WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Tuesday January 23rd 2018

Notiziario animalista

“La lotta non è per noi, non per i nostri bisogni personali. E’ per ogni animale che ha sempre sofferto ed è morto nei laboratori di vivisezione e per ogni animale che soffrità e morirà in quegli stessi laboratori, a meno che noi non faremo cessare ora, questo sporco businnes. Le anime degli animali torturati gridano per la giustizia, le loro urla da vivi sono per la libertà. Noi possiamo creare quella giustizia e dargli quella libertà.Gli animali non hanno nessuno tranne noi, non possiamo abbandonarli”.
Barry Horne
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Il messaggio a cui aderire e che trovate sul sito di Bairo alla pagina http://www.bairo.info/messaggi.html
ha per oggetto:
1. cittadini di buona volontà
Per aderire al messaggio sopra elencato basterà compilare il modulo di adesione con nome, cognome e città una sola volta
Saluti
Bairo
Fonte: mailing list Gruppo Bairo
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Aggressione all’ippodromo: Accusata di aver commesso irregolarità in gara corsa, viene colpita con una catena e un frustino, E’ in prognosi riservata
Fantino picchiata a morte dal rivale

SIRACUSA – Aggredita e picchiata al termine di una gara di qualificazione alla finale del palio di ” Santa Venera”, corsa ippica che si disputa ad Avola, comune a pochi chilometri da Siracusa. La vittima dell’aggressione e del pestaggio è una donna, le cui generalità non sono state rese note dalla polizia. Pochi minuti prima la giovane aveva battuto un fantino 24enne, C. S., il quale, insieme al padre di 46 anni, ha aggredito la malcapitata a colpi di frustino e catena di metallo, provocandole ferite in varie parti del corpo. La fantina è stata quindi ricoverata all’ospedale Cannizzaro di Catania. La prognosi è riservata. Sul caso indagano gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Avola. Per i due aggressori è scattata la denuncia per lesioni personali aggravate. La lite è cominciata subito dopo la fine della corsa. L’aggressore ha accusato la rivale di avere commesso delle irregolarità in gara. In particolare lo sconfitto lamentava il taglio della strada durante la prova che si svolge su un rettilineo, in pieno centro abitato. Tutto sembrava essersi chiuso lì, con un vivace scambio di opinioni. Invece, poco lontano dalla zona della corsa, la donna si è trovata nuovamente di fronte il fantino sconfitto, questa volta accompagnato da suo padre. Dalle parole questa volta si è subito passati ai fatti: i due hanno colpito più volte la giovane donna che, dopo i soccorsi, è stata condotta per accertamenti all’ospedale ” Di Maria” di Avola. L’aggravamento delle sue condizioni ha quindi imposto il trasferimento in un nosocomio di Catania. L’aggressione alla fantina è solo l’ultimo di una serie di gravi vicende che hanno messo nell’occhio del ciclone il concorso ippico di ” Santa Venera”, uno dei più chiacchierati appuntamenti ippici siciliani, che si svolge ogni anno a fine luglio. Venerdì scorso si era già registrato il maltrattamento di un cavallo, legato addirittura per la lingua. Le proteste della lega antivivisezione ( Lav) non si sono fatte attendere e sono arrivate sul tavolo del prefetto di Siracusa su iniziativa di Anna Donati, deputato dei Verdi. Sulla vicenda dei maltrattamenti ai cavalli del palio avolese è intervenuto anche Giulio Schmidt di Forza Italia, vicepresidente della prima commissione affari costituzionali. « Il Palio di Avola, – si legge nella nota inviata da Schmidt al prefetto di Siracusa – i cui problemi di ordine pubblico le sono noti, è quanto di più aberrante si possa oggi concepire in nome dello spettacolo e delle cosiddette tradizioni storiche. Nulla può giustificare il maltrattamento di esseri senzienti, dotati di sensibilità ed esposti a vero e proprio dolore. Quanto accaduto ad Avola viola i principi di dignità, responsabilità e giustizia » . Il sindaco del comune siracusano, Albino Di Giovanni, ha disposto la sospensione del palio con effetto immediato. Un gesto accolto con soddisfazione da molti spettatori, rimasti sconcertati per quanto è accaduto in questi giorni. Alla richiesta di Schdmit si è associato anche il gruppo interparlamentare denominato ” Amici degli animali”. Soddisfatti i vertici della Lav, che hanno sottolineato la loro soddisfazione per aver bloccato al fotofinish la corsa avolese, diventata ormai una sorta di mattatoio, con pestaggi annessi. Ennio Bonfanti, del settore Palio, ha inviato un fax al ministro dell’interno Pisanu, per informarlo dei problemi di ordine pubblico che si sono verificati nelle ultime ore durante la corsa ippica di Santa Venera. Sergio Taccone
Fonte: LIBERO
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Sorprese estive
L’Autogrill per cani fa retromarcia

Per risparmiare le aree autostradali di ristoro per animali tagliano l’assistenza; solamente due ore la settimana, il sabato o la domenica: dalle 12,30 alle 14,30
REGGIO EMILIA – Ogni giorno su radio, televisione e quotidiani viene enfatizzato il nuovo servizio a favore di chi viaggia accompagnato dal proprio cane. Si tratta dei ” Fido Park”, una sorta di oasi dove anche il cane può trovare ristoro durante i lunghi spostamenti verso mare e montagna. Queste aree attrezzate dovrebbero anche scoraggiare il triste fenomeno dell’abbandono che, in Italia, è apprezzato da un impressionante numero di adepti. Conviene riassumere i termini dell’iniziativa. Il primo autogrill che dedica uno spazio riservato agli animali in viaggio è nell’area di servizio Secchia ovest ( Modena ). L’inaugurazione avviene due anni fa ed è subito un successo di presenze. Oggi il numero è salito a 13 e nei prossimi anni ne sono previsti altri. Ma cosa sono i Fido Park ? Sono aree collocate all’esterno dei punti di ristoro Autogrill dotate, oltre che di acqua corrente, di cucce all’ombra di un gazebo, sistema di spurgo e disinfezione rapida. Presso ogni area è posizionato un regolamento in lingua italiana e inglese con le indicazioni di uso delle cucce e mappa delle aree attive nel paese. Inoltre in ogni Fido Park viene segnalato l’ambulatorio veterinario più vicino con il rispettivo recapito telefonico, per qualsiasi eventuale emergenza. Dall’anno scorso, grazie alla partnership dell’ANMVI ( Associazione Medici Veterinari Italiani ), viene organizzato un servizio veterinario gratuito che si attiva il sabato e la domenica nelle ore di punta, in caso di stress, colpi di calore e altri disturbi simili. Volontari delle associazioni animaliste assicurano il loro contributo in caso di necessità. L’idea di aprire queste aree è luminosa, ma non tutto è oro quel che luccica. Dopo due anni è bene ridimensionare l’entusiasmo, un po’ forzato, degli organizzatori. Un’amica che suole viaggiare sola e bene accompagnata dal suo Labrador mi ha raccontato di avere tentato una sosta presso il Fido Park in una giornata torrida all’ora di pranzo. Aveva già letto le istruzioni per l’uso, ovvero identificare il colore della cuccia, la qual cosa è impedita a migliaia di persone che soffrono di discromatopsia come lei ( non percepiscono uno o più colori ), ma il problema è superabile. Basta chiedere a un turista di che colore è quella gabbia. Diventa un problema ostico quando ci si deve recare alla cassa del market a ritirare la chiave, depositare un documento e compilare un modulo. Nelle giornate ” rosse” e negli orari di pranzo le casse hanno code lunghissime ed è facile perdere mezz’ora o più. Dove mettere il cane nel frattempo? E dove metterlo quando si va a riconsegnare la chiave alla cassa e si torna a fare la coda? Magari in macchina, tanto se gli viene un colpo di calore c’è il servizio veterinario sul posto. No, alt, contrordine. L’anno scorso c’era il servizio veterinario sabato e domenica dalle 12.30 alle 14.30. Risicato, ma meglio di niente. Quest’anno i 13 Fido Park sono stati suddivisi in quelli dove l’assistenza sanitaria c’è solo il sabato e quelli dove c’è sola la domenica. Appena inaugurati e strombazzati, la mannaia della congiuntura economica è calata anche su di loro. Gli hanno tagliato i viveri ( ai cani ). E sì che con quel che costano i panini, le bottigliette d’acqua minerale e i prodotti gastronomici etnici, la premiata ditta Autogrill poteva anche permettersi di spendere poche migliaia di euro in più per l’assistenza sanitaria. Due ore soltanto o il sabato o la domenica e limitatamente alle malattie da stress e colpo di calore in tredici aree di servizio, francamente dà più l’idea di una sana operazione di marketing che non della volontà di assistenza. Se dunque Fido, dovesse avere la sfiga di star male nel giorno sbagliato o di patire il disturbo sbagliato non gli resta che azzannare un polpaccio al Berlusca, quando lo incontra nell’area di sosta Brianza ovest. Lui non lo sa ma qualche colpa ce l’ha di sicuro. Oscar Grazioli
DOPO DUE ANNI IL SERVIZIO DI ASSISTENZA MEDICA VETERINARIA AGLI ANIMALI È S TATO SUDDIVISO TRA LE 13 AREE SPARSE NELLE PENISOLA; LA PRIMA E LA PIÙ NOTA È QUELLA DI SECCHIA OVEST IN PROVINCIA DI MODENA.
Fonte: LIBERO
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Dagli Usa la spiegazione dei problemi di orientamento
Habitat geometrici, e perdiamo la bussola

WASHINGTON Vi è mai capitato di trovarvi nel corridoio di un albergo o in una strada poco conosciuti e di non riuscire a trovare la direzione giusta verso la vostra stanza o la vostra destinazione? Se vi è successo, siete in buona compagnia. Il fenomeno infatti è molto comune. Ed è diffuso non solo tra gli esseri umani, ma anche tra gli animali allevati in cattività. Non solo, ma la colpa di tutto ciò va attribuita alla geometria. Ad affermarlo è un nuovo studio Usa, condotto da un team dell’Università dell’Alberta ( a Edmonton) e diretto da Chris Sturdly. Stando a questi studiosi tutti i nostri problemi di orientamento dipendono sostanzialmente dal fatto che molti dei luoghi in cui viviamo ( soprattutto le moderne metropoli, piene di palazzi moderni e grattacieli) sono caratterizzati da una struttura geometrica regolare e per molti versi ambigua. Capita ad esempio di trovarsi – tanto per tornare all’esempio iniziale – nel corridoio di un albergo in cui non si è mai stati prima e di sbagliare direzione a causa dell’eccessiva regolarità architettonica di tale edificio ( che non ci offre punti di riferimento per orientarci). Il fenomeno, secondo Sturdly, riguarda anche tutti gli animali nati in cattività. Ad esempio, gli uccelli allevati in una gabbia ( normalmente situata in una stanza regolare) tendono a ragionare in termini geometrici ( facendo riferimento agli angoli delle stanze e così via) e di conseguenza a smarrirsi se messi in libertà. Sturdly e colleghi hanno catturato dei chickadee di montagna ( cioè degli uccelli selvatici simili alle cince) e li hanno addestrati a raggiungere il cibo utilizzando la geometria ( cioè facendo riferimento alle caratteristiche geometriche del luogo in cui si trovavano). Quando però gli studiosi hanno offerto ai volatili dei punti di riferimento più diretti ( ad esempio sistemando il cibo nei pressi di un appariscente muro blu) i chickadee hanno utilizzato questi ultimi senza esitazione, raggiungendo così in un batter d’occhio il loro obiettivo. A detta di Sturdly l’unico modo per abituare gli esseri umani a non ragionare geometricamente ma mediante punti di riferimento è quello di esporli fin da piccoli ad ambienti molto diversi, che offrano loro stimoli di molti tipi. Luigi Sparti
Fonte: LIBERO
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Il cane che aveva azzannato un bimbo a Piacenza
Condannato a 10 giorni di domiciliari

Lo Staffordshire Terrier, il cane che mercoledì sera a Piacenza ha azzannato e sfigurato un bambino macedone di 5 anni è stato giudicato cane di medio rischio: non sarà quindi abbattuto e ha potuto fare ritorno a casa dal suo padrone, originario di Mazara del Vallo. Il cane è stato sottoposto a test dall’Asl, per stabilire l’aggressività dell’ani male. Dal momento che è rientrato nella fascia me dia ha fatto ritorno a casa. Con alcune limitazioni. Il cane non potrà uscire per dieci giorni e dopo quella data potrà andare solo con guinzaglio e museruola. La razza canina dello Staffordshire secondo il decreto Sirchia, non era una razza pericolosa. Nel corso di dieci giorni di « arresti domiciliari » il cane sarà sottoposto a nuovi esami per stabilire la sua aggressività, per deciderese comminargli provve dimenti più restrittivi come l’obbligo di rimanere in un recinto. Sempre in base ai test è emerso che il cane ha attaccato il bambino perché il piccolo si è irrigidito manifestando paura. Una reazione del tutto normale per il bimbo, ma per il cane è stato il motivo per scatenare l’attacco. « Mio figlio è vivo per miracolo ha invece commentato Vasil P. padre del bambino azzannato quando l’ho visto in quelle condizioni al pronto soccorso è stato uno choc» .
Fonte: LIBERO
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« Adotta un cane abbandonato » Appello agli anziani rimasti soli
Milano: Un po’ di compagnia, agli anziani, proprio non guasta mai. Soprattutto quando è quella disinteressata dei fedeli amici a quattro zampe. Che ogni anno, con il sopraggiungere dell’estate e delle vacanze, sono vittima di abbandoni da parte dei loro padroni. Proprio come le persone anziane, troppo spesso dimenticate e lasciate sole dai parenti in partenza per le ferie. E proprio da questo doppio ” abbandono” l’associazione ” Gaia, animali & ambiente Onlus” ha trovato spunto per promuovere la campagna ” Mai più soli come un cane”, mirata ad incentivare l’adozione di fido da parte dei vecchietti che rimangono in città. « La nostra proposta potrebbe essere una soluzione al problema della solitudine degli anziani ed un rifugio d’amore per migliaia di cani vittime dell’abbandono e scampati alla morte della strada » affermano Stefano Apuzzo e Edgar Meyer, portavoce e presidente dell’associazione ” Gaia”. « Se ogni anziano solo di Milano adottasse un cane » , proseguono, « avremmo svuotato tutti i canili della provincia » . « Per la nostra iniziativa » , aggiunge Meyer, « abbiamo chiesto aiuto anche al ministro della Salute, affinchè siano vietate le importazioni e la vendita dei cuccioli almeno per un anno » . Ogni esemplare di razza proveniente dall’Est costa in media 100 euro, mentre la retta giornaliera per un cane abbandonato e ricoverato in un canile rifugio è di 3 euro. « Adottando un cane » , spiega Meyer, « aiuteremo a combattere il fenomeno dell’abbandono, che nella sola Lombardia tocca ogni anno le 15mila unità » . Per info sulle adozioni, 338.7779957, tutti i giorni dopo le 17. Silvia Tironi
Fonte: LIBERO
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Caldo: morti 40 suini provenienti da Olanda e diretti a Pagani
Sarebbero morti per il caldo 40 suini ritrovati distesi sul pianale di un camion proveniente dall’Olanda. Li ha scoperti la polizia stradale di Frosinone che ha fermato per controlli il camion che trasportava 70 suini diretti ad un centro di macellazione a Pagani, nell’Agro Nocerino Sarnese. Di questi 70, una quarantina erano morti da ore. Sul posto sono intervenuti i veterinari dell’Asl di Frosinone che hanno provvisto a far trasportare i suini vivi in una stalla di Patrica mentre quelli morti avviati all’inceneritore. Sono in corso le indagini per accertare le cause della morte dei suini e le condizioni degli altri. Il conducente del mezzo è stato multato per violazione di norme per il trasporto di animali pari a 15 mila euro e deferito all’autorità giudiziaria.
Fonte: SALERNO NOTIZIE
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Gatto ucciso per gioco
VENEZIA – Gettano fuori dall’auto in corsa, in mezzo alla strada, un gattino nero, nato da poche settimane, per farlo morire e poi scappano via. Lo lanciano fuori dal finestrino. Il resto è questione di pochi istanti. Il cucciolo, ovviamente spaventato, muore incastrato sotto le ruote di un auto. Proprio dove la bestiola aveva cercato rifugio, tanto era rimasta terrorizzata dal volo. Alcuni passanti hanno cercato di trarre il gattino in salvo, ma lui aveva cercato di salvarsi sotto l’auto nel momento in cui la stessa vettura, per una beffarda e sfortunata coincidenza, si stava per mettere in marcia. Così il gatto non ha avuto scampo. E’ la storia di un crudele abbandono di animali, come purtroppo si ripetono spesso, soprattutto nel periodo estivo, da parte di uomini senza cuore. E, ancor di più, per il gattino, finito schiacciato sotto le ruote dell’auto, sono le sequenze di una fine atroce. L’episodio si è verificato giovedì nel tardo pomeriggio, tra le 18 e le 19 al Lido, in lungomare Marconi. Una scena consumatasi, sotto gli sguardo esterrefatto di alcuni bagnanti (tra cui una bambina ora sotto shock) al rientro dalle spiagge. Nessuno, però, al momento è riuscito ad individuare la targa dell’auto che, proveniente dal piazzale Casinò, era diretta verso via Colombo, ma sono comunque partite le ricerche per tentare di identificare la vettura e i responsabili del gesto.
IL GAZZETTINO DI VENEZIA
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Svizzera – Meride, capra decapitata
Macabro ritrovamento sulla strada che porta al Serpiano

È ancora avvolto nel mistero il ritrovamento, sulla strada che da Meride porta al Serpiano, del cadavere di una capra decapitata. Della vicenda si sta occupando l’Ufficio cantonale caccia e pesca, al lavoro per trovare indizi che possano dare una spiegazione a quanto accaduto. Del macabro ritrovamento si è appreso ieri, grazie a un comunicato della Società protezione animali di Bellinzona, che ha inoltrato al Ministero pubblico una denuncia penale contro ignoti.
La capra è stata avvistata da un abitante di Meride lo scorso 16 luglio, ma l’atto violento risale molto probabilmente a qualche giorno prima. La testa dell’animale si trovava a qualche metro dal corpo e le quattro zampe erano state legate con una corda, operazione comunemente eseguita per immobilizzare gli animali. Immediatamente è stata avvisata la Spab di Bellinzona, la quale ha poi provveduto a comunicare il ritrovamento alla polizia cantonale e all’Ufficio caccia e pesca, che ha allertato i guardiacaccia della regione. « Al momento – afferma il capo dell’Ufficio caccia e pesca Giorgio Leoni – non abbiamo indizi sufficienti per ipotizzare cosa sia accaduto e soprattutto cosa vi sia all’origine di un gesto simile. Le nostre indagini comunque continuano » . La Spab di Bellinzona ha informato anche il veterinario cantonale e il Municipio di Meride. Attualmente non si sa da dove provenisse la capra, ma non si esclude che possa essere stata rubata a un contadino della zona.
Sono in corso delle verifiche.
« Purtroppo – afferma il presidente della Spab di Bellinzona Armando Besomi – non è la prima volta che in Ticino viene rinvenuto un animale in queste condizioni » . Un caso analogo risale a circa un anno fa, quando proprio a Meride venne trovato un capriolo che presentava evidenti segni di sevizie, mentre tre anni fa in val Calanca qualcuno abbandonò a pochi passi dal fiume un agnello decapitato. « È difficile – con- tinua Besomi – spiegare atti di questo genere nei confronti di animali. Le possibilità sono molteplici. Potrebbe trattarsi di un gesto sconsiderato di un singolo, che desidera creare preoccupazioni nella zona o un atto sacrificale » .
Quanto avvenuto a Meride sembrerebbe non avere nulla a che vedere con i casi di sevizie su animali avvenute nelle ultime settimane nella Svizzera nord- occidentale, dove le polizie dei cantoni di Basilea Campagna, Argovia e Soletta sono alla ricerca dell’autore o degli autori delle sevizie a sfondo sessuale. Una trentina i casi, nella maggior parte sono stati colpiti dei bovini, ma sono stati presi di mira anche pecore, cavalli, gatti e conigli. Nulla di tutto ciò a Meride. La capra rinvenuta non ha infatti subìto violenze agli organi genitali.
Da escludere, infine, anche la possibilità che qualcuno abbia tentato di emulare il seviziatore presente oltre Gottardo, in quanto alla metà di luglio i casi di Soletta e Basilea non erano ancora noti alla stampa.
Si indaga per scoprire l’autore e l’origine dell’atto violento ( Ti- Press)
Fonte: LA REGIONE TICINO
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Palio di santa venera
CAVALLO LEGATO PER LA LINGUA
DENUNCIATO IL SUO ARTIERE

Avola (Siracusa)
Denunciato dalla Polizia per maltrattamenti. E’ quel che è accaduto a un uomo di 29 anni che ad Avola (Siracusa), ha legato per la lingua con una corda, il cavallo che avrebbe dovuto prender parte al palio di Santa Venera che si correrà oggi. (ieri per chi legge)
Fonte: IL GIORNO QN
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Allarme per eventuali usi bellici
Via il rimorso con i farmaci postraumatici
Curano il dolore psicologico ma possono mutarci in killer

ITHACA I beta- bloccanti, farmaci molto diffusi e utilizzati comunemente per abbassare la pressione arteriosa, sono in grado di eliminare la sofferenza psicologica provocata da traumi ed episodi molto violenti vissuti in passato. Tale scoperta, effettuata da un gruppo di ricercatori americani, potrebbe essere d’aiuto a tutte le persone affette da sindrome da stress post- traumatico, ma potrebbe anche essere utilizzata dagli eserciti di tutto il mondo per trasformare i soldati in killer spietati e privi di rimorsi. A realizzare questo studio sono stati Margaret Altemus e il suo team della Cornell University ( a Ithaca). Come è noto, la sindrome da stress post- traumatico è una condizione patologica derivata da un forte trauma: si manifesta sotto forma di attacchi di panico, pensieri ossessivi e difficoltà respiratorie. Essa può originarsi in seguito a un attacco terroristico, a una catastrofe naturale, a uno stupro, a un’aggressione, a una battaglia particolarmente cruenta e così via. Le terapie attualmente utilizzate per curare questa patologia riescono a conseguire dei risultati piuttosto limitati. Gli studiosi Usa hanno scoperto gli effetti neurologici dei beta- bloccanti mediante il seguente esperimento. La Altemus e il suo team hanno sottoposto un certo numero di ratti a delle scariche elettriche annunciate da un suono specifico, ingenerando in essi una paura istintiva di tale evento; i ricercatori hanno poi somministrato alle cavie un particolare beta- bloccante, il propanolo. Gli animali trattati in questo modo smettevano di temere il suono in questione, segno del fatto che il suddetto farmaco riusciva in qualche modo a interferire con le procedure di immagazzinamento dei ricordi di eventi paurosi, eliminando le emozioni negative associate a essi. Gli scienziati della Cornell sono ora intenzionati a sperimentare le potenzialità psichiatriche del propanolo anche sugli esseri umani, e a questo scopo hanno già iniziato a reclutare i sessanta volontari di cui hanno bisogno per questo test. Paul McHugh, psichiatra della Johns Hopkins University ( a Baltimora) ha però espresso le sue preoccupazioni relativamente alle possibili applicazioni belliche di questo farmaco; esso potrebbe essere infatti utilizzato per rendere i soldati meno sensibili alla violenza, consentendo così loro di commettere delle atrocità più facilmente. « Se dei militari uccidessero dei bambini voi dareste loro dei beta- bloccanti affinché lo possano fare di nuovo? » ha dichiarato McHugh. Luigi Sparti
Fonte: LIBERO
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Maltrattato un cavallo al Palio di Avola
Avola (SR): Orrore al Palio di S. Venera, che in questi giorni e fino a domani si corre per le strade di Avola, in provincia di Siracusa: un cavallo è stato seviziato e trattato brutalmente: legato per la lingua con una corda dal suo artiere che così lo stava facendo partecipare alla corsa. E’ la denuncia della Lav Sicilia, che ha chiesto l’immediata sospensione del palio. Durante le prove a cronometro dei giorni scorsi, inoltre altri episodi hanno confermato l’assoluta pericolosità della corsa ed i maltrattamenti subiti dagli animali: due cavalli imbizzarriti per lo stress e le condizioni di trattamento e che non volevano entrare nelle gabbie di partenza, hanno disarcionato i fantini facendoli sobbalzare dalla sella.
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GRUPPI DI GIOVANI SEVIZIANO CANI A VICENZA. IL VICE SINDACO INVITA A DENUNCIARE, L’ENPA CHIEDE ORDINANZA
«Isolate i punkabestia, non date loro più un soldo e, soprattutto, denunciateli. Per favore, fate come vi chiediamo». Il monito del vice sindaco Valerio Sorrentino ora ha una sfumatura di sconforto. Non è più solo energico e grintoso come all’inizio, non ha più la sua caratteristica controcorrente nello sfidare, con il suo audace vocabolario paramilitare, l’opinione pubblica della città. No, ora la situazione sembra degenerare e lo testimonia anche l’appello un po’ più angosciato di Sorrentino: 15 ragazzi fuori da ogni regola tengono in scacco la città e le decisioni sul da farsi, adesso, non sembrano più essere così numerose. Adesso non si può più scegliere se essere buoni o cattivi. Adesso, chissà chi decide.
Proprio ora che – dopo il summit in prefettura – si era cercato di accantonare la via repressiva per inaugurare, con uno studio dei servizi sociali, una sorta di “sociologia del punkabestia”. Proprio ora che la città si era fermata per provare a capire il fenomeno, l’altra sera si verifica l’ultimo episodio di feroce maltrattamento in Campo Marzo. Lì, un cane è stato pestato a sangue da dieci punkabestia, fatto roteare col proprio guinzaglio fino allo strozzamento per poi, dopo pochi minuti di svenimento, riprendere la carneficina. I cittadini presenti alla scena sono ancora sotto schock, mentre l’Enpa chiede addirittura che il Comune sforni un’ordinanza ad hoc per l’emergenza. Ma le denunce, ancora una volta, per paura, non si fanno.
«Abbiamo ricevuto una segnalazione attorno alle 18.30 – racconta Walter Busolo, capo nucleo delle guardie zoofile provinciali – da una ragazza che poi non se l’è sentita di fare la denuncia, nonostante noi stiamo continuando a provare a convincerla. È ancora sconvolta per la scena a cui ha assistito nei pressi del bar Moresco, e dove, poco dopo, oltre a noi è intervenuta la polizia. Purtroppo, però, i giovani se l’erano già svignata in fretta».
La ragazza, insieme ad altri cittadini, riferisce di aver visto torturare un cane di media taglia che prima è stato selvaggiamente preso a pedate, poi preso di peso per il guinzaglio, scaraventato a terra dove è rimasto inerte per alcuni minuti. Dopo le torture sono ricominciate con i pugni: a quel punto la testimone dei fatti ha chiamato le guardie zoofile e la polizia ma, all’arrivo di questi, i punkabestia erano già spariti, portandosi dietro il cane che, a questo punto, non si sa se sia ancora vivo o morto.
«Quello che è successo è una cosa vergognosa – spiega Busolo – ma questi ragazzi sono avvisati: da oggi le guardie zoofile vicentine, che sono agenti di polizia giudiziaria a tutti gli effetti, intensificheranno i controlli 24 ore su 24 in tutte le zone calde della città. Siamo in molti e giriamo tutti in borghese: i punkabestia stiano ben attenti a ciò che fanno, dunque».
«Non solo – prosegue Busolo – proporremo al vice sindaco di poter intervenire appostandoci in diversi parchi con il nostro furgone civetta per filmare tutte queste atrocità, magari in coordinamento con la polizia municipale. Nel frattempo, però, si potrebbe emettere un’ordinanza sull’articolo 83 di polizia veterinaria, secondo il quale, tutti i cani indicati e trovati senza museruola, vanno subito sequestrati. Un primo buon modo per proteggerli da padroni degenerati».
«Ben vengano tutte queste proposte – gli fa eco Sorrentino – ma ciò che è importante fare, in questa successione degenerativa di eventi, è invitare tutti i cittadini a rompere ogni tipo di rapporto con questi ragazzi. Non date loro soldi, anzi, se li vedete mendicare, chiamate subito le forze dell’ordine».
«Denunciateli – chiede il vice sindaco – se il cittadino viene molestato, infastidito o vede qualcosa che non va, ha il diritto e il dovere di denunciare ciò che sta succedendo. Non fatevi vincere dalla paura, il fenomeno punkabestia va eliminato con l’aiuto di tutti. Lo stesso Comune non può emettere normative in materia se non ha uno storico di denunce e segnalazioni pervenute dalla stessa cittadinanza». Silvia Maria Dubois
Fonte: LIBERO
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Kammerer, il genio rovinato da un rospo
Lo scienziato anti-Darwin si uccise schiacciato da accuse infamanti

di Martino Cervo
Nessuno come Paul Kammerer sapeva come trattare rane, lucertole e rettili simili. Li faceva nascere, crescere, riprodurre in condizioni che nessun altro era in grado di rispettare e controllare. Li studiava in ogni più piccolo aspetto. Li amava: fece quasi svenire un’anziana quando, ospite nella sua tenuta, baciò sulla testa un rospo trovato in giardino. Quella per gli animali era solo una delle sue grandi passioni, assieme alla musica, l’alpinismo e le donne. Nato a Vienna il 17 agosto del 1880, Kammerer è uno dei più geniali biologi del ventesimo secolo, schernito prima e dimenticato poi dalla corrente degli evoluzionisti ” duri e puri”, convinti sostenitori di una forma ultraortodossa del darwinismo come unico paradigma esplicativo dello sviluppo delle specie. Figlio di un imprenditore, Paul ha il torto di dedicarsi inizialmente agli studi musicali: un ” errore” che l’establishment scientifico non gli perdonerà mai. Un grande scienziato – vedi Einstein – può anche dedicarsi a tempo perso alla musica, ma un musicista non può diventare un grande scienziato; così Kammerer, a dispetto della mai raggiunta perizia scientifica dei suoi esperimenti, non riuscirà a liberarsi dell’etichetta di dilettante, la stessa appiccicata ad Alfred Wegener, il metereologo ” reo” di aver intuito con anni di anticipo sui maggiori geofisici del tempo la teoria della deriva dei continenti. In pochi anni, Kammerer sposta la sua attenzione sulla biologia sperimentale, compiendo una brillante e fulminea carriera accademica. Si interessa di esperimenti legati all’evoluzione e alla trasmissibilità dei caratteri ereditari. Cerca prove della teoria darwinista, secondo cui – banalizzando – un essere vivente può trasmettere alla prole solo ed esclusivamente il patrimonio che a sua volta riceve dai genitori. Qualsiasi variazione delle caratteristiche è dovuta a mutazioni del tutto casuali. Ai darwinisti si contrappongono in quegli anni i seguaci di Lamarck, scienziato tedesco convinto dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti, cioè della possibilità per le specie di trasmettere ai figli le caratteristiche maturate in vita. La storia scientifica di Kammerer è quella di un darwinista che, nel mettere alla prova le teorie dell’autore dell'” Evoluzione della specie”, ottiene evidenze a sostegno del lamarckismo. Oltre che un mucchio di guai. Kammerer svolge 15 anni di esperimenti di altissimo livello: riesce a far riprodurre diverse generazioni di rettili e anfibi mutando le loro condizioni abituali, e scopre come questi esemplari non solo si adattino all’ambiente, ma, in certi casi, siano in grado di trasmettere queste ” innovazioni” alla prole. Costringe alcune lucertole ( è talmente invaghito di questi rettili da chiamare la figlia Lacerta), la cui specie ha il proprio habitat su un terreno giallo, a vivere e riprodursi su un terreno nero. La colorazione del dorso degli esemplari non solo muta colore, adattandosi a quello del suolo, ma dopo alcune generazioni anche i piccoli nascono con la pelle adattata. Ma l’esperimento che segna la celebrità e la rovina di Kammerer è quello del ” rospo ostetrico”, un esemplare che si riproduce in acqua e che, nel periodo dell’accoppiamento, sviluppa due uncini negli arti anteriori ( i ” guanti nuziali”), con i quali afferra la femmina, impedendole di svicolare nell’atto riproduttivo. Kammerer prende una specie molto simile di rospo, ma che si accoppia sulla terra ferma, e riesce a farla riprodurre in acqua. Si accorge che questa ” matura” i guanti nuziali, al pari del rospo acquatico. Nonostante lo stesso scienziato non lo considerasse il suo esperimento più significativo, il rospo ostetrico finisce al centro di uno scontro tra i maggiori luminari del continente. I neodarwinisti accusano Kammerer di essere un cialtrone, rifiutano di analizzare seriamente i suoi libri e le sue prove. Ma non sono in grado di ripetere – e quindi eventualmente smentire – i suoi esperimenti, che richiedono una bravura e una pazienza fuori dal comune. Con la prima guerra mondiale, Kammerer vede distrutti quasi tutti i suoi esemplari. Negli anniVenti la disputa riprende, con toni sempre più accesi. L’austriaco non cerca la polemica, risponde con pacatezza ai critici, invitandoli a verificare e ripetere i suoi esperimenti: pochissimi sono disposti a farlo, nessuno se ne dimostra capace. Viene isolato, vittima di una caricatura che lo dipinge alla stregua di un retrogrado all’attacco del darwinismo, che nel frattempo da teoria si fa ideologia, sposando – nella sua versione più estremista – un riduzionismo materialista che fa sempre più presa tra gli accademici. Accademici spesso più realisti del re, se è vero che lo stesso Darwin, in una revisione del suo capolavoro sull’origine della specie, inserì un capitolo dove riconosceva che l’ereditarietà dei caratteri acquisiti era un’ipotesi plausibile e necessaria, perché le mutazioni casuali e la selezioni naturali da sole non potevano spiegare il processo evolutivo in maniera esaustiva. Nel 1926 un collega e rivale di Kammerer pubblica un rapporto esplosivo, in cui accusa il viennese del peggior atto possibile per uno scienziato: aver falsificato una prova. Esaminando, peraltro su invito dello stesso Kammerer, il famoso esemplare di rospo ostetrico, scopre che questo è stato manomesso con iniezioni di inchiostro, in un goffo tentativo di ” simulare” i guanti nuziali. Il clamore è enorme. Sei settimane dopo, il 23 settembre, sui monti dello Schneeberg un contadino rinviene il cadavere di un uomo elegante che si è sparato un colpo alla tempia sinistra. Ha la pistola ancora stretta nella mano destra. Un biglietto nella tasca della giacca invita a « non portare il corpo a casa, per risparmiarne la vista ai familiari » . È Paul Kammerer. Uno scienziato che si era guadagnato la stima di Albert Einstein ( che definì la sua opera « originale e nient’affatto assurda » ) viene da quel momento completamente rimosso. Kammerer ha portato alla luce dati di fatto che scardinano le ferree teorie dei darwinisti più accaniti, anticipando di decenni le critiche all’evoluzionismo che, anche in questo periodo, continuano a provocare forti dibattiti, spesso resi caricaturali dalla contrapposizione tra riduzionisti e creazionisti, negli Stati Uniti e, buoni ultimi, nell’opinione pubblica italiana. Ma di lui nessuno ha mai più parlato. Nessuno, salvo lo scrittore ungherese Arthur Koestler, che gli ha dedicato uno dei suoi libri più affascinanti (” Il caso del rospo ostetrico”), si occuperà più di lui. Nessuno vorrà accertare i reali motivi del suicidio, nessuno prenderà in seria considerazione i suoi esperimenti, nessuno accerterà chi e perché abbia così grossolanamente manomesso il rospo che ha finito per condannarlo.
Fonte: LIBERO
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Ricerca americana
Sei infedele? È tutta colpa dei tuoi geni

L’infedeltà? Una scoperta scientifica solleva il velo sulle sue cause che sulle prime potrebbero apparirci insopprimibili. E in effetti, a dar retta ai sondaggi, sia uomini che donne sono assai inclini al tradimento, che i maschi consumano nella pausa pranzo 7 volte su 10 con una collega d’ufficio. Ma veniamo alla scoperta scientifica che ha individuato che l’infedeltà è tutta colpa dei geni. I ricercatori Usa hanno scoperto che a determinare i comportamenti sociali e sessuali sono 30 geni, ognuno con una precisa funzione. Esiste il gene della fedeltà coniugale, quello dell’amore verso i figli, quello della personalità romantica. Quindi questa scoperta potrebbe diventare una giustificazione per tutti i traditori incalliti se non fossero solo mosche e topi gli animali da laboratorio su cui è stato studiato il comportamento sessuale. Per esempio le mosche hanno il cosiddetto ” gene infruttuoso” che se alterato in laboratorio fa calare, nei maschi- mosca, il desiderio sessuale verso le femmine. Le fasi del corteggiamento sono sempre dettate da questo gene: il maschio si avvicina alla femmina, avviene il primo contatto fisico con le zampe e dopo una serenata eseguita con le ali, si passa alla fase copulatoria. Ma questi studi sugli animali spiegano anche i comportamenti sessuali degli uomini? « Solo parzialmente perché negli uomini non tutto dipende dalla genetica. Sul nostro comportamento influisce l’ambiente in cui viviamo e abbiamo vissuto. I geni ci forniscono la base dei nostri impulsi » , spiega Catherine Dulac, ricercatrice dell’università di Harvard.
Fonte: LIBERO
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Obiettivo psicologia
La bellezza è negli occhi… o nel naso?

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Biology Letters”, l’attrazione di un volto e l’odore corporeo forniscono messaggi contraddittori a proposito della scelta del compagno o della compagna.
Ricerche precedenti sull’olfatto avevano suggerito che gli esseri umani dai potenziali partner preferiscono odori che sono geneticamente dissimili dal proprio. Ma il nuovo studio, nel quale alcune donne dovevano valutare l’attrattività di volti maschili, indica l’esatto contrario. Dunque la vista e l’odorato sembrano fornire messaggi contradditori sul partner da scegliere.
Craig Roberts dell’Università di Liverpool e colleghi hanno cercato i possibili legami fra la preferenza per un compagno e il complesso maggiore di istocompatibilità (MHC) – la gigantesca molecola sulle cellule, unica per ciascun individuo, che aiuta il sistema immunitario a distinguere le cellule native da quelle estranee. La teoria è che gli esseri umani evitino il pericolo di ibridazione e massimizzino le possibilità di avere figli geneticamente più sani, selezionando partner con un MHC molto differente dal proprio. In questo modo, c’è maggior probabilità che i geni di un genitore compensino gli eventuali geni difettosi dell’altro. Ma come i sensi percepiscano gli indizi subliminali relativi al MHC di qualcun altro è tuttora un mistero.
Molti studi si erano finora concentrati sull’olfatto, specialmente nei roditori: i topi maschi e femmine, per esempio, di solito scelgono compagni con MHC differente grazie all’odore delle urine. Anche gli esperimenti con gli esseri umani hanno confermato che l’odore corporeo è più attraente se le persone hanno MHC molto diversi.
Ma ora Roberts e colleghi hanno scoperto che, quando si tratta di giudicare la bellezza del viso, le donne tendono a preferire volti di uomini con un MHC simile al loro. Anche se i risultati sembrano contraddire gli studi sull’odorato, è possibile spiegarli ipotizzando che siano dovuti a fattori culturali e sociali che offrono vantaggi nell’allevamento dei bambini.
Fonte: OPSONLINE
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– VEGANI, CRUDISTI, FRUTTARISTI
Senza carne, ma anche senza latte e uova

I vegetariani non sono tutti uguali, ma si dividono in specifici gruppi che seguono un regime alimentare che può notevolmente variare da una categoria ad un’altra. Mentre la dieta vegetariana elimina dal ventaglio di alimenti in tavola la carne, compresi i pesci e i crostacei, ma continua a consumare quelli che vengono definiti i «sottoprodotti animali», cioè latte, uova, formaggi, il regime vegetaliano o vegano prevede l’esclusione di tutti i prodotti di origine animale, quindi anche latte, uova, ecc., secondo una scelta basata sulla convinzione della bontà di una dieta esclusivamente e rigidamente vegetale.
Spesso chi segue tale alimentazione è animato da scelte di tipo etico, come la contrarietà all’uccisione degli animali, ma anche a valutazioni di tipo ambientalista, sull’onda della considerazione che la vera ecologia si costruisce quando ci si siede a tavola: da un recente studio risulta che l’impatto ambientale della dieta vegetariana sarebbe ridotto notevolmente rispetto a quello della carnivora, diminuendo di conseguenza il rischio di compromissione delle risorse naturali del pianeta.
Altra dieta che appartiene all’universo del vegetarismo è quella crudista, che prevede l’assunzione di cibi crudi, per preservarne le componenti nutrizionali ed evitare la perdita di vitamine e minerali durante la cottura.
Esiste anche un regime alimentare più estremo, e proprio per questo poco diffuso, che è quello fruttista o fruttarista, che contempla come unica fonte nutritiva la frutta fresca, eliminando dall’orizzonte nutrizionale ogni altro possibile alimento.l.c.
Fonte: BRESCIAOGGI
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– LA TESTIMONIANZA / Cristina Abbadati
«Ma la mia salute è migliorata»
«Unico limite, non essere troppo rigidi: al bando solo i latticini»

Nessuna rinuncia particolare. Semmai un amore sfrenato per la verdura, che l’ha portata a fare la scelta vegetariana per oltre un decennio, senza particolari sensi di rinuncia o limitazione.
Cristina Abbadati non solo è vegetariana, ma è anche l’anima del ristorante vegetariano «L’Arcobaleno», che in città propone ad adepti del regime senza carne una vasta scelta di cibi e portate, per dimostrare che il gusto può trovare casa anche fra ortaggi e cereali.
«Ho iniziato a seguire la dieta vegetariana un po’ sull’esempio delle mie sorelle e di mia cognata, da un lato per motivi di tipo etico come il rifiuto della violenza, la necessità di salvaguardare gli animali, ma forse più di tutto per una ragione di salute», racconta Cristina.
Eliminando dalla dieta carne e latticini, sostituiti da cereali, pasta integrale, verdure e legumi, i fastidiosi dolori reumatici che la affliggevano hanno trovato un netto miglioramento. «Non ho mai fatto analisi, non so se si trattava di un’allergia piuttosto che di un’intolleranza, fatto sta che mi sono accorta di stare meglio, e questo mi ha stimolato a perseverare nella dieta vegetariana».
Fisicamente Cristina corrisponde alla figura che nell’immaginario collettivo si collega ai vegetariani: magra, la pelle candida, «ma – avverte – l’apparenza spesso può ingannare: io sono sempre stata così, anzi ci sono stati dei periodi, in piena dieta vegetariana, in cui ero anche più grassa».
Delle rinunce cui si va incontro abbracciando una dieta vegetariana, ricorda più che altro la voglia di pesce o di formaggio che la prendeva anni fa, mai di carne, proprio perché «mi mancherebbe di più rinunciare alla verdura che alla carne e ai latticini».
Fra i tavoli del suo ristorante, poi, di gente ne vede passare tanta, «gente normalissima, spesso onnivora, che ha voglia di mangiare qualcosa di gustoso e non pesante: di vegetariani veri, la sensazione è che ce ne siano pochi in giro». E così la scommessa di trasformare una cena vegetariana, che nell’immaginario richiama piatti tristi di verdure bollite, in qualcosa di appetitoso e ricercato, Cristina l’ha vinta, lavorando con l’inventiva culinaria e la fantasia: «cous cous» con verdure e spezie, spezzatini di verdura, seitan, che è il glutine del grano, proposto come bistecca circondata da ortaggi e cereali, e ancora dolci, come budini alle mandorle con il latte di riso e lo zucchero di canna sono solo alcune delle ricette messe a punto, e rivelatesi vincenti.
Oggi Cristina racconta di essere arrivata a una maturazione del percorso vegetariano che le ha fatto intraprendere un approccio più morbido con il regime alimentare scelto: «Una volta ogni tanto – ammette – se capita mi concedo un assaggio di carne, che rimane comunque un alimento fuori dalla mia dieta quotidiana. Mi sono resa conto che essere troppo rigidi non fa bene, e se non si esagera con gli alimenti si possono esplorare anche nuove strade». Il tabù dei latticini, invece, resta ancora incrollabile nel tempo. «Quando sono fuori, se ordino una pizza, deve essere tassativamente senza mozzarella».l.c.
Fonte: BRESCIAOGGI
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Fa discutere la dieta senza carne basata sul rispetto della natura. L’Avi ammette: «Non per tutti si tratta di una scelta adeguata»
Stile vegetariano, indagine in corso
Studio dell’Istituto superiore della sanità: diversi bresciani fra i volontari

di Lisa Cesco
Essere vegetariani, oggi: una scelta di vita, legata a una più generale visione del mondo e all’esigenza di rispetto della natura, che si sta diffondendo rapidamente fra la popolazione, tanto che l’Istat segnala 4 milioni di vegetariani in Italia, 6 se si considerano anche i «fish-vegetarians», cioè coloro che hanno inserito nella dieta in via saltuaria anche le carni bianche del pesce. Un 7% della popolazione tradotto nel bresciano in stime che sfiorano i 70 mila vegetariani.
C’è chi sceglie la dieta senza carne per convinzione, chi per ribellione e chi per motivi sanitario-salutistici: il risultato è l’affermazione del vegetarismo quale opzione nutrizionale corretta e sempre più gradita, tanto da destare ore le attenzioni della stessa comunità scientifica.
L’Istituto Superiore di Sanità ha da poco avviato uno studio, in collaborazione con l’Associazione vegetariana italiani, per valutare gli effetti a lungo termine della dieta vegetariana e gli errori che si commettono quando alla carne si sostituiscono prodotti del regno vegetale.
La ricerca è aperta a tutti, e intende dare un quadro più eterogeneo del vegetarismo analizzando una sessantina di persone tra cui diversi bresciani divise in tre gruppi, uno di non vegetariani, uno di vegetariani che seguono una dieta equilibrata e un terzo composto invece da vegetariani che seguono una dieta non bilanciata.
«Non è detto che chi intraprende una dieta vegetariana faccia una scelta adeguata: è importante dare un valore a tale dieta, ma anche mettere in guardia molti vegetariani circa comportamenti scorretti, come ad esempio eccedere nel consumo di uova o di grassi, che può avere conseguenze serie – spiega il presidente del Comitato medico-scientifico dell’Associazione vegetariana italiani, Riccardo Trespidi (per partecipare alla ricerca è necessario essere vegetariani, avere più di 35 anni, non soffrire di particolari malattie, non essere fumatori e non assumere farmaci, ed è possibile contattare la segreteria dell’Associazione vegetariani al numero 02 – 454717210).
Ma come vedono i nutrizionisti la scelta vegetariana? Innanzitutto invitano a non confondere i diversi tipi di vegetarianesimo, fra cui i vegetariani, che inseriscono nella dieta latte, uova e derivati del mondo animale, e i vegani o vegetaliani, che invece escludono ogni fonte di origine animale: se i vegetariani non incorrono in grossi deficit nutrizionali, a patto di mantenere una dieta equilibrata, l’alimentazione di tipo vegano presenta maggiori rischi, in particolare per gli equilibri vitaminici come quelli legati alla B12, le cui fonti si trovano solo nel regno animale.
«L’alimentazione vegetariana può essere interessante, ma richiede una cultura alimentare più elevata di quanto non sia per gli individui onnivori – dice il dottor Oliviero Sculati, dietologo -. Il concetto della varietà di ciò che si mangia, ad esempio, vale anche per i vegetariani, per garantire un apporto di nutrienti calibrato: solo quando si rispettano tali condizioni anche un regime vegetariano può risultare vantaggioso in termini preventivi». E’ fondamentale, ad esempio, saper miscelare le proteine vegetali di diverse fonti, come cereali e legumi, e non eccedere comunque nei grassi: la riprova è che anche un vegetariano può essere obeso, come il caso, realmente accaduto, di un gruppo di “arancioni” che ingrassavano a causa dell’eccessivo consumo di soia, ricca di oli e grassi.
«Il suggerimento è di evitare l’alimentazione vegetariana quando si hanno poche cognizioni sul piano dell’equilibrio alimentare e si tende ad affidarsi al fai da te da erboristeria. Sconsigliata anche per gli organismi in fase di crescita, e le donne incinte, per il rischio di deficit nutrizionali», spiega Sculati.
Una dieta ricca di fibre, limita l’assorbimento di principi nutritivi e di minerali come calcio, ferro e zinco, e l’alimentazione a base di alimenti vegetali può creare problemi sul piano degli apporti vitaminici, in particolare la B12, B1 e B6, presenti nei tessuti muscolari animali, con conseguenze a carico della muscolatura e del sistema di difese.
«Spesso si fa confusione e si perde di vista il vero problema, che non è scegliere o meno la carne rossa, ma capire in che termini la nostra “macchina” viene rifornita nel modo più adeguato, e in questa prospettiva la dieta mediterranea, ricca di vegetali e completata da un apporto bilanciato di pesce e carne, è sicuramente la più vantaggiosa – osserva il dietologo -. Oggi che le scelte alimentari si accompagnano a un sapere nutrizionale sempre più ridotto, mangiare un po’ di tutto e in quantità ragionevoli resta il suggerimento per una buona salute».
Fonte: BRESCIAOGGI
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Le dieci regole del CANE IN BARCA Al timone Capitan Fido
Dedicato agli innamorati veri del cane: quelli che non se ne separano mai e che cambiano programma di vacanza pur di non lasciarlo, quelli per i quali l’odioso cartello “io non posso entrare”è un’insopportabile provocazione anche quando il cucciolo è a casa. Ebbene, per queste persone un po’ speciali, capaci di cogliere il linguaggio trasversale espresso dagli occhi, dal movimento della coda, da ogni pur minimo mugolio del loro beniamino, ecco dieci regole d’oro per il benessere degli animali che vanno per mare.
Oltre a pinne, fucile ed occhiali necessari al vostro “pet”, non bisogna dimenticare che le gite in barca saranno molto più piacevoli per gli amici a quattrozampe se l’alimentazione, comunque bilanciata, sarà ridotta nelle dosi e comunque frazionata in più pasti, in momenti diversi della giornata. Qualora poi l’insolito, seppur amatissimo, compagno di traversata avesse il mal di mare – con sintomi evidenti quali vomito, irritabilità o timore – sarà bene cercare l’approdo più vicino per raggiungere tempestivamente un pronto soccorso veterinario, che potrà esservi indicato chiamando il numero verde “Purina per voi” (800.525.505), l’azienda leader nei prodotti alimentari per animali da compagnia, che offre consulenza medica gratuita ventiquattr’ore su 24, tutti i giorni dell’anno.
Al contrario, in caso di acrobatici tuffi dal ponte è sempre consigliabile sciacquare il vostro vivace “nuotatore” con abbondante acqua dolce, soprattutto se appartenente a razze a pelo rado o corto. Inoltre, nonostante abbiate portato anche per lui l’insostituibile cappello di paglia, non navigate mai durante le ore più calde del giorno perchéè pericoloso esporre l’animale al sole per lungo tempo. Il rischio non è calcolato in quanto il colpo di calore potrebbe essergli fatale.
Nondimeno, nel caso di un grave malore, bagnategli immediatamente la testa con acqua fredda e, se le condizioni non migliorano, rivolgetevi al pronto soccorso veterinario più vicino. E ciò vale soprattutto se il vostro amico del cuore è un po’ avanti negli anni e magari in sovrappeso, fattori che lo renderebbero più sensibile al caldo a causa di una ridotta efficienza dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio.
E’ comunque di primaria necessità e fondamentale importanza avere sempre a disposizione una riserva d’acqua dolce poiché, se assetato, il cane tende a bere anche l’acqua di mare con gravi conseguenze sull’apparato gastro-intestinale.
Ed ora le immancabili pratiche burocratiche che non risparmiano neanche il vostro ospite tutto naso, coda e orecchie. Se si lascia il “bordeggio” sotto costa e si naviga in mari internazionali è obbligatorio il passaporto europeo per animali, che deve presentarsi in un formato facilmente controllabile dalle autorità competenti, comprensivo di informazioni dettagliate in materia di vaccinazioni, in particolare antirabbica.
Ma come sta realmente Fido? Questo “documento di navigazione” deve infatti certificare il suo stato di buona salute, vidimato dalla Asl di riferimento, e corredato di una sezione relativa ai suoi esami clinici più recenti in modo da poter essere esibito se si getta l’ancora, e magari si fa una passeggiata in terra ferma, in porti fuori dell’Unione europea.
Poiché del mare, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, non dimenticate il salvagente. Nello specifico un sofisticato giubbottino galleggiante, quasi uguale al vostro. Una precauzione necessaria, anche se lui sa nuotare comunque, forse meglio di voi.
Fermo restando che il cane “marinaio” per eccellenza è il labrador, come in generale tutti i cani da riporto, qualunque sia la razza del vostro diportista, levriero o bassotto, dobermann o maltese… – pur di stare lui con voi e voi con lui – alla fine di questa vacanza sarete diventati entrambi due veri lupi di mare. Laura Cametti
Fonte: IL SECOLO XIX
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Una 50enne di Pietra Ligure denunciata per maltrattamenti
M.C., una cinquantenne di Pietra Ligure (Sv), è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Savona dalle guardie zoofile dell’Ente Nazionale Protezione Animali per maltrattamento di animali.
Gli agenti, su segnalazione di alcuni passanti, hanno trovato il suo cane, un soggetto giovane e di taglia media, nel giardino di casa in un paesino dell’entroterra, legato a catena corta al sole e senza acqua, in evidente stato di sofferenza per la giornata particolarmente calda.
Rintracciatala sul luogo di lavoro, l’hanno invitata a sistemare immediatamente l’animale all’ombra ed abbeverarlo, contestandole la violazione dell’articolo 544-ter del codice penale, che prevede, in caso di condanna, la reclusione da tre mesi ad un anno o la multa dal 3.000 a 15.000 euro; l’Enpa si costituirà inoltre parte civile in giudizio.
Le guardie dell’Enpa stanno pattugliando la riviera per prevenire e denunciare situazioni di emergenza simili e soprattutto per animali lasciati sulle auto in sosta sotto il sole; in caso di pericolo di vita per la bestiola, esse provvedono senza indugio a rompere il vetro del finestrino e far uscire l’animale.
Allo scopo di contrastare tale comportamento l’Enpa ha proposto a tutti i comuni di porre nei parcheggi esposti al sole specifici cartelli di divieto; ed eliminare i divieti di accesso ai cani su spiagge, oasi pedonali, lungomari, parchi, ristoranti e negozi (accolto a Finale e in preparazione a Spotorno).
L’Enpa ricorda che, soprattutto in estate, gli animali devono avere sempre acqua fresca a disposizione e riparo all’ombra: i cani, in particolare, hanno grosse perdite di liquidi attraverso la salivazione. Attenzione però a non somministrare acqua fredda di frigorifero: basta l’acqua del rubinetto.
In caso di problemi, è importante bagnare la testa dell’animale, stando attenti a non fare entrare acqua nelle orecchie: si rischiano fastidiose otiti. Per i gatti, il rischio di colpo di calore è ridotto; ma non bisogna chiuderli in macchina o al sole né costringerli a stare in ambienti senza sufficiente aerazione; anch’essi devono sempre avere a disposizione acqua fresca. In generale, bisogna stare molto attenti alla termoregolazione degli animali poiché la loro capacità di sudare è scarsissima. Attenzione anche all’alimentazione: occorre evitare – sia per i cani che per i gatti – bruschi cambi di alimentazione, mentre è meglio somministrare i pasti nelle ore fresche (al mattino e la sera tardi).
Fonte: SAVONA NOTIZIE
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Favara. I container lasciati dalle Poste sono diventati ricettacolo di cani, ubriachi e drogati
Favara (Agrigento). Quei containers collocati in cima alla piazza, sotto il bastione di pietra che domina tutta la spianata di piazza Angelo Giglia, meglio conosciuta come piazza «Giarritella», erano stati collocati lo scorso mese di aprile per ospitare gli uffici della sede centrale della Posta di piazza Cavour, i cui locali sono sottoposti a lavori di restauro. Ma dopo la rapina, compiuta ad appena una settimana dell’apertura, i containers sono stati chiusi e abbandonati al proprio destino.
Circa un mese fa alcuni operai hanno completato il trasloco della attrezzature e, poi, avevano iniziato a smontare i locali prefabbricati. Per la precisione erano riusciti a rimuovere i conci di tufo arenario e due cancelletti in ferro che servivano da via d’accesso tra la parete esterna dei containers e il muro del bastione di pietra. Adesso, proprio questa specie di corridoio stretto, buio, quasi invisibile ai passati, dove si trovano due panchine in ferro, è diventato motivo di protesta da parte degli abitanti che risiedono sul bastione, in via San Rocco e nella stessa piazza “Giarritella”, ancora per poco tempo sede del mercato settimanale e luogo permanente del mercatino bisettimanale dell’Ortofrutta. I residenti della zona chiedono l’immediata rimozione dei containers perché – sostengono – l’area dietro è diventata ricettacolo di sporcizie, rifugio di cani randagi e luogo preferito alcuni ubriachi, che lì consumano i propri bisogni fisiologici, e tossicodipendenti.
L’amministrazione ha accolto subito la protesta degli abitanti di piazza Angelo Giglia ed ha promesso che già oggi invierà un fonogramma alla direzione provinciale delle Poste di Agrigento con il quale chiederà l’immediata rimozione di quei containers che sin dal primo giorno sono sempre stati contestati: prima dagli stessi impiegati, poi dall’utenza ed adesso dai residenti. Tra l’altro la grande dimensione dei containers occupa l’intera piazzetta sottostante al bastione San Rocco.
Totò Arancio
Fonte: LA SICILIA (Agrigento)
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NARO Scoperto un mattatoio clandestino a.c.) – Un vero e proprio mattatoio clandestino, con annessa macelleria per la vendita di carne, è stato scop
Scoperto un mattatoio clandestino

Naro (Agrigento) – Un vero e proprio mattatoio clandestino, con annessa macelleria per la vendita di carne, è stato scoperto dai carabinieri che hanno sequestrato 250 chilogrammi di carne clandestinamente macellata, sei bovini adulti privi della prevista etichettatura, una bilancia, un’insaccatrice, un’affettatrice, una serie di coltelli e un frigorifero commerciale. Ad esercitare l’illecita attività era il favarese C.S., 65 anni, sposato, incensurato, titolare della macelleria abusiva che si trovava in contrada Maldizzo. All’interno del frigorifero i militari hanno rinvenuto carne bovina clandestinamente macellata, quindi privi di qualsiasi controllo medico veterinario. Carme questa che, nell’attesa degli esami di laboratorio a cui sono stati sottoposti alcuni campioni, la magistratura agrigentina è stata posta sotto sequestro, Intanto le indagini coordinate dal maresciallo Gianfranco Antonuccio, mirano a stabilire la legittimità della provenienza dei bovini.
Fonte: LA SICILIA (Agrigento)
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«Non temete i branchi di randagi»
Questa lettera è per rispondere ai due signori che hanno segnalato dei branchi di cani randagi in via Etnea ed a Piazza Nettuno. Gli dico di non temere assolutamente niente perché i cani di solito non aggrediscono se non vengono importunati e, visto il caldo, di portare loro delle ciotoline con acqua. In genere questi animali sono molto docili ed affettuosi, solo se vengono addestrati all’aggressione commettono brutture. I vostri cani teneteli lontani dai branchi perché è più giusto così, poiché il capobranco potrebbe pensare di avere invaso il suo territorio. Io da un anno ho raccolto un branco di 5 cani e li ho messi nel mio giardino. Com’era prevedibile sono buonissimi, affettuosissimi e molto intelligenti e non chiedono altro che una carezza e un po’ di cibo. Chi chiama le forze dell’ordine per cacciarli sappia che andrebbero a finire nelle gabbie, privati della loro libertà, o peggio, ammazzati perché in sovrannumero. Grazia Sapienza
Fonte: LA SICILIA (Cronaca_Catania)
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in breve
SCIACCA. Blitz della Polfer nei caselli delle ferrovie

Sciacca (Agrigento)
Tre persone sono state segnalate alla Procura della Repubblica
del Tribunale della città termale. Due ne avevano occupato abusivamente uno e lo avevano trasformato in una sorta di canile. Un terzo, invece, ne aveva subaffittato un altro dopo aver ottenuto la concessione per abitarvi
Fonte: LA SICILIA (Agrigento)
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La Lav denuncia gravi maltrattamenti al Palio di Avola
«Un cavallo è stato legato per la lingua»

Avola. «Orrore al Palio di Avola: cavallo legato per la lingua e maltrattato, altri cavalli terrorizzati». Lo afferma la Lav in un comunicato nel quale chiede al prefetto i Siracusa di sospendere subito la «folle corsa dei cavalli in un circuito pericolosissimo». Grazie anche all’interessamento del segretario dell’Ente Fauna, Paolo Pantano, la Lav tuona: «La criminalità inquina le gare ippiche». Di sevizie al cavallo, parla la nota della Lav. «L’immediato intervento del commissario di polizia Teo Belvisio ha portato alla denuncia per maltrattamenti dell’uomo, un 29enne e alla liberazione del cavallo». Secondo la Lav durante le prove a cronometro dei giorni scorsi, altri episodi hanno confermato «l’assoluta pericolosità della corsa e i maltrattamenti subiti dagli animali: due cavalli, imbizzarriti per lo stress e le condizioni di trattamento, non volevano entrare nelle gabbie di partenza, disarcionando i fantini».
Viene stgmatizzata inoltre l’inerzia degli organismi competenti malgrado la diffida inviata. «Nonostante ciò – prosegue l’organo ambientalista – dalla prefettura non è giunta alcuna risposta e quindi vi è il rischio che altri cavalli possano subire sevizie durante la corsa prevista per domani sera». L’osservatorio “Zoomafia” Lav ha inviato un articolato dossier al comitato per la Sicurezza pubblica di Siracusa e all’Antimafia di Catania. R.R.
Fonte: LA SICILIA
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cani, gatti & co. Non abbandonateli! Chiedete aiuto al canile
di Michela Vittoria Brambilla
Generalmente, il mese di agosto rappresenta l’inizio delle tanto attese vacanze; per tanti quattrozampe segna invece l’inizio di un incubo. Ogni anno in Italia oltre 150.000 animali domestici vengono impietosamente abbandonati dai loro proprietari. Il periodo delle vacanze e la stagione di apertura della caccia rappresentano i mom

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