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Monday January 22nd 2018

MASADA n° 146- 14-8-2005- Quali sono dunque i programmi?

Franco Battiato

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’e’ il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese e’ devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza piu’ calore?
Non cambiera’, non cambiera’
no cambiera’, forse cambiera’.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambiera’, non cambiera’
sì che cambiera’, vedrai che cambiera’.
Voglio sperare che il mondo torni a quote piu’ normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli piu’ di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Questo e’ il manifesto di Porto Alegre del 2005, firmato da Saramago, Galeano, Ramonet e altri. Programma no global.

Tre i punti (nuove regole per l’economia; pace e giustizia; democrazia dal locale al globale)
e dodici le proposte.

In sintesi:
-annullare il debito pubblico del Sud del mondo

-tassare le speculazioni finanziarie, gli investimenti all’estero, i profitti transnazionali, la vendita di armi e le attività con forte emissione di gas a effetto
serra

-smantellare tutti i paradisi fiscali, privilegio del crimine organizzato,della corruzione, dell’evasione fiscale, delle operazioni delittuose delle grandi imprese e dei governi

-sancire il diritto di tutti a un impiego, alla protezione sociale e alla pensione, nel rispetto dell’eguaglianza uomo-donna

– promuovere il commercio equo rifiutando le regole liberoscambiste del Wto, elevare le regole di tutela sociale, far prevalere il diritto alla cultura
delle politiche pubbliche sul diritto al commercio

– garantire il diritto alla sovranita’ alla sicurezza alimentare di ciascun Paese

– tassare le importazioni al fine di impedire pratiche di dumping

– ogni paese deve poter decidere l’interdizione della produzione e dell’importazione di Ogm destinati all’alimentazione

– proibire ogni brevetto delle conoscenze e di organismi viventi

– proibire ogni privatizzazione di beni comuni dell’umanità, in particolare l’acqua

– lottare con politiche pubbliche contro ogni forma di discriminazione,sessismo, xenofobia e razzismo

– riconoscere i diritti politici culturali ed economici alle popolazioni indigene

– mettere fine al saccheggio dell’ambiente e alla minaccia climatica dovuta all’effetto serra

– fondare lo sviluppo sulla sobrietà energetica

– smantellare le basi militari dei Paesi che ne dispongono fuori dei loro confini

– ritirare tutte le truppe straniere, salvo mandato dell’ONU

– garantire il diritto all’informazione e il diritto di informare

– mettere fine alla concentrazione dei media in gruppi di grandi dimensioni

– garantire l’autonomia dei giornalisti in rapporto agli azionisti

– favorire la stampa che non ha scopi di lucro

– riformare e democratizzare le organizzazioni internazionali facendovi valere il primato dei diritti umani economici sociali e culturali secondo la
dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

– incorporare Banca mondiale, Fmi e Omc nel sistema decisionale delle Nazioni Unite

– trasferire la sede dell’Onu da New York in un altro paese se persistono le violazioni internazionali da parte degli Stati Uniti

Questo e’ parlar chiaro.

Non troveremo nemmeno un lontano accenno a qualcosa di simile nei programmi partitici del centro sinistra per l’Italia.

E se qualcuno si prova a dire che ci sono situazioni di realismo politico che impediscono di far di piu’ di quel che stanno gia’ facendo, obietto che questi partiti cosidetti di centrosinistra non hanno nemmeno saputo trovare soluzioni rapide e decise alla Zapatero sulle truppe in Irak, sulla liberta’ e apoliticita’ della tv, sulle coppia di fatto, sui migranti, sulla fecondazione assistita e sulla ricerca della staminali embrionali…

Non e’ che le cose non si possono fare, e’ che taluni le cose non le vogliono proprio fare.

E cosi’ c’e’ chi come noi teme che non le avra’ ne’ con Berlusconi ne’ con Prodi.
….
E qual’e’ invece i programma dei globalizzatori?
….
L’esportazione della cosiddetta ‘democrazia’ americana.

