WarDrome Sci-fi MMORPG
WarDrome Sci-fi MMORPG
comunità di poesia e lotta dal 2002
Monday May 28th 2018

MASADA n° 141- 3-8-2005. VERGOGNA. L’ETERNA VERGOGNA !

Forse non saro’ io a veder
mutare la terra,
a sentire il fischio
di un vento familiare.

Forse perdero’ i sogni
e li faro’ morire,
perche’’ vivere qui e’’ difficile,
sopravvivere in altri dove
impossibile.

Ma se comincio da me,
ho la sensazione del risveglio,
se riprendo la parola
non sara’ un bene
pero’ e’ gia’ meglio…
che nutrire l’indifferenza,
la rassegnazione e
il disprezzo
che i potenti ci hanno insegnato
come una poesia
a memoria.

Sashinka
….
Non ci sono attentatori doc, chi uccide un innocente e’ sempre nella colpa, sia egli con una divisa o senza, di destra o di sinistra, cristiano o islamico, in doppiopetto o in tonaca, italiano o iracheno, con una bomba o un mitra, una legge o un ordine religioso, una misura economica o una propaganda ideologica. Egli e’ sempre in colpa. E in colpa sono coloro che, avendone la potesta’, non lo perseguono, non lo puniscono, ma lo difendono e lo nascondono e sotterrano il suo reato con mura di omerta’ e montagne di menzogne. In ogni tempo del mondo l’omicidio ha un mandante, e questo mandante e’ un complice e merita l’inferno.
Il primo delitto della Bibbia fu l’omicidio. E quell’omicidio non cessa mai. Non cessa mai.
Pochi giorni fa il paese intero era sotto l’emozione e lo sdegno per il vile attentato dei terroristi alla stazione di Londra che hanno fatto 69 morti innocenti. Sono state dette parole di fuoco e di odio verso gli attentatori e sono scattate immediate misure per raggiungerli e punirli come si meritano. L’onda della deplorazione e lo schianto dell’orrore hanno attraversato l’Europa, hanno atterrito l’occidente.
Ma 25 anni fa un attentato ugualmente vile e vergognoso e turpe fu portato da terroristi fascisti contro italiani in molti punti del nostro paese. Uno di questi fu alla stazione di Bologna. Avremmo voluto che qualche Fallaci di turno si scagliasse contro questo abominio e che qualche Corriere della sera pubblicasse le sue parole di fuoco, ma le strane signore del malaugurio e gli strani intellettuali democratici di questo strano paese a quel tempo tacquero o forse si rallegrarono, essendo come cavalli con paraocchi che vedono solo in direzioni di comodo e non come cercatori che scandagliano la verita’ ovunque si celi.
Abbiamo scoperto nostro malgrado che i morti innocenti non hanno tutti lo stesso peso, ce ne sono alcuni che fanno il gioco di chi comanda e altri che vengono sepolti in una omerta’ spaventosa che prosegue nei secoli, portata avanti indifferentemente da governi di opposte tendenze.
Abbiamo scoperto con crescente disgusto che il potere si sostiene come un truce castello di orrore dove ognuno sorregge la spalla del vicino anche se lo finge avversario e che nessuno dei potenti, proprio nessuno, cerca la verita’ e la giustizia, ma tutti sono chiusi nella loro spasmodica ed egocentrica avidita’ di potere e di denaro, indifferenti agli strazi dell’uomo comune.
Abbiamo scoperto che il mondo non e’ diviso in partiti o schieramenti ma nelle due sole classi dei potenti e degli impotenti, i potenti sopra la legge, l’umanita’, la pietas, l’etica, la coscienza… gonfi della loro retorica, falsi nelle loro affermazioni, vuoti nei loro concetti…. gli impotenti sempre e comunque repressi, attaccati, colpiti ma mai ascoltati, mai vendicati.
Voi non potete credere che si possa chiamare terrorismo solo quello che vi fa comodo. Chiunque uccida un innocente e’ un terrorista.
Il 2 agosto abbiamo celebrato, qua a Bologna, la ricorrenza dell’attentato fascista che fece esplodere le bombe alla stazione di Bologna provocando 85 morti innocenti e 200 feriti. Anche questo e’ terrorismo. Vile, vergognoso, turpe, micidiale terrorismo. Voi non potete credere che si siano due pesi e due misure per atti in se’ identici e portatori di morte. O non siete uomini, ma bestie.
Gli esecutori di questa strage sono noti e la strage stessa e’ stata voluta da una branca di destra dell’esercito, da forze di destra e da elementi della P2. Molti sono stati individuati, tutti sono stati liberati con poca o nulla pena, molti sono rimasti nell’ombra, e a tutt’oggi TUTTI i governi che si sono susseguiti hanno tenuto fermo il segreto di stato che impedisce ai cittadini di conoscere appieno come l’orrendo atto di terrorismo interno sia stato perpetrato e quali politici lo abbiano lucidamente voluto. Quegli stessi politici sono tutt’ora al governo e si permettono ancora e ancora di fare delle critiche alle famiglie e agli amici delle vittime che chiedono verita’ e giustizia. Ma la verita’ e la giustizia sono morte in Italia e ne’ i politici di destra ne’ quelli di centro ne’ quelli di sinistra mostrano per esse il minimo rispetto, presi come sono nelle loro spartizioni di banche, di potere, di cariche, di dirigenze. Ne’ il governo di centro, ne’ quello di sinistra e tanto meno quelli di Berlusconi hanno inteso sollevare il velo che copriva tanta nefandezza.
I politici di questa Italia che ogni giorno tuonano contro il terrorismo, ieri, 2 giugno, ci hanno voluto dare ancora una volta lo squallido spettacolo delle compatte recriminazioni contro quel nugolo di persone che a Bologna hanno fischiato Tremonti, rappresentante di un governo fascista legato alla P2, la matrice delle peggiori nefandezze italiane. A questi ipocriti e vigliacchi si sono uniti anche i politici di nuova generazione da cui si aspettavamo ben altro, come Di Pietro. Ma il massimo dell’ignominia e’ stato vedere uno dei mandanti della strage che anch’egli recriminava sui fischi. Sui fischi!!!??? Recrimina sui fischi chi ha voluto 80 morti !
E ancora dobbiamo vedere lo spettacolo di eserciti paralleli, di squadracce devianti, di schegge impazzite, di mercenari al soldo di sette antistato… che vengono puntualmente difese come persone onorevoli da membri del governo!
E dietro a questo abominio sempre e sempre la P2, di cui questo governo si fa degno e soddisfatto esecutore.

