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Tuesday January 23rd 2018

La cinquecento (un pò in vernacolo)

L’ho visti avvicinarsi lentamente a quel trespolo su quattro ròte che sarebbe da schiacciare su i’ posto anziché montacci sopra.
Invece era proprio l’intenzione di que’ du’ vecchietti quella di salirci per tornare d’indove gl’erano venuti.
Quando la moglie, uno scricciolo tutta bianchina di capelli, l’ha aperto lo sportello a i’ marito, mi son detto ora gli rimane in mano!
Il catorcio l’era una cinquecento L celestina del 1972, simile, nello stato d’uso, alla macchina dei blus bradars subito prima di smontassi.
Il marito, si vedeva che gl’era stato un omone grande e grosso, a causa d’un ictus dondolava e camminava a fatica.
“O che m’apri?” ha esclamato impaziente.
“Icchè t’apro a fare, ti ci vòle ancora un quarto d’ora a arrivare”
“O bischera, cammino meglio di te!”
La camminata e il dondolio sono aumentati pericolosamente.
“Che ha’ visto? Son bell’e che arrivato. Bada d’aprire veloce…”
Paziente la donna l’ha aperto la portiera, assistendo, senza fa’ nulla, al tentativo d’entrare in macchina da parte del su’ marito.
L’ho visto piegarsi come a i’ rallenti, piano piano, ora mi casca, mi son detto.
Invece con un’arte che me la sogno di notte, s’è incastrato nell’abitacolo segaligno del catorcio.
E sorrideva.
“O che monti? O che c’hai da star di molto?”
L’anziana signora la tira un sospiro, gira intorno all’auto, e la monta dalla parte guida.
Settant’anni abbondanti e la patente, di certo pe’ necessità, l’ha presa da poco.
Si vede da’ movimenti incerti.
La s’accomoda su que’ sedilini piccini come se le dessero possibilità d’accomodarsi a piacere, l’inserisce la chiave, l’ha tirato un schianto nel richiudere lo sportello che la s’è alzata la capotta, e poi via a i’ motore… motore… l’unica auto a i’ mondo con gl’ingranaggi indipendenti.
L’ha messo la retromarcia e, sorridendo, la s’è mossa all’indietro.
I’ marito s’è girato anche lui, “Sta attenta… sterza di più… fermati… metti la prima… se un ci fossi io…”
Ma sorridevano.
Adoravano quella macchina che permetteva loro, nel bene e nel male, di vagare indipendenti nel mondo.
Di sentissi vivi.
M’è venuto da sorridere e mentre s’allontanavano ho pensato “bada come l’ha rallentato bene allo stop! Brava mamma!”

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