Johan Galtung (Fondatore dell’International Peace Reserch Institute, docente di Studi sulla Pace all’Università delle Hawaii, direttore di Trascend, un programma dell’ONU per la trasformazione nonviolenta dei conflitti, Premio Nobel alternativo 1987) ci fa notare che, in 111 anni, dal 1890 al 2001, gli USA hanno prodotto ben 134 interventi bellici, in media uno l’anno, e, nel decennio dopo la fine della Guerra Fredda, addirittura 2 secondo la teoria che, via via che un impero si espande, occorre un maggior numero di interventi a sua protezione.
William Blum nel suo libro “Stato Canaglia: una guida all’unica superpotenza Mondiale” ci spiega i particolari di questo secolo di violenza statunitense. Le guerre provocate dagli USA hanno prodotto un enorme numero di vittime, danni e distruzioni in tutto il globo. A suo confronto quel che puo’ avere fatto un bin Laden e’ ben poca cosa.
Per ogni guerra fatta dagli USA si sarebbero potute trovare soluzioni alternative. Invece i governi americani hanno sempre preferito la strada della violenza, con bombardamenti, assassini di capi di stato, tortura. In molti casi gli attacchi sono stati a governi o personaggi di cui gli USA si erano serviti per precedenti attacchi e tra questi Pol Pot, Noriega, Saddam, Aidid e Bin Laden.
Mettiamo in conto anche che ci sono 23 paesi dove gli USA hanno falsato le elezioni, interferendo nei processi democratici: Italia, Libano, Indonesia, Vietnam, Guyana, Giappone, Nepal, Laos, Brasile, Repubblica Dominicana, Guatemala, Bolivia, Cile, Portogallo, Australia, Giamaica, Panama, Nicaragua, Haiti, Bulgaria, Russia, Mongolia, e Bosnia.
Inutile pensare che una tale ondata di violenza e sopraffazione non abbia lasciato una parallela voglia di vendetta. Possiamo dire a ragion veduta che non esiste nazione odiata nel mondo quanto gli Stati uniti d’America, e questo odio oggi si sta trasferendo anche sui suoi alleati, Inghilterra e Italia.
Nessuna meraviglia che, proseguendo l’atteggiamento di Berlusconi di collusione USA, siamo anche noi nel mirino di futuri attentati come complici della piu’ corrotta, violenta e prevaricatrice potenza del mondo.
Il primo centro dell’intervento violento degli USA e’ stato l’Asia orientale (Corea, Vietnam, Indonesia… Iran).
Il secondo e’ stato l’Europa orientale (inclusa l’Unione Sovietica), e poi la Serbia e Macedonia.
Il terzo e’ stato l’America Latina, partendo da Cuba.
Il quarto in Asia occidentale, Palestina, Iran, Libia, Libano/Siria, Iraq, Arabia Saudita, Afghanistan.
Gli USA si pongono altezzosamente sopra tutti i Paesi del mondo come se avessero un diritto divino alla supremazia globale. Considerano la loro violenza una forma di punizione lecita, che deve essere subita in modo inerme dagli altri popoli.
Alla violenza bellica dobbiamo aggiungere la violenza strutturale del sistema economico americano, in quanto il neoliberismo non e’ che una forma di sfruttamento violento del mondo a uso e consumo di poche multinazionali, per una realta’ fittizia in cui tutto e’ monetizzato, in cui il profitto e il potere sono gli unici valori, il dollaro e’ la valuta base e gli interessi americani gli unici interessi validi.
