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Thursday February 22nd 2018

Vibrazioni

Seduto sulla panchina in ferro battuto, disposta trasversalmente sulla passerella fra gli unici due binari della piccola stazione, Sandro aveva le braccia conserte e la testa leggermente chinata all’indietro.
Le punte delle labbra che leggermente rivolte verso l’alto rivelavano uno strano sorriso, gli spessi occhiali neri che sembravano ripararlo da un sole inesistente in quel grigio giorno autunnale e, all’interno delle orecchie, due piccole cuffie collegate ad un lettore CD che sembravano dividerlo dal mondo, incuriosirono i pochi altri viaggiatori che aspettavano il treno.
O forse era il suo abbigliamento, una tuta estiva di cotone grigio con pantaloncini corti, o che fosse madido di sudore.
Resta il fatto che attirava l’attenzione.
Anche quella di un agente della Polfer, che stava a dovuta distanza ma pronto ad ogni eventualità.
Il megafono segnalò il transito di un Intercity proveniente dal capoluogo e i viaggiatori in attesa si spostarono istintivamente verso il centro della passerella larga circa cinque metri e pavimentata di gres.
Sandro invece non si mosse, sembrava fosse addormentato, ma non lo era. Stava solo pensando a tutto quello che era successo negli ultimi tre giorni.
Cose che non si sarebbe mai aspettato.
Quando tutto sembra scorrere tranquillamente non riesci a credere che all’improvviso il mondo ti possa crollare addosso, o, almeno, non credi che possa capitare a te.
Lisa se ne era andata, anzi no, è più esatto dire fuggita, con un altro uomo, con i suoi soldi e soprattutto con la sua anima che, probabilmente, aveva scaraventato in un fosso durante la fuga.
Scomparsa, volatilizzata ed insieme a lei ogni suo sogno, ogni suo futuro.
Il parco del paese è piccolo ma perfetto per il footing. Un’ora e mezza di corsa ad alto ritmo a raggiungere la massima stanchezza e per allontanarsi dai pensieri.
Ormai aveva deciso di lasciare la sua vita in mano al destino, con gli occhi chiusi dietro le lenti scure.
La musica scorreva malinconica ad un dolce volume, cosicché il suo corpo potesse distinguere le vibrazioni del treno in transito, senza sapere da dove questo sarebbe arrivato. Quando si fecero più intense, scattò dalla panchina, rapidamente, gettandosi, sempre ad occhi chiusi, sul binario di destra.
Proprio mentre il treno transitava.
Ma a sinistra.
L’agente della Polfer, incredulo, si gettò su Sandro, che nel cadere nella fossa delle rotaie si era fatto male ad un ginocchio.
“Che fa? E’ impazzito?”
Sandro lo guardò, senza gli occhiali che nel frattempo gli erano caduti.
Aveva fatto della piccola stazione dove aveva conosciuto Lisa, la sua personale roulette russa.
Il destino aveva deciso di dargli una nuova possibilità di vivere.
Non sapeva come, ma era certo che l’avrebbe avuta.

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