WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Monday January 22nd 2018

MASADA n° 145-12-8-2005- I due paesi

Ogni anno si tiene a Cernobbio un meeting di industriali, economisti, imprenditori, esponenti di Confindustria, leader di Governo per rinnovare le ricette neoliberiste di cui conosciamo tutti i limiti e le storture: privatizzazioni, riduzioni del welfare, flessibilità, precarizzazione del lavoro, allentamento dei vincoli ambientali.
Ma ogni anno si tiene anche il convegno di ‘Sbilanciamoci’, che puo’ essere considerato l’anti Cernobbio.
Nel 2005 sara’ nel quartiere Corviale di Roma, dall’1 al 4 settembre e trattera’ “L’impresa di un’economia diversa”.
Quattrio giorni di proposte innovative contro il neoliberismo.
Parteciperanno persone molto note come Jeremy Rifkin, Vandana Shiva, Fausto Bertinotti, Rosy Bindi, Susan Gorge, Laura Balbo, Luciano Violante, Aminata Traore’, Fabio Salvati, Giulio Albanese. E poi economisti, politici, rappresentanti del mondo civile per passare “dall’economia del privilegio alla societa’ dell’uguaglianza”.
L’economia che vogliamo e’ fondata sulla pace, la giustizia, i diritti, l’ambiente.
Contro il neoliberismo la Campagna Sbilanciamoci! contrappone la difesa dell’intervento pubblico, la promozione e l’allargamento del welfare e dei diritti del lavoro, mirando a uno sviluppo sostenibile e a una fiscalita’ solidale che colpisca rendite e privilegi.
Questa e’ la terza edizione di Sbilanciamoci.

http://www.metamorfosi.info/met_sbilanciamoci_sala_stampa.asp
Quest’anno il Forum si svolgerà nel quartiere Corviale di Roma, simbolo, nel nostro paese, di quelle periferie urbane degradate ed abbandonate per troppo tempo e ora oggetto di politiche di recupero urbanistico, riqualificazione economica e sociale, sviluppo locale. “Dopo Bagnoli, simbolo del fallimento di un certo modello di sviluppo industriale del secondo dopoguerra, e Parma, emblema dei disastri finanziari causati dalla vicenda Parmalat, abbiamo scelto Roma – continua Giulio Marcon – città che dal 2006 ospiterà, grazie all’impegno dell’Autopromozione Sociale del Comune di Roma e delle altre istituzioni capitoline “La Citta’ dell’Altra Economia”, uno spazio unico in Europa per le esperienze, le pratiche, le iniziative di organizzazioni e imprese che sperimentano e fanno crescere la realtà di un’economia diversa”.
“Il fatto che il Forum si tenga a Corviale -conclude Messina – e’ significativo, perche’ e’ proprio li’ che l’Autopromozione Sociale sta realizzando grandi cose in sinergia col territorio, fra cui il primo incubatore delle imprese locali. Portare al Corviale i rappresentanti dell’economia solidale e’ dunque un modo per proseguire su questa linea e continuare a rivitalizzare in senso responsabile l’economia della citta’.”

La terza edizione del Forum servira’ dunque ad aprire gli occhi su un’economia italiana fatta di rendite, privilegi, corporativismi e speculazioni finanziarie in un percorso che portera’ ad una seria analisi sulle possibili alternative: globalizzazione dei diritti e dell’uguaglianza, attenzione alla sostenibilita’ ambientale, azione pubblica per nuove politiche fiscali, di sviluppo, welfare e redistribuzione del reddito.
Tutto cio’ grazie al contributo delle pratiche, le esperienze, le alternative dei movimenti e delle organizzazioni sociali, dell’altra economia, del mondo del lavoro a confronto per la costruzione di un’impresa di un’economia diversa. “Il forum di Roma sara’ – assicura Marcon – un laboratorio per affinare e promuovere le nostre proposte per “Un’Italia capace di futuro” e per un mondo piu’ giusto e solidale fondato sull’equita’, la pace, la dimensione umana e sociale di un’economia che abbia come misura le persone, i diritti e l’ambiente”.