A causa di questa perversione politca e economica, gran parte della popolazione mondiale e’ vessata da guerre, governi corrotti e fame, vive con meno di un dollaro al giorno, non puo’ soddisfare i bisogni fondamentali ed e’ destinata a morte precoce. Centomila persone muoiono ogni giorno per denutrizione e mancanza di medicine. Di queste morti il governo americano e’ direttamente responsabile. E che tutto cio’ sia perpetrato attraverso l’uso di una retorica democratica e cristiana desta anche piu’ orrore.
Non e’ lecito pensare che tutto questo non susciti odio contro i governi americani.
Oggi il governo neocon, che i cittadini americani hanno voluto rieleggere, ha messo in crisi tutti i grandi organismi di pacificazione e di salvaguardia del mondo, ha aggredito la legislazione internazionale rifiutandone le regole, ha aumentato la minaccia del terrorismo con i suoi interventi sciagurati, ha peggiorato l’incombenza dell’inquinamento globale, ha distrutto due stati del medio Oriente e ne sta minacciando altri due (Iran e Arabia saudita), ha messo molti stati africani in una situazione di sfruttamento e di guerre permanente, ha innescato nuovamente la spirale della proliferazione atomica.
Abbiamo un quadro di una violenza spaventosa che si lancia nel futuro e che aggredisce o controlla, tramite organi come la CIA, tutto cio’ che puo’ apparire ostile alla potenza americana, ponendo al vertice degli organismi internazionali i peggiori neocon bushiani.
Non troviamo in questo quadro nulla che possa lontanamente riguardare una visione democratica, ma ogni atto puo’ essere attribuito a un potere avido e incontrollato che non ha remore, ne’ morali, ne’ religiose, ne’ di civilta’ umana.
Gli stessi attributi negativi purtroppo ricadono su coloro che avvallano e fiancheggiano il violento operato di questa cattiva potenza.
Risulta chiaro dall’esame dei fatti storici che qualunque movimento progressista e’ stato, per per cio’ stesso, inviso agli USA, che hanno sempre fatto di tutto per distruggerlo. E poiche’ progressismo si identifica con democrazia, ecco che la nazione, presunta sentinella della democrazia del mondo, e’ in effetti la piu’ acerrima nemica della democrazia.
Sulle bocche dei governi USA e dei suoi fiancheggiatori qualunque sostanza di democrazia e’ totalmente sparita e abbiamo piuttosto la sua bestemmia.
Si chiama progressista qualunque politica voglia l’equa distribuzione delle risorse economiche alla societa’ e il soddisfacimento dei bisogni di base per la maggioranza dei poveri. Ogni volta che una politica progressista si e’ affacciata in uno stato del mondo, la reazione USA nei suoi confronti e’ stata violenta e distruttiva.
Il mondo continua ad aumentare il grado di immiserimento e di ingiustizia a causa di questo brutale progetto colonialista, che gli USA rivendicano spacciandolo per “espansione della democrazia”, ed e’ evidente che nessuna delle coartazioni, economiche, politiche o belliche, imposte dai governi USA sugli altri stati ha prodotto mai un accrescimento di democrazia e che invece si sta perpetuando un brutale progetto imperialista di colonizzazione del mondo, che fa degli USA il paese terrorista per eccellenza.
Meravigliarsi se tutto questo produce ondate di odio verso gli americani e i loro alleati (al momento Inghilterra e Italia) risulta puerile. Scandalizzarsi degli attentati e’ addirittura inutile. Anzi la meraviglia dovrebbe essere che gli attentati verso gli USA e i suoi alleati non siano in numero molto maggiore.
In ambito interno gli USA hanno plagiato gran parte dei cittadini facendo loro credere che stanno vivendo in un paese ingiustamente minacciato che ha diritto di difendersi, questa e’ anche la tesi che e’ stata rivenduta dai media nei paesi alleati. L’ignoranza, la paura, e un continuo martellamento mediatico hanno falsato la realta’ oltre ogni evidenza. Una parte ancor piccola della societa’ americana si rende conto, come si era resa conto al tempo della guerra del Vietnam, che l’America non e’ una potenza attaccata ma una potenza attaccante, ma occorre che questa chiarezza si diffonda ulteriormente. Purtroppo le emozioni sono molto piu’ facilmente gestibili di quanto non maturi la consapevolezza razionale, ed e’ sulle emozioni che i media dei paesi occidentali fanno leva per tenere le popolazioni a un livello di sub-coscienza e di irrealta’.
Oggi, a livello planetario, un numero sempre piu’ grande di voci si alza dal movimento dei movimenti, dagli intellettuali impegnati, dai veri democratici per denunziare la follia della violenza politica ed economica, della guerra permanente, dei progetti colonialisti, del mercato neoliberista, della brutalita’ degli organismi economici che controllano il mondo. Da tempo un nuova opinione pubblica porta avanti una visione di pace, di integrazione, di rispetto reciproco. Ma i media continuano ad alimentare una situazione di ignoranza storica e di inconsapevolezza etica, perche’ questo fa il gioco di governi non democratici e spesso anche delle loro opposizioni.
Gli stessi americani clonati cominciano a sentire l’alito dell’odio di tanti popoli che l’America ha messo in ginocchio, coartato e sfruttato. Sentono che l’immagine del loro paese nel mondo e’ a pezzi e che la propaganda retorica non sta sortendo gli effetti voluti ma e’ sopraffatta dalla realta’. Lo spauracchio del terrorismo/comunismo li tiene uniti e continua a essere sbandierato da demagoghi antidemocratici, ma esso suona sempre piu’ come una campana fessa di fronte ai crimini americani che i governi americani hanno perfettamente e intenzionalmente voluto. Di tutti questi crimini i cittadini americani sono stati complici, consenzienti o ignari.
Al di la’ della propaganda un numero sempre piu’ ampio di persone, anche fuori dai campi di battaglia e dai lager americani, si sta rendendo conto che la prima potenza del mondo ha portato avanti solo una enorme politica di sfruttamento indiscriminato e di brutale violenza. In questa politica non c’e’ stato posto per la legalita’, la giustizia, il rispetto.
A causa della violenza diretta americana sono morte 6 milioni di persone solo in Corea, Vietnam, Indonesia.
A causa della violenza indiretta e segreta americana almeno altri 6 milioni di persone sarebbero morte a causa di operazioni segrete americane a partire dalla Seconda Guerra Mondiale (dati CIA).
A causa della violenza strutturale dell’economia neoliberista americana stanno morendo 100 mila persone al giorno.
Questo ci puo’ dare una pallida idea del male che i governi americani fanno al mondo, e di quanto la parola ‘democrazia’ sia, sulle loro bocche, una bestemmia.
…..

Noto spesso una profonda irritazione da parte di chi non vuole che le politiche degli attuali partiti di centro sinistra italiana siano criticate. Lasciamo da parte leghisti, fascisti e berlusconiani, che appartengono ormai ai vinti, avendo fallito qualunque programma di governo e avendo vinto solo sul fronte dell’arricchimento personale dell’enorme patrimonio di Berlusconi.
Ho fatto precise critiche al programma di Prodi, almeno a quel programma che appare nel suo sito. Ma qualcuno, irritato, mi ha risposto che i miei erano discorsi new age. Altri non vogliono sentir di una terza via rispetto al bipolarismo secco di cui mi sembra siano scontenti in troppi. Altri infine si seccano se metto nello discorso Voltaire, Marx e Cristo.
Il programma che Prodi ci presenta al momento appare puerile, acquoso, indistinto, senza indicazioni precise, senza identita’ alcuna, in una parola insufficiente e indegno di uno schieramento serio e civile.
Ancora una volta si sottolinea il profondo gap tra il lavoro attivo e estremamente positivo di molti gruppi di base dei partiti del centrosinistra sul piano economico, politico, sociale e ideale e l’indistizione e indeterminatezza ambigua quand’anche non collusa delle dichiarazioni programmatiche delle dirigenze, sia in ordine alla definizione dei maggiori problemi da affrontare, sia in relazione alle soluzioni che si intendono adottare, sia riguardo alle forme di corruzione vigente in questo paese (e in ultima istanza, le collusioni bancarie e i reati finanziari).
Sembra pero’ che non siamo un popolo avezzo al senso critico e men che mai all’autocritica o alla critica dei capi-totem; la societa’ attiva e’ divisa ancora in due parti: i clonati, che vogliono solo la vittoria della loro tifoseria senza alcuna capacita’ di analisi o di etica, e i critici che vogliono anche un miglioramento delle dirigenze e che spesso vengono aggrediti come traditori proprio per questo.
Gentilmente faccio notare a chi attacca come ostile qualunque forma di pensiero dissociato dalle dirigenze ufficiali del centrosinistra che qualcuno e’ rimasto un po’ indietro nella lettura della storia.
Il pensiero no global e’ esattamente il pensiero di questo nostro tempo, perfettamente conosciuto e praticato da milioni di uomini nel mondo in modo assolutamente transanazionale e traspartitico, ignoto evidentemente a molti che vivono ancora di miti del passato e non vanno piu’ in la’ di Mediaset o di alcuni libri di 150 anni fa, che magari non hanno nemmeno letto.
Il pensiero no global ha portato avanti la lotta dei colombiani per nazionalizzare il gas colombiano, la lotta di migliaia di indiani contro le 3000 dighe delle multinazionali delle BM, la lotta del popolo congolese contro le guerre spietate per il controllo del coltan, la lotta
degli attivisti di tutto il mondo contro la spietatezza della Coca Cola, la lotta di milioni di africani contro i dazi americani e gli obblighi alla privatizzazione di beni e servizi del WTO e dell BM o del FMI, la lotta dei paesi europei contro la Bolkestein o gli OGM, la lotta del subcomandante Marcos per i sen terra, o dei gruppi di volontari per il recupero delle migliaia di bambini soldato, o i 110 milioni di persone in marcia sulle strade del mondo per dire no alla guerra, o il rifiuto della distruzione della foresta amazzonica, la lotta per condonare il debito al Terzo Mondo o per sottrarre i medicinali fondamentali per la lotta alle malattie endemiche come l’AIDS alle multinazionali dei farmaci, o la lotta trentennale di Attac per frenare le transazioni finanziarie o salvare dalle mani rapaci della multinazionali i nostri beni fondamentali come l’acqua o i servizi fondamentali come gli ospedali, la lotta delle popolazioni locali contro le centrali nucleari o gli smaltitori di rifiuti inquinanti o le discariche di materiale cancerogeno o le antenne che portano leucemia o gli inquinamenti industriali di acque e suolo, le lotte contro i gruppi criminali e mafiosi… insomma il male in tutte le sue forme, che questo sistema globalizzato protegge e perpetua… un enorme numero di battaglie tutte unite dal comune attacco al mercato neoliberista.
Ci sono stati abbastanza forum europei e mondiali e abbastanza campagne mondiali perche’ non si possa piu’ ignorare il fenomeno.
Ma ogni tanto salta fuori qualcuno che dice: queste sono solo fantasticheria, dove sono le lotte? dove sono le soluzioni…? Santa ignoranza…
No global vuol dire nuova economia, lotta al neoliberismo e alle multinazionali, attacco al mercato neoliberista attraverso una vita diversa, non improntata al consumismo e volta a un consumo diverso, nel rispetto dell’impronta ecologica, cosi’ da incidere sullo stesso mercato… abbiamo dentro tutto: ecologia, ambientalismo, ricerca di energie alternative, rifiuto della guerra, tipi di produzione e scambio diversi, Nuovi Muncipi, esperimenti di democrazia diretta, energia solare, produzioni biologiche, ma soprattutto la formazione di una opinione pubblica diversa e di metodi di lotta diversi…
Ci sono dentro premi Nobel, ricercatori, docenti, scienziati, sociologi, politici, giornalisti, economisti, agrimensori, meteorologhi, pacifisti, sindacalisti e milioni e milioni di attivisti in tutto il mondo…
Va avanti da almeno 40 anni e conta un lavoro pratico imponente, nel Terzo Mondo come nelle nostre periferie degradate come nella City’ di Londra o nei quartieri di Bruxelles e Strasburgo o nella stessa New York, o nel piccolo villaggio indiano o congolese…
con una produzione anche cartacea enorme, convegni, ricerche, stili di vita, battaglie economiche e sociali.. sempre a livello globale.

