WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Wednesday January 24th 2018

Notiziario animalista

Sono un cane o Signore.
Uno dei tanti milioni di cani che soffrono e patiscono a questo mondo.
Il mio nome non importa, visto che non è stata una mia scelta, ma un’imposizione dettata dall’Uomo.
-Cane, stai fermo. Cane non abbaiare.- I cani devono stare zitti: non devono abbaiare, non devono guaire, non devono lamentarsi, anche quando sono picchiati, torturati, abbandonati. I cani non devono piangere…..
Per noi il verbo principale è “dovere”. Non esiste il verbo “volere”.
Ci legano alla catena e ci lasciano languire per l’intera vita, senza poter mai avere il calore di una carezza. Oppure ci abbandonano per strada, all’improvviso, mentre l’Uomo gira le spalle ai nostri perché e sparisce con l’auto dietro la curva della strada. Ci ritroviamo in una gabbia, con altri fratelli a domandarci il motivo di tanta sofferenza. Anche noi cani conosciamo la disperazione Signore…..Conosciamo la solitudine e lo smarrimento. Conosciamo l’amore…
E’ così difficile per noi essere capiti, non immagini quanto.
Forse perché sappiamo parlare solo col cuore, mentre loro, gli umani, usano la bocca. Ma i sentimenti più puri e profondi escono dall’anima non dalla gola. Tutti quelli che ti conoscono, che dicono di amarti e credono in te e ti pregano, non sanno ascoltare i tuoi figli più piccoli…..non vogliono………- E’ solo un cane. Cosa vuoi che capisca?- Ma noi ascoltiamo e capiamo tutto. Soprattutto quando ci accorgiamo di non essere più i benvenuti e sentiamo nella voce del nostro amato padrone, la noia della nostra presenza.
Non possiamo essere spontanei, non possiamo scegliere, non possiamo vivere.
Eppure Signore, tu ci hai dato uno spirito semplice che vive in ognuno di noi. Una piccola scintilla del tuo grande amore che brilla nei nostri occhi.
Sono un cane Signore…………uno dei tanti che tu hai creato. Almeno tu non dirmi di stare zitto!
Fonte: http://www.bairo.info/pag95.html
——————————————————————————–
http://www.enpa.it/cgi-bin/Public/foto/12925_ringo.jpg
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350 Email: resy@email.it
——————————————————————————–
Preghiamo i lettori di far girare questo messaggio tra i conoscenti per la misteriosa scomparsa di Linus, avvenuta il 4/9/2003, dal giardino dell’abitazione in Pramaggiore (VE).
E’ tatuato sull’orecchio destro con il n. 36MI4034 e al momento della sparizione indossava un collarino rosso. E’ di piccola taglia, mite ed indifeso, età circa 9 mesi all’epoca della scomparsa.
http://songino.altervista.org/immagini/linus.jpg
Chiunque abbia sue notizie è pregato di segnalarlo ad Enrica o Resy ai numeri 3292162350 oppure 3298122367.
Email: bairos@tin.it
Si offre una buona ricompensa a chiunque riuscirà a trovarlo ma, nell’ipotesi che il piccolo sia stato adottato, assicuriamo che non è nostra intenzione strapparlo alla nuova famiglia. Restituiteci la pace!
Volontari Gruppo Bairo
——————————————————————————–
Video raccapriccianti.
Segnalo due video, dal sito PETA, inadatti ai deboli di cuore (come me) che dimostrano di cosa sia capace la crudeltà gratuita verso gli animali da pelliccia.
Animali scuoiati letteralmente vivi.
http://www.petatv.com/tvpopup/Prefs.asp?video=j_lopez
http://www.petatv.com/tvpopup/Prefs.asp?video=fur_farm
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
——————————————————————————–
COMUNICATO STAMPA
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PESCARA FA CARTA STRACCIA DEL PROPRIO REGOLAMENTO SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI

L’Amministrazione comunale, dopo essere stata trascinata davanti al TAR da Moira Orfei che ha impugnato l’art. 18 del Regolamento comunale sulla Tutela degli animali, ottenendone la sospensiva, si è sentita in “dovere” di ricambiare il “favore” con un degno “regalo”. Abbiamo infatti appreso con grande rammarico ed amarezza dagli Organi di Informazione, della proroga, concessa al Circo Moira Orfei dal Comune di Pescara, che ne consente la permanenza per altri cinque giorni. Sottolineiamo come questa scelta, discutibile sia dal punto di vista etico che politico, rischia di incrinare irrimediabilmente il rapporto fiduciario che fino a questo momento, aveva caratterizzato la nostra collaborazione con l’attuale amministrazione ed evidenziamo con forza come, tale sciagurato “colpo d’inchiostro” sia, di fatto, un segnale negativo lanciato a dispregio di un Regolamento che il Comune stesso si è dato, approvandolo all’unanimità in sede di Consiglio. Ancor peggiore è l’assoluta mancanza di sensibilità e, oseremo dire, correttezza nei confronti del Consiglio Comunale dei bambini e delle bambine espressosi, anch’esso all’unanimità, contro gli spettacoli che prevedono l’utilizzo di animali, nella seduta del 28 maggio u.s. Ricordiamo che il circo con animali è spettacolo indegno di un Paese civile. Basato su una continua violenza perpetrata a danno degli animali: dalle condizioni di detenzione, spazi ristretti, catene e gabbie, al trasporto in carrozzoni/contenitori, per finire con l’addestramento, spesso coadiuvato con bastoni, fruste, finalizzato a soggiogare l’animale alla volontà dell’uomo e costringerlo a ripetere ridicoli ed innaturali esercizi. Ammoniamo gli amministratori di questa Città che non ci occorrono dichiarazioni di principio se ad esse non corrispondono fatti e scelte coerenti, fare carta straccia, dall’alto del potere, delle regole che ci si è dati, non aiuterà questa città ad essere più civile, tanto meno servirà ad accrescere consensi. Nel chiedere quali possano essere state le motivazioni che hanno indotto a concedere la proroga e quale sia stato l’Ufficio che l’ha promulgata ignorando regolamenti e decisioni assembleari, chiediamo che sia il Sindaco, in un incontro che vorrà fissare lui stesso, a motivare a noi, agli animalisti pescaresi ed ai cittadini sensibili al benessere degli animali quale iniziative vorrà adottare per evitare il ripetersi di spettacoli che prevedono l’abuso degli animali.