Il Forum e’ realizzato con il patrocinio e il contributo del Municipio XV, dell’Ufficio Autopromozione Sociale del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

Il programma completo e’ disponibile all’indirizzo:
http://www.sbilanciamoci.org/corviale_programma.sbml

La Campagna Sbilanciamoci! e’ promossa da:
Altreconomia, Antigone, Arci – Arci Servizio Civile, Associazione Finanza Etica, Ass. Obiettori Nonviolenti, Associazione per la Pace, Beati i Costruttori di Pace, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Carta, Cipsi, Cittadinanzattiva, Cnca, Comitato italiano contratto mondiale sull’acqua, Comunità delle Piagge – Firenze, Cooperativa Roba dell’Altro Mondo, Ctm-Altromercato, Donne in nero, Emergency, Emmaus, Fondazione Responsabilità Etica, Ics, Legambiente, Lila, Lunaria, Mani Tese, Medici senza frontiere, Pax Christi, Rete Lilliput, Terre des Hommes, Uisp, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Un Ponte per…, WWF

……….
Ogni volta che vedo persone semplici di sinistra o cattolici di buona volonta’ al lavoro, posso misurare la quantita’di impegno sociale e politico positivo che essi impiegano, quanti problemi sanno affrontare con serieta’ e quanta parte della loro vita e’ dedicata al miglioramento di questo nostro paese.
Ma ogni volta che sento politici di alto rango di centro o di sinistra parlare in televisione o ai convegni, rispondere ai giornalisti, fare programmi… misuro con amarezza la distanza abissale che c’e’ tra i nomi altisonanti e la gente che conosco, ed e’ come se si trattasse di due paesi diversi, di due mentalita’ diverse e le parole ‘centro’ e ‘sinistra’ mi suonano allora fallate come monete false.

Evidentemente, quando Berlusconi dice che bisogna parlare agli elettori come fossero bambini di dodici anni, Prodi mi pare perfettamente in linea. Ma in questo modo non lo voteranno ne’ i bambini di dodici anni ne’ i maggiorenni.
Leggere su internet il suo programma, che e’ come un’acqua di rose molto annacquata, e’ come sentire Fede quando affastella frasi a caso onnicomprensive di promesse molto vaghe parlando di programma della destra: anziani, deboli, poveri, malati… echi, non idee.

Prendiamo la famigerata Bolkestein, che intende eliminare ogni legge di tutela del lavoro nazionale per equiparare i lavoratori europei agli ultimi tra gli ultimi, e in particolare a quelli dei paesi orientali, che non brillano certo per tutele sindacali e diritti alla persona.
La stessa Bolkestein ha come obiettivo la privatizzazione di beni fondamentali (vedi acqua, gas, elettricita’, risorse energetiche ecc.) e servizi sociali (vedi ospedali, strade, ferrovie, scuole, ecc.), cosi’ da mettere entrambi nella mani della multinazionali con gli effetti disastrosi che conosciamo (aumento dei costi, peggioramento della qualita’, scavalcamento delle leggi, essendo le multinazionali per eccellenza svincolate da qualsiasi regola che non sia il conseguimento del massimo profitto e non essendo perseguibili in nome del libero mercato).
Ricordiamo che la Commissione europea presieduta da Romano Prodi ha approvato la Bolkestein, mercificando “qualsiasi attivita’ economica normalmente fornita dietro remunerazione”.

“La proposta di direttiva e’ applicabile ad un’ampia gamma di servizi, pari alla meta’ delle attività economiche dell’Unione europea, comprendendo tutti i servizi forniti ai consumatori e alle imprese, sia che siano forniti di persona sia a distanza, in particolare via internet, e dunque: la distribuzione, la costruzione (compresi i servizi di architettura), i servizi per il tempo libero come le agenzie di viaggio, i servizi collegati alle tecnologie dell’informazione, la pubblicità, la locazione di automobili, le agenzie di collocamento, i servizi di sicurezza, i servizi audiovisivi e i servizi sanitari. Rientrano del pari nel suo campo d’applicazione le professioni regolamentate come quelle dei medici, degli avvocati e dei consulenti fiscali. Al fine di eliminare gli «ostacoli» alla libera circolazione dei servizi la proposta di direttiva, con l’articolo 16, introduce il principio «del paese di origine», secondo il quale il prestatore è sottoposto soltanto alla legge del paese nel quale è stabilito e gli Stati membri non devono limitare i servizi forniti da un prestatore stabilito in un altro Stato membro; tale disposizione contraddice il principio generale che vieta ogni discriminazione in base alla nazionalità per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro, nonché il principio di garanzia di una adeguata protezione sociale; la proposta di direttiva tende a consentire una CONCORRENZA AL RIBASSO sul costo del lavoro.”

Insomma basta che un’azienda trasferisca la propria sede nei paesi che offrono tutele del lavoro più basse, per es. in Polonia, per obbligare i suoi dipendenti, in qualunque paese europeo lavorino, ad avere il trattamento di lavoro, in questo caso, della Polonia.

