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Tuesday January 23rd 2018

MASADA n° 148- 16-8-2005- Il banchiere dei poveri e il microcredito

….
“Educare all’eticita’ vuol dire far vedere il rapporto stretto tra chi
deposita il denaro e chi lo usa”
(Daniela Guerra)

“Chi ha un perche’ abbastanza forte può superare qualsiasi come”
(Nietzsche)
L’Onu, riconoscendo il ruolo della microfinanza nello sradicamento della
povertà, ha dichiarato il 2005 «Anno internazionale del microcredito».
Il lavoro d afare e’ enorme: pensiamo solo che, di tutto il credito erogato
dal sistema bancario mondiale, solo poco più del 5 per cento va alla
popolazione povera del pianeta.

Si chiama microcredito l’erogazione di piccoli prestiti a persone non
bancabili.
Esclusione economica vuol dire esclusione sociale, vuol dire emarginazione.
Per molti significa morte precoce o grave sofferenza di vita. Per molti
diventa assenza di futuro e rischio del presente.
Il salto dalle ‘persone che si arrangiano’ alla microimpresa e’ un salto
culturale importantissimo. Diventano meritevoli di fiducia e di credito
anche singoli, gruppi o famiglie che, pur non potendo fornire garanzie
creditizie tangibili, possono cosi’ avviare una propria attività lavorativa
che diventa motore di crescita e di sviluppo sociale, civile ed economico,
per loro stessi e per tutto un territorio.

“Il microcredito permette ai poveri e agli scalzi di accedere a una
opportunità che di solito e’ esclusivo appannaggio dei ricchi. Accade cosi’
che quegli aspetti della societa’ che sembravano rigidi, fissi e inamovibili
comincino a diventare piu’ fluidi, e attraverso lo sviluppo economico le
persone si affranchino da tutto un insieme di ingiunzioni e regole”.
(Muhammad Yunus, Graamen Bank)

Contro il neoliberismo, il mondo no global non presenta solo la banca etica
ma anche il microcredito.
Dobbiamo per questo ricordare uno dei personaggi piu’ famosi del nostro
tempo: Yunus, detto il banchiere dei poveri.

Ho sentito Yunus parlare nell’aula magna dell’universita’ di Bologna, un
luogo enorme con una capienza eccezionale pieno fino a scoppiare di giovani
entusiasti.
Yunus e’ del Bangladesh, e’ piccolo e di pelle scura, viene da uno dei paesi
piu’ poveri del mondo ma ha potuto laurearsi in economia e studiato e
insegnato anche in America. Appartiene dunque a un mondo di benestanti e
questo richiamo e’ d’obbligo, visto che la struttura sociale del suo paese
non consente contatti tra caste superiori e poveri e crea un condizionamento
mentale per cui la compassione per i piu’ poveri e’ culturalmente fuori
luogo e sono esclusi contatti e interessamenti da parte dei benestanti verso
i sofferenti. A maggior ragione le idee di Yunus sono rivoluzionarie. Ma i
pregiudizi non vigono solo in Asia; esiste nei sistemi economici e
finanziari di tutto il mondo un altro feroce pregiudizio: l’intangibilita’ e
autoprotezione della classe piu’ potente, per cui il potere spetta a chi ha
il denaro e il denaro e’ difeso da chi ha saputo attrarlo, in questo sistema
le banche sono al servizio del potere e concedono denaro solo a chi ne ha
gia’ in abbondanza, estromettendo da qualunque finanziamento chi ne manca: i
poveri.
In questo sistema la ricchezza perpetua richezza, la miseria resta nella
miseria.
Tutto cio’ che sta attorno: leggi, regole, strutture, usi, costumi,
pubblicita’, cultura, informazione, partiti, programmi.. sono solo
formalmente diversi, ma sostanzialmente perpetuano questo sistema.

Yunus e’ un economista e un docente universitario di economia, dunque
avrebbe dovuto, in base ai pregiudizi economici dominanti nel globo, curare
solo gli interessi dei piu’ ricchi. Per questo la sua decisione di prestare
denaro ai poveri ha costituito una vera inversione di rotta, infrangendo un
doppio pregiudizio, un pregiudizio religioso del Bangladesh, un pregiudizio
molto piu’ grave dei sistemi creditizi mondiali.
Ma Yunus infrange un terzo pregiudizio: fa i suoi prestiti alle donne,
perche’ le donne sono piu’ serie, piu’ affidabili, curano maggioramente la
famiglia, si preoccupano dei figli, vogliono un futuro migliore, mantengono
la parola data, hanno meno vizi, non dissipano denaro, ma se ne hanno lo
investono utilmente.