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
——————————————————————————–
Edizione di Roma
Viaggio infernale per quaranta maiali, uccisi dal troppo caldo

LA LEGA ANTIVIVISEZIONE HA DENUNCIATO L’ACCADUTO E HA PRESENTATO UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL MINISTRO DELLA SALUTE FRANCESCO STORACE AFFINCHÉ PREVEDA LO STOP AL TRASPORTO DI BESTIAME IN ESTATE
FROSINONE – Strage di maiali a Frosinone, dove 40 maiali sono morti per il caldo e per mancanza d’acqua su un Tir proveniente dall’Olanda e diretto a Salerno. A dare la notizia è la Lav, Lega antivivisezione. L’automezzo, secondo la Lav « probabilmente sovraccarico » , è stato fermato sabato 30 luglio dalla polizia stradale di Frosinone « su segnalazione dell’associazione tedesca Animals’ Angels » . « Altri due maiali » , continua l’associazione animalista, « sono stati abbattuti domenica perché non potevano più essere trasportati, gli altri 28 sarebbero ripartiti per un centro di macellazione a Pagani ( Salerno) o forse verso un macello più vicino » . La polizia stradale, secondo quanto riferisce la Lav, ha rilasciato all’autotrasportatore un verbale amministrativo di 15.490 euro per diverse violazioni: « Ruolino di marcia non completo ( mancava l’indicazione del punto di sosta); strame insufficiente; assenza di acqua sul mezzo; mancato scarico dopo 24 ore di viaggio; animali morti non rimossi immediatamente dal veicolo » . La Lav ha dato mandato ai propri legali di presentare una denuncia ai sensi dell’articolo 544 ter del Codice penale ( maltrattamento di animali) poiché, « avendo appurato la polizia stradale la violazione di una norma a protezione dei maiali durante il trasporto, com’è il Decreto Legislativo 532 del 1992, automaticamente è configurabile il passaggio alla sanzione penale per il maltrattamento e la conseguente morte degli animali. Per tale ragione i 28 maiali sopravvissuti possono essere sequestrati in via cautelativa e poi confiscati e, quindi, salvati dalla macellazione » . « Di fronte a questa vera e propria escalation di casi di violazione delle norme sul trasporto di animali destinati alla macellazione » , ( tre nell’ultima settimana rilevati, anche grazie all’associazione tedesca Animals’ Angels, fra Montecatini Terme, Roma, Ravenna e Forlì), annuncia l’associazione animalista, « la Lav farà presentare un’interrogazione parlamentare urgente al ministro della Salute Storace affinché preveda lo stop al trasporto di animali in periodi di particolare caldo come quello di questi giorni, perché in tali condizioni climatiche anche il camion meglio attrezzato non permette il rispetto della normativa in vigore. In considerazione delle lacune nei controlli sui trasporti di animali vivi d’allevamento e delle diffuse violazioni alle norme, soprattutto per i trasporti internazionali, Lav e Animals’ Angels hanno realizzato, con il patrocinio dei Ministeri della Salute e dell’Interno, il manuale informativo ” Il trasporto degli animali da allevamento e la loro protezione”, una vera e propria guida pratica ai controlli durante il trasporto di questi animali, contenente informazioni sulla legislazione vigente. Il manuale è in distribuzione, in queste settimane, presso i servizi veterinari delle Asl e i comandi dei carabinieri del Nas, mentre il Ministero dell’Interno si occuperà della diffusione presso tutti i comandi e posti di polizia presenti sul territorio nazionale » . Secondo i dati forniti dalla Lav, sulle strade italiane sono transitati, nel 2004, « più di 611 milioni di chilogrammi di animali vivi destinati all’allevamento e alla macellazione: le irregolarità e la drammaticità di questi , viaggi della mortè, per lo più su Tir e traghetti, sono stati più volte denunciati anche attraverso filmati, l’ultimo dei quali realizzato in Italia nel 2005 » . Matteo Morlotti
« UNA STRAGE INUTILE »
Programmazione ad hoc per il trasporto di animali vivi in condizioni climatiche difficili, come quelle di questi giorni, con l’obiettivo di tutelare maggiormente la salute degli animali. È l’ipotesi del sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, che ha stigmatizzato la vicenda dei 40 maiali morti per il caldo e la sete all’interno di un Tir che li trasportava dall’Olanda verso Salerno ( Omniroma)
Fonte: LIBERO
——————————————————————————–
FROSINONE — Diventa un caso nazionale la vicenda dei quaranta suini trovati morti all’interno di un camion …
… diretto a Pagani (Sa) in transito sull’«Autosole» nei pressi di Frosinone. La Lega Antivivisezione, infatti, ha sollecitato un’interrogazione parlamentare diretta al titolare del dicastero della Salute, Francesco Storace, affinché venga disposta la sospensione del trasporto degli animali chiusi nei camion per il periodo di maggiore calura. Gli animalisti imputano infatti, alla ristrettezza degli spazi, alla sete e al gran caldo la mattanza dei maiali.
* * * * *
Maiali morti, caso nazionale
La Lav chiede la sospensione del trasporto di animali durante tutto il periodo estivo
di PIETRO PAGLIARELLA LA mattanza di maiali, morti all’interno del cassone di un camion e scoperti venerdì scorso dagli uomini della Sottosezione della Polizia Stradale di Frosinone A/1 comandata dall’ispettore capo Bruno Caponi, a seguito di una segnalazione dell’associazione tedesca «Animals’ Angels», assume un’eco nazionale. La Lav (Lega Antivivisezione) ha annunciato che farà presentare un’interrogazione parlamentare urgente al ministro della salute Francesco Storace (nella foto) «affinché preveda lo stop al trasporto di animali in periodi di particolare caldo come quello di questi giorni, perché in tali condizioni climatiche anche il camion meglio attrezzato non permette il rispetto della normativa in vigore». «Non si può rimanere in silenzio di fronte a fatti di inciviltà come quello avvenuto la settuimana scorsa vicino Frosinone – afferma Bruno Petrella consigliere provinciale di An a Roma – dove 40 maiali stipati su un camion e destinati alla macellazione hanno trovato la morte per il caldo e la mancanza d’acqua. Se oggi questi animali così barbaramente uccisi non fossero stati scoperti, siamo sicuri che trasportatori senza scrupoli li avrebebro poi seppelliti, o sarebbero comunque finiti sulle nostre tavole?». Come detto precedentemente, alla mezzanotte del 29 luglio scorso gli uomini della Polstrada di Frosinone rilevarono che, all’interno di un camion condotto da un autotrasportare olandese diretto ad un macello di Pagani (Sa), distesi sul pianale, vi erano 40 maiali senza vita. Sul mezzo ne viaggiavano 70 e sicuramente la ristrettezza di spazi, la sete e il gran caldo uccisero gli animali. Il camionista olandese, alla luce di queste risultanze, venne multato di 15.490 euro e deferito all’autorità giudiziaria per violazione del Decreto Legislativo 532 del 1992 che disciplina il trasporto degli animali. Tuttavia la Lav non si accontenta di questi primi provvedimenti e vuole andare oltre. Nell’immediatezza dei fatti è stata, infatti, presentata all’autorità giudiziaria denuncia per maltrattamento di animali, reato previsto, all’art. 544, dal codice penale. Sulla base della normativa vigente i restanti 30 suini possono essere sottoposti a sequestro cautelativo e conservativo in modo tale da essere successivamente salvati dalla sicura macellazione. Sulle strade italiane, ricorda la Lav su dati Istat, nel 2004, sono transitati più di 611 milioni di kg di animali vivi destinati all’allevamento e alla macellazione. Le irregolarità e la drammaticità di questi «viaggi della morte», principalmente su Tir e traghetti, sono stati più volte denunciati dalla Lav e dagli «Animals’ Angels» anche con filmati. Quella che è una giusta battaglia di civiltà per il rispetto degli animali alla fine ha anche risvolti fondamentali nella tutela della nostra salute.
Fonte: IL TEMPO
——————————————————————————–
Battaglia (Lav): «Insultato e micacciato da cacciatore»
Il rappresentante della Lav provinciale, Biagio Battaglia, ha presentato una denuncia ai carabinieri di Chiaramonte Gulfi, dichiarando di essere stato aggredito da un cacciatore. L’episodio sarebbe avvenuto davanti a numerosi testimoni, nell’area esterna al distributore di carburanti di contrada Coffa. Battaglia sta anche presentando una querela nei confronti del cacciatore e una denuncia come rappresentante della Lav, sempre all’indirizzo del destinatario dell’esposto, per “maltrattamento di animali”.
«Domenica mattina – spiega Biagio Battaglia – mi sono recato presso il distributore di contrada Coffa e ho visto parcheggiato un fuoristrada collegato a un carrello, di quelli caratteristici che tengono al proprio interno gli animali, i cani per la caccia. Per deformazione professionale mi sono avvicinato e ho guardato dentro il carrello, per verificare come stessero gli animali, dato che era posteggiato sotto il sole cocente, mentre i cacciatori erano tranquillamente all’ombra a bere».
Il rappresentante della Lav, Biagio Battaglia, sostiene nell’esposto che il suo gesto di avvicinamento avrebbe provocato la reazione di uno degli uomini. «Il cacciatore ha voluto le mie generalità, ha preso il numero della mia targa, ha iniziato ad aggredirmi con le parole chiedendomi il motivo per cui guardassi dentro il carrello – racconta l’animalista – e mentre io chiedevo semplicemente ai cacciatori di parcheggiare il carrello con i numerosi animali che c’erano dentro (ne ho contati 15), all’ombra, l’uomo ha continuato ad insultarmi e minacciarmi».
Quando la tensione è salita, gli altri cacciatori si sono avvicinati al luogo in cui si trovavano il collega e Battaglia. «Nonostante gli altri cacciatori cercassero di calmare il compagno – dice l’animalista – l’uomo ha continuato ad aggredirmi, al che ho preso io la targa del loro mezzo, ho chiesto le generalità e soprattutto ho chiesto l’intervento dei carabinieri che sono venuti prontamente sul luogo».
Rossella Schembri
Fonte: LA SICILIA (RAGUSA)
——————————————————————————–
Metastasi, sono diversi i geni responsabili per ogni organo invaso
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
Nella più vecchia e grande istituzione del mondo dedicata a cura, ricerca e prevenzione dei tumori, il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, sono stati scovati alcuni segreti determinanti sullo sviluppo delle metastasi che potrebbero produrre avanzamenti in ambito diagnostico e terapeutico.
“L’abilità di un cancro a sviluppare metastasi – ha dichiarato il team leader Joan Massagué – dipende dall’azione combinata di un gruppo di geni e differenti set di geni sono richiesti per invadere organi differenti”.
Secondo l’esperto dunque identificare uno a uno questi geni, e conseguentemente sviluppare dei test diagnostici ad hoc, potrebbe dare indizi agli oncologi per capire se e dove un tumore tenderà a metastatizzare.
Gli esperti hanno raggiunto queste conclusioni studiando forme molto aggressive di cancro al seno, è spiegato sulla prestigiosa rivista Nature.
In un loro studio del 2003 i ricercatori avevano individuato il set di geni indispensabili alle metastasi ossee di questa neoplasia. Sorprendentemente in questo loro ultimo studio gli scienziati hanno trovato che un set di geni completamente differente deve attivarsi nelle cellule tumorali per consentire loro l’invasione dei polmoni.
A riprova di ciò gli esperti hanno riprodotto il processo di metastasi in vivo su animali, dopo aver isolato cellule umane di carcinoma mammario. A seconda dei geni espressi le cellule sembravano più o meno capaci di invadere un organo.
E la verifica della validità della loro ipotesi si avvale pure di una prova diretta su un gruppo di 82 pazienti con una diagnosi di tumore in stadio precoce. Tra queste, quelle donne il cui tumore mostrava un’”impronta genetica” indicativa dello sviluppo di metastasi polmonare, oltre la metà (55 per cento) ha effettivamente avuto le metastasi, contro solo il 10 per cento delle donne il cui tumore, in base all’esame genetico, non si preannunciava capace di dare metastasi polmonari.
Le metastasi, ha spiegato l’esperto, particolarmente negli organi viscerali come i polmoni, spiegano la stragrande maggioranza dei casi di morte per tumore al seno. Questa ricerca è dunque importantissima perché potrebbe portare alla scoperta di marcatori genetici per le metastasi e a farmaci mirati contro i geni stessi per fermarle in tempo. paola mariano
Fonte: YAHOO
——————————————————————————–
Rosolini. – S’indaga dopo il rinvenimento di un gheppio con l’ala spezzata
(g.i.) È stato rinvenuto un gheppio con l’ala destra spezzata. E come al solito, ora sarà necessario stabilire cosa è accaduto ed eventualmente, anche se la caccia è chiusa, se si tratta di impallinatura da fucile. Il gheppio, secondo una classificazione scientifica, per il tipico verso acuto che il minuscolo rapace diurno emette, è detto “Falco Tinnunculus”. Un uccello appartenente alla famiglia dei Falconidi e può raggiungere la lunghezza anche di 40 centimetri, ha ali acuminate e la coda è molto ampia sia in lunghezza che in larghezza. In genere, il gheppio, ha un piumaggio di colore scuro con sfumature che vanno dal marrone al grigio al nero con striature gialle e si ciba di piccoli mammiferi e insetti. È diffuso in tutta Europa. In Italia è conosciuto come un animale dalla vita sedentaria per la capacità che ha mentre è in volo di effettuare battiti d’ala velocissimi, tali da farlo apparire immobile mentre punta la preda. L’esemplare rinvenuto è stato preso in consegna dal responsabile per la Regione Sicilia delle guardie pesca della Fipsas, Pietro Armenia, nell’attesa di consegnarlo al centro di recupero di Comiso, in provincia di Ragusa, guidato da Gianni Insacco. In passato si sono verificati casi di soccorso a rapaci feriti e quasi tutti sono andati a buon fine. Merito anche della collaborazione dei cittadini. A detta di alcuni responsabili di associazioni che si occupano della cura di questi animali, nel tentativo di recuperarli e restituirli alla loro vita naturale, la gente, a dispetto di quello che si crede, collabora e ciò denota sensibilità verso queste piccole creature.
Federcaccia
Raccolta di firme dell’Associazione cacciatori
(g.I.) In merito alla istituzione da parte della regione di alcune nuove riserve naturali nella Sicilia orientale, da far gestire eventualmente a privati, ove non sarà possibile naturalmente andare a caccia, si registra un’azione da parte dell’Associazione cacciatori migratori acquatici, che è una sezione della Federazione italiana della caccia. Infatti, è in atto una raccolta di firme per il mantenimento della caccia nei pantani di tutta la Sicilia sud-orientale per le province di Siracusa e Ragusa, “perché – si legge in un documento dell’Acma siciliana – i pantani di cui la Sicilia orientale è ricca non diventino riserve naturali, ma restino quegli specchi d’acqua dove sia possibile praticare la caccia agli acquatici in modo tradizionale come avviene da secoli nel resto d’Italia”. Il Presidente della federcaccia provinciale Giovanni Frasca, nella sede provinciale di Rosolini, ci ha dichiarato: «La Regione vuole limitare la caccia nelle zone umide della Sicilia sud-orientale e questo è ingiusto e sbagliato; significherebbe privare alcuni cacciatori della possibilità di praticare una forma di caccia nobile e interessante».