Nella votazione in Francia sulla Costituzione europea, la Bolkestein fu al primo posto per spingere gli elettori francesi a respingere questo trattamento peggiorativo, ma la stampa italiana si guardo’ bene dallo spiegare cosa si stava architettando alle spalle dei cittadini italiani e sui quotidiani si poterono leggere solo vaghi riferimenti di pura retorica sulla bonta’ teorica dell’UE.
Non ne abbiamo abbastanza della delocalizzazione delle imprese che spostano le sedi di produzione nei paesi dove le paghe sono inferiori e i lavoratori non hanno protezione legale, con effetti punitivi sull’occupazione dei paesi di partenza e sulle finanze pubbliche?
La Bolkestein prevede qualcosa di peggio della delocalizzazione e cioe’ il peggioramento delle condizioni di lavoro senza la fatica e la spesa di spostare le fabbriche, ma rovinando i lavoratori nel luogo di origine.

Ma di questo troviamo forse traccia nel programma di Prodi? o di Fassino?
Prodi come Blair parlano solo di competivita’ e di favoritismi alle caste mercantili. Blair, lo ripetiamo, intende lo stato sociale solo come aiutare i pezzi grossi del mercato e diventare piu grossi. E’ sinistra questa?
Per quanto sia chiaro che l’economia e’ alla base di tutto, mi chiedo come questo tipo di economia possa essere compatibile con criteri sia cattolici che di sinistra.
….
Io non voglio la destra di Berlusconi, ma vorrei che il centrosinistra fosse meglio di quello che e’.
E’ mio diritto chiedere un programma migliore e protestare per quelli che mi danno se mi sembrano deficitari.
Il progresso non si ha accettando questo o quello tanto per me pari sono, come la pecora che accetta comunque l’erba cattiva al posto dell’erba pessima, storcendo la bocca e ingoiando comunque cibo amaro.
L’assunto iniziale era che gli ideali erano morti (Folena). Gli ideali non sono morti, ce li stanno ammazzando. E abbiamo ogni ragione a protestare contro questi inciuci affaristici che degradano la politica.

Leggetevi il discorso di Blair all’Unione Europea, e’ tutto giocato in termini neoliberisti.

“Lo scopo del nostro modello sociale dovrebbe essere quello di aumentare la nostra competitività, per aiutare i cittadini ad affrontare la globalizzazione, dando loro la possibilità di coglierne i vantaggi ed evitare i pericoli. Certamente abbiamo bisogno di un’Europa sociale ma dev’essere un’Europa sociale che lavora.
E sappiamo come fare. Il “rapporto Kok” nel 2004 ci mostra il modo. Investimenti nella conoscenza, nelle specializzazioni, nelle politiche attive del mercato del lavoro, nella scienza e nelle innovazioni, nell’istruzione superiore, nella ristrutturazione delle aree urbane, nell’assistenza alle piccole imprese. Questa è una moderna politica sociale, non la regolamentazione e il protezionismo che possono salvare qualche posto di lavoro per breve tempo a spese di un numero più ampio di posti di lavoro in futuro.
E visto che oggi e’ il momento di distruggere falsi miti, lasciatemene distruggere un altro: l’idea che la Gran Bretagna sia vittima di una filosofia di mercato anglosassone che calpesta i poveri e i più deboli. L’attuale governo britannico ha introdotto un patto per l’occupazione, il più ampio programma occupazionale d’Europa che ha permesso l’abolizione della disoccupazione giovanile, aumentando investimenti nei servizi pubblici maggiori di quelli di qualsiasi altro paese europeo negli ultimi 5 anni. Era un investimento indispensabile e lo abbiamo fatto. Abbiamo introdotto per la prima volta un livello di salario minimo. Abbiamo rigenerato le nostre città. Abbiamo sottratto alla povertà quasi un milione di bambini e tolto dall’indigenza due milioni di pensionati oltre ad aver lanciato la più radicale assistenza all’infanzia e ai diritti di maternità e paternità. L’abbiamo fatto grazie ad un’economia forte, non a spese di un’economia forte.”
….
Bei discorsi, pero’…. Blair puo’ permettersi di vantare questi successi perche’ l’Inghilterra e’ un paese ricco, che ha notevoli risorse, anche energetiche, che ha conseguito ricchezza anche tramite la guerra e ha usato la guerra aggressiva per incrementare la sua economia. Il “mercato anglosassone che calpesta i poveri e i più deboli” non e’ un falso mito, e’ storia, e’ anche storia di oggi (vedi l’attacco all’Irak). Quelle vanterie di stato sociale e di economia rigogliosa su quanti morti poggiano? Quanto sangue hanno giustificato?
Cos’ha a che fare questo con le radici cristiane o con l’illuminismo universalistico di Locke o col diritto dei popoli o con la difesa delle classi oppresse della sinistra?
E, se poi partiamo dalla posizione di un paese povero di risorse e a economia debole e perversa e politica, finanza corrotta e industrie protette come l’Italia, che ‘dovrebbe’ rifiutare la guerra e i patti di aggressione economica, per dettato costituzionale, cosa c’e’ di utile per noi nel programma blairiano? E perche’ Fassino dovrebbe prendere proprio Blair come modello ed esempio? Esempio di che? Di come, mettendosi la parola ‘sinistra’ sulla bocca, si faccia mercato a spese del popolo identicamente alla destra?