All’inizio Yunus non si era nemmeno reso conto dell’innovazione del suo
esperimento eppure esso era geniale, tanto che e si e’ allargato a tutti i
paesi del mondo.

Dice: “E’ una vergogna che nel mondo esista ancora tanta poverta’. C’e’ un
diritto umano, di tutti, ovunque, a non vivere nella poverta’. Il Bangladesh
e’ un paese a nord est dell’India, uno dei paesi piu’ poveri del mondo, la
fame tocca il 50% della popolazione, il Bangladesh e’ la meta’ dell’Italia
ma ha 130 milioni di abitanti, la piu’ alta densita’ del mondo, le terre
sono fertilissime tanto che si potrebbero fare anche 4 raccolti l’anno, ma
cataclismi di ogni genere lo colpiscono, carestie, alluvioni…le persone
muoiono per la strada, la miseria e’ gigantesca. Ci sono continue calamita’
naturali, l’ultima inondazione si e’ abbattuta sui dei terzi del paese che
sono stati sott’acqua per dieci settimane con l’acqua che scorreva a fiumi e
copriva i tetti delle case. Le frustrazioni aumentano giorno per giorno. Nel
1971 il paese si e’ staccato dal Pakistan con grande entusiasmo ma le
sciagure lo hanno messo in ginocchio. “

Yunus insegnava all’universita’, faceva grandi piani di sviluppo per paesi
ricchi, ambiziosi piani triennali o quinquennali che richiedevano trilioni
di miliardi, progettazioni affascinanti… accanto a lui, nel villaggio, la
gente moriva di fame. Due mondi. Yunus non era cieco e sordo e alla fine si
e’ chiesto se si poteva fare qualcosa.
La base di ogni sviluppo economico sta nella finanza, ma la finanza e’ nata
per i ricchi. Anche l’Europa e’ nata per i ricchi, l’europa delle banche,
poi delle multinazionali, non ancora dei popoli, fatti per i ircchi sono i
grandi organismi internazionali: la Banca Mondiale, il Fondo Monetario
Internazionale, il WTO o organizzazione moindiale del Commercio… E’
dall’inizio dell’era industriale che ci dicono che lo sviluppo del mondo e
il benessere e il progresso dipendono dai finanzieri e dagli imprenditori,
essi diventano sempre piu’ ricchi, perche’ allora la miseria del mondo
aumenta? Anche nell’Italia attuale le rendite finanziarie diventano sempre
piu’ abbondanti, segnano anche un aumento illusorio del PIL, perche’ allora
i salari e gli stipendi in termini reali diminuscono? Perche’ la
disoccupazione aumenta? E perche’ il neoliberismo, applicato all’Europa, ha
segnato l’immiserimento di tutti i popoli europei? C’e’ qualcosa di distorto
nel sistema dominante che fa pensare che siano erronee le sirene del
capitalismo.