Fonte: LA SICILIA (SIRACUSA)
——————————————————————————–
«Contrari alla falconeria»
Sulle pagine di questo quotidiano sono stati pubblicati diversi articoli riguardanti la falconeria, l’ultimo l’11 luglio. Dal tenore degli articoli traspare una sorta di ammirazione per questa “nobile” ma antitica pratica che viene spacciata per sport o per rievocazione culturale, ma che di fatto è da intendersi quale caccia e come detenzione in cattività di animali appartenenti a specie selvatiche protette e in pericolo d’estinzione (uccelli rapaci), anche se dichiarati di allevamento. Occorre innanzitutto inquadrare la falconeria nel contesto culturale del terzo millennio dove nei paesi più progrediti, e fra questi l’Italia, esistono leggi per la protezione degli animali, e dove la stessa legge 281/91 tutela gli animali da affezione elevandoli a soggetti di diritto e non a semplici oggetti.
La falconeria, nata come nobile arte per la caccia nel Medioevo, oggi è diventata un mezzo per spettacoli in costumi d’epoca nelle fiere, nelle sagre, in palii, ecc. La falconeria si è sviluppata nel Medioevo, con tutto il rispetto per Federico II di Svevia, quando non v’era rispetto per la dignità e l’intelligenza dell’uomo, in un periodo in cui venivano messi al rogo scienziati e matematici eretici, che sostenevano di saper risolvere le equazioni del terzo grado! Figuriamoci per gli animali che venivano tenuti nei bestiari.
Spesso gli uccelli rapaci che vengono utilizzati non appartengono alla nostra fauna selvatica ma provengono da altre aree geografiche, e quando fuggono alla cattività possono morire o, peggio, si possono incrociare con le specie indigene producendo un inquinamento genetico. Si dichiara che tali animali provengono da allevamenti e/o vengono importati con tanto di certificato, ma non si può dimenticare che sino a qualche anno fa la Lipu organizzava dei campi per la protezione dei nidi di Pellegrino e di Lanario da cui falconieri italiani e stranieri venivano a prendere uova e piccoli a dispetto di leggi nazionali e internazionali. Tenere un animale nato per volare, per giocare col vento, per svolgere un ruolo ecologico importante qual è quello degli uccelli rapaci che stanno ai vertici delle catene alimentari come un’aquila o un falco, e vederlo legato, dentro una gabbia o vederlo volare per qualche minuto per poi vederle tornare come un cagnolino è diseducativo. Né tanto meno la detenzione di tali rapaci può essere giustificata per allontanare gli altri uccelli dagli aeroporti (birdstrike) o per altre funzioni quando invece vi sono dei metodi più efficaci e più economici. Non può certamente essere giustificato il fatto che una coppia di Poiane di Harris (specie non indigena) si sia riprodotta in cattività presso una delle associazione di falconieri di Catania. I pulcini portati in giro, improntati e privi ormai da alcun timore dell’uomo, quando saranno adulti non potranno mai essere riadattati alla vita selvatica e saranno degli animali persi per sempre al loro ruolo ecologico. Né tantomeno con animali in queste condizioni può essere avviato un discorso di tutela e conservazione della fauna o di riproduzione in cattività di specie con problemi di conservazione, così come il titolo dell’incontro voleva fare credere: “Tutela e conservazione dei rapaci”. La tutela e la conservazione dei rapaci va effettuata in sito, tutelando il territorio, eliminando le cause di rarefazione, procedendo a dei restocking, sorvegliando i nidi per evitare il prelievo illegale di uova e pulcini, ecc. – L’eventuale allevamento, mirato alla liberazione in natura di specie a rischio di estinzione va eseguito eseguendo dei protocolli rigorosi definiti con strutture scientifiche come l’Università o altri centri di ricerca, evitando di sostituire il rigore scientifico con semplici pratica di zootecnia.
La pratica della falconeria istiga degli sprovveduti pseudo-falconieri che vanno poi ad alimentare un mercato clandestino di animali selvatici in via di estinzione. Per questo la Lipu è contraria alla falconeria e a tutte quelle altre pratiche che utilizzano animali selvatici per puro divertimento dell’uomo o per fine commerciali.
Giuseppe Rannisi delegato Lipu
Fonte: LA SICILIA (Catania_Cronaca)
——————————————————————————–
«Il Palio è stato affossato dalla Lav»
Corsa dei cavalli.
Il consigliere comunale Amato attacca la Lega antivivisezione
Duro attacco del consigliere comunale Nino Amato contro la Lega anti-vivisezione, rea di avere affossato il Palio di Santa Venera proprio nel giorno delle finali. “Qui non ci sono infiltrazioni mafiose – dice – allora cosa dovremmo dire del calcio? Qui c’è solamente passione per un evento che si ripete da decenni. E poi non abbiamo capito chi ha preso questa decisione, se il sindaco o il prefetto”. Di fatto, la giornata di sabato è stata convulsa. Le pressioni sul Comune sono state fortissime, a partire dal vicepresidente della Commissione affari Costituzionali, Giulio Schdmidt, che si era dichiarato inorridito dai maltrattamenti agli animali e dal clima di tensione sociale ingeneratosi in seguito ai noti avvenimenti. “Illustrissimo signor prefetto – aveva detto Schmidt – Questo Palio è quanto di più aberrante si possa oggi concepire in nome delle cosiddette tradizioni storiche”. In mattinata anche la senatrice verde Anna Donati si era messa in contatto con la Prefettura perorando la sospensione. “La decisione di fermare la corsa dei cavalli l’accetto ma non la condivido – afferma Amato – i fatti incresciosi che si sono verificati vanno condannati, vanno enucleati dal resto dell’ambiente come fossero un malessere che non può colpire tutti”. E’ deciso l’attaccamento alle radici storiche del Palio. “Si celebra da tanti anni – osserva – appassiona migliaia di emigranti che tornano proprio in questa occasione: la gente è amareggiata. E’ un peccato anche per i fantini, che si sono allenati assieme ai loro cavalli, ma anche per i proprietari, che si erano profusi in sacrifici economici non indifferenti”. Insomma, il clima non è dei migliori. Nella serata di sabato, anzi, i tutori dell’ordine si aspettavano dei disordini, che poi, per fortuna non si sono verificati. Ma Nino Amato non si scoraggia: “Il Palio va sostenuto e ripreso nella sua regolarità – conclude – Se si va a vedere cosa accade in tutte le manifestazioni sportive, allora andrebbero tutti sotto inchiesta”. R.R.
Fonte: LA SICILIA (SIRACUSA)
——————————————————————————–
CACCIA, LEGAMBIENTE: LA MAPPA REGIONALE DEL BRACCONAGGIO
(Sesto Potere) – Roma – 2 agosto 2005 – In Italia il 50% del bracconaggio è a fine di lucro e solo un bracconiere su 20 viene colto con le mani nel sacco. In poco più di un anno di cronaca sono emerse notizie di bracconaggio per ben 11 Parchi nazionali su 23, tra cui spicca l’Abruzzo con circa il 25% delle notizie. Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia le regioni più colpite dal fenomeno.
Con questi dati Legambiente riporta così l’attenzione sul fenomeno della caccia illegale nel nostro Paese che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti per le specie animali.