vedi
http://www.dsonline.it/stampa/documenti/dettaglio.asp?id_doc=26526

Chiaramente c’e’ da un’altra parte una terza via che non sia questa obsoleta sinistra dimentica di tutti i suoi vecchi valori, e che non sia nemmeno il nuovo spregevole inciucio casiniano, la neo dc che reincolla insieme i resti perversi del vecchio regime, la resurrezione in peggio della prima repubblica, del resto mai morta, solo divenuta ancora piu’ marcia e puzzolente…..
..
Bene, la Costituzione ci dice che la liberta’ dell’informazione e’ un diritto fondamentale del cittadino. Senza una giusta informazione non esiste conoscenza, non puo’ esserci ricerca della verita’ e dunque non puo’ esserci giudizio consapevole o voto consapevole, sparisce la democrazia.
Oggi si sta svolgendo una battaglia per il controllo del Corriere della sera, primo quotidiano d’Italia. Sono impegnati nella scalata del Corriere della Sera molti amici di Berlusconi. Berlusconi dice che lui questa scalata non la sta facendo. Come se Rina avesse mai assassinato le sue vittime di persona. Berlusconi di persona puo’ dire di non sapere mai nulla di nulla, non sapeva nulla dei giudici che i suoi corruppero, non sapeva nulla della guardia di finanza che i suoi pagarono, non sa nulla sulle evasioni fiscali che grazie alle sue scatole cinesi i suoi attuarono, o delle collusioni con la mafia che i suoi tengono attive. Nei fatti non abbiamo mai una firma, un filmato, una dichiarazione in cui ‘personalmente’ faccia mai un reato. Sono i suoi a farli, e spesso anche a pagarne le conseguenze. Il leader comanda le operazioni, riscuote gli utili, ma puo’ vantarsi di non farle di persona.
Non fa di persona nemmeno i decreti legge o le leggi, in quanto ogni volta che appare una legge fatta apposta per lui, spesso e’ assente dal parlamento o dal governo, cioe’ quasi sempre. Questo ci garantisce dal suo impero?
…..
Una delle sue ultime trovate perfettamente in linea col suo endemico conflitto di interessi e’ la cessione dei libri di testo scolastici alla Mondatori, casa editrice di sua proprieta’. Anche l’affare dei libri scolastici cade nelle sue mani, cosa non da poco, visto che costituiscono un terzo dell’intero mercato del libro, con un fatturato di 400 milioni l’anno. Finora i libri scolastici venivano venduti localmente anche da cartolerie molto piccole a cui fornivano il 60% dell’incasso annuale, ora saranno recapitati per posta, stranciando anche quel guadagno.
Le famiglie sanno quanto sia gravoso il costo di questi libri, per la scuola media e’ una spesa di 300 euro l’anno, 500 per le superiori. Ora le famiglie faranno l’ordinativo per internet o telefono e aspetteranno il postino e potranno pagare i libri in 12 rate col tasso del 7,5%. Per questo bell’affare non e’ stata indetta una gara d’appalto, non si e’ fatta una gara tra gli editori, anzi questi non sono stati nemmeno consultati. La Moratti ha deciso da sola. La casa editrice e’ stata scelta solamente guardando agli interessi di Berlusconi: la Mondatori appunto. Le Poste italiane avevano gia’ messo a disposizione di Berlusconi i loro sportelli per Mediolanum, la banca di Berlusconi, ben 14.000 sportelli gratuiti, non una sciocchezza, insomma non e’ il presidente al servizio di questo paese ma questo paese a servizio del presidente. Ovviamente parlare di conflitto di interessi a questo punto diventa assolutamente ridicolo! Sara’ una delle solite calunnie dell’opposizione!
…………………….

Related Tags:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 16 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano