WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Sunday May 27th 2018

Notiziario animalista

«Il mondo non è una cosa e gli animali non sono prodotti a nostro uso e consumo.
Non dobbiamo agli animali la misericordia, bensì giustizia.»
Arthur Schopenhauer ——————————————————————————–
I messaggi a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html
sono cinque:
1. La stella polare
2. La signora della retorica
3. Abbasso i cavalli
4. Il rossore della vergogna
5. Eredità tradita
Per aderire ai messaggi sopra elencati basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
La firma la considereremo valida per tutte e cinque le proposte..
Saluti
Bairo
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
——————————————————————————–
Fonte: LIBERTA’ ONLINE – 28 LUGLIO 2005
Golia, il cane che fa da mamma a un maialino
A Rio Torto di Borgonovo un quattrozampe ha adottato Pastiss, abbandonato dalla scrofa

BORGONOVO -(PC) Si chiamano Golia e Pastiss e sono rispettivamente un cagnolino e un piccolo maialino thailandese che nulla avrebbero in comune se non il fatto che il cagnolino, da una settimana a questa parte, si è fatto carico di allevare il piccolo maialino rimasto solo. L’insolita storia arriva dal “Club dei piccoli rio Torto”, il centro educativo e ricreativo che si trova nelle campagne tra Borgonovo e Castelsangiovanni.
«Una settimana fa – spiega Gigi Fiori, titolare del centro – la scrofa Elvira ha dato alla luce due piccoli maialini di cui uno, Pastiss, appena nato è uscito dal recinto e si è ferito. Una volta rientrato la mamma l’ha rifiutato perché non più sano e così abbiamo dovuto separarlo e portarlo in casa». Una volta in casa il piccolo maialino thailandese è stato messo in una cassetta in un posto riparato. «La mattina dopo, al risveglio – racconta sempre il titolare del centro – abbiamo trovato il nostro cagnolino, Golia, all’interno della cassetta che coccolava il piccolo maialino. Da allora non si sono più separati. Golia si è fatto carico del piccolo maialino trattandolo come un suo simile. Lo accudisce ed è persino geloso se qualcuno si avvicina». Ogni tre ore qualcuno del centro si fa carico di dare da mangiare al piccolo maialino rimasto orfano tramite un biberon di plastica. Nel frattempo la storia non poteva non attrarre la curiosità dei piccoli ospiti del centro che ogni giorno affollano la stanza dove i due animali sono stati sistemati. «Se continua così – spiega il propietario – è molto probabile che il maialino crescendo assuma gli stessi comportamenti del cane». L’insolita storia non è l’unica che arriva dal “Club dei piccoli” dove poco più di un anno fa arrivò anche Molly, il cane rinvenuto nei pressi del centro legato e chiuso in un sacco dopo essere stato picchiato in modo crudele. «Oggi Molly sta bene – racconta sempre il titolare – gioca con i bambini, soprattutto con quelli che hanno più difficoltà e con cui probabilmente sente più affinità». Il centro ospita una quarantina di bambini con problemi psicomotori e di recente è stato riconosciuto come centro di pet therapy accreditato. Qui i bambini, prendendosi cura degli animali, imparano a superare le difficoltà e a vincere il proprio disagio. Oggi il centro è convenzionato anche con alcuni Comuni limitrofi che mandano diversi ragazzi con difficoltà psicomotorie accompagnati da educatori. Anche alcuni centri estivi di Borgonovo e Castelsangiovanni si recano in visita al centro che oggi ospita circa 60 animali. «In questi casi – commenta sempre Gigi Fiori – i nostri ragazzi interagiscono con gli altri bambini dei centri estivi che vengono i visita e se sono più piccoli hanno il compito di prendersene cura. È un modo per responsabilizzarli».
Mariangela Milani
——————————————————————————–
Fonte: STUDIOCELENTANO.IT
Staminali:progenitrici sono in topi
ROMA, 28 LUG Cellule staminali progenitrici delle cellule germinali sono state rintracciate nel midollo e nel sangue di topoline adulte. La notizia, pubblicata sulla rivista Cell, potrebbe rivoluzionare il concetto di menopausa ed offrire nuove soluzioni alla sterilita’ della donna. Le nuove cellule, trapiantate nelle ovaie di topoline adulte rese sterili, in due mesi hanno riformato ovuli e follicoli. Ora basta capire se e’ possibile cercare nella donna la stessa riserva.
——————————————————————————–
Fonte: DICA 33 – 29 LUGLIO 2005
L’ovocita che venne dal topo
Cellule staminali prelevate dal midollo osseo e dal sangue di topi possono trasformarsi in ovociti. Un gruppo di ricercatori statunitensi ha, infatti, trovato, inaspettatamente, nel sangue e nel midollo osseo delle cavie, staminali progenitrici delle cellule riproduttive femminili. Una possibile svolta nella cura dell’infertilità femminile. Lo studio, pubblicato su Cell, sfata un vecchio dogma della biologia riproduttiva, secondo cui nelle femmine di topo si producono ovuli solo durante lo sviluppo fetale. Le topoline nascerebbero, dunque, con una riserva di ovuli che poi consumano nel resto della loro vita. E infatti, il trapianto di queste cellule faceva “ripopolare” le ovaie di topi femmine rese sterili dalla chemioterapia. A sole 24 ore dall’intervento si producevano ovociti e follicoli. E a due mesi dal trapianto, le ovaie di cavie sane e di quelle sottoposte alla chemio apparivano pressoché identiche. Le prossime ricerche si concentreranno su come “convincere” in laboratorio queste cellule a creare ovociti.
luglio 2005
——————————————————————————–
Fonte: IL SECOLO XIX – 01 agosto 2005
SOS CANILE Romeo abbandonato in autostrada
Questo dobermann è stato trovato legato ad un paletto in autostrada il 10 luglio scorso e portato al canile municipale. E’ stato registrato come “vagante” non essendo stato ufficialmente abbandonato e per ora non può essere dato in adozione anche se probabilmente nessuno ne rivendicherà la proprietà. Nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione e le pene più severe, il numero degli abbandoni è sempre alto e l’amico che non ha chiesto nulla ma che è stato comprato o adottato con leggerezza e superficialità, diventa “scomodo”, un impedimento per la partenza per le vacanze. L’abbandono non solo può causare atroci sofferenze a creature innocenti e ledere il sentimento di chi ama gli animali, ma è un problema di carattere sociale che riguarda tutti perché il cane che vaga solo, spaventato, può causare incidenti stradali e fare altri danni. Se il padrone di Romeo ci ripensasse il canile municipale è in via Adamoli 9. Telefono 010-8380012
——————————————————————————–
Fonte: ROMAGNAOGGI – Lunedì 1 agosto 2005
Dimentica i cani sotto al sole, yankee denunciato?
RIMINI – Rischia una denuncia a piede libero per aver abbandonato due cani nell’auto sotto il sole.Avventura a lieto fine a Rimini per una coppia di cani pastori corsi, liberati ieri sera dalla polizia dalla ‘prigione’ in cui senza pensare alla temperatura sahariana li aveva lasciati il proprietario, un 43enne californiano che ora rischia una denuncia a piede libero per maltrattamenti.
I cani sono stati notati stremati all’interno di un furgone parcheggiato sul lungomare, all’altezza del bagno 30. Per loro fortuna in zona incrociavano equipaggi del Reparto prevenzione crimine e della Squadra mobile, impegnati in un servizio antidroga.
I due animali, nonostante l’evidente stato di sofferenza legato al caldo e alla poca aria nell’abitacolo, non hanno mai ‘perso la calma’ e docilmente hanno atteso che gli agenti riuscissero a forzare il portellone laterale del furgone e metterli in salvo. I cani sono stati immediatamente dissetati, bagnati e visitati dal veterinario del canile, che ha constatato il loro buono stato di salute.
——————————————————————————–
Fonte: EMILIANET – Lunedì 1 agosto 2005
Abbandona i cani in auto sotto il sole
Gli animali liberati dalla polizia. Il proprietario rischia una denuncia

RIMINI (31 lug. 2005) – Rischia una denuncia a piede libero per aver abbandonato due cani nell’auto sotto il sole. Avventura a lieto fine a Rimini per una coppia di cani pastori corsi, liberati ieri sera dalla polizia dalla ‘prigione’ in cui senza pensare alla temperatura sahariana li aveva lasciati il proprietario, un 43enne californiano che ora rischia una denuncia a piede libero per maltrattamenti. I cani sono stati notati strematiall’interno di un furgone parcheggiato sul lungomare, all’altezza del bagno 30. Per loro fortuna in zona incrociavano equipaggi del Reparto prevenzione crimine e della Squadra mobile, impegnati in un servizio antidroga. I due animali, nonostante l’evidente stato di sofferenza legato al caldo e alla poca aria nell’abitacolo, non hanno mai ‘perso la calma’ e docilmente hanno atteso che gli agenti riuscissero a forzare il portellone laterale del furgone e metterli in salvo. I cani sono stati immediatamente dissetati, bagnati e visitati dal veterinario del canile, che ha constatato il loro buono stato di salute.
——————————————————————————–
Fonte: LA SICILIA – 1 agosto 2005
Università: dopo l’albero e il cane, adottiamo un giovane ricercatore
Francesco Riggi
Mentre l’iter legislativo del decreto legge sulla riforma dello stato giuridico della docenza universitaria è stato proprio in questi giorni bloccato, per paura di un esame troppo affrettato (ma non se ne discute ormai da anni?), e l’opposizione considera una vittoria lasciare le cose così come stanno, anziché introdurre qualunque modifica proposta dal governo, permangono comunque sempre gravi le questioni che riguardano il mondo universitario. Sono questioni che riguardano tutte le componenti di questa grande comunità, dagli studenti, ai giovani laureati, ai docenti, al personale tutto. Gli studenti di oggi diventano presto i giovani laureati di domani; a questi – inclusi i più brillanti – il nostro Paese non riesce a dare prospettive chiare, costringendo molti di loro, anche dopo aver concluso l’ulteriore ciclo di formazione costituito dal dottorato di ricerca, ad accontentarsi di lavori per i quali non è neppure necessaria la laurea, oppure ad emigrare verso altri lidi se vogliono valorizzare le capacità acquisite.
Ha fatto recentemente discutere una lettera di Carlo Bernardini, indirizzata in un luglio afoso ai colleghi del Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma, a conclusione di una delle normali sedute di laurea. Nonostante il calo delle iscrizioni nelle facoltà scientifiche più «dure», è facile constatare, a Roma come a Catania, come in questi corsi di laurea – e fisica tra questi – si laureano ancora tante persone, con voti brillanti, tanto da far temere ad alcuni l’inflazione del 110 e lode. Poche forse, rispetto ai grandi numeri di altre facoltà, ma nella maggior parte di ottimo livello, anche in un eventuale confronto con i loro colleghi europei. Quale strada si prepara loro? Bernardini ricorda un fatto del quale in verità siamo tutti al corrente, e cioè che l’investimento, anche notevole, fatto dall’Italia fa in questo settore, è per «conto terzi»: prepariamo, e bene, le persone che andranno a lavorare nei più avanzati laboratori di ricerca e industriali degli Stati Uniti, della Francia, della Germania, del Giappone, e che saranno apprezzate a tal punto da rimanere stabilmente in questi Paesi, contribuendo al loro sviluppo. Le difficoltà, infatti, iniziano subito dopo la laurea, quando molti dei nostri laureati, desiderando continuare un’attività di studio e ricerca e avendone le capacità, superano il concorso per accedere al dottorato di ricerca: attività che nelle facoltà scientifiche implica un lavoro costante nei dipartimenti per otto ore al giorno. Ad una piccola parte (meno del 50%) di questi idonei viene concessa una borsa di studio appena sufficiente per sopravvivere. Agli altri? Solo la possibilità di lavorare gratuitamente per tre anni, per fare studi, ricerche anche internazionali, scrivere pubblicazioni, preparare una tesi di dottorato. Agli uni e agli altri, nessuna prospettiva chiara dopo il dottorato, né all’interno dell’Università né negli Enti di ricerca, e neppure nel mondo dell’industria tecnologicamente avanzata.
A chi si chiedesse se abbiamo realmente bisogno di tutti questi futuri ricercatori, la risposta è: sì, ne avremmo bisogno. Tutti i progetti di ricerca internazionale avanzata nei quali le comunità di fisici italiani sono inserite soffrono di mancanza di persone, rispetto alle idee e spesso anche ai mezzi e alle attrezzature di cui sono dotate. L’attività di ricerca e sviluppo nel mondo industriale, che poi darà luogo anche a quella di produzione, non può essere supportata dalle piccole aziende, che hanno bisogno di sopravvivere producendo nell’immediato, senza un’adeguata politica di sostegno a quanti potrebbero rappresentare il futuro di queste aziende e, indirettamente, del Paese. Se questi strumenti non verranno trovati al più presto, non resterà che ricorrere alla politica delle «adozioni» personali: dopo l’invito a adottare un albero, o un cagnolino, o un pesce rosso, sarà forse più efficace adottare un giovane ricercatore.
——————————————————————————–
Fonte: LA SICILIA (CALTANISSETTA) – 1 agosto 2005
MUSSOMELI VUOLE ATTIVARE IL SERVIZIO Il Comune chiede i soldi per l’«anagrafe canina»
Mussomeli (Caltanissetta). Se tutto va come al Comune prevedono, nei prossimi mesi sarà attivato il servizio d’Anagrafe canina presso l’ex canile sanitario di contrada Indovina. L’assessore comunale alla Sanità Angelo Ladduca, sta infatti lavorando per ottenere i necessari finanziamenti finalizzati ad adattare i locali che lo scorso anno furono ceduti in uso gratuito dall’Ausl di Caltanissetta al Comune, a seguito di una convenzione siglata tra le parti nel maggio del 2004.
Già nel dicembre del 2003 l’ufficio Ambiente aveva scritto all’assessorato regionale alla Sanità chiedendo un contributo di 50.000 euro per attivare l’ambulatorio veterinario, senza ricevere alcuna risposta.
Lo stesso era avvenuto da parte dell’Ausl a cui era stato chiesto di potere utilizzare appunto i locali dell’ex canile sanitario, riadattandolo (a spese del Comune). Dal Comune scrissero ancora richiamando tale nota e allegando il protocollo d’intesa per l’uso di tale locale a titolo gratuito e dopo mesi di silenzio arrivò la buona notizia da parte del direttore sanitario Enzo Sedita. In pratica l’Ausl acconsentiva a sottoscrivere la convenzione, cedendo per nove anni tali locali al Comune a costo zero. Ora si aspetta solo che arrivino i quattrini necessari alla sua attivazione
L’anagrafe canina è un sistema di monitoraggio dei cani, tramite un microchip posizionato sotto la cute, sia dei randagi che degli animali domestici. Ad ogni microchip corrisponde un numero seriale e quindi le indicazioni di appartenenza del cane. Se esso ha un proprietario, questo ha l’obbligo di tenerlo al guinzaglio e con la museruola e dovrà provvedere a pulire le deiezioni. Se il proprietario non rispetterà tali obblighi incorrerà nelle sanzioni previste per legge. Se invece si tratta di randagi, questi una volta catturati e schedati, vengono affidati a canili convenzionati in attesa che qualcuno li adotti. Avere una mappatura dei cani, servirà quindi in un primo momento a quantificare i numeri del fenomeno randagismo. Al contempo si eviterà di assistere a quanto spesso succede, ovvero che cani domestici scorazzino sporcando ovunque. R. M.
——————————————————————————–
Fonte: IL CITTADINO (LODI) – 01 agosto 2005
Oltre 150 gli animali finora curati nel polo universitario
Tra bovini e stalloni parte con il turbo la clinica veterinaria

A soli quattro mesi dall’apertura, l’alto numero di animali ospedalizzati dimostra il successo della nuova clinica. Con 92 bovini e 69 cavalli finora ricoverati il bilancio è decisamente positivo per il polo lodigiano dell’Ospedale veterinario della Facoltà di Milano. Non nasconde la soddisfazione Angelo Belloli, principale riferimento del settore ruminanti e suino: «Il nostro reparto a Milano non esisteva, per ovvie ragioni logistiche. È un ottimo inizio, dovuto anche alla collaborazione da parte dei colleghi liberi professionisti, dell’Asl e degli agricoltori». L’ospedale infatti lavora solo su commissione, ricoverando pazienti inviati da veterinari esterni alla struttura. D’accordo anche Elisabetta Ferro, coordinatore per delega del preside: «La nostra attività non intralcia quella dei liberi professionisti operanti sul territorio, forniamo anzi un appoggio, un supporto per la loro professionalità». Non tutti i veterinari però sfruttano i servizi offerti dalla clinica: «Speravo fosse più gradita ai colleghi del settore equino – continua la Ferro – ma purtroppo c’è ancora un po’ di diffidenza. Spero che col tempo questa struttura sia vista con più fiducia, come un’occasione di arricchimento». La sede dell’ospedale, facilmente raggiungibile dall’autostrada e dalla tangenziale, ha favorito un aumento delle utenze, prima scoraggiate dall’ingresso nella città di Milano. «I nostri pazienti arrivano da tutta Italia – precisa Franceso Ferrucci, medico del reparto cavalli -. Siamo un centro di riferimento per la medicina sportiva del cavallo e la diagnostica per immagini, abbiamo ottimi rapporti con i liberi professionisti e speriamo di ampliare la collaborazione con i colleghi operanti nel Lodigiano». Nonostante l’attività di questo settore fosse già ben avviata a Milano, la nuova struttura più grande e moderna ha permesso di accorciare le liste di attesa e ricoverare più animali. I pazienti sono principalmente trottatori e galoppatori, provenenti dal mondo dell’ippica. Per loro sono attualmente a disposizione 36 moderni box, tra cui quattro di isolamento per le patologie trasmissibili, altri più grandi per la degenza e altri ancora destinati alla terapia intensiva. Nuovi e confortevoli anche gli altri spazi, dalle sale per le visite ambulatoriali a quelle destinate alla chirurgia. «Le attrezzature che a Milano avevano a disposizione poco spazio ora si trovano in ampi locali climatizzati – spiega ancora Ferrucci -, determinando un miglioramento della sicurezza e della qualità del lavoro». Aumentate anche le attività cliniche sul cavallo, tra cui quelle legate all’ostetricia. Nel reparto bovini invece, si mira alla stretta e continua collaborazione tra specialisti delle tre cliniche, medica chirurgica e ostetrica. Questa collaborazione dunque è vantaggiosa per tutti, dal momento che «l’università dispone di materiale didattico su cui approfondire la conoscenza delle patologie, il libero professionista è supportato nella sua professione e l’allevatore riceve in azienda il suo animale guarito», conclude Belloli.* * * * *Ma il personale scarseggia: si cercano tecnici e medici
Non solo medici ma anche tecnici, stallieri, un capo scuderia e un maniscalco. Per l’ospedale veterinario di Lodi la principale difficoltà resta la necessità di personale. Lo staff attualmente presente consente di garantire il regolare svolgimento dell’attività clinica e assistenza medica continua, anche durante la notte e i festivi. È tuttavia insufficiente per consentire l’apertura di un servizio di pronto soccorso, progetto che verrà realizzato prossimamente, quando il problema legato alla carenza di personale medico e tecnico verrà risolto.
L’ospedale è perfettamente funzionante ma mancano ancora i paddock per i cavalli, che saranno pronti entro l’autunno, successivamente alla bonifica del terreno su cui verranno realizzati. Più lontana invece la realizzazione di strutture destinate a diventare, come spiega Ferrucci, il fiore all’occhiello del polo lodigiano, quali le attrezzature per la scintigrafia e la piscina per la riabilitazione del cavallo sportivo. I lavori sono in corso ma non termineranno prima di un anno o due a causa degli elevati costi di realizzazione. In evoluzione anche il reparto ruminanti, come sottolinea Belloli: «Grazie alla grande partecipazione da parte dei colleghi esterni, mi auguro che l’attività clinica possa crescere ancora. Si sta facendo molto, vi sono già ottimi risultati ma spero di fare sempre di più, coinvolgendo come sempre gli studenti del quarto e quinto anno per i quali l’ospedale rappresenta una risorsa formativa fondamentale».
È proprio sulla dimensione culturale che investe la gestione dell’ospedale. L’attuale coordinatrice punta alla creazione di «un centro di formazione non solo per gli studenti ma anche per i colleghi del territorio, attraverso incontri e convegni». E se Ferro pensa alla formazione post-laurea, Belloli è già al prossimo anno accademico, che vedrà un sempre maggior coinvolgimento degli studenti che «arriveranno ancora più numerosi a Lodi». Allo stato attuale in quattro mesi di apertura sono stati circa 300 gli studenti che hanno potuto seguire lezioni all’interno della nuovissima clinica veterinaria per grandi animali, che dopo quella di Madrid è per estensione e attrezzature la seconda in Europa. A partire dai prossimi anni, inoltre, l’ospedale avrà al fianco anche gli stabulari del centro zootecnico didattico sperimentali i cui lavori sono rimasti fermi per circa un anno.M. C.
——————————————————————————–
Fonte: YAHOO – 01/08/2005
In futuro a ciascun sesso le sue medicine per il cuore
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
La “disparità” tra i due sessi è positiva quando è in gioco la salute del cuore. Infatti un’équipe di esperti dell’Università di Bonn ha trovato disparità fisiologiche nel cuore dei due sessi che potrebbero spiegare perché la donna è più suscettibile a problemi delle coronarie e, benché mostri i segni di questi problemi più in là con gli anni rispetto all’uomo, va incontro più degli uomini ad eventi fatali legati a problemi cardiocircolatori.
Secondo uno studio presentato dai ricercatori tedeschi al meeting della Federation of European Physiological Societies a Bristol c’è un recettore per gli estrogeni, Eralpha, che nel sesso femminile interferisce con il ritmo cardiaco promuovendo pericolose aritmie. La causa principale di morte in rosa sono problemi cardiaci e ictus, ha ricordato Andy James dell’Università di Bristol commentando la notizia tedesca. Inoltre, a parità di fattori di rischio e condizionamenti genetici, la popolazione femminile più che quella maschile è suscettibile a pericolose aritmie. L’aritmia è il risultato della distorsione delle normali proprietà elettriche del cuore.
Il rischio che le proprietà elettriche del cuore siano compromesse è più alto se l’intervallo di tempo tra due battiti è più lungo, ed è proprio qui che si ingenera la differenza tra i sessi. Infatti le donne tendono in genere ad avere un intervallo di tempo più lungo degli uomini. Prima gli scienziati pensavano che il vantaggio maschile risiedesse nel testosterone, il loro ormone sessuale. Ma gli esperti tedeschi hanno scoperto che è troppo semplicistico pensare che ciò sia l’unico motivo. Infatti in animali femmine privi del recettore Eralpha per gli estrogeni il ritmo cardiaco è più simile a quello del sesso maschile, segno che gli estrogeni giocano un ruolo significativo nel rendere il sesso femminile più suscettibile ad aritmie e, quindi, a problemi cardiocircolatori.
Queste ricerche potrebbero quindi aiutare a far luce sulle basi fisiologiche delle differenze tra i due sessi in fatto di rischio cardiocircolatorio e potrebbero guidare ad una medicina su misura per uomini e donne, contrastando in modo specifico il maggior rischio che è fardello naturale del gentil sesso.
paola mariano
——————————————————————————–
Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: RAVENNA )
Agnelli feriti, polemiche e denunce
Ravenna – [01/08/05] Strascichi polemici, interpellanze e denunce. Il ribaltamento di un camion carico di pecore e agnelli – avvenuto l’altro ieri, poco dopo l’una di notte – continua a far discutere. In seguito all’incidente, avvenuto sulla rampa di accesso alla E45, decine di animali erano morti o erano rimasti feriti mentre il conducente del mezzo, di nazionalità ungherese, era successivamente stato tratto in arresto in quanto destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere per favoreggiamento all’immigrazione.La tensione era salita quando sul luogo dell’incidente, dove già si trovavano alcune pattuglie della Polstrada e un veterinario dell’Ausl di Ravenna, verso le 10.45 è giunto un dipendente di Hera incaricato di occuparsi dello smaltimento delle carcasse. L’uomo, che ha affermato di essere un animalista, ha iniziato a scattare fotografie e si è rivolto ad altre forze dell’ordine per segnalare irregolarità e anomalie che, a suo parere, erano legate al trasporto e al trattamento degli animali. In seguito sarebbe poi sorto un diverbio e sarebbero volate parole grosse.Un atteggiamento che ha rallentato le operazioni dei poliziotti intervenuti che, oltre a vigilare sulla sicurezza stradale, si sono preoccupati di controllare le centinaia di animali vivi e vegeti che nel frattempo erano stati fatto pascolare nei campi vicini. Per questo motivo, l’animalista in questione verrà denunciato a piede libero per interruzione di pubblico servizio oltre che per ingiurie e resistenza a pubblico ufficiale.Partito dalla Romania e diretto al macello di Crotone, il carico incriminato (pare che gli animali a bordo fossero 600) è finito nel mirino della Lega anti vivisezione che si è rivolta alla Procura chiedendo il sequestro degli animali. Nell’esposto, l’associazione ha chiesto alla magistratura di appurare se il mezzo viaggiasse sovraccarico e se fossero stati rispettati gli obblighi di legge in materia di trasporto di animali vivi, verificando l’eventuale presenza di estremi per il reato di maltrattamento anche durante la fase dei soccorsi.Dopo la rimozione delle carcasse, il carico (ridotto a poco più di 400 unità) era poi stato fatto ripartire alla volta di Forlì, dove tre pecore sono state abbattute con procedimento di urgenza. Le visite veterinarie non avrebbero fatto emergere situazioni di disagio (gli animali erano spaventati ma non presentavano sindromi di disidratazione o malattie) e a parte alcune irregolarità di tipo amministrativo (in particolare mancava il registro di sosta in cui devono essere indicati tempi e modalità per abbeverare gli animali, nutrirli e pulirli), il magistrato di turno interpellato, Isabella Cavallari, non ha ravvisato gli estremi per trattenere il carico. Nel viaggio verso la Calabria, il carico di bestiame è stato poi fatto fermare per 24 ore nei pressi di Perugia per una sosta tecnica prevista a termini di legge nei viaggi di lunga percorrenza.L’episodio ha suscitato le perplessità della Lav che in una nota ha criticato l’operato dell’Ausl di Ravenna nonostante, secondo l’associazione, vi fossero “fondati motivi” per sporgere denuncia alla Procura e chiedere il sequestro degli animali superstiti. Le richieste della Lav sono divenute l’oggetto di due interpellanze rivolte al Ministro della Salute, Francesco Storace, e all’assessore regionale, Bissoni, in cui l’associazione chiede di accertare le dinamiche dell’accaduto e di verificare la liceità della condotta assunta dall’Ausl di Ravenna nelle operazioni di soccorso e vigilanza. gi.ro.
——————————————————————————–
Fonte: IL MESSAGGERO
IL MONDO VENATORIO TRA PRESENTE E FUTURO
Caccia, il colombaccio posticipato e i colpi bassi

di LUCIANO ROSSI
[31/07/05] Una riflessione sulla situazione venatoria non può che partire dalla legislatura precedente: sono stati anni molto positivi per il mondo venatorio dei quali ritengo modestamente di essere stato un protagonista insieme ad autorevoli colleghi componenti della terza commissione consiliare permanente come il presidente Giorgio Bonaduce, ma anche con altri consiglieri appartenenti ai vari gruppi politici. Siamo riusciti con unità di intenti ed un lavoro certosino a produrre notevoli aggiornamenti alla legge regionale 14/94 che disciplina la caccia in Umbria, mettendo all’angolo Ripa di Meana arrivato in Regione con grandi velleità, poi di fatto isolatosi, e in genere smontando le possibilità dei ricorsi degli ambientalisti che arrivavano puntuali al TAR ad ogni calendario venatorio.
Tutto questo è accaduto per caso? No, certamente. Si è potuto conseguire questo risultato con una considerazione diversa dell’attività venatoria e la riscoperta di quanto questa fosse permeata nella storia, nella società e nella cultura umbra. Il cammino non è stato certo facile con una legislazione nazionale che non corrispondeva più all’autonomia che godevano le Regioni. Questo non ci ha impedito di andare avanti risolvendo questioni come le deroghe, assicurando con una soluzione originale la percentuale della superficie agrosilvopastorale da destinare alla caccia programmata, inserendo specie quali i corvidi, i cormorani, i piccioni di città tra quelle abbattibili per i danni che causano.
Tutto vero, qualcuno dirà, ma la ciliegina sulla torta ci è stata negata, che sarebbe poi le modifiche alla legge 157/92 sulla quale il centrodestra si era impegnato. Su questo bisogna essere chiari per due ordini di questioni: per modificare la 157, che comunque rimane un obiettivo ed un impegno, dobbiamo fare i conti con l’ostilità della sinistra. La cartina di tornasole è la posizione dell’Arcicaccia a livello nazionale. Ma anche nel centrodestra c’è stato chi ha sbandierato modifiche impossibili anche per il contesto europeo in cui siamo, proponendo solo quelle cose che si ritenevano più urgenti e che penalizzano fortemente i cacciatori. Le ricordo brevemente: si tratta della abolizione delle forme di caccia, della depenalizzazione dei reati venatori meno gravi, del pacchetto di giornate per la migratoria, del prolungamento della caccia a febbraio ad alcune specie, molto più importante della preapertura oggetto di contestazioni e di discordie nel mondo venatorio soprattutto riferito al prelievo della stanziale. A conferma di quanto detto c’è agli atti del consiglio regionale la mia proposta di modifica di legge alle Camere della 157, che la maggioranza di governo dell’Umbria nella legislatura trascorsa non ha nemmeno voluto minimamente prendere in considerazione.
Fin qui il passato. Ora bisogna guardare avanti senza strabismi, puntando l’occhio sull’obiettivo. Trovo infatti avvilente questa polemica sul posticipo dell’apertura al colombaccio. Tutto lì il problema? Mi sembra poco. Non c’è forse la necessità laicamente di ridiscutere, dopo questa stagione con il cambio dell’assessore, tutto? Dobbiamo riflettere se non è il caso che con le Regioni limitrofe vengano fatti accordi seri, firmati e controfirmati. Una questione di fondo: la caccia sta cambiando perché, mentre alcune specie sono in difficoltà, altre ripopolano i nostri boschi e le nostre valli: caprioli, daini, mufloni. Dunque, più che discutere su questo calendario che non poteva che essere di transizione, attrezziamoci a discutere il futuro. La caccia non è più quella di ieri, non sappiamo ancora come sarà quella di domani, ma sappiamo che in gran parte dipenderà da noi.
L’assessore regionale si è impegnato per la prossima primavera a convocare una conferenza regionale sulla caccia. Ben venga se saremo pronti a superare le divisioni ormai palesi anche in seno alle associazioni, se sapremo progettare il cambiamento, accettare le novità, il confronto ed il dialogo con gli agricoltori e gli ambientalisti seri.
Consigliere regionale FI L’ASSESSORE regionale alla caccia Bottini, ratificando le “pressanti volontà” sullo spostamento della data di cacciabilità del colombaccio alla terza domenica di settembre, ha di fatto delegittimanto le associazioni venatorie umbre. Nessuna componente venatoria, in sede di riunioni della consulta regionale, ha mai proposto una simile eventualità; ben altre erano invece le modifiche e gli aggiustamenti proposti in tema di calendario venatorio, tutte inascoltate ed elegantemente ignorate. Come può ora parlare di “costante raccordo” con il mondo venatorio, per costruire un equilibrio sempre più avanzato tra le diverse forme di caccia, se il primo passo verso la sbandierata conferenza venatoria regionale ha prodotto modifiche non richieste al calendario? La fiducia dei cacciatori si costruisce con atti concertati, discutendo dati oggettivi e tecnicamente validi, rifiutando appartenenze di schieramento, pressioni di partito o di club, acsoltanto con un minimo di attenzione chi intende seriamente tutelare tutte le forme di caccia, senza concedere vantaggi a una sola a discapito delle altre.
Stefano Tacconi – Segretario provinciale Libera caccia – Perugia
——————————————————————————–
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Il vicepresidente nazionale dell’associazione «Caccia-pesca-ambiente» critico nei confronti del Parco
Gravine, cacciatori sul piede di guerra

Bellanova: pronti i ricorsi contro chi non rispetterà le norme sull’attività venatoria
[31/07/05] Cacciatori sul piede di guerra dopo l’annuncio della prossima istituzione del Parco delle gravine. In una nota, il vicepresidente nazionale dell’associazione «Caccia-pesca-ambiente», Rocco Bellanova, ha dichiarato che «un pool di legali, con a capo il responsabile dell’ufficio del garante, l’avvocato Giancarlo Catapano, è già pronto per eventuali azioni da intraprendere nei confronti di quelle amministrazioni che non osserveranno le attuali disposizioni in materia di caccia». Bellanova fa riferimento alla legge 157 del 1992 e alla legge regionale 27 del 1998. Da quelle norme si evince, dice Bellanova, «che la superficie da interdire alla caccia non potrà superare il 30 per cento del territorio agro-silvo-pastorale della nostra provincia». Il Parco dello gravine, secondo i cacciatori, non andrebbe incontro a questo criterio. Bellanova prevede ulteriori «azioni di lotta» da parte dei cacciatori contrari all’istituzione dell’area protetta. «Io spero – si legge ancora nella nota inviata alla stampa – che possano parteciparvi tutti quei sindaci dei Comuni ricadenti nel Parco, molti dei quali, nonostante avessero indicato la superficie del proprio Comune con atti deliberativi adottati dalla giunta o dal Consiglio, si sono visti scippare ulteriore territorio dai fautori di questo parco». Bellanova allarga il raggio delle sue considerazioni e ritiene, con un giudizio politico a dir poco infuocato, che sulla base delle «restrizioni» che l’area protetta porterà con sé «le popolazioni residenti nelle zone destinate al Parco delle gravine saranno prigioniere nelle proprie abitazioni». Questo, secondo Bellanova, sarebbe il risultato dell’applicazione dei regolamenti di attuazione della legge quadro 394 del 1991 e dalla legge regionale 19 del 1997. Per cui, avverte il presidente dell’associazione cacciatori «potrebbero essere vietate le attività agro-turistiche, artigianali, commerciali, agro-silvo-pastorali, sportive, ricreative». Nello specifico, Bellanova, elenca 12 divieti. Tra gli altri ci sono quelli riguardanti: la costruzione di nuovi edifici, il mutamento della destinazione dei terreni, la raccolta di funghi, l’introduzione di specie animali o vegetali non originarie della gravina, la costruzione di strade, il transito con mezzi motorizzati e, appunto, il divieto di caccia.
——————————————————————————–
Fonte: SAVONA NOTIZIE – Data di pubblicazione: 01/08/2005
Enpa: No al regolamento della riserva marina di Bergeggi
Bergeggi (Savona) – “Non ci sono soltanto i pescatori arrabbiati contro il regolamento della riserva marina di Bergeggi, di prossima istituzione – dicono dall’Ente Nazionale Protezione Animali di Savona – ci siamo anche noi, per opposti motivi, che da tempo chiede agli Enti interessati (Regione, Provincia, Ministero, Capitaneria) di porre il divieto di ogni tipo di pesca nelle riserve marine.
Nelle riserve marine di mezzo mondo la pesca è proibita ed i pesci non temono l’uomo e si lasciano avvicinare; per nuotare in mezzo a loro, o semplicemente osservarli (con maschera e boccaglio o su barche con fondo trasparente, o con mezzi subacquei o semisubacquei e osservatori marini) vi si recano migliaia di turisti; e le popolazioni locali hanno scoperto che un branzino vivo rende molto di più che pescato per “sport” o fritto in padella.
Attorno all’isola di Bergeggi, soprattutto a Spotorno, sono sorte piccole imprese di diving che, soltanto da poco favorite dal Comune, accompagnano i turisti a visitare i fondali ed ammirare la fauna marina. Purtroppo in alcune zone dell’area marina di Bergeggi verrà ammessa, come è accaduto a Portofino, la pesca professionale e sportiva, mentre ai residenti verranno concesse ulteriori facilitazioni; ed i pesci non si lasceranno avvicinare.
La pesca in mare – concludono gli animalisti – è praticamente consentita ovunque in Liguria; e quella “sportiva” è addirittura autorizzata anche nei porti, moli, pontili e dighe foranee, nonché sulle scogliere e sulle spiagge, anche quando sono frequentate dai turisti. E’ proprio così impossibile rinunciare a uccidere pesci nei pochi ettari di una riserva marina?
In Italia sembra proprio di si.”
——————————————————————————–
Fonte: HELP CONSUMATORI – 01/08/2005 – 16:06
VACANZE. Agosto in città, i suggerimenti di Italia.gov
Negli ultimi anni è cresciuto il numero di persone che, per scelta o per necessità, si trova a trascorrere il mese d’agosto in città. Il portale italia.gov ha messo a disposizione degli utenti un “Manuale d’uso per un agosto in città”: un insieme di consigli e suggerimenti per affrontare al meglio i grandi e piccoli disagi connessi alla permanenza in città durante un mese destinato, per tradizione, alle vacanze:
Attenzione alla spesa – In questo periodo fare la spesa richiede un’attenzione in più. Prudenza è necessaria nell’acquisto dei generi alimentari sottoposti a refrigerazione o congelati: gli appositi contenitori debbono esporre il segnalatore di temperatura e il rivenditore deve garantire che non sia mai stata interrotta o modificata la catena del freddo.
Attenzione in particolare ai latticini, alle verdure e alla frutta, al pesce e ai frutti di mare che devono essere garantiti da una specifica conservazione e venduti nelle retine di stabulazione. In estate, infatti, l’esposizione prolungata al sole ed agli agenti inquinanti rende maggiormente deteriorabili gli alimenti freschi, conviene acquistarli appena posti in vendita e nelle prime ore del mattino.
Attenzione per i più piccoli – Alle precauzioni che abitualmente si hanno nei confronti dei piccoli (giocattoli a norma, spazi all’aperto adeguati, attenzione a detersivi, sostanze nocive, ecc.) in estate se ne aggiungono altre. In questo periodo, è particolarmente utile, ad esempio, premunirsi contro le punture di insetti, le scottature e le sbucciature che sono all’ordine del giorno quando il bambino indossa vestiti leggeri. Ma non solo: nella stagione estiva crescono le occasioni di stare all’aria aperta, si devono perciò conoscere e riconoscere alcune situazioni di rischio legate al caldo e al sole.
Il colpo di sole si manifesta in giornate molto calde – Evitate innanzitutto di uscire nelle ore più calde della giornata e di fare attività fisica intensa. Le ore pomeridiane sono quelle a maggior rischio. Non forzate i bimbi a mangiare troppo, offrite loro molta frutta e bevande, fate indossare sempre berretti e cappellini. Utilizzate con moderazione l’aria condizionata in auto, l’uso smodato con temperature “siberiane” espone i bambini a malattie da raffreddamento e a sbalzi termici molto forti quando si esce dall’auto.
Anziani soli – Con il ritorno dell’estate per gli anziani rimasti soli in città si ripropongono gli stessi problemi: farmacie a singhiozzo, il negozio sotto casa chiuso e via dicendo. Per non parlare di chi ha problemi di salute che possono essere acutizzati da caldo e disidratazione. Questo perché le persone di una certa età spesso hanno perso i naturali meccanismi di adattamento al caldo: non hanno più la capacità di sudare, e non sentono lo stimolo della sete. Per evitare conseguenze gravi l’unica vera soluzione è prevenire: con pochi ma fondamentali accorgimenti si possono limitare conseguenze anche serie: spesso basta bere un po’ di più e preferire una dieta ricca di frutta e verdure, per reintegrare i sali minerali necessari e combattere quella sensazione si spossatezza che può preludere a una situazione di squilibrio idro-salino. Enti e associazioni di volontariato ormai da qualche anno si adoperano in tutti i modi per andare incontro alle esigenze e alle richieste di chi si rivolge loro per avere un aiuto o un’informazione
Rischio ozono – In questi ultimi anni sono state registrati picchi di caldo con temperature superiori anche di 10°Calle medie stagionali, anche per l’ormai noto “effetto serra” dovuto all’inquinamento e alla riduzione delle difese atmosferiche (il famoso “buco nell’ozono”). Il caldo afoso, soprattutto se associato a umidità elevata, rappresenta la situazione ideale per l’insorgenza del colpo di calore, responsabile di malesseri soprattutto in anziani o in persone con problemi di salute. È sufficiente una temperatura sui 30°-35° con alto tasso di umidità, superiore al 60-70%, per determinare un colpo di calore che, paradossalmente, può non verificarsi con temperature anche più elevate, ma in assenza di umidità.
L’umidità eccessiva, infatti, non consente al sudore di evaporare dal nostro corpo e, quindi, di abbassare dapprima la temperatura cutanea e successivamente la temperatura interna. Le persone più a rischio sono quelle che hanno difetti nella regolazione della temperatura cutanea per situazioni legate all’età, come i bambini e gli anziani, o a malattie come il diabete, le cardiopatie, le malattie respiratorie croniche, l’ipertensione arteriosa. Per evitare disagi, soggiornate, se possibile, in locali climatizzati o utilizzate dei ventilatori. Fate fare spesso bagni e docce rinfrescanti.
Animali abbandonati – Ogni anno in Italia vengono abbandonati 150.000 cani.E anche i gatti, nei mesi più caldi, spesso non godono di una sorte migliore. Chi abbandona gli animali domestici per andare in vacanza non è scusabile in alcun modo e per di più commette un reato. A maggior ragione se si pensa che, oggi, ai proprietari di animali domestici sono offerte diverse possibilità per evitare un crudele abbandono. Se trovate un cane abbandonato o volete aiutare un micio in difficoltà o ancora segnalare una situazione di particolare disagio di un qualsiasi animale, potete fare riferimento all’ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali, che ormai da anni da anni spende le proprie energie per garantire degna assistenza agli animali. L’abbandono irresponsabile degli animali determina il deprecabile fenomeno del randagismo, che negli ultimi tempi ha assunto dimensioni rilevanti e preoccupanti.
Il randagismo, con tutte le implicazioni di ordine igienico, sociale e sanitario, porta all’alterazione del pacifico rapporto di convivenza che è sempre esistito tra l’uomo e l’animale. Il buon cuore e il senso civico evidentemente non sono sufficienti: per questo è stato necessario tutelare il diritto alla vita dei cani e dei gatti con una legge (L. 14 agosto 1991, n. 281). Qualche consiglio, invece, per chi tiene con sé i propri amici: raddoppiate le scorte di acqua per gli animali che rimangono soli in casa; preferite i cibi secchi a quelli umidi per evitare il rischio di putrefazione; se vi mettete in viaggio ricordate di fermarvi ogni tanto e dare da bere. Anche se è estate e ci sono meno auto e bambini in giro, ricordate di fare indossare a Fido guinzaglio e museruola.
HC 2005 – redattore: VC
——————————————————————————–
Fonte: LA REPUBBLICA – 1 agosto 2005
Quaranta suini morti di caldo durante il viaggio verso la macellazione
Gli animalisti: “Denuncia al trasportatore e appello a Storace”
Frosinone, strage di maiali in un tir
Lav: “Stop al trasporto di bestiame”

ROMA – Dall’Olanda a Salerno, in viaggio verso la macellazione. Ma per 40 maiali il caldo e le condizioni di trasporto durissime sono risultati fatali prima dell’arrivo: all’altezza di Frosinone, i suini sono morti, così si rilancia la polemica tra animalisti, trasportatori e ministero della Salute.
La Lega anti vivisezione ha chiesto ai propri legali di denunciare il trasportatore. La gravità del fatto, denunciato dall’associazione tedesca Animals’ Angels, e la violazione dei diritti degli animali, configurerebbe, secondo la Lav, la sanzione penale. “Il tir partito dall’Olanda e diretto a Salerno – si legge nella nota – ospitava 70 suini ed era probabilmente sovraccarico”. La Polizia stradale ha multato il trasportatore per 15.490 euro e sequestrato gli animali ancora vivi trasportandoli in una stalla di Patrica in provincia di Frosinone.
La Lav, che ha fornito alcune foto degli animali morti, ha dichiarato di voler presentare una interrogazione parlamentare al ministro della Salute Francesco Storace. “Di fronte a questa vera e propria escalation di casi di violazione delle norme sul trasporto di animali destinati alla macellazione è necessario chiedere che sia previsto lo stop al trasporto di animali in periodi di particolare caldo, perché in tali condizioni climatiche anche il camion meglio attrezzato non permette il rispetto della normativa in vigore”.
Un manuale informativo dal titolo ‘Il trasporto degli animali da allevamento e la loro protezione’, è stato realizzato da Lav e Animals’ Angels con il patrocinio dei ministeri della Salute e dell’Interno. Proprio il Viminale si occuperà della diffusione presso tutti i comandi e posti di Polizia presenti sul territorio nazionale.
Secondo una stima delle associazioni animaliste su dati Istat, sulle strade italiane sono transitati nel 2004 più di 611 milioni di chilogrammi di animali vivi, tra bovini, suini, ovicaprini, equidi, polli, tacchini, conigli destinati all’allevamento e alla macellazione: le irregolarità e la drammaticità di questi viaggi, per lo più su Tir e traghetti, sono stati più volte denunciati dalla Lav e dagli Animals’ Angels.
——————————————————————————–
Fonte: YAHOO – Lunedì 1 Agosto 2005, 16:11
Animali: Frosinone, 40 Maiali Morti In Un Tir Per Caldo e Sete
Di (Vmr/Col/Adnkronos)
Frosinone, 1 ago. (Adnkronos) – Quaranta maiali sono morti per il caldo e la sete, stipati uno addosso all’altro all’interno di un tir che li trasportava dall’Olanda verso Salerno. Una strage che e’ costata al trasportatore del tir una multa di oltre 15mila euro per violazione delle norme sul trasporto. A fermare il tir sono stati gli uomini della polizia stradale di Frosinone su segnalazione dell’associazione tedesca ‘Animals’ angels’. Altri due maiali sono stati abbattuti, non potendo piu’ essere trasportati, gli altri 28 sarebbero ripartiti per un centro di macellazione a Pagani, in provincia di Salerno.
——————————————————————————–
Fonte: GAZZETTA DI PARMA – 01/08/2005
IN BREVE
In autunno sarà caccia alle nutrie

ROCCABIANCA (Parma) – Con un’ordinanza datata 14 luglio 2005, anche il Comune di Roccabianca ha aderito all’iniziativa provinciale di tutela del territorio mirata a risolvere l’annoso problema delle nutrie, mediante l’abbattimento di questi animali da parte di squadre organizzate ed autorizzate di cacciatori. La campagna di eliminazione del devastante roditore è aperta ufficialmente dal 18 luglio scorso, e durerà fino al 30 giugno 2006. Le modalità di intervento sono definite da precise regole e criteri indicati nell’ordinanza, consultabile negli uffici del Comune.
——————————————————————————–
Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: FORLI’) – lunedì 1 agosto 2005
Cani e gatti, allarme abbandoni
Forlì – Se anche i muri della politica possono crollare sotto i colpi della democrazia, i muri dell’inciviltà spesso resistono a milioni di picconate. Da quest’anno il Comune di Forlì ha attivato una pressante campagna di sensibilizzazione contro l’inumano fenomeno dell’abbandono degli animali domestici, ma neppure i quantitativi industriali di volantini distribuiti in città per ricordare che tale pratica non solo è moralmente inaccettabile, ma anche un reato penalmente perseguibile, sembrano sufficienti a sconfiggere il fenomeno. Qualche piccolo passo avanti, a dire il vero, lo si può percettivamente riscontrare nella sensibilità e nell’informazione della cittadinanza, ma i dati dimostrano come la montagna sia altissima da scalare. L’apice dei casi di abbandono inevitabilmente lo si avrà entro pochi giorni, ma già oggi i rifugi per cani e gatti presenti sul territorio sono al sovraffollamento. Al canile comprensoriale di via Bassetta, attualmente, sono ospitati 207 “amici dell’uomo” (loro sì…), mentre altri 70 sono stati affidati alle strutture convenzionate e confinanti: “La Pioppa” e l’associazione “Amici dei cani di Bagnolo”. “In passato abbiamo ospitato sino a 230 animali, ma già adesso siamo al limite e temo che quando i lavori d’ampliamento per 24 nuovi box saranno ultimati, ci troveremo comunque in emergenza – spiega Adriano Giannelli, dirigente del canile -. Sinora abbiamo registrato meno casi d’abbandono rispetto al passato, ma il peggio deve ancora venire e in realtà si può notare come nelle abitudini della gente nulla sia cambiato. Il 52 per cento dei cani presenti nel Forlivese non è stato tatuato e non ha il microchip di riconoscimento e, considerando solo il forese, la percentuale si alza notevolmente”. Le forze dei volontari non sono poi sufficienti a gestire la situazione. “Al canile lavorano sei operatori, un impiegato, un direttore sanitario e un operatore sempre reperibile su tutto il comprensorio per il recupero degli animali abbandonati: è ovvio che avremmo bisogno di maggiori risorse. Soprattutto perché se nel 2004 abbiamo dato in adozione 200 cani, il 20 per cento in più del 2003, il 60 per cento dei nostri ospiti è anziano e nessuno vuole portarlo con sè”.Non dissimile la disamina degli “Amici dei cani”. Nel rifugio ora sono presenti oltre 60 gatti e 40 cani. “Siamo una realtà di supporto al canile e in più gestiamo un piccolo gattile che è davvero al limite della sua capienza – spiega Ornella Montanari – La vera tragedia riguarda proprio i mici: ogni mese ne dobbiamo accogliere a decine perché la gente li abbandona ovunque ancora cuccioli. Alcuni li troviamo davanti alla nostra porta, altri li salviamo dal fiume o dal cassonetto e poi li curiamo. Purtroppo i forlivesi continuano a non sterilizzare gli animali e a scambiarci per un albergo”. Constatazione amara cui fa eco Samuele Giottoli, responsabile dell’associazione “Amici dei gatti” e instancabile volontario al gattile privato di Carpena. “Quest’estate diamo asilo a un numero maggiore di gatti rispetto allo scorso anno: in totale ne ospitiamo oltre 90 e solo nell’ultima settimana ne abbiamo salvati 12 – afferma amaramente -. La maggioranza è costituita da cuccioli o mici ancora piccoli la cui cura è davvero complicata. La gente a parole è prodiga di elogi nei nostri confronti, ma di fatto approfitta di noi per lavarsi la coscienza quando abbandona un felino”. Anche perché le adozioni si contano davvero sulle dita delle mani. “Per ogni gatto adottato – spiega Giottoli – ce ne sono cinque abbandonati nei campi”.Pur nello stesso quadro, uno spiraglio di speranza per una nuova coscienza, viene da Dorella Senzani di “Mondo Cane”, il centro d’accoglienza per cuccioli di cane e gatto di via Zampeschi. “Attualmente curiamo 14 cuccioli di gatto e 2 piccoli cani, ma nello stesso periodo del 2004 questi ultimi erano venti. Gli animali ci vengono affidati dal canile proprio perché bisognosi di maggiori attenzioni, ma il nostro compito è soprattutto quello di aiutarli nel trovare una nuova casa e in questo impegno siamo davvero molto rigidi e selettivi”. E come stanno rispondendo le famiglie forlivesi? “Direi che per la prima volta in sei anni noto una maggiore responsabilità da parte di chi ci chiede di adottare un cucciolo”. Speriamo sia un segno.
Enrico Pasini
——————————————————————————-
Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: RIMINI) – lunedì 1 agosto 2005
Un bau di ringraziamento
RIMINI – Si è alzato sulle zampe posteriori ed ha iniziato a raspare contro il vetro, chiedendo aiuto al popolo di vacanzieri a passeggio sul lungomare Murri: nel camper dove lui e la sua compagna erano stati lasciati dai padroni andati a prendere un gelato per battere la canicola, non c’era ormai più aria. Una storia a lieto fine quella di una coppia di pastori corsi che una disattenzione – la moglie del proprietario uscendo dal Ducato aveva inavvertitamente chiuso tutti i finestrini – stava per costare cara, anche se il “sequestro”, ha appurato la veterinaria, è durato una manciata di minuti. Sufficienti, però, a far scodinzolare i due animali quando le mani di alcuni agenti del Nucleo prevenzione crimine di Bologna piombati in loro aiuto, hanno riempito le ciotole di acqua utilizzata per dissetarli e rinfrescarli. Davanti a una piccola folla di curiosi.L’allarme è scattato a cavallo delle 23. Padre, madre e due figli, hanno parcheggiato il camper davanti al bagno 30 per raggiungere la gelateria più vicina. Preoccupata dei ladri la mamma, prima di scendere, istintivamente chiude i finestrini, dimenticandosi che la guardia l’avrebbero comunque fatta quei due splendidi esemplari di pastore corso. Passano i minuti e l’aria comincia a mancare. Quando le due volanti arrivano allertate dalla centrale, la femmina è immobile sul pavimento del Ducato. All’apparenza non c’è tempo da perdere: il portellone laterale viene forzato ed i due animali liberati. Basta una boccata d’aria e anche la più provata ricomincia a scodinzolare. La veterinaria del canile li visita seduta stante. La coppia di “corsi” sta bene e lo stato in cui sono tenuti dimostra che sono animali amati e accuditi. Cosa che confermano anche diversi bagnanti che da una settimana vedono la famigliola e i cani in spiaggia. Notizie che valgono al capo famiglia, un 43enne sbarcato in Italia dalla California, solo una multa di 200 euro per “malgoverno di animali”.e.ch.
——————————————————————————–
Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: RIMINI) – lunedì 1 agosto 2005
“Non si fanno rispettare le regole”
rimini – Perchè la Polizia municipale non ha sequestrato due cuccioli utilizzati, sabato mattina, da un mendicante per impietosire i passanti, come previsto dal relativo regolamento comunale? A porre l’interrogativo è Animal Liberation, che cita un episodio verificatosi in Corso d’Augusto. Nel gran caldo, un mendicante “costringeva sull’asfalto rovente due cuccioli di pochi mesi”. Volontari di Animal Liberation, presenti sul posto, sostengono inoltre che, da loro chiamati, sono giunti cinovigili e vigili urbani, e sostiene anche che “il mendicante è recidivo: un’altra, precedente cucciolata è entrata in canile quando i cani ormai adulti non servivano più a commuovere ed ottenere elemosine”. I volontari hanno dunque chiesto l’applicazione “del Regolamento di polizia municipale che vieta l’accattonaggio con animali e prevede il loro sequestro” (elemento confermato a fonti comunali), tanto più che “persone indignate di fronte all’evidente sofferenza dei cuccioli hanno offerto la propria disponibilità per l’immediata adozione”. Ma, sempre a quanto riferisce l’associazione animalista, il mendicante sarebbe stato allontanato dopo l’identificazione “per sterilizzare ‘eventualmente’ la madre dei cuccioli”.Una soluzione che al mendicante non dev’essere parsa vera, tanto che se n’è andato, coi cuccioli, in tutta fretta. Vari gli interrogativi che si pone Animal Liberation: è stato adempiuto così il Regolamento di polizia municipale? E perchè non è stato chiamato un veterinario Ausl per verificare la salute degli animali? L’associazione intende comunque inoltrare una “denuncia via internet attraverso il documentato sito www.riminivacanzeverderabbia.it che sarà integrato del capitolo relativo alla gestione del rapporto di Rimini con gli animali e il loro ambiente”. fra.p.
——————————————————————————–
Fonte: CORRIERE ROMAGNA (Edizione di: RIMINI) – lunedì 1 agosto 2005
L’Aisad: “Più bestie alla fiera degli uccelli”
SANTARCANGELO (RN) – Le fiere clementine sono appena tornate alla Blu Nautilus (a dire il vero, senza averla mai lasciata) e c’è chi avanza subito “consigli”.E’ il caso di Virgilio Camillini, presidente nazionale Aisad, la Associazione imprese settore animali domestici che fa parte di Confesercenti.L’obiettivo è dare una svolta alla fiera secolare di San Michele, conosciuta come quella degli uccelli.“In base agli indirizzi presi dall’Amministrazione, all’insegna della tipicità e caratteristicità, è importante che ognuno faccia la sua parte, per un ritorno alla tradizione di un tempo consapevoli dei mutamenti e della sua evoluzione, esprimere il più alto livello di specializzazione”.Innanzitutto la collocazione. “Massima attenzione a non disperdere troppo gli eventi per poi spersonalizzarli dai suoi luoghi naturali, apprezzamento per le modifiche di natura tattica, lo spostamento del baricentro cittadino, avvenuto con il recupero dell’ex campo della fiera, la rinnovata via Lauro De Bosis, il nuovo parcheggio Cagnacci, l’arena Supercinema e il vicino Sferisterio, fanno sì che le zone di maggior pregio individuate diventino il cuore delle manifestazioni, il ricordo di come certi eventi storici erano la specificità di alcuni luoghi del borgo”.Poi i tempi. “La scelta di ridurre alcuni banchi, dare opportunità ad operatori del nostro territorio locale, e aver optato per fiere più brevi, per alleviare gli enormi disagi alla città porterà i suoi frutti positivi per tutti”.Ma bisogna portare più bestie. Camillini fa l’elenco: animali della fattoria, gara di cani da tartufo, cani, gatti, uccelli, cani della protezione civile, la storica gara canora di uccelli, l’ esposizione di uccelli (la chesa di gazot), visite scolaresche con veterinari a disposizione per informative sulla tenuta, l’igiene e cura degli animali domestici da compagnia, il mondo dei falconieri, quello delle tartarughe terrestri.Ma anche una esposizione rigorosamente di cose vecchie utilizzate a suo tempo nel mondo degli animali: gabbie, accessori, foto di cose ed eventi, manifesti, riviste, calendari, attrezzi veterinari, fischi e attrezzi venatori, incubatoi e accessori, cose vecchie utilizzate nelle stalle per animali da reddito, contenitori e involucri di mangimi, certificati, tesserini, canne mulinelli, indumenti vari, cestini. Tutti materiali che si possono trovare in cantine e soffitte, ma che potrebbero essere accolti nel museo di Santarcangelo.
——————————————————————————–
Fonte: LIBERTA’
Golia, il cane che fa da mamma a un maialino
A Rio Torto di Borgonovo un quattrozampe ha adottato Pastiss, abbandonato dalla scrofa
BORGONOVO (PC) – [28/07] Si chiamano Golia e Pastiss e sono rispettivamente un cagnolino e un piccolo maialino thailandese che nulla avrebbero in comune se non il fatto che il cagnolino, da una settimana a questa parte, si è fatto carico di allevare il piccolo maialino rimasto solo. L’insolita storia arriva dal “Club dei piccoli rio Torto”, il centro educativo e ricreativo che si trova nelle campagne tra Borgonovo e Castelsangiovanni.
«Una settimana fa – spiega Gigi Fiori, titolare del centro – la scrofa Elvira ha dato alla luce due piccoli maialini di cui uno, Pastiss, appena nato è uscito dal recinto e si è ferito. Una volta rientrato la mamma l’ha rifiutato perché non più sano e così abbiamo dovuto separarlo e portarlo in casa». Una volta in casa il piccolo maialino thailandese è stato messo in una cassetta in un posto riparato. «La mattina dopo, al risveglio – racconta sempre il titolare del centro – abbiamo trovato il nostro cagnolino, Golia, all’interno della cassetta che coccolava il piccolo maialino. Da allora non si sono più separati. Golia si è fatto carico del piccolo maialino trattandolo come un suo simile. Lo accudisce ed è persino geloso se qualcuno si avvicina». Ogni tre ore qualcuno del centro si fa carico di dare da mangiare al piccolo maialino rimasto orfano tramite un biberon di plastica. Nel frattempo la storia non poteva non attrarre la curiosità dei piccoli ospiti del centro che ogni giorno affollano la stanza dove i due animali sono stati sistemati. «Se continua così – spiega il propietario – è molto probabile che il maialino crescendo assuma gli stessi comportamenti del cane». L’insolita storia non è l’unica che arriva dal “Club dei piccoli” dove poco più di un anno fa arrivò anche Molly, il cane rinvenuto nei pressi del centro legato e chiuso in un sacco dopo essere stato picchiato in modo crudele. «Oggi Molly sta bene – racconta sempre il titolare – gioca con i bambini, soprattutto con quelli che hanno più difficoltà e con cui probabilmente sente più affinità». Il centro ospita una quarantina di bambini con problemi psicomotori e di recente è stato riconosciuto come centro di pet therapy accreditato. Qui i bambini, prendendosi cura degli animali, imparano a superare le difficoltà e a vincere il proprio disagio. Oggi il centro è convenzionato anche con alcuni C

Related Tags:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 13 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano