WarDrome Sci-fi MMORPG
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comunità di poesia e lotta dal 2002
Sunday February 25th 2018

Notiziario animalista

PICCOLO
Quando ti portano un piccolo
Abbandonato, disperso,
non discutere! Accettalo subito!
Toglilo dalle mani incompetenti,
più delle volte mendaci e crudeli.
Prendilo tra le tue
Mettilo vicino al tuo cuore,
fagli sentire con le tue carezze
sicurezza, tranquillità.
Trasmetti il tuo affetto,
tutto il tuo amore,
donagli ristoro e conforto,
fai in modo che si abbandoni al sonno
con un sospiro di sollievo.
Hai lenito le sue paure,le sue sofferenze,
ma in te rimane trasfusa la gioia
e una forte emozione che ti fa piangere.
E’ la pietà per queste povere creature
che ti fa grande.
Riconsolati,lascia agli altri la meschinità.
Leopold Persidi
Fonte: http://www.buffogatto.it/poesie_5.htm
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Gli scoiattoli grigi del Parco del Ticino possono dormire sonni tranquilli.
di Ivan Albarelli
Magenta (MI) – Il loro destino, che solo fino a qualche settimana fa pareva segnato, è stato al momento sospeso. Quantomeno fino a mercoledì prossimo, 20 luglio, quando di loro – e non solo di loro – si parlerà in un incontro all’assessorato regionale alla Qualità dell’ambiente retto da Domenico Zambetti. Si parlerà di «conservazione e gestione del patrimonio ambientale e naturale» dei parchi regionali, fanno sapere dall’assessorato. Ma il tavolo tecnico – a cui presenzieranno le principali associazioni animaliste e ambientaliste e i presidenti dei Parchi regionali – servirà anche chiarire la questione «scoiattoli grigi», al centro di una polemica fra guardie ecologiche volontarie, l’Associazione Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) e la presidente del Parco Ticino Milena Bertani. I «grigi», importati dal Nord America, già dal 2000 rappresentano una minaccia alla sopravvivenza della specie rossa, autoctona. Da qui la decisione del Parco di ridurne il numero per non metterli più in grado di nuocere: abbattendoli in modo «indolore» attraverso l’impiego dell’etere solforico. Da qui l’altolà di Aidaa, allertata dalle guardie ecologiche venute a conoscenza delle intenzioni del Parco: «Faremo tutto ciò che è possibile per impedirne l’abbattimento – spiega il presidente Lorenzo Croce, che parteciperà all’incontro in assessorato – ci sono soluzioni alternative a questa affinché non creino più problemi». Soluzioni che Croce ha già illustrato a Milena Bertani in un incontro avvenuto all’inizio di questa settimana: «Ho avuto modo di spiegarle il ventaglio di possibilità alternative al semplice abbattimento». Dal canto suo la presidente del Parco precisa: «Il contenimento dello scoiattolo grigio risponde a una precisa direttiva della Regione Lombardia». La vicenda ricorda quella analoga del Parco del Mincio, nel Mantovano, dove a essere entrati nel mirino delle «politiche di contenimento» sono i castorini, per i danni creati alla flora e ai campi c oltivati dell’area protetta. Anche qui gli animalisti (in particolare l’associazione Bairo) sono scesi in campo per difenderne il diritto alla vita.
Fonte: IL GIORNO
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http://www.enpa.it/cgi-bin/Public/foto/12925_ringo.jpg
Smarrito in Vignate (MI), segugio maschio appena dato in adozione. E’ molto impaurito, è probabile che vaghi per le campagne tra Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi. Se avete amici, conoscenti in quelle zone passate parola. Aiutateci per favore.
Telefono: 329-2162350
Email: resy@email.it
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Preghiamo i lettori di far girare questo messaggio tra i conoscenti per la misteriosa scomparsa di Linus, avvenuta il 4/9/2003, dal giardino dell’abitazione in Pramaggiore (VE).
E’ tatuato sull’orecchio destro con il n. 36MI4034 e al momento della sparizione indossava un collarino rosso.
E’ di piccola taglia, mite ed indifeso, età circa 9 mesi all’epoca della scomparsa.
http://songino.altervista.org/linus.jpg
Chiunque abbia sue notizie è pregato di segnalarlo ad Enrica o Resy ai numeri 3292162350 oppure 3298122367.
Email: bairos@tin.it
Si offre una buona ricompensa a chiunque riuscirà a trovarlo ma, nell’ipotesi che il piccolo sia stato adottato, assicuriamo che non è nostra intenzione strapparlo alla nuova famiglia. Restituiteci la pace!
Volontari Gruppo Bairo
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RANDAGISMO.
Verranno ricoverate tutte le bestiole destinate alla sterilizzazione
Si ripristina il canile sanitario della Fanusa

Portati a termine i complessi adempimenti, l’amministrazione comunale, da tempo intenzionata a ridimensionare il problema del randagismo, annuncia l’imminente ristrutturazione del canile sanitario. La prossima settimana, infatti, prenderanno il via i lavori di ripristino della struttura di contrada Fanusa – Milocca, oramai, ex sede di un canile privato. «Qualche giorno fa – dice il responsabile del servizio Ecologia, Luciano Sansalone – accompagnato dalla dirigente, Doretta Pantano, ho effettuato una sorta di sopralluogo nel canile di contrada Fanusa – Milocca, adesso in disuso, e dove prima il gestore di un canile privato provvedeva al mantenimento di quaranta cani, fatti trasferire, recentemente, in un’analoga struttura di contrada Carancino. Dopo un intervento di pulizia straordinaria, previsto per lunedì prossimo, e che porterà via qualche giorno, l’amministrazione provvederà al riadattamento della struttura».
In tale immobile, vasto circa 200 metri quadri, e situato all’interno di un appezzamento di terreno di circa 2.000 metri quadri, saranno effettuate, di concerto con il servizio sanitario provinciale, le sterilizzazioni dei cani randagi. Trattasi, così come definite dalla legge 15, di strutture di prima accoglienza, in cui i cani randagi, dopo essere stati sottoposti ad interventi di sterilizzazione, verranno depistati nei vari canili disseminati su tutto il territorio comunale, se pericolosi, o reinseriti nell’ambito del quartiere in cui sono stati recuperati, affinchè i residenti se ne prendano cura, se mansueti.
Lucia Corsale
Fonte: LA SICILIA (Siracusa)
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Caro direttore, se i comuni facessero una attiva politica di affidamento e adozione dei cani randagi …
… o ex randagi, i canili non sarebbero sovraffollati. Inoltre l’imposizione del tatuaggio e la verifica che questo adempimento sia rispettato da parte dei cittadini è un problema che le amministrazioni neppure si pongono mentre è uno degli aspetti più importanti per frenare l’abbandono. Vanno anche promosse le sterilizzazioni per evitare cucciolate indesiderate e nuovo randagismo. Ma i comuni non soltanto non promuovono adozioni, non controllano i tatuaggi, non fanno sterilizzazioni ma neppure investono nella costruzione, nel risanamento, nella ristrutturazione di canili. Come se i cani fossero un problema altrui anzichè un obbligo delle istituzioni e un servizio dovuto alla società. La scusa dei fondi limitati è sempre pronta. E’ già lì fra i denti, basta la parola d’ordine ed eccola. Ma si chiedono i cittadini quanto costi loro sovvenzionare i titolari di canili, aziende o associazioni che siano, ai quali i comuni affidano i cani pagando laute convenzioni? Si chiedono i cittadini se non sia meglio investire in strutture secondo la legge che non consumare denaro per creare sofferenza (leggi canili lager) senza tutelare i cani e arginare il fenomeno del randagismo? Fino a quando si griderà “al lupo, al lupo”? Le iniziative studiate altrove (ma mai veramente ed efficacemente attuate), sono molte. Di poco, anzi di inesistente, c’è soltanto la volontà e il rispetto della legge.
Ci auguriamo che la sveglia suoni. Enrica Boiocchi Vice presidente Gruppo Bairo Onlus www.bairo.info
Fonte: IL TEMPO (Abruzzo)
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In sei mesi cinquemila cani abbandonati
PESCARA – Abbandonati lungo le autostrade, lasciati appesi a un guinzaglio da qualche parte, con il rischio di finire sotto le ruote di un’auto o morire di fame. Scomodi per chi vuole andare in vacanza o, comunque, scrollarsi la responsabilità di un altro essere vivente. Di cani che hanno fatto questa fine, in Abruzzo, dall’inizio dell’anno il consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale ne ha stimati 5mila, raccogliendo informazioni nei canili. Una cifra che si aggiunge ai 42.710 animali randagi calcolati dal Ministero della Salute, numero che colloca l’Abruzzo al sesto posto in Italia. Sono invece 105.870 i cani di proprietà e oltre 150 mila i gatti che vivono nelle famiglie. Una vergogna, per i Verdi, è che alle spiagge abruzzesi (tranne un’«oasi» a Francavilla al Mare) possono accedere solo cani fino a 7 chili di peso. Cioè nessuno. Per riacquisire spazi di civiltà e porre un argine legislativo al crudele festival degli abbandoni, Caporale ha proposto di innovare «l’ormai anacronistica legge 86/1999 sul randagismo», con un progetto di legge che mira al controllo del fenomeno, all’istituzione dell’anagrafe canina e alla tutela degli animali da compagnia. Il pdl è stato sottoscritto da consiglieri di tutto il centrosinistra e dalla Democrazia cristiana. Non solo: ha ottenuto le adesioni di associazioni che si occupano di animali, come Animalisti italiani, Lega nazionale per la difesa del cane, Movimento Una, Asada, Acif e Lav. Caporale e i consiglieri regionali Augusto Di Stanislao e Maurizio Teodoro intendono coinvolgerli nell’intero iter di approvazione della normativa. Tra le novità: l’aumento da 4 a 6 mq degli spazi minimi per i cani nelle strutture pubbliche e private; l’eutanasia degli animali solo se gravemente malati o di comprovata pericolosità; la possibilità per gli anziani di ospitare animali da compagnia nelle case di riposo. G.C.
Fonte: IL TEMPO
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I musicisti del demonio
Chiese bruciate e omicidi: i padri rock delle bestie

Uno sta scontando ventun anni di galera per avere ucciso a coltellate il proprio chitarrista. Un altro è noto per avere bruciato non si sa quante chiese in nome dell’anticristianesimo militante. Uno non suona se il palco non è addobbato con carcasse di animali impalati. Uno si è sparato un colpo di fucile in bocca perché non riusciva a vivere di musica e cercare un lavoro avrebbe significato sottrarre tempo all’adorazione di Belzebù. Ce n’è anche uno che si è marchiato a fuoco una croce rovesciata in fronte e andava dicendo che si sarebbe ammazzato al compimento del trentatreesimo anno di età ( proposito misteriosamente abbandonato pochi giorni prima della fatidica scadenza). Sono i padri nobili delle Bestie di Satana: un po’ musicisti e un po’ stregoni, hanno fatto del satanismo truculento e intransigente una morale, elevando il black me tal da sottogenere musicale a filosofia di vita ( e di morte). L’idea di abbinare tematiche esoteriche e musica estrema nasce in Scandinavia verso la metà degli anni ‘ 80: la musica è un muro di suono disarmonico e velocissimo ( i puristi del genere usano le drum machine, non essendo questi tempi eseguibili da batteristi umani) su cui si distende un cantato fatto di urla e ruggiti. Le tematiche sono quelle: satanismo, occultismo, paganesimo, blasfemie più o meno gratuite, demoni e quant’altro di luciferino possa tornare utile alla causa. Il personaggio più noto dell’allegra combriccola è il deus ex ma china della onemanband Burzum, Kristian” Varg” Vickernes. Più celebre con il nome di battaglia di Count Grishnack, il nostro è bal zato agli onori delle cronache nell’agosto ‘ 93 quando, pare per una faccenda di royalties mai pagate, uccise con 24 coltellate Oystern Aarseth, in arte Euronymous, leader dei seminali prime movers Mayhem, stimato produttore e leader indiscusso della scena black metal norvegese. Vickernes, accompagnato da un suo amico chitarrista, fece irruzione in casa di Euronymous che pochi giorni prima aveva manifestato l’intenzione di torturarlo a morte con un pungolo elettrico e lo uccise a sangue freddo. Ades so è in carcere, da dove continua a pubblicare dischi. «Faccio ancora dischi», ha detto in un’intervista, «perché la mia missione è portare la musica ariana nel mondo distruggendo la musica dei negri e degli ebrei che oggi va tanto per la maggiore»
Fonte: LIBERO
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Le galline prevedono il futuro e sono dotate di autocontrollo
( l. s.) Le galline sono in grado di anticipare il futuro e, in caso di necessità, di esercitare un buon livello di autocontrollo. Lo sostiene una ricerca britannica condotta da un team del Silsoe Research Institute ( a Bedford). Gli studiosi hanno selezionato alcune galline e le hanno poste di fronte a dei pulsanti colorati, uno dei quali rilasciava ( se premuto) una certa quantità di cibo. Il sistema di distribuzione era stato tarato in modo da fornire porzioni di cibo crescenti a seconda di quanto tempo gli animali erano disposti ad aspettare prima di premere. Risultato: molte galline erano in grado di controllarsi e di attendere il momento più conveniente per premere il tasto di rilascio.
Fonte: LIBERO
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Un’invasione di cavallette scaccia i turisti dall’Alpe
MIGLIAIA DI FAGOCITI HANNO INVASO IL PARCO SOPRA LA BRIANZA ERBESE. IMPOSSIBILE PRENDERE IL SOLE O FARE IL PIC NIC. GLI ENTOMOLOGI: IL MOTIVO SONO LE TEMPERATURE POCO RIGIDE DELL’INVERNO
Un’invasione biblica, alla lettera. Come quelle calate sull’Egitto di Mosè, migliaia di cavallette da alcuni giorni infestano tutta l’area dell’Alpe del Viceré, balcone naturale sopra la Brianza erbese, in estate frequentatissimo da turisti ed escursionisti – milanesi e lombardi -, per il fresco dei suoi quasi mille metri e i tanti sentieri che solcano i boschi. Ma quest’anno passeggiare o prendere il sole nei prati è diventato un incubo: una miriade di fagociti ( questo il nome scientifico delle cavallette), come una nube ronzante ricoprono la vegetazione di un’area di parecchi chilometri quadrati, dalla periferia di Albavilla fin quasi alla cima del monte Palanzone, uno dei più alti delle Prealpi comasche. Si posano ovunque e mangiano le piante. Nessun danno per le persone, solo fastidio; ma fare un pic- nic o cercare un po’ di relax in mezzo a questa fauna volante diventa pressoché impossibile. E visto che, a quanto pare, la situazione resterà immutata per il resto della stagione calda, gli operatori commerciali cominciano a temere la fuga definitiva dei consueti clienti dell’Alpe. Le cavallette sono comparse in numero così massiccio da spingere subito il sindaco di Albavilla Giacomo Pontiggia a chiedere l’intervento delle autorità sanitarie della Regione. La loro relazione è attesa a breve, ma non esisterebbero rischi immediati per le coltivazioni. « Questi insetti si cibano della normale vegetazione » , spiega l’entomologo Mario Colombo. « Si tratta comunque di un fenomeno endemico e non particolarmente preoccupante – prosegue lo studioso – che però ultimamente si sta ripetendo con insolita frequenza in Lombardia. Un’invasione analoga a quella del Viceré infatti sta interessando da alcuni giorni anche l’Oltrepò pavese » . La loro proliferazione è dovuta alle temperature non troppo rigide dello scorso inverno, che non hanno operato la consueta selezione naturale. Ora però non si può fare più nulla: « Almeno per quest’anno – consiglia Colombo – è preferibile non intervenire. Andranno riducendosi da sole in autunno. Certo è che se anche la prossima estate si dovesse verificare un simile fenomeno sarà necessario prendere delle contromisure » . Niente prodotti chimici, però: « Altrimenti – conclude l’entomologo – si devasta l’ambiente » . Insomma, le cavallette bisogna tenersele: non esistono prodotti repellenti in grado di metterle in fuga. L’intera provincia ultimamente è stata interessata da altri fenomeni legati ad animali sgraditi. Oltre alla diabrotica, parassita che a più riprese ha invaso l’Erbese e la Bassa comasca, in primavera la città di Como e la zona di Carbonate hanno assistito a un’incredibile proliferazione di mosche; nei giorni scorsi alcune vipere sono state viste in pieno centro a Lurate Caccivio. Roberto Colombo
Fonte: LIBERO
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Apertura con giallo per il Baubeach, la spiaggia per persone accompagnate da cani, ha prima ottenuto la concessione demaniale dal Comune di Fiumicino ma poi lo stesso Comune l’ha sospesa. La nuova locazione si troverebbe a Passo scuro, al confine con Palidoro, descritta nel sito www.baubeach.it e fornirebbe i servizi fondamentali per il benessere della coppia per sona cane: ombrellini parasole, ciotole, snack, bustine igieniche, assistenza veterinaria in caso di bisogno e polizza assicurativa in caso di infortuni. Oltre ai classici servizi di spiaggia, si aggiunge l’opportunità di avere un adeguato ristoro, sarebbe offerto da un vicino hotel.
Fonte: LIBERO (Edizione di Roma)
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Allarme di un comitato USA
No ai primati ” umani”
L’innesto di staminali nel cervello di scimmie malate potrebbe creare problemi di ordine etico molto gravi

BALTIMORA L’ inserimento di staminali umane nel cervello delle scimmie a scopo sperimentale potrebbe alterare le capacità cognitive di questi animali, rendendoli per certi aspetti simili a noi. Ad affermarlo è un comitato di ventidue esperti ( che comprende primatologi, esperti di cellule staminali, filosofi e giuristi) che ha recentemente esaminato tutte le implicazioni etiche delle sperimentazioni mediche attualmente in corso su scimmie appartenenti a varie specie. A dirigere il lavori del comitato è stato Mark Greene, già ricercatore della Johns Hopkins University a Baltimora e ora professore presso l’Università del Delaware. Stando agli studiosi è improbabile che l’introduzione di staminali umane nel cervello dei primati modifichi in modo eticamente problematico le loro capacità cognitive ( rendendoli quindi in parte umani), ma il rischio che ciò avvenga è reale e fin troppo rilevante per essere ignorato. Se prendiamo in considerazione le attuali ricerche sull’Alzheimer, nessuno scienziato può garantire in modo definitivo che le cellule staminali si limitino a riattivare le capacità mnemoniche delle scimmie, senza sortire poi ulteriori, imprevedibili effetti. I ventidue esperti ammettono di non sapere che cosa differenzi realmente l’uomo dalle specie a lui più vicine ( come gli scimpanzé e gli altri primati superiori) e quali potrebbero essere gli effetti delle sperimentazioni in questione. I ricercatori appartenenti al comitato hanno inoltre sottolineato che le nostre scarse conoscenze in merito alle capacità mentali delle scimmie ci impediscono di sviluppare criteri oggettivi per stabilire se gli impianti di staminali abbiano provocato o meno dei cambiamenti significativi. Stando inoltre agli studiosi di medicina rigenerativa al momento attuale non sappiamo quali tipi di staminali possano essere innestati senza produrre problemi etici. Uno dei temi sui quali c’è stato maggior disaccordo è quello relativo all’ammissibilità di esperimenti medici particolarmente intrusivi che coinvolgano delle scimmie ( delle creature cioè dotate di una vita emotiva simile alla nostra). Il comitato ha quindi elaborato alcune raccomandazioni per evitare l’umanizzazione dei primati; a questo proposito gli studiosi propongono di effettuare ( quando è possibile) tali esperimenti su scimmie geneticamente molto distanti da noi ( come i macachi). Secondo Greene e colleghi è inoltre necessario che in futuro le ricerche svolte su questi animali siano supervisionate da esperti di bioetica che prendano in considerazione sei diversi fattori: il numero di cellule umane innestate, il livello di sviluppo dell’animale ( cioè se la scimmia si trova nello stadio fetale o in quello adulto), la specie del primate su cui si sta sperimentando, le dimensioni del suo cervello, l’area nervosa precisa in cui le staminali verranno impiantate e le condizioni di salute neurale dell’animale ( se il cervello di quest’ultimo è ferito o ammalato) e se esso potrebbe quindi trarre un reale giovamento dall’intervento. È necessario inoltre condurre nuove e più approfondite ricerche allo scopo di migliorare le nostre conoscenze delle capacità cognitive e della vita emotiva dei primati. Luigi Sparti
PIANETA DELLE SCIMMIE Allarme: l’innesto di staminali nel cervello potrebbe far diventare le scimmie intelligenti: uno scenario evocato dal film ” Il Pianeta delle scimmie”
Fonte: LIBERO
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Cina, sperma di maiale nello spazio
Si studiano effetti della microgravità

Circa 40 grammi di sperma di maiale saranno presi a bordo della nave spaziale cinese Shenzhou VI per il relativo lancio di ottobre. Secondo quanto riporta l’agenzia Xinhua, a bordo della navicella spaziale parte del seme sarà mantenuto fuori della capsula biologica e parte di esso all’interno. Lo sperma che rimarrà in vita sarà utilizzato a terra per confrontare l’effetto della microgravità sul seme.
I maiali scelti sono una razza denominata Rongchang, dal nome di una zona nel sud-ovest del Paese: questi animali sono noti per la loro costituzione fisica e per la qualità della loro carne. Gli esperti agricoli sperano di usare lo sperma per fertilizzare ovuli di maiale una volta fatto ritorno sulal terra e di controllare i possibili effetti del viaggio nello spazio sulla fecondazione. Lo sperma, infatti, in orbita è sottoposto a modificazioni a causa dei raggi cosmici e della microgravità.
La Cina è il terzo Paese, dopo la Russia e gli Stati Uniti, ad aver equipaggiato un volo spaziale e per Shenzhou VI questa è la seconda missione. Durante il viaggio spaziale due astronauti orbiteranno intorno al pianeta cinque o sei volte.
Fonte: TGCOM
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Grandola ed Uniti Appartiene a Lucia Romano, la donna che sta difendendo nove cuccioli destinati al canile, Trascinano un’auto e poi la buttano nella scarpata
GRANDOLA ED UNITI (Gp. R.) – Un’auto trainata dal parcheggio in cui si trovava fino a un paio di tornanti sopra e gettata in una scarpata; altre due rigate, ammaccate sulla carrozzeria e con parabrezza e finestrini distrutti. È questo il bilancio del raid vandalico compiuto nella notte fra venerdì e ieri in frazione Velzo. L’episodio assume addirittura connotati inquietanti alla luce del comune denominatore esistente fra i proprietari delle vetture: una di loro è Lucia Romano, la donna che nei giorni scorsi ha reso pubblica la sua battaglia in difesa di nove cuccioli destinati al canile; gli altri due sono dei vicini che la sostengono in questa sua battaglia. I nove cagnolini di Velzo, che in attesa di essere adottati dovranno trovare sistemazione nel canile di Albate, tornano dunque a far parlare di loro. Il sindaco, Giancarlo Zanfanti, ha motivato le ragioni della loro provvisoria sistemazione al canile, mentre di fronte ad un simile fatto non esiste alcuna giustificazione plausibile. «È fin troppo evidente lo scopo di chi ha agito di nascosto in piena notte – afferma Lucia Romano – le tre auto erano parcheggiate in luoghi diversi e sono le uniche prese di mira; sulla nostra, in bella evidenza, c’era persino un portafogli, che non è stato toccato. Si tratta, insomma, di un chiaro avvertimento per chi sta difendendo i cuccioli». I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno trovato delle impronte, che potrebbero rivelarsi determinanti per il prosieguo delle indagini. Domani i proprietari dei mezzi seriamente danneggiati si recheranno in caserma per sporgere denuncia contro ignoti.
Fonte: LA PROVINCIA DI SONDRIO
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Nuova struttura per ospitare cani randagi
(nidi) Tempi duri per i cani randagi. Il Comune ha predisposto il reperimento di una struttura e per l’affidamento del servizio di cattura, ricovero, mantenimento e cure sanitarie degli animali vaganti nel territorio comunale. Un appalto da 821 mila euro, la cui gara è prevista il 6 settembre. La retta giornaliera per il singolo cane ricoverato è di 1,91 euro, il compenso mensile per servizio di cattura ammonta a 1.583,97, per un periodo di 36 mesi dalla data di aggiudicazione fino al 31 agosto 2008. L’affidatario si impegna alla cattura, alla custodia, alla cura sanitaria e al mantenimento dei cani randagi per il tempo necessario al loro affidamento. I cani catturati, se reclamati entro 60 giorni, potranno essere ceduti gratuitamente a privati che diano garanzia di buon trattamento previa terapia profilattica effettuata dal servizio veterinario contro rabbia, echinococcosi o altre malattia trasmissibili all’uomo. La struttura dovrà possedere la disponibilità di almeno 300 posti di ricovero come canile rifugio nonch‚ di “un’apposita zona contumaciale che possa ospitare almeno 40 cani, adibita a canile sanitario”. La ditta dovrà garantire ai cani un soggiorno in adeguati recinti con opportuno drenaggio di acqua e urina, provvisti di apposite cucce termicamente isolate e coibentate, dotate di pedana sollevata da terra di almeno sette centimetri, con un adeguato spazio vitale per ogni soggetto adulto di almeno 2 metri quadri. Il lavaggio e la disinfezione dei box dovranno essere svolti con cadenza giornaliera. Inoltre, dovranno essere applicati “tutti gli accorgimenti tecnici e gestionali affinch‚, sia durante le fasi di trasporto sia durante il periodo di permanenza nel canile, gli animali vengano mantenuti in condizioni di temperatura, ventilazione, umidità, aerazione, luce ed esposizione sonora conformi alle loro esigenze”.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Caltanissetta)
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Bistecche coltivate
Sarà possibile far crescere cellule di tessuto muscolare in laboratorio

Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista “Tissue Engineering”, usando nuove tecnologia di ingegneria dei tessuti sarà possibile produrre in laboratorio carne più sana per i consumatori e ridurre l’inquinamento prodotto dagli allevamenti nelle fattorie. Anche se gli scienziati della NASA avevano già fatto crescere tessuti di pesce in provetta, nessuno finora aveva proposto seriamente un metodo per coltivare carne a livelli commerciali. Nel loro lavoro, Jason Matheny dell’Università del Maryland e colleghi descrivono due possibili metodi per riuscirci.
Secondo Matheny, gli scienziati potrebbero far crescere cellule di tessuto muscolare di ovini, suini, polli o pesci in grandi strati su membrane sottili. Questi strati di cellule verrebbero poi staccati dalle membrane e accatastati per aumentarne lo spessore e ottenere qualcosa di simile alla carne.
Con un altro metodo, invece, gli scienziati farebbero crescere le cellule su piccole particelle tridimensionali che si allungherebbero in seguito a piccoli cambiamenti di temperatura. Il tessuti risultante potrebbe essere usato per produrre carne elaborata come bocconcini di pollo o hamburger.
“La coltivazione di carne – spiega Matheny – offrirebbe molti vantaggi. Per esempio, sarebbe possibile controllarne gli elementi nutritivi, come gli acidi grassi omega-6. E poi si ridurrebbe l’inquinamento dovuto all’allevamento di bestiame”. In uno studio pubblicato sulla rivista “Physics World”, il fisico britannico Alan Calvert ha calcolato che gli animali mangiati dagli esseri umani producono il 21 per cento del biossido di carbonio attribuito alle attività umane.
Fonte: LE SCIENZE
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tendenze/3 Nella lite per il divorzio ora entrano anche i cani
ROMA Se la coppia scoppia il problema non si limita ai figli, ma coinvolge anche i cani di famiglia. E così esplode il fenomeno dei dog sitter. A rilevarlo è uno studio condotto dalla sessuologa Serenella Salomoni, presidente dell’Associazione donne e qualità della vita, su 500 coppie “scoppiate”, residenti nell’ intero territorio nazionale. Secondo lo studio, infatti, tra affidamento dei figli (37%), sussidi di mantenimento (34%), spunta prepotente un nuovo argomento di contesa: il cane. Una situazione che, ogni estate, rischia però di portare conseguenze funeste per gli amici a quattro zampe, troppo spesso abbandonati sul ciglio della strada nonostante le più recenti leggi a favore della tutela degli animali: ben 150.000 i cani abbandonati da giugno a settembre, soprattutto nel sud Italia secondo l’ associazione che cita dati del Ministero della salute. Ben il 16% del campione dichiara di aver ingaggiato vere e proprie battaglie legali per ottenere l’affidamento dell’amato cucciolo e nel 53% dei casi è la componente affettiva a prevalere. Ma, come in tutte le cause di divorzio, non manca la componente vendicativa, che fa confessare al 16% di essersi battuta per l’affidamento del cane per lasciare il coniuge in uno stato di prostrazione e solitudine. Un pò come per i figli nell’ 80% dei casi è la donna a spuntarla. Ottenuto l affidamento, però, nascono nuove controversie. Il 34% degli intervistati segnala come maggiore causa di dissidi il mantenimento economico dei fido, che non si capisce se debba esser compreso negli alimenti o meritare un capitolo a parte.
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
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Hotel aperti a cani e gatti Imperia prima in Italia
Imperia Fido va in vacanza e in provincia di Imperia 190 alberghi di tutte le categorie, da una a quattro stelle, sono pronti ad accoglierlo. Solo nel capoluogo sono dieci gli alberghi che accettano cani e gatti. Un record rispetto a qualche anno fa quando gli hotel che davano la disponibilità di camere e servizi agli amici a quattrozampe si contavano sulle dita di una mano. La svolta l’ha data anche la Federalberghi che proprio quest’anno ha attivato due nuovi siti internet: www.pets-hotels.it e www.swimming-hotels.it dove sono stati inseriti tutti gli hotel della Penisola che accettano animali domestici o che sono dotati di almeno una piscina (esterna o coperta).
Barbera a pagina 19
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Estate a misura di quattrozampe
IL FENOMENO In Riviera gli animali sono i benvenuti in duecento esercizi tra alberghi, ristoranti e spiagge
Turismo e servizi per i cani, Imperia ai primi posti in Italia
Imperia Fido va in vacanza e in provincia di Imperia 190 alberghi di tutte le categorie, da una a quattro stelle, sono pronti ad accoglierlo. Solo nel capoluogo sono dieci gli alberghi che accettano cani, ma anche gatti.
Un record che proietta l’imperiese tra le prime province in tutta Italia con il numero più alto di alberghi aperti ai quattrozampe. I nominativi dei quasi 200 hotel sono stati inseriti nel nuovo sito internet della Federalberghi www.pets-hotels.it. Fido, nel ponente, può andare anche a fare il bagno anche in tre spiagge, a Ospedaletti, Bordighera e alla Garbella di Imperia. Rispetto a qualche anno fa, la situazione è decisamente cambiata: c’è stata una pressoché completa levata di scudi, una pioggia di buone intenzioni da parte di tutte le componenti per l’organizzazione della vacanza. Albergatori di ogni stella e categoria, gestori di stabilimenti balneari e ristoratori si sono messi la mano sul cuore ed hanno ampliato l’offerta dei servizi, considerando anche famiglie di turisti che intendono trascorrere la vacanza con cane e gatto al seguito. Il giro di volta l’ha dato sicuramente anche la Federalberghi che proprio quest’anno ha attivato due nuove finestre telematiche: oltre a www.pets-hotels.it è stato aperto anche il sito www.swimming-hotels.it dove sono stati inseriti tutti gli hotel della Penisola che accettano animali domestici o che sono dotati di almeno una piscina (esterna o coperta). La denominazione in inglese è stata dettata dall’esigenza di assecondare anche la clientela straniera. «Come non considerare una popolazione di quindici milioni di cani e gatti che vivono nelle case degli italiani che, in misura sempre maggiore, vogliono portarseli anche in vacanza? Gli albergatori – spiega Americo Pilati, presidente regionale di Federalberghi – hanno dovuto rivedere offerte e servizi e soprattutto tenere conto anche di quei turisti che vogliono andare in vacanza con il proprio animale. L’iniziativa di Federalberghi e soprattutto la risposta, decisamente alta, che c’è stata da parte dei colleghi è da considerare una vera e propria rivoluzione di costume. C’era chi i cani non li voleva vedere nemmeno alla reception – aggiunge Pilati – Oggi la situazione è decisamente migliorata. Iniziative come queste rafforzano il livello qualitativo delle nostre imprese, dimostrando una spiccata attenzione alla clientela sia italiana sia straniera che vogliono andare al mare con il proprio amico a quattrozampe».
A Imperia sono dieci gli alberghi che accolgono animali: un quattro stelle (Rossini al Teatro), cinque tre stelle (Kristina, Croce di Malta, Centro, Corallo, Robinia), tre due stelle (Italia, Italia da Edy, Piemontese) e un albergo a una stella (Nella). Tutti i titolari degli alberghi che compaiono sul sito pets-hotels.it si sono dimostrati sensibili al problema dell’abbandono e alle esigenze dei padroni che non intendono separarsi in viaggio o in vacanza dai propri amati animali domestici. C’è chi offre camere confortevoli con tanto di ciotola e coperta, altri ancora che dispongono di ampi terrazzini con cuccia. Nessuno ha ancora pensato a servizi ancora più completi come all’Hotel Palace di Bari: qui, a tutti i clienti padroni di animali, viene distribuito un set di prodotti per la pulizia del pelo con pettini e spazzole, gadget come palloni, un assortimento di cibo per cani e gatti e come pavimento un comodo parquet. Un’idea che potrebbe essere sperimentata prossimamente anche da alcuni alberghi di Imperia e Sanremo. (Giò Barbera)
Fonte: IL SECOLO XIX
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– BIOATTACCHI. Ma la ricerca è senza soldi
Antrace: due molecole possono servire per prevenire l’azione delle tossine

Roma. Una coppia di molecole attive sulle tossine dell’antrace ha dimostrato di avere efficacia preventiva contro la malattia. Questi i risultati di una recente sperimentazione su animali che Cesare Montecucco, del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, ha anticipato a margine del nono simposio annuale della Fondazione Giovanni-Armenise Harvard chiuso ieri a Frascati.
Anche se i due inibitori delle tossine, contrariamente a quanto sperato, hanno un blando effetto terapeutico, spiega Montecucco, non sono tossici, quindi si prestano per la profilassi preventiva, utile per chi deve recarsi in ambienti a rischio, per esempio i militari. Le antitossine potrebbero essere utilizzate da chi è esposto al bacillus anthracis perché lavora a contatto con ovini, ovvero in ambienti dove il patogeno è presente sul suolo. Qui, oltre a causare infezioni anche fatali al bestiame ovino e bovino (carbonchio), il bacillo può provocare nell’uomo la forma cutanea della malattia, meno grave di quella sistemica, che compromette la funzione polmonare, ma importante.
L’antrace è un bacillo che si trasmette tramite spore che normalmente sono al suolo e quindi non sono pericolose per l’uomo che non può respirarle, a meno che non siano modificate volutamente da diventare diffusibili nell’aria, come potrebbe avvenire in un attacco terroristico. Se inalate le spore finiscono nei polmoni dove non danno segni fino a quando la malattia non è in uno stadio avanzato, troppo per rimediare con antibiotici, perché ormai le due tossine dell’antrace sono entrate in circolo e gli antibiotici possono uccidere il batterio ma non hanno effetto sulle tossine.
Invece le due molecole inibitrici, un estratto del tè verde (Ecgc) già sperimentato su altre malattie e non tossico e un farmaco in uso contro l’epatite B, bloccano le tossine e nei primissimi esperimenti che Montecucco aveva avviato sui topolini nel 2004 lasciavano sperare nel controllo del decorso della malattia.
«Ci aspettavamo che le molecole cambiassero il decorso della malattia», racconta Montecucco, «invece hanno mostrato di avere solo efficacia preventiva». Ma questo è un buon risultato, afferma l’esperto, perché a differenza degli antibiotici le antitossine potrebbero essere assunte anche per lunghi periodi senza avere effetti collaterali. Per una persona che vive per esempio in Sardegna, a contatto con ovini, dove non è infrequente contrarre l’antrace cutanea (basta avere abrasioni sulla pelle) significherebbe evitare la malattia. Inoltre, le antitossine potrebbero aiutare ad accorciare il decorso dell’infezione che di solito dura mesi.
Per stabilire se le antitossine sono efficaci sull’uomo come sugli animali, servono nuove sperimentazioni, per esempio utilizzando proprio un campione di pastori dei luoghi esposti, ma ora in Italia non ci sono fondi sufficienti, fa notare Montecucco.
Fonte: BRESCIA OGGI
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la mortalità di cani e gatti è dell’80%
In questa stagione si ripropone con tutta la sua gravità il fenomeno

Ogni due minuti un animale abbandonato
ROMA – Con la partenza per le vacanze si ripropone con tutta la sua gravità il fenomeno degli animali abbandonati all’ultimo momento nelle città. Ma «gli abbandoni in autostrada – rileva una nota dell’associazione «Diamoci la Zampa» – sono meno frequenti di un tempo: negli ultimi due anni si è registrata, rispetto al decennio precedente, una diminuzione del 70%». Cani e gatti, però, vengono abbandonati in altri luoghi, ad esempio davanti ai canili, nei centri cittadini e in prossimità dei luoghi di villeggiatura. «Allarmante – dichiara il portavoce dell’associazione Edgar Meyer – è il dato sulla mortalità degli animali abbandonati, che raggiunge l’80%». Nei mesi di giugno, luglio, agosto – sottolinea la nota – vi è il massimo picco di abbandoni di animali: l’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano stima ammontino in tutta Italia a oltre 60.000 nei tre mesi considerati. Ciò equivale a 20.000 al mese, cioè a circa 700 cani e gatti abbandonati al giorno. Il che significa che «nei tre mesi estivi sul territorio nazionale, si assiste in media a 25 abbandoni all’ora, ovvero ad un abbandono ogni due minuti». È il caso dei tre micetti appena recuperati da «Diamoci La Zampa». «Li abbiamo recuperati sabato alla discarica di Opera – rileva Meyer – erano stati abbandonati lì un mesetto fa chiusi in un sacco di plastica. Grazie all’operatore ecologico che li ha nutriti sono sopravvissuti pur tra mille pericoli, primo quello di rimanere schiacciati sotto le ruote dei camion».
Fonte: GAZZETTA DEL SUD
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Cimitero per animali? “Progetto pronto entro il mese”
(safaz) “Il mio amico a quattro zampe, un pastore scozzese con cui ho diviso quattordici anni della mia vita è morto, ma nella nostra città non c’è un cimitero per animali dove seppellirlo”. Giuseppe Terrano scrive così al Giornale di Sicilia per segnalare “un problema – spiega – che tocca migliaia di amanti degli animali costretti ad abbandonarli chissà dove”. Ma il Comune ha in cantiere un piano per la costruzione di una struttura a Bellolampo. Il progetto potrebbe essere pronto entro il mese. Intanto i palermitani chiedono un intervento urgente. “Non capisco – scrive Terrano – perch‚, a differenza di tante altre città, nella nostra, dove ci sono tantissimi animali, non ci si preoccupi di questo problema”. E poi, “sarebbe bello essere di esempio anche ad altre località – aggiunge – rendendosi all’avanguardia per sensibilità, civiltà e umanità anche nei confronti di chi ci ha donato il suo amore in cambio di poche coccole”. Terrano nella sua lettera esprime “rabbia e amarezza” perch‚ “non è giusto – scrive – che dopo aver consegnato il proprio cane agli operatori dell’Amia non si sa neppure che fine farà. Ho saputo infatti che l’inceneritore per il momento non funziona, quindi con molta probabilità il mio cane resterà in attesa che qualcuno lo ripari”. Dalla ex municipalizzata però assicurano che “gli animali ritirati vengono portati in un sito apposito”. Dal Comune fanno sapere poi che “entro luglio, il settore urbanistica presenterà il progetto preliminare per la realizzazione del cimitero per cani che è già previsto nella zona di Bellolampo. La nuova struttura – spiegano – dovrebbe occupare una vasta superficie di circa tre ettari. Sempre nella stessa area, attiguo al cimitero sorgerà il nuovo canile che potrà ospitare mille cani”. L’assessorato comunale alla Sanità e all’Igiene intanto ha “sollecitato il settore urbanistica perch‚ i tempi previsti vengano rispettati”. Sa. Faz.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
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“In crescita i randagi trovati in strada”
(safaz) A giugno sono aumentate le segnalazioni di cani per strada rispetto ai mesi scorsi, ma sono stabili rispetto allo stesso mese del 2004: questi i dati registrati dagli uffici del canile comunale che si occupano di ricevere dai cittadini i reclami per la presenza di randagi e animali abbandonati. I numeri confermano il trend di crescita della presenza di cani per le vie cittadine nei mesi estivi: a giugno il numero degli animali segnalati è aumentato del quaranta per cento rispetto a maggio e la percentuale potrebbe salire ancora di più a luglio, almeno stando ai dati delle prime due settimane. Confrontando invece il numero delle segnalazioni dei cittadini nei mesi di maggio e giugno di quest’anno con gli stessi mesi del 2004 emerge che il dato è stabile a giugno e di poco diminuito a maggio. Leggermente in calo anche il numero dei “ricoveri” di animali presso il presidio veterinario del canile. Negli ultimi tre mesi sono stati circa duecento: qualche decina in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I responsabili del canile evidenziano poi una diminuzione delle richieste da parte dei cittadini per le adozioni dei cani. Infatti “su 100 animali portati all’interno della struttura comunale, – spiegano – appena una trentina di loro vengono affidati”. Facendo un rapido giro all’interno del canile ci si rende conto poi che quasi la totalità dei cani presenti appartiene alle razze “pericolose”, soprattutto pitbull. “La legge infatti – spiega l’assessore alla Sanità, Nino Nascè – prevede che nel canile vadano tenuti i cani catturati per strada che possono essere un rischio per la sicurezza dei cittadini, e cioè quelli che appartengono alla categoria dei cosiddetti “morsicatori”. Per tutti gli altri si deve procedere alla sterilizzazione, alla “microchippatura” e dopo averli registrati si possono solo rimettere in strada”. Sa. Faz.
GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
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in Breve
Randagismo, avviso di gara a Serradifalco

SERRADIFALCO. (sa) Lettera di invito dell’amministrazione comunale per l’affidamento a trattativa privata del servizio per la cattura e il ricovero dei cani randagi. Il compenso posto a base d’asta per ogni giorno di ricovero ammonta a 2,10 euro (più Iva). Il servizio avrà durata un anno dall’affidamento. Le ditte interessate dovranno produrre richiesta di partecipazione alla gara entro il prossimo primo agosto
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Caltanissetta)
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Bioparco Roma, clinica per animali
ROMA, 15 lug – Ci sono passate tutte le specie di animali del Bioparco di Roma, nella clinica degli animali, situata in una zona periferica dell’ex zoo. C’e’ una sezione per la quarantenai, sale di degenza, studio odontoiatrico, sala chirurgica perfettamente attrezzata, elettroscopi, endoscopi lunghi fino a tre metri. Tra gli interventi, il cesareo alle tartarughe, specie a quelle piu’ anziane. Quando le uova sono troppo calcificate o deformate. Particolarmente difficile e’ fare l’ecografia ai serpenti.
Fonte: STUDIOCELENTANO
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ANIMALI: UNO OGNI DUE MINUTI ABBANDONATI E L’80% MUORE
ROMA – Con la partenza per le vacanze si ripropone con tutta la sua gravità il fenomeno degli animali abbandonati all’ultimo momento nelle città. Ma “gli abbandoni in autostrada – rileva una nota dell’associazione ‘Diamoci la Zampa’ – sono meno frequenti di un tempo: negli ultimi due anni si è registrata, rispetto al decennio precedente, una diminuzione del 70%”. Cani e gatti, però, vengono abbandonati in altri luoghi, ad esempio davanti ai canili, nei centri cittadini e in prossimità dei luoghi di villeggiatura.
“Allarmante – dichiara il portavoce dell’associazione Edgar Meyer – è il dato sulla mortalità degli animali abbandonati, che raggiunge l’80%”.
Nei mesi di giugno, luglio, agosto – sottolinea la nota – vi é il massimo picco di abbandoni di animali: l’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano stima ammontino in tutta Italia a oltre 60.000 nei tre mesi considerati. Ciò equivale a 20.000 al mese, cioé a circa 700 cani e gatti abbandonati al giorno. Il che significa che “nei tre mesi estivi sul territorio nazionale, si assiste in media a 25 abbandoni all’ora, ovvero ad un abbandono ogni due minuti”.
E’ il caso dei tre micetti appena recuperati da ‘Diamoci La Zampa’. “Li abbiamo recuperati sabato alla discarica di Opera – rileva Meyer – erano stati abbandonati lì un mesetto fa chiusi in un sacco di plastica. Grazie all’operatore ecologico che li ha nutriti sono sopravvissuti pur tra mille pericoli, primo quello di rimanere schiacciati sotto le ruote dei camion. ‘Zampette bianche’, il maschietto, è il capo che comanda il gruppo. Le due sorelline, Tina e Mina, sono più timide.
Cerchiamo per loro adozioni con esperienza e tanta pazienza. Il numero adozioni per Zampette bianche, Tina e Mina è: 347.2549083 – 333.8350786″.
Fonte: ANSA
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PECHINO – Elefanti: zanneridotte con il gene antibracconaggio
Più grosse sono le zanne, maggiore è il rischio che un elefante maschio cada sotto i colpi dei cacciatori di frodo: perciò, per difendersi, la specie sta sviluppando il gene – finora residuale – che inibisce la crescita delle zanne. Secondo Zhang Li, professore di zoologia all’Università Normale di Pechino, il bracconaggio sta infatti riducendo il patrimonio genetico dell’elefante asiatico, inducendo una progressiva mutazione che porterà alla nascita di sempre più esemplari privi di zanne.
Fonte: IL GAZZETINO NAZIONALE
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l’invenzione In Gran Bretagna sarà venduto un telefonino a forma di osso per fare sentire agli animali domestici la voce dei padroni quando sono assenti Arriva il cellulare per cani e gatti: «Sarà la strenna più richiesta dagli inglesi»
Gli inglesi sono sempre all’avanguardia nelle trovate per gli animali domestici

LONDRA È destinato a diventare uno dei regali più richiesti per il prossimo Natale: il cellulare per cani, un telefonino a forma di osso, da attaccare al collare dell’amato animale domestico, per fargli sentire la vicinanza del padrone anche quando si trova lontano. Il gadget arriverà sul mercato britannico il prossimo dicembre, in tempo per le feste natalizio: costo previsto 100 sterline (circa 135 euro). L’inventore di chiama Cameron Robb, 35 anni, che ha brevettato la sua idea negli Stati Uniti. Il «PetsCell» (cellulare per animali domestici) verrà prodotto da una industria dell’Arizona, che conta di venderne milioni di esemplari, in un mercato potenzialmente enorme come è quello, in Occidente, dei proprietari di cani. Per i gatti, il cellulare a forma di osso appare meno adatto. Robb descrive entusiasta la sua invenzione, in un’intervista al britannico «Mail on Sunday»: «Mentre ci si trova in vacanza, in ufficio o per strada, si potrà contattare il nostro animale domestico e fargli sentire una voce amica». «Un’indagine di mercato ha dimostrato che una grande quantità di persone – spiega ancora – lascia messaggi per i compagni a quattro zampe sulle segreterie telefoniche oppure parla con loro per telefono, con l’aiuto di qualche congiunto che, a casa, tiene la cornetta appiccicata all’orecchio del cane o del gatto». Il nuovo prodotto ha però già sollevato perplessità tra gli esperti della Royal Society per la protezione degli animali. Il capo dei veterinari dell’organizzazione britannica, Tim Miles, ritiene che il cellulare possa far del male alla psiche delle bestiole. «Un cane – avverte – può essere confuso o persino spaventato dal sentire la voce del suo padrone, senza vederlo». «Sebbene a qualcuno sembri di parlare con il suo cane per telefono, ciò in realtà non succede», spiega il dottore. «Il cane spesso abbaia non per conversare, ma per paura o per attirare l’attenzione». «Per un animale domestico, una telefonata non sostituisce la presenza della persona amata. Questo cellulare rischia di essere l’ennesima trovata costosa che danneggia gli animali, e imbroglia i loro proprietari». L’inventore non si scompone davanti alle critiche della Royal Society. «Non posso credere che si faccia del male agli animali, parlando con loro al telefono». Al di là della reale utilità dell’invenzione, sono in molti a scommettere sul suo successo. Il direttore della popolare rivista «K9», dedicata agli amici a quattro zampe, Ryan ÒMeara, non ha dubbi: «La gente non resisterà all’idea di telefonare al proprio cane».
Fonte: LA PROVINCIA DI COMO
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da giugno a settembre Cani e gatti, mesi negativi 700 abbandoni al giorno
ROMA – Con la partenza per le vacanze si ripropone con tutta la sua gravità il fenomeno degli animali abbandonati all’ultimo momento nelle città. Ma «gli abbandoni in autostrada – rileva una nota dell’associazione «Diamoci la Zampa» – sono meno frequenti di un tempo: negli ultimi due anni si è registrata, rispetto al decennio precedente, una diminuzione del 70%». Cani e gatti, però, vengono abbandonati in altri luoghi, ad esempio davanti ai canili, nei centri cittadini e in prossimità dei luoghi di villeggiatura. «Allarmante – dichiara il portavoce dell’associazione Edgar Meyer – è il dato sulla mortalità degli animali abbandonati, che raggiunge l’80%». Nei mesi di giugno, luglio, agosto – sottolinea la nota – vi è il massimo picco di abbandoni di animali: l’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano stima ammontino in tutta Italia a oltre 60.000 nei tre mesi considerati. Ciò equivale a 20.000 al mese, cioè a circa 700 cani e gatti abbandonati al giorno. Il che significa che «nei tre mesi estivi sul territorio nazionale, si assiste in media a 25 abbandoni all’ora, ovvero ad un abbandono ogni due minuti». È il caso dei tre micetti appena recuperati da «Diamoci La Zampa». «Li abbiamo recuperati sabato alla discarica di Opera – rileva Meyer – erano stati abbandonati lì un mesetto fa chiusi in un sacco di plastica».
Fonte: LA PROVINCIA DI SONDRIO
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Investiti, denutriti o feriti da bracconieri Nuova clinica per animali nell’Ennese
Si trova in una riserva naturale ed è composto da un pronto soccorso e un centro di riabilitazione. Costato 87 mila euro, può ospitare 5o “pazienti”: è gestito dalla Lipu
ENNA.(mave) Una nuova clinica per daini, istrici, falchi e “compagni”. Nasce nell’Ennese un centro di recupero della fauna selvatica, il terzo in tutta la Sicilia, dopo quello di Ficuzza (Palermo) e quello di Ragusa. Oltre due ettari di terreno, inseriti nella riserva naturale Rossomanno-Grottascura-Bellia, conosciuta da tutti come parco Ronza. Identico a un ospedale per esseri umani, a mancare è solo la sala di attesa e lo sportello per il pagamento del ticket. Pronto soccorso e centro di riabilitazione, questo ospedale si occuperà di tutti gli animali feriti dai cacciatori, investiti dalle auto o con problemi nutrizionali. Chiunque potrà aiutare le bestiole in difficoltà portandole in questo speciale ricovero, dagli agenti del corpo forestale ai singoli cittadini. Verranno curate molte specie selvatiche, ma “in particolar modo i rapaci diurni”, ha precisato Nino Algozino, veterinario del centro, “gufi e barbagianni sono meno presenti nella zona”. Inoltre il nostro habitat è ricco di poiane e gheppi che “arrivano al centro con fratture, vittime dei bracconieri”, ha continuato Algozino. L’ospedale accoglierà anche daini, cerbiatti, tartarughe terrestri e acquatiche (gli unici esseri a sangue freddo che potranno essere curati nell’istituto). Dopo un iter burocratico durato quasi sei anni l’obiettivo è stato raggiunto grazie all’impegno profuso dalla Provincia Regionale di Enna, che ha stanziato quasi 87 mila euro, dall’azienda foreste demaniali, che ha fornito il sito e dalla LIPU (Lega italiana protezione uccelli), che gestirà il centro. La struttura è costituita da un ampio parco, dove gli animali in riabilitazione possono correre in libertà; una postazione per le specie di grande taglia; due voliere all’interno delle quali è ricreato un habitat simile a quello naturale; una camera di osservazione; un ambulatorio attrezzato con una sala per le visite, una per le radiografie e un’altra per le operazioni chirurgiche. Il tutto conforme alla legge regionale 33 del 1997. La clinica, che può accogliere oltre 50 “animali-pazienti”, è immediatamente entrata nel pieno delle attività. Già ospiti del centro sette uccelli e due daini. Tra i volontari dell’ospedale (medici e assistenti) e gli animali si crea un particolare feeling. “Abbiamo una poiana che ci riconosce e sembra felice quando le diamo da mangiare”, ha detto Viviana Ingrasciotta, responsabile della struttura. Grazie al centro sarà possibile monitorare la situazione ambientale della zona e fare ricerca scientifica. Altro obiettivo è la promozione dell’educazione ambientale e della custodia degli animali selvatici. Per questo motivo le scolaresche potranno visitare la clinica e vedere da vicino le varie specie. La particolare posizione geografica e le grandi potenzialità possono fare dell’istituto un importante punto di riferimento per tutto il centro siciliano.Maria Veronica
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Fatti&Notizie)
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Sì agli animali in spiaggia Petizione con mille firme
(dara) La passata stagione balneare era a misura di cane, con uno spazio riservato nella spiaggia libera 1 della Plaja al migliore amico dell’uomo. L’estate 2005 vede invece lanciare un appello al sindaco Scapagnini e a tutti gli altri sindaci dei comuni della costa etnea “affinchè da subito si dedichino spazi attrezzati alle famiglie o ai singoli” che non rinunciano al cane per andare al mare. A sollevare la questione è il presidente dell’Aca (Associazione Catania animalista) Alfio Lisi, che ha raccolto un migliaio di firme di cittadini che chiedono con insistenza l’istituzione di “spiagge libere a quattro zampe”, attrezzate con servizi – “anche a pagamento” specifica Lisi – con ombrelloni, bagni e docce anche per i cani. “Purtroppo ancora oggi la costa catanese è off-limits per tutte quelle famiglie, il 20 per cento della popolazione, che hanno un animale – continua Alfio Lisi – e in questo modo si limita il diritto di tutti all’accesso al mare”. Si chiede dunque un atteggiamento più aperto, come accade sulle spiagge di città quali Riccione, Recanati, Savona e Roma. Da. Ra.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Catania)
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“In crescita i randagi trovati in strada”
(safaz) A giugno sono aumentate le segnalazioni di cani per strada rispetto ai mesi scorsi, ma sono stabili rispetto allo stesso mese del 2004: questi i dati registrati dagli uffici del canile comunale che si occupano di ricevere dai cittadini i reclami per la presenza di randagi e animali abbandonati. I numeri confermano il trend di crescita della presenza di cani per le vie cittadine nei mesi estivi: a giugno il numero degli animali segnalati è aumentato del quaranta per cento rispetto a maggio e la percentuale potrebbe salire ancora di più a luglio, almeno stando ai dati delle prime due settimane. Confrontando invece il numero delle segnalazioni dei cittadini nei mesi di maggio e giugno di quest’anno con gli stessi mesi del 2004 emerge che il dato è stabile a giugno e di poco diminuito a maggio. Leggermente in calo anche il numero dei “ricoveri” di animali presso il presidio veterinario del canile. Negli ultimi tre mesi sono stati circa duecento: qualche decina in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I responsabili del canile evidenziano poi una diminuzione delle richieste da parte dei cittadini per le adozioni dei cani. Infatti “su 100 animali portati all’interno della struttura comunale, – spiegano – appena una trentina di loro vengono affidati”. Facendo un rapido giro all’interno del canile ci si rende conto poi che quasi la totalità dei cani presenti appartiene alle razze “pericolose”, soprattutto pitbull. “La legge infatti – spiega l’assessore alla Sanità, Nino Nascè – prevede che nel canile vadano tenuti i cani catturati per strada che possono essere un rischio per la sicurezza dei cittadini, e cioè quelli che appartengono alla categoria dei cosiddetti “morsicatori”. Per tutti gli altri si deve procedere alla sterilizzazione, alla “microchippatura” e dopo averli registrati si possono solo rimettere in strada”. Sa. Faz.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
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La Lav: “Poca vigilanza sui microchip”
(safaz) “Atti di pura inciviltà, ma anche assenza di controlli sui microchip dei cani e troppi ritardi nell’allestimento dell’anagrafe canina”. Giovanni Guadagna, responsabile nazionale della Lav, punta il dito sul comportamento sbagliato dei padroni che abbandonano i loro cani, ma sottolinea anche che “le mancanze di quanti dovrebbero vigilare sulla “microchippatura” degli animali. Operazione – afferma Guadagna – molto semplice: basta un piccolo lettore ottico poggiato sulla schiena dei cani per accorgersi se sono stati dichiarati”. Il chip contiene i dati che rendono riconoscibile il cane. In questo modo è possibile risalire al padrone quando l’animale viene abbandonato. “Però – dice il responsabile dell’associazione animalista – la lentezza con cui l’Ausl 6 inserisce nel sistema informatico i dati complica il riconoscimento degli animali. Così – spiega – trovando un cane abbandonato non sempre si può rintracciare il padrone”. E poi, secondo Guadagna “i controlli per sanzionare chi non provvede a microchippare i propri animali sono sporadici”. E chiede dunque più vigilanza. “Dalle informazioni in nostro possesso – dice poi Guadagna – non è sicuramente diminuito il numero degli abbandoni rispetto allo scorso anno”. In merito ai controlli, dal comando dei vigili urbani, a cui spetta questo tipo di verifiche, replicano citando alcuni dati: “I controlli – spiegano da via Dogali – sono quadruplicati rispetto allo scorso anno. Se nel 2004 erano stati infatti 171 i cani controllati dai vigili, nel 2005, fino al mese di maggio, sono stati già settecento ed entro la fine dell’anno – assicurano – raggiungeremo quota 1.100, se tutto andrà secondo i programmi”. Ma non pè tutto. In merito all’anagrafe canina, infatti, dall’Ausl 6 e dal Comune fanno sapere che “le operazione di introduzione dei dati nel sistema avvengono regolarmente”. Sa. Faz.
Fonte: GIORNALE DI SICILIA (Cronaca Provincia di Palermo)
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Cuccioli rimasti senza casa, Sos dai rifugi: “Non abbiamo più spazio per accoglierli”
Emergenza nelle strutture di città e provincia. I responsabili: “Quest’anno è raddoppiato il numero delle bestie lasciate davanti ai nostri cancelli, ora siamo al collasso”. L’assessore Nascè: il Comune pronto a dare una mano
(safaz) Estate, tempo di vacanze, ma anche di abbandoni: padroni che si disfano dei propri animali, cani lasciati per strada e così dai rifugi stracolmi si alzano denunce e accorati appelli. “Non c’è più spazio – affermano al “telefono dei lettori” i responsabili di alcune strutture di città e provincia – e in queste condizioni siamo costretti a dire ai cittadini di non portarci più altri animali”. E aggiungono: “Le scene di “questi giorni sono di una inciviltà assoluta, la gente provi ad avere più rispetto degli animali”. Un consiglio che non sempre viene ascoltato. Basti pensare a quel che in questi giorni si sta verificando davanti ai rifugi della città. Intere cucciolate abbandonate davanti al portone e cani attaccati al cancello: il rifugio “Lo scodinzolo” di Bellolampo “già scoppia, – constata la responsabile Liliana Ragonese – eppure sono ancora in tanti, troppi, i padroni che in questo periodo abbandonano i propri animali e li lasciano

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