Yunus usci’ dalla sua ricca universita’ e ando’ nel villaggio, chiese ad
ogni persona di cosa avesse bisogno per riprendersi dalla miseria e le
risposte riguardavano piccole cose: dei semi, una vanga, una capra..,
piccole cose per sopravvivere che richiedevano piccole somme. Alla fine
risulto’ che 42 persone sarebbero sopravvissute meglio con un totale di 27
dollari. Ne fu colpito. Si senti’ di colpo stupido: nelle sue lezioni
ragionava in termini di trilioni di dollari, grandi piani quinquennali di
sviluppo.. e a quei poveri sarebbe bastato cosi’ poco! Ero un esimio
accademico che si riempiva la bocca di megateorie e non aveva la piu’
pallida idea di cosa fosse la comune miseria. In media ognuno chiedeva meno
di un dollaro! E allora decise un esperimento: “Presi quei 27 dollari dalle
mie tasche per salvarli dagli usurai ma non feci un atto di carita’ bensi’
un prestito. Mi avrebbero reso quei soldi un tanto alla settimana. La
risposta fu l’entusiasmo. Allora pensai che se avevo fatto felice quella
gente con cosi’ poco, potevo fare molto di piu’, e esposi la mia idea alle
banche, facendomi anche garante dei prestiti, ma mi risero in faccia,
dissero che cio’ non avrebbe risolto niente, che quei poveri, affamati, si
sarebbero riempiti la pancia, avrebbero pagato i debiti e poi sarebbe
ricominciato tutto come prima, erano inaffidabili, e poi nessuna banca fa
prestiti, neppur minimi, a chi non e’ gia’ ricco e non puo’ dare garanzie o
non ha forti appoggi politici. Allora decisi di fare da solo, e mandai i
miei studenti nei villaggi, perche’ non deve essere l’uomo che va alla
banca, ma la banca che va nella casa del povero.
Poche regole semplici. I prestiti cominciarono, furono fatti alle donne, e i
soldi tornarono puntualmente indietro e alimentarono altri prestiti e
piccole economie ripresero. Malgrado i risultati, le banche non erano
convinte, erano ben radicate ai loro schemi irremovibili, se mi fossi
appoggiato a loro sarei sempre stato dipendente dall’incredulita’ del
sistema. Cosi’ nacque, nel 1976, la Grameen Bank, la banca gestita e
posseduta da poveri. Non sapevo molto di finanziamenti e banche ma qualche
volta non sapere aiuta perche’ la conoscenza puo’ rendere ciechi. Le regole
sono nate via via che si dovevano risolvere problemi. Guardo come fa una
banca tradizionale e poi faccio il contrario. Le banche tradizionali danno
ai ricchi, io vado a cercare chi meno ha. Le sedi bancarie sono pompose, la
banca del villaggio e’ piccola e modesta. I funzionari fanno porta a porta,
vanno dai clienti, uno per uno, una volta la settimana. Se nelle banche
l’iter burocratico ‘ lunghissimo, firme autenticate, bolli, scartoffie…qui
ci sono piccoli contratti, nessun strumento legale.
Ci basiamo sulla fiducia e i nostri clienti sono donne.
Cosi’ a due conclusioni:
– LA POVERTA’ NON E’ CREATA DAI POVERI
– I POVERI SONO CAPACI COME QUALSIASI ESSERE UMANO
– TUTTI GLI ESSERI HANNO UN POTENZIALE CHE POSSONO ESPRIMERE
– IN OGNUNO C’E’ LA CAPACITA’ DEL SUO AUTOSVILUPPO
Io credo che : LA POVERTA’ SIA STATA CREATA DAI NOSTRI SCHEMI CONCETTUALI .
I poveri sono come bonsai, che potrebbero diventare alberi altissimi ma sono
costretti a restare piccoli, E’ la societa’ dei potenti che vuole questo,
che limita il potenziale di sviluppo dei poveri per mantenere certe forme di
potere (sia economico che religioso).
I poveri ricevevano prestiti da me, con cui compravano una mucca o dei semi
o degli strumenti da lavoro e ricominciavano a sperare.
Ma per accelerare il cambiamento occorreva l’informazione. Allora ho chiesto
al governo la licenza per mettere su dei telefonini mobili. Mi hanno riso in
faccia. A che possono servire dei telefonini in un paese che per il 90% non
