perdono lentamente nel corso della vita. ‘’Pensiamo che il nostro cervello – spiega alla Bbc online Jack Feldman, responsabile dello studio dell’Ucla pubblicato su Nature Neuroscience – possa compensare una perdita fino al 60% delle cellule prebotC. Ma un deficit massiccio puo’ arrivare a causare le improvvise interruzioni della resp

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