Almeno di qualche nome avrete sentito parlare:
Vandana Shiva, Arundaty Roy, Amartya Sen, Wolfgang Sacs, Michael Moore, Naomi Klein, Noam Choski, Susan Gorge, Francesco Gesualdi, Padre Zanotelli, Josè Saramago, Edoardo Galeano, Ignacio Ramonet, Federico Mayor Zaragoza. … ma se proprio non altri: Dario Fo o Beppe Grillo o Giulietto Chiesa o le Donne in Nero o perlomeno Moni Ovadia…

Almeno di qualche film avrete sentire dire:
Bowling for Coloumbine, The Corporation, The Take, The Agronomist…

Qualche libro lo avrete letto, se non altro il vecchio ‘No Logo’.
E’ impossibile vivere totalmente fuori dal mondo e col capo infisso al Manifesto del 1848 come se la storia fosse finita li’, altrimenti si cade nell’idolatria e si diventa dei pezzi da museo.

A volte sembra che la societa’ sia divisa in due, quelli che sono rimbambiti dalla televisione e dai messaggi ufficiali di chi ci comanda e fa le scalate alle tv come alla carta stampata per diffondere un pensiero omologato, e quelli che sono rimasti a Marx o alla cellula di quartiere o agli slogan del centro sociale.
Loro malgrado la storia e’ andata avanti e ha prodotto nuovi stili di pensiero. Non possiamo ripetere gli stessi slogan per anni o credere, ubbidire e combattere…o si diventa rimbambiti e obsoleti.
Nell’opposizione, che non e’ quella parlamentare, gli stili possono essere vari, gli obiettivi del momento diversi .. ma poi la lotta e’ sempre la stessa:
tra chi ha il potere e lo usa in modo prevaricante e corrotto
e chi non ha il potere e vuole lottare per sopravvivere.

Non e’ difficile trovare stampa che riporti parte del pensiero no global o del movimento dei movimenti, cito Il Manifesto, Liberazione, Micromega, Le Monde Diplomatique, Nuova Ecologia, Economia, Diario, Carta….
La galassia no global ha la propria stampa, i propri libri ormai diffusissimi (nelle grandi librerie inglesi ci sono piani e piani interi dedicati solo a questo), ma basta andare da un Feltrinelli qualsiasi…i propri mensili, i propri convegni, le proprie ricerche….
E’ incredibile che qualcuno continui a ignorare tutto questo come inesistente, vivendo di vecchie rendite, cio’ indica un grado di dissociazione storica, un non vivere nel nostro tempo.

Non ho mai disprezzato Marx, mi sembra, solo che il linguaggio delle classi in lotta e la palingensi quasi fisiologica del proletarito che prende il potere alla borghesia e fa finire la lotta di classe per sempre, sia surreale e obsoleta.
Il marxismo e’ per molti sostituito da un linguaggio piu’ moderno, da una lettura della societa’ piu’ attuale, in termini di globalizzazione, di lotta alle multinazionali, di impero americano, di FM, o BM, O WTO o colonialismo neocons o di nuovo ibrido capitalismo cinese.
Non tolgo nessun valore a Marx. Solo lo attualizzo, fermo restando che rifiuto l’assunto successivo che l’unica lotta consentita contro il capitalismo avvenga in forme violente, perche’ cio’ mi sembra inattuale e realizzatore di niente. Tanto meno concordo con gli espropri proletari di Caruso o gli esibizionismi di Casarini.
Se ho messo insieme Voltaire, Cristo e Marx non e’ per sfizio ma guardando alle matrici delle parti politiche che dovrebbero stare insieme in questo centrosinistra, i democratici illuministi, i cattolici e i discendenti di Marx.
Io mi metterei volentieri tra i primi, rifiutando tanto le derive fondamentaliste dei cattolici quanto il fondamentalismo ormai astorico dei marxisti o trozkisti, il che non vuol dire disprezzare Marx ma avere un punto di vista diverso che, perche’ diverso, non puo’ essere degradato o ignorato.

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