Cittadino, se vai nella stazione di Bologna e passi per quell’orrendo e antiquato sottopasso giallastro che porta ai binari, vedrai per terra e sul muro delle tracce, dei segni, delle piccole foto, sono le tracce dei morti, sono le voci mute, raggelate, di 80 cittadini innocenti che qui sono stati dilaniati dalle bombe per mano fascista. Erano bambini, giovani donne, ragazzi, uomini e donne, puoi vedere le loro facce, legger ei loro nomi, che stavano qui nella stazione d’aspetto o sul vagone, che ridevano, o mangiavano un panino, o pensavano al ritorno a casa o leggevano un giornale, erano 80 innocenti che qualcuno decise di uccidere, a tavolino, freddamente, per seguire il fanatico progetto della CIA e le sue strategie di morte, perche’ quando in un paese del mondo si affaccia una minaccia di governo di sinistra, la CIA prepara le malefiche forze eversive per creare in quel paese un clima di orrore, di insicurezza, una destabilizzazion di destra che permetta a un governo, come fosse quello di Cossiga, di prendere misure straordinarie, di demonizzare nemici presunti, di limitare le liberta’ dei cittadini, di promettere nuovo ordine. Esattamente come fa la mafia quando fa un sopruso a un negoziante e in seguito gli promette protezione.
Per 25 anni le famiglie di quei morti hanno atteso giustizia. Ma quello che e’ successo e’ paradossale. Gli esecutori sono stati presi, protetti e liberati. Le forze dello stato hanno fatto tutto quello che potevano per depistare, colludere, nascondere.
E oggi ci si meraviglia se qualcuno fischia’!!!????? Di fischi non e’ mai morto nessuno. Di stragi, di complotti, di P2, di fascismo si’.

Il discorso di Paolo Bolognesi nell’occasione del 25° anniversario della Strage di Bologna

di Paolo Bolognesi
Venticinque anni fa, il 2 agosto 1980, in questa stazione, in un sabato di sole in cui una miriade di cittadini erano intenti a vivere un normale giorno d’estate, una bomba collocata da terroristi fascisti causò una strage, 85 morti e 200 feriti.
Mani fasciste, poi coperte dai vertici della Loggia massonica P2, causarono morte, terrore e distruzione, tante vite travolte, tanti sogni spezzati, tante speranze svanite in un attimoLa più grande strage italiana in tempo di pace, voluta e attuata per colpire ancora una volta una città simbolo, la nostra Bologna.
Bologna, come l’Italia intera, seppe reagire all’orrore del terrorismo fascista: quel giorno, tutti hanno fatto con dignità la loro parte per limitare il numero dei morti, perché i feriti fossero subito curati, perché i parenti fossero tutti informati al più presto.
Questo straordinario senso civico nel corso degli anni non è mai venuto meno, sostenendoci sempre anche nei momenti più difficili durante i processi, quando menzogne, depistaggi e delegittimazioni tentavano in ogni modo di allontanare la verità e di coprire mandanti ed esecutori dell’attentato. Nel manifesto di quest’anno abbiamo scritto:
I FAMILIARI DELLE VITTIME IMPEDISCONO
CON LE ARMI DELLA VERITA’ E DELLA GIUSTIZIA
LA RISCRITTURA DELLA STORIA
L’OCCULTAMENTO DELLA VERITA’ SULLE STRAGI
LA LIQUIDAZIONE DELLA MEMORIA.
In tutti questi anni la nostra associazione, unitamente ad altre, ha ottenuto che la memoria su questi avvenimenti non si spegnesse; abbiamo denunciato all’opinione pubblica tutti i tentativi di riscrivere le sentenze e riabilitare i terroristi, ma abbiamo la certezza che questo lavoro deve continuare per arrivare ad una consapevolezza sempre più estesa capace di impedire qualsiasi manipolazione e qualsiasi colpo di spugna revisionista di un periodo tragico della vita della nostra repubblica.
Oggi, grazie al loro silenzio, sono tutti in libertà. Degli esecutori materiali e dei depistatori sappiamo nomi e cognomi: sono Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, terroristi fascisti pluriomicidi, sono il generale Musumeci e il colonnello Belmonte allora ai vertici del SISMI, servizio segreto militare, assieme al generale Santovito, sono il faccendiere Francesco Pazienza e il gran maestro della Loggia massonica P2 Licio Gelli che gestivano nell’ombra i nostri servizi segreti.
I mandanti e gli ispiratori politici della strage non sono ancora stati giudizialmente individuati. L’argomento è stato ripreso in una recente fumosa intervista dal Senatore Cossiga. Sarebbe ora che il Presidente Emerito Senatore Francesco Cossiga si decidesse ad assumersi tutte le sue responsabilità senza porre condizioni, sarebbe ora che spiegasse come mai si è circondato, nei momenti più delicati della vita politica italiana, di piduisti. Sarebbe ora che rendesse pubblico il motivo della grande attenzione che lo porta, da sempre, a sponsorizzare i pluriomicidi Mambro e Fioravanti. Ed è proprio grazie ad una raccomandazione del Senatore Cossiga che i responsabili di Comunione e Liberazione hanno invitato Francesca Mambro,insieme con la terrorista delle Brigate Rosse Nadia Mantovani al Meeting dell’Amicizia dell’agosto scorso.
Non solo come parenti delle vittime, ma soprattutto come cittadini, non troviamo parole per esprimere il senso di profonda amarezza che ha suscitato in noi quella sciagurata scelta dell’ospite e l’infamia degli applausi che gli sono stati tributati. La stessa amarezza ci ha pervaso pochi mesi dopo, quando si è diffusa la notizia che Mambro e Fioravanti sarebbero stati gli ospiti d’onore durante una kermesse elettorale col Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi anche lui già iscritto alla loggia massonica P2 (tessera n 1816)
Negli stessi giorni in cui da tutto il mondo pervenivano, soprattutto ai giovani, messaggi di amore per la pace e di condanna del terrorismo, il commissario della Croce Rossa Maurizio Scelli aveva pensato bene di propinare ad una platea di ragazzi, i due volgari assassini e stragisti come esempio da seguire.
Per un pugno di voti si stravolge l’etica della politica, utilizzando senza scrupoli la popolarità criminal-mediatica dei due terroristi, cancellando i valori su cui si fonda la Repubblica.
Un progetto indegno dalle finalità ambigue, che solo la grande protesta dell’opinione pubblica democratica ha potuto impedire. E’ insorta un’Italia che non dimentica. Se si voleva valutare il polso del Paese, se si voleva vedere se la coscienza degli italiani era addormentata al punto da accettare anche tali immoralità, la società civile ha risposto forte e chiaro, e ha risposto No.
I due terroristi sono stati lasciati frettolosamente a casa. I messaggi di solidarietà pervenutici sono stati tantissimi e abbiamo avuto la conferma che non siamo i soli a notare l’inquietante trattamento di favore che, da sempre, accompagna gli esecutori materiali della strage di Bologna.
Sono infatti sempre più numerosi coloro che si chiedono come mai Mambro e Fioravanti, con i loro 6 ergastoli e 218 anni di condanne siano da tempo ormai. Sono sempre di più i cittadini che si chiedono come possono dire di aver espiato le loro colpe, se hanno scontato solo 2 mesi di carcere per ogni persona uccisa. Sono sempre di più i cittadini che si domandano perché non vengono mai pubblicate le foto di tutte le altre vittime della furia omicida di Mambro e Fioravanti, perché nessun quotidiano ricorda i loro nomi.
Ma noi, quei nomi, quelle persone, ce le ricordiamo: sono Roberto Scialabba, Antonio Leandri , Maurizio Arnesano, Franco Evangelista, Francesco Mangiameli, Enea Condotto, Luigi Maranese, Giuseppe de Luca. Marco Pizzari, Francesco Straullu, Ciriaco di Roma, Alessandro Caravillani e Mario Amato. E al Giudice Mario Amato vogliamo dedicare qualche parola in più perché, a 25 anni dal suo assassinio, la figura di quest’uomo onesto e coraggioso ancora ci commuove e costituisce un debito di vita e di insegnamento.
Mario Amato è stato il primo magistrato romano che, dopo l’uccisione di Vittorio Occorsio, ha tentato una lettura globale del terrorismo nero, intuendo che si trattava di un ambiente con legami e diramazioni ad altissimi livelli. Il lavoro che svolgeva era difficile e gli ostacoli si trovavano anche nel suo stesso ufficio. La presenza accertata fra i militanti dei NAR di Alessandro Alibrandi, figlio di un magistrato, induceva a inquietanti benevolenze di magistrati e polizia verso quell’area. E proprio dei NAR stava scoprendo retroscena, collegamenti e progetti, ma Mario Amato fu lasciato solo.
Il 13 giugno 1980, poche settimane prima della strage di Bologna, in una audizione al CSM, rivelò la sua intuizione sulla pericolosità dinamitarda delle bande armate neofasciste; 10 giorni dopo fu ucciso per ordine di Mambro e Fioravanti, che festeggiarono l’evento con ostriche e champagne.
E anche dopo, ai processi per quell’omicidio come al processo per la strage , mostrarono arroganza e disprezzo nei confronti dei parenti delle vittime, ridendo loro in faccia ed esibendosi in effusioni amorose durante le udienze.
Ci pensino coloro che fanno a gara per invitare questi due squallidi personaggi a conferenze e convegni.
Ci pensino quei registi e produttori senza scrupoli che pensano di fare un film sulla vita dei due stragisti, trattando le loro vittime alla stregua di comparse, quando invece spesso sono state, come nel caso di Mario Amato, dei giganti morali.
La storia del terrorismo, “l’esperienza umana” che merita d’essere raccontata non è quella degli assassini rossi e neri, ma quella delle loro vittime, quella delle persone che hanno visto i colleghi più validi cadere per difendere la democrazia, quella di chi aveva paura ad uscire di casa o a prendere un treno, quella di chi, quel giorno, ha dovuto lacerarsi gli abiti per trasformarli in bende, quella di chi ha dovuto respirare odore di polvere da sparo mentre qualcuno li voleva convincere che era stata l’esplosione di una caldaia, quelli che, con la pelle sporca di polvere e sangue hanno trasportato e assistito le vittime di questa orrenda strage, quella di chi è dovuto crescere senza una madre o un padre, invecchiare senza un compagno o senza un figlio.
E’ la storia di persone comuni che quel 2 agosto di 25 anni fa hanno scavato con le mani tra le macerie Ed è anche la storia di chi, dalla parte giusta, magistrati, forze dell’ordine, giornalisti, sindacalisti, si è opposto alla follia assassina di esaltati come Mambro e Fioravanti.
E’ la storia di eroi civili come l’avvocato Ambrosoli e il giudice Emilio Alessandrini, come Guido Rossa e Emanuele Petri, come Walter Tobagi e Carlo Casalegno, come Massimo D’Antona e Marco Biagi.
Anche per loro, anche per voi-oggi non possiamo tacere.
Anche per loro e anche per voi, tanti anni fa, noi parenti delle vittime, ci siamo costituiti in Associazione assieme a Torquato Secci che ne è stato per sedici anni Presidente, volendo trasformare un progetto di morte quale è stata la strage, in un progetto di vita, per ridare voce a quegli stessi valori democratici che quell’eccidio aveva violato.
Anziché scegliere la strada sterile della vendetta, abbiamo voluto percorrere quella più lunga e impegnativa della ricerca di giustizia e verità. Da allora esigiamo rispetto della democrazia e della trasparenza e non ci stanchiamo di denunciare lo scandalo di un Paese in cui giace in un cassetto da ventuno anni la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare per “l’abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo”, lo scandalo di un paese in cui è lettera morta la “Legge quadro per il sostegno delle vittime di reato”, è uno scandalo che la legge 206 in favore delle vittime del terrorismo, approvata all’unanimità dal Parlamento, non sia applicata e si costringa le vittime a umiliazioni per ottenere quanto previsto; mentre per leggi ad personam ci sono corsie preferenziali che ne permettono l’approvazione e l’attuazione in tempi da record. Non ci stanchiamo di denunciare al Ministro della Giustizia la situazione di incredibile privilegio di cui continua a godere lo stragista Fioravanti, che nell’aprile dell’anno scorso ha ottenuto la libertà condizionale, pur non avendone i requisiti.
Fioravanti e la moglie Mambro hanno recentemente respinto le lettere con le quali i parenti delle vittime intendevano interrompere la prescrizione per il risarcimento dei danni derivati dai loro reati. Un tale arrogante comportamento, sintomo inequivocabile di assenza del minimo ravvedimento, doveva comportare la revoca immediata del beneficio, cosa che invece non è avvenuta.
Il Ministro Castelli, che non ha indagato sulla Magistratura di sorveglianza di Roma, così spesso ha elargito premi non meritati a questi due assassini.
Ma Castelli, dice di essere un uomo tutto di un pezzo, dice di essere dalla parte di Abele e di combattere Caino. In realtà ha chiuso l’Osservatorio per la tutela delle vittime di reato. Ma non si è fermato a questo. Chi sbaglia, dice,deve pagare. Tutti meno uno: il neofascista Cicuttini, nel 1972 segretario di una sezione del Movimento Sociale, condannato all’ergastolo in via definitiva quale autore per la strage di Peteano.
Questo Ministro ha espresso per ben due volte parere favorevole a che Cicuttini, dopo 26 anni di latitanza, venisse espatriato in Spagna per scontare la pena pur sapendo che, in quel paese, Cicuttini, difeso dall’On. Fragalà di AN, sarebbe stato amnistiato e così sottratto ad ogni pena. Solo le ripetute decisioni della Corte d’Appello di Venezia hanno impedito che si realizzasse quell’indegno disegno.
L’ex Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri si è personalmente impegnato per bloccare l’emissione di un francobollo celebrativo del 25° anniversario della strage di Bologna e non a caso ha utilizzato una intervista per difendere i vecchi camerati Mambro e Fioravanti e perorare atti di clemenza, seguito a ruota dal collega di partito e ministro Gianni Alemanno.
Questi sconcertanti episodi, dimostrano ancora una volta che chi difende gli esecutori della strage di Bologna si schiera contro i parenti delle vittime, contro la verità e contro la memoria.
Nell’anno in corso non sono mancati neppure opportunistici interventi di chi, come Paolo Mieli, per spiegare la strage alla stazione non ha esitato a riesumare la fantomatica pista internazionale indicata da Gelli e già smascherata come depistaggio.
Vecchi e nuovi depistatori oggi cercano di condizionare la corretta e democratica informazione con lo strumento masmediatico attraverso interviste e trasmissioni televisive d’inquietante disinformazione.
Denunciamo con fermezza, l’ennesimo tentativo di utilizzare in maniera impropria gli enormi strumenti della commissione parlamentare Mitrokhin al fine di negare la verità sulla strage ed elaborare fantasiosi teoremi. Si tratta, con la copertura istituzionale, di un vergognoso tentativo di cancellare la matrice fascista della strage, come riconosciuto dalla sentenza definitiva del 23 novembre 1995 emessa dalla Corte di Cassazione.per sostenere una inesistente pista internazionale.
In un epoca di revisionismi su ordinazione, dove c’è chi propone di abolire la festa del 25 aprile, giorno della Liberazione e chi vuole equiparare i partigiani ai repubblichini, gli eroi ai boia, le vittime ai carnefici, non stupisce che la terrorista Mambro la più sanguinaria e più impunita della storia del nostro Paese possa dichiarare con disinvoltura che il terrorismo è nato dalla Resistenza e che lei è stata condannata per la strage in quanto fascista.
Da sempre noi opponiamo alle menzogne i fatti, alle sensazioni le prove, alle irresponsabili critiche revisioniste le risultanze processuali. Anche per questo nel 2004 abbiamo completato l’archiviazione informatica di tutti gli atti processuali in collaborazione col Centro di Documentazione Storico Politico sullo Stragismo, affinché chiunque possa informarsi e fondare un’opinione seria e meditata su ciò che è stato.
Grazie anche a questa nostra faticosa opera di diffusione, di conoscenza e informazione , ormai tutti i cittadini onesti hanno capito che Mambro e Fioravanti non sono stati condannati perché fascisti, ma perché hanno massacrato decine di persone e che la campagna innocentista allestita è un ennesimo tentativo di depistaggio.
Gli stragisti e i loro amici hanno grandi e potenti mezzi per propinare le loro versioni distorte, false e interessate, ma la vostra presenza al nostro fianco qui , oggi, ci conferma che non dobbiamo lasciare il nostro Paese e la sua storia in balia della prepotenza dei più ricchi e dei più forti, perché cancellare la verità e riscrivere la storia in modo fazioso è contrario alle più elementari regole della democrazia.
Noi oggi operiamo, pur con tante difficoltà, in un paese democratico, fondato su valori di libertà radicati sul sacrificio di quanti persero la vita per conservarceli, e sul senso del dovere di quanti si prodigarono per affermarli.
Vogliamo qui ricordare le vittime del terrorismo internazionale a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà.
Grazie di essere con noi, dalla vostra presenza trarremo la forza di continuare a difendere la verità, la memoria,la democrazia.

2 agosto 25 anni fa

Bologna. La stazione ti chiama!
Schizzano calcinacci
Come fori di chiodi
Lamiere roventi
Ti straziano
La sala d’attesa sonnolenta
Esplode
Ti squarciano il fianco
Come una bella donna
Ignara
Il cuore a pezzi
Nell’urlo immane della sirena
Incubo stravolto
E qua la famiglia
Il soldato
L’uomo che dormiva con la bocca aperta
Il ragazza e la ragazza che si guardavano
Il figlio pensava la madre
Il bambino….
E tutto divenne di colpo l’orologio crocifisso
Che urlava il tempo della morte
Come gocce di sangue
Che schizzavano
E spini raggelati

Ahimai ahimai
Dov’e’ la pace il rispetto l’amore
Il bagaglio irresistibile delle cose comuni
Il fazzoletto stirato con cura
La lettera letta mille volte
Il biglietto che non parti’ mai
La fotografia?

Da uno a ottanta
E ognuno era intero
Centro di vita
Mondo
Persona nel cuore del mondo

La belva passo’ con alito nero
sinistra
sul tuo sangue versato
cosi’ inutilmente

Ahimai ahimai
Bologna, la stazione ti chiama !

Si levano negli angoli
Volti pallidi e tristi
Occhi muti ti guardano
ti guardano
ti guardano….

Related Tags:
Previous Topic:

Leave a Comment

Della stessa categoria

DELIRI IN SOGNO

Sogni sfuggiti al vinoa sua volta evaso agli annie..in delirio…………. Preti nei campipolitici [Read More]

MERDACCE

Mazzini,Garibaldilungimiranti in dazio alla storiaa ogni brillar d’oro una scoriae avevano [Read More]

DESTRA,SINISTRA,CENTRO

Additi misticidestra,sinistra,centroa vie celestialima con mignotteelette Regine maitressesu foto di lingerienon si va [Read More]

Chiedo Un Dono

  Se tocchi, sentirai la rabbia espandersi come un tuono in piena tempesta Se guardi, vedrai volare via il sogno [Read More]

Il Demonio Licenziato

  Un emozione da non ricordare è una paura da dimenticare Ma se tu vuoi ancor più a fondo scavare [Read More]

Who's Online

  • 0 Members.
  • 11 Guests.

Adv

Newsletter

RSS Il Fatto Quotidiano