ha elettricita’, dati a poverissime donne di villaggio totalmente
analfabete? E cosa ci puo’ fare un povero di un cellulare? A chi vorrebbe
telefonare? Ma io dicevo: un telefono serve, senza comunicazione non c’e’
progresso, i numeri sono dieci, li impareranno. E cosi’ e’ stato. I
cellulari vanno a luce solare e sono collegati col satellite. La donna
analfabeta del villaggio imparava subito a usare il telefonino, imparava i
fusi orari, i prefissi locali e internazionali, diventava l’unico telefono
accessibile del villaggio, guadagnava per questo servizio, era felice e
orgogliosa, mandava i figli a scuola. Noi facevamo borse di studio per far
studiare i figli delle nostre clienti, molti si sono laureati. La cosa si e’
diffusa anche nelle citta’. Dopo sei mesi ho fatto un giro per controllare
le prime 30 donne e le donne-telefono erano state bravissime. Il marketing
dell’informazione sottostima gli esseri umani e la loro voglia di riscatto.
Oggi la Grameen Bank e’ la piu’ grande societa’ di telefonia mobile di tutto
il nordest asiastico. 11.500 donne forniscono questo servizio a 20.000
villaggi. Ogni singola donna guadagna al mese fino a 500 dollari al netto
delle spese.
Cosi’ ora sto pensando a internet. Mi ridono di nuovo in faccia, dicono:
come puo’ una vecchia donna analfabeta usare un computer? Ma io so che
potra’ e che ci saranno presto le internet-ladies.
L’effetto cascata ha coinvolto le famiglie, i figli, e la Bank vuole che
essi vadano a scuola e finanzia i loro studi e da’ fondi pensionistici.
Grazie alla Grameen Bank un terzo degli utenti ha abbandonato la soglia
della poverta’.
La Grameen Bank lavora da 30 anni, ha toccato meta’ dei villaggi, ha fatto
prestiti a 12 milioni di poveri, ha esportato un modello di microcredito in
tutte le parti del mondo e non solo nei villaggi piu’ sperduti ma anche
nella grandi citta’.
Ma se basta una sola istituzione finanziaria per fare tutto cio’,
immaginiamo l’effetto moltiplicatore su tutto il mondo.
La poverta’ deve essere debellata. Se non lo si fa e’ perche’ non lo si
vuole! Gli ostacoli non sono nelle risorse o nelle tecnologie, ma nella
volonta’ politica.
I quattro principi della Banca Grameen sono: disciplina, unità, coraggio e
impegno costante in tutti gli ambiti della nostra esistenza. I clienti si
impegneranno in questo:
2 Porteremo la prosperita’ nelle nostre famiglie.
3 Non vivremo in case diroccate. Ripareremo le nostre case e cercheremo
quanto prima di costruirne di nuove.
4 Coltiveremo ortaggi tutto l’anno. Molti ne mangeremo, e venderemo quello
che ci resta.
5 Durante il periodo del trapianto, metteremo a dimora quanti piu’ germogli
possibile.
6 Faremo in modo di non avere troppi figli. Limiteremo le nostre spese. Ci
cureremo della nostra salute.
7 Educheremo i nostri figli, e lavoreremo per avere modo di provvedere alla
loro istruzione.
8 Sorveglieremo la pulizia dei nostri figli e dell’ambiente in cui viviamo.
9 Costruiremo e useremo le fosse biologiche.
10 Berremo l’acqua dei pozzi profondi. Se non ne avremo la bolliremo o la
disinfetteremo con l’allume.
11 Non chiederemo una dote per il matrimonio di nostro figlio, ne’ pagheremo
una dote per il matrimonio di nostra figlia. Rifiuteremo la pratica del
matrimonio tra bambini.
12 Non commetteremo ingiustizie e ci opporremo a che altri le commettano.
13 Investiremo collettivamente al fine di aumentare i nostri redditi.
14 Saremo pronti ad aiutarci reciprocamente. Se qualcuno e’ in difficoltà ci
mobiliteremo in suo aiuto.
15 Se apprendiamo che in un centro si contravviene alla disciplina,
interverremo personalmente per ristabilirla.
16 Introdurremo l’esercizio fisico in tutti i nostri centri. Parteciperemo
collettivamente agli incontri organizzati.

Muhammad Yunus e’ un economista che non ha ragionato da banchiere. E’ un
candidato al Nobel.
Oggi il microcredito e’ riconosciuto dai massimi organismi mondiali.
Oggi il microcredito finanzia oltre 41 milioni e mezzo di poveri nel mondo
che dal 1997 (anno del primo censimento) aumentano del 38 per cento ogni
anno..
Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, l’80% della
popolazione mondiale ottiene solo il 5,4% del credito erogato dal sistema
bancario internazionale. L’esclusione finanziaria è presente anche nei paesi
ricchi: secondo l’indagine sui bilanci delle famiglie di Banca d’Italia, in
Italia oltre 2 milioni 900 mila famiglie, il 14,1% del totale, non accedono
ai servizi bancari.

Al summit di Washington del 1997 hanno partecipato ONG, intermediari
finanziari e imprese impegnate nel sociale, gruppi di base del Nord e del
Sud del mondo, agenzie delle Nazioni Unite, Governi nazionali, istituzioni
internazionali. L’obiettivo e’ raggiungere 100 milioni di famiglie.

“E’ un peccato il non fare niente col pretesto che non possiamo fare tutto”.
(Winston Churchill)
..
“La vita e’ un insieme di avvenimenti, di cui l’ultimo potrebbe anche
cambiare il senso di tutto l’insieme (e noi potremmo farne parte)”
(Italo Calvino)

Nel 2000 i maggiori premi Nobel per la pace, stilarono una dichiarazione
affinche’ parte degli armamenti mondiali fosse convertita in aiuto alla
poverta’ e in progetti di sviluppo nel Sud del Mondo. Centinaia di miliardi
di dollari sono buttati ogni anno dai governi mondiali per le guerre e
questa cifra tende solo ad aumentare. Dobbiamo vedere con vergogna la
soddisfazione dei nostri presidenti per l’aumento della vendita di armi.
Dobbiamo vedere con vergogna la Chiesa aumentare le spese per la sua
autocelebrazione, la pompa, lo sfarzo, la manifestazioni per grandi masse,
la propaganda. Nulla di tutto questo migliorera’ il mondo. Invece di ridurre
la proliferazione atomica, i motivi di conflitto, la propaganda settaria, la
pubblicita’ ingannevole, le speculazioni finanziarie, la corruzione dei
potentati dovremmo ridurre queste masse sempre piu’ grandi di denaro che
sono dilapidate senza beneficio per il mondo e convertirle in progetti degni
dell’uomo e della sopravvivenza del pianeta. Riducendo della meta’ solo le
spese militari, saremmo probabilmente piu’ sicuri, piu’ felici, e con un
futuro migliore.
I governi e le chiese ignorano cosa sia la sobrieta’ e, per affermare la
loro potenza, dilapidano somme enormi che potrebbero essere messe a
disposizione dello sviluppo delle aree di poverta’ del nostro mondo.
Siamo dominati dalla propaganda e dalla morte.
Sono attive nel mondo migliaia di testate nucleari, se ne ricaverebbero
tonnellate di uranio arricchito che puo’ essere convertito a fini civili,
costituendo un importante “dividendo” per la pace. Il disarmo e’ frutto
della giustizia e della sicurezza comune della gente. Promuovere il disarmo
significa agire sulle cause e privilegiare la conversione delle coscienze e
delle intelligenze.
Isaia aveva detto: “…forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in
falci…” (Is.2,4). A livello mondiale, questo e’ compito delle Nazioni Unite.
E se l’ONU non e’ funzionale, lo si renda migliore! Anche l’Unione Europea
deve perseguire questo obiettivo politico e anche l’Italia.
Le armi e le esibizioni propagandistiche devono essere convertite in
progetti di aiuto per il terzo millennio.
Il mondo non si salvera’ se non inizieremo a vivere in modo piu’ sobrio. Ma
i partiti, i governi e le chiese devono dare l’esempio e non fare a gara tra
loro per sperperi sempre piu’ grandi. C’e’ qualcosa di demoniaco in questa
dilapidazione di denaro e di risorse. Non di grandezza e munificenza e di
sfarzo ha bisogno il mondo ma di pace e di vita sostenibile.
I microprogetti sono della strade per aiutare il Sud del Mondo, ma anche in
Europa ormai il Sud del mondo e’ presente, il microcredito e’ una delle
nuove strade promossa non più solo da ONG e da privati, accettata dai
Governi che disarmano e dalle Istituzioni Internazionali. Il microprogetto
arriva capillarmente alle persone povere nel mondo e rispettando la loro
dignita’ offre loro strumenti di autosviluppo nella pace che tutti
auspichiamo.
Viviamo in un periodo storico speciale, perche’ abbiamo tutti i mezzi e
tutte le risorse per risolvere i problemi nel mondo. Vogliamo puntare alla
speranza, ridisegnando il mondo partendo dai giovani e dai poveri. Per
questo milioni di volontari non bastano. Occorre una volonta’ politica
migliore.


http://unimondo.oneworld.net/article/frontpage/281/4597
http://www.utopie.it/economia_sostenibile/microcredito.htm
http://www.temi.unimondo.org/microcredito.html
http://unimondo.oneworld.net/article/view/100856/1/

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