“Nel 2004 troppi cacciatori italiani – ha dichiarato Antonino Morabito, Responsabile nazionale conservazione e gestione fauna di Legambiente – grazie alla compiacenza di politici nazionali e locali, hanno fatto bella mostra del peggio: a conferma di ciò il fatto che sulla stampa oltre il 74% delle notizie sulla fauna hanno riguardato, direttamente o indirettamente, problemi legati a caccia illegale in Italia ed all’estero. A questo va aggiunto – continua Morabito – che sono tra i 50.000 e i 100.000 i cacciatori italiani che praticano il turismo venatorio e che tra questi, troppi, a dimostrazione di un malcostume dilagante, non rispettano le leggi dei Paesi ospitanti e men che meno le direttive europee.”
A conferma del “peso” del turismo venatorio italiano, il fatto che oltre il 70% dei siti internet che propongono settimane di caccia nei Paesi dell’Est Europa, dell’America latina o del nord Africa, abbiano il sito tradotto in italiano: uno dei rari casi in cui l’italiano, notoriamente lingua poco utile all’estero, diventa qui più comune dell’inglese.
Inoltre, una altrettanto troppo diffusa accondiscendenza da parte di politici nazionali e locali verso questo malcostume, considerato di minor importanza rispetto ad altri problemi economici e sociali, alimenta indirettamente violenze e tragedie che travalicano il bracconaggio, come l’omicidio del cacciatore molisano che per errore aveva sparato ai richiami vivi di alcuni bracconieri di Frosinone, o l’omicidio per vendetta di un bracconiere di Pordenone da parte di altri bracconieri o ancora l’uccisione di un bracconiere bresciano da parte di un suo compagno durante una battuta illegale di caccia nel mese di maggio.
“E’ urgente – conclude Morabito – che lo Stato e le Regioni intervengano con fermezza nel governo della caccia illegale per rafforzare le azioni di contrasto al bracconaggio e, preventivamente, per porre in essere regole certe e stringenti per fermare i furbi e difendere il patrimonio faunistico e i cittadini onesti, cacciatori compresi.”
Fonte: SESTO POTERE
——————————————————————————–
sormano Autopompe per dissetare il bestiame
SORMANO Autopompe in paese, ma per attingere l’acqua da portare all’Alpe di Torno, nella fattoria allestita un paio di anni fa dalla Comunità Montana. «Per fortuna in paese c’è anche in abbondanza e non ci sono problemi legati al rifornimento idrico – spiega il sindaco, Giuseppe Sormani – è vero che i vigili del fuoco sono saliti da noi ma per rispondere all’emergenza della fattoria sull’Alpe di Torno». Un’emergenza scattata soprattutto per sopperire alle esigenze degli animali ospitati in alpeggio: le mucche rischiavano infatti la disidratazione. «La fattoria non è servita dal nostro acquedotto ma ha un sistema di approvvigionamento autonomo – prosegue il sindaco – da quello che ci hanno detto però ci sono stati dei problemi e le riserve sono praticamente andate a secco. Da qui la necessità di un intervento straordinario dei pompieri. Per fortuna quest’anno, malgrado il caldo e l’afa, non abbiamo avuto alcun problema, anche perché noi le nostre riserve le abbiamo a Lasnigo, da l’acquedotto attinge». «Negli anni scorsi abbiamo investito diverse decine di migliaia di euro per potenziare la nostra rete di captazione, in particolare le pompe, che devono superare diverse centinaia di metri di dislivello per approvvigionare i serbatoi in quota – conclude Sormani – Un investimento che comunque si è rivelato utile per superare ogni problema di siccità».
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO (ERBA)
——————————————————————————–
Caccia:allarme bracconaggio
Legambiente a Governo e Regioni: “Fermate politiche venatorie che favoriscono la caccia di rapina”

In Italia il 50% del bracconaggio è a fine di lucro e solo un bracconiere su 20 viene colto con le mani nel sacco. In poco più di un anno di cronaca sono emerse notizie di bracconaggio per ben 11 Parchi nazionali su 23, tra cui spicca l’Abruzzo con circa il 25% delle notizie. Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia le regioni più colpite dal fenomeno.
Con questi dati Legambiente riporta così l’attenzione sul fenomeno della caccia illegale nel nostro Paese che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti per le specie animali.
“Nel 2004 troppi cacciatori italiani – ha dichiarato Antonino Morabito, Responsabile nazionale conservazione e gestione fauna di Legambiente – grazie alla compiacenza di politici nazionali e locali, hanno fatto bella mostra del peggio: a conferma di ciò il fatto che sulla stampa oltre il 74% delle notizie sulla fauna hanno riguardato, direttamente o indirettamente, problemi legati a caccia illegale in Italia ed all’estero. A questo va aggiunto – continua Morabito – che sono tra i 50.000 e i 100.000 i cacciatori italiani che praticano il turismo venatorio e che tra questi, troppi, a dimostrazione di un malcostume dilagante, non rispettano le leggi dei Paesi ospitanti e men che meno le direttive europee.”
A conferma del “peso” del turismo venatorio italiano, il fatto che oltre il 70% dei siti internet che propongono settimane di caccia nei Paesi dell’Est Europa, dell’America latina o del nord Africa, abbiano il sito tradotto in italiano: uno dei rari casi in cui l’italiano, notoriamente lingua poco utile all’estero, diventa qui più comune dell’inglese.
Inoltre, una altrettanto troppo diffusa accondiscendenza da parte di politici nazionali e locali verso questo malcostume, considerato di minor importanza rispetto ad altri problemi economici e sociali, alimenta indirettamente violenze e tragedie che travalicano il bracconaggio, come l’omicidio del cacciatore molisano che per errore aveva sparato ai richiami vivi di alcuni bracconieri di Frosinone, o l’omicidio per vendetta di un bracconiere di Pordenone da parte di altri bracconieri o ancora l’uccisione di un bracconiere bresciano da parte di un suo compagno durante una battuta illegale di caccia nel mese di maggio.
“E’ urgente – conclude Morabito – che lo Stato e le Regioni intervengano con fermezza nel governo della caccia illegale per rafforzare le azioni di contrasto al bracconaggio e, preventivamente, per porre in essere regole certe e stringenti per fermare i furbi e difendere il patrimonio faunistico e i cittadini onesti, cacciatori compresi.”
Fonte: LEGAMBIENTE
——————————————————————————–
Il Wwf in rivolta: «Inutile la strada sul monte Ocone»
CARENNO «Il Monte Ocone ferito dall’ennesima e inutile strada di montagna». Il Wwf di Lecco attacca il Comune di Carenno e la Comunità Montana della Valle San Martino. A scatenare le critiche della sezione Lario Orientale dell’associazione ambientalista una strada agrosilvopastorale realizzata sul territorio di Carenno. E che, secondo il Wwf lecchese, rappresenta una ferita di cui si sarebbe potuto fare a meno. «Il Monte Ocone nel gruppo del Resegone – si legge nel documento diffuso da Antonello Bonelli, referente per le relazioni esterne di Wwf Italia, sezione Lario Orientale – si mostra sfregiato ed ecologicamente compromesso dalla pista forestale realizzata, e lasciata per ora incompiuta, sul versante in comune di Carenno, opera finanziata dall’amministrazione comunale e dalla Comunità Montana Valle San Martino. E’ tristemente sotto gli occhi di tutti gli abitanti della Valle, oltre che facilmente visibile anche dalla Brianza meratese, la profonda ferita inferta alla montagna da questa strada, che attraversa in tutta la sua lunghezza il pendio. Un cantiere in stato di abbandono, senza alcun controllo del dissesto geologico che è stato innescato da un progetto che non ha mai avuto alcuna ragione valida per essere realizzato». Il Wwf si sofferma proprio sui motivi che hanno portato a quest’intervento. «Si è parlato di incentivazione del turismo, di sostegno alle attività silvicolturali o di prevenzione degli incendi, di recupero degli insediamenti rurali per un’opera che, in prospettiva futura, servirà soprattutto a rendere più comodo il raggiungimento dei capanni di caccia ai cacciatori sul vicino Monte Spedone. Oggi – prosegue il comunicato -, così come prima che iniziassero i lavori, ci chiediamo in che modo si convincerà l’escursionista delle nostre montagne che è meglio la strada polverosa dove si potranno incrociare moto e auto, piuttosto del bel sentiero che conduceva al monte Spedone, ormai completamente cancellato». E ancora. «Ci chiediamo come sia possibile sostenere di voler agevolare i proprietari dei terreni nella gestione dei loro boschi, se le superfici boscate di maggiore interesse silvicolturale si collocano praticamente tutte al di sotto della quota altimetrica a cui corre la strada. Saranno costretti a trasportare verso l’alto tronchi e legna, con maggiori costi e fatica». Ma non è tutto. «Ci chiediamo come si possa giustificare questa strada per la prevenzione dal rischio di incendio quando, sia a monte che a valle del versante, sono già state allestite e collaudate strategiche aree di pronto intervento».
Fonte: LA PROVINCIA DI LECCO
——————————————————————————–
Abbandonati 20 gatti
ANIMALI Torna l’inquietante fenomeno durante le vacanze

Sanremo Venti gatti abbandonati solo negli ultimi giorni. Tre dei quali morti perché, affamati o forse solo spaventati, hanno attraversato la strada e sono stati investiti. Sono tutti gatti domestici, alcuni addirittura già sterilizzati. Probabilmente lasciati al loro destino perché”scomodi”, soprattutto ora che è periodo di vacanze.
«Non sappiamo più come affrontare l’emergenza – l’accorato appello lanciato da Maria Angela Albini e Cinzia Astraldi, fiduciarie della Lega del Gatto della città dei fiori – ogni giorno riceviamo delle telefonate da persone che hanno trovato dei gatti abbandonati, nelle più disparate zone della città. E’ triste che spesso sono mici di casa, lo si capisce subito, e non sono abituati a stare in strada. Per loro il destino è praticamente segnato, a meno che non si riesca ad affidarli a qualcuno». La cucciolata più nutrita è stata portata una sera della scorsa settimana Villa Ormond, ben 8 felini. Tre hanno attraversato l’Aurelia, andando incontro alla morte. Altri due sono stati abbandonati nello stesso punto non più tardi di sabato.
Gli altri abbandoni si sono registrati in via Barabino e in via San Rocco, nei pressi del Lido Foce. E c’è chi per paura di essere visto ha deciso di lasciare il suo “pacco” con quattro mici a San Romolo, non distante dal prato. L’abbandono, infatti, viene punito dalla legge. Evidentemente non dalla coscienza, visto il numero sempre crescente di casi.
L’emergenza felina, inoltre, è legata alle ristrette dimensioni dell’ambulatorio veterinario dell’Asl, 30 metri quadrati dove devono essere operati non solo i gatti, ma anche i cani. L’ambulatorio si trova in via Martiri della Libertà 21, accanto al mercato annonario. Lì, oltre agli interventi di sterilizzazione, vengono portati gli animali vittime di incidenti o altro.
La Lega del Gatto, associazione onlus, ha aperto un ufficio in via Francia 6, dove ci si può rivolgere il lunedì e il mercoledì dalle 10 alle 12. La sede può ospitare un massimo di 4 gatti per degenze post-operatorie. La Lega si occupa della cura dei randagi e della loro sterilizzazione a titolo gratuito, e segue il censimento delle isole feline. Si impegna anche per affidare i vaganti. La Lega invita chiunque voglia effettuare offerte in denaro – dietro rilascio di ricevuta – o in cibo si può rivolgere direttamente alla sede di via Francia o a telefonare ai numeri 0184/502167 o 0184/505317. Paolo Isaia
Fonte: IL SECOLO XIX
——————————————————————————–
«Fermare i maltrattamenti»
VICENZA – (r.c.) Sono comparsi in città circa un anno fa. Sono in tutto una quindicina. Vivono tra un angolo e l’altro del centro, spesso accompagnati da uno o più cani. Sono noti come “punkabestia”. Si tratta di gruppi di giovani che chiedono l’elemosina, a volte improvvisando qualche spettacolo. Un fenomeno scoppiato negli ultimi tempi in seguito al maltrattamento che uno di questi ha riservato al proprio cane, tanto da allertare il vicesindaco e assessore alla Pubblica sicurezza Valerio Sorrentino che ha iniziato una serie di incontri con i responsabili del mondo zoofilo locale per studiare adeguate contromisure. Ieri mattina, in Comune, in calendario c’era l’appuntamento con le guardie zoofile cittadine. «Dobbiano elaborare un piano per uscire dall’impasse», ha spiegato all’uscita Sorrentino. «Oggi non abbiamo strumenti per agire». La volontà, sottolinea, è quella di emanare un provvedimento che tuteli prima di tutto gli animali che si siedono accanto ai “punkabestia”. «Lavoreremo su questo aspetto, anche se non va dimenticato quello del degrado legato a queste persone».
Sorrentino è l’assessore che, alcuni anni fa, emanò l’ordinanza per l’allontanamento dei mendicanti dalle vie del centro storico. Un’operazione che suscitò molte polemiche, ma che il vicesindaco giustificò ricordando che più che poveri sono veri e propri professionisti dell’accattonaggio che girano di città in città per commuovere la gente.
Fonte: IL GAZZETTINO DI VICENZA
——————————————————————————–
Chiavari
Due cuccioli di cane cercano un nuovo padrone

Due cagnolini cercano aiuto, possibilmente un nuovo padrone. Sono meticci, una femmina di due anni e un maschio di uno. La padrona, anziana, li deve lasciare perché sarà presto accolta in una casa di riposo. E i due animali, se qualcuno non si mette una mano sul cuore, rischiano grosso. Chi fosse interessato, può chiamare il numero 348/366.36.33.
Fonte: IL SECOLO XIX
——————————————————————————–
Cani rumorosi E Covolo si ribella
Pederobba – (L.Bel.) “Così non si può più andare avanti. Di questo campo addestramento per cani sul Piave siamo stanchi”. A protestare sono alcuni residenti di via Dogana Vecchia, una strada che costeggia il Piave a Covolo di Pederobba che è ogni giorno, di buon’ora, frequentata da cani da caccia accompagnati dai loro proprietari. “Dalle 4.30-5 del mattino – spiega Leo Rossi – non si può più dormire. I cani quando vengono fatti scendere dalle auto incominciano ad abbaiare in maniera forsennata e i cacciatori per cercare di farli desistere gridano facendo baccano più di loro. Questo andazzo prosegue per diverse ore e la pace di questa contrada finisce. L’abbaiare dei cani prosegue inoltre anche sulle grave del Piave nel terreno scelto dalla Provincia per realizzare il campo d’addestramento fino a Bigolino, ed anche in questa località i problemi arrecati ai residenti sono notevoli”. Oltre al problema dei cani ne esiste un altro legato ai parcheggi. Infatti i cacciatori con le loro auto parcheggiano praticamente lungo la strada o in spazi riservati ai residenti del posto creando ulteriori difficoltà a persone che amano e desiderano soprattutto restare in pace”. “Abbiamo letto – aggiunge un altro residente di via Dogana Vecchia – che in altri comuni dove scorre il Piave esistono problemi simili al nostro. Ci chiediamo pertanto perchè una volta per sempre non siano presi dei provvedimenti atti a bloccare questo fenomeno che ci rovina i sonni e la tranquillità. Basterebbe mettere la museruola agli animali per “eliminare” almeno davanti alle case l’abbaiare dei cani.In questi giorni abbiamo deciso di spedire una lettera in Provincia affinchè si attivi per darci una mano.”
Fonte: IL GAZZETTINO DI BELLUNO
——————————————————————————–
Allarme topi, ma sono nutrie
Allarme per diverse segnalazioni sulla presenza di grossi topi sulla spiaggia libera dell’ex camping, nella pineta retrostante e, più a monte, lungo l’asse del torrente Acquachiara. Del fatto è stato interessato il servizio veterinario della Asur/12 che sta fornendo il supporto tecnico alla ditta Giemme servizi che ha in appalto dal Comune i servizi di disinfestazione e derattizzazione. Dai primi riscontri, però, e dalle descrizioni fornite ci sono dubbi sul fatto che si tratti di topi (che peraltro, delle dimensioni denunciate, non si sono mai visti in città). I tecnici sembrano propendere invece per la presenza di una colonia di nutrie, animali che possono assomigliare ai topi (ma più vicine ai castori) che vivono in prossimità di corsi d’acqua. Non c’è da preoccuparsi: sono animali assolutamente innocui, che conducono una vita crepuscolare e notturna, sempre nelle vicinanze dell’acqua e delle zone umide. Le nutrie, specie vegetariana, sono ottime nuotatrici e tuffatrici.
Fonte: IL MESSAGGERO (MARCHE)
——————————————————————————–
Muoiono 40 maiali nel tir insorgono gli animalisti
Ogni estate carneficina di bestie dirette al macello

RomaSono morti di caldo e di sete. Questa l’atroce fine di 40 maiali, stipati in un tir che la polizia stradale ha fermato sabato scorso vicino Frosinone su segnalazione dell’associazione animalista “Animal Angels”. Il camion, proveniente dall’Olanda, era diretto a un centro di macellazione vicino Salerno. La gran parte degli animali peròè morta già in viaggio. Una strage che la Lav (Lega anti vivisezione) ha documentato con diverse foto e che al guidatore del tir è costata solo una multa di 15.000 euro. Il giorno seguente il camion è ripartito tranquillamente, con a bordo i restanti 28 maiali. Che la Lav vuole però salvare dalla macellazione. L’associazione ha infatti presentato una denuncia per il reato penale di maltrattamento contro l’autista, grazie alla quale punta a ottenere la confisca dei maiali, che verrebbero così sottratti a una morte sicura. «Episodi come quello di Frosinone – spiega Gianluca Felicetti della Lav – sono purtroppo frequentissimi, soprattutto in estate. Ogni giorno infatti nelle nazioni dell’Unione europea viene trasportato un milione di animali destinati all’allevamento o alla macellazione, il 20% dei quali transita per l’Italia. Solo nel 2004 sulle strade nazionali sono stati trasportati più di 611 milioni di chilogrammi di animali vivi. D’altronde il nostro paese importa il 50% della carne che consuma, ed è inoltre un punto di passaggio obbligato per chi trasporta gli animali verso ovest, in Spagna e Portogallo, o all’est, in Grecia e nei paesi del Medio Oriente». In Italia quindi di Tir pieni di bestie destinate al macello ne circolano tantissimi. «Ma i problemi maggiori – continua Felicetti – si registrano in questa stagione. Gli animali morti a causa delle temperature altissime e per la mancanza d’acqua e di riposo non si contano. Per la loro tutela esistono norme precise, in base alle quali i trasportatori dovrebbero portare solo una quantità massima prestabilita di animali, dissetarli e fare un certo numero di soste durante il viaggio, dare acqua agli animali. Ma ovviamente – prosegue il dirigente della Lav – molti autisti non le osservano. Anche perché le sanzioni sono insufficienti. Primo, perchè colpiscono il trasportatore e non il proprietario della ditta per cui lavora; secondo, perché consistono solo in multe che gli autisti stranieri oltretutto non pagano quasi mai». Luca De Carolis
nostro servizio
Fonte: IL SECOLO XIX
——————————————————————————–
IL CASO
Maiali morti sul tir, la Lav accusa

Scende in campo, chiedendo maggiore attenzione e rigore, la Lega Antivivisezione, a proposito del caso dei 40 maiali morti per il caldo trovati all’interno di un tir guidato da un camionista olandese; tir bloccato sabato scorso dalla stradale nel tratto di A1 compreso all’interno del comune di Anagni. Il carico doveva essere trasportato fino a Salerno, ma era stato fermato in seguito a una segnalazione arrivata dall’Associazione ambientale tedesca Animals’ Angels. Gli animali morti, dopo il sequestro sono stati inceneriti, mentre quelli vivi sono stati trasferiti presso una stalla di Patrica; al conducente è stata elevata una contravvenzione di 15.000 euro. La Lega antivivisezione ha chiesto di procedere nei confronti del trasportatore in ambito non solo amministrativo, ma penale. «Ci chiediamo se questi animali uccisi non fossero stati scoperti, sarebbero stati sppelliti, o sarebbero comunque finiti nelle nostre tavole?».
Pa.Car.
Fonte: IL MESSAGGERO (FROSINONE)
——————————————————————————–
LETTERE
ETICA E ANATOMIA

Alla Camera dei deputati, Commissione Affari Sociali, è all’esame una proposta di legge (d’iniziativa dei deputati Battaglia, Bogi, Bolognesi, Giacco, Petrella, Turco, Zanotti) n. 5083 dal titolo “Disposizioni in materia di donazione del corpo post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica”, allo scopo, si afferma, di offrire allo studente in medicina una effettiva possibilità di approfondire le conoscenze in anatomia. In realtà esistono già normative ad hoc che regolano e consentono lo studio e la dissezione dei cadaveri, quelli veri, s’intende, cioè i corpi privi delle funzioni cardiorespiratoria e cerebrale, così come definiti dal DPR 285/90 e relativa circolare esplicativa. La proposta in esame, invece, si aggancia, per l’accertamento della morte, alla legge n. 578/93 o della “morte cerebrale” senza tenere conto del fatto che tale concetto è ormai in crisi e ritenuto sempre più inaffidabile, una mera finzione giuridica. In altri termini, se la proposta venisse approvata, si promuoverebbe la donazione di un corpo vivo, dal cuore pulsante e dalla circolazione sanguigna integra, si legalizzerebbe la vivisezione umana, ricorrendo al solito inganno, già operato per la donazione degli organi, che tutto avvenga su cadavere rigido e freddo. Ciò che si cerca di risparmiare agli animali, si compie sull’uomo, in nome di un progresso ateo e immorale. Carlo Barbieri Presidente Ass.ne Famiglia e Civiltà – Genova
Fonte: IL SECOLO XIX
——————————————————————————–
«Guerra» all’abbandono degli animali
È già iniziata per le strade della città l’affissione dei manifesti contro l’abbandono estivo degli animali.

La campagna di sensibilizzazione è stata co-promossa dalla Lega antivivisezione e, come consuetudine ormai da alcuni anni, dalla Presidenza del Consiglio Comunale.
In tutto verranno affissi duemila manifesti riportanti due diversi soggetti curati dagli enti organizzatori. «Abbiamo subito accolto – afferma Giovanni Guadagna, responsabile nazionale della LAV – la proposta del vice presidente Giuseppe Apprendi di unire le forze per contrastare l’abbandono degli animali che, specie in estate e nella stagione della caccia, si intensifica in maniera considerevole. Il Consiglio Comunale – continua Guadagna – ha dunque abbracciato un’iniziativa che sta coinvolgendo le principali città d’Italia e la Lav, che consiste in una massiccia campagna pubblicitaria contro l’abbandono estivo degli animali con il patrocinio delle pubbliche amministrazioni».
Anche a Palermo, dunque, grazie all’intervento della Presidenza del Consiglio Comunale, sarà possibile fare arrivare ai cittadini un messaggio chiaro a favore di quegli animali che, acquistati nei mesi invernali da padroni senza scrupoli, si ritrovano abbandonati in strada grazie ad un gesto incivile e irresponsabile. Attualmente, il Comune di Palermo sta avviando iniziative per accelerare le sterilizzazioni dei cani randagi al canile municipale e provvedere ad un vero controllo dei cani padronali microchippati. Si tratta di una operazione molto semplice: basta un piccolo lettore ottico appena posato sulla schiena dell’animale per accorgersi se l’animale è stato dichiarato oppure no. Un’operazione fino ad oggi non favorita dai controlli sporadici eseguiti prevalentemente nel centro città e, comunque, infruttuosi data la lentezza con cui l’Ausl 6 inserisce nel sistema informatico i dati dei microchip che affluiscono dai veterinari.
Una triste situazione che, unita alla previsione di centocinquantamila abbandoni dei «migliori amici dell’uomo» stimata per i prossimi mesi, non può che mantenere alto il problema del randagismo».
Cinzia Bertolami
Fonte: LA SICILIA (PALERMO)
——————————————————————————–
Atri. Avvelenati quattro cani randagi, scatta la caccia al “killer”
ATRI – Si aggira per le strade di Atri da almeno due settimane. Da quando, cioè, è stato ritrovato il primo cane morto sul ciglio di una strada del centro storico. Un pastore abruzzese di grossa taglia di cui si curavano alcune persone. I volontari della ”Lega del cane”, i quali gestiscono il canile rifugio di contrada Santa Lucia ne sono convinti: esiste un avvelenatore sconosciuto che se la sta prendendo con i cani randagi. L’ultimo episodio, invece, risale a qualche giorno fa, quando un piccolo bastardo è stato trovato all’interno della chiesa di San Nicola in fin di vita. A nulla sono valsi i soccorsi di turisti e volontari, i quali hanno avvisato il veterinario di turno. Non c’è l’ha fatta. I sintomi erano quelli tipici dell’avvelenamento. Ecco perchè l’ipotesi di un killer dei randagi prende corpo sempre più. In tutto sono quattro gli animali colpiti dall’avvelenatore sconosciuto.
C.A.
Fonte: IL MESSAGGERO (ABRUZZO)
——————————————————————————–
Aspettando…. Le Vibrazioni
Nuovo singolo della band sull’abbandono

Per Le Vibrazioni è un periodo intenso, fatto di lunghe tournée, festival e soprattutto due singoli da promuovere. Dopo Angelica, fortunatissima hit, ecco pronto Aspettando. Un brano che parlando del fenomeno dei cani abbandonati d’estate, si estende al tema generale della solitudine, con le città che si svuotano, gli anziani e i più deboli che si trovano a dover fare i conti con una realtà amara e difficile.
Tgcom ha intervistato la band milanese che da due anni è in continua, inarrestabile ascesa. Alle nostre domande risponde Marco Castellani, il bassista.
Marco, parliamo un po’ di Aspettando. Avete avuto l’idea di portare il tema dell’abbandono dei cani nella musica. Un po’ inusuale, una scelta coraggiosa?
Abbastanza coraggiosa direi. Avevamo in mente di fare questa cosa già da un po’ di tempo. Ora ci sembrava il momento adatto. Siamo fuori con due singoli, il che non capita molto spesso. Dopo Angelica abbiamo deciso di far uscire Aspettando che ha come tema quello dell’abbandono. Il nostro scopo è quello di lanciare un messaggio che dovrà essere il più forte e chiaro possibile. Siamo quindi partiti dall’argomento dell’abbandono dei nostri amici a quattro zampe per allargare poi il dibattito. Ma stiamo cercando di fare informazione anche sull’argomento della carenza d’acqua.
Come risponde il pubblico a questo tipo di messaggio?
Risponde bene. Ci arrivano tante mail. Forse anche il nostro pubblico, come noi, non era a conoscenza di tutto questo. Poi questa tematica è una cosa piccolissima rispetto ai problemi che ci sono ora nel mondo.
A Sanremo avete stupito con un brano intenso che forse nemmeno i critici si aspettavano. Un suono che pesca dalla tradizione musicale italiana degli anni ‘60-‘70.
Il nostro genere viene proprio da lì. I nostri genitori erano e sono grandi appassionati di musica. Siamo cresciuti con questo tipo di musica. E’ nel nostro dna. Noi continueremo in questa direzione. Ma il nostro obiettivo e quello di avere un pubblico molto vasto che va dai 5 ai 90 anni. Anche per questo continueremo sempre a fare scelte molto diverse come possono essere Sanremo e il Tora Tora!, il Festivalbar e Hieneken Jamin’ Festival. Basta con la differenza tra gruppi underground e gruppi da radio.
Siete in tour almeno sino a settembre, poi cosa avete in mente? Avete già una scadenza per il prossimo album?
Siamo stati in giro sempre, in pratica una tournee perenne: 170 concerti solo col primo disco. Non ci siamo fermati mai. Qualche mese per le registrazioni del secondo album e poi ancora on the road. Per il prossimo lavoro abbiamo già tante canzoni in cantiere. Altre ne faremo. Probabilmente ci prenderemo una pausa per ottobre.
Ormai siete una realtà. Ma avete mai pensato al mercato estero? Avete già qualche proposta in questo senso?
Avevamo delle ottime idee per il primo disco. Ma non si sono concretizzate. Francesco (il cantante) aveva provato vari pezzi in inglese e devo dire che suonavano molto bene. Per il momento non c’è nulla di concreto, ma, ovviamente, non rinunciamo all’idea. E’ un nostro obiettivo che potrebbe arrivare già in ottobre.
Dal sito www.tgcom.it
——————————————————————————–

Related Tags:